Affiliate Marketing: la libertà a portata di click

IT_blog_10.-ADRIANO_DE_ARCANGELIS

L’Affiliate Marketing è uno strumento ancora poco conosciuto e sfruttato in Italia, eppure potrebbe essere il punto di svolta per molte aziende e persone. Essere affiliato e muoversi nel modo giusto, permette di far crescere notevolmente le proprie entrate, utilizzando semplicemente una connessione e un pc. Vediamo in questo webinar alcuni esempi di successo da cui trarre ispirazione e le strategie da utilizzare per iniziare a guadagnare con l’Affiliate Marketing!

L’ospite di questo mese è Adriano De Arcangelis, uno dei principali esperti italiani di Affiliate Marketing e business digitali. Imprenditore, formatore, speaker, autore e creatore di eventi digital. Fondatore di SEO Training e autore del libro “Guadagna online con l’Affiliate Marketing”. Adriano ci ha mostrato le strategie e i casi studio migliori per iniziare a ragionare come un vero affiliato. Scopri i meccanismi e il giusto atteggiamento mentale che si deve avere per iniziare a guadagnare sfruttando le affiliazioni.

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Local marketing e Local SEO. Conoscere e utilizzare Google per aumentare le vendite.

IT_blog_11.-FRANCESCO_ANTONACCI

Il digital marketing e la Local SEO, per chi ha un business locale, sono il valore aggiunto per posizionarsi meglio sul mercato, ottenere visibilità sul web e vendere di più. Non è soltanto una questione di recensioni e feedback, come in molti credono. Oggi gli utenti sono più preparati e cercano informazioni su Google in ogni momento.

Cos’è la Local SEO?

Per le attività locali, questa ricerca di informazioni avviene nel momento in cui sorge un bisogno: trovare un ristorante nei dintorni, un negozio di arredamento, un parrucchiere, un B&B. Ed è proprio quel momento in cui l’attenzione dell’utente è massima che le possibilità di vendere il nostro prodotto sono molto alte.

Qui entra in gioco la Local SEO, ossia l’insieme di diverse attività volte a ottimizzazione il proprio brand o sito rispetto a una query di ricerca locale. Siccome Google conosce la posizione fisica degli utenti grazie a IP e geolocalizzazione, quando qualcuno esegue una ricerca locale per un determinato servizio, il motore di ricerca mostrerà le attività locali in prossimità alla sua posizione.

Lo scenario

La Local SEO spesso viene considerata una nicchia ma in realtà i dati Google ci dicono tutt’altro. Ogni mese nel mondo abbiamo:

  • 4 miliardi di ricerche mensili locali
  • il 50% delle ricerche da mobile sono local
  • il 50% delle ricerche local portano a una visita nel negozio lo stesso giorno
  • 4 utenti su 5 preferiscono vedere annunci geolocalizzati

Guarda il webinar

Il nostro ospite di questo mese è stato Francesco Antonacci, consulente di digital marketing e eCommerce, fondatore dell’agenzia Socialware e autore Hoepli. Francesco ci ha aiutato a conoscere i principali strumenti di Local marketing che Google ci mette a disposizione, spiegando come utilizzarli.

Sfoglia o scarica la presentazione di Francesco Antonacci 👇

Local marketing e Local SEO. Conoscere e utilizzare Google per aumentare le vendite from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Di seguito potete trovare alcuni materiali interessanti inerenti ai temi trattati nel webinar:
Libro: eCommerce, marketing e vendite
Libro: Local marketing
Google My Business

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Abbiamo girato a Francesco le domande a cui non siamo riusciti a rispondere in diretta e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Sono un social media manager e lavoro ancora da casa perchè ho pochi clienti ancora. Come posso avere la mia scheda My Business? Metto casa mia come Indirizzo?

Personalmente Google My Business lo vedo meglio per le aziende. Per i consulenti ritengo sia meglio orientarsi su Linkedin. Ma per rispondere alla tua domanda, puoi inserire casa tua come indirizzo avendo magari l’accortezza di associare il numero di telefono cellulare piuttosto che il numero fisso di casa.

Cosa può fare crollare l’esito positivo di una campagna? Quali sono gli errori “peggiori” che si possono commettere nella fase di impostazione?

Inserire “servizi non perfettamente in target” con la tua attività. Google non perdona sotto questo aspetto e in tal caso farà visualizzare il tuo annuncio alle persone sbagliate con un conseguente spreco del budget.

Per chi ha già una scheda Google My Business, come fa a vedere la schermata Geolocalizzazione?

Nella sezione “statistiche” è possibile vedere una mappa che indica da dove provengono le richieste di indicazioni stradali. Se per Geolocalizzazione invece intendi da dove sono arrivate le interazioni (click o il traffico) questo dato è visibile solo come report di una campagna a pagamento.

Per scalare la ricerca ad esempio io ho un negozio vero fisico ed uno online, come devo fare?

Domanda da un milione di dollari. Esistono centinaia di fattori che influiscono sul ranking di un sito web. Occorre conoscere bene l’argomento e avere tempo e risorse per poter impostare un progetto di lungo periodo.

La SEO usando Google My Business è direttamente collegata al sito web? Ad esempio, se devo gestire un sito web fatto nel 2003 in HTML non responsive, questo toccherà poi a livello locale quello che l’utente vedrà nel pannello delle imprese locali?

Come dicevo durante il webinar, è da escludere nella maniera più assoluta che i due elementi siano direttamente correlati tra di loro. Google My Business è una cosa, il sito un’altra. Tuttavia una corretta strategia su Google my business renderà più visibile il nostro brand e la visibilità ci darà maggiore popolarità. Google dice che un brand popolare e riconosciuto dagli utenti ha ottime possibilità di scalare le posizioni del motore di ricerca.

Con la mia famiglia abbiamo un negozio d’arte, secondo te quanto è importante sponsorizzare sui social? E ogni quanto andrebbe fatto? Infine, che budget consiglieresti da investire nelle sponsorizzazioni?

Sicuramente è molto importante la presenza sul web e sui social. Come ogni attività però c’è bisogno di risorse, quindi il mio consiglio è di avviare un progetto web soltanto se si ha la possibilità di seguirlo nel tempo. Il budget può dipendere da centinaia di fattori, è impossibile fare una stima senza conoscere la vostra realtà.

Google dice che nessuno conosce l’algoritmo per il rating, quindi la SEO serve?

È vero che nessuno conosce l’algoritmo, tuttavia ci sono tantissimi studi fatti sulla base di milioni di dati pubblici che portano a comprendere gran parte delle dinamiche di tale algoritmo con una precisione vicina al 100%

Come si valuta l’importanza delle recensioni?

Partiamo dal presupposto che tutte le recensioni sono importanti e che, almeno in questo caso, la quantità è importante quanto la qualità. Quindi puntate ad ottenerne quante più possibili.

Personal Branding, strategie digitali per il marketing personale

IT_blog_12.-ALESSANDRO_MAZZÙ

In tanti parlano di Personal Branding ma quanti davvero mettono in pratica la teoria? Vediamo insieme alcune strategie per sfruttarlo nel modo giusto e ottenere il massimo dalla propria presenza digitale.

Che cos’è il Personal Branding?

Fare Personal Branding significa avere una strategia con la quale far comprendere agli altri chi sei, cosa fai e in cosa sei differente. Insomma, dare una motivazione forte per scegliere te.

Nel Digital Marketing, senza una strategia è impossibile portare avanti qualsiasi tipo di attività e lo stesso vale per il Personal Branding. Lo scopo è portare le persone a sceglierci non solo come potenziale fornitore, ma anche emergere dalla massa se per esempio vogliamo cambiare lavoro e quindi essere più attrattivi su piattaforma come Linkedin.

Guarda il webinar

L’ospite di questo webinar è Alessandro Mazzù, consulente di web marketing e personal branding, autore di diversi libri e speaker nei maggiori eventi marketing italiani. Nel 2018 ha pubblicato il suo ultimo libro BRAND ME, interamente dedicato al Personal Branding (lo potete trovare su Amazon)

Scopriamo i fondamenti del Personal Branding e le strategie utilizzate da Alessandro, che ci dà suggerimenti su come fare branding di noi stessi nel modo più efficace.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandro Mazzù 👇

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Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Vi consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: a causa di alcuni problemi della piattaforma di streaming Crowdcast, non siamo riusciti a rispondere alle domande in diretta, ma non preoccupatevi. Abbiamo girato tutte le domande ad Alessandro e di seguito trovate tutte le risposte.

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Ho una compagnia teatrale, tutto ciò che ci siamo detti finora vale anche a livello artistico?

Assolutamente si. Il personal branding si applica in qualunque campo. Che tu sia un manager, un artista, un freelance, un parrucchiere, etc. il personal branding può essere sempre applicato.

Come mai in un mondo così digitalizzato moltissime imprese/negozi/attività non investono nei social? Vedo account Instagram gestiti malissimo!

C’è purtroppo ancora tantissima ignoranza sulle potenzialità del web. Ancora oggi nel 2020 quasi ci sono casi di utilizzo completamente sbagliato di tutti gli strumenti del digital. A monte credo manchi l’intelligenza imprenditoriale, la voglia di investire e la consapevolezza di dover scegliere un professionista.

Come posso iniziare a realizzare un GANTT? Sto avendo molti problemi pratici.

Non saprei come aiutarti se non sei più specifico. Un Gantt è un documento davvero molto semplice. Ci sono diversi tool online che ti permettono di realizzare dei gantt in modo gratuito e veloce. www.ganttproject.biz è un esempio

Mi pare che il modo di fare marketing personale dipenda molto dalla professione di riferimento. Qualche consiglio sul personal branding nel settore della consulenza IT?

Le regole di base sono sempre le stesse. Quelle illustrate nel webinar sono applicabili a qualunque tipo di professione e/o di settore. Ovviamente, fatto il lavoro iniziale, sarà necessario lavorare a seconda del settore. Parti dalle slide del webinar o se vuoi dal mio libro sul personal branding.

Si può studiare una strategia di Personal Branding che prescinda dal sito/blog personale e si concentri solo sui social?

Assolutamente si. Ovviamente devi prima completare tutta la parte strategica per essere certo che tu possa procedere senza sito/blog. Non puoi deciderlo tu di tua iniziativa ma deve sempre venire fuori da analisi e studi.

Non ho ben capito a che tipo di risorse ti riferisci. Io utilizzo SemRush (Ubersuggest è gratuito), PostPickr, SeoTesterOnline, AnswerThePublic (Gratuito) e poi per fare ricerche ancora più approfondite o trovo dati su siti di associazioni/enti/osservatori/etc. o li acquisto su vari portali. In base al settore o ai dati che ti servono puoi trovare davvero tanto in rete. Non tutto è gratuito ovviamente ma ne vale la pena di investire per avere dati utili.

È possibile fare personal branding con una newsletter?

Ogni strumento può essere utilizzato per fare personal branding. Da solo però questo, ovvero la newsletter, così come ogni altro, non basta. C’è bisogno prima di comunicare tutto quello che ci siamo detti nel webinar e poi, solo alla fine, comunicare tramite newsletter.

Per i social e il dominio del sito, consiglieresti di puntare su parole chiave o su nome+cognome?

Se intendi che il sito deve essere nomecognome.it e la pagina facebook /nomeecognome allora assolutamente si. È il punto di partenza per fare personal branding.

Sono una scrittrice, tutto questo può essere utilizzato anche nel mio caso?

Assolutamente si. Il personal branding si applica in qualunque campo. Che tu sia un manager, un artista, un freelance, un parrucchiere, etc. il personal branding può essere sempre applicato.

Pensi che per una Piccola – Media azienda sia meglio lavorare sul Personal Branding (mandando avanti una persona che metta la faccia) o sul Brand Positioning (mettendo avanti l’azienda)?

Entrambi sarebbe il top. Ovviamente per fare questo servono budget maggiori e più tempo da dedicare alle attività. Dovendo scegliere uno dei due, è davvero difficile per me dirtelo senza avere nessun dato. Io la penso così: le persone si fidano delle persone e acquistano dalle persone.

Meglio cross-posting sui social o per ogni social una strategia apposita? O un mix tra i due approcci?

Ogni social, ammesso che ti serva utilizzare più di un social, deve prevedere dei post realizzati ad hoc. Magari anche la stessa notizia ma differenziata ad esempio tra Facebook e Linkedin. Poi col tempo analizzando i dati ti accorgerai di quale tipo di contenuto funziona meglio su una determinata piattaforma e procederai in quella direzione.

Io sono un consulente di marketing strategico in un settore specifico e sto lavorando sul mio personal branding in quanto la consulenza la farò io personalmente. Mia moglie invece, che è il capo di un’agenzia di marketing sempre per il settore che seguo anche io, ha deciso di non lavorare sul Personal Branding ma di legare la sua persona al logo della sua agenzia operativa. Cosa ne pensi?

Non ho dati per risponderti. Dal mio punto di vista non vedo il motivo di non metterci la faccia. Le persone si fidano delle persone e acquistano dalle persone. Perchè non lavorare su due livelli (uno aziendale e uno personale)?

Come si può puntare sulla coerenza quando ad occuparsi del personal branding è un copywriter?

Forse la domanda è perchè un copy si occupa di personal branding? Il copy al massimo viene dopo e può sicuramente essere coerente in base al brief che gli hai girato. Ovvio che far scrivere a un terzo gli articoli del proprio blog non è il massimo. Sarebbe necessario scrivere di proprio pugno. Non tutti ne sono in grado e quindi in casi estremi il copy va bene. Concordando il tono di voce insieme però. All’inizio serve un consulente di Personal Branding.

Il proprio tone of voice (come smm) deve dialogare con quello aziendale? Oppure bisogna adeguarsi a quello voluto dall’azienda?

Dipende da diversi fattori. In generale quando un’azienda comunica e comunica anche una persona al suo interno, la comunicazione deve essere coerente altrimenti può mandare in confusione. In fase di elaborazione della strategia vanno tenuti in considerazione tanti fattori per la scelta del tov migliore in questo caso. Quindi non posso dirti nulla di più che “dipende” perchè è una cosa che, fermo restando la coerenza, deve essere valutata in sede di definizione della strategia.

Puoi dare un consiglio per una strategia vincente di Personal Branding per una compagnia artistica, per la propria immagine e per raggiungere più pubblico?

La risposta a questa domanda prevede una consulenza. Inizia dal leggere il mio libro sul personal branding: https://amzn.to/2XNn7zz così da avere le idee più chiare. Senza aver studiato, fatto analisi, etc. non è possibile sviluppare una strategia. Davvero non posso rispondere perché non è possibile farlo senza dati

Come può fare personal branding un programmatore? Di che parla?

Devi analizzare le tue buyer personas, comprendere cosa vogliono (bisogni, necessità, etc.) e di conseguenza scrivere/comunicare. Per come la vedo io è questo un caso abbastanza semplice. Rivediti le slide e riascoltati il webinar perchè le risposte sono tutte lì.

Alessandro, credi sia utile fare un’analisi swot per una maggiore chiarezza per la definizione di obiettivi davvero misurabili e raggiungibili?

Si. Ogni strumento che si sa utilizzare può essere utile per la strategia. Forse però l’analisi swot la vedrei meglio per comprendere punti di forza e di debolezza della persona sulla quale si vuole fare personal branding. Per definire gli obiettivi ci sono altri strumenti.

Creare landing page con Gutenberg

IT_blog_13.-ANDREA_BARGHIGIANI

Qualcuno ha detto Gutenberg? È arrivato il momento di dedicare un webinar alla scoperta del nuovo editor a blocchi di WordPress. E quale modo migliore se non vedendo insieme come sfruttarlo per creare landing page accattivanti e funzionali?!

Il nostro ospite di questo mese è Andrea Barghigiani, appassionato e forte sostenitore di WordPress che da anni condivide materiale formativo sullo sviluppo web e sulla promozione della proprio business. Autore del libro “Trasforma WordPress per l’Inbound Marketing” continua le sue attività formative all’interno del portale skillsandmore.org e partecipa all’organizzazione di diversi eventi.

Scopri le caratteristiche di Gutenberg che ti permetteranno di diventare un ninja dei contenuti e le features più interessanti da utilizzare per la creazione delle tue landing page.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandro Barghigiani 👇

Crea fantastiche landing page con il nuovo editor WordPress from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Vi consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: eravate tantissimi anche questa volta e non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande in diretta, ma non preoccupatevi. Abbiamo girato tutte le domande ad Andrea e trovate le risposte qui di seguito.

Le tue domande sulla creazione di una landing page con Gutenberg

Posso creare tutta la struttura della pagina con Gutenberg e successivamente andare a perfezionare il tutto attraverso il codice? Di solito faccio tutto da codice, ma per lavori piccoli e low budget è abbastanza lunga.

Certamente! Gutenbergh genera codice HTML che puoi personalizzare con CSS e al quale puoi aggiungere funzionalità con i tuoi script JavaScript. Anche se questo editor risulta molto avanzato rispetto al precedente, il contenuto viene sempre mostrato attraverso la classica funzione the_content(). Questo ci permette di svolgere tutte le operazioni di personalizzazione.

Ciao Andrea, nel video parli del tuo corso che parte dai livelli basic, per caso ne fai anche per i più avanzati?

All’interno della diretta ho parlato del corso “WordPress dalle basi al pieno controllo”. Esso si rivolge ad un pubblico entry level perché mostra come utilizzare la piattaforma WordPress e come gestire tutte le sue funzionalità. Praticamente una volta seguito il corso chiunque avrà il controllo della propria piattaforma WordPress.

Su SkillsAndMore invece pubblico più contenuti dedicati agli sviluppatori che vogliono creare web app partendo, principalmente, da questa piattaforma. Abbiamo corsi dedicati a chi è alle prime armi, corsi per chi vuole conoscere tutto del responsive design e altri corsi che invece insegnano la programmazione partendo direttamente da WordPress.

Praticamente il mio focus è quello di insegnare come trasformare la passione del codice in un vero e proprio lavoro.

Come si fa ad avere più di tre Landing Page? Una sul sito, ma le altre due? Ci fai un esempio?

La risposta semplice è che sul tuo sito web puoi avere tutte le landing page che desideri. Prendiamo il caso di una web agency che sviluppa siti web.

Sviluppare siti web richiede diverse competenze e i servizi offerti possono essere interessanti per clienti in diverse fasi. Per esempio un cliente potrebbe voler il suo primo sito web, un altro potrebbe desiderare un restyling mentre un altro ancora vuole ottimizzare la SEO e le performance del proprio sito.

Ecco che adesso sono stati identificati ben tre profili di potenziali clienti che potrebbero aver bisogno dei servizi offerti da questa web agency.

Il modo migliore per parlare direttamente al potenziale cliente è quello di creare una landing page specifica per ciascuno di essi. In questo modo hai la possibilità di mettere in luce soltanto i servizi che possono interessare al potenziale cliente con il linguaggio che lui stesso utilizzerebbe per descriverli.

Concludendo questo sito adesso ha 4 landing page: la homepage che serve più che altro per presentazione e “smistamento” verso le 3 landing page interne che parlano direttamente al potenziale cliente.

Ciao, non ho ben capito sull’immagine iniziale con la usp come metti il container a full width? Ho appena provato ma rimane massimo della lunghezza del body.

L’immagine di sfondo full with nella prima sezione della landing page è stata creata con il blocco AB Container di Atomic Blocks. Questo blocco offre delle funzionalità che ti permettono di ottenere un’immagine di sfondo a piena larghezza e di inserire tutto il contenuto che desideri al suo interno.

Potresti raggiungere un risultato simile utilizzando il blocco Copertina nativo in WordPress. Ma quest’ultimo è limitato per tipi di blocco che può contenere al suo interno.

Ciao! Io uso Avada perciò sono abituata con il “fusion builder”: secondo te oltre alla landing è possibile creare anche le pagine classiche di un sito?

Certo! Ho preso proprio l’esempio della landing perché è una delle pagine più complesse che possiamo realizzare.

Ovviamente il nuovo editor si focalizza esclusivamente sulla creazione del contenuto e non offre tutte le personalizzazioni di stile offerte invece da un page builder completo. Quindi la scelta dello strumento dipende molto dalle necessità che hai.

Se il CSS non ti fa paura allora anche il nuovo editor in WordPress è più che sufficiente.

I blocchi di Gutenberg sono standard oppure ci sono variazioni a seconda del tema scelto?

I blocchi del nuovo editor sono tutti standard è il tema che deve personalizzarli graficamente per rispettare il suo stile. In alcuni casi un tema potrebbe anche scegliere di disattivare certi blocchi ma quello che ho visto fino ad ora è più un incremento di blocchi (tramite plugin) che una riduzione.

Cosa consigli per creare contact form con Gutenberg?

Da sempre i contact form sono un po’ il tallone di achille di WordPress perché non offre una soluzione standard per il loro inserimento.

Il plugin Jetpack permette di creare un modulo direttamente dal nuovo editor. Ma se vuoi un consiglio io non utilizzerei altro che il classico Contact Form 7. Nella mia esperienza ho testato molti plugin di questo tipo e ce ne sono alcuni veramente interessanti. Però alla fine sono anche pesanti perché presentano degli editor (esterni a quello WordPress) che aggiungono codice che non viene più utilizzato (ma comunque caricato) dopo la creazione del nostro form.

Contact Form 7 invece non offre schermate da ultimo grido ma ti permette comunque di creare tutti i form che desideri e di richiamarli con un classico shortcode, che per ora funzionano ancora.

Bisogna necessariamente avere un dominio per utilizzare Gutenberg?

Il nuovo editor funziona su qualsiasi installazione WordPress quindi anche se il tuo sito non ha dominio ma solo indirizzo IP puoi fare comunque i tuoi esperimenti.

Le funzioni di Gutenberg potrebbero essere integrate nei temi che usano Visual Composer?

Non credo. Generalmente i plugin page builder come Visual Composer sostituiscono l’editor WordPress con il proprio perché hanno bisogno di aggiungere le proprie personalizzazioni senza dover lottare con le soluzioni che permettono di pubblicare il contenuto esistenti.

Gutenberg fa conflitto con Divi?

In teoria non dovrebbe andare in conflitto con nessun page builder perché, come espresso nella domanda precedente, i page builder generalmente sostituiscono l’editor standard di WordPress per offrire le proprie funzionalità

Se non vado errato nella creazione di ogni pagina WordPress puoi scegliere se crearla con l’editor classico o con il tuo page builder, Divi in questo caso. Questo dovrebbe risolvere qualsiasi problema di conflitto ma non so come si comporta Divi se provi a fargli modificare una pagina creata nel nuovo editor.

Come inserisco il codice di Google Adsense? Ho provato dal blocco Html ma il banner di Adsense non si vede. Stessa cosa usando il blocco “editor classico”.

Onestamente non ho molta esperienza in questo campo e non ho fatto grandi ricerche in questo campo. L’unico plugin che ho incontrato nel mio percorso e che offre questa funzionalità è Advanced Gutenberg Blocks atrtaverso i blocchi.

Le pagine create prima dell’editor a blocco rimangono con l’impostazione precedente o si aggiornano con il nuovo editor? Nel primo caso, come è possibile convertire con il nuovo editor? E’ possibile?

Il nuovo editor presenta un blocco che prende il nome di “Editor Classico” e che presenta un blocco contenente il classico editor, TinyMCE.

Quando ci troviamo ad aprire con il nuovo un articolo realizzato con il vecchio editor tutto il contenuto è racchiuso all’interno del blocco appena menzionato.

Per trasformarlo in un testo modificabile con i nuovi blocchi non devi far altro che copiare il contenuto del tuo articolo e incollarlo all’interno di un blocco Paragrafo vuoto. WordPress genererà automaticamente tutti i blocchi per il tuo articolo.

Io faccio questa operazione spesso perché ho molti vecchi contenuti che devo aggiornare e non ho mai riscontrato grandi problemi.

Lo sviluppo in questa direzione dei vari cms , non comporta la perdita di lavoro per gli sviluppatori?

Assolutamente no. Anzi a mio avviso ci aiuta a trovare più clienti perché una soluzione automatizzata può sempre arrivare fino ad un certo punto, poi se vuoi le “ultra-personalizzazioni” ti dovrai sempre rivolgere a uno sviluppaotre.

Come puoi leggere da un mio articolo dove condivido consigli per alzare il fatturato c’è un punto provocatorio (anche se poi non tanto) dove invito il lettore a pensare di dire di no a un potenziale cliente.

In contesto alla domanda fatta io credo che come liberi professionisti abbiamo la possibilità di scegliere i nostri clienti, soprattutto per far generare un passaparola di clienti ideali.

La presenza del nuovo editor ci permette di delegare, a tutti quelli che pensano di potersi fare il sito da soli, la creazione del proprio sito. Ma per uno sviluppatore che sa veramente creare web app con WordPress non ci sarà mai un calo di lavoro.

Se desideri specializzarti nel tuo campo non posso fare a meno che consigliarti i corsi che proponiamo su SkillsAndMore. Tra l’altro ultimamente stiamo cercando di creare una squadra di Skillati, i nostri abbonati, per lavorare sui progetti che continuamente ci vengono richiesti tramite il portale.

Domanda extra: Ma è ancora corretto parlare di Gutenberg per riferirsi al nuovo editor? Avevi accennato questo aspetto ma poi non c’è stato il tempo di approfondire.

Per farla breve, No. Non è corretto utilizzare il termine Gutenberg quando facciamo riferimento al nuovo editor WordPress ed è per questo motivo che ho chiesto a Luca di utilizzare proprio “nuovo editor” nel titolo della live.

Parlare di Gutenberg sarebbe stato un errore perché oggi Gutenberg è molto di più.

Gutenberg è il nome del progetto che porterà una rivoluzione completa nella gestione dei nostri siti WordPress. Inizialmente si è concentrato sulla creazione dei contenuti ma già oggi sta lavorando ad altro.

Anche se l’editor continua ad essere sviluppato, Gutenberg oggi è passato alla Phase 2 dove sposta il suo interesse nei confronti della gestione delle Widget e dei Menu.

Ci sono altre due fasi e al momento non mi è ben chiaro il loro focus. Diciamo che quando il progetto Gutenberg sarà ultimato potremo modificare le nostre pagine direttamente da frontend (come qualsiasi page builder quindi) grazie all’unione del Customizer e del nuovo editor.

Purtroppo non ti so dire molto di più perché essendo tutto ancora in fase di sviluppo le informazioni non sono chiare. Per concludere diciamo soltanto che con Gutenberg gli sviluppatori stanno creando un nuovo approccio, moderno e completo, per gestire al meglio la nostra piattaforma WordPress.

Quindi è sbagliato parlare di Gutenberg quando ci riferiamo all’editor WordPress, Gutenberg è ancora un plugin separato che possiamo installare per vedere quali sono le novità che sono state implementate dagli sviluppatori.

Anno 2019: Miti e leggende del Digital Marketing

IT_blog_15.-MIRIAM_BERTOLI

Sei sicuro di sfruttare al meglio il Digital Marketing? Vediamo insieme quali opportunità può offrire, che tu sia una piccola impresa o un freelancer. Analizziamo insieme i miti e le leggende che ruotano attorno a esso e vediamo come ottimizzare le tue risorse per avere performance ottimali.

L’ospite del webinar di questo mese è stata Miriam Bertoli, docente e consulente di digital marketing, autrice di “Web marketing per le PMI” e ideatrice di LaScuolaD, corsi online di marketing digitale per manager e imprenditori. Miriam ci ha mostrato come ottenere il massimo dal Digital Marketing sfruttando le sue potenzialità ed evitando di investire tempo e risorse in pratiche non profittevoli.

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5 + 1 consigli per rendere il tuo sito performante

IT_blog_17.-ANDREA_CARDINALI

Anno nuovo, nuovo webinar SiteGround! Si riparte alla grande, questo mese con ospite Andrea Cardinali, figura di spicco della community WordPress italiana, specialista di siti performanti per imprese che vendono online e fondatore di Performize. Andrea ci ha parlato di web performance e, grazie ai suoi consigli, potrete capire come migliorare le caratteristiche fondamentali che rendono un sito performante: velocità, SEO e usabilità.

5 + 1 consigli per rendere il tuo sito performante from SiteGround.com

Infine qualche interessante contenuto da scaricare:

eBook gratuito SiteGround sull’ottimizzazione WordPress

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar (qui o sul canale YouTube), in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Vi consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar sul canale YouTube di SiteGround Italia

Nota: eravate tantissimi anche questa volta e non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande in diretta, ma non preoccupatevi. Abbiamo già girato tutte le domande ad Andrea e di seguito trovate le sue risposte.

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Come si attiva la cache http?

Si può configurare il server in modo che aggiunga automaticamente una data di scadenza ai files. Questa data di scadenza (Expire header) evita al browser dell’utente di scaricare questa risorsa se è già presente nella cache (del browser). La data di scadenza può essere una data specifica (es. il 30 Gennaio 2019) oppure una relativa (es. scadenza tra 7 giorni a partire da ora). La data di scadenza può essere specificata per ogni singolo file o per gruppi di files, ad esempio potresti far scadere le immagini dopo 30 giorni mentre i files css dopo 7, in base alla frequenza con cui questi files variano.

Per attivare la cache, se il server utilizza Apache devi modificare il file .htaccess presente nella document root e aggiungere delle istruzioni specifiche. Se il server utilizza Nginx le direttive andranno nel file .conf
Se utilizzi un hosting SiteGround puoi in alternativa utilizzare SiteGround Optimizer, operazione che consiglio se non hai dimestichezza con la modifica del file .htaccess. Evito di scrivere qui snippet di codicee perché se non sai quello che stai facendo potresti danneggiare il sito e comprometterne il funzionamento. Puoi approfondire l’argomento andando QUI dove trovi la documentazione di Apache.

Con gli hosting SiteGround quindi conviene disinstallare tutti i plugin per il caching e l’ottimizzazione immagini e utilizzare solo SiteGround Optimizer? Hai detto che Wp Rocket è inutile su server SiteGround se è attivo SiteGround Optimizer, ma è controproducente se sono abilitati insieme e attivata la Cache Dinamica solo tramite Wp Rocket?

Se hai attivato SiteGround Optimizer il consiglio è di diattivare altri plugin per il caching e l’ottimizzazione di immagini come Smush, Wp Super Cache e altri, perché potrebbero entrare in conflitto. SiteGround Optimizer lavora bene di suo e non serve integrare la sua aione con altri plugin quindi lo lascerei lavorare da solo. Nel caso avessi problemi puoi sempre contattare l’assistenza SiteGround che ti aiuterà al volo come migliorarne l’utilizzo.

Ho sempre impostato gli obiettivi di conversione attraverso le funzionalità di google analytics: ci sono altri tool che suggerisci? sono presenti direttamente su WordPress?

Ti consiglio di settare gli obiettivi dentro Google Analytics utilizzando anche gli eventi javascript. Aggiungendo del codice javascript al sito può ad esempio tracciare azioni come click, scroll, compilazione di form e altre azioni che puoi utilizzare come “micro conversioni”.
Consiglio di includere questo codice javascript modificando opportunamente il file functions.php del tema.

DIVI è ormai molto diffuso. Fa parte dei page builder da evitare secondo te? E se uno già lo usa che fa?

L’unico page builder che non compromette eccessivamente le performance del sito è Gutenberg, bisogna comunque prestare attenzione ai vari addons che potrebbero invece rallentare il sito. Il problema dei pagebuilder “commerciali” e che hanno un approccio “lock-in” ovvero una volta che inizi ad utilizzarne uno è veramente difficile separarsene, in quanto generano un codice molto sporco, pieno di shortcode e che scoraggia la maggior parte delle persone dal cambiare builder. Quando deciderai di passare a Gutenberg ti consiglio di armarti di molta pazienza.

Gestisco un sito non fatto da me che è costruito usando visual composer. Come miglioro le prestazioni senza rifarlo da capo?

Per risponderti in maniera precisa dovrei vedere il sito. Ad ogni modo applica quanti più consigli possibile tra quelli forniti nel webinar.

Esiste un tema WordPress che preferisci e che consigli in ottica di performance? (per Blog/Vendita Servizi)

Ho testato diverse decine di temi commerciali ma non ne ho ancora trovato uno soddisfacente. I temi premium costruiti con il framework Genesis sono mediamente performanti, l’unico svantaggio è che (se non sei uno sviluppatore) probabilmente avrai bisogno di un programmatore esperto per alcune personalizzazioni.
Il mio consiglio è comunque quello di rivolgersi ad uno sviluppatore esperto quando si vuole ottenere un sito veramente performante.

È possibile effettuare delle ottimizzazioni lato database?

Sì, ma hanno un impatto limitato. Consiglio di verificare che le tabelle del database utilizzino il motore InnoDB invece che MyISAM. Per “pulire” il database da dati inutilizzati consiglio il plugin WP-Optimize. Prima di eliminare i dati effettuate sempre un backup del database!

In un ecommerce il numero prodotti, le variazioni, e gli altri elementi che lo caratterizzano possono influire sulle performance del sito? La Cpu viene impegnata maggiormente e quindi il maggiore impegno in termini di calcolo può influire sulla velocità e le performance?

Non è il numero di prodotti o variazioni ad influenzare le performance, quanto il modo in cui queste informazioni vengono visualizzate, ovvero dipende in buona parte dal tema.
Ogni informazione mostrata viene recuperata dal database e il modo in cui il database viene interrogato incide sulle performance.Ricordo che la velocità del server non incide di solito più del 20% sul tempo di caricamento complessivo, salvo nei casi in cui esiste un errore di programmazione. In caso di siti ecommerce (soprattutto con WooCommerce) consiglio di abilitare un sistema di cache che sfrutta la ram del server come ad esempio Memcached o Redis, mentre sconsiglio plugin che utilizzano la cache su file. Utilizzando il plugin SiteGround Optimizer puoi sfruttare Memcached ed ottenere un aumento delle performance.

Da dove si vede quanto è pesante un tema?

Non è possibile vedere direttamente quanto pesa un tema ma puoi vedere quanto è pesante una pagina che utilizza un determinato tema. Ad esempio puoi utilizzare la console per sviluppatori di Google Chrome o di Mozilla Firefox (tasto F12 se utilizzi Windows) e utilizzare il tab network.
È sufficiente ricaricare la pagina con il tab aperto per vedere quanto pesa la pagina insieme al tempo di caricamento della pagina. Il peso sarà espresso in Kilobyte o Megabyte. Le informazioni verranno mostrare nella barra in basso.

Avada è un tema molto utilizzato. Cosa ne pensi e cosa consigli per ottimizzarlo al meglio?

Ho già espresso il mio parere nelle risposte precedenti. Il mio consiglio è di non utilizzarlo. Se proprio non puoi farne a meno applica quanti più consigli possibile tra quelli che ho fornito durante il webinar e/o rivolgiti ad un programmatore esperto di web performance e WordPress.

Nel caso di un e commerce, come faccio a creare un kpi che mi faccia capire quante persone arrivano dal prodotto al carrello?

È sufficiente abilitare la funzionalità Enhanced Ecommerce di Google Analytics (https://developers.google.com/analytics/devguides/collection/analyticsjs/ecommerce) ed etichettare opportunamente le varie pagine.

Ma se uno ha già usato per fare alcune pagine con pagebuilder come fa a passare a Gutemberg deve rifare tutto?

In breve sì. Vedi la risposta precedente per una spiegazione più dettagliata.

Quali plugin per archiviare le immagini e quale per gestire un sito in più lingue?

Le immagini vengono già archiviate nativamente da WordPress quindi non vedo la necessità di farlo. Esistono plugin che spostano gli archivi su cdn di terze parti ma ha senso utilizzarli solo in casi specifici. Per quanto riguarda la gestione delle lingue consiglio due plugin che sono entrambi premium. WPML e Multilingual Press Pro versione 3.
WPML (wpml.org) lo consiglio solo su siti di piccole dimensioni (100 pagine al massimo) e senza ecommerce; è facile da configurare ma è estremamente pesante e se non configurato opportunamente rallenta enormemente il sito.
Multilingual Press Pro lo consiglio particolarmente in caso di ecommerce multilingua e/o siti di grandi dimensioni in quanto è particolarmente performante.

Che risoluzione media consigli per le immagini?

Non c’è una risoluzione ottimale in assoluto. WordPress già dalla versione 4.4 uscita a Novembre 2015 implementa le immagini con l’attributo srcset che permette al browser di utilizzare la dimensione dell’immagine che reputa più opportuna.
Consiglio piuttosto di utilizzare il lazy load per le immagini.

Tynpng va bene come sito ottimizzazione immagini?

Sì, ne esistono tanti altri che permettono di ottimizzare le immagini anche gratuitamente.
Avere sito web e blog su due installazioni wordpress diverse ma nello stesso sito, ha delle controindicazioni?
Le uniche controindicazioni sono a livello di manutenzione (dovrai mantenere aggiornate due installazioni invece di una sola) e di produzione contenuti poichè quando linkerai le pagine del blog dal sito o viceversa, non potrai sfruttare la funzionalità di autosuggerimento di WordPress. A livello SEO o di web performance non mi vengono in mente controindicazioni.

Se installi un plugin e poi lo rimuovi lascia “sporcizia”? . Eventualmente c’è modo per rimuoverla?

Dipende dal plugin. I plugin scritti bene di solito hanno delle opzioni che permettono di rimuovere i dati in fase di rimozione. Non esistono procedure completamente automatiche in quanto i plugin possono salvare i dati in modi e luoghi differenti. Puoi utilizzare il plugin che ho consigliato sopra per migliorare un po’ la situazione.

Alcuni temi vogliono JETPACK, cosa ne pensi come plugin?

Io personalmente non lo uso perchè non ne trovo l’utilità. Lo reputo abbastanza pesante e quindi lo utilizzo solo quando è strettamente necessario (praticamente mai).

GENESIS è molto valutato ma trovo pochi temi interessanti, dici sia il caso di abbandonarlo per altri framework o temi in generale?

Ho risposto sopra. Se non sei un programmatore forse non è la miglior scelta attualmente.

Sto revisionando un sito che va lentissimo. Ho controllato la cartella upload di WordPress e ho visto foto di un peso esagerato. Se le rendo leggere e le ripasso online, WordPress le riconosce automaticamente? Parlo di 9000 immagini.

Puoi ridimensionare manualmente le immagini e poi rieffettuare l’upload senza problemi. L’unica condizione è mantenere il nome originale del file. WordPress memorizza per ogni immagine le informazioni sul nome del file alle varie risoluzioni.
Ti consiglio anche di abilitare la suddivisione degli allegati per anno e mese poiché avere migliaia di files in una cartella può rallentare il server. È una problematica nota che dipende dal sistema operativo ed è indipendente da WordPress o il software utilizzato.

Quali accorgimenti suggerisci per ottimizzare al meglio un prodotto e-commerce?

Ne ho già parlato in passato ed è impossibile risponderti in due righe. Ti consiglio di guardare questa mia presentazione gratuita.

SEO: I primi passi da compiere per emergere su Google

IT_blog_19.-ANDREA_DI_ROCCO

Secondo appuntamento con i webinar di SiteGround Italia, questa volta sul tema SEO e su come cercare di emergere tra i milioni di contenuti Google. È stato un grandissimo successo grazie all’energia e alla competenza di Andrea Di Rocco, fondatore di SOS-WP, e a tutti voi (eravete più di 1000 ?) che avete partecipato attivamente e con tanto interesse!

Condividiamo qui con tutti voi il podcast del webinar, per rivedere tutti i consigli di Andrea. Inoltre vi chiediamo di commentare, qui o sul canale YouTube, per darci qualche feedback su come è andata questa seconda diretta e su come vorreste che fossero le prossime. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Nel frattempo vi ricordo che, il prossimo mese, il tema del webinar sarà l’eCommerce con consigli e suggerimenti su quali strumenti e plugin utilizzzare per una perfetta ottimizzazione e per aumentare visite e conversioni.


Vi consiglio di dare uno sguardo anche al nostro webinar di settembre su WordPress: Congratulazioni! Hai un sito WordPress, e ora cosa devi fare?

Vi suggerisco inoltre SEO Startup Service, se siete interessati a un servizio di analisi e progettazione SEO per per il vostro sito, gestito da Andrea Di Rocco.

Nota: eravate tantissimi in questo webinar e non siamo riusciti a rispondere in diretta a tutte le domande che ci avete fatto. Abbiamo girato le domande ad Andrea e qui di seguito potete trovare le sue risposte.

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Come è cambiato il settore medico/benessere dopo l’ultimo aggiornamento e come fare per ritornare in testa?

Tantissimi siti web sono spariti dalle SERP per via del fatto che Google ha aggiornato i fattori da considerare quando valuta l’autorevolezza di una pagina in ambito medico. Le quality rater guidelines in questo senso dicono:
Le pagine che forniscono consulenza o consigli medici per avere un alto valore E-A-T dovrebbero essere scritte o prodotte da persone o organizzazioni con competenza medica o accreditamento adeguati.
I consigli o le informazioni mediche con un alto valore E-A-T devono essere scritte o prodotte con uno stile professionale e dovrebbero essere modificati, rivisti e aggiornati regolarmente.
C’e da rimanere in attesa di novita in questo ambito e vedere quali altri aggiornamenti verranno rilasciati in merito a tale argomento.

Si ma sempre verso siti web autorevoli, altrimenti è suggeribile aggiungere l’attributo rel=”nofollow” ai link in uscita.

Se al centro della pagina ho una grossa immagine ed il testo (non necessariamente h1) è sotto di essa, questo influisce negativamente?

Assolutamente no. Le due cose non sono correlate.

Ma quindi è possibile posizionare solo un blog? Posizionare un sito vetrina (home, servizi, chi siamo, contact, portfolio) è quindi pura utopia?

Un sito web ha più di un accesso. Avere un blog con degli articoli ci consente, fra le varie cose, di avere molti più punti di accesso che potenzialmente poi serviranno per guidare le persone verso le altre pagine del sito.

Hai dei suggerimenti da dare per il SEO off-site?

Ottenere backlinks di qualità da siti web autorevoli deve essere un obiettivo fisso di qualunque proprietario di sito web interessato a ricevere traffico dai motori di ricerca. Il consiglio è di fare guest blogging e stringere relazioni con i proprietari di altri siti. In alternativa potete contattarci per sviluppare un’attività di link building personalizzata.

Volendo ottimizzare in SERP le pagine dei miei prodotti (date delle specifiche parole chiave) è consigliabile pubblicare dei blog post con le parole chiave correlate? Cosa fare per essere in prima pagina per delle date keywords? Ci sono delle best practice da seguire?

Per quelle pagine specifiche dei prodotti è suggeribile usare gli schema markup per arricchire il sito e mostrare in SERP i rich snippets come: recensioni, prezzo di listino e prezzo in offerta.
Ad ogni modo pubblicare articoli sul proprio blog con link verso la singola pagina prodotto è consigliabile in quanto rafforza la struttura di link interni.

Quali sono i siti che consideri importanti per rimanere informati oltre searchengineland e soswp?

Tagliablog, Webranking e il blog di Wordlift per quanto riguarda Schema markup

Assolutamente, vedi le risposte date sopra. La link building fatta bene aiuta ad aumentare la Domain Authority che unita alla velocità del sito sono due fattori molto rilevanti al fine del posizionamento.

Dipende dai portali di annunci, ma generalmente non sono link ad alto valore, anzi spesso fanno più male che bene.

Si una errata di strategia di link building può affossare il nostro sito nelle SERP.

Un solo sito può linkarci più volte ma meglio se i link arrivano da siti diversi con Domain Authority medio-elevata (30 in su)

Si puoi usare lo strumento di disavow presente dentro Google Search Console.

Ci sono moltissimi siti web che possono mettere un backlink utile al tuo sito. Pensa a testate giornalistiche o siti web settoriali che comunque hanno una DA molto alta. Anche quelli vanno benissimo.

Consigli i bot telegram per ottenere traffico?

Traffico di ritorno assolutamente si.

Come si può fare per inserire più parole chiave se si utilizza Yoast SEO free?

La domanda non è corretta. Le parole chiave vanno nel testo dell’articolo. Yoast Premium ci consente giusto di avere dei consigli su come ottimizzare un articolo per quella parola chiave. Ma non è che le parole chiave le inserisci dentro Yoast per farlo sapere a Google. Uno può avere una ottima esecuzione lato SEO anche senza usare Yoast Premium, ma sarà più difficile accorgersi delle varie problematiche.

Posso mettere in bold, oltre alla parola chiave principale e a quella secondaria, anche altre parole che si riferiscono al titolo in H1?

Certamente. Come ho suggerito nel webinar, usate il tag per parole chiave primarie e secondarie.

Sono due cose non correlate fra di loro. Google Analytics e’ uno strumento di monitoraggio. L’internal linking è il modo in cui colleghi varie pagine e articoli del tuo sito fra di loro.

Da poco mi hanno detto che i template WordPress per e-commerce (con le schede prodotto) hanno un tempo di caricamento medio delle pagine più alto degli altri template. E’ così? Se si, quanto influisce questo aspetto sul posizionamento?

Non credo esista una metrica standard in tal senso rispetto ai “nuovi temi per ecommerce” rilasciati dai vari sviluppatori in giro per il mondo. Una cosa e’ certa. Un sito lento difficilmente si posizionerà bene.

E’ una buona strategia fare post con link al nuovo articolo sulla Pagina Social del Blog?

Assolutamente si ma non ha rilevanza in ambito SEO. Linkare i tuoi articoli dai social non ha correlazione diretta con il posizionamento.

Come scegliere un Template ottimizzato SEO, quale scegliere in base all’attività da svolgere e come/dove confrontarli? ThemeForest non è così pratico per confrontare, ce ne sono altri?

Puoi testare il tema in questione per la velocità con gtmetrix e studiare il tema a fondo per vedere se ci sono potenziali errori. Generalmente sconsiglio di acquistare temi WordPress che hanno poche vendite o recensioni al fine di massimizzare le chance di acquistare un buon tema valido anche dal punto di vista della qualità del codice.

Se il menù è scritto in inglese cambia qualcosa nella seo?

No.

Esatto, in questo caso come si dice in inglese LESS IS MORE. Se vuoi che più persone clicchino qualcosa cerca di ridurre il numero di distrazioni intorno ad essa.

Il Cornerstone linka agli approfondimenti, ma gli approfondimenti linkano a loro volta al cornerstone, oppure no?

Si certamente.

Non credo proprio.

Rand Fishkin ha dimostrato in uno dei suoi video che Google KW Planner non è affidabile perché i numeri non corrispondono alle prove che lui ha mostrato. Che ne pensi?

Usa il metodo che ti ho spiegato nel webinar. E anziché guardare i volumi di range guarda le impressioni esatte stimate.

Ho letto che Google+ chiuderà ma che verrà mantenuta la parte relativa alle aziende. Cosa ne pensi dal punto di vista SEO?

Non ha rilevanza.

Parlando di SEO nel senso più ampio del termine, in che percentuale influiscono i vari plugin (anche inutili) che installiamo e la scelta di un template business piuttosto che un altro?

Se rallentano il sito e non servono, vanno eliminati in quanto rischiano di rallentare il sito

Non dal punto di vista della SEO ma solo da un punto di vista del gettito di traffico che portano.

No assolutamente. Il mio consiglio rimane di focalizzare ogni contenuto per una keyword primaria e una secondaria e stop. Chiaramente assicurati di inserire la primaria in tutti i punti importanti della pagina: titolo, h2, introduzione, immagini, etc.

 

Congratulazioni! Hai un sito WordPress, e ora cosa devi fare?

IT_blog_20.-TIZIANO_FOGLIATA

Qualche giorno fa, abbiamo lanciato il primo webinar di SiteGround Italia ed è stata una bellissima esperienza.

Chi è Tiziano Fogliata?

Tiziano Fogliata, consulente SEO e grande esperto di WordPress, ci ha spiegato passo dopo passo i primi step da compiere quando si vuole iniziare a creare un sito WP da zero.

Condividiamo qui con tutti voi il podcast del webinar, per rivedere tutti i consigli di Tiziano. Inoltre vi chiediamo di commentare, qui o sul canale YouTube, per darci qualche feedback su come è andata questa prima diretta e su come vorreste che fossero le prossime. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Nel frattempo vi ricordo che, il prossimo mese, il tema del webinar saranno le basi della SEO.

Guarda il webinar

Nota: Eravate tantissimi in questa prima diretta e non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande che ci avete fatto. Abbiamo girato le domande a Tiziano e qui di seguito potete trovare le sue risposte.

Le tue domande sui siti WordPress

Dovrei creare una newsletter nel mio blog usando GetResponse, puoi spiegare come fare? Si può utilizzare l’email creata in fase di configurazione del sito? E per quanto riguarda la privacy policy?

Per l’integrazione con il tuo sito puoi usare il plugin gratuito creato proprio da GetResponse. Per la privacy policy è sempre meglio sentire il parere di un legale. Ti suggerisco anche di dare un’occhiata al servizio di Iubenda.

Per il backup cosa consigli?

Personalmente mi sono sempre trovato bene con UpdraftPlus. QUI puoi trovare un mio articolo nel quale ti segnalo anche altre alternative.

Quindi su Hosting SiteGround consigli di utilizzare SOLO la loro cache?

Solitamente è più che suffiiciente nella maggior parte dei casi. Se vuoi qualcosa in più, il plugin WP Rocket è un’ottima soluzione facile da utilizzare che permette di ottenere buoni risultati. QUI trovi un approfondimento.

Che dimensione consigli per le immagini?

Dipende dal tema che utilizzi e quindi dalle dimensioni delle varie aree di contenuto. È impossibile rispondere a questa domanda con una dimensione precisa delle immagini. Inoltre oltre alla dimensione è molto importante l’aspect ratio delle immagini, ossia il rapporto tra la base e l’altezza di un’immagine.

Puoi spiegare brevemente cos’è “Heartbeat” e se conviene sostituirlo con un cronjob?

Heartbeat sono delle API di WordPress che, in parole semplici, permettono la comunicazione tra il client (il browser) e il server quando un utente si trova nell’area di amministrazione di un sito WordPress. È possibile limitare la frequenza di queste chiamate usando un plugin come Heartbeat Control. I cronjob sono invece un’altra cosa e in questo caso potresti sostituire WP_CRON con un cronjob eseguito dal server.

Una domanda sulla sezione “utenti”. Me ne appaiono 574, tutti sottoscrittori. Che vuol dire?

Molto probabilmente hai lasciato attiva la possibilità di registrarsi al tuo sito nelle impostazioni generali del tuo sito.

Lato server quali sono le operazioni preliminari e più importanti da effettuare quando si inizia a creare un nuovo sito WordPress?

Dipende. Se usi un piano di hosting gestito come SiteGround non c’è poi molto che puoi/devi fare. Viceversa invece se installi WordPress su un server del quale hai pieno controllo ci possono essere moltissimi interventi di ottimizzazione da effettuare.

Se scelgo da wordpress.org e devo poi personalizzare il mio tema, ci sono dei tutorial in italiano che suggerisci?

Purtroppo a seconda del tema scelto le procedure possono essere diverse. Alcuni temi possono essere personalizzati comodamente dall’interfaccia di WordPress. Per altri invece è sempre necessario mettere mano al codice.

Se ho già un sito con un tema e vorrei cambiarlo, cosa rischio nel caricare un altro tema?

Dipende dal tema. Per alcuni non rischi nulla. Con altri temi puoi dover passare delle ore a ricostruire tutto.

Nell’impostazione della “lingua del sito”, esiste la possibilità di scegliere due lingue, nel caso di un sito bilingue?

Considera che l’impostazione lingua del sito non è una funzione per poter gestire un sito in più lingue. Per quello ti servono plugin appositi come ad esempio WPML o Polylang.

Vorrei chiedere dove si inserisce la “description” del sito, intendo quella frasetta che c’è sotto al titolo del sito su google o motori di ricerca.

Alcuni temi ti offrono questa possibilità. Altrimenti puoi installare un plugin come Yoast SEO o All in One SEO Pack.

Quale tema è più leggero per avere un sito veloce con poche chiamate al server (JS-CSS-HTML) e al contempo altamente personalizzabile?

GeneratePress e Astra sono due ottimi temi sufficientemente leggeri e personalizzabili.

Quali sono i pug in di base che devono essere installati dopo l’installazione di WP?

Il minor numero possibile. Ma tendenzialmente almeno Yoast SEO, UpdraftPlus, Loginizer, Heartbeat Control, Social Warfare e Classic Editor sono quelli che installo quasi sempre.

Tiziano, col plugin che ci hai consigliato prima, Updraft, il backup è automatico?

Puoi impostarlo sia in modo manuale che automatico.

Come fare a ottimizzare le ca 3.000 foto caricate nel blog. Devo affrontare una titanica e impossibile ottimizzazione una per una? ed eventualmente è meglio ottimizzarle nel pc e poi caricarle in sostituzione di quelle pubblicate?

Esistono plugin come EWWW Image Optimizer, ShortPixel Image Optimizer, Kraken, Imagify e molti altri che ti permettono di avviare l’ottimizzazione di tutte le immagini del sito. Alcuni di essi però richiedono un piano a pagamento.

Quant’è il peso ideale per singola foto (in KB) per un sito con molte foto? Nel mio caso è un blog di viaggi e sono un fotografo.

Il consiglio è quello di prendere una tua foto “standard” e prova a caricarla su uno strumento come Kraken per ottimizzarla. Il peso ideale è il più basso possibile compatibilmente con la qualità che vuoi mantenere.

Tema responsive o tema mobile separato dal tema desktop? C’è differenza?

Sì, sostanzialmente il tema responsive è un tema unico che si adatta ai vari dispositivi (ed è la strada che ti consiglio). Con un tema mobile separato devi sostanzialmente gestire due temi distinti.

Vorrei un chiarimento, prima nel corso dl webinar hai parlato di “pagine” di WP. La home come presentazione iniziale e sempre fissa in anteprima, e una seconda dove si scrivono i vari articoli. E’ verosimile pensare che la seconda pagina conterrà da uno a infiniti articoli che nel tempo si potranno scrivere? Ha senso e perché si potrebbe o dovrebbe creare altre pagine?

Purtroppo la definizione di “Pagina” è piuttosto generica. Su WordPress ci sono “Pagine” che crei singolarmente e nelle quali inserisci dei contenuti manualmente. Poi ci sono invece pagine che vengono create in automatico perché sono fondamentalmente dei contenitori di articoli o altre pagine.