Oggi parliamo di email no-reply, quei messaggi unidirezionali che molte aziende inviano per comodità o automatizzazione. Forse stai leggendo questo articolo perché hai pensato di implementare un sistema simile per rendere più facile gestire le tue campagne email senza che i tuoi iscritti rispondano ad ogni promozione. O forse stai leggendo perché vorresti valutarne i pro e i contro.
Purtroppo siamo qui per dirti che le mail no-reply portano spesso alla frustrazione dei clienti e implicano rischi reali per la comunicazione e il marketing di un’attività.
Pensa per un momento ai tuoi incontri con le email no-reply. Quando si tratta di semplici notifiche non ce ne rendiamo conto, ma poi arriva il giorno in cui riceviamo una mail a cui avremmo veramente bisogno di rispondere per parlare con un tecnico o un addetto al servizio clienti. E invece ci ritroviamo a dover setacciare il sito per scovare un indirizzo valido e saltare avanti e indietro tra bozza e mail ricevuta per copiare i dati corretti. Non è la fine del mondo, ma è snervante.
Vediamo allora qualche esempio di email no-reply, analizziamo i motivi per cui è meglio evitarle e, soprattutto, vediamo le alternative pratiche per trasformare ogni messaggio in un’opportunità di dialogo e fiducia con i tuoi clienti.
Email no-reply: Cos’è
Un’email no-reply è un messaggio inviato da un indirizzo che non riceve risposte, spesso contrassegnato da formule come noreply@azienda.it. Utilizzando un indirizzo no-reply, il mittente indica al destinatario che la comunicazione è a senso unico.
Queste email no-reply vengono generalmente usate per inviare comunicazioni automatiche, come notifiche di spedizione, ricevute di pagamento o reset delle password, ma in alcuni casi addirittura newsletter o email promozionali. Questi messaggi sono unidirezionali, l’azienda parla, il cliente ascolta.
Il significato sottointeso dei messaggi no-reply è quindi semplice: l’azienda non ha interesse a instaurare un dialogo. Per molti imprenditori questo potrebbe sembrare trascurabile o addirittura utile per “filtrare” le richieste. Ma in realtà, come vedremo, queste email rischiano di allontanare i clienti e minare la fiducia nel brand, proprio perché spezzano il filo della comunicazione.
Esempi di messaggi no-reply
Vediamo alcuni esempi concreti di come queste comunicazioni vengono utilizzate dalle aziende. Per esempio, in una conferma d’ordine potremmo trovare qualcosa di simile:
Oppure per una notifica di spedizione attiva.
O anche per il reset di una password perduta:
Perchè è meglio evitare le email no-reply
Le no-reply email possono sembrare comode e veloci da gestire, ma in realtà nascondono diversi rischi per la tua comunicazione e per l’immagine del brand.
Chiudere la porta alle risposte non solo riduce l’interazione con i clienti, ma può generare frustrazione, sfiducia e persino problemi di deliverability. Vediamo i principali motivi per cui è consigliabile evitarle, evidenziando come queste scelte impattino l’esperienza dei clienti e le opportunità di crescita della tua attività.
1. Influenzano l’esperienza dei clienti
Come dicevamo prima, quando un cliente riceve una mail no-reply, il messaggio implicito è “Non è facile parlare con noi” e “Non ci interessano i tuoi problemi”.
È come quando ci si ritrova in un ristorante dove anche solo per riuscire ad ordinare si deve fare i salti mortali per avere l’attenzione del cameriere. Allo stesso modo, un cliente che ha una domanda su un ordine, un pagamento o un servizio, si trova bloccato dalle mail no-reply. Non potendo rispondere direttamente, deve mettersi a cercare sul sito un modulo di contatto, un numero di telefono o una chat. Questo passaggio in più crea attrito, frustrazione e, in molti casi, scoraggia il cliente dal proseguire la comunicazione.
Nello stesso modo in cui consideriamo avere un sito veloce e performante essenziale per la riuscita di un’attività online, la rapidità e la vicinanza al cliente sono decisive nelle mail. Chiudere la porta su un canale immediato equivale a complicare inutilmente il percorso di chi, in quel momento, ha bisogno di aiuto.
2. Impattano la deliverability
Un altro problema nascosto delle no-reply email riguarda la deliverability, cioè la capacità di tutti i tuoi messaggi di arrivare davvero nella casella di posta del cliente.
Gli utenti tendono a ignorare le email che provengono da indirizzi noreply@qualcosa.it. Già dall’indirizzo e dall’oggetto traspare un tono impersonale e meccanico. Di conseguenza, il tasso di apertura (open rate) e il tasso di click (CTR) si abbassano sensibilmente.
Questo è negativo per qualsiasi attività online, poichè tassi eccessivamente bassi sono un segnale pericoloso per i filtri antispam. Meno interazioni riceve un’email, più aumenta la probabilità che venga classificata come posta indesiderata.
In altre parole, se vuoi evitare che le tue mail finiscano nello spam, meglio evitare gli indirizzi no-reply. Anche se il contenuto è utile, le persone diffidano e i sistemi automatici interpretano questa diffidenza come un campanello d’allarme.
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3. Generano sfiducia
L’abbiamo già detto, un indirizzo no-reply trasmette immediatamente distanza. Gli utenti percepiscono che dietro a quelle mail non c’è qualcuno pronto ad ascoltarli, ma una macchina.
Questa mancanza di contatto umano incide direttamente sull’immagine del brand. Un’azienda che si presenta come irraggiungibile sembra meno disponibile a risolvere problemi e meno interessata ai dubbi dei propri clienti. La trasparenza e la vicinanza sono valori decisivi, soprattutto per le attività più piccole. Con le email no-reply si rischia di sembrare freddi, distaccati e indifferenti.
4. Diminuiscono il contatto con i clienti
Oltre a lasciare una brutta impressione, ogni email no-reply è un’occasione mancata. Quando si impedisce al destinatario di rispondere, si rinuncia a un canale diretto attraverso cui i clienti potrebbero condividere dubbi, difficoltà o persino spunti preziosi per migliorare il servizio.
Le email rappresentano uno dei mezzi più immediati per raccogliere feedback spontanei. Le informazioni lì raccolte aiutano a comprendere meglio i bisogni reali degli utenti, forniscono un eccellente canale per comprendere i loro pain-point e quindi per ottimizzare i processi, chiarire i contenuti e anticipare le problematiche.
Soluzioni alternative alle mail no-reply
Usare un indirizzo no-reply non è l’unica strada per inviare comunicazioni a tutti gli iscritti della tua mailing list. Esistono infatti strategie che ti permettono di mantenere vivo il contatto con i clienti senza sacrificare efficienza e senza intasare la casella della posta.
1. Imposta canali dedicati per le domande
La soluzione più efficace per evitare i problemi legati alle email no-replyè crearecanali dedicati alle domande dei clienti. In pratica, invece di chiudere la comunicazione, è bene reindirizzare tutte le risposte a un indirizzo specifico gestito da te o dal tuo team.
In questo screenshot possiamo vedere proprio questa funzionalità dello Strumento di Email Marketing di SiteGround. Tutte le risposte che arrivano al tuo indirizzo principale di marketing (che sarebbe ordini@godzillalab.com nell’esempio), verranno inoltrate a una casella dedicata (info@godzillalab.com), dove chi riceve i messaggi degli utenti potrà rispondere in modo personalizzato e puntuale.
In questo modo, anche campagne automatizzate di email marketing diventano un’opportunità di dialogo. Il cliente percepirà attenzione e disponibilità, mentre tu raccoglierai informazioni preziose sulle sue esigenze.
2. Usa le risposte automatizzate
Se ricevi troppe email per la portata del tuo team di customer care, puoi anche implementare risposte automatizzate. Queste risposte permettono di confermare immediatamente al cliente che la sua comunicazione è stata ricevuta, dandoti tempo prezioso per preparare una risposta dettagliata e personalizzata.
Un elemento chiave di questa strategia è includere nella risposta automatica un piccolo riepilogo di FAQ o link a guide utili. In questo modo, se la richiesta del cliente riguarda un problema semplice, può risolverlo da solo senza dover attendere l’intervento del team.
3. Adatta i tuoi contenuti ai dubbi dei tuoi clienti
Invece di chiudere la comunicazione con le no-reply, fai esattamente il contrario. Ascolta attentamente ciò che i clienti ti comunicano via mail e aumenterai soddisfazione e fiducia nel tuo brand. Ogni domanda, dubbio o richiesta rappresenta una preziosa indicazione sui loro bisogni reali.
Queste informazioni possono guidarti ad aggiornamenti necessari del tuo sito o nella creazione di contenuti mirati, come guide, articoli o tutorial che rispondono direttamente alle domande più frequenti. In alcuni casi, il feedback dei clienti può persino illuminarti la strada riguardo nuove funzionalità, revisione dei prodotti o servizi da sviluppare.
Conclusione: Le email no-reply fanno male al tuo business
Le no-reply email possono sembrare uno strumento pratico, ma abbiamo visto come in realtà rischiano di:
Peggiorare l’esperienza dei clienti
Abbassare click e tassi di apertura, facendoti finire nello spam
Generare sfiducia e malcontento
Ridurre preziose occasioni di contatto e confronto
Al contrario, reindirizzando le risposte dei tuoi utenti verso canali dedicati, impostando risposte automatizzate intelligenti e adattando i contenuti ai dubbi più comuni, puoi trasformare ogni messaggio in un’opportunità di dialogo e fidelizzazione.
Per farlo, una piattaforma professionale può fare la differenza. Con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround puoi gestire facilmente il reindirizzamento delle risposte, automatizzare i flussi di invio e raccogliere dati statistici per monitorare aperture, click e interazioni reali dei tuoi clienti.
Ad oggi, avere un sito web per la propria attività è tanto essenziale quanto avere un numero di contatto. E per fortuna crearne uno non è più tanto difficile. Basta scegliere l’hosting giusto per i propri bisogni, consultare qualche esempio di siti web a cui ispirarsi e, a patto che si abbiano le idee chiare sulla propria strategia, si può anche creare un sito web completo in una giornata. Il difficile sta invece nel far sì che il sito venga visitato.
Pensa per un attimo ai negozi nei vicoletti secondari e un po’ nascosti della tua città. Tu ci vai perché li conosci, ma un turista di passaggio non li troverebbe. Servirebbe invece un cartello che indichi la loro presenza. Visto che online siamo tutti un po’ di passaggio, dobbiamo fare in modo di avere tutti i cartelli al loro posto per indirizzare quanti più passanti nella direzione giusta.
Questo articolo è pensato per tutti coloro, professionisti o creatori di contenuti, che vogliono essere trovati, ricordati e scelti. In questo articolo ti guideremo tra strategie e tecniche mirate al traffico di qualità, passando dalla SEO e dal content marketing fino alle pubbliche relazioni.
Cos’è il traffico qualificato
Il traffico qualificato è il traffico online composto da utenti che hanno un interesse vero per ciò che offri. Queste sono persone che cercano proprio i tuoi prodotti, che vogliono veramente leggere il tuo blog, che hanno bisogno dei tuoi servizi, o che magari sanno pure qualcosa di te e sul tuo brand. Questi visitatori sono quelli più propensi a interagire, registrarsi, acquistare.
Al contrario, il traffico generico è composto da una folla variegata, ma non necessariamente interessata a ciò che offri. Questi sono gli utenti che entrano sul nostro sito per curiosità, per prendere spunto, o per dare un’occhiata distratta, ma che probabilmente non si iscriveranno e non acquisteranno da noi.
Esiste anche un’altra distinzione importante che dobbiamo fare prima di continuare, cioè quella tra traffico organico e non-organico. Entrambe possono portare a traffico qualificato, ma implicano sforzi diversi. Il traffico organico è composto da visitatori che arrivano al tuo sito attraverso i motori di ricerca, senza che tu paghi per ogni visita. È frutto di un buon posizionamento SEO e di contenuti che rispondono esattamente alle loro domande.
Il secondo, cioè il traffico non-organico, proviene da campagne a pagamento, inserzioni sui social o banner pubblicitari. Questi annunci possono portare risultati rapidi, ma richiedono un investimento costante per mantenere il flusso di visite.
Come aumentare il traffico al tuo sito web
Ora il web è sempre più pieno di annunci, siti, pagine e post sponsorizzati. La parte difficile nel mantenimento di un sito non è quindi il sito in sé, ma riuscire a rimanere in competizione con tutti questi contenuti sponsorizzati, catturando – e mantenendo! – l’attenzione del pubblico che ci interessa.
Nei prossimi passi vediamo sette tattiche per riuscire ad emergere in rete creando traffico organico, senza dover investire migliaia di euro in sponsorizzazioni e annunci. Non è necessario correre a mettere in atto tutte e sette le strategie contemporaneamente. Piuttosto, si tratta di scegliere le tattiche più realistiche per la portata della tua attività e implementarle in modo sostenuto e sostenibile, crescendo e aggiustando alla necessità.
1. Ottimizza la SEO
Nel web non si può parlare di traffico organico e visibilità senza sapere come funziona la SEO, cioè l’ottimizzazione di un sito al fine di scalare le pagine di Google (o di qualsiasi altro motore di ricerca) e farti trovare senza dover pagare ogni visita.
Il grande vantaggio della SEO è che, se curata e ben impostata, continua a portare traffico organico per mesi, persino anni. È uno dei modi più economici e duraturi per aumentare le visite al sito web.
In questa sezione passeremo in rassegna i principi fondamentali che guidano l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Per chi vuole scendere più a fondo, abbiamo diversi articoli più specifici riguardo la SEO tecnica e i metadati, la SEO on-page e la SEO off-page.
Ecco i pilastri su cui costruire una buona Search Engine Optimization:
Contenuti di qualità e pertinenti: Al centro della SEO c’è la capacità di risolvere problemi e rispondere a domande reali. Guide, articoli e FAQ che toccano i punti dolenti del tuo pubblico tendono a posizionarsi meglio e a portare traffico qualificato al sito.
Keyword giuste: Individua e inserisci le parole chiave in punti strategici come titoli, meta description, heading e alt text delle immagini. Per aiutarti puoi usare strumenti come il generatore di parole chiave gratuito di Ahref. Attenzione però a non sfigurare il testo cercando di inserire le parole chiave più di quanto sia naturale. Oltre a suonare male alle orecchie di chi ti legge, il keyword-stuffing ti penalizza su Google.
Struttura del sito: Un sito veloce, mobile-friendly e con navigazione chiara non solo migliora l’esperienza dell’utente, ma aiuta i motori di ricerca a capire e indicizzare i tuoi contenuti.
Backlink di qualità: Quando altri siti autorevoli linkano al tuo, invitano Google a fidarsi di te e a prenderti sul serio. Puoi ottenerli con guest post, collaborazioni e contenuti condivisibili, che vedremo a fondo nelle prossime sezioni.
Link interni: Collegare le pagine del tuo sito tra loro crea percorsi logici per l’utente e per i motori di ricerca. Usa testi di ancoraggio descrittivi per guidare la lettura. Per esempio “leggi la nostra guida per principianti sull’arrampicata libera” è molto meglio che “leggi qui”.
SEO locale per piccole imprese: Se il tuo mercato è geograficamente determinato, ottimizza la scheda Google My Business, mantieni coerenti i tuoi dati (nome, indirizzo, telefono) e cerca citazioni locali.
Aggiornamenti costanti: Oltre ad aggiungere contenuti sempre nuovi, aggiorna i vecchi articoli con costanza e rinfresca i contenuti per restare rilevante.
Per ultimo, un appunto spassionato da chi si occupa di SEO quotidianamente. Si dice spesso che fare SEO è un po’ come imparare a parlare la lingua dei motori di ricerca, ma considerando che, con l’arrivo dell’IA, la SEO continuerà a cambiare forma, ciò che conta di più, il filo perenne che legherà sempre i contenuti alle ricerche degli utenti, è l’aspetto umano. In tutto ciò che inserisci nel tuo sito, pensa sempre a come far trasparire ai tuoi visitatori che dietro le tue parole c’è una voce viva, qualcuno che ha veramente a cuore quello che fa.
2. Implementa una strategia di contenuti
Un sito senza contenuti non dà motivo di restare. I contenuti sono le storie, le voci, i racconti che fanno tornare le persone che hanno trovato qualcosa di cui avevano bisogno, anche se non lo sapevano ancora.
Il content marketing deve trasformare il tuo sito e le tue pagine social in uno spazio riconoscibile, affidabile, vivo. Vediamo i componenti che costituiscono l’immagine del tuo brand.
Blog: Attraverso un blog puoi apri la porta ai visitatori e gli racconti tendenze, rispondi a dubbi, condividi successi. Con costanza, i motori di ricerca imparano a riconoscerti e il traffico organico al sito web cresce.
Ricerche originali e report di settore. Attraverso questi dati che nessun altro può avere, attiri l’attenzione di professionisti, giornalisti, blogger. Sono calamite di backlink di qualità, che rafforzano la tua SEO e ti portano visitatori nuovi.
Contenuto generato dagli utenti. L’user-generated content (UGC) consiste in tutte le foto, recensioni e testimonianze fornite dagli utenti stessi. Ogni parola di un cliente vale doppio, perché percepita come più autentica. Puoi incoraggiare il coinvolgimento del pubblico con concorsi con hashtag e inviti a condividere esperienze sui social.
Video e storie su social. A seconda delle tue risorse, puoi creare brevi video o storie da condividere per mostrare ai tuoi utenti come utilizzare un prodotto, come risolvere un problema comune o anche per mostrargli il backstage della tua attività e coinvolgerli nel processo.
Risorse scaricabili: guide, eBook, modelli e template pronti. Queste risorse sono particolarmente utili poichè chi si interessa dell’argomento di cui parli può fornire la sua mail in cambio di queste risorse, così tu puoi aggiungere contatti qualificati alla tua mailing list.
Ricorda che il riuso dei contenuti già esistenti è un grande alleato. Un articolo può diventare un video, un’infografica, un podcast. Lo stesso messaggio, tradotto in lingue diverse per persone diverse. Così allarghi il pubblico e mantieni viva la tua presenza online.
Dare strumenti utili trasforma il tuo brand in un punto di riferimento, il tuo sito in un luogo in cui tornare e portare altri. E quando i contenuti crescono, crescono anche le possibilità di monetizzare.
3. Sfrutta l’email marketing
Con costi contenuti e un ritorno sull’investimento altissimo, l’email marketing è uno strumento che ogni imprenditore dovrebbe custodire. I messaggi di posta hanno il vantaggio di essere recapitati direttamente nella mano di chi vuoi raggiungere, di essere un contatto diretto e intimo che può trasformare un visitatore occasionale in un cliente fedele.
Le newsletter – brevi, chiare, visivamente curate – possono raccontare storie, offrire contenuti utili, presentare articoli più approfonditi sul blog o anche offerte e novità.
Ma per avere pieno successo, dovrai sfruttare la capacità di personalizzazione che ti offrono le mail. Segmentando le tue liste mail e creando customer journey adatti ai diversi bisogni dei tuoi utenti puoi rivolgerti a ciascuno di loro nel modo che più li interessa, offrendo offerte o approfondimenti specifici in base a ciò che hanno già cercato, acquistato o desiderato.
Non dimenticare di analizzare e monitorare il successo delle tue mail. Tassi di apertura, click e conversioni sono statistiche che ti indicano cosa funziona e cosa no. Analizzando le campagne e provando varianti puoi ottimizzare fino a trovare la combinazione che più funziona. Se ti interessa sapere quali metriche e KPI tenere d’occhio per analizzare l’andamento delle tue strategie di email marketing, leggi il nostro articolo a riguardo.
4. Sfrutta PR, guest blogging e collaborazioni
Per far entrare nuova luce e nuovo movimento, a volte dovrai essere tu a uscire e abitare per un po’ altri porti che non siano i tuoi soliti. Il senso del guest blogging e delle pubbliche relazioni è proprio quello di portare la tua voce in spazi dove ancora non sei conosciuto, così che i curiosi ti seguano e tornino a bussare alla tua porta. Ci sono diversi modi per inserirsi in questi spazi.
Scrivere come ospite su blog e siti autorevolinel tuo settore equivale a sedersi ad una tavola dove già siedono persone interessate agli argomenti di cui tratti. Dovrai portare qualcosa di valore, un’idea, un punto di vista che resti impresso. Fallo pensando al pubblico di quello spazio, che potrebbe avere abitudini e bisogni diversi dal tuo pubblico abituale.
Concedere interviste a giornali, blog di settore, radio, canali social di chi ha già un pubblico fedele. Giornalisti, influencer e colleghi possono diventare ponti verso nuove platee, basta una storia che sorprende o emoziona.
Ospitare esperti sul tuo blog, fare interviste, creare collaborazioni. Ogni ospite porta con sé il proprio pubblico, e in cambio si porta via un po’ del tuo, in uno scambio che arricchisce entrambi.
Nelle scelte delle tue collaborazioni, dai importanza alla qualità del rapporto con gli utenti piuttosto che alla quantità. I micro-influencer, per esempio, con comunità più piccole ma profondamente coinvolte, sono spesso più efficaci. Offri sempre del valore e crea collaborazioni che abbiano senso per entrambi.
Non scordarti poi di costruire prova sociale, condividendo sui tuoi canali le tue apparizioni come ospite, le tue interviste e le collaborazioni (come quella nella foto qua sopra). Ogni menzione è una traccia che dimostra la tua credibilità e rafforza la fiducia del pubblico. Uscendo dal tuo sito per qualche tempo tornerai a casa diverso, portandoti nuovi interessati pronti a visitarti.
5. Fai uso dei social media
Il marketing sui social media è anche lui un ottimo modo per portare la tua voce lontano e raggiungere nuovi interessati, ma bisogna sempre muoversi con accortezza e intenzioni ben precise.
Pubblica contenuti che abbiano peso. Qui rimandiamo alla strategia di contenuti, dove ogni frammento deve avere il suo senso e posto (articoli del blog, promozioni, dietro le quinte in formato video, caroselli, storie di successo).
Crea post che invitano la condivisione. Segui i temi del momento, proponi sondaggi, quiz, sfide, immagini che catturano, testi che aprono una discussione, hashtag che invitano a dialoghi più ampi.
Occhio al tempismo. Mantieni un ritmo costante e scopri gli orari giusti per ogni piattaforma, quando il tuo pubblico è più attivo.
Partecipa attivamente. Rispondi a commenti e messaggi privati e ringrazia chi condivide i tuoi contenuti.
Sfrutta le particolarità di ogni piattaforma. Le Stories di Instagram e Facebook, gli articoli di LinkedIn, i thread di X, le sfide di TikTok o anche le bacheche di Pinterest. Ogni ambiente ha la sua lingua, che puoi imparare a usare nel modo giusto.
Riutilizza i tuoi contenuti adattandoli ai diversi canali. Come già detto, un articolo può diventare un carosello su Instagram, un estratto per TikTok, un post per LinkedIn. Così moltiplichi le occasioni di incontro.
Collabora con voci del settore e influencer che condividono i tuoi valori. Il loro pubblico è una porta aperta verso nuove persone che potrebbero scoprire il tuo sito per la prima volta.
Esplora il social commerce. Instagram e Facebook ti permettono di trasformare un post in una vetrina interattiva.
Fai giveaway o concorsi a premi. Può essere uno sconto, un prodotto gratuito o un servizio esclusivo, ciò che conta è che il premio abbia valore reale per il tuo pubblico e sia in linea con la tua attività. Definisci un obiettivo chiaro (più iscrizioni alla newsletter, condivisioni sui social o visite al sito), rendi semplice la partecipazione e diffondi l’iniziativa ovunque: sui tuoi canali social, tramite email e in collaborazione con partner.
Fai trasparire i tuoi valori, la tua attenzione alla sostenibilità, ai progetti sociali, alla comunità o qualsiasi altra causa che sostieni. Chi si riconosce nei tuoi valori sarà più incline a seguirti, visitare il tuo sito e restare.
6. Entra a far parte delle community
Forum, gruppi e community sono spazi in cui si entra non per vendere, ma per parlare, ascoltare, imparare. Se ci sai stare, però, diventano ponti sicuri per portare traffico qualificato al sito web senza un centesimo di pubblicità.
Partecipa a conversazioni che hanno a che fare con il tuo settore, come i thread di Reddit, le domande di Quora o i forum specializzati. Condividi risposte che aiutano davvero, linka al tuo sito solo quando serve, quando il passaggio è naturale, inevitabile. Così il link non è un annuncio, ma un invito.
Partecipare in questi spazi ha un gran dono, visto che le risposte a domande molto popolari di Quora e Reddit, ma anche i post di Facebook e Instagram possono finire in prima pagina su Google. Se scritti bene, questi contributi possono restare lì per mesi, attirando traffico organico di persone già interessate a quello che fai.
Unisciti anche a gruppi chiusi su Facebook o LinkedIn, dove il dialogo è più diretto. Lì puoi affrontare problemi concreti, offrire soluzioni, costruire credibilità. E se il gruppo giusto non esiste, crealo tu. Una community intorno al tuo brand ti permette di essere il punto d’incontro per chi condivide interessi e bisogni.
Le chiavi sono autenticità e costanza. Non forzare, le persone percepiscono chi è lì per vendere e chi per contribuire. Gli interventi una tantum non lasciano traccia, ma una presenza regolare crea riconoscimento. Osserva come reagiscono alle tue parole, adatta il tono, aggiusta la direzione.
7. Organizza eventi
Gli eventi, che siano in presenza o online, sono un luogo condiviso in tempo reale, dove puoi mostrare ciò che sai fare, ascoltare chi ti segue e creare legami che poi conducono, quasi naturalmente, al tuo sito.
Il primo passo è scegliere un tema che tocchi corde vere: problemi da risolvere, domande che il tuo pubblico si porta dietro da tempo, desideri che ancora non hanno trovato risposta. Più il tema è vicino alla loro realtà, più attirerai persone realmente interessate, e più sarà facile portare traffico qualificato al tuo sito web.
Se non puoi organizzare eventi tu stesso, collabora con altri nel tuo settore o partecipa ad eventi di terzi con un intervento, uno stando anche solo con la tua presenza da ospite. Per promuovere l’evento, usa ogni canale a disposizione: social, newsletter, il tuo sito e piattaforme di altri collaboratori.
Quando il momento arriva, offri contenuti che valgano il tempo di chi ti ascolta, con consigli concreti, soluzioni applicabili e idee che restano. A fine incontro, lascia spazio alle domande e ai momenti di dialogo, sia per dare spazio al pubblico di apprezzare veramente quanto li puoi aiutare che per gettare uno sguardo sulle loro preoccupazioni e bisogni.
Dopo l’incontro resta presente, dando modo ai partecipanti di ritrovarti con un’email di ringraziamento, un link a materiali aggiuntivi, un invito a proseguire la conversazione.
Porta traffico al suo sito con successo
Promuovere un sito web in modo efficace richiede un mix ben calibrato di strategie intelligenti e costanza. I metodi organici – come SEO, content marketing, email marketing e social media – sono la linfa per una crescita solida e duratura, mentre la pubblicità a pagamento può offrirti visibilità immediata e un accesso rapido al pubblico giusto.
Il segreto è offrire valore in ogni azione. Che si tratti di ottimizzare le pagine per i motori di ricerca, creare contenuti che catturano o collaborare con influencer rilevanti, qualità e pertinenza devono sempre essere al centro. Sapersi adattare ai trend restando coerenti, perfezionando continuamente l’approccio è ciò che fa la differenza tra un traffico passeggero e un flusso costante di visitatori.
Se sei arrivato fino a qui, hai già una visione più chiara di come far crescere la visibilità del tuo sito. Adesso, per trasformare tutti i tuoi nuovi visitatori in clienti fedeli, uno strumento di email marketing è indispensabile. L’email marketing di SiteGround, per esempio, è un alleato potente, semplice da usare, pensato per creare e gestire campagne mirate e capace di offrirti dati preziosi per ottimizzare ogni invio.
Unendo queste strategie a una comunicazione diretta e mirata, costruirai un ponte solido che conduce le persone direttamente alla porta del tuo business.
Quando la nostra cliente Lindsay Colbert si innamorò per la prima volta della leggendaria neve giapponese nel 2007, non immaginava che la sua passione si sarebbe trasformata in un’attività internazionale di successo. Oggi, Japan Ski Experience serve clienti in Australia, Stati Uniti, Asia ed Europa, principalmente grazie alla sua presenza online ben sviluppata. Con una crescita costante del traffico del sito web del 162% su base annua su SiteGround, Lindsey dimostra che con la giusta strategia online e il giusto provider di hosting, anche le idee imprenditoriali più di nicchia possono raggiungere il successo globale.
Identificare un gap di mercato
Il percorso imprenditoriale di Lindsay è iniziato con una semplice osservazione: lo sci in Giappone era straordinario, ma il turismo sciistico internazionale era appena agli inizi. All’epoca, insegnava inglese in Giappone, ma trovò rapidamente un socio in affari che già lavorava nella più grande stazione sciistica del Giappone, e iniziarono ad accettare prenotazioni. Il momento non era perfetto, dato che il lancio avvenne durante la crisi finanziaria del 2008, ma avevano una visione chiara: far conoscere agli sciatori di tutto il mondo l’esperienza ineguagliabile della neve giapponese.
Come un sito lento può paralizzare la crescita della tua attività
Con la crescita di Japan Ski Experience anno dopo anno, Lindsay ha scoperto una dolorosa verità che molte aziende offline di successo si trovano ad affrontare: la loro presenza online le stava frenando.
“Abbiamo pagato un sacco di soldi per un sito web molto, molto, molto lento. Avendo un sito web così lento e macchinoso, su cui avevamo così poco controllo, dipendevamo molto dalla pubblicità pay-per-click per ottenere clienti e attirare visitatori sul nostro sito web.”
All’inizio, il loro sito web era integrato con il software di prenotazione per agenzie di viaggio, gestito interamente da una società terza.
“L’intero sito web non era gestito e ospitato da un’azienda sotto il nostro controllo, ma dalla società con cui avevamo il software per agenzie di viaggio. Il nostro team in Giappone inviava email di panico dicendo: “Aiuto, il nostro sito web è offline”. Non sapevamo cosa fosse successo. Non avevamo alcun controllo.”
Japan Ski Experience era intrappolata in una spirale di morte digitale: investire denaro in costose pubblicità a pagamento per compensare un sito web lento e inaffidabile che allontanava i clienti. Poi è arrivata la pandemia, il Giappone ha chiuso le frontiere al turismo internazionale per due anni e mezzo e l’attività è andata completamente in rovina.
Trasformare una crisi in un’opportunità
La pandemia ha costretto Lindsay a ripensare completamente la loro strategia digitale.
“Mi sono resa conto che avremmo dovuto trovare un modo per ottenere clienti senza dover pagare cifre esorbitanti per la pubblicità pay-per-click. Per questo, volevo davvero migliorare la nostra SEO.”
Ma con il loro sito web attuale, lento e incontrollabile, i miglioramenti SEO erano impossibili.
“Quando hai un sito web davvero macchinoso, davvero molto lento e non stai andando bene con la SEO, non c’era davvero nulla che potessi fare. Abbiamo provato a ottimizzare le immagini e cose del genere. Ma con l’hosting e la tecnologia che avevamo a quel tempo, non era possibile.”
Lindsay ha preso una decisione coraggiosa: ricostruire completamente la propria presenza online da zero.
“Ho deciso durante la pandemia di ripartire completamente con un sito web e un hosting completamente nuovi. Dato che non avevamo attività da due anni e mezzo, potevamo davvero dedicare tempo e impegno a questo progetto.”
Passaggio a SiteGround: notevoli miglioramenti delle prestazioni
Quando Lindsay ha deciso di sfruttare il periodo di inattività dovuto alla pandemia per creare un sito web completamente nuovo, con il pieno controllo, ha collaborato con un’agenzia di web design e sviluppo che le ha consigliato SiteGround come provider di hosting.
Su SiteGround, il sito web di Japan Ski Experience ha iniziato a mostrare miglioramenti costanti delle prestazioni sia su desktop che su dispositivi mobili. Il traffico è aumentato del 162% all’anno, convertendosi direttamente in più prenotazioni.
“SiteGround è ovviamente progettato per far funzionare i siti web in modo davvero veloce. Ha tantissime funzionalità che siamo riusciti a sfruttare per aumentare le prestazioni del nostro sito del 64%”
GTmetrix: migliorato da E (56% prestazioni, 48% struttura) ad A (92% prestazioni, 98% struttura)
Tempi di caricamento: caricamento in 1,3 secondi con tempi di risposta del server di 10 ms
Affidabilità: zero incidenti di inattività
Un altro importante miglioramento dopo il passaggio a SiteGround nel 2022 è l’eliminazione dei tempi di inattività, in netto contrasto con le frequenti interruzioni riscontrate con la piattaforma precedente.
“Non credo che ci siano stati periodi di inattività da quando abbiamo SiteGround. È stato sicuramente un cambiamento enorme.”
Oltre la velocità: un ecosistema online completo
La ristrutturazione del sito di Japan Ski Experience si è concentrata sulla creazione di un ecosistema digitale completo basato su un’infrastruttura di hosting affidabile, che Lindsay e il suo team potessero controllare, ottimizzare e scalare completamente con la crescita della loro attività. Nonostante il budget iniziale fosse limitato, con SiteGround sono riusciti a partire in piccolo e a crescere gradualmente.
“Avevamo davvero un budget limitato perché non avevamo entrate. Così abbiamo iniziato con il piano GrowBig e poi siamo passati a GoGeek e poi all’hosting Cloud, man mano che la nostra attività cresceva di nuovo.”
Le caratteristiche principali che hanno supportato la loro crescita includevano:
Piani di hosting scalabili che crescono con la loro attività
Cache completa per prestazioni ottimali
Funzionalità CDN per i loro clienti internazionale
Supporto tecnico affidabile che ha eliminato le frustrazioni precedenti
La CDN di SiteGround è diventata una componente fondamentale della strategia internazionale di Japan Ski Experience, contribuendo a fornire prestazioni ottimali ai clienti nei loro mercati principali: Australia, Stati Uniti, Cina e Singapore.
“Per noi una CDN è davvero importante perché abbiamo una clientela molto internazionale.”
I risultati: dal traffico al fatturato
I numeri raccontano una storia avvincente di successo della trasformazione digitale:
“L’incremento percentuale in termini di fatturato è molto simile. È possibile monitorarlo in modo piuttosto costante, dall’aumento dei visitatori unici all’aumento delle richieste di informazioni fino all’aumento delle conversioni in prenotazioni. L’aumento del traffico sul nostro sito web ha portato direttamente a un aumento delle conversioni, delle richieste di informazioni e delle prenotazioni. Abbiamo ottenuto molto più traffico di quanto avessimo mai avuto con il PPC. È stato un vero successo.”
Gestione del sito intuitiva
Nonostante non abbia competenze tecniche, Lindsay apprezza Site Tools di SiteGround e la sua interfaccia intuitiva.
“Site Tools è molto intuitivo e facile da usare. Mi piace molto il fatto che ci sia una spiegazione in alto per ogni funzionalità. Basta cliccare sulle funzionalità nel menu a sinistra e in alto si può vedere la spiegazione in un linguaggio comprensibile.”
Questa accessibilità le consente di rimanere coinvolta:
“Per me è facile rimanere aggiornato su dove siamo, cosa sta succedendo e cosa potrebbe essere migliorato.”
Lezioni chiave per costruire un’attività fisica digitale
Il percorso di Lindsay offre spunti preziosi agli imprenditori che vogliono creare attività, offline o online, basate su competenze appassionate:
Inizia con una competenza autentica
“Mi sono innamorato dello sci e dello snowboard”: una passione genuina per la tua materia crea un marketing autentico e la fiducia dei clienti.
Investi in un’infrastruttura di hosting scalabile fin da subito
“Quando inizi il tuo percorso, hai bisogno innanzitutto di qualcosa che sia conveniente, ma puoi iniziare in piccolo con SiteGround e poi svilupparlo man mano che l’attività cresce.”
Dai priorità alle prestazioni rispetto alle funzionalità
“Puoi iniziare con qualcosa di abbastanza semplice, ma è comunque molto, molto affidabile e ti offre il supporto di cui hai bisogno, e poi puoi farlo crescere man mano che procedi.”
Trasforma i limiti in opportunità
Le limitazioni causate dalla pandemia hanno stimolato un pensiero innovativo, che alla fine ha rafforzato il modello di business di Japan Ski Experience.
Fondamenta digitali per una crescita continua
Japan Ski Experience continua ad espandere le proprie capacità digitali.
“Stiamo valutando l’idea di avere un nostro sistema di prenotazione completamente separato dal nostro sito web. E sembra che saremo in grado di ospitarlo anche su SiteGround, all’interno dello stesso account. È così flessibile che offre così tante opzioni diverse man mano che la tua attività cresce.”
Questa flessibilità esemplifica ciò che Lindsay apprezza di più nella scelta del loro hosting: una piattaforma che si evolve insieme alle esigenze aziendali, anziché limitarle.
“Non tutte le soluzioni sono adatte dall’inizio fino alla crescita dell’attività e alla crescita di SiteGround.”
Il successo di Japan Ski Experience dimostra che, con le giuste fondamenta digitali, le aziende guidate dalla passione possono raggiungere una portata globale notevole e una crescita sostenibile.
“Ottenere quel traffico, avere la SEO, avere la velocità, l’affidabilità e l’esperienza utente. Tutto confluisce in un aumento dei ricavi dalle prenotazioni, che è l’obiettivo finale.”
Ogni agenzia web di successo prospera grazie a una partnership che unisce perfettamente creatività e competenza tecnica. Andrea Krones ha iniziato questo percorso nel 2004 con il lancio di Inkling Design, dedicando la sua passione alla creazione di design eccezionali. Nel 2018, Kelley Gibson si è unita a lei, apportando una nuova ondata di competenze tecniche, e insieme hanno costruito una web agency fiorente.
Quando le sfide dell’hosting minacciavano di compromettere il loro crescente successo, il passaggio strategico a SiteGround ha trasformato le loro attività e ha fornito le solide fondamenta di cui avevano bisogno per prosperare.
La sfida: quando le scadenze incontrano i downtime
Entro il 2024, le difficoltà con il loro attuale provider di hosting erano diventate un problema critico, non solo per i loro progetti, ma anche per i siti web dei loro clienti. Durante una stagione autunnale particolarmente impegnativa, con numerosi progetti dei clienti con scadenze ravvicinate, le interruzioni sono diventate insostenibili. I siti di staging erano spesso inaccessibili, causando ritardi e stress significativi.
“Avevamo siti di staging che diventavano completamente inaccessibili più e più volte. Continuavo a essere rassicurato che il problema fosse stato risolto, ma poi continuavo a perdere l’accesso e a perdere tempo con scadenze ravvicinate. È stato allora che ho capito che era ora di andarmene.”
L’esperienza con l’assistenza non faceva che aumentare la frustrazione, con ripetute false rassicurazioni e ore sprecate su problemi irrisolti.
“Il continuo ripetersi che andava tutto bene e poi dover rispondere a un’altra chiamata di supporto di un’ora per poi dire ‘Ho trovato il problema. Ora è a posto’. E l’ho fatto cinque o sei volte, ma non è stato ancora risolto.”
Come sviluppatore esperto, Kelley sospettava che la radice dei problemi non risiedesse nel codice, ma nell’infrastruttura di hosting stessa.
La soluzione: un volto familiare con risultati comprovati
Fortunatamente, Kelley sapeva già a chi rivolgersi. Grazie ad anni di lavoro con clienti che utilizzavano SiteGround, aveva sperimentato in prima persona l’affidabilità della nostra piattaforma.
“Avevamo clienti su SiteGround e mi piaceva molto l’accesso come collaboratore e l’interfaccia in generale. L’assistenza è sempre stata ottima, quindi ho sempre avuto ottime esperienze lavorando con SiteGround.”
Nonostante avesse “così tanto da migrare”, inclusi i server di staging per diversi clienti, Kelley ha fatto il passaggio. La sua familiarità con la configurazione di SiteGround ha reso la transizione fluida, anche se ha scelto di migrare i siti manualmente.
I risultati: stabilità, velocità e tranquillità
La trasformazione è stata immediata, confermando che Kelley aveva sempre avuto ragione sulla fonte dei loro problemi tecnici.
“Sicuramente nessuno degli stessi problemi che avevamo riscontrato prima. Continuavo a dire che non era il nostro codice a causare i problemi con il nostro precedente provider di hosting, ma il server. E infatti, era proprio così.”
Questo miglioramento immediato ha dimostrato che i siti web e gli ambienti di staging di Inkling Design non erano difettosi: erano semplicemente stati ostacolati da un’infrastruttura di hosting inadeguata. Lo stesso codice che aveva causato continui mal di testa sul loro precedente provider ora funzionava senza problemi sui server di SiteGround.
Il sollievo è stato palpabile per il team di sviluppo, che aveva trascorso mesi a risolvere problemi che in realtà non erano colpa loro. Il passaggio a SiteGround non ha solo risolto i problemi tecnici, ma ha ripristinato la fiducia nei loro processi di sviluppo ed eliminato lo stress di chiedersi se la loro successiva implementazione sarebbe misteriosamente fallita.
Prestazioni e affidabilità migliorate
I miglioramenti delle prestazioni sono stati evidenti in ogni aspetto della loro esperienza di hosting:
“Prestazioni più affidabili, tempi di attività migliori, tutto è semplicemente più veloce.”
Oltre alle metriche di base, l’approccio di SiteGround alla gestione delle risorse ha impressionato Kelley per la sua natura proattiva:
“Apprezzo molto le email che ricevo quando le risorse del nostro account raggiungono l’80%. Questo ci dà il tempo di gestire la situazione prima che diventi un problema critico, di affrontarla e di risolverla.”
Questo approccio ponderato alla gestione della capacità ha eliminato tempi di inattività imprevisti o interventi di emergenza per risolvere problemi di risorse. Gli ambienti di staging che scomparivano nei momenti cruciali erano ora solidi come la roccia, consentendo al team di lavorare con sicurezza ai progetti dei clienti senza il timore di perdere il lavoro svolto.
Una sicurezza solida come una roccia
La sicurezza è diventata uno dei motivi più convincenti per cui Inkling Design consiglia SiteGround ai propri clienti. Avendo assistito in prima persona alle vulnerabilità e ai problemi che affliggono i provider di hosting low cost, Kelley sottolinea l’importanza fondamentale di investire in un’adeguata infrastruttura di sicurezza:
“L’aspetto sicurezza dell’hosting è un aspetto che mi piace sottolineare, dato che ho avuto problemi in prima persona e ho visto altri clienti avere problemi con gli host più economici. Ecco perché non scelgo solo quello più economico. È come se avessi un servizio che vale quel prezzo.”
Questo approccio che mette la sicurezza al primo posto si è rivelato prezioso per i clienti di Inkling, in particolare per coloro che hanno subito violazioni della sicurezza in passato. Per le aziende che hanno dovuto affrontare attacchi malware o tentativi di hacking, le solide misure di sicurezza fornite da SiteGround offrono tranquillità e protezione essenziali per la loro presenza online.
Esperienza di supporto semplificata
La differenza nella qualità dell’assistenza è stata sbalorditiva, eliminando la frustrazione e lo spreco di tempo che avevano afflitto la loro precedente esperienza di hosting:
“In SiteGround, è raro che sia necessario aprire anche solo un ticket di supporto. In genere, quando abbiamo un problema, si risolve in una sola chat con l’assistenza. Adoro il team di supporto. Sono i miei migliori amici.“
Kelley sottolinea anche l’assistenza di SiteGround quando presenta le opzioni di hosting ai suoi clienti.
“Parlo sempre della disponibilità dell’assistenza perché ritengo che sia un aspetto cruciale nell’hosting.”
Kelley ha condiviso un esempio personale del perché questo sia così importante:
“Anni fa, mi sono ritrovato a lavorare in luna di miele perché il sito di qualcuno era andato offline e all’epoca era sotto il nostro hosting, ed è stato allora che ho cambiato idea.”
Ora, con l’affidabile sistema di supporto di SiteGround e l’accesso dei collaboratori ai clienti, non ci sono più problemi di questo tipo:
“In questo modo, possiamo dire ai clienti che possono parlare direttamente con il fornitore di hosting se non siamo disponibili. Questo ci permette di offrire a un team più piccolo come il nostro la stessa sensazione di supporto di un team più ampio.”
Meno complicazioni tecniche
Avendo lavorato con numerosi provider di hosting attraverso progetti per clienti, Kelley ha sviluppato una prospettiva completa sull’affidabilità dell’hosting. La sua esperienza comparativa evidenzia la superiorità tecnica di SiteGround:
“Lavoro con un altro provider di hosting per due siti di clienti diversi in cui si verificano problemi di caching, come se la cache interferisse con qualcos’altro, e finisse per estrarre immagini dal sito. E non ho mai riscontrato questo problema con SiteGround.“
Questa stabilità tecnica si estende a tutti i provider di hosting con cui collaborano:
“Ho lavorato con molti provider di hosting diversi e con SiteGround ho riscontrato il minor numero di problemi tecnici.“
La riduzione delle complicazioni tecniche ha liberato prezioso tempo di sviluppo che in precedenza veniva dedicato alla risoluzione di problemi relativi all’hosting, consentendo al team di concentrarsi su ciò che sa fare meglio: creare siti web eccezionali per i propri clienti.
Strumenti che fanno la differenza
Accesso collaboratore
Inkling Design ha adottato un approccio strategico all’hosting dei clienti: anziché ospitare tutti i siti web dei clienti con il proprio account, incoraggia ogni cliente a gestire il proprio account SiteGround individuale, offrendo ai clienti la completa proprietà e il controllo sulle proprie risorse digitali.
Ecco perché l‘accesso dei collaboratori è diventato il fulcro di questo modello operativo, consentendo al team di Inkling di gestire senza problemi i siti web dei clienti.
“È molto facile entrare e uscire dai diversi siti in cui potresti aver bisogno di entrare. Non credo di aver avuto particolari problemi a trovare qualcosa mentre cercavo nel sito.”
Interfaccia Site Tools
Sia i clienti di Kelley che quelli di Inkling trovano l’interfaccia di Site Tools intuitiva e facile da usare.
“I nostri clienti hanno competenze tecniche diverse: alcuni non accedono mai al proprio account, mentre altri ci riescono per controllare le cose. Non ho mai riscontrato problemi da parte loro.”
Plugin Speed Optimizer
Il plugin di ottimizzazione specifico per l’hosting si è dimostrato particolarmente prezioso, offrendo vantaggi in termini di prestazioni su misura per l’infrastruttura di SiteGround:
“Mi piace molto il plugin Speed Optimizer. È bello sapere che c’è qualcosa di specifico per il tuo ambiente di hosting che viene utilizzato lì.”
L’esperienza di Kelley con il plugin sui siti dei clienti prima del passaggio le ha dato fiducia nella sua efficacia:
“Avendo utilizzato il plugin sui siti dei clienti che utilizzavano SiteGround in passato, sapevo che era un’ottima opzione per il caching.”
Questa precedente esperienza ha permesso loro di sfruttare immediatamente i vantaggi del plugin senza una curva di apprendimento, ottenendo miglioramenti immediati delle prestazioni per i siti dei loro clienti.
Certificato SSL
Un’altra fantastica funzionalità gratuita di SiteGround che Kelly apprezza molto è il certificato SSL.
“Uno dei nostri clienti che ha ospitato con un altro provider riceve solo un certificato SSL gratuito, ma ha due domini. Quindi si chiedeva se fosse il caso di rivolgersi altrove. Non credo che nessuno dovrebbe pagare per un certificato SSL quando esiste Let’s Encrypt.”
Apprezza anche la facilità d’uso nell’impostazione del certificato SSL e nella configurazione del dominio:
“La facilità di aggiungere un certificato SSL, la facilità di configurare un dominio, tutto questo è fantastico.”
Impatto aziendale: credibilità e crescita
Il passaggio a SiteGround non ha solo risolto problemi tecnici, ma ha anche migliorato la credibilità di Inkling Design presso i clienti e semplificato il processo di raccomandazione.
L’impatto è stato immediato e misurabile:
“Devo dire che da quando abbiamo iniziato a offrire hosting con SiteGround, sempre più clienti scelgono SiteGround quando proponiamo loro opzioni di hosting.”
Questo passaggio ha rappresentato un miglioramento significativo nel processo di consulenza con i clienti. In precedenza, si era creata una scomoda discrepanza tra le loro raccomandazioni e la loro scelta di hosting:
“Quando usavamo il precedente provider di hosting, era la mia terza raccomandazione nella lista per i clienti, e già mettevo SiteGround prima di loro. Quindi, ricevevamo domande del tipo: “Perché non usate SiteGround?”
Ora c’è una corrispondenza completa tra le loro raccomandazioni e la loro pratica!
Questo approccio “pratica ciò che predichi” ha eliminato domande scomode e ha rafforzato la loro autorevolezza come consulenti tecnici per i clienti.
L’hosting perfetto
Per Inkling Design, passare a SiteGround ha significato passare da un continuo lavoro di manutenzione tecnica a ciò che sanno fare meglio: creare siti web belli e funzionali per aziende che vogliono avere un impatto positivo. La combinazione di un’infrastruttura affidabile, strumenti intuitivi e un supporto eccezionale ha trasformato le loro attività quotidiane.
“Affidabilità, prestazioni, supporto: tutto funziona alla perfezione. Quando si gestisce un piccolo team e si lavora con scadenze ravvicinate, questa tranquillità è inestimabile. Possiamo concentrarci sulla fornitura di un ottimo lavoro ai nostri clienti, invece di preoccuparci se i nostri siti di staging saranno accessibili.”
La pagina Chi Siamo è una delle sezioni più sottovalutate di un sito web. È qui che racconti chi sei, da dove vieni, e soprattutto perché qualcuno dovrebbe fidarsi della tua azienda. Eppure, troppo spesso viene liquidata con un paragrafo generico e impersonale, che non comunica nulla di ciò che rende il tuo brand davvero unico.
In questo articolo vedremo come creare una pagina Chi Siamo efficace, che vada oltre i luoghi comuni e riesca davvero a stabilire una connessione con il lettore. Ti guideremo passo dopo passo: dalla struttura ai contenuti, dagli elementi visivi alle CTA, fino all’ottimizzazione SEO. Ti mostreremo esempi reali di pagina Chi Siamo ben fatte, e ti daremo strumenti e consigli pratici per iniziare subito a creare la tua pagina di presentazione, anche se parti da zero.
Che tu stia costruendo un nuovo sito o migliorandone uno esistente, qui troverai idee concrete e spunti visivi per raccontare chi sei con autenticità e professionalità.
Cos’è una pagina Chi Siamo
La pagina Chi Siamo è quello spazio nel tuo sito web dove racconti la tua identità aziendale, i tuoi valori, cosa fai, perché lo fai, come ci sei arrivato e chi c’è dietro ogni decisione, ogni prodotto, ogni servizio.
A differenza della homepage, che spesso è orientata alla conversione o alla presentazione dei servizi, la pagina Chi Siamo è uno spazio narrativo. Qui si racconta la storia, il contesto, la visione. Il tuo obiettivo non è convincere, ma far sentire le persone parte di qualcosa.
Il valore inestimabile di questa pagina deriva dal suo duplice scopo:
Guida il primo contatto diretto che i clienti avranno con te. È la tua occasione per lasciare una prima impressione che resti.
Aiuta i motori di ricerca a capire chi sei, qual è la tua area di expertise e perchè dovrebbe fidarsi di te. In altre parole è un tassello essenziale per la SEO del tuo sito.
Devi usare la storia del tuo percorso per creare una connessione autentica, per rendere la tua azienda vicina e riconoscibile. Racconta da dove nasce il brand, quali sfide ha affrontato, quali traguardi ha raggiunto. Sono tutti aneddotti che potrebbero sembrarti superflui, ma sono proprio le storie vere, i percorsi accidentati, le idee nate in un garage o durante una crisi a fa sì che la gente ti veda come un gruppo di persone dietro un’impresa, che si fidi di te.
Nelle prossime sezioni di questo articolo vedremo quali sono i contenuti che puoi includere nella pagina Chi Siamo, ma sarai poi tu a scegliere cosa omettere e cosa no, a seconda dei valori che vuoi mettere in primo piano e che ti contraddistinguono dalla concorrenza.
Per esempio, in questo screenshot puoi vedere la prima parte della nostra pagina Chi Siamo, nella quale abbiamo messoin evidenza innanzitutto l’importanza delle persone che compongono SiteGround e la filosofia che condividiamo, il nostro “perchè”.
Un altro aspetto che puoi subito notare è anche la combinazione testo ed elementi visivi. Le grafiche, le foto di gruppo, i ritratti del team (più in fondo alla pagina, non visibili in questi screenshot) comunicano in modo chiaro e coerente l’identità e i valori, anche senza dover leggere tutti il testo. Tu puoi aggiungere anche video, timeline, grafici, certificazioni.
Come creare una pagina Chi Siamo per il tuo sito
Per scrivere una pagina Chi Siamo davvero efficace bisogna fare un lavoro di introspezione prima ancora che di comunicazione. Il cuore della questione è la brand identity, ovvero l’insieme di elementi – visivi, verbali, culturali e valoriali – che definiscono la personalità del tuo brand. È la tua voce, il tuo tono, il tuo stile e il tuo modo di stare al mondo.
Per identificare la brand identity dovrai individuare la risposta alle domande:
Qual è la nostra missione?
In cosa crediamo profondamente?
Che tipo di relazione vogliamo costruire con chi ci sceglie?
Come vogliamo essere percepiti?
Una pagina Chi Siamo potente si fonda anche su un elemento imprescindibile: la Unique Value Proposition (UVP), ovvero ciò che ti rende unico rispetto alla concorrenza. Per trovare la tua UVP, chiediti:
Cosa offri che altri non offrono (o non allo stesso modo)?
Quali problemi risolvi meglio di chiunque altro?
Quali valori guidano ogni tua decisione?
Perché un cliente dovrebbe scegliere proprio te?
Prendiamo un panificio artigianale come tanti (in apparenza). Se ci prendiamo il tempo di guardare fino in fondo, noteremo come anche questo panificio qualunque ha qualcosa di speciale. Potremmo scoprire che lavora con farine locali, con un lievito madre tramandato da tre generazioni, oppure con un’etica zero sprechi. Questo è ciò che lo distingue, ed è questo che deve emergere.
In quanto alla scrittura, deve essere autentica, semplice. Usa la prima persona singolare o plurale, racconta con il tuo tono, e non aver paura di mostrarti vulnerabile. Anche i fallimenti fanno parte del tuo percorso e, se raccontati bene, ispirano fiducia e umanità.
Come strutturare una pagina Chi Siamo
Così come una buona storia ha bisogno di una struttura solida per essere raccontata al meglio, lo stesso vale per le pagine del tuo sito web. Ognuna ha la sua: la homepage, le landing page, le sales page, e anche la pagina Chi Siamo.
Questa pagina di presentazione ha bisogno di contenuti ben scritti, sì, ma anche organizzati in modo chiaro e coinvolgente. In questa sezione vediamo come suddividere la pagina per guidare il lettore, catturare l’attenzione e comunicare efficacemente la tua identità aziendale.
1. Un buon titolo
Iniziamo dagli elementi strutturali veri e propri, le sezioni che devi includere nella pagina. Il titolo è un must, poichè è il primo sguardo alla tua pagina Chi Siamo. Deve catturare l’attenzione e comunicare in poche parole l’anima del tuo brand.
Il tuo titolo deve riflettere ciò che ti rende unico, che sia la tua visione, la tua promessa, il tuo approccio. Chi legge deve intuire da subito che atteggiamento hai e a cosa tieni di più.
Per mantenere riconoscibilità e affidabilità è importante che il tono (formale, amichevole, ironico, istituzionale, ecc) sia coerente con la voce del tuo brand.
Per aumentare SEO e quindi visibilità nei motori di ricerca, includi keyword strategiche, a patto che si fondano naturalmente nel testo, senza forzature.
✅Da fare
❌ Da evitare
Sii autentico e trasparente
Linguaggio generico o impersonale
Comunica un messaggio chiaro su chi sei e cosa rappresenti
Titoli neutrali senza alcun contenuto distintivo
Esempio: “Diamo valore al tempo delle persone, dal 2009”
Esempio: “Chi siamo”, “Benvenuti nella nostra azienda”
2. La storia del brand
È proprio la tua storia, fatta di intuizioni, errori, tentativi e visioni, che può trasformare una pagina Chi Siamo in un potente strumento di connessione.
Raccontare l’origine del tuo brand, i primi passi, gli ostacoli superati e le decisioni fondamentali che ti hanno portato fin qui aiuta a trasmettere autenticità e a creare un legame diretto con chi legge.
Se gestisci un eCommerce o un’attività interamente online, questa sezione è ancora più cruciale, visto che non hai l’opportunità di incontrare il cliente dal vivo. Mostra perché fai quello che fai, con quali valori, e in che modo vuoi migliorare la vita del pubblico.
Ricorda che raccontare la storia del tuo brand non significa scrivere una cronologia noiosa. Come ogni buon racconto devi avere ritmo, personalità, e soprattutto una direzione chiara. Includi solo ciò che è necessario a comunicare cos’è che rende la tua attività diversa dalle altre e perchè si tratta proprio di quella cosa. Magari è il modo in cui tratti i clienti, o l’innovazione che hai portato nel settore, oppure il tuo impegno per la sostenibilità.
✅Da fare
❌ Da evitare
Condividi aneddoti autentici, episodi significativi e intuizioni reali.
Testi lunghi, prolissi o autoreferenziali.
Focalizzati su ciò che ti rende unico e perché questo ha valore per il cliente.
Evita il linguaggio sterile: parla come parleresti a una persona reale.
3. Il team e la tua filosofia
Dietro ogni brand di successo c’è un gruppo di persone reali, con volti, storie e competenze. Mostrare il tuo team è come aprire le porte del tuo ufficio, dimostrando al contempo trasparenza e competenze specializzate.
Presenta i membri chiave del tuo team con foto autentiche e biografie brevi ma significative. Non servono curriculum infiniti, basta specificare il ruolo, l’area di specializzazione, cosa li rende unici, e magari condividere un tratto personale, un valore in cui credono o un momento che li lega al progetto aziendale.
Se riesci, integra elementi visivi che riflettano la cultura aziendale: un momento di team building, una riunione informale, un piccolo gesto quotidiano. Questo tipo di contenuto rafforza la filosofia del tuo brand, mostra il clima che si respira all’interno, il modo in cui lavorate, i principi che vi guidano ogni giorno.
✅Da fare
❌ Da evitare
Presenta le persone reali dietro il brand, con volti, ruoli e piccole storie.
Lasciare contenuti obsoleti: aggiorna regolarmente nomi, ruoli e foto.
Usa immagini autentiche per mostrare il tuo ambiente di lavoro e lo spirito del team.
Usare immagini generiche o testi impersonali che non dicono nulla del vero carattere del team.
4. CTA efficaci
Una pagina Chi Siamo deve sì essere solo letta, ma non va mai sprecato il suo potenziale di portare il lettore a fare qualcosa. Per questo motivo, le call to action (CTA) sono fondamentali.
Dopo aver letto la tua storia, scoperto i tuoi valori e magari guardato il volto delle persone che rendono possibile tutto questo, l’utente è pronto a fare il passo successivo. Ma serve una guida chiara. Che si tratti di un “Contattaci”, “Scopri i nostri servizi”, o “Unisciti alla nostra newsletter”, la CTA deve essere visibile, coerente e ben integrata nel flusso della pagina.
Una buona CTA:
È diretta e senza ambiguità. Niente frasi vaghe o creative che confondono.
Si inserisce nei punti giusti della pagina, dove il lettore è naturalmente pronto a decidere – solitamente a fondo pagina o vicino ad una sezione di prova sociale
È responsive, ovvero funziona perfettamente anche da mobile, dove la maggior parte degli utenti legge oggi.
Offre un collegamento ad altri contenuti rilevanti che potrebbero interessare al lettore: i prodotti, il blog, la pagina contatti.
✅Da fare
❌ Da evitare
Usa un linguaggio semplice e diretto: “Contattaci”, “Scopri di più”, “Iscriviti”.
Troppe CTA tutte insieme: confondono, distraggono e riducono l’efficacia del messaggio.
Posiziona le CTA dove abbiano senso: alla fine della storia, dopo la presentazione del team, o sotto un video.
Dimenticare l’utente mobile: una CTA non visibile da smartphone è una CTA persa.
5. Il layout
Passiamo agli elementi che non sono categorie a sé stanti, ma piuttosto caratteristiche che devono trasparire in tutte le sezioni che compongono la tua pagina Chi Siamo. Primo tra tutti è il layout generale della pagina, che deve aiutare i contenuti, le immagini e le CTA a brillare.
Suddividi i contenuti in sezioni chiare, usa paragrafi brevi e lascia spazio visivo. Lascia che i diversi paragrafi abbiano lo spazio di respirare, sia tra di loro che con un’impaginazione a colonna centrale. Lo spazio a lato può essere utilizzato per CTA che scorrono con il testo o semplicemente per lasciar riposare la vista. Un layout ordinato aumenta la leggibilità e facilita l’azione.
Come organizzi la pagina fa anche trasparire quali sono gli aspetti a cui dai più importanza (Il tuo team? Le origini dell’azienda? La tua filosofia? L’impegno per l’ambiente?) e quale è il tuo stile (un layout ricco di elementi grafici per un’attività giovane e alla mano, un layout classico per un’azienda B2B, ecc ).
✅Da fare
❌ Da evitare
Dividi le sezioni in modo chiaro, con paragrafi e spazi vuoti
Muri di testo a tutta pagina con poche interruzioni
Usa gerarchia visiva e stile per comunicare i tuoi valori e stile
Usare uno stile non coerente con la tua filosofia
6. Connessione con il pubblico
Una comunicazione coinvolgente parte sempre da un destinatario e un obiettivo ben definito. Quindi chiediti: Chi è il tuo lettore? Come vuoi che ti percepisca? Parla a una persona reale, un piccolo imprenditore locale, un cliente digitale sempre di fretta, un professionista attento alla sostenibilità.
Ogni tipo di lettore ha bisogni, interessi e linguaggi diversi. Il contenuto della tua pagina deve rispecchiare le sue aspettative, rispondere alle sue domande implicite, parlare il suo linguaggio, e magari raccontare una storia in cui si può rispecchiare.
Non temere di mostrare il volto umano e imperfetto della tua attività. Raccontare aneddoti personali, anche brevi o piena di intoppi – un’idea nata per caso una sera d’inverno, il primo scivolone, un momento difficile superato con tenacia – può essere il dettaglio che accorcia la distanza e trasforma il visitatore in un potenziale cliente fedele. Questo approccio rende il tuo brand più accessibile, più riconoscibile, più umano.
✅Da fare
❌ Da evitare
Definisci il tuo pubblico e scrivi rivolgendoti direttamente a lui
Contenuti generici troppo abbelliti
Inserisci storie personali vere e rilevanti che suscitino empatia e fiducia
Riempire la pagina di dettagli inutili o storie troppo lunghe
7. Immagini e video
Le parole raccontano, ma sono le immagini a imprimersi nella memoria. I contenuti visivi sono strumenti narrativi e se usati bene, possono trasformare una lettura semplice in un’esperienza coinvolgente e immersiva.
Fotografie autentiche, video brevi, elementi grafici personalizzati: cerca di includere ciò che può raccontare l’evoluzione del tuo brand e mostrare la tua identità aziendale in modo diretto.
Puoi usare una foto del primo laboratorio, un video girato nel tuo ufficio, o una galleria che mostra il passaggio da un piccolo progetto a un’attività strutturata. Considera soprattutto l’inserimento di una hero image (un’immagine forte, rappresentativa) all’inizio della pagina, capace di catturare subito l’attenzione e trasmettere la personalità della tua azienda.
Tutto questo va fatto sempre dando la dovuta attenzione all’equilibrio: le immagini devono accompagnare il testo, non soffocarlo. Un layout pulito, ordinato e coerente ti aiuterà a mantenere la navigazione fluida, evitando che il lettore si senta spaesato o sovraccarico. È necessario anche ottimizzare sempre le immagini per il web, in modo che non appesantiscano la pagina.
✅Da fare
❌ Da evitare
Usa immagini e video per arricchire il racconto della tua azienda e creare una connessione emotiva
Utilizzare foto stock generiche che non rappresentano realmente chi sei
Mostra la vera evoluzione del tuo business, dal passato al presente
Riempire la pagina di elementi visivi al punto da sovraccaricare il contenuto
8. Ottimizzazione SEO
Una pagina Chi Siamo può diventare un potente alleato per il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca, a patto che sia ottimizzata correttamente. Google infatti la prende in considerazione per capire chi sei, cosa fai, quanto sei affidabile, quanto sei esperto nel tuo settore.
Usa parole chiave rilevanti, ma inseriscile in modo naturale nel testo. Ad esempio:
“Siamo una realtà italiana specializzata in marketing digitale per PMI”
“Nel nostro sito puoi trovare esempi di progetti web realizzati per clienti in tutta Italia”
Cura anche i tag SEO: meta title, meta description e URL. Infine, assicurati che la pagina sia veloce, mobile-responsive e accessibile.
✅ Da fare
❌ Da evitare
Inserire parole chiave in modo naturale
Usare keyword ripetitive o forzate nel testo
Ottimizzare URL, meta tag e immagini
Non curare la versione mobile, i tempi di caricamento o l’accessibilità
Ottimizzare velocità, accessibilità, e mobile-design
Non far trasparire la tua expertise nel settore
Esempi spettacolari di pagine Chi Siamo
A volte, il modo migliore per capire come creare un sito web efficace è osservare esempi di altre pagine web ben fatte. In questa sezione abbiamo raccolto alcuni esempi di pagine Chi Siamo che si distinguono per stile, struttura, chiarezza o capacità di trasmettere fiducia.
Ogni azienda ha un approccio diverso – c’è chi punta sulla narrazione visiva, chi sulla trasparenza, chi sul design d’impatto – ma il filo conduttore è sempre lo stesso: raccontare chi siamo in modo autentico, credibile e memorabile. Lasciati ispirare da queste pagine reali per costruire la tua.
La pagina Chi Siamo di GoPandemia è l’esempio perfetto di come lo stile esprime sostanza. Il tono è diretto, dinamico, quasi provocatorio, in perfetta coerenza con il loro motto: “web agency senza troppi bla bla”. La storia dell’agenzia viene raccontata in modo minimalista con il supporto di dati numerici: anno di fondazione, anni di esperienza, e progetti gestiti.
È un modo immediato per trasmettere credibilità e professionalità solida, costruite su fatti concreti, senza annoiare. Particolarmente efficace è l’uso intenzionale degli spazi vuoti, che regala un senso di ampiezza e impatto visivo. Il layout risulta così ben calibrato e facile da navigare, pur mantenendo una forte presenza scenica.
A concludere, una CTA forte e ben posizionata che invita all’azione senza giri di parole.
La pagina Chi Siamo di Agriverse è un esempio riuscito di come comunicare valori profondi nella loro interezza ma senza perdere semplicità. Fin dall’apertura, l’attenzione è tutta sulla missione ambientale dell’azienda, raccontata attraverso un linguaggio diretto e incisivo, accompagnato da una grafica pulita e ben bilanciata tra testo, foto e video. Agriverse non si limita a dichiarare i propri intenti: li mostra, li rende leggibili, tangibili.
La struttura è pensata per generare fiducia: oltre alla narrazione valoriale, trovano spazio anche prove sociali concrete — casi di successo, recensioni, testimonianze. Questi elementi rendono il brand credibile, trasparente, vicino. E quando il lettore è pronto ad agire, trova subito un modulo di contatto ben visibile, perfettamente integrato nel flusso della pagina.
La cantina La Pesenata racconta la propria storia senza artifici, con un tono visivo che sa essere intimo e accogliente. Le foto autentiche, lontane da qualsiasi effetto teatrale o posa forzata, restituiscono l’idea di un’azienda vera, fatta di persone e gesti quotidiani. È un racconto che viene percepito senza filtri. Il percorso grafico animato è uno dei punti forti della pagina: una linea tratteggiata, che appare allo scorrimento della pagina, accompagna l’utente tra illustrazioni delicate e tappe significative della storia aziendale. Il risultato è una narrazione visiva aggraziata, che invita a scorrere fino in fondo, come se si seguisse una mappa disegnata a mano.
A completare l’esperienza, una CTA fluttuante sempre visibile (nello screenshot appare ripetuta), discreta ed efficace, segue il lettore e si fa trovare pronta nel momento in cui la curiosità si trasforma in volontà di contatto. Una pagina “Chi Siamo” costruita con sensibilità, coerenza e un tocco di poesia.
Passiamo ad una pagina tutta improntata alla praticità ed efficienza. La pagina Chi Siamo di Italcart adotta un tono sobrio e privo di fronzoli, perfettamente in linea con l’affidabilità richiesta dal suo settore ed il target di riferimento. È una scelta stilistica intenzionale che trasmette serietà e competenza, senza sacrificare precisione o completezza.Il contenuto è equilibrato, ben strutturato e privo di eccessi narrativi. In poche righe, il lettore riceve tutte le informazioni essenziali: storia e missione all’inizio, prova sociale poi. Quest’ultima è espressa attraverso dimostrazioni di partnership consolidate che rassicurano e trasmettono fiducia a potenziali clienti o collaboratori.
La pagina Chi Siamo di Antur comunica autorevolezza, trasparenza e innovazione attraverso contenuti sapientemente scelti e un design grafico fatto di linee pulite, forme geometriche e una palette contemporanea. L’approccio e la mission sono introdotti in modo sintetico ma chiaro nella parte iniziale della pagina.
Tuttavia, il cuore del messaggio si costruisce in due direzioni complementari: da un lato, il volto umano dell’azienda viene valorizzato con la presentazione dei membri del team, creando empatia e prossimità; dall’altro, la competenza tecnica è sostenuta dalla presenza di certificazioni scaricabili. È un gesto semplice che trasmette serietà e rassicura i potenziali clienti fin dai primi click, assolutamente indispensabile in un contesto di marketing B2B. Antur sa che in ambiti tecnici o regolamentati, la chiarezza e la documentazione possono fare la differenza tra un visitatore diffidente e un cliente fiducioso.
Ultimi consigli per la pagina Chi Siamo perfetta
Insieme abbiamo visto che la pagina Chi Siamo è lo spazio in cui puoi raccontare la tua storia, costruire fiducia e far emergere ciò che rende unico il tuo brand. Quindi, prima di concludere del tutto ti lasciamo 3 ultimi consigli per migliorare i tuoi contenuti e semplificare il processo:
Investi tempo e cura i dettagli di questa pagina – non una volta sola, ma in modo continuato negli anni. La pagina Chi Siamo deve crescere insieme al tuo progetto.
Se non sai da dove iniziare per creare una pagina del genere, puoi sempre appoggiarti ai template disponibili nel web, che possono offrirti una base solida su cui lavorare. Molte piattaforme offrono layout che puoi facilmente personalizzare. Il Website Builder di SiteGround, per esempio, ti permette di creare una pagina Chi Siamo professionale, responsive, e ottimizzata, anche se non hai competenze tecniche.
Usa le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale per aiutarti a generare contenuti coerenti e ben scritti partendo da poche informazioni chiave. Per farlo puoi usare piattaforme come ChatGPT per trasformare bozze iniziali in contenuti rifiniti, oppure puoi usare uno strumento come il nostro Website Builder, dove la soluzione IA (sia per testo che per la creazione di immagini) è completamente integrata e impostata dai nostri programmatori per permetterti di creare pagine rapide, responsive e visivamente curate.
Adesso che hai tutti gli strumenti per raccontare la tua storia, impara dagli esempi migliori, e trova la tua voce. E fai in modo che sia fatta di trasparenza, autenticità e valori condivisi.
In molti hanno la sensazione che la SEO sia un linguaggio criptico, fatto di algoritmi misteriosi e regole che cambiano ogni mese. Ed in parte è così. Ma per chi si prende il tempo di capire davvero come ragionano i motori di ricerca, tutto il resto – parole chiave, contenuti, link, ottimizzazioni tecniche – smette di essere un puzzle e inizia ad avere un senso chiaro.
In questa guida SEO, pensata per chi parte da zero, ti porteremo dentro la logica che guida Google e gli altri motori: Perché mostrano certi risultati e non altri? Cosa cercano davvero? Come possiamo guadagnare fiducia e visibilità? Una volta compresi questi meccanismi, fare SEO in modo efficace e duraturo non ti sembrerà più un lavoro da esperti, ma un processo naturale e (quasi) creativo.
Cosa è la SEO e come funziona: una spiegazione facile
SEO — acronimo di Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca — è l’insieme di tecniche e accortezze che è bene prendere se si vuole comparire tra i primi risultati di ricerca su internet.
In questo esempio, le pagine di Giallozafferano, Casa Pappagallo, e Cookaround hanno dimostrato a Google che meritano la sua attenzione, almeno per la ricerca “ricetta ragù di carne”.
Puoi immaginare il web come una gigantesca biblioteca, con miliardi di libri – le pagine dei siti – disposti sugli scaffali. Google e gli altri motori di ricerca sono come bibliotecari che devono capire, in una frazione di secondo, qual è il libro più utile da darti quando gli chiedi qualcosa.
La SEO aiuta il bibliotecario di turno (Google, Firefox, Safari, ecc) a notare il tuo sito, capirne il contenuto e decidere se vale la pena mostrarlo tra i primi risultati.
In pratica, fare SEO significa rendere il tuo sito web più visibile nei risultati di ricerca quando qualcuno cerca un prodotto, un servizio o un’informazione che tu offri. È un modo di comunicare strategicamente con Google, attraverso la qualità dei propri contenuti, la struttura tecnica del sito e le buone relazioni online.
Potresti pensare che la SEO sia qualcosa da grandi aziende, ma in realtà è essenziale anche per i business più piccoli. È vero che il modo di fare SEO per le piccole imprese non è lo stesso che usano le grandi multinazionali e necessita di alcune accortezze, ma ciò non cambia è che un sito ben ottimizzato è fondamentale per attirare nuovi clienti, senza dover pagare per ogni click.
Come funzionano i motori di ricerca?
Passiamo ora alla prossima domanda essenziale per capire come funziona la SEO, ovvero: Come funzionano esattamente i motori di ricerca? Per rispondere a questa domanda ci concentreremo su Google, perché è il motore di ricerca più utilizzato – in Italia ha oltre il 90% del mercato.
Torniamo alla nostra biblioteca infinita. Dobbiamo immaginarcela fatta di corridoi e scaffali che cambiano e si riassestano ogni secondo, in base a ciò che milioni di persone cercano nel mondo.
Per riuscire a proporci i risultati giusti, i bibliotecari – Google, Firefox, ecc – fanno uso di robot esploratori, detti crawler. Questi bot zampettano senza sosta da un sito all’altro, seguendo i collegamenti, raccogliendo informazioni su ogni pagina che trovano. Quando un crawler scopre una nuova pagina, ne analizza il contenuto e lo inserisce in un gigantesco indice, una sorta di archivio universale che Google usa per ordinare il sapere del web.
Quando qualcuno propone una domanda a Google, l’algoritmo seleziona dall’indice le pagine che sembrano più pertinenti e le presenta in ordine di merito nella pagina dei risultati, anche detta SERP (Search Engine Results Page).
Ma come decide Google quali sono le pagine migliori? In base a criteri sempre in evoluzione, ma guidati da principi piuttosto stabili. Il primo tra tutti è la rilevanza: fornire all’utente ciò che sta realmente cercando – o almeno quello che Google stesso interpreta essere tale.
Per determinare questa rilevanza, non bastano le parole chiave. La rilevanza indica anche la capacità di rispondere a un bisogno, a una domanda, a un intento di ricerca. Nel mondo SEO si considerano quattro intenti principali:
Informativo: è quello di chi vuole capire o informarsi su qualcosa
Commerciale : quello di chi vuole confrontare opzioni per le proprie spese, ma non è ancora pronto a concludere.
Transazionale: quello di chi è già pronto a comprare
Navigazionale: quello di chi sta cercando una pagina specifica (solitamente una pagina di login)
Capire a quale intento corrisponde una ricerca è essenziale per proporre contenuti che rispondano esattamente a ciò che l’utente si aspetta.
Ma mentre parole chiave e intento di ricerca aiutano Google a determinare che tipo di contenuti mostrare, non aiutano nel determinare di chi fidarsi. Per valutare questo, gli esperti SEO hanno determinato che Google utilizza un sistema chiamato NEATT, un acronimo inglese che racchiude cinque concetti fondamentali (qui riportati in italiano per una maggiore chiarezza):
Notabilità – Fonti riconosciute nel settore
Esperienza – Fonti che hanno competenze ed esperienze diretta in ciò di cui parlano
Autorevolezza – Fonti che altri siti citano o linkano
Affidabilità – Fonti il cui contenuto è verificabile e sicuro
Trasparenza – Fonti che comunicano chiaramente chi sono, cosa fanno e perché lo fanno
La SEO è quindi uno strumento per dimostrare che rispettiamo questi criteri e che quindi i nostri contenuti hanno un vero valore.
Facciamo però degli ultimi appunti prima di passare a come fare SEO. La SEO non è una formula magica né tantomeno un assioma sempre vero. È un viaggio lento, paziente, ma duraturo. Prima di procedere, è importante chiarire alcune verità:
Richiede tempo. In genere, occorrono dai 3 ai 6 mesi per vedere i primi frutti.
La SEO produceeffetti a lungo termine. Mentre la pubblicità a pagamento si interrompe appena smetti di investire, una buona strategia SEO può portare traffico nel tempo.
Non dà garanzie. Non ci sono formule magiche che possano promettere il primo posto su Google. Bisogna conoscere le regole e giocare al meglio.
Richiede risorse o investimenti per creare contenuti di qualità.
È in continua evoluzione, di proposito, per evitare manipolazioni e offrire risultati sempre più utili. Se vuoi navigare le correnti della SEO devi muoverti e cambiare il tuo corso all’occorrenza.
Ottimizza l’organizzazione del tuo sito: la SEO Tecnica
Entreremo nel cuore tecnico del sito: come organizzare il tuo sito per la SEO, partendo dalle basi. Una buona struttura è invisibile all’occhio, ma essenziale per tenere insieme tutto, soprattutto con l’ascesa dell’intelligenza artificiale e dei contenuti generati in automatico.
La SEO tecnica si occupa di ottimizzare ogni elemento che permette a Google e agli altri motori di ricerca ditrovare, scansionare, comprendere e indicizzarefacilmente le tue pagine.
La facilità di scansione e indicizzazione è importante perché, vista la quantità enorme di siti e pagine internet, i motori di ricerca non possono permettersi di esplorarli tutti. Subentra quindi il crawl budget, la quantità di pagine e tempo che verranno dedicati a ciascun sito. Ne consegue che, se il tuo sito è lento, caotico o pieno di errori, rischi che Google lo visiti poco e male.
Ecco perché curare la SEO tecnica è essenziale: è il modo per assicurarti che il tuo sito sia accessibile, veloce e comprensibile per i motori di ricerca. Vediamo a quali aspetti prestare attenzione per garantire una buona SEO tecnica.
1. Velocità del sito: Usa strumenti come PageSpeed Insights per scoprire quanto è veloce il tuo sito e cosa puoi migliorare.
2. Mobile-first: Il tuo sito deve funzionare perfettamente da mobile: testi leggibili, immagini leggere, pulsanti cliccabili.
3. Riduzione degli errori: Errori come le pagine 404 (pagina non trovata) o i 500 (errore del server) sono come strade interrotte nella tua città digitale. Impediscono la navigazione e danneggiano la fiducia dell’utente.
Una volta assicurate delle solide fondamenta, potrai iniziare a migliorare l’architettura del tuo sito per renderlo ancora più attraente agli occhi di Google:
La sitemap XML è la mappa che aiuta Google a trovare ogni pagina del tuo sito, fondamentale per la corretta indicizzazione
Il file robots.txt, sempre essenziale all’indicizzazione, indica invece ai crawler dove possono o non possono entrare.
Architettura del sito: pagine collegate in modo logico, menu chiari, link interni coerenti, contenuti strutturati in categorie, sottocategorie e pagine correlate. Tutto aiuta i crawler a orientarsi.
Dati strutturati: utilizza il format schema.org per far si che i tuoi contenuti siano facili da capire per Google e per aumentare le probabilità che vengano mostrati nei cosiddetti rich snippet.
I backlink interni aiutano Google a capire quali contenuti sono collegati e quali sono più importanti.
Organizzare i contenuti in cluster tematici significa creare gruppi di articoli o pagine legati a uno stesso argomento principale. Questo viene interpretato come un segnale di competenza e autorevolezza.
Adesso che abbiamo visto come prenderci cura delle fondamenta con la SEO tecnica, passiamo alla SEO on-page, cioè all’interno della pagina stessa che stiamo cercando di ottimizzare.
Anche se la selezione delle parole chiave – e la loro inclusione nei contenuti – è un requisito cardine, da sole non bastano a far germogliare la visibilità di una pagina.
Tutto comincia dal capire cosa vuole davvero sapere chi digita una frase nella barra di ricerca. Come menzionavamo prima, saper interpretare l’intento di ricerca ci serve a capire che tipo di contenuti proporre per le varie parole chiave. Vediamo degli esempi di contenuto per ciascuno degli intenti con la stessa parola chiave “caffè artigianale”.
Informativo: Articolo blog “Cosa significa davvero caffè artigianale? Una guida per intenditori”
Commerciale: Lista comparativa “I 7 migliori caffè artigianali da provare nel 2025 (secondo veri baristi)”
Transazionale: Pagina prodotto “Miscela Intensa – 250g di caffè arabica artigianale”
Navigazionale: Home ottimizzata per “Caffè Artigianale [Nome brand]”
Considerando questi intenti potremo scrivere il contenuto secondo tre direttive:
Tipo di contenuto: Cosa si aspetta l’utente? Un articolo, una pagina prodotto, una lista di paragone?
Formato: Quello più utile a risolvere i dubbi dell’utente per l’intento specifico: un elenco, un confronto, una top 10, una recensione, o una guida dettagliata?
Angolazione: Il dettaglio che nessun altro offre, che mette in chiaro i veri dubbi del lettore.
Ora che abbiamo capito l’essenza, passiamo alla forma.
Titolo
Deve attirare lo sguardo, incuriosire, far fermare chi passa. Usa la parola chiave principale, magari una o due varianti, ma resta naturale. Massimo 60 caratteri, così che Google lo mostri tutto, senza tagliarlo come una frase interrotta a metà.
Meta descrizione
Entro 155 caratteri, spiega perché vale la pena cliccare. Usa un tono attivo, diretto, con una call-to-action chiara. Niente keyword stuffing.
URL
Breve, chiaro, denso di significato. Elimina parole inutili, lascia solo l’essenziale. Per esempio, non: /blog/guida-aggiornata-2025-caffe-arabica-come-fare-scegliere-il-migliore Molto meglio: /blog/guida-caffe-arabica
Struttura
Spezza il testo, fai respirare il lettore con titoli e sottotitoli ben organizzati, paragrafi brevi, elenchi puntati. Aiuta l’occhio e l’attenzione a trovare rapidamente ciò che serve.
Immagini
Dovrebbero avere una funzione narrativa, non solo estetica. Usa screenshot, esempi reali, scatti originali. Salvale in formato .webp, leggero e ottimizzato, e rinominale con parole chiave descrittive. Il testo ALT è il tuo modo per raccontare a chi non può a visualizzare l’immagine (e all’algoritmo) cosa rappresenta.
Link interni
Collega le tue pagine tra loro con ancore descrittive e pertinenti. Non: Clicca qui Meglio: Leggi la guida completa alle migliori varietà di caffè
Parole chiave
Devono fondersi con il testo, scorrere insieme alla narrazione. Inseriscile nei punti chiave (titolo, H1, paragrafi iniziali), ma senza forzature.
Migliora la tua reputazione: la SEO off-site
Il prossimo step nella SEO comprende tutto quello che non vive tra le mura del tuo sito, ma piuttosto nel mondo virtuale al di fuori. La SEO off-page riguarda la reputazione di un sito, ciò che gli altri raccontano di noi.
Google misura questa reputazione attraverso i backlink, i collegamenti da altri siti al tuo. Ogni link funge da raccomandazione, da attestato di fiducia. Più autorevoli sono le voci che parlano di te, meglio per il tuo posizionamento.
Ma attenzione: i link autentici si guadagnano con contenuti che valgono e risorse che risolvono problemi. Per poter incoraggiare gli altri siti a linkarti, usa questa strategia:
Collabora con partner del tuo settore: blogger, riviste di nicchia, creatori di contenuti.
Cerca pertinenza, non solo visibilità: un link da un sito affine al tuo argomento è molto meglio di dieci link fuori tema.
Controlla traffico e autorevolezza: se un sito riceve visite reali, viene citato spesso, ha una buona reputazione online, allora vale la pena essere menzionati lì.
Ricorda che la SEO off-site richiede una struttura solida a sostenerla. Prima assicurati di avere una buona SEO tecnica e SEO on-page, poi passa all’off-site.
Errori comuni da evitare quando fai SEO da solo
Fare SEO senza l’intervento di esperti è certamente possibile, ma ogni passo richiede attenzione, e basta poco per perdersi. La buona notizia è che molti degli errori più gravi sono evitabili. Passiamo in rassegna alcuni degli errori che vediamo più spesso in chi sta curando da solo la SEO del proprio sito:
Riempire le pagine con le stesse parole chiave in ripetizione, senza logica e senza pietà per il lettore. Google sa riconoscere un contenuto pensato per gli algoritmi e non per gli esseri umani, e penalizza i contenuti gonfiati di troppe keywords.
Ignorare l’intento di ricerca: I contenuti che non rispondono a ciò che l’utente sta davvero cercando sono pessimi per apparire nei risultati e mostrano ai lettori che non hai interesse per loro.
Dimenticare la tecnica: Una pagina lenta, piena di errori, senza struttura chiara o senza versioni mobile è un invito al fallimento. Se Google fatica a leggere il tuo sito, non lo mostrerà. E se l’utente si innervosisce dopo due secondi, se ne andrà.
Scordarsi di analizzare i propri risultati. Fare SEO senza controllare i risultati è come navigare senza bussola. Strumenti come Google Search Console, Google Analytics, Ahrefs o SEMrush esistono per un motivo. Usali, guarda cosa funziona, cosa no, a cosa rispondono bene gli utenti. E migliora.
Voler tutto e subito. I frutti della SEO arriveranno e saranno duraturi, basta avere pazienza e costanza.
Gli ultimi consigli per ottimizzare un sito per la SEO
Come abbiamo visto in questo articolo, la SEO non è un trucco, è una costruzione paziente. Richiede contenuti chiari, struttura solida, performance tecniche impeccabili.
Tutto questo può diventare molto più semplice se scegli gli strumenti giusti. Il Website Builder di SiteGround è pensato proprio per questo: ti aiuta a creare un sito già ottimizzato per la SEO, anche se non sei un esperto di codice o design.
Grazie alla scrittura assistita da intelligenza artificiale, puoi generare sezioni del tuo sito che siano non solo ben scritte e strutturate per la massima leggibilità. E sotto la superficie, l’infrastruttura dell’hosting SiteGround garantisce velocità di caricamento elevate, sicurezza avanzata e una stabilità che non ti abbandona nei momenti cruciali.
In altre parole: contenuto e contenitore lavorano finalmente insieme. Se vuoi davvero che il tuo sito emerga tra i risultati di ricerca, inizia con un sistema che ti offre le fondamenta tecniche già pronte – così tu potrai concentrarti su ciò che conta davvero: raccontare la tua storia, nel modo più efficace possibile.