Scrivilo, condividilo, vendilo: SiteGround Website Builder e Ecommerce ora hanno un blog integrato

Anteprima della funzionalità blog di SiteGround Website Builder

Punti chiave: Il Website e Ecommerce Builder di SiteGround ora include una funzionalità blog integrata, disponibile senza costi aggiuntivi per i clienti esistenti. Puoi aggiungere una pagina blog, pubblicare post e incorporare direttamente i prodotti dello store senza bisogno di plugin o piattaforme separate.

Perché aggiungere un blog? Per farti trovare.

I motori di ricerca apprezzano i contenuti sempre aggiornati. E lo stesso vale per tutti gli strumenti IA a cui oggi i clienti chiedono consigli. Ogni articolo che pubblichi è una nuova opportunità per far scoprire la tua attività: puoi rispondere a una domanda, condividere un consiglio o presentare un nuovo prodotto.

La parte difficile, di solito, è configurare tutto. Da una parte ci sono piattaforme complesse, che richiedono tempo e competenze tecniche per essere gestite; dall’altra, strumenti troppo essenziali che limitano le possibilità di personalizzazione grafica. Con il blog di SiteGround Website Builder, finalmente hai un blog perfettamente integrato nel tuo sito, con la flessibilità che ti aspetteresti da una piattaforma dedicata al blogging e la semplicità di una pagina che sai già come creare.

Personalizzalo come vuoi

Animazione di come personalizzare il proprio blog

Puoi personalizzare ogni parte della pagina principale del blog. Parti da un modello e adattalo alle tue esigenze. Scegli tra una visualizzazione a griglia o a elenco. Seleziona i colori. Mostra tre articoli oppure trenta. Decidi se visualizzare immagini, categorie, descrizioni e tempo di lettura.

Vuoi qualcosa che catturi subito l’attenzione nella parte superiore della pagina? Aggiungi un carosello e inserisci gli articoli più recenti, quelli di una categoria che preferisci o una selezione dei tuoi migliori contenuti.

Scrivi come preferisci

Animazione di come scrivere il proprio blog a modo proprio

Parti da una pagina vuota oppure lascia che lo strumento di scrittura IA integrato prepari una bozza dell’articolo per te. In entrambi i casi, sei tu ad avere il controllo. Modifica la bozza generata dall’IA finché non rispecchia il tuo stile oppure scrivi personalmente ogni parola.

Poi dai vita al tuo articolo con gli stessi strumenti che già utilizzi per creare le pagine del tuo sito web e del tuo negozio online. Testo, immagini con didascalie, video, gallerie, pulsanti, icone, moduli di contatto, moduli di iscrizione e prodotti del tuo sito o negozio sono tutti a tua disposizione, pronti per essere trascinati nella pagina e personalizzati.

Trasforma ogni articolo in un’opportunità di vendita

Animazione di come scrivere il proprio blog a modo proprio
Animazione di come trasformare un blog in una vendita

Sì, puoi vendere prodotti direttamente da un articolo del blog. Gli articoli non servono solo a raccontare storie: possono anche aiutarti a vendere. Stai scrivendo della tua nuova collezione estiva? Inserisci i prodotti direttamente nell’articolo. Mostrane uno, alcuni oppure un intero carosello scorrevole. Scegli il numero di colonne, il testo e se attivare la rotazione automatica.

I tuoi lettori possono passare da “Bello!” ad “Aggiungi al carrello” senza mai lasciare la pagina. Hai in programma un lancio importante o una promozione stagionale? Metti l’articolo in evidenza nel carosello del blog e dagli la massima visibilità.

Pensato per farsi trovare ed essere condiviso

Un articolo è davvero utile solo se le persone riescono a trovarlo. Per questo ogni articolo dispone di un titolo e una descrizione SEO che puoi modificare direttamente, così da indicare con precisione ai motori di ricerca di cosa tratta. Puoi inoltre impostare un titolo, un’immagine e una descrizione personalizzati per i social media, in modo che i tuoi articoli abbiano sempre un aspetto curato quando vengono condivisi.

Il tuo primo articolo ti aspetta

Apri il tuo sito SiteGround Website Builder o Ecommerce, aggiungi una pagina blog e pubblicala. Racconta la tua storia. Presenta un prodotto. Condividi il feedback dei clienti oppure rispondi a una domanda che ti fanno spesso. Un blog invoglia i lettori a tornare, ne attira di nuovi e ti aiuta a trasformarli in clienti.

Se sei già cliente SiteGround, puoi aggiungere la funzionalità blog al tuo sito creato con il Website Builder, oppure crearne uno completamente nuovo gratuitamente utilizzando uno slot disponibile nel tuo piano di hosting. Se sei nuovo su SiteGround, puoi provare gratuitamente il Website Builder e l’Ecommerce Builder per 14 giorni.

Come aggiungere un blog al tuo sito SiteGround Website Builder o Ecommerce:

  1. Apri il tuo sito in SiteGround Website Builder o Ecommerce e seleziona Blog dal menu di navigazione.
  2. Scegli un modello per la pagina Elenco articoli (la pagina principale del tuo blog).
  3. Personalizza il layout, i colori e i dettagli degli articoli.
  4. Crea il tuo primo articolo e fai clic su Pubblica.

Domande frequenti

SiteGround Website Builder include un blog?

Sì. Da settembre 2026, SiteGround Website Builder e SiteGround Ecommerce includono un blog integrato.

Posso vendere prodotti da un articolo del blog?

Sì. Puoi inserire direttamente in qualsiasi articolo un singolo prodotto, più prodotti o un carosello di prodotti del tuo negozio SiteGround Ecommerce.

Ho bisogno di plugin o di scrivere codice per aggiungere un blog?

No. Puoi aggiungere il blog come qualsiasi altra pagina del builder.

Il blog è disponibile con tutti i piani hosting SiteGround?

Sì. Ogni piano di hosting SiteGround include l’accesso al Website Builder di SiteGround e la funzionalità blog è inclusa. Se invece gestisci un sito WordPress, puoi usare gli strumenti di blogging propri di WordPress.

Posso modificare le impostazioni SEO di ogni articolo?

Sì. Ogni articolo ha un titolo e una descrizione SEO modificabili, oltre a titolo, immagine e descrizione separati per la condivisione sui social media.

Lead nurturing: Idee e strategie pratiche per trasformare i lead in clienti

illustrazione astratta del processo di lead nurturing

Il lead nurturing è l’insieme delle attività con cui accompagni un contatto interessato fino all’acquisto, senza forzarlo. Serve perché quasi nessuno compra al primo contatto: in Italia chi acquista online consulta in media quattro punti di contatto prima di decidere. Qui trovi il significato, le differenze tra B2B e B2C e cinque tecniche pronte all’uso.

Punti chiave

  • Il lead nurturing consiste nel coltivare i contatti che hanno già mostrato interesse, offrendo valore prima di spingere all’acquisto.
  • Il processo ha 3 passaggi: mappare i touchpoint (in media quattro prima dell’acquisto), creare campagne e contenuti per ognuno di essi, e infine misurare i risultati per correggere.
  • Differenza principale tra lead nurturing B2B e B2C: tempi e numero di persone coinvolte nella decisione. Settimane o mesi e più referenti da convincere nel B2B, ore o giorni e una sola persona nel B2C.
  • Tecniche più usate: lead magnet, landing page, sconti esclusivi, webinar ed eventi, annunci di retargeting.
  • Metriche che contano: tasso di apertura, CTR, tasso di conversione, livello di interazione e tasso di disiscrizione.

Che cos’è il lead nurturing?

Il lead nurturing è il processo con cui coltivi e incoraggi una relazione con i contatti che hanno già mostrato interesse per la tua attività, fornendo informazioni utili finché non avranno totale fiducia del tuo brand e saranno pronti ad acquistare. 

Il contatto che è entrato nella tua lista attraverso la lead generation ora va coltivato. Il significato del termine, infatti, è letteralmente “nutrire il contatto”, il che si fa attraverso piccole dosi di valore distribuite nel tempo.

Se per esempio una persona scarica dal tuo sito una guida gratuita sull’arredamento di piccoli spazi, nelle tre settimane successive dovrebbe ricevere quattro email da te. Per esempio, un caso studio su un monolocale di 30 mq, una guida ai materiali, un invito a una consulenza gratuita e infine un’offerta sul servizio di progettazione. Arrivata a questo quarto messaggio, la probabilità che prenoti è più alta.

C’è differenza tra il lead nurturing B2B e B2C?

Sì, e la differenza è dovuta alla struttura del processo decisionale. Nel marketing B2B la decisione coinvolge più persone, richiede una giustificazione economica e si misura in settimane o mesi. Nel B2C decide una persona sola, spesso in pochi giorni, e il fattore determinante è più emotivo che razionale. 

Cosa considerareLead nurturing B2BLead nurturing B2C
Caratteristiche del processo decisionale2-10 Referenti con ruoli diversi.
Durata del ciclo da alcune settimane a diversi mesi
1 Referente
Durata del ciclo da poche ore a qualche settimana
Leva principale da usare nel nurturingROI, riduzione del rischio, prova concretaDesiderio, convenienza, appartenenza
Formato dei contenutiCasi studio, documenti tecnici, demo, webinarEmail brevi, video, social, offerte a tempo
Frequenza dei contattiBassa e costante: 1 email ogni 7-10 giorniAlta: anche 2-3 email a settimana
Segnale di maturitàRichiesta di preventivo o demoProdotto aggiunto al carrello
Metrica da guardareContatti qualificati generatiTasso di conversione della singola campagna

Perché il lead nurturing è importante per la tua attività?

Il motivo pratico è che una decisione d’acquisto richiede tempo e può passare da più mani, quindi il lead nurturing offre un accompagnamento assolutamente necessario e sospinge i clienti nel dubbio con contenuti validi. 

Un programma di lead nurturing ben strutturato può fare una differenza enorme perché:

  • È semplicemente necessario. Sono pochi i contatti che comprano subito: secondo la ricerca NetRetail 2025, chi acquista online in Italia consulta in media quattro punti di contatto prima di decidere, tra siti dei brand, motori di ricerca, recensioni e comparatori.
  • Migliora la reputazione del tuo brand. Chi riceve informazioni utili ti percepisce come competente nel tuo settore, non come qualcuno che deve vendere a tutti i costi. Questo costruisce fiducia e contribuisce ad una buona immagine.
  • Aumenti le conversioni sui contatti che hai già. Secondo il report The State of Business Buying 2024 di Forrester, l’86% degli acquisti B2B si blocca a un certo punto del processo. Un contatto seguito con messaggi pertinenti arriva all’acquisto più spesso di uno lasciato solo in quei momenti di blocco.
  • Spendi meno. Coltivare i contatti già acquisiti costa meno che cercarne continuamente di nuovi, e ti permette di dare priorità ai più pronti con un sistema di lead scoring.

Come fare lead nurturing

Il processo si riduce a tre passaggi che ti permettono capire dove i contatti incontrano la tua attività, costruire i contenuti che li accompagnano in quei punti e infine misurare cosa funziona. 

1. Mappa i touchpoint nel percorso del cliente

Prima di decidere cosa scrivere, devi sapere dove e quando le persone incontrano la tua attività. Parti dalle tue buyer persona, cioè i profili dei clienti tipo con esigenze e problemi specifici, poi elenca ogni punto in cui entrano in contatto con te lungo il customer journey: 

  • Visita al sito
  • Download di una risorsa
  • Iscrizione tramite uno dei tuoi moduli di iscrizione
  • Interazione sui social
  • Partecipazione a un evento.

La mappa cambia a seconda del tipo di attività.

FaseTouchpoint tipici in B2BTouchpoint tipici in B2C
ScopertaRicerca su Google, LinkedIn, passaparola tra aziendeSocial, ricerca su Google, recensioni, comparatori
ValutazioneCaso studio, documento tecnico, demo, preventivoScheda prodotto, video, email con recensioni
DecisioneConfronto interno tra referenti, trattativaCarrello, codice sconto, email di recupero
Post-acquistoOnboarding, referenze, rinnovoEmail di ringraziamento, programma fedeltà

Segna anche i punti in cui i contatti si fermano. Se per esempio il 40% di chi scarica una tua guida non apre mai l’email successiva, è probabile che il problema sia lì.

2. Crea campagne e contenuti di nurturing marketing

Il compito di questa fase è costruire campagne e contenuti che spostino il contatto da una fase all’altra del percorso d’acquisto. Le cinque tecniche che seguono sono tra le più usate dalle piccole imprese e si possono combinare liberamente.

Offri omaggi e lead magnet

Un lead magnet è una risorsa gratuita che offri in cambio di un’email:

  • Una guida
  • Una checklist
  • Un modello o template da riutilizzare
  • Un campione per provare un prodotto
screenshot di un'offerta di un lead magnet: una newsletter di un'agenzia immobiliaria

Scegli lead magnet che selezionino i contatti giusti fin dall’inizio – cioè che attraggano le persone che saranno poi interessate al tuo prodotto – e usalo come primo passo per generare contatti via email.

nel B2Bnel B2C
Modelli operativi, benchmark di settore, checklist di valutazione.
Sequenza lunga: 4-6 email distribuite su un mese.
Sconto di benvenuto, guida pratica, campione gratuito.
Sequenza breve: 3 email in una settimana.

Da lì, segmenta i nuovi iscritti in base a come sono arrivati, imposta una serie automatica di tre o quattro messaggi, e tieni ogni email corta con una sola call to action. SiteGround Email Marketing permette di costruire queste sequenze con trigger comportamentali e di segmentare la lista senza strumenti esterni.

Crea landing page che convertono

Crea una landing page con l’obiettivo di ottenere contatti. Per farlo, ricorda:

  • Niente menu di navigazione
  • Niente link che portano altrove
  • un titolo chiaro
  • Poche righe che spiegano l’offerta
  • Un modulo che richieda poche informazioni essenziali

Per il resto valgono le stesse regole che usi per creare landing page in qualsiasi altra campagna: un messaggio, un’azione.

landing page di una scuola di pasticceria che invita gli utenti a iscriversi ad un workshop
nel B2Bnel B2C
Modulo più lungo (azienda, ruolo, dimensione) perché serve a qualificare.
Prove concrete in pagina: loghi clienti, numeri, testimonianze.
Modulo minimo, spesso solo l’email. Immagine del prodotto in evidenza e incentivo immediato, come uno sconto al primo ordine.

Offri sconti e offerte esclusive

Uno sconto ben posizionato può essere l’ultima spinta che serve a un contatto già convinto. La regola è usarlo verso la fine, per non insegnare al contatto ad aspettare sempre promozioni. Riservalo a chi ha già interagito almeno due volte, mettilo su un tempo limitato e spiega perché lo stai offrendo. Le stesse regole di scrittura delle email promozionali valgono anche qui.

screenshot di una mail promozionale che offre uno sconto per iscriversi ad un servizio di consegna pasti settimanale
nel B2Bnel B2C
Sconto sul primo periodo contrattuale, prova estesa, servizio di setup incluso. Va giustificato con un numero.Codice sconto a scadenza, spedizione gratuita, offerta riservata agli iscritti. Va reso immediato.

Organizza eventi formativi e webinar

Un evento dal vivo, online o in presenza, è il formato che avvicina di più le persone alla tua attività. Un webinar di 40 minuti con 20 partecipanti ti permette di rispondere alle obiezioni mentre nascono e sviluppare un rapporto personale. 

Funziona anche come filtro, poiché chi si iscrive e partecipa fino alla fine è un contatto caldo, e merita un percorso diverso dagli altri. Nel B2B, il webinar è anche il modo più semplice per coinvolgere più referenti della stessa azienda in una volta sola.

nel B2Bnel B2C
Sessione tecnica o formativa, registrazione inviata dopo, follow-up individuale ai partecipanti più attivi.Dimostrazione pratica, sessione di domande dal vivo, laboratorio in negozio con offerta riservata a chi partecipa.
screenshot di una mail di invito ad un webinar per una compagnia b2b

Pubblica annunci a pagamento

Il retargeting serve a recuperare chi ha visitato il sito senza lasciare l’email o senza completare l’acquisto. Bastano due o tre varianti creative per capire quale funziona, e oggi si possono creare annunci con l’IA in pochi minuti per testarle in parallelo.

nel B2Bnel B2C
LinkedIn e Google, pubblico ristretto, messaggio incentrato sul caso studio o sulla demo.Meta e Google Shopping, pubblico ampio, messaggio sul prodotto visto e sulla disponibilità.

3. Monitora le metriche e migliora

Senza dati non puoi sapere con precisione quale parte della tua strategia sta effettivamente portando clienti, ma bastano cinque indicatori per iniziare a capirlo, e li trovi tutti nei report di qualsiasi strumento di email marketing serio, insieme alle principali metriche di email marketing:

  • Tasso di apertura: se è basso, il problema è l’oggetto o il mittente, non il contenuto.
  • Tasso di click (CTR): se le aperture sono alte ma i click no, la call to action non è chiara o non interessa.
  • Tasso di conversione: quanti contatti nutriti diventano clienti. 
  • Livello di interazione: download, risposte, partecipazioni agli eventi. Indica se il contatto è ancora vivo.
  • Tasso di disiscrizione: in crescita significa che stai scrivendo troppo spesso o alle persone sbagliate.

Se le tue aperture sono molto sotto la soglia media, il problema è quasi sempre nella lista o nell’oggetto. Poi fai test A/B su un elemento alla volta, oggetto oppure orario oppure call to action, mai tutti insieme, altrimenti non saprai cosa ha funzionato. 

Tuttavia, anche lo strumento che usi è importante. SiteGround Email Marketing registra un tasso di consegna del 98,8% e un tasso di apertura medio del 36%, contro una media di settore del 21-25%. 

Inizia il tuo percorso di lead nurturing

Il lead nurturing richiede solo una sequenza di email scritta bene, una segmentazione minima e l’abitudine di guardare i numeri una volta ogni due mesi. Scegli le strategie che fanno per te, falle girare per sei settimane e guarda cosa succede al tasso di conversione. 

Per la parte operativa serve uno strumento che gestisca automazioni, segmenti e report nello stesso posto. SiteGround Email Marketing parte da template già pronti, imposta in automatico l’autenticazione SPF, DKIM e DMARC per far arrivare le email nella casella giusta, pulisce la lista dagli indirizzi non validi e ti mostra aperture, click, rimbalzi e disiscrizioni in un’unica schermata. Il supporto è disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette.

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FAQ sul lead nurturing

Cosa vuol dire nurturing?

Nurturing significa “coltivare” o “nutrire” e nel marketing indica il lavoro di mantenere viva la relazione con un contatto che non è ancora pronto a comprare. Si fa dando informazioni utili nel tempo, invece di insistere con proposte di vendita.

Quali sono le fasi del funnel di marketing?

Le quattro fasi classiche sono consapevolezza, interesse, decisione e azione. Il lead nurturing lavora soprattutto nelle due fasi centrali, cioè quando la persona ti conosce ma sta ancora confrontando le alternative.

Quali sono 4 strategie di marketing per il lead nurturing?

Le quattro più efficaci per una piccola impresa sono: sequenze email automatiche attivate da un lead magnet, landing page dedicate a una singola offerta, sconti riservati agli iscritti già attivi e webinar o eventi formativi gratuiti. Una quinta opzione, il retargeting a pagamento, serve a recuperare chi ha visitato il sito senza lasciare i propri dati.

Sito responsive: Come progettare un sito che funziona davvero su mobile

illustrazione astratta del design mobile per un sito responsivo

Un sito responsive è un sito che si adatta automaticamente a qualsiasi schermo, dal telefono al desktop, senza versioni separate da mantenere. Per il sito di una piccola attività, questo aspetto tecnico può determinare se i clienti decidono di abbandonare il sito o meno.

Punti chiave

  • Un sito responsive offre la stessa esperienza del sito desktop, riorganizzata per lo schermo su cui viene vista.
  • Navigazione semplice, pulsanti pensati per il tocco e velocità di caricamento sono i tre fattori principali che decidono se un visitatore resta o abbandona.
  • L’accessibilità (contrasto, testo scalabile, alt text) migliora l’esperienza per tutti gli utenti e aiuta anche il posizionamento SEO.
  • Workflow per un design responsivo: Capire perché un aspetto conta, applicarlo con azioni concrete, testarlo in condizioni e dispositivi reali.

Pensa a quando sei in vacanza o in una città che non conosci, alla ricerca di un ristorante dove fermarti a mangiare. Farai la tua ricerca per strada, da telefono, mentre cammini. Se una volta aperto il sito ti trovi davanti una pagina lenta a caricare, con testi minuscoli e un pulsanti per consultare gli orari o per prenotare impossibili da toccare, passi subito al prossimo ristorante in lista. 

Lo stesso vale per un negozio di servizi, uno studio professionale o un piccolo ecommerce. Se l’esperienza mobile è peggiore di quella desktop, il costo è riflettuto sulle prenotazioni mancate, vendite che vanno altrove e acquisti abbandonati.

Perché è importante il design responsivo?

Il design responsivo conta perché la maggior parte del tuo pubblico arriva da smartphone, e Google valuta prima di tutto la versione mobile del sito quando decide come posizionarlo. A livello globale, il traffico da mobile è sostanzialmente alla pari con quello da desktop, con l’accesso da smartphone al 49,36% contro il 49,11% del desktop (ad Agosto 2026). Se il tuo sito non funziona bene su questi schermi, stai perdendo almeno la metà dei tuoi potenziali clienti prima ancora che vedano cosa vendi.

Dal 2018 Google applica l’indicizzazione mobile-first, il che significa che analizza e classifica il tuo sito principalmente in base alla versione mobile, non su quella desktop. Se la versione mobile del tuo sito ha meno contenuti, immagini mancanti o link rotti rispetto al desktop, è quella versione incompleta che Google usa per giudicarti, con conseguenze dirette su traffico, visibilità e SEO.

Tre motivi concreti per prendere il design responsivo sul serio:

  • Per dare una buona prima impressione. Un layout non adattato, pulsanti troppo piccoli o un caricamento lento allontanano i clienti.
  • Per soddisfare le aspettative degli utenti. Chi naviga da mobile si aspetta la stessa qualità di esperienza che trova su desktop, non una versione di ripiego.
  • Le performance mobile incidono sul business. Coinvolgono conversioni, visite ripetute e posizionamento su Google, quindi un sito mobile che non funziona ha un costo misurabile.

Quali sono le best practice per rendere un sito responsive?

Un buon design responsivo si costruisce su sette pilastri: priorità al mobile, adattamento al contesto d’uso, navigazione semplice, interazioni pensate per il tocco, accessibilità, velocità e test su dispositivi reali. Ognuno risolve un problema specifico, e ognuno ha errori tipici da evitare.

1. Progetta dando priorità al mobile web design

Progettare mobile-first significa partire dal progetto per il design del tuo sito tenendo già da subito gli schermi piccoli a mente. Non si tratta quindi di rimpicciolire la versione desktop del sito, significa piuttosto costruire fin dall’inizio layout, contenuti e immagini per adattarsi bene a ogni schermo. 

Se per esempio la tua homepage desktop apre con un carosello di cinque immagini e un menu a dieci voci, su mobile quello stesso impianto diventa un ostacolo, e deve essere quindi sostituito con un altro formato.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Identifica i contenuti e le azioni essenziali (navigazione, call to action, accesso rapido a prodotti o servizi, etc) da includereNon progettare prima per desktop e adattare il design per mobile solo in seguito
Stabilisci subito la gerarchia visiva per aiutare l’utente a trovare quello che cerca senza scorrere all’infinito o indovinare dove toccareNon nascondere contenuti importanti per fare spazio nella versione mobile. Se un’informazione conta, conta su ogni schermo
Punta su layout puliti, testo leggibile e messaggi brevi

Chi gestisce un negozio online affronterà lo stesso problema per ogni scheda prodotto, liste, filtri e checkout, che devono funzionare altrettanto bene su schermo piccolo. SiteGround Ecommerce nasce con modelli già ottimizzati per mobile, così la vetrina del negozio non richiede una progettazione separata per ogni dispositivo.

2. Progetta in base a contesto e dimensioni dello schermo

Il contesto d’uso conta quanto la dimensione dello schermo. Su desktop l’utente è tipicamente seduto, con una connessione stabile e tempo a disposizione. Su mobile spesso è in movimento, distratto, con una connessione più lenta e pochi secondi di pazienza. Il design deve rispondere a questa realtà, non solo alle dimensioni del display.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Riduci i passaggi nel percorso dell’utente, così può completare un’azione anche con una mano sola o poca attenzioneNon seppellire informazioni pratiche (orari, indirizzo, telefono) dentro menu a più livelli
Rendi immediate le azioni chiave, come pulsanti “chiama ora” o link rapidi a orari e contatti
Usa caricamento progressivo e file compressi per mantenere il sito reattivo anche in mobilità o con connessioni non ottimaliNon affollare la barra di navigazione principale con più di 4/5 voci
Aumenta leggibilità e contrasto per chi legge in condizioni di luce difficili, come uno schermo letto sotto il sole

3. Rendi intuitiva la navigazione da mobile

La struttura del sito decide se un utente mobile trova ciò che cerca o abbandona la pagina. Su schermo piccolo non c’è spazio, e nemmeno pazienza, per menu profondi o link nascosti e ogni tocco deve avvicinare l’utente al suo obiettivo.

screenshot illustrati di un sito in versione mobile dove si evidenziano le CTA in rilievo, i livelli di profondità limitati nel menu, e le icone riconoscibili
✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Mantieni sempre visibili le azioni principali, come “Acquista”, “Contattaci” o “Prenota”Non andare oltre i 2 passaggi per raggiungere una pagina
Limita i livelli di profondità per raggiungere le pagine/informazioni.
Usa icone riconoscibili, come il menu hamburger, così l’utente capisce subito cosa fare senza doverci pensareNon inventare icone o etichette non standard per azioni comuni: la semplicità batte la creatività

Se per prenotare un appuntamento un utente deve prima aprire il menu principale, poi una sottosezione, poi un’altra ancora, la maggior parte abbandonerà prima di arrivare al modulo di prenotazione. Con il Website Builder di SiteGround questo passaggio è già gestito e i modelli integrano di default un menu hamburger ottimizzato per mobile, senza bisogno di configurazioni aggiuntive.

4. Progetta per il touch, non per i click

Su mobile non esiste il cursore, e nemmeno l’hover. Ci sono dita, spesso imprecise, su uno schermo piccolo. Progettare per il tocco significa ripensare spazi, posizione e dimensione di ogni elemento interattivo.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Aumenta le aree cliccabili: pulsanti, link e icone dovrebbero misurare almeno 44×44 pixelNon replicare interazioni pensate per il mouse, come menu a comparsa attivati da hover
Lascia spazio tra un elemento cliccabile e l’altro, soprattutto in liste e moduli, per evitare tocchi accidentaliNon posizionare due pulsanti diversi troppo vicini tra loro, un tocco impreciso potrebbe portare all’azione sbagliata
Posiziona le azioni principali nella metà inferiore dello schermo, dove il pollice arriva più comodamenteNon posizionare elementi importanti vicino ai bordi, dove i gesti di scorrimento possono interferire senza volerlo

Se vuoi un piccolo accorgimento che fa una grande differenza, aggiungi un feedback visivo al tocco, come un lieve cambio di colore o un’animazione quando un pulsante viene premuto, così l’utente sa subito che l’azione è stata registrata.

5. Garantisci l’accessibilità fin dall’inizio

Un sito accessibile è un sito pensato per essere usato da chiunque, indipendentemente da vista, udito o modalità di interazione. L’accessibilità migliora l’usabilità per tutti e ha effetti diretti sulla SEO. Costruire l’accessibilità fin dall’inizio evita anche interventi costosi più avanti, quando il sito è già online.

screenshot illustrato di due versioni della stessa pagina, una con basso contrasto e una con alto contrasto
✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Usa un contrasto sufficiente tra testo e sfondo (fondamentale se lo schermo viene letto all’aperto o in piena luce)Non affidarti solo al colore per comunicare un’informazione, usa anche icone o etichette testuali
Progetta testi scalabili, così l’utente può ingrandire i caratteri senza rompere il layout
Aggiungi testo alternativo (alt text) a ogni immagine, così gli screen reader interpretano correttamente contenuti e navigazione

6. Dai la priorità alla velocità e alle prestazioni

La velocità decide se un utente resta o se ne va, prima ancora di vedere il tuo contenuto. Secondo un’elaborazione di Google dei dati SOASTA, la probabilità di abbandono aumenta del 32% quando il tempo di caricamento passa da 1 a 3 secondi. Su mobile, dove l’attenzione dura ancora meno che su desktop, questo margine è ancora più stretto.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Ottimizza le immagini, usando formati moderni come WebP e comprimendo i fileNon caricare immagini a piena risoluzione se il layout le mostra ridotte
Riduci codice e script non necessari che rallentano il renderingNon fare solo test in condizioni ottimali, ignorando le reti reali (4G o anche 3G)
Applica il caricamento differito (lazy loading) per immagini e video fuori dallo schermo
Usa una CDN (rete di distribuzione dei contenuti) per avvicinare i file al visitatore e ridurre la latenzaEvita pop-up o animazioni pesanti

I Core Web Vitals di Google, le metriche ufficiali che misurano velocità di caricamento, reattività e stabilità visiva di una pagina, sono un fattore di posizionamento anche su mobile. Un sito lento perde visitatori e posizioni nei risultati di ricerca. 

Molto di questo lavoro è già incluso in un sito costruito con il Website Builder di SiteGround: modelli con caricamento rapido, immagini ottimizzate automaticamente e una rete CDN con oltre 170 punti di distribuzione nel mondo, senza bisogno di plugin aggiuntivi o interventi manuali.E se invece utilizzi WordPress, il plugin SiteGround Speed Optimizer può aiutarti in molte di queste operazioni, tra cui la compressione delle immagini, il caricamento differito e l’ottimizzazione degli script, in modo che il tuo sito mobile rimanga veloce senza richiedere ulteriore lavoro manuale.

7. Effettua test in condizioni reali

Anche il design più curato può rivelarsi inefficace fuori dall’ambiente ideale del computer di chi lo ha progettato. Il test su condizioni reali mostra come il sito si comporta davvero sotto il sole, su un telefono datato, con una connessione instabile o mentre l’utente fa altro con una mano.

✅ BEST PRACTICE
Prova il sito su più dispositivi reali, schermi, sistemi operativi e browser diversi
Simula connessioni lente con strumenti di throttling
Verifica la leggibilità all’aperto, dove luce e riflessi cambiano
Osserva utenti reali mentre completano un’azione chiave, come un acquisto o una richiesta di contatto: dove esitano, dove ingrandiscono lo schermo, dove scorrono troppo
Rivedi le metriche delle performance del sito dopo il lancio, monitorando frequenza di rimbalzo, tempo sulla pagina e punti di abbandono

Realizza un sito web responsive che funzioni su qualsiasi dispositivo

Costruire un sito responsive non richiede per forza di reinventare ogni elemento del design da zero, ma significa semplicemente trattare mobile e desktop con la stessa importanza fin dal primo passo, con navigazione chiara, pulsanti pensati per il tocco e tempi di caricamento sotto controllo. Fatto bene, il risultato è un sito che si comporta in modo prevedibile, ovunque venga aperto.

Il SiteGround Website Builder fa il lavoro pesante per te, con layout, immagini e contenuti che si adattano automaticamente a ogni schermo, con modelli già ottimizzati per velocità e reattività, senza plugin da configurare né codice da scrivere.

banner promozionale per il SiteGround Website Builder

FAQ sul design responsivo

Cos’è un sito responsive? E cos’è un sito mobile?

Un sito responsive è un unico sito che si adatta automaticamente a qualsiasi schermo, riorganizzando layout, testo e immagini in base al dispositivo. Un sito mobile, invece, è spesso una versione separata, a volte semplificata, pensata esclusivamente per smartphone.

Come posso verificare se un sito web è responsive?

Il modo più semplice è ridimensionare la finestra del browser sul computer e osservare se il layout si adatta senza rompersi. In alternativa, gli strumenti per sviluppatori del browser permettono di simulare diversi dispositivi direttamente dal computer, per un controllo più preciso.

Cosa significa “modalità responsive”?

La modalità responsive è la visualizzazione del sito attivata quando il browser rileva uno schermo di dimensioni ridotte, come quello di uno smartphone o di un tablet. In questa modalità, layout, immagini e menu si riorganizzano automaticamente per restare leggibili e utilizzabili su quello schermo.

Come posso creare un sito web responsivo in HTML?

Un sito responsivo in HTML si costruisce combinando layout fluido, immagini flessibili e media query CSS, le regole che applicano stili diversi in base alla larghezza dello schermo. Per chi non scrive codice, un costruttore di siti come il SiteGround Website Builder applica automaticamente questi principi, senza richiedere competenze tecniche.

Quali sono i tre tipi di web?

Esistono tre approcci principali alla progettazione di un sito, che si differenziano per il modo in cui gestiscono le dimensioni degli elementi sullo schermo.
> Un layout fisso ha dimensioni  fisse in pixel, perciò non si adatta allo schermo.
> Un layout fluido gestisce le dimensioni in percentuale, e si adatta quindi parzialmente allo schermo.
> Un design responsivo gestisce le dimensioni tramite un layout fluido, immagini flessibili e media query CSS, potendosi così adattare completamente allo schermo.
Il design responsivo è oggi lo standard, perché è l’unico dei tre a garantire una buona esperienza su qualsiasi dispositivo senza dover mantenere versioni separate del sito.

Il design mobile influisce sulla SEO?

Sì, in modo significativo. Google ora utilizza l’indicizzazione “mobile-first”, il che significa che, nel determinare i posizionamenti nei risultati di ricerca, esegue la scansione e valuta principalmente la versione mobile del tuo sito. Se il tuo sito mobile è lento, difficile da navigare o manca di contenuti presenti nella versione desktop, ciò può influire negativamente sulla tua visibilità nei risultati di ricerca. Un buon design mobile e una buona SEO sono sempre più la stessa cosa.

La velocità di caricamento delle pagine è importante sui dispositivi mobili?

Sì, e più di quanto la maggior parte delle persone creda. Gli utenti mobili sono spesso in movimento, utilizzano connessioni più lente e sono molto meno pazienti rispetto ai visitatori che utilizzano il desktop. I dati di Google mostrano che il rischio che un visitatore abbandoni il sito aumenta notevolmente quando i tempi di caricamento superano i pochi secondi. Oltre all’esperienza utente, la velocità è anche un fattore di posizionamento, quindi un sito mobile lento può costarti sia traffico che conversioni. Gli aspetti tecnici di questo processo come ottimizzazione delle immagini, il caching, i template a caricamento rapido, possono essere gestiti automaticamente se si utilizzano piattaforme come il Website Builder di SiteGround, oppure, se si utilizza WordPress, plugin come lo Speed Optimizer di SiteGround.