I migliori plugin WordPress: come non perdersi nella giungla

Fogliata webinar plugin wordpress

Se utilizzi WordPress, una delle domande che ti sei fatto più spesso è: quali sono i migliori plugin WordPress per le mie necessità?

Con oltre 58.000 plugin disponibili, non è facile orientarsi, cercare e individuare i plugin migliori. Soprattutto per chi si avvicina a WordPress per la prima volta. Esiste un plugin per ogni cosa e la combinazione di diversi plugin permette di soddisfare le esigenze più disparate. Per questo motivo, vediamo insieme quali sono i migliori plugin WordPress gratuiti e a pagamento suddivisi per categorie e necessità.

Tiziano Fogliata, uno dei maggiori esperti di WordPress in Italia e autore di due libri su WP editi da Hoepli, ci mostra quali sono i plugin più adatti a risolvere le principali esigenze e, allo stesso tempo, come evitare di diventare troppo dipendenti dai plugin.

Per scoprire i consigli di Tiziano Fogliata, guarda il video qui sotto o continuare a leggere l’articolo.

Scarica le slide della presentazione di Tiziano Fogliata 👇

I migliori plugin WordPress: come non perdersi nella giungla from SiteGround.com

È importante fare una premessa: non è possibile dare un giudizio definitivo su quali sono i migliori plugin WordPress. Tutto dipende dal tipo di sito che si ha, dalle proprie necessità e dal livello di esperienza e competenze nel gestire un sito WordPress. La lista di plugin qui di seguito è stata creata da Tiziano Fogliata sulla base della sua esperienza, includendo i plugin WordPress che lui ritiene rispondano al meglio alle esigenze degli utenti.

Partiamo da una mappa che può aiutare a orientarsi nella scelta della tipologia di plugin di cui si ha bisogno. Possiamo infatti raccogliere i plugin in diverse categorie che rispecchiano le principali esigenze degli utenti. Le esigenze base non sono poi molte, come creare un form o ottimizzare la SEO, ma ogni esigenza ha delle sottocategorie più specifiche di cui tenere conto. Non basta infatti avere un plugin generico per la SEO, ma serve individuare l’esigenza SEO specifica che esso deve soddisfare.

In questo infinito numero di esigenze e plugin dunque, proviamo a individuare quelli che sono i migliori plugin WordPress per le esigenze più comuni.

Plugin per creare contenuti con l’editor di WordPress

WordPress mette a disposizione nativamente il suo editor a blocchi chiamato Gutenberg che permette una grande libertà, ma esistono diversi plugin che vanno ad aggiungere ulteriori blocchi e funzioni che Gutenberg non ha di default. I migliori plugin WordPress per creare contenuti secondo Tiziano sono:

Page Builder per WordPress

L’editor di WordPress permette di fare molto, ma tanti utenti preferiscono utilizzare i Page Builder per la creazione del proprio sito. Un Page Builder permette di creare layout personalizzati, pagine e articoli in modo più semplice rispetto a Gutenberg ed è quindi una soluzione ottima per gli utenti alle prime armi. I migliori page builder WordPress secondo Tiziano sono:

Per maggiori info su Elementor puoi guardare il nostro webinar dedicato a Elementor. Se invece sei interessato a creare Landing Page ti consiglio un nostro articolo dedicato.

Theme Builder per WordPress

Per fare una metafora, se il Page Builder mi permette di arredare una stanza di casa mia, il Theme Builder mi permette di costruire la casa. Normalmente quando lavoro con un Page Builder intervengo su una singola pagina, mentre con un Theme Builder creo gli elementi essenziali del sito, come l’header e il footer, che saranno presenti in tutte le pagine del sito. I migliori theme builder WordPress secondo Tiziano non sono nient’altro che le versioni premium dei Page Builder precedentemente menzionati. Essi infatti in versione Premium ti permettono di lavorare sulla struttura stessa del sito:

Plugin SEO

Quando si parla di plugin SEO è importante precisare che il plugin da solo non fa miracoli ma è semplicemente uno strumento di supporto che permette di impostare e configurare diversi aspetti SEO del nostro sito. È inoltre importante che venga impostato in modo adeguato, altrimenti potrebbe fare più danni che benefici. Tra i migliori plugin WordPress per la SEO, Tiziano consiglia:

Nota: soprattutto per i plugin SEO (ma in generale per tutti i plugin) ricordati di leggere la documentazione fornita dagli sviluppatori, utile sia per scoprire le varie funzionalità, sia per evitare eventuali problemi.

Se vuoi scoprire di più sulla SEO e imparare diverse tecniche e strategie funzionali, puoi scoprire la nostra sezione di articoli dedicati alla SEO.

Plugin per creare form

Anche per la creazione di form esistono tantissimi plugin WordPress. Quindi facciamo una distinzione tra plugin che permettono di creare solo semplici form di contatto e plugin che dispongono di diversi altre funzionalità (creare questionari, quiz, integrazioni servizi marketing, etc).

È preferibile scegliere un plugin che permetta di integrarsi con altri servizi come Slack, Mailchimp, Trello e molto altro, e che nativamente svolgano già diverse funzioni, in modo da non dover integrare le funzioni mancanti con ulteriori plugin. I migliori plugin WordPress per creare form secondo Tiziano sono:

Plugin per la condivisione social

Questi plugin consentono di aggiungere sotto le pagine e gli articoli i classici pulsanti di condivisione sui propri social media. I migliori plugin WordPress per la condivisione social secondo Tiziano sono:

Plugin per gallerie fotografiche

In generale, sia l’editor di WordPress, sia i Page Builder ti permettono di creare gallerie fotografiche e sono più che sufficienti se si ha bisogno di creare solo una galleria ogni tanto. Se invece le foto sono l’elemento principale del tuo sito web, allora è necessario utilizzare un plugin adatto allo scopo. I migliori plugin WordPress per gallerie fotografiche secondo Tiziano sono:

Plugin per gli slider

Gli slider permettono la gestione di contenuti multimediali e vengono spesso utilizzati nelle home page per mostrare diversi contenuti. Hanno il vantaggio di essere graficamente accattivanti ma allo stesso tempo incidono sul peso del sito. Gutenberg non supporta nativamente una funzione per gli slider, è quindi necessario utilizzare un page builder o un plugin.

Tiziano consiglia un paio di plugin per slider che permettono di gestirli al meglio, evitando che il peso dello slider incida troppo sul sito:

Plugin per ottimizzare le immagini e gestire la libreria media

Se carichi immagini di alta qualità e che pesano molto, hai bisogno di ottimizzarle per non rallentare il caricamento del sito. Il consiglio è di ottimizzarle ancora prima del caricamento sul sito tramite un programma di grafica e solo in seguito utilizzare anche un plugin. L’ottimizzazione delle immagini è essenziale se si vuole avere un sito veloce. Uno dei migliori plugin WordPress per ottimizzare le immagini è:

A volte poi, nasce anche l’esigenza di gestire al meglio la libreria dei media. La libreria WordPress infatti permette la ricerca dei media solo tramite pochi criteri e non consente la creazione di cartelle, quindi può essere tedioso ricercare vecchi contenuti. Ci sono due ottimi plugin che permettono una migliore gestione della libreria:

Plugin per inviare email dal sito (non newsletter)

Esistono plugin utili per configurare un servizio esterno per l’invio di email e che allo stesso tempo ti permettono di verificare se il tuo sito è in grado di inviare email. Infatti, se anche tutti gli hosting provider forniscono questo servizio, può capitare in alcuni casi che l’invio delle email sia bloccato. Quindi, se hai ad esempio un form di contatto sul tuo sito, è necessario verificare che il messaggio di chi ti scrive ti arrivi effettivamente tramite email. Tra i migliori plugin WordPress per le email, Tiziano suggerisce:

Nota: i plugin di gestione email sono differenti da quelli che gestiscono le newsletter e in generale è sconsigliato utilizzare plugin specifici per l’invio di newsletter poiché appesantiscono il sito. Esistono molti servizi esterni dedicati alla creazione e invio di newsletter che funzionano molto meglio.

Plugin per Google Analytics

Un elemento che interessa chiunque abbia un sito, è l’installazione dello script di Google Analytics. In linea generale, quando creiamo un account su Google Analytics, ci viene fornito uno script che deve essere installato su tutte le pagine. Molti temi mettono infatti a disposizione uno spazio per inserire questo script e questo basta e avanza per molti siti web.

Esistono però plugin WordPress per Google Analytics che aumentano le funzionalità base, come vedere le statistiche direttamente dalla bacheca WordPress o avere dati ulteriori su download, visite e altro. Qui di seguito alcuni dei migliori:

Plugin per il pixel di Facebook

Se fai campagne su Facebook è indispensabile mettere il pixel di FB sulle tue pagine. Come per Google Analytics, basta utilizzare lo script che viene dato da Facebook, senza l’utilizzo di particolari plugin. Tuttavia, se vuoi avere funzioni in più come il tracciamento di tutte le attività specifiche degli utenti, puoi fare affidamento a plugin come:

Plugin per privacy policy, cookies e GDPR

Per quanto riguarda privacy policy, cookie e GDPR esistono due tipologie di soluzioni. I primi come iubenda e Cookiebot, sono servizi che hanno anche un plugin WordPress. Gli altri invece, sono specifici plugin WordPress che permettono di gestire gli aspetti legali come la generazione di un testo base per la privacy policy e la gestione dei banner per i cookies.

Nota: il tema in questione è molto delicato e il suggerimento migliore è di rivolgersi sempre a un professionista perché la privacy e i cookie variano da sito a sito e non esiste un plugin che si attiva e mette a norma qualsiasi sito.

Inoltre, sulla GDPR, Cookies e Termini di Servizio, abbiamo tenuto un webinar con iubenda.

Plugin per velocizzare il sito

Se vuoi avere un sito veloce, devi innanzitutto scegliere un servizio di hosting di qualità che offre ottime prestazioni. Se l’hosting non è performante, nessun plugin potrà aiutarti. Allo stesso modo, le prestazioni sono direttamente collegate all’ottimizzazione del sito e alla sua struttura, che devono essere perfezionate prima di lavorare su plugin di caching. I migliori plugin WordPress per velocizzare il sito secondo Tiziano sono:

Esistono poi plugin utili per alleggerire le singole pagine del tuo sito. Sono molto utili ma allo stesso non sono semplicissimi da utilizzare, per cui si consiglia di fare test e verificare che tutto funzioni regolarmente quando li si usa:

Plugin per il backup

Il backup è uno degli aspetti fondamentali nella gestione di un sito. Controlla che il tuo hosting esegua backup con frequenza. SiteGround ad esempio esegue un backup al giorno in automatico e ti permette di fare anche backup su richiesta in qualsiasi momento. Se sei cliente SiteGround, non avrai bisogno di un plugin per il backup.

Se il tuo provider non fornisce una soluzione simile o se semplicemente vuoi avere un sistema ulteriore di backup, Tiziano consiglia UpdraftPlus come miglior plugin per il backup, in quanto ti permette di impostare backup automatici e manuali e di scaricare in locale i backup.

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Tiziano e qui di seguito trovate le sue risposte.

Ciao Tiziano, non hai accennato a plugin di sicurezza perché li sconsigli in blocco, o per mancanza di tempo? 

Sia per mancanza di tempo, sia perché la questione della sicurezza va ben oltre la semplice installazione di un plugin. Inoltre, i vari plugin per la sicurezza possono avere un forte impatto sul funzionamento di WordPress e degli altri plugin, e quindi causare dei conflitti.

Un buon plugin per la sicurezza è BulletProof Security che esiste anche in versione gratuita. Dispone di molte opzioni e non è sicuramente adatto agli utenti meno esperti. Anche Wordfence non è male. Per una maggiore sicurezza poi, esistono servizi a pagamento come Sucuri e CloudFlare.

Se ho difficoltà ad installare un plugin WordPress o ho un problema generico con esso, chi posso contattare per avere supporto?

La prima cosa da fare è sicuramente guardare la documentazione del plugin e contattare il supporto di quel plugin. Molti plugin a pagamento includono il supporto mentre, se utilizzi un plugin gratuito, puoi fare affidamento al supporto nel forum WordPress. Puoi trovare la finestra Support quando selezioni un plugin nella repository di WordPress. Bisogna precisare che la maggior parte delle volte il supporto è in lingua inglese.

Altro consiglio, quando per esempio si ha un codice di errore, è di cercare direttamente quell’errore su Google perché è molto probabile che altre persone abbiano fatto la stessa domanda o che direttamente lo sviluppatore del plugin abbia creato degli articoli di supporto.

Quale plugin suggerisci per limitare la visualizzazione di alcuni articoli ai soli utenti abbonati?

Ci sono alcuni plugin WordPress di membership come MemberPress che consentono di bloccare i contenuti senza che questo abbia ripercussioni sulla SEO. Il contenuto viene indicizzato anche se non è visibile apertamente all’utente a meno che esso non sia abbonato.

Quale plugin WordPress permette agli utenti di contrassegnare gli articoli di loro interesse e ritrovarli poi nella propria area personale del sito?

Un plugin interessante per fare questo è Favourites che permette di gestire facilmente i “mi piace” dei vari articoli e creare aree utenti molto personalizzabili.

Cosa ne pensi di Contact Form 7?

È un plugin molto valido ma che da tempo non utilizzo, soprattutto dopo l’uscita di plugin come Fluent Forms che, già nella versione gratuita, fa così tante cose che posso non usare Contact Form 7. Il vantaggio di Contact Form 7 è la libertà di modifica che ti dà tramite interventi sul codice HTML, ma per utenti alle prime armi può essere complesso.

Consigli qualche plugin alternativo a iubenda?

iubenda e Cookiebot sono i plugin per privacy policy che vanno per la maggiore ma hanno due modelli di pricing molto diversi. È quello l’aspetto da considerare secondo me. Con iubenda, più visualizzazioni di pagina avete, più pagate. Con Cookiebot invece, più pagine avete, maggiore è il costo.

Quindi se hai un sito con tante pagine ma poche visualizzazioni, il mio consiglio è di utilizzare iubenda per mantenere un costo ridotto oppure i plugin nativi di WordPress. Cookiebot rimane un ottima soluzione se invece hai un piccolo sito con poche pagine.

Yoast o Rank Math?

Io li uso entrambi su diversi siti. Un plugin come Yoast ha il grande vantaggio di essere talmente tanto utilizzato che ogni altro plugin o tema WordPress è sicuramente compatibile con lui, quindi vai sul sicuro. Rank Math nella versione gratuita ha qualche funzione in più ed è cresciuto molto negli anni, tanto che è diventata imprescindibile la compatibilità anche con lui. Tra i due non saprei consigliarne uno in particolare, sono entrambe ottime soluzioni con le quali mi sono trovato sempre bene.

Per migliorare i punteggi di Google PageSpeed, cosa consigli? Con l’utilizzo di temi pre-acquistati, page builder, moduli che appesantiscono, è spesso molto difficile avere valori utili.

Quando si parla di ottimizzazione della velocità è sempre molto complicato dare una soluzione senza prima analizzare il caso specifico. Se il sito è molto semplice, anche solo installare un plugin di caching potrebbe essere sufficiente. Se invece utilizzi temi o plugin pesanti, devi andare a lavorare sull’ottimizzazione che varia a seconda del caso: potresti eliminare funzionalità non necessarie del tema/plugin, rimuovere font che non utilizzi, alleggerire l’incidenza di immagini e video tramite soluzioni come il lazy-load.

Consiglio di andare su GTmetrix e fare un test. Vai nella modalità di visualizzazione “waterfall” che permette di vedere esattamente tutti i tempi dei vari elementi della pagina. In questo modo puoi individuare quegli elementi che rallentano la pagina in caricamento e intervenire su di essi.

Consigli qualche plugin per geolocalizzare gli utenti? Per permettere visualizzazione di contenuti in base al luogo dell’utente. 

Non so se è quello che intendi, ma https://www.if-so.com/ è un plugin che, tra le varie funzioni, offre anche questa.

Ciao, devo creare un sito in multilingua. Quale plugin consiglieresti?

La nota positiva è che prossimamente il multilingua sara nativo su WordPress, quindi non ci dovremo più preoccupare di gestire un plugin con questa funzione. Al momento il plugin multilingua più diffuso è WPML che, anche se prima era “accusato” di essere un po’ pesante, adesso è migliorato notevolmente. Io consiglio anche Polylang che è un plugin multilingua molto valido.

Come mai nel browser dei plugin non esiste la possibilità di ordinare o filtrare i plugin per numero di utenti attivi o valutazione?

Il sistema di ricerca WordPress effettivamente non è ottimale. Soprattutto capita che, se non scrivi il nome del plugin in modo preciso, quel plugin non si trova e ottieni risultati che non centrano molto. È una decisione che spetta a WordPress quella di migliorare il suo sistema di ricerca per i plugin.

Mi son reso conto che in un mio sito, ho un’immagine gigantesca che pesa abbastanza e che ha una qualità piuttosto alta ma che, specialmente su mobile, è inutile. Conosci modi per risolvere ciò?

La soluzione più facile sarebbe quella di ottimizzare il più possibile l’immagine, anche per evitare che pesi troppo anche su desktop. Si tratta però di un’intervento che richiederebbe di analizzare la pagina e come è stato costruito il sito.

Le Community: strumento di comunicazione e relazione

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Come è possibile entrare in contatto con persone che hanno gli stessi interessi e valori? Come si può migliorare la relazione con utenti, potenziali clienti e collaboratori?

Uno degli strumenti oggi più efficace per fare questo sono le Community! Sono tantissime le realtà che in tutti i settori, consumer o B2B, hanno dato vita a un canale di comunicazione utile a migliorare le relazioni fra collaboratori o fra brand e consumatori.

Le Community agevolano il rapporto con i clienti, gli utenti, i consumatori e permettono ad appassionati e specialisti di un prodotto/servizio di incontrarsi e scambiare informazioni.

Sono un canale di comunicazione idoneo al dialogo con le nuove generazioni che sono più predisposte alle piattaforme social e permettono scambi di informazioni fra collaboratori, dipartimenti e settori, accelerando lo scambio di conoscenza all’interno delle aziende e di conseguenza la crescita delle Persone e la velocità dei processi.

Osvaldo Danzi, fondatore della Business Community FiordiRisorse nominata da Linkedin come caso di successo italiano, giornalista, scrittore e Social Recruiter, ci spiega quali sono le regole di ingaggio per una Community di valore, come mantenerla viva e farla crescere aumentando interesse e coinvolgimento.

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Facebook e Instagram Ads: FAQ e cose da sapere per investire nel modo migliore

Facebook e Instagram Ads

Hai mai pensato di fare pubblicità sui social? Sai quali budget è meglio investire e come gestire le campagne?

La pubblicità sui social può dare una marcia in più alla tua attività o ai tuoi progetti, ma va applicata nel modo corretto. È importante conoscere i fondamentali della social advertising per intraprendere da zero un’attività di sponsorizzazione.

Di cosa tratterà il webinar?

In questo webinar Matteo Figoli, esperto di Social Media Advertising e di strategie digitali, risponde alle domande che vengono fatte più spesso sulle sponsorizzazioni social:

  • perché per un’attività è imprescindibile investire in advertising sui social?
  • quale budget minimo devo investire per ottenere risultati?
  • quali differenze ci sono tra le campagne locali, quelle di lead generation e quelle di vendita?
  • cosa è necessario delegare e cosa invece posso fare in autonomia?
  • come si imposta il Business Manager? Qual è la differenza con gli account pubblicitari?
  • come capisco se un competitor lavora bene con le sponsorizzazioni?

Scarica le slide della presentazione di Matteo Figoli 👇

Facebook e Instagram Ads: FAQ e cose da sapere per investire nel modo migliore from SiteGround.com

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Matteo e qui di seguito trovate le sue risposte.

Le tue domande sulle Facebook e Instagram Ads

Che tipo di post rende di più su Facebook, video oppure foto? Se video, che durata massima consiglieresti?

Il video ha la più grande forza distributiva, gli utenti spesso lo prediligono, ed è un contenuto “smart”, in quanto in grado di produrre audience di tracciamento, da cui è possibile generare campagne di retargeting.

Semplificando ed escludendo eccezioni valide per particolari settori, il video funziona meglio quando dura meno di 15 secondi, è FACEBOOK stesso che lo consiglia. Come proporzioni di solito uso il 4:5, che spesso è adattabile anche al posizionamento stories (a  cui però – se possibile – è sempre meglio dedicare un ritaglio ad hoc, di 9:16).

È meglio una campagna più breve in durata ma più alta per budget giornaliero o il contrario? Ad esempio: meglio 5 euro per 15 giorni o 3 per 30 giorni?

Dipende da qual è l’obiettivo. Se si deve testare, meglio mettere più budget concentrato, così da far girare di più le inserzioni e dare più risorse per l’apprendimento iniziale dei gruppi di inserzioni. In generale però valutiamo in un’ottica più ampia e “always on” le nostre campagne, chiedendoci anche cosa verrà dopo i 15 giorni.

Per un Brand che vende in più Paesi europei, consigli una campagna per ogni Paese?

Dipende da molti fattori, primo fra tutti il budget a disposizione, da tarare a seconda dei CPM e CPC medi dei diversi paesi.

Al netto di questo però, il tema linguistico è fondamentale: se come spesso accade è difficile avere a disposizione creatività e landing page in diverse lingue, è consigliabile far girare campagne in inglese principalmente nei paesi dove siamo sicuri che questa lingua è ampiamente intesa e parlata (es. Germania, Nord Europa, Paesi Bassi, ecc). Con queste premesse far girare campagne “unitarie” in sola lingua inglese può funzionare.

Ha senso fare ads su Facebook e Instagram quando si ha bassa disponibilità di prodotto? Esempio: Bed and Breakfast che ha al massimo 4 camere.

Può aver senso diversificare a seconda dei periodi, ma in linea di massima consiglierei di lavorare più in alto a livello di funnel, cercando di attirare molti prospects, se possibile anche raccogliendo contatti e anagrafiche di valore. Così facendo si possono poi fidelizzare tramite newsletter e/o attivare in seguito tramite remarketing o offerte ad hoc. Così da avere sempre dei pubblici da attivare alla bisogna.

Come si può sfruttare le pubblicità sui social per ripagare i costi del sito senza vendere prodotti?

Dipende dal modello di business. Senz’altro è possibile ma si entra nello specifico del mondo dell’Affiliate Marketing. Online ci sono moltissime risorse interessanti su questo modello in cui però è centrale essere precisi su margini e guadagni. Puoi dare uno sguardo al Programma Affiliati di SiteGround per farti un idea più precisa.

In caso di malfunzionamento tecnico della campagna pubblicitaria, c’è da parte di Instagram/FaceBook un’assistenza clienti vera (fatta da persone fisiche) o ci sono solo bot e risposte automatiche?

C’è ma è sempre più nascosta, oppure puoi avere canali riservati se entri in uno dei programmi di partnership per agenzie. Se hai già fatto campagne, dovrebbe essere possibile accedere ad una chat via messenger con un utente tramite questo link (attenzione però, l’interfaccia cambia con grande frequenza).

Per fare una campagna di Lead Generation è fondamentale collegare il PIXEL sul sito?

Non è fondamentale, specie se il nostro sito non ha altre sostanziose fonti di traffico. In quel caso si può procedere con il modulo di contatti “nativo” della piattaforma.
Detto questo però, il Pixel è il vero super potere di FACEBOOK, e quindi è sconsigliabile non tenerlo in considerazione, specie per strategie di medio-lungo periodo. In prospettiva meglio sempre lavorare su un proprio sito/landing page proprietario, su cui tracciare le principali azioni degli utenti.

Che differenza c’è tra Average Post Reach e Average Organic Reach?

Sono metriche isolate dal report di We Are Social. La differenza è che la prima si concentra sulle performance dei singoli post, mentre la seconda su quelle della pagina nella sua interezza.

Il pubblico di una campagna TOFU può essere lo stesso di una MOFU?

Tendenzialmente no, già nella fase MOFU il senso è quello di iniziare il remarketing, targetizzando tutti coloro che hanno interagito con i contenuti TOFU, rivolti invece esclusivamente su pubblici ampi e che non conoscono il brand.

Esistono plugin di eCommerce in grado di collegarsi con Facebook. Conviene farlo? Ci sono limiti particolari?

Ce ne sono decine e decine, e nella maggior parte dei casi conviene, anzi per alcuni è proprio incoraggiato da FACEBOOK in fase di installazione del Pixel.
Plugin buoni possono aiutare ad avere tracciamenti corretti, feed prodotti ben strutturati per il catalogo, ecc…

Quando parli di prezzo basso dei prodotti cosa intendi? Vedo molti prodotti a prezzi davvero irrisori in sponsorizzazione. Quale può essere secondo te un margini giusto minimo sia in % che a livello di €.

Allargo la prospettiva rispetto a quanto detto nel Q&A e rispetto al margine sul singolo prodotto: la chiave è il cosiddetto LTV (customer lifetime value), ossia il valore che un utente ha per noi nell’intero arco del suo rapporto con il nostro brand.

Se sono in grado di calcolare quanto vale un cliente acquisito, rispetto agli acquisti che fa in media nella vita futura dopo averlo fidelizzato, diventa conveniente anche coinvolgerlo con sponsorizzazioni non immediatamente profittevoli.

E’ rispetto a questo valore che ha senso calcolare un costo di acquisizione sostenibile, e all’opposto margini validi.

Più che valori % o in €, che variano moltissimo da settore a settore, è su questa metrica che ha senso valutare il margine di guadagno futuro.

Come si può targetizzare un pubblico che su Facebook non compare in nessun modo, nemmeno per similitudine?

Mi viene difficile immaginare che non ci sia un modo, anche indiretto o “incrociato”, di targetizzare un pubblico, però se non ci fosse, la sola cosa che si può fare è quella di costruire creatività estremamente mirate per il proprio target. 

Contenuti che in ogni scelta linguistica e visiva siano fatte per parlare esclusivamente alla nicchia che ci interessa colpire, che puntino ad escludere dalla comprensione chiunque non sia in target.

Una volta che abbiamo inserzioni così strutturate, proviamo a puntare su pubblici ampi e affidarci alla potenza distributiva della piattaforma per il resto.

Il mio target è dai 65 anni in su. Secondo la tua esperienza, ha senso investire e quanto per avere un ritorno?

Dipende dal tipo di prodotto/servizio, dal tipo di interazione richiesta, ecc…. Il mio consiglio è di testare, testare, testare, perché il target 65+ è costantemente in crescita; magari con un particolare occhio di riguardo alle creatività, con un linguaggio semplice e un visual estremamente facile da decodificare.

Quando si fanno campagne per portare persone verso un sito, che costo per visita hai in media? È normale che arrivino molti click con un bounce rate alto?

Premesso che la metrica base da monitorare per un sito tracciato è almeno il PageView e non il semplice CPC (dato che molti clic comunque non arrivano a destinazione), i costi possono variare moltissimo: possono andare da 0,02€ a 0,30€, ma anche qui dipende da troppi fattori, prima fra tutti la fase del funnel in cui ti trovi.

Sul bounce rate stesso discorso, anche se ovviamente incidono su quello anche le caratteristiche UX del sito.

Ha senso utilizzare l’espansione della targetizzazione dettagliata? 

Sì, secondo me sì, è uno strumento per affidarsi ancora di più alla forza distributiva della piattaforma.

Qual’è il budget minimo mensile da sottoporre ad un cliente per una campagna regionale (senza contare il costo del professionista)? Ad esempio: Veneto – Settore infissi.

Direi almeno 20€ al giorno, dati i costi attuali.

Digital Transformation per micro, piccole e medie imprese

IT_blog_25.-MARTINA_MANTOAN

Più del 97% del tessuto economico italiano è composto da micro, piccole e medie imprese. In particolare, le micro-imprese danno lavoro a quasi 8 milioni di persone. È innegabile che queste aziende si scontrino con la difficoltà a sfruttare la Digital Transformation e ad accedere a competenze tecnologiche e strumenti digitali che potrebbero semplificare il loro lavoro, permettendo anche alle aziende di crescere.

Partiamo da dei casi pratici per capire come un’attività locale può affrontare la trasformazione digitale.

Martina Mantoan, Business Developer e esperta di Digital Transformation, ci mostra come sia possibile innovarsi passo dopo passo senza stravolgere i processi interni, grazie all’utilizzo coerente di strumenti digitali adatti alle specifiche esigenze.

Scarica le slide della presentazione di Martina Mantoan 👇

Percorsi di digitalizzazione per micro, piccole e medie imprese from SiteGround.com

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Linkedin non funziona! O dobbiamo utilizzarlo nel modo corretto?

Come usare Linkedin

Nel 2021 non possiamo permetterci di essere presenti su Linkedin in modo approssimativo e di non sfruttarlo per il business.

Linkedin non funziona? Come ogni altra piattaforma ha il suo linguaggio, il suo “galateo”, il suo modo di essere e siamo noi a doverci adattare. Se usato in modo corretto, permette di entrare in contatto con partner, fornitori e prospect, “semplicemente” condividendo know-how e dimostrando ciò che si sa realmente fare.

Pamela Nerattini, formatrice e consulente Linkedin, Innovation Manager presso il MISE e membro del Mensa, in questo webinar ci mostra:

  • Come ottimizzare in chiave SEO il proprio profilo
  • Le “best practice” per l’interazione e per i contenuti
  • Come costruire un network in ottica business

Scarica le slide della presentazione di Pamela Nerattini 👇

Linkedin non funziona! O dobbiamo solo imparare ad utilizzarlo nel modo corretto? from SiteGround.com

Scopri il libro di Pamela Nerattini:
Linkedin per chi cerca un (nuovo) lavoro

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Pamela e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Contattare un HR, con un messaggio interessante, sempre dopo aver impostato il profilo Linkedin con contenuti interessanti e completi su casi studio e materie d’interesse, è corretto?

Dipende a che punto si è.

Se si vuole contattare un recruiter interno all’azienda dove non ci sono posizioni aperte, si può chiedere se accettano candidature spontanee e su quale piattaforma.

Se invece si è già andati a colloquio e non è andato si può chiedere di restare in contatto per esigenze future.

Per gli head hunter verticalizzati si può direttamente chiedere di entrare a far parte della rete in quanto espert* di quel settore e quindi interessato ad essere nella rete per eventuali nuove posizioni.

Come si può calcolare lo score delle interazioni sui post o sugli articoli che condividiamo, come calcolare il loro valore?

L’engagement ovvero il coinvolgimento è la percentuale data dalla somma delle interazioni (consiglia, commenta, condividi) diviso il numero delle impression (la reach).

Però la cosa più interessante è capire se il post è uscito dalla propria cerchia di 1° ed è arrivato a persone di 2° e 3° (la famosa viralità). Oltre a questo è bene guardare se queste persone sono poi andate sul tuo profilo e quante di queste hanno chiesto la connessione.

Sondaggi Linkedin: li ho appena sperimentati e il risultato è stato del tutto inaspettato. Vorrei sapere che ne pensi?

Sono molto utili per diversi motivi. Innanzitutto perché sono l’ultimo formato nato in casa Linkedin, pertanto hanno una reach superiore e poi perché sono diretti, l’interazione è veloce. In ultimo, ma non per importanza, si può davvero fare domande al proprio target e chiedere aiuto, consigli o informazioni, etc. Quindi utilizzateli!

Puoi dare qualche consiglio su come leggere meglio le statistiche di linkedin dei post? Non sono chiarissime.

Numero visualizzazioni, ovvero quante volte è apparso nel feed di qualcuno 

Il 147 indica il numero di consiglia effettuati (poi entrando dentro si vede il tipo di interazione, ovvero con quale emoji)

47 sono i commenti, ovvero le persone che hanno scritto sotto il post.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Consigli di usare Linkedin per un eCommerce?

Presto le pagine aziendali avranno anche le pagine prodotto (in roll out attualmente negli USA), con tanto di link esterno alla scheda prodotto e le stelline per la valutazione stile marketplace. Pertanto in quel momento sarà ancora più interessante. Al momento tutte le aziende dovrebbero comunque avere una pagina linkedin, se il loro target è presente sulla piattaforma. 

Ci puoi fare degli esempi di “post perfetto”?

Ovviamente era una provocazione, il post perfetto non esiste.

Il post perfetto è quello interessante per il network, che da un valore aggiunto!

Tuttavia per quanto riguarda la struttura ecco un esempio:

Questo è un esempio di video condiviso che è diventato virale ed è stato messo in evidenza da LinkedIn stesso.

Innanzitutto dopo aver messo il link del video ed essere apparsa l’immagine, il link va cancellato.
Il testo è suddiviso in paragrafi in modo da dare spazio alla lettura.
Vi è un titolo, io uso il maiuscolo, ma è il mio stile, le persone però sanno già di cosa si parla.
Oltre ad aver dato informazioni utili e pertinenti, spero ;-), la fine è una call to action, ovvero chiedo alle persone di interagire e commentare ponendo una domanda.
Si termina con gli hashtag, in questo caso ne ho usato 1, ma si può arrivare a 3! La cosa fondamentale è rispondere alle domande della propria audience!

Inoltre non guardate solo il mio stile, ognuno ha il proprio, pertanto guardate i post nel vostro feed e capite quali attirano di più l’attenzione e perché.

Digital Analytics: usare i dati per migliorare il proprio business

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L’importanza dei dati è ormai considerata preziosa quanto il petrolio. Le informazioni sono una ricchezza inestimabile che consente, a chi gestisce i propri dati, grandi opportunità di crescita della propria azienda. Per questo, le professioni del futuro come quella del Digital Analyst, saranno sempre più importanti per guidare le aziende verso un approccio data-driven.

L’ospite di questo mese sarà Alessio Semoli, imprenditore ed esperto di comunicazione digitale. Autore di diversi libri e professore all’Università Iulm di Milano. Attualmente è CEO di PranaVentures società di Venture Capital italiana che ha lo scopo di finanziare le imprese di successo del futuro.

In questo webinar, Alessio Semoli ci mostra:

  • come prendere il controllo del proprio business online imparando a misurare e tracciare nel modo corretto i dati
  • quali tecnologie e strumenti utilizzare per gli analytics
  • come approcciare i dati con una visione e strategia chiara

Scarica le slide della presentazione di Alessio Semoli 👇

DIGITAL ANALYTICS – Come usare i dati per migliorare il proprio business online from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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Come strutturare un design semplice ed efficace per WordPress

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Come si può fare a dare un aspetto chiaro e professionale al proprio sito WordPress senza avere competenze specifiche di design? 

WordPress è ormai il CMS più utilizzato al mondo per la realizzazione e gestione di blog, siti web ed eCommerce: è quindi importante conoscerlo e rimanere aggiornati su tutte le novità che offre.

L’ospite di questo mese è Laura Lonighi, web designer e brand stylist freelance. Nel 2011 Laura ha creato la sua digital boutique Yunikon Design e oggi collabora con diversi professionisti del digitale, mettendo a punto team liquidi per la realizzazione di siti web ed eCommerce.

Laura Lonighi nella sua presentazione ci mostra:

  • L’importanza di una buona Visual Identity per il proprio progetto web
  • I 3 livelli di design attraverso i quali realizzare un’interfaccia web
  • Come può venirci in aiuto WordPress per realizzare in maniera più semplice il design del nostro sito
  • Alcuni strumenti utili per lavorare meglio

Guarda le slide della presentazione di Laura Lonighi 👇

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Laura e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Ciao Laura, tu suggerisci di fare un’analisi con i clienti, ma se il cliente non ha alcuna conoscenza/competenza? Ad esempio il proprietario di un piccolo negozio che non ha business plan o altro. Come ti comporti in questi casi?

Dato per scontato che ogni attività, prima di aprire, dovrebbe avere un business plan, il cliente si può educare e accompagnare in un percorso di crescita, che passa anche dalla definizione della brand identity e la realizzazione del sito web. 

Se poi il cliente è a digiuno di digital e ti sceglie per far parte del suo progetto per te è ancora meglio, perché non ha maturato esperienze con altri fornitori, con cui magari si è trovato male e gli hanno riempito la testa di preconcetti o informazioni errate. 

Come dicevo ieri in live in questi casi per te la fatica è doppia: convincere il cliente che, rispetto a chi ti ha preceduto, sei un professionista e non dover riparare ai disastri dei fornitori precedenti (e purtroppo capita, spesso).

Quando lavori su WordPress come scegli quale editor utilizzare? Cambi ogni volta in base al progetto?

No, a meno che non sia espressamente richiesto dal cliente, uso sempre Gutenberg in accoppiata con Stackable.

Per creare menu con icone grafiche auto-create cosa consigli come tool? Io uso Inkscape per la grafica vettoriale ma non so come viene interpretato da WordPress.

Uso da sempre Adobe Illustrator ma mi sono prefissata di dare almeno un’occhiata ad  Affinity Designer su iPad perché sulla carta sembra una bomba. Anche con Sketch si possono realizzare icone vettoriali anche se mi sembra un po’ macchinoso.

Non fa comunque differenza lo strumento che usi, la cosa importante è che permetta l’esportazione in .svg se vuoi portare, ad esempio il tuo logo, nel tuo sito web.

Gli aggiornamenti annuali di Sketch sono “caldamente” consigliati o, secondo te, se ne può fare a meno? È sufficiente la prima versione acquistata per raggiungere qualsiasi obiettivo grafico?

Caldamente consigliati assolutamente NO! 🙂 

Uso Sketch da 3 anni abbondanti e non ho mai fatto nessun aggiornamento, l’ho pagato il primo anno e via. 

La versione che acquisti ha già tutto quello di cui hai bisogno per realizzare il tuo layout: gli aggiornamenti forniscono nuove feature o modi per prototipare più velocemente.

Quello che ti consiglio è di seguire gli aggiornamenti sulle release, e se trovi qualche nuova feature che ti stuzzica di procedere con l’aggiornamento. Ad ottobre, per esempio, con la versione 69 hanno introdotto le Variabili Colore che a mio parere sono una bomba e velocizzano di tanto il lavoro… infatti chissà cosa sto aspettando, devo aggiornare la mia versione di Sketch! 😀 

Cosa ne pensi di Underscore come framework?

Underscore non è un framework ma uno starter theme.

Con un framework (Genesis per esempio) vai a sviluppare il child-theme. Con uno starter theme, modifichi completamente il codice del tema originale e per renderlo tuo.

Underscore non l’ho mai usato, ma sembra interessante. Sicuramente con lo starter theme devi saperti destreggiare tra html, css e php, con il framework invece le cose sono un po’ più semplici.

Utilizzando il tema Genesis, posso editare solo il codice PHP o anche HTML/CSS/JS?

Anche HTML, CSS e JS.

Per un eCommerce consigli Shopify o altro per una buona resa grafica?

Shopify ha dei bei temi, quindi graficamente nulla da dire, ma se ti devo dire la mia preferisco tutta la vita WooCommerce. 🙂

YouTube Marketing: Come usare YouTube per ottenere clienti

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Hai mai pensato di utilizzare YouTube per fare marketing personale e per la tua attività? 

Oggi YouTube è il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo dopo Google. È quindi fondamentale essere su YouTube se si vuole migliorare la propria visibilità online. Ma lo si deve fare nel modo giusto! Vediamo insieme come.

L’ospite di questo mese è Paolo Grisendi, esperto di video marketing e YouTube con oltre 75mila iscritti al suo canale e milioni di views. Da anni, Paolo insegna al pubblico come utilizzare al meglio YouTube per le proprie strategie digitali, rilasciando video tutorial settimanalmente.

Scopriamo insieme a lui come sfruttare al meglio i video per far crescere la propria visibilità e quella del proprio canale YouTube.

Sfoglia o scarica la presentazione di Paolo Grisendi 👇

YouTube marketing: Come usare il secondo motore di ricerca al mondo per ottenere clienti from SiteGround.com

Canale YouTube di Paolo

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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SiteGround Masterclass – Come andare online con il tuo sito

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Quest’anno, in collaborazione con il Freelance Day, in SiteGround abbiamo deciso di sviluppare un evento online gratuito, dedicato a freelance e imprenditori: la SiteGround Masterclass. Una giornata di formazione, in pieno stile Freelance Day, per fare il pieno di competenze pratiche e costruire la tua presenza online, con un sito ottimizzato e performante! 

Cinque ore di diretta streaming, oltre 1200 iscritti, tantissime domande e un dialogo costante tra i partecipanti che ha permesso di sviluppare un senso di community incredibile!

Se ne avete piacere, vi chiedo di dare un feedback su questa prima SiteGround Masterclass, in modo da avere un’idea su come è andato l’evento e su quali temi vorreste fossero incentrati i prossimi webinar. Potete commentare qui sul Blog oppure direttamente sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutte le domande in diretta. Abbiamo girato le domande agli speaker e a breve troverete le loro risposte qui di seguito.

Come andare online con il tuo sito

GDPR: come tutelarsi e ottenere guadagni extra 

Ideare e creare pagine di vendita

Funnel per freelance: acquisire clienti senza affidarsi al caso

Guadagnare con un sito quando si è agli inizi

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Funnel

Per misurare i risultati, i cookie non strettamente necessari, dato che li vedi dai contatti acquisti o dal fatturato generato 😉 Più che altro può essere complicato il tracciamento di altri fattori, oppure fare remarketing se l’utente non dà il consenso, rifiuta i cookie o cose del genere.

Chi intermedia servizi potrebbe avere a che fare sia con chi vende che con chi compra. Meglio creare un unico funnel o due diversi?

Servirebbe un esempio preciso, però generalmente un funnel è rivolto a un pubblico ben preciso. Se i due pubblici hanno esigenze diverse, è più difficile farle convivere in un unico funnel.

È possibile sviluppare un funnel se hai budget limitatissimo?

Sì, anche se a parte un budget minimo per i tool necessari alla creazione del funnel va poi considerato anche quello per generare del traffico, a meno che tu non sia interessato solo al traffico organico o da altre sorgenti non a pagamento.

Ti sei mai fatto pagare per preparare un preventivo visto il tempo che si impiega per certi progetti?

Solo per il preventivo no, se però prima del preventivo è necessario svolgere un’analisi per poter elaborare un preventivo quella è giusto farsela pagare.

Consigli e strumenti

Un tool per Wix? Wix è meno ottimizzabile rispetto a WordPress?

Non ho mai utilizzato Wix, ma forse ti conviene un tool esterno sul quale sviluppare il funnel e usare Wix solo per il sito.

Quanto conta il nome del dominio in ottica SEO?

Non sono solo i contenuti che fanno la differenza. Anche il nome di dominio in alcuni casi può dare un contributo positivo al posizionamento, ma i contenuti e la quantità/qualità di backlink contano decisamente di più.

Analytics, cosa consigliate per monitorare il proprio sito in modo semplice e veloce, più semplice di Google analytics che inserito nel sito come plugin ho notato può creare problemi di sovraccarico nelle “visualizzazioni” del sito.

Non ho capito la questione del sovraccarico di visualizzazioni. A meno che tu non abbia installato Analytics sia tramite il plugin che tramite l’installazione dello script nel codice delle pagine del sito.

Soluzioni più semplici rispetto a Google Analyics sono https://plausible.io/ https://usefathom.com/ che però sono a pagamento. Oppure c’è anche https://clicky.com/ che dovrebbe avere anche un piano gratuito.

Professione Blogger: idee concrete per monetizzare il tuo blog

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Hai mai desiderato diventare un blogger di professione? La figura del blogger è cambiata radicalmente negli anni. Oggi guadagnare con un blog è più complesso di un tempo, ma comunque possibile. Molte persone che hanno fatto del blogging la loro professione e vogliamo condividere con te idee e consigli concreti per permettere anche a te di metterti in gioco!

Per la seconda volta la nostra ospite è Barbara Damiano, blogger professionista con milioni di visite, esperta di content marketing, SEO e native advertising e co-fondatrice di NexNova. Partendo dalla sua esperienza di blogger, Barbara ci racconta l’evoluzione di questo lavoro e di come renderlo produttivo oggi.

Sfoglia o scarica la presentazione di Barbara Damiano 👇

Professione Blogger: idee concrete e realizzabili per monetizzare i blog oggi from SiteGround.com

eBook gratuito sulla creazione di un sito o blog

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Barbara e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Come consigli di cominciare per costruire credibilità e reputazione per il proprio blog?

Dalle competenze, perché credibilità e reputazione di un blog partono dall’autorevolezza di chi lo scrive. Il mio consiglio è scrivere solo ciò che conosciamo e, nel frattempo, accrescere le proprie competenze studiando ancora, sempre, ovunque. 

Non solo nelle scuole ‘tradizionali’, ma anche semplicemente cercando risorse su Google e leggendo libri di settore. 

Ricordatevi che tante delle migliore risorse online sono internazionali, dunque, se volete lavorare online, imparate l’inglese! 

Non ci sono più scuse per non impararlo: basta guardare i video sottotitolati (per esempio i TED, che ispirano e istruiscono!), leggere articoli e giornali in inglese e soprattutto… i blog!

Non dimentichiamo inoltre che uno dei tantissimi parametri di Google per il posizionamento è proprio l’authority: chi sei tu per dirmi questo? Cosa hai studiato? 

Per esempio ad Agosto 2018 Google ha lanciato un aggiornamento dell’algoritmo (broad core algorithm update), rinominato da tutti ‘medical update’: per farla breve, questo aggiornamento ha penalizzato tutti quei siti che – pur non avendone le competenze tecniche e scientifiche – parlavano di medicina, benessere, salute, gravidanza, ecc… 

Non dimenticate dunque di elencare nella pagina about le vostre qualifiche, le vostre skill e soft skill, le pubblicazioni, i link, le interviste…

E aggiungete sempre una short bio nella author page! 

Quindi, per riassumere, i miei consigli per aumentare la vostra autorevolezza:

  • partire da ciò che conoscete, di cui siete esperti e di cui siete titolati a parlare
  • continuare ad imparare, secondo il concetto di longlife education (rif. Jacques Delors, educazione permanente)
  • scrivere un blog verticale, ovvero dedicato a un topic specifico
  • scrivere almeno 100 articoli: non è un numero ‘obbligatorio’, né indispensabile, ma è una soglia psicologica che fa capire a voi e agli altri che avete tanto da dire sull’argomento
  • attivare una community verticale interessata all’argomento: è la community infatti che vi ‘elegge’ esperti in un certo settore
  • offrire dei guest post su siti specializzati: mi raccomando, i guest post sono i vostri articoli migliori – il vostro biglietto da visita!
  • attivare collaborazioni come articolisti (anche pagati ‘poco’) su riviste online specializzate, per ‘sfruttare’ la loro popolarità per accrescere la vostra, essere riconosciuti, ma anche far associare a Google il vostro nome come autorevole in quel settore
  • creare sul blog dei post collection, tipo: ‘10 migliori idee per’… dove riassumete e linkate i vostri articoli precedenti, per riportare in auge i post più vecchi e fare crosslinking
  • creare sul blog delle landing page in cui scrivete un contenuto lungo e approfondito su un determinato tema, aggiungendo magari un PDF scaricabile o dei freebies, un video, delle infografiche

Personal blog o corporate blog: da quale consigli di partire?

Dipende: hai un’azienda? 

Dipende anche da cosa intendiamo per blog personale: se il blog è un diario personale, uno sfogo o un racconto di vita, benissimo, ma difficilmente sarà monetizzabile. A meno che non siate Zero Calcare o Fredrik Backman. 

Se avete una P IVA, secondo me il blog deve raccogliere:

  • la vostra bio, cv e competenze
  • le pagine con i servizi
  • un blog in cui parlate del vostro modo di lavorare, in modo indiretto. 

Per esempio, io mi occupo di native adv, quindi per motivi di autorevolezza e posizionamento scrivo articoli tipo: Come segnalare contenuti sponsorizzati.
Se mi cerchi con questa long tail kw (con anonymizer) sono in prima posizione su Google, in uno snippet, con il mio blog dedicato proprio alla Professione Blogger. 

Perché scrivere un articolo come questo?
Perché indirettamente mi fa collocare come ‘esperta del tema’, quindi racconta il mio modo di lavorare. È come se quel post arricchisse il mio portfolio. 

In aggiunta, parla dei miei valori (quindi entra – appunto – nella sfera ‘personale’), perché dice come lavoro, cosa penso e quali sono i miei principi etici. 

Insomma: mette insieme le buone pratiche del blog personale, con quelle del blog corporate. 

Questa è una long tail kw abbastanza specifica, per addetti ai lavori: uno dei miei obiettivi dunque potrebbe essere quello di farmi trovare da chi vuole una consulenza sul tema = monetizzazione. 

Chiaramente, essendo una kw specifica, è stato più semplice posizionarmi (anche se sono propri sopra a Google Support – LOL). 

Con la kw secca ‘trasparenza pubblicitaria’ sono in seconda pagina con un post scritto per terzi:

Quindi uno dei miei obiettivi dunque potrebbe essere quello di far sapere a Google che alcuni clienti mi riconoscono autorevole sull’argomento, pagandomi per scriverne. 

(La verità è che questo tema mi piaceva molto e l’ho usato per fare un esempio. Che ridere). 

Quindi, per riassumere: metti insieme personal e corporate, valori e competenze. 

Quando ti appresti a scrivere un nuovo articolo, cerchi di scrivere sempre di più rispetto al primo risultato su Google? Il range di 10.000 da te citato sono parole o battute?

Il primo parametro da tenere in considerazione, quando si parla di qualità di un contenuto è: qual è la domanda?

Individuate il topic principale. Nella SEO moderna non parliamo più di kw, ma piuttosto di topic, perché Google, da Hummingbird in poi (circa 2013), è diventato un motore di ricerca semantico, quindi apprezza il linguaggio delle persone umane, non quello iper ottimizzato dei plugin SEO. 

Quindi non si può decidere a priori la lunghezza di un contenuto: alcune domande hanno risposte brevi. 

L’importante è che voi non scriviate SOLO risposte brevi, in particolare quelle che Google disincentiva ormai da anni, proponendo la risposta non solo nella SERP, ma addirittura in Google Suggest, mentre digitiamo la query nel browser: 

Tutte quelle domande tipo: conversioni metriche, che giorno è, che ora è, ecc… non hanno dignità di post. 

Alcune domande, invece, presuppongono risposte lunghe e dettagliate (come queste!). Se la domanda è: Come educare figli felici? Potrei mai rispondere in 500 battute?

Non credo mi basterebbero 10mila… parole!

Quindi la lunghezza del contenuto dipende:

  • dalla domanda
  • dal nostro livello di conoscenza
  • da quante cose effettivamente ci sono da dire sull’argomento

Se i miei competitor scrivono un articolo con 10 ricette che costano meno di 5 euro, io scrivo un post con: 100 ricette che costano meno di 3 euro. 

Un po’ è autolesionismo, un po’ è passione, un po’ è velocità (oh, sono 12 anni che scrivo articoli tutti i santi giorni: qualcosa avrò velocizzato), un po’ è competizione. 

Voi scegliete in base alle vostre qualità personali, ma, prima di pigiare il tasto ‘pubblica’, chiedetevi sempre: Se io cercassi una risposta a questa domanda, leggerei questo articolo con piacere, o non lo troverei sufficiente? 

Poi, vabbè, i compromessi sono all’ordine del giorno: ho scritto un sacco di post di cui mi vergogno. Un tempo c’era più foga sulla quantità, oltre che sulla qualità. 

Oggi preferisco pubblicare meno, ma meglio.

Se si apre un blog da zero, consigli di lavorare più sulla SEO o sull’ADV Facebook?

Se si apre un blog da zero, la risposta corretta è che bisogna lavorare su tutto: naming, brand identity, design, velocità, mobile first, tassonomia e soprattutto individuazione della propria nicchia e del piano editoriale.

Facciamo finta che questo sia già stato fatto. 

SEO e ADV sono complementari gli uni agli altri. 

Per me scrivere contenuti SEO è imprescindibile, nella misura in cui – come dicevo – definisco la SEO come ‘le buone pratiche per scrivere sul web’. A tal proposito, come compito vi do da leggere tutto il blog di Luisa Carrada: Il mestiere di scrivere. 

Quindi con le visite organiche si viene comunque trovati. 

Ma. Ma i social sono un parte fondamentale del nostro lavoro, oggi: avere una community solida, partecipante e ingaggiata è importante. 

Quindi l’ADV su FB, IG, ecc… è utile nella misura in cui, analizzando bene le performance delle promo e installando quindi il pixel di monitoraggio, raggiungete le persone veramente interessate: a quel punto aumentate i follower, veicolate traffico sul sito, Google se ne accorge, vi premia facendovi salire nelle SERP e vissero tutti felici e contenti. 

(Sì, è un po’ più complesso di così).

È possibile monetizzare partendo dalle email?

Le liste di email sono uno dei funnel per eccellenza. Che siano liste di email o newsletter, sono molto monetizzabili. 

Ma così da sole? Senza un blog?
E la gente come ti troverebbe?
Si dovrebbe iscrivere al buio?

In ogni caso, qualunque newsletter è, come accennavo, un prodotto editoriale vero e proprio. Vi ho parlato, in video, di due newsletter totalmente diverse tra loro, ugualmente amabili: la newsletter giornalistica di Francesco Costa, la newsletter oserei dire ‘surrealista’ di Pietro Minto ‘Link molto belli’. 

Cos’hanno in comune? Un progetto editoriale vero e proprio. 

Come monetizzano? Con le subscription a pagamento, per chi vuole qualche bonus extra o vuole sostenere il progetto. 

Altre monetizzazioni possibili con newsletter molto molto targettizzate e popolate: 

  • vendita di newsletter sponsorizzate
  • inserimento di prodotti sponsorizzati o recensioni
  • affiliazioni
  • lead

Quale piattaforma per la gestione di liste email consigli se si vogliono vendere prodotti a queste liste di contatti?

Esistono moltissime piattaforme per gestire in modo LEGALE le liste di email. 

Io uso Mailchimp, ma sento parlare bene anche di MailerLite.

Confesso: non ho una newsletter. Ce l’avevo e l’ho chiusa, perché non avevo un progetto editoriale sufficientemente forte per creare una bella newsletter. 

Consiglio la lettura di questo post della mia collega Raffaella Caso: 6 motivi per avere (subito) una lista email, evidentemente più preparata di me sull’argomento. 

Ho un blog di consigli per vacanze in barca a vela. Ha un buon traffico organico ma per concretizzare un piano editoriale e dunque eventuali strategie verticali, su cosa dovrei puntare, se non vendo nulla in particolare? 

Intanto: è necessario monetizzarlo?
Non per banalizzare, ma possiamo anche decidere che il blog lo curiamo per passione e non con l’idea di farci per forza dei soldi. 

Sulle strategie di verticalizzazione e monetizzazione, facciamo finta che io possa dare suggerimenti a scatola chiusa: 

  • vacanze in barca vela + scuola di vela per adolescenti
  • vacanze in barca vela per sole donne / gruppi di amiche / addio al nubilato
  • vacanze in barca vela per viaggio di nozze di coppia
  • viaggi in barca a vela per scrittori che devono terminare le bozze di un libro
  • vacanze in barca vela come digital detox

Insomma, la vera domanda è sempre la stessa: chi sei, cosa fai, cosa sai fare e cosa ti piacerebbe fare.

Cosa usi per creare i podcast? YouTube può essere utile in alternativa?

Io personalmente registro l’audio con un microfono semplicissimo costato su Amazon circa 30 eur e con il software Audacity, con cui posso anche fare dei tagli.
Ma io non li faccio mai, perché sono più per il ‘buona la prima’. 

Dopodiché carico i file mp4 su una piattaforma hosting specifica per podcast, che si chiama Buzzsprout, la quale li riversa in automatico su Spotify. 

Se voglio caricarli sul blog, allora uso la funzione ‘embed’ di Buzzsprout.

YouTube è sempre una buona idea, alle condizioni di cui sopra: se abbiamo qualcosa da dire, ne abbiamo le competenze, siamo interessanti. 

Il vantaggio è che con YT la monetizzazione è incorporata (da una certa soglia in su). 

Se però credete che fare lo Youtuber sia semplice, torniamo al discorso di quelli che dicono che il lavoro di Chiara Ferragni è ‘solo fare due foto’: fatevi due foto e ditemi l’engagement rate che avete 🙂

Si può guadagnare, con un gruppo di promozione turistico Facebook di 10.000 iscritti?

Certo. C’è gente che guadagna anche con i video MUKBANG: chi sono io per dirti di non guadagnare da un gruppo FB? 😉

Facebook tra l’altro ha annunciato che a breve – non so quanto breve – implementerà una nuova funzionalità per creare gruppi a pagamento. 

La domanda che però ti pongo è: questo obiettivo era esplicitato, quando le persone si sono iscritte al gruppo? 

Parlando di etica e anche di cura della community, cambiare le regole del gioco a metà percorso potrebbe non essere semplice, né gradito da tutti. 

La cosa più semplice e più furba mi sembra questa: 

  • utilizzare link affiliati (leggi il regolamento FB) accuratamente segnalati
  • creare delle partnership con agenzie viaggio o guide locals, per offrire viaggi e itinerari a prezzi agevolati, in cui tu hai una fee
  • vendere a pagamento (su piattaforma esterna) delle guide turistiche o itinerari di viaggio

Un blog da abbinare all’attività di fotografo che argomenti dovrebbe affrontare?

Dipende dalla tua specialità. Tanto per farti un esempio, nel 2019 ho curato il blog di una bravissima fotografa newborn e maternity, Roberta Garofalo, e scrivevo diversi tipi di articoli: 

  • articoli per posizionamento geografico
  • articoli per servizi: newborn, maternity, smash…
  • articoli stagionali: regali di Natale, primo compleanno
  • stampe fine art
  • ecc

Trova il tuo tono di voce: io prendevo articoli scritti di getto da lei, emozionali e appassionati, e li sistemavo in modo da conciliare esigenze SEO con la sua purissima e reale passione per il suo lavoro. 

Pensa a chi ti deve leggere, quindi al tuo cliente ideale: conosce già il valore di una fotografia professionale fine art, oppure è ancora all’inizio del funnel e pensa di potersi fare un servizio newborn in casa?

Nel primo caso, scrivi un articolo in cui parli delle tue tecniche e dei motivi per sceglierti; nel secondo caso un articolo su ‘come fotografare i neonati’. E così via. 

Tutto parte sempre dall’analisi del tuo cliente ideale, comunque. 

Yoast SEO, secondo te è uno strumento valido? È opportuno seguire tutte le indicazioni che suggerisce o basta scrivere un buon testo?

Non voglio offendere nessuno, ma io non lo amo. Opinione strettamente personale e non scientifica!

Non lo amo per due motivi: 

  • perché non ha proprietà semantiche – a differenza di Google – quindi chi lo usa male tende a sovra ottimizzare i testi, con significative penalizzazioni
  • perché le persone meno esperte si fissano sul semaforo e magari finisce che scrivono ‘come dimagrire nella pancia’, invece che scrivere per gli umani 

Io preferisco All In One SEO Pack, anche se mi dicono essere un po’ da boomer.

Ma, come ho già detto, in realtà lo uso per altro e non per ottimizzare i contenuti. 

Io prediligo la SEO On Page: ottimizzo direttamente il contenuto. 

Ci metto meno tempo e vado al sodo, perché la vita è troppo breve e io ho una certa età. 

Però non imitatemi: io sono quella che vostra nonna definirebbe ‘una cattiva compagnia’. 

Barbara fai anche consulenze private?

Certo. In base a ciò che vi serve, mi trovate su:

… e sono sicura che, se cercate bene su Google, mi trovate anche lì. 😉

Grazie infinite a tutti: per me è stato davvero edificante poter raccontare il mio lavoro e spero che le mie parole vi siano servite essenzialmente a due cose: amare il web e le persone che lo popolano. 

Possiamo rendere Internet un posto migliore: passo la palla anche a voi!