MVP per startup: Sviluppare più velocemente con un team ridotto e vibe coding

illustrazione astratta di un imprenditore alle prese con un MVP

Un MVP, o minimum viable product (in italiano “prodotto minimo funzionante”) è la versione più ridotta del tuo prodotto che i clienti reali possono usare, e serve a verificare un’idea prima di investirci tempo e denaro significativi. Con il vibe coding, anche un team di due o tre persone può realizzarne uno in pochi giorni.

Punti chiave

  • Un MVP (minimum viable product) è la prima versione funzionante del tuo prodotto. Il suo compito è rispondere a una singola domanda di business.
  • Scopo: Un MVP ti permette di scoprire se un’idea funziona prima di investirci davvero, con un rischio e un costo molto più bassi e i primi clienti reali già a bordo.
  • Processo per ideare un MVP: Individua l’ipotesi che affonderebbe la tua proposta di business se si rivelasse falsa, poi includi solo ciò che mette quell’ipotesi alla prova davanti a clienti reali.
  • Metodo per creare un MVP: Decidi quale comportamento conta come prova, costruisci il percorso minimo con il vibe coding e osserva cosa fanno da 10 a 15 utenti reali nell’arco di una o due settimane.
  • A seguire: Accompagna i primi utenti e interpreta i risultati.
  • Usare una piattaforma di vibe coding che include hosting, database e pubblicazione insieme al prodotto, permette al tuo MVP di andare online e raggiungere utenti reali lo stesso giorno in cui lo costruisci.

Se senti parlare di MVP e pensi a team di sviluppo, budget da grande azienda e mesi di lavoro che sembrano fuori portata per una piccola attività, è normale. Dopo tutto, a quanti è capitato di avere un’idea che emoziona, solo per fare il conto di quanto costerebbe svilupparla, e decidere di rimandare a quando ci saranno più tempo, più soldi o un socio tecnico. 

Oggi questi limiti non sono più obbligatori, perchè con il vibe coding puoi costruire un MVP da solo, senza scrivere codice.

Significato di MVP: Che cos’è un minimum viable product

Un MVP, acronimo di minimum viable product, è la versione più ridotta possibile di un prodotto che vuoi testare, ma con funzionalità sufficienti affinché sia ancora utilizzabile dai clienti reali. 

Mettiamo che tu abbia avuto un’ottima idea per un software in abbonamento (SaaS) che risolve un problema concreto in un settore specifico. Fino a un paio di anni fa, realizzarla significava trovare il budget per lo sviluppo software e un cofondatore tecnico. Tutte le strade possibili richiedevano un impegno prima di avere qualsiasi prova che alle persone interessasse davvero il tuo prodotto. 

Oggi invece puoi realizzare un MVP con il vibe coding, descrivendo il tuo prodotto a uno strumento di IA invece di scrivere codice o assumere uno sviluppatore. Il risultato è una web app che puoi vedere in anteprima e pubblicare a un indirizzo tutto suo lasciando che siano i clienti reali a dirti se l’idea regge.

Prototipo, MVP e prodotto di produzione

Questi tre termini vengono spesso usati come sinonimi, ma ognuno risponde a una domanda diversa e richiede una quantità di lavoro diversa.

  • Un prototipo è una versione prematura che mostri al tuo team o a qualche amico e ti dice se l’idea ha senso sulla carta. Di solito è usa e getta.
  • Un prodotto di produzione deve funzionare per clienti veri anche quando qualcosa va storto e reggere molte persone che arrivano tutte insieme, il tutto continuando a proteggere i dati di tutti. È fatto per durare, e costa di conseguenza.
  • Un MVP sta nel mezzo. È più di un prototipo, perché uno sconosciuto deve poterlo usare da solo, con i propri dati, per fare qualcosa di cui aveva davvero bisogno. Seve a mettere alla prova un’idea: se regge, l’MVP diventa la base su cui continui a costruire fino al prodotto di produzione.
Cos’èChi lo usaCosa ti dà
PrototipoTu e il tuo teamUn’idea di quanto il progetto stia in piedi. Possono essere schermate cliccabili senza nulla dietro.
MVPClienti reali ma selezionati perché alle prese con un compito specificoProve concrete. Può dirti se le persone vogliono davvero quello che offri.
Prodotto di produzioneTutti, su larga scalaUn’attività che puoi gestire, costruita per reggere carichi, guasti e dati altrui.

A cosa serve l’MVP

Un MVP è uno strumento di ricerca che ha l’aspetto di un prodotto. Serve a rispondere a delle domande fondamentali sul comportamento degli utenti. Per esempio: 

  • Le persone sono disposte ad abbandonare il modo in cui hanno fatto una cosa fino ad ora? 
  • Si fideranno di un software per farla al posto loro? 
  • Torneranno una seconda volta senza che nessuno glielo ricordi? 
  • Saranno disposte a pagare qualcosa?

Cio che rende queste domande (e qualsiasi altra tu voglia testare con un MVP) degne di essere poste è cosa succederebbe se la risposta a una di esse fosse no. Se anche con un no andresti avanti allo stesso modo, vuol dire che la domanda non è importante. 

Una volta trovate le tue domande, saprai che nell’MVP dovranno entrare solo le funzionalità che l’utente deve toccare per arrivare a quelle risposte. 

Benefici di un minimum viable product

Una piccola impresa ha tutto l’interesse a partire da un MVP invece che da un prodotto completo:

  • Rischio più basso. Scopri se l’idea funziona investendo solo qualche giorno di lavoro prima di firmare contratti con fornitori o sviluppatori.
  • Costi contenuti. Costruisci e spendi solo ciò che serve a rispondere alla tua domanda centrale.
  • Arrivi prima sul mercato. Le persone giuste vedono la tua idea mentre è ancora fresca, e tu inizi a imparare subito.
  • Primi clienti reali. Chi usa l’MVP e torna è il nucleo dei tuoi early adopter, le persone che ti aiuteranno a migliorare il prodotto e, spesso, a farlo conoscere.
  • Decisioni basate sui fatti. Invece di discutere internamente su cosa vogliono i clienti, osservi cosa fanno nella vita reale.
  • Un lancio più solido. Quando arriverà il momento del lancio del prodotto, saprai già cosa funziona e per chi.

Tipi di MVP

Non tutti gli MVP sono software. A seconda dell’ipotesi da verificare, puoi scegliere formati molto diversi, dal più leggero al più completo:

  • Landing page: Una pagina che descrive il prodotto come se esistesse già, con un pulsante per iscriversi o prenotare. Misura l’interesse prima di costruire qualsiasi cosa.
  • Video esplicativo: Un breve video che mostra come funzionerebbe il prodotto. È utile quando l’idea è difficile da spiegare a parole.
  • MVP Mago di Oz: L’utente vede un’interfaccia che sembra automatica, ma dietro le quinte sei tu a gestire le richieste manualmente.
  • MVP concierge: Come nel modello Mago di Oz, fai tu il lavoro che in futuro farà il software per imparare esattamente di cosa hanno bisogno i clienti, ma questa volta gli utenti ne sono al corrente.
  • MVP piecemeal. Metti insieme strumenti già esistenti (moduli online, fogli di calcolo, email, software gestionali che usi già) per offrire il servizio senza sviluppare nulla da zero.
  • MVP a funzionalità singola. Un prodotto vero e funzionante che fa una sola cosa.
  • Prevendita o crowdfunding. Chiedi un impegno economico prima che il prodotto sia pronto, per verificare se le persone sono disposte a pagare.

Qui ci concentriamo sull’MVP a funzionalità singola, perché è l’unico che ti permette di vedere una versione veramente funzionante del prodotto in azione, con dati e utenti reali. Fino a poco tempo fa era anche il più costoso da realizzare, ma oggi, grazie alla democratizzazione dell’IA, è alla portata anche di un team di due persone.

Come ideare un MVP per una startup

Ogni nuova iniziativa, prodotto o startup poggia su una manciata di ipotesi, una delle quali è portante: se si rivela falsa, nient’altro di ciò che costruisci ha senso. È questa l’ipotesi che l’MVP deve verificare. 

Per trovarla ti servono due strumenti che probabilmente conosci già. 

  • La buyer persona: un ritratto concreto del cliente a cui ti rivolgi, con il suo lavoro, i suoi problemi e il modo in cui li risolve oggi. Senza una persona precisa in mente, le tue ipotesi restano generiche e quindi impossibili da verificare. 
  • La proposta di valore unica (o UVP, unique value proposition): la ragione per cui quel cliente dovrebbe scegliere te invece di continuare come fa adesso. L’ipotesi più rischiosa si nasconde quasi sempre qui, nel punto in cui la tua UVP promette che il cliente cambierà abitudini. È quella che l’MVP deve mettere alla prova.

1. Individua l’ipotesi che l’MVP deve verificare

Appunta tutto ciò che deve essere vero perché la tua proposta/iniziativa/prodotto/startup funzioni. Poi cerca l’ipotesi che non sia dimostrata e chiave allo stesso tempo. 

Mettiamo che tu voglia creare uno strumento che classifica automaticamente i movimenti degli estratti conto bancari in categorie di spesa, pensato per i piccoli studi commercialisti. La tua idea dipende da almeno tre cose:

  1. I commercialisti trovano noiosa la classificazione manuale. Quasi certamente vero, e puoi confermarlo con qualche conversazione senza costruire nulla.
  2. Pagherebbero un canone mensile per un software che li aiuti. Vale la pena verificarlo, ma conta solo se è vera l’ipotesi successiva.
  3. Si fiderebbero della classificazione automatica abbastanza da affidargli lavoro, invece di rifarla a mano. Se i commercialisti ricontrollano comunque ogni riga, il tuo strumento non fa risparmiare tempo a nessuno e l’attività non sta in piedi.

È quindi la terza ipotesi a decidere se hai un prodotto, e non puoi verificarla chiedendo alle persone. Tutti dicono che si fiderebbero, finché non vedono tornare i dati disordinati di un loro cliente. Ipotesi come questa si possono verificare solo facendo usare alle persone qualcosa di reale, ed è esattamente a questo che serve un MVP.

2. Decidi quali comportamenti degli utenti contano come prova

Una volta che sai cosa stai verificando, scrivi quale risultato ti convincerebbe. Per l’esempio dello studio di commercialisti potrebbe essere: “Crederò che i commercialisti si fidino dello strumento se almeno la metà di chi lo prova carica un secondo estratto conto entro una settimana, senza che io glielo chieda.”

Stabilisci questo traguardo prima di iniziare a testare l’MVP, perchè dopo due settimane passate a costruire e testare, avrai una gran voglia di interpretare tutti i risultati positivamente. Un numero su cui ti sei impegnato in anticipo è molto più difficile da contestare di una sensazione che ti fai dopo.

3. Definisci l’estensione del tuo MVP

L’estensione di un MVP deve limitarsi al percorso più breve possibile e alle funzionalità solo strettamente necessarie:

  • L’ambito di sviluppo: ciò che verifica la tua ipotesi, ovvero il percorso più breve che un utente può fare per arrivare a mettere alla prova la tua ipotesi. Tutto ciò che sta fuori da quel percorso non è necessario per un MVP.
  • L’ambito di lancio: il minimo indispensabile per poter far entrare persone reali in modo responsabile, funzionalità necessarie per il funzionamento dell’MVP stesso.
Ambito di sviluppo: Il percorso verso la tua rispostaAmbito di lancio: Ciò che serve a ogni utente reale
Il primo passo che l’utente fa verso ciò per cui è venutoL’unica cosa che il tuo prodotto promette di fareCiò che gli permette di giudicare se ha funzionatoIl punto in cui ottiene il risultato e lo usaUn modo per accedereUn’informativa privacy che spieghi cosa fai con i suoi datiUn modo per contattare una persona quando qualcosa non vaUn modo per cancellare i suoi dati su richiesta

Anche se l’ambito di lancio è breve, ricorda che non è mai facoltativo. Se gestisci i dati finanziari di altre persone, informativa privacy e cancellazione dei dati sono obbligatori. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, ci sono obblighi previsti dal GDPR dal momento in cui un cliente reale usa il tuo prodotto. In particolare:

  • Devi fornire l’informativa nel momento in cui raccogli i dati, indicando tra l’altro chi sei, per quali finalità li tratti e per quanto tempo li conservi.
  • L’interessato ha il diritto di ottenere la cancellazione dei propri dati, nei casi previsti dal Regolamento.
  • Devi rispondere alle richieste entro un mese, termine estendibile fino a tre mesi nei casi più complessi. 

Cosa tralasciare

  • Account per un secondo tipo di utente: Accessi per il team, login per i clienti, ruoli di amministrazione. Costruisci per un tipo di utente che svolge un solo compito. Puoi aggiungere il resto solo quando sai che vale la pena.
  • Impostazioni e personalizzazione.Osserva qualcuno usare il prodotto prima di offrire agli utenti opportunità di cambiarlo.
  • Integrazioni con altri software. Collegarsi ad altri software richiede settimane e non risulta essenziale in questa fase. Gli utenti non rifiutano un prodotto di prova solo perché manca un’integrazione. 
  • Sistemi di fatturazione. In questa fase puoi incassare semplicemente con una fattura o un link di pagamento senza bisogno di costruire abbonamenti.

Come ripartire il lavoro in una startup

Realizzare un MVP quando i fondatori non sono tecnici si divide grosso modo in sei compiti che un team di due o tre persone può portare avanti, e solo uno di questi riguarda il vibe coding vero e proprio. 

Qualcuno deve restare vicino ai clienti, qualcuno deve decidere cosa verifica l’MVP e quale risultato conterà, qualcuno si occupa dello sviluppo, tutto il team deve provare il prodotto, qualcuno accompagna a mano i primi utenti e qualcuno chiama un supporto tecnico quando il rischio lo richiede.

ResponsabilitàChi se ne occupa in un piccolo team
Analisi problemi e prove raccolte dai clientiIl fondatore o chi parla di più con i clienti
Determinare estensione dell’MVP e segnali di successoIl fondatore o il product owner
Sviluppo in vibe codingChi gestisce le operazioni o il generalista con più senso del prodotto
Testare flusso e usabilitàTutto il team, sul prodotto reale
Onboarding dei primi utentiIl fondatore o il responsabile della crescita, a mano
Escalation tecnicaUn revisore esperto o uno sviluppatore, quando il rischio lo richiede

Come realizzare un MVP con il vibe coding

Lo sviluppo è la parte più semplice di tutto il processo, se usi uno strumento di vibe coding. Descrivi il prodotto in linguaggio naturale, guardi cosa produce l’IA e lo perfezioni in qualche passaggio finché non arrivi a ciò che ti serve.

Ma prima di scendere nei tecnicismo, vale la pena differenziare tra strumenti diversi. Molti builder IA generano il progetto e poi ti lasciano a sistemare da solo hosting, database e pubblicazione. Con Coderick AI, la piattaforma di vibe coding di SiteGround, applicazione, frontend, backend e database sono tutti gestiti all’interno della piattaforma:

  • L’hosting è incluso e ottimizzato. Costruisci in sicurezza su un dominio di anteprima privato, senza un account di hosting separato da configurare o pagare.
  • Database e account utente sono già compresi. Se il tuo MVP deve salvare informazioni o permettere alle persone di accedere, funziona senza che tu debba configurare nulla. Hai accesso completo a una dashboard di amministrazione del database per gestire i dati direttamente, se serve.
  • La pubblicazione è un solo passaggio. Quando il prodotto è pronto nel tuo ambiente di staging privato, basta cliccare sul pulsante di pubblicazione e lo stato attuale dell’app viene copiato automaticamente sul tuo indirizzo web pubblico (e i piani a pagamento supportano pienamente i domini personalizzati).

Inizia con un unico prompt

Il tuo primo prompt deve descrivere l’estensione e l’ambito dello sviluppo ed esplicitare cosa lasciare fuori. 

Se chiedi semplicemente “uno strumento per commercialisti”, un builder IA aggiungerà con tutta la buona volontà una dashboard di amministrazione e una pagina di impostazioni che non volevi e che ora dovrai mantenere. Perciò fornisci requisiti di business chiari e aggiungi le funzionalità un passo alla volta, invece di concentrare cinque o sei funzioni in un unico prompt. Puoi anche caricare l’immagine di un layout che ti piace e chiedere all’IA di usarla come ispirazione per il design.

Un prompt semplice da cui partire:
“Crea una web app per [pubblico di riferimento] che permetta di [funzionalità principale]. Non creare [funzionalità da escludere].”

Applicato all’esempio dello studio di commercialisti, diventa:

“Crea una web app per un piccolo studio commercialista che permetta di caricare un estratto conto bancario in formato CSV e di classificare automaticamente i movimenti in categorie di spesa. Non creare un pannello di amministrazione né impostazioni utente.”

screenshot di un MVP in processo di creazione con Coderick AI

Per gestire il caricamento dei file e la classificazione dei dati, Coderick AI crea automaticamente un database in background. Vedi subito il risultato in un’interfaccia a schermo diviso, con a sinistra la chat con il riepilogo del piano di implementazione dell’IA, e a destra un’anteprima interattiva della nuova applicazione, ospitata su un dominio di staging privato.

Procedi per iterazioni

Test e correzioni avanti e indietro fanno parte del normale ciclo di vita di un software. È possibile che la prima versione dell’MVP sbagli qualcosa. Il tuo compito è quindi descrivere la differenza tra ciò che vedi e ciò che intendevi, poi rilanciare. Due o tre passaggi sono normali per un MVP con un ambito ristretto. 

Per le piccole modifiche visive puoi usare la modalità Visual Edit di Coderick AI e cliccare direttamente su un elemento per modificarlo sul posto senza dover scrivere lunghi prompt in chat.

Come testare un MVP con i primi utenti

Testare un MVP significa scegliere un piccolo gruppo di persone che possono beneficiare del tuo prodotto, fargli svolgere un compito reale e osservare cosa succede:

  1. Prima di iniziare, stabilisci qual è il traguardo, ovvero il momento in cui l’utente ottiene ciò per cui è venuto. Nel caso dello strumento per commercialisti è l’esportazione di un elenco corretto che può essere usato per la contabilità di un cliente.
  2. Seleziona 10-15 persone, purché siano quelle giuste. Vai dove si trovano già i tuoi utenti e contattali uno per uno.
  3. Inizia a testare con delle verifiche il cui peso dipende dall’ipotesi che stai cercando di verificare. 
TestCome verificareQuale ipotesi verifica
Conta quanti raggiungono il traguardo al primo tentativoSe otto persone su 15 si registrano e solo tre esportano un file, il problema sta nel mezzo, e puoi andare a scoprire esattamente dove si sono fermate.Indica che il servizio è abbastanza intuitivo
Conta l’uso ripetuto dell’azione principale entro 1-2 settimaneUn secondo estratto conto caricato una settimana dopo significa che il primo tentativo è valso la fatica agli occhi dell’utente.Indica che le persone si fidano del risultato
Verifica se gli utenti sono disposti a pagareStabilisci un prezzo di accesso anticipato per i prossimi tre mesi, un progetto pilota a pagamento, un acconto o, per i clienti business, un impegno d’acquisto scrittoIndica che qualcuno sia disposto a pagare per il servizio

Cosa indica il comportamento iniziale (e cosa no)

Alcuni segnali fanno piacere ma non significano nulla.

Prove e segnali validiSegnali irrilevanti
Tornano e lo usano di nuovo senza bisogno di una spintaSi sono registrati
Pagano, anche una piccola cifraHanno detto che pagherebbero sicuramente
Completano il compito senza chiederti aiutoHanno detto che è bellissimo
Ti chiedono la funzione successivaTraffico, impression e iscritti alla lista d’attesa
Si lamentano di qualcosa di specificoNessuno si è lamentato

La cosa più utile da osservare è dove le persone si fermano. Quando individui questi punti di abbandono o ricevi lamentele specifiche,ti basta tornare nella chat di Coderick AI, descrivere all’IA le modifiche necessarie al flusso e continuare a lavorare sull’app esistente per pubblicare rapidamente una versione migliore.

Se invece 4 dei tuoi primi 10 utenti caricano un file e non guardano mai i risultati, hai imparato qualcosa di preciso (anche se un po’ doloroso), cioè che il prodotto non è realmente utile. 

Questo è esattamente il genere di cosa per cui esistono gli MVP. Un MVP che produce un no chiaro ha fatto il suo lavoro quanto uno che produce un sì. L’importante è che lo abbia fatto a una frazione di quanto ti sarebbe costato scoprirlo con un prodotto completo.

Tempistiche realistiche

  • Decidere cosa verificare e cosa conterà come prova: un pomeriggio.
  • Sviluppo: 2-5 giorni, compresi i passaggi in cui correggi ciò che l’IA ha sbagliato.
  • Trovare i primi 15 utenti: spesso richiede più tempo che costruire, quindi inizia a cercarli mentre sviluppi.
  • Test: 1-2 settimane.
  • Dall’inizio alla fine: 3-4 settimane di media.

Limiti e quando coinvolgere uno sviluppatore per un MVP

Un MVP realizzato con il vibe coding può reggere utenti reali più a lungo di quanto si pensi di solito. Tuttavia, ci sono dei limiti a quello che si può raggiungere con uno strumento di vibe coding senza un developer con conoscenze tecniche:

CasisticaCosa già fa uno strumento di vibe codingQuando coinvolgere uno sviluppatoreA cosa serve lo sviluppatore
Logica di business e applicativa complessaFunzionalità standard: registrazione e login, moduli di contatto o prenotazione, ricerca e filtri, caricamento di file, calcoli semplici come il totale con IVA di un preventivoSe l’app deve seguire regole molto specifiche in più passaggi o calcoli complicati.
Se l’IA continua a rompere una funzione mentre cerca di sistemarne un’altra
Scrivere le regole specifiche per le funzionalità speciali
Collegamenti e integrazioni a servizi esterniCollegamenti integrati per i servizi più diffusi come pagamenti online, inserimento mappe o video tramite codice di incorporamentoCollegamenti a qualcosa come un flusso personalizzato di dati di borsaCreare in sicurezza ponti su misura per le varie integrazioni
Superare il database integratoCrea automaticamente in background un semplice sistema di archiviazione (password utenti, elenco dei prodotti in vendita, ecc.)Se il tuo MVP diventa un prodotto di grande successo e ha bisogno di un sistema dati altamente personalizzato e capace di gestire milioni di recordAggiornare un sistema dati altamente personalizzato e vasto
Design e animazioni molto personalizzatiGenera layout puliti, moderni e standard con i colori e i font del tuo brand, versioni ottimizzate per smartphone, immagini create con l’IAEffetti visivi fortemente interattivi, animazioni 3D complesse o design su misura che escono dalle griglie standardSviluppatore con conoscenze di design per design customizzati

Questi limiti sono chiaramente suscettibili al tipo di strumento di vibe coding che usi. Coderick AI, per esempio, si collega già a Stripe per ricevere pagamenti e offre un database che include una dashboard per consultare e gestire i dati e che non richiede alcuna configurazione manuale. Nel caso in cui necessiti un intervento esterno, invece, hai accesso completo al codice del progetto, che puoi consultare, modificare e scaricare come archivio .zip da consegnare allo sviluppatore.

Realizza un MVP che possa insegnarti qualcosa

Il vibe coding ha tolto abbastanza attrito allo sviluppo da permettere anche a una piccola impresa di arrivare prima a una risposta reale. Un MVP per startup non richiede più un reparto IT, un budget da grande azienda o mesi di attesa. Hai solo bisogno di una domanda chiara, il percorso minimo per rispondere e 15 persone reali a cui farlo usare. Che la risposta sia sì o no, la avrai in qualche settimana e avrai speso pochissimo per ottenerla.

Il modo più rapido per capire quanto sia semplice è provare. Con Coderick AI descrivi la tua idea in linguaggio naturale, la vedi prendere forma in anteprima e la perfezioni in pochi passaggi, con hosting, database e sicurezza che fanno già parte della piattaforma. 

La prova gratuita di 14 giorni non richiede carta di credito e ti permette di costruire e vedere in anteprima il tuo primo MVP. Quando sei pronto a metterlo davanti ai primi utenti, basta passare ad un piano a pagamento per pubblicare.

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FAQ sugli MVP per startup

Cosa si intende con MVP?

Con MVP si intende un minimum viable product, cioè la versione più ridotta e funzionante di un prodotto che i clienti reali possono usare. Serve a verificare un’ipotesi di business con utenti veri prima di investire nello sviluppo completo.

Cosa significa l’acronimo MVP in italiano?

L’acronimo MVP significa minimum viable product, che in italiano si traduce di solito come prodotto minimo funzionante o prodotto minimo praticabile. Nel contesto del marketing e delle startup si usa quasi sempre la sigla inglese.

Come si fa un MVP?

Un MVP si fa in quattro passaggi: 
– Individui l’ipotesi più rischiosa della tua idea
– Decidi quale comportamento degli utenti conterà come prova
– Costruisci solo il percorso minimo per arrivarci
– Lo fai usare a 10-15 persone reali per una o due settimane. 
Con il vibe coding, la parte di sviluppo richiede di solito da due a cinque giorni.

Cosa significa MVP in ambito informatico?

In ambito informatico, MVP indica la prima versione funzionante di un software, con le sole funzionalità necessarie perché un utente possa completare il compito principale. Deve funzionare con dati reali e senza lo sviluppatore accanto, ed è la base su cui si costruisce il prodotto definitivo.

Un imprenditore senza competenze tecniche può realizzare un MVP con l’IA?

Sì, un imprenditore senza competenze tecniche può realizzare un MVP con l’IA descrivendo il prodotto in linguaggio naturale e perfezionando il risultato in qualche passaggio. Le parti difficili restano umane, cioè scegliere cosa verificare, decidere cosa conta come prova e interpretare i risultati.

Ora puoi ospitare app Node.js su SiteGround

Una scheda di progetto Node.js per myapp.com con un pulsante Deploy, accanto alle icone per caricamento, database e avvio

Se hai un piano GrowBig, GoGeek o Cloud, ora puoi ospitare app Node.js sul tuo piano esistente. Collega un repository GitHub o carica il tuo codice e penseremo noi a build, deploy ed esecuzione. Puoi gestire le tue app dalla stessa Area Cliente dei tuoi siti e utilizzare ciò che è già incluso nel tuo piano: database gestiti, SSL gratuito ed email una volta associato il tuo dominio all’app.

Cos’è Node.js?

Node.js è un runtime open source che consente di eseguire JavaScript su un server e non solo nel browser. Questo significa che puoi utilizzare un unico linguaggio sia per ciò che gli utenti vedono sullo schermo, sia per la logica che sta dietro: gestire richieste, leggere e scrivere dati in un database, inviare email e connettersi ad altri servizi.

È una delle tecnologie più utilizzate per lo sviluppo web. Framework popolari come Next.js, Nuxt e Astro si basano su Node.js, così come molte delle app create con assistenti IA per la programmazione e app builder

Quali tipi di progetti Node.js puoi ospitare?

Qualsiasi progetto eseguito su Node.js. Sono incluse le app create con Next.js, Express.js, NestJS, Nuxt, Remix, Astro, Fastify e Koa, oltre a React, Vue.js, Angular, Svelte e Vite.

Esempi di app create in vibe coding con un assistente di programmazione una dashboard di analisi, un sito per personal trainer e una pagina di offerte.

Molti dei progetti che i clienti stanno già trasferendo sono stati creati con l’IA. Se hai lavorato con Claude Code, Cursor, Codex, Copilot o Windsurf, ti basta collegare il repository GitHub utilizzato dal tuo assistente. Ogni correzione inviata al repository avvia automaticamente un nuovo deploy e il tuo prototipo creato con il vibe coding può essere pubblicato sul tuo dominio, con un database a supporto. Lo stesso vale per i siti creati con Lovable, Bolt, v0 o Replit: esportali su GitHub oppure scarica un file ZIP, quindi pubblicali su un dominio di tua proprietà, con email sullo stesso dominio inclusa.

Altri progetti, invece, sono stati sviluppati manualmente. Potrebbe trattarsi dell’API alla base della tua app mobile o del frontend del tuo sito WordPress, di un webhook handler o di un’integrazione che permette al tuo prodotto di funzionare, oppure di un’applicazione completa sviluppata con i framework che hai scelto. Vengono eseguiti su un runtime Node.js standard con database MySQL o PostgreSQL, variabili d’ambiente e un log per ogni build, senza alcuna tecnologia proprietaria tra il tuo codice e il server.

Fai il deploy della tua app Node.js da GitHub o caricala come file ZIP

Due modi per distribuire un'app Node.js su SiteGround - collegare un repository GitHub o caricare un file ZIP.

Il modo più rapido è utilizzare GitHub. Collega un repository, scegli un branch e penseremo noi alla build e al deployment. Da quel momento, ogni push sul branch avvia un nuovo deployment, così l’app online sarà sempre aggiornata con il codice più recente. Puoi mettere in pausa l’auto-deploy, cambiare repository o disconnetterlo quando vuoi.

Preferisci non utilizzare GitHub? Carica un file ZIP con il codice sorgente e penseremo noi al resto. Se in seguito vorrai ricevere aggiornamenti automatici, potrai collegare un repository.

Ogni nuovo progetto viene inizialmente pubblicato su un dominio temporaneo gratuito, così puoi testarlo subito. Quando è pronto per ricevere traffico reale, puoi associargli un dominio di tua proprietà dall’Area Cliente.

Cosa include ogni progetto

Un'app Node.js Express indicata come attiva nell'Area Clienti di SiteGround, accanto a un blog WordPress e a un negozio WooCommerce.

La tua app viene eseguita sul tuo piano hosting e quindi ha a disposizione gli stessi strumenti essenziali dei tuoi siti web. Puoi creare database MySQL e PostgreSQL direttamente da Site Tools e, una volta associato il progetto al tuo dominio, puoi configurare gratuitamente account email come ciao@tua-app.com. SSL gratuito con applicazione forzata di HTTPS, URL protetti e blocco del traffico sono inclusi in ogni progetto.

Puoi anche decidere come eseguire la build della tua app. Preselezioniamo le impostazioni più adatte, ma puoi modificarle tutte: preset del framework, versione di Node, gestore di pacchetti, comando di build, directory di output e variabili d’ambiente. Ogni deployment viene registrato con autore, branch, commit e output completo della build, così se qualcosa va storto puoi scoprirne il motivo con un clic.

Inizia ora

Nel tuo account, ogni app corrisponde a un progetto Node.js. GrowBig include 5 progetti, GoGeek 10 e Cloud un numero illimitato. Un progetto Node.js non è un servizio aggiuntivo: viene visualizzato nell’Area Cliente accanto ai tuoi siti web e dispone dei propri Site Tools, adattati per Node.js. A parte il numero di progetti, per quanto riguarda risorse e funzionalità funziona come qualsiasi altro sito web incluso nel tuo piano.

Per aggiungerne uno, vai su Area Cliente > Siti web > Progetti Node.js, aggiungi un progetto e scegli GitHub o il caricamento manuale. Una volta pubblicato sul dominio temporaneo, puoi gestire dominio, etichetta e dettagli del server dall’Area Cliente, mentre deployment, database, sicurezza, email e statistiche sono disponibili in Site Tools.

Non usi ancora SiteGround? I progetti Node.js sono inclusi nei piani GrowBig, GoGeek e Cloud.

Domande frequenti

Quali piani includono i progetti Node.js?

GrowBig include 5 progetti, GoGeek 10 e Cloud un numero illimitato. Non devi acquistare nient’altro e puoi passare a un piano superiore in qualsiasi momento se hai bisogno di più progetti.

Ho bisogno di un account GitHub?

No. Collegando GitHub, ogni push avvia automaticamente un deployment, ma puoi anche caricare il codice sorgente come file ZIP e penseremo noi a eseguire build e deploy.

Cosa succede quando eseguo il push di nuovo codice?

Se il progetto è collegato a un repository, rileviamo il push sul branch collegato e avviamo automaticamente una nuova build e un nuovo deploy. Puoi mettere in pausa l’auto-deploy in qualsiasi momento.

Posso utilizzare il mio dominio?

Sì. Ogni progetto viene inizialmente pubblicato su un dominio temporaneo gratuito e puoi associargli un dominio di tua proprietà dall’Area Cliente quando vuoi.

I database sono inclusi?

Sì. Puoi creare e gestire database MySQL e PostgreSQL per il tuo progetto direttamente da Site Tools.

Le email funzionano con i progetti Node.js?

Sì, una volta associato il progetto a un dominio registrato. Gli account email non sono disponibili sul dominio temporaneo.

Posso ospitare siti web e app Node.js sullo stesso piano?

Sì. I progetti Node.js possono essere ospitati insieme ai tuoi siti WordPress e alle email sullo stesso piano e puoi gestire tutto dalla stessa Area Cliente.

Scrivilo, condividilo, vendilo: SiteGround Website Builder e Ecommerce ora hanno un blog integrato

Anteprima della funzionalità blog di SiteGround Website Builder

Punti chiave: Il Website e Ecommerce Builder di SiteGround ora include una funzionalità blog integrata, disponibile senza costi aggiuntivi per i clienti esistenti. Puoi aggiungere una pagina blog, pubblicare post e incorporare direttamente i prodotti dello store senza bisogno di plugin o piattaforme separate.

Perché aggiungere un blog? Per farti trovare.

I motori di ricerca apprezzano i contenuti sempre aggiornati. E lo stesso vale per tutti gli strumenti IA a cui oggi i clienti chiedono consigli. Ogni articolo che pubblichi è una nuova opportunità per far scoprire la tua attività: puoi rispondere a una domanda, condividere un consiglio o presentare un nuovo prodotto.

La parte difficile, di solito, è configurare tutto. Da una parte ci sono piattaforme complesse, che richiedono tempo e competenze tecniche per essere gestite; dall’altra, strumenti troppo essenziali che limitano le possibilità di personalizzazione grafica. Con il blog di SiteGround Website Builder, finalmente hai un blog perfettamente integrato nel tuo sito, con la flessibilità che ti aspetteresti da una piattaforma dedicata al blogging e la semplicità di una pagina che sai già come creare.

Personalizzalo come vuoi

Animazione di come personalizzare il proprio blog

Puoi personalizzare ogni parte della pagina principale del blog. Parti da un modello e adattalo alle tue esigenze. Scegli tra una visualizzazione a griglia o a elenco. Seleziona i colori. Mostra tre articoli oppure trenta. Decidi se visualizzare immagini, categorie, descrizioni e tempo di lettura.

Vuoi qualcosa che catturi subito l’attenzione nella parte superiore della pagina? Aggiungi un carosello e inserisci gli articoli più recenti, quelli di una categoria che preferisci o una selezione dei tuoi migliori contenuti.

Scrivi come preferisci

Animazione di come scrivere il proprio blog a modo proprio

Parti da una pagina vuota oppure lascia che lo strumento di scrittura IA integrato prepari una bozza dell’articolo per te. In entrambi i casi, sei tu ad avere il controllo. Modifica la bozza generata dall’IA finché non rispecchia il tuo stile oppure scrivi personalmente ogni parola.

Poi dai vita al tuo articolo con gli stessi strumenti che già utilizzi per creare le pagine del tuo sito web e del tuo negozio online. Testo, immagini con didascalie, video, gallerie, pulsanti, icone, moduli di contatto, moduli di iscrizione e prodotti del tuo sito o negozio sono tutti a tua disposizione, pronti per essere trascinati nella pagina e personalizzati.

Trasforma ogni articolo in un’opportunità di vendita

Animazione di come scrivere il proprio blog a modo proprio
Animazione di come trasformare un blog in una vendita

Sì, puoi vendere prodotti direttamente da un articolo del blog. Gli articoli non servono solo a raccontare storie: possono anche aiutarti a vendere. Stai scrivendo della tua nuova collezione estiva? Inserisci i prodotti direttamente nell’articolo. Mostrane uno, alcuni oppure un intero carosello scorrevole. Scegli il numero di colonne, il testo e se attivare la rotazione automatica.

I tuoi lettori possono passare da “Bello!” ad “Aggiungi al carrello” senza mai lasciare la pagina. Hai in programma un lancio importante o una promozione stagionale? Metti l’articolo in evidenza nel carosello del blog e dagli la massima visibilità.

Pensato per farsi trovare ed essere condiviso

Un articolo è davvero utile solo se le persone riescono a trovarlo. Per questo ogni articolo dispone di un titolo e una descrizione SEO che puoi modificare direttamente, così da indicare con precisione ai motori di ricerca di cosa tratta. Puoi inoltre impostare un titolo, un’immagine e una descrizione personalizzati per i social media, in modo che i tuoi articoli abbiano sempre un aspetto curato quando vengono condivisi.

Il tuo primo articolo ti aspetta

Apri il tuo sito SiteGround Website Builder o Ecommerce, aggiungi una pagina blog e pubblicala. Racconta la tua storia. Presenta un prodotto. Condividi il feedback dei clienti oppure rispondi a una domanda che ti fanno spesso. Un blog invoglia i lettori a tornare, ne attira di nuovi e ti aiuta a trasformarli in clienti.

Se sei già cliente SiteGround, puoi aggiungere la funzionalità blog al tuo sito creato con il Website Builder, oppure crearne uno completamente nuovo gratuitamente utilizzando uno slot disponibile nel tuo piano di hosting. Se sei nuovo su SiteGround, puoi provare gratuitamente il Website Builder e l’Ecommerce Builder per 14 giorni.

Come aggiungere un blog al tuo sito SiteGround Website Builder o Ecommerce:

  1. Apri il tuo sito in SiteGround Website Builder o Ecommerce e seleziona Blog dal menu di navigazione.
  2. Scegli un modello per la pagina Elenco articoli (la pagina principale del tuo blog).
  3. Personalizza il layout, i colori e i dettagli degli articoli.
  4. Crea il tuo primo articolo e fai clic su Pubblica.

Domande frequenti

SiteGround Website Builder include un blog?

Sì. Da settembre 2026, SiteGround Website Builder e SiteGround Ecommerce includono un blog integrato.

Posso vendere prodotti da un articolo del blog?

Sì. Puoi inserire direttamente in qualsiasi articolo un singolo prodotto, più prodotti o un carosello di prodotti del tuo negozio SiteGround Ecommerce.

Ho bisogno di plugin o di scrivere codice per aggiungere un blog?

No. Puoi aggiungere il blog come qualsiasi altra pagina del builder.

Il blog è disponibile con tutti i piani hosting SiteGround?

Sì. Ogni piano di hosting SiteGround include l’accesso al Website Builder di SiteGround e la funzionalità blog è inclusa. Se invece gestisci un sito WordPress, puoi usare gli strumenti di blogging propri di WordPress.

Posso modificare le impostazioni SEO di ogni articolo?

Sì. Ogni articolo ha un titolo e una descrizione SEO modificabili, oltre a titolo, immagine e descrizione separati per la condivisione sui social media.

Lead nurturing: Idee e strategie pratiche per trasformare i lead in clienti

illustrazione astratta del processo di lead nurturing

Il lead nurturing è l’insieme delle attività con cui accompagni un contatto interessato fino all’acquisto, senza forzarlo. Serve perché quasi nessuno compra al primo contatto: in Italia chi acquista online consulta in media quattro punti di contatto prima di decidere. Qui trovi il significato, le differenze tra B2B e B2C e cinque tecniche pronte all’uso.

Punti chiave

  • Il lead nurturing consiste nel coltivare i contatti che hanno già mostrato interesse, offrendo valore prima di spingere all’acquisto.
  • Il processo ha 3 passaggi: mappare i touchpoint (in media quattro prima dell’acquisto), creare campagne e contenuti per ognuno di essi, e infine misurare i risultati per correggere.
  • Differenza principale tra lead nurturing B2B e B2C: tempi e numero di persone coinvolte nella decisione. Settimane o mesi e più referenti da convincere nel B2B, ore o giorni e una sola persona nel B2C.
  • Tecniche più usate: lead magnet, landing page, sconti esclusivi, webinar ed eventi, annunci di retargeting.
  • Metriche che contano: tasso di apertura, CTR, tasso di conversione, livello di interazione e tasso di disiscrizione.

Che cos’è il lead nurturing?

Il lead nurturing è il processo con cui coltivi e incoraggi una relazione con i contatti che hanno già mostrato interesse per la tua attività, fornendo informazioni utili finché non avranno totale fiducia del tuo brand e saranno pronti ad acquistare. 

Il contatto che è entrato nella tua lista attraverso la lead generation ora va coltivato. Il significato del termine, infatti, è letteralmente “nutrire il contatto”, il che si fa attraverso piccole dosi di valore distribuite nel tempo.

Se per esempio una persona scarica dal tuo sito una guida gratuita sull’arredamento di piccoli spazi, nelle tre settimane successive dovrebbe ricevere quattro email da te. Per esempio, un caso studio su un monolocale di 30 mq, una guida ai materiali, un invito a una consulenza gratuita e infine un’offerta sul servizio di progettazione. Arrivata a questo quarto messaggio, la probabilità che prenoti è più alta.

C’è differenza tra il lead nurturing B2B e B2C?

Sì, e la differenza è dovuta alla struttura del processo decisionale. Nel marketing B2B la decisione coinvolge più persone, richiede una giustificazione economica e si misura in settimane o mesi. Nel B2C decide una persona sola, spesso in pochi giorni, e il fattore determinante è più emotivo che razionale. 

Cosa considerareLead nurturing B2BLead nurturing B2C
Caratteristiche del processo decisionale2-10 Referenti con ruoli diversi.
Durata del ciclo da alcune settimane a diversi mesi
1 Referente
Durata del ciclo da poche ore a qualche settimana
Leva principale da usare nel nurturingROI, riduzione del rischio, prova concretaDesiderio, convenienza, appartenenza
Formato dei contenutiCasi studio, documenti tecnici, demo, webinarEmail brevi, video, social, offerte a tempo
Frequenza dei contattiBassa e costante: 1 email ogni 7-10 giorniAlta: anche 2-3 email a settimana
Segnale di maturitàRichiesta di preventivo o demoProdotto aggiunto al carrello
Metrica da guardareContatti qualificati generatiTasso di conversione della singola campagna

Perché il lead nurturing è importante per la tua attività?

Il motivo pratico è che una decisione d’acquisto richiede tempo e può passare da più mani, quindi il lead nurturing offre un accompagnamento assolutamente necessario e sospinge i clienti nel dubbio con contenuti validi. 

Un programma di lead nurturing ben strutturato può fare una differenza enorme perché:

  • È semplicemente necessario. Sono pochi i contatti che comprano subito: secondo la ricerca NetRetail 2025, chi acquista online in Italia consulta in media quattro punti di contatto prima di decidere, tra siti dei brand, motori di ricerca, recensioni e comparatori.
  • Migliora la reputazione del tuo brand. Chi riceve informazioni utili ti percepisce come competente nel tuo settore, non come qualcuno che deve vendere a tutti i costi. Questo costruisce fiducia e contribuisce ad una buona immagine.
  • Aumenti le conversioni sui contatti che hai già. Secondo il report The State of Business Buying 2024 di Forrester, l’86% degli acquisti B2B si blocca a un certo punto del processo. Un contatto seguito con messaggi pertinenti arriva all’acquisto più spesso di uno lasciato solo in quei momenti di blocco.
  • Spendi meno. Coltivare i contatti già acquisiti costa meno che cercarne continuamente di nuovi, e ti permette di dare priorità ai più pronti con un sistema di lead scoring.

Come fare lead nurturing

Il processo si riduce a tre passaggi che ti permettono capire dove i contatti incontrano la tua attività, costruire i contenuti che li accompagnano in quei punti e infine misurare cosa funziona. 

1. Mappa i touchpoint nel percorso del cliente

Prima di decidere cosa scrivere, devi sapere dove e quando le persone incontrano la tua attività. Parti dalle tue buyer persona, cioè i profili dei clienti tipo con esigenze e problemi specifici, poi elenca ogni punto in cui entrano in contatto con te lungo il customer journey: 

  • Visita al sito
  • Download di una risorsa
  • Iscrizione tramite uno dei tuoi moduli di iscrizione
  • Interazione sui social
  • Partecipazione a un evento.

La mappa cambia a seconda del tipo di attività.

FaseTouchpoint tipici in B2BTouchpoint tipici in B2C
ScopertaRicerca su Google, LinkedIn, passaparola tra aziendeSocial, ricerca su Google, recensioni, comparatori
ValutazioneCaso studio, documento tecnico, demo, preventivoScheda prodotto, video, email con recensioni
DecisioneConfronto interno tra referenti, trattativaCarrello, codice sconto, email di recupero
Post-acquistoOnboarding, referenze, rinnovoEmail di ringraziamento, programma fedeltà

Segna anche i punti in cui i contatti si fermano. Se per esempio il 40% di chi scarica una tua guida non apre mai l’email successiva, è probabile che il problema sia lì.

2. Crea campagne e contenuti di nurturing marketing

Il compito di questa fase è costruire campagne e contenuti che spostino il contatto da una fase all’altra del percorso d’acquisto. Le cinque tecniche che seguono sono tra le più usate dalle piccole imprese e si possono combinare liberamente.

Offri omaggi e lead magnet

Un lead magnet è una risorsa gratuita che offri in cambio di un’email:

  • Una guida
  • Una checklist
  • Un modello o template da riutilizzare
  • Un campione per provare un prodotto
screenshot di un'offerta di un lead magnet: una newsletter di un'agenzia immobiliaria

Scegli lead magnet che selezionino i contatti giusti fin dall’inizio – cioè che attraggano le persone che saranno poi interessate al tuo prodotto – e usalo come primo passo per generare contatti via email.

nel B2Bnel B2C
Modelli operativi, benchmark di settore, checklist di valutazione.
Sequenza lunga: 4-6 email distribuite su un mese.
Sconto di benvenuto, guida pratica, campione gratuito.
Sequenza breve: 3 email in una settimana.

Da lì, segmenta i nuovi iscritti in base a come sono arrivati, imposta una serie automatica di tre o quattro messaggi, e tieni ogni email corta con una sola call to action. SiteGround Email Marketing permette di costruire queste sequenze con trigger comportamentali e di segmentare la lista senza strumenti esterni.

Crea landing page che convertono

Crea una landing page con l’obiettivo di ottenere contatti. Per farlo, ricorda:

  • Niente menu di navigazione
  • Niente link che portano altrove
  • un titolo chiaro
  • Poche righe che spiegano l’offerta
  • Un modulo che richieda poche informazioni essenziali

Per il resto valgono le stesse regole che usi per creare landing page in qualsiasi altra campagna: un messaggio, un’azione.

landing page di una scuola di pasticceria che invita gli utenti a iscriversi ad un workshop
nel B2Bnel B2C
Modulo più lungo (azienda, ruolo, dimensione) perché serve a qualificare.
Prove concrete in pagina: loghi clienti, numeri, testimonianze.
Modulo minimo, spesso solo l’email. Immagine del prodotto in evidenza e incentivo immediato, come uno sconto al primo ordine.

Offri sconti e offerte esclusive

Uno sconto ben posizionato può essere l’ultima spinta che serve a un contatto già convinto. La regola è usarlo verso la fine, per non insegnare al contatto ad aspettare sempre promozioni. Riservalo a chi ha già interagito almeno due volte, mettilo su un tempo limitato e spiega perché lo stai offrendo. Le stesse regole di scrittura delle email promozionali valgono anche qui.

screenshot di una mail promozionale che offre uno sconto per iscriversi ad un servizio di consegna pasti settimanale
nel B2Bnel B2C
Sconto sul primo periodo contrattuale, prova estesa, servizio di setup incluso. Va giustificato con un numero.Codice sconto a scadenza, spedizione gratuita, offerta riservata agli iscritti. Va reso immediato.

Organizza eventi formativi e webinar

Un evento dal vivo, online o in presenza, è il formato che avvicina di più le persone alla tua attività. Un webinar di 40 minuti con 20 partecipanti ti permette di rispondere alle obiezioni mentre nascono e sviluppare un rapporto personale. 

Funziona anche come filtro, poiché chi si iscrive e partecipa fino alla fine è un contatto caldo, e merita un percorso diverso dagli altri. Nel B2B, il webinar è anche il modo più semplice per coinvolgere più referenti della stessa azienda in una volta sola.

nel B2Bnel B2C
Sessione tecnica o formativa, registrazione inviata dopo, follow-up individuale ai partecipanti più attivi.Dimostrazione pratica, sessione di domande dal vivo, laboratorio in negozio con offerta riservata a chi partecipa.
screenshot di una mail di invito ad un webinar per una compagnia b2b

Pubblica annunci a pagamento

Il retargeting serve a recuperare chi ha visitato il sito senza lasciare l’email o senza completare l’acquisto. Bastano due o tre varianti creative per capire quale funziona, e oggi si possono creare annunci con l’IA in pochi minuti per testarle in parallelo.

nel B2Bnel B2C
LinkedIn e Google, pubblico ristretto, messaggio incentrato sul caso studio o sulla demo.Meta e Google Shopping, pubblico ampio, messaggio sul prodotto visto e sulla disponibilità.

3. Monitora le metriche e migliora

Senza dati non puoi sapere con precisione quale parte della tua strategia sta effettivamente portando clienti, ma bastano cinque indicatori per iniziare a capirlo, e li trovi tutti nei report di qualsiasi strumento di email marketing serio, insieme alle principali metriche di email marketing:

  • Tasso di apertura: se è basso, il problema è l’oggetto o il mittente, non il contenuto.
  • Tasso di click (CTR): se le aperture sono alte ma i click no, la call to action non è chiara o non interessa.
  • Tasso di conversione: quanti contatti nutriti diventano clienti. 
  • Livello di interazione: download, risposte, partecipazioni agli eventi. Indica se il contatto è ancora vivo.
  • Tasso di disiscrizione: in crescita significa che stai scrivendo troppo spesso o alle persone sbagliate.

Se le tue aperture sono molto sotto la soglia media, il problema è quasi sempre nella lista o nell’oggetto. Poi fai test A/B su un elemento alla volta, oggetto oppure orario oppure call to action, mai tutti insieme, altrimenti non saprai cosa ha funzionato. 

Tuttavia, anche lo strumento che usi è importante. SiteGround Email Marketing registra un tasso di consegna del 98,8% e un tasso di apertura medio del 36%, contro una media di settore del 21-25%. 

Inizia il tuo percorso di lead nurturing

Il lead nurturing richiede solo una sequenza di email scritta bene, una segmentazione minima e l’abitudine di guardare i numeri una volta ogni due mesi. Scegli le strategie che fanno per te, falle girare per sei settimane e guarda cosa succede al tasso di conversione. 

Per la parte operativa serve uno strumento che gestisca automazioni, segmenti e report nello stesso posto. SiteGround Email Marketing parte da template già pronti, imposta in automatico l’autenticazione SPF, DKIM e DMARC per far arrivare le email nella casella giusta, pulisce la lista dagli indirizzi non validi e ti mostra aperture, click, rimbalzi e disiscrizioni in un’unica schermata. Il supporto è disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette.

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FAQ sul lead nurturing

Cosa vuol dire nurturing?

Nurturing significa “coltivare” o “nutrire” e nel marketing indica il lavoro di mantenere viva la relazione con un contatto che non è ancora pronto a comprare. Si fa dando informazioni utili nel tempo, invece di insistere con proposte di vendita.

Quali sono le fasi del funnel di marketing?

Le quattro fasi classiche sono consapevolezza, interesse, decisione e azione. Il lead nurturing lavora soprattutto nelle due fasi centrali, cioè quando la persona ti conosce ma sta ancora confrontando le alternative.

Quali sono 4 strategie di marketing per il lead nurturing?

Le quattro più efficaci per una piccola impresa sono: sequenze email automatiche attivate da un lead magnet, landing page dedicate a una singola offerta, sconti riservati agli iscritti già attivi e webinar o eventi formativi gratuiti. Una quinta opzione, il retargeting a pagamento, serve a recuperare chi ha visitato il sito senza lasciare i propri dati.

Sito responsive: Come progettare un sito che funziona davvero su mobile

illustrazione astratta del design mobile per un sito responsivo

Un sito responsive è un sito che si adatta automaticamente a qualsiasi schermo, dal telefono al desktop, senza versioni separate da mantenere. Per il sito di una piccola attività, questo aspetto tecnico può determinare se i clienti decidono di abbandonare il sito o meno.

Punti chiave

  • Un sito responsive offre la stessa esperienza del sito desktop, riorganizzata per lo schermo su cui viene vista.
  • Navigazione semplice, pulsanti pensati per il tocco e velocità di caricamento sono i tre fattori principali che decidono se un visitatore resta o abbandona.
  • L’accessibilità (contrasto, testo scalabile, alt text) migliora l’esperienza per tutti gli utenti e aiuta anche il posizionamento SEO.
  • Workflow per un design responsivo: Capire perché un aspetto conta, applicarlo con azioni concrete, testarlo in condizioni e dispositivi reali.

Pensa a quando sei in vacanza o in una città che non conosci, alla ricerca di un ristorante dove fermarti a mangiare. Farai la tua ricerca per strada, da telefono, mentre cammini. Se una volta aperto il sito ti trovi davanti una pagina lenta a caricare, con testi minuscoli e un pulsanti per consultare gli orari o per prenotare impossibili da toccare, passi subito al prossimo ristorante in lista. 

Lo stesso vale per un negozio di servizi, uno studio professionale o un piccolo ecommerce. Se l’esperienza mobile è peggiore di quella desktop, il costo è riflettuto sulle prenotazioni mancate, vendite che vanno altrove e acquisti abbandonati.

Perché è importante il design responsivo?

Il design responsivo conta perché la maggior parte del tuo pubblico arriva da smartphone, e Google valuta prima di tutto la versione mobile del sito quando decide come posizionarlo. A livello globale, il traffico da mobile è sostanzialmente alla pari con quello da desktop, con l’accesso da smartphone al 49,36% contro il 49,11% del desktop (ad Agosto 2026). Se il tuo sito non funziona bene su questi schermi, stai perdendo almeno la metà dei tuoi potenziali clienti prima ancora che vedano cosa vendi.

Dal 2018 Google applica l’indicizzazione mobile-first, il che significa che analizza e classifica il tuo sito principalmente in base alla versione mobile, non su quella desktop. Se la versione mobile del tuo sito ha meno contenuti, immagini mancanti o link rotti rispetto al desktop, è quella versione incompleta che Google usa per giudicarti, con conseguenze dirette su traffico, visibilità e SEO.

Tre motivi concreti per prendere il design responsivo sul serio:

  • Per dare una buona prima impressione. Un layout non adattato, pulsanti troppo piccoli o un caricamento lento allontanano i clienti.
  • Per soddisfare le aspettative degli utenti. Chi naviga da mobile si aspetta la stessa qualità di esperienza che trova su desktop, non una versione di ripiego.
  • Le performance mobile incidono sul business. Coinvolgono conversioni, visite ripetute e posizionamento su Google, quindi un sito mobile che non funziona ha un costo misurabile.

Quali sono le best practice per rendere un sito responsive?

Un buon design responsivo si costruisce su sette pilastri: priorità al mobile, adattamento al contesto d’uso, navigazione semplice, interazioni pensate per il tocco, accessibilità, velocità e test su dispositivi reali. Ognuno risolve un problema specifico, e ognuno ha errori tipici da evitare.

1. Progetta dando priorità al mobile web design

Progettare mobile-first significa partire dal progetto per il design del tuo sito tenendo già da subito gli schermi piccoli a mente. Non si tratta quindi di rimpicciolire la versione desktop del sito, significa piuttosto costruire fin dall’inizio layout, contenuti e immagini per adattarsi bene a ogni schermo. 

Se per esempio la tua homepage desktop apre con un carosello di cinque immagini e un menu a dieci voci, su mobile quello stesso impianto diventa un ostacolo, e deve essere quindi sostituito con un altro formato.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Identifica i contenuti e le azioni essenziali (navigazione, call to action, accesso rapido a prodotti o servizi, etc) da includereNon progettare prima per desktop e adattare il design per mobile solo in seguito
Stabilisci subito la gerarchia visiva per aiutare l’utente a trovare quello che cerca senza scorrere all’infinito o indovinare dove toccareNon nascondere contenuti importanti per fare spazio nella versione mobile. Se un’informazione conta, conta su ogni schermo
Punta su layout puliti, testo leggibile e messaggi brevi

Chi gestisce un negozio online affronterà lo stesso problema per ogni scheda prodotto, liste, filtri e checkout, che devono funzionare altrettanto bene su schermo piccolo. SiteGround Ecommerce nasce con modelli già ottimizzati per mobile, così la vetrina del negozio non richiede una progettazione separata per ogni dispositivo.

2. Progetta in base a contesto e dimensioni dello schermo

Il contesto d’uso conta quanto la dimensione dello schermo. Su desktop l’utente è tipicamente seduto, con una connessione stabile e tempo a disposizione. Su mobile spesso è in movimento, distratto, con una connessione più lenta e pochi secondi di pazienza. Il design deve rispondere a questa realtà, non solo alle dimensioni del display.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Riduci i passaggi nel percorso dell’utente, così può completare un’azione anche con una mano sola o poca attenzioneNon seppellire informazioni pratiche (orari, indirizzo, telefono) dentro menu a più livelli
Rendi immediate le azioni chiave, come pulsanti “chiama ora” o link rapidi a orari e contatti
Usa caricamento progressivo e file compressi per mantenere il sito reattivo anche in mobilità o con connessioni non ottimaliNon affollare la barra di navigazione principale con più di 4/5 voci
Aumenta leggibilità e contrasto per chi legge in condizioni di luce difficili, come uno schermo letto sotto il sole

3. Rendi intuitiva la navigazione da mobile

La struttura del sito decide se un utente mobile trova ciò che cerca o abbandona la pagina. Su schermo piccolo non c’è spazio, e nemmeno pazienza, per menu profondi o link nascosti e ogni tocco deve avvicinare l’utente al suo obiettivo.

screenshot illustrati di un sito in versione mobile dove si evidenziano le CTA in rilievo, i livelli di profondità limitati nel menu, e le icone riconoscibili
✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Mantieni sempre visibili le azioni principali, come “Acquista”, “Contattaci” o “Prenota”Non andare oltre i 2 passaggi per raggiungere una pagina
Limita i livelli di profondità per raggiungere le pagine/informazioni.
Usa icone riconoscibili, come il menu hamburger, così l’utente capisce subito cosa fare senza doverci pensareNon inventare icone o etichette non standard per azioni comuni: la semplicità batte la creatività

Se per prenotare un appuntamento un utente deve prima aprire il menu principale, poi una sottosezione, poi un’altra ancora, la maggior parte abbandonerà prima di arrivare al modulo di prenotazione. Con il Website Builder di SiteGround questo passaggio è già gestito e i modelli integrano di default un menu hamburger ottimizzato per mobile, senza bisogno di configurazioni aggiuntive.

4. Progetta per il touch, non per i click

Su mobile non esiste il cursore, e nemmeno l’hover. Ci sono dita, spesso imprecise, su uno schermo piccolo. Progettare per il tocco significa ripensare spazi, posizione e dimensione di ogni elemento interattivo.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Aumenta le aree cliccabili: pulsanti, link e icone dovrebbero misurare almeno 44×44 pixelNon replicare interazioni pensate per il mouse, come menu a comparsa attivati da hover
Lascia spazio tra un elemento cliccabile e l’altro, soprattutto in liste e moduli, per evitare tocchi accidentaliNon posizionare due pulsanti diversi troppo vicini tra loro, un tocco impreciso potrebbe portare all’azione sbagliata
Posiziona le azioni principali nella metà inferiore dello schermo, dove il pollice arriva più comodamenteNon posizionare elementi importanti vicino ai bordi, dove i gesti di scorrimento possono interferire senza volerlo

Se vuoi un piccolo accorgimento che fa una grande differenza, aggiungi un feedback visivo al tocco, come un lieve cambio di colore o un’animazione quando un pulsante viene premuto, così l’utente sa subito che l’azione è stata registrata.

5. Garantisci l’accessibilità fin dall’inizio

Un sito accessibile è un sito pensato per essere usato da chiunque, indipendentemente da vista, udito o modalità di interazione. L’accessibilità migliora l’usabilità per tutti e ha effetti diretti sulla SEO. Costruire l’accessibilità fin dall’inizio evita anche interventi costosi più avanti, quando il sito è già online.

screenshot illustrato di due versioni della stessa pagina, una con basso contrasto e una con alto contrasto
✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Usa un contrasto sufficiente tra testo e sfondo (fondamentale se lo schermo viene letto all’aperto o in piena luce)Non affidarti solo al colore per comunicare un’informazione, usa anche icone o etichette testuali
Progetta testi scalabili, così l’utente può ingrandire i caratteri senza rompere il layout
Aggiungi testo alternativo (alt text) a ogni immagine, così gli screen reader interpretano correttamente contenuti e navigazione

6. Dai la priorità alla velocità e alle prestazioni

La velocità decide se un utente resta o se ne va, prima ancora di vedere il tuo contenuto. Secondo un’elaborazione di Google dei dati SOASTA, la probabilità di abbandono aumenta del 32% quando il tempo di caricamento passa da 1 a 3 secondi. Su mobile, dove l’attenzione dura ancora meno che su desktop, questo margine è ancora più stretto.

✅ BEST PRACTICE❌ COSA EVITARE
Ottimizza le immagini, usando formati moderni come WebP e comprimendo i fileNon caricare immagini a piena risoluzione se il layout le mostra ridotte
Riduci codice e script non necessari che rallentano il renderingNon fare solo test in condizioni ottimali, ignorando le reti reali (4G o anche 3G)
Applica il caricamento differito (lazy loading) per immagini e video fuori dallo schermo
Usa una CDN (rete di distribuzione dei contenuti) per avvicinare i file al visitatore e ridurre la latenzaEvita pop-up o animazioni pesanti

I Core Web Vitals di Google, le metriche ufficiali che misurano velocità di caricamento, reattività e stabilità visiva di una pagina, sono un fattore di posizionamento anche su mobile. Un sito lento perde visitatori e posizioni nei risultati di ricerca. 

Molto di questo lavoro è già incluso in un sito costruito con il Website Builder di SiteGround: modelli con caricamento rapido, immagini ottimizzate automaticamente e una rete CDN con oltre 170 punti di distribuzione nel mondo, senza bisogno di plugin aggiuntivi o interventi manuali.E se invece utilizzi WordPress, il plugin SiteGround Speed Optimizer può aiutarti in molte di queste operazioni, tra cui la compressione delle immagini, il caricamento differito e l’ottimizzazione degli script, in modo che il tuo sito mobile rimanga veloce senza richiedere ulteriore lavoro manuale.

7. Effettua test in condizioni reali

Anche il design più curato può rivelarsi inefficace fuori dall’ambiente ideale del computer di chi lo ha progettato. Il test su condizioni reali mostra come il sito si comporta davvero sotto il sole, su un telefono datato, con una connessione instabile o mentre l’utente fa altro con una mano.

✅ BEST PRACTICE
Prova il sito su più dispositivi reali, schermi, sistemi operativi e browser diversi
Simula connessioni lente con strumenti di throttling
Verifica la leggibilità all’aperto, dove luce e riflessi cambiano
Osserva utenti reali mentre completano un’azione chiave, come un acquisto o una richiesta di contatto: dove esitano, dove ingrandiscono lo schermo, dove scorrono troppo
Rivedi le metriche delle performance del sito dopo il lancio, monitorando frequenza di rimbalzo, tempo sulla pagina e punti di abbandono

Realizza un sito web responsive che funzioni su qualsiasi dispositivo

Costruire un sito responsive non richiede per forza di reinventare ogni elemento del design da zero, ma significa semplicemente trattare mobile e desktop con la stessa importanza fin dal primo passo, con navigazione chiara, pulsanti pensati per il tocco e tempi di caricamento sotto controllo. Fatto bene, il risultato è un sito che si comporta in modo prevedibile, ovunque venga aperto.

Il SiteGround Website Builder fa il lavoro pesante per te, con layout, immagini e contenuti che si adattano automaticamente a ogni schermo, con modelli già ottimizzati per velocità e reattività, senza plugin da configurare né codice da scrivere.

banner promozionale per il SiteGround Website Builder

FAQ sul design responsivo

Cos’è un sito responsive? E cos’è un sito mobile?

Un sito responsive è un unico sito che si adatta automaticamente a qualsiasi schermo, riorganizzando layout, testo e immagini in base al dispositivo. Un sito mobile, invece, è spesso una versione separata, a volte semplificata, pensata esclusivamente per smartphone.

Come posso verificare se un sito web è responsive?

Il modo più semplice è ridimensionare la finestra del browser sul computer e osservare se il layout si adatta senza rompersi. In alternativa, gli strumenti per sviluppatori del browser permettono di simulare diversi dispositivi direttamente dal computer, per un controllo più preciso.

Cosa significa “modalità responsive”?

La modalità responsive è la visualizzazione del sito attivata quando il browser rileva uno schermo di dimensioni ridotte, come quello di uno smartphone o di un tablet. In questa modalità, layout, immagini e menu si riorganizzano automaticamente per restare leggibili e utilizzabili su quello schermo.

Come posso creare un sito web responsivo in HTML?

Un sito responsivo in HTML si costruisce combinando layout fluido, immagini flessibili e media query CSS, le regole che applicano stili diversi in base alla larghezza dello schermo. Per chi non scrive codice, un costruttore di siti come il SiteGround Website Builder applica automaticamente questi principi, senza richiedere competenze tecniche.

Quali sono i tre tipi di web?

Esistono tre approcci principali alla progettazione di un sito, che si differenziano per il modo in cui gestiscono le dimensioni degli elementi sullo schermo.
> Un layout fisso ha dimensioni  fisse in pixel, perciò non si adatta allo schermo.
> Un layout fluido gestisce le dimensioni in percentuale, e si adatta quindi parzialmente allo schermo.
> Un design responsivo gestisce le dimensioni tramite un layout fluido, immagini flessibili e media query CSS, potendosi così adattare completamente allo schermo.
Il design responsivo è oggi lo standard, perché è l’unico dei tre a garantire una buona esperienza su qualsiasi dispositivo senza dover mantenere versioni separate del sito.

Il design mobile influisce sulla SEO?

Sì, in modo significativo. Google ora utilizza l’indicizzazione “mobile-first”, il che significa che, nel determinare i posizionamenti nei risultati di ricerca, esegue la scansione e valuta principalmente la versione mobile del tuo sito. Se il tuo sito mobile è lento, difficile da navigare o manca di contenuti presenti nella versione desktop, ciò può influire negativamente sulla tua visibilità nei risultati di ricerca. Un buon design mobile e una buona SEO sono sempre più la stessa cosa.

La velocità di caricamento delle pagine è importante sui dispositivi mobili?

Sì, e più di quanto la maggior parte delle persone creda. Gli utenti mobili sono spesso in movimento, utilizzano connessioni più lente e sono molto meno pazienti rispetto ai visitatori che utilizzano il desktop. I dati di Google mostrano che il rischio che un visitatore abbandoni il sito aumenta notevolmente quando i tempi di caricamento superano i pochi secondi. Oltre all’esperienza utente, la velocità è anche un fattore di posizionamento, quindi un sito mobile lento può costarti sia traffico che conversioni. Gli aspetti tecnici di questo processo come ottimizzazione delle immagini, il caching, i template a caricamento rapido, possono essere gestiti automaticamente se si utilizzano piattaforme come il Website Builder di SiteGround, oppure, se si utilizza WordPress, plugin come lo Speed Optimizer di SiteGround.

Visualizza, modifica e scarica il codice dei tuoi progetti Coderick

L’accesso al codice sorgente è ora disponibile in Coderick AI

Ora puoi accedere a tutti i file del codice sorgente di un progetto creato con Coderick AI e lavorarci direttamente. Questa funzionalità si affianca alla modifica visuale e ai prompt in chat, offrendoti un altro modo per intervenire sul tuo progetto. La stiamo introducendo come funzionalità principale di Coderick AI, per offrirti maggiore flessibilità, controllo e sicurezza in ogni progetto che crei.

Modifica il codice sorgente per intervenire su qualsiasi parte del tuo progetto

Una volta che Coderick AI ha creato il tuo progetto, puoi aprire il codice e modificare tutto ciò che desideri. Una piccola modifica a un componente, un aggiustamento del layout o un rapido aggiornamento dopo una revisione.

Ora puoi aprire la nuova scheda Codice in qualsiasi progetto Coderick per visualizzare e modificare il codice, quindi salvare le modifiche direttamente nella versione attiva del progetto. Coderick AI continua a occuparsi del lavoro più complesso, mentre la scheda Codice ti consente di estendere e personalizzare il risultato come preferisci, dalla rifinitura dei dettagli all’aggiunta di componenti personalizzati e alla modifica del comportamento del progetto.

All’interno della scheda Codice puoi:

  • Modificare manualmente il codice direttamente nell’editor, utilizzando i linguaggi e la struttura già creati da Coderick.
  • Regolare layout, stili e logica, quindi fare clic su Salva per applicare le modifiche al progetto quando sono pronte.
  • Annullare le modifiche effettuate nella sessione corrente se decidi di non conservarle.
  • Utilizzare scorciatoie da tastiera familiari, come Ctrl+Z e Ctrl+Y, per annullare e ripetere le modifiche, senza aggiungere pulsanti extra all’interfaccia.

Indica a Coderick AI un file specifico

A volte non vuoi apportare una modifica generale, ma preferisci che Coderick AI si concentri su una sezione specifica. Con questo aggiornamento, puoi inserire direttamente nella chat un riferimento a qualsiasi file dalla vista del codice, in modo simile a come funziona oggi la modifica visuale.

Indicare a Coderick AI un file specifico offre due vantaggi importanti:

  • Limita il contesto del modello alle informazioni pertinenti, migliorando la precisione delle modifiche e delle spiegazioni.
  • Riduce il numero di messaggi necessari per ottenere la modifica desiderata, aiutandoti a utilizzare i crediti in modo più efficiente.

Il risultato è un flusso di lavoro più diretto. Indichi il file, descrivi ciò di cui hai bisogno e Coderick risponde con modifiche e spiegazioni che rimangono focalizzate sul punto giusto.

Cerca tra tutti i file del tuo progetto

Man mano che i tuoi progetti crescono, aumenta anche il numero di file. Per semplificare la gestione, la nuova vista include una funzione di ricerca che consente di cercare contemporaneamente nell’albero del progetto e all’interno dei file.

Puoi:

  • Cercare i file del progetto per nome e in base al testo contenuto al loro interno, in un unico passaggio, utilizzando la barra di ricerca sopra l’albero dei file.
  • Utilizzare una ricerca separata all’interno di un singolo file quando sai già quale file ti serve e vuoi passare direttamente a uno specifico frammento di codice o selettore.

In questo modo puoi orientarti facilmente anche nei progetti più grandi, generati da Coderick nel corso di più iterazioni. Raggiungi più rapidamente il punto che ti interessa, senza dover scorrere tutte le cartelle o esaminare manualmente interi file.

Scarica il codice sorgente dell’intero progetto o di un singolo file

A volte può essere utile conservare una copia del proprio lavoro. Con questa nuova funzionalità, puoi farlo facilmente, sia che ti serva l’intero progetto sia un singolo file.

All’interno della scheda Codice puoi:

  • Scaricare il codice sorgente dell’intero progetto per esaminarlo in locale, condividerlo con i membri del team o conservare una copia dello stato di avanzamento.
  • Scaricare un singolo file mentre lo visualizzi, per testare, condividere o riutilizzare rapidamente una parte specifica del codice senza dover scaricare l’intero progetto.

In questo modo hai maggiore flessibilità nella gestione quotidiana dei tuoi progetti. Che tu voglia esaminare le modifiche, collaborare con qualcun altro o conservare una copia locale come riferimento, bastano pochi clic.

Puoi sperimentare con le modifiche in tutta sicurezza

Modificare il codice generato può sembrare rischioso, per questo abbiamo reso semplice sperimentare senza il timore di compromettere il progetto. Nessuna modifica viene applicata finché non fai clic su Salva, puoi sempre annullare o ripetere un’azione con una scorciatoia da tastiera e puoi Scartare tutte le modifiche della sessione corrente con un solo clic.

Inoltre, puoi sempre ripristinare una versione precedente con un solo clic. L’obiettivo è semplice: darti la libertà di sperimentare, con la sicurezza di poter sempre tornare indietro.

Crea con prompt e codice, insieme

Continua a descrivere ciò che desideri con un linguaggio naturale e a vedere le tue idee trasformarsi in progetti funzionanti. Ora, se preferisci intervenire anche sul codice sorgente, hai uno spazio dedicato per farlo. Se utilizzi già Coderick AI, apri il tuo progetto e vai alla scheda Codice.

Se non hai ancora provato Coderick AI, avvia un nuovo progetto con una prova gratuita di 14 giorni e scopri fin dove può portarti un semplice prompt.

Continueremo ad ampliare l’esperienza di creazione, affinché sia chi non ha competenze tecniche sia gli sviluppatori più esperti possano sentirsi a proprio agio con Coderick AI. Se hai idee o richieste, saremo felici di ascoltarle.

Domande frequenti

Cos’è l’accesso al codice sorgente in Coderick AI?

L’accesso al codice sorgente ti consente di visualizzare e modificare il codice sorgente di qualsiasi progetto creato con Coderick AI, direttamente dalla nuova scheda Codice. Puoi modificare layout, stili e logica, scaricare il codice sorgente dell’intero progetto o di un singolo file e apportare modifiche manuali senza utilizzare i prompt.


Posso modificare direttamente il codice del mio progetto?

Sì. La scheda Codice include un editor di codice integrato che ti consente di aprire qualsiasi file, modificare direttamente il codice e salvare le modifiche nel progetto. Puoi anche indicare a Coderick AI un file specifico, in modo che le modifiche successive si concentrino esattamente sulla parte su cui stai lavorando.


Modificare il codice consuma crediti?

No. Puoi modificare il codice senza utilizzare crediti. Le modifiche manuali nella scheda Codice non consumano crediti, quindi puoi apportare rapidamente le piccole correzioni non appena le individui e conservare i crediti per le modifiche tramite prompt.


Posso scaricare il mio codice sorgente?

Sì. Puoi scaricare il codice sorgente dell’intero progetto per conservarne una copia in locale, condividerlo con un membro del team o passarlo a uno sviluppatore. Puoi anche scaricare un singolo file mentre lo stai visualizzando.


Come posso trovare un file specifico o una riga di codice?

Utilizza la barra di ricerca sopra l’albero dei file per cercare contemporaneamente i file del progetto per nome e in base al testo contenuto al loro interno. È disponibile anche una ricerca separata all’interno dei singoli file, che ti consente di passare direttamente a uno specifico frammento di codice o selettore una volta individuato il file che ti serve.

Generative Engine Optimization: Cos’è la GEO e 8 strategie per farti trovare dai motori IA

illustrazione astratta di un robot che fa una ricerca su internet appoggiandosi ad un LLM

La Generative Engine Optimization (GEO) è la disciplina che ottimizza i contenuti perché vengano compresi, citati e ripresi da motori di ricerca generativi come ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude. Deve essere intesa come una pratica che completa il SEO, piuttosto che sostituirlo. Senza basi SEO solide, infatti, il lavoro di GEO non può avere successo.

Punti chiave

  • La Generative Engine Optimization (o GEO) è la disciplina che ottimizza i contenuti per le risposte di ChatGPT, Gemini e Claude e le AI Overviews dei risultati di ricerca.
  • L’80% delle buone pratiche di SEO (SEO tecnico, E-E-A-T e contenuto di qualità) funziona già anche per il GEO. La differenza sono accorgimenti specifici.
  • 8 Fattori per impattare la GEO:

    • Struttura sito e pagine chiara
    • Cita dati e statistiche
    • Priorità alla qualità e originalità dei contenuti
    • Usa cluster tematici
    • Aggiorna i contenuti
    • Permetti i crawler IA
    • Dai valore alle menzioni da parte di terzi
  • Vantaggi GEO:

    • Converte meglio: Il traffico che arriva dai chatbot IA converte fino a 4,4 volte più di quello organico da Google, perché chi clicca è già arrivato con le idee chiare.
    • Intercetta il traffico informativo che si sta spostando dentro le chat IA

Se hai i tuoi dubbi sull’utilità della GEO, fai una prova e vai su ChatGPT. Chiedi quali sono le migliori aziende (o agenzie, o prodotti) di [il tuo settore] a [la tua città/regione]. Compare il tuo nome? Se la risposta è no, allora quello che spieghiamo in questo articolo è esattamente quello che ti serve.

Cos’è la Generative Engine Optimization?

La Generative Engine Optimization (GEO) è il processo di ottimizzazione dei contenuti affinché i motori di ricerca basati su IA li comprendano correttamente, li usino e li integrino nelle loro risposte. 

Il significato dell’acronimo GEO, in italiano, è ottimizzazione per i motori generativi, cioè i motori che forniscono una risposta in parole anziché tramita una pagina risultati. Quindi, invece di puntare solo al posizionamento nelle SERP tradizionali, la GEO lavora perché il tuo contenuto diventi materiale grezzo per le risposte sintetizzate dall’IA.

Perché è importante la GEO?

La GEO e importante sotto due punti di vista principali:

  • Il traffico informativo si sta spostando dentro le conversazioni con l’IA, non più solo sulle pagine di ricerca.
  • Essere citato in un AI Overview o un motore generativo vale più che essere primo fuori da esso: il traffico che arriva dai LLM converte meglio, perché chi clicca ha già fatto la sua ricerca dentro la chat ed è arrivato deciso.

Anche se Google resta dominante per le ricerche degli utenti, i modelli linguistici crescono a un ritmo velocissimo e sempre più persone si affidano a ChatGPT, Gemini, Claude, o anche solo alle AI Overviews, per ottenere le proprie risposte. Questo significa che la GEO ti rende visibile agli occhi del numero crescente di utenti che usa motori generativi, mentre ignorarla significa lasciare la visibilità ai tuoi concorrenti.

Il cambiamento non riguarda poi solo dove le persone cercano, ma cosa succede quando trovano una risposta. Stando ai dati di Ahrefs, l CTR organico della prima posizione su Google scende del 58% quando appare un AI Overview. Allo stesso tempo, i brand citati in un AI Overview ottengono il 35% di click organici in più e il 91% in più sul paid rispetto a chi non viene citato (Seer Interactive, 2025). In altre parole, essere citato dentro l’Overview vale più che essere primo fuori da esso.

Quali sono le differenze tra SEO e GEO?

Il SEO tradizionale, che, ricordiamo, resta comunque la base su cui costruire qualsiasi strategia di GEO, adatta i contenuti agli algoritmi dei motori di ricerca. L’obiettivo è ottenere un posizionamento più alto nelle pagine dei risultati. 

screenshot che mostra i risultati di ricerca per "seo e geo", con le AI overviews in cima e i risultati SERP tradizionali sotto

La GEO sposta l’attenzione su un obiettivo diverso, ovvero rendere il contenuto facilmente estraibile e utilizzabile dai motori generativi, che lo sintetizzano in risposte conversazionali invece di limitarsi a elencare fonti.

CaratteristicheSEO (Search Engine Optimization)GEO (Generative Engine Optimization)
Focus dell’ottimizzazioneAdattare i contenuti agli algoritmi delle SERPCreare contenuti che i motori IA possano sintetizzare e presentare
ObiettivoMigliorare il posizionamento nelle SERPRendere il contenuto estraibile e utilizzabile dall’IA
RisultatoApparire più in alto nella lista di fonti nella SERPApparire nei riepiloghi o risposte conversazionali generate dall’IA
Sfida principaleGli utenti scansionano informazioni da più fontiGli utenti ottengono risposte dirette senza uscire dall’interfaccia di Google (Overviews) o dal motore di ricerca IA

Con il SEO tradizionale devi distinguerti da migliaia di altre URL. Con la GEO, l’IA potrebbe rispondere direttamente all’utente senza che questo clicchi mai sul tuo sito. La sfida non è quindi solo apparire nella risposta, ma convincere chi legge a voler approfondire visitando la pagina. 

Nel dettaglio però, molte delle buone pratiche, azioni e misure necessarie per il SEO sono similmente importanti per la GEO. 

Best practicePer il SEOPer il GEO
Parole chiaveFondamentaleImportante ma non essenziale
Contenuto approfondito e ben scrittoFondamentaleFondamentale
SEO tecnico (velocità, scansionabilità)FondamentaleFondamentale
E-E-A-TCriticoCritico
Backlink e menzioni esterneCriticoMolto rilevante
Struttura degli heading e della paginaImportanteCritico
Dati strutturati (schema markup)ImportanteCritico
Aggiornamento regolare dei contenutiImportanteCritico

Come funziona l’IA generativa? La scienza alla base della GEO

L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del marketing, e la ricerca organica non fa eccezione. Da un lato permette ai brand di produrre più contenuti più velocemente, saturando le pagine di risultati. Dall’altro, Google usa l’IA per offrire risposte più complete e dirette, spingendo verso il basso i risultati organici tradizionali e trattenendo gli utenti più a lungo dentro il proprio ecosistema.

I motori generativi funzionano attraverso quattro fasi:

  • Elaborazione dei dati: Analizzano enormi quantità di informazioni, provenienti da articoli, siti web, libri e altre fonti, riconoscendo contesto, intento e rilevanza. Il processo include anche immagini e video.
  • Comprensione del linguaggio naturale: Quando un utente scrive una domanda, il modello interpreta contesto e intento reale, andando oltre il semplice riconoscimento delle parole chiave.
  • Sintesi del contenuto: Una volta compresa la domanda, il modello genera una risposta combinando informazioni provenienti da più fonti in un’unica risposta coerente, che può considerare anche dati personali dell’utente (preferenze, cronologia, posizione) se disponibili.
  • Apprendimento continuo: I modelli si aggiornano man mano che ricevono nuove informazioni, quindi una risposta che ti cita oggi potrebbe non citarti più tra qualche settimana. Questo rende la GEO un lavoro continuo.

8 Strategie per affrontare la Generative Engine Optimization

Le otto strategie che seguono sono ordinate per impatto documentato. Anche se non sono le uniche leve, sono quelle da applicare prima, perché muovono di più l’ago della citabilità nei modelli linguistici.

1. Utilizza una struttura di facile consultazione

Assicurati che il tuo contenuto sia facilmente scansionabile. Il testo che i modelli riprendono è tipicamente conciso, facile da leggere e ben strutturato con uno Schema Markup solido. 

I dati sono molto chiari riguardo l’importanza della struttura e dei tag: Secondo AirOps, il 61% delle pagine citate da ChatGPT include dati strutturati, contro il 25% dei risultati organici in cima a Google. 

Un altro aspetto importante è poi come strutturi i tuoi paragrafi: I contenuti più citati sono quelli che mostrano la risposta diretta già nelle prime righe dell’articolo. Il 44,2% delle citazioni, infatti, proviene dal primo 30% del testo. A questo scopo, conviene usare le Answer Capsule, che secondo Search Engine Land si trovano nel 72,4% dei contenuti citati dagli LLM. 

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Includi le Answer Capsules: risposte dirette di 20-25 parole, posizionate subito dopo un H2 formulato come domanda, in tono dichiarativo e senza link. Sono i frammenti che il modello estrae e cita.
  • Usa tag meta e dati strutturati JSON-LD: danno all’IA un linguaggio univoco per identificare cosa contiene ogni blocco della pagina.

Gli Schema a cui dare priorità sono:

  • FAQPage: genera più citazioni; se hai FAQ sul sito, marcale con questo schema.
  • Article: indica autore, data di pubblicazione e argomento.
  • Organization: ancora l’entità del brand nella home, con collegamenti sameAs a profili esterni riconosciuti.
  • HowTo: favorisce l’estrazione diretta in guide passo per passo.
  • Person: rende verificabile l’E-E-A-T degli autori.

2. Includi statistiche e dati verificabili

Citare fonti esterne riconosciute, aggiungere statistiche proprie e citare esperti del settore aumenta la visibilità del contenuto nelle risposte IA del 30%-40%, secondo un paper di Aggarwal, Murahari, et al. I modelli linguistici privilegiano questi contenuti verificabili, che vengono poi usati per fondare le risposte generate, attribuendoti il merito della fonte.

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Cita fonti riconosciute nel tuo settore: se includi dati da strumenti di analisi o autorità note, il modello tratta l’informazione come affidabile e ti riconosce merito per averla inclusa.

3. Dimostra esperienza e competenza

I modelli linguistici valutano sì il contenuto, ma valutano anche se l’entità dietro quel contenuto, marchio, persona o azienda, è riconosciuta, coerente e affidabile su tutto il web. Il report di 5W indica per esempio che Wikipedia appare nel 47,9% delle citazioni principali di ChatGPT, essendo una fonte estremamente riconosciuta. 

Questo significa perciò che la cura del branding è un requisito essenziale per la GEO. Secondo lo stesso report, infatti, il volume di ricerca di un brand è il predittore più forte delle citazioni nei LLM. 

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Cura il tuo branding (pagina Chi Siamo completa di informazioni, certificazioni e contatti rilevanti)
  • Assicura la coerenza NAP (nome, indirizzo, telefono) identica su sito, Google Business e directory di settore.
  • Usa Schema Organization nella home, con collegamenti sameAs a Wikidata, LinkedIn e altri profili riconosciuti.
  • Aggiungi pagine autore con bio, foto e pubblicazioni esterne verificabili.
  • Cura la tua presenza su media di settore e forum specializzati.
  • Pubblica contenuti scritti da persone con esperienza reale sull’argomento: storie personali, case study, immagini o video originali che dimostrano una conoscenza diretta del tema.

4. Concentrati sulla qualità e sull’originalità

Un articolo approfondito, ben documentato, che porta una prospettiva propria, un approccio unico o una voce peculiare ha più probabilità di essere selezionato dall’IA rispetto a un contenuto che potrebbe aver scritto chiunque.

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Usa esempi concreti presi dal tuo settore.
  • Esprimi il tuo punto di vista in modo riconoscibile, se necessario usando la prima persona.
  • Scrivi citando dati verificati (vedi punto 2).
  • Vai oltre a quello che già trovi online e rielabora le informazioni secondo la tua esperienza e interpretazione.

5. Metti l’entità al primo posto con gruppi tematici

I modelli linguistici non ragionano per parole chiave isolate, ma per entità interconnesse. Ogni ricerca riguardante un termine è un nodo a sua volta collegato ai temi adiacenti, a certe pratiche e materiali, forse a certificazioni e ad altre aziende. Questo significa che quando sviluppi la tua mappa di contenuti, devi assicurarti di costruire una rete di argomenti interconnessi che dimostrino la tua expertise nel tema.

illustrazione che rappresenta visivamente il funzionamento dei cluster di argomenti, con un contenuto portante al centro e tanti contenuti cluster che si diramano da quello

Questo vale soprattutto per le query puramente informative (quelle che rispondono alle domande “cosa”, “come”, “quando”, “perché”), che sono quelle più comunemente rivolte ai motori generativi. mentre le query locali o transazionali restano dominio di Google Maps e Google Shopping (e quindi della SEO classica). 

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Scrivere articoli pilastro approfonditi: vengono citati più spesso di più articoli brevi sullo stesso argomento.
  • Costruire cluster tematici con una pagina pilastro estesa al centro, collegata in entrambe le direzioni ad articoli satellite più specifici.

6. Mantieni i tuoi contenuti aggiornati

Un contenuto pubblicato o aggiornato negli ultimi 3 mesi ha 3 volte più probabilità di essere citato da un modello linguistico (Kevin Indig, 2026).

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Rendi visibile la data dell’ultimo aggiornamento sull’articolo.
  • Aggiorna cifre ed esempi dei tuoi contenuti pilastro ogni 3-6 mesi.
  • Inserisci un valore reale di dateModified nello schema Article.
  • Dai priorità all’aggiornamento dei contenuti esistenti rispetto alla creazione di contenuti nuovi.
  • Invia le pagine aggiornate per una nuova indicizzazione: segnala a Google che il contenuto resta fresco e rilevante, aumentando le probabilità di comparire nelle AI Overviews.

7. Apri le porte ai crawler basati sull’intelligenza artificiale

I crawler basati sull’intelligenza artificiale leggono e indicizzano i contenuti in modo diverso dai motori di ricerca classici, quindi vale la pena controllarli separatamente. Un file robots.txt configurato male, per esempio, ti rende invisibile su ChatGPT anche se ti posizioni perfettamente su Google.

Sul file llms.txt le opinioni restano divise: alcuni progetti mostrano una correlazione con un aumento delle citazioni, altri no. Cosa fare, quindi, dipende dal tuo caso, anche se ad ogni modo il costo di implementazione è basso (una o due ore di lavoro) e il rischio è nullo.

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Consenti l’accesso a GPTBot, PerplexityBot, ClaudeBot e CCBot nel file robots.txt: verifica subito quale sia la configurazione attuale del tuo sito, per evitare un blocco involontario che azzeri i tuoi sforzi GEO.
  • Se il tuo sito ha già dati strutturati solidi, llms.txt aggiunge poco.
  • Se parti da zero sui dati strutturati: llms.txt può servire da punto di ingresso per i bot.

8. Ottieni menzioni esterne e da terze parti

I modelli linguistici, oltre a leggere il tuo sito, leggono tutto quello che si dice di te altrove sul web. YouTube, per esempio, è oggi una delle piattaforme più citate nelle ricerche basate su IA, perché i video vengono trascritti e indicizzati. Perciò è importante prestare attenzione alla reputazione del tuo brand e come si parla di te online.

📋 Nella pratica, questo significa:

  • Cura il digital PR: Comunicati stampa, articoli su testate di settore, interviste.
  • Coltiva le comunità di settore: Presenza attiva su forum e community specializzate.
  • Investi nella ricerca proprietaria: Sondaggi, benchmark, dati originali che altri possono citare.
  • Fai link building: Chiedi a ChatGPT chi viene raccomandato nel tuo settore e lavora per entrare in quelle liste, la logica del link building resta la stessa usata da anni per il SEO.
  • Attiva le trascrizione sui video YouTube.

Errori comuni delle strategie GEO

  • Bloccare GPTBot o PerplexityBot nel robots.txt senza saperlo. Controlla il file adesso, prima di continuare a leggere.
  • Contenuto generico senza un punto di vista. Se chiunque avrebbe potuto scriverlo, l’IA non ha motivo di citare proprio te.
  • Incoerenza di brand tra le pagine. Un’entità poco chiara genera allucinazioni nei modelli linguistici.
  • Keyword stuffing. Riduce la visibilità nei motori generativi. Continua con le analisi e selezioni delle parole chiave ma senza riempimento forzato di termini.
  • Credere che SEO e GEO siano strategie separate. Questo è l’errore più comune, fare GEO senza basi SEO è impossibile.

Come misurare la tua visibilità GEO

Non esiste ancora uno strumento definitivo equivalente a Google Search Console per la GEO. La base resta un controllo manuale periodico con prompt fissi. Per scalare il controllo puoi fare ricorso ad alcuni strumenti in più:

  • LLMGeoKit (gratuito): utile per un primo audit generale della tua visibilità.
  • GEO Metrics (~80€/mese al momento della stesura dell’articolo): tracking continuo.
  • LLMPulse (~49€/mese al momento della stesura dell’articolo): alternativa più economica, con opzione white-label.
  • SE Ranking: se lo usi già per il SEO, attivare il modulo IA ha senso.

Questi strumenti propongono in genere cinque prompt rappresentativi del tuo business e li interrogano ogni giorno sui modelli principali, per dirti in quale posizione compari. Abbina il monitoraggio a quello dei tuoi KPI di marketing che già segui per il SEO.

Allora, SEO o GEO? 

Il SEO e la GEO non sono e non possono essere due strategie separate. 

Come riportato da Visual Capitalist, già nel 2025, Google gestiva circa 13,7 miliardi di ricerche al giorno e ChatGPT 1 miliardo. Questo rapporto va avvicinandosi sempre di più, ma rimane il fatto che la stragrande maggioranza degli utenti di ChatGPT usa anche Google e che il 76,1% delle pagine citate nelle AI Overviews si posiziona anche nella top 10 delle SERP, come riporta un articolo di Passionfruit. 

Gli LLM, perciò, rimarranno un complemento della ricerca tradizionale, non un sostituto (o almeno per il futuro prossimo). 

SEO e GEO devono quindi lavorare in concomitanza, l’una fornendo le fondamenta (SEO) e l’altra le aggiunte sempre più necessarie (GEO). L’80% del lavoro SEO fatto bene, contenuto approfondito, SEO tecnico, E-E-A-T, ti avvantaggia già nei motori generativi. Il restante è ciò che la GEO aggiunge (Answer Capsule, apertura ai bot IA, coerenza di entità e visibilità).

Massimizza il tuo impatto sulla Generative Engine Optimization

Tutti i professionisti del marketing e i content creator devono adattare il proprio modo di lavorare a questo nuovo equilibrio tra ricerca tradizionale e risposte generate dall’IA. Il primo passo, prima di qualsiasi tattica di contenuto, è avere un’infrastruttura in grado di sostenere entrambe le forme di ricerca.

Un’infrastruttura di hosting pronta per l’era dell’IA parte dalle basi tecniche che sia Google che i crawler dei LLM richiedono, con bassa latenza, connettività stabile e tempi di caricamento rapidi. 

L’infrastruttura di SiteGround Web Hosting è alimentata da Google Cloud Platform, che si estende su oltre 202 punti di presenza e 2 milioni di miglia di fibra, con un SLA di uptime del 99,99%. Combinata con le ottimizzazioni interne di SiteGround, permette ai siti di caricarsi fino a 5 volte più velocemente. Il sistema anti-bot basato su IA blocca oltre il 90% del traffico dannoso prima che raggiunga il sito, lasciando libero l’accesso ai crawler legittimi che alimentano le citazioni nei modelli linguistici.

Oltre all’infrastruttura, con SiteGround hai AI Studio, una suite di agenti IA integrata all’hosting. Gli agenti inclusi includono il Reputation Manager (monitora recensioni, forum e menzioni del tuo brand su tutto il web), l’Esperto SEO (che genera contenuti conformi alle best practice e suggerisce ottimizzazioni on-page) e l’Agente IA per WordPress (pubblica contenuti, gestisce schema markup e plugin direttamente dalla chat).

La combinazione di SEO solido, GEO applicato con criterio, hosting all’altezza e un’IA integrata che esegue il lavoro operativo è ciò che fa la differenza tra chi viene citato dall’IA e chi resta invisibile. Il contenuto giusto, con il supporto giusto.

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FAQ sulla Generative Engine Optimization

Cosa significa l’acronimo GEO?

GEO significa Generative Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per i motori generativi: la disciplina che ottimizza i contenuti perché vengano compresi e citati da modelli come ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude.

La GEO ha rimpiazzato la SEO?

No. La GEO si costruisce sopra il SEO, non lo sostituisce: l’80% delle buone pratiche SEO, contenuto di qualità, SEO tecnico, E-E-A-T, funziona già anche per la GEO. Il restante 20% sono le tattiche specifiche per i motori generativi descritte in questa guida.

Scrivere articoli con l’IA comporta una penalizzazione su Google o AI Overviews?

No, non per il solo fatto di usare l’IA. Google penalizza contenuti di bassa qualità e non revisionati, non l’uso della tecnologia in sé. Il flusso corretto resta usare l’IA come acceleratore e affidare a un editor umano la revisione, la correzione e il criterio editoriale finale.

Come si combina una strategia a pagamento con la GEO?

Entrambe partono dalla stessa ricerca di parole chiave. Lavori il SEO nel lungo periodo e compensi con il paid le query dove non sei ancora ben posizionato. Quando raggiungi una buona posizione organica puoi decidere se disattivare l’annuncio, a meno che dei concorrenti stiano comprando il tuo nome di marca: in quel caso continuare a investire in paid ha senso per contrastarli.

Quali elementi non possono mancare in una pagina per ottenere visibilità su Google e nell’IA?

Una struttura ben organizzata, con un solo H1 e heading gerarchici, mai un H3 prima di un H2. All’interno di quella struttura, contenuto di valore che si possa schematizzare con dati strutturati: una tabella comparativa marcata correttamente con schema è esattamente il tipo di blocco che l’IA cerca quando analizza una pagina.

Email di ringraziamento: Esempi, template e automazioni per ogni occasione

illustrazione astratta di una persona che scrive una mail di ringraziamento

Le email di ringraziamento sono messaggi che ogni business dovrebbe inviare automaticamente in seguito ad azioni precise dei propri clienti, come per esempio gli acquisti, le recensioni, o i traguardi di fedeltà. Purtroppo, spesso questi messaggi vengono trascurati, sprecando opportunità di fidelizzazione.

Punti chiave:

  • Occasioni per le email di ringraziamento: acquisto, servizio completato, referral, recensione, fedeltà o traguardo, festività, iscrizione a un lead magnet o webinar.
  • 3 Elementi per far funzionare i ringraziamenti mail: un riferimento preciso a cosa l’ha generato, una riga di ringraziamento sincero e una firma chiara.
  • L’oggetto della mail va scelto in base al trigger specifico perchè decide se un messaggio di ringraziamento viene aperto o ignorato.
  • Alcuni ringraziamenti mail possono essere completamente automatizzati (iscrizione a un lead magnet, festività), altri richiedono l’aggiunta manualmente del contatto alla lista corretta (post-acquisto, referral, recensione, fedeltà).
  • Se si chiede qualcosa in cambio (recensioni, referral) il ringraziamento sincero viene prima e la richiesta resta secondaria.
  • Per misurare il successo di un ringraziamento: tasso di apertura, click e risposte.

Che cos’è un’email di ringraziamento (e perché ottiene risultati migliori rispetto alla maggior parte delle altre comunicazioni)

Un’email di ringraziamento è un messaggio attivato da un’azione singola per cui si vuole ringraziare un cliente, come parte della propria strategia di email marketing. Viene normalmente attivata da un acquisto, un referral, una recensione, un traguardo o una nuova iscrizione. In alcuni casi si può fare una richiesta addizionale insieme al ringraziamento.

Il motivo per cui questi messaggi funzionano meglio della maggior parte degli altri invii è che un ringraziamento risponde a qualcosa che l’utente ha appena fatto, quindi non deve competere con altre comunicazioni per la sua attenzione. Questo vale anche per tutte le email attivate da un comportamento specifico, come le mail di benvenuto o i carrelli abbandonati. Secondo ActiveCampaign, una campagna blast su una lista attiva arriva tipicamente al 20-25% di aperture. Il report sui benchmark di email marketing di GetResponse mostra invece che le email attivate da un comportamento specifico raggiungono in media il 45% di apertura

Cosa dovrebbe contenere un’email di ringraziamento al cliente?

Come minimo, tre elementi:

  • Un riferimento diretto all’azione specifica che l’ha generata (la recensione, il traguardo raggiunto, il nome del referrer, ecc.)
  • Una riga di riconoscimento sincero
  • Una firma email chiara

Qualsiasi cosa oltre questo, come i premi, le offerte correlate, le richieste, sono facoltative e vanno inserite dopo il ringraziamento.

Differenza tra le mail di ringraziamento di marketing vs. transazionali 

Facciamo una distinzione necessaria tra le email transazionali e quelle di ringraziamento. Le mail transazionali, come le conferme d’ordine, gli avvisi di spedizione, le ricevute, esistono per consegnare un’informazione che il cliente si aspetta. Nessun contenuto promozionale ammesso, nessun link di disiscrizione necessario, visto che non si tratta di marketing.

Le email di ringraziamento sono invece comunicazioni di marketing. Puntano a costruire una relazione esprimendo gratitudine per la decisione di comprare da te. Proprio per questo, in queste mail ci si può permettere di suggerire prodotti correlati o inviti a lasciare una recensione. Questo significa anche che queste mail hanno bisogno di un link di disiscrizione e del consenso corretto, come qualsiasi altra campagna.

Come imposto l’automazione delle mail di ringraziamento?

Non sempre è chiaro cosa possa partire da solo e cosa richieda invece l’intervento di una persona.

Nel caso in cui il trigger richiede solo che qualcuno si iscriva a una lista, la maggior parte delle piattaforme di email marketing permette l’automazione delle email, che può gestire i tempi di attesa e l’invio in autonomia senza bisogno del tuo intervento.

Nel caso in cui il trigger dipende invece da qualcosa che accade fuori dal proprio strumento di email marketing (tipo un acquisto, un referral, una recensione), qualcuno deve prima notare l’evento e inserire quel contatto nel sistema prima che qualsiasi comunicazione possa partire.

TipoAutomatizzabileDettagli
Iscrizione a lead magnet o webinarCompletamente automatizzabileL’iscrizione stessa è il trigger, non serve nessuna azione manuale
Post-acquistoRichiede interventoBisogna aggiungere l’acquirente alla lista dopo la vendita, poi l’invio parte da solo
ReferralRichiede interventoBisogna tracciare il referral e aggiungere il contatto alla lista prima che l’invio possa partire
Recensione o feedbackRichiede interventoBisogna notare la recensione e aggiungere il contatto alla lista prima dell’invio
Fedeltà o traguardoRichiede interventoBisogna verificare la durata del rapporto o il numero di ordini, poi aggiungere il contatto alla lista
FestivitàCompletamente automatizzabileÈ un invio programmato, non serve nessun trigger

Esempi e template di ringraziamenti email per ogni occasione

Come sempre nell’email marketing, ogni occasione deve avere un template diverso. Di seguito, sette scenari con oggetto, corpo del messaggio e un consiglio pratico per ciascuno.

Email di ringraziamento post-acquisto

Queste sono mail che possono essere inviate in seguito all’acquisto di un prodotto o servizio.

📄 Template
Oggetto: Grazie per averci scelto, [Nome cliente]
Ciao [Nome cliente],
Ti scriviamo separatamente dalla conferma d’ordine, perché una ricevuta è solo un documento e volevamo ringraziarti davvero.
[Facoltativo: un suggerimento di prodotto correlato o un invito a lasciare una recensione]
[Nome attività]

💡 Consigli:

  • Non puntare di default su uno sconto come “qualcosa in più”. Una domanda genuina (Come sta andando?) o un invito leggero a lasciare una recensione risultano più sinceri di un coupon, e non insegnano al cliente ad aspettarsi uno sconto a ogni acquisto.
  • Nomina il prodotto, non solo l’utente. Secondo una ricerca di Campaign Monitor, inserire il nome del destinatario nell’oggetto aumenta il tasso di apertura del 26%. Nominare il prodotto specifico è un modo semplice per personalizzare.
  • Quando inviarla: Qualche giorno dopo la consegna, una volta che la conferma transazionale ha già gestito la logistica. Questa email va inviata manualmente, non in automatico, dato che il trigger è un acquisto avvenuto fuori dallo strumento di email marketing.

Email di ringraziamento per il completamento di un servizio

Una volta che un progetto o un servizio si conclude, il ringraziamento per il completamento del servizio dovrebbe partire entro un giorno, in modo che i dettagli siano ancora freschi nella memoria.

📄 Template
Oggetto: Grazie per averci affidato [nome progetto o servizio]
Ciao [Nome cliente],
[Consegna specifica] si è conclusa il [data]. 
[Dettaglio reale: una chiamata avuta, una decisione del cliente che ha pagato, un vincolo superato]. Progetti di questo tipo sono il motivo per cui facciamo questo lavoro. Se c’è qualcosa da correggere, o ti viene in mente una domanda più avanti, rispondi pure a questa email.
[Nome attività]

💡 Consigli:

  • Dimostra di aver prestato attenzione. Nomina una decisione presa dal cliente durante il progetto e digli che ha funzionato, in modo da dimostrare che stavi seguendo davvero le sue scelte, non solo eseguendo una checklist.
  • Vale la pena di includere queste email nel proprio flusso di lavoro anche se non si gestisce un negozio online. Per esempio se il servizio è un taglio di capelli, una riparazione o un contratto di sei mesi, il trigger è lo stesso, il lavoro finisce e la gratitudine segue.

Ringraziamento email per un referral

Un ringraziamento extra per un referral è particolarmente indicato per i clienti che segnalano di più.

📄 Template
Oggetto: [Nome referrer], che settimana!
Ciao [Nome cliente],
[Nome contatto/i segnalato/i] ci ha/hanno detto che ci hai segnalato tu. Non lo prendiamo alla leggera, sappiamo che nessuno mette la faccia dietro una raccomandazione se non ci crede davvero.
[Facoltativo: un ringraziamento specifico, un codice, un regalo o la proposta di ricambiare]
[Nome attività]

💡 Consigli:

  • Rendi il gesto proporzionale al risultato. Uno sconto piccolo per un lead che non ha convertito sembra generoso, mentre lo stesso sconto per un referral diventato un cliente importante sembra un’offesa.
  • Metti il referrer al centro della scena. Il suo nome va sia nell’oggetto che nel corpo della mail.
  • Raggruppa le fonti dei referral per capire chi lo fa con più assiduità. È un canale di lead generation molto importante e merita attenzione.

Ringraziare via email per una recensione o un feedback

Le recensioni particolarmente positive meritano una risposta più personale e calorosa, da adattare a seconda della tua brand voice.

📄 Template
Oggetto: A proposito di quello che hai scritto, grazie 🙂
Ciao [Nome cliente],
[Citazione o parafrasi di una frase specifica dalla recensione]. Recensioni come la tua aiutano chi le legge a decidere e ci dicono cosa stiamo facendo bene. 
Grazie di cuore,
[Nome attività]

💡 Consigli:

  • Cita la persona. Prendi una frase o un dettaglio specifico dalla recensione vera per dimostrare che qualcuno l’ha letta davvero.
  • Una recensione pubblica merita una risposta più calorosa e meno standardizzata di un sondaggio privato. Se la recensione è entusiasta, è anche il momento naturale, nel customer journey, per chiedere, con tatto, se considererebbe anche un referral.
  • Se la recensione è negativa e non positiva, non usare questo template. Quello di cui hai bisogno è una conversazione di recupero del servizio.

Ringraziamento email per la fedeltà e i traguardi raggiunti

Segmenta per durata del rapporto o numero di ordini, poi invia una volta confermato il traguardo.

📄 Template
Oggetto: Sei con noi da [data specifica]. Grazie.
Ciao [Nome cliente],
Da [data specifica] a oggi sono [X anni / X ordini] con noi. Questo messaggio non lo mandiamo a tutti, la maggior parte dei clienti non resta abbastanza a lungo da guadagnarselo.
[Facoltativo: premio fedeltà o accesso anticipato][Nome attività]

💡 Consigli:

  • Vai a controllare i dati reali. Usa la data effettiva del primo ordine o della prima iscrizione dai tuoi contatti, così risulti più personale.
  • Anche i piccoli traguardi contano: un primo anniversario o un decimo ordine meritano lo stesso trattamento di un centesimo. 

Email di ringraziamento per le festività e ricorrenze

Le email di ringraziamento per le festività sono le più facili da spedire tra tutte, perché non richiedono nessun trigger impostato manualmente.

📄 Template
Oggetto: Grazie per un grande anno
Ciao [Nome cliente],
[Menziona qualcosa di specifico dell’anno: un lancio, un cambiamento, un traguardo raggiunto dalla tua attività]. È successo perché clienti come te sono rimasti con noi. Vale la pena celebrarlo, almeno una volta all’anno.
[Nome attività]

💡 Consigli:

  • Adatta un gioco di parole alla festività specifica: un riferimento a Halloween, un tono più caldo per il Natale, un cenno alle risoluzioni per il Capodanno. L’oggetto è il posto più facile per farlo, ma va sempre calibrato sulla propria identità di marca.
  • Come tutte le campagne stagionai (mail di fine anno, email per il Black Friday, messaggi di San Valentino, ecc.) queste mail vanno semplicemente programmate per data, nessun trigger addizionale richiesto.

Email di ringraziamento per l’iscrizione a un lead magnet o a un webinar

Il ringraziamento per il download di un lead magnet o un’iscrizione a un webinar è facile da automatizzare, basta impostarlo una volta e parte da solo. Ricorda che non si tratta della mail automatica di scaricamento, ma di un messaggio di ringraziamento aggiuntivo.

📄 Template
Oggetto: Grazie per averlo scaricato [nome risorsa]
Ciao [Nome contatto],
Una cosa da sapere prima di iniziare con [Nome risorsa o webinar]: [una nota di contesto in una riga: a chi è davvero utile, cosa saltare, cosa aspettarsi].
[Un’unica risorsa correlata o prossimo passo, in linea con quello che hanno scaricato davvero]
[Nome attività]

💡 Consigli:

  • Fai corrispondere il passo successivo a quello che hanno scaricato davvero. Niente consigli o link generici, manda un prossimo passo specifico per la risorsa scelta.

Come misuro il successo delle email di ringraziamento?

Oltre al tasso di apertura, è importante consultare dati come il tasso di click e il tasso di risposta. Questi sono i segnali più utili, perché mostrano se la gratitudine è arrivata davvero a destinazione, in particolare se paragonati tra loro e alle metriche email delle tue altre campagne.

MetricaCosa indicaCome interpretarlo
Tasso di aperturaInteresse per l’oggettoDa solo non basta, va letto insieme alle altre metriche
Tasso di clickSe il messaggio ha generato un’azione concretaSe basso nonostante apertura alta: il contenuto non interessa
Tasso di rispostaSe il messaggio ha creato una connessione realeNormalmente basso, se le poche risposte sono soprattutto richieste di assistenza o lamentele, il ringraziamento sta scoprendo un problema rimasto irrisolto a monte
Tasso di disiscrizioneSe il messaggio è percepito come invasivoSopra lo 0,5% su un ringraziamento è un segnale da controllare

Inizia ad inviare i tuoi ringraziamenti via email

Le email di ringraziamento sono facili da scalare e facili da scrivere, in più richiedono poco intervento manuale. Basta scegliere il trigger, copiare il modello, aggiungere i dettagli individuali ad ogni caso ed inviare.

SiteGround Email Marketing gestisce le liste, le automazioni basate su gruppi di contatti e un editor senza codice per costruire ogni sequenza a partire da un modello pronto, senza bisogno di competenze tecniche. La piattaforma include anche autenticazione SPF, DKIM e DMARC e pulizia automatica delle liste per rimuovere gli indirizzi non validi, così le tue email di ringraziamento arrivano davvero in casella invece di finire nello spam.

Se vuoi personalizzare i template ancora di più, la funzione Genera con l’IA di Email Marketing produce una bozza di testo, oggetto, pre-intestazione e corpo del messaggio, a partire da una breve descrizione dell’email che vuoi inviare, pronta da rifinire nello stesso editor.

E se vuoi andare addirittura oltre, usa l’agente Email Marketer di AI Studio (incluso con qualsiasi piano SiteGround) per generare la campagna completa, testo e immagini incluse, e caricala direttamente in SiteGround Email Marketing, pronta per l’invio, senza passare da un editor separato.

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FAQ sulle email di ringraziamento

Come scrivere una mail per ringraziare?

Un’email di ringraziamento efficace nomina l’azione specifica che l’ha generata, aggiunge una riga di riconoscimento sincero e chiude con una firma chiara. Qualsiasi cosa oltre questo, uno sconto, un’offerta correlata, una richiesta, va dopo il ringraziamento.

Come si ringrazia in maniera formale in una mail?

Nel settore B2B o in un rapporto professionale, il ringraziamento formale fa riferimento al progetto, al contratto o alla relazione nel suo complesso, piuttosto che a una singola transazione, e mantiene un tono più contenuto. 

Come si ringrazia in maniera informale in una mail?

Per un pubblico consumer B2C o un rapporto meno formale, un tono più colloquiale e un oggetto più diretto, come “Grazie per un grande anno”, funzionano meglio. L’importante è restare specifici sul motivo del ringraziamento.

Come si ringrazia alla fine di una mail?

La chiusura di un’email di ringraziamento va tenuta breve, il nome dell’attività o della persona che firma sono sufficienti. Aggiungere una conclusione troppo lunga sposterebbe l’attenzione dal ringraziamento stesso.

Generatore di email IA, ora integrato in SiteGround Email Marketing

Generatore di Email IA

Ora puoi generare un’email completa con l’IA in SiteGround Email Marketing. Con la nuova funzionalità Genera con l’IA, ti basta descrivere la tua attività e l’email che desideri inviare per ottenere una bozza completa, pronta da modificare nell’editor che già utilizzi.

La prima bozza è il risultato di una breve conversazione. Vediamo come funziona.

Cos’è un generatore di email IA?

Un generatore di email IA crea un’email già pronta per l’invio a partire da una breve descrizione della tua attività e del tuo obiettivo. In SiteGround Email Marketing, questo significa ottenere una bozza con oggetto, pre-intestazione e contenuto già scritti e progettati. La bozza si apre nello stesso editor email che utilizzi per tutte le tue campagne.

Finora, usare l’IA per creare un’email significava procedere un passaggio alla volta: aggiungere una sezione, chiedere aiuto all’assistente di scrittura, generare un’immagine, passare alla sezione successiva e ricominciare da capo. Ogni interruzione richiedeva tempo e spezzava il flusso di lavoro. Integrando il generatore direttamente in Email Marketing, scrittura e progettazione si trovano nello stesso spazio, così puoi ottenere una prima bozza in pochi minuti invece di dedicarci un intero pomeriggio.

Come funziona Genera con l’IA?

Genera con l’IA trasforma alcune semplici risposte in un’email completa. Puoi descrivere all’assistente IA la tua attività e il messaggio che desideri inviare, oppure partire da un tipo di campagna: Promozionale, Newsletter, Annuncio, Benvenuto o Invito a un evento. L’assistente riassume innanzitutto le tue indicazioni in una breve panoramica e, dopo la tua conferma, apre una bozza completa nell’editor email di SiteGround, con oggetto, pre-intestazione e contenuto già pronti.

Come usare Genera con l’IA

Quando crei una nuova campagna o un’automazione, ora hai due modi per iniziare: Crea con i modelli o Genera con l’IA

Scegli Genera con l’IA e si aprirà un’interfaccia in stile chat. Da qui puoi procedere in due modi:

  • Parti da un tipo di campagna. Scegli uno dei cinque tipi predefiniti e otterrai una bozza già strutturata per quello specifico obiettivo.
  • Descrivi la tua idea con parole tue. Spiega all’assistente quale email desideri inviare in linguaggio naturale e sarà lui a guidarti nel resto del processo.

In entrambi i casi, l’assistente potrebbe farti alcune brevi domande per raccogliere le informazioni mancanti. Funziona nella lingua impostata per la campagna. Prima di generare anche una sola riga di testo, ti mostrerà un breve riepilogo delle tue risposte, così avrai sempre il controllo della direzione che prenderà l’email.

Conferma il riepilogo, fai clic su Genera e accederai al consueto editor di SiteGround Email Marketing. Da lì potrai modificare il contenuto, personalizzare il design, segmentare i destinatari e programmare l’invio, proprio come hai sempre fatto.

Cinque tipi di campagna da cui partire

Il tipo di campagna che scegli influenza sia la struttura sia il tono della bozza, quindi vale la pena selezionarlo con attenzione.

  • Promozionale, per una vendita, uno sconto o un’offerta a tempo limitato.
  • Newsletter, per aggiornare periodicamente gli iscritti che già conoscono la tua attività.
  • Annuncio, per presentare un nuovo prodotto, una nuova funzionalità o una novità importante da comunicare ai tuoi clienti.
  • Benvenuto, per la prima email che un nuovo iscritto riceve da te.
  • Invito a un evento, per promuovere un webinar, un lancio o un workshop.

Una bozza promozionale mette subito in evidenza l’offerta e include una call to action chiara. Una bozza di benvenuto adotta un tono più accogliente e introduce la tua attività. Un invito a un evento, invece, porta fin dall’inizio in primo piano tutti i dettagli pratici, perché sono le informazioni che i destinatari cercano per prime.

Perché è utile se gestisci una piccola impresa

La maggior parte dei titolari di piccole imprese non ha certo carenza di idee per le proprie email. Ciò che spesso manca è il tempo necessario per trasformare un’idea in un’email ben fatta e pronta per essere inviata. Il generatore di email IA ti restituisce proprio quel tempo.

Descrivi la tua offerta con parole semplici, scegli un punto di partenza e lascia che l’assistente crei un’email completa che dovrai solo rifinire. Poiché ti pone alcune domande sulla tua attività, sul tuo pubblico, sul tono che desideri utilizzare e sullo stile dell’email, la bozza sarà già molto vicina al risultato che avevi in mente, rendendo le modifiche rapide e semplici.

È utile anche quando vuoi sperimentare. Puoi ripetere il processo per provare un approccio diverso, testare un nuovo tono o creare un formato che non hai mai utilizzato prima. Così puoi dedicare le tue energie al messaggio, al pubblico e ai risultati, invece che alla preparazione dell’email.

Dove si integra l’IA nel tuo flusso di lavoro

Le email generate con l’IA sono particolarmente utili quando hai già un obiettivo chiaro e un’idea di ciò che vuoi comunicare.

Il generatore di email IA ti aiuta a organizzare queste idee, colmare eventuali informazioni mancanti e trasformarle in un’email in linea con il tuo brand, completa di oggetto, pre-intestazione e contenuto.

Per alcune campagne potresti comunque preferire scrivere tutto da zero o partire da un modello salvato. Per altre, soprattutto per formati ricorrenti come newsletter e campagne promozionali, l’IA può aiutarti a creare una prima bozza molto più rapidamente. Puoi anche combinare i due approcci: genera una prima versione con Genera con l’IA, quindi perfeziona layout e contenuti manualmente nell’editor.

Come creare la tua prima email con l’IA

  • In SiteGround Email Marketing, vai su Campagne > Nuova campagna (oppure apri il Builder per l’Automazione).
  • Seleziona la scheda Genera con l’IA.
  • Inserisci un nome per la campagna, scegli la lingua e fai clic su Continua.
  • Parti da un tipo di campagna predefinito oppure descrivi la tua email con parole tue, quindi rispondi alle eventuali domande di approfondimento.
  • Controlla il riepilogo, apporta le modifiche necessarie e fai clic su Genera la mia email.
  • La bozza si aprirà nell’editor di SiteGround Email Marketing. Personalizzala e, quando è pronta, programmane l’invio.

Per una guida completa, consulta il nostro tutorial su come generare campagne email con l’IA.

Genera la tua prossima email con l’IA

Se utilizzi già SiteGround Email Marketing, non devi installare né configurare nulla. La prossima volta che crei una campagna o un’automazione, scegli Genera con l’IA e segui la conversazione con l’assistente. Provalo con la tua prossima newsletter o il tuo prossimo annuncio e scopri quanto tempo puoi risparmiare.

Non usi ancora SiteGround Email Marketing? Inizia gratis e lascia che l’IA scriva la tua prima campagna.

Domande frequenti

Come funziona il generatore di email IA?

Funziona come una breve conversazione guidata. Descrivi la tua attività, il tuo pubblico, l’obiettivo dell’email e il tono che desideri utilizzare, quindi scegli uno dei cinque tipi di campagna. L’assistente riassume le informazioni fornite e, dopo la tua conferma, genera l’oggetto, la pre-intestazione e il contenuto direttamente nell’editor email.


Posso modificare un’email generata con l’IA?

Sì. La campagna generata si apre nel normale editor di SiteGround Email Marketing, dove ogni elemento può essere modificato. Nella maggior parte dei casi viene utilizzata come prima bozza, da personalizzare modificando testi, layout e immagini.


Può scrivere in lingue diverse dall’inglese?

Sì. L’assistente utilizza la lingua impostata per la campagna o l’automazione, quindi l’intera bozza viene generata direttamente in quella lingua.


Devo installare qualcosa?

No. L’opzione Genera con l’IA è disponibile nella finestra Nuova campagna e nel Builder per l’Automazione per tutti gli utenti di SiteGround Email Marketing, senza plugin, add-on o configurazioni aggiuntive.


Sostituisce il builder basato sui modelli?

No. Crea con i modelli e l’editor manuale restano disponibili esattamente come prima. Genera con l’IA è semplicemente un’opzione aggiuntiva da scegliere all’inizio di ogni campagna.

Scopri il nuovo Agente IA per Online Store, un potente nuovo collaboratore integrato nel tuo negozio

Una grafica digitale che illustra la gestione di un e-commerce assistita dall'IA su uno sfondo verde scuro a griglia. Sulla sinistra, la dashboard utente di SiteGround mostra il messaggio di benvenuto "Bentornata, Jane" affiancato dalla guida "Configura il tuo negozio online". Al centro, una fotografia raffigura un operatore con grembiule che utilizza uno scanner per codici a barre su scatole di cartone presso una postazione di imballaggio con laptop. Sulla destra, una finestra in stile glassmorphism intitolata "Assistente IA" mostra il messaggio "Ciao! Cosa vorresti fare oggi?" sopra il comando dell'utente "Mostra gli ordini di oggi" e una tabella riassuntiva con le colonne "ID ordine" e "Cliente". Completano l'immagine alcuni controlli per la formattazione del testo e tre icone scure sospese che rappresentano una carta di pagamento, gli scintillii dell'IA e un carrello per gli acquisti con un badge di notifica.

Il tuo negozio online ha un nuovo membro del team: l’Agente IA per Online Store integrato. Analizza in modo intelligente i dati del tuo negozio e risponde in pochi secondi a qualsiasi domanda. Inoltre, può eseguire attività concrete per te, dalla creazione di buoni sconto alla modifica in blocco dell’intero catalogo con un solo comando. Scopri cosa può fare per te l’Agente IA per Online Store.

Che cos’è l’Agente IA per Online Store?

L’Agente IA per Online Store è un analista e responsabile del negozio basato sull’IA, integrato in SiteGround Ecommerce. Puoi fargli una domanda diretta sulla tua attività, ad esempio quali prodotti meritano maggiore visibilità, se i tuoi prezzi sono competitivi all’interno di una categoria o quali clienti tornano ad acquistare più spesso. L’agente analizza ordini, prodotti, categorie, account cliente, recensioni, buoni sconto, marchi e attributi per fornirti una risposta concreta e utile. Non un semplice elenco di dati o un link a un report, ma una risposta diretta, proprio come farebbe un analista del tuo team, così puoi prendere una decisione e passare rapidamente all’azione.

E non si limita all’analisi. L’agente esegue concretamente le operazioni: crea e gestisce prodotti, buoni sconto e molto altro, direttamente nella stessa conversazione in cui hai preso la decisione.

Poiché è basato sull’IA e non su un insieme predefinito di pulsanti, non sei limitato a un elenco di comandi preimpostati. Ti basta descrivere ciò di cui hai bisogno in linguaggio naturale e l’agente capirà come portare a termine l’attività.

Troverai l’Agente IA per Online Store nella sezione Negozio di una dashboard, completamente ridisegnata per permetterti di fare di più con meno clic e avere il tuo nuovo collaboratore sempre a portata di mano. Nessuna configurazione, nessuna impostazione, nessun plugin. Apri la chat e mettilo subito all’opera.

Ricevi risposte che ti aiutano a prendere decisioni

Ogni decisione per il tuo negozio parte da una domanda. È il momento di riordinare alcuni prodotti? Vale la pena ripetere quella promozione? I prezzi di una determinata categoria sono troppo bassi? Le risposte sono sempre state nei dati del tuo negozio, ma per trovarle servivano report, filtri ed esportazioni in fogli di calcolo. Ora ti basta fare una domanda in linguaggio naturale, proprio come la faresti a un collega:

  • Qual è il prodotto con le migliori prestazioni di questo mese?
  • Qual è il prezzo medio dei prodotti nella categoria Accessori?
  • Quanti ordini sono stati effettuati la scorsa settimana rispetto a quella precedente?
  • Quale buono sconto è stato utilizzato più spesso negli ultimi 30 giorni?
  • Quali dei miei prodotti non hanno ancora ricevuto recensioni?
  • Elenca i clienti che hanno effettuato più di un ordine in questo trimestre.

Ogni risposta ti aiuta a prendere una decisione concreta. Sapere qual è il prodotto con le migliori prestazioni ti permette di capire cosa riassortire e mettere in evidenza nella homepage. Conoscere il prezzo medio di una categoria ti aiuta a valutare se un nuovo prodotto è competitivo. Confrontare i risultati dei buoni sconto ti permette di capire quali promozioni vale la pena riproporre e quali invece abbandonare. I prodotti senza recensioni diventano i candidati ideali per la tua prossima campagna email di follow-up. E dato che ottieni queste risposte in pochi secondi, puoi prendere le decisioni quando contano davvero, invece di farlo settimane dopo, quando l’opportunità è ormai passata.

Attiva la Modalità Power e delega il lavoro

Le informazioni sono solo una parte del lavoro. Con la Modalità Power attivata, l’Agente IA per Online Store non si limita a dirti cosa sta succedendo nel tuo negozio, ma interviene direttamente. Può creare e gestire prodotti, buoni sconto, account cliente, marchi e molto altro, tutto dalla stessa chat.

  • Crea un buono sconto del 15% per gli ordini superiori a 50 $, valido fino alla fine di agosto.
  • Aggiungi un nuovo prodotto chiamato “Linen Tote Bag” al prezzo di 39 $ nella categoria Borse.
  • Crea un marchio chiamato Aurora e assegnalo ai miei prodotti per le attività all’aria aperta.

Le decisioni e le azioni avvengono nello stesso posto. Ti accorgi che una promozione ha funzionato e, con il messaggio successivo, lanci la prossima. La creazione dei buoni sconto prima di ogni campagna e gli aggiornamenti dei prodotti che continui a rimandare diventano semplici comandi di una sola riga.

È con la Modalità Power che si vede davvero la differenza quando si tratta di attività ripetitive. Gran parte della gestione di un negozio consiste nell’eseguire la stessa piccola operazione su decine di prodotti: lo stesso aggiornamento di prezzo, la stessa modifica alla descrizione, la stessa formattazione, ancora e ancora. In una dashboard tradizionale, questo significa passare un’intera serata a fare clic. Con l’agente, basta un solo comando:

  • Riduci del 10% il prezzo di tutti i prodotti della mia collezione invernale.
  • Aggiungi “lavabile in lavastoviglie” alle descrizioni di tutti i prodotti della categoria Cucina.
  • Importa questi prodotti nel mio negozio.

L’agente applica la modifica a tutti i prodotti corrispondenti, quindi aggiornare cinquanta prodotti richiede lo stesso impegno che aggiornarne uno solo. Significa recuperare ore di lavoro ogni settimana, da dedicare agli aspetti del business in cui il tuo contributo fa davvero la differenza.

La Modalità Power è disattivata per impostazione predefinita e sei tu a decidere quando attivarla. Per abilitarla, apri le impostazioni dell’Agente IA per Online Store e attiva la Modalità Power. Puoi disattivarla nuovamente in qualsiasi momento, così avrai sempre il pieno controllo sul fatto che l’agente possa apportare modifiche al tuo negozio oppure limitarsi ad analizzarne i dati e fornirti informazioni.

Incluso nel tuo piano, alimentato dai token di AI Studio

L’Agente IA per Online Store è disponibile senza costi aggiuntivi con i piani Sell, Grow e Scale di SiteGround Ecommerce. Funziona con gli stessi token di AI Studio già inclusi per i clienti SiteGround e ogni account SiteGround include 20.000 token di AI Studio.
Il tuo nuovo collaboratore è già entrato a far parte del team. Nessuna assunzione, nessuno stipendio, nessun onboarding.

Come metterlo all’opera

  • Accedi alla dashboard di SiteGround Ecommerce e scopri il nuovo layout.
  • Vai alla sezione Negozio e apri l’Agente IA per Online Store.
  • Fai la tua prima domanda, possibilmente una di cui conosci già la risposta, e mettilo alla prova.
  • Quando sei pronto a delegare le attività, apri le Impostazioni dell’Agente IA per Online Store e attiva la Modalità Power.

Il collaboratore più intelligente del tuo negozio

Ogni strumento che aggiungiamo a SiteGround Ecommerce deve superare una prova: aiutarti a risparmiare tempo per far crescere la tua attività. L’Agente IA per Online Store la supera due volte. Risponde alle domande che guidano le tue decisioni e svolge le attività che ne derivano, tutto direttamente dalla chat della nuova dashboard. E poiché continuiamo ad arricchirlo di nuove funzionalità, l’Agente IA per Online Store che utilizzi oggi è il meno evoluto che sarà mai.

La nuova dashboard e l’Agente IA per Online Store sono già disponibili. Accedi al tuo account, fai una domanda sul tuo negozio e scopri cosa può fare per te.