Come automatizzare la creazione di contenuti su WordPress con l’aiuto dell’IA

illustrazione di un professionista al lavoro con un laptop. intorno a lui ci sono icone WordPress e AI

Ho una buona notizia. Gran parte del lavoro meccanico di un sito può già essere delegato. Non parlo solo del fatto che l’IA scriva al posto tuo — cosa che può fare, con alcune sfumature che vedremo più avanti — ma soprattutto del fatto che si occupi di tutta la manovalanza tecnica, cioè creare il contenuto, strutturarlo, sssegnare le varie tassonomie, generare i metadati, caricare le immagini e pubblicare.

Il tutto, se possibile, senza che tu debba nemmeno toccare la bacheca di WordPress.

Punti chiave:

  • Che tipo di lavoro automatizzare: creazione di articoli, schede prodotto e pagine, scrittura, impaginazione, tassonomie, metadati e immagini.
  • Flussi di lavoro:

    • Creazione di articoli di blog completi
    • Schede prodotto singole o in batch da foglio di calcolo
    • Pagine strutturali con gerarchia e menu di navigazione
    • Aggiornamenti massivi di contenuto esistente
  • Come costruire buoni prompt: Fornire contesto specifico (tono, lunghezza, struttura, categorie, parola chiave) per ottenere risultati migliori e consumare meno token.

Se gestisci un sito WordPress (o più di uno), sai perfettamente quale sia il vero collo di bottiglia. E no, non è il design, né l’hosting e nemmeno la SEO.

Il vero ostacolo è la creazione dei contenuti, soprattutto se scrivere non è il tuo forte o se devi produrne in grandi quantità.

Siediti, scrivi, impagina, assegna le categorie, inserisci i tag, carica l’immagine in evidenza, compila i metadati SEO, ricontrolla che sia tutto in ordine e poi clicca su pubblica. E poi si ricomincia da capo.

Questo ciclo si ripete per ogni articolo del blog, per ogni scheda prodotto, per ogni nuova pagina. E se gestisci diversi siti o un ecommerce con centinaia di referenze, moltiplica tutto questo per il numero di portali o prodotti che hai sotto mano.

In questo articolo ti mostrerò come farlo passo dopo passo con l’Agente WordPress di SiteGround AI Studio, utilizzando flussi di lavoro semplici ma incredibilmente potenti che puoi applicare fin da subito.

Tre modi per usare un Agente AI (e quando conviene ognuno)

Se utilizzi già AI Studio per ottimizzare il tuo sito o migliorare la SEO, integrare l’automazione contenuti WordPress nel tuo flusso di lavoro è il passo logico successivo.

Prima di entrare nel vivo della questione, però, è bene che tu sappia che l’Agente AI per WordPress può essere utilizzato da tre interfacce diverse. Tutte e tre servono (quasi) allo stesso scopo, ma ognuna ha il suo momento ideale e la sua modalità d’uso.

Dall’AI Studio (il pannello cliente con i suoi Agenti)

È l’interfaccia principale, quella a cui accedi direttamente dalla tua Area Cliente SiteGround. Qui hai una visuale completa, lo storico delle conversazioni, la possibilità di caricare file (come un foglio di calcolo con l’elenco dei prodotti, per esempio) e puoi gestire diversi siti WordPress contemporaneamente. 

È il posto ideale per sessioni di lavoro prolungate in cui devi pianificare i contenuti, creare più articoli di fila, effettuare aggiornamenti massivi o lavorare con dati da importare. Tra l’altro, ti risparmia la fatica di dover entrare nel backend di ogni singolo sito.

screenshot della schermata iniziale dell'Agente WordPress SiteGround nella bacheca di AI Studio

Dal chatbot nella bacheca di WordPress

Quando colleghi il tuo sito a AI Studio, viene installato il plugin SiteGround AI Studio, che aggiunge una chat a comparsa direttamente nella tua bacheca di WordPress. Si tratta dello stesso agente, con le stesse capacità, ma accessibile senza mai uscire dal tuo pannello di amministrazione. 

È perfetto per task puntuali mentre stai già lavorando sul sito, cose come creare un post veloce, cambiare una categoria, moderare i commenti o chiedere informazioni su un plugin.

screenshot del plugin dell'Agente WordPress SiteGround nella bacheca WordPress

Dall’editor a blocchi

All’interno dell’editor di articoli e pagine hai accesso a funzioni di IA per generare o riscrivere i contenuti blocco dopo blocco. 

Però, siamo onesti, se il tuo obiettivo è evitare di passare ore nell’editor, che poi è il vero vantaggio di usare un Agente AI, questo terzo punto di accesso è più un complemento per ritocchi dell’ultimo minuto che un vero strumento di produzione.

È bene sapere che esiste e come usarlo, ma non è pensato per l’automazione dei contenuti WordPress di cui stiamo parlando oggi.

Il mio consiglio è di usare AI Studio come strumento principale (o la sua chat in bacheca) per creare e pubblicare contenuti dall’inizio alla fine, riservando l’editor a blocchi solo per gli aggiustamenti di fino, quando devi modificare un dettaglio specifico in un contenuto già generato dagli Agenti AI.

screenshot dell'editor WordPress, con la finestra del plugin dell'Agente WordPress di SiteGround nella bacheca WordPress

Detto questo, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro.

Workflow 1: Creare un articolo del blog dall’inizio alla fine

Questo è il caso più comune, ed è anche il più semplice da affrontare (spoiler: sono tutti semplici).

Hai qualcosa da condividere, vuoi pubblicare un post e non vuoi passare mezza mattinata tra l’editor e le impostazioni di WordPress.

Passaggio 1 – Dai contesto all’Agente per scrivere i contenuti

Più sarai specifico, migliore sarà il risultato. Non dirgli solo “scrivi un post sulla SEO”, forniscigli del contesto reale, mettici un po’ di impegno:

Crea un articolo per il blog sul sito [x] con il titolo 'Come migliorare la velocità di caricamento del tuo negozio WooCommerce'. Il post deve avere almeno 1.200 parole, con un tono colloquiale e pratico, rivolto a proprietari di shop online che non hanno competenze tecniche. Includi un'introduzione, 5 sezioni con consigli concreti e una conclusione con un riepilogo. Assegnalo alla categoria 'WooCommerce' e aggiungi i tag 'performance', 'velocità web' e 'ottimizzazione'.

L’agente creerà l’articolo completo, con la sua struttura, il testo, le categorie e i tag assegnati. Tutto in un unico passaggio.

Passaggio 2 – Usa l’Agente AI per immagini in evidenza e metadati SEO 

Se te ne sei dimenticato (perché avresti potuto chiederlo tutto insieme), una volta creato l’articolo puoi chiedergli di completare quei dettagli che solitamente richiedono più tempo del previsto:

Genera un'immagine in evidenza per questo articolo e caricala. Inoltre, aggiungi un titolo SEO di massimo 60 caratteri e una meta descrizione di massimo 155 caratteri, ottimizzati per la parola chiave 'velocità WooCommerce'.

Se hai installato un plugin come Yoast SEO, Rank Math o SEOPress, l’Agente può direttamente compilare i metadati dal tuo plugin SEO.

Passaggio 3 – Revisione e pubblicazione 

Questo passaggio è tuo e solo tuo. L’Agente può lasciarti l’articolo come bozza (che è il suo comportamento predefinito) affinché tu possa controllarlo, oppure pubblicarlo direttamente se glielo indichi.

Il mio consiglio è di andare sempre sul sicuro e lasciarlo prima come bozza. Quindi, non guasta accompagnare i tuoi prompt con un’istruzione finale come questa:

Salva il post come bozza, non pubblicarlo ancora.

Poi, quando hai un momento, entri nell’editor e dai un’occhiata per sistemare ciò che serve: il tuo tocco personale, dati specifici, link interni che conosci solo tu. Se il testo suona troppo AI, modificalo per dargli un’impronta più umana. Quando sei pronto, pubblica.

Questa fase di revisione non dovrebbe essere opzionale, è ciò che separa un contenuto generico da un contenuto di valore. Almeno questo è ciò che pensa questo umile creatore di contenuti che bazzica in questo settore da più di 20 anni. Poi, chiaramente, decidi tu.

Il trucco dell’esperto: Calendario editoriale 

Se hai un calendario editoriale già pianificato, puoi creare più articoli nella stessa sessione:

Crea 4 articoli in bozza con i seguenti titoli e categorie: [elenco]. Per ognuno genera il contenuto, un'immagine in evidenza e i metadati SEO. Non pubblicarne nessuno.

AI Studio (dal pannello completo) è il posto dove questa funzione gira meglio, perché puoi scorrere lo storico della conversazione e tornare su ogni singolo articolo con facilità.

Workflow 2: Creare prodotti su WooCommerce

Se hai un negozio online, creare le schede prodotto è probabilmente l’attività più ripetitiva della tua giornata.

Nome, descrizione, descrizione breve, prezzo, immagine, categoria, attributi, inventario… e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo moltiplicato per ogni singola referenza.

Prodotto singolo

Per un prodotto specifico, dai all’Agente tutte le informazioni in un colpo solo:

Crea un prodotto semplice su WooCommerce con questi dati: Nome: 'Maglia tecnica trail running'. Descrizione: una descrizione di circa 150 parole pensata per i runner di montagna, evidenziando il tessuto traspirante e il design leggero. Descrizione breve: una frase accattivante. Prezzo: 34,95 €. Prezzo in offerta: 29,95 €. Categoria: 'Abbigliamento sportivo > Trail running'. Tag: 'maglia', 'trail', 'running'. Inventario: 50 unità. Salvalo come bozza.

L’Agente creerà il prodotto con tutti i campi compilati. Se hai bisogno anche di un’immagine, puoi chiedergli di generarne una o di caricarne una dalla tua libreria multimediale tramite la sezione file di AI Studio, che serve proprio a questo.

Prodotti in blocco con un foglio di calcolo

Qui è dove la questione si fa davvero interessante, quasi emozionante.

Se hai un catalogo ampio o devi caricare molti prodotti contemporaneamente, puoi preparare un foglio di calcolo con le colonne necessarie (nome, descrizione, prezzo, categoria, stock, ecc.) e caricarlo direttamente su AI Studio o nella chat, dicendogli cosa vuoi che faccia:

Ti allego un foglio di calcolo con i nuovi prodotti. Crea ognuno come prodotto semplice su WooCommerce usando i dati del foglio. Assegna categorie, stock e prezzi in base alle informazioni nel CSV e salva tutto come bozza.
screenshot di una conversazione con l'Agente WordPress di SiteGround nella bacheca di AI Studio

L’Agente elaborerà il file e creerà i prodotti uno per uno. È la stessa logica dell’importatore CSV nativo di WooCommerce, ma con il vantaggio che puoi dare istruzioni aggiuntive in linguaggio naturale, tipo chiedergli di generare descrizioni a partire da dati di base, di assegnare attributi secondo regole definite da te o aggiustare i prezzi al volo.

screenshot della risposta dell'Agente WordPress di SiteGround nella bacheca di AI Studio

Credo non serva specificare che questo non vale solo per i prodotti, funziona con qualsiasi tipo di contenuto.

Questo è un vero cambiamento di mentalità. Una volta che inizi a lavorare così, non si torna più indietro. Dopo averlo provato, non accetterai mai più di passare per processi manuali lenti e noiosi.

Aggiornare prezzi e descrizioni in massa

Campagna di saldi? Cambio di stagione? Stai preparando il tuo sito per il Black Friday? Non c’è bisogno di modificare un prodotto alla volta:

Riduci del 20% il prezzo di tutti i prodotti nella categoria 'Collezione estate' e aggiorna le descrizioni menzionando che sono in offerta per un tempo limitato.

Un’istruzione, centinaia di modifiche. Ovviamente, fai attenzione con le azioni massive (fissati bene questo concetto: entra in Modalità Power).

Ancora una volta, questo tipo di task rivoluzionerà il tuo modo di vedere, intendere e, soprattutto, sfruttare davvero l’intelligenza artificiale.

Workflow 3: Creare una pagina Contatti o Servizi

Andiamo avanti con operazioni meno spettacolari, ma altrettanto pratiche.

Le pagine strutturali (pagina Contatti, Servizi, pagina Chi siamo) sono quelle che danno più pigrizia perché non cambiano spesso, ma quando arriva il momento di crearle o aggiornarle finiscono sempre per richiedere più tempo del previsto.

Pagina Contatti

Crea una pagina chiamata 'Contatti' con le seguenti sezioni: un breve paragrafo di benvenuto informale, un blocco con l'indirizzo fisico, il telefono e l'email, l'orario di apertura e un testo finale che inviti a scriverci. Non includere il modulo, quello lo aggiungo io con un plugin. Impostala come sottopagina della voce 'Azienda'. Salvala come bozza.

L’Agente creerà la pagina con la gerarchia corretta (pagina figlia) e il contenuto strutturato in sezioni.

screenshot della chat del plugin dell'Agente WordPress SiteGround nella bacheca WordPress

E se hai bisogno che la aggiunga al menu di navigazione, basta chiederlo (magari non sapevi nemmeno che potesse farlo!):

Aggiungi la pagina 'Contatti' al menu principale, in ultima posizione.

Pagina Servizi con diverse sezioni

Per una pagina più elaborata, puoi fornirgli la struttura completa:

Crea una pagina chiamata 'Servizi' con 4 sezioni: 'Web Design', 'SEO', 'Manutenzione WordPress' e 'Consulenza'. Per ogni sezione genera un paragrafo di circa 80 parole che spieghi il servizio in modo chiaro e diretto, senza troppi giri di parole. Aggiungi una sezione finale con una chiamata all'azione (CTA) che rimandi alla pagina contatti. Salvala come bozza.

Creare un’intera struttura di sito

Se stai mettendo in piedi un sito da zero o stai facendo un restyling, l’Agente può creare l’intera gerarchia di pagine in un colpo solo:

Crea le seguenti pagine con questa struttura gerarchica: 'Home' (pagina principale), 'Servizi' con le sottopagine 'Web Design', 'SEO' e 'Manutenzione', 'Blog' (solo la pagina, il contenuto sarà gestito dagli articoli), 'Chi siamo' e 'Contatti'. Genera un contenuto di base per ognuna e configura il menu principale con tutte le voci nell'ordine che ti ho dato.

Parliamo di mezza giornata di lavoro risolta in una conversazione di un paio di minuti.

Workflow 4: Aggiornamento massivo di contenuti e prodotti

Questo è probabilmente il flusso che ti farà risparmiare più tempo in assoluto, insieme a quello del caricamento prodotti che abbiamo visto prima. Il motivo? Le modifiche massive sono l’attività più ingrata nella gestione di un sito WordPress.

Nessuno ha voglia di passare un intero pomeriggio a inserire testi alternativi a 200 immagini o a revisionare le meta descrizioni articolo per articolo.

Completare i metadati SEO dei contenuti esistenti 

Se hai vecchi articoli o pagine a cui mancano i meta tag e dati SEO (e scommetto che ne hai):

Controlla tutti gli articoli pubblicati sul mio sito e dimmi quali non hanno il titolo SEO o la meta descrizione configurati.

L’Agente ti fornirà un elenco. A quel punto, prosegui così:

Genera e aggiungi un titolo SEO e una meta descrizione ottimizzati per ciascuno degli articoli che ne sono privi. Usa la parola chiave principale di ogni post per l'ottimizzazione.

In pratica, hai appena fatto un’audit SEO di base e la relativa correzione in soli due prompt.

Aggiornare testi alternativi e immagini 

Le immagini senza testo alternativo non penalizzano solo l’accessibilità, ma sono anche un’opportunità per ottimizzare la SEO sprecata che molti ignorano. Quindi, già che ci sei, chiedi gentilmente all’IA di darti una mano:

Controlla la mia Libreria media e dimmi quante immagini non hanno il testo alternativo. Aggiungi un testo alternativo descrittivo e pertinente a tutte le immagini che non lo hanno, usando il contesto degli articoli in cui sono inserite.

Se parliamo di una libreria con centinaia di immagini prodotto, questo comando può farti risparmiare letteralmente giorni di lavoro.

Aggiornare prodotti WooCommerce in blocco 

Oltre ai prezzi (che abbiamo già visto), puoi effettuare aggiornamenti massivi su qualsiasi campo:

Aggiorna la descrizione breve di tutti i prodotti della categoria 'Accessori' includendo la frase 'Spedizione gratuita per ordini superiori a 50 €'. Cambia lo stato dell'inventario di tutti i prodotti con 0 unità in 'Esaurito' e aggiungi l'opzione per notificare quando torneranno disponibili. Controlla i prodotti e dimmi quali non hanno un'immagine in evidenza assegnata.

Pulizia della Libreria media 

Con il tempo, la libreria di WordPress si riempie di file inutilizzati. L’Agente può aiutarti a identificarli:

Identifica i file della Libreria media che non sono assegnati a nessun articolo, pagina o prodotto.

Una volta ottenuto l’elenco, puoi decidere cosa eliminare. Questa azione richiede davvero la “modalità Power User”: controlla bene prima di confermare, specialmente perché alcuni file, pur non essendo assegnati a un post, potrebbero essere usati dal tuo tema per l’header o altri elementi grafici (soprattutto se usi temi classici che non sfruttano l’editor nativo).

Precauzioni quando si lavora con l’automazione contenuti WordPress

Fin qui sembra tutto bellissimo — e lo è — ma ci sono alcuni punti che è bene tenere a mente per evitare sorprese, o peggio, grattacapi.

1. Controlla sempre prima di pubblicare 

Lo ripeto perché è il punto più importante di tutto l’articolo. 

L’IA genera contenuti, ma non conosce la tua attività come la conosci tu. Non sa che il tuo fornitore ha cambiato le condizioni la scorsa settimana, né che quel dato che sembra così convincente potrebbe essere superato. 

Usa l’Agente per il lavoro meccanico e la struttura, ma il criterio editoriale, i dati specifici e il tocco personale spettano a te.

2. La modalità Power esiste per un motivo 

Quando chiedi all’Agente di fare qualcosa di potenzialmente rischioso (disinstallare plugin, eliminare prodotti, modificare configurazioni del sito o fare cambiamenti massivi), ti verrà chiesto di attivare la modalità Power. 

Non attivarla per inerzia: leggi bene cosa sta per fare, conferma che sia esattamente ciò che vuoi e, se hai dei dubbi, fai prima una prova su un ambiente di staging (una copia di valutazione del sito).

3. I token non sono infiniti

Il piano Essential (gratuito per tutti i clienti SiteGround) include 20.000 token al mese, mentre il piano Plus arriva a 100.000. Ogni interazione con l’Agente consuma token, quindi conviene essere efficienti con i prompt. Un prompt scritto bene, con contesto e dettagli chiari, consuma meno token rispetto a cinque tentativi fatti a caso.

Un ottimo trucco è raggruppare tutto ciò che puoi in un unico messaggio, invece di procedere istruzione per istruzione. È più efficiente un prompt lungo e completo che dieci messaggi brevi, soprattutto perché risparmi tutta la logorrea delle risposte IA.

Un’altra tattica che funziona alla grande è indicare all’Agente come vuoi che interagisca con te. Ecco un esempio di testo che potresti aggiungere alla fine dei tuoi prompt:

... Non descrivermi ogni singolo passaggio che esegui e non fare riassunti: limitati a informarmi brevemente alla fine del compito confermando l'esecuzione. Non farmi domande prima di eseguire il lavoro, a meno che non siano indispensabili per procedere.

4. Usa il modello di IA più avanzato

È sempre più efficace utilizzare i modelli di IA più evoluti. Consumano più token per singola operazione, ma alla lunga fanno risparmiare tempo, sono più precisi e, di conseguenza, ti fanno risparmiare token reali. Nulla consuma più IA (e pazienza!) del dover correggere errori, inviare messaggi di revisione o chiedere chiarimenti continui.

5. Page Builder visivi

L’Agente WP funziona con qualsiasi installazione WordPress, ma c’è una limitazione che è bene conoscere: al momento, l’editing a livello di singoli blocchi all’interno di page builder come Elementor o Divi non è supportato, perché ogni costruttore utilizza una propria struttura proprietaria per i contenuti. 

Tutto il resto, però (creare articoli, pagine, prodotti, gestire categorie, metadati, media, plugin, temi e utenti), funziona senza problemi su qualunque sito.

6. Gestire più siti contemporaneamente: utile, ma con prudenza

Se gestisci diversi siti collegati a AI Studio, puoi eseguire azioni su tutti quanti partendo da un’unica conversazione. Installare un plugin su 10 siti, aggiornare un testo legale su tutti i siti dei tuoi clienti, cambiare una configurazione a livello globale… Tutto questo è incredibilmente potente, ma ricorda che anche un eventuale errore verrebbe moltiplicato. 

Verifica sempre bene la portata dell’azione prima di dare la conferma definitiva.

7. Problemi di accesso e connettività

Questo punto è fondamentale se invii le istruzioni da AI Studio (il pannello esterno a WordPress) invece che dal chatbot integrato nella bacheca. 

L’Agente comunica con il tuo sito tramite la REST API di WordPress e di conseguenza, qualsiasi cosa blocchi o limiti queste richieste esterne impedirà il corretto funzionamento.

I soliti sospetti in questi casi sono:

  • Plugin di sicurezza con firewall (come Wordfence, Sucuri o Solid Security), che potrebbero interpretare le richieste dell’Agente come traffico sospetto e bloccarle.
  • Regole personalizzate nel file .htaccess che limitano l’accesso a /wp-json/.
  • Configurazioni di Cloudflare con regole WAF troppo aggressive.
  • REST API disattivata: alcuni plugin di sicurezza lo fanno di default, o potresti averlo fatto tu manualmente in passato.

Se l’Agente non risponde o restituisce errori di connessione, la prima cosa da controllare è proprio questa. La soluzione di solito consiste nell’aggiungere un’eccezione nel tuo plugin di sicurezza per i percorsi utilizzati dal plugin SiteGround AI Studio.

E non guasta assicurarsi sempre che il plugin AI Studio sia installato e attivo sul sito, poiché è il ponte necessario per la comunicazione con il sito. E non dimenticare di attivare la modalità Power, altrimenti l’Agente non avrà i permessi per creare o modificare nulla.

8. Cache di terze parti

La cache di SiteGround è configurata per convivere con l’Agente senza problemi. Tuttavia, se utilizzi plugin di cache di terze parti (come WP Rocket, W3 Total Cache, LiteSpeed Cache, ecc.), potrebbe capitare che le richieste API vengano servite in cache o che le modifiche apportate dall’Agente non siano visibili immediatamente.

Ti consiglio di escludere i percorsi della REST API dal tuo plugin di cache, o almeno di tenerne conto se qualcosa non quadra dopo un’azione dell’Agente.

9. Custom Fields e altri plugin esterni

L’Agente lavora perfettamente con i campi nativi di WordPress e WooCommerce, ma non ha accesso ai campi personalizzati creati con plugin come ACF, Toolset o JetEngine. 

Se il tuo sito dipende molto dai Custom Fields per mostrare informazioni (ad esempio, schede prodotto con specifiche tecniche in campi ACF), l’Agente non potrà compilare quei dati. Lo stesso vale per configurazioni specifiche di plugin di terze parti che non vengono gestite tramite la REST API standard di WordPress.

10. Il contenuto generato dall’IA non si pubblica a scatola chiusa

Google non penalizza i contenuti generati dall’IA, ma penalizza i contenuti generici che non aggiungono valore. 

Se usi l’Agente per creare 20 articoli e li pubblichi così come sono, senza revisionarli, il rischio non è tecnico, ma editoriale. Mi riferisco a contenuti privi di esperienza reale, senza dati propri e senza quella sfumatura che solo tu puoi dare.

L’Agente è il tuo strumento di produzione, non il tuo caporedattore. Usalo per il lavoro meccanico e tieni per te la parte che fa davvero la differenza.

Meno click, più contenuti

L’idea di fondo non è che l’IA sostituisca il tuo criterio o la tua conoscenza del business, ma che ti tolga di dosso quelle ore di lavoro meccanico che prosciugano il tuo tempo e le tue energie.

Creare un articolo non dovrebbe richiedere 45 minuti tra formattazioni e click nei vari menu di WordPress, caricare 30 prodotti non dovrebbe portarti via un’intera mattinata di copia e incolla.

Con il WordPress Agent di AI Studio puoi ridurre tutto questo lavoro a poche istruzioni scritte bene. Il tempo risparmiato potrai dedicarlo a ciò che fa davvero la differenza, cioè pensare a quali contenuti servono alla tua audience, verificare che ciò che pubblichi sia utile e preciso e far crescere il tuo progetto.

Se non lo hai ancora provato, ricorda che tutti i clienti SiteGround hanno accesso gratuito all’intera suite di AI Studio, che include l’Agente per WordPress di cui abbiamo tanto parlato. Credo di averti dato motivi più che sufficienti per iniziare a lavorare seriamente con l’aiuto dell’IA — ma non con un chatbot qualunque, qui parliamo di uno strumento professionale, totalmente integrato con i tuoi siti, come puoi fare solo con AI Studio. È davvero un altro livello.

Puoi scegliere se sfruttare i vantaggi esclusivi che hai scegliendo l’hosting di SiteGround o continuare a fare le cose come tutti i tuoi concorrenti che non hanno questa opportunità. Cosa decidi?

La scheda prodotto perfetta: Cosa includere e come ottimizzarla

illustrazione di un mockup di una scheda prodotto per un ecommerce

Anche se hai fatto un lavorone per portare traffico al tuo negozio online, i clienti escono senza aver acquistato niente. Cos’è che non va? Probabilmente qualcosa nella tua scheda prodotto. È un po’ triste? Un po’ poco sfiziosa? Un po’ scialba? 

In un ecommerce, questa pagina deve rispondere ai dubbi, rassicurare sulla qualità e spingere l’utente a cliccare sul fatidico “Aggiungi al carrello”. Chi commette l’errore di sottovalutare l’importanza della scheda prodotto, finisce per pubblicare pagine scarne o, peggio, confuse. In questo articolo vedremo esattamente come costruire la scheda prodotto perfetta, analizzando gli elementi indispensabili e le best practice per ottimizzare l’esperienza d’acquisto e la tua visibilità sui motori di ricerca.

Che cos’è una scheda prodotto?

La pagina prodotto è l’ambiente digitale che racchiude ogni dettaglio rilevante su un singolo bene o servizio. La sua funzione primaria è quella di eliminare ogni dubbio e infondere sicurezza nel potenziale acquirente, fornendogli tutti gli strumenti per compiere una scelta informata. Gli elementi che la compongono sono:

  • Immagini ad alta risoluzione
  • Descrizioni testuali
  • Specifiche tecniche
  • Prezzi chiari
  • Recensioni di altri utenti
  • CTA, ovvero il tasto “Aggiungi al carrello”
screenshot di una scheda prodotto su un sito ecommerce

Chiariamo anche una confusione comune tra la scheda prodotto e la product listing page, o pagina di elenco categoria. La pagina di elenco è una vetrina che permette di scorrere rapidamente tra diverse opzioni, confrontando i modelli o i colori disponibili. È ottima per la navigazione e la scoperta. La scheda prodotto, invece, è l’approfondimento verticale.

screenshot di una pagina elenco categoria su un sito ecommerce

Cosa includere in una scheda prodotto ecommerce: La checklist

Lo abbiamo appena menzionato, una scheda prodotto che funziona segue una checklist precisa di elementi che guidano l’utente dalla curiosità alla transazione, senza lasciare spazio alle esitazioni. Ecco i componenti essenziali da spuntare.

riassunto visivo della checklist dei paragrafi seguenti

Usa immagini di qualità per i tuoi prodotti

La base di partenza sono foto ad alta risoluzione. Opta per:

  • Scatti nitidi
  • Illuminazione naturale
  • Sfondo neutro che non distragga dall’oggetto
screenshot delle foto di alta qualità in una scheda prodotto su un sito ecommerce

Non limitarti a una sola angolazione: mostra il prodotto di fronte, di profilo e il retro. Ricorda anche che nell’ecommerce l’immagine è l’unico sostituto del tatto, quindi mostra i dettagli ravvicinati delle texture o delle finiture. Se le tue foto sono sgranate o poco chiare, il cliente percepirà la tua azienda come approssimativa e addirittura il prodotto come poco affidabile.

🌟 Vuoi fare un passo in più?
Per migliorare l’esperienza utente, puoi integrare elementi interattivi: 
– Visualizzazione a 360° o brevi video dimostrativi che permettono di capire il dinamismo, soprattutto nel settore dell’arredamento.
– Selezionare foto generate dagli utenti o permettere ai clienti di caricare i propri scatti che aumentino la fiducia nell’autenticità del prodotto. L’integrazione di user-generated content riduce drasticamente il tasso di resi, soprattutto nell’abbigliamento, dove un capo può apparire molto diversamente su un modello. 

Scrivi una descrizione e una scheda tecnica chiare

La descrizione del prodotto deve prima di tutto rispondere alle domande latenti del cliente. Deve contenere:

  • Caratteristiche essenziali
  • Dettagli e specifiche
  • Benefici concreti
screenshot della descrizione in una scheda prodotto su un sito ecommerce

Per esempio, se la specifica di un prodotto è che ha un’unità SSD da 1TB, il beneficio è il fatto che il cliente possa salvare anni di fotografie di famiglia senza rallentamenti.

🌟 Vuoi fare un passo in più?
Cerca di calibrare i dettagli in base al tuo interlocutore. Per esempio:
Se vendi abbigliamento per neonati, un genitore cercherà rassicurazioni sulla morbidezza delle cuciture, sulla sicurezza dei materiali e, pragmaticamente, sulla facilità di lavaggio in lavatrice. 
Se il tuo target è un pubblico attento all’ambiente, la descrizione dovrà concentrarsi sulla sostenibilità dei tessuti, sull’impronta di carbonio e sulle condizioni etiche di produzione. 
Per un acquirente di beni di lusso, invece, dovrai scendere in dettagli tecnici: il tipo di fodera, la provenienza specifica della fibra, il taglio e le tecniche di sartoria utilizzate.

Fornisci variabili e prezzi semplici

Poche cose irritano un utente quanto l’incertezza sul prezzo finale. Il costo deve essere:

  • Visibile, scritto in caratteri chiari e posizionato vicino al tasto di acquisto
  • Sconti o promozioni temporanee evidenziate accanto al prezzo originale barrato (specifica la percentuale di risparmio)
  • Se il prodotto prevede diverse varianti (come taglie o colori), assicurati che la selezione sia fluida e che il prezzo si aggiorni in tempo reale se cambiano le configurazioni.
screenshot delle variabili di taglia su una scheda prodotto di un ecommerce

🌟 Vuoi fare un passo in più?
Cerca sempre di integrare la spedizione gratuita: I costi di consegna inaspettati sono la prima ragione di abbandono durante il checkout. Spesso è strategicamente più vantaggioso incorporare il costo della spedizione nel prezzo totale del prodotto piuttosto che aggiungerlo alla fine. Il cliente percepisce un valore maggiore nel trasporto incluso rispetto a un prezzo base più basso seguito da un rincaro per la consegna.

Inserisci pulsanti e CTA prominenti

Un tasto “Aggiungi al carrello” o “Compra ora” deve essere il capolinea di tutto il lavoro di persuasione fatto nella pagina.

  • Rendi il pulsante impossibile da ignorare: usa colori che staccano nettamente rispetto alla palette del sito e posizionalo in un’area visibile
  • Usa un testo diretto: “Acquista ora”, “Aggiungi al carrello”, “Compra subito”, “Vai al checkout”.
screenshot della CTA in una scheda prodotto su un ecommerce

🌟 Vuoi fare un passo in più?
Un trend interessante che sta prendendo piede negli ecommerce è il one-step checkout o acquisto rapido. Ridurre i passaggi tra il click sulla scheda prodotto e la conferma del pagamento abbassa drasticamente la probabilità che il cliente ci ripensi e aumentano le conversioni.

Incorpora recensioni e rating

Quando non possiamo toccare con mano ciò che vediamo, come è il caso negli acquisti online, ci fidiamo di chi lo ha già fatto. Le recensioni infatti, servono sì a dare credibilità ad un acquisto (pensiamo all’insicurezza di acquistare da un brand online per la prima volta), ma aiutano anche a prendere decisioni più informate (pensiamo a dettagli non presenti nella descrizione, casi d’uso inaspettati o bisogni particolari non previsti dal commerciante). 

È successo anche a me giusto qualche settimana fa, quando stavo cercando degli organizzatori per il mio armadio. Ero indeciso tra un paio opzioni, finché non ho iniziato a spulciare le recensioni. In un commento, un utente spiegava che un modello specifico era particolarmente comodo perché impilabile a incastro, in modo simile ad un altro modello di cassettiera modulare a scorrimento. Risultato? Non ho comprato nessuna delle due opzioni iniziali e ho comprato invece per la cassettiera modulare a scorrimento menzionata dall’utente, che faceva al caso mio, anche se inizialmente non lo sapevo.

screenshot dei rating che appaiono sotto ad ogni prodotto di un sito ecommerce

🌟 Vuoi fare un passo in più?
Non cadere nella tentazione di cancellare i commenti negativi. Evidenziare sia i feedback entusiasti che quelli costruttivi offre una prospettiva equilibrata e fa percepire la tua onestà. 

Aggiungi dettagli utili

L’ultimo spunta da fare sono le risorse che risolvono i dubbi logistici o tecnici o arricchiscono con informazioni aggiuntive. 

  • Guide alle taglie
  • Manuali d’uso in PDF/video
  • Sezione FAQ specifica al prodotto
  • Informazioni logistiche su consegna, policy di reso o altro
  • Suggerimenti di prodotti correlati o versioni superiori per fare cross-selling o up-selling e aumentare il valore medio dell’ordine senza risultare invadente
screenshot dei dettagli in una scheda prodotto di un ecommerce di abbigliamento, tra cui la guida alle taglie, i materiali e le indicazioni per il lavaggio

🌟 Vuoi fare un passo in più? O magari no
Il troppo stroppia. Se la scheda prodotto diventa un’enciclopedia, l’utente si confonde e se ne va. Non tutte le pagine hanno bisogno di informazioni extra.
Analizza il tuo catalogo e aggiungi solo ciò che realmente facilita la vendita o riduce il carico di lavoro del tuo servizio clienti. L’obiettivo è la chiarezza, non il volume di testo.

Come fare una scheda prodotto veramente buona: Best practice + esempi

Per fare una scheda prodotto veramente efficace devi combinare una navigazione intuitiva, un copywriting che trasformi le caratteristiche in benefici e un’ottimizzazione tecnica che renda la pagina veloce e visibile sui motori di ricerca. 

Seguendo queste best practice potrai costruire un percorso di fiducia che guidi l’utente dal primo sguardo al click sul tasto di acquisto, eliminando ogni possibile attrito o dubbio.

Navigazione che facilita l’UX

Una navigazione pulita toglie gli ostacoli e indica con precisione dove si trova la cassa. Se l’architettura del tuo sito è confusa, l’attrito tecnologico danneggia la vendita. La struttura della scheda prodotto deve fornire quindi un percorso guidato, non un labirinto. 

Usa una gerarchia visiva chiara: tutto ciò che è assolutamente essenziale deve stare above the fold, ovvero nella parte di schermo visibile senza dover scorrere. Foto, titolo, prezzo e tasto di acquisto devono dominare la prima visuale. Quello che aiuta o completa le informazioni, come I dettagli tecnici e le recensioni, va nella parte sottostante, cioè below the fold.

Per garantire un’esperienza fluida, è necessario curare questi aspetti strutturali:

  • Menu e funzioni di ricerca devono essere sempre rintracciabili, preferibilmente in una barra di navigazione fissa o con un’icona ben visibile. 
  • Design accessibile e responsive. La tua scheda prodotto deve essere perfetta su uno schermo da 6 pollici quanto su un monitor da 27, con testi leggibili e bottoni facili da cliccare con il pollice o con un lettore schermo.
  • Gestione degli spazi: Usa paragrafi brevi, elenchi puntati e icone per le caratteristiche tecniche. Evita i muri di testo e l’ammucchiarsi di troppi elementi. 
  • Categorizzazioni, tag ed etichette chiare. Troppe categorie o etichette ambigue confondono l’utente.

Copywriting persuasivo

Non ci sono dubbi che il testo di una scheda prodotto debba vendere, ma come?

  • Evita l’elenco arido di specifiche
  • Scegli con cura il registro linguistico, parla la lingua del tuo cliente. Se vendi attrezzatura da giardinaggio a hobbisti, usa parole che evocano il piacere di vedere il proprio prato fiorire ed evita termini eccessivamente tecnici senza contesto.
  • Anticipa le obiezioni. Se sai che il prezzo del tuo prodotto è superiore alla media perché usi materiali pregiati, spiegalo subito. 
  • Trasforma ogni caratteristica in un beneficio tangibile. Per esempio: “la suola in gomma vulcanizzata ti garantisce una tenuta perfetta anche sulla roccia bagnata, evitandoti scivoloni pericolosi”. 
  • Aiuta l’utente a visualizzare il prodotto nella propria quotidianità, dai spazio alle emozioni.
screenshot di un'altra descrizione nella scheda prodotto di un ecommerce

Se scrivere non è il tuo mestiere o se la mole di prodotti nel tuo catalogo è troppa per un team ristretto, sfrutta l’IA per superare il blocco o per velocizzare la creazione di bozze efficaci. All’interno di SiteGround AI Studio, ad esempio, hai a disposizione un Agente specializzato nel copywriting pronti a generare descrizioni calibrate sul tuo target partendo da semplici note tecniche. È lo strumento ideale per chi non ha un intero team editoriale alle spalle ma non vuole rinunciare a una comunicazione professionale. 

💡Consiglio
Ricorda che l’IA ti fornisce l’ossatura, ma il tocco finale deve essere il tuo. Intervieni sempre per umanizza il contenuto: personalizza i testi, aggiungi quei dettagli che solo chi conosce il prodotto può sapere e parla al pubblico che conosci. La tecnologia serve ad accelerare il lavoro, ma è la tua voce autentica a chiudere la vendita.

Non dimenticare la SEO

Ottimizzare una scheda prodotto per i motori di ricerca è una necessità pratica: se Google non capisce o non si fida di cosa vendi, non lo mostrerà a chi lo sta cercando. La SEO per l’ecommerce inizia da:

screenshot dei rich snippet in una SERP, dove appaiono titolo, immagine, prezzo e recensioni
  • Parole chiave strategiche: Includi nel titolo e nella descrizione i termini che i tuoi clienti usano realmente, come il colore, il materiale o l’uso specifico del prodotto. Per esempio “Scarpa da trekking ed escursione impermeabile: Modello XF-89”.
  • Dati strutturati e Rich Snippet: Implementa il markup dei dati strutturati permette ai motori di ricerca di visualizzare informazioni preziose direttamente nei risultati di ricerca, come il prezzo, la disponibilità e le stelline delle recensioni. Questo aumenta drasticamente la probabilità che un utente clicchi sul tuo link rispetto a uno spoglio e privo di dettagli.
  • Performance tecniche: Google penalizza i siti lenti. Se una pagina impiega troppo tempo a caricare immagini ad alta risoluzione, scivola in fondo alle classifiche di ricerca.

La velocità e la fluidità sono pilastri fondamentali della SEO moderna. Per questo motivo, la scelta dell’infrastruttura non è un dettaglio tecnico secondario. Sfruttare un ambiente ottimizzato come quello dell’Ecommerce Builder di SiteGround ti da un vantaggio in partenza. Grazie a un’infrastruttura di hosting ultraveloce e sicura, le tue pagine caricheranno istantaneamente, garantendo quella reattività che sia gli utenti che i motori di ricerca pretendono oggi. Per quanto riguarda le complessità tecniche, abbiamo integrato gli strumenti che le gestiscono tutte al posto tuo, permettendoti di concentrarti solo sulla vendita e sulla crescita del tuo brand.

Sfrutta al meglio le tue schede prodotto

Le tue schede prodotto meritano un ecommerce non solo bello, ma che sia montato su un’impalcatura d’acciaio. Costruisci un’esperienza d’acquisto impeccabile, supportata dalla sicurezza e dalla potenza di chi mastica il web ogni giorno da vent’anni. Con l’Ecommerce Builder di SiteGround, pensiamo noi alle difficoltà tecniche:

  • Velocità che converte: Grazie a un’infrastruttura hosting tra le più veloci in Europa, le tue schede prodotto caricano in un lampo, soddisfacendo sia l’impazienza dei clienti che i requisiti di Google.
  • Semplicità operativa: Non serve essere un programmatore per creare una scheda perfetta. Il nostro builder drag-and-drop ti permette di trascinare gli elementi, gestire le varianti e impostare i prezzi facilmente.
  • Crescita assistita dall’IA: Con le funzionalità AI incorporate e AI Studio, hai un collaboratore instancabile che genera contenuti in pochi secondi, lasciandoti il tempo di concentrarti sulla strategia e sul tocco umano.

Vuoi vedere come trasformare la tua idea in un negozio online attivo oggi stesso? Dai un’occhiata a come funziona il nostro Ecommerce Builder e inizia a costruire l’online store perfetto per te.

FAQ riguardo le pagine prodotto

Come si fa una scheda prodotto efficace?

Una scheda prodotto efficace è un equilibrio tra tre elementi fondamentali: informazione,  persuasione e riduzione dell’attrito. Descrive il prodotto, rassicura l’utente sulla validità della sua scelta e rende l’acquisto facile. 
Per farlo devi conoscere il tuo cliente, parlare la sua lingua e rispondere preventivamente ai suoi dubbi. Visivamente, deve essere pulita, con il tasto di acquisto e il prezzo immediatamente identificabili senza dover scorrere la pagina.

Quali elementi non possono mancare in una scheda prodotto ecommerce?

Esistono dei componenti non negoziabili che costituiscono l’ossatura di ogni vendita online:
– Immagini di alta qualità scatti da più angolazioni che permettano di capire il prodotto.
– Titolo chiaro e prezzo visibile, senza ambiguità su cosa si sta comprando e a che costo.
– Descrizione orientata ai benefici
– CTA prominente
– Recensioni e valutazioni degli utenti per costruire fiducia istantanea.
– Informazioni logistiche come tempi di consegna e politiche di reso ben spiegate.

Come ottimizzare la scheda prodotto per i motori di ricerca?

L’ottimizzazione SEO di una pagina prodotto richiede un approccio sia testuale che tecnico.
Contenuto: usa parole chiave specifiche nel titolo e nelle descrizioni.
Tecnicità: Utilizzare i dati strutturati (Schema markup) per apparire nei risultati di ricerca con i rich snippet. Scegli un’infrastruttura hosting performante per caricamento veloce e buona  reputazione.

La modifica visiva e la generazione di immagini tramite IA sono ora disponibili in Coderick AI.

rappresentazione astratta della modifica visiva di una creazione IA

Se hai già lavorato con Coderick AI, sai come funziona: descrivi ciò che desideri e Coderick lo crea. È veloce, intuitivo e funziona. Ma una volta che il tuo progetto inizia a prendere forma, non ogni modifica richiede una richiesta completa. A volte vuoi semplicemente correggere un errore di battitura, sostituire un’immagine o regolare il colore di un pulsante, e vuoi farlo subito, senza dover ripetere lo scambio di messaggi con l’IA.

Ecco perché abbiamo creato la modifica visiva.

Clicca, modifica, fatto: ecco la modifica visiva.

GIF di clic, modifica e modifica in Coderick

La modifica visiva è un nuovo modo per apportare modifiche ai tuoi progetti Coderick AI, direttamente nell’anteprima, con un click. Invece di andare in chat e scrivere una nuova richiesta ogni volta che vuoi modificare qualcosa di piccolo, ora puoi cliccare su qualsiasi testo, pulsante, immagine, link o sezione e modificarlo all’istante.

Aggiorna un titolo. Correggi un errore di battitura. Cambia l’etichetta di un pulsante. Scambia un link. Regola un colore. Tutto avviene esattamente dove lo vedi, senza bisogno di richieste e senza crediti.

È il tipo di modifica che ti sembra ovvia una volta provata e di cui non potrai più fare a meno.

Genera immagini con l’IA, proprio dove ti servono

GIF di generazione di immagini con IA in Coderick

Realizzare un progetto di solito significa aver bisogno di immagini e, fino ad ora, questo implicava uscire da Coderick, cercare o creare un’immagine altrove e caricarla di nuovo. Con la generazione di immagini tramite IA, ora puoi cliccare su qualsiasi immagine nel tuo progetto, generarne una nuova con l’IA e sostituirla immediatamente. Controllala nel contesto e continua: niente strumenti aggiuntivi, niente cambi di contesto, niente caricamenti manuali.

E se hai già l’immagine giusta per quel punto, caricala direttamente. Questa operazione non richiede l’IA e non ti costa crediti.

Trasforma sezioni o aggiorna elementi su larga scala con modifiche mirate tramite l’IA.

aggiornare un elemento con Coderick AI

Alcune modifiche vanno oltre una semplice sostituzione di testo, ma non richiedono nemmeno un intervento completo sul progetto. Ad esempio, la sezione prezzi potrebbe richiedere un layout completamente diverso. Oppure la barra di navigazione del tuo sito potrebbe richiedere un design diverso. Non si tratta di piccoli ritocchi, né di interventi che richiedono la creazione di una nuova pagina.

Ecco a cosa servono le modifiche mirate tramite l’IA nell’editor visuale. Dall’editor visuale, seleziona una sezione o un elemento e clicca su “Modifica con IA”. La chat IA di Coderick si concentra sull’elemento selezionato: descrivi cosa vuoi modificare e l’IA rielabora solo quella parte. Il resto del progetto rimane invariato.

La differenza rispetto alla chat IA principale di Coderick è semplice: la chat è pensata per interventi sull’intero progetto, come l’aggiunta di nuove pagine o modifiche strutturali. Le modifiche mirate tramite IA sono invece ideali quando sai già cosa deve essere modificato e hai solo bisogno che l’IA lo faccia, con precisione, in quel punto o in quella sezione specifica. Interventi più brevi, nessun effetto collaterale indesiderato, risultati migliori.

Risparmia crediti per il lavoro che conta davvero

Non tutte le modifiche richiedono l’IA e ora non tutte le modifiche costano crediti. Le modifiche rapide tramite la Modifica Visuale non consumano crediti. Il tuo saldo rimane intatto per il lavoro che effettivamente richiede l’IA: generare nuove sezioni, rielaborare i layout o creare immagini. E quando utilizzi la Modifica con IA, questa agisce solo sulla sezione selezionata, ottenendo risultati più precisi con meno crediti per modifica.

Ecco come funziona:

tabella che mostra come funzionano i crediti di Coderick AI

Come usare la modifica visuale?

Iniziare richiede pochi secondi:

  1. Apri un progetto qualsiasi in Coderick AI.
  2. Clicca sul pulsante Modifica visuale per passare dal builder basato sulla chat all’editor visuale.
  3. Clicca su qualsiasi elemento nell’anteprima del progetto (testo, pulsanti, immagini, link) e modificalo direttamente.
  4. Per generare un’immagine clicca su un’immagine esistente e utilizza l’opzione di generazione immagini tramite IA.
  5. Per modifiche più consistenti seleziona una sezione e scegli “Modifica con IA” per rielaborarla seguendo un suggerimento mirato.

Quando hai finito, clicca su Salva per salvare le modifiche oppure su Esci per annullarle.

Pronto a provarlo?

Coderick AI è stato creato per portarti dall’idea al progetto il più velocemente possibile. Ma la velocità non riguarda solo la prima build: riguarda tutto ciò che viene dopo. Le modifiche, i perfezionamenti, quei momenti in cui ti chiedi “puoi cambiare solo quella cosa?” che si sommano.

La modifica visuale rende questi momenti più veloci ed economici. Le modifiche rapide non costano crediti. Le modifiche più importanti sono più mirate. E la generazione di immagini tramite IA significa un motivo in meno per abbandonare il progetto.

Ora è disponibile in tutti i progetti Coderick AI. Apri un progetto, passa alla modifica visuale e scopri la sensazione di cliccare, modificare e continuare a costruire.

INIZIA A CREARE →

AI App Builder: Benvenuti nel futuro del business digitale

illustrazione di una chat IA dove viene richiesto di descrivere un app affinchè il builder possa crearla

Sarò diretto: se hai mai avuto un’idea per un prodotto digitale e l’hai lasciata morire in una nota vocale o in un Google Doc perché ti serviva uno sviluppatore, questo articolo è per te.

Punti chiave:

  • Cosa sono gli AI app builder: Piattaforme che traducono il linguaggio naturale in applicazioni funzionali. L’utente descrive l’intenzione, lo strumento genera struttura, logica e funzionamento.
  • Vantaggi operativi:
    • Eliminazione dell’attrito tecnico
    • Riduzione del costo di avvio
    • Velocità di validazione
    • Iterazione senza rifare tutto da capo
  • Profili con casi d’uso:
    • Imprenditori in fase iniziale (MVP, calcolatori, moduli di segmentazione, sperimentazione continua di messaggi)
    • Freelance e team piccoli (microsite, portali di onboarding, dashboard di reporting)
    • Business orientati alla crescita (pagine per verticale, lead scoring automatico, sistemi di prenotazione integrati)

Sviluppo e scalo aziende tecnologiche da oltre 20 anni e, per la maggior parte di questo tempo, saper programmare è stata condizione necessaria per creare software. Creare qualsiasi prodotto digitale significava scegliere lo stack tecnologico giusto, prendere decisioni tecniche con ampio anticipo e dare per scontato che ogni minimo cambiamento sarebbe costato caro. E significava anche assumere, trovare il developer giusto, spiegargli la tua visione, pregare che la interpretasse correttamente e aspettare settimane prima di vedere qualcosa sullo schermo. Tutto questo ha segnato una generazione di imprenditori che hanno imparato a muoversi con estrema cautela. Fin troppa.

Quel mondo sta cambiando a una velocità che, se non presti attenzione, può intimidire. La tecnologia non è più la barriera principale. Ciò che frena i più non è la mancanza di codice, ma la mancanza di velocità: velocità nel testare, nell’iterare, nel capire se quello che hai tra le mani merita di essere scalato o se sia meglio fare pivot prima che sia troppo tardi.

La prossima frontiera dello sviluppo

Stiamo entrando in quella che alcuni chiamano l’era del Fast SaaS: cicli più brevi, meno vantaggio temporale e una pressione costante per eseguire meglio degli altri. Ho tenuto una conferenza proprio sul Fast SaaS al South Impact e ho sottolineato un aspetto che ho verificato guidando diverse strategie di Go-to-Market: il software è diventato una commodity, un prodotto di base. La sfida non è più costruire, la vera difficoltà è decidere cosa valga la pena costruire.

Ed è qui che entra in gioco il vibe coding. Ma cosa significa esattamente? 

Su un piano puramente pratico, si tratta di scrivere codice con l’intelligenza artificiale. L’impatto di questa innovazione però è profondo, perché cambia il rapporto tra chi ha l’idea e la tecnologia che la rende possibile. Invece di partire dallo strumento, si parte dall’intenzione. Invece di configurare per giorni, si conversa. Si prova. Si aggiusta. Si avanza. Ma non si tratta nè di magia né di automazione totale. È iterazione assistita. È ciò che ti permette di ridurre l’attrito nelle prime fasi di un progetto, quando sei ancora in fase di esplorazione.

In questo articolo ti spiegherò cosa sono gli AI app builder, cosa puoi farci concretamente, come iniziare passo dopo passo e perché credo rappresentino un cambio di paradigma per imprenditori, freelancer e piccoli team che non vogliono dipendere da processi lenti e costosi per lanciare un’idea sul mercato. In un mondo dove tutto viene copiato sempre più velocemente, il vantaggio non sta più nel farlo perfettamente, ma nel renderlo possibile.

Cosa è un app builder AI?

Gli AI app builder, ovvero creatori di app con IA, sono piattaforme di sviluppo che ti permettono di realizzare siti web e applicazioni utilizzando il linguaggio naturale. In SiteGround abbiamo sviluppato il nostro app builder, Coderick AI. Funzionano tutti in modo simile:

Quello che fai tu      →Quello che fa l’app builder
Descrivi la tua idea, ciò di cui hai bisogno e come dovrebbe funzionareGenera la struttura, la logica interna e il funzionamento della tua applicazione.

Questo significa che non devi più iniziare scrivendo codice né prendere decisioni tecniche complesse fin dal primo giorno. Puoi descrivere cosa vuoi costruire, vedere una prima versione funzionale e continuare a perfezionarla attraverso una conversazione continua con la macchina.

C’è però da chiarire un punto fondamentale: un app builder con IA non sostituisce la visione di business né l’intuito umano. Sei sempre tu a decidere il cosa e il perché. Ciò che fanno questi strumenti è accelerare il percorso tra un’idea e una prima realtà utilizzabile. Eliminano il punto in cui spesso ci si blocca, cioè l’esecuzione tecnica. E questo, nel contesto attuale, cambia completamente le regole del gioco.

I vantaggi degli AI app builder nell’imprenditoria digitale

Adottare un AI app builder è, prima di tutto, una decisione strategica su dove investire la tua energia mentale. Come fondatore, la tua risorsa più scarsa è il focus. Nell’era del Fast SaaS, perdere tre mesi a discutere dello stack tecnologico prima ancora di avere un solo utente è un modo di procedere troppo lento. Delegando l’esecuzione tecnica all’IA, puoi tornare a essere ciò di cui il tuo business ha davvero bisogno, cioè l’architetto della strategia.

1. Meno barriere all’ingresso

Uno dei grandi freni storici dell’imprenditoria digitale è stato il costo dell’avvio, sia economico che mentale. Scegliere la tecnologia, l’hosting, l’architettura, la scalabilità… troppe decisioni tecniche quando non hai ancora nemmeno le risposte chiare sul modello di business. Gli app builder IA riducono questo peso iniziale e ti permettono di iniziare senza dover sapere tutto subito. Puoi avere una prima versione funzionale ancora prima di aver assunto qualcuno.

2. Velocità nel testare le idee

Quando il software diventa una commodity, il vantaggio non sta nel costruire di più, ma nell’imparare prima degli altri.

Poter creare landing page, funnel di vendita o versioni iniziali di un prodotto in poco tempo ti permette di validare i messaggi, capire i tuoi utenti e aggiustare modelli senza grandi investimenti preventivi. Il tuo obiettivo non deve essere indovinare la soluzione perfetta al primo colpo, ma iterare con criterio ed eliminare rapidamente ciò che non funziona.

3. Iterazione continua senza ricominciare da zero

Aggiustare, tornare indietro, provare un altro approccio o cambiare un intero flusso di lavoro smette di essere uno stress. Il progetto si evolve con te, senza la necessità di ricominciare da capo ogni volta che cambi idea o che il mercato ti dà un feedback inaspettato. Questo si sposa perfettamente con la logica del Fast SaaS: cicli brevi, apprendimento costante e decisioni basate sull’uso reale, non sulle supposizioni.

4. Abbattimento dei costi

Qui i numeri parlano chiaro. Ciò che prima richiedeva budget a cinque cifre e settimane di sviluppo — un MVP funzionante, un funnel completo, una dashboard interna — ora può essere costruito con una frazione del costo, in ore o giorni. Questo non significa che sia gratis o che la qualità sia automatica, ma l’equazione economica del “testare un’idea” è cambiata radicalmente. Per un imprenditore o un piccolo team, questo rappresenta un prima e un dopo.

Casi d’uso degli AI app builder: l’IA per creare soluzioni personalizzate

Il valore reale di un AI app builder si dimostra un martedì mattina, quando devi risolvere un intoppo che sta danneggiando le tue conversioni. Non siamo qui per creare delle demo carine, siamo qui per creare strumenti capaci di spostare l’ago della bilancia del tuo conto economico. Dal validare un angolo di mercato in poche ore all’automatizzare quei processi operativi interni che oggi gestisci a mano: ecco i casi in cui l’agilità dell’IA si trasforma in profitto.

Primo caso d’uso: Imprenditori in fase early-stage

In qualità di advisor per founder e VC, vedo spesso team letteralmente paralizzati dagli aspetti tecnici. Per chi sta esplorando un’idea o un nuovo modello di business, gli AI app builder permettono di costruire dei MVP funzionanti, metterli in mano agli utenti, ottenere feedback reale e prendere decisioni basate su informazioni concrete, anziché procedere solo a intuito.

Alcuni esempi pratici di ciò che puoi creare per questa fase con un app builder:

  • Landing page per validare una proposta di valore prima di investire nel prodotto finale.
  • Funnel di acquisizione con diversi messaggi, hook e CTA per testare cosa converte meglio.
  • Calcolatori personalizzati (di prezzo, di ROI, di risparmio) che offrono valore all’utente e catturano lead qualificati.
  • Form intelligenti che segmentano automaticamente gli utenti in base alle loro risposte.

Ma la cosa si fa davvero interessante per gli imprenditori orientati alla crescita, che hanno bisogno di creare decine o centinaia di landing page, testando messaggi diversi e adattando ogni variazione a una specifica nicchia di utenti, canale o campagna.

Anziché presentare un’unica landing perfetta, gli app builder ti permettono di orchestrare sperimentazioni continue: lanciare velocemente, misurare la risposta per segmento, aggiustare il tiro e scalare solo ciò che dimostra una trazione reale. È un approccio che mi piace descrivere come più sperimentale che perfezionista.

Secondo caso d’uso: Freelance e piccoli team

Se sei un freelance o hai un team di due o tre persone, sai bene cosa significa fare i salti mortali tra i progetti dei clienti e la tua infrastruttura. Gli AI app builder ti permettono di lanciare progetti, pagine specifiche o soluzioni rapide senza attriti tecnici né dipendenze non necessarie.

Altri esempi concreti di cosa possono creare freelance e piccoli siti con un app builder:

  • Micrositi di campagna per clienti che hanno bisogno di qualcosa di rapido e funzionale.
  • Portali di onboarding per nuovi clienti con documentazione e passaggi guidati.
  • Dashboard di reporting semplici per presentare i risultati ai clienti senza dipendere da strumenti complessi.
  • Strumenti interni come tracker di task, gestori di contenuti o calendari editoriali.

Terzo caso d’uso: Business orientati alla crescita e alla distribuzione

In un mercato dove la distribuzione è la chiave, l’IA accelera l’esecuzione mentre tu ti concentri sulla strategia. La capacità di creare e aggiustare rapidamente gli asset di acquisizione diventa un vero vantaggio competitivo.

Anche qui vediamo qualche esempio di cosa puoi creare con una piattaforma di sviluppo AI:

  • Pagine di acquisizione per verticale o area geografica, ognuna adattata a un segmento specifico.
  • Strumenti di lead scoring che qualificano automaticamente i contatti in entrata.
  • Sistemi di prenotazione o demo booking integrati nel tuo flusso di acquisizione.
  • Strumenti di automazione follow-up post-registrazione per ridurre il churn nelle prime ore.

Come iniziare a usare l’IA per creare le tue applicazioni

Prima di aprire qualsiasi strumento, c’è una premessa che devo fare. Inizia avendo chiaro quale problema vuoi risolvere e per chi. Gli app builder AI sono potenti, ma la loro efficacia dipende dalle istruzioni che dai loro. E le buone istruzioni nascono da obiettivi strategici chiari. Se indichi semplicemente “voglio un’app”, avrai risultati deludenti. Focalizzati. Qualcosa come “voglio ridurre il churn rate del 5% automatizzando l’onboarding dei nuovi utenti”. Più concreto è il punto di partenza, migliore sarà il risultato.

Con questo concetto bene in mente, ecco un quadro pratico per iniziare:

Passo 1: Scomponi i task

Non chiedere all’IA di costruire l’intera applicazione in un colpo solo.
Inizia con il formulare un problema in una singola frase. Definisci chiaramente l’utente principale (tu? il tuo team? il tuo cliente?), la sua problematica più critica (pain point) e il compito principale che deve poter completare.

Costruisci prima lo scheletro (navigazione di base e flusso centrale) e poi aggiungi le funzioni una per una. Ogni passaggio ti dà l’opportunità di verificare, aggiustare e imparare prima di procedere al successivo.

Passo 2: Definisci i ruoli degli utenti e i livelli di accesso

Fin dal primo giorno, stabilisci chi usa l’applicazione e cosa può vedere o fare ogni profilo. Questa non è solo una buona pratica di prodotto, ma stabilisce una governance sulla privacy dei dati e sull’uso etico dello strumento.

Ti faccio un esempio semplice per capirci meglio: i clienti navigano tra i prodotti e completano gli ordini, gli amministratori gestiscono l’inventario e visualizzano le metriche tramite un pannello di controllo. Questa distinzione, per quanto ovvia possa sembrare, deve essere chiara fin dall’inizio.

Passo 3: Sviluppa e dai priorità

Non tutte le funzioni hanno lo stesso impatto. Dai priorità in base alla fattibilità e al ritorno atteso, e lavora in sprint brevi che incorporino i feedback fin da subito.

In pratica, questo implica tre cose:

  • Definire il modello dati di base: Quali elementi compongono il tuo sito o la tua app e come sono relazionati tra loro.
  • Spiegare la logica funzionale: Quali azioni possono compiere gli utenti, cosa succede quando cliccano su un pulsante, quali flussi si attivano.
  • Specificare lo stile e il design dell’interfaccia: Non serve un mockup perfetto, ma descrizioni chiare del look & feel e delle parole chiave del sistema di design che desideri.

Passo 4: Esegui e perfeziona

Lancia un pilota. Integralo nel tuo business attuale, anche se su piccola scala. E raccogli feedback costantemente. La forza principale del lavorare con l’IA è proprio la capacità di iterare basandosi su nuovi dati. Ogni round di feedback è un’opportunità di miglioramento che, con gli strumenti tradizionali, avrebbe richiesto settimane.

Sfrutta tutto il potenziale dell’IA per dare slancio al tuo business

L’intelligenza artificiale non è qui per sostituire la tua visione o il tuo intuito. Hai ancora bisogno di sapere cosa costruire, quando testarlo e come farlo crescere. Quello di cui non hai più bisogno, invece, è saper programmare. L’intelligenza artificiale interviene per eliminare l’attrito, permettendo a più persone di costruire, testare e imparare dai dati reali senza rimanere bloccate dalla complessità tecnica.

In questo mondo che non smette mai di correre, vince chi esegue meglio, chi testa prima e chi capisce come la propria soluzione si inserisce nel flusso reale dei propri utenti. Se hai un’idea in mente, che sia una landing page, un funnel, un MVP o uno strumento interno, oggi non devi più risolvere l’intero puzzle tecnico prima di fare il primo passo.

Ho scalato startup in fasi avanzate di Serie B ($30M), C ($80M) e D (+$1.000M), ho guidato strategie di growth e ho aiutato aziende a penetrare mercati internazionali: so per esperienza che l’attrito tecnico è il nemico numero uno. Per questo abbiamo creato Coderick AI. Per fare in modo che, finalmente, il software segua il ritmo delle tue idee.

Vogliamo che tu passi dall’intenzione all’esecuzione di qualcosa di funzionale, con la tranquillità di sapere che la tua app gira su un’infrastruttura solida. Senza migrazioni. Senza salti nel vuoto tecnici. Senza dover ricominciare da capo. Non hai bisogno di essere un developer, ti basta la visione che ti ha portato fin qui.

Ti presentiamo il nuovo SiteGround Website Builder: da un semplice strumento di creazione di siti a una piattaforma completa per creare, vendere e crescere online

Immagine astratta della creazione di un nuovo sito web di e-commerce

Dal lancio di SiteGround Website Builder lo scorso anno, migliaia di voi lo hanno utilizzato per creare siti web, aprire negozi online e ampliare la propria presenza sul web. Abbiamo lavorato a stretto contatto con voi, impegnandoci per offrirvi un’esperienza di progettazione più potente, funzionalità di ecommerce più avanzate e gli strumenti necessari per sfruttare al meglio il vostro sito in ogni fase.

Oggi annunciamo una nuova importante versione di SiteGround Website Builder. Si tratta di un significativo passo avanti per l’intera piattaforma, con nuovi piani dedicati pensati per adattarsi al tuo modo di costruire e far crescere il tuo sito online.

Maggiore libertà di progettazione con il nuovo editor drag-and-drop

Negozio online - sconto e iscrizione email

Il cuore dell’esperienza di creazione è un editor drag-and-drop basato su griglia che ti offre il pieno controllo creativo sul layout. Posiziona qualsiasi elemento (testo, immagini, pulsanti, moduli) esattamente dove desideri sulla pagina. Trascinalo, ridimensionalo, sovrapponilo. Le guide di allineamento intelligenti mantengono tutto in ordine, ma il design è interamente a tuo discrezione.

Hai il pieno controllo del design. Il controllo va ben oltre il layout. Scegli colori indipendenti per ogni componente. Seleziona font diversi per ogni tipo di titolo e paragrafo. Ritaglia le immagini direttamente. Perfeziona bordi e angoli arrotondati. Hai il pieno controllo per personalizzare il tuo sito.

Parti da un template progettato da professionisti, importa sezioni e blocchi predefiniti oppure crea da zero. Utilizza l’Assistente IA per generare i testi, seleziona le immagini dalla galleria integrata e lascia che l’ottimizzazione automatica per dispositivi mobili si occupi del resto. Che tu dedichi venti minuti o due ore alla personalizzazione, il risultato sarà un sito che sembra creato appositamente per il tuo brand.

Un sito web professionale è un ottimo punto di partenza. Ma se il tuo obiettivo è vendere online, non dovresti aver bisogno di una piattaforma separata per realizzarlo.

SiteGround Website Builder ti permette di gestire un negozio online completo dallo stesso ambiente in cui progetti il ​​tuo sito. Passa da zero alla prima vendita in poche ore, non in settimane. Nessun plugin, nessuna integrazione di terze parti, nessun sistema separato da imparare.

Inizia con un template di negozio progettato per presentare e vendere i tuoi prodotti in modo efficace, quindi personalizzalo in base al tuo brand. A quel punto, avrai tutto il necessario per iniziare a vendere:

Cruscotto del negozio online per monitorare le vendite

Configurazione del tuo negozio online

  • Prodotti. Vendi beni fisici, prodotti scaricabili o servizi. Aggiungi varianti di prodotto, carica immagini e gestisci il tuo catalogo in blocco. L’Assistente IA integrato ti aiuta a generare titoli, descrizioni e categorie di prodotto, consentendoti di popolare il tuo negozio più velocemente.
  • Pagamenti. Accetta pagamenti con diverse opzioni fin da subito. Il tuo checkout è ottimizzato per la conversione, segue le migliori pratiche di ecommerce e funziona sul tuo dominio.
  • Spedizione e tasse. Imposta le regole di spedizione in pochi minuti con zone di spedizione facilmente modificabili. Il calcolo delle tasse è integrato e personalizzabile.
  • Gestione degli ordini. Elabora gli ordini, emetti rimborsi e gestisci le consegne da un’unica dashboard. Tieni traccia dell’inventario a colpo d’occhio, inclusi avvisi di scorte in esaurimento e prodotti più venduti.
  • Clienti. Visualizza le informazioni dei clienti, monitora il comportamento di acquisto e consenti agli acquirenti di creare account per tracciare gli ordini e tornare facilmente.
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Crescita e conversioni migliori

  • Sconti e promozioni. Crea offerte mirate con il pieno controllo su tipologie di sconto, durata e disponibilità. Lanciale immediatamente o programmale per una data specifica. Aggiungi liste dei desideri per consentire ai clienti di salvare i prodotti e tornare quando sono pronti.
  • Feed di prodotto e monitoraggio. Collega il tuo negozio alle piattaforme social, a Google Merchant Center, ai feed di ChatGPT e a MetaCommerce Manager per la vendita multicanale. Monitora le prestazioni su tutti i canali con le integrazioni di Google Tag Manager e Meta Pixel.
  • SEO e analytics. Gli strumenti SEO integrati con sitemap automatiche, URL ottimizzati per i motori di ricerca e categorizzazione dei prodotti tramite IA aiutano i tuoi prodotti a essere trovati. Le analisi in tempo reale su ordini, vendite e traffico ti consentono di vedere cosa funziona e dove concentrarti in futuro.

Tutto ciò che ti serve per lanciare, gestire e far crescere un negozio online senza dover usare strumenti diversi.

Nuovi piani pensati per ogni fase della tua crescita

Con l’evoluzione del Website Builder da semplice strumento per la creazione di siti web a piattaforma completa per la creazione, la vendita e la crescita online, abbiamo introdotto piani dedicati, ciascuno pensato per una diversa fase del tuo percorso.

Tutti i piani includono l’hosting premium di SiteGround, potenti strumenti basati sull’IA e assistenza clienti h24. Puoi provare qualsiasi piano gratuitamente per 14 giorni con accesso completo a tutte le funzionalità, senza bisogno di carta di credito.

Prova il nuovo Website Builder

Ora vogliamo che tu lo provi di persona.

Il tuo feedback ha contribuito a plasmare ogni aspetto di questo aggiornamento, dall’editor a griglia al toolkit per l’ecommerce, fino ai piani stessi.

Inizia una prova gratuita. Crea e dicci cosa ne pensi.

10 modi per ottenere più lead tramite i moduli di iscrizione alle email

Sulla carta, far crescere una mailing list sembra semplice. In pratica, aggiungi un modulo di iscrizione, controlli le statistiche e vedi solo una manciata di nuovi iscritti ogni mese.

In questo post, ti guideremo attraverso 10 modi pratici per aiutare i tuoi moduli di iscrizione ad attrarre più iscritti: da cosa offrono a dove li posizioni. Lungo il percorso, vedrai anche come piccoli accorgimenti ti aiutano ad attrarre iscritti che si presentano come lead qualificati adatti alla tua attività.

Punti chiave

– Utilizza i moduli non solo per “ottenere iscritti”, ma anche per catturare lead con chiari segnali di acquisto.
– Aggiungi uno o due campi personalizzati in modo da sapere cosa desidera ogni persona e come contattarla.
– Collega i moduli ad automazioni semplici in modo che ogni iscrizione riceva email pertinenti, non una sequenza generica.

I 10 moduli trattati in questa guida:

  1. Modulo per sconto di benvenuto: per i visitatori prossimi all’acquisto
  2. Modulo lead magnet: per chi sta cercando un problema
  3. Notifica di riassortimento: per prodotti esauriti
  4. Avviso di calo prezzo: per gli acquirenti attenti al prezzo
  5. Modulo di lista d’attesa: per lanci e servizi completamente prenotati
  6. Registrazione a webinar o eventi: per un pubblico specifico
  7. Iscrizione a sfide o corsi: per chi necessita di un aiuto strutturato
  8. Modulo basato sugli interessi: in modo che gli iscritti selezionino autonomamente ciò che li interessa
  9. Modulo di preferenza di frequenza: in modo che le persone scelgano la frequenza con cui ricevere tue notizie
  10. Modulo per ruolo o tipo di pubblico: per aziende con diverse tipologie di clienti

Utilizza offerte più specifiche nei tuoi moduli per ottenere lead con intenzioni più elevate

A volte l’unica cosa che si frappone tra te e più lead è ciò che offri nei tuoi moduli di iscrizione. Un invito all’azione “iscriviti alla nostra newsletter” è troppo generico per attrarre abbonati qualificati. Le persone che si iscrivono sono, nella migliore delle ipotesi, curiose, non motivate. Chi è effettivamente prossimo all’acquisto ha bisogno di qualcosa di più specifico per fermarsi e consegnare il proprio indirizzo email.

Ecco due tipologie di moduli che attraggono persone già propense all’azione.

1. Inizia con un codice sconto di benvenuto

Ideale per: Ecommerce, servizi, coach

Necessità: “Sono interessato all’acquisto, ma ho bisogno di una piccola spinta per impegnarmi.”

Questo è lo scambio di valore più semplice: qualcuno sta valutando un acquisto e tu offri uno sconto in cambio della sua email. Ottieni un iscritto che ha già mostrato intenzione di acquisto e gli viene dato un motivo per agire ora invece che “un giorno”.

Cosa lo rende efficace

  • Il visitatore ottiene un valore tangibile (10% di sconto, spedizione gratuita, una sessione bonus o un campione gratuito).
  • Ottieni un lead che sta attivamente navigando sul tuo prodotto o servizio e che probabilmente sarà interessato a email e offerte future.
  • L’email che invii successivamente ha uno scopo chiaro: “Ecco il tuo codice sconto, ecco come usarlo”.

Se vendi servizi, potrebbe trattarsi di uno “sconto X% sulla tua prima sessione”, di un “audit gratuito” o di una “consulenza bonus di 30 minuti” anziché di uno sconto sul prodotto.

Dove posizionarlo

  • Pagine di prodotti o servizi, dove l’intenzione di acquisto è più alta.
  • La tua homepage, per i nuovi visitatori che ti stanno appena scoprendo.

Cosa chiedere

  • Email (essenziale)
  • Nome (facoltativo ma consigliato, per personalizzare l’oggetto e le introduzioni)

Cosa inviare successivamente (semplice flusso di 3 email)

  • Email 1: Sconto + come utilizzarlo
  • Email 2: Social proof (recensioni, prima/dopo, testimonianze) per quella categoria
  • Email 3: Promemoria prima della scadenza dello sconto, con un chiaro invito all’azione (se applicabile)

2. Aggiungi un lead magnet per le persone che cercano attivamente una soluzione

Ideale per: quasi tutte le attività

Necessità: “Ho un problema e voglio una risorsa che mi aiuti a risolverlo subito.”

Un lead magnet è una piccola risorsa mirata che distribuisci in modo che le persone siano disposte a darti il ​​loro indirizzo email e a continuare a contattarti. Potrebbe essere una checklist, una breve guida, un minicorso o un semplice strumento che li aiuta a risolvere un problema specifico e fastidioso senza troppi sforzi.

Buone idee per lead magnet

  • Liste di controllo (le persone amano spuntare le cose).
  • Modelli (permettono di evitare di dover ricominciare da zero).
  • Minicorsi via email (permettono di distribuire il valore nel tempo).
  • Calcolatori che forniscono risultati personalizzati.

Se vendi servizi: un pianificatore di budget per il sito web o una risorsa con le “5 domande da porsi prima di assumere un [tipo di servizio]” funzionano bene al posto dei magneti incentrati sul prodotto.

Perché questo è un lead, non un semplice abbonato

  • Ti stanno dicendo esattamente quale problema stanno cercando di risolvere.
  • Sono aperti a imparare da te, il che rende naturali le offerte successive.
  • Il loro comportamento (cosa scaricano, cosa cliccano) ti aiuta a decidere cosa inviare in seguito.

Dove posizionarlo

  • Post di blog su argomenti correlati (“Vuoi la checklist completa? Scaricala qui.”).
  • Pagine di risorse o academy.
  • Pagine di destinazione che condividi sui social media.

Cosa chiedere

  • Email e nome.
  • Una breve domanda a risposta multipla come “Qual è la tua sfida più grande in questo momento?”

Cosa inviare in seguito

  • Email 1: Fornisci la risorsa e mostra loro come utilizzarla rapidamente.
  • Email 2: Una storia o un caso di studio che corrisponda alla sfida selezionata.
  • Email 3: Un’offerta soft (consulenza gratuita, audit, chiamata di scoperta o raccomandazione di un prodotto) che li aiuti ad andare oltre.

Cattura i lead che erano pronti ad acquistare, ma non ci sono riusciti

Alcuni visitatori non hanno bisogno di essere convinti. Hanno già deciso di volere ciò che vendi. L’unica cosa che li ferma è il tempismo: il prodotto è esaurito, il prezzo è fuori portata in questo momento o non hai ancora lanciato il prodotto.

Avvisi di disponibilità e di calo dei prezzi sono funzionalità che molte piattaforme di e-commerce offrono in modo nativo, ma di solito nei piani di livello superiore. Se hai una configurazione più snella, entrambe le funzionalità possono essere replicate manualmente con un modulo di iscrizione e un’email mirata al momento opportuno. Meno automatizzato, ma funziona.

3. Utilizza moduli per le notifiche di “ritorno in magazzino”

Ideale per: Ecommerce

Necessità: “Voglio questo prodotto specifico e non voglio perderlo quando sarà disponibile.”

Un modulo di ritorno in magazzino sulle pagine dei prodotti esauriti trasforma una vendita mancata in una coda di clienti pronti all’acquisto in attesa del ritorno dell’articolo.

Se la tua piattaforma di e-commerce non dispone di avvisi integrati di ritorno in magazzino, puoi comunque raccogliere questi lead con un modulo di base collegato al tuo strumento di posta elettronica. Non aggiornerà automaticamente le scorte, ma ti fornirà un elenco di persone a cui inviare una notifica al momento del riassortimento.

Come configurarlo

  • Aggiungi un semplice modulo sulle pagine dei prodotti esauriti chiedendo di ricevere un’email di notifica quando il prodotto torna disponibile.
  • Assegna gli iscritti a un gruppo dedicato, ad esempio “Ritorno in magazzino: Prodotto X”. I gruppi fungono da tag che puoi utilizzare per inviare email mirate o attivare automazioni in un secondo momento.
  • Quando riassortisci, invia un’email mirata a tutti coloro che si sono iscritti a quell’articolo.

Consiglio: includi una piccola casella di controllo, ad esempio “Informami anche su prodotti simili”. Chiunque lo controlli diventa un lead per le raccomandazioni in quella categoria, non solo in quel prodotto.

Se vendi servizi anziché prodotti, puoi adattare la stessa idea come lista d’attesa per i servizi completamente prenotati o per i nuovi eventi in arrivo (vedi la sezione relativa alla lista d’attesa qui sotto).

Con SiteGround Email Marketing puoi creare moduli personalizzati, assegnare gruppi quando qualcuno si iscrive e attivare sequenze di email automatiche da tali gruppi, il tutto senza troppi sforzi.

4. Utilizza i moduli per gli avvisi di calo dei prezzi

Ideale per: Ecommerce, servizi, piattaforme di apprendimento

Necessità: “Voglio questo, ma non a questo prezzo. Fammi sapere quando potrò permettermelo.”

Un modulo di avviso per ribassi di prezzo cattura i lead sensibili al prezzo che altrimenti abbandonerebbero il tuo sito e si dimenticherebbero di te. Sono interessati, hanno solo bisogno del momento giusto o di un’offerta migliore. Anche senza una funzionalità integrata per ribassi di prezzo nel tuo negozio, puoi consentire ai visitatori di lasciare il loro indirizzo email e in seguito inviare un’email specifica a quel gruppo quando lanci una promozione.

Questo funziona particolarmente bene per:

  • Articoli più costosi, per i quali le persone hanno bisogno di tempo per decidere.
  • Attività stagionali (mobili da esterno, abbigliamento invernale).
  • Prodotti regolarmente in promozione.
  • Corsi o programmi con sconti occasionali.

Per i servizi, pensa a “Avvisami quando c’è un prezzo speciale per chi prenota in anticipo”.

Cosa inviare successivamente

  • Un’email quando il prezzo cambia o inizia una promozione, evidenziando chiaramente il nuovo prezzo.
  • Un promemoria prima della fine della promozione.

5. Utilizza i moduli di lista d’attesa per creare domanda prima del lancio

Ideale per: Ecommerce, corsi, creatori, servizi, eventi, ristoranti
Necessità: “Voglio essere il primo quando sarà disponibile.”

I moduli di lista d’attesa ti permettono di iniziare a promuovere qualcosa prima che sia pronto e di costruire un pubblico in anticipo. Invece di partire da zero il giorno del lancio, puoi rivolgerti a un gruppo di persone che hanno già chiesto di essere contattato.

Questo è particolarmente utile per le aziende che offrono servizi: pensa a un workshop imminente, a un nuovo programma, a un’offerta stagionale o al prossimo menu stagionale.

Cosa chiedere

  • Email (essenziale).
  • Nome (facoltativo).
  • Una semplice domanda come “Cosa ti entusiasma di più di questo?” o “Cosa ti descrive meglio?” per definire il messaggio di lancio.

Cosa inviare prima del lancio

  • Un’email di benvenuto che spiega a cosa si sono iscritti e quando aspettarsi novità.
  • Un’email il giorno del lancio con un’offerta chiara, più un’email di promemoria verso la fine della finestra di lancio.

Crea la tua mailing list con webinar, sfide e corsi via email

Non tutti i lead sono pronti ad acquistare oggi. Alcuni hanno bisogno di imparare, confrontare le opzioni o conoscerti prima. I moduli collegati a contenuti ed eventi ti aiutano a raggruppare le persone in base agli interessi, così puoi inviare loro email di follow-up pertinenti alla loro posizione.

6. Moduli di registrazione a webinar o eventi

Ideali per: formazione, servizi, ecommerce, creatori, B2B
Necessità: “Voglio partecipare a questo evento e approfondire questo argomento.”

Un modulo di registrazione a un evento ti consente di promuovere un argomento specifico e di raggiungere un pubblico esplicitamente interessato. Chiunque si iscriva a un webinar o a un evento sull’argomento X ti sta essenzialmente dicendo “Mi interessa X”.

Cosa includere

  • Email e nome.
  • Facoltativo: “Quale domanda speri che trattiamo?” oppure “Qual è il tuo obiettivo principale con questo?”

Cosa inviare

  • Email di conferma
  • Email di promemoria prima dell’evento.
  • Un’email di ringraziamento e risposta successiva, con un invito all’azione.
  • Una breve sequenza con contenuti correlati e un’offerta pertinente.

7. Moduli di iscrizione a sfide o corsi

Ideale per: formazione, coaching, benessere, creativi, serviziNecessità: “Voglio un aiuto strutturato per raggiungere questo obiettivo.”

Sfide e corsi via email sono un modo per mantenere le persone coinvolte per diversi giorni o settimane. Invece di un download una tantum, si iscrivono a una serie di email che le guidano passo dopo passo verso un risultato. Questo può essere molto facile da creare se si riutilizzano contenuti già presenti.

Questi corsi sono particolarmente adatti per:

  • Obiettivi di sviluppo di abitudini (fitness, produttività, apprendimento, benessere).
  • Argomenti complessi che traggono beneficio da una guida passo dopo passo.
  • Preparare le persone prima di un’offerta a pagamento più importante.

Cosa inviare in seguito.

  • Un’email di benvenuto che definisce le aspettative (quanto tempo, quanto spesso, cosa si otterrà).
  • Una serie di brevi lezioni o suggerimenti pratici.
  • Un’email finale che riassume i progressi e offre il passaggio successivo (programma a pagamento, servizio, prodotto).

Poni le domande giuste e la tua lista si segmenta da sola

La maggior parte delle aziende aspetta che qualcuno si disiscriva per chiedersi cosa sia andato storto. Un approccio migliore è scoprire cosa vogliono le persone al momento dell’iscrizione e utilizzarlo per inviare email che desiderano effettivamente aprire.

Un numero limitato di campi personalizzati ben scelti può trasformare una lista generica in segmenti chiari a cui puoi vendere in modo più efficace.

8. Il modulo di iscrizione basato sugli interessi

Ideale per: Ecommerce, contenuti, servizi
Necessità:
“Voglio sapere di cose che contano per me, non di tutto ciò che vendi.”

I moduli di iscrizione basati sugli interessi ti aiutano a capire cosa interessa ai nuovi iscritti fin dal momento in cui si iscrivono. Invece di inviare a tutti la stessa newsletter, poni una semplice domanda e usa la risposta per decidere quali contenuti ricevere.

Esempi

  • Business dei contenuti: “Quali argomenti ti interessano?”
  • E-commerce: “Su quali categorie di prodotti dovremmo tenerti aggiornato?”
  • Servizi o coaching: “Qual è il tuo obiettivo principale?”

Come questo crea lead migliori

  • Invii email che corrispondono ai loro interessi, quindi il coinvolgimento rimane alto.
  • Quando fai un’offerta correlata a quell’interesse, sembra naturale.
  • Eviti di bombardare tutti con qualsiasi cosa, il che riduce le cancellazioni.

9. Il modulo di preferenza di frequenza

Ideale per: Qualsiasi azienda che invia email regolarmente
Necessità: “Voglio rimanere in contatto, ma non sopraffatto.”

I moduli di preferenza di frequenza definiscono le aspettative sulla frequenza con cui invierai le email. Permettendo agli utenti di scegliere la cadenza al momento dell’iscrizione, rendi più facile rimanere nella loro casella di posta più a lungo, fondamentale se vuoi che il tempo trasformi i lead in clienti.

Opzioni da offrire

  • Riepilogo settimanale.
  • Riepilogo mensile.
  • Solo annunci importanti.
  • “Tutto” per chi vuole tutto.

10. Moduli per ruoli o pubblici specifici

Ideale per: Prodotti e servizi che servono diverse tipologie di clienti
Necessità: “Voglio contenuti pertinenti alla mia situazione.”

A differenza dei moduli basati sugli interessi, che si concentrano su ciò che l’utente desidera sapere, i campi basati sui ruoli si concentrano su chi è l’utente. Quando lo stesso prodotto o contenuto può essere utilizzato per tipologie di clienti molto diverse, questo ti aiuta ad adattare il messaggio a ciascuna di esse. Una rapida domanda sul ruolo al momento dell’iscrizione ti consente di indirizzare gli utenti a una versione delle tue email adatta alla loro situazione fin dal primo messaggio.

Come implementare

  • Aggiungi un menu a discesa al tuo modulo di iscrizione.
  • Limita le opzioni a 3-4, in modo che non sembri un sondaggio.
  • Utilizza la risposta per attivare diverse email di benvenuto o consigliare prodotti diversi.

Un modulo che chiede “Cosa ti descrive meglio?” con opzioni come “Nuova attività”, “Attività in crescita” e “Attività consolidata” ti consente di inviare email e offerte molto diverse a ciascun segmento.

Alcune cose da tenere a mente

Indipendentemente dai moduli utilizzati, alcune piccole scelte possono fare la differenza tra “più contatti” e “più lead e di migliore qualità”.

Mantieni i moduli semplici

La ricerca è chiara: i moduli più semplici convertono meglio, soprattutto sui dispositivi mobili. Se non intendi utilizzare un campo nelle tue email o nella segmentazione, non richiederlo.

  • Inizia con 1-2 campi (email + un altro).
  • Aggiungine un terzo solo se sai esattamente come lo utilizzerai.

Adegua il modulo all’intento

Un visitatore della homepage, un lettore di blog e un visitatore di una pagina prodotto hanno mentalità diverse. Il testo del modulo e l’offerta dovrebbero rifletterlo.

  • Intento elevato (pagine prodotto, prezzi): le offerte dirette funzionano meglio. “Ottieni il 10% di sconto sul tuo primo ordine”.
  • Intento medio (blog, risorse): le offerte incentrate sul valore funzionano. “Ottieni la checklist completa”.
  • Intento basso (homepage, navigazione generale): le offerte basate sulla curiosità funzionano. “Scopri cosa ricevono i nostri abbonati ogni settimana”.

Assegna a ogni campo il suo ruolo

Ogni campo del modulo dovrebbe avere una funzione:

  • Nome → personalizzare le righe dell’oggetto o le introduzioni.
  • Località → inviare offerte localizzate o inviti a eventi.
  • Interessi/ruolo → inviare contenuti e offerte diversi.

Se raccogli dati ma non li usi mai per segmentare, personalizzare o attivare automazioni, si tratta solo di attrito.

Consenso e privacy: una breve nota

Qualunque modulo utilizzi, assicurati che ognuno includa un chiaro consenso e un link alla tua informativa sulla privacy. Se hai clienti o abbonati nell’UE, nel Regno Unito o in altre aree geografiche con leggi sulla protezione dei dati, è necessario che le persone acconsentano attivamente a ricevere email di marketing da te: una casella preselezionata non è sufficiente. In caso di dubbi, verifica le norme vigenti nella tua area geografica e semplifica sempre la cancellazione dell’iscrizione.

Cattura lead oltre il tuo sito web

I moduli sopra menzionati sono presenti sul tuo sito web, ma molte piccole imprese interagiscono con i clienti anche su Instagram, Facebook o di persona. Ecco alcuni modi per portare questi lead nello stesso sistema:

  • Crea un collegamento a una landing page dedicata con il tuo lead magnet o un modulo di iscrizione dalla tua biografia di Instagram o Facebook.
  • Utilizza un codice QR agli eventi, sul packaging o su materiali stampati che indirizzi direttamente le persone a un modulo.

Una volta che qualcuno si iscrive tramite uno di questi canali, puoi raggrupparli per fonte in modo da sapere da dove provengono.

Come sapere se i tuoi moduli funzionano

Impostare i moduli è solo metà del lavoro. Ecco alcuni numeri che vale la pena monitorare:

  • Tasso di conversione del modulo: un modulo ben posizionato con un’offerta efficace dovrebbe convertire il 2-5% dei visitatori su una pagina tipica. Se il tuo è ben al di sotto dell’1%, vale la pena testare un’offerta o un posizionamento diverso.
  • Tasso di apertura dell’email di benvenuto: la prima email in qualsiasi flusso automatizzato in genere ottiene il tasso di apertura più alto, spesso del 40-60% per i lead caldi. Se il tuo è molto più basso, il modulo potrebbe attrarre il pubblico sbagliato o l’offerta non sta offrendo ciò che gli utenti si aspettavano.
  • Percentuale di click nelle email di follow-up: per un flusso mirato e basato sugli interessi, una percentuale di click del 3-5% è un parametro di riferimento ragionevole. Al di sotto di questo valore, valuta se il contenuto corrisponde a ciò per cui gli iscritti si sono effettivamente iscritti.

Queste sono indicazioni approssimative, non regole rigide. Ciò che conta di più è il tuo andamento nel tempo: le conversioni migliorano testando diverse offerte e posizionamenti?

Se sei una piccola impresa e ti stai chiedendo “come faccio ad ottenere lead?”, inizia con questi 3 moduli.

Non è necessario implementare tutto in questa guida in una volta sola. Se sei una piccola impresa con poco tempo a disposizione, tre moduli ben scelti ti porteranno più lontano di otto moduli creati a metà.

  • Uno sconto di benvenuto o un’offerta “primo ordine” sulle pagine dei prodotti o dei prezzi, per chi è già prossimo all’acquisto.
  • Un lead magnet efficace e risolutivo sul tuo post del blog più visitato o sulla pagina delle risorse, per chi sta cercando informazioni ma non è ancora pronto.
  • Un semplice campo personalizzato basato sugli interessi nel modulo principale della tua newsletter, in modo che ogni nuovo contatto arrivi nel segmento giusto fin dal primo giorno.

SiteGround Email Marketing ti consente di creare moduli, raccogliere i dati che ti interessano e inserire automaticamente gli iscritti nei gruppi giusti. Da lì, ogni gruppo può seguire il proprio percorso automatizzato, con email che corrispondono a ciò a cui si sono iscritti gli utenti.

Lead Generation via email: domande frequenti


Cos’è un modulo di iscrizione via email?

Un modulo di iscrizione via email è un piccolo modulo sul tuo sito web o sui social media in cui gli utenti possono digitare il proprio indirizzo email per iscriversi alla tua mailing list o newsletter. Quando qualcuno lo compila e clicca su “Invia”, ti autorizza a inviargli email sulla tua attività.

Come funzionano i moduli di iscrizione via email?

Innanzitutto, un visitatore visualizza il modulo e una breve spiegazione di cosa riceverà se si iscrive, come suggerimenti settimanali, offerte speciali o una risorsa gratuita. Successivamente, inserisce i propri dati e clicca su “Invia”, dopodiché le sue informazioni vengono salvate nella tua lista. Spesso, viene visualizzato un messaggio di conferma o riceve un’email di benvenuto che spiega cosa aspettarsi.

Qual è la differenza tra un modulo di iscrizione via email e un modulo di contatto?

Un modulo di iscrizione via email è pensato per il marketing continuo: “Aggiungimi alla tua lista così potrò ricevere i tuoi aggiornamenti, suggerimenti e offerte”. Un modulo di contatto è pensato per messaggi una tantum: “Ho una domanda o ho bisogno di aiuto”, solitamente inviati direttamente alla tua casella di posta o al supporto.

Come posso utilizzare i moduli di iscrizione via email per generare lead?

Per utilizzare i moduli di iscrizione via email per generare lead, è necessario che attirino persone che hanno maggiori probabilità di diventare clienti, non chiunque. Puoi farlo collegando il modulo a un’offerta che corrisponda a ciò che vendi, come una mini-consulenza gratuita, una breve guida o una checklist strettamente correlata al tuo servizio o prodotto principale. Puoi anche porre una o due semplici domande sul modulo che indichino i loro interessi, in modo da sapere come procedere. Una volta iscritti, invii email che corrispondono al problema o all’obiettivo di cui ti hanno parlato, il che li rende più propensi ad acquistare in seguito.

Cosa dovrei offrire nel mio modulo di iscrizione via email per ottenere più iscritti?

Sostituisci “Iscriviti alla nostra newsletter” con qualcosa di chiaro e utile. Puoi offrire una breve checklist, un promemoria, un modello, una mini-guida, uno sconto, un campione gratuito o un mini-corso inviato via email. La chiave è che la tua offerta risolva un problema reale che il tuo cliente ideale sta vivendo in questo momento e che indichi naturalmente ciò che vendi.

Quanti campi dovrebbe contenere un modulo di iscrizione via email?

L’indirizzo email è essenziale, il nome è utile per la personalizzazione e potresti aggiungere una semplice domanda che ti aiuti a comprendere la sua situazione o i suoi interessi. Ogni campo extra aumenta l’attrito e riduce i tassi di completamento, quindi chiedi ulteriori informazioni solo se le utilizzerai attivamente nelle tue email o nel processo di vendita.

Cos’è un lead magnet?

Un lead magnet è una risorsa gratuita e preziosa che offri in cambio dell’indirizzo email di qualcuno. Il suo scopo è attrarre le persone giuste, offrire loro una rapida soluzione e dimostrare loro che comprendi il loro problema.

Quali sono le migliori idee per lead magnet per le piccole imprese?

I lead magnet efficaci per le piccole imprese tendono a essere semplici e mirati piuttosto che lunghi e complessi. Una checklist chiara, un promemoria di una pagina, una breve guida passo passo o una serie di modelli e script possono funzionare molto bene. In alcuni casi, un quiz, un breve video di formazione, una prova gratuita, un mini audit o un piccolo sconto sul primo ordine sono soluzioni più adatte. Le idee migliori sono sempre strettamente allineate al problema principale che il tuo prodotto o servizio risolve.

Un lead magnet deve essere per forza un PDF o un download?

Un lead magnet non deve essere per forza un PDF. Può essere un breve corso via email, una videolezione, un audio privato, l’accesso a una libreria di risorse, un piccolo strumento o una calcolatrice, o anche una breve consulenza individuale.

Come si crea una mailing list da zero?

Per creare una mailing list da zero, inizia creando un lead magnet potente che corrisponda a ciò che vendi e che parli di un problema reale dei tuoi clienti ideali. Crea un semplice modulo di iscrizione o una pagina di iscrizione dedicata, collegalo al tuo strumento di posta elettronica e spiega chiaramente a chi è destinata la lista, cosa riceveranno le persone e con quale frequenza invii le email. Condividi il link di iscrizione ovunque le persone interagiscano con te, inclusi profili social, post, messaggi diretti, la tua firma email, fatture, pagine di prenotazione e di persona con un codice QR. Quindi invia una breve sequenza di benvenuto e continua a inviare email con una frequenza regolare in modo che gli iscritti si ricordino di te e inizino a fidarsi di te.

Dove dovrei posizionare i moduli di iscrizione email sul mio sito web?

Un buon posizionamento aiuta più visitatori a vedere e utilizzare i tuoi moduli. La tua homepage è un ottimo punto di partenza, soprattutto vicino al messaggio principale o dopo aver spiegato la tua attività. Anche i post e gli articoli del blog sono punti di forza, sia all’interno del contenuto che alla fine della pagina, perché lì i lettori sono già coinvolti. Una pagina dedicata “Iscriviti” o “Risorse gratuite” ti offre un link che puoi condividere ovunque.

Quanto tempo ci vuole per far crescere una mailing list?

Il tempo necessario per far crescere una mailing list dipende dalla visibilità e dall’attrattiva della tua offerta. Quando si parte da un pubblico ristretto, possono volerci diversi mesi per raggiungere i primi cento o poche centinaia di iscritti, e questo è del tutto normale. Le liste consolidate spesso crescono costantemente di qualche punto percentuale ogni mese, perdendo però anche alcuni utenti a causa di cancellazioni e indirizzi inattivi. Per la maggior parte delle piccole imprese, una lista più piccola di iscritti interessati a ciò che vendi è molto più preziosa di una lista numerosa e inattiva.

Come fare un lancio di prodotto: Strategie per tutte le fasi

illustrazione di un mockup di pagina ecommerce circondata da icone di metriche. L'immagine di un razzo rappresenta metaforicamente il lancio del prodotto

Hai passato mesi a perfezionare un’idea, a limare i costi e a litigare con i fornitori. Ora il prodotto è lì, pronto sul tavolo, ma ti accorgi che devi superare un altro monte. Come lo porti sul mercato senza che finisca nel dimenticatoio? Non basta mettere qualcosa online per garantire che venda da sé, ma non servono neanche budget da multinazionale per fare un lancio che lasci il segno.

Il lancio di un prodotto è un processo che parte dalla definizione del DNA di ciò che vendi e arriva fino alla misurazione dell’ultimo centesimo incassato. In questa guida non troverai teorie astratte, ma un percorso operativo in cinque fasi per costruire un debutto solido, creativo e, soprattutto, sostenibile per le tue tasche. Dalle strategie per creare hype a basso costo fino all’uso dello User Generated Content per promuovere i prodotti a lungo andare, vedremo come trasformare la tua novità in un asset per la tua azienda. Al lavoro.

Punti chiave:

  • A cosa serve il lancio di un prodotto: Introduce una novità sul mercato, validandone il valore. Definisce l’identità del prodotto, fa acquisire nuovi clienti intercettando segmenti inediti e riattiva vecchi clienti attraverso la novità.
  • Le cinque fasi del lancio di un prodotto:
    • Definire la product identity (storia, posizionamento e tono di voce)
    • Scelta dei canali e delle tempistiche del lancio
    • Esecuzione di una campagna teaser
    • Avvio della campagna di lancio vera e propria
    • Gestione del post-lancio per mantenere l’inerzia commerciale.
  • Strategie per creare hype nel pre-lancio: Per generare attesa si possono utilizzare contenuti interattivi (sondaggi e contest), countdown visivi per creare urgenza, contenuti dietro le quinte per umanizzare il brand, sequenze di email marketing informative e l’apertura di preordini per misurare l’interesse e finanziare la produzione.
  • Tattiche per un lancio di successo: Per soft launch, puoi offrire un accesso anticipato ai clienti VIP o effettuare rilasci a tempo o quantità limitate. Per hard launch puoi convogliare il traffico su una landing page dedicata, collaborare con micro-influencer, inviare annunci diretti via email e SMS, e fornire prove tangibili tramite dimostrazioni, webinar, unboxing e condivisione di testimonianze reali.

Cos’è il lancio di un prodotto?

Il lancio di un prodotto è un processo coordinato che serve a introdurre una novità nel mercato e validare questa nuova proposta di valore agli occhi del pubblico. Questa prima introduzione nel mercato definisce l’identità del prodotto, il posto che questo occuperà nell’immaginario comune. Quando fatto con successo, quindi, un lancio presenta una soluzione adatta e funzionale ad un problema ben definito e sentito dal pubblico. 

Guardando oltre il singolo prodotto, il lancio costituisce anche una leva per l’acquisizione di nuovi clienti, intercettando chi non ti conosce ancora, o per fare re-engagement di una clientela dormiente attraverso una novità. 

Come lanciare un prodotto: 5 fasi

Articolare il lancio di un nuovo prodotto richiede pianificazione e coordinazione rigorosa tra vari dipartimenti. non basta l’intuizione, serve una struttura che trasformi l’idea in un asset commerciale solido.

Nei prossimi paragrafi analizzeremo l’intero percorso logico e operativo, suddiviso in cinque fasi. Ogni fase è un ingranaggio di un meccanismo che, se ben oliato, garantisce al tuo prodotto la spinta necessaria per restare sul mercato a lungo.

schema riassuntivo dei seguenti paragrafi su come lanciare un prodotto

1. Definisci la product identity

Costruire la product identity significa decidere quale storia racconterai al mercato e assicurarti che questa narrazione non subisca cortocircuiti tra un canale e l’altro. Questa identità deve essere scolpita e comunicata chiaramente a ogni membro del tuo team, in modo che possa essere trasmessa con coerenza su tutti i canali e tutte le piattaforme seguendo lo stesso spartito.

Per iniziare a definire la product identity, devi avere molto chiari questi tre aspetti:

  • Posizionamento: Per chi è il prodotto? Quali problemi risolve? Dove si colloca nella scaffalatura mentale del cliente? È un bene di prima necessità, un lusso accessibile, una soluzione tecnica specifica?
  • Tono di voce: Che carattere ha il prodotto e la conversazione che lo circonda? Vuoi che venga percepito come autorevole e serio, oppure approccio leggero, dissacrante, spiritoso?
  • Adattabilità: Il messaggio deve restare identico o può sfumare leggermente in base al pubblico?

La descrizione

Le descrizioni servono a comunicare praticamente al pubblico quello che hai definito teoricamente in quanto a personalità e identità del prodotto. Ricordati di non limitarti a un elenco di caratteristiche tecniche, ma di trasmettere sempre il valore attraverso vantaggi concreti per i clienti.

E attenzione alla forma: le descrizioni testuali devono essere coerenti con il branding del tuo business, dettagliate e ottimizzate per SEO sul sito ecommerce, mentre sui canali social devono essere sintetiche, d’impatto e immediate.

Le immagini

Una volta definito il copy, completa il quadro con le immagini. Che tu decida di scattarle in autonomia o di affidarti a un professionista, ricorda che quelle immagini sono il primo punto di contatto visivo, e devono trasudare la qualità che dichiari a parole e le caratteristiche che hai definito.

2. Determina canali e data di lancio

Senza una scadenza precisa, il lancio di un prodotto rischia di perdere inerzia nella ricerca del perfezionismo. La data di lancio deve essere un metronomo che dà ritmo al lavoro del team. Certo, non è un dogma: se durante lo sviluppo incontri un ostacolo tecnico serio, meglio slittare di una settimana che debuttare con un sistema che fa acqua. 

Ma attenzione, spostare continuamente il traguardo dissipa l’entusiasmo, sia il tuo che quello dei potenziali acquirenti.

Parallelamente dovrai anche decidere il “dove”. Come sempre, devi presidiare gli spazi dove hai individuato che si trova la tua audience. Da lì, già sai che ogni canale ha una sua grammatica e si presta a obiettivi diversi:

  • Email: Ideale per lanci che richiedono una narrazione più approfondita o per offrire un accesso privilegiato ai clienti storici. Qui hai l’attenzione di lettori già interessati senza le distrazioni di un feed pubblico.
  • Social Media: Perfetti per far circolare il nome del prodotto sia tra gli utenti che ti seguono che nuovi segmenti, attraverso post organici e Ads. Questi sono i canali dell’immediatezza, ottimi per contenuti visivi, dinamici e per mostrare il prodotto in azione.
  • SMS: Da usare con estrema parsimonia, solo per l’annuncio del “via” ufficiale o per offerte a tempo limitatissimo.
  • Eventi: Gli eventi fisici (nel tuo punto vendita o altri spazi) sono ottimi per umanizzare il lancio e per creare un senso di comunità attorno alla novità, mentre gli eventi digitali (come un webinar) sono ideali per prodotti complessi che hanno bisogno di una dimostrazione pratica.

3. Inizia una campagna teaser per creare curiosità

La campagna teaser, ovvero la campagna d’anteprima, serve a costruire tensione narrativa, quel buzz che trasforma un oggetto sconosciuto in un desiderio latente. In altre parole, lo scopo in questa fase è generare hype. 

Puoi farlo generando aspettative precise che spingono l’utente a farsi un appunto sul calendario mentale o a lasciarti la sua email pur di non restare fuori. Oppure puoi solleticare la curiosità senza svelare troppo, dare un assaggio sfizioso per spingere lo spettatore ad avvicinarsi. Vediamo quali strategie puoi adottare.

Contenuti interattivi sui social

I contenuti interattivi sono uno strumento efficace per coinvolgere il pubblico:

  • Puoi renderlo partecipe fin dalle prime fasi di gestazione nello sviluppo del prodotto stesso offrendo di scegliere tra due varianti di colore per il packaging, lanciando un contest per selezionare un design vincente o per selezionare ristretto gruppo di tester che provino il prodotto in anteprima (una sorta di soft launch molto controllato).
  • Puoi puntare alla gamification per raggiungere più organicamente i non-follower attraverso quiz o contest.

Perché funziona: Quando una persona sente di essere coinvolto da chi produce un prodotto o di aver contribuito, anche minimamente, alla sua creazione, questo crea fiducia, simpatia e associazione positiva al brand e al prodotto. In secondo luogo, gli algoritmi dei social premiano l’interazione: più persone rispondono ai tuoi sondaggi, più i tuoi contenuti avranno copertura organica gratuita.

Quando usarli: Questa strategia è l’ideale per prodotti che hanno una forte componente estetica o esperienziale e per il pubblico, soprattutto se questo si basa su un forte senso di community. È particolarmente efficace quando ti rivolgi a un target giovane e abituato all’interattività.

🛠️ Strumenti 🧰
Gestire questo flusso di contenuti può essere oneroso per una piccola impresa. È per questo che in SiteGround AI Studio abbiamo messo a disposizione tre agenti specializzati in social media management (per Instagram, LinkedIn e Facebook). Questi strumenti sono addestrati per fare brainstorming di idee creative, stendere bozze di post che stimolino la conversazione e aiutarti a gestire commenti e interazioni, mantenendo il tuo brand sempre presente senza che tu debba passare ore davanti allo schermo.

Countdown

Il countdown è la visualizzazione grafica del tempo che manca al momento del lancio e serve a concretare la scadenza imminente, aumentare il senso di attesa e la desiderabilità del prodotto. Hai diversi modi di metterlo in pratica: 

  • Un orologio digitale sulla tua home page
  • Uno sticker nelle storie di Instagram
  • Un riferimento testuale/grafico nelle email

Perché funziona: La sua efficacia fa leva sull’attesa, facendo percepire un prodotto come qualcosa di alto valore. 

Quando usarlo:

  • In lanci a edizione limitata: Se produci pochi pezzi o pianifichi di fare un lancio soft, offrendo il servizio ad un numero ristretto di persone, il timer sottolinea che la velocità è un fattore critico.
  • In offerte Early Bird: Ideale se prevedi uno sconto particolare o un bonus per chi acquista nelle prime ore dal lancio.

Ricorda però di non abusarne, se ogni tua iniziativa ha un countdown, l’effetto urgenza svanisce.

Dietro le quinte

Questa strategia narrativa che consiste nel documentare la genesi e il processo del prodotto invece del solo risultato finale. Dalla scelta delle materie prime ai test di laboratorio, fino al momento in cui l’oggetto viene inscatolato, puoi scegliere cosa e quanto svelare.

  • Svelamento parziale: Se vendi abbigliamento, potresti mostrare dei macro-dettagli delle trame o dei bottoni senza far vedere il taglio del capo. Se ti occupi di cosmetica, puoi mostrare la texture di una crema senza rivelarne il colore finale.
  • Svelamento concettuale: Se stai lanciando una linea di ceramiche, potresti non mostrare affatto i pezzi, ma documentare la ricerca dei materiali, le palette o le ispirazioni dietro la collezione.
  • Trasparenza totale: Ideale per prodotti tecnici o artigianali (un software o un prodotto di cucina artigianale) dove il “come è fatto” è parte integrante del valore.

Perché funziona: La tecnica umanizza il business e crea un legame di fiducia. Mostrare il lavoro e la fatica che stanno dietro a un prodotto giustifica il prezzo e dimostra competenza e l’acquisto si trasforma in un atto di sostegno verso un progetto che si è visto “nascere”.

Quando usarlo: 

  • Per artigianato e manifattura, dove la manualità costituisce il vero valore.
  • Per prodotti di alta gamma, per giustificare un posizionamento di prezzo premium attraverso la cura dei dettagli.
  • Per brand con una community fedele, perché i tuoi clienti saranno entusiasti di vedere i progressi del tuo lavoro.

Email marketing

L’email marketing è il canale dove puoi rendere la conversazione più privata e personalizzata per accompagnare il potenziale cliente per mano fino al giorno del lancio. Una campagna efficace dovrebbe iniziare almeno 1 o 2 settimane prima del debutto ufficiale. 

Potresti strutturarla così: una prima email che accenna a una novità in arrivo senza svelare tutto, una seconda che presenta il problema che il prodotto risolve, e una terza che offre un dettaglio esclusivo o un vantaggio per chi si iscrive a una lista d’attesa.

Perché funziona: Quando invii una newsletter, arrivi direttamente nella casella di posta di una persona che ha già espresso interesse per il tuo brand. È un ambiente che permette di sviluppare argomentazioni più segmentate, più profonde e più tecniche, ideali per convincere chi è ancora indeciso. 

Quando usarlo:

  • Per prodotti ad alto valore: Se il tuo prodotto costa molto o è complesso, hai bisogno di spazio e tempo per spiegarne i benefici.
  • In email B2B e servizi professionali, dove le decisioni d’acquisto sono meno impulsive e più razionali.
  • Per un target fedele, quando vuoi premiare la tua community con un accesso anticipato o un prezzo speciale dedicato solo agli iscritti.

🛠️ Strumenti 🧰
Perché tutto questo funzioni, è fondamentale scegliere una piattaforma solida. Il tool di Email Marketing di SiteGround è pensato proprio per questo: ti permette di disegnare email dall’aspetto professionale con un builder intuitivo che integra già criteri di accessibilità, funzionalità di intelligenza artificiale per supportarti nella generazione di testi e immagini e una deliverability del 98.80%. Per chi poi vuole delegare maggiormente, c’è l’integrazione diretta con gli Agenti AI specializzati di AI Studio. L’Agente di Email Marketing, per esempio, può gestire la stesura di testo, immagini e design per te, mantenendo coerenza e professionalità.

Preordini

Con i preordini vendi i prodotti prima che siano effettivamente disponibili in magazzino o pronti per la spedizione. Esistono due strade principali per approcciare questa strategia: quella classica, con una finestra temporale estesa, o quella più aggressiva e tattica. 

Quest’ultima consiste nell’aprire le vendite per un lasso di tempo brevissimo, ad esempio un’ora o un solo giorno, producendo esattamente il quantitativo ordinato in quel frangente. 

Perché funziona: Da un punto di vista finanziario, il preordine ti permette di incassare prima di sostenere i costi di produzione o di spedizione su larga scala, riducendo a zero il rischio di invenduto. Da un punto di vista psicologico, agisce sulla scarsità temporale e materiale. Sapere che un acquisto sarà disponibile solo per sessanta minuti trasforma l’acquisto in un evento adrenalinico. Inoltre, ti aiuta a misurare con certezza la temperatura del tuo pubblico.

Quando usarlo: 

  • Per prodotti artigianali e tirature limitate, dove la capacità produttiva è limitata e il cliente accetta volentieri un’attesa più lunga in cambio dell’esclusività.
  • Per brand con una community estremamente attiva, dove magari hai passato settimane a fare teaser e dietro le quinte, dove il pubblico è carico e pronto a scattare non appena apri i preordini.

4. Avvia la campagna di lancio

Dopo aver seminato curiosità con i teaser, dovrai aprire le porte al pubblico con un lancio ufficiale. Non esiste una formula univoca, ma hai due approcci principali, che dipendono dal tipo e dalla maturità del prodotto.

  • Soft launch, cioè un rilascio controllato, destinato a un segmento ristretto del tuo pubblico. Questo tipo di lancio serve a raccogliere dati sull’esperienza d’uso, correggere eventuali problemi, bug o attriti nel processo d’acquisto e, con la sicurezza dei numeri alla mano, aprirsi al mercato globale.
  • Hard launch, con cui il prodotto viene reso disponibile a chiunque nello stesso istante, supportato da una spinta comunicativa massima. È un rilascio che punta a generare il picco di vendite immediato e a dominare la conversazione di settore.

Qualunque sia la tua scelta, per sostenere l’attenzione puoi attingere alla cassetta degli attrezzi ricca di soluzioni pratiche che analizzeremo nei prossimi paragrafi.

Dai l’accesso anticipato ai clienti esistenti o VIP

Questa strategia di soft launch consiste nel rendere disponibile il prodotto a una cerchia ristretta di clienti — possono essere i tuoi clienti VIP per volume di acquisto, un segmento specifico interessato a quella categoria, o chi ha interagito di più con i tuoi teaser — prima del lancio globale.

Tecnicamente, puoi gestire il tutto creando una pagina protetta da password sul tuo sito o rendendo il prodotto visibile solo agli utenti loggati che appartengono a quel gruppo.

Perché funziona: Dal punto di vista psicologico, il cliente si sente parte di un’élite riconosciuta dall’azienda e questo cementa la fedeltà. Per il business, questa fase funge da cuscinetto di sicurezza. Ricevere feedback da un gruppo amico ti permette di affinare il prodotto e il processo di vendita in un ambiente protetto, riducendo drasticamente il rischio durante il lancio ufficiale e dandoti il tempo di correggere il tiro. 

Quando usarlo:

  • Se offri servizi complessi o software, dove il rischio di bug o incomprensioni tecniche è alto.
  • In settori ad alta fedeltà, dove il parere dei super-fan conta più delle pubblicità.

Fai un rilascio a tempo o quantità limitate

Il rilascio a tempo limitato (o a lotti) consiste nel mettere in vendita il prodotto solo per un periodo brevissimo o in quantità molto ridotte, dichiarate fin dall’inizio. Una volta finiti i pezzi o scaduto il tempo, le vendite si chiudono, indipendentemente dalla domanda residua, e si punta quindi a esaurire lo stock nel minor tempo possibile. Questa strategia di solito viene utilizzata in concomitanza con un countdown nella fase teaser.

Perché funziona: Le leve sono urgenza e scarsità, ovvero far percepire al pubblico che una finestra di opportunità si sta chiudendo. Questo spinge a prendere una decisione rapida per evitare il rimpianto di aver perso l’occasione. 

Quando usarlo:

  • Se l’hype è massimo, ovvero quando sai che la domanda supererà l’offerta. Il sold out diventa un formidabile strumento di marketing per il lotto successivo e aumenta la desiderabilità.
  • Con produzioni artigianali: Se la tua struttura non ti permette di produrre grandi volumi, trasformare questo limite in una scelta strategica che comunica attenzione al dettaglio e produzione artigianale giustifica l’esclusività e anche un prezzo più alto.

Crea una landing page

Una landing page è una pagina web isolata dal resto del tuo sito, progettata con l’unico obiettivo di conversione. Se il tuo sito web è la sede centrale dell’azienda, la landing page è lo stand immancabile per il nuovo prodotto di punta, a cui possono rinviare tutti i tuoi Ad su social e email marketing.

Non ci sono menu di navigazione dispersivi o link ad altri servizi. Tutto, dal titolo alla call to action, è focalizzato a convincere l’utente a compiere l’acquisto o l’iscrizione a una lista d’attesa.

Perché funziona? Elimina le distrazioni e fornisce chiarezza riguardo il prodotto con un percorso guidato. Puoi strutturare il contenuto seguendo una logica di vendita precisa, solitamente problema → soluzione (il tuo prodotto) → benefici → testimonianze → chiusura. Inoltre, avere una pagina dedicata ti permette di tracciare con precisione l’efficacia delle tue campagne pubblicitarie.

Quando usarla:

  • Se investi in pubblicità a pagamento (Ads): Non sprecare budget mandando traffico su una pagina generica.
  • Se il prodotto ha una proposta di valore specifica: Se il nuovo prodotto si rivolge a un target diverso dal solito, la landing page ti permette di usare un linguaggio e una grafica su misura per quel pubblico.
  • Se vendi pochi prodotti scelti.

Collabora con brand e influencer

Collaborare con brand complementari o influencer significa appoggiarsi alla fiducia che qualcun altro ha già costruito con il proprio pubblico. Nello specifico, per una PMI italiana, i micro-influencer, cioè esperti di nicchia con un seguito fedele, sono spesso molto più efficaci e credibili.

Questa strategia può iniziare già nella fase di pre-lancio, inviando il prodotto a persone influenti nel tuo settore affinché possano testarlo e parlarne in anteprima oppure per coordinare un lancio doppio.

Perché funziona: Grazie al principio della riprova sociale. Se un esperto di cui mi fido dice che il tuo nuovo prodotto è valido, la mia resistenza all’acquisto crolla drasticamente. Inoltre, ti permette di raggiungere fette di mercato a cui non arriveresti con solo i tuoi canali. Se invece collabori con un brand affine ma non concorrente, crei un’associazione di valori che arricchisce l’immagine del tuo prodotto.

Quando usarlo:

  • Per prodotti lifestyle o esperienziali, come oggetti di design, moda o bellezza dove il parere estetico e l’uso pratico sono fondamentali.
  • Per prodotti tecnici, dove la recensione di un esperto può aiutare a spiegare meglio il funzionamento del prodotto.
  • Per entrare in nuovi mercati: Se sei un brand consolidato ma lanci un prodotto per un target che almeno parzialmente non ti conosce, l’influencer funge da ponte e garante.

Annuncia il lancio su email e SMS

Le email e gli SMS sono comunicazioni che devono contenere un senso di urgenza e CTA inequivocabili.

Perché funzionano: Sfruttano canali diretti e non mediati. Una notifica SMS o un’email hanno tassi di attenzione molto più elevati di una pubblicità o post sui social. Inoltre, questi strumenti permettono di personalizzare l’offerta, chiamando il cliente per nome e adattando il messaggio apposta per lui.

Quando usarlo: 

  • Le email di lancio sono presenti in quasi tutte le campagne, inizialmente con una o più email di presentazione del prodotto, poi integrando queste comunicazioni al normale customer journey. 
  • Gli SMS, invece, sono solitamente usati in lanci che hanno una forte componente temporale e con segmenti altamente interessati, per non risultare invasivi.

🛠️ Strumenti 🧰
Perché la riuscita di questa strategia, la consegna deve essere impeccabile e utilizzare una piattaforma professionale come lo Strumento di Email Marketing di SiteGround ti da la certezza che le email arrivino a destinazione, protette dai filtri anti-spam. 

Fornisci dimostrazioni interattive

Una dimostrazione interattiva dà al potenziale cliente un’esperienza in cui può vedere il prodotto in azione o come personalizzarlo. Un artigiano può per esempio mostrare come un mobile può essere configurato in base a diversi spazi o addirittura permettere di vedere, tramite realtà aumentata (AR), come un oggetto d’arredo starebbe nel proprio salotto. 

Oppure un produttore di attrezzature per il giardinaggio che partecipa ad un evento per mostrare come il un suo prodotto semplifichi drasticamente il lavoro. È lo spazio perfetto per rispondere alle domande dal vivo e dissipare gli ultimi dubbi tecnici.

Perché funziona: Abbatte l’incertezza, mostra come risolvere un problema specifico, elimina i dubbi tecnici. Questo sposta il focus dalle caratteristiche astratte ai benefici concreti.

Quando usarlo:

  • Per prodotti innovativi o complessi, dove la sola descrizione testuale non basta a spiegarne l’utilità.
  • Articoli di design o arredamento, dove la componente visiva e spaziale è determinante.

Offri webinar

Un webinar è un evento formativo o informativo trasmesso in diretta streaming, dove interagisci con il tuo pubblico in tempo reale. Per esempio, un produttore di software può offrire una prova guidata in tempo reale e introdurre il pubblico alla nuova interfaccia.

Perché funziona: Lavora sulla costruzione dell’autorevolezza. Dimostra che sei un esperto della materia che mette la propria faccia e le proprie competenze a disposizione del cliente. Crea una connessione umana in un mondo digitale che può risultare freddo. La diretta permette di gestire obiezioni e dubbi all’istante, fornendo la spinta definitiva all’acquisto dove necessario.

Quando usarlo:

  • Servizi digitali SaaS, per permettere all’utente di testare l’interfaccia e la facilità d’uso.
  • Prodotti che richiedono un cambio di abitudini da parte dell’utente, complessi o costosi.
  • Mercato B2B o servizi di consulenza.

Campagne unboxing

L’unboxing è l’esperienza di spacchettamento del prodotto, documentata tramite video. Puoi realizzarla in tre modi: 

  • Inviando il prodotto a influencer che lo aprono davanti alla telecamera.
  • Stimolando i clienti a filmare il proprio unboxing (usando quindi lo User Generated Content, o UGC).
  • Facendo un unboxing al contrario, mostrando tu stesso la cura millimetrica con cui prepari le confezioni e le chiudi prima della spedizione.

Perché funziona: Sfrutta l’anticipazione del piacere e riduce l’ansia da acquisto online. Vedere che l’oggetto arriva integro e presentato con cura, dimostra infatti che la promessa fatta sul sito viene mantenuta fino a casa del cliente, comunicando la qualità del packaging e la sicurezza della spedizione.

Quando usarlo:

  • Per tutti i prodotti fisici dove l’esperienza sensoriale conta (design, tech, cosmetica, o addirittura food).
  • Lanci legati a ricorrenze festive, dove il regalo e la confezione sono parte integrante del valore del prodotto.

Condividi le testimonianze dei clienti

Anche qui si tratta di UGC. Quando condividi le testimonianze, dai voce a chi ha già provato il prodotto, specialmente durante una fase di accesso anticipato o un soft launch. 

Puoi usare video-recensioni spontanee, screenshot di messaggi di ringraziamento o brevi interviste scritte o video, l’importante è la genuinità. Una recensione con un piccolo difetto trascurabile risolto bene è più credibile di un elogio sperticato.

Perché funziona: Tendiamo a fidarci più del giudizio dei nostri simili che della pubblicità del brand. Secondo lo Spiegel Research Centre, le recensioni possono addirittura aumentare i tassi di conversione fino al 270%.

Quando usarlo:

  • Nella fase centrale del lancio, quando l’effetto novità del teaser inizia a scemare e hai bisogno di prove concrete per convincere chi sta ancora valutando. 
  • Per convincere un pubblico pragmatico, attento al rapporto qualità-prezzo e che non si fida di un prodotto non ampiamente testato.

5. Dopo il lancio del prodotto

Anche il post-lancio è una fase che va preparata, per evitare che il tuo prodotto sia una meteora e diventi invece un asset duraturo. L’obiettivo è mantenere l’inerzia, trasformando il picco di attenzione iniziale in una crescita costante. Per farlo, ci sono tre aspetti a cui devi prestare attenzione.

Produci contenuti che promuovano il prodotto

Alimenta costantemente i tuoi canali con contenuti che esplorino il prodotto da angolazioni diverse, ma in modo sempre coerente con la sua identità. 

  • Social media marketing: Passa dai teaser alle guide d’uso, ai caroselli che risolvono dubbi comuni o ai video che mostrano i benefici a lungo termine.
  • Sul blog: Scrivi articoli di approfondimento che contestualizzino il prodotto all’interno di un problema più ampio (come stiamo facendo proprio in questo articolo per i nostri prodotti).
  • Via email: Invia casi studio, storie di successo, articoli blog, e inviti a eventi.
  • Integrazione nel catalogo: Inserisci il nuovo arrivato nei pacchetti offerta con prodotti già esistenti o suggeriscilo come prodotto correlato nel carrello.

Offri workshop per continuare la promozione

Il workshop è l’evoluzione del webinar e degli eventi con meno teoria e più pratica. Organizza queste sessioni operative per educare il cliente e ridurre la frizione all’uso. Questi eventi mantengono alta l’attenzione e coltivano una community di utenti esperti che diventeranno i tuoi primi ambassador.

Ad esempio, un produttore di farina artigianale potrebbe lanciare un workshop online su come gestire l’idratazione del nuovo preparato oppure un negozio di fotografia che lancia una nuova linea di filtri potrebbe organizzare un’uscita fotografica o una demo live di post-produzione. 

Misura i risultati

Come sempre, le ultime fasi coinvolgono la misurazione. Per capire se il lancio è stato un successo, devi analizzare i dati e non solo il fatturato totale, ma scendere nel dettaglio con metriche email e KPI di marketing. Qual è stato il tasso di conversione della landing page? Quale canale (email, social, ads) ha portato più vendite? Quanti dei nuovi clienti avevano già acquistato da te in passato?

🛠️ Strumenti 🧰
Se gestisci il tuo business con l’Ecommerce Website Builder e l’Email Marketing di SiteGround, hai già a disposizione le dashboard integrate che semplificano enormemente questa analisi. Puoi monitorare le prestazioni del negozio e delle campagne in tempo reale, osservare il comportamento di visitatori e iscritti e capire esattamente dove si interrompe il percorso d’acquisto. Misurare significa avere la bussola per il prossimo passo: se i dati dicono che le email hanno convertito bene ma la landing page no, saprai dove investire il budget per il prossimo lancio. 

Pronto al lancio?

La verità è che non ci si sente mai pronti al 100%, ma arriva sempre il momento in cui la pianificazione deve lasciare il posto all’esecuzione. Se hai definito l’identità, tracciato la rotta tra i canali e preparato il terreno con i teaser, sei già avanti. 

Quello di cui non puoi fare a meno però, è l’infrastruttura giusta per non inciampare sul più bello: un’infrastruttura sicura, in grado di reggere i picchi di traffico, i pagamenti sicuri, gli attacchi alla sicurezza, il mantenimento del sito e l’email marketing. Preferibilmente tutto senza dover gestire mille abbonamenti diversi.

La risposta a tutto questo è l’ecosistema SiteGround. Il nostro Ecommerce Builder ti permette di mettere online un negozio professionale e veloce, totalmente customizzabile e già pronto per un lancio in totale sicurezza, sia per te che per i tuoi clienti.

Per colpire nel segno con le tue comunicazioni dirette, il nostro strumento di Email Marketing ti assicura che i tuoi annunci arrivino a destinazione e non nel dimenticatoio dei filtri antispam, offrendoti dati certi su chi ha aperto e chi ha cliccato.

E non ci siamo scordati neanche della parte creativa e di gestione! Per questo puoi appoggiarti agli Agenti di AI Studio, specialisti dedicati che possono analizzare il mercato, generare le descrizioni dei prodotti, pianificare i post sui social, rispondere ai commenti e scrivere le sequenze di email marketing al posto tuo, garantendo che il tono di voce rimanga coerente su ogni fronte.

Il mercato non aspetta i ritardatari. Se hai la soluzione a un problema, è il momento di farla conoscere. Noi ti diamo gli attrezzi, tu ci metti il prodotto. Buon lancio 🚀

FAQ sul lancio dei prodotti

Quanto costa lanciare un prodotto?

Non esiste una cifra base universale, perché l’investimento dipende dalla complessità della filiera e dal settore.
Per cosmesi e skincare, considerando le certificazioni obbligatorie e il packaging, un lancio serio costerà almeno 15.000 €.
In abbigliamento, il costo è legato alla confezione di prototipi e lotti, quindi per una piccola collezione, l’investimento può oscillare tra i 5.000 € e i 10.000 €.
Per i prodotti artigianali, invece, l’investimento principale è l’acquisto delle materie prime, chè è quindi molto variabile, dai 2.000 € per prodotti semplici (come candele e bigiotteria) fino ai 10.000 € (per produzioni più intensive) .

Quali sono i KPI per il lancio di nuovi prodotti?

I KPI più importanti per il lancio di un nuovo prodotto sono il tasso di conversione, il costo di acquisizione, il customer lifetime value, e il tasso di abbandono. Eccoli più in dettaglio:
Il tasso di conversione : percentuale di visitatori che acquistano effettivamente il prodotto rispetto al totale di chi approda sulla landing page.
Il costo di acquisizione (CAC): Quanto hai speso in marketing per ottenere un singolo nuovo cliente. Se il CAC è superiore al margine del prodotto, hai un problema di sostenibilità.
Il customer lifetime value (CLV): La stima del valore che un cliente porterà alla tua azienda nel tempo. Un lancio è vincente se attira clienti che torneranno a comprare.
Il tasso di abbandono: Ti indica se ci sono attriti tecnici o psicologici (come spese di spedizione troppo alte) nell’ultimo miglio dell’acquisto.

Perché il lancio di un prodotto è importante?

Il lancio è fondamentale perché agisce come un catalizzatore di attenzione del pubblico verso un nuovo prodotto. Permette di posizionare il prodotto per la prima volta (e a volte riposizionare il brand stesso) e di testare la reattività del mercato. Un buon lancio genera, oltre al fatturato immediato, anche una base di dati e di contatti (lead) nuovi che alimenterà le vendite dei mesi successivi.

Come capisco se sono pronto per il lancio?

Sei pronto al lancio di un prodotto nuovo quando:
– Il prodotto risolve un problema reale e sentito da un target specifico.
– Hai testato il funzionamento e la logistica: sai che il prodotto funziona come dovrebbe.
– L’identità e il posizionamento sono chiari: sai cos’è, cosa fa, e perché è diverso dalla concorrenza.
– Hai un piano d’azione che copre non solo il giorno del debutto, ma anche le settimane di teaser precedenti e la strategia di mantenimento successiva.

La IA può aiutarmi davvero con la SEO o rischio di rovinare tutto?

Stai già usando l’intelligenza artificiale per il tuo sito ma non hai ancora capito bene come possa darti una mano con la SEO? O peggio ancora: fai ancora tutto a mano, analizzando le keyword una per una e scrivendo meta description come se fossimo nel 2015?

Non preoccuparti, fino a poco tempo fa era la norma. Ma le cose sono cambiate parecchio e quello che prima richiedeva ore, oggi puoi farlo in pochi minuti grazie all’AI. E no, tranquillo, Google non ti penalizzerà.

Punti chiave:

  • Come l’IA e le AI Overviews hanno cambiato la SEO
    • Contenuti premiati dai motori di ricerca: Contenuti utili e affidabili, capaci di rispondere al reale intento dell’utente, indipendentemente dall’uso di AI nella la loro creazione.
    • Contenuti penalizzati dai motori di ricerca: Contenuti mediocri, generici o generati e pubblicati senza alcuna revisione umana.
    • Ottimizzare per i crawler: Oltre a Googlebot o BingBot, ci sono nuovi crawler AI come GPTBot o ClaudeBot. Per indicizzare correttamente, monitora le visite dei bot AI, usa i file llms.txt e llms-full.txt e offri dati strutturati JSON-LD.
  • In cosa usare l’IA per lavorare sulla SEO
    • Ricerca delle parole chiave: Identificazione di opportunità, analisi della concorrenza e raggruppamento delle keyword per intento di ricerca.
    • Audit SEO e analisi tecnica: Rilevamento rapido di errori tecnici come metadati duplicati, immagini senza testo ALT o link interrotti.
    • Miglioramento dei contenuti: Analisi degli articoli in posizioni secondarie per ottimizzare titoli, intestazioni e struttura.
    • Creazione di contenuti orientati alla SEO: Generazione di strutture e bozze basate su ciò che è già posizionato, fungendo da base per la revisione e l’editing.
    • Metadati e immagini su larga scala: Automazione massiva di meta description e alt text per cataloghi estesi o blog con un grande volume di articoli.
  • Consigli extra: Usa l’AI come strumento di esecuzione, non di strategia; contribuisci al contenuto con un 20-30% basato su esperienza e opinioni personali; assicura prestazioni tecniche elevate al tuo sito.
  • Strumenti AI per fare SEO: Agenti specializzati: (Agente esperto SEO e l’Agente Copywriter di AI Studio); Plugin VigIA per il controllo dei bot AI e i formati Markdown; Speed Optimizer per migliorare la velocità di caricamento.

In questo articolo ti spiegherò come usare l’AI per fare SEO e far decollare il tuo sito, passo dopo passo, senza complicazioni e con esempi pratici che puoi applicare già da oggi.

Che siano anni che litighi con il posizionamento o che sia la prima volta che decidi di fare sul serio, sono sicuro che troverai consigli e tecniche interessanti.

E questo discorso vale soprattutto per te, se sei un freelance, un professionista o hai una piccola agenzia. Perché immagino che, proprio come me, tu non abbia un team SEO dedicato, né il tempo di passare tre ore a cercare parole chiave. Per non parlare delle fatture mensili per i vari tool, che ormai hanno superato ogni limite ragionevole. Empatizzo con il tuo dilemma, direbbe un’IA, ma per davvero. Per questo ti prometto una cosa: ti proporrò solo soluzioni accessibili.

Sì, gli strumenti AI ci daranno una mano con la SEO, e non piccola. Possono fare la differenza tra il continuare a rimandare la SEO a “quando avrò tempo” e iniziare a lavorarci sul serio. Cominciamo?

La SEO non è più quella di una volta (e meno male)

Se mastichi un po’ di web da qualche tempo ricorderai sicuramente l’epoca in cui fare SEO significava infilare parole chiave ovunque come se non ci fosse un domani. Ripeterle nel titolo, nel primo paragrafo, nelle intestazioni, nel testo alternativo delle immagini e nella meta description era la regola. Più ce n’era, meglio era.

Per fortuna oggi non funziona più così. I motori di ricerca premiano da anni il contenuto utile rispetto a quello “ottimizzato” a tavolino. Quello che cercano è rispondere bene all’intento di ricerca dei loro utenti e non trovare pagine che ripetono la stessa parola 47 volte.

È anche vero, non prendiamoci in giro, che per anni i motori hanno permesso ai risultati di riempirsi di spazzatura. Però gli utenti ci hanno dato una lezione scegliendo di cercare in modo diverso, ad esempio con i chatbot. Da qui nascono le panoramiche IA (dette AI Overview) e tutti i cambiamenti che ci stanno toccando da vicino.

La buona notizia è che l’attuale situazione delle ricerche è vantaggiosa, soprattutto se non sei uno specialista di SEO. Significa infatti che se crei contenuti che aiutano davvero le persone sei già sulla strada giusta.

L’AI non penalizza, è il contenuto spazzatura che lo fa

Un dubbio che spunta fuori in ogni conversazione sulla SEO ed AI è se Google ci penalizzerà per l’uso dell’intelligenza artificiale. La risposta breve è no.

Google ha chiarito nelle sue linee guida che non penalizza un contenuto per come è stato creato ma per la sua qualità. Un articolo mediocre scritto da una persona non si posizionerà mai meglio di uno valido generato con l’aiuto dell’AI, che ci piaccia o no.

I motori di ricerca e le AI generative vogliono contenuti affidabili che offrano risposte e aiutino l’utente, a prescindere da chi li scriva o con quale strumento.

Detto questo, il segreto è fare le cose con l’aiuto dell’AI e non generandole con IA e pubblicandole senza revisione. Ma questo lo vedremo meglio tra poco.

Non devi più indicizzare solo per il bot di Google. Ti do il benvenuto nel mondo dei bot AI!

C’è qualcosa che sta succedendo proprio ora sul tuo sito e forse non lo sai. Oltre a Googlebot o BingBot, i crawler di una vita, il tuo spazio online riceve visite da crawler AI come GPTBot (OpenAI), ClaudeBot (Anthropic), PerplexityBot e oltre 50 bot diversi che raccolgono contenuti per alimentare le risposte agli utenti.

Questo è un aspetto da tenere bene a mente. Quando qualcuno chiede a ChatGPT o a Perplexity qualcosa su un tema che tratti nel tuo sito, la risposta viene generata a partire da contenuti scansionati. Se il tuo contenuto è valido e accessibile hai la possibilità di essere citato come fonte. Ti linkeranno o meno, riceverai visite o no, ma te l’ho già detto che il web non è più quello dei link di una volta? Queste sono le nuove regole.

La questione è: sai chi ti sta scansionando? Vuoi che tutti questi bot abbiano accesso o preferisci controllare chi entra e chi no?

Esistono tantissimi strumenti a pagamento per farlo, ma c’è anche VigIA, un plugin WordPress che ti offre visibilità totale su quali crawler AI visitano il tuo sito con statistiche dettagliate e ti permette di decidere chi bloccare e chi lasciar passare. E non preoccuparti, anche se la descrizione è in spagnolo, funziona perfettamente con i siti WordPress italiani.

screenshot dell'analisi del plugin VigIA sulla bacheca WordPress di Fernando

In più genera automaticamente i file llms.txt e llms-full.txt, uno standard emergente per comunicare agli Agenti AI quali contenuti sono rilevanti sul tuo sito e come devono interpretarli, oltre ai dati strutturati JSON-LD. Pensali come un robots.txt ma progettato specificamente per le intelligenze artificiali. Puoi dare un’occhiata al file llms.txt del mio sito se sei curioso.

Il monitoraggio da parte delle AI non è il futuro, sta succedendo ora, e chi non ne tiene conto resterà indietro.

Come risparmiare ore di lavoro SEO grazie all’AI

Passiamo alla parte pratica. Ti svelo le attività SEO dove l’intelligenza artificiale fa davvero la differenza, soprattutto se sei un freelance o hai una piccola agenzia e il tempo è la tua risorsa più scarsa.

1. Ricerca delle parole chiave

La keyword research è sempre stata una delle attività più noiose della SEO. Cercare termini, analizzare volumi, studiare l’intento di ricerca, raggruppare per aree tematiche. Se fai tutto a mano, ti parte facilmente mezza giornata solo per un articolo.

Con l’IA puoi accelerare tutto questo in modo considerevole. Puoi chiederle di analizzare un argomento e suggerirti keyword correlate, di raggrupparle per intento di ricerca (informativo, transazionale, di navigazione) o di identificare opportunità che la concorrenza sta sfruttando e tu no.

Puoi anche chiederle di analizzare le pagine già posizionate per una keyword e farti dire cos’hanno in comune, quali sotto-argomenti trattano e cosa puoi fare tu per differenziarti.

Nel caso dell’Agente esperto SEO di AI Studio, puoi fare ricerca di parole chiave direttamente nel tuo spazio di lavoro, con tanto di analisi competitiva inclusa.

Gli spieghi di cosa vuoi scrivere, gli dai un po’ di contesto sulla tua attività e lui ti restituisce una mappa di keyword organizzata e pronta all’uso. Dimentica l’esportazione di file CSV da uno strumento per importarli in un altro e incrociare i dati su un foglio di calcolo.

screenshot di una richiesta fatta all'Agente Esperto SEO di AI Studio

2. Audit SEO e analisi tecnica

Hai meta title duplicati? Immagini senza testo alternativo? Link interrotti? Contenuti troppo brevi o ridondanti? Questi sono problemi di SEO tecnica e meta tag che danneggiano il posizionamento e che spesso passano inosservati per mesi.

L’AI può scansionare il tuo sito e individuare questi intoppi in un lampo.

Con i classici plugin SEO puoi generare meta tag personalizzati per ogni pagina, cosa che resta fondamentale. Per un’analisi più profonda e intelligente però l’Agente WordPress di AI Studio fa un passo avanti perché può analizzare direttamente la tua installazione, revisionare i contenuti e fornirti una diagnosi completa con raccomandazioni prioritarie.

È come avere un consulente SEO seduto alla tua scrivania dentro WordPress, pronto a mettersi al lavoro quando serve a te.

3. Migliorare i contenuti esistenti

Una delle strategie SEO più redditizie è migliorare quello che hai già pubblicato. Spesso hai articoli o pagine posizionate in seconda pagina su Google che hanno solo bisogno di una spinta per salire. Magari un titolo più accattivante, una struttura dei titoli migliore, un paragrafo iniziale che catturi l’attenzione o una meta description che inviti a cliccare.

L’AI può analizzare il tuo contenuto attuale, confrontarlo con quello che si trova nelle prime posizioni e suggerirti miglioramenti concreti. Non si tratta di riscrivere tutto da zero, ma di ottimizzare quello che già funziona.

Con AI Studio puoi sfruttare un flusso di lavoro completo:

  • L’Agente WordPress revisiona il contenuto già pubblicato. 
  • L’Agente Copywriter propone modifiche mantenendo il tuo stile e tu pubblichi i cambiamenti direttamente senza mai uscire dalla bacheca. 
  • L’Agente esperto SEO controlla la struttura e ti suggerisce come perfezionarla.

4. Creazione di contenuti orientati alla SEO

Qui è dove molti si confondono. Usare l’AI per creare contenuti non significa premere un tasto e pubblicare quello che esce. Quella è la ricetta sicura per un contenuto mediocre, generico e che non si posiziona.

Quello che funziona davvero è usare l’intelligenza artificiale come assistente alla redazione per:

  • Generare una struttura basata sull’intento di ricerca e su ciò che è già posizionato.
  • Proporre bozze che poi tu andrai a rivedere, ampliare e personalizzare con la tua esperienza.
  • Suggerire variazioni di titoli o approcci diversi per lo stesso tema.
  • Aiutarti a coprire sotto-argomenti che potrebbero sfuggirti.

Il flusso di lavoro che funziona meglio con AI Studio è questo:

  • Chiedi all’Agente esperto SEO di fare ricerca e creare il briefing dei contenuti, ovvero le linee guida. 
  • L’Agente Copywriter genera la bozza adattandola al tuo brand. 
  • L’Agente WordPress ti permette di pubblicare e regolare i metadati direttamente.

Tu ci metti l’esperienza, la conoscenza del settore e il tuo tocco personale per umanizzare il copy. L’AI ci mette la velocità e le idee.

5. Metadati e immagini su larga scala

Se hai un ecommerce con 500 prodotti o un blog con centinaia di articoli, sai bene cosa significa affrontare la scrittura di meta description, testi alternativi per le immagini, titoli SEO per tutto quanto. A mano è un lavoro infinito. L’AI risolve il problema.

L’Agente WordPress di AI Studio può gestire i metadati in modo massivo. Genera testi alternativi descrittivi per le immagini, meta tag ottimizzati e titoli adatti alle keyword, tutto direttamente dalla tua bacheca WordPress e in blocchi.

C’è poi un ulteriore aspetto che sta diventando sempre più rilevante. Non si tratta solo di fare in modo che Google trovi i tuoi contenuti, ma che le AI generative ti citino come fonte quando un utente pone loro una domanda, parliamo cioè di GEO.

Per questo esiste AI Share & Summarize, un plugin totalmente gratuito che aggiunge pulsanti per condividere i contenuti direttamente nelle principali AI (ChatGPT, Claude, Gemini, Perplexity e altre). In questo modo il tuo sito viene referenziato come fonte e mentre gli utenti condividono i tuoi contenuti, istruisci le AI.

Inoltre il plugin registra i clic per offrirti statistiche su quali contenuti siano i più condivisi e dove.

screenshot del plugin AI Share & Summarize nella bacheca WordPress di Fernando

È un nuovo approccio per ottenere visibilità che va oltre la SEO tradizionale. Non conta solo farsi trovare su Google, ma farsi citare nelle risposte dell’AI. E ti serve anche per presidiare quegli altri motori di ricerca, ovvero i social network, che hanno riacquistato una grande importanza.

Come ottenere il massimo dalla SEO con AI

Usare l’intelligenza artificiale è metà dell’opera, per fare la differenza bisogna usarla bene. Se mi permetti un consiglio (o più di uno), ecco cosa ho imparato in questi anni e cosa mi è servito per recuperare gran parte del traffico perso con il cambiamento delle modalità di ricerca.

L’AI non sostituisce la strategia

Questo è l’errore più comune che vedo: persone che iniziano a generare contenuti con l’AI senza avere una strategia chiara alle spalle. 

Pubblicano tre articoli al giorno su temi casuali, tutti scritti dall’intelligenza artificiale, sperando che i motori di ricerca li premino per il volume.

Non funziona così. L’AI è uno strumento di esecuzione, non di decisione. 

Può scrivere un articolo molto valido su quasi ogni tema, ma non sa quali siano gli argomenti che ti conviene trattare, per quale pubblico, con quale obiettivo di business né in quale ordine.

Inoltre l’AI non conosce la tua esperienza specifica nel settore né cosa ti differenzia dalla concorrenza. Prima di chiedere all’AI di generare qualsiasi cosa, devi avere chiaro:

  • Cosa vuoi posizionare e perché.
  • Per chi scrivi (un cliente tecnico è diverso da un principiante).
  • Quale intento di ricerca vuoi coprire.
  • Come si inserisce quel contenuto nella struttura del tuo sito.

Con questi punti chiari, l’AI può eseguire con precisione. Se non definisci bene il perimetro, produrrà contenuti generici che non si posizionano, non convertono e non si distinguono da quelli della concorrenza che, per inciso, sta già usando l’AI.

Revisiona sempre ciò che genera l’IA

Le AI possono inventare dati, citare fonti inesistenti, usare un tono che non ti appartiene o generare testi tecnicamente corretti ma che non aggiungono nulla di nuovo. Tendono anche a scrivere in modo molto riconoscibile, con frasi troppo perfette, quasi condiscendenti e con una struttura prevedibile. Non sono come noi umani, che siamo inconsistenti e unici per natura.

Se pubblichi quei testi così come sono, i tuoi lettori se ne accorgono e, con il tempo, anche i bot.

Bisogna sempre revisionare. Non dico di diffidare dello strumento, ma di usarlo per quello che è, cioè un assistente di cui devi supervisionare ogni consegna. 

Il contenuto che si posiziona è quello che ha un tocco personale, esperienze reali (con i loro difetti) e qualcosa che l’utente non trova altrove. Questo non lo genera una macchina, o almeno non senza il tuo controllo.

Sii realistico nelle aspettative. L’AI ti fornisce una bozza al 70 o 80%. Il valore lo aggiungi tu con il restante 20 o 30%, quello che apporta valore vero. 

In quella percentuale ci sono la tua esperienza, le tue opinioni, i tuoi esempi concreti e il tuo modo di spiegare le cose. Ed è esattamente questo che ti differenzia dai contenuti piatti che chiunque può generare con un semplice prompt.

Le prestazioni web sono SEO (e l’AI aiuta anche in questo)

Puoi avere i migliori contenuti del mondo, ma se il tuo sito impiega 5 secondi a caricarsi hai già perso tutti lungo la strada, umani e macchine.

I Core Web Vitals continuano a essere un fattore di posizionamento fondamentale. Non perché lo dica Google, ma perché misurano aspetti davvero importanti. Il tempo di caricamento, la stabilità visiva e la reattività del tuo sito influenzano direttamente il modo in cui tutti, bot e persone, valutano le tue pagine.

C’è un aspetto che molti non colgono appieno, ed è che un server veloce non migliora solo l’esperienza utente. I motori di ricerca e le AI gli assegnano la priorità anche per una questione di economia interna, ovvero per risparmiare le proprie risorse.

Se il tuo TTFB (il tempo al primo byte) è basso e offri pagine rapide, i bot possono permettersi di scansionare più pagine per ogni visita. È un effetto domino.

Qui entrano in gioco strumenti come Speed Optimizer, per gestire l’ottimizzazione delle prestazioni di WordPress con un approccio completo:

  • Caching a 3 livelli: NGINX Direct Delivery, Cache Dinamica e Memcached, che insieme rendono il sito fino a 5 volte più veloce rispetto alla sola cache statica.
  • Cache basata su file con precaricamento e cache per gli utenti loggati.
  • Minificazione di HTML, CSS e JavaScript per ridurre il peso del codice.
  • Differimento dei JavaScript che bloccano la visualizzazione per mostrare la pagina prima.
  • Compressione delle immagini, conversione automatica in WebP e Lazy Load.
  • Compressione GZIP e Brotli, cache del browser e ottimizzazione dell’Heartbeat di WordPress.
  • Manutenzione programmata del database per mantenere WordPress pulito e scattante.

Tutto questo si configura dalla bacheca di WordPress in pochi passi. E se non sai cosa attivare o temi di rompere qualcosa, puoi chiedere all’Agente WordPress di AI Studio, che conosce il plugin a fondo e ti guida passo dopo passo. Se vuoi approfondire come usare l’AI per ottimizzare un sito web, ti consiglio di dare un’occhiata al mio articolo dedicato.

Un regalo ottimizzato per l’AI

Per migliorare ulteriormente le tue possibilità di scansione da parte delle AI e dei motori di ricerca, puoi distinguerti offrendo i tuoi contenuti anche in formato Markdown.

L’idea è generare una URL aggiuntiva (che termina in .md) per ogni contenuto che vuoi indicizzare, ma in un formato leggero, solo testo, senza stili o script.

Per farlo non devi installare altri plugin. Quello che ti ho consigliato prima, VigIA, include già questa funzionalità, oltre all’analisi dei crawler e alla generazione dei file LLMS.

Quali strumenti AI scegliere: Meno (a volte) è meglio

Uno dei problemi più comuni per i freelance e le piccole agenzie è la dispersione degli strumenti.

Un abbonamento per la SEO, uno per l’AI, uno per le statistiche e un altro per le performance. Alla fine ti ritrovi con cinque interfacce diverse, cinque curve di apprendimento e una fattura mensile che fa paura.

Il vantaggio di avere l’intelligenza artificiale integrata direttamente nel tuo hosting è proprio questo, tutto funziona dallo stesso posto.

Con AI Studio di SiteGround hai la SEO, la scrittura, la gestione di WordPress e l’ottimizzazione delle prestazioni in un unico punto. Non devi saltare da una piattaforma all’altra né imparare a usare nuovi strumenti ogni volta, e viene tutto già integrato e incluso con qualsiasi servizio SiteGround.

Per chi gestisce uno o più siti e vuole inserire l’AI nel proprio flusso di lavoro senza complicazioni, questa è la differenza tra farlo davvero e continuare a dire “lo farò quando avrò tempo”. Lo strumento migliore non è quello con più funzioni, ma quello che usi davvero. Quando tutto è integrato dove già gestisci il tuo sito, la barriera all’ingresso sparisce.

E i classici plugin SEO di una volta?

Sicuramente ti starai chiedendo perché non ho menzionato i tipici plugin SEO di sempre. Quelli che ti mostrano un semaforo verde o rosso a seconda di quanto sia ottimizzato il tuo articolo.

Non li ho citati perché, siamo onesti, sono rimasti parecchio indietro. Restano utili per le basi, ovvero personalizzare meta title e description, generare la sitemap XML o aggiungere dati strutturati. Per questo vanno benissimo e fanno il loro lavoro.

La realtà però è che quel modo di fare SEO, compilando campetti uno a uno e seguendo un indicatore colorato, non basta più. Oggi la SEO richiede analisi dell’intento di ricerca, ottimizzazione dei contenuti su larga scala, audit tecnici intelligenti e la capacità di adattarsi a un panorama dove le AI generative sono un canale di traffico a tutti gli effetti. E in tutto questo un semaforo non ti aiuta.

L’approccio di questo articolo è diverso. Ti sto insegnando a usare l’AI come un vero strumento di lavoro e non come un indicatore passivo che ti dice se hai inserito la keyword abbastanza volte. Alcuni plugin provano a stare al passo aggiungendo funzioni come la generazione di file LLMS, ma arrivano tardi, male e a volte persino chiedendo un pagamento extra. Ti avevo promesso soluzioni accessibili, no? Ecco appunto.

Strategia + AI = Crescita

Se sei arrivato fin qui, avrai capito che l’AI non è una moda né una minaccia per la SEO. È uno strumento che, se usato bene, ti permette di fare in poche ore quello che prima richiedeva settimane.

Il segreto resta lo stesso, cioè senza strategia l’AI non fa miracoli. Quello che fa è eseguire la tua strategia a una velocità prima impensabile.

Ti riassumo il flusso completo che abbiamo visto:

  • Controlla chi ti scansiona: monitora i bot AI e gestisci l’accesso ai contenuti (inclusi i file llms.txt) con il plugin gratuito VigIA.
  • Analizza e pianifica: l’Agente esperto SEO di AI Studio analizza keyword, concorrenza e intento di ricerca.
  • Crea contenuti: l’Agente Copywriter genera bozze adatte al tuo brand che tu poi revisioni e personalizzi.
  • Pubblica e ottimizza i metadati: l’Agente WordPress gestisce la pubblicazione e i tag (title, description, alt text) in modo massivo direttamente sul sito.
  • Renditi visibile per le AI: offri pulsanti per condividere e citare i tuoi contenuti nelle AI generative, così verrai indicato come fonte e faciliterai la condivisione sui social.
  • Ottimizza le prestazioni: Speed Optimizer fa volare il tuo sito, migliorando la SEO e il crawl budget. Aiutati offrendo i contenuti anche in formato Markdown.

Non sono azioni isolate, ma una sequenza di passaggi dalla ricerca all’ottimizzazione tecnica che dovresti attivare oggi stesso.

Non serve essere un guru della SEO, non serve un team di 10 persone e non servono 40 ore a settimana. Ti bastano una strategia chiara e gli strumenti giusti. 

Se hai dubbi su qualunque passaggio, ricorda che puoi chiedere all’Agente WordPress di AI Studio direttamente dalla tua bacheca. È come avere un consulente disponibile 24 ore su 24 nel tuo pannello di controllo.

La SEO non deve essere complicata. Con l’AI come alleata può essere persino divertente, ma soprattutto efficiente. L’intelligenza artificiale ha moltiplicato la nostra produttività in tutto, e la SEO non fa eccezione.

Come creare un sito web con ChatGPT partendo da zero

illustrazione che mostra la creazione di un sito web con un builder drag-and-drop e l'icona di messaggio di ChatGPT aperta

L’intelligenza artificiale è capace di fare ogni giorno di più, e oggi vediamo come ChatGPT e gli altri modelli di IA possono aiutarci nella creazione di siti web. Questa è un’attività che, fino a poco tempo fa, significava ore di lavoro su testi, struttura, immagini e strategia. Ora, grazie all’AI, tutto questo può diventare molto più semplice e veloce.

In questa guida ti spiegheremo passo dopo passo come usare ChatGPT per pianificare, impostare e scrivere il tuo sito in modo professionale, anche se non hai competenze tecniche o esperienza nel web design. E no, non parleremo di come generare codici HTML che poi non sai dove copiare e incollare, o di creare un sito di prova super basilare che ha un po’ questo aspetto:

Al contrario, questa guida è per piccole attività che vogliono realizzare un sito completo, curato e pronto a funzionare davvero, non solo a livello estetico, ma anche strategico. Scoprirai cosa può fare ChatGPT (e cosa no), e come sfruttarlo al meglio per:

  • Scegliere un nome di dominio efficace
  • Trasportare la tua identità visiva al sito
  • Organizzare struttura e contenuti
  • Lanciare il sito in tempi record

Se vuoi imparare a scrivere prompt per ChatGPT che ti diano esattamente i risultati che cerchi, scarica la nostra guida gratuita:

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Con l’approccio e i prompt giusti vedrai che anche se ChatGPT non può sostituire completamente il tuo lavoro, lo può semplificare esponenzialmente. Ti aiuta a pensare, progettare e scrivere più velocemente, lasciandoti la parte più importante, cioè prendere decisioni intelligenti per il tuo brand e mettere in piedi un sito completo in meno di una giornata.

Punti Chiave:

  • Cosa può fare ChatGPT: Agire come un assistente strategico e creativo durante il processo di progettazione (generare idee per il nome del dominio, suggerire palette di colori e font, pianificare sitemap e scrivere bozze per testi, titoli e call-to-action efficaci).
  • Cosa non può fare ChatGPT: Creare, mettere online e mantenere un sito web in autonomia, sostituire i servizi di hosting o i website builder, generare e implementare codice indipendentemente.
  • Come creare un intero sito con ChatGPT:
    • Scelta del dominio: Usa ChatGPT per generare alternative creative basate sul tipo di business.
    • Identità visiva: Usa ChatGPT per definire colori, font e moodboard coerente.
    • Pianificazione struttura: Usa ChatGPT per definire le pagine necessarie e individuare le pagine necessarie nel layout.
    • Scrittura contenuti: Usa ChatGPT per elaborare la Value Proposition e i testi di vendita.
    • Risoluzione problemi: Usa ChatGPT per avere suggerimenti riguardo al debugging o a piccoli errori di stile/configurazione.

Cosa puoi fare davvero con ChatGPT?

Definiamo subito le aspettative: ChatGPT non può creare e mettere online siti web completi con “pochi click” come sembrano promettere in molti. Quello che può fare, però, è rendere ogni fase del processo, dalla pianificazione alla scrittura dei contenuti, molto più rapida e produttiva. 

ChatGPT può diventare un assistente nella fase di progettazione, fornendoti idee, proponendo strutture, creando immagini e scrivendo testi che altrimenti richiederebbero giorni di brainstorming e lavoro. In altre parole, non costruisce il sito per te, né lo mantiene (per questo ci sono strumenti specializzati che vedremo), ma ti aiuta a costruirlo bene.

Tutto ciò è utile perché rimane verificabile da te. Puoi leggere, correggere, scegliere cosa tenere e cosa cambiare. Così hai flusso di lavoro in cui l’IA accelera le parti più ripetitive e ti lascia concentrare sulle decisioni creative e strategiche.

Certo, ChatGPT può anche scrivere righe di HTML o CSS. Ma questo serve solo se sai già programmare e sai cosa fare con quelle righe di codice, dove cercare errori e come far funzionare il sito come vuoi tu. In altre parole, anche per uno sviluppatore, ChatGPT serve semplicemente per velocizzare piccoli compiti e ragionare sulla risoluzione problemi. Pensare che possa produrre un sito professionale pronto all’uso sarebbe come pretendere che un manuale di cucina possa cucinare da solo.

L’approccio realistico è usare ChatGPT per pianificare il tuo sito in modo professionale, dai testi alla struttura, e poi affidarti a una piattaforma intuitiva per costruirlo davvero. Tra ChatGPT e un website builder facile da usare, puoi mettere online un sito curato, coerente e veloce anche in un giorno solo.

Come creare un sito con ChatGPT

1. Scegli un dominio

Prima di pensare al sito, serve il suo indirizzo, quello che le persone digiteranno per trovarti online: il nome di dominio. Deve essere breve, facile da scrivere, rappresentativo del brand e unico. E con milioni di domini già registrati, acquistare un dominio può essere più complicata di quanto non sembri.

Se ne hai già uno, perfetto. Se invece stai partendo da zero, ChatGPT può darti una mano. Ti basta descrivere la tua attività, il pubblico a cui ti rivolgi e il tono che vuoi comunicare. In pochi secondi, ChatGPT può restituirti una lista di proposte coerenti e creative. Ecco un template per un prompt che funziona bene in questo caso:

Sto avviando un’attività di [tipo di business] in [città o settore], focalizzata su [valore chiave o elemento distintivo]. L’azienda si chiama “[Nome del brand]”. Puoi suggerirmi [numero] alternative di domini creativi che includano il nome “[Nome del brand]”?

Quando trovi un nome che ti convince, verifica la disponibilità del dominio. Puoi farlo direttamente tramite un registrar come SiteGround: basta digitare il nome e vedere cosa è libero. Se la tua prima scelta è occupata, puoi chiedere a ChatGPT di generare variazioni intelligenti, aggiungere una parola chiave, cambiare l’estensione (.it, .com, .net, ecc.), o trovare una formula ancora più originale ma coerente con l’identità del brand.

Oppure puoi saltare tutti questi tentativi e usare il Domain Name Generator di SiteGround. Scrivi una frase che descrive la tua idea e il generator ti propone decine di idee creative e disponibili in tempo reale, senza dover saltare da una scheda all’altra o cercare di indovinare quali nomi sono liberi e quali no. 

screenshot del registrar di SiteGround, dove vengono suggerite decine di nomi di dominio disponibili e rilevanti dopo aver dato il prompt "centro estetico di lusso"

Una volta scelto il nome giusto, registra e acquista subito il dominio per evitare che qualcun altro lo prenda. Una dritta: se attivi un piano di web hosting con SiteGround, il dominio (con protezione privacy inclusa) è gratis per il primo anno, insieme all’accesso gratuito al Website Builder integrato, che renderà la creazione del tuo sito estremamente semplice (tra poco vediamo come).

2. Sviluppa l’identità visiva

L’identità visiva è l’insieme di elementi che determina come appare il tuo branding e come lo percepisce chi visita il sito. Se ben fatta, trasmette fiducia, rende la navigazione intuitiva e imprime il tuo brand nella memoria degli utenti. 

Scegli la palette di colori

I colori definiscono immediatamente l’atmosfera del tuo brand. Toni vivaci e contrastati comunicano energia e innovazione, mentre palette più neutre e bilanciate evocano calma e professionalità. Se non sai da dove partire, puoi chiedere a ChatGPT di suggerirti combinazioni cromatiche coerenti con la personalità del tuo business. Ecco un prompt di partenza efficace:

Suggerisci una palette di colori [tono o stile: es. “moderna e professionale”] per un sito di [tipo di attività]. Dovrebbe piacere a [target di riferimento] e rispecchiare valori come [es. fiducia, innovazione, benessere].

Otterrai una selezione di colori principali e complementari, con spiegazioni sul tipo di emozione che trasmettono. Da lì, puoi raffinarli e testarli nel tuo builder o con un tool grafico.

screenshot di una conversazione dove si chiede a chatGPT di fornire una palette di colori per una scuola pomeridiana di arte per adulti. per ogni colore viene fornito il codice HEX, la descrizione e l'uso

Crea una moodboard

Una moodboard ti aiuta a riassumere colori, texture, fotografie e stile grafico in una tavola visiva unica. Anche qui, ChatGPT può fornirti spunti per la moodboard ideale che ti aiuti a mantenere coerenza visiva:

Suggerisci una moodboard dal tono [descrivi il tono: es. “sofisticato ma accogliente”] per un sito di [tipo di business]. Includi immagini, foto, pattern e dalle forme e colori coerenti con il brand.

Ispirazione per i font

La tipografia ha un impatto diretto sulla leggibilità e sulla professionalità trasmessa. ChatGPT può suggerirti abbinamenti di font che bilanciano personalità e chiarezza. Prova con un prompt come:

Puoi suggerirmi delle combinazioni di font per un sito [tipo di brand o attività] che trasmetta un tono [es. moderno, elegante, creativo]? Devono essere [aggiungi specifiche: font leggibili, preferibilmente da Google Fonts, adatti al web, professionali, insoliti, etc].

3. Scegli una piattaforma di hosting e come sviluppare il sito

Questo è qualcosa che ChatGPT non può fare per te, o almeno non ancora. Prima di costruire il sito, serve iscriversi al servizio che lo alimenterà, garantendo che resti online, sicuro e veloce, cioè l’hosting

Con l’hosting di SiteGround ti assicuri performance elevate, tempi di caricamento rapidi, sicurezza integrata e backup automatici giornalieri. In più, il dominio è incluso nella registrazione e gratuito per il primo anno, mentre il Website Builder è incluso per sempre.

Per quanto riguarda invece come costruire il sito, puoi prendere tre strade:

  1. Usare un website builder, ovvero la soluzione più rapida e intuitiva per chi non ha competenze tecniche
  2. Usare un CMS come WordPress o Joomla!, che sono flessibili ma possono essere complessi da configurare
  3. Scrivere il codice (viabile solo per chi sa programmare)

Crea il tuo sito con un builder

Se non hai esperienza di sviluppo o sei un principiante, raccomandiamo la prima opzione. Il Website Builder di SiteGround è una scelta estremamente pratica per portfolio, siti personali, blog, servizi, mentre per chi vuole un online store, consigliamo l’Ecommerce Builder.

Per entrambi, l’interfaccia è drag-and-drop, quindi basta trascinare elementi per modificare il layout, i template sono completamente responsive (desktop e mobile) e seguono le migliori pratiche di design e accessibilità web. In più, il builder include gallerie di immagini gratuite, SEO integrata, una struttura leggera e veloce e la possibilità di creare contenuti con l’IA direttamente in piattaforma.

screenshot di una selezione di template per siti web disponibili sul Website Builder di SiteGround

Puoi iniziare scegliendo un template già pronto che rifletta il tono del tuo brand – qua sopra ne vedi alcuni. Professionale, minimal, creativo, istituzionale…c’è di tutto. Oppure, se preferisci personalizzare ogni dettaglio, puoi partire da zero e creare il tuo layout. In entrambi i casi, puoi modificare i colori per allinearli alla tua palette, selezionare i font coerenti con il tuo stile, e aggiungere logo e icone per completare l’identità visiva.

Crea un sito su un CMS con l’aiuto di ChatGPT

Se sei già pratico di CMS e ne scegli uno come WordPress, ChatGPT può farti da guida durante tutto il processo di configurazione e creazione.

Per iniziare, dovrai installare WordPress tramite il tuo provider di hosting (o, ancora meglio, se scegli l’Hosting per WordPress di SiteGround, lo troverai già installato). Una volta installato WordPress, puoi usare ChatGPT per:

  • Generare testi per contenuti come pagine e articoli
  • Farti guidare nella personalizzazione di temi e layout di WordPress
  • Farti guidare nella risoluzione di problemi relativi a plugin, design o temi

Questo approccio ti offre maggiore flessibilità e controllo rispetto a un semplice website builder, mantenendo comunque il processo lineare, anche se non sei uno sviluppatore.

🔥 STRUMENTO RACCOMANDATO 🔥
L’AI Studio di SiteGround include un Agente AI per WordPress. Si trova gratuitamente all’interno della tua bacheca di WordPress e fa molto più di una semplice chat che suggerisce soluzioni come ChatGPT. Questo Agente AI per WordPress ti aiuta direttamente nella gestione, manutenzione e risoluzione di tutti gli aspetti del sito, dalla sicurezza al catalogo. Basta chiedergli di modificare, installare, o eliminare qualcosa per te, e l’Agente WP lo fa per te. 

Crea un sito HTML con ChatGPT

Se invece sai già programmare puoi usare ChatGPT come supporto tecnico per scrivere frammenti di HTML o CSS. Tuttavia, questo approccio richiede competenze di sviluppo, altrimenti ti ritrovi con un sito non funzionante e dall’aspetto pessimo, definitivamente non pronto per ospitare un’attività online. 

ChatGPT può velocizzarti il lavoro ma non sostituire le capacità di un web developer o di un designer esperto. Per esempio, se sai cosa chiedere e come chiederlo, ChatGPT può aiutarti a:

  • Generare codice e modelli completi di pagine HTML
  • Creare stili CSS coordinati
  • Aiutarti a modificare o eseguire il debug del codice

In definitiva, la scelta dipende dalle tempistiche, dal tuo livello tecnico e da quanto desideri personalizzare. Se cerchi un ambiente di lavoro più completo, la chat generica inclusa in SiteGround AI Studio ti permette di consultare tutti i principali modelli di intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT, Claude, Gemini, Nano Banana e Imagen. Questa flessibilità è fondamentale per confrontare i risultati e scegliere la soluzione tecnica più precisa per il tuo progetto, eliminando la necessità di diversi abbonamenti separati e potendo gestire tutto all’interno della stessa piattaforma.

4. Pianifica la struttura e il layout del sito

Decidere quali pagine servono e come saranno organizzate influisce direttamente sull’esperienza utente, sull’indicizzazione nei motori di ricerca e sulla facilità di gestione nel tempo. E in questa fase ChatGPT può fungere da eccellente consulente di architettura digitale.

Crea una struttura logica

Inizia fornendo a ChatGPT qualche dettaglio chiave: di cosa si occupa la tua attività, quali prodotti o servizi offri, chi è il tuo pubblico e quali obiettivi vuoi raggiungere. Con queste informazioni, il modello può suggerirti una mappa del sito coerente e intuitiva. Un prompt utile può essere:

Sto creando un sito per un’attività di [tipo di business] che offre [descrizione breve di prodotti o servizi]. Il target è [descrivi il pubblico]. Puoi suggerirmi una struttura logica del sito, con le pagine principali e una breve spiegazione di cosa inserire in ognuna?

Se la proposta non ti convince, puoi affinare il risultato chiedendo a ChatGPT di aggiungere o eliminare sezioni, modificare la gerarchia delle pagine o riorganizzare i contenuti. La forza dell’IA sta proprio in questo dialogo che ti permette di perfezionare la struttura fino a ottenere quella più funzionale per il tuo obiettivo.

Pianifica i layout delle pagine

Il layout di ogni pagina deve riflettere il suo scopo specifico. Una homepage deve incuriosire e orientare, una pagina Chi siamo deve rassicurare, una pagina Servizi deve convertire. ChatGPT può aiutarti a progettare ogni layout suggerendo le sezioni più efficaci da includere, basta porre le domande giuste con prompt come:

Sto lavorando sulla pagina [nome della pagina: Homepage, Chi Siamo, Landing] di un sito di [tipo di attività]. Lo scopo di questa pagina è [es. presentare il brand, generare contatti, vendere un servizio]. Quali sezioni dovrei includere e in che ordine per garantire chiarezza e un buon flusso di lettura?

ChatGPT ti restituirà un diagramma testuale del layout. Per esempio, se hai chiesto consigli per una Landing page, potresti avere suggerimenti riguardo la Hero section per la UVP e la call-to-action, una sezione per la prova sociale con recensioni o loghi clienti, i blocchi di contenuti informativi e la CTA finale.

Una volta definito tutto, puoi iniziare a pianificare la navigazione necessaria affinchè gli utenti possano orientarsi nella struttura. Questo significa creare il menu principale, collegare le pagine e organizzare i link interni.

Con il Website Builder di SiteGround, questa fase è semplicissima: puoi aggiungere nuove pagine ad ogni template, trascinarle per ordinarle nel menu e assegnare sezioni predefinite già ottimizzate per ogni layout (Homepage, Servizi, Contatti, Blog). Tutto ciò senza nemmeno una riga di codice.

screenshot di 3 proposte di layout per la sezione "Il nostro team" sul website builder di SiteGroud

Per dirla in altri termini, ChatGPT ti aiuta ad architettare il tuo sito, mentre il Website Builder ti consente di passare dall’idea alla realtà in modo visivo e immediato.

5. Riempi il sito di contenuti

Hai progettato la struttura, ora è il momento di inserire i contenuti – testi, titoli, call to action – la sostanza del sito. Ed è proprio nella scrittura che ChatGPT mostra un’altra delle sue migliori aree di competenza.

Definisci la tua Value Proposition

Come sempre, prima di iniziare a scrivere vogliamo una base solida, cioè la value proposition. Definendola inquadri chi sei, cosa offri, perché gli utenti dovrebbero scegliere proprio te. In altre parole il punto d’arrivo di tutte le domande che un visitatore si pone nei primi secondi sul tuo sito.

Per definirla, rispondi a queste domande:

  • Chi aiuti e a chi ti rivolgi?
  • Cosa rende unica o migliore la tua offerta?
  • Qual è la personalità del tuo brand (professionale, amichevole, ironica, coraggiosa…)?

Poi lascia che ChatGPT trasformi le tue risposte in una frase d’impatto che riassuma tutto, per esempio:

Aiutami a scrivere una value proposition breve e incisiva per il mio [tipo di attività o progetto]. Mi rivolgo a [target di riferimento] e ciò che mi rende diverso è [elemento distintivo]. Il tono del mio brand è [tono: amichevole, professionale, audace, ecc]. Puoi propormi alcune opzioni tra cui scegliere?

Ricorda che puoi richiedere modifiche, rettifiche e combinazioni finchè non senti di essere arrivato alla formula perfetta.

Scrivi titoli e call to action efficaci

Anche per titoli e call-to-action, ChatGPT ti è alleato. Per creare headline persuasive e pulsanti convincenti, il tutto perfettamente in linea con il tono e l’obiettivo del tuo sito, prova con questo prompt:

Puoi suggerirmi [numero] combinazioni di titoli e call to action per una [tipo di pagina o attività: homepage, pagina servizi, landing page] che ha come obiettivo [es. incoraggiare le iscrizioni, promuovere un prodotto, invitare alle prenotazioni]? Il tono del mio brand è [tono: amichevole, sicuro, professionale, creativo, ecc], la value proposition è [inserisci la value proposition].

Lascia che ChatGPT scriva la prima bozza del testo

Qui puoi davvero accelerare il processo. Dai a ChatGPT le giuste indicazioni, come il tipo di pagina, obiettivo, il tono di voce, la lunghezza e i punti chiave da includere e lascia che scriva la prima versione del testo per te. Adattarla, renderla più personale e modificarla rimane a te.

Puoi scrivere il testo per una [tipo di pagina: homepage, pagina Chi siamo, pagina Servizi, ecc] per il mio [tipo di attività o progetto]?
Lo scopo della pagina è [obiettivo: presentare il brand, generare contatti, creare fiducia, ecc]. Il tono deve essere [tono: amichevole, professionale, brillante, sicuro, ecc]. Includi [punti chiave, caratteristiche, benefici o sezioni da trattare]. La lunghezza ideale è di circa [numero di parole o sezioni].

Tieni a mente che più specifico e dettagliato sarà il prompt, migliori saranno le risposte. Se vuoi imparare come scrivere prompt che ti diano risultati migliori puoi leggere il nostro articolo su come scrivere prompt per ChatGPT e scaricare la nostra guida.

Bonus: Risoluzione problemi

Anche con la migliore pianificazione, costruire un sito può presentare qualche imprevisto. Magari un’immagine non si allinea, una pagina non si carica, o un plugin decide di fare di testa sua. La buona notizia è che ChatGPT può aiutarti a individuare e risolvere velocemente molti di questi problemi.

Se stai creando un sito personalizzato

  • Se qualcosa nel layout o nel design del tuo sito non appare come dovrebbe, magari testi che si sovrappongono, spaziatura sballata oppure layout mobile disordinato e non sai cosa potrebbe essere sbagliato, basta descrivere il problema a ChatGPT. Per esempio

Il testo della mia homepage si sovrappone all’immagine di intestazione. Come posso sistemarlo?

ChatGPT può suggerirti le modifiche CSS o gli aggiustamenti di layout necessari, passo dopo passo.

Individua e correggi errori nel codice
Lavorando direttamente con HTML, CSS o JavaScript, puoi anche incollare il frammento di codice che ti dà problemi e chiedere spiegazioni. L’IA analizzerà il codice, identificherà la causa e ti spiegherà come risolvere.

Questo codice non mostra le immagini come previsto, puoi aiutarmi a capire cosa non funziona e come correggerlo? [Copia e incolla il codice che fa difetto]

Se stai lavorando con WordPress

Puoi gestire errori e problemi causati da conflitti di plugin chiedendo all’IA di aiutarti a capire da dove nasce l’errore e cosa fare per risolverlo. Puoi chiedere a ChatGPT, ma se usi SiteGround, puoi chiedere direttamente all’Agente WordPress incluso nei nostri servizi. 

Il nostro Agente va molto oltre al ricevere semplici consigli riguardo la risoluzione di problemi: puoi chiedere all’Agente WP di sistemare malfunzionamenti, eliminare plugin in conflitto, trovare le cause del rallentamento web e implementare soluzioni. E come? Semplicemente chiedendo qualcosa come: 

Il mio sito WordPress mostra “500 Internal Server Error” dopo l’installazione di un plugin. Puoi aiutarmi a individuare la causa e la soluzione?

Se vuoi conoscere quali ottimizzazioni puoi implementare in un sito WordPress con il nostro Agente AI, puoi leggere l’articolo.

Evita tutti questi problemi con un Website Builder

Se preferisci saltare completamente la parte di troubleshooting, la soluzione più semplice è usare un site builder come quello di SiteGround, in quanto non incontrerai nessuno di questi problemi:

  • Non c’è alcun codice da toccare: tutto è visuale e intuitivo, senza HTML o CSS che si rompono.
  • Prestazioni già ottimizzate: il sito è veloce e stabile grazie all’infrastruttura ultra-sicura di hosting di SiteGround.
  • Sicurezza integrata: include protezioni avanzate e backup automatici giornalieri, senza dover configurare nulla.
  • Design ottimizzato: il sistema mantiene coerenza tra font, colori e layout uniformi, evitando errori di stile.
  • Funzionalità eCommerce: Se hai intenzione di aprire un negozio online, puoi creare pagine prodotto, gestire l’inventario e accettare pagamenti senza dover installare plugin o strumenti aggiuntivi con l’Ecommerce Builder. Tutto è integrato nella stessa interfaccia, rendendo semplice il lancio e la gestione di uno store online.
  • AI Studio: Puoi beneficiare di uno spazio di lavoro AI integrato che riunisce i modelli leader del settore (come ChatGPT, Claude, Gemini e altri) e Agenti AI specializzati, addestrati per gestire reali attività aziendali (dalle creazione di contenuti e gestione SEO, fino al marketing e alla reputazione del brand) tutto in un unico posto.

In sintesi, ChatGPT può sicuramente aiutarti a risolvere i problemi se qualcosa va storto, ma con il Website Builder di SiteGround ed AI Studio puoi gestire tutto da una stessa piattaforma e concentrarti su ciò che conta davvero, cioè costruire e lanciare il tuo sito, non aggiustarlo.

Ultimi consigli sull’uso di ChatGPT per creare un sito senza stress

Creare un sito non deve essere un’esperienza snervante, soprattutto se hai l’intelligenza artificiale al tuo fianco. Pensa che sia come avere un consulente web sempre disponibile, pronto a darti idee, correggere testi, suggerire layout o risolvere dubbi tecnici in pochi secondi. Che tu stia partendo da zero o voglia dare una rinfrescata a un sito già esistente, ChatGPT può aiutarti a semplificare ogni passaggio, stimolare la creatività e farti procedere con sicurezza.

Per rendere il processo più fluido, la soluzione ideale è l’integrazione diretta nel tuo spazio di lavoro. Con SiteGround AI Studio, non devi saltare da una piattaforma all’altra o gestire dieci abbonamenti diversi: hai a disposizione tutti i principali modelli AI, non solo ChatGPT, ma anche altri come Claude e Gemini, direttamente nella tua soluzione hosting. È un ecosistema pensato per chi deve gestire un business e non ha tempo da perdere in configurazioni.

E se vuoi rendere il processo ancora più semplice, affidati al Website Builder di SiteGround. Tutti i consigli, le idee e i contenuti che sviluppi con ChatGPT trovano subito applicazione concreta in un ambiente intuitivo e visivo, senza scrivere una riga di codice. Con il drag-and-drop, i template professionali e l’infrastruttura hosting super veloce di SiteGround, puoi lanciare un sito dall’aspetto curato e performante in poche ore. E se vuoi mettere su un online store, c’è la versione Ecommerce Builder.In breve, usa l’IA per ispirarti e guidarti, e SiteGround per trasformare le idee in realtà senza intoppi e, soprattutto, senza perdere tempo.

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Nota: Questo articolo era stato originalmente scritto nel novembre del 2025 e successivamente aggiornato a marzo 2026

Come scrivere l’oggetto email perfetto e smettere di essere ignorato

illustrazione di un mockup di una newsletter, con in evidenza l'oggetto email

C’è qualcosa di profondamente frustrante nel rito dell’email marketing. Passi ore a selezionare offerte interessanti, a rifinire il testo perfetto, a creare con cura il design, a scegliere le immagini con gusto. Poi premi invio e aspetti. E che succede? Spesso, niente. Solo tassi di apertura bassi. Il problema, caro imprenditore, sta molto spesso (quasi sempre) in quella manciata di parole che compongono l’oggetto della mail.

Molti continuano a trattare questa riga di testo come un dettaglio dell’ultimo minuto, scrivendo frasi generiche o poco sfiziose. Ma l’oggetto delle email deve annunciare il tuo arrivo, deve incuriosire, deve intrigare. 

In questa guida ti spiegherò, dandoti esempi concreti, regole ed errori da evitare, come trasformare quella stringa di testo in un magnete per i click. Vedremo cosa fare, cosa non fare e come sfruttare la tecnologia per far sì che le tue mail smettano di essere invisibili e inizino finalmente a produrre risultati.

Punti chiave:

  • Impatto dell’oggetto email: L’oggetto determina circa il 47% delle aperture e il 69% delle segnalazioni spam, agendo come fattore determinante per il tasso di apertura delle mail.
  • Best practice di scrittura per l’oggetto email: Punta su una lunghezza tra le 6 e le 10 parole, posiziona le parole chiave all’inizio e usa verbi d’azione che gestiscano correttamente le aspettative.
  • Tecniche di engagement nell’oggetto email: Personalizzando l’oggetto, stimola la curiosità del lettore con domande e teaser, utilizza dati numerici per aumentare la credibilità e sfrutta il senso di urgenza o scarsità. Ottimizza il pre-header (40-80 caratteri) per espandere il messaggio dell’oggetto senza appesantirlo.
  • Errori da evitare: Scarta l’uso del tutto maiuscolo e troppi punti esclamativi, l’eccesso di emoji e le spam trigger words. Evita mittenti generici no-reply e titoli clickbait.

Perchè è importante l’oggetto delle mail?

L’oggetto è il fattore che determina, da solo, il 47% delle aperture email e il 69% delle denunce spam da parte dei destinatari. Queste due metriche di email marketing ci indicano quanto sia importante (o colpevole) l’oggetto delle nostre mail per far anche solo arrivare il nostro messaggio a destinazione. Basicamente, l’oggetto funge da insegna digitale nei nostri messaggi. Se è sciatta o poco visibile, nessuno si interesserà in cosa abbiamo da offrire.

Ricordiamoci poi anche del restante 53%, dove giocano un ruolo sia oggetto email che deliverability e filtri spam:

  • Se il tuo oggetto è ingannevole o scritto male, i clienti non avranno neanche modo di decidere se leggere o meno le tue email, perché verranno scartate come spam prima ancora che il destinatario possa riceverle.
  • Se il tuo provider non ha una struttura solida a sostegno, le tue mail avranno una bassa deliverability bassa

Quindi, insieme a scrivere buoni oggetti email, è bene utilizzare strumenti professionali come la piattaforma di Email Marketing di SiteGround che, con un’eccellente infrastruttura del server, alta ridondanza, reputazione e punteggio mittente impeccabili, protocolli SPF, DKIM e DMARC ti garantisce affidabilità e un tasso di consegna del 98,80%.

Come formulare oggetti email che funzionano sempre (con esempi!)

Prima di passare agli esempi e alle formule per scrivere oggetti email, facciamo un preambolo necessario. Qualsiasi sforzo di email marketing deve iniziare da un pubblico ben segmentato e una mailing list pulita. 

Dividere i tuoi contatti in gruppi omogenei (per interessi, comportamento d’acquisto, posizione geografica o ruolo lavorativo, a seconda di quello che vendi) e assicurati che siano iscritti tramite double opt-in. Una volta che sai bene a chi stai parlando, devi applicare le buone pratiche del marketing per definire lo scopo della tua comunicazione:

screenshot di una mail appena ricevuta nell'inbox, dove sono evidenziati il nome del mittente, l'oggetto email e la pre intestazione
  • Stabilisci l’obiettivo: Vuoi vendere, informare o recuperare un carrello abbandonato?
  • Individua il problema specifico che stai risolvendo per il tuo utente. Il destinatario ha poco tempo per completare un task? Spende troppo per un prodotto? Non sa come gestire un processo? L’oggetto deve evidenziare questo beneficio immediato (cosa si ottiene con il tuo prodotto o servizio).
  • Passa al beneficio a lungo termine, la soluzione che migliora la vita dei tuoi clienti.  Spiega questo beneficio con un’esperienza reale e concreta. Risparmia denaro che può spendere in ciò che gli interessa? Avrà più tempo libero? Possibilità di scalare?

Una volta che avrai stabilito questo, si tratta di saper usare le regole del copywriting per email e applicarle ai tuoi oggetti. Nei prossimi paragrafi vediamo come applicare questi principi con un mucchio di esempi utili. 

1. Scrivi un oggetto email breve e diretto

La maggior parte dei tuoi destinatari consulterà la mail da uno smartphone mentre sta facendo altro, quindi la brevità non è un optional.

  • Trova la lunghezza ideale: L’ideale per un oggetto email è tra le 6 e le 10 parole. Se ne usi meno di 5, rischi di essere vago o di sembrare uno spammer; se ne usi più di 10 (superando i 50 caratteri circa), il testo verrà troncato e il destinatario perderà il contesto del messaggio.
  • Sfrutta il front-loading: Posiziona la parola chiave o l’informazione più importante all’inizio della frase. Il lettore deve capire di cosa si tratta nelle prime due o tre parole, prima ancora di scorrere il resto della lista.
  • Usa verbi d’azione: Un oggetto efficace deve spingere a fare qualcosa. Preferisci verbi che descrivano un’azione concreta e immediata invece di sostantivi astratti o frasi passive.
  • Gestisci le aspettative: L’oggetto è una promessa. Assicurati che il contenuto della mail rispecchi esattamente ciò che hai scritto nell’oggetto. 
TecnicaEsempi
Lunghezza ideale❌ Ordine (Troppo corto)
❌ L’ordine n. #7493055000KY58ZP è in fase di elaborazione nel nostro magazzino (Troppo lungo)
✅ Il tuo ordine è in elaborazione
Front-loading❌ Disponibile oggi per te lo sconto del 20%
✅ 20% di sconto solo per oggi
Verbi d’azione❌ Pasto in un prestigioso ristorante locale
✅ Cena al tavolo di Massimo Bottura
Aspettative chiare❌ Qualcosa per te
✅ Il tuo ebook sugli errori WordPress è pronto da scaricare

2. Personalizza l’oggetto delle mail

La personalizzazione nel marketing si appella alla psicologia per far scattare un senso di vicinanza, appartenenza o addirittura esclusività che abbatte le barriere di diffidenza e aumenta la lealtà verso il brand. Quando un cliente legge il proprio nome o un riferimento alla sua città, si sente riconosciuto come più di un semplice numero in un database. Questo approccio è ottimo soprattutto nel B2B, dove la relazione personale conta ancora di più. 

Per implementare la personalizzazione in modo efficace, puoi muoverti su diversi livelli:

  • Inserisci il nome del destinatario: È la forma più semplice e conosciuta di personalizzazione. Vedere il proprio nome tra decine di oggetti generici cattura immediatamente l’attenzione visiva.
  • Localizza l’oggetto: Se hai un’attività locale o gestisci eventi, citare la città o la zona del destinatario crea una connessione immediata.
  • Usa dati comportamentali o demografici: Sfrutta le informazioni che hai (età, interessi specifici o la partecipazione a un evento di settore) per dimostrare che conosci davvero chi hai di fronte.

Ecco alcuni esempi pratici per capire la differenza:

TecnicaEsempi
Nome proprio❌ Il tuo biglietto
✅ Giulia, pronta per stasera? Ecco il tuo biglietto
Localizzazione❌ Nuovi sconti nel nostro negozio
✅ Weekend piovoso a Livorno? Tirati su con i nostri sconti
Interessi/Eventi❌ Guida pratica per professionisti
✅ Visto che eri al Web Marketing Festival: una guida ebook per te

3. Stimola la curiosità

Siamo esseri curiosi per natura e quando percepiamo un vuoto di informazioni, il nostro cervello ci spinge a colmarlo. Se gli oggetti delle tue email offrono un modo incoraggiante per approfondire un argomento appena accennato, i tuoi lettori vorranno togliersi la soddisfazione e apriranno il messaggio. Questa tecnica è ideale per le email informative o per il nurturing dei lead, ovvero quando vuoi educare il tuo potenziale cliente prima di portarlo all’acquisto.

Ecco come stuzzicare l’interesse senza cadere nel banale:

  • Poni delle domande: Una domanda diretta interrompe il flusso passivo di lettura e costringe il destinatario a cercare una risposta, che si trova, guarda caso, dentro la mail.
  • Lancia teaser per guide “How-to”: Non limitarti a dire cosa offri, ma suggerisci che esiste un metodo esperto per farlo. Sapere come i professionisti risolvono un problema è un ottimo amo.
  • Usa titoli provocatori (con cautela): Un’affermazione forte, inaspettata o leggermente controversa può scuotere l’utente, a patto di non risultare offensivi. L’obiettivo è sfidare un luogo comune per poi offrire una soluzione.
  • Offri piccoli sneak-peak: Promettere una sorpresa o un contenuto esclusivo crea un’aspettativa positiva. 
TecnicaEsempi
Domanda diretta❌ Segreti per una buona email
✅ Sara, conosci il segreto di ogni buona email?
Teaser How-to❌ Guida alla scelta del coltello da cucina
✅ 3 Chef ti insegnano come scelgono i loro coltelli
Provocazione❌ Consigli sulla gestione del tempo
✅ Ecco perché il tuo time management fa schifo
Sneak-peak❌ Gadget regalo con il prossimo acquisto
✅ Ti sei meritato un regalino

4. Appellati ai dati numerici

Quanto più preciso un messaggio, tanto più interessante apparirà. Numeri e statistiche forniscono specificità e ancoraggio, rendono l’informazione facile da visualizzare e, soprattutto, ti proiettano come fonte autorevole e credibile. 

Integrare i numeri nei tuoi oggetti email ti permette di:

  • Fornire un perimetro chiaro con le liste: Dichiarare il numero esatto di punti trattati in una mail listicle incoraggia la lettura e aiuta a capire subito quanto tempo richiederà.
  • Sfruttare percentuali e statistiche: I dati statistici attirano l’occhio perché promettono un’analisi basata sui fatti. Dire “68%” risulta molto più potente che dire “la maggior parte”.
  • Mostrare il valore numerico delle risorse: Quantificare il successo, la partecipazione, l’efficienza crea riprova sociale e rende i vantaggi che offri tangibili.

Ecco come trasformare un oggetto vago in uno basato sui dati:

TecnicaEsempi
Liste numerate❌ Alcune cose che dovresti sapere sulla vitamina B12
✅ 5 cose che dovresti sapere sulla vitamina B12
Statistiche❌ Come i nostri clienti hanno migliorato i loro risultati
✅ Il 68% dei nostri clienti ha raddoppiato il CTR in 2 settimane. Ecco come
Riprova sociale❌ Partecipa anche tu al nostro prossimo evento!
✅ Unisciti a oltre 850 professionisti per questo evento

5. Crea urgenza, senso di scarsità o FOMO

Il non voler perdere un’occasione vantaggiosa è una delle leve più usate nel marketing, quindi non poteva mancare dalla nostra lista. Tuttavia, facciamo un appunto: se gridi al lupo ogni giorno, i tuoi clienti smetteranno di crederti. Usa l’urgenza e la FOMO (Fear Of Missing Out, la paura di restare esclusi o perdersi un’occasione) solo quando l’occasione è reale. Se abusi di queste tecniche, erodi la fiducia nel tuo brand.

  • Scadenza dell’offerta: Fissa un limite temporale chiaro. Sapere che un vantaggio ha le ore contate spinge il cervello a decidere subito invece di rimandare.
  • Scarsità reale: Se i posti per un webinar o i pezzi di un prodotto sono limitati, dillo. La scarsità aumenta il valore percepito di ciò che offri.
  • FOMO: Nessuno vuole restare indietro rispetto alla concorrenza. Sottolineare cosa stanno facendo gli altri o quali sono gli ultimi trend spinge all’apertura per non sentirsi fuori dai giochi.
TecnicaEsempi
Scadenza❌ Sconto disponibile sui nostri servizi
✅ Ultima chiamata: il tuo sconto scade oggi a mezzanotte
Scarsità❌ Iscriviti al nostro workshop gratuito
✅ Solo 6 posti rimasti nel nostro workshop
FOMO❌ Leggi le ultime novità del settore
✅ I trend che solo il 5% della concorrenza conosce

6. Sfrutta la pre-intestazione

Se l’oggetto è il titolo di un libro, la pre-intestazione, o pre-header, è la quarta di copertina, quella riga di testo che appare subito dopo l’oggetto nell’anteprima della posta in arrivo. È uno spazio preziosissimo perché ti permette di espandere il messaggio senza appesantire l’oggetto, fornendo quel contesto extra che convince l’utente a cliccare. 

screenshot dell'editor email dello strumento Email Marketing di SiteGround, dove è possibile impostare il pre header nel campo pre intestazione

In generale, un buon pre-header segue le stesse regole viste finora: diretto, con verbi d’azione, stimola la curiosità, crea urgenza e fa solo promesse che verranno mantenute.

  • Lunghezza ideale: Punta a un testo tra i 40 e gli 80 caratteri. Anche se il limite teorico è più alto (130 caratteri), molti dispositivi mobili tagliano tutto ciò che supera i 50 caratteri.
  • Includi le emoji, se serve a rafforzare visivamente il concetto (senza esagerare).
  • Usalo in tandem con l’oggetto: 
TecnicaEsempi
EspansioneOggetto: Conosci artisti in erba?
Pre-header: Mandali al nostro ritiro sperimentale!
Rinforzo visivoOggetto: -20% sul pack consulenza ancora per poco
Pre-header: Affrettati, manca pochissimo ⏳ per la fine della promozione

Errori da evitare nell’oggetto email

Nella maggior parte dei casi, quando si sbaglia un oggetto, l’errore è apparire poco autentici. In questa sezione, vediamo come evitare di suonare forzati, eccessivamente promozionali o robotici. 

1. Uso smodato di maiuscole

Scrivere oggetti aggressivi è una direttissima per farsi ignorare o farsi segnalare come spam. Copy in maiuscolo o pieni di punti esclamativi come questi non funzionano mai:

  • APRI ORA E RICEVI UNA PROVA GRATUITA
  • Sconto 50% solo oggi!!!!!!!!” 

Alle persone non piace che gli si urli in faccia. L’uso di maiuscole ed esclamazioni sono percepite come un segnale d’allarme fastidioso e intrusivo. Invece di creare urgenza, trasmettono un senso di dilettantismo e aggressività che allontana il cliente.

2. Troppe emoji

Le icone possono aiutare a comunicare un’emozione o un concetto al volo senza sprecare parole. Tuttavia, una catena infinita di emoji ti fa apparire poco serio o come qualcuno che sta cercando troppo disperatamente di risultare simpatico. Usale con il contagocce: devono servire a rafforzare il messaggio, non a decorarlo eccessivamente.

3. Parole spam

Esistono termini che evocano immediatamente diffidenza perché abusati da chi fa spam o comunicazioni iper-promozionali, perciò stanne alla larga:

  • Espressioni che richiamano disperazione: “bisogno di aiuto”, “urgente”, “emergenza”, “non cancellare”, “​​agisci subito”.
  • Riferimenti a pagamenti fuori contesto: tutto quello che menzioni “PayPal”, “cash” o cifre monetarie se l’argomento non è strettamente una transazione attesa dal cliente, così come troppi simboli monetari (€€€, $$$).
  • Promesse di guadagno facile: “gratis”, “guadagna da casa”, “premio”, “lotteria”.
  • Termini legati a salute o estetica fuori contesto: “cellulite”, “calvizie” o “sovrappeso”.

4. Mittente no-reply

La maggior parte delle persone esita ad aprire mail da mittenti sconosciuti per paura dello spam. Usare un indirizzo come “noreply@azienda.it” è dunque un errore che ti fa sembrare impersonale, generico. Chi ti riceve penserà che le tue email sono state inviate da un robot che non vuole sentire la sua opinione.

screenshot dell'editor email dello strumento Email Marketing di SiteGround, dove è possibile impostare un indirizzo di risposta diverso a quello di invio nel campo "Rispondi all'indirizzo"

Invece di utilizzare email no-reply, utilizza un indirizzo conosciuto che inviti al dialogo e costruisca una relazione di fiducia. Se non vuoi che le mail ritornino allo stesso indirizzo di invio, imposta un indirizzo di ritorno diverso, come in questo screenshot dallo strumento di Email Marketing di SiteGround.

5: Oggetto email clickbait e promesse non mantenute

L’oggetto di una mail è la promessa di offrire valore in cambio del tempo del lettore. Se scrivi un titolo clickbait per “ingannare” l’utente e portarlo ad aprire, ma poi il contenuto non c’entra nulla, hai rotto quel contratto:

  • È successo l’irreparabile
  • Hai vinto! (leggi dentro)
  • Il tuo account verrà sospeso tra 2 ore

Questo atteggiamento irrita il pubblico, che imparerà presto a non fidarsi più delle tue mail. Il risultato sarà un crollo dell’open rate e un’impennata delle disiscrizioni e delle segnalazioni.

Scrivi oggetti email che faranno decollare le tue campagne

Scrivere un oggetto che funziona non è un colpo di fortuna. Una mail che converte e rimane alla larga dalla lista spam richiede di esercitare precisione, onestà, di stimolare la curiosità e di dedicarci tempo.

Tuttavia, in SiteGround sappiamo bene che i piccoli imprenditori hanno mille altre faccende di cui occuparsi oltre a contare i caratteri degli oggetti email. Per questo, la soluzione non è lavorare di più, ma lavorare in modo più intelligente, affidandoti a un ecosistema che faccia il lavoro per te.

Se vuoi che i tuoi sforzi non vadano sprecati, devi assicurarti che le tue mail non solo siano belle, ma che arrivino effettivamente a destinazione. Con lo strumento di Email Marketing di SiteGround, hai a disposizione un’infrastruttura server di alto livello che garantisce una deliverability impeccabile. Grazie alla reputazione del mittente protetta e a protocolli di sicurezza avanzati (SPF, DKIM e DMARC), le tue comunicazioni passano i filtri spam per atterrare esattamente dove devono, agli occhi dei tuoi clienti.

banner promozionale per l'email marketing di SiteGround. La CTA invita a iniziare subito

Ma c’è di più. Abbiamo integrato la potenza dell’intelligenza artificiale direttamente dove ti serve. Con SiteGround AI Studio, non devi più usare 5 strumenti AI diversi o scrivere prompt chilometrici. Tra i 15 Agenti disponibili, hai:

  • L’Agente Copywriter, il tuo esperto di scrittura personale, per generare oggetti e testi ottimizzati secondo le migliori pratiche di marketing che abbiamo appena visto.
  • L’Agente Email Marketer, che può creare le tue campagne direttamente all’interno dello strumento di Email Marketing. Gli dai l’ordine in linguaggio naturale e lui prepara il lavoro per te, già addestrato per operare sulla nostra piattaforma.

Se non sai da dove iniziare, la nostra Prompt Library, un catalogo di comandi preparati da noi ti guida nello scrivere prompt email migliori e ottenere risultati professionali in pochi secondi.

Non lasciare che una riga di testo scritta male freni la crescita della tua azienda. Trasforma il tuo modo di lavorare sapendo che al tuo fianco c’è una tecnologia pensata per farti scalare senza complicazioni.

FAQ sugli oggetti email

Cosa si intende per oggetto in una email?

L’oggetto di una mail è la riga di testo che compare nell’anteprima della posta in arrivo, subito dopo il nome del mittente. Tecnicamente è un campo dell’header del messaggio che serve a riassumere il contenuto della comunicazione, permettendo al destinatario di capire di cosa si tratta senza dover aprire la mail.

Cosa scrivere nell’oggetto mail?

Devi scrivere una frase che sia rilevante per il destinatario, preferibilmente tra le 6 e le 10 parole. Fai trasparire il beneficio principale o la soluzione a un problema, usa verbi d’azione e, se possibile, personalizzalo con il nome del cliente o riferimenti specifici ai suoi interessi.

Perché è importante scrivere l’oggetto nelle mail?

Perché è il primo (e spesso unico) elemento che determina se la tua mail verrà aperta o cestinata. Un oggetto ben scritto migliora l’open rate, aiuta a superare i filtri spam e stabilisce fin da subito un rapporto di fiducia e professionalità con il tuo pubblico.

Cosa bisogna evitare nell’oggetto email?

Evita il tutto maiuscolo, l’abuso di punti esclamativi e una quantità eccessiva di emoji. Stai lontano dalle spam trigger words (come “gratis” o “urgente”) e non usare mai titoli clickbait che promettono qualcosa che non manterrai nel corpo del testo.