Il principio del privilegio minimo in WordPress

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Ai programmatori piace dare nomi altisonanti alle cose. Èd è così che si è arrivati ad avere il “Principio del privilegio minimo” (POLP se si utilizza l’acronimo inglese) per dire semplicemente che si deve lasciare che gli utenti gestiscano solo ciò di cui hanno strettamente bisogno.

Questo è ciò di cui parleremo qui di seguito. Assicurarsi che gli utenti del proprio sito abbiano visibilità e permessi solo alle funzioni di cui hanno strettamente bisogno e niente più. Ma dal momento che detto così non sembra qualcosa di importante, lo chiameremo anche noi Principio del privilegio minimo.

Utenti dell’applicazione

L’utente più semplice di cui parlare è l’utente WordPress.

  • Probabilmente sei amministratore di uno o più account.
  • Potresti avere diversi account “Editore” o “Autore”.
  • A seconda del tuo sito, potresti anche avere “Sottoscrittori”.

Il Principio del privilegio minimo ci insegna che dovresti assolutamente ridurre il numero di persone che hanno privilegi da amministratore e limitarli a coloro che ne hanno davvero bisogno. Nella maggior parte delle situazioni, questo significa che hai bisogno di un solo amministratore principale e di un solo amministratore di backup, nel caso succeda qualcosa all’admin principale, come dimenticare la password lo stesso giorno in cui scopri che il sistema di recupero password non funziona. 🙂

Chiunque altro ti richiede i privilegi da amministratore deve dimostrare di non poter svolgere il proprio lavoro quotidiano senza di essi. Sì, è comodo chiedere a qualcuno di fare qualcosa per te, ma limitare gli account amministratore limita anche i danni che possono essere causati (accidentalmente) al tuo sistema.

Editori e autori hanno meno possibilità di fare danni, quindi non devi essere così restrittivo con loro, ma anche per questi ruoli si hanno privilegi che consiglio di concedere solo a chi ha davvero un motivo per averli.

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Utenti del database

La prossima tipologia di utente di cui dobbiamo discutere è l’utente del database. Ogni sito WordPress ha un utente con credenziali per accedere al database. Il Principio del privilegio minimo ci insegna che quell’utente dovrebbe avere il minor numero di privilegi necessari per svolgere il suo lavoro.

Sfortunatamente, poiché i plugin richiedono questo utente per creare ed eliminare tabelle, dati, etc., questo utente deve essere piuttosto “potente”. Questo non vuol dire però che debba essere onnipotente. Ci sono due cose principali da verificare sull’utente che accede al tuo database. Se non sai come controllarle, assumi uno sviluppatore, poiché si tratta di qualcosa di tecnico.

  • L’utente del database non deve disporre dei privilegi GRANT. Ciò significa che non può concedere privilegi ad altri utenti. Non esiste una situazione in cui l’utente del database ha bisogno di creare nuovi utenti o concedere loro privilegi per qualcosa.
  • L’utente del database non deve avere accesso a nessun altro database oltre quello collegato al tuo sito WordPress. Quell’utente NON DEVE essere in grado di accedere ai dati di altri database sul server o di apportare modifiche.

Accesso ai pannelli di controllo

Infine, gli hosting provider premium come SiteGround hanno pannelli di controllo che ti consentono di controllare tutto ciò che ruota attorno al tuo sito, come email e prestazioni. Molti di questi strumenti possono causare seri danni al tuo sito se usati in modo improprio o doloso.

SiteGround e altri provider ti consentono di aggiungere “collaboratori” ai tuoi account. I collaboratori sono fondamentali per aiutarti a risolvere problemi e gestire il sito per te. In questo modo puoi consentire a uno sviluppatore di aiutarti in modo semplice, senza dover condividere con lui le tue credenziali di accesso all’account.

Controlla le autorizzazioni regolarmente

Che si tratti dei tuoi utenti WordPress o dei tuoi collaboratori nei pannelli di controllo, devi controllare regolarmente chi ha accesso al tuo sistema. È buona norma ogni mese rivedere e valutare gli utenti che dispongono di un particolare accesso e assicurarsi che abbiano ancora bisogno di esso. Se non è così, abbassa il loro livello di autorizzazione o rimuovili del tutto fino a quando non avrai di nuovo bisogno di loro.

Questi controlli non richiederanno molto tempo ma potrebbero farti risparmiare stress e fatica, evitandoti situazioni di crisi come ripristini di emergenza per compromissioni generate da un utente. Per non parlare del danno che ciò arrecherebbe alla tua reputazione online.

Ricorda, la reputazione cresce lentamente come una palma da cocco ma può anche cadere rapidamente come una noce di cocco.

Rapporto sullo stato del passaggio da CPanel a Site Tools

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È passato poco più di un anno da quando abbiamo lanciato la nostra nuova interfaccia: l’Area Cliente totalmente rinnovata e il Site Tools, entrambi sviluppati internamente per sostituire il cPanel. Nell’agosto 2019 abbiamo iniziato a caricare tutti i nuovi clienti sulla nuova interfaccia e subito dopo abbiamo iniziato a lavorare sulla migrazione dei vecchi clienti. Oggi tutti i nostri clienti stanno utilizzando la nuova Area Cliente e abbiamo anche convertito con successo più di 9000 server da cPanel a Site Tools.

Riguardando gli ultimi 12 mesi e considerando sia la complessità del processo di migrazione, sia le sfide alle quali il 2020 ci ha posto di fronte, credo che siamo riusciti a mantenere un ottimo ritmo di trasferimento. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’enorme lavoro svolto da tutti i team coinvolti nel processo. Tuttavia, abbiamo ancora molti account e server da trasferire e molti di voi potrebbero chiedersi perché ci vuole così tanto tempo e quando arriverà il turno del proprio sito. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di raccontarvi ciò che abbiamo fatto nell’ultimo anno e quali sono le previsioni per i prossimi mesi.

L’innata complessità della migrazione

Non sorprende che la migrazione di oltre un milione di siti live da cPanel a Site Tools sia un processo estremamente complesso. Posso tranquillamente dire che, in termini di sforzi e risorse necessarie, è paragonabile alla creazione delle interfacce stesse. È una vera sfida spostare i siti da una piattaforma con una certa struttura a una nuova piattaforma con una impostazione completamente diversa, senza compromettere il funzionamento dei siti in alcun modo.

All’apparenza sembra che ci sia poca differenza tra i due framework: si passa da siti aggiuntivi all’avere tutti i siti sotto uno stesso tetto. In realtà questo significa che dobbiamo essere in grado di districare eventuali siti subordinati dall’account cPanel principale e ricrearli come account indipendenti nella nostra nuova piattaforma. E per illustrare quanto possa essere complesso questo processo per diverse configurazioni di siti, elencherò alcuni esempi di seguito:

Più domini aggiuntivi che utilizzano lo stesso database

Normalmente questa non è una cosa che non dovrebbe accadere poiché ogni sito, anche se aggiuntivo, dovrebbe utilizzare il proprio database. Tuttavia, questo era tecnicamente possibile con cPanel e ci sono siti impostati in questo modo dai nostri clienti. Quando un sito di questo tipo deve essere migrato, il nostro script di migrazione deve rilevare il caso specifico e creare un database separato per ogni sito e copiare i dati. Dopodiché lo script riconfigura automaticamente ogni sito per utilizzare il rispettivo database.

Applicazioni con percorsi assoluti nella loro configurazione

Un’altra cosa che lo script di migrazione deve correggere è il fatto che più applicazioni sono impostate per utilizzare percorsi assoluti nella loro configurazione. Il sistema deve rilevarli e, una volta che diventano siti indipendenti con diversi utenti , riconfigurarli automaticamente per utilizzare i nuovi percorsi di sistema.

Opzioni di configurazione infinite di domini aggiuntivi, parcheggiati e sottodomini

Per il processo di trasferimento, la sfida più grande sono il numero infinito di modi in cui gli utenti possono configurare (e talvolta rovinare) con cPanel i root path dei documenti per le diverse applicazioni quando utilizzano funzionalità di domini aggiuntivi, parcheggiati e sottodomini. Siamo riusciti a individuare oltre 30 diversi metodi “non ortodossi” di configurazione dei root path. Uno degli esempi più comuni è quando più di un dominio aggiuntivo è configurato per utilizzare la stessa cartella. Questo è un comune “hack” del sistema cPanel che le persone usano per parcheggiare un secondo dominio in un sito aggiuntivo – un’opzione che ufficialmente non sarebbe consentita in cPanel. Quindi, in tali configurazioni, il sistema deve decidere automaticamente a quale sito sta andando ciascun dominio e in quale ruolo (principale o parcheggiato). In alcuni casi la configurazione è così complessa che i domini non possono essere configurati automaticamente e la migrazione deve essere eseguita manualmente.

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Compiti complessi di sviluppo

Automatizzare tutti i processi possibili

Abbiamo iniziato le nostre prime migrazioni nel settembre dello scorso anno con molta cautela. I siti migrati sono stati esaminati manualmente e ciascuno dei problemi sopra descritti, più molti altri che sono apparsi, sono stati risolti con nuove iterazioni dello script di migrazione. Inutile dire che i controlli manuali delle prime migrazioni hanno richiesto molto tempo e non erano qualcosa che potesse essere sostenibile a lungo termine, quindi abbiamo aggiunto diverse automazioni allo script di migrazione.

Ora eseguiamo controlli preliminari automatici di tutti gli account da migrare. Se c’è un’indicazione di un possibile problema, lo risolviamo prima che la migrazione abbia inizio. Dopodiché l’account viene effettivamente migrato da cPanel a Site Tools. Al termine della migrazione, eseguiamo un altro controllo automatico per gli eventuali problemi post-migrazione. Se viene rilevato un problema, l’account viene contrassegnato per la revisione manuale. Inoltre, abbiamo sviluppato un sistema automatizzato per comunicare lo stato di avanzamento di questo processo con il cliente di cui vengono migrati gli account. Con tutti questi sistemi ora in uso, siamo in grado di convertire circa 900 account cPanel al giorno con un tasso di problemi riscontrati molto basso.

Passare alla nuova Area Cliente

All’inizio avevamo pianificato di migrare ogni cliente contemporaneamente alla nuova Area Cliente e al Site Tools. Tuttavia, ci siamo presto resi conto che sarebbe stato molto meglio slegare la nuova Area Cliente da Site Tools e spostare prima tutti i clienti su di essa. Questa decisione è stata presa per diversi motivi:

  • Innanzitutto, la migrazione dell’Area Cliente era di per sé meno rischiosa, poiché non influiva direttamente sulla funzionalità dei siti ospitati.
  • In secondo luogo, abbiamo capito che rendere disponibile prima l’Area Cliente darà a tutti i nostri clienti poteva dare un po’ di tempo per abituarsi alla nuova interfaccia. Apprezziamo lo sforzo da voi fatto per apprendere come utilizzare una nuova interfaccia e a una nuova logica UX. Lo scopo era rendere più agevole la transizione a Site Tools.
  • In terzo luogo, la manutenzione quotidiana di due interfacce per l’Area Cliente stava sottraendo tempo prezioso al nostro team tecnico Tempo che avrebbe potuto essere impiegato per perfezionare gli script di migrazione.

La decisione di slegare il trasferimento delle interfacce ha richiesto un cambiamento temporaneo del focus, poiché dovevamo investire tempo di sviluppo per permettere agli account cPanel di lavorare con la nuova Area Cliente, cosa non inizialmente pianificata. Tuttavia, ora crediamo che questa decisione abbia velocizzato l’intera migrazione. Siamo felici di dire che tutti i nostri clienti utilizzano la nuova Area Cliente da maggio 2020.

Le sfide del 2020

Come tutti sappiamo quest’anno è stato estremamente particolare e imprevedibile e la pianificazione è diventata un incubo con variabili e fattori che hanno inevitabilmente rallentato le migrazioni durante l’anno.

Il passaggio a Google Cloud Platform

Una delle cose che ci ha portato a riorganizzare i nostri piani iniziali è stata la finalizzazione del contratto con Google Cloud. Il trasferimento del nostro servizio su una piattaforma cloud è stato l’altro grande progetto su cui abbiamo lavorato negli ultimi anni. Sapevamo che il passaggio a Google Cloud avrebbe fornito molti vantaggi immediati a tutti i nostri clienti e che completare prima questa migrazione ci avrebbe consentito poi di dedicare tutte le risorse al passaggio a Site Tools. Pertanto, una volta finalizzato il contratto con Google, la migrazione a Google Cloud è stata prioritaria per i nostri sviluppatori e sistemisti. Hanno lavorato velocemente e hanno fatto un ottimo lavoro: siamo riusciti a migrare la nostra intera piattaforma su Google Cloud in meno di 4 mesi. E stiamo parlando di più di 4PB di dati! Sebbene gran parte delle nostre risorse è stata investita nella migrazione Google per diversi mesi, nel frattempo siamo comunque riusciti a svolgere un lavoro considerevole per perfezionare gli script di migrazione a Site Tools.

L’effetto COVID-19

Ovviamente non possiamo dimenticare l’effetto COVID-19. Durante aprile e maggio, con le quarantene che hanno interessano molti dei nostri mercati, abbiamo assistito a un picco senza precedenti nelle richieste di supporto. Era naturale, poiché la presenza online è diventata improvvisamente molto più importante e frequente per persone e aziende. Eravamo veramente sommersi e per la prima volta da quando abbiamo iniziato le operazioni, abbiamo dovuto letteralmente dedicare tutte le nostre risorse all’assistenza clienti. Nonostante l’assunzione di nuove persone, il volume di lavoro era così grande che ogni dipartimento doveva concentrarsi e contribuire in qualche modo a fornire supporto ai clienti. Ancora una volta, questo stava distogliendo l’attenzione dalle migrazioni e anche se abbiamo mantenuto un team a lavorare su di esse, l’attenzione gestionale e operativa era altrove e le migrazioni hanno rallentato.

Detto questo, credo ancora che siamo riusciti ad affrontare abbastanza bene entrambi i grandi eventi del 2020 e siamo riusciti a rimanere ragionevolmente in linea con il nostro terzo evento principale: il trasferimento alla nuova interfaccia.

Stato attuale della migrazione

Al momento gli account Cloud vengono migrati con la massima priorità. Puntiamo a completare la migrazione della maggior parte dei cloud entro metà dicembre. C’è una piccola percentuale di account Cloud che non sono inclusi in questo piano. Si tratta di account in cui la funzionalità WHM è stata utilizzata per creare piani cPanel personalizzati. Ciò significa che i limiti delle risorse personalizzate sono stati impostati dal proprietario per account cPanel separati sul cloud. Poiché la conservazione di queste impostazioni è una seria complessità aggiuntiva che deve essere affrontata dallo script di migrazione, dovremo posticipare la migrazione di tali account. (Nel caso in cui possiedi un account cloud di questo tipo e ritieni di non dover mantenere le impostazioni personalizzate dell’account cPanel, puoi contattarci tramite la categoria Altri problemi tecnici nel Centro Assistenza e richiedere l’inclusione del tuo piano cloud nell’attuale programma di migrazione.)

Nel frattempo stiamo lavorando anche sulle migrazioni dei server condivisi. A causa del maggior volume di dati su di essi e delle diverse specifiche di configurazione, il loro tasso di migrazione è molto più basso al momento. Tuttavia, ora che siamo vicini al completamento della migrazione degli account cloud, abbiamo concentrato più risorse sull’ottimizzazione del processo di migrazione dei server condivisi e prevediamo di vedere un numero maggiore di account condivisi migrati nelle prossime settimane.

A nome di tutto il team di SiteGround, vorrei ringraziare tutti voi per la pazienza avuta in questo ultimo anno. Siamo pienamente consapevoli di aver creato molte aspettative per il passaggio a Site Tools e che potrebbe volerci più tempo del previsto, ma stiamo facendo davvero del nostro meglio per far sì che questo passaggio super complesso avvenga il prima possibile e allo stesso tempo sia sicuro per tutti i nostri clienti.

Il business dopo il Covid: come potenziare il proprio sito per trovare e fidelizzare i clienti

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Come si può iniziare o riprendere a fare business dopo il Covid? Le domande e le incertezze sono molte, soprattutto per chi ha una piccola attività e per chi lavora come autonomo. 

Ripartire dalla presenza online è fondamentale! 

In questo webinar Barbara Damiano, blogger professionista con milioni di visite ed esperta di content marketing, SEO e native advertising, ci mostra come potenziare il proprio sito e migliorare la presenza online. Analizziamo gli elementi essenziali di sito web e blog, la scelta e il presidio dei canali social e le funzionalità che permettono di attivare nuovi contatti e trasformarli in potenziali clienti.

Scarica la dispensa del webinar

eBook gratuito sulla creazione di un sito

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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PHP Ultraveloce per siti fino al 30% più performanti

PHP Ultraveloce

La velocità è uno dei pilastri dei nostri servizi di hosting e lavoriamo costantemente per rendere la nostra infrastruttura più veloce e stabile. Uno degli elementi essenziali per la velocità di caricamento è la configurazione del server PHP e ora, grazie alla nuova piattaforma Site Tools, il nostro team di sviluppo ha avuto l’opportunità di sviluppare una soluzione PHP migliore: la configurazione PHP Ultraveloce è fino al 30% più veloce e sicura.

Una configurazione PHP Ultraveloce e super sicura

Di per sé, eseguire PHP in modo veloce non è un compito difficile. Tuttavia, se desideri una soluzione PHP veloce, stabile e sicura, che supporta Apache e la varietà di regole .htaccess definite da utenti e app, le cose si complicano. Volevamo risolvere questi problemi e allo stesso tempo aumentare la velocità di caricamento delle pagine e migliorare la stabilità del server durante i picchi di traffico. Quindi, una volta che abbiamo rilasciato la nuova area cliente e il Site Tools (e ci siamo sbarazzati dei principali vincoli che la nostra vecchia piattaforma ci imponeva), la modifica della configurazione PHP è diventata una delle priorità del nostro team DevOps.

Dopo diverse iterazioni, siamo riusciti a superare la sfida di aumentare la velocità senza intaccare la sicurezza e siamo dunque arrivati ad offrire PHP Ultraveloce integrato con il nostro WAF. La nuova implementazione è super veloce e sicura, utilizza risorse minime e gestisce tutto ciò che i nostri clienti lanciano.

PHP Ultraveloce vs PHP Standard

Mentre la configurazione PHP Ultraveloce è più veloce ed è consigliata per i siti con molto traffico, la configurazione PHP Standard offre una flessibilità extra per le versioni PHP e la gestione delle variabili.

PHP Ultraveloce – consigliato per siti con molte visite

I siti che trarranno maggiori vantaggi da PHP Ultraveloce sono quelli che ricevono un traffico consistente e che, a volte, possono avere mancanza di risorse con il piano che utilizzano. Sulla base delle statistiche preliminari che abbiamo eseguito, abbiamo rilevato i seguenti dati:

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  • Risposta della pagina più rapida: riduzione fino al 50% del TTFB (time to first byte), che renderà il caricamento delle pagine più veloce di prima.
  • Maggiore capacità del server: l’host sarà in grado di elaborare circa il 20-30% di richieste in più, il che significa che sarà in grado di gestire i picchi di traffico meglio di prima.
  • Riduzione dell’utilizzo della memoria del server: fino al 15% di riduzione dell’utilizzo della memoria, che libera le risorse del server per gestire più velocemente una maggiore quantità di traffico.
  • Previsto miglioramento delle prestazioni complessive: attualmente PHP Ultraveloce è in media più veloce del 30% rispetto alla vecchia configurazione.

PHP Ultraveloce è disponibile sui piani GrowBig, GoGeek e Cloud poiché essi di solito ospitano il tipo di siti che hanno maggiori benefici dai miglioramenti che apporta. È anche importante sottolineare che funziona per i siti in esecuzione su PHP 7.3 o versioni successive e non è compatibile con le versioni precedenti. Inoltre, con PHP Ultraveloce, tutti i sottodomini del tuo sito assumeranno la versione PHP e le impostazioni delle variabili del dominio principale.

PHP Standard: consente diverse impostazioni PHP per ogni sottodominio

La configurazione PHP Standard è quella utilizzata da tutti gli account StartUp, GrowBig e cPanel. È anche disponibile come alternativa alla configurazione PHP Ultraveloce sugli account GrowBig, GoGeek e Cloud che utilizzano Site Tools. Le sue prestazioni sono ottime per i piccoli siti. Il suo più grande vantaggio è che ti consente di gestire le versioni e le variabili PHP separatamente per ogni sottodominio del tuo sito.

Poiché PHP Standard offre maggiore flessibilità per i test, anche tutti i siti di staging sono configurati con esso. Quindi, se hai bisogno di usare un PHP precedente alla versione 7.3 o hai bisogno di una configurazione con diverse versioni PHP e variabili, la configurazione PHP Standard è ciò che fa per te.

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Come passare a PHP Ultraveloce?

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  • Tutti i nuovi siti creati su piani GrowBig, GoGeek o Cloud che utilizzano Site Tools vengono forniti con PHP Ultraveloce attivato di default.
  • Per i siti già ospitati su piani GrowBig, GoGeek e Cloud che utilizzano Site Tools, PHP Ultraveloce è ora disponibile in Site Tools > Gestione PHP.
  • Se hai un piano StartUp e GrowBig basato su Site Tools, puoi fare un upgrade a un piano superiore per ottenere l’accesso alla configurazione PHP Ultraveloce.
  • Se hai un account basato su cPanel, l’opzione PHP Ultraveloce sarà disponibile una volta eseguita la migrazione a Site Tools.

Sfruttare la potenza della SEO Off-Page: la guida definitiva

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Una strategia SEO, per essere di successo, richiede sforzi di ottimizzazione sia nelle pagine (on-page) sia al di fuori (off-page). È la combinazione di queste due tecniche che produce risultati sostenibili a lungo termine nella ricerca di Google.

Ma non pensare che stia solo parlando di backlink! La SEO Off-Page oggi è molto più che avere alcuni link verso il tuo sito su fonti esterne.

Dopo aver discusso in dettaglio cos’è la SEO On-Page, oggi vorrei esplorare la SEO Off-Page, in modo da poter comprendere meglio come è possibile utilizzare questa tecnica per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e indirizzare un traffico più organico sul tuo sito web.

Prima di iniziare, lasciami dire che non parleremo solo di fattori SEO. Piuttosto, parleremo di te e di come puoi contribuire alla tua comunità.

Che cos’è la SEO Off-Page?

Mi piace considerare la SEO Off-Page come un processo per aiutare i motori di ricerca a capire il tuo “chi”, “perché” e “cosa”. In particolare, la SEO Off-Page si concentra sulla costruzione della percezione del tuo sito, dimostrando la tua competenza, autorità e fiducia.

Google menziona tutto questo nella sua guida sulla qualità della ricerca, rilasciata per la prima volta nel 2015. Google aggiorna spesso questo documento e le ultime versioni hanno forti riferimenti a E-A-T, che significa competenza, autorevolezza e affidabilità (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness in inglese).

E-A-T aiuta Google a sapere se:

  • Sei un sito o blog affidabile
  • Sei considerato un’autorità nella tua materia, argomento o settore
  • Se fornisci contenuti di alta qualità che piacciono e di cui le persone si fidano

I motori di ricerca hanno cercato per decenni di trovare un modo per restituire i migliori risultati per una determinata frase di ricerca. Per fare ciò, tengono conto dei fattori SEO On-Page e Off-Page. 

I fattori SEO Off-Page sono importanti perché questi dati forniscono ai motori di ricerca una migliore indicazione di come il mondo percepisce il tuo sito. Un sito utile ha più probabilità di avere un numero di dati e contenuti creati da utenti esterni al sito.

Fattori della SEO Off-Page

Esistono una varietà di fattori della SEO Off-Page che variano di anno in anno e per settore. Nel momento in cui Google modifica il suo algoritmo e l’intelligenza artificiale, ciò che prima era importante per la SEO cambia. E mentre i consulenti SEO tentano di lavorare sul ranking di Google, i fattori SEO Off-Page cambieranno ancora e ancora.

Quindi come puoi rimanere aggiornato su ciò che conta davvero per la SEO Off-Page? 

Devi concentrarti sul marketing tradizionale e sulle pubbliche relazioni che forniscono un mezzo per condividere liberamente ciò che sai e ciò che hai con le persone all’interno della tua comunità.

I fattori della SEO Off-Page e gli sforzi di marketing includono:

  • Google My Business
  • Menzioni e citazioni del tuo brand su altri siti, articoli o media
  • Profili e attività sui social
  • Articoli su altri blog
  • Scrivere in un forum o rispondere a quesiti e thread su siti come Quora e Reddit
  • Interviste e apparizioni su podcast e altri tipi di trasmissioni
  • Organizzazione di eventi e presentazioni
  • Siti di video
  • Recensioni degli utenti 
  • Domini e backlink di riferimento
  • Elenchi e directory locali

Tutti questi fattori aiutano Google a collegare i punti – in questo caso online – per vedere come tu e il tuo sito interagite con la comunità. Maggiore è l’interazione con la community, maggiore è la pertinenza e l’autorità che hai nei confronti di Google.

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E i backlink?

Un backlink, noto anche come inbound link, viene creato quando un sito di terze parti rinvia ai tuoi contenuti. I backlink aiutano a promuovere la brand awareness, il traffico verso il sito e a migliorare il posizionamento organico nella ricerca. 

Esiste un ampio segmento della SEO che si concentra sui backlink. Vengono creati siti finti con richieste di backlink a pagamento e addirittura utilizzo di malware per creare backlink a livello di codice senza che i legittimi proprietari ne siano a conoscenza.

Non fatelo e non fatevi tentare! Non solo tutto ciò viola le regole di Google, ma è anche una totale perdita di tempo e denaro. 

Quando si discute di backlink, Google afferma chiaramente:

Tutti i link creati per manipolare il PageRank o il ranking di un sito nei risultati di ricerca di Google potrebbero essere considerati parte di uno schema di link e quindi una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link al tuo sito o i link in uscita dal tuo sito.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di schemi di link che possono influire negativamente sul posizionamento di un sito nei risultati di ricerca:

  • L’acquisto o la vendita di link per aumentare il PageRank. Ciò include lo scambio di denaro in relazione a link o post che contengono link, lo scambio di beni o servizi in relazione a link o l’invio a qualcuno di un prodotto “gratuito” in cambio di una recensione positiva e dell’inclusione di un link.
  • Scambio eccessivo di link (“Collegati a me e io mi collego a te”) o creazione di pagine partner esclusivamente per lo scambio di link.
  • Campagne di marketing di articoli o di pubblicazione degli ospiti su larga scala con link di anchor text pieni di parole chiave.
  • Utilizzo di programmi o servizi automatizzati per creare link al tuo sito
  • La richiesta di un link nell’ambito di Termini di servizio, di un contratto o altro accordo simile senza consentire a un proprietario di contenuti di terze parti di scegliere se usare o meno il metodo nofollow o un altro metodo per bloccare il PageRank.

Inoltre, la creazione di link che non sono stati inseriti dallo staff redazionale o raccomandati dal proprietario del sito in una pagina, noti anche come link non naturali, può essere considerata una violazione delle nostre istruzioni. Di seguito sono riportati alcuni esempi comuni di link non naturali che potrebbero violare le nostre istruzioni:

  • Pubblicità in formato testo per aumentare la classificazione PageRank.
  • Inserzioni o pubblicità nativa che prevedono la ricezione di un pagamento per gli articoli che includono link per trasferire il PageRank.
  • Link con anchor text ottimizzato in articoli o comunicati stampa distribuiti su altri siti. 
  • Link di siti di directory o segnalibri di bassa qualità.
  • Link con tante parole chiave, nascosti o di bassa qualità incorporati in widget distribuiti su vari siti.
  • Link diffusi in piè di pagina o modelli di vari siti.
  • Commenti nei forum con link ottimizzati nel post o nella firma.

Il modo migliore per incoraggiare l’inserimento in altri siti di link di qualità e pertinenti al tuo è creare contenuti univoci e peculiari, in grado di acquisire naturalmente popolarità nella comunità di Internet. La creazione di validi contenuti paga: i link sono solitamente voti redazionali dati per scelta e maggiore è l’utilità dei tuoi contenuti, maggiori saranno le probabilità che un altro utente li ritenga validi per i propri lettori e inserisca un link a essi.

Dopo aver letto la dichiarazione di Google, è difficile credere che ci siano ancora aziende SEO che contattano per proporre scambi di link o sistemi di backlink. Ma ci sono, e come esperto di marketing devi stare alla larga da loro per proteggere te stesso e il tuo sito.

I migliori backlink provengono dall’essere parte di una community, aiutando le persone e condividendo le proprie conoscenze. In oltre 15 anni di attività SEO, non ho mai svolto attività di backlink o pagato per un backlink. E non lo farò mai.

Ho invece creato contenuti di qualità, ho parlato in diverse conferenze del settore, sono stata intervistata in podcast, ho creato webinar gratuiti e mi sono resa disponibile ad aiutare gli altri.

Tutte queste attività hanno naturalmente portato backlink da molti siti web autorevoli e di alta qualità. E questo è esattamente ciò che Google vuole.

Differenziati e costruisci il tuo E-A-T

Nel 2014 ho tenuto la mia prima presentazione al WordCamp di Miami. Si intitolava Be the Peacock (Trasformati in un pavone) e si focalizzava sulla costruzione di un brand online. Fare SEO Off-Page è lo stesso tipo di concetto. 

In quella presentazione parlai di come ogni giorno vengono registrate migliaia e migliaia di nuovi URL. Internet è cresciuto così tanto che è difficile distinguersi e farsi notare. È difficile farsi vedere ed è ancora più difficile essere ricordati.

Per attirare pubblico online a lungo termine devi essere come un pavone. Devi mostrare la tua bellezza con orgoglio. Non sai chi apparirà o quando, quindi devi assicurarti di essere colorato e di essere ricordato per la tua unicità.

Devi capire cosa ti distingue dalle masse e cosa farà ricordare a qualcuno la tua bellezza. Devi essere bello e audace.

Quella presentazione parlava di un tema molto personale perché da bambina ero timida e balbettavo. Facevo lezioni di recupero in quinta elementare e sono quasi stata bocciata. Non mi identificavo con un bellissimo pavone. Pensavo di non essere nulla e di non importare a nessuno.

All’epoca non avrei mai immaginato di parlare in conferenze in tutto il mondo, apparire come ospite nei miei podcast preferiti o scrivere guest post per aziende come SiteGround. Non avrei mai immaginato che un giorno le persone mi avrebbero pagato per consigli SEO su siti come Clarity.fm. Non avrei mai immaginato che a qualcuno sarebbe importato chi sono e cosa avevo da dire. Mi sbagliavo.

Allora, cos’è successo? Come sono arrivata così lontano da quella bambina che a malapena poteva parlare in pubblico? Come ho trovato i miei colori e come sono riuscita a stendere le mie piume?

Ho trovato una passione, uno scopo nel mio lavoro e mi sono resa conto di avere il desiderio di dare qualcosa in cambio alla comunità. Questo ha cambiato tutto.

Sono cresciuta in una piccola città da un gruppo di genitori surrogati e quando sono diventata adulta, sapevo che volevo restituire alla società qualcosa come ringraziamento per tutte quelle zie e zii che mi hanno aiutato a crescere da bambina.

Quel desiderio di restituire e aiutare gli altri ha permesso al mio pavone interiore di manifestarsi e mi ha permesso di diventare un’esperta di SEO Off-Page. Non perché stavo inseguendo backlink o menzioni dei media. Volevo solo fare del bene e volevo condividere le mie conoscenze in modo da poter aiutare gli altri.

Questo è il modo in cui la SEO Off-Page funziona davvero. Quando diventa naturale e quando la tua E-A-T (competenza, autorevolezza e affidabilità) con Google si sviluppa senza che tu abbia mai chiesto a nessuno un backlink o una menzione.

Ricorda…

Quando pensi alla SEO Off-Page e ti chiedi cosa puoi fare per aiutarti a costruire la tua reputazione con Google, voglio che ripensi alla mia storia e come la vita e il tempo mi hanno permesso di diventare un pavone colorato. 

Voglio che ti guardi dentro per trovare la tua passione e il tuo scopo. E poi voglio che tu lo trasformi in un bene per la tua comunità. 

Quando lo farai, arriverà anche la SEO Off-Page. 

Un promemoria finale per la SEO Off-Page

I proprietari di siti – inclusa me stessa – tendono a portare avanti una sola tecnica. Si concentrano interamente sulla SEO On-Page e dimenticano la SEO Off-Page o viceversa. La verità è che hai bisogno di entrambi per posizionarti nella ricerca. 

La SEO On-Page aiuta a stabilire le basi SEO per il tuo sito. La SEO Off-Page segue questi sforzi convalidando la tua reputazione e costruendo il tuo E-A-T con Google.

Devi trovare l’equilibrio di entrambe le tecniche SEO per dimostrare di avere contenuti di qualità e che il mondo si affida a questi contenuti. 

Una volta dimostrata la tua autorità tramite la SEO Off-Page, i tuoi sforzi SEO On-Page saranno molto più efficaci e forniranno risultati migliori.

Quando pensi alla SEO Off-Page, ricorda di concentrarti sulla tua passione, il tuo scopo e la tua comunità. Restituisci agli altri il più possibile e vincerai.