Linkedin non funziona! O dobbiamo utilizzarlo nel modo corretto?

Come usare Linkedin

Nel 2021 non possiamo permetterci di essere presenti su Linkedin in modo approssimativo e di non sfruttarlo per il business.

Linkedin non funziona? Come ogni altra piattaforma ha il suo linguaggio, il suo “galateo”, il suo modo di essere e siamo noi a doverci adattare. Se usato in modo corretto, permette di entrare in contatto con partner, fornitori e prospect, “semplicemente” condividendo know-how e dimostrando ciò che si sa realmente fare.

Pamela Nerattini, formatrice e consulente Linkedin, Innovation Manager presso il MISE e membro del Mensa, in questo webinar ci mostra:

  • Come ottimizzare in chiave SEO il proprio profilo
  • Le “best practice” per l’interazione e per i contenuti
  • Come costruire un network in ottica business

Scarica le slide della presentazione di Pamela Nerattini 👇

Linkedin non funziona! O dobbiamo solo imparare ad utilizzarlo nel modo corretto? from SiteGround.com

Scopri il libro di Pamela Nerattini:
Linkedin per chi cerca un (nuovo) lavoro

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Pamela e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Contattare un HR, con un messaggio interessante, sempre dopo aver impostato il profilo Linkedin con contenuti interessanti e completi su casi studio e materie d’interesse, è corretto?

Dipende a che punto si è.

Se si vuole contattare un recruiter interno all’azienda dove non ci sono posizioni aperte, si può chiedere se accettano candidature spontanee e su quale piattaforma.

Se invece si è già andati a colloquio e non è andato si può chiedere di restare in contatto per esigenze future.

Per gli head hunter verticalizzati si può direttamente chiedere di entrare a far parte della rete in quanto espert* di quel settore e quindi interessato ad essere nella rete per eventuali nuove posizioni.

Come si può calcolare lo score delle interazioni sui post o sugli articoli che condividiamo, come calcolare il loro valore?

L’engagement ovvero il coinvolgimento è la percentuale data dalla somma delle interazioni (consiglia, commenta, condividi) diviso il numero delle impression (la reach).

Però la cosa più interessante è capire se il post è uscito dalla propria cerchia di 1° ed è arrivato a persone di 2° e 3° (la famosa viralità). Oltre a questo è bene guardare se queste persone sono poi andate sul tuo profilo e quante di queste hanno chiesto la connessione.

Sondaggi Linkedin: li ho appena sperimentati e il risultato è stato del tutto inaspettato. Vorrei sapere che ne pensi?

Sono molto utili per diversi motivi. Innanzitutto perché sono l’ultimo formato nato in casa Linkedin, pertanto hanno una reach superiore e poi perché sono diretti, l’interazione è veloce. In ultimo, ma non per importanza, si può davvero fare domande al proprio target e chiedere aiuto, consigli o informazioni, etc. Quindi utilizzateli!

Puoi dare qualche consiglio su come leggere meglio le statistiche di linkedin dei post? Non sono chiarissime.

Numero visualizzazioni, ovvero quante volte è apparso nel feed di qualcuno 

Il 147 indica il numero di consiglia effettuati (poi entrando dentro si vede il tipo di interazione, ovvero con quale emoji)

47 sono i commenti, ovvero le persone che hanno scritto sotto il post.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Consigli di usare Linkedin per un eCommerce?

Presto le pagine aziendali avranno anche le pagine prodotto (in roll out attualmente negli USA), con tanto di link esterno alla scheda prodotto e le stelline per la valutazione stile marketplace. Pertanto in quel momento sarà ancora più interessante. Al momento tutte le aziende dovrebbero comunque avere una pagina linkedin, se il loro target è presente sulla piattaforma. 

Ci puoi fare degli esempi di “post perfetto”?

Ovviamente era una provocazione, il post perfetto non esiste.

Il post perfetto è quello interessante per il network, che da un valore aggiunto!

Tuttavia per quanto riguarda la struttura ecco un esempio:

Questo è un esempio di video condiviso che è diventato virale ed è stato messo in evidenza da LinkedIn stesso.

Innanzitutto dopo aver messo il link del video ed essere apparsa l’immagine, il link va cancellato.
Il testo è suddiviso in paragrafi in modo da dare spazio alla lettura.
Vi è un titolo, io uso il maiuscolo, ma è il mio stile, le persone però sanno già di cosa si parla.
Oltre ad aver dato informazioni utili e pertinenti, spero ;-), la fine è una call to action, ovvero chiedo alle persone di interagire e commentare ponendo una domanda.
Si termina con gli hashtag, in questo caso ne ho usato 1, ma si può arrivare a 3! La cosa fondamentale è rispondere alle domande della propria audience!

Inoltre non guardate solo il mio stile, ognuno ha il proprio, pertanto guardate i post nel vostro feed e capite quali attirano di più l’attenzione e perché.

Cosa sono gli attacchi brute force e perché non devi preoccuparti di loro

attacchi brute force

Che cos’è esattamente un attacco brute force? Il nome “forza bruta” evoca il titolo di un film d’azione di terza categoria. Ma per la maggior parte dei siti, un attacco brute force può essere molto serio.

Che cos’è un attacco brute force?

Un attacco brute force è esattamente quello che il nome stesso indica. Non esiste una logica particolare nell’individuare credenziali e password, è semplicemente un bot che va per tentativi iniziando con nome utente “A” e password “A” e da lì inizia a lavorare. Proverà pazientemente ogni combinazione di lettere e numeri fino a quando non troverà un login e una password che funzionano. Quando sono iniziati gli attacchi brute force, non erano molto più di questo, ma nel corso degli anni sono diventati più sofisticati, anche se nella sostanza rimangono dei bot.

Oggi esistono reti di bot che fanno questo lavoro. Una volta gli attacchi brute force provenienti da un singolo computer erano davvero facili da rilevare e bloccare. Quindi ora, per attaccare i siti e ricavare le credenziali, vengono messe in piedi reti con centinaia o migliaia di computer che lavorano insieme.

Inoltre, oggi esistono elenchi di password già utilizzate o parole che possono essere combinate insieme per creare una password. Una rete bot può provare a indovinare un login e una password migliaia di volte al secondo. Il tuo sito è tanto più sicuro quanto la password è complessa.

Oltre ad usare questi elenchi, gli hacker sono diventati ancora più furbi. Quando un sito viene violato e tutte le informazioni dell’utente vengono prese, le credenziali di quel sito vengono aggiunte alla lista delle credenziali da provare. Sanno che le persone non si preoccupano di creare login e password diversi nella maggior parte dei casi, quindi gli accessi per un sito sono probabilmente validi anche per altro.

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Come si riduce l’efficacia di un attacco brute force?

Siti non ospitati su SiteGround

Se non sei ospitato su SiteGround, devi cercare qualche plugin di sicurezza e configurare i firewall. Nel nostro blog puoi trovare diversi articoli sulla sicurezza che possono fare al caso tuo. Avrai bisogno di:

Installare un firewall e configuralo correttamente.

Ci sono molti buoni plugin nella repository di WordPress che proteggeranno il tuo sito da attacchi brute force e da altri tipi di hack. Personalmente non ne consiglio uno in particolare, ma ti basterà guardare i migliori per valutazione per trovare quello giusto per te. Tutti i plugin migliori hanno un abbonamento mensile, ma è quello che serve per proteggere il tuo sito.

Richiedi password complesse per tutti gli utenti

Abbiamo già parlato di password in questo articolo, ma vale la pena ripeterlo. Le password complesse sono la tua prima linea di difesa. Ai tuoi utenti potrebbe non piacere, ma manterrà il tuo sito e i loro dati al sicuro.

Richiedi l’autenticazione a due fattori per tutti gli accessi

L’autenticazione a due fattori riduce al 100% gli attacchi brute force perché il login e la password sono solo 2/3 della procedura di accesso. Per l’ultimo “terzo” serve avere un telefono. Questa è la fine dei giochi per gli attacchi brute force.

Come per le password complesse, gli utenti di solito odiano l’autenticazione a due fattori. Puoi limitarla agli account amministratore, ma se un utente malintenzionato entra nel tuo sito, sei compromesso.

Implementa un criterio di rotazione che imponga nuove password ogni 90 giorni

Un altro metodo che gli utenti odiano, ma che è efficace nell’aiutare a prevenire attacchi brute force, richiede agli utenti di reimpostare le proprie password. Questa è un’altra cosa mal sopportata dagli utenti e se fai troppe cose (in nome della sicurezza) che gli utenti non apprezzano, potresti iniziare a perdere utenti. Quindi sta a te fare una scelta ben ponderata.

Suggerimento bonus: Fail2Ban

Oltre a questi suggerimenti, mi sento di consigliare WP-fail2Ban. Configurato correttamente (serve uno sviluppatore o un amministratore di rete per configurarlo correttamente) può essere uno strumento molto potente per prevenire un attacco brute force. Non è facile da configurare ma è molto potente. Fail2ban è open source e gratuito, mentre il plugin WP Fail2Ban ha una versione pro che vale il suo prezzo.

Di solito non consiglio plugin specifici, ma questo è unico. Ho la versione gratuita installata su tutti i miei blog che non sono ospitati su SiteGround e funziona meravigliosamente. Sto fortemente considerando l’aggiornamento alla versione pro.

ATTENZIONE: questo plugin richiede che Fail2ban sia correttamente installato, configurato e funzionante sul tuo server. Fail2ban stesso ha anche un paio di requisiti. Questo non è un plugin semplice da usare. Se non sei uno sviluppatore o non hai molta familiarità con Linux, chiedi aiuto.

Siti ospitati su SiteGround

Se il tuo sito è ospitato su SiteGround, puoi dormire sonni tranquilli. SiteGround ha una suite completa di strumenti integrati, incluso un sistema di intelligenza artificiale che rileva gli attacchi brute force provenienti da reti di bot. Questo non significa che il tuo sito sia sicuro al 100%, nessuno può raggiungere il 100%. Tuttavia, significa che gli attacchi brute force sono una cosa in meno di cui ti devi preoccupare.

Riassumendo

Gli attacchi brute force sono conosciuti e ben compresi. Esistono strumenti che puoi installare per ridurre i rischi legati a essi. Detto questo, la soluzione migliore è scegliere un hosting provider affidabile come SiteGround che se ne occupa al posto tuo, in modo che tu possa dedicare il tuo tempo a migliorare sempre più il tuo sito.

Nuova configurazione MySQL per un’elaborazione più rapida delle query

Nuova configurazione MySQL

Due dei motivi più frequenti per cui un sito potrebbe risultare lento sono i processi PHP non ottimizzati e le pesanti query MySQL. Ottimizzare il codice è una parte cruciale della costante battaglia per una maggiore velocità. Tuttavia, le persone che ospitano i loro siti su SiteGround hanno sempre avuto un alleato affidabile al loro fianco in questa battaglia.

Per quanto riguarda gli script PHP lenti, abbiamo già annunciato il nuovo PHP Ultraveloce, che accelera l’elaborazione di questi script e le prestazioni dell’intero sito fino al 30%. Il naturale passo successivo per offrire un servizio super veloce è stato implementare una soluzione lato server relativo alle query al database lente. Già notiamo un calo di queste tra le 10 e le 20 volte per server!

Cosa sono le query MySQL lente e perché sono importanti?

Se gestisci un sito con un database, quando un visitatore entra nel tuo sito ci sono tonnellate di script che iniziano a funzionare, alcuni dei quali richiedono informazioni al tuo database. Ad esempio, se hai un negozio online e un visitatore sta cercando di acquistare un articolo, il tuo negozio dovrebbe verificarne la disponibilità nel database e visualizzare se è possibile ordinarlo. Questo controllo attiva una query MySQL. A seconda di come viene scritta la query, l’elaborazione da parte del server potrebbe essere piuttosto pesante e richiedere molto tempo.

Per chi gestisce il sito, queste query lente sono un problema perché portano a perdere clienti. Il tasso di abbandonano di un sito quando un visitatore deve attendere più di 2-3 secondi per il caricamento di una pagina è infatti molto alto.

Noi invece, in qualità di hosting provider, non vogliamo che i nostri server elaborino troppe query lente perché questo significa che la CPU e la RAM della macchina vengono bloccate e non possono essere utilizzate per altri processi.

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Cosa abbiamo fatto?

La battaglia con le query MySQL lente è un processo continuo, che coinvolge sia il chi gestisce il sito, sia il provider. Questo è il motivo per cui abbiamo lanciato una nuova configurazione MySQL sui nostri server che adotta un approccio innovativo per distribuire la RAM del server e assegnarla a MySQL. La nuova configurazione consente di elaborare simultaneamente un numero molto più elevato di richieste parallele e questo ha un grande impatto sulla gestione di query MySQL pesanti. I risultati sono così incredibili che ancora adesso i nostri sistemisti continuano a non crederci: abbiamo diminuito le query lente da 10 a 20 volte!

Tutti i nostri ultimi upgrade di servizio come PHP Ultraveloce e la configurazione MySQL, sono possibili grazie a due cose: la piattaforma Google Cloud e il passaggio da cPanel a Site Tools. Da quando siamo passati a Google Cloud, abbiamo aggiornato i server aggiungendo più RAM. Il prezzo unitario della RAM non è più economico, ma lavorare sul cloud offre una migliore distribuzione di quelle risorse tra macchine diverse. E il fatto di non dover sottostare alle limitazioni imposte da software di terze parti come cPanel, ci dà maggiore libertà di innovare. I nostri DevOps si sentono totalmente liberi di sviluppare nuove tecnologie a vantaggio dei siti che ospitiamo!

Chi ne usufruisce?

Tutti i clienti ospitati sui nostri server condivisi con Site Tools hanno già la nuova configurazione di MySQL! Se hai notato un miglioramento delle prestazioni nell’ultima settimana è molto probabile che sia dovuto a questo.

Ciò significa che è meno probabile che tu debba chiederci di correggere una query lenta. Meno query lente + server più veloci = meno problemi per te!

Anche gli account Cloud otterranno la nuova configurazione MySQL entro la fine di febbraio 2021.

Ancora su cPanel? Prevediamo di migrare tutti gli account entro la fine di marzo, quindi tutto ciò che devi fare è aspettare ancora un po’.

Digital Analytics: usare i dati per migliorare il proprio business

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L’importanza dei dati è ormai considerata preziosa quanto il petrolio. Le informazioni sono una ricchezza inestimabile che consente, a chi gestisce i propri dati, grandi opportunità di crescita della propria azienda. Per questo, le professioni del futuro come quella del Digital Analyst, saranno sempre più importanti per guidare le aziende verso un approccio data-driven.

L’ospite di questo mese sarà Alessio Semoli, imprenditore ed esperto di comunicazione digitale. Autore di diversi libri e professore all’Università Iulm di Milano. Attualmente è CEO di PranaVentures società di Venture Capital italiana che ha lo scopo di finanziare le imprese di successo del futuro.

In questo webinar, Alessio Semoli ci mostra:

  • come prendere il controllo del proprio business online imparando a misurare e tracciare nel modo corretto i dati
  • quali tecnologie e strumenti utilizzare per gli analytics
  • come approcciare i dati con una visione e strategia chiara

Scarica le slide della presentazione di Alessio Semoli 👇

DIGITAL ANALYTICS – Come usare i dati per migliorare il proprio business online from SiteGround.com

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Diamo uno sguardo al 2020: servizi migliorati e soddisfazione dei clienti al 97,7%

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È indubbio che il 2020 è stato un anno che non dimenticheremo mai. Ma nonostante tutte le difficoltà che ognuno di noi ha dovuto affrontare, sono successe anche molte cose positive. Durante tutto l’anno, il nostro team ha trovato conforto e la giusta motivazione nel migliorare i nostri servizi per tutti i nostri clienti e la comunità tutta.

⚙️ Nuovi strumenti e miglioramenti dei servizi 

È stato un anno ricco di eventi e cambiamenti nella nostra offerta di servizi. Dando uno sguardo indietro, siamo davvero orgogliosi di aver introdotto così tanti upgrade di servizio per i tuoi siti in soli 12 mesi.

Alcune delle novità che abbiamo introdotto nel 2020 sono: il passaggio completo alla piattaforma Google Cloud, lo sviluppo di PHP Ultraveloce, la creazione di strumenti per l’ottimizzazione dei siti WordPress, l’aumento delle risorse ai nostri piani di hosting e molto altro ancora!

> (opens in a new tab)”>Scopri tutte le novità >>

❤️ Supporto per le comunità in difficoltà

Oltre a migliorare il nostro servizio, abbiamo anche dedicato tempo e sforzi per supportare la comunità nella battaglia contro il COVID-19. Abbiamo fatto donazioni a varie istituzioni mediche, offerto hosting gratuito e rinnovi ai clienti più colpiti e aiutato i nostri dipendenti ad adattarsi alla nuova modalità di lavoro con uno speciale programma wellness.

Guarda cosa abbiamo fatto >>

🥇 Soddisfazione dei clienti al 97,7% e tanti premi

Siamo orgogliosi di vedere che tutti i nostri sforzi sono stati apprezzati dai nostri clienti. Tradizionalmente, all’inizio di dicembre, chiediamo ai clienti cosa pensano del nostro servizio. Siamo incredibilmente orgogliosi e felici di vedere che abbiamo ottenuto in media il 97,7% di soddisfazione dei clienti per i principali indicatori del nostro servizio: velocità, sicurezza, assistenza, tempo di attività, rapporto qualità-prezzo e gamma di strumenti. 

Il 2020 è stato inoltre un anno ricco di premi. Abbiamo ricevuto 2 Stevie Awards per il nostro servizio clienti, il premio BigSEE per la nostra sede principale e 12 premi agli Employer Awards! Non potremmo essere più felici per tutti questi riconoscimenti e puntiamo a mantenere lo stesso livello di qualità anche quest’anno!

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Condividi i nostri risultati del 2020

Puoi leggere il nostro riepilogo completo del 2020 e se sei soddisfatto di quello che abbiamo fatto, ti invitiamo a condividerlo sui tuoi social network con l’hashtag #SiteGround2020.

Ci auguriamo che il racconto di tutto ciò che abbiamo fatto nel 2020 possa trasmetterti positività e ottimismo. Resta sintonizzato per tutte le novità in arrivo nel 2021! 🎉

> LEGGI E CONDIVIDI (opens in a new tab)”>>> LEGGI E CONDIVIDI

Siti più veloci con l’algoritmo di compressione Brotli

compressione Brotli

Siamo lieti di annunciare che abbiamo implementato e attivato l’algoritmo di compressione Brotli sui nostri server con Site Tools in modo che i siti ospitati possano migliorare la velocità fino al 15-20%.

Cos’è Brotli?

Brotli è un algoritmo di compressione di nuova generazione, sviluppato da Google come successore di gzip. L’idea è semplice: una volta che la tua applicazione produce l’output HTML del tuo sito e l’output è compresso insieme a tutte le risorse che carica, i dati vengono trasmessi sul web. A quel punto il browser decomprime il contenuto prima di mostrarlo. Questo processo riduce significativamente la dimensione dei dati che vengono spostati dal server al visitatore, con un conseguente miglioramento della velocità di molto maggiore rispetto ai millisecondi che si perdono nel processo di compressione e decompressione.

Quanto è più veloce Brotli rispetto a gzip?

Il nuovo algoritmo Brotli comprime il sito in dimensioni più piccole e lo rende più veloce da trasferire. I file JavaScript compressi con Brotli sono circa il 15% più piccoli di quelli compressi con gzip. I file HTML sono più piccoli di circa il 20% e i file CSS hanno una riduzione delle dimensioni di circa il 16%. Questi numeri ovviamente differiranno a seconda dei file che hai.

Un test con TwentyTwenty , uno dei temi predefiniti di WordPress, ha prodotto 19584 byte di dati non compressi, 6003 byte compressi con gzip e solo 4863 byte quando sono stati compressi con Brotli! Ciò significa che si ottiene una riduzione delle dimensioni di oltre il 75% rispetto a contenuti non compressi e del 19,5% se utilizzato al posto di gzip.

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Come si usa Brotli?

Abbiamo attivato Brotli su tutti i nostri server Site Tools e se il tuo account è ospitato su uno di questi, il tuo sito ne trarrà automaticamente vantaggio. Non devi fare nulla per averlo! 🙂 La maggior parte dei browser supportano già la compressione Brotli e inviano l’intestazione “accept-encoding: br” quando eseguono la richiesta, ottenendo il contenuto compresso con Brotli. I browser meno recenti che non lo supportano verranno serviti con dati compressi in gzip. Se i tuoi siti sono ancora ospitati su un server con cPanel, non preoccuparti: prevediamo che le migrazioni a Site Tools verranno completate entro la fine di marzo, quindi non dovrai aspettare molto per ottenerlo.

Come strutturare un design semplice ed efficace per WordPress

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Come si può fare a dare un aspetto chiaro e professionale al proprio sito WordPress senza avere competenze specifiche di design? 

WordPress è ormai il CMS più utilizzato al mondo per la realizzazione e gestione di blog, siti web ed eCommerce: è quindi importante conoscerlo e rimanere aggiornati su tutte le novità che offre.

L’ospite di questo mese è Laura Lonighi, web designer e brand stylist freelance. Nel 2011 Laura ha creato la sua digital boutique Yunikon Design e oggi collabora con diversi professionisti del digitale, mettendo a punto team liquidi per la realizzazione di siti web ed eCommerce.

Laura Lonighi nella sua presentazione ci mostra:

  • L’importanza di una buona Visual Identity per il proprio progetto web
  • I 3 livelli di design attraverso i quali realizzare un’interfaccia web
  • Come può venirci in aiuto WordPress per realizzare in maniera più semplice il design del nostro sito
  • Alcuni strumenti utili per lavorare meglio

Guarda le slide della presentazione di Laura Lonighi 👇

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Laura e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Ciao Laura, tu suggerisci di fare un’analisi con i clienti, ma se il cliente non ha alcuna conoscenza/competenza? Ad esempio il proprietario di un piccolo negozio che non ha business plan o altro. Come ti comporti in questi casi?

Dato per scontato che ogni attività, prima di aprire, dovrebbe avere un business plan, il cliente si può educare e accompagnare in un percorso di crescita, che passa anche dalla definizione della brand identity e la realizzazione del sito web. 

Se poi il cliente è a digiuno di digital e ti sceglie per far parte del suo progetto per te è ancora meglio, perché non ha maturato esperienze con altri fornitori, con cui magari si è trovato male e gli hanno riempito la testa di preconcetti o informazioni errate. 

Come dicevo ieri in live in questi casi per te la fatica è doppia: convincere il cliente che, rispetto a chi ti ha preceduto, sei un professionista e non dover riparare ai disastri dei fornitori precedenti (e purtroppo capita, spesso).

Quando lavori su WordPress come scegli quale editor utilizzare? Cambi ogni volta in base al progetto?

No, a meno che non sia espressamente richiesto dal cliente, uso sempre Gutenberg in accoppiata con Stackable.

Per creare menu con icone grafiche auto-create cosa consigli come tool? Io uso Inkscape per la grafica vettoriale ma non so come viene interpretato da WordPress.

Uso da sempre Adobe Illustrator ma mi sono prefissata di dare almeno un’occhiata ad  Affinity Designer su iPad perché sulla carta sembra una bomba. Anche con Sketch si possono realizzare icone vettoriali anche se mi sembra un po’ macchinoso.

Non fa comunque differenza lo strumento che usi, la cosa importante è che permetta l’esportazione in .svg se vuoi portare, ad esempio il tuo logo, nel tuo sito web.

Gli aggiornamenti annuali di Sketch sono “caldamente” consigliati o, secondo te, se ne può fare a meno? È sufficiente la prima versione acquistata per raggiungere qualsiasi obiettivo grafico?

Caldamente consigliati assolutamente NO! 🙂 

Uso Sketch da 3 anni abbondanti e non ho mai fatto nessun aggiornamento, l’ho pagato il primo anno e via. 

La versione che acquisti ha già tutto quello di cui hai bisogno per realizzare il tuo layout: gli aggiornamenti forniscono nuove feature o modi per prototipare più velocemente.

Quello che ti consiglio è di seguire gli aggiornamenti sulle release, e se trovi qualche nuova feature che ti stuzzica di procedere con l’aggiornamento. Ad ottobre, per esempio, con la versione 69 hanno introdotto le Variabili Colore che a mio parere sono una bomba e velocizzano di tanto il lavoro… infatti chissà cosa sto aspettando, devo aggiornare la mia versione di Sketch! 😀 

Cosa ne pensi di Underscore come framework?

Underscore non è un framework ma uno starter theme.

Con un framework (Genesis per esempio) vai a sviluppare il child-theme. Con uno starter theme, modifichi completamente il codice del tema originale e per renderlo tuo.

Underscore non l’ho mai usato, ma sembra interessante. Sicuramente con lo starter theme devi saperti destreggiare tra html, css e php, con il framework invece le cose sono un po’ più semplici.

Utilizzando il tema Genesis, posso editare solo il codice PHP o anche HTML/CSS/JS?

Anche HTML, CSS e JS.

Per un eCommerce consigli Shopify o altro per una buona resa grafica?

Shopify ha dei bei temi, quindi graficamente nulla da dire, ma se ti devo dire la mia preferisco tutta la vita WooCommerce. 🙂

Che cosa è un CRON e per cosa puoi utilizzarlo?

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“Che diavolo è un cron?” Ricevo questa domanda almeno una volta al mese da non chi non è uno sviluppatore. In effetti è un’ottima domanda. Tuttavia la devo dividere in due:

  • Cos’è un CRON? 
  • Cos’è WP-CRON?

Cos’è un CRON?

Fondamentalmente, un cron è un pianificatore basato sul tempo. Gestisce le attività che devono essere eseguite su base regolare in un momento specifico. Ad esempio, se vuoi che il tuo blog WordPress mostri le previsioni del tempo nell’intestazione, ogni mattina devi andare a cercarle e inserirle. Ovviamente puoi chiedere a qualcuno di accedere ogni mattina, andare a prendere le previsioni e incollarle in un widget, ma una strategia migliore è avere un programma che lo fa per te. Questo viene eseguito ogni mattina e parla con un’API per recuperare le previsioni del giorno e aggiornare il database. Il programma che esegue quel programma che la mattina ti recupera il meteo è chiamato CRON. Il nome deriva da “cronologico” per dare l’idea di un programma che gestisce le cose “in ordine di tempo”.

La maggior parte dei sistemi oggigiorno hanno il concept di un cron. I sistemi basati su Unix (Unix, Linux, macOS, etc.) hanno una versione di cron tradizionale e anche se alcuni ci disegnano intorno una bella interfaccia grafica, tutto si riduce a un programma chiamato cron e a un file chiamato crontab.

Il programma cron è sempre in esecuzione in background e ogni minuto dà uno sguardo al crontab e capisce se è necessario fare qualcosa.

Il file crontab contiene le informazioni su quando un programma deve essere eseguito e quale programma deve essere eseguito. Ogni riga rappresenta un’attività diversa. Assomiglia a questo.

1 0 * * * ~/fetchForcast.sh

Anche se può sembrare complicato, tutto ciò che dice al cron è che alle 00:01 ogni giorno deve eseguire un programma chiamato fetchForcast.sh. Ecco una semplice guida alla lettura di un crontab.

# ┌───────────── minuti (0 – 59)

# │ ┌───────────── ore (0 – 23)

# │ │ ┌───────────── giorni del mese (1 – 31)

# │ │ │ ┌───────────── mese (1 – 12)

# │ │ │ │ ┌───────────── giorni della settimana (0 – 6) (da Sabato a Domenica;

# │ │ │ │ │                                   7 è Domenica in alcuni sistemi)

# │ │ │ │ │

# │ │ │ │ │

# * * * * * <comando da eseguire>

  1 0 * * * ~/fetchForcast.sh

Ora che hai la chiave di lettura, è più facile, no?! Questo è davvero tutto ciò che c’è da fare con un cron tradizionale. La maggior parte dei provider come SiteGround ti consente di accedere ai cron per il tuo sistema. A volte devi modificare manualmente il crontab, ma molti provider hanno un’interfaccia più semplice da usare. In ogni caso, hai la possibilità di eseguire programmi in un momento specifico e su base regolare.

Cos’è WP-CRON?

Come la maggior parte delle cose, WordPress fa le cose in modo leggermente diverso. Poiché molti creatori di plugin devono essere in grado di programmare che le cose accadano regolarmente e poiché molti proprietari di siti WordPress non sanno dove si trova il loro crontab, tanto meno come modificarlo, WordPress ha reinventato il cron.

Fondamentalmente, WP-CRON si comporta come un cron tradizionale in quanto uno sviluppatore può “programmare” un’attività da svolgere su base regolare. Tuttavia, a differenza di un cron tradizionale, WordPress non ha un programma che è sempre in esecuzione in background sul tuo server. WP-CRON è un processo che viene chiamato ogni volta che viene visualizzata una pagina, quindi su siti con tante visite funziona bene. Tuttavia, se il tuo sito non è molto movimentato, un’attività pianificata per le 2:00 potrebbe essere eseguita alle 5:24 se nessuno visita il tuo sito fino a quel momento. A volte va bene, altre volte questo è un problema.

Se le attività che devi eseguire sono sensibili al tempo e devono essere eseguite all’orario pianificato, WP-CRON non è il pianificatore che fa per te. Se, d’altra parte, le attività che devi svolgere possono essere eseguite “intorno” all’orario in cui le pianifichi, allora WP-CRON va bene. Molto dipende da quanto è visitato il tuo sito.

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Quali sono le alternative?

Se hai attività che dipendono dal tempo e il tuo provider non ti consente l’accesso al cron del sistema, hai 2 alternative. Puoi passare a un provider come SiteGround che ti dà questo accesso. Oppure, se questo non è possibile, esistono diversi servizi cron gratuiti o a pagamento. Essi eseguono cron e puoi impostare un cron job da eseguire tramite una bella interfaccia web. Il cron job usa un programma come `curl` o` wget` (pensali come browser headless) che chiama gli URL sul tuo sito per attivare un’attività specifica.

La maggior parte dei plugin che richiedono un cron ti forniranno l’URL da “chiamare” se desideri utilizzare un cron esterno. Tutto quello che devi fare è incollare l’URL, impostare il tempo dell’esecuzione e il gioco è fatto.

CRON è uno strumento prezioso e una volta capito come lavorarci, ne troverai diversi usi. Se utilizzi dei plugin, posso quasi garantire che sul tuo sito siano in esecuzione wp-cron job. Se sei curioso, vai nella repository dei plugin WordPress e cerca cron. Ci sono plugin che puoi installare che ti mostreranno tutte le attività di WP-CRON sul tuo sito. Stai molto attento però. I plugin impostano i cron sempre per un motivo. Se decidi di eliminarli, il plugin che dipende dal cron job smetterà di funzionare.

Proteggi la tua reputazione. Proteggi la tua posta elettronica.

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La reputazione online è oggi uno dei tuoi beni più preziosi. Per questo motivo, devi fare tutto ciò che è in tuo potere per proteggerla. Il problema è che più forte diventa la tua reputazione online, più i possibili hacker vorranno prenderne il controllo e usarla per i propri scopi. E questo avviene per lo più sfruttando le email.

L’email è a tutti gli effetti un sistema basato sulla fiducia. Io mi fido del server di posta che utilizzo per inviare le mie email. Lui si fida dei diversi server che lo aiutano a recapitare l’email. Il destinatario delle mie email si fida del proprio server di posta.

Agli inizi, l’email non seguiva necessariamente questo percorso: tu – tuo server – server del destinatario – destinatario. Internet era ancora fragile, quindi la posta elettronica era progettata per consegnare le email a qualsiasi server, confidando che quel server l’avrebbe consegnata, trattenuta fino a quando non poteva consegnarla o passata a un altro server per la consegna. La fiducia, tuttavia, ha un prezzo e una volta che gli hacker hanno capito che l’email era basata sulla fiducia, hanno iniziato a farci pagare quel prezzo.

Queste persone capirono che era possibile inviare email che sembravano provenire da chiunque su internet. Per questo, persone molto più intelligenti di me, iniziarono a lavorare per proteggere i sistemi di posta elettronica. Pensa a qualcuno capace di inviarti un’email che sembra provenire da tua madre e che quell’email contenga un link per mostrarti dei carinissimi cuccioli. Essendo tua madre a scriverti, di certo ti fideresti e cliccheresti sul link: così è nato Phishing.

Oggigiorno la posta elettronica è molto più sicura. Sono stati sviluppate tecnologie come Sender Policy Framework (SPF) e DomainKeys Identified Mail (DKIM). Questi sistemi aiutano a rendere sicure le email proteggendo direttamente chi invia le email da un determinato dominio. Se hai configurato SFP e DKIM, la maggior parte dei server di posta li riconoscerà e li utilizzerà per assicurare che le email che tu mandi siano effettivamente state mandate da te.

Il problema con SPF e DKIM è che non sono facili da configurare. Per configurarli, è necessario comprendere come funzionano i DNS e saper creare specifiche tipologie di record. Per questo motivo, in passato, l’utilizzo di questi sistemi non si è diffusa in modo importante.

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Per fortuna oggi ci sono ottimi provider come SiteGround che configurano automaticamente questi servizi per te. Quando ospiti un dominio su un buon provider, non solo viene configurato il tuo sistema di posta, ma anche SFP e DKIM per proteggere le persone dalla ricezione di email fraudolente che sembrano provenire da te.

Se il tuo provider non imposta automaticamente DKIM e SPF per la tua email, non tutto è perduto. Sono disponibili diversi tutorial su internet e con un po’ di pazienza potrai configurarli da solo. Ci sono inoltre dei checker online che puoi usare per assicurarti di averlo fatto correttamente.

Oppure, se hai cose migliori da fare e non vuoi perdere tempo a comprendere il funzionamento dei DNS, puoi passare a un provider affidabile come SiteGround. A te la scelta.

YouTube Marketing: Come usare YouTube per ottenere clienti

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Hai mai pensato di utilizzare YouTube per fare marketing personale e per la tua attività? 

Oggi YouTube è il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo dopo Google. È quindi fondamentale essere su YouTube se si vuole migliorare la propria visibilità online. Ma lo si deve fare nel modo giusto! Vediamo insieme come.

L’ospite di questo mese è Paolo Grisendi, esperto di video marketing e YouTube con oltre 75mila iscritti al suo canale e milioni di views. Da anni, Paolo insegna al pubblico come utilizzare al meglio YouTube per le proprie strategie digitali, rilasciando video tutorial settimanalmente.

Scopriamo insieme a lui come sfruttare al meglio i video per far crescere la propria visibilità e quella del proprio canale YouTube.

Sfoglia o scarica la presentazione di Paolo Grisendi 👇

YouTube marketing: Come usare il secondo motore di ricerca al mondo per ottenere clienti from SiteGround.com

Canale YouTube di Paolo

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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