Newsletter: Cosa sono, come funzionano e come crearle

illustrazione della creazione di una newsletter

Possiamo immaginare una newsletter come un filo di seta che collega la tua attività ai pensieri giornalieri dei tuoi clienti. Non si tratta di un’email una tantum, ma di un punto di contatto che si rinnova nel tempo, pensato per informare, ispirare o vendere, creando una relazione diretta e duratura con chi ti ha scelto.

Le newsletter ti permettono di parlare direttamente al tuo pubblico, nel momento giusto e con il messaggio giusto, costruendo fiducia, autorevolezza e portando a risultati concreti.

In questa guida ci immergiamo quindi nel mondo delle newsletter, scoprendo cosa sono, come funzionano e come crearle in modo strategico, dalla scelta degli strumenti fino all’analisi delle performance. Che tu stia iniziando ora o voglia migliorare le tue campagne esistenti, troverai suggerimenti pratici, esempi reali e consigli mirati per fare la differenza nella tua comunicazione.

Cos’è una newsletter

Una newsletter è una forma di email di marketing periodica inviata agli iscritti di una lista email – con un’iscrizione che avviene solitamente tramite un modulo sul sito web. Lo scopo di una newsletter è informare, aggiornare o mantenere il contatto con i clienti, i potenziali clienti o una community interessata a un determinato argomento.

A differenza delle email transazionali – quelle che confermano un ordine o segnalano un cambio dati nell’account – o delle email di recupero carrello, pensate per stimolare una vendita non conclusa, la newsletter ha uno scopo relazionale. Racconta, informa, coinvolge.

Per esempio, un brand di cosmetici potrebbe inviare una newsletter ogni due settimane con consigli di bellezza stagionali, storie sugli ingredienti usati nei prodotti e tutorial o contenuti educativi.

Altro aspetto da tenere a mente è che la newsletter viene sì inviata a una porzione ampia della lista contatti, ma grazie alla segmentazione può (e dovrebbe!) essere personalizzata in base ai fattori demografici degli iscritti o ai loro interessi. In questo modo, ogni destinatario riceve un contenuto più rilevante, più vicino a sé.

Insomma, le newsletter rappresentano uno strumento di relazione, un canale per costruire fiducia, trasmettere valore e – nel tempo – trasformare un lettore in un cliente fedele.

A cosa serve una newsletter

Una newsletter serve a informare, coinvolgere e fidelizzare i tuoi clienti. Essendo uno strumento di comunicazione diretto, potente e soprattutto misurabile, può trasformarsi in un vero e proprio alleato strategico per il tuo business. Vediamo come.

Innanzitutto, una newsletter informa. È il mezzo ideale per aggiornare i tuoi iscritti su novità aziendali, lanci di nuovi prodotti, aperture di nuovi punti vendita, ma anche saldi stagionali e modifiche a termini e condizioni.

Ma attraverso una newsletter, il suo tono di voce, la sua grafica, la scelta dei contenuti, puoi comunicare la tua identità di brand, i tuoi valori, il tuo modo di lavorare. Racconta il dietro le quinte della tua attività, condividi la tua visione, rispondi ai dubbi più frequenti dei clienti. Tutto questo crea un rapporto autentico, umano, che nel tempo si trasforma in fiducia.

Un cliente che si sente compreso, valorizzato, ascoltato è molto più propenso ad acquistare di nuovo, a parlare bene di te, a restare.

Un altro grande vantaggio è che le newsletter, come dicevamo, sono misurabili.

Il click-through-rate, l’open rate, e tutte le altre metriche digitali relative all’email marketing ti permettono di capire cosa funziona e cosa no e affinare le tue strategie per migliorare le performance delle tue campagne nel tempo.

Come creare una newsletter

Per creare una newsletter efficace avremo bisogno di una strategia chiara, un design curato e contenuti pensati per coinvolgere il pubblico giusto al momento giusto. Ad ogni dettaglio – dalla lista dei contatti fino all’oggetto dell’email – va dato il giusto peso.

In questa sezione ti guideremo passo dopo passo attraverso tutti gli elementi fondamentali per progettare e realizzare una newsletter di successo: dalla scelta della piattaforma e la segmentazione del pubblico, alla scrittura dei contenuti, fino all’analisi dei risultati. 

Lista riassuntiva su come creare una newsletter. I passi menzionati sono: Scegli la piattaforma giusta, crea una buona mailing list, crea un calendario, scrivi i contenuti, scegli il design, ispirati da altre newsletter, programma gli invii, analizza e perfeziona.

1. Scegli una piattaforma di email marketing

Il primo passo per creare una newsletter di qualsiasi tipo è scegliere la giusta piattaforma di email marketing. Questo è uno strumento indispensabile che ti permetterà di gestire gli invii, creare i contenuti, automatizzare le comunicazioni e analizzare i risultati.

Sceglierne una è un po’ come scegliere un compagno per un lungo viaggio. Deve essere affidabile, intuitiva, e in grado di crescere con te. Ecco cosa valutare:

  • Facilità d’uso: Scegli una piattaforma intuitiva, con interfacce chiare e un buon supporto clienti, anche per chi non è un esperto. Creare una newsletter non deve diventare un lavoro a tempo pieno.
  • Personalizzazione: Verifica che la piattaforma offra modelli personalizzabili, possibilità di aggiungere il tuo logo, modificare colori, font e layout per creare un’esperienza coerente con la tua identità di brand.
  • Automazioni: È indispensabile che la piattaforma ti permetta di creare workflow automatici per risparmiare tempo e aumentare l’efficacia.
  • Scalabilità: Anche se inizi in piccolo, devi poter pensare in grande. Scegli uno strumento che possa crescere con la tua lista contatti, supportando volumi sempre maggiori. 
  • Funzionalità report e analisi: Aperture, click, disiscrizioni, tasso di conversione – ogni dato è un tassello per migliorare.
  • Conformità normativa al GDPR (per l’Europa) e al CAN-SPAM (Stati Uniti). Una buona piattaforma offre strumenti per la gestione del consenso, link di disiscrizione obbligatori, e il tracciamento del comportamento degli utenti nel rispetto della privacy.
Banner promozionale: migliora le tue campagne email con SiteGround. Il bottone da cliccare dice "inizia oggi"

2. Crea una mailing list di qualità

Una newsletter efficace nasce da una mailing list di qualità. Non si tratta di avere tanti contatti, ma di avere utenti realmente interessati ai tuoi contenuti, ai tuoi prodotti o servizi. 

Una lista troppo generica, con contatti non coinvolti o addirittura disinteressati, può danneggiare la tua reputazione online. Questo significherebbe un aumento delle disiscrizioni, un calo dei tassi di apertura, o addirittura la segnalazione delle tue mail. Se ti interessa un approfondimento su come evitare di finire nella cartella spam, ti consigliamo di fare un salto a leggere l’articolo linkato.

Ecco come costruire una mailing list solida e sostenibile nel tempo:

  • Integra un modulo di iscrizione nel tuo sito, in modo che gli utenti realmente interessati si iscrivano alla tua lista email. Puoi chiedere al tuo sviluppatore oppure usare plugin WordPress gratuiti come quello per la lead generation di SiteGround.
  • Offri un incentivo di valore in cambio del suo tempo e della sua fiducia. Per esempio uno sconto sul primo acquisto, una guida gratuita, l’accesso anticipato a prodotti o eventi o contenuti esclusivi riservati agli iscritti.
  • Usa il double opt-in: dopo l’iscrizione sul sito l’utente riceve un messaggio di conferma per completare l’iscrizione. Questo processo assicura l’interesse genuino degli iscritti e riduce errori, iscrizioni fittizie e reclami.
  • Non comprare mai liste email. Spesso si tratta di contatti non profilati, che non hanno dato il consenso esplicito, e che potrebbero segnalarti come spam. Rischi danni alla reputazione del dominio, penalizzazioni e zero risultati concreti.
  • Raccogli iscrizioni anche offline. Per esempio nel tuo negozio fisico, con un tablet o un modulo cartaceo, durante eventi o fiere, nei webinar o workshop che organizzi, magari con un form da compilare alla fine della sessione.
  • Mantieni la lista pulita e aggiornata. Rimuovi periodicamente i contatti inattivi, correggi gli indirizzi errati, e segmenta gli utenti in base ai loro comportamenti (acquisti, aperture, click).
  • Offri sempre la possibilità di disiscriversi in link o bottoni chiari. Non solo è obbligatorio per legge, ma mantiene anche una buona qualità della lista e mostra rispetto per gli iscritti. Lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, per esempio, include il bottone di disiscrizione automaticamente in tutte le mail.

3. Crea un calendario

Una newsletter di successo ha bisogno di pianificazione attenta. Creare un calendario editoriale ti aiuta a mantenere la coerenza, a evitare sovrapposizioni con altre attività di marketing e a offrire contenuti realmente utili, nel momento giusto. Vediamo come costruirlo.

1. Segna date e momenti chiave importanti per il tuo business, come festività rilevanti (Natale, Pasqua, Black Friday, saldi stagionali), eventi aziendali (lanci di prodotti, anniversari, promozioni speciali), e scadenze significative (fine campagne, chiusure, cambi di orario).

2. Mappa il percorso del cliente, le tappe che un potenziale cliente attraverserà prima di acquistare e dopo. In base a queste, determina che tipo di comunicazione può accompagnarlo in ogni fase.

Illustrazione che rappresenta le tappe del customer journey. Sono: awareness, consideration, decision, onboarding ed education, upsell e cross-sell, retention, loyalty, advocacy, re-engagement

3. Coordina le newsletter con gli altri canali: assicurati che il tuo calendario sia allineato con il piano editoriale del blog, dei social media, e di eventuali annunci pubblicitari o promozioni. Ad esempio, se stai lanciando una nuova collezione, puoi pubblicare un teaser sui social, un articolo sul blog che approfondisce il concept, e infine inviare una newsletter esclusiva agli iscritti con un’anteprima o un codice sconto.

4. Decidi la frequenza giusta. Non esiste una regola universale, ma per iniziare, una o due volte al mese è un buon punto di partenza. Se hai molto da raccontare, invece puoi valutare una frequenza settimanale o bisettimanale. L’importante è essere costanti, senza risultare invadenti.

4. Scrivi i contenuti

In una buona newsletter, ogni parola deve avere il suo peso, ogni elemento la sua funzione: attrarre, coinvolgere, convertire. Se vuoi approfondire come scrivere una mail che venga davvero letta puoi leggere il nostro articolo, ma qui di seguito facciamo un sunto dei punti salienti:

  • L’oggetto, la tua prima (e forse unica) occasione per catturare l’attenzione e convincere l’utente ad aprire. Usa un tono diretto, curioso, magari con una domanda o una promessa chiara. Evita frasi generiche come “Newsletter di luglio”.
  • Il corpo deve rispondere ai bisogni reali del tuo pubblico. Cosa interessa agli iscritti? Cosa può migliorargli la vita o il lavoro? Usa un linguaggio sincero e amichevole, ma sempre personalizzato per i vari segmenti. Ricorda che le piattaforme di email marketing migliori, come lo strumento di SiteGround, integrano funzionalità AI per aiutarti a scrivere con il tono giusto.
  • Mantieni la struttura immediata con paragrafi brevi, punti elenco e uso sapiente del grassetto.
  • CTA ben visibile, chiara e irresistibile. Tieni sempre a mente il suo obiettivo – scoprire un prodotto, leggere un articolo, iscriversi a un evento. Usa verbi d’azione e formule persuasive per invitare a queste azioni: “Scopri l’offerta”, “Leggi la guida completa”, “Prenota ora il tuo posto”.
  • Stile e tono devono riflettere il tuo brand: il linguaggio, il tono, la firma finale devono tutti mostrare coerenza.
  • Usa i link per assicurarti che ogni newsletter sia un ponte verso i tuoi contenuti: articoli del blog, schede prodotto, eventi, pagine di atterraggio, profili social. I link devono essere ben posizionati, le icone social visibili (magari nel footer), e ogni collegamento deve portare a una pagina coerente con quanto annunciato.
  • Non dimenticare mai di includere il link per disiscriversi in fondo all’email. Non solo è un obbligo legale, ma anche un gesto di trasparenza che aumenta la tua credibilità.

5. Scegli un design per la tua newsletter

Adesso che hai degli ottimi contenuti che informano, devi trovare un design che catturi lo sguardo. Come tutto il resto, anche il design della tua newsletter deve essere coerente con l’identità visiva del tuo brand, riconoscibile a colpo d’occhio, e allo stesso tempo piacevole da leggere su ogni dispositivo.

  • Scegli una palette coerente con i colori del tuo logo, del tuo sito, del tuo universo visivo. Non serve esagerare: due o tre colori bastano per creare riconoscibilità e guidare l’occhio. Ricorda di usare un buon contrasto per mettere in evidenza titoli, CTA, o promozioni.
Illustrazione schematica che mostra 4 esempi dove il contrasto tra sfondo e caratteri non è sufficiente e altri 4 dove il contrasto è sufficiente.
  • Il layout e le forme contano sia per mantenere la coerenza visiva che per far respirare il contenuto. Distribuisci bene gli spazi vuoti, inserisci margini generosi.
  • Usa una selezione di font costante tra le varie mail, e stabilisci una gerarchia visiva chiara. 
  • Aggiungi immagini o illustrazioni solo se rafforzano il messaggio, evitando di appesantire: ogni elemento visivo deve avere uno scopo, non solo un ruolo decorativo.
  • Mobile first: oltre il 60% delle email viene aperto da smartphone. Il design deve quindi essere responsive, con testi leggibili anche su schermi piccoli, immagini leggere e ridimensionabili, pulsanti ben distanziati e facilmente cliccabili con un dito. Anche questa funzionalità è automaticamente integrata nell’Email Marketing di SiteGround.

6. Prendi ispirazione da altri esempi di newsletter

A volte, il modo migliore per capire come strutturare una newsletter efficace è osservare chi lo sta già facendo bene. Analizzare esempi concreti di email marketing ti permette di cogliere spunti di design, tono, organizzazione dei contenuti e approccio narrativo. Di seguito trovi tre newsletter realizzate con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, ciascuna con una personalità distinta e un obiettivo chiaro.

screenshot di una newsletter di aggiornamento per il mondo del design digitale

Questa è una newsletter pensata per chi lavora nel mondo del digitale e vuole restare aggiornato. Il design vivace e accattivante cattura l’attenzione fin dal primo scroll, mentre il contenuto è curato e immediatamente utile: suggerimenti tecnici, strategie SEO e nuove tendenze (come la ricerca vocale o la grafica 3D) sono organizzati con chiarezza e accompagnati da CTA efficaci. Ottimo esempio di come un contenuto informativo possa essere reso coinvolgente grazie a un layout semplice ma dinamico.

screenshot di una newsletter educativa sull'interior design

Ecco un esempio raffinato di contenuto educativo. Il tono è più morbido e descrittivo, perfetto per un pubblico interessato all’interior design. Il layout è pulito, con sezioni ben distinte e un uso equilibrato delle immagini. Ogni parte della newsletter accompagna il lettore in un viaggio a tre tappe, dimostrando come una struttura ordinata possa valorizzare un contenuto ricco senza appesantirlo.

screenshot di una newsletter che mostra un catalogo di borse

Questa newsletter adotta un approccio narrativo visivo: colori forti, fotografie ben scelte e un copy semplicissimo e diretto. Ogni sezione è costruita attorno a un prodotto specifico, con descrizioni brevi ma persuasive e punti elenco che evidenziano i benefici reali per l’utente. La coerenza visiva e la ripetizione strategica delle CTA guidano il lettore lungo un percorso fluido, senza frizioni.

7. Programma gli invii

Anche la miglior newsletter, se spedita nel momento sbagliato, può perdersi nella casella di posta: la tempistica è una componente essenziale. Usa gli strumenti statistici, il buon senso e l’osservazione per capire quando il tuo pubblico può e vuole essere raggiunto.

Nel B2C, per esempio, i tassi di apertura tendono a salire intorno alla pausa pranzo o nel tardo pomeriggio e sera, quando le persone staccano dal lavoro e controllano il telefono.
Se fai marketing nel mondo B2B, invece, conviene restare entro l’orario lavorativo: le ore centrali della giornata funzionano bene, mentre è sconsigliato inviare nel weekend, quando le caselle di posta aziendali vengono spesso ignorate.

I giorni centrali della settimana, come martedì, mercoledì e giovedì, si rivelano spesso i più efficaci, mentre il lunedì è troppo carico e il venerdì troppo distratto.

Ciò non toglie che ogni pubblico abbia le sue abitudini. È qui che entrano in gioco i test A/B. Invia lo stesso contenuto in due orari diversi a due segmenti simili della tua lista, e osserva quale performa meglio. In poco tempo, potrai costruire un programma orario su misura per i tuoi lettori.

Una volta stabilito l’orario, è fondamentale pensare all’ automatizzazione delle sequenze, per non dover inviare manualmente le mail. Puoi (e dovresti) creare flussi automatizzati che seguano il viaggio del cliente. Per esempio:

  • Mail di benvenuto subito dopo l’iscrizione,
  • Reminder dopo qualche giorno senza interazione,
  • Contenuti di valore dopo un acquisto per rafforzare il legame.
  • Promozioni, offerte e inviti stagionali secondo il calendario eventi

8. Analizza i dati e aggiusta il tiro

Una newsletter ben costruita non si esaurisce con l’invio. È solo l’inizio del dialogo.
Ed è attraverso l’analisi che possiamo capire se quel dialogo ha davvero preso vita.

Una volta che avrai una mailing list valida, un calendario completo, un programma automatizzato per inviare newsletter con contenuti interessanti e un design seducente, sarà arrivato il momento di lavorare sui dettagli. Per migliorare, dovrai osservare, ascoltare, misurare, leggere i segnali di chi apre – o ignora – le tue email.

Comincia con le metriche di email marketing fondamentali:

  • Tasso di apertura: quante persone hanno aperto l’email? È un indicatore della forza dell’oggetto e del momento di invio.
  • Click-through rate (CTR): quante hanno cliccato sui link? Questo ti dice se il contenuto ha suscitato interesse.
  • Tasso di rimbalzo: quante email non sono arrivate a destinazione? Un tasso alto può indicare una lista poco curata.
  • Tasso di conversione: quanti hanno compiuto l’azione desiderata (acquisto, iscrizione, download)? È il dato che più direttamente riflette l’efficacia della tua newsletter e delle CTA.

Ma per ottenere qualcosa di concreto, dovrai stabilire traguardi misurabili e confrontare i tuoi dati. Potresti utilizzare i benchmark del settore, o stabilire i tuoi propri obiettivi a seconda delle tue performance passate. Per esempio, aumentare le aperture del 10% nei prossimi tre mesi, o magari raddoppiare i click rispetto alla campagna precedente.

Ogni dato raccolto è una finestra sul comportamento del tuo lettore, e ti permette non solo di perfezionare i contenuti (CTA, oggetto, argomento), ma anche di capire se stai comunicando troppo spesso (potrebbe essere questo il caso se ricevi molte disiscrizioni) o di segmentare ulteriormente il tuo pubblico.

Infine, non dimenticare i test A/B, tuoi alleati più preziosi. Cambia un elemento alla volta – un oggetto, un’immagine, un giorno della settimana – e scopri cosa funziona davvero, con metodo e pazienza. Tenendo a mente degli obiettivi chiari, potrai capire se stai avanzando nella direzione giusta.

Consigli finali per creare una newsletter efficace

In questo articolo abbiamo visto cos’è una newsletter, cosa la distingue da altri tipi di email marketing, e come crearne una efficace attraverso la scelta di piattaforma, calendario, contenuti, design, automatizzazioni e analisi. E abbiamo visto come non è solo questione di strumenti, ma di intenzione, di osservazione e di cura.

Ogni newsletter inviata deve offrire valore, coerenza e rispetto per l’attenzione di chi ti legge, quindi prima di concludere, ecco alcuni consigli da tenere sempre a mente:

  • Pensa come il tuo lettore: entra nella sua giornata, nei suoi dubbi, nei suoi desideri. Offrigli qualcosa che valga davvero il tempo speso a leggerti.
  • Non temere di sperimentare: il bello del digitale è che tutto si può misurare, testare, migliorare. Ogni errore è un passo avanti, se sai cosa farne.
  • Punta sempre alla qualità: nella grafica, nei testi, nei contenuti. Una newsletter ben fatta è uno specchio della tua professionalità.

Se hai bisogno di uno strumento solido, intuitivo e completo per iniziare (o migliorare) la tua strategia, puoi provare lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, pensato per semplificare ogni fase, dalla creazione delle newsletter all’analisi dei risultati.

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NOTA: Questo articolo è stato pubblicato originariamente il 07/08/2020 da un autore diverso. È stato successivamente aggiornato, rivisto e ripubblicato da un altro autore per riflettere le informazioni più recenti.

Ti presentiamo i Campi Personalizzati: targeting migliorato e maggiori conversioni via email

Modulo di iscrizione alla newsletter con immagine di sfondo di una pista da corsa che mostra un corridore in movimento

Stai lottando con tassi di apertura e coinvolgimento bassi? Non è colpa di come scrivi, ma della rilevanza. Quando le email non corrispondono a ciò che interessa al tuo pubblico, vengono ignorate. Anche i marketer esperti affrontano questa sfida continuamente.

Quando le tue email sono rilevanti, puoi:

  • Aumentare i tassi di apertura del 29% e i click del 41% (Experian)
  • Convertire fino a 6 volte di più (Experian)

I tuoi iscritti non sono tutti uguali. Allora perché inviare loro la stessa email?

Ecco a te i Campi Personalizzati: la chiave per creare email con prestazioni migliori

Un esempio di personalizzazione dei campi email. Un utente si iscrive solo per ricevere notizie

Abbiamo aggiunto l’opzione per creare Campi Personalizzati nel tuo email marketing per aiutarti a inviare email migliori e più mirate.

Pensa ai Campi Personalizzati come un modo per saperne di più sui tuoi iscritti, oltre al loro nome e email. I campi personalizzati ti consentono di registrare e utilizzare informazioni extra sui tuoi iscritti oltre ai campi predefiniti come nome ed email. Questo ti permette di creare campagne email più mirate e rilevanti, portando a un maggiore coinvolgimento e conversioni.

Puoi aggiungere Campi Personalizzati nei tuoi moduli di iscrizione usando il plugin SiteGround Lead Generation. Oppure, aggiorna manualmente il profilo di qualcuno ogni volta che impari qualcosa di nuovo su di loro.

Funzionano senza problemi con i tuoi moduli e campagne esistenti, così puoi iniziare a personalizzarli subito.

Un buon primo passo? Scegli una sola cosa che ti piacerebbe sapere, come la posizione del tuo iscritto o l’interesse per i contenuti, e aggiungila ai tuoi moduli per vedere quanto è facile e utile. Puoi sempre aggiungere più campi in seguito.

Cosa puoi fare con i Campi Personalizzati?

Esempio di gestione dei campi personalizzati. Un utente decide di inviare una email solo a chi è interessato a notizie ed eventi

Puoi iniziare a personalizzare le tue email in pochi click.

Immagina di gestire un blog di cucina e di inviare una newsletter. Invece di inviare le stesse ricette a tutti, puoi chiedere agli iscritti le loro preferenze culinarie quando si iscrivono. Basta aggiungere un campo personalizzato al tuo modulo con la domanda: “Quali ricette vuoi ricevere?” Quindi offri opzioni come ricette vegane, pasti veloci, cucina gourmet, etc.

Ora, quando scrivi la tua newsletter, puoi adattare il tuo contenuto ai diversi interessi dei gruppi che ti seguono. Stai creando una ricetta vegana? Inviala solo agli iscritti che hanno scelto “Ricette vegane”. Hai un’idea per un pasto veloce di 15 minuti? Inviala solo al gruppo “Pasti veloci”. Il tuo ultimo piatto di alta cucina? Condividilo con gli iscritti che desiderano ricette da ristorante.

Oppure, diciamo che possiedi una palestra e desideri tenere gli iscritti informati sugli aggiornamenti del tuo programma. Aggiungi un campo personalizzato al tuo modulo di iscrizione chiedendo “Qual è la tua preferenza di allenamento?” con opzioni come Yoga, allenamento di forza o cardio. Invece di un annuncio generico sul tuo nuovo programma di lezioni, puoi inviare aggiornamenti più coinvolgenti a ogni gruppo: gli appassionati di yoga sentono parlare delle nuove sessioni di yoga mattutine, i sollevatori di pesi ricevono notizie sugli allenamenti di forza, e tutti ricevono qualcosa che sembra rilevante per i loro obiettivi.

Questo è ciò che fanno i Campi Personalizzati: danno contesto alle tue email, così ogni messaggio è scritto per la persona che lo legge.

Inizia a usare i Campi Personalizzati oggi stesso

Accedi alla tua Dashboard di Email Marketing > Contatti > Campi Personalizzati, crea il tuo primo campo personalizzato (ci vogliono circa 2 minuti) e inizia a raccogliere le informazioni che renderanno le tue email più rilevanti. Hai bisogno di aiuto per iniziare? Consulta la nostra guida completa sui Campi Personalizzati qui.

I Campi Personalizzati ti permettono di trattare i tuoi iscritti via email con contenuti personalizzati. Quando sai cosa interessa al tuo pubblico, le tue email diventano più rilevanti. Le email più rilevanti vengono aperte, cliccate e convertono meglio. Provalo con la tua prossima campagna e guarda come migliorano le prestazioni delle tue email!

Post di Facebook e Instagram nei risultati di ricerca Google: Cosa cambia per la tua attività

illustrazione grafica che mostra una pagina di risultati di ricerca in cui appaiono un post Instragram e un post Facebook

Se gestisci il tuo business online, è probabile che i social media facciano già parte della tua strategia, soprattutto Instagram e Facebook. Con oltre 2 miliardi di utenti attivi ogni mese, sono strumenti potentissimi per entrare in contatto con il tuo pubblico, in quasi ogni settore.

Ma ora i contenuti su Instagram e Facebook sono diventati ancora più preziosi. A partire dal 10 luglio, Google ha iniziato a indicizzare i post pubblici di brand e creator provenienti da Facebook e Instagram. Questo significa che i tuoi post sui social possono comparire tra i risultati di ricerca Google – e parliamo di 105,000 ricerche ogni secondo! – aumentando notevolmente le possibilità che nuovi utenti scoprano i tuoi contenuti.

Ma cosa è cambiato concretamente? E come possono sfruttare al meglio questa novità i piccoli imprenditori, i freelance e i content creator? Te lo spieghiamo tutto qui sotto.

Aggiornamento Instagram per i motori di ricerca: Cosa cambia davvero

Con il nuovo aggiornamento di Meta, i motori di ricerca come Google e Bing hanno iniziato a scansionare e indicizzare tutte le foto e i video pubblici su Instagram e Facebook. In pratica, già dal 10 luglio 2025, chi effettua una ricerca online può visualizzare non solo link ai siti web o panoramiche AI, ma anche post Instagram e Facebook nei risultati Google, purché siano pubblici.

Quali account Instagram saranno indicizzati da Google?

Meta ha chiarito che solo i post e i reel pubblicati dopo il 1° gennaio 2020 verranno indicizzati, e solo dagli account Instagram che rispettano questi requisiti:

  • Il proprietario dell’account ha almeno 18 anni
  • L’account è pubblico
  • L’account è di tipo professionale (aziendale o creator)

Perché l’aggiornamento di Instagram è importante per brand e creator

Fino a oggi, Meta non permetteva ai motori di ricerca come Google di indicizzare i post pubblici. Nonostante le ricerche sui social siano in continua crescita – soprattutto nella Gen Z, che usa sempre di più TikTok e Instagram per scoprire brand e contenuti – Google e gli altri motori di ricerca tradizionali restano ancora lo strumento principale per trovare aziende, servizi e informazioni online.

Il risultato di questo era che i contenuti su Instagram erano praticamente invisibili al di fuori dell’app. Restavano ai margini, mentre i video di TikTok conquistavano i primi posti nelle pagine dei risultati. Tutto l’impegno dedicato a reel, caroselli e post aveva una vita breve: se il tuo pubblico non li vedeva subito nel feed, era probabile che andassero persi per sempre – a meno che non diventassero virali.

Con questo aggiornamento però, non è più così. Grazie alle nuove policy, anche i piccoli brand e i content creator hanno finalmente l’occasione di prolungare la visibilità e la durata dei propri contenuti. Non devi più fare affidamento solo sull’engagement all’interno dell’applicazione: ogni post Instagram indicizzato su Google diventa un’opportunità per essere scoperti da utenti che stanno già cercando ciò che offri.

Immagina, ad esempio, di essere una fiorista a Napoli. Un video pubblicato mesi fa con le tue composizioni per matrimoni potrebbe ora comparire tra i risultati Google per una ricerca tipo “migliori fioristi per matrimoni a Napoli”. O se sei un fotografo per animali, il tuo carosello Instagram con ritratti di cani potrebbe apparire quando qualcuno cerca “fotografo per animali vicino a me”.

Cosa significa tutto questo per la tua strategia di contenuti? Non si tratta più solo di seguire i trend o puntare sull’engagement veloce. Con questo aggiornamento, anche i tuoi contenuti di qualità più datati potranno continuare a generare valore nel tempo. Instagram diventa così un canale evergreen, che potenzia la tua visibilità online, supporta il tuo posizionamento SEO e contribuisce a far crescere il tuo business nel lungo periodo.

Come ottimizzare i tuoi post Instagram per la visibilità sui motori di ricerca

Prima di tutto, facciamo chiarezza: questo aggiornamento è appena stato lanciato, e nessuno ha ancora la strategia perfetta. Siamo tutti in una fase di test, sperimentando cosa funziona davvero e cosa no.

Detto ciò, ci sono alcune buone pratiche ispirate ai principi classici della SEO che puoi applicare fin da subito. Ecco come aumentare le probabilità che i tuoi contenuti vengano indicizzati su Google e raggiungano un pubblico più ampio.

Usa parole chiave rilevanti nelle didascalie

Come già saprai, sostituire parole importanti con emoji può rendere i tuoi contenuti meno comprensibili per i motori di ricerca (e se non lo sapevi, ora lo sai!). Ma da adesso le didascalie diventano ancora più importanti.

Non significa scrivere post lunghi o noiosi, ma scegliere con cura le parole, in modo che abbiano senso per il tuo pubblico e per Google.

Per usare lo stesso esempio del negozio di fiori di prima, facciamo finta che tu stia pubblicando un reel con il dietro le quinte dell’allestimento di un matrimonio, evita una didascalia generica come: “Uno sguardo al nostro lavoro 💐”

Scrivi invece qualcosa del tipo: “Che emozione allestire questo matrimonio a Napoli! Ecco un’anteprima di come le nostre composizioni floreali personalizzate hanno trasformato la location.”

In questo modo, inserisci parole chiave rilevanti come matrimonio, Napoli e composizioni floreali. Questo aumenta la possibilità che il tuo post venga indicato nei risultati Google.

Aggiungi alt-text descrittivi alle immagini

È possibile, forse probabile, che tu abbia avuto la tentazione di saltare questo passaggio, ma fidati, è fondamentale. I motori di ricerca non vedono le immagini come una persona. Per capire cosa c’è in una foto o in un video, si affidano al testo. Ecco perché aggiungere un alt-text (testo alternativo) ai tuoi contenuti visivi su Instagram e Facebook può davvero fare la differenza.

L’alt-text aiuta Google a capire di cosa tratta il tuo contenuto, aumentando le probabilità che venga indicizzato correttamente e che appaia tra i risultati.

In più, l’alt-text è anche un elemento chiave per l’accessibilità, che permette a chi utilizza software per la lettura dello schermo di comprendere facilmente i tuoi contenuti visivi, rendendo il tuo profilo più inclusivo.

Un ottimo modo per scrivere un buon alt-text è quello di usare l’intelligenza artificiale. Carica la tua immagine su ChatGPT, Claude o su qualsiasi altro strumento AI e chiedi di generare una descrizione alt-text. Il risultato sarà perfettamente adatto: in fondo, un computer che scrive per un altro computer sa esattamente cosa serve per farsi capire.

Crea Reels e contenuti originali

Il formato di video brevi di Instagram, ovvero i Reels, continua a essere privilegiato dall’algoritmo. E con Google che dà sempre più spazio ai contenuti video nei risultati di ricerca, è molto probabile che anche i Reels vengano favoriti nei risultati Google.

Ma attenzione, non basta seguire il trend del momento. I tuoi Reels devono offrire vero valore, non solo intrattenimento veloce con l’ennesimo audio virale. Google cerca sempre più di dare importanza a contenuti utili, rilevanti e orientati all’intento reale degli utenti. Le persone cercano consigli autentici, esperienze vere, non solo clip virali per l’intrattenimento.

Che tu stia condividendo consigli pratici, momenti dietro le quinte o mini tutorial, assicurati che i tuoi Reels – e qualsiasi altro tipo di post – siano interessanti, informativi e coinvolgenti. Solo così avranno davvero possibilità di essere indicizzati su Google e ottenere visibilità anche al di fuori delle piattaforme social.

Usa hashtag rilevanti e strategici

Pensa agli hashtag come parole chiave per i tuoi contenuti che possono anche aiutare Google a capire di cosa tratta il tuo post, aumentando le probabilità che venga indicizzato.

Oltre al tuo hashtag di brand, includi anche hashtag legati al tuo settore. L’ideale è usare una combinazione equilibrata tra hashtag ad alto volume (molto popolari), medio volume e basso volume (meno popolari, iper-specifici), così da raggiungere pubblici diversi.

Ricorda però che quantità non significa qualità. In genere, 5-10 hashtag ben scelti sono più che sufficienti per aiutare l’algoritmo (sia di Instagram che di Google) a interpretare correttamente l’intento di ricerca legato ai tuoi post.

Usa i tag di geolocalizzazione

Uno dei vantaggi più importanti di questo aggiornamento di Instagram riguarda le attività locali. Ora che i tuoi post possono apparire nei risultati di ricerca Google, hai l’opportunità di posizionarti per ricerche locali high intent, cioè ricerche che esprimono un forte interesse all’azione (come acquistare un prodotto o richiedere un servizio), migliorando di conseguenza la tua visibilità nel territorio.

Per sfruttare al meglio questa occasione, geolocalizza i tuoi contenuti ogni volta che puoi. Inserire il tag con la posizione della tua attività aiuta i motori di ricerca a capire dove operi, potenziando il tuo posizionamento SEO locale – importantissima per le piccole imprese – e facilitando la tua comparsa nelle ricerche basate sulla posizione geografica.

Considerazioni strategiche e come disattivare l’indicizzazione dei post Instagram su Google

Un aspetto importante da tenere a mente è con questo aggiornamento, i tuoi contenuti su Instagram e Facebook diventeranno più visibili di prima. Ogni post potrebbe potenzialmente apparire nei risultati di ricerca, quindi prima di pubblicare, chiediti se quel contenuto è qualcosa che ti piacerebbe vedere su Google.

Vale anche la pena fare un piccolo audit del tuo profilo. Rivedi i vecchi post e valuta se aggiornare le didascalie con parole chiave pertinenti per renderli più SEO-friendly.

Se invece preferisci non far indicizzare i tuoi post Instagram dai motori di ricerca, nessun problema. Puoi disattivare questa funzione direttamente nelle impostazioni del tuo account professionale.

Considerazioni finali

In sintesi, il nuovo aggiornamento che permette ai motori di ricerca di indicizzare i post Facebook e Instagram è una notizia positiva per brand e creator che usano le piattaforme di Meta. Ecco alcuni principi SEO fondamentali da tenere a mente per sfruttare al meglio questa opportunità:

  • Usa parole chiave rilevanti nelle didascalie
  • Aggiungi alt-text descrittivi alle immagini e ai video
  • Crea Reel e contenuti originali di valore
  • Inserisci hashtag mirati e ben bilanciati
  • Geolocalizza i tuoi contenuti con tag di posizione

Questo aggiornamento di Meta, insieme alla crescita delle ricerche effettuate direttamente sui social, dimostra che il confine tra social media e SEO sta diventando sempre più sottile.

Per anni abbiamo considerato i contenuti organici sui social come strumenti utili solo per la brand awareness o il coinvolgimento della community. Ma oggi si aggiunge un elemento nuovo, ovvero la visibilità nei motori di ricerca. Un post Instagram ben ottimizzato può ora farti trovare da utenti che stanno cercando esattamente ciò che offri.

Che tu sia un piccolo imprenditore, un freelance, un consulente o un content creator, questa evoluzione rappresenta un’enorme opportunità per farti trovare al di fuori dei feed social, a patto che social media e strategia SEO siano aggiornate e lavorino insieme.

Prima di andare, scrivici nei commenti come pensi di ottimizzare i tuoi post Instagram per apparire su Google. Siamo curiosi di conoscere le tue strategie!

Guida ai Meta Tag per la SEO: Ottimizza visibilità e ranking

Illustrazione che mostra un prototipo di codice HTML dove appaiono diversi meta tag utili per la SEO

Nel contesto SEO, i meta tag HTML rappresentano una delle leve essenziali per migliorare la visibilità di un sito nei risultati di ricerca. 

Immagina un libro senza copertina, senza titolo, senza descrizione, senza indice: risulterebbe un po’ difficile capire di cosa tratta senza leggerlo tutto. I meta tag SEO sono proprio ciò che permette a Google – e a chi naviga nell’oceano sterminato del web – di capire di cosa parla il libro – la tua pagina web, in questo caso – prima ancora di iniziare a leggerlo. 

In questa guida pratica ti accompagneremo passo dopo passo nella scoperta dei meta tag più importanti per la SEO, spiegandoti cosa sono, a cosa servono e come ottimizzarli al meglio. Conoscere e usare correttamente i SEO meta tag ti aiuterà a migliorare ranking, indicizzazione e performance organica. Ricorda però che quando si tratta di SEO, è importante dare uno sguardo consapevole al contesto generale, includendo la SEO off-page e on-page, così come quella tecnica.

Cosa sono i meta tag SEO e perché sono importanti

I meta tag sono frammenti di codice inseriti nella sezione <head> della pagina HTML. Aggiungere meta dati alla tua pagina serve a fornire informazioni precise su contenuti, autore, lingua, e molto altro. Il ruolo di molti di questi tag – ma non tutti – è fondamentale per la SEO. Questo perché alcuni meta tag influenzano direttamente il modo in cui Google e gli altri motori leggono, comprendono e presentano il tuo sito nei risultati di ricerca.

Anche se non sono tutti immediatamente visibili quando visiti un sito, i meta tag raccontano ai motori di ricerca ciò che davvero conta. Un sito web senza meta tag, o con i meta tag sbagliati, è molto limitato. È ancora leggibile, certo, ma non viene preso sul serio dai motori di ricerca né tantomeno dai lettori. Vediamo un esempio di meta tag concreto, in questo caso una meta description:

<meta name="description" content="Scopri la nostra selezione di vini italiani premiati. Spedizione gratuita e qualità garantita.">

Questa semplice riga di codice è ciò che normalmente appare come anteprima della tua pagina nei risultati di ricerca e allo stesso tempo aiuta Google a capire il contenuto della pagina. Un tag di meta description scritta bene può determinare se un utente cliccherà sul tuo link o scorrerà oltre.

In sintesi, i meta tag sono segnali brevi ma potenti, che aiutano i motori di ricerca a classificare correttamente il tuo sito. Utilizzarli bene è il primo passo per emergere nel labirinto digitale. 

A cosa servono i meta tag nella SEO e come influenzano il ranking

Come abbiamo già menzionato, i meta tag funzionano orientando i motori di ricerca nel comprendere il tuo sito. Servono a comunicare una serie di informazioni chiave: cosa è da saltare, cosa no, e come presentare il contenuto agli altri. Sono tutte specificazioni che nella SEO fanno la differenza, motivo per cui è importante fare audit tecnici SEO di quando in quando.

Anche se da soli i meta tag non bastano a garantire un’ottima SEO, hanno un impatto diretto su elementi che influenzano il ranking, come:

  • Pertinenza e contesto semantico: I meta tag aiutano gli algoritmi a determinare il contesto di una pagina. Se ben ottimizzati, possono migliorare la corrispondenza tra le query degli utenti e il contenuto del sito.
  • Controllo sull’indicizzazione: Con tag come robots.txt puoi decidere se una pagina deve essere inclusa nei risultati di ricerca o meno. Questo è essenziale per evitare contenuti duplicati o irrilevanti.
  • Click-through rate (CTR): Un meta title accattivante e una meta description ben scritta possono aumentare la percentuale di utenti che cliccano sul tuo link nei risultati di ricerca. Google considera questo segnale come indice di rilevanza.
  • Esperienza utente indiretta: Anche se non si vedono, i meta tag influenzano l’esperienza dell’utente. Un’anteprima ben curata nei risultati di Google può ispirare fiducia e interesse.

Per esempio, questo meta tag:

<meta name="robots" content="noindex, nofollow">

Questa istruzione dice a Google: “non indicizzare questa pagina e non seguire i link al suo interno”. Utile, ad esempio, per pagine temporanee o esterne al sito.

In conclusione, i meta tag SEO fanno da direttori d’orchestra. Non producono il contenuto, ma guidano tutti gli elementi verso un’armonia che i motori di ricerca sanno ascoltare. Senza di loro, la sinfonia del tuo sito potrebbe passare inosservata.

Meta tag SEO: quali sono i più importanti e come ottimizzarli

Non tutti i meta tag hanno lo stesso peso nella SEO. Alcuni sono cruciali per migliorare la visibilità del tuo sito nei risultati di ricerca, altri ottimizzano l’esperienza di condivisione sui social.

Lista riassuntiva dei meta tag più rilevanti per la SEO:
Title tag, meta description, tag robots, tag hreflang, tag open graph, tag alt text

In questa sezione esploreremo i meta tag più importanti per la SEO, uno per uno, con esempi pratici e consigli concreti su come ottimizzarli. Conoscere questi tag e usarli in modo strategico può fare la differenza tra una presenza online mediocre e un sito ben posizionato nei risultati di ricerca.

Meta title tag: come scrivere un titolo SEO efficace

Il tag del meta title è il titolo che dovrebbe apparire nella SERP (Search Engine Results Page) e nella scheda del browser. È racchiuso nel tag HTML <title> e la sua funzione è quella di riassumere in poche parole il contenuto della pagina. Può differire dal titolo che compare all’interno della pagina, che invece è dettato dal tag <h1> nel corpo HTML.

Screenshot della sezione di una SERP dove appare la pagina di supporto di SiteGround. Il meta title "Assistenza sull'hosting esperta e amichevole" è evidenziato

Scrivere un titolo SEO efficace significa:

  • Catturare l’attenzione del lettore
  • Comunicare chiaramente l’argomento della pagina ai motori di ricerca
  • Influenzare il ranking della pagina per certe parole chiave

Per esempio, nel codice HTML di una pagina web che tratta di ottimizzazione SEO potremmo trovare una sezione che riguarda il tag del meta title simile a questa:

<title>Guida SEO completa per ottimizzare il tuo sito web</title>

Negli ultimi anni, Google ha iniziato a riscrivere automaticamente i meta title che appaiono nelle SERP, soprattutto quando il titolo è troppo generico, non corrisponde al contenuto della pagina o differisce troppo dal titolo H1. Per questo motivo, molti esperti SEO consigliano di mantenere lo stesso titolo per il tag meta title e il tag H1, almeno nei contenuti principali. Questo approccio aiuta Google a “fidarsi” del meta title che proponi e riduce la probabilità che venga modificato. Ricorda che le regole della SEO sono in continua evoluzione, ed è importante mantenersi aggiornati.

Per scrivere un meta title tag efficace per la SEO, dovresti puntare a:

  • Includere la parola chiave principale all’inizio, se possibile.
  • Mantenere la lunghezza entro i 55-60 caratteri, in modo che il titolo non venga troncato nei risultati di ricerca.
  • Scrivere in modo naturale e invitante: il titolo deve incuriosire e informare.
  • Evitare il keyword stuffing: ripetere le stesse parole chiave penalizza la leggibilità e può confondere Google.
  • Personalizzare ogni titolo: ogni pagina deve avere un meta title unico e coerente con il contenuto specifico.
  • Usare il nome del brand, soprattutto nelle pagine di prodotto, servizi o articoli informativi.

Meta description tag: cos’è e come ottimizzarlo per la SEO

Il meta description tag è un breve riassunto del contenuto della pagina, racchiuso nel tag HTML <meta name=”description”>, che compare sotto il titolo nei risultati di ricerca di Google. Mentre questo tag non è un fattore di ranking diretto, è fondamentale per invogliare gli utenti a cliccare sul tuo sito tra tutti i risultati di ricerca.

Screenshot di una SERP dove appare il blog di SiteGround. La meta description evidenziata dice "Il blog di SiteGround offre diversi consigli strumenti e risorse relativi a WordPress, alle prestazioni web e all'ottimizzazione e sicurezza dei siti"

Per esempio, nel codice HTML di un articolo che fornisce una classifica dei migliori cibi per cani, potremmo trovare un meta tag simile:

<meta name="description" content="Scopri i migliori cibi per cani: consigli nutrizionali, marchi top e suggerimenti per un’alimentazione sana e bilanciata.">

Per scrivere una meta description efficace per la SEO ricordati di:

  • Usare la parola chiave principale in modo naturale. Google la evidenzierà in grassetto quando corrisponde alla query dell’utente.
  • Mantenere la descrizione tra i 140 e i 160 caratteri per evitare troncamenti che potrebbero compromettere la chiarezza del messaggio.
  • Essere chiaro e persuasivo e anticipare il beneficio per l’utente. Cosa troverà nella pagina? Perché dovrebbe cliccare?
  • Ogni pagina deve avere una descrizione unica, coerente con il contenuto specifico.
  • Utilizzare un tono coerente con il tuo brand: formale, tecnico, amichevole… purché sia riconoscibile.

Tag Robots: come indicare ai motori cosa indicizzare

Il tag robots è un meta tag HTML che si inserisce nella sezione <head> della pagina. Serve a istruire i crawler (come Googlebot) su come trattare quella pagina: se deve essere indicizzata, se i link al suo interno devono essere seguiti, o se deve essere completamente ignorata.

Per esempio, se volessimo specificare un tag robots che indica ai motori di indicizzare una pagina e seguire i link al suo interno useremmo:

<meta name="robots" content="index, follow">

In realtà questo comportamento è predefinito, quindi non sempre serve dichiararlo. 

Ma perchè è importante l’indicizzazione? Perchè non tutte le pagine di un sito meritano di essere indicizzate. Alcune pagine, infatti, sono utili solo per gli utenti già dentro il sito (pagine di login, filtri di ricerca) e mostrarle nei risultati di Google può confondere o addirittura danneggiare il posizionamento complessivo. 

Perciò possiamo dire che il meta tag robots non migliora direttamente il ranking, ma aiuta a preservare la qualità e la pertinenza di un sito nella SERP, evitando che Google sprechi risorse su pagine irrilevanti. Un sito ben curato è anche un sito ben filtrato.

Vediamo allora le principali direttive del tag robots per comunicare le nostre preferenze di indicizzazione.

DirettivaCosa fa
indexPermette l’indicizzazione della pagina
noindexEsclude la pagina dai risultati di ricerca (utile per pagine duplicate, versioni test, o con scarso valore SEO)
followPermette ai bot di seguire il link nella pagina
nofollowImpedisce ai bot di seguire il link
noarchiveEvita che Google mostri la copia cache della pagina
nosnippetEvita la visualizzazione di frammenti (snippet) nelle SERP

Se per esempio volessimo lasciare una pagina fuori dai risultati ma permettere la scansione dei link, useremmo il tag:

<meta name="robots" content="noindex, follow">

Quando si parla di controllare cosa Google può o non può indicizzare, è importante conoscere non solo i meta tag robots, ma anche il file robots.txt. Entrambi servono a comunicare con i crawler dei motori di ricerca, ma agiscono in modi diversi: il robots.txt è un intero file che si trova nella root del sito web, e può evitare la scansione di intere sezioni non rilevanti (come /admin/, /cart/), mentre il meta tag robots serve a controllare la visibilità SEO delle singole pagine.

Tag Hreflang: come gestire la SEO multilingua

Il tag hreflang è un attributo HTML inserito nella sezione <head> della pagina che serve a segnalare a Google che esistono più versioni linguistiche (o regionali) di uno stesso contenuto.

Screenshot di una SERP dove appare il sito di SiteGround. L'URL evidenziato mostra che si tratta della versione italiana del sito "it.siteground.com"
Screenshot di una SERP dove appare il sito di SiteGround. L'URL evidenziato mostra che si tratta della versione in spagnolo del sito "www.siteground.es"

Questo meta tag aiuta Google a mostrare la versione giusta del contenuto all’utente in base alla lingua e alla posizione geografica, migliorando l’esperienza utente. Immagina per esempio che ad un utente francese venga mostrata la versione italiana della tua pagina. Sarebbe una mancata opportunità di conversione. Ecco perchè è importante il tag hreflang quando si hanno più versioni linguistiche della stessa pagina.

Usando tag come questi stai dicendo a Google che gli indirizzi specificati sono versioni equivalenti della stessa pagina in più lingue:

<link rel="alternate" hreflang="it" href="https://www.fido.it/" />
<link rel="alternate" hreflang="en" href="https://www.fido.com/" />
<link rel="alternate" hreflang="fr" href="https://www.fido.fr/" />

Vediamo come usare il meta tag hreflang:

  • Usa il formato corretto: hreflang=”lingua-paese” (es. en-us, it-it, fr-fr). Se specifichi solo la lingua, va bene anche hreflang=”es”.
  • Inserisci tutti i riferimenti reciprocamente: ogni pagina multilingua deve includere anche sé stessa nel set di hreflang.
  • Mantieni coerenza nei link e negli URL: ogni lingua dovrebbe puntare al contenuto esatto e tradotto, non a una generica homepage.
  • Non dimenticare il valore x-default: serve per versioni neutre (es. homepage globale o pagina di selezione lingua).
<link rel="alternate" hreflang="x-default" href="https://www.miosito.com/" />

⚠️ Una configurazione sbagliata del tag hreflang può confondere Google invece di aiutarlo. È sempre bene testare tutto con lo Strumento di ispezione URL di Google Search Console.

Tag Open Graph: ottimizzare la condivisione sui social per la SEO

I meta tag Open Graph sono tag HTML che controllano le informazioni che compaiono quando una pagina web viene condivisa su piattaforme social (Facebook, LinkedIn, Twitter, WhatsApp): il titolo, la descrizione, l’immagine e persino il tipo di contenuto mostrato nell’anteprima.

Questi meta tag hanno un impatto indiretto sulla SEO, migliorando la visibilità, l’engagement e il traffico qualificato sui social network. Per esempio, un’implementazione dei tag Open Graph essenziali per una pagina che propone una guida ai migliori oli da cucina:

 <meta property="og:title" content="Oli aromatizzati: Guida ai migliori oli da cucina"/>
  <meta property="og:description" content="Scopri oli aromatizzati al rosmarino, aglio, limone e peperoncino: consigli di gusto, abbinamenti e ricette."/>
  <meta property="og:image" content="https://www.tuosito.it/images/composizione-olio-aromatizzato.jpg"/>
  <meta property="og:url" content="https://www.tuosito.it/oli-aromatizzati-guida"/>

Vediamo le funzioni dei meta tag Open Graph principali .

Tag Funzione
og:titleTitolo che comparirà nell’anteprima social
og:descriptionBreve descrizione del contenuto
og:imageURL dell’immagine di anteprima
og:urlIndirizzo della pagina
og:typeTipo di contenuto (es. website, article, product)
og:localeLingua del contenuto (es. it_IT)

Per creare dei buoni meta tag Open Graph:

  • Scrivi titoli e descrizioni coerenti con i meta tag SEO, adattati ad un un pubblico “social”.
  • Usa immagini di alta qualità (almeno 1200×630 px) ottimizzate per dispositivi mobili e desktop.
  • Testa le anteprime con strumenti come il Facebook Sharing Debugger o il LinkedIn Post Inspector.

⚠️ Se non imposti correttamente i tag Open Graph, i social prenderanno in automatico il titolo e la descrizione, con risultati che potrebbero non essere ottimi.

Alt Text: il tag alternativo per l’ottimizzazione SEO delle immagini

Il testo alternativo, o Alt text, è un attributo degli elementi <img> che descrive il contenuto visivo dell’immagine. Serve principalmente per:

  • Rendere il contenuto accessibile a chi utilizza lettori di schermo (es. utenti non vedenti)
  • Mostrare un testo di fallback se l’immagine non si carica
  • Aiutare Google a comprendere e indicizzare correttamente le immagini secondo le keyword
  • Segnalare qualità attraverso contenuti accessibili e ben strutturati

Per esempio, il codice relativo a un’immagine che mostra un esempio di una scheda di ricerca vuota potrebbe dire: 

<img src="pagina-vuota-esempio.png" alt="Screenshot di una pagina di ricerca Google vuota">

Per ottimizzare i meta tag alt text per la SEO:

  • Descrivi l’immagine in modo chiaro e specifico. Pensa a cosa rappresenta davvero e cosa c’è di rilevante nell’immagine per il contesto in cui si trova.
  • Includi una parola chiave, ma solo se è realmente pertinente.
  • Evita frasi generiche che non descrivono veramente l’immagine
  • Cerca di restare sotto i 125 caratteri.
  • Scrivi Alt Text unici, come lo è ogni immagine.

Consigli finali sui meta tag per migliorare la SEO del tuo sito

I meta tag che abbiamo trattato in questa guida rappresentano i più importanti e utilizzati per migliorare concretamente la visibilità del tuo sito sui motori di ricerca. È bene sapere, però, che esistono anche altri meta tag meno influenti ai fini della SEO, come ad esempio <meta charset>, <meta viewport> o <meta author>, che svolgono funzioni tecniche o informative ma non hanno un impatto così importante.

In fonti meno aggiornate potresti trovare il famigerato <meta name=”keywords”>. In passato veniva usato per elencare le parole chiave rilevanti della pagina, ma col tempo è stato completamente ignorato da Google e da altri motori di ricerca perché facilmente abusato per manipolare il posizionamento.

Concentrarsi invece su meta tag funzionali e strategici, come quelli approfonditi in questo articolo, ti permette avere un impatto reale sulle performance e ottimizzare il tuo sito secondo gli standard SEO attuali.

Ricorda però che, anche il miglior set di meta tag non può fare miracoli se il tuo sito si appoggia a un hosting lento o instabile. Le prestazioni tecniche, come la velocità di caricamento e la disponibilità del server, sono altri fattori chiave per la SEO. Tratta quindi i meta tag come parte di un ecosistema interconnesso: non sono elementi isolati, ma parti di una strategia più ampia che comprende contenuti, struttura del sito, user experience e obiettivi di business.

Se cerchi un’infrastruttura affidabile combinata alla semplicità d’uso, ti consiglio di valutare strumenti come il SiteBuilder di SiteGround, che ti aiuta a costruire un sito SEO-friendly fin dalle fondamenta.

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Più controlli di stile e integrazione con l’email marketing: aggiornamenti del Website Builder

Esempio di controllo di stile usando il website builder di SiteGround

Il tuo sito web è il punto di partenza della tua attività. Ma trasformarlo in uno strumento di crescita significa aiutare i visitatori ad agire e offrire loro un motivo per rimanere in contatto.

L’ultima versione di Website Builder offre aggiornamenti che ti aiutano a fare entrambe le cose. Con nuovi controlli di stile e una perfetta integrazione con l’Email Marketing di SiteGround, è più facile guidare l’attenzione e costruire relazioni durature direttamente dal tuo sito.

Ecco le novità.

Nuove opzioni di stile del testo per far risaltare i messaggi chiave

Una barra degli strumenti che mostra l'opzione di modifica dei colori dei testi

Non tutte le parti del contenuto del tuo sito web hanno lo stesso peso. Alcune parole evidenziano una caratteristica, altre richiamano l’attenzione su un prezzo o un messaggio chiave. Ora hai gli strumenti per far risaltare questi elementi chiave.

Clicca su qualsiasi parola o frase e, dalla barra degli strumenti mobile, cambia il font di una singola parola, cambia le maiuscole o aggiungi colore alle frasi chiave, il tutto mantenendo l’attenzione sulla sezione che stai modificando. Questo controllo preciso ti aiuta a enfatizzare ciò che conta di più senza interrompere il flusso di modifica.

Perché quando le parole giuste risaltano, le persone capiscono più velocemente e sono più propense ad agire.

Nuovi controlli dei pulsanti per generare più click

Una barra degli strumenti con un cursore che mostra come cambiare lo stile di un bottone

Oltre a dare stile alle tue parole, hai bisogno di pulsanti che inducano all’azione. Sono uno degli elementi più importanti del tuo sito web, poiché trasformano i visitatori in clienti e i lettori in iscritti.

Fino ad ora, i tuoi pulsanti seguivano gli stili globali del sito, condividendo gli stessi colori del testo. Ora puoi personalizzare lo stile dei pulsanti in modo indipendente, assegnando loro colori e allineamenti personalizzati direttamente in fase di modifica.

Basta cliccare su un pulsante, aprire la barra degli strumenti contestuale e modificarne il colore e la posizione senza uscire dall’area di lavoro.

In questo modo, le tue azioni più importanti risalteranno sulla pagina, aiutando i visitatori a sapere esattamente dove cliccare e generando maggiori risultati per la tua attività.

Selettore colori unificato per mantenere la coerenza del design

Esempio di come utilizzare il selettore di colore nel website builder di SiteGround

Ora che puoi personalizzare pulsanti, testo e sezioni individualmente, abbiamo reso il selettore colori identico ovunque. La tua palette globale e i colori utilizzati di recente sono sempre a portata di mano, facilitando l’individuazione di ciò che conta per la tua attività.

Avrai maggiore libertà creativa per attirare l’attenzione dove serve, senza perdere la coerenza che conferisce al tuo sito web un aspetto professionale.

Integrazione dell’Email Marketing di SiteGround che ti aiuta a trasformare i visitatori in iscritti

Un'immagine che mostra l'icona di una email in arrivo

Il tuo sito web potrebbe essere ancora in fase di sviluppo, ma prima o poi qualcuno ci arriverà. Un visitatore curioso o un futuro cliente. Quando ciò accadrà, sarai pronto a continuare la conversazione?

Con la nostra nuova integrazione dell’Email Marketing di SiteGround, non devi pensare a tutto oggi. Aggiungi semplicemente un modulo di iscrizione al tuo sito e noi ci occuperemo del resto. Raccoglieremo gli iscritti, li salveremo nella tua lista e ti aiuteremo a inviare la tua prima email con modelli già pronti e un assistente di scrittura IA integrato.

È il modo più semplice ed economico per iniziare a fare email marketing e far crescere la tua attività direttamente dal tuo sito web. SiteGround Email Marketing è disponibile come piano a pagamento e completamente integrato nel tuo account SiteGround, rendendo la configurazione semplice e intuitiva.

Semplici cambiamenti che fanno una grande differenza

Tutti questi aggiornamenti seguono la stessa idea: rendere il tuo Website Builder più potente senza renderlo più complicato. Che tu stia personalizzando la tua prima pagina o perfezionando un sito web più grande, troverai più facile creare, modificare e interagire con il tuo pubblico.

Rimani sintonizzato per ulteriori miglioramenti in arrivo!

13 Esempi di Landing Page efficaci da imitare

Una landing page è una soglia luminosa, progettata con cura per accogliere i visitatori di un sito e guidarli verso una decisione. Le landing page sono un punto d’arrivo e, allo stesso tempo, un inizio. La loro esistenza ha un solo scopo: convertire.

Che si tratti di vendere un prodotto, raccogliere iscrizioni, spingere i visitatori a chiedere un preventivo o una consulenza, una landing page efficace converte senza lasciare spazio al caso. Ogni parola, colore, bottone e immagine vive per condurre l’utente là dove l’obiettivo si compie.

In questo articolo ti mostreremo esempi di landing page che funzionano, che trasmettono fiducia e che portano risultati. Ti guideremo attraverso 13 landing page tra le più efficaci, pagine capaci di trasformare traffico in risultati, perfette nella forma quanto nella sostanza, che potrai osservare, analizzare e replicare per i tuoi progetti. Perché ogni click può essere l’inizio di qualcosa di grande, basta la porta d’ingresso giusta.

Cos’è e a cosa serve una landing page

Una landing page è una pagina web autonoma, progettata per l’unica finalità di spingere il visitatore a compiere un’azione specifica. Questa azione dipende dall’obiettivo che hai al momento.

Se per esempio vuoi catturare più lead l’azione a cui spinge la landing sarà iscriversi ad una newsletter, scaricare un ebook o partecipare ad un webinar. Se stai facendo un lancio prodotto l’azione a cui porterà la landing sarà acquistare, richiedere un preventivo o richiedere informazioni, e così via per qualsiasi altro obiettivo aziendale.

Per raggiungere questi obiettivi, le landing page lasciano da parte menu di navigazione o link esterni se possibile, indirizzando gli utenti a link interni e CTA mirate.

Alcune sono minimaliste, altre ricche di contenuti, alcune puntano sul branding, altre sull’urgenza o sulla prova sociale. Tutte, però, soddisfano un’esigenza in comune, quella di parlare con chiarezza al proprio pubblico di riferimento, accompagnandolo verso un’azione precisa.

Esempi di landing page

Le parole possono spiegare cos’è una landing page e come crearne una, ma nulla vale quanto l’esempio per ispirarsi. In questa sezione ti accompagneremo in un viaggio tra 13 esempi di landing page efficaci, selezionati per la loro capacità di unire strategia, design e storytelling in un equilibrio perfetto.

Ogni landing page esempio che troverai qui ha i suoi punti di forza: alcune ti colpiranno per la chiarezza, altre per la forza del messaggio, altre ancora per l’uso intelligente dei colori, del copy o delle call to action. Ma tutte hanno una cosa in comune: funzionano.

Che tu stia creando una pagina pubblicitaria per un prodotto, un servizio o un progetto personale, lasciati ispirare da questi esempi di landing page di successo. Analizzeremo cosa rende ciascuna di esse efficace e come puoi adattarne i principi vincenti al tuo sito.

E se alla fine di questo articolo non hai ancora trovato l’ispirazione giusta per la tua landing page, ti consigliamo di dare un’occhiata anche all’articolo sui 13 migliori siti web. Perché a volte, per far nascere qualcosa di davvero tuo, serve prima lasciarsi ispirare da ciò che funziona.

1. Francesco Ciampa

Screenshot di una landing page del sito di Francesco Ciampa

SETTORE: Design digitale e direzione artistica
OBIETTIVO: Lead generation, offerta preventivi
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page è minimalista e di forte impatto visivo. Silenziosa ma carica di personalità. Il design essenziale e potente, privo di fronzoli, comunica professionalità e stile in modo inaspettato. Ogni elemento è al posto giusto, in perfetto equilibrio tra vuoti e pieni, tra tipografia sobria e spazio nero.
Le call to action sono dosate con intelligenza. Una, posizionata al centro della pagina, guida l’utente direttamente verso un contatto via email. L’altra, in chiusura, invita a compilare un modulo di contatto, offrendo due percorsi che rispettano i diversi livelli di “prontezza” dell’utente.
Il copywriting è essenziale ma autorevole. In poche righe, spiega con chiarezza cos’è l’Experience Design, dimostrando competenza e padronanza del linguaggio professionale. Una prova concreta di quanto, a volte, basti poco per dire tutto, se sai come dirlo.

Banner "Dai vita all'attività dei tuoi sogni con SiteGround". Il bottone dice "Inizia ora". L'immagine mostra un sito in costruzione

2. Hub Energia

Screenshot dalla landing page del sito di Hub Energia.

SETTORE: Energia fotovoltaica
OBIETTIVO: Preventivo e consulenza
PERCHÈ FUNZIONA: Il copy di questa landing page si distingue per la sua capacità di tradurre le caratteristiche tecniche in vantaggi concreti, parlando direttamente al consumatore finale. Il testo è chiaro, accessibile, privo di complessità inutili, e riesce a trasformare ogni caratteristica del servizio in un beneficio tangibile per il cliente. A supporto del testo, l’illustrazione funzionale e lo schema visivo aiuta a comprendere facilmente il funzionamento del servizio, facilitando la lettura anche per chi non ha familiarità con il settore. Tutto è pensato per guidare mettendo l’esperienza del visitatore al centro. La call to action finale è diretta, sincera, trasmette fiducia e incoraggia il contatto senza pressioni.

3. Chef Max Mariola

Screenshot dalla landing page del sito Chef Max Mariola

SETTORE: Cucina, brand personale
OBIETTIVO: Vendita
PERCHÈ FUNZIONA: I colori sono un elemento cardinale nel design, e in questo caso sono sgargianti e accesi, perfettamente in linea con il personal brand dello chef e con il mondo food in cui si muove. Trasmettono energia, creatività e passione per la cucina. Il design rispecchia lo stile informale e coinvolgente del personaggio, rendendo l’esperienza visiva coerente e memorabile.La struttura della pagina è pensata per la conversione: due CTA ben posizionate, una in apertura e una in chiusura, accompagnano il visitatore lungo il percorso con discrezione ma efficacia, senza mai forzare l’azione.Il copy è snello e funzionale: niente lunghe descrizioni o dettagli ridondanti, solo l’essenziale. Viene subito chiarito cosa contiene il libro, lasciando spazio a ciò che davvero fa la differenza: la personalità dello chef, protagonista di un breve video embedded in pagina. In pochi secondi, riesce a trasmettere simpatia, autenticità e valore del contenuto, sfruttando il carisma del brand come vero asset di conversione.Una landing page efficace, che sa come valorizzare l’unicità del suo autore senza perdere di vista l’obiettivo: vendere con semplicità, calore e personalità.

4. MS Communication

Screenshot della landing page del sito MS Communication

SETTORE: Marketing digitale
OBIETTIVO: Offerta consulenza, lead generation
PERCHÈ FUNZIONA: Una  landing page intitolata “Quanto costa un sito web?” è la risposta diretta all’intento transazionale dell’utente, che spesso cerca proprio questo tipo di informazione quando atterra su una pagina simile. È un modo immediato per creare connessione e rilevanza.La sezione centrale della pagina struttura l’offerta in tre fasce di servizio ben distinte, ciascuna con descrizioni chiare, prezzi trasparenti e CTA dedicate. L’utente può orientarsi facilmente, capendo subito quale opzione è più adatta alle sue esigenze. A fondo pagina, la sezione FAQ chiude il cerchio rispondendo ai dubbi più frequenti con brevità e chiarezza, eliminando potenziali ostacoli alla conversione.

5. Tigellas

Screenshot della landign page del sito di Tigellas

SETTORE: Ristorazione, alimentare
OBIETTIVO: Prenotazione
PERCHÈ FUNZIONA: Per questa landing page ci concentriamo sulla sezione above the fold del sito di un’attività di ristorazione. Al centro della scena, un’immagine semplice ma evocativa mostra chiaramente cosa troverà il visitatore nel piatto – tigelle, gnocco fritto caldo, salumi e formaggi. Un invito visivo diretto, senza orpelli, che stimola l’appetito e trasmette un senso immediato di familiarità e qualità.Il copy punta tutto sulla trasparenza e sull’autenticità. Il titolo è diretto, proprio come la cucina che rappresenta. Subito sotto, un sottotitolo dal tono simpatico e disarmante completa l’esperienza: “Noi facciamo solo questo, ma lo facciamo molto bene.” Una frase che sintetizza la filosofia del locale e che, nel suo minimalismo, rafforza l’identità del brand.Insieme, design e copy raccontano una storia di autenticità e competenza, dove la semplicità è una precisa scelta comunicativa.

6. With Us Assicurazione

Screenshot della landing page del sito With Us Intermediario Assicurativo

SETTORE: Assicurazione
OBIETTIVO: Richiesta preventivo
PERCHÈ FUNZIONA: Titolo e immagini comunicano senza ambiguità il focus del servizio: protezione assicurativa per animali domestici.La struttura della pagina è costruita per accompagnare l’utente verso l’azione con delicatezza e logica. Due call to action, una in apertura e l’altra alla fine del form di contatto, offrono percorsi chiari e senza frizioni. Subito prima della seconda CTA, un testo conciso ma dettagliato descrive in modo efficace la polizza: cosa include, come funziona, quali benefici porta. Tutto con il giusto grado di approfondimento, ma senza appesantire. A fondo pagina, la prova sociale completa l’opera, rafforzando la fiducia attraverso recensioni e feedback di chi ha già scelto il servizio. Il tono visivo è coerente con il brand: l’integrazione di foto di qualità e illustrazioni semplici, colori rassicuranti e uno stile accessibile trasmettono facilità d’uso – un elemento chiave quando si parla di temi tecnici come le assicurazioni. Se hai bisogno di alcune dritte sull’uso delle immagini per ottimizzare il tuo sito, troverai il nostro articolo utilissimo.

7. Cristina Filippo Spada Atelier

Screenshot della landing page del sito Cristina Filippo Spada Atelier

SETTORE: Moda matrimoni
OBIETTIVO: Prenotazione consulenza
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page dedicata alla consulenza per abiti da sposa si distingue per cura e attenzione al dettaglio, qualità fondamentali in un momento così personale e significativo. Il cuore della pagina è il form di contatto, accompagnato da istruzioni chiare e rassicuranti: l’utente viene guidato passo dopo passo, in un processo pensato per chi ha bisogno di sentirsi seguito con delicatezza e precisione. Per chi è ancora indeciso, c’è una seconda call to action più semplice a fondo pagina, con un form rapido che abbassa la soglia d’ingresso senza rinunciare alla qualità del contatto. Grafica e immagini completano l’esperienza visiva con eleganza, attraverso una palette morbida e uno stile raffinato, perfettamente in linea con il mondo del matrimonio.

8. Oleissimo

Screenshot della landing page del sito Oleissimo

SETTORE: Produzione agricola
OBIETTIVO: Lead generation, vendita prodotti
PERCHÈ FUNZIONA: In questa landing page, il tono si allontana volutamente dalla spinta all’acquisto immediato, scegliendo invece un approccio posato e coerente con l’identità del brand. Il titolo “La Collezione” introduce la pagina con sobrietà e stile, evocando un senso di cura artigianale e selezione consapevole. Il copy è ricco ma mai ridondante, offrendo per ciascun prodotto informazioni dettagliate: caratteristiche, prezzo, suggerimenti di abbinamento. Tutto ciò che serve sapere è lì, sulla stessa pagina, senza costringere l’utente a uscire o cercare altrove. Le illustrazioni accompagnano armoniosamente il testo, offrendo una visualizzazione del profilo di sapore di ogni olio. Infine, ogni prodotto è accompagnato da una CTA discreta ma chiara, che conduce il visitatore verso il form “Richiesta di Fornitura” a fondo pagina. Una scelta che mantiene la pagina elegante e lineare, ma allo stesso tempo efficace nel guidare l’utente verso la conversione.

9. Viaggi Tu

Screenshot della landing page del sito ViaggiTu

SETTORE: Viaggi
OBIETTIVO: Ottenere contatti di agenzie per un programma affiliazioni
PERCHÈ FUNZIONA: Dopo un titolo efficiente – grazie all’utilizzo di verbi d’azione all’imperativo – il layout è dominato da un’illustrazione intuitiva, pensata per guidare l’occhio del visitatore con naturalezza. Questa grafica svolge una doppia funzione. Da un lato, spiega in modo semplice e immediato come funziona la partnership offerta dal brand alle agenzie di viaggio, dall’altro, indirizza il percorso visivo del visitatore verso la call to action, grazie a frecce e linee di connessione che accompagnano lo sguardo – e il mouse – esattamente dove serve. Il terzo inferiore della pagina è ugualmente ben pensata. La prova sociale rafforza la fiducia e testimonia il valore della proposta con le recensioni. Subito dopo, una sezione FAQ sintetica ma efficace risponde ai dubbi più comuni, evitando frizioni nel processo decisionale e mantenendo l’utente concentrato sull’obiettivo, senza costringerlo a lasciare la pagina per avere risposte.

10. Vincenzo Veneziano Social Media Marketing

Screenshot della landing page del sito di Vincenzo Veneziano Sociale Media Marketing

SETTORE: Social Media Marketing
OBIETTIVO: Prenotazione consulenza
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page colpisce con il suo titolo fresco e incisivo, accompagnato da un’immagine di testa che comunica immediatamente il valore distintivo del marketer, la strategia prima di tutto. Un messaggio chiaro, che promette direzione e visione — proprio ciò che un potenziale cliente cerca. La prima call to action compare subito, ben posizionata e funzionale, guidando l’utente verso il form di contatto senza frizioni. L’animazione leggera dà dinamismo alla pagina, mantenendo viva l’attenzione ma senza mai diventare invasiva. Il vero punto di forza, però, è il copywriting, pensato e strutturato in modo magistrale. La sezione “Fa per te se” individua con precisione i pain point del visitatore, creando un’immediata risonanza emotiva. Segue “Cosa ottieni”, dove vengono evidenziati con chiarezza i benefici tangibili del servizio. Infine, “Cosa posso fare per te” descrive in modo diretto ma accessibile l’offerta, senza mai risultare dispersiva. Il tutto è racchiuso in una singola pagina fluida, ordinata, dove ogni sezione ha il suo spazio e il tono è trasparente e rassicurante. A chiudere, una CTA finale dal tono amichevole e incoraggiante, che trasmette vicinanza e fiducia.

11. Cipolat Costruzioni Metalliche

Screenshot dalla landing page del sito Cipolat Costruzioni Metalliche

SETTORE: Carpenteria metallica
OBIETTIVO: Lead generation, offerta preventivi
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page si distingue per la profondità del copy, in questo caso necessaria visto il contesto B2B. Diversamente da molte pagine promozionali snelle e sintetiche, qui il contenuto testuale è ricco, tecnico e dettagliato – assolutamente indispensabile per comunicare la competenza dell’azienda. Attraverso il teso, l’azienda Cipolat dimostra know-how, autorevolezza, padronanza del proprio settore, e quali vantaggi concreti il suo servizio può portare ai potenziali clienti. La prima sezione svolge il ruolo di indice orientativo, con un breve recap che introduce i punti salienti e link interni che permettono di andare alla sezione d’interesse senza mai uscire dalla landing page. Questo approccio mantiene alta l’attenzione e l’engagement, conducendo il visitatore con fluidità fino alla call to action finale, rappresentata da un modulo di contatto.Il design accompagna e non sovrasta. Gli indicatori visivi facilitano lo scorrimento tra una sezione e l’altra. Le immagini, scelte con cura, sostengono il contenuto senza mai distrarre dalla funzione primaria della pagina: informare, convincere, convertire.

12. Battello Stampatore

Screenshot della landing page del sito Battello Stampatore.

SETTORE: Editoria
OBIETTIVO: Richiesta di contatto diretto da parte di autori
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page è peculiare nella sua mancanza di un unico titolo. La pagina si propone infatti di spiegare passo dopo passo ai possibili autori-collaboratori come funziona il processo di stampa. Le sezioni sono organizzate con titoli semplici e sequenziali, che accompagnano l’utente con chiarezza, eliminando ogni confusione. Questo approccio lineare e trasparente trasmette un’attitudine onesta e schietta. Il design utilizza illustrazioni essenziali che complementano l’informazione senza distrarre. Il layout porta l’occhio del lettore alla sezione seguente, anche senza l’utilizzo di frecce o linee. Ogni elemento è al servizio della comunicazione. La call to action è presente in un unico punto strategico al termine delle istruzioni e invita a compilare il form e inviare il manoscritto, facilitando l’azione.

13. Unika Business Group

Screenshot dalla landing page del sito Unika Business Griup

SETTORE: Consulenza finanziaria-amministrativa
OBIETTIVO: Offerta preventivi
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page si rivolge con precisione al suo pubblico di riferimento, cioè aziende e liberi professionisti. Lo fa con un approccio dove a dominare non sono grafiche o immagini d’impatto, ma un copy dettagliato e orientato ai benefici tangibili, quelli professionali e finanziari. La narrazione testuale segue un percorso strategico. Si parte dalla unique value proposition, evidenziata chiaramente nella sezione “Perché scegliere noi”, per poi illustrare le soluzioni offerte e consolidare la fiducia attraverso esempi di clienti soddisfatti, con la sezione “Tutelati come loro”, che funge da prova sociale implicita ma autorevole. Accanto alla call to action, rappresentata da un form snello ma accurato, è collocata una sezione FAQ pensata per anticipare e risolvere i dubbi dell’utente, senza che debba lasciare la pagina o interrompere il flusso della conversione.

Cosa hai imparato dai nostri esempi di landing page

Se sei arrivato fin qui, avrai notato che non esiste una formula unica per una landing page efficace. Ma ci sono elementi ricorrenti che fanno davvero la differenza: chiarezza, coerenza visiva, CTA ben posizionate e copy capaci di parlare ai desideri e alla mente del visitatore. 

Che si tratti di vendere un prodotto, proporre un servizio o semplicemente raccogliere contatti, ogni esempio che abbiamo visto in questo articolo dimostra quanto sia fondamentale progettare con strategia e estetica.

Se dopo aver esplorato questi esempi ti senti ispirato a creare la tua landing page, dai un’occhiata al SiteGround Website Builder. È uno strumento semplice e intuitivo che ti permette di costruire pagine professionali anche senza competenze tecniche. Un buon punto di partenza per trasformare l’ispirazione in risultati concreti.

Ora tocca a te. Scrivi, progetta, testa. E soprattutto, metti il visitatore al centro. 

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Guida alla sicurezza dei siti web: 9 step + 1 per un sito sicuro

Ogni click online apre porte invisibili e ogni pagina web custodisce i segreti di un’identità digitale. Se hai un sito web, proteggerlo è una necessità, sia per per te che per i tuoi utenti. La sicurezza informatica non è fatta solo di impostazioni da attivare una volta e poi dimenticare, è un’abitudine che si coltiva giorno dopo giorno, con attenzione, consapevolezza e cura dei dettagli.

Questo articolo ti guida passo dopo passo tra le migliori pratiche e le conoscenze base per la sicurezza di un sito web, spiegando in modo semplice anche i concetti più tecnici. Scoprirai come prevenire attacchi, proteggere l’accesso al tuo CMS (come WordPress), eseguire controlli periodici e impostare correttamente strumenti cruciali come backup, WAF e autenticazione a due fattori. Vedremo anche suggerimenti pratici sull’email security, sulla gestione degli aggiornamenti, sull’uso di una CDN e su come reagire ai segnali d’allarme.

Se hai già un sito web, o stai per crearne uno, questo è il tuo punto di partenza per renderlo sicuro, affidabile e a prova di minaccia – oggi e nel tempo.

Cos’è la sicurezza web e cosa si rischia

La sicurezza web è l’insieme delle pratiche, tecnologie e protocolli pensati per proteggere un sito da accessi non autorizzati, furti di dati, manipolazioni e interruzioni di servizio. Garantire la sicurezza di un sito web significa tutelare sì i propri dati, ma anche la fiducia degli utenti che vi accedono ogni giorno.

Quando viene a mancare la sicurezza di un sito, si creano crepe magari invisibili ma potenzialmente devastanti. I punti deboli nel codice, nell’architettura o nella configurazione possono essere sfruttati dagli hacker per compromettere il sistema. Queste vulnerabilità possono derivare da aggiornamenti mancati, errori umani, oppure da pratiche di sviluppo poco sicure.

Un sito vulnerabile può diventare terreno fertile per attacchi informatici che mirano a:

  • Rubare dati sensibili come email o numeri di carte di credito;
  • Manipolare contenuti o prezzi;
  • Bloccare il sito interamente;
  • Utilizzare il sito come ponte per colpire gli utenti finali.

Oltre al pesante carico di lavoro aggiuntivo che il tuo team dovrà sostenere per far fronte a questi problemi, diamo uno sguardo alle conseguenze di una mancata sicurezza del sito.

Perchè la sicurezza web è importante per il tuo sito

Lista riassuntiva: Mantenere la sicurezza del tuo sito web è importante per:
reputazione
fatturato
legalità
costi di manutenzione
SEO

La sicurezza web non è solo un dettaglio tecnico da lasciare nelle mani degli sviluppatori, è una questione strategica, che tocca da vicino la reputazione, le finanze e la sopravvivenza stessa del tuo progetto online.

Uno dei dati più allarmanti è che il 43% dei siti web colpiti da violazioni appartiene a piccole imprese. Questo accade semplicemente perché sono bersagli più vulnerabili. Gli hacker sfruttano ogni debolezza e ogni porta lasciata socchiusa, rubando dati, installando malware, prendendo il controllo del sito o lo usandolo come trampolino per colpire altri bersagli.

Le conseguenze di un sito non sicuro possono essere devastanti:

  • Perdita di fatturato: un sito bloccato o compromesso può causare ore – se non giorni – di inattività, con impatti diretti su vendite e prenotazioni.
  • Danno alla reputazione: i clienti difficilmente tornano su un sito che percepiscono come non affidabile.
  • Costi di pulizia del sito: chiamare un esperto di sicurezza, rimuovere le minacce, ripristinare i sistemi e rafforzare le difese può richiedere investimenti importanti, spesso imprevisti.
  • Problemi legali: se il sito gestisce dati personali e non rispetta le normative come il GDPR, una violazione può tradursi in sanzioni anche pesanti.
  • Penalizzazione SEO: Google non ama i siti compromessi. Un sito vulnerabile può perdere posizionamento nelle SERP, vedersi aggiungere l’etichetta “sito non sicuro” e scoraggiare i visitatori con avvisi di pericolo nel browser.

Investire nella sicurezza del sito web è una scelta lungimirante che protegge la tua attività. Offendo un ambiente sicuro ai tuoi utenti garantisci che la tua presenza online resti solida, affidabile e duratura.

Come vengono attaccati i siti non sicuri

Se da un lato gli sviluppatori affinano ogni giorno strumenti e protocolli per proteggere i loro mondi virtuali, dall’altro gli hacker si muovono con astuzia, sempre pronti a individuare la crepa, il varco, la distrazione.

Eppure, molti sottovalutano la sicurezza web nella sua interezza. Si installa un CMS, si apre un sito, si pubblicano i contenuti. E poi ci si dimentica di aggiornare i dispositivi personali, le patch, i backup, di proteggere i propri account di hosting.

E i bersagli preferiti sono spesso i siti più piccoli, i meno protetti, quelli che usano applicazioni obsolete piene di falle note, pronte per essere sfruttate: sono obiettivi più facili da violare. Una volta compromessi, possono diventare armi nelle mani degli hacker: strumenti per lanciare attacchi più estesi, spam server, o campagne DDoS.

Tra le minacce più comuni alla sicurezza dei siti web abbiamo:

Lista riassuntiva: minacce più comuni alla sicurezza dei siti web.
Malware
Attacchi Brute Force
Attacchi DDoS
  • Malware: Codice maligno iniettato all’interno del sito o dell’applicazione. I suoi obiettivi sono rubare dati, mostrare contenuti indesiderati, reindirizzare gli utenti verso siti dannosi o addirittura assumere il controllo del sito.
  • Attacchi Brute Force: Tentativi automatici e ripetitivi di accedere agli account amministrativi del sito provando migliaia di combinazioni di password. Una volta dentro, l’hacker ha le chiavi dell’intero sistema.
  • Attacchi DDoS (Distributed Denial of Service): Il sito viene sommerso da traffico artificiale generato da botnet, ossia reti di computer infetti. Il risultato? Il server si blocca e il sito diventa irraggiungibile. 

9 + 1 Passi per rendere un sito sicuro

Un sito web è una casa costruita sul web, e ha bisogno di fondamenta solide, chiavistelli, finestre protette e un sistema d’allarme sempre attivo. Rendere un sito sicuro non è un’azione isolata, ma un processo continuo, fatto di attenzione, aggiornamenti e scelte consapevoli.

Ogni decisione tecnica — dall’hosting al tipo di certificato SSL, fino alla gestione delle password e dei permessi — è un mattone nel muro che separa il tuo progetto da chi cerca di violarlo. In questa sezione troverai tutti i passi necessari per migliorare la sicurezza del tuo sito web, adatti sia a chi parte da zero che a chi vuole assicurarsi che le strutture già esistenti siano solide.

Per aiutarti, ecco una tabella che riassume le azioni ricorrenti da pianificare e le configurazioni iniziali da impostare una tantum per mettere in sicurezza il tuo sito:

AzioneFrequenza consigliata
Backup completo del sitoGiornaliero / Automatizzato con SiteGround
Scansione malware e vulnerabilitàGiornaliera-settimanale / Automatizzata con SiteGround
Aggiornamento CMS, plugin e temiSettimanale / Automatizzato con SiteGround
Monitoraggio traffico e tentativi brute-forceContinuo / Automatizzato con SiteGround
Blocco di indirizzi IP/paesi specificiAll’occorrenza, in caso di comportamento sospetto
Verifica log accessi e attivitàSettimanale / Mensile
Test degli aggiornamenti in stagingPrima di aggiornamenti critici
Revisione delle impostazioni di accesso (es. 2FA attiva)Mensile
Cambio password degli account amministrativiTrimestrale
Rimozione o revisione degli utenti inattiviTrimestrale / All’occorrenza
Installazione certificato SSL All’avvio del sito / Inclusa e automatizzata con SiteGround
Attivazione firewall (WAF)All’avvio del sito / Inclusa con SiteGround
Configurazione SPF e DKIM per email All’avvio del servizio email / Inclusa con SiteGround
Personalizzazione URL di login WordPressAll’installazione WP/ Inclusa nel plugin Security Optimizer di SiteGround
Limitazione tentativi di loginAll’avvio del sito/ Inclusa nel plugin Security Optimizer di SiteGround

Nei prossimi paragrafi vedremo le specifiche di tutte queste azioni, a cosa servono, e come metterle in pratica. Partiamo allora dal principio.

  1. Scegli un Hosting affidabile

Ogni sito deve essere ospitato da un servizio di web hosting. Ed è proprio dalla scelta dell’hosting che inizia ogni strategia seria per garantire la sicurezza di un sito web.

Gli hosting di buona qualità sono veri e propri alleati nella difesa contro attacchi e intrusioni. Un hosting sicuro lavora attivamente per proteggere i suoi siti 24 ore su 24, offrendo strumenti di prevenzione e rilevamento tempestivo delle minacce. Per farlo dovrebbe includere:

  • Infrastruttura server robusta e costantemente aggiornata;
  • Firewall avanzati;
  • Scansioni malware giornaliere;
  • Protezione contro attacchi DDoS;
  • Backup automatici sempre pronti.

Altro aspetto da tenere in considerazione sono le automazioni garantite da un hosting gestito come SiteGround. Come avrai visto dalla tabella sopra, gestire la sicurezza manualmente richiede attenzione continua, e questo compito può risultare a volte complicato o troppo oneroso, specialmente per chi non ha un team informatico dedicato. Con le automazioni, invece, i controlli – e le preoccupazioni – diminuiscono considerevolmente.

Prima di scegliere, informati con attenzione. Visita i siti dei provider, leggi le recensioni reali degli utenti, confronta i dettagli tecnici. Prenditi il tempo per capire quali garanzie di sicurezza offrono, perché questa è la prima linea di difesa per il tuo sito.

Banner per l'hosting di SiteGround. Il titolo dice "Scatena il tuo pieno potenziale con un hosting di prima di classe". Il bottone dice "Ottieni l'hosting"
  1. Installa un certificato SSL e abilita HTTPS

Immagina ogni informazione che passa tra il tuo sito e il browser dei visitatori come una lettera: senza protezione, può essere letta, copiata o manomessa da chiunque intercetti il messaggio. Ma grazie al certificato SSL e al protocollo HTTPS, quella stessa lettera viaggia chiusa e sicura.

Installare un certificato di sicurezza SSL è assolutamente essenziale al giorno d’oggi. Questo protocollo crittografa tutti i dati scambiati, proteggendo informazioni sensibili come credenziali di accesso, dettagli di pagamento, contatti e contenuti riservati.

[screenshot https + ssl certificate]

La differenza tra HTTP e HTTPS, quindi, è ciò che separa la fiducia dal sospetto. I browser segnalano chiaramente la presenza di un certificato SSL con il simbolo del lucchetto accanto all’URL. Al contrario, un sito non sicuro viene evidenziato con un avviso rosso che scoraggia gli utenti… e anche Google.

Screenshot di un avviso Google "La connessione non è privata"

Infatti, la sicurezza web è oggi un fattore SEO determinante: Google tende a penalizzare i siti privi di certificato SSL, abbassandone il posizionamento nei risultati di ricerca.

Fortunatamente, installare un certificato SSL e rendere un sito sicuro con HTTPS è semplice. La maggior parte dei provider di hosting affidabili – come ad esempio SiteGround – offre certificati SSL gratuiti e automaticamente installati (Standard o Wildcard), rendendo la configurazione accessibile anche a chi non ha competenze tecniche.

E se il tuo provider non lo include, puoi installare gratuitamente un certificato SSL tramite Let’s Encrypt, un’autorità di certificazione riconosciuta e sicura.

  1. Rafforza il controllo degli accessi

Ogni chiave consegnata è una possibilità d’ingresso. Per questo motivo, rafforzare il controllo degli accessi è uno dei pilastri della sicurezza di un sito web.

Gestire gli accessi significa decidere con precisione chi può fare cosa, monitorare costantemente le attività e modificare periodicamente le credenziali, prima che lo facciano altri al posto tuo. Vediamo innanzitutto i passi essenziali per controllare gli accessi.

  • Se il tuo sito coinvolge più collaboratori — come redattori, sviluppatori, clienti o content creator — concedi solo le autorizzazioni strettamente necessarie. Per esempio, chi scrive per il blog non ha bisogno di accesso alle impostazioni di sicurezza o ai plugin, un ruolo come collaboratore o è sufficiente.
  • Rimuovi gli utenti inattivi. Gli account abbandonati da mesi, magari con vecchie password dimenticate, sono spesso il primo bersaglio degli hacker. Eliminandoli, riduci drasticamente i punti di accesso potenzialmente vulnerabili.

Per quanto riguarda le password e i login in sé, avere certe accortezze è cruciale nel bloccare gli attacchi brute force. Come spiegato in una sezione precedente, questi sono tentativi automatizzati che cercano di indovinare username e password, provando combinazioni a ripetizione fino a trovare quella giusta. Per evitare che ci riescano e che il tuo sito venga interamente compromesso, dovrai curarti di seguire i seguenti passi.

  • Password: Devono essere robuste, complesse e cambiate regolarmente. Dimenticati le combinazioni facili da indovinare come “admin123”.

Un metodo efficace per creare password è creare una frase che sia personale, lunga e significativa. Aggiungi numeri, simboli, lettere maiuscole e minuscole: anche una semplice frase come “VadoAlLavoroalle7ogniGiorno!” è molto più sicura di qualunque parola singola.

  • Evita di riutilizzare la stessa password su più piattaforme e, se possibile, utilizza un password manager per conservare le credenziali in modo sicuro.
  • Autenticazione a due fattori (2FA): Anche con una password complessa, il rischio di accessi non autorizzati rimane. Oltre alla password, questo secondo livello di sicurezza richiede un codice temporaneo generato sul tuo telefono o inviato via email. Questo passaggio extra rende molto più difficile per un hacker violare il tuo accesso.
  • Limita i tentativi di accesso: impedire troppi login falliti riduce drasticamente le possibilità di successo per questi attacchi.
  • Aggiungi un CAPTCHA alla pagina di login: è un ostacolo efficace contro i bot automatici. Su SiteGround, il CAPTCHA viene attivato come parte del sistema AI Antibot quando il sistema rileva attività sospettose da un certo IP. Andando ancora oltre, puoi anche usare altri plugin su WordPress per attivare un CAPTCHA ogni volta che un utente tenta di utilizzare un modulo di commento o contatto.
Screenshot di un grafico di Statista che mostra le password più utilizzate al mondo, in ordine decrescente: 123456, admin, 12345678, 123456789, 1234, 12345, password, 123, Aa123456, 1234567890

Un’altra forma di avvedutezza contro gli attacchi brute force è il monitoraggio degli indirizzi IP sospetti, che vedremo nel dettaglio nella prossima sezione.

  1. Monitora il traffico e le attività

Le anomalie nel traffico del tuo sito possono essere segnali di allarme. Picchi improvvisi, accessi da paesi inusuali o comportamenti strani da parte degli utenti sono spesso indizi di attacchi in corso, come brute-force o tentativi di exploit.

Per evitare danni, è fondamentale monitorare regolarmente le attività del sito. Strumenti di sicurezza o il pannello del tuo hosting ti permettono di identificare traffico sospetto e bloccare indirizzi IP o aree geografiche pericolose in tempo reale.

È anche a questo che serve una CDN (Content Delivery Network), cioè una rete di server distribuiti in tutto il mondo. Oltre a velocizzare il caricamento del tuo sito, una CDN aiuta anche a difenderlo, bloccando i bot dannosi, distribuendo il traffico per evitare sovraccarichi e proteggendo i dati tramite crittografia.

Un buon hosting dovrebbe includere una CDN. Ad esempio, la CDN di SiteGround non solo migliora la velocità, ma mantiene il tuo sito attivo anche in caso di problemi, grazie alla funzione Always Online, che mostra una versione cache del sito accessibile e sicura.

  1. Eseguire manutenzione e aggiornamenti regolari

Un sito web, come una macchina ben oliata, ha bisogno di controlli costanti per restare veloce, stabile e sicuro. Spesso, i siti compromessi hanno un software obsoleto, lasciato lì a marcire tra vecchi plugin, temi non aggiornati e CMS dimenticati.

Ogni aggiornamento è importante, perché contiene patch di sicurezza, ovvero correzioni di vulnerabilità note. Ignorarle sarebbe come lasciare la porta di casa con la serratura rotta sperando che nessuno entri. Questo vale per CMS (come WordPress), i plugin e i temi,
eventuali estensioni o app installate, e il software del server.

La chiave per riuscire a star dietro a tutti gli aggiornamenti e la manutenzione è l’organizzazione. Ecco come rendere la manutenzione un’abitudine:

  • Controlla settimanalmente il pannello di controllo del tuo sito per cercare aggiornamenti disponibili.
  • Abilita gli aggiornamenti automatici dove possibile (molti CMS lo permettono).
  • Esegui sempre un backup prima di aggiornare: è la tua rete di sicurezza in caso qualcosa vada storto.
  • Utilizza uno staging environment, ovvero una copia del sito su cui testare gli aggiornamenti, prima di applicarli alla versione live.

Se occuparti personalmente di manutenzione e aggiornamenti ti prende troppo tempo o se non ti senti sicuro, prendi in considerazione un servizio di hosting gestito. Hosting come SiteGround, ad esempio, offrono aggiornamenti automatici, backup quotidiani e monitoraggio continuo, così da garantirti un sito sempre protetto anche quando non hai il tempo di pensarci.

  1. Fai il Backup del sito regolarmente

Ciò che viene costruito con pazienza può anche andare perso in un istante. Un errore umano, un attacco informatico, un guasto imprevisto del server… e il tuo sito web — con tutti i suoi contenuti, configurazioni e dati — può svanire.

È in questi casi che il backup può essere la tua ancora di salvezza. Una copia di sicurezza aggiornata ti permette di ripristinare il sito rapidamente, ridurre i tempi di inattività e proteggere l’integrità della tua presenza online. È la differenza tra ricominciare da zero e tornare operativi in pochi minuti.

Ci sono diversi modi per fare il backup di un sito web:

  • Backup manuale via FTP: indicato per chi ha competenze tecniche, permette il controllo completo ma richiede tempo e attenzione.
  • Plugin o soluzioni esterne: comodi e spesso dotati di funzionalità automatiche, ideali per chi vuole semplificare il processo.
  • Backup tramite hosting: la soluzione più affidabile e senza pensieri. I migliori provider offrono backup giornalieri automatici, facilmente ripristinabili in caso di emergenza.

Ad esempio, su SiteGround i backup vengono eseguiti automaticamente ogni giorno e conservati per 30 giorni in un data center sicuro. Inoltre, con il servizio di Backup Premium puoi avere backup orari, on-demand e opzioni di ripristino avanzate, perfette per siti più complessi o eCommerce.

Un altro fattore importante è la distribuzione geografica dei backup in vari datacenter, come quella che SiteGround include in tutti i suoi pacchetti di hosting. Questa distribuzione assicura un ripristino rapidissimo e previene la perdita di dati anche nel caso in cui un intero datacenter subisca incidenti gravi.

Banner per il backup premium di SiteGround. Il titolo dice "aggiungi subito i backup premium per la massima tranquillità". Il bottone indica "Ottieni il backup premium"
  1. Esegui scansioni regolari

Effettuare scansioni regolari del tuo sito web ti permette di rilevare in tempo vulnerabilità, malware o file sospetti prima che causino danni.

Grazie agli strumenti automatici di scansione, non è necessario essere esperti di sicurezza per proteggere il proprio sito: questi tool analizzano file, codice e comportamenti anomali, avvisandoti immediatamente in caso di minacce.

Se utilizzi SiteGround, puoi contare su Site Scanner, un servizio che esegue scansioni quotidiane e ti avvisa in tempo reale se qualcosa non va, aiutandoti a intervenire prima che il problema si trasformi in una crisi.

  1. Metti in azione un Web Application Firewall (WAF)

Un Web Application Firewall (WAF) è come uno scudo digitale che si posiziona tra il tuo sito web e il resto di Internet. Il suo compito è filtrare il traffico in entrata, bloccando minacce informatiche prima che possano causare danni.

Un WAF riconosce e neutralizza attacchi comuni come SQL injection – cioè tentativi di manipolare il database del sito per rubare o alterare dati – e cross-site scripting (XSS), cioè inserimento di codice malevolo in pagine web per infettare i visitatori o rubare informazioni.

Puoi attivare un WAF tramite plugin di sicurezza per WordPress o servizi di terze parti, ma la protezione più efficace arriva da un WAF a livello di server, offerto direttamente dal tuo provider di hosting. Queste soluzioni sfruttano analisi in tempo reale e database globali di minacce per bloccare automaticamente gli attacchi più avanzati.

  1. Aumenta la sicurezza della posta elettronica

Email false e truffe come phishing e spoofing sono ancora oggi tra le minacce più diffuse. Il phishing consiste nel far credere agli utenti che un’email provenga da una fonte affidabile per ottenere dati sensibili, mentre lo spoofing falsifica l’indirizzo del mittente per renderlo credibile. In entrambi i casi, l’obiettivo è ingannare l’utente e indurlo a cliccare su link dannosi o scaricare file pericolosi.

Per proteggere il tuo dominio da queste minacce, configura i record SPF e DKIM: si tratta di protocolli che autenticano le email in uscita, assicurando che solo messaggi autorizzati possano essere inviati dal tuo dominio. In questo modo, eviti che i truffatori si spaccino per te.

Come proprietario di un sito web, oltre a proteggere la tua attività, è importante anche educare i tuoi utenti. invitali a controllare sempre mittente, contenuto e link prima di cliccare, soprattutto in caso di richieste insolite di informazioni sensibili.

Scegli sempre servizi di posta elettronica che offrano filtri antispam e funzionalità di sicurezza efficaci per bloccare questi messaggi sospetti prima ancora che raggiungano le caselle di posta dei tuoi utenti.

SiteGround, infatti, integra strumenti avanzati per proteggere la posta elettronica, tra cui sistemi anti-spam basati su intelligenza artificiale e l’autenticazione email tramite SPF e DKIM. Così, le comunicazioni restano sicure e la reputazione del tuo brand protetta.

BONUS: Implementa misure di sicurezza su WordPress

Ora che hai le basi per rendere sicuro qualsiasi sito, vediamo alcune specifiche per la sicurezza di WordPress. Nonostante WordPress sia una piattaforma sicura, la sua popolarità (alimenta più del 40% dei siti globali) lo rende bersaglio di attacchi da parte degli hacker. 

Per iniziare, aggiorna sempre WordPress, i plugin e i temi. Ogni aggiornamento del core, dei plugin o dei temi di WordPress include correzioni di bug e patch di sicurezza che risolvono vulnerabilità note. Ignorare questi aggiornamenti significa lasciare il tuo sito esposto ad attacchi.
Per semplificarti la vita, puoi optare per un hosting WordPress gestito che si occupa automaticamente degli aggiornamenti, evitando errori e dimenticanze.

Se invece hai plugin inutilizzati, rimuovili: meno componenti equivale a meno rischi e meno aggiornamenti da gestire.

Banner che mostra un fotografo che gestisce il suo sito. Il testo dice "hosting WordPress gestito - ultraveloce, completo, facile da usare". Il bottone dice "Inizia oggi"

Una volta terminato questo step, rafforza l’accesso al pannello di controllo. Per proteggere l’area di login del tuo sito bastano alcune semplici accortezze. Alcune di queste le abbiamo già viste nelle sezioni precedenti – l’utilizzo di password forti e uniche, l’autenticazione a due fattori, il limite ai tentativi di accesso falliti. In aggiunta dovresti anche:

  • Cambiare l’URL di accesso predefinito (lo standard è /wp-admin o /wp-login.php) con uno personalizzato.
  • Evita di usare “admin” come nome utente: è il default su WordPress e quindi il primo tentativo di ogni hacker.

Tutte queste funzioni, in aggiunta al Firewall configurabile, ai backup e al monitoraggio attività sospette, possono essere gestite con facilità da plugin come Security Optimizer di SiteGround, direttamente dal pannello WordPress. E se vuoi saperne ancora di più sulla sicurezza WordPress, scarica gratuitamente il nostro eBook 25 Suggerimenti per rendere sicuro il tuo sito WordPress.

Hai ormai visto che mantenere un sito web sicuro e performante è un processo continuo, non un’attività da svolgere una sola volta. Le minacce informatiche evolvono costantemente, e la tua strategia di protezione deve essere altrettanto dinamica. Non aspettare che si verifichi un attacco per correre ai ripari.

Revisita con regolarità le tue impostazioni di sicurezza, automatizza ciò che puoi (come backup e aggiornamenti) e rimani aggiornato sulle best practice del settore. Adottare un approccio proattivo ti permette non solo di evitare downtime o perdite di dati, ma anche di proteggere la reputazione del tuo brand e la fiducia dei tuoi utenti.

Banner del plugin Security Optmizer di SiteGround. Il titolo dice "Proteggi il tuo sito web da subito!" e il bottone indica "Inizia subito"

Marketing B2B: significato, strategie e strumenti vincenti

Cosa significa davvero fare marketing B2B oggi? È l’arte di intessere una storia che valga il tempo e il giudizio di chi siede tra corridoi di vetro e decisioni ponderate. Una narrazione che risponda alle domande non ancora pronunciate, che offra soluzioni prima che sorgano problemi. Così, le imponenti porte lucide di un’azienda si socchiudono docilmente.

Il marketing business-to-business richiede una visione strategica, strumenti giusti e la capacità di parlare direttamente ai bisogni di decision maker sempre più informati ed esigenti. Che tu stia muovendo i primi passi o voglia affinare una strategia già avviata, qui troverai una bussola chiara per orientarti nel panorama B2B attuale – senza tecnicismi superflui, ma con esempi pratici, insight e soluzioni pronte all’uso.

In questa guida, attraverseremo insieme i sentieri del marketing B2B, ne esploreremo il significato, le strategie che funzionano davvero e gli strumenti vincenti per semplificare i processi, attrarre lead qualificati e scalare con metodo. Nessuna giungla di tecnicismi, solo una mappa nitida, esempi concreti e insight pronti all’uso per orientare il tuo business, oggi e domani.

Ma prima, una nota necessaria: ogni strategia va letta alla luce della propria realtà. Questa guida è pensata per chiunque si occupi di marketing B2B – che tu lavori nel settore dei componenti industriali, nel software, nella consulenza o nell’artigianato – ma non esiste una formula unica che valga per tutti. 

Le dinamiche di un’azienda molto piccola non sono le stesse di una multinazionale. Le leve persuasive che funzionano nel settore farmaceutico difficilmente si adattano a una tech startup. Il vero valore di ciò che leggerai sta nella capacità di adattarlo, modularlo, piegarlo con intelligenza ai bisogni e alle risorse del tuo contesto. Perché, nel B2B, la strategia davvero vincente è quella costruita su misura.

Cos’è il marketing B2B: definizione

Il marketing B2B, abbreviazione di marketing business-to-business, è l’insieme delle attività di comunicazione e promozione che un’azienda rivolge ad altre aziende, non ad un consumatore finale privato (in quel caso, parleremmo di B2C). In altre parole, quando il cliente non è una persona fisica, ma un’altra impresa, siamo nel mondo del B2B.

Facciamo l’esempio di una fabbrica di bulloni. Chi compra questo prodotto non saranno i singoli consumatori, bensì altre aziende o rivenditori. Questo è il motivo per cui non vedrai mai quei bulloni in uno spot televisivo per famiglie, perché il loro destinatario sarà sempre un altro business. In questo caso, per vendere il proprio prodotto la fabbrica di bulloni dovrà fare un altro tipo di marketing: il marketing B2B.

Proprio come i professionisti di qualsiasi settore usano termini tecnici e argomenti specifici per parlare tra loro, il marketing B2B si basa su messaggi precisi, contenuti utili e relazioni costruite sul valore, più che sull’emozione del momento. Vediamo quindi le differenze principali tra il B2B e il B2C.

Banner che mostra un imprenditore sorridente con un'attività online. Il titolo dice "fai crescere la tua attività con l'hosting SiteGround". Il bottone da cliccare dice "inizia"

Qual è la differenza tra il marketing B2B e il B2C?

La differenza tra marketing B2B (business-to-business) e marketing B2C (business-to-consumer) sta sia nelle motivazioni che nelle modalità. 

Nel marketing B2B, chi compra, lo fa per esigenze professionali, con obiettivi legati all’efficienza, al rendimento o al vantaggio competitivo. Nel marketing B2C, invece, le scelte sono spesso più impulsive, legate al desiderio e al gusto personale.

Vendere una stampante a una famiglia (B2C) richiede messaggi semplici, visivi, emozionali. Vendere la stessa stampante a un’azienda (B2B) richiede argomenti diversi, come velocità di stampa, costi per pagina ridotti, assistenza dedicata.

Vediamo perché esaminando i quattro punti di divergenza principali.

Tabella riassuntiva delle differenze tra il marketing b2b e il b2c. Gli aspetti principali sono "destinatario", "cosa guida le scelte", "processo di acquisto", "durata della relazione"

Target del marketing

Nel marketing B2B, i clienti sono aziende e il pubblico a cui ci si rivolge è composto di professionisti o addirittura interi gruppi decisionali che le rappresentano. Buyer, tecnici specializzati, imprenditori, manager, CFO, e team acquisti che comunicano tutti fra loro alla ricerca della migliore opzione. Tutte queste interazioni rendono il processo più lungo e complesso.

Qui, la comunicazione non punta a “colpire”, ma a convincere, spiegare, rassicurare. Il target è più informato, più esigente, e spesso più scettico: per questo ogni messaggio deve dimostrare competenza e valore concreto.

Nel B2C, invece, ci si rivolge a consumatori privati, che acquistano per sé o per la propria famiglia. La decisione è quasi sempre autonoma e segue spesso l’istinto, le emozioni, le abitudini o la convenienza immediata, che rendono il processo di acquisto più semplice e diretto. 

Cosa guida l’acquisto

In un contesto di marketing B2B, le decisioni d’acquisto sono ponderate e orientate al ritorno economico (ROI), alla competenza tecnica e all’efficienza operativa. Chi compra lo fa con la testa e per fidarsi, ha bisogno di dati concreti, casi studio, dimostrazioni reali.
Ecco perché nel B2B il content marketing gioca un ruolo chiave: articoli, e-book, webinar e guide diventano strumenti decisivi per educare il cliente e dimostrare autorevolezza nel settore.

Al contrario, nel B2C il cliente agisce spesso d’impulso. È più sensibile a messaggi emozionali, offerte speciali o packaging accattivanti. Vuole essere intrattenuto, ispirato, magari sorpreso. Pensiamo a chi compra un paio di scarpe online: non ha bisogno di una guida tecnica, ma di una buona foto e una recensione positiva.

Processo di acquisto

Nel mondo del B2B, l’acquisto è raramente immediato. È un processo strutturato, in cui entrano in gioco più figure: il responsabile acquisti, il tecnico, il manager e forse anche la direzione generale.

Si valutano alternative, si fanno incontri, si chiedono preventivi. Per questo, la presenza di un account manager dedicato, di un venditore di fiducia, o almeno di un team di vendita è una necessità. Ad esempio, un’azienda che deve scegliere un nuovo software gestionale coinvolgerà vari reparti prima di decidere: amministrazione, IT, direzione.

Nel B2C, invece, il processo è molto più semplice e diretto. Chi acquista decide in autonomia, a volte in pochi minuti. Un cliente che compra una macchina del caffè online non deve consultare nessuno, conosce già il proprio budget e bisogni, guarda il prezzo, le recensioni, e clicca “compra ora”.

Durata della relazione con il cliente

Nel marketing B2B, le relazioni si costruiscono lentamente, con l’idea di ottenere un frutto duraturo. Le aziende cercano partnership solide e soluzioni che possano durare anni. Una volta conquistata la fiducia di un cliente, la collaborazione può estendersi nel tempo, portando a una vera fidelizzazione.

Nel B2C, il ciclo di vita del cliente è spesso più breve. L’acquisto può essere una tantum o sporadico, e la fedeltà più difficile da mantenere. La relazione è più rapida e più volatile, anche se può essere coltivata con promozioni e programmi fedeltà.

Adesso che abbiamo contesto e principi fondamentali che danno forma al marketing B2B, passiamo ai passi necessari per metterlo in atto. Primo tra tutti come stabilire l’identità su cui baserai le tue strategie.

1. Stabilisci la tua identità

Prima di lanciarti in campagne, funnel e contenuti, c’è un passaggio primario: preparare bene le fondamenta del marketing B2B.

Il tuo pubblico è più ristretto nel B2B rispetto al B2C, ma ha un valore molto più alto nel tempo (il CLV, customer lifetime value). Un singolo cliente può valere migliaia di euro se coltivato nel modo giusto. Ecco perché ogni messaggio deve essere mirato, preciso, cucito su misura: personalizzazione è la parola d’ordine.

Parti dalla tua Unique Value Proposition (UVP) e chiediti:

  • Cosa stai offrendo davvero?
  • Cosa ti rende diverso (e migliore) dai tuoi concorrenti?
  • Perché un’azienda dovrebbe scegliere proprio te?

Nel rispondere queste domande vai a fondo, fornisci dati concreti. Poi, definisci bene chi stai cercando. Qui entrano in gioco due concetti chiave:

  • La Buyer Persona – cioè il profilo del singolo professionista a cui ti rivolgi. Può essere un responsabile IT, un CFO o un procurement manager.
  • L’Ideal Customer Profile (ICP) cioè l’azienda per cui lavora quella persona. 

Per definire Buyer Persona e ICP, poniti queste domande:

Tabella riassuntiva dedicata alle domande da porsi per definire i clienti per il marketing b2b.
Le domande utili a definire il professionista a cui ti rivolgi sono:
Quali problemi ha da risolvere? 
Quali responsabilità ha? 
Dove cerca fonti di informazione affidabili e soluzioni? 
Dove fa networking?
Cosa guida le sue decisioni di acquisto e quali obiettivi di business ha?
Le domande per definire il profilo dell'azienda cliente sono:
In che settore opera?
In che zona/città si trova?
Che dimensioni ha?
Quali marchi o prodotti usa già? 
Quali benefici/problemi hanno questi prodotti?

Infine, studia la concorrenza, le aziende che si rivolgono al tuo stesso pubblico. Chiediti:

  • Cosa offrono?
  • Come comunicano?
  • Quali canali usano?
  • Ci sono spazi che non stanno coprendo e che tu puoi occupare?

Un’analisi competitiva fatta bene ti aiuta a individuare opportunità di posizionamento e a capire dove puoi distinguerti davvero, sia in termini di contenuto che di valore offerto.

Una volta che avrai riconosciuto i tuoi e i loro punti di forza, quelli di debolezza, le opportunità e le minacce, potrai passare alle strategie concrete di marketing B2B.

2. Punta sull’Account-Based Marketing (ABM)

Gestire un’attività B2B significa muoversi in un ecosistema in cui la sola attività di marketing non è sufficiente a chiudere contratti. A differenza del B2C, nel B2B la vendita richiede tempo e una regia ben orchestrata. Per questo, non si può prescindere da un team di vendita attivo.

Certo, per un business di piccole dimensioni, il “team di vendita” in questione potresti anche essere solo tu, a patto che dedichi tempo a trovare clienti e bussare alle loro porte, piuttosto che ad aspettare che i clienti ti trovino da soli. Il marketing B2B genera opportunità, ma è il commerciale a concretizzarle. Le due funzioni devono lavorare in tandem, non su binari separati.

Ed è proprio da questa sinergia che nasce una delle strategie più efficaci nel panorama B2B: l’Account-Based Marketing, o ABM. Quando si vendono soluzioni a organizzazioni complesse – dove ogni decisione passa attraverso comitati interni, responsabili acquisti, tecnici e revisioni del budget – pensare in termini di “clienti” non basta. Ogni azienda interlocutrice è un account nel senso pieno del termine: un’entità con più voci, priorità interne e dinamiche decisionali articolate.

L’account-based marketing (ABM, per gli amici) parte dalla consapevolezza dell’enorme valore di ognuno di questi account. L’ABM è una strategia focalizzata sull’ingaggiare e coltivare una selezione di account ad alto valore. L’obiettivo è costruire un rapporto solido e strategico con questi clienti ideali, offrendo loro contenuti, campagne e attenzioni su misura.

Il marketing, in questo contesto ABM, lavora fianco a fianco con il reparto commerciale, come un’estensione naturale del suo lavoro. Le campagne, i contenuti, le interazioni sono progettati per supportare la relazione con l’account target, accompagnandolo lungo un percorso condiviso.

A questo punto, vediamo alcuni possibili modalità dell’account-based marketing.

  • 1-to-1, il livello più esclusivo. Campagne cucite su misura per singoli account, incontri dedicati, e contenuti creati appositamente. Ottimo per pochi clienti, ma molto importanti.
  • 1-to-few, la via di mezzo. Gli account vengono raggruppati per caratteristiche simili (es. settore, dimensioni, problemi comuni) e si sviluppano campagne mirate per ciascun gruppo. È il formato ideale per scalare senza perdere del tutto il tocco personale.
  • 1-to-many, dove entra in gioco l’automazione guidata dall’intelligenza artificiale. Per lanciare messaggi personalizzati a centinaia di contatti distribuiti su diversi account target, si usa l’IA, che ti aiuta a creare campagne di advertising su misura e attività di retargeting.

Come avrai già notato, una strategia di account-based marketing, se in larga scala, può essere piuttosto esigente in termini di coordinazione e tracciamento del progresso di ogni cliente. È per questo che le compagnie di medie-grandi dimensioni, con team commerciali più numerosi, si appoggiano solitamente a un CRM.

Un CRM (Customer Relationship Management) è uno strumento che ti permette di organizzare e analizzare tutte le interazioni con i tuoi contatti e lead dall’inizio alla fine del funnel. Un sistema di gestione delle relazioni con i clienti, appunto, che ti aiuta ad ubicarti nelle diverse fasi del customer journey e gestire tutte le interazioni dalla stessa piattaforma.

Il CRM ben scelto ti aiuta a:

  • Gestire profili di più interlocutori all’interno di ogni organizzazione cliente, monitorando le interazioni e personalizzando ogni messaggio;
  • Personalizzare pipeline, etichette e flussi di lavoro in base al tuo metodo;
  • Integrare strumenti terzi come email marketing, piattaforme di analytics, calendari o tool per e-commerce;
  • Automatizzare azioni complesse, inviando comunicazioni al momento giusto o attivando follow-up basati sul comportamento del lead;
  • Analizzare i dati con report utili per le vendite a lungo termine, le evoluzioni lente e le trattative articolate del B2B.

Per attività piccole o a gestione snella invece, è probabile che tu non abbia bisogno di software avanzati.

3. Costruisci la tua content strategy

La content strategy, o strategia dei contenuti, consiste nel creare e distribuire materiali utili che creino consapevolezza intorno al tuo prodotto, che aiutino i tuoi potenziali clienti a risolvere un problema, capire un tema complesso o prendere decisioni più consapevoli. 

Tabella riassuntiva dei contenuti per il marketing b2b:
Contenuti sito web: homepage, sales page, landing page, blog, case study, pagine prodotto
Ebook: guide, checklist, mappe concettuali
Email marketing: newsletter, followup, campagne drip
Post social: linkedIn, YouTube, Facebook, instagram
Presentazioni: asset per eventi, meeting, reparto vendite
Report: raccolte dati, statistiche, trend settore

Nel marketing B2B, tutto è contenuto. Ogni pagina web, ogni slide in una presentazione, ogni riga di un’email commerciale o didascalia social è, in fondo, una forma di contenuto. Ma, mentre un contenuto per una presentazione per una convention dovrà colpire e restare impresso, un white paper tecnico servirà a supportare il reparto vendite durante una lunga trattativa. La strategia, quindi, riguarda cosa dire, dove, come e perché.

Per natura del settore – dove, ci ricordiamo, gli acquisti sono fatti da uno o più individui che cercano la soluzione più redditizia e conveniente per la propria azienda – per vendere bisogna educare, spiegare, dimostrare conoscenza, costruire fiducia, trasmettere autorevolezza. Ecco perché i contenuti sono protagonisti della tua strategia di marketing B2B.

Il formato e il tono dei contenuti da creare dipende dal tuo target e da come e dove preferisce informarsi. Se la tua Buyer Persona è un manager tecnico, apprezzerà un report dettagliato, un e-book tecnico, un webinar con dati solidi. Se invece è spesso su LinkedIn, meglio puntare su post brevi, grafici o video.

Alcuni dei principali tipi di contenuto per il marketing B2B sono:

  • Pagine del sito web: homepage, sales page, landing page. Devono convincere, convertire e rispecchiare il tono della tua azienda.
  • Blog: articoli regolari per educare, migliorare la SEO e mantenere vivo l’interesse nel tempo.
  • Case study: storie vere di clienti soddisfatti. Aiutano a dimostrare risultati concreti e superare l’obiezione: “funzionerà anche per noi?”.
  • Ebook: approfondimenti completi su un tema, ideali per generare lead in cambio della registrazione a una landing page.
  • Email marketing: newsletter, follow-up automatizzati e tutto ciò che fa parte delle drip campaign. Strumento fondamentale per mantenere la relazione e nutrire i lead nel tempo.
  • Post social: contenuti brevi, visivi e coinvolgenti pensati per piattaforme come LinkedIn. Ottimi per stimolare la conversazione e aumentare la visibilità.
  • Video YouTube: guide, demo, interviste o casi studio video da integrare nei tuoi articoli o da promuovere sui social. Ottimi per spiegare in modo chiaro concetti tecnici o processi complessi.
  • Presentazioni: utili per eventi, meeting con clienti o come asset per il reparto vendite. Devono essere visivamente chiare e focalizzate su soluzioni concrete.
  • Report: raccolte di dati, statistiche e trend di settore. Posizionano il tuo brand come autorità sempre aggiornata.

L’obiettivo di una buona content strategy non è solo informare, ma generare domanda e sostenere gli sforzi del team vendite. Attraverso i contenuti devi far sì che la vocina nella mente del tuo lettore suggerisca “Ehi, forse ho davvero bisogno di questo prodotto”.

Se stai progettando o rivedendo la tua strategia di contenuti sul tuo sito, ti consigliamo un approfondimento utile per passare dalla teoria alla pratica: dai un’occhiata al nostro articolo con 13 esempi di siti web dal design efficace per ispirarti visivamente e capire come strutturare i contenuti del tuo sito per il massimo successo.

4. Crea customer journey su misura

In un contesto di marketing B2B, dove si punta agli account di alto interesse piuttosto che ad un pubblico vasto, il customer journey è una mappa viva, pronta a cambiare a seconda delle persone coinvolte. Non si guarda solo ai trend generali: ogni passaggio deve essere costruito intorno a stakeholder differenti, a priorità specifiche, a dinamiche interne.

Non c’è ricetta universale. Il customer journey va modellato su misura, con strumenti che permettano di tenere traccia di ogni passaggio, contatto e segnale e sfruttalo per ottenere conversioni.

Per costruire un percorso davvero su misura, adattando i contenuti alle necessità del caso, serve saper leggere i segnali lungo il cammino. È qui che entra in gioco il trigger marketing.

Trigger marketing

Quando si tratta di orchestrare momenti che fanno scattare messaggi, contenuti o azioni specifiche, parliamo di trigger marketing. Questi segnali, cioè i “trigger” possono essere semplici – una visita ad una landing page – o più raffinati, come un comportamento analizzato nel tempo. Più complessi i segnali e più dettagliata l’osservazione, migliore la personalizzazione. 

Questa strategia ti permette di capire quale è il momento esatto in cui il potenziale cliente è più ricettivo a quale messaggio o azione mirata. Se per esempio un utente scarica una guida sul GDPR, puoi fargli arrivare subito un invito a un webinar sulla privacy o un articolo che approfondisce l’argomento.

Vediamo insieme alcuni tipi di trigger:

TipoEsempiCosa rivelanoCome sfruttarli
Eventi triggerPartecipazione a webinarInterazione in fiera Richiesta di demo di prodotto Invio di moduli o iscrizione a newsletterInteresse iniziale e disponibilità a interagireAvvia una sequenza di onboarding o nurturing personalizzato ai temi di interesse
Interazioni triggerVisita di una pagina web specificaDownload di altri contenutiInterazione con un chatbotInteressi specifici del momentoPersonalizza i follow-up e aumenta la pertinenza di ogni interazione
Trigger comportamentaliVisite ripetute alla pagine chiave (es: pagina prezzi)Più contatti sui diversi canaliConfronto tra soluzioni della concorrenzaSegnali di acquisto, esitazioni o decadimento dell’intento lungo il funnelCrea risposte mirate per sbloccare o accelerare il percorso dell’acquirente
Trigger emotiviOccasioni in cui sono in gioco il rendimento sul lavoro, il riconoscimento dei colleghi o la leadership nell’innovazioneMotivazioni personali legate a status, carriera o reputazione aziendaleSfruttali negli oggetti, CTA, contenuti, e storytelling, non necessariamente nei flussi di automazione

Email marketing

Uno dei canali privilegiati per attivare questi trigger e coltivare le relazioni in modo efficace è l’email marketing. A differenza del B2C, nel B2B non stai scrivendo a qualcuno che compra scarpe alle tre di notte. Il tuo lettore è un professionista, magari oberato di riunioni, che cerca risposte chiare a una domanda precisa, cioè se e come la tua soluzione farà crescere la sua azienda.

Se hai dubbi su come creare una strategia di email marketing, leggi il nostro articolo a riguardo. In ogni caso, ecco alcune dritte per creare email marketing per il mercato B2B che fanno centro:

  • Sostanza: Ogni email deve parlare di ROI, efficienza, risparmio e risultati concreti. Il tempo del tuo destinatario è limitato, quindi il tuo messaggio deve valere ogni secondo speso a leggerlo.
  • Dialogo personalizzato: Sfrutta i segnali del trigger marketing ma assicurati di andare oltre, personalizzando in base al singolo contatto. Se hai tanti lead da gestire, lascia che l’intelligenza artificiale ti dia una mano con testi su misura, tono adatto e perfino suggerimenti sull’orario migliore per inviare.
  • Newsletter: Sfruttale per condividere i tuoi articoli, aggiornamenti, case study o eventi. Mostra che sei attivo, aggiornato e che sai di cosa parli.

Ricorda infine che è essenziale implementare soluzioni di lead generation per poter curare una buona mailing list, come per esempio un form sul tuo sito per raccogliere le mail di chi scarica una tua guida gratuita.

Nulla ti vieta poi di integrare una strategia outbound, inviando email a freddo. Questo però solo dopo aver fatto un lavoro certosino di ricerca. Contatta le persone giuste con il messaggio giusto per massimizzare il potenziale di conversione.

Al momento della scelta del servizio email, la sicurezza è cruciale. Un buon sistema di email aziendale deve includere filtri antispam intelligenti, scanner antivirus per bloccare eventuali minacce nascoste e protezione anti-phishing, così da salvaguardare la tua reputazione digitale.È per questo che lo strumento di Email Marketing di SiteGround offre il massimo della sicurezza con sistemi antispam, record SPF e DKIM.

Ricorda che creare messaggi personalizzati e rilevanti su larga scala richiede organizzazione e memoria strategica. È per questo che per operazioni di una certa scala può essere utile mettere in gioco un sistema CRM che tenga traccia delle interazioni, comportamenti e fasi del customer journey.

Adesso passiamo invece a quegli strumenti di marketing B2B che ti permettono di inserirti nel panorama del tuo settore in modo più pubblico.

5. Partecipa e organizza eventi

Nel mondo del marketing B2B, dove le relazioni personali sono la chiave, gli eventi sono uno degli strumenti più potenti per stabilirsi come ente attendibile, per generare e coltivare lead. Non importa se si svolgono in un centro congressi, in una sala Zoom o nella sezione “Live” di qualche social: ciò che conta è la connessione diretta con i tuoi potenziali clienti.

Quando un account partecipa a un evento, sta dicendo, tra le righe, “Questo tema mi interessa. Questa azienda mi incuriosisce”. E tu, se giochi bene le tue carte, hai l’occasione di conquistarlo con contenuti utili, dimostrazioni pratiche, mostrando il volto umano del tuo brand.

Che si tratti di un webinar, un workshop, una fiera di settore o una tavola rotonda, l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero trasformare la tua competenza in fiducia. Puoi presentare un nuovo servizio, risolvere in diretta un problema frequente tra i tuoi clienti, oppure dialogare con altri esperti per posizionarti come voce autorevole nel tuo ambito. Il risultato saranno lead qualificati e una reputazione più solida.

Foto dell'ultimo WordCamp Europe, dove SiteGround è stato sponsor.

Chiaro, organizzare un evento richiede risorse di tempo, budget, capacità logistiche, e una buona dose di pazienza. Ma non è l’unica strada. Se non puoi essere il regista dello show, puoi sempre essere tra i protagonisti sponsorizzando eventi organizzati da altri.

Un piccolo stand in una fiera, una citazione tra gli sponsor di un webinar seguito dal tuo pubblico ideale, un logo in bella vista tra i materiali di un evento online ben targettizzato. Queste sono tutte strategie intelligenti per associare il tuo brand al contesto rilevante e guadagnare visibilità qualificata.

6. Collabora con altri brand e sfrutta il co-marketing

Un altro eccellente modo di stabilirsi come presenza fidata nella propria industria e raggiungere nuovi lead sono le collaborazioni con altre aziende. Quando due brand con valori compatibili uniscono le forze, infatti, possono moltiplicare la propria autorevolezza e amplificare l’impatto di una campagna. 

Il co-marketing, una strategia collaborativa in cui due (o più) aziende creano contenuti, eventi o iniziative comuni, condividendo risorse, visibilità e lead. La chiave di queste collaborazioni è che i brand sono complementari ma non in concorrenza tra loro, permettendo l’un l’altra di raggiungere un pubblico altamente qualificato senza partire da zero.

Screenshot dell'articolo dal blog sulla collaborazione tra Frikitek e SiteGround

Se l’altra azienda è già un punto di riferimento nel tuo settore o in uno contiguo, la sua audience si fiderà di te per effetto riflesso, e viceversa. In più, il valore percepito di una collaborazione è spesso maggiore rispetto a un’attività autonoma.

Per esempio, un’azienda che sviluppa software ERP può collaborare con una società di consulenza finanziaria per creare un webinar congiunto su come ottimizzare la gestione del budget aziendale.

7. Usa le Public Relations per guadagnare fiducia

Le relazioni pubbliche – o PR – consistono in tutte quelle attività che ti permettono di ottenere visibilità positiva e credibilità attraverso media di settore, portali specializzati, eventi pubblici, interviste e articoli editoriali. 

Queste iniziative servono a costruire e diffondere una reputazione solida – ancora una volta, nel marketing B2B posizionarsi come voce autorevole, influente, e affidabile nel settore è imprescindibile.

Spesso infatti un’opportunità nasce molto prima del primo contatto diretto: avviene quando un potenziale cliente legge un’intervista al CEO, scopre un tuo articolo su una rivista tecnica, o sente parlare del tuo brand in una tavola rotonda. Le PR sono una strategia di marketing B2B che serve a piantare quei semi di fiducia nel terreno giusto.

Screenshot da un articolo di UKTN dove viene intervistato Daniel Kanchev di SiteGround

È normale pensare che le PR siano una cosa “da grandi aziende”, costosa e difficile da gestire. Ma in realtà, iniziare è molto più semplice di quanto sembri. Non serve assumere un’agenzia o spendere centinaia di migliaia di euro al mese, puoi partire internamente, con una strategia mirata e sostenibile.

Per esempio, come parte di una campagna di PR, potresti mirare ad ottenere citazioni e articoli su media di riferimento o riviste specializzate. Preparando dei contenuti “pitch-ready” – una notizia, una ricerca interna, un punto di vista originale su un tema caldo – e offrendoti come esperto per un’intervista o inviando un articolo come contributo, puoi ottenere spazio e visibilità facilmente.

8. Amplifica la tua presenza attraverso i profili personali dei tuoi impiegati

Sempre più spesso, le conversazioni che più fiducia portano iniziano (o si consolidano) attraverso i profili LinkedIn e social. 

Nei tuoi sforzi di marketing per il B2B puoi sfruttare la “online persona” dei membri del tuo team, intrecciandola con la tua identità aziendale. Così facendo generi risonanza tra i suoi contatti diretti, che spesso coincidono con il tuo target ideale. I commerciali, i marketing manager, perfino i tecnici della tua azienda sono gli ambasciatori del tuo brand in questo contesto business-to-business.

Un profilo curato e coerente comunica competenza, esperienza e visione. Non si tratta solo di aggiornare la foto o il titolo lavorativo, è necessario ottimizzare questi profili per riflettere la proposta di valore aziendale, creare contenuti mirati, e partecipare alle discussioni chiave del settore.

I profili personali generano engagement autentico, commenti, condivisioni e soprattutto relazioni di fiducia, a differenza di quelli aziendali che possono risultare sterili o troppo distanti. Un potenziale cliente è più propenso a rispondere a un messaggio diretto di un Key Account Manager che a un’email automatica firmata “Team Marketing”.

Oltre a condividere contenuti editoriali o tecnici, i profili personali dei tuoi collaboratori possono diventare canali chiave per promuovere eventi: webinar, fiere, convegni, tavole rotonde o workshop. Se un impiegato partecipa come speaker o come rappresentante aziendale, la sua condivisione personale aumenta la visibilità dell’iniziativa, la rende più autentica e aiuta a rafforzare la brand awareness.

Screenshot di un post dal profilo LinkedIn di Luca Rodino di SiteGround. Il post parla di sostenibilità nel mondo tech, facendo riferimento al report sulla sostenibilità di SiteGround e alle discussioni riguardo l'argomento durante il WordCamp Torino.

Per esempio, un sales engineer con un profilo LinkedIn ben strutturato che pubblica approfondimenti tecnici settimanali può attirare l’interesse di buyer e responsabili di produzione. Il team HR, invece, può usare i propri profili per promuovere la cultura aziendale e attrarre partner o talenti affini. Un marketing manager che annuncia la propria partecipazione come relatore a una conferenza o condivide backstage di un evento rafforza la percezione del brand come attivo e autorevole nel proprio settore.

Eccetto in casi in cui la tua attività sia composta da un team estremamente ristretto, dovresti creare linee guida interne per l’uso dei social in chiave professionale, in modo da allineare la comunicazione e valorizzare ogni voce.

Come trasformare la tua strategia di marketing B2B in risultati concreti

Come abbiamo visto, nel marketing B2B servono strumenti giusti, strategie mirate e una buona dose di pazienza. Ma con le basi solide, una content strategy ben pensata, un uso intelligente dei dati e delle risorse a tua disposizione, puoi costruire relazioni durature e trasformare ogni contatto in un’opportunità reale.

Il segreto è conoscere a fondo non solo il tuo settore, ma gli individui che lo compongono, parlare la loro lingua e offrirgli valore quando ne hanno bisogno. Ogni interazione può essere il primo passo verso una partnership proficua, e ora che hai gli strumenti, tocca a te metterli in pratica.

E se stai iniziando a pianificare le tue prime campagne, scegliere lo strumento di email marketing giusto può fare la differenza tra un messaggio ignorato e una conversazione che porta a una vendita. Esplora subito la nostra piattaforma pensata per automatizzare, segmentare e personalizzare ogni invio con precisione.

Banner dello strumento di email marketing di SiteGround. L'immagine mostra due persone intente a fare email marketing. Il bottone indica "inizia subito"