Il footer di una mail, quella sezione in calce che spesso passa inosservata, è in realtà una parte importante di ogni comunicazione aziendale. Mentre nell’header e nel corpo delle mail le grafiche affascinanti e i testi curati si contendono l’attenzione, il footer è il punto in cui si concentrano alcune informazioni fondamentali.
I dati legali, i contatti, i link ai social, ma anche i dettagli che rafforzano la credibilità di un brand, devono essere tutti elementi facilmente accessibili. Il footer deve essere discreto sì, ma mai trascurato.
Molti articoli sul tema mostrano esempi poco convincenti: footer affollati, disordinati o esteticamente incoerenti con il resto della comunicazione. Questo articolo nasce per chi vuole evitare proprio questo, con una guida breve e pragmatica per distinguere tra gli elementi obbligatori e quelli che aggiungono semplicemente un tocco di stile, per creare un footer email pulito, ordinato e coerente con la tua identità aziendale.
Cos’è il footer in calce alla mail?
Quando si dice “in calce alla mail”, si intende la parte finale di un messaggio di posta elettronica. Con questo termine si può indicare sia la firma email, più diffusa in comunicazioni dirette, sia il footer vero e proprio, cioè quella sezione che raccoglie le informazioni pratiche e istituzionali, solitamente nelle email di marketing.
Qui trovano spazio gli elementi obbligatori (come le informative legali, le note sulla privacy e la conformità al GDPR), i link al sito web, ai profili social o a risorse di supporto.
Mentre il resto della mail può variare per colori, grafiche e tono, il footer è una sezione piuttosto stabile ed estremamente chiara. Garantisce ordine, riconoscibilità e trasparenza e deve garantire al lettore di poter trovare tutto ciò che conta senza dover cercare altrove.
È proprio per queste sue caratteristiche che un footer progettato bene può persino migliorare le prestazioni e le metriche chiave delle tue email, aumentando i click e la fiducia dei destinatari. In fondo, in questa parte poco appariscente si dimostra la professionalità della tua comunicazione.
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Cosa includere in calce alla mail
Elementi obbligatori →
Pulsante di disiscrizione
Informativa sulla privacy
Informazioni di contatto
Elementi consigliati →
Link ai social
Tagline
Elementi visivi di branding
Link al servizio clienti
Link di referral
Link di disiscrizione dalla mailing list
In ogni footer email ci sono alcuni elementi che non possono mancare e che garantiscono conformità alle normative e trasparenza verso i destinatari. Primo tra tutti è il link di disiscrizione o gestione preferenze: offrire la possibilità di annullare l’iscrizione o modificare le preferenze di ricezione non serve solo a creare fiducia negli iscritti, è un obbligo legale e dunque deve essere sempre ben visibile e funzionante.
Disclaimer sulla privacy
Disclaimer sulla privacy e altre conformità legali: una breve nota che informi sull’uso dei dati personali e rimandi alla privacy policy. Serve a tutelare sia te che i tuoi clienti, mantenendo le tue comunicazioni perfettamente in regola con il GDPR. Molti inseriscono un paragrafetto che spiega le normative, ma noi ti consigliamo di inserire semplicemente un link alle informative, in modo da mantenere il footer breve e meno confusionario possibile.
Informazioni di contatto
L’ultimo degli elementi assolutamente necessari sono le informazioni di contatto. Includi indirizzo, numero di telefono e, se possibile, un link diretto al sito web. Oltre a trasmettere fiducia, questi dati rendono l’azienda più facilmente raggiungibile.
Un footer privo di queste informazioni chiave rischia di apparire poco professionale o, peggio, di violare norme sulla protezione dei dati. Le migliori piattaforme di DEM, come lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, integrano automaticamente questi elementi in tutte le tue mail, rendendo impossibile violare le normative, anche per sbaglio.
Link ai social
Passiamo adesso a tutti gli elementi non obbligatori ma consigliabili. Aggiungere i link ai social media in calce alla mail è un modo semplice ma efficace per favorire l’interazione e rafforzare la presenza del brand, soprattutto se punti molto sul social media marketing. Facebook, LinkedIn, Instagram o YouTube, qualunque siano le tue piattaforme, collegale. In questo modo, chi riceve la tua email può connettersi facilmente al tuo mondo digitale, continuando il dialogo oltre la casella di posta.
Tagline
Un tocco di stile che molti sottovalutano sono le tagline. Breve e incisiva, serve a rafforzare l’identità del tuo brand e a chiudere l’email con coerenza e tono riconoscibile. Può essere un motto aziendale, una promessa di valore o un riassunto delle competenze principali.
In alternativa, puoi sintetizzare i punti di forza del tuo brand in un piccolo riquadro grafico, come in questo esempio.
Immagini
Le immagini possono contribuire a rafforzare la tua identità visiva anche nel footer, tramite:
Il logo aziendale inserito in modo discreto ma riconoscibile.
Elementi grafici ricorrenti del tuo brand, come cornici o pattern visivi che ti aiutano a mantenere coerenza con il resto della comunicazione.
Foto, illustrazioni o banner di chiusura che puoi rendere cliccabili per portare i clienti a sezioni specifiche del tuo sito.
Link al servizio clienti
Con un collegamento al servizio clienti trasmetti subito fiducia e ti dimostri reattivo a qualsiasi problema. Nel footer puoi inserire:
Link diretto alla chat di assistenza
Link a una pagina dedicata o un formdicontatto
Indirizzo email dell’assistenza
Link a una chat di WhatsApp
Se non disponi di un servizio clienti in tempo reale, puoi collegare una pagina FAQ ben strutturata, così offri al lettore una via rapida per ottenere risposte e riduci il numero di richieste dirette. Anche questo è un segnale di attenzione verso il cliente, che rafforza la reputazione del brand.
Link per i referral
Infine, il footer può diventare uno strumento per la lead generation. Aggiungendo un link dedicato ai referral, ovvero i programmi “invita un amico, ottieni uno sconto”, puoi trasformare un cliente soddisfatto in ambasciatore del tuo brand. In questo modo, grazie a una piccola aggiunta in calce alla mail puoi incentivare la fidelizzazione e spingere la crescita.
Best practice del footer di una mail
Un footer email strategico mostra attenzione al dettaglio, aiutando il lettore a trovare subito le informazioni più utili, e mostra ordine e coerenza, rendendo riconoscibile il tono e lo stile del brand e ispirando fiducia nei suoi confronti.
Vediamo quindi alcune best practice e accorgimentipratici per creare un footer che serva al meglio il suo scopo: informare, rassicurare e, quando possibile, convertire.
Mantieni il footer limpido
Un buon footer email deve essere chiaro e leggibile. Quando il design è semplice, le informazioni essenziali risaltano e non si perdono tra elementi grafici o testi superflui. L’effetto comunica competenza e ordine, qualità che il destinatario percepisce anche inconsciamente.
Limita il contenuto a ciò che serve davvero — le informazioni sulla privacy e legali, i contatti e uno o due elementi di branding, come il logo e un link al servizio clienti, oppure una tagline e un link referral.
Se vuoi inserire più elementi e ti sembra di aver affollato troppo il footer, puoi spostarne alcuni in una sezione pre-footer, cioè una piccola area subito sopra il footer vero e proprio, come in questo esempio, dove la tagline grafica è inserita prima del footer che contiene già pulsante di disiscrizione, contatti, icone social e informativa sulla privacy. Questo rende possibile integrare link aggiuntivi o messaggi promozionali senza appesantire la parte finale della mail.
Assicurati che il footer sia mobile-friendly
Lo diciamo sempre: oggi la maggior parte delle email viene letta da smartphone. Per questo è essenziale che le tue mail, footer compreso, siano responsive, cioè adattabili a qualsiasi livello di zoom e dispositivo (desktop, smartphone, tablet).
Usa font leggibili e pulsantisufficientementegrandi per essere cliccati facilmente anche su schermi piccoli. Spaziature e allineamenti devono rimanere coerenti, senza creare disordine visivo.
Una buona piattaforma di email marketing ti semplifica il tutto, adattando automaticamente testo, dimensioni e layout email, così che il tuo footer risulti sempre chiaro e proporzionato.
Aggiornalo regolarmente
Per mantenere un’immagine professionale e credibile, aggiorna periodicamente le informazioni: indirizzi, numeri di telefono, link ai social o note legali. Un footer aggiornato comunica che l’azienda è attiva, attenta ai dettagli e coerente con la propria identità attuale.
Scegli la piattaforma giusta per footer e mail professionali
Scegliere la piattaforma giusta per creare e gestire le tue campagne di email marketing, inclusi i footer, può semplificarti notevolmente la vita. Tutto dipende dalle tue esigenze e dal livello di controllo che desideri avere.
Con SiteGround Email Marketing, puoi progettare e modificare tutti gli aspetti delle tue mail. Il builder drag-and-drop ti consente di creare e modificare il layout senza scrivere una riga di codice, controllando in tempo reale l’aspetto delle tue email sia su desktop che su mobile. Il sistema adatta automaticamente schema, font e spaziatura per ogni dispositivo, ma ti lascia anche la libertà di personalizzare ogni dettaglio nell’editor.
L’applicazione include già un pulsante di disiscrizione conforme alle normative e permette di aggiungere con facilità i link ai social media, adattando colori e stile al tuo branding. In questo modo, il footer resta sempre coerente con l’immagine aziendale e perfettamente leggibile, qualunque sia il formato di visualizzazione.
Se preferisci lavorare manualmente, puoi sempre creare un footer da zero con HTML e CSS di base, ma usare uno strumento dedicato come SiteGround ti fa risparmiare tempo e garantisce risultati professionali e consistenti.
In entrambi i casi, la chiave è bilanciare funzionalità e stile. Un footer ben costruito è un segno tangibile di professionalità che può migliorare l’impatto di ogni tua comunicazione.
Un brand forte e memorabile può moltiplicare il valore del tuo business.
Il potere del branding va ben oltre un logo, una palette di colori o uno slogan. Influenza la percezione che il pubblico ha della tua azienda, orienta le decisioni d’acquisto e costruisce valore nel tempo.
Ho lavorato per anni sul branding da entrambe le prospettive: prima aiutando grandi aziende a creare identità coerenti e riconoscibili, poi costruendo brand da zero per piccole imprese e startup. Dalla strategia al design, dal marketing al tono di voce, ho imparato cosa serve per far emergere un marchio quando le risorse sono limitate e ogni scelta conta.
È da quelle esperienze che nasce questa guida: per permetterti di affrontare la costruzione del tuo brand con chiarezza e sicurezza. È pensata per chi si sta avvicinando al branding e vuole capire come farlo da solo, ma si sente disorientato dalle mille pagine online piene di termini tecnici e pochissima pratica. Qui troverai un percorso concreto e perseguibile, arricchito da esempi reali, che trasformerà la tua idea in un brand riconoscibile, solido e redditizio
Che tu stia lanciando un nuovo progetto o ripensando la tua identità attuale, capire le basi del branding ti aiuterà a modellare come le persone vedono, sentono e si connettono con la tua impresa.
Cos’è il branding
Il branding è l’arte di modellare attivamente il modo in cui le persone percepiscono la tua azienda attraverso ogni interazione, punto di contatto e messaggio. Rappresenta l’impressione complessiva che la tua impresa lascia su clienti e potenziali clienti e, cosa ancora più importante, la percezione che rimane impressa nella loro mente. Per questo motivo, il branding è molto più di un semplice logo o di una palette di colori.
Include infatti l’identità visiva, il tono di voce, i messaggi che comunichi e persino il modo in cui gestisci l’assistenza clienti. Quando viene fatto correttamente, il branding genera riconoscibilità, fiducia e connessione emotiva: le basi per una fedeltà duratura nel tempo.
Il branding è un gioco a lungo termine. Perciò stabiliamo delle aspettative realistiche. Fare branding richiede coerenza costante su tutte le piattaforme e nel tempo. Non produce dati facilmente quantificabili o risultati immediati. Per quanto riguarda i costi, il branding si intreccia con quasi tutti gli aspetti di un’attività — marketing, strategie di prodotto, assistenza clienti, decisioni aziendali — e il lavoro di mantenimento della coerenza con il branding è continuo. Perciò stabilire un budget dedicato esclusivamente al branding è quasi impossibile.
Lo scopo del branding
Il branding può sembrare un “optional”, ma in realtà può fare una differenza enorme. Un branding efficace costruisce riconoscibilità, comunica i valori del brand e genera fiducia, tutti elementi che influenzano direttamente le decisioni dei clienti e i ricavi.
Tra le ragioni principali per cui il branding conta:
Controlla la percezione pubblica del brand, consolidando fiducia e credibilità con clienti e partner.
Ti differenzia dai concorrenti e ti rende memorabile in un mercato affollato.
Crea connessioni emotive che guidano la fedeltà sia dei clienti sia dei dipendenti.
Guida le decisioni strategiche riguardo prodotti, marketing e partnership.
Supporta la crescita a lungo termine, permettendo di scalare il business senza perdere coerenza e riconoscibilità.
Contribuisce al valore del brand: le aziende con marchi forti e riconosciuti possono praticare prezzi più alti, attrarre clienti fedeli e generare valore tangibile nel bilancio.
In definitiva, un buon branding trasforma un’impresa in un asset memorabile, affidabile e prezioso, capace di rafforzare le relazioni, aumentare i ricavi e posizionare l’azienda per un successo sostenibile.
L’ho visto con i miei occhi, sia lavorando sul branding per aziende a livello di Fortune 500 sia costruendo un brand premium per consumatori. La differenza tra un prodotto che viene notato e uno che viene ignorato dipende quasi sempre dal branding, non dal budget. Un marchio costruito con cura e applicato con coerenza apre porte a partnership, visibilità sui media, distribuzione, fedeltà dei clienti e valore a lungo termine.
Come si fa il branding?
Come avrai già intuito, costruire un brand non si riduce a creare un logo e scegliere dei colori. Per sviluppare un marchio duraturo e incisivo, è necessario seguire un processo che definisca, esprima e affini l’identità della tua azienda.
I passaggi che seguono ti guideranno con un piano passo dopo passo per creare un brand autentico, in grado di risuonare con il tuo pubblico di riferimento e resistere alle prove del tempo.
3. Definisci i valori e benefici
Da principio, è fondamentale definireil“perché” del tuo brand. Questa fase è cruciale poichè ogni brand solido nasce da un chiaro senso di scopo. La missione della tua azienda definisce perché esisti oltre il profitto, quale cambiamento vuoi generare, quale bisogno soddisfi e quale valore offri ai tuoi clienti.
La chiarezza in quanto a questa mission fornisce le basi per tutta la strategia di brand, assicurando che i messaggi restino coerenti e che le decisioni siano allineate man mano che l’azienda cresce.
Quando ho lanciato il mio brand di olio d’oliva, questo passaggio è stato determinante. L’obiettivo non era vendere un prodotto, ma aiutare le persone a comprendere cosa rende un olio davvero eccellente — perché la provenienza conta, come il periodo di raccolta influisce sul gusto e cosa significa qualità autentica. Questa missione educativa ha guidato ogni scelta successiva: storytelling, packaging e persino il linguaggio sulle etichette. Essendo chiara e genuina, il resto del brand è scaturito naturalmente.
Se non sai da dove partire, poniti queste domande:
Perché ho creato questa azienda?
Quale problema aiuto a risolvere?
Cosa rende il mio approccio diverso o migliore?
Dopo aver risposto, sintetizza la tua mission in una frase chiara. Per un’azienda di utensili da cucina, potrebbe essere:
“Creiamo strumenti da cucina premium che aiutano gli chef casalinghi a cucinare con sicurezza e stile.”
Se hai difficoltà a formulare questa mission, gli strumenti IA possono aiutarti a sintetizzare i tuoi pensieri in un messaggio potente e chiaro, basta usare i prompt ChatGPT giusti.
Alla fine, mantienila semplice e autentica. La missione deve essere facile da ricordare e da credere.
2. Determina il target
Per andare più a fondo nello sviluppo del branding, dovrai fare ricorso alle user personas, cioè il segmento di pubblico a cui ti rivolgi con la tua offerta. Le user personas sono importanti in tutti processi di sviluppo di un’attività, perché ogni brand deve parlare direttamente a chi trarrà maggior beneficio da ciò che offre. Per farlo efficacemente, devi conoscerli afondo.
Inizia identificando il tuo cliente ideale:
Chi è (età, luogo, interessi, stile di vita)?
Quali sfide o frustrazioni affronta?
Cosa motiva le sue decisioni: prezzo, qualità, comodità, valori?
Come vuole sentirsi dopo aver interagito con il tuo brand?
L’obiettivo non è solo definire dati demografici, ma comprendere mentalità ed emozioni. Quanto più chiaramente immagini il tuo pubblico, tanto più facile sarà creare messaggi, contenuti visivi ed esperienze che risuonino davvero.
Uno dei modi migliori per farlo è ascoltare direttamente il pubblico. Nella mia esperienza, il metodo cambia in base alla dimensione dell’azienda. Con grandi brand corporate si usano ricerche strutturate, come sondaggi e focus group, per testare messaggi e capire i bisogni dei clienti. Con startup o brand appena nati, invece, ci si avvicina direttamente alle persone tramite interviste, per scoprire frustrazioni, motivazioni e desideri non soddisfatti sul mercato.
Queste conversazioni non solo validano le tue ipotesi, ma spesso le riformulano completamente, portando a una vera chiarezza del brand: non si tratta di indovinare cosa vogliono le persone, ma di ascoltarlo con le loro parole.
Quando il pubblico è definito in modo chiaro, puoi creare una buyer persona, cioè una descrizione breve di un esempio realistico del tuo cliente ideale. Per esempio:
“Fiona, libera professionista, è una designer di 35 anni che lavora da remoto e usa strumenti digitali per organizzarsi. Valuta i brand che le fanno risparmiare tempo, semplificano il flusso di lavoro e parlano con tono diretto e professionale.”
Definire e comprendere il tuo pubblico fa sì che tu ti possa concentrare non più su ciò che vuoi dire ma invece su ciò che il tuo pubblico ha bisogno di sentire.
Pro tip: Considera anche come il cliente interagisce con il brand dall’inizio alla fine. Creare una mappa del customer journeyaiuta a comprendere chi è il pubblico, cosa cerca e come il brand può accompagnarlo in ogni fase del percorso.
3. Comprendi il tuo posizionamento
Il posizionamento del brand è il posto distintivo che un brand occupa nel panorama del mercato di riferimento, ovvero come il tuo brand si differenzia dai concorrenti.
Per definirlo, quindi, analizza attentamente come si posizionano i concorrenti, quali valori comunicano, quale tono adottano e quale spazio occupano nel mercato. Una volta completata questa analisi, scegli una dichiarazione di posizionamento che:
Rispecchi i tuoi clienti
Sia raggiungibile considerando le risorse della tua azienda
Si distingua chiaramente dai concorrenti
Per rendere il posizionamento meno sfuggente, prova a riassumerlo in tre parole. Ad esempio, “vegan, giovane e facile”. Evita termini generici come “prodotti di qualità, unico, di successo”, perché sono obiettivi che hanno tutti e non aiutano a distinguerti nel mercato.
4. Sviluppa personalità e voce del brand
La personalità del tuo brand è come viene percepito dal pubblico: amichevole o formale, audace o rassicurante, giocoso o sofisticato. È ciò che rende il brand memorabile e riconoscibile, e definisce il tono di ogni comunicazione. Come nel personal branding, anche la voce del brand deve essere coerente, distintiva e allineata ai valori aziendali.
Per definire la personalità del brand, immagina che sia una persona. Come parlerebbe? Che energia porterebbe in una conversazione? Puoi guidarti con queste domande:
Quali tre aggettivi descrivono il carattere del brand?
Come vuoi far sentire i clienti quando interagiscono con te?
Quale tono si adatta meglio al tuo settore e ai tuoi valori?
Una volta chiarita la personalità, trasformala nella voce del brand: le parole, il tono e lo stile che la rendono viva. Una voce coerente costruisce fiducia e rafforza il brand. Ad esempio, un’agenzia immobiliare con una personalità sicura ma accessibile potrebbe usare un linguaggio conversazionale e informale per rendere più comprensibili concetti complessi.
Che si tratti di comunicati stampa, post sui social o email marketing, il pubblico deve riconoscerti immediatamente. Quando creavo contenuti social e email per il mio brand, usavo un tono giocoso e accessibile, quasi come se parlassi ad un amico. Non era casuale: conoscevamo bene il nostro pubblico e quel tono risultava autentico, aiutando a costruire un legame reale.
5. Costruisci la storia del brand
La storia del brand serve a connettere tutti gli elementi che abbiamo visto fino ad ora, mostrando come il tuo scopo soddisfa i bisogni del pubblico, come risolve problemi o migliora la vita dei clienti, cosa fa di diverso dagli altri brand e perché ha la personalità che ha.
Dalla mia esperienza, sia costruendo il mio brand sia lavorando con startup, questo passaggio diventa naturale solo dopo aver chiarito missione e pubblico. A quel punto, la storia inizia quasi a raccontarsi da sola. Non è più qualcosa da “forzare”, una lista di traguardi o uno spot pubblicitario, ma diventa il modo autentico di parlare della tua azienda, radicata nel tuo scopo più che in uno slogan.
Per delineare la tua storia, concentrati su tre elementi:
Origine: come è nato il tuo brand? Quale ispirazione ti ha spinto a iniziare?
Scopo: quale problema o bisogno ha dato vita all’idea?
Trasformazione: come migliori o semplifichi la vita dei tuoi clienti?
Un esempio pratico:
“Dopo dieci anni passati in una grande agenzia di PR come stratega della comunicazione, ho notato quanto le piccole aziende faticassero a emergere senza grandi budget. Ho fondato una boutique agency per cambiare le regole, offrendo a startup, piccole imprese e imprenditori lo stesso potere narrativo dei brand globali. La mia missione: rendere la comunicazione strategica, personale e accessibile.”
Una brand story di qualità funge da ponte, permette al pubblico di riconoscersi nel tuo percorso, trasformando la consapevolezza in vera fedeltà.
6. Crea gli asset visivi
L’identità visiva è ciò che rende il tuo brand immediatamente riconoscibile. Include colori, font, immagini e altri elementi di design che comunicano chi sei e cosa rappresenti. Ma attenzione: non si tratta solo di estetica. L’obiettivo è creare un linguaggio visivo coerente che rifletta la personalità e i valori del brand a colpo d’occhio.
Un’identità visiva coerente genera riconoscibilità su tutti i touchpoint, dal sito web ai social media, dal materiale promozionale alle email di marketing. Pensare al brand in modo olistico garantisce che ogni elemento lavori al fine unico di esprimere chiaramente la personalità del marchio.
Se la tua identità visiva nasce da una conoscenza profonda del brand, il design smette di essere una decorazione e diventa un abbreviato visivo dei tuoi valori e della tua storia. Nella mia esperienza, costruendo brand sia per me stessa sia per startup, il processo creativo è sempre molto più semplice e autentico una volta chiarito chi si serve e perché. Le scelte visive non sono casuali, ma un’estensione naturale della storia e della missione del brand.
Gli elementi su cui concentrarsi includono:
Logo: è il fulcro del brand, ma va progettato considerando l’intera identità. Pensa a dove e come verrà usato: sito web, intestazioni e footer delle email, profili social, materiali stampati, merchandise, favicon e così via.
Palette di colori: scegli colori che riflettano l’umore e i valori del brand. Molti marchi adottano un sistema di colori primari, secondari e talvolta terziari: i primari definiscono il brand a colpo d’occhio, i secondari supportano e completano i primari, i terziari possono essere usati per dettagli o campagne speciali, aggiungendo profondità senza diluire l’identità.
Tipografia: i font devono rispecchiare il tono del brand. Solitamente si punta sul moderno e pulito per il tech, classico ed elegante per i marchi di lusso, audace e amichevole per il lifestyle. Spesso si scelgono due font principali: uno per i titoli, per catturare l’attenzione e trasmettere personalità, e uno per i testi, per garantire leggibilità.
Immagini e grafiche: definisci lo stile fotografico e illustrativo. Le immagini devono essere professionali o autentiche? Presta attenzione a toni, luci e composizione per mantenere coerenza nello stile e nell’umore.
Elementi di supporto: icone, texture o pattern possono rafforzare lo stile complessivo.
Se non sei sicuro di come definire questi elementi, strumenti come ChatGPT o altre AI possono essere utili. Fornendo i dettagli già chiariti – missione, pubblico, personalità del brand, posizionamento – l’AI può suggerire palette di colori, font e altri elementi di design.
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7. Stabilisci le linee guida del brand
Una volta definiti tutti gli elementi, ricorda che il successo del brandingnon dipende solo dalla bellezza del brand, ma dalla coerenza nel tempo. Solo quando elementi visivi, voce e messaggi sono allineati su tutti i canali in modo uniforme rafforzano l’identità e rendono il brand più memorabile.
Le linee guida del brand servono proprio a questo. Funzionano come un manuale che permette a chiunque, dal team interno ai partner esterni, di sapere esattamente come rappresentare il brand, e altrettanto importante, come non farlo. Meglio ancora se forniscono esempi concreti di utilizzo corretto e scorretto.
Negli anni in cui ho gestito strategie di branding per grandi aziende, ho imparato che costruire un brand significa far diventare le linee guida una vera e propria religione operativa. Ancora oggi ricordo il nostro codice Pantone principale – PMS 208! – incorporato in ogni progetto e interazione. Questa precisione e coerenza è ciò che costruisce e mantiene il valore del brand.
Anche nelle piccole imprese, il principio resta valido. Tratta il tuo brand come qualcosa di importante e sarà riconosciuto come tale. Linee guida ben costruite permettono di mantenere coerenza, professionalità e memorabilità, indipendentemente da chi comunica il brand. Questo livello di dettaglio è fondamentale per creare un marchio forte, riconoscibile e protetto nel tempo, anche a livello legale.
Dove e come applicare il branding
Una volta definito il brand, arriva il passo d’impatto: l’applicazione pratica, usando le linee guida che hai creato.
Qui la coerenza paga davvero. Quando ho lanciato il mio brand, non disponevo di un grande budget per il marketing, ma ogni dettaglio, dal packaging, al sito web, ai contenuti visivi sui social, al tono di voce, tutto era attentamente allineato. Questa coerenza ha permesso al brand di emergere, attirando l’attenzione di importanti retailer, comparendo su riviste e giornali nazionali e persino trovando spazio nei telegiornali.
L’esperienza dimostra che un brand coerente e ben eseguito genera riconoscibilità e credibilità che nessun budget, da solo, sarebbe in grado di comprare.
Sito web
Il tuo sito è la residenza del tuo brand online. Ogni elemento visivo e testuale contribuisce a costruire la percezione del tuo marchio, per questo è fondamentale mantenere coerenza e intenzione in ogni dettaglio.
Layout: Utilizza questo linguaggio visivo per comunicare chi sei. Un design a griglia pulita e con ampi spazi bianchi trasmette ordine, precisione e affidabilità, un layout asimmetrico e dinamico, con elementi in movimento o immagini a piena larghezza, comunica energia e creatività.
Colori e font: Usa la palette e la tipografia definite nelle tue linee guida per creare un’esperienza visiva uniforme. I colori devono riflettere la personalità del brand (energia, fiducia, eleganza, semplicità) e i font devono essere leggibili ma distintivi.
Immagini e grafica: Scegli uno stile coerente con il tono del tuo brand. Fotografie autentiche per brand trasparenti, mentre visual curati e minimal per trasmettere innovazione, illustrazioni giocose per una personalità giovane e alla mano.
Messaggi e tono di voce: i titoli, il copy, i microtesti, le CTA, i contenuti devono esprimere la tua identità. Il payoff, la mission e i messaggi principali dovrebbero essere immediatamente chiari, soprattutto nella Home Page, dove avviene il primo contatto con il visitatore, nella pagina Chi siamo, che ospita la tua brand story, e nei contenuti che pubblichi, che devono trasmettere il valore distintivo del tuo brand agli utenti
Per rendere il tutto più semplice, puoi optare per uno strumento di site building. Il Website Builder di SiteGround, per esempio, ti offre dozzine di template professionali e personalizzabili, progettati dai nostri designer per garantire armonia visiva e coerenza grafica in ogni dettaglio.
Social media
La tua strategia di social media marketing deve rappresentare la tua brand identity in modo immediato e deciso. Assicurati che grafiche e caption rispettino le linee guida e che il contenuto dei post e le collaborazioniriflettano sempre personalità e valori del brand.
Per garantire coerenza puoi creare template predefiniti per i tuoi post e le tue storie. Ti aiuteranno a mantenere un’identità visiva uniforme e ti faranno risparmiare tempo. Una buona idea è anche introdurre formati ricorrenti o rubriche fisse che diventino tratti distintivi del tuo brand.
Questo tipo di riconoscibilità visiva crea memoria di brand e rafforza la tua posizione nella mente del pubblico, soprattutto se la tua strategia punta molto sul social media marketing.
Email marketing
Per rafforzare la tua brand identity attraverso l’email marketing, usa font, colori e immagini coerenti con il tuo sito web, così da creare un’esperienza fluida e senza soluzione di continuità tra i diversi touchpoint digitali. Mantieni lo stesso tono di voce, cura layout e copy dei contenuti email.
Per semplificare questo processo, puoi utilizzare lo Strumento di Email Marketing di SiteGround. Grazie a template predefiniti, editor drag-and-drop e integrazione con il tuo sito, puoi creare campagne coerenti tra loro e con il tuo brand. In più, l’IA integrata ti aiuta a creare testi che rispecchiano perfettamente il tono scelto, rafforzando la personalità del brand a ogni invio e facendoti risparmiare tempo.
Packaging
Se offri prodotti tangibili, il packaging è un’estensione diretta del tuo brand. Etichette, confezioni, materiali di spedizione e tipo di imballaggio devono riflettere colori, tipografia, tono e valori definiti nelle tue linee guida.
Nel caso del mio brand di olio extra vergine di oliva, le etichette e il packaging erano tutte in linea con la stessa palette del brand presente anche sul sito. La vernice utilizzata per le bottiglie era ecologica, le chiusure in legno e il sigillo compostabile, per riflettere il compromesso con il territorio. Con ogni spedizione includevamo inserti con note personali, ricette e schede di degustazione, e addirittura il nastro adesivo era brandizzato con la stessa grafica presente in tutti i canali.
Allineamento del team
Ricorda che il tuo team è il primo ambasciatore per costruire un brand forte. Assicurati che dipendenti e collaboratori comprendano le linee guida, cosa rappresenta ogni scelta e la direzione del brand.
Se il team vive realmente la personalità del brand dall’interno, può rappresentare il brand in modo accurato e mantenere l’impatto su ogni interazione, dall’assistenza clienti al networking, dagli eventi fino al marketing e vendite. Per ottenere questa uniformità di direzione, dovrai provvedere ad una formazione chiara, strumenti di riferimento per i dipendenti, una cultura d’impresa in linea con la personalità del brand e materiali interni coerenti con la brand strategy e la sua identità visiva (presentazioni, PDF, comunicazioni, etc).
Materiale promozionale
Qui parliamo di pubblicità a pagamento, volantini, brochure, banner o gadget, che devono tutti riflettere coerenza visiva e comunicativa, grazie a colori, font, immagini e tono di voce immediatamente riconoscibili.
Se la tua brand personality è particolarmente distintiva, questo è il momento di metterla in risalto e renderti memorabile. Ad esempio, un brand creativo e giocoso può usare grafiche audaci e messaggi ironici. Un brand premium, invece, può puntare su materiali eleganti, fotografia curata e linguaggio raffinato.
Evolvi il branding al bisogno
Anche i brand più forti non sono destinati a rimanere statici nel tempo. Con la crescita dell’attività, i cambiamenti del pubblico o l’evoluzione del mercato, ogni brand deve adattarsi, ma sempre con intenzione. L’obiettivo non è reinventarsi ogni anno, ma raffinare e aggiornare gli elementi che mantengono il brand rilevante, preservando ciò che lo rende riconoscibile.
Dalla mia esperienza in una grande azienda consolidata della Silicon Valley, i restyling del brand erano talvolta necessari per rimanere al passo con i tempi. In quei casi lavoravamo a stretto contatto con i designer per individuare gli elementi più preziosi, quelli immediatamente riconoscibili dal pubblico, e mantenerli come filo guida durante l’aggiornamento. Questi sforzi risultavano in un brand moderno e rinnovato, ma sempre riconoscibile.
Questo approccio vale per qualsiasi brand, evolvere significa conservare l’essenza, missione, valori e identità, mentre si aggiornanoquegli elementi che aiutano a restare attuali. Forse il logo diventa più semplice, la palette di colori più moderna o i messaggi più in linea con lo stato d’animo attuale del pubblico. Ma il filo conduttore deve rimanere chiaro, il pubblico deve percepire lo stesso brand, solo più nitido e sicuro di sé.
Questo tipo di evoluzione rafforza il valore del brand e la sua riconoscibilità, rendendolo familiare e al contempo proiettato verso il futuro. In definitiva, un brand solido funziona solo se costruito con cura e coltivato con coerenza. Ogni decisione deve riflettere l’identità definita con precisione.
Strumenti come il Website Builder di SiteGroundfacilitano enormemente il processo, permettendoti di applicare la tua identità visiva in modo coerente su ogni pagina. Con template personalizzabili, strumenti di design integrati e pieno controllo su colori, tipografia, immagini e layout, il Website Builder ti assicura un brand coeso, curato e unico sin dal primo contatto con i visitatori.
Se gestisci un’attività in autonomia o con un team molto piccolo, probabilmente i social media ti sembreranno una belva volubile e ostica. Sai che ti servono per farti conoscere, che sono una parte essenziale della tua strategia di marketing, ma non sai da dove cominciare per migliorare i tuoi risultati, che fino ad ora lasciano a desiderare.
Ti sembra di star sempre a correre dietro alle pubblicazioni, alle storie, alla pianificazione. E tutto questo fumo per poco arrosto: nonostante l’impegno le tue idee non sembrano mai fresche, le pagine social restano insipide e i risultati mediocri. Ti manca la scintilla e alla fine ti ritrovi con la sensazione di essere sopraffatto, sempre qualche passo indietro.
Le guide online sono troppo generiche, parlano di concetti troppo astratti e non ti mostrano come passare all’azione. Quindi risolviamo noi. In questo articolo ti proponiamo un percorso di 8 passaggi per impostare una strategia di social media marketing da zero (sì, anche i passi base, ma sempre con un approccio pratico), 7 format che puoi usare subito per ottenere più visibilità, più engagement e più conversioni e 3 principi da applicare a tutte le tue strategie. Insomma, prendi il social media marketing per le corna, senza stress, senza dover delegare a un’agenzia, senza dover perdere giornate intere.
Cos’è il social media marketing
Il social media marketing (SSM) è l’insieme di strategie e attività volte a promuovere un brand o i suoi prodotti e servizi attraverso le piattaforme social. In pratica, ogni volta che usi canali come Facebook, Instagram, LinkedIn o TikTok per connetterti con i tuoi utenti e raccontare la tua storia stai facendo social media marketing. E tra poco vedremo se lo stai facendo bene.
I principi che dominano il SMM sono da un lato la creazione e condivisione di contenuti per catturare l’attenzione e suscitare interesse, dall’altro la costruzione di una comunità attiva e partecipe attorno al brand.
Come creare una strategia di social media marketing
Questa è la parte più basica, ma dobbiamo partire proprio da qui per assicurarci di avere tutte le carte in regola. Costruire una presenza sui social richiede una strategia basata sulla conoscenza del proprio pubblico, su obiettivi concreti e sull’uso delle piattaforme giuste per far risplendere il brand.
Al centro di questo processo c’è l’approccio STP cioè Segmentazione, Targeting e Posizionamento. Questa metodologia di marketing ti guida nell’identificare segmenti specifici di clienti, rivolgerti a quelli più rilevanti e posizionarti in modo coerente con i loro bisogni, abitudini e preferenze. Vediamo come.
1. Individua le tue user personas
Ogni strategia SMM efficace parte dalle stesse domande: A chi stai parlando?Che problemi ha? Come stai aiutando a risolverli?
Per semplificare questo processo, crea una user persona, cioè una rappresentazione semi-fittizia del tuo cliente ideale. Dagli un nome, un’età, un lavoro, interessi, preferenze, esigenze e difficoltà concrete. Immagina le sue giornate, cosa lo motiva e come il tuo prodotto o servizio entra nella sua vita quotidiana. Poi stampa la foto della tua user persona (o il suo nome, o un’illustrazione che la rappresenti) e tienila in vista. Ogni volta che pianifichi o produci qualche contenuto pensa a come verrebbe ricevuto da lei.
Ad esempio, hai un’impresa locale e la tua user persona è Sara, 34 anni, titolare di una piccola boutique locale di abbigliamento sostenibile, ama sapere quali scelte ci sono dietro ai capi, ai tessuti e agli accessori che vende.
I contenuti social per Sara saranno visivamente curati, video che mostrano la provenienza dei materiali, che spiegano le scelte sartoriali o consigli di stile. Punterai fortemente al territorio, userai tag di localizzazione, collaborerai con influencer locali, creerai sinergie con altre attività della regione, sponsorizzerai eventi e promuoverai iniziative regionali.
2. Chiarisci gli obiettivi
Una strategia social media, come qualsiasi altra strategia di marketing, funziona solo se sai esattamente dove vuoi arrivare. Chiediti quali risultati desideri ottenere: vuoi aumentare le vendite online? Migliorare la notorietà del brand? Fidelizzare i clienti esistenti? I tuoi obiettivi devono riflettere le priorità del tuo business, concentrarsi su ciò che può generare il maggiore impatto e tenere conto del contesto di mercato in cui operi.
Per alcune attività, soprattutto nei contesti B2C, stabilire questi obiettivi può essere più facile. Per esempio, se hai un ecommerce di moda, potresti stabilire di voler aumentare le vendite di una collezione di prodotti del 20% entro il trimestre, seguendo un framework molto conosciuto.
Il metodo più comune per stabilire obiettivi raggiungibili è il framework SMART: – Specifico: mirato a un risultato preciso (vendite tramite Instagram); – Misurabile: verificabile tramite metriche ottenibili (aumento del 20%); – Raggiungibile (achievable, in inglese): realistico rispetto alle risorse a disposizione; – Rilevante: coerente con la direzione generale dell’azienda; – Temporizzato: definito entro un arco di tempo concreto (entro i 3 mesi).
In questo contesto la misurabilità è molto semplice, perché con il social commerce e con campagne mirate, puoi facilmente osservare le vendite legate alla promozione sui social.
Altre volte, invece, può essere più difficile stabilire un legame tra performance e social media marketing, soprattutto nei contesti B2B. È necessario quindi calibrare le aspettative di cosa è possibile raggiungere.
Nel nostro caso, per esempio, i clienti di SiteGround non acquistano pacchetti di hosting e site building direttamente dai nostri social. Il nostro funnel è molto più lungo e complesso: c’è chi ci scopre sui social, poi ci ricerca da desktop, poi ancora un po’ sul nostro canale YouTube, e così via. Come stabiliamo allora i nostri obiettivi di SMM?
Nel contesto B2B, gli obiettivi del social media marketing sono meno quantificabili, ma non per questo meno importanti:
Senza una presenza sui social il tuo marchio non ispira fiducia e appare isolato, privandosi anche di importanti insight riguardo i trend del settore e i bisogni dei clienti.
3. Analizza competitor e trend del settore
Inizia identificando i tuoi principali competitor e analizzando la loro presenza online: punti di forza, idee che puoi replicare, debolezze e spazi ancora liberi in cui posizionarti. Osserva che tipo di contenuti pubblicano, con quale frequenza e quale livello di coinvolgimento ottengono. Noterai schemi ricorrenti, argomenti che generano più commenti, formati più performanti, toni di voce che il pubblico apprezza e formati post promettenti.
Ad esempio, se gestisci una piccola pasticceria artigianale e noti che un concorrente ottiene ottimo engagement con video “dietro le quinte” delle preparazioni, potresti creare una tua versione del format. Magari con un tocco informale, come una rubrica settimanale sui “disastri in cucina” o interviste lampo ai clienti più affezionati. L’obiettivo è reinterpretare in modo autentico ciò che funziona.
Sfrutta gli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme:
Strumento analytics della piattaforma
Dati mostrati
LinkedIn Analytics
Engagement, visualizzazioni e demografia dei follower. Funzione Companies to Track: confronta le tue performance con quelle di aziende simili.
Facebook Insights
Copertura, interazioni e pubblico. Sezione Pages to Watch: monitorare attività ed engagement dei competitor.
Instagram Insights
Dati su post, storie e demografia dei follower. Non include un confronto diretto, puoi osservare manualmente crescita e strategie dei concorrenti
TikTok Analytics
Dati su performance video, crescita dei follower, interessi del pubblico
4. Scegli le piattaforme social giuste per il tuo business
Già lo sai, non tutte le piattaforme sono uguali. Alcune sono più indicate per alcuni format e per generare visibilità, altre per costruire community o vendere prodotti. Ma la tua priorità fondamentale nella scelta delle piattaforme deve essere sempre sapere dove trascorre davvero il suo tempo il pubblico target e le aspettative che hanno entrando nell’app.
Ad esempio, se sei un freelance che si occupa di fotografia per cataloghi, LinkedIn è essenziale nel marketing B2B per raggiungere aziende e professionisti interessati ai tuoi lavori.
Piattaforma
Pubblico
Aspettative
Instagram
Millennial – Gen Z
Foto, meme, curiosità
LinkedIn
Pubblico professionale, Millennial, Gen X, Boomer
Contenuti professionalizzanti, networking
TikTok
Gen Z, Millennial più giovani
Intrattenimento, curiosità, contenuti umoristici
Facebook
Pubblico 25+
Scambio di opinioni nella community, intrattenimento
YouTube
Millennial
Contenuti educativi
5. Pianifica la tua strategia di contenuti
Una volta raccolte tutte le informazioni dovrai pianificare come trasformare i dati in contenuti veri e propri. Ti proponiamo due strategie diverse. La prima è la regola del 60/20/20.
Ogni settimana, la proporzione dei tuoi contenuti sarà:
– 60% Contenuti educativi o utili, che offrono valore concreto al pubblico (guide, consigli pratici, mini-tutorial) – 20% Contenuti legati al brand, che mostrano personalità, valori e tono umano dell’azienda – 20% Contenuti promozionali, che mettono in evidenza prodotti o servizi in modo diretto ma non invadente
Seguendo questa proporzione, ti presenti in primis come fonte affidabile e interessante, costruisci fiducia, rendi il marchio riconoscibile. Quando arriva il momento di promuovere un’offerta, il pubblico è già simpatizzante e pronto ad ascoltare.
La seconda è la strategia della tripla V:
Ogni settimana, avrai un ciclo di 3 tipi di contenuto:
– 1 Contenuto per la Viralità: un post che intrattiene o aggancia (umoristico, ispirazionale o un trucchetto pratico). Serve a farti scoprire da nuovi utenti che ancora non conoscono il tuo brand – 1 Contenuto di Valore: un post che insegna qualcosa o parla di un problema che vivono gli utenti. In questa fase costruisci fiducia e autorevolezza, rendendo i tuoi follower coscienti di un problema – 1 Contenuto di Vendita: In questa fase offri la soluzione al problema, con un post che promuove un prodotto o servizio (magari con sconto) per convertire clienti
Così accompagni l’utente lungo tutto il percorso: Attenzione→fiducia→azione→ ripeti
Qualsiasi strategia tu scelga di usare, ogni piattaforma ha il suo algoritmo, cioè premia comportamenti diversi. Quindi adatta sempre i messaggi, il formato dei contenuti e la frequenza di pubblicazione alle abitudini reali del tuo pubblico e alle aspettative della piattaforma stessa. Lo trovi tutto riassunto nella tabella qui sotto.
Piattaforma
Tipo di contenuto
Format
Cosa valuta positivamente la piattaforma
Instagram
Umoristico, lifestyle, dietro le quinte, brevi storie/consigli
Reel brevi,Caroselli immagini, Stories
Tempo passato su ogni contenuto, salvataggi, commenti, condivisioni, interazione con i follower
LinkedIn
Contenuti professionalizzanti e aggiornamenti e opinioni su trend di settore
Post di nicchia e focalizzati, case-study, report
Coerenza con il settore e competenza, post che generano discussioni ragionate
TikTok
Curiosità, trend virali, video che trasmettono spontaneità, non alto valore di produzione
Video brevi, ritmo estremamente dinamico
Interazioni utenti entro le prime ore (like, commenti, condivisioni, completamento video), adesione alle tendenze per le info video (caption, hashtag, etc)
Facebook
Discussioni amichevoli riguardo argomenti di nicchia, opinioni
Post e video brevi su pagine e gruppi
Interazioni (commenti, condivisioni) da parte delle persone conosciute e/o community
YouTube
Guide pratiche, spiegazioni, argomenti tecnici spiegati per un livello amatoriale
Video-guida (versione mini per gli shorts o versione estesa per i video lunghi), video-saggi, interviste dal valore di produzione medio-alto
Tempo di visione totale, CTR ad altri video, rilevanza all’argomento
6. Coltiva la community
Più importante di avere un gran numero di follower è che quei follower interagiscano e vedano ciò che pubblichi.
Ricorda di:
Rispondere ai commenti con consigli veramente utili
Rispondere alle domande nelle caselle di messaggistica diretta
Interpellare la community con sondaggi (Stories di Instagram) e domande aperte
Interagire attivamente con i contenuti degli altri, inclusi gli esperti del settore su LinkedIn e i post più popolari sugli altri social
Partecipare alle challenge più popolari su TikToko lanciarne una tua per coinvolgere il pubblico e farti notare anche da nuovi utenti.
Per creare spazi di conversazione dove i clienti possono condividere esperienze o tenersi aggiornati, puoi:
Inviare aggiornamentidiretti tramite i Broadcast Channels di Instagram
Apri gruppi Facebook per creare momenti più personali
Organizza dirette su Facebook Live o Instagram Live per discutere in tempo reale di novità, curiosità o risolvere problemi comuni
E se in tutto questo riesci ad aggiungere un pizzico di umorismo sincero, tanto meglio. Far sorridere chi ti segue è spesso il modo più rapido per farsi ricordare.
Monitora le conversazioni della community. Se noti lamentele riguardo un tuo prodotto o servizio hai due soluzioni:
– Se si tratta di informazioni non corrette o malintesi, commenta educando la community e rettificando con le informazioni più aggiornate. – Se si tratta di un problema reale, risolvilo e torna alla stessa discussione (anche mesi dopo) e rendi noto il fatto che hai ascoltato il feedback della community e hai risolto il problema.
Questo migliora enormemente la fiducia degli utenti nei tuoi confronti, che si sentono ascoltati e presi sul serio e, come bonus, migliora la tua SEO per IA, in quanto i motori generativi vedono una lamentela e la tua risoluzione.
7. Calendarizza logicamente
Ora raccogliamo tutti i pezzi e mettiamoli insieme in modo da non farti travolgere. Il primo errore che in molti commettono è pensare di poter relegare il social media marketing ai ritagli di tempo. Ma avrai già capito da quello che hai letto fino ad ora che il SMM richiedetempo, attenzione e costanza.
Per non perdere ritmo e soprattutto per non sentirti sopraffatto, crea un calendario editoriale che ti permetta un flusso regolare. Ricorda la regola della Tripla V o del 60/20/20, per esempio:
Educativo / utile (60%)
Mini-tutorial, guide passo passo, consigli pratici, checklist, trucchi del mestiere, case study clienti
3 volte a settimana
Brand (20%)
Post sul team, valori aziendali, dietro le quinte, momenti personali o storytelling del brand
1-2 volte a settimana
Promozionale (20%)
Offerte, prodotti in evidenza, servizi spiegati, campagne stagionali
1-2 volte a settimana
Non dimenticare poi che a seconda della piattaforma che usi, ci saranno orari e giorni della settimana ottimali per pubblicare contenuti:
Instagram: Lunedì–Venerdì, 11:00–21:00
TikTok: Lunedì–Venerdì, 13:00–00:00
LinkedIn: Martedì–Giovedì, 07:00–18:00
YouTube: Lunedì–Venerdì, 12:00–21:00
Facebook: Lunedì–Venerdì, 08:00–18:00
Per non sentirti sopraffatto, dovrai anche fare spazio a tutto quello che circonda l’esecuzione di questi contenuti. Il nostro consiglio è di creare due calendari. Il calendarioeditoriale che abbiamo già visto e un calendario personale che ti aiuti a tenere il tuo tempo sotto controllo. Suggeriamo di iniziare con queste proporzioni:
– 15% Pianificazione dei contenuti: brainstorming idee, verifica trend, aggiornamento del calendario editoriale (Ex. 1-2 volte a settimana, 40 minuti ciascuna) – 45% Creazione contenuti: scrittura contenuti, riprese in batch, fotografia, grafica, editing (Ex. 1-2 volte a settimana, 2 ore circa ciascuna) – 30% Interazione con la community: rispondere a messaggi e commenti, interagire su forum e pagine di terzi (Ex. 3-5 volte a settimana, 30-40 minuti ciascuna) – 10% Analisi: metriche dei canali, verifica competitor (Ex.1 sessione di 30-60 min)
8. Analizza e perfeziona
L’ultimo passo di una strategia di social media marketing efficace è l’analisi. Osserva con attenzione i pattern: quali post ottengono più interazioni? Quali orari o formati generano più visualizzazioni? Da lì potrai regolare la frequenza delle pubblicazioni, affinare lo stile dei contenuti o rivalutare su quali piattaforme concentrare gli sforzi.
Ricorda che a volte gli obiettivi iniziali sono troppo ambiziosi o il mercato richiede più tempo per reagire. L’importante è analizzare i dati, capire cosa non ha funzionato e correggere la rotta per un corso più sostenibile.
Utilizza gli strumenti di analytics integrati nelle piattaforme:
Monitora le metriche più importanti: – Tassi di coinvolgimento (engagement rate) – Impression – Interazioni social (condivisioni, reazioni, commenti, like) – Tasso di completamento video – Crescita dei follower – Brand mention – CTRConversioni
Format e tattiche per i social
Ogni social privilegia linguaggi e dinamiche diverse, quindi ora che hai definito la tua strategia, è il momento di conoscere i formati e le tendenze che possono fare la differenza.
1. Mille e una notte in video brevi
C’è un motivo per cui tutti i social hanno seguito l’esempio di TikTok e integrato Reels (Instagram e Facebook), Shorts (YouTube) e video brevi di ogni tipo. Abbiamo tutti sentito parlare delle capacità di concentrazione sempre più in calo, il famoso short attention span. Sui social è un fenomeno innegabile, l’attenzione è volatile e dopo pochi secondi lo scroll è inevitabile.
I video brevi funzionano perfettamente in simbiosi con questa tendenza. Catturano l’attenzione e intrattengono lo spettatore viva su più livelli di stimolo: la musica, il dialogo, le immagini, il testo, il rapporto ironico o umoristico tra ciò le immagini e ciò che viene detto.
Tuttavia, i format più efficaci nei video brevi sono quelli che lasciano lo spettatore con una punta di inappagamento. Un video che:
Omette un pezzo chiave di informazione (la conclusione di una storia, i risultati raggiunti con una nuova tecnica, il vincitore di una gara)
Promette di rivelare il risultato finale in un secondo momento (una creazione di artigianato completa, il reveal di outfit per un evento importante, il risultato di un esperimento)
Elude una rivelazione completa (divide la storia in più parti o è parte di una miniserie, come l’esempio qui sopra)
Tutte queste tecniche portano gli utenti a cercare più dei tuoi contenuti, anziché ad andarsene appagati (e forse non tornare più). In pratica, non chiudere mai del tutto il cerchio. Dietro le quinte dei tuoi social devi essere Shahrazād delle Mille e una notte, interrompere al momento giusto e farli tornare una volta ancora.
Non dimenticarti di aggiungere i sottotitoli ai tuoi video. Molti utenti potrebbero non essere in grado di ascoltare l’audio a causa di disturbi dell’udito o limitazioni situazionali (intorno rumoroso, mancanza di auricolari, ecc).
2. Meme
Partecipare ai trend di meme ti mette sullo stesso piano del tuo pubblico, creando connessione e simpatia nei tuoi confronti.
La chiave però è il tempismo: devi partecipare al momento giusto, pubblicando la tua versione del meme entro le prime 48 ore dal picco di viralità. Dopo quattro giorni è già troppo tardi, rischi di sembrare indietro con i tempi e perdere credibilità.
Prima di saltare sul trend, chiediti anche se si adatta davvero al tuo brand, alla tua offerta e al tuo tono di voce. Se la risposta è no, per questa volta è meglio passare oltre. Un meme azzeccato ti fa apparire spontaneo e simpatico, uno forzato, invece, ti fa sembrare cringe.
3. Timelapse e loop
Pensa a quanto sono ipnotici quei video dove dei tappeti estremamente sporchi vengono puliti con idropulitrici e tubi a pressione. Il processo reale richiede ore di lavoro fisicamente stancante, ma in timelapse lo puoi guardare in pochi minuti.
I video in timelapse funzionano proprio perché mostrano processi lunghi e complessi in poco tempo, regalandoci tutta la soddisfazione del risultato senza la fatica e il tempo impiegati nella realtà. Questo formato è ideale per attività artigianali, lavori manuali o creativi (la preparazione di un dolce, la sistemazione di una vetrina, l’intaglio di un oggetto in legno) che permettono di mostrare il valore del tuo lavoro quotidiano senza copioni e con poca preparazione.
I loop, cioè quei video dove la fine si lega indistinguibilmente all’inizio del video, funzionano altrettanto bene perché riducono a zero l’attrito: sono brevi, sono fluidi, non c’è una “fine” del video in cui gli utenti tendono naturalmente a fare scroll. Questo spinge gli spettatori a guardarli più volte, segnalando ottima retention all’algoritmo e quindi favorendo la visibilità nei feed.
4. Visualizzazione dei dati
Quando devi educare il pubblico, condividere insight o dati raccolti, mostrare competenza e autorevolezza, appoggiati ai contenuti visivi.
Infografiche per rappresentare le statistiche o i processi complessi
Grafici comparativi per mostrare differenze chiave
Icone e simboli per rappresentare concetti in un colpo d’occhio
Animazioni dei dati per mostrare cambiamenti nel tempo
Puoi integrare questi elementi nei caroselli, nelle immagini statiche, o anche nei video quando hai informazioni complesse che vuoi comunicare rapidamente.
5. Social commerce
Sempre più utenti, soprattutto i più giovani, fanno acquisti direttamente dai social. Questo è possibile grazie a strumenti come l’acquistoin app (in-app checkout),cioè Instagram Checkout e TikTok Shop. In questo modo, gli utenti possono scoprire e comprare prodotti senza mai doverli cercare o trovare sul web, ma comprandoli direttamente dall’app oppure venendo reindirizzati da un post al carrello pronto al checkout.
Per le piccole imprese nel contesto B2C, il social commerce rappresenta un’opportunità preziosa, raggiungendo i clienti dove già trascorrono una fetta enorme del loro tempo e riducendo al minimo l’attrito: l’acquisto è immediato, semplice, senza sforzo alcuno.
Assicurati che il tuo catalogo prodotti sia pronto per l’acquisto in app e valuta promozioni o offerte esclusive per stimolare gli acquisti direttamente dai social.
6. Elementi interattivi
Se noti che hai buone visualizzazioni ma non molta attività o engagement, significa che hai bisogno diincorporare elementi interattivi, rendere il tuo brand più approcciabile e i tuoi contenuti più coinvolgenti. Puoi usare:
Quiz o sondaggi a cui gli utenti sono invitati a rispondere nei commenti.
Slide “da riempire” alla fine di un carosello affinché il pubblico condivida storie o esperienze simili a quelle che hai raccontato nel resto del post.
Slide“trova le differenze”, grazie a cui gli utenti tornano sullo stesso contenuto più volte e commentano.
Se non hai una community estremamente affiatata, questi elementi funzionano al meglio se le interazioni sono rapide e semplici, spingendo anche chi non ti segue a partecipare senza pensarci troppo.
7. User-Generated Content
User Generated Content, o UGC, significa contenuti creati dagli utenti, cioè il riutilizzo, tramite screenshot o ricondivisione, di quei contenuti creati spontaneamente dai tuoi clienti e che esprimono un’esperienza positiva con il tuo brand e i suoi prodotti o servizi.
Quando usi gli UGC nelle stories, nei caroselli, o come materiale di supporto per video, aumenti la credibilità e il coinvolgimento e mostri ai tuoi clienti che li hai a cuore, che ti interessa che vivano un’esperienza positiva e che celebri i loro traguardi. In più, gli UGC sono contenuti gratuiti, che non richiedono nessuna preparazione e solo un minimo di editing per raccoglierli nel formato che ti si addice.
I tipi di UGC che puoi usare sono:
Screenshot di testimonianze e recensioni dei clienti per mettere in evidenza la loro esperienza reale.
Caroselli con contenuti inviati dagli utenti, tipo una compilation di post o immagini ricevute.
Contest che invita il pubblico a creare contenuti da includere nei tuoi caroselli o stories.
Ricondivisione di utilizzi creativi del prodotto/servizio, esempi reali che possono ispirare altri e aumentare la fiducia.
Principi per fare marketing sui social
Prima di chiudere vediamo quali sono i principi che devono essere presenti in tutte le tue strategie e format di social media marketing.
1. Autenticità
L’autenticità è più importante che mai. Gli utenti sono ben coscienti di essere bersaglio di campagne di marketing. Sono stanchi dei contenuti troppo curati, delle produzioni complesse e patinate e cercano connessioni più vere e approcci più trasparenti.
Se hai una piccola attività, questo è un vantaggio enorme, perché puoi permetterti di mostrare sempre il lato umano della tua attività e risultare credibile. Condividi ciò che è genuino e ti permette di creare vicinanza personale e simpatia nel pubblico: pubblica dietro le quinte, racconta errori passati e aneddoti reali e ricondividi i contenuti generati dagli utenti stessi.
2. Influencer e collaborazioni
Anche se non è niente di nuovo, l’influencer marketing resta efficace perché aumenta credibilità e autenticità. La chiave è collaborare con creatori di nicchia (la tua nicchia), che comunicano in modo genuino con il loro pubblico e che hanno comunità affiatate.
Scegli influencer che rispecchiano i valori del tuo brand. Vedendo qualcuno di fiducia consigliare un prodotto o servizio, il pubblico avrà un’impressione molto più autentica di una semplice pubblicità. Questa forma di social proof rafforza notevolmente la reputazione del tuo marchio senza richiedere grandi budget.
3. IA per velocizzare
L’intelligenza artificiale può aiutarti a automatizzare gran parte del lavoro, soprattutto nella pianificazione, nell’adattamento, nell’estensione, nella sintesi dei contenutie nell’analisi dei risultati.
Per esempio, se hai un copione per un video YouTube, puoi usare l’IA per crearne un altro per uno short per Instagram sullo stesso argomento. È importante indicare chiaramente obiettivi e differenze di formato. Oppure puoi raccogliere dati di analytics e usare l’IA per avere suggerimenti su cosa deve essere migliorato nella tua strategia.
Se vuoi approfondire su come ottenere risposte efficaci da ChatGPT a questo tipo di richieste, abbiamo un articolo che lo spiega. Oppure, puoi scaricare la nostra raccolta di prompt ChatGPT per il marketing e adattarli al tuo business.
Per chi gestisce una piccola attività, il social media marketing offre cinque vantaggi principali:
1. Aumenta la visibilità e la credibilità del brand Anche quando i social non sono legati alle conversioni in modo facilmente quantificabile, come nel settore del B2B, il social media marketing è comunque una parte fondamentale della brand awareness. Ogni contenuto pubblicato e ogni scambio lavora per far emergere la tua identità. Con il tempo, le interazioni organiche – commenti, condivisioni, salvataggi — fanno circolare il tuo nome e costruiscono la tua reputazione e aumentano la tua visibilità.
🔊 Consiglio per rafforzare reputazione e fiducia sui social 🔊 Attivalafunzione per le recensioni su Facebook. Le testimonianze positive autentiche possono avere più peso di qualsiasi slogan pubblicitario.
2. Converte e porta lead
Nel B2C, i social sono una delle grandi fonti di:
Lead generation (puoi raggiungere moltissimi segmenti di pubblico sui social)
Conversione, grazie al social commerce e alla possibilità di linkare pagine prodotto direttamente nei post.
Inoltre, e forse ancora più importante, le discussioni della community dove vieni menzionato positivamente o dove contribuisci in modo utile sono ottime per la nuova SEO, in quanto segnalano ai motori IA generativi che sei una fonte autorevole, che si parla di te sui social, che sei un elemento noto del settore.
4. Coinvolge e fidelizza il pubblico. I social sono il canale più immediato per creare relazioni. Rispondere ai commenti, dare consigli utili, condividere momenti reali del tuo lavoro ti rende riconoscibile e relatable, cioè vicino al tuo pubblico. È proprio sulla base di questo che dovrai scegliere le piattaforme, ma ne parliamo qualche paragrafo più in basso.
5. È efficiente e accessibile. Puoi ottenere risultati reali anche con budget minimi. Puoi usare gli Ad, ma anche solo offrendo una presenza costante e contenuti di valore puoi mantenere vivo il contatto con il pubblico e generare fiducia nel tuo marchio.
Crea un’esperienza fluida tra social media e sito
I social media sono una miniera d’oro per le piccole imprese. Conoscere il tuo pubblico, definire obiettivi chiari e scegliere le piattaforme giuste ti permette di fare leva su di esse appieno.
Ma per quanto virale possa diventare il tuo contenuto (con tutti gli auguri del caso), non puoi fare a meno di un sito web. Il sito è la tua base operativa, il luogo dove il pubblico può approfondire informazioni sui tuoi prodotti o servizi e verificare la tua professionalità. Avere un sito ben strutturato aumenta credibilità, fiducia e percezione di qualità del tuo brand.
Per chi ha bisogno di creare un sito in modo semplice ma professionale, uno strumento come il Website Builder di SiteGround offre tutto ciò che serve: interfaccia intuitiva, design curato, accessibilità garantita e integrazioni con strumenti IA per velocizzare il tutto. In questo modo, puoi chiudere il cerchio tra social media e sito web, offrendo ai tuoi clienti un’esperienza coerente e completa, che sostiene la crescita del tuo business.
Tutti vogliono far crescere la propria attività. Non tutti però sanno come fare lead generation, cioè attrarre e qualificare i potenziali clienti. Noi lo sappiamo, grazie a più di 20 anni di esperienza nel settore del web hosting, e in questo articolo condividiamo con te tutto quello che abbiamo imparato.
Nella tabella qui sotto ti riassumiamo gli strumenti più usati per la generazione di lead e le strategie che ne fanno uso, che vedremo una per volta nel dettaglio in questo articolo.
Strumento
Tattica
Lead magnet
→ Strategia di contenuti → Periodi di prova → Webinar
Landing page
→ Pubblicità sui social → Periodi di prova → Eventi
Form di iscrizione
→ Strategia di contenuti → Referral → Eventi → Giveaway e contest
Live chat
→ Supporto immediato
Email Marketing
→ Corsi email → Giveaway e contest → Eventi → Strategia di contenuti
Cos’è la lead generation?
La lead generation, o generazione di lead, è la pratica di attirare potenziali clienti, catturare la loro attenzione e dirigerla verso il proprio business e trasformarli in contatti concreti. Un lead, infatti, non è ancora un cliente, ma qualcuno che indica segnali d’interesse. Questi segnali di interesse potrebbero essere la compilazione di un form, una guida scaricata, una richiesta di preventivo o anche solo un contatto email lasciato intenzionalmente.
La lead generation avviene in due modi:
Inbound lead generation, cioè lasciare che i clienti si avvicinino naturalmente alla tua offerta. Questo avviene attraverso contenuti che gli utenti consulteranno di propria volontà, come articoli (con debita ottimizzazione SEO), post sui social (targettizzati), video tutorial (pianificati sulla base dei dubbi reali del tuo pubblico).
Outbound lead generation, cioè trovare utenti promettenti e volgere la loro attenzione alla propria offerta. Questo solitamente avviene attraverso cold calling, coldemail mirate o campagne pubblicitarie ben segmentate.
Prima di procedere ci è utile fare un’ultima distinzione tra lead e prospect, per evitare confusione. Un lead è un contatto appena acquisito, un’opportunità. Un prospect, invece, è un lead qualificato, un contatto che ha dimostrato un interesse concreto e che rientra nel nostro target ideale.
Architettura base delle strategie di lead generation
Anche se i dettagli delle singole metodologie sono peculiari, c’è un’architettura che le accomuna tutte. Questi sono gli step che dovrai implementare indipendentemente dal metodo o strumento in uso.
Passo 1: Definisci con esattezza il tuo cliente ideale. Crea profili dettagliati dei tuoi clienti ideali (le buyer personas), cosa li preoccupa, quali sono i loro obiettivi, quali ostacoli incontrano, dove passano il loro tempo. Meglio li conosci, più potrai offrire loro ciò che desiderano davvero e creare messaggi che lo comunichino.
Passo 2: Pianifica i contenuti di lead generation per una rilevanza ottimale. Ogni scelta, ogni parola, immagine e tempistica deve rispondere alle esigenze concrete delle buyer personas nelle diverse fasi del funnel in cui si possono trovare.
Passo 3: Strategie di targeting avanzato. Utilizza le piattaforme digitali per raggiungere i segmenti specifici che hanno più potenziale (certi settori, posizioni geografiche, ruoli professionali o interessi).
Passo 4: Stabilisci un sistema dilead scoring. Durante le prime interazioni (form, sondaggi, chat, chiamate) raccogli le informazioni che ti permettono di qualificare i contatti (dati demografici, azioni tracciabili). Poi attribuisci un valore ai contatti in base a quanto aderiscono al profilo utente ideale. Puoi farlo con un CRM o semplicemente sviluppando un tuo sistema interno.
Passo 5: Fai lead nurturing. Questo significa coltivare i lead attraverso journey personalizzati che includono email, contenuti e offerte di valore. Per chi si mostra reticente, il retargeting è il tuo alleato.
Gli strumenti per fare la raccolta lead
Prima di poter esaminare le strategie da mettere in pratica vediamo quali sono gli strumenti che le rendono fattibili. Quando parliamo di strumenti per la lead generation, ci riferiamo a software, funzionalità e risorse digitali che permettono di mettere in pratica la lead generation in modo efficiente e scalabile. Ogni strumento ha il compito di semplificare il processo di raccolta lead, ottimizzarlo e trasformare l’interesse in contatti reali e qualificati.
1. Lead magnet
Partiamo dal re della raccolta lead, ovvero il magnet. Un lead magnet è un incentivo pensato per spingere un utente a diventare lead, qualcosa di valore che viene offerto gratuitamente, che risolve un problema, insegna qualcosa o facilita l’esperienza con il tuo prodotto o servizio. I lead magnet più comuni includono contenuti scaricabili, sconti, prove gratuite o webinar.
Vediamo ognuno di questi e per quali funzioni si prestano meglio.
eBook:
Ideali per: Approfondire un argomento, educare il pubblico e consolidare l’autorevolezza del brand, attrarre lead interessati a conoscenze specifiche.
Checklist
Ideali per: Elenchi pratici e rapidi da seguire, ottimi per guidare l’utente in processi complessi o attività ripetitive con molti step difficili da tenere a mente.
White paper
Ideali per: Documenti autorevoli e dettagliati su temi complessi. Perfetti per il B2B e per lead che cercano informazioni solide e approfondite.
Case study
Ideali per: Mostrare esempi reali di successo, dimostrare come il tuo prodotto o servizio risolve problemi concreti.
Statistiche
Ideali per: Dati, ricerche e trend che supportano decisioni aziendali, convincere i prospect con numeri concreti.
Guide
Ideali per: Istruzioni passo-passo su come affrontare un problema o usare un prodotto/servizio, aiutano a generare fiducia, soprattutto negli utenti alle prime armi.
Template
Ideali per: Modelli pronti all’uso, fogli di calcolo o layout di documenti. Utili per chi cerca praticità e risparmio di tempo.
Sconto o coupon
Ideali per: Incentivare l’azione immediata in chi è già vicino alla decisione d’acquisto.
Periodo di prova o demo gratuita
Ideali per: Permettere all’utente di testare il prodotto o servizio senza rischi, dimostrando concretamente il valore offerto.
Webinar
Ideali per: Sessioni live o registrate che forniscono conoscenze approfondite e interazione diretta. Efficaci per educare e creare engagement.
2. Landing page
Per landing page si intende una pagina la cui unica funzione è presentare un prodotto, servizio, o lead magnet e invitare a un’azione, come iscriversi a una newsletter, scaricare una guida o richiedere una demo o un preventivo.
Queste pagine sono spazi essenziali, a cui i visitatori solitamente arrivano spinti da una pubblicità o un link, solitamente sui social o altre pagine.
Una buona fonte di ispirazione sono di solito altri esempi di landing page ben progettate. Puoi adottare gli accorgimenti che trovi o sperimentare con l’A/B testing per capire cosa funziona meglio con il tuo pubblico.
Abbiamo una guida completa alla creazione delle landing page, ma riassumiamo qui gli elementi di una landing chiara e irresistibile. ✅ Obiettivo unico: la pagina deve ruotare attorno a un’unica call to action (CTA). ✅ Titolo che cattura subito l’attenzione, spiegando in modo diretto il valore della tua offerta. Il sottotitolo rassicura e fornisce contesto. ✅ Visual accattivanti e testi dritti al punto, che mettono in evidenza i benefici e aiutano il visitatore a capire perché dovrebbe agire. ✅ Pochi elementi di disturbo: non sono presenti menu superflui, pop-up e link non necessari. ✅ Caricamento rapido ✅ Design responsive, perfettamente leggibile e navigabile anche da smartphone o tablet, da cui ormai arriva la maggior parte del traffico web.
3. Form per il sign up
I form di iscrizione sono formulari integrati alle pagine del tuo sito che raccolgono i dati essenziali per entrare in contatto con gli utenti e ti permettono di avviare una relazione più diretta e qualificata. I form possono presentarsi sotto forma di pop-up, come elementi statici all’interno della pagina, o come form fluttuanti nella sidebar.
Quando integri un form al tuo sito, è importante non essere invasivi. Un pop-up o form fluttuante vanno bene, ma non devono impedire l’accesso ai contenuti e alle funzionalità della pagina, altrimenti rischiano di infastidire gli utenti e allontanarli.
In senso puramente pratico, per integrare un form al tuo sito dovrai disegnarne uno tu stesso oppure, più facilmente, usare un plugin che funzioni con il tuo sito e il tuo servizio di email marketing. Noi chiaramente siamo di parte, quindi ti suggeriamo il nostro plugin di lead generation per WordPress, che si collega facilmente al nostro Strumento di Email Marketing per sviluppare mailing list di interessati.
Un buon form, deve avere: ✅ Testo chiaro e orientato all’azione: comunica subito i vantaggi dell’iscrizione e invoglia l’utente a compilare il modulo. ✅ Richiesta solo delle informazioni essenziali: nome e email sono il minimo per iniziare. Se vuoi più informazioni per segmentare i tuoi lead, dovrai trovare il giusto equilibrio tra dati utili e semplicità, senza scoraggiare la compilazione. ✅ Aspetto visivo curato e CTA evidente: il pulsante deve spiccare, con una richiesta chiaro e invitante. ✅ Riduci gli ostacoli: evita campi inutili, captcha complessi o richieste ridondanti che rallentano o frustrano l’utente.
4. Live chat
Le live chat sono strumenti utili nel generare lead ma soprattutto nel qualificare i lead in tempo reale.
Mentre gli utenti curiosi o interessati si possono avvicinare a te grazie ad una live chat, tu, attraverso domande mirate, puoi capire se ognuno di questi visitatori è in linea con il tuo prodotto o servizio, evitando di sprecare tempo e risorse nell’inseguire contatti poco pertinenti.
I vantaggi principali sono: – Interazione immediata: Rispondi subito a dubbi, domande o richieste di supporto, aumentando la soddisfazione e fiducia dell’utente. – Comunicazione personalizzata: Puoi adattare il messaggio in base alle esigenze del singolo visitatore, rendendo l’interazione più rilevante e convincente. – Riduzione dei tassi di abbandono: Un invito a chattare al momento giusto può trattenere utenti sul sito che altrimenti lo avrebbero lasciato. – Raccolta dati preziosi: Otterrai informazioni strategiche sui prospect, dai contatti base alle preferenze e necessità, utili per segmentare e nutrire i lead in maniera più efficace.
5. L’Email Marketing
L’email marketing è uno strumento di cui avrai bisogno in quasi tutte le tue strategie di lead generation, in quanto le email sono il modo principale di nutrire i lead e guidarli lungo il funnel del customer journey, offrendo valore in ogni fase del percorso.
Per scegliere un buon strumento di email marketing, assicurati di poter: ✅ Segmentare fasce di pubblico in base a dati demografici, comportamenti e interazioni ✅ Usare template facili da personalizzare ✅ Sfruttare l’automazione impostando flussi di email automatici per i vari percorsi (accoglienza, educazione, conversione) ✅ Avere supporto IA per la creazione di testi e immagini ✅ Avere strumenti analytics integrati per poter monitorare l’andamento delle tue campagne
Se vuoi avere tutto questo in modo semplice ed efficace, lo Strumento di Email Marketing di SiteGroundoffre tutte le funzioni necessarie per creare campagne vincentiin modo totalmente intuitivo con un’interfaccia grafica e dozzine di template.
Per creare testi di impatto e immagini professionali puoi usare l’AI assistant e la galleria IA, entrambe addestrati dai nostri sviluppatori per dare i migliori risultati. Per analizzare i risultati e il comportamento del pubblico hai a disposizione gli strumenti di analytics – insomma, un sistema completo, intuitivo e pensato per trasformare i tuoi lead in clienti reali.
Per una lead generation di successo, vorrai mettere in atto più tattiche contemporaneamente, con lo scopo di muovere gli utenti attraverso il funnel del marketing, da un primo stadio di consapevolezza del tuo brand fino alla conversione.
Dall’importanza dei contenuti mirati, alla lead generation via email marketing, alla generazione lead sui social e in persona, vediamo le 9 strategie per attrarre potenziali clienti.
1. Metti in atto una strategia di contenuti
Una strategia di contenuticonsiste nella creazione e distribuzione di contenuti di valore (articoli, eBook, white paper, video, guide o casi studio) pensati per rispondere in modo concreto alle domande e ai bisogni e dubbi del tuo pubblico. Così il tuo brand si stabilisce come fonte autorevole e degna di fiducia, il che è proprio alla base di qualsiasi strategia di lead generation inbound.
Per costruire una content strategy che funzioni davvero: – Parti dai bisogni reali del tuo pubblico. Conduci sondaggi, interviste o semplici conversazioni sui social per capire quali sono le sfide quotidiane dei tuoi potenziali clienti. Analizza i trend di settore e i contenuti dei competitor per individuare i temi più discussi e quelli più trascurati. L’obiettivo è capire cosa preoccupa davvero il tuo pubblico, e offrire risposte più pertinenti di chiunque altro. – Pianifica l’uso dei diversi formati a seconda degli interessi del tuo pubblico. Ogni mezzo serve a uno scopo preciso. Gli articoli del blog sono perfetti per condividere aggiornamenti frequenti e risposte rapide; i post sui social attirano l’attenzione e incuriosiscono in poche parole, le storie e video dietro le quinte costruiscono un’immagine dell’impresa e gli eBook approfondiscono temi complessi che possono attirare un pubblico più o meno esperto. – Applica le best practice SEO per le tecnologie IA. Ottimizza la SEO tecnica e i metadati, costruisci contenuti che rispondano all’intento di ricerca dell’utente e lavora sul costruire autorevolezza attraverso la SEO off-page e on-page
2. Implementa dei corsi email
Un corso email è un percorso guidato, composto di serie di lezioni a tema inviate a cadenza regolare via email. I contenuti “micro-formativi”, che arrivano direttamente nella casella dei potenziali clienti, sono progettati per insegnare una pratica o risolvere un problema, costruendo fiducia passo dopo passo.
I corsi email funzionano particolarmente bene per la lead generation perché chi si iscrive lo fa volontariamente, entrando nel tuo funnel con aspettativa. Se saprai incontrare questa aspettativa con un valore concreto, il corso ti servirà a nutrire i lead per tutta la sua durata, al termine della quale dovresti avere prospect pronti al rapporto commerciale.
Per costruire un corso email efficace: – Scegli il tema giusto. Parti da un problema specifico del tuo pubblico (es. “come ridurre i tempi di apertura di un sito” per chi vende hosting). Il tema deve essere utile, pratico e suddivisibile in più pillole. – Includi una mail di benvenuto al corso che spieghi cosa aspettarsi e mantieni oggetti brevi e promettenti. Definisci durata e frequenza. Tipico: 5–7 email, una a settimana. Frequenze più intense (es. 2–3 email/settimana) vanno usate solo se il contenuto è estremamente pratico e il pubblico ha già dimostrato forte interesse. – Progetta il percorso didattico con contenuti concreti e azionabili. Il copy di ogni email deve essere curato. Alterna testo e risorse scaricabili come istruzioni passo-passo, check-list, template o mini-task. Il valore pratico è ciò che spinge gli iscritti ad aprire le mail successive, perciò assicurati che ogni lezione soddisfi un obiettivo e termini con una CTA chiara. – Prepara il follow-up. Quando qualcuno completa il corso o mostra segnali forti (aperture ripetute, click su link di prezzo), attiva un workflow di qualificazione o un contatto commerciale personalizzato. – Misura e ottimizza. I tuoi KPI principali dovrebbero essere: tasso di iscrizione, open rate, click-through rate, tasso di completamento del corso e conversione finale. Usa i dati per migliorare soggetto, contenuto e timing.
3. Offri supporto immediato
La velocità e la disponibilità nel supporto clienti è anche lei una leva di lead generation, poichè si dimostra professionalità ed expertise nel momento in cui un potenziale cliente manifesta interesse, confusione, o difficoltà.
Puoi farlo in diversi modi, a seconda del tuo canale e del tipo di pubblico: – Live chat sul sito: installa un widget che permette ai visitatori di porre domande in tempo reale, possibilmente integrandolo con un CRM che salva automaticamente le conversazioni per riferimenti futuri. – Link WhatsApp Business: consente un contatto diretto e informale, perfetto per professionisti e piccole attività. Puoi anche impostare messaggi automatici di benvenuto, ma attenzione alle risposte rapide: gli utenti non devono sentirsi incastrati in una conversazione con un bot. – Chiamata diretta: mostra disponibilità e competenza con una linea dedicata o un sistema di callback. – Email di supporto: crea un indirizzo dedicato e monitorato (per esempio, support@tuaazienda.it), automatizza le risposte iniziali per confermare la ricezione del messaggio e poi curati di rispondere approfonditamente e nel minor tempo possibile. – Messaggi diretti sui social: mantieni attivi la messaggistica sui social che hai scelto, rispondendo tempestivamente alle domande in DM. È anche un modo discreto per far emergere lead che non visitano ancora il tuo sito.
4. Pubblicizzati sui social
I social mediasono una vasta vetrina per il mondo del digitale. Una strategia di social media marketing ben progettata amplia la tua visibilità, riduce sprechi di budget e aumenta le conversioni.
– Il primo passo è scegliere le piattaforme adatte a seconda delle tue user personas. LinkedIn è perfetto per il B2B, Facebook per il pubblico tra i 30 e i 60, Instagram per costruire community e promuovere prodotti o servizi visivamente accattivanti, TikTok per il pubblico sotto ai 25 e YouTube per insegnare e dimostrare. – Individuati i canali, potrai procedere a sfruttare gli annunci a pagamento mirati. Le opzioni di targeting e retargeting oggi permettono di raggiungere segmenti di pubblico estremamente precisi in base a criteri come età, professione, interessi, località o comportamenti online. – Accanto alla pubblicità, non trascurare i contenuti organici. Pubblica post visivamente coinvolgenti – caroselli, brevi video, storie interattive o sondaggi – che catturano l’attenzione e spingono possibilmente verso azioni specifiche: interagire, iscriversi a un corso, scaricare una risorsa, partecipare a un evento, tutto tramite landing page. La chiave è alternare valore e invito, mantenendo sempre autenticità. – Usa gli strumenti di analisi integrati nelle piattaforme per monitorare impression, click e conversioni in tempo reale. In base a questi dati potrai sperimentare con A/B testing al fine di ottimizzare i risultati.
5. Organizza eventi e webinar
A differenza dei contenuti statici, eventi e webinar offrono interazione in tempo reale, che permette ai lead di esprimere dubbi mentre sorgono e ad un brand di dimostrare competenza e capacità di risolvere problemi dal vivo, di offrire esperienze di valore come networking e insightesclusivi, di creare un legame immediato e autentico e di posizionarti come punto di riferimento nel settore.
Per organizzare un evento o un webinar di successo, passo dopo passo: – Collabora con altre realtà del settore. Se la spesa o le risorse sono un limite, dividi i costi unendoti ad altre aziende per l’organizzazione, oppure partecipa ad eventi altrui come sponsor o ospite. – Scegli temi pertinenti. I migliori argomenti rispondono alle sfide del tuo pubblico e si allineano ai tuoi obiettivi di business. Contenuti pratici, applicabili e informativi aumentano l’interesse e la partecipazione. – Promuovi in modo efficace. Sfrutta tutti i tuoi canali: email marketing, social media, sito web, blog. Realizza materiali promozionali chiari e accattivanti, evidenziando i benefici concreti della partecipazione. – Raccogli i dati dei partecipanti. Richiedendo dati per la partecipazione (nome, email, ruolo, settore) acquisisci lead da coltivare con comunicazioni personalizzate dopo l’evento. – Coinvolgi il pubblico. Usa sondaggi, Q&A, o giochi per mantenere alta l’attenzione e incoraggiare la partecipazione attiva. Queste interazioni forniscono anche preziose informazioni sui bisogni e i dati demografici del tuo pubblico. – Fai follow-up. Dopo l’evento, ringrazia i partecipanti e accompagnali nel tuo percorso di conversione con materiale aggiuntivo come slide, guide, link utili o un’offerta esclusiva.
6. Organizza giveaway e contest
I giveaway, cioè i concorsi a premi, se vogliamo dirlo in italiano, sfruttano il desiderio di vincere e di ottenere una ricompensa gratis. I giveaway possono creare entusiasmo, urgenza e curiosità attorno al tuo brand, incoraggiando gli utenti a interagire e a condividere l’iniziativa con la propria rete, con il risultato che otterrai più contatti da coltivare ma anche più interazione e visibilità.
Gli accorgimenti strategici per organizzare un buon giveaway: – Scegli un premio rilevante al tuo pubblico. Se hai una merceria online, ad esempio, puoi regalare una lezione privata sulla progettazione dei cartamodelli o un set di accessori universali per macchine da cucire. Questo allineamento filtra automaticamente i partecipanti, generando lead di qualità. – Raccogli i dati dei partecipanti. Per costruire una lista di contatti già predisposti a un futuro rapporto commerciale, chiedi informazioni (email, nome) per entrare nel contest. Se vuoi migliorare ulteriormente la qualità dei lead aggiungi requisiti facoltativi (seguire i tuoi profili social, condividere il post del contest, taggare un amico). – Promuovi il giveaway su più canali. Usa social media, email marketing, sito web evidenziando cosa si può vincere, come partecipare e soprattutto eventuali scadenze o limiti di partecipanti.
7. Offri periodi di prova
Un periodo di prova gratuito permette ai potenziali clienti di sperimentare il tuo prodotto o servizio in prima persona, senza impegno economico. Nessun messaggio pubblicitario, per quanto ben scritto, può competere con l’opportunità di un’esperienza diretta dei benefici reali.
Una volta vissuto un buon servizio, siamo più disposti a volerlo acquisire, motivo per cui l’offerta di prove gratis si rivela una tecnica di lead generation estremamente qualificata. I periodi di prova hanno infatti ottimi conversion rate: le percentuali benchmark sono del 15% per il B2B e intorno al 60% nel B2C. Ma anche nei casi in cui non c’è conversione, c’è sempre opportunità di retargeting.
Pianifica i periodi di prova con precisione: – Stabilisci una durata chiara. Una prova troppo lunga riduce il senso di urgenza, una troppo breve non lascia il tempo di apprezzare il valore dell’offerta. In generale, un periodo compreso tra 7 e 30 giorni funziona bene, a seconda della complessità del servizio. – Semplifica l’iscrizione. Il processo di attivazione deve essere rapido e intuitivo. Richiedi solo le informazioni essenziali: nome, email e, in caso di periodi di prova opt-out, un metodo di pagamento senza addebito immediato. Ogni ostacolo rischia di far perdere lead. – Accompagna l’utente durante la prova. Durante l’onboarding fornisci tutorial, video guida e supporto tempestivo. – Prepara un piano di follow-up. Alla fine del periodo di prova, invia email personalizzate con offerte dedicate, promozioni o consulenze gratuite. È il momento ideale per rispondere a eventuali dubbi e consolidare la fiducia costruita.
8. Crea un programma referral
Un programma referral è una strategia che incoraggia i clienti soddisfatti a consigliare la tua azienda o un tuo prodotto specifico ad altri, in cambio di un vantaggio o ricompensa. In pratica, trasformi i tuoi clienti in ambasciatori.
Questo funziona perché le persone si fidano più facilmente di un amico che racconta una buona esperienza, piuttosto che a qualsiasi messaggio pubblicitario. In più, questi programmi referral rafforzano la fedeltà dei clienti esistenti, che si sentono apprezzati per il loro contributo.
Ecco come creare un programma referral efficace, passo dopo passo: – Scegli l’incentivo giusto. Offri premi rilevanti per gli ambasciatori (sconti, upgrade gratuiti, crediti da spendere o servizi esclusivi). Il premio deve motivare senza compromettere la redditività. – Promuovi il programma in modo trasparente. Informa i clienti con campagne email, pop-up sul sito o messaggi post-acquisto che spieghino i termini esatti. Ricorda l’iniziativa regolarmente per mantenere alta la partecipazione. – Rendi facile invitare altre persone. Prepara link personali da condividere via email o social, codici referral automatici, moduli già compilati. Più è semplice, più verrà usato. – Usa un sistema di tracciamento per assegnare le ricompense e comunica sempre quando qualcuno ha completato una referral con successo.
9. Collabora
Le collaborazioni, o collab, servono a espandere la tua rete, raggiungere nuovi pubblici qualificati e aumentare il traffico web. Unendo forze e competenze con altri professionisti o brand, puoi creare contenuti, eventi o iniziative condivise, facendo conoscere la tua azienda a persone che, molto probabilmente, ne apprezzeranno già il valore.
Il vantaggio principale di queste sinergie è la qualità del pubblico raggiunto. Collaborando con brand del tuo settore avrai l’attenzione di una platea già interessata alla tua area di competenza. In più, verrai introdotto da qualcuno di cui quel pubblico si fida, riducendo enormemente la distanza percepita tra brand e potenziale cliente.
Le forme di collaborazione sono molteplici: – Influencer o micro-influencer del tuo settore, che parlano a community ben definite e ispirano un livello di fiducia che la pubblicità tradizionale può solo invidiare. Le loro raccomandazioni verranno percepite con il tono amichevole di un consiglio spassionato. – Partnership con aziende complementari. Questi sono brand che condividono un target simile senza essere tuoi competitori. Ad esempio, un’attività che vende utensili da cucina in materiale eco-sostenibile può collaborare con un marchio di olio d’oliva biologico KM 0. – Fare guest blogging o invitareintervistati sui tuoi canali ti permette di scambiare pubblico e autorevolezza, rafforzando la reputazione di entrambi i partner.
Migliora i tuoi risultati con la lead generation
La lead generation non è un processo statico, ma un percorso continuo di test, analisi e ottimizzazione. Ogni campagna, ogni contenuto e ogni interazione offrono dati preziosi per capire meglio il tuo pubblico e affinare la tua strategia.
Per farlo in modo semplice e professionale, SiteGround Email Marketing ti fornisce tutti gli strumenti necessari in ogni fase del processo per costruire, coltivare e convertire i tuoi lead.
Con il plugin di Lead Generation per WordPress, puoi far crescere la tua lista di iscritti senza grattacapi, grazie all’AI Assistant, i template e la galleria di immagini IA, crei email accattivanti e perfettamente ottimizzate in pochissimo tempo. Con i report e le analytics integrate, puoi monitorare il comportamento del pubblico, misurare l’efficacia delle campagne e migliorare costantemente le tue performance.
In sintesi, più semplicità, più controllo, più conversioni.
FAQ sulla lead generation
Chi si occupa di lead generation?
La lead generation è solitamente gestita dai team di marketing e vendita nelle aziende più grandi, ma a livelli di attività più piccole la generazione di lead viene gestita dai proprietari stessi.
Cos’è l’analisi del lead?
L’analisi del lead consiste nel valutare la qualità dei contatti raccolti, studiando dati e comportamenti per capire quanto un lead sia in linea con il profilo del cliente ideale.
Quanto costa fare lead generation?
Il costo varia enormemente in base alla portata dell’attività, alle strategie, ai canali utilizzati e al settore di riferimento. I range sono dai 10€ per lead in alcuni settori dell’ecommerce B2C a migliaia di euro per lead nel settore B2B.
Come si misura l’efficacia della raccolta lead?
Le metriche chiave per misurare l’efficacia della raccolta lead sono il tasso di conversione (conversion rate), il costo per lead (CPL), l’engagement e il ROI delle campagne.
Cosa fare dopo aver raccolto dei lead?
Dopo aver raccolto i lead, è occorre coltivarli e seguirli nel funnel con email personalizzate, contenuti utili e campagne di retargeting, al fine di convertirli in clienti effettivi.
Il blocco dello scrittore è in agguato per tutti coloro che scrivono, compreso chi fa email marketing per la propria attività. Gettare uno sguardo speranzoso alle email dei grandi brand alla ricerca di ispirazione può sembrare utile, ma probabilmente non servirà a scrivere testi efficaci su piccola scala. Ciò che funziona per Apple o Starbucks non funziona necessariamente per te.
È per questo che qui ti offriamo sette formule per migliorare il copywriting delle tue email, con esempi pratici e suggerimenti immediatamente applicabili per calibrarle ai tuoi bisogni. E dimenticati dei soliti consigli di sempre, tipo “limita le CTA a poche parole” e “inserisci il nome del destinatario”.
In questo articolo vediamo strategie che ti permettono di rompere le regole e sperimentare. Spieghiamo ogni tecnica in modo chiaro, con indicazioni su quando e come usarla. Alla fine, ti daremo anche alcuni consigli extra per organizzare al meglio le tue campagne e assicurarti che ogni email sia coerente, persuasiva e pronta a generare risultati.
Una volta che avrai capito come sfruttare tutte queste tecniche, potrai anche usare il nostro ebook sui prompt ChatGPT (lo puoi scaricare attraverso il form qui sotto) per velocizzare l’intero processo di scrittura, dando comandi precisi per creare copy email che rispondano esattamente alle tue necessità.
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Formule di copywriting per scrivere email che convertono
Diamo per scontato che tu sappia già tutto quello di cui hai bisogno riguardo gli elementi visivi come l’importanza dei colori nell’email marketing, o una buona firma email. Qui ci concentriamo solo sul copy, cioè il testo vero e proprio delle mail.
Il bello del copy è che non servono budget enormi per produrne uno eccellente. Allora guardiamo da vicino esempi che siano riproducibili anche con risorse limitate e analizziamo le tattiche funzionali che vi sono alla base.
L’obiettivo non è imitare lo stile di qualcun altro, ma capire quali sono le tecniche giuste, perché funzionano e imparare a costruire il proprio linguaggio persuasivo, con un copy capace di parlare al pubblico con autenticità e strategia.
1. Usa la tecnica PAS: Problema-Agitazione-Soluzione
In cosa consiste: Tra le formule di copywriting per l’email marketing, quella della PAS (Problema, Agitazione, Soluzione) è una delle più potenti e versatili. Con questa formula si riproduce il modo naturale in cui le persone affrontano gli ostacoli. Prima riconoscono il problema, esplorano le frustrazioni che causa e solo allora sono pronte ad accogliere una soluzione concreta.
La formula ti guida a identificare un pain pointreale, amplificarne la frustrazione e infine offrire la soluzione, cioè il tuo prodotto o servizio.
Quando usarla: Quando devi presentare una soluzione chiara a un problema specifico, come il lancio di una nuova funzione, un servizio che semplifica la vita o un prodotto che elimina un fastidio quotidiano. Perfetta per i brand che si offrono di “risolvere” qualcosa: lentezze, inefficienze, sprechi di tempo o di denaro.
Ecco un esempio del metodo PAS in azione:
Perché funziona:
Parte da un problema concreto e immediato (spese alte, troppe offerte disponibili).
Aumenta la tensione descrivendo una frustrazione familiare all’utente, in modo realistico ma senza drammatizzare. La seconda parte del corpo del testo si conclude con una soluzione chiara e tangibile.
Le CTA sono più lunghe del solito, ma adempiono funzioni essenziali: la prima contribuisce a canalizzare le frustrazioni, la seconda offre il beneficio diretto.
Il tono rimane empatico, il brand capisce davvero la difficoltà del lettore e sa come risolverla.
2. Sfrutta la formula Curiosità + Specificità
In cosa consiste: Da un lato la curiosità cattura l’attenzione e spinge il lettore ad aprire la mail, dall’altro, la specificità dà credibilità e concretezza al messaggio. È un equilibrio che permette di incuriosire senza essere vaghi.
Funziona perché la mente umana detesta i vuoti di informazione. Nell’oggetto email si introduce una scoperta o a un risultato misurabile, accendendo subito la curiosità naturale del lettore. Nel testo, per mantenerla viva, si offre una risposta chiara e soddisfacente, sostenuta da numeri, percentuali o dati concreti. Nella CTA si offre un approfondimento per completare il quadro.
Quando usarla: È una tecnica perfetta per newsletter, aggiornamentidi prodotto o email che condividono un insight, un test o una lezione imparata. L’obiettivo è far dire al lettore: “Devo saperne di più”, senza dover ricorrere a promesse altisonanti.
Un esempio del metodo curiosità + specificità in azione:
Perché funziona:
Il titolo incuriosisce grazie a un dato preciso e a una promessa implicita di insegnamento.
Senza bisogno di rivolgersi al lettore per nome, si crea comunque un forte legame grazie alla promessa di condivisione di un “segreto” del mestiere.
Il corpo della mail soddisfa la curiosità, raccontando un mini-caso reale, senza dilungarsi ma fornendo dati numerici utili, che forniscono concretezza e credibilità.
La CTA offre di risolvere la tensione, invitando a scoprire come replicare il risultato.
3. Adopera il micro-storytelling
In cosa consiste: Questa tecnica altro non è che l’inserimento di una breve storia nel copy di una mail. Questo metodo permette di far immergere il lettore in una situazione di uso del prodotto con pochi dettagli mirati. Invece di elencare benefici o funzioni, spingi il lettore a immaginarsi in una quotidianità migliorata dal tuo servizio (più tranquilla, più conveniente, più energetica – dipende dalla tua offerta).
Questi mini-racconti funzionano perché fanno provare qualcosa al lettore in pochi secondi, lo fanno sentire capito. Un piccolo gesto narrato, un momento, un’emozione familiare, bastano a richiamare un’esperienza condivisa e creare cameratismo.
Quando usarla: Questa tecnica si usa al meglio nelle email che raccontano un brand, nellemaildi benvenuto o quando vuoi dare risalto all’esperienza dei clienti. È ideale per prodotti o servizi che fanno parte di un rituale quotidiano o che rendono la routine più semplice, piacevole e fluida.
Esempio del format del mini-racconto:
Oggetto: Come una tazza di tè ha cambiato il mio pomeriggio
Perché funziona:
Trasforma l’offerta di un prodotto in una micro-storia riconoscibile, umana e concreta.
Il lettore “vede” la scena dipinta dalla recensione e percepisce subito il valore del servizio. Questa narrazione crea empatia e rende la soluzione più memorabile.
La CTA chiude il cerchio, invitando a vivere la stessa tranquillità del protagonista.
4. Impiega il Cliffhanger
In cosa consiste: Il metodo del Cliffhanger consiste nel creare suspense nel corso del copy e offrire una risoluzione con la CTA – un po’ come il finale in sospeso di un libro o un episodio TV che deve essere risolto nel prossimo capitolo o volume. Prima accenni a una scoperta, poi lasci irrisolto per stimolare il lettore a continuare. Per creare questo effetto puoi insinuare una domanda nell’oggetto della mail e sviluppare una storia di cui tratterrai un dettaglio cruciale nel corpo del testo. La CTA diventa il punto di svolta, offrendo di risolvere la tensione ai lettori che cliccano.
Quando usarla: Questa strategia è ideale per lanci di prodotto, contenuti educativi o email che ribaltano aspettative comuni. Funziona bene in settori come skincare, wellness, moda, food e sviluppo personale, cioè ovunque tu voglia sorprendere il lettore con qualcosa che cambia la sua percezione o conoscenza.
Perché funziona:
Il titolo suscita curiosità con una domanda implicita, stimolando l’apertura.
Il corpo della mail racconta senza svelare tutto, aumentando l’aspettativa.
La CTA, funziona nonostante la lunghezza in quanto offre la possibilità di scoprire il segreto, spingendo al click.
Funziona perché gioca sul desiderio naturale del lettore di completare la storia e ottenere il beneficio promesso.
5. Fai leva sulla STPS
In cosa consiste: STPS sta per Scarsità di Tempo, Posti, Stock. La procedura è semplicissima, suggerisci che qualcosa sta per terminare, creando urgenza. Però attenzione, questo approccio funziona bene solo se la limitazione è reale: la durata di uno sconto o il limite d’iscrizione (Tempo), i Posti liberi, o lo Stock disponibile. L’obiettivo però deve essere convincere il lettore a prendere una decisione ponderata, non manipolarlo, quindi usala in modo trasparente e rispettoso, in modo da comunicare valore senza sembrare click-bait o allarmista.
Quando usarla: Questa strategia è perfetta per corsi, coaching, offerte stagionali, soprattutto in periodi come il Black Friday o promozioni limitate.
Ecco un esempio del metodo:
Perché funziona:
La limitazione è reale e trasparente (posti rimanenti e scadenza temporale).
Il tono del copy è informativo, non allarmistico. Il testo costruisce fiducia e urgenza autentica, spiegando perché è necessario limitare gli iscritti.
La prima CTA è immediatamente visibile; la seconda chiude il messaggio offrendo un’azione immediata.
6. Serviti di una lista dei vantaggi
In cosa consiste: Un elemento chiave di ogni strategia email è far trasparire i benefici della tua offerta. E quale metodo più immediato di una lista dei vantaggi? Invece di un lungo discorso, una lista aiuta il lettore a visualizzare in modo chiaro, ordinato e veloce il valore concreto del prodotto, rendendolo utile, desiderabile e conveniente.
Nel corpo della mail puoi usare tabelle, liste o altre grafiche riassuntive. Ogni punto può toccare una fonte di motivazione: pratica, emotiva, aspirazionale. Insieme creano un mosaico di benefici che coprono ogni possibile obiezione. Poi concludi con una CTA che porti dritto all’acquisto, senza attrito.
Quando usarla: Le liste sono perfette per lanci di prodotto, email di upsell o cross-sell e per qualunque servizio con molteplici benefici, come food delivery, programmi di benessere, corsi online o abbonamenti digitali.
Vediamo un esempio di una lista di vantaggi in azione:
Oggetto: 5 Motivi per cui i nostri clienti crescono più in fretta
Perché funziona:
La lista comunica valore in modo immediato e visivamente leggibile.
Alterna vantaggi pratici (professionalità, personalizzazione dei piani) e rassicurazioni emotive (sicurezza, semplicità, onestà).
Ogni punto risponde a un bisogno diverso del lettore.
La CTA chiude con un invito chiaro e senza attrito, favorendo un’azione rapida.
7. Sorprendi con un tono colloquiale
In cosa consiste: Per usare questo metodo, devi scrivere un copy email che parli in modo immediatamente distinguibile, umano e soprattutto coerente con la personalità del tuo brand. Un tocco di ironia, di calore autentico, emozione vera, può trasformare un messaggio o una mail promozionale in un momento di connessione.
Le email scritte con questo tono colloquiale funzionano perché vengono percepite come un messaggio da parte di un amico, non come un comunicato aziendale o un tentativo di vendita. Se sai creare fiducia e vicinanza puoi distinguerti e renderti riconoscibile in una inbox piena di testi impersonali o formali.
Quando usarla: È una tattica ideale per brand con una forte identità o community fedeli, come prodotti creativi, servizi per animali domestici, piccoli e-commerce, coach personali.
Diamo uno sguardo a questo esempio di copy dal tono colloquiale:
Perché funziona:
Il tono leggero e familiare del titolo cattura l’attenzione in un mare di email formali.
Il copy nel corpo della mail crea empatia e abbassa le difese del lettore grazie all’ironia. Il brand parla così alla pari, rafforzando fiducia e riconoscibilità.
La CTA mantiene il tono amichevole, coerente con l’intera esperienza.
Regole per scrivere un buon copy nelle mail
Per scrivere email efficaci e applicare formule persuasive con successo, ci sono alcune regole fondamentali da seguire. La coerenza, la personalizzazione e l’ottimizzazione per medium sono aspetti che garantiscono che ogni messaggio raggiunga il lettore nel modo giusto, nel momento giusto e con la massima chiarezza.
Vediamo quelli che secondo noi sono i tre principi chiave per rendere le email più incisive e leggibili: come mantenere una voce coerente con il brand, come far sentire il lettore compreso e valorizzato, e come assicurarti che ogni messaggio sia facilmente fruibile sullo schermo usato dai tuoi lettori.
1. Sii coerente con il branding
Se da un lato è importante creare testi email che catturano l’attenzione, è anche vero che ogni messaggio deve sembrare tuo nel tono, nel linguaggio e nel modo in cui comunica valore. Un’email, per quanto brillante, non funziona se non è coerente con l’identità del brand. Ogni messaggio deve sembrare tuo nel tono, nel linguaggio e nel modo in cui comunica valore. Se un giorno scrivi come un consulente formale e il giorno dopo come un amico ironico, il lettore non saprà più chi sei.
Prima di scrivere, chiarisci chi è il tuo brand e come parla: quali parole usa, quali evita, che ritmo e che tono adotta. La coerenza crea riconoscibilità, riflette con precisione la tua voce e diventa parte di una strategia coesa che rafforza fiducia e familiarità.
2. Personalizza e offri empatia
Un copy email veramente eccellente fa sentire il lettore come se avesse ricevuto un messaggio da qualcuno che lo conosce davvero. Per avere questo effetto ti serve empatia e personalizzazione.
Ogni email deve essere pensata come parte di un’esperienza complessiva del lettore e arrivare nel momento giusto del customer journey. Conosci il tuo pubblico, i loro problemi, i bisogni, le preferenze e i dubbi che possono avere in ognuno dei diversi stadi del percorso. Solo così potrai scrivere messaggi utili, non invasivi.
Usa ogni comunicazione per ciò che sa fare meglio, che sia generare lead, convertire una vendita o mantenere vivo l’interesse dopo l’acquisto e dai priorità a trasmettere valore concreto e soluzioni reali.
Aggiungi anche elementi concreti di personalizzazione, come il nome del destinatario, un riferimento a un’azione recente o contenuti pensati per le sue esigenze specifiche. Strumenti per l’automazione delle mail e i percorsi condizionali ti aiutano a rendere tutto questo sistematico. Il risultato è un flusso di email coerente, naturale e personalizzato.
3. Ottimizza per la lettura da mobile
Anche se non abbiamo parlato di layout delle mail in questo articolo, vale la pena di menzionare che il design incide sempre su come vengono letti i nostri testi, in particolare il design responsive. Oltre la metà delle email viene aperta da smartphone. Le tue mail devono quindi essere leggibili in pochi scroll, con testibrevi e chiari. Suddividi il contenuto in paragraficoncisi, usa titoli o parole in grassetto per guidare la lettura e assicurati che le CTA siano facilmente cliccabili anche su schermi piccoli.
Se non hai competenze tecniche, affidati a una piattaforma di email marketing che gestisca automaticamente l’ottimizzazione mobile. Gli strumenti professionali ridimensionano testi e immagini in modo automatico e permettono di visualizzare l’anteprima mobile direttamente dall’editor. In questo modo, ogni email sarà veloce da leggere e piacevole da navigare, su qualsiasi dispositivo.
Ultimi consigli sul copywriting per l’email marketing
Il copywriting per email non consiste solo nello scrivere belle frasi. Significa usare le parole giuste al momento giusto e per il pubblicogiusto. Le migliori strategie combinano creatività, tempismo e un piano pensato per guidare il lettore lungo il suo percorso. Quando tutto questo funziona in perfetta coordinazione, i risultati parlano da soli.
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Il Black Friday e il Cyber Monday, le più grandi giornate di shopping dell’anno, si stanno avvicinando rapidamente. Con gli acquirenti desiderosi di spendere e l’abbondanza di promozioni incredibili sia nei negozi fisici che online, immaginiamo che vorrai sfruttare anche te l’opportunità di entrare in contatto con possibili clienti e aumentare le tue vendite.
In questo articolo, tratteremo tutte le informazioni essenziali che devi sapere per prepararti a queste giornate di shopping intense. Spiegheremo le differenze tra il Black Friday e il Cyber Monday, incluso quando iniziano e quanto durano. Inoltre, forniremo suggerimenti su come prepararsi in modo efficace e senza stress.
Introduzione al Black Friday e Cyber Monday 2025
Il Black Friday e il Cyber Monday sono le due giornate di offerte più popolari dell’anno. È un momento molto atteso dai clienti per via dei grandi sconti e delle promozioni speciali presenti nei negozi fisici e in quelli online. Per le aziende, il Black Friday e il Cyber Monday offrono una grande opportunità per aumentare le vendite, ottenere nuovi clienti e liberare l’inventario.
Per massimizzare le vendite, tuttavia, devi prepararti con largo anticipo. La maggior parte delle aziende solitamente offre promo e sconti interessanti sia ai clienti nuovi che a quelli abituali, quindi la concorrenza è piuttosto agguerrita.
Black Friday vs Cyber Monday: comprendere le differenze Sebbene il Black Friday e il Cyber Monday siano spesso indicati collettivamente per via dei loro grandi sconti, sono due eventi separati con differenze distinte. Ognuno ha un obiettivo diverso, quindi diamo un’occhiata più da vicino a ciascuno di essi.
Panoramica del Black Friday
Storicamente, il Black Friday ha avuto origine negli Stati Uniti negli anni ’60. Inizialmente, era incentrato sui negozi fisici e gli acquirenti si mettevano in fila la mattina presto per ottenere lo sconto o l’offerta desiderati.
Oggi, il Black Friday segna ufficialmente l’inizio della stagione dello shopping natalizio, con offerte allettanti su prodotti che variano dall’elettronica a cosmetici e abbigliamento. Si svolge di venerdì, il giorno dopo il Ringraziamento. Nel 2025, il Black Friday cade il 28 Novembre.
Panoramica del Cyber Monday
Il Cyber Monday è stato creato molto più tardi, nel 2005, dalla US National Retail Federation come contrappunto agli sconti in negozio del Black Friday. L’idea era quella di invogliare le persone a fare acquisti online dalla comodità delle loro case, evitando la folla e il caos dello shopping del Black Friday. Ecco perché le offerte del Cyber Monday sono esclusivamente online.
Tradizionalmente, questa giornata si svolge il lunedì dopo il Ringraziamento. Nel 2025 il Cyber Monday cade il 1 Dicembre. Durante Cyber Monday i prodotti scontati sono principalmente elettronica, software, gadget tecnologici e prodotti digitali, ma negli ultimi anni le offerte si sono estese anche alla moda e ad altri beni.
Weekend Black Friday / Cyber Monday: come sono collegati i due eventi?
Negli ultimi anni, con la crescita della popolarità di entrambi gli eventi, questi sono evoluti in un periodo di shopping esteso di quattro giorni noto come weekend BFCM. Alcune aziende estendono persino i loro sconti per un’intera settimana. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, saldi e offerte speciali iniziano il Black Friday, continuano per tutto il weekend e culminano con il Cyber Monday.
Con l’aumento continuo dello shopping online, i confini tra Black Friday e Cyber Monday si stanno assottigliando sempre di più. Molte aziende ora offrono offerte online durante il Black Friday e alcune annunciano persino le loro promozioni con largo anticipo rispetto alla data effettiva. Questa tendenza è vantaggiosa non solo per i rivenditori tradizionali, ma anche per i titolari di attività online.
Come prepararsi per il Black Friday e il Cyber Monday
Data l’alta concorrenza prevista, i clienti impazienti, il traffico intenso e il carico di lavoro in aumento, prepararsi per il Black Friday e il Cyber Monday 2025 è un must per le aziende di tutte le dimensioni e tipologie. Che tu gestisca un negozio fisico, un’attività di eCommerce o semplicemente un sito web che presenta prodotti o servizi, segui i passaggi essenziali qui di seguito per essere tranquillo in questo periodo intenso.
1. Pianifica i tuoi obiettivi e i tuoi passaggi in anticipo
Prima di tutto, prenditi del tempo per definire chiaramente cosa vuoi ottenere con la tua strategia e capire chi è il tuo pubblico di destinazione. Ciò renderà molto più facile determinare l’obiettivo delle tue offerte. Elenca i tuoi obiettivi principali, ad esempio:
Massimizzare le vendite su prodotti specifici, nuove collezioni o prodotti in quantità limitate
Promuovere prodotti o servizi digitali (corsi online, consulenze, etc.)
Fornire offerte speciali su servizi in abbonamento
Attirare e acquisire nuovi clienti
Migliorare la fedeltà dei clienti
Aumentare la consapevolezza del brand o il traffico del sito
Creare una mailing list
Eliminare articoli fuori produzione o inventario in eccesso
Nota: potresti avere diversi obiettivi tra quelli indicati e va benissimo creare una strategia per ognuno di essi.
2. Definisci le tue offerte per il Black Friday e il Cyber Monday 2025
Una volta stabiliti gli obiettivi, è il momento di determinare quali prodotti, offerte o sconti specifici fornire. Quando prendi queste decisioni, tieni a mente i tuoi obiettivi, considera la tua capacità attuale di gestione e i margini di profitto.
Per i venditori di prodotti fisici, ciò implica la pianificazione dell’inventario, mentre per i fornitori di servizi e i creatori di prodotti digitali, significa considerare la propria capacità di consegnare i beni digitali. Considera attentamente se offrirai sconti solo su prodotti o servizi specifici, probabilmente usandoli come “apri pista”, o se invece avrai promozioni all-inclusive.
3. Prepara le tue risorse e fai scorta di inventario
Assicurati di essere ben preparato per soddisfare l’aumento previsto di domanda e ordini durante il fine settimana del Black Friday e Cyber Monday. Per i commercianti di prodotti fisici, ciò richiede una pianificazione dell’inventario: esamina i tuoi report di vendita e l’inventario, analizzali per prevedere la quantità di scorte di cui avrai bisogno e contatta i fornitori per confermare che avrai quantità sufficienti dei tuoi prodotti scontati per evadere gli ordini.
Per i creatori di prodotti digitali e aziende basate sui servizi, il processo di preparazione potrebbe comportare la creazione di contenuti aggiuntivi o prodotti digitali in anticipo, l’aggiornamento di quelli esistenti, la creazione di offerte in bundle, la garanzia che il tuo sito possa gestire il traffico, etc.
4. Aggiorna contenuti, descrizioni e design del sito
Una volta che ti sei preso cura del tuo inventario, prenditi del tempo per rivedere i contenuti e il design del tuo sito web. Aggiorna tutte le informazioni obsolete, tra cui pagine di vendita, descrizioni di prodotti, menu, categorie e qualsiasi altra cosa che necessiti di un aggiornamento. Assicurati che i contenuti del tuo sito web siano avvincenti e di valore per il tuo pubblico.
Prima del Black Friday e Cyber Monday 2025, aggiorna i prezzi dei prodotti che saranno in saldo. Prepara descrizioni, annunci di vendita, offerte, banner della home page e altre grafiche promozionali di cui avrai bisogno per il tuo sito web, i social media o le newsletter. Prepara tutto molto prima del weekend del BFCM in modo da poter apportare le modifiche necessarie ed essere pronto a caricarle in tempo.
5. Controlla e ottimizza la velocità del tuo sito per il traffico del Black Friday
Un altro passaggio cruciale quando prepari il tuo sito web per il Black Friday e Cyber Monday è ottimizzare la sua velocità e assicurarti che possa gestire l’elevato traffico previsto in modo che questo non ti costi vendite e infastidisca i visitatori.
Controlla la velocità attuale del sito web: assicurati che il tuo sito web si carichi in meno di 2 secondi, poiché i siti che richiedono più tempo per caricarsi sono in genere considerati lenti e rischiano di allontanare i visitatori. Puoi testare la velocità del tuo sito con vari strumenti online come GTmetrix, Pingdom e, se utilizzi WordPress, puoi utilizzare il nostro plugin gratuito Speed Optimizer che, oltre al test di velocità, ti fornirà anche tutti gli strumenti di ottimizzazione essenziali senza problemi.
Assicurati di essere ospitato su un’infrastruttura ad alta velocità: avere un hosting affidabile che ti fornisca un’infrastruttura di hosting veloce è estremamente importante per prestazioni ottimali. Influisce direttamente su fattori critici come le prestazioni del server, il modo in cui il traffico viene gestito e allocato (particolarmente importante quando si prevedono enormi picchi di traffico durante eventi come il Black Friday), la latenza di rete, l’implementazione della cache, i sistemi CDN e molto altro.
Valuta se il tuo sito web può gestire il traffico del Black Friday: prima di esso, è utile rivedere l’utilizzo giornaliero delle risorse del tuo sito, come secondi di CPU ed esecuzioni dei programmi. Inoltre, analizza le statistiche del traffico del tuo sito web e prova a trovare informazioni sui periodi precedenti in cui hai avuto saldi o offerte speciali. Nel farlo, prova a stimare se avrai bisogno di più risorse e possibilmente di un piano di hosting più grande per preparare il tuo sito al traffico del Black Friday.
Ottimizza le immagini: ci sono diversi modi semplici ma efficaci per ottimizzare le immagini del tuo sito web e migliorarne la velocità di caricamento. Innanzitutto, usa solo le immagini necessarie: evita di ingombrare il tuo sito con immagini non necessarie. Riduci le dimensioni delle immagini e assicurati che non siano più grandi delle dimensioni di visualizzazione. Salvale nel formato WebP, che offre una forte compressione mantenendo un’elevata qualità delle immagini. Inoltre, puoi implementare il Lazy load, che ritarda il caricamento delle immagini fino a quando non stanno per entrare nella vista dell’utente.
Implementa una rete di distribuzione dei contenuti (CDN): se il tuo sito web ha visitatori da diversi Paesi e continenti, non dimenticare di utilizzare una CDN. Memorizzerà versioni nella cache del contenuto del tuo sito in più data center in tutto il mondo. Quando arriverà un nuovo visitatore, esso vedrà la versione memorizzata nella cache dalla posizione più vicina a lui, garantendo prestazioni ottimali. Come cliente SiteGround puoi usufruire di una CDN standard gratuita con ogni piano di hosting e, solo per un periodo di tempo limitato, della nostra CDN Premium con il 50% DI SCONTO, che può aumentare significativamente la velocità del tuo sito web.
Usa la cache: questo è un altro metodo potente per migliorare il tempo di caricamento del tuo sito, memorizzando temporaneamente copie del suo contenuto sul server. Alcune società di web hosting offrono questo servizio come soluzione integrata. Su SiteGround, ad esempio, abbiamo SuperCacher, che offre tre diversi livelli di memorizzazione nella cache: NGINX Direct Delivery (per il contenuto statico), Cache Dinamica (per il contenuto dinamico) e Memcached (per la memorizzazione nella cache degli oggetti). Quando abilitati tutti e tre, possono portare a un aumento della velocità del sito fino a 5 volte!
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Segui la nostra lista di cose da fare per migliorare la velocità del sito per avere una guida dettagliata su tutti i miglioramenti di velocità che puoi apportare in preparazione al Black Friday e Cyber Monday.
6. Migliora la sicurezza del sito e previeni il traffico di bot dannosi
Garantire la sicurezza del sito è importante tanto quanto ottimizzare la velocità, soprattutto nei periodi in cui si prevede un traffico elevato. Se il tuo sito web viene infettato da malware o subisce un attacco DDOS, potrebbe andare offline, con conseguenti perdite di vendite e persino danni alla fiducia dei clienti. Ecco alcuni trucchi rapidi e semplici che puoi mettere in atto in anticipo per garantire la sicurezza del tuo sito web durante il Black Friday e Cyber Monday.
Scegli un servizio di web hosting sicuro: assicurati di utilizzare un provider di hosting sicuro con un’infrastruttura e soluzioni server robuste, come protezione DDOS, sistemi di monitoraggio del server e backup. In SiteGround, siamo orgogliosi di fornire ai clienti tutte queste funzionalità essenziali e molto di più, come un sistema IA anti-bot, un Web Application Firewall, nonché le versioni software più recenti e sicure, tra cui PHP 8.2 di default e l’ultimo MySQL 8.
Mantieni aggiornati il tuo software e i tuoi plugin: per evitare di rendere il tuo sito web vulnerabile agli attacchi, ricorda di mantenere sempre aggiornati il suo software, i suoi plugin e i suoi temi con le ultime versioni stabili.
Aggiungi un certificato SSL: se non l’hai già fatto, installare un certificato SSL è assolutamente necessario, poiché crittografa e protegge i dati sensibili del sito come ID, password, numeri di carte di credito. Verifica anche l’identità del tuo sito ed è necessario se vuoi soddisfare i requisiti dei motori di ricerca che segnalano i siti non protetti.
Utilizza password complesse e implementa l’autenticazione a due fattori (2FA): tieni presente che sia tu che i tuoi utenti dovreste creare password complesse e sicure. Inoltre, aggiungi un ulteriore livello di sicurezza per gli account di amministrazione del tuo sito web. Con l’autenticazione a due fattori abilitata, il tuo accesso richiederà un passaggio aggiuntivo prima che chiunque possa accedere al tuo account di amministrazione, rendendolo molto più sicuro. Se utilizzi WordPress, non saltare l’aggiunta dell’autenticazione a due fattori che puoi attivare in un click utilizzando il nostro plugin gratuito Security Optimizer.
7. Prepara il tuo servizio clienti
Una volta che hai sistemato la velocità e la sicurezza del tuo sito web, è il momento di concentrarti sul tuo servizio di supporto durante il Black Friday e Cyber Monday. Fornire un supporto adeguato ai visitatori del tuo sito è molto importante, poiché oggigiorno i clienti si aspettano risposte rapide alle loro richieste, soprattutto durante eventi ad alto traffico.
Indipendentemente dal fatto che la tua attività abbia un team di supporto dedicato, aggiungere una sezione FAQ visibile, chiara e utile è fondamentale. Può ridurre significativamente il carico sul tuo team di supporto e migliorare l’esperienza complessiva del cliente. Cerca di fornire una risposta completa a tutte le domande più comuni dei clienti, inclusi dettagli sui prodotti, informazioni su spedizione e consegna, politiche di reso, etc.
Per chi gestisce l’assistenza clienti, sia con un team dedicato, sia in autonomia, bisogna assicurarsi di aumentare la disponibilità per le richieste relative al Black Friday e Cyber Monday. Valuta di aumentare gli orari di supporto o di incorporare live chat o bot basati sull’intelligenza artificiale per aiutarti a gestire le richieste di routine.
8. Pianifica i tuoi sforzi di marketing per il Black Friday
Per sfruttare al meglio le tue offerte del Black Friday e Cyber Monday, prenditi del tempo per pensare e preparare una strategia di marketing ben pianificata. Prima inizi a creare l’attesa, migliori saranno i risultati che puoi aspettarti. Per la tua strategia di marketing, considera di concentrarti e utilizzare il canale che è tradizionalmente più efficace per la tua attività specifica.
In genere, l’email marketing è uno dei modi migliori per promuovere i tuoi prossimi saldi per il Black Friday e Cyber Monday. Per rendere le tue offerte più pertinenti e personalizzate, segmenta il tuo elenco di iscritti email per un targeting preciso. Considera di inviare email in anticipo che generano curiosità sulle offerte in arrivo; ti aiuterà a mantenere il tuo brand al primo posto nella mente degli iscritti. Abbiamo raccolto le pratiche più efficaci che puoi utilizzare per scrivere le migliori email promozionali.
Anche la tua presenza sui social media è fondamentale durante il Black Friday e Cyber Monday, specialmente sulle piattaforme più popolari ed efficaci come Instagram, Facebook e TikTok. Inizia a generare fermento attorno alle tue offerte speciali con i countdown, un’anteprima delle tue vendite principali e pensa di collaborare con gli influencer se vuoi raggiungere un pubblico specifico o più ampio. Non dimenticare di usare anche gli annunci sui social media per promuovere ulteriormente le tue offerte con testi pubblicitari chiari, avvincenti e urgenti.
Un altro modo efficace per aumentare le vendite e indirizzare il traffico verso il tuo sito web durante il Black Friday e Cyber Monday è di sfruttare i contenuti del blog. Se hai un blog, inizia a scrivere articoli informativi e coinvolgenti che evidenzino le tue offerte e il valore dei tuoi prodotti o servizi.
Per ottenere il massimo impatto, prendi in considerazione la preparazione di una serie di articoli del blog prima del Black Friday con suggerimenti per lo shopping, informazioni sui prodotti e trucchi che potrebbero attrarre potenziali acquirenti e creare attesa. Assicurati di condividere ogni articolo del blog tramite social media ed email per raggiungere un pubblico più ampio. Per far funzionare davvero i tuoi sforzi di marketing, scrivi contenuti avvincenti, usa più canali in modo da raggiungere un pubblico più vasto e sfrutta la pubblicità a pagamento una volta iniziati i saldi.
Conclusione
I giorni di shopping più intensi dell’anno stanno arrivando alla velocità della luce, quindi inizia a prepararti oggi per sfruttare al meglio i tuoi saldi durante il weekend del Black Friday e Cyber Monday. Stabilisci i tuoi obiettivi e utilizza le tattiche che ritieni più efficaci per la tua attività. Ci auguriamo che sia il tuo evento di vendita più redditizio di sempre!
Domande frequenti su Black Friday e Cyber Monday
Il Cyber Monday è migliore del Black Friday?
Per quanto riguarda il numero di vendite e quale dei due eventi funziona meglio, questo dipende molto dal settore, dal tipo di attività e dalle preferenze dei clienti. Se possiedi un negozio fisico, il Black Friday potrebbe portarti risultati migliori, poiché è associato allo shopping in negozio. D’altra parte, se la tua attività è esclusivamente online, il Cyber Monday potrebbe essere più vantaggioso. Consigliamo vivamente di utilizzare entrambi gli eventi, dato che la linea di demarcazione che li distingue si è confusa sempre di più negli ultimi anni.
Quanto durano il Black Friday e il Cyber Monday?
Tradizionalmente, il Black Friday inizia negli Stati Uniti il venerdì (29 novembre nel 2025) subito dopo il Ringraziamento e dura 24 ore intere. Negli ultimi anni, tuttavia, la maggior parte dei rivenditori ha iniziato a estendere l’evento di shopping per tutto il fine settimana fino al Cyber Monday, che cade il lunedì successivo. Per quanto riguarda la fine del Cyber Monday, la maggior parte delle offerte terminerà a tarda notte di lunedì (1 dicembre nel 2025), ma alcuni commercianti estenderanno le offerte fino a martedì e oltre.
Come aumentare le vendite durante il Black Friday?
Per aumentare le vendite durante il Black Friday, inizia a prepararti in anticipo e annuncia le tue promozioni in anticipo per creare attesa. Pubblicizzale utilizzando più canali in modo da raggiungere un pubblico più ampio e assicurati di evidenziarne il valore, i vantaggi e la quantità limitata. Verifica che il tuo sito sia abbastanza veloce e sicuro da gestire l’aumento del traffico e il volume degli ordini. E, ultimo ma non meno importante, crea sconti e offerte attraenti ma reali, piuttosto che creare promozioni ingannevoli in cui i prezzi vengono aumentati in anticipo e poi abbassati durante il Black Friday per apparire scontati.
Con ogni nuovo cambiamento nell’ambito della tecnologia, la SEO cambia pelle. Negli ultimi anni, con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, la nuova pelle è più vistosa e dissimile da ciò a cui siamo abituati. Così diversa, di fatto, che oggi si parla di Artificial Intelligence Optimization, Generative Engine Optimization, Answer Engine Optimization, e magari altre ancora. Questi però sono tutti nomi nuovi per descrivere le vesti assai diverse che porta ora la SEO.
Nonostante il cambio d’abito, l’obiettivo, resta lo stesso di sempre: far emergere i propri contenuti e connettersi con il proprio pubblico. Solo che adesso le “pagine dei risultati” non sono più un’unica destinazione. Le persone trovano informazioni su Google, ma anche nelle risposte generate da ChatGPT e nei riassunti delle AI Overviews. In altre parole, la ricerca non ha più luogo in un solo spazio, ma un insieme di spazi interconnessi dove il tuo brand deve saper farsi trovare.
Per riuscirci, servono tecniche diverse da quelle della SEO tradizionale, anche se conoscere le basi resta fondamentale. Le regole di SEO on-page, SEO off-page e SEO tecnica continuano a contare, ma oggi si intrecciano con nuove strategie che tengono conto di come l’AI interpreta, sintetizza e distribuisce le informazioni.
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Come l’IA sta cambiando la SEO
Fino a qualche anno fa, la SEO era un gioco di pazienza e parole chiave. Si trattava di scegliere i termini giusti, inserirli nei punti strategici e sperare che Google e i lettori notassero il proprio sito tra una distesa di titoli e URL quasi identici. Poi la pagina dei risultati ha cominciato a popolarsi di box, con l’arrivo degli snippet, dei knowledge graph e dei rich results, con gli image packs e le risposte dirette. Con uno spazio per i siti sempre più ristretto, la corsa per conquistare un click si è fatta più affollata.
Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale le regole del gioco sono cambiate di nuovo. Scrivere contenuti è diventato più veloce per chiunque. Il risultato però è stato un oceano di testi tutti simili, spesso privi di vera sostanza. Google ha quindi reagito cercando di dare spazio a ciò che gli utenti cercano davvero: esperienze vissute e autentiche, opinioni concrete, risposte ricche di consigli veri. È per questo che sempre più risultati in prima pagina provengono da community come Reddit, Quora o forum di nicchia.
Ma ora, con l’integrazione dell’IA, la ricerca si è frammentata ancora di più. Gli utenti non si affidano più solo a Google, ma cercano su ChatGPT, sui social, oppure si affidano alle AI Overviews, cioè quei riassunti generati direttamente nella pagina dei risultati. La presenza online di un brand non si misura allora soltanto nella SERP, ma anche nella sua capacità di emergere nei contesti guidati dall’IA.
In altre parole, la SEO non è più confinata a una pagina di risultati. È diventata un ecosistema distribuito tra motori di ricerca, assistenti AI e social. E chi vuole restare visibile dovrà imparare a farsi trovare in tutti questi luoghi, non solo tra le pagine suggerite nella SERP.
Nel resto dell’articolo vedremo esattamente in cosa consistono questi cambiamenti e quali sono le soluzioni da mettere in atto per rimanere rilevanti.
Cambiamento nella SEO
Soluzione
La ricerca non è solo nelle SERP di Google
→ Ottimizza per comparire nelle AI Overviews e nelle risposte di ChatGPT, sii presente sui social
L’IA premia i contenuti che vanno dritti al punto
→ Dai priorità all’intento di ricerca, assicura una buona SEO tecnica, usa un linguaggio naturale
L’affidabilità è tutto
→ Includi informazioni sugli autori, crea cluster di contenuti
SERP dinamica
→ Tieni i contenuti aggiornati
1. La ricerca non è più solo Google
Come abbiamo appena detto, oggi “apparire online” non significa più soltanto essere visibili nelle SERP. La presenza digitale si misura anche in come un brand emerge nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale, nelle AI Overviews e nelle conversazioni su ChatGPT. È un paesaggio frammentato, e per questo dobbiamo imparare quali sono i contenuti e i formati prediletti da ogni piattaforma.
Le AI Overviews si attivano soprattutto con ricerche informative, cioè quelle che iniziano con “cosa”, “come”, “quando” o “perché”. Qui l’utente cerca risposte brevi e dirette o guide step-by-step. I motori generativi, infatti, sintetizzano le informazioni da una serie di siti ritenuti affidabili e generano un sunto. L’utente ottiene la risposta senza mai visitare alcun sito, generando le cosiddette zero-click searches.
ChatGPT e gli altri assistenti AI, invece, hanno un approccio più conversazionale. Rivolgendosi a questi assistenti, gli utenti tendono a formulare domande lunghe dal tono naturale, anziché solo parole chiave. Per un’attività, questo significa ripensare la scrittura dei propri contenuti in chiave dialogica, secondo le long-tail queries che riflettono un linguaggio umano.
Quando si tratta di query locali o transazionali, invece, vengono privilegiati i risultati classici, quindi la SEO locale e la SEO tradizionale rimangono centrali in questi ambiti. Se un utente cerca “negozio di hosting a Milano” o “miglior piano VPS per e-commerce”, Google tende a mostrare mappe, elenchi, e risultati Google Shopping.
Anche se parliamo di AI, dobbiamo fare un appunto sui social media, che già da anni influenzano la scoperta dei contenuti. Infatti, essere visibili sui social aumenta la credibilità di un brand agli occhi dei motori di ricerca e dei modelli generativi. Ed è proprio la credibilità che dobbiamo inseguire.
I social hanno tutto un loro mondo e funzionamento, quindi ti consigliamo di leggere il nostro articolo riguardo il social media marketing se ne vuoi sapere di più. Per ora ci basti dire che ogni piattaforma ha il proprio pubblico, le proprie preferenze (Instagram e TikTok puntano sull’esplorazione, LinkedIn e YouTube all’insegnare e costruire fiducia) e i propri formati. Perciò sarai tu a dover scegliere dove farti presente a seconda delle user personas che vuoi raggiungere e del tuo modello di business.
2. Contenuti che vanno dritti al punto
Fino a qualche tempo fa si potevano vedere in cima ai risultati articoli pieni di parole chiave, prolissi e un po’ vaghi. Oggi, un articolo ottimizzato per la SEO è un articolo distillato, che risponde con precisione alle domande degli utenti. Gli algoritmi AI, allenati su milioni di testi, sanno distinguere quando un testo offre valore reale e quando, invece, si limita a rigirare concetti già noti.
Quando l’IA scansiona un testo, in sostanza, è alla ricerca di ciò che vogliono sapere anche le persone, delle risposte chiare, verificabili, utili. I contenuti che si distinguono sono quelli che:
Riportano informazioni concrete
Propongono un punto di vista originale, senza limitarsi a quello che già scrivono in centinaia.
Entrano subito nel merito della questione, evitando preamboli superflui o senza sostanza.
Il concetto chiave è quindi la densità informativa. Un articolo di mille parole può essere più incisivo di uno da diecimila, se ogni frase aggiunge qualcosa di utile e nuovo.
3. L’affidabilità è tutto
A causa della corrente sovrappopolazione delle SERP e del surplus di informazioni, per emergere nelle ricerche guidate e influenzate dall’intelligenza artificiale, è di capitale importanza dimostrare credibilità, affidabilità, autorevolezza, esperienza di prima mano e trasparenza.
Le pagine che guadagnano visibilità su Google e sui modelli AI oggi sono quelle che riflettono proprio questo, riportando:
Casi-studio e dati raccolti sul campo,
Esperienze professionali e racconti di situazionivissute,
Dettagli concreti come percentuali, date, testimonianze,
Citazioni di fonti e autori di competenza comprovabile.
4. La SERP diventa più dinamica
I motori di ricerca e le piattaforme AI aggiornano costantemente le loro valutazioni per allinearsi meglio all’intento reale dell’utente. Ciò significa che ciò che funziona oggi potrebbe perdere visibilità domani se non resta pertinente.
Algoritmi e modelli generativi cercano di capire cosa cerca l’utente, come cambia il suo modo di porre domande, quali dettagli diventano rilevanti e quali tendenze emergono nel tempo. I contenuti che si adattano a questi cambiamenti, aggiornando dati, esempi, insight e risposte pratiche, sono quelli che rimangono in vista. Restare visibili richiede dunque attenzione continua.
Come emergere nelle SERP, nelle ricerche IA e nelle AI Overview
Abbiamo appena visto che la SEO sta vedendo enormi cambiamenti. Ne consegue che non ci basterà ottimizzare meta tag e parole chiave. Abbiamo bisogno di un approccio più sfaccettato per farci trovare nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale, nelle AI Overviewse nelle SERP.
La buona notizia è che molte tecniche tradizionali restano fondamentali, soprattutto riguardo la SEO tecnica, ma andranno integrate a strategie specifiche per l’AI. In questa sezione vedremo appunto come bilanciareSEO tradizionale e nuove opportunità AI, attraverso azioni concrete che aiutano il tuo sito a restare rilevante in un ecosistema in continua evoluzione.
1. Crea cluster di argomenti
Uno dei modi più efficaci per segnalare ai motori di ricerca e ai modelli IA che il tuo sito è una fonte affidabile è mostrare profondità e coerenza tematica. Questo si dimostra costruendo un ecosistema di contenuti collegati: i cosiddetti cluster di argomenti, invece di articoli isolati.
Il punto di partenza è definire i pilastri del tuo settore, ossia i temi principali su cui vuoi posizionarti. Per ciascuno di essi, realizza una guida completa che funga da punto di riferimento. Attorno a queste guide, sviluppa articoli più specifici che esplorano i singoli aspetti del tema principale. Ogni contenuto secondario deve rimandare sia alla guida principale sia agli altri articoli correlati, creando così una rete logica e interconnessa.
Questo sistema aiuta i motori di ricerca a comprendere la struttura del tuo sito e la tua competenza sull’argomento, e allo stesso tempo offre anche all’utente un’esperienza coerente e approfondita. Un sito ben organizzato in cluster trasmette il messaggio chiaro che sei un vero esperto nel tuo settore.
Nella pianificazione dei cluster, cerca di coprire contenuti per ogni fase del customer journey. Programma contenuti adatti alle ricerche iniziali di curiosità (fase di awareness) fino alle decisioni concrete di acquisto o di azione.
2. Dai priorità all’intento di ricerca, non alla lunghezza
Non è più la lunghezza di un articolo a determinare il suo successo, ma la capacità di rispondere con precisione alle domande esatte degli utenti. Allora i tuoi contenuti dovranno essere scritti per venire incontro a queste necessità: i primi paragrafi devono offrire risposte concise e dirette, ideali per essere citate dalle AI Overviews. Procedi così:
Comprendi l’intento di ricerca per ogni argomento che tratti: l’utente cerca informazioni pratiche? Paragoni? Consigli specifici? Una lista? Istruzioni passo a passo? Come richiede queste informazioni esattamente?
Struttura i titoli secondo le domande comuni che appaiono nei risultati
Rispondi in termini semplici a queste domande nelle prime 40-60 parole, cercando di tenerti sulle 1-2 frasi. Dettagli, esempi o metafore verranno dopo.
Inserisci una sezione FAQ alla fine, che raccolga le domande più frequenti.
Questo aiuta sia i lettori sia gli algoritmi a individuare rapidamente i contenuti rilevanti, aumentando la probabilità di comparire nelle Overview in cima alle SERP, ma anche di essere citati nelle risposte dei motori generativi.
3. Usa un linguaggio naturale
È da tempo ormai che riempire i contenuti di parole chiave non serve, anzi penalizza le pagine. Quello che invece dovrai fare per far capire contesto e significato dei tuoi contenuti alle AI è usare sinonimi e termini che fanno parte del campo semantico di riferimento.
Questo è perché, grazie al Natural Language Processing (in italiano Elaborazione del linguaggio naturale), i modelli IA sono in grado di capire la relazione tra parole, concetti e atteggiamenti che emergono in un testo.
Usando molti sinonimi, termini relazionati e parole dello stesso campo semantico, i tuoi contenuti risulteranno più naturali e ricchi di significato. Le IA saranno perfettamente in grado di capire la sostanza e la qualità di quello che stai comunicando, dandoti migliori possibilità di essere citato nelle risposte dei motori generativi – che, appunto, tendono ad essere anche loro più discorsive e naturali.
4. Fornisci informazioni riguardo gli autori
Per comunicare la massima autorevolezza e affidabilità, ogni articolo dovrebbe includere un author box che racconti chi ha scritto il testo: qualifiche, area di specializzazione, anni di esperienza, riconoscimenti, o addirittura interessi personali. Questo tipo di trasparenza umanizza il contenuto e dimostra che dietro a quelle righe c’è una persona con una voce e una competenza reale.
Aggiungi link ai profili professionali, come LinkedIn, per rendere la verifica immediata. Anche specificare eventuali inclinazioni personali o punti di vista può aumentare la fiducia. Un autore che ammette le proprie preferenze e punti ciechi comunica onestà.
5. Struttura sito e post per l’indicizzazione
Un sito ben strutturato è più facilmente indicizzato dai motori di ricerca, più facilmente scansionabile dai crawler AI (e quindi considerato più affidabile dagli algoritmi IA) e più immediato per chi legge.
Il tutto aumenta la probabilità di comparire come fonte autorevole su SERP e risposte AI. Ci è chiaro allora che la struttura del sito e dei singoli articoli, cioè la SEO tecnica, è fondamentale. Vediamone gli elementi chiave:
Velocità del sito: assicurati di avere un codice leggero, immagini compresse, caching attivo e solo plugin necessari. Se usi WordPress strumenti come il SiteGround Speed Optimizer possono fare la differenza, rendendo il tuo sito fino al 20% più veloce rispetto ad altri plugin simili.
Elimina le barriere: rimpiazza i link rotti, i contenuti duplicati o le risorse bloccate, rendi la navigazione rapida e intuitiva e sito mobile-friendly.
Schema markup corretto: usa i dati strutturati per segnalare il tipo di contenuto ai motori (i più comuni sono gli schemaHow-to, FAQ, Recipe, Review e Product).
Facilita l’AI crawling: Usando un hosting AI-friendly ti assicuri che il server sia accessibile ai crawler senza limitazioni. Attenzione ai contenuti in Java-Script, che potrebbero risultare nascosti ai crawler.
Heading e metadata appropriati: titoli coerenti e descrizioni ottimizzate migliorano la leggibilità sia per gli utenti sia per i motori di ricerca.
Per rendere i contenuti in sé facili da leggere e scansionare, sia per l’IA che per chi ti leggerà:
Utilizza paragrafi brevi, indicativamente di 2-4 frasi ciascuno.
Usa liste e tabelle nel testo per organizzare e schematizzare le informazioni. Occhio però, se le liste e le tabelle sono in formato di immagine, la lettura da parte dell’IA non è così immediata.
Evidenzia i concetti chiave con grassetti e corsivi.
Seguendo queste dritte avrai un sito ben strutturato che facilita l’indicizzazione e trasmette professionalità e affidabilità.
6. Aggiorna i tuoi contenuti
I risultati delle ricerche e le risposte generate dall’AI cambiano di continuo, quindi la manutenzione dei contenuti è una pratica essenziale.
Monitora regolarmente le performance dei tuoi contenuti, verifica se le tue pagine mantengono il posizionamento nelle SERP e se continuano a comparire nelle AI summaries. Un calo di visibilità spesso indica che sono emerse fonti più aggiornate o rilevanti. Se così fosse, sarà arrivato il momento di rivedere e ottimizzare, aggiungendo nuovi dati, aggiornando gli esempi, integrando tendenze recenti o punti di vista più attuali.
Tenere d’occhio i social media può essere un ottimo termometro per capire dove si muove l’interesse degli utenti. Le discussioni più attive e le domande ricorrenti sono segnali preziosi di ciò che le persone vogliono sapere ora.
Cosa aspettarsi dal futuro della SEO
La SEO del futuro non si prospetta un terreno stabile, ma un equilibrio in continuo assestamento. L’intelligenza artificiale continuerà a cambiare il modo in cui le persone cercano informazioni, confrontano soluzioni e decidono di acquistare. Per le aziende, questo indica il bisogno di restare agili senza perdere di vista ciò che davvero conta, ovvero la fiducia degli utenti e la capacità di rispondere ai loro bisogni reali.
È facile lasciarsi tentare dalle mode del momento o temere le ricerche zero-click, sempre più frequenti con l’espansione delle AI Overviews e degli AI Agent. Ma non è la fine della SEO, è solo un nuovo modo di cercare. Gli utenti non smetteranno di informarsi, semplicemente lo faranno in ambienti più dinamici.
In questo scenario, la tecnologia che sostiene il tuo sito farà la differenza. Un hosting veloce, affidabile e ottimizzato per i crawler AI è il punto di partenza per garantire che i tuoi contenuti siano visibili, performanti e sempre accessibili.
Una piattaforma come SiteGround, che combina velocità, sicurezza e compatibilità con le nuove tecnologie di scansione IA, è una sella ben salda sul dorso di questi tempi galoppanti.