Come si può iniziare o riprendere a fare business dopo il Covid? Le domande e le incertezze sono molte, soprattutto per chi ha una piccola attività e per chi lavora come autonomo.
Ripartire dalla presenza online è fondamentale!
In questo webinar Barbara Damiano, blogger professionista con milioni di visite ed esperta di content marketing, SEO e native advertising, ci mostra come potenziare il proprio sito e migliorare la presenza online. Analizziamo gli elementi essenziali di sito web e blog, la scelta e il presidio dei canali social e le funzionalità che permettono di attivare nuovi contatti e trasformarli in potenziali clienti.
Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.
L’Email Marketing è fondamentale nelle strategie di marketing moderno, poiché è uno strumento diretto capace di generare conversioni maggiori rispetto ad altri canali (se ben utilizzato). Spesso però vi è poca strategia dietro l’invio di email e newsletter e questo fa sì che i risultati non ottimali portino a una sottovalutazione dello strumento
Vediamo insieme ad Alessandra Farabegoli, docente di digital marketing, autrice di numerosi libri e co-fondatrice di Digital Update e Freelancecamp, le strategie che da anni adotta per rendere efficace la comunicazione con utenti e clienti. Nello specifico:
come gestire una mailing list e come farla crescere nel rispetto delle regole della privacy.
come sviluppare un piano editoriale sostenibile (cosa scrivere, quando e a chi).
come scrivere email che funzionano, che vengono aperte e che convertono, senza che finiscano in spam.
Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandra Farabegoli 👇
Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.
Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande ad Alessandra e qui di seguito trovate le sue risposte.
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GDPR
Come gestite correttamente il GDPR con MailChimp? È difficilissimo creare un Form MailChimp con la funzione sulla GDPR integrata. Avevo provato con HubSpot ma né io né i tecnici siamo stati in grado di far arrivare i parametri che MailChimp richiede per la GDPR.
Premessa: la funzionalità “GDPR” di Mailchimp non è altro che un modo veloce di gestire le informazioni relative ai permessi di trattamento dei dati, ma attivarla su una audience non è di per sé garanzia di “essere in regola” né di “gestire correttamente”. La base giuridica “consenso” sussiste quando:
Informiamo le persone in modo chiaro sul trattamento dei loro dati, e, se ci sono tipi diversi di trattamento, consentiamo di dare il consenso in modo distinto per ciascuno di questi
Il consenso è documentabile e revocabile.
Se si attivano le funzionalità GDPR su una audience Mailchimp, i moduli di iscrizione / aggiornamento dati e le landing page prodotti all’interno di Mailchimp integrano nativamente i campi necessari per il consenso; in ogni caso, si tratta di dati modificabili via API e/o attraverso una import ben configurata.
Quanto al collegamento fra le piattaforme terze come Hubspot e Mailchimp, bisogna capire come queste interagiscono e quali chiamate alle API vengono fatte; se la cosa si dovesse rivelare troppo ostica, si può comunque raccogliere e documentare il consenso senza attivare le funzionalità GDPR di Mailchimp, purché siano rispettate le condizioni dette sopra.
Per inviare le newsletter utilizzo Jetpack, ma non c’è la possibilità di informare gli utenti sulla GDPR, come risolvo?
Forse Jetpack non è (più) lo strumento giusto per inviare newsletter, ed è meglio passare a un mailer che consenta di distribuire i contenuti del sito e anche di gestire correttamente il consenso.
Ho un sito ecommerce di abbigliamento, nel momento in cui i clienti ordinano un capo, inseriscono la loro email. Potrei avere il loro consenso scrivendo semplicemente una email dicendo che i loro dati verranno trattati per ricevere promo?
La relazione cliente/fornitore è già di per sé una base giuridica valida per il trattamento dei dati a fini di marketing, purché questo rientri nelle ragionevoli aspettative dei clienti e questi possano disiscriversi. Come spiegato durante il webinar, meglio evitare di cominciare da zero a inviare mail promozionali a clienti inattivi da tempo, perché anche il consenso dato esplicitamente si considera “non eterno” (tanto che molte piattaforme, se abbiamo tenuto inattiva una lista per più di 6 mesi, ci chiedono di far rinnovare l’iscrizione).
Plugin e piattaforme
Quale plugin potrei utilizzare per fare email marketing e per creare DEM?
Io uso Sendiblue ma il plugin crea dei problemi al mio sito creato con WordPress. Come lo risolvo ?
Quale consigliate come gestore newsletter per un sito WordPress? E invece per Prestashop?
Cosa ne pensi di Flodesk?
Vorrei dare una risposta unica a tutte queste domande: di piattaforme per creare newsletter e demo ce ne sono migliaia, alcune più diffuse (Mailchimp ha il 60% di share of market) altre più di nicchia; io, oltre a conoscere molto bene Mailchimp, ne ho provate altre (ActiveCampaign, MailUp, Klavijo, Mailerlite, VoxMail per citare le prime che mi vengono in mente), ma il mio mestiere non è recensire piattaforme, quanto aiutare i clienti a definire la strategia e portarla avanti nel modo migliore, a prescindere dalla piattaforma. Flodesk non la conosco, quindi non posso dare giudizi.
Stesso discorso per i plugin che servono a integrare piattaforme e siti web o ecommerce: probabilmente ne esistono decine di migliaia, sia prodotti dai mailer, sia dagli sviluppatori dei CMS ed ecommerce, sia da terze parti, e poi esiste sempre l’opzione di far sviluppare delle integrazioni custom-made che fanno chiamate alle API dei mailer, e a volte è la soluzione migliore (anche se ovviamente richiede competenze di programmazione che non sempre sono alla portata dei progetti piccoli).
Strategia
Qual è la migliore strategia per creare una mailing list? Ovvero, come presentare ai visitatori l’invito all’azione nei modi più efficaci su un blog?
Dipende 🙂
Una volta che abbiamo definito chi vogliamo invitare nella mailing list e la reason why, il vantaggio che queste persone avranno sia nel momento in cui entrano in lista (contenuti di benvenuto, sconti, omaggi) sia nelle fasi successive (che tipo di messaggi riceveranno, con quale frequenza), dobbiamo “solo”… farglielo sapere, cioè spiegarglielo bene e nel/nei momento/i più opportuno/i.
Banche dati
Esistono dei servizi che potete consigliare di acquisto banche dati di pubblico profilato a cui poter inviare dem?
Esistono servizi che consentono di inviare DEM a indirizzi profilati: non ti consegnano quegli indirizzi, ma mandano loro la DEM che hai preparato. Io in genere consiglio di valutare con moltissima attenzione sia la serietà dell’azienda, sia la reale efficacia di questo genere di campagne, perché l’email marketing non è il mezzo migliore per un “contatto a freddo”.
Io vorrei sapere quali garanzie abbiamo che i nostri indirizzi email non vengano venduti ad altri.
Premesso che vendere dati e indirizzi è un reato, quindi chi ha intenzione di commetterlo non lo scrive certo nell’informativa, dobbiamo fare attenzione ai soggetti a cui lasciamo i nostri dati e fare quella fatica in più di leggere con attenzione le clausole delle informative e i tipi di trattamenti a cui diamo il consenso. E anche curare la sicurezza delle nostre password e dei nostri dispositivi, per evitare intrusioni e furti di dati.
Un database email regolarmente acquistato da regolare societá USA come viene visto? (solo email no altri dati come nome, età, nome, etc.)
Non acquistate indirizzi email, sono soldi spesi male; anche se si tratta di indirizzi di aziende e non di singole persone, mandare messaggi “in bulk” a persone che non vi conoscono è percepito come un’intrusione fastidiosa; ci sono modi e canali migliori per il primo contatto.
Varie ed eventuali
Si dovrebbero disiscrivere o cancellare gli utenti dormienti?
Gli iscritti inattivi possono essere risollecitati, cercando di risvegliare il loro interesse; se questo non funziona, meglio disiscriverli per non fare abbassare inutilmente i tassi di apertura della lista.
A volte le nostre newsletter finiscono in “promozioni” (su Gmail) e i clienti non le leggono perché non aprono quella tab. Li considero inattivi?
I clienti non leggono le newsletter noiose o inutili; se una newsletter è utile, interessante, divertente, viene letta anche quando arriva nel tab “Promozioni”, che è il posto dove deve finire dato che non si tratta di un messaggio “personale”.
Se i tassi di apertura sono bassi, non diamo la colpa a Gmail, ma interroghiamoci se davvero scriviamo newsletter e DEM coi contenuti giusti, alle persone giuste, nei momenti giusti.
Come comportarsi per l’autenticazione del server di invio se la dem viene inviata da una concessionaria esterna?
Se “concessionaria esterna” è qualcuno che manda email a nome suo, si dovranno occupare loro di autenticare i server; se è un’agenzia, si suppone che mandi DEM e newsletter da un account di nostra proprietà, quindi dovremo essere noi a fare l’autenticazione.
Che tipo di email dovrei mandare per capire chi legge effettivamente le newsletter e chi invece sarebbe meglio cancellare?
L’analisi della audience, dei suoi bisogni e delle sue aspettative, per capire quali messaggi mandare, sarebbe da fare “prima”; e da rifare periodicamente, perché i progetti evolvono e anche le persone che li seguono.
La mail di riattivazione, tipicamente, è un messaggio con un oggetto diverso dal solito, e costruito in modo da catturare il più possibile l’attenzione di chi legge; questo è uno dei casi in cui può valere la pena di usare il nome (“ALESSANDRA, perché non mi leggi più?”), che, per quanto possa sembrare scontato, è sempre qualcosa che accende una lampadina in chi legge.
Le professioni digitali sono ancora poco considerate dalla legislazione italiana ma chi lavora nel mondo dell’online sa bene quanti e quali rischi ci sono nel svolgere attività che riguardano la comunicazione del cliente che tanto è importante oggi. Non parliamo solo del problema del pagamento ma tutto quello che può riguardare ad esempio i danni alla brand reputation.
Poi ci sono tutti i problemi legati a un cliente che ritarda nel consegnare il materiale o ad approvare l’avanzamento dei lavori. In tutto questo, non vanno sottovalutati i diritti relativi alla proprietà intellettuale di quanto realizzato o alla conclusione anticipata di un rapporto di collaborazione.
Vediamo insieme a Alessandro Vercellotti, l’Avvocato del Digitale, founder e partner dello studio Legal for Digital, formatore aziendale e autore per Flaccovio Editore, come creare contratti nel mondo del digitale che ti permettono di tutelarti senza rischiare di dover pagare per i tuoi clienti.
Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandro Vercellotti 👇
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Scrivere le pagine di vendita per i tuoi prodotti e i tuoi servizi ti toglie il sonno? Insieme vedremo come progettare e scrivere contenuti che funzionano: quelli che illuminano i tuoi punti di forza, rispondono ai bisogni dei tuoi clienti e insieme creano pagine di vendita interessanti, piacevoli da leggere e convincenti.
Che cos’è una Sales Page?
Una Sales Page non è altro che una pagina di vendita. Una pagina che fa parte della struttura del tuo sito e che corrisponde a una voce del tuo menu visitabile e consultabile.
È importante che ogni prodotto o servizio che includi nel tuo sito abbia una sales page dedicata, ma ancora più importante è che essa descriva il prodotto in termini di benefici per i tuoi clienti. Le sales page devono parlare dei bisogni e delle esigenze dei clienti più che dell’azienda e dei prodotti. Devono essere un punto di riferimento per chi ha una necessità da risolvere.
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Vediamo insieme a Daniela Scapoli, Content Writer e Editor che da anni scrive testi per siti web, blog e newsletter, come trasformare le pagine del tuo sito in pagine che vendono per davvero.
Sfoglia o scarica la presentazione di Daniela Scapoli 👇
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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Daniela e qui di seguito trovate le sue risposte.
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Le sales pages devono avere caratteristiche diverse dalle landing pages oppure possono essere equivalenti e avere gli stessi contenuti?
In linea di massima, a livello di contenuti, puoi considerarle equivalenti (anche una sales page può essere una pagina di atterraggio): in genere, le landing page non compaiono nel menu di navigazione del sito e non hanno il menu, perché devono far restare le persone sulla pagina. Sono pagine sulle quali atterri da campagne pubblicitarie di vario tipo e possono avere come obiettivo la raccolta dei dati, spesso in cambio di un incentivo come un ebook gratuito.
Ci sono strategie o trucchi per immedesimarsi nel mondo del cliente ideale?
Ce ne sono molti e a tanti livelli di raffinatezza: per iniziare, ti consiglio di cercare informazioni sulla mappa dell’empatia, con una ricerca su Google troverai tanti esempi utili su come usarla
Quale differenza c’è fra una scrittura efficace per una sales page e scrittura efficace per un post sponsorizzato di Facebook?
Scrivere testi più brevi e accattivanti spesso è più difficile che scrivere sales page: ci vuole un po’ di esercizio per condensare in poche parole le ragioni per cui le persone che vedranno il tuo post dovrebbero fare quello che gli stai chiedendo e quali benefici ne ricaveranno, ma mantieni saldo questo punto di vista per evitare di ridurre il tuo post a una semplice e più sterile descrizione della tua offerta. Anche in un post corto puoi aprire chiarendo a chi ti stai rivolgendo, sviluppare il tuo testo attorno ai “pain points” e poi chiudere con una call to action ben formulata.
La sales page dovrebbe essere la home page?
La home page ha una funzione diversa: se entri su un sito dalla pagina iniziale, questa deve farti capire con chiarezza dove ti trovi e guidarti all’esplorazione del sito, quindi anche a scoprire le varie pagine dedicate ai prodotti e ai servizi.
Se si ha uno store su Etsy, hai qualche consiglio da dare per rendere accattivante gli annunci su questa piattaforma?
A livello di contenuti, gli stessi consigli che ho dato per le sales page: racconta bene il prodotto, come lo hai fatto e con quali materiali, le sue caratteristiche così come le destinazioni d’uso (dipende anche da quanto è particolare quello che produci) e altre idee per usarlo. E belle foto, mi raccomando!
Come fare a creare sales paghe in caso tu stia vendendo prodotti d’antiquariato e ne stai vendendo centinaia?
Se sono divisi per categoria e se hai una pagina madre per categoria di prodotto, puoi lavorare anche su quella per raccontare gli oggetti che il visitatore potrà trovare approfondendo la ricerca. Non sono un’esperta di antiquariato ma come visitatore di un sito mi apetterei di trovare nelle schede prodotto le informazioni fondamentali che mi raccontano un po’ la storia del pezzo e sicuramente in che condizioni è. È un lavorone, lo so!
Un template del genere come lo si può applicare ad un blog (es. cucina) oppure ad una struttura ricettiva?
Prendiamo l’esempio del blog di cucina: se sei una professionista del settore e usi i tuoi post (che immagino saranno ricette) per mostrare come lavori, ti direi di concentrarti sulle altre pagine, a partire dall’about page: anche quando racconti chi sei lo puoi fare parlando di te in ottica di quello che sai e puoi fare per chi potrebbe chiederti una collaborazione.
Il tema WordPress Divi ti dà accesso a un potentissimo page e theme builder che ti consente di realizzare visivamente ogni singolo aspetto del tuo sito: dalla grafica degli articoli alle pagine prodotto di WooCommerce.
Insieme a Elementor e Brizy, Divi è tra i page builder più usati al mondo!
l’usabilità e l’estrema intuitività del suo builder,
la disponibilità di centinaia di layout grafici pre impostati e di altissima qualità che ti consentono di creare landing page, e-commerce, blog e siti vetrina dall’aspetto professionale anche se parti da zero,
le centinaia di community di supporto sparse per il mondo,
le potenzialità infinite grazie alle integrazioni con plugin di ogni tipo.
Rispetto agli altri page builder Divi ha una maggiore attenzione a tutti gli aspetti di web design e fornisce strumenti più immediati per aiutare al meglio anche chi non è un designer professionista.
In questo webinar esploriamo Divi in ogni suo dettaglio e scopriamo insieme se questo fantastico tema WordPress fa per te e se è la scelta giusta per il tuo prossimo progetto online!
Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.
Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Pascal e qui di seguito trovate le sue risposte.
Le tue domande su Divi
Ho un abbonamento con Elementor, quali sono le ragioni per le quali dovrei passare a Divi?
Divi e Elementor sono entrambi ottimi strumenti, a mio avviso Divi offre più potenzialità per il web design e per la facilità di creazione delle pagine e dei contenuti, Elementor invece è attualmente imbattibile per gli strumenti di marketing come il suo widget di contatto, che funziona anche da optin, e il sistema di popup integrato. Qui trovi un video + post per approfondire il confronto tra Divi e Elementor.
SEO e DIVI: ci potresti dare qualche info su come l’utilizzo di Divi ha effetti sulla SEO?
Divi, come tutti i temi e i page builder premium per WordPress, è perfettamente strutturato per sostenere una buona strategia SEO, è compatibile con Yoast SEO, con Rank Math e con tutti i principali plugin per gestire la SEO del proprio sito. Qui un video dove approfondisco la SEO con Rank Math.
Per migliorare le performance di Divi esistono dei plugin diversi tra cui DIVI Enhancer quale è il migliore e/o il più consigliato?
Per migliorare le performance consiglio vivamente di partire da SiteGround Optimizer se si usa SiteGround come hosting, è uno dei plugin più semplici e efficaci per la gestione dell’ottimizzazione delle performance. Altri plugin che ho testato con Divi e che hanno dato ottimi risultati in termini di performance sono: Autoptimize, WP Rocket, Flying Pages.
Per quanto riguarda la funzione responsive, è necessario modificare ogni singola sezione creata impostandola su modalità smartphone?
Non necessariamente, Divi ha già pre integrata una sua funzione responsive per le sezioni e per i moduli. Se si vogliono personalizzare nel dettaglio le opzioni di visualizzazione si può ricorrere poi alla modifica di ogni impostazione per ogni singolo dispositivo.
Per chi ha già un sito web e vuole passare a Divi (o a Elementor), deve impostare in off il sito web durante la modifica e la definizione del sito nuovo? Oppure il sito vecchio può rimanere pubblico e si può lavorare su quello nuovo nel mentre?
Di solito l’ideale è creare un’area di staging in locale o online sul proprio spazio hosting. In questa area staging si possono fare tutti i test e si può imbastire il nuovo sito. Una volta terminato il sito si sincronizzano eventuali clienti o iscritti e poi si procede alla sostituzione del sito vecchio con quello nuovo. Io di solito uso plugin come UpdraftPlus Migrator o All in one WP Migration per gestire lo spostamento di qualsiasi sito WordPress. Qui trovi una nostra guida sulla migrazione di siti WordPress.
Anche con Divi è utile costruire il sito sul child?
Certo, l’uso del tema child è sempre indicato in questi casi. Il tema child ti consente di creare delle personalizzazioni avanzate al file functions.php o di inserire personalizzazioni a livello dei file del tema, senza che queste vengano sovrascritte con l’aggiornamento del tema padre.
In Divi nei settings ci sono “Minify And Combine Javascript Files” e “Minify And Combine CSS Files” da attivare . Secondo me non funziona nel migliore dei modi in quanto Google Pagetechnology li indica sempre come lenti e consiglia modifiche. Cosa consigli a riguardo?
Come detto in una delle domande precedenti, consiglio di usare SiteGround Optimizer ed eventualmente fare dei test con altri plugin di ottimizzazione come WP Rocket o simili.
Ho attivo un eCommerce con tema Enfold tramite WooCommerce. Installando Divi posso procedere andando a modificare e personalizzare le pagine già esistenti create con WooCommerce? Se si, ho dei limiti rispetto ad avere il tema Divi nativo anche in termini di velocità?
Non consiglio di mischiare troppi strumenti su uno stesso sito. Enfold è già un tema ricco di potenzialità e di funzioni avanzate, installando la versione plugin del Divi Builder si potrebbe appesantire un po’. Prova a fare dei test su un’area di staging e vedi come reagisce. Altrimenti ti consiglio di provare ripartendo da zero, se ti interessa abbiamo su Imparaqui un corso approfondito su Divi e WooCommerce.
Io mi trovo quasi sempre delle visualizzazioni in modalità smartphone diverse dalla reale visualizzazione che compare sul mio telefono (ho un iPhone 6). Come mai? Può dipendere da qualche mio errore o è un problema di Divi?
Di solito è sempre bene controllare su diversi dispositivi e fare delle eventuali rifiniture usando il CSS. Se le grafiche sono molto diverse rispetto all’anteprima responsive di Divi potrebbe trattarsi di un bug o di qualche opzione settata male. Scrivendo all’assistenza di Divi puoi farti aiutare ulteriormente e capire se si tratta di errori tuoi o bug del builder.
Si può fare una traduzione da Italiano a Francese dei nuovi moduli nella sezione Generatori di temi, con WPML?
Per gestire le traduzioni interne al tema e al page builder suggerisco di usare il plugn Say What? Qui trovi una breve spiegazione su come usarlo con Divi.
Quali sono le performance di DIVI a livello di First Contentful Paint e First Meaningful Paint
Possono variare molto a seconda della quantità di plugin aggiuntivi installati sul tuo sito. Per gestire l’ottimizzazione consiglio SiteGround Optimizer, WP Rocket o simili.
Divi è compatibile con il Plugin WPBakery Page Builder? (nel caso in cui volessi utilizzarlo come variante in una pagina del sito)
Possono coesistere se carichi il Divi Builder nella sua “versione plugin” e se li usi su pagine diverse del sito ma rischi comunque di andare in contro a qualche conflitto. Se vuoi usare Divi solo per alcune landing page valuta di installarlo su un sottodominio o sottocartella.
Certe volte nasce l’esigenza di trasformare in app un sito web. Divi è compatibile con plugin come Web2App?
Non ho mai avuto esperienza di questo tipo di interventi. Il consiglio che ti do è contattare le rispettive assistenze di Divi e di Web2App per sapere il grado di compatibilità e la fattibilità dell’operazione.
Elementor è un page builder per WordPress rapido e performante che permette a principianti e a professionisti di realizzare siti internet efficaci in poco tempo e con ottimi risultati.
Il grande vantaggio dei page builder come Elementor è quello di poter realizzare visivamente ogni aspetto di un sito: le pagine statiche, la struttura degli articoli e gli archivi del blog, le schede prodotto di un e-commerce, e tantissimo altro! Con Elementor non serve mettere mano al codice o avventurarsi lontano con php, CSS e HTML, ma è sufficiente avere una buona guida iniziale per prendere confidenza con lo strumento.
In questo webinar Pascal Claro, YouTuber, Blogger e Web Designer esperto di WordPress e Web Marketing, fondatore della scuola online di imparaqui.it, ci mostra i passaggi per iniziare a lavorare con Elementor, la configurazione ideale per chi parte da zero e i principali tipi di siti che possono essere realizzati con questo potente strumento.
Sfoglia o scarica la presentazione di Pascal Claro 👇
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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Pascal e qui di seguito trovate le sue risposte.
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Usare Elementor è alternativo a WordPress?
No. Elementor e Elementor PRO sono dei un plugin per WordPress quindi hanno bisogno di questo CMS per funzionare ed essere utilizzati.
Gutenberg può sostituire Elementor?
Solo per alcune funzioni base di creazione delle pagine. Le funzionalità di Gutenberg sono ancora limitate dal punto di vista della personalizzazione. Usando solamente Gutenberg, allo stato attuale, non è possibile intervenire su header, footer, gestione archivi e liste di post, custom post type, blocchi avanzati per gestione newsletter e form di contatto, ecc. Con Elementor PRO invece, si possono eseguire tutte queste personalizzazioni e si ha una libertà di intervento maggiore rispetto all’editor a blocchi. Probabilmente Gutenberg arriverà agli stessi livelli di Elementor e degli altri page builder fra qualche anno.
Elementor rallenta la velocità del sito? Quanto impatta l’uso di Elementor sulla PageSpeed ed è possibile velocizzare il suo caricamento?
Come tutti i page builder Elementor non è leggero. Per velocizzare il sito bisogna scegliere dei plugin di ottimizzazione come SiteGround Optimizer, WP Rocket o simili e lavorare molto sulla compressione delle immagini, sul limitare il numero di plugin installati, limitare i video e i file embeddati nelle pagine.
Se ho già un sito WordPress con un tema e passo a Elementor (Free o Pro) cosa succede? Devo cambiare tema? Perdo l’attuale design?
Dipende dal tema che hai. Se è un tema compatibile con Elementor ti basterà installare Elementor e attivarlo sulle pagine che vuoi modificare. Se usi Elementor PRO potrai prendere il controllo del sito passo passo usando le funzione del theme builder, senza paura che si scombinino i contenuti del sito.
Elementor PRO o versione PRO del tema? La versione PRO di Elementor è in grado di far performare al massimo un tema free WP? O l’unica soluzione sarebbe quella di acquistare entrambi, in versione PRO?
Come ho sottolineato nel webinar: se si usa Elementor PRO il tema diventa inutile, è quindi consigliabile scegliere Hello Elementor o dei temi base compatibili con Elementor. Se si usa Elementor Free allora è sufficiente scegliere un buon tema moderno e compatibile con Elementor (es. Blocksy qui un tutorial su questo tema), in questo secondo caso ci saranno tuttavia molte limitazioni di personalizzazione del sito.
Se acquisto Elementor Pro per un anno, cosa succede al sito se non rinnovo dopo la scadenza?
Semplicemente non si ricevono più gli aggiornamenti del plugin e non si ha più accesso all’assistenza premium sul sito di Elementor. La mancata ricezione di aggiornamenti può portare alla lunga a incompatibilità con WordPress o con temi e plugin di terze parti. Infine si rischia di non ricevere importanti aggiornamenti per la sicurezza.
È possibile creare un questionario con Elementor Pro?
Dipende. Se vuoi creare un semplice form per raccogliere risposte lo puoi fare con il Widget “Modulo” che è molto versatile e contiene campi di ogni tipo: checkbox, testo, radio buttons, ecc. Se però vuoi creare un questionario avanzato con multi step e altre funzioni dedicate, allora serve un plugin esterno.
Posso creare e gestire pagine con lo stesso dominio utilizzando Divi su alcune e Elementor Pro su altre?
Meglio non mischiare i due page builder nella stessa installazione di WordPress, è preferibile usare un sottodominio o una sottocartella.
Elementor va in conflitto con gli elementi del tema? Ad esempio, se voglio creare un footer alternativo, perchè quello del tema non mi piace, posso farlo senza problemi?
Sì, se hai Elementor PRO per creare il piè di pagina, allora il footer del tema verrà sovrascritto. Ricorda comunque che, data la grande varietà di temi, potrebbe capitare che in alcuni casi ci siano dei conflitti.
Scrivendo un articolo in una sezione su un’unica colonna, usando l’editor di testo, non riesco a inserire a metà articolo un’immagine di fianco a un testo (su 2 colonne). E’ possibile?
Per scrivere gli articoli consiglio sempre di usare Gutenberg per i contenuti e Elementor PRO per definire gli elementi dinamici a contorno dell’articolo (autore, immagine in evidenza, post correlati, ecc.). Se vuoi comunque usare Elementor e creare una sezione con testo e immagine su due colonne affiancate dovrai usare il widget “Sezione interna” Per approfondire la creazione di un blog con Elementor invito a seguire il corso Elementor Basic su Imparaqui.
C’è un’immagine stereotipata attorno al mondo dello smart working e del lavoro da remoto che purtroppo è abbastanza lontana dalla verità. Lavorare da remoto in modo produttivo non è per niente semplice.
Per essere un “remote worker” di successo non bastano le tecniche e gli strumenti giusti. Per rimanere produttivi ed essere soddisfatti del proprio lavoro, occorre sviluppare consapevolezza, avere molta disciplina e proattività.
L’ospite di questo webinar è Alberto Mattei, ideatore e fondatore di nomadidigitali.it, un progetto collaborativo e autofinanziato che nasce con l’obiettivo di diffondere in Italia il nomadismo digitale e la cultura del lavoro da remoto. Alberto ci mostra il significato di lavoro da remoto e smart working e come approcciarsi al meglio a queste modalità di lavoro.
Sfoglia o scarica la presentazione di Alberto Mattei 👇
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Il tuo sito web è adeguato alle normative vigenti e ai requisiti introdotti da GDPR e Cookie Law? Vediamo insieme tutto quello che devi sapere per adeguare i tuoi siti in materia di privacy policy, cookie e raccolta del consenso per proteggere i tuoi interessi e i tuoi contenuti e, nel caso di un eCommerce, definire le condizioni di vendita.
Silvio Bompan, Content Manager di iubenda, ci mostra i principi fondamentali a come rispettarli, facendo chiarezza sui falsi miti e sui dubbi che ci sono sul tema.
Sfoglia o scarica la presentazione di Silvio Bompan 👇
Lo sapevi? SiteGround e iubenda hanno stretto una partnership! Solo per voi è possibile avere uno sconto unico sui servizi iubenda, che vi permetteranno rendere compliant il vostro sito web in modo semplice e veloce.
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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Silvio e qui di seguito trovate le sue risposte. Queste risposte possono contenere delle semplificazioni e non sono in alcun modo da intendersi come una consulenza legale, né instaurano alcun tipo di relazione avvocato-cliente.
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In quali casi è caldamente consigliata una consulenza, ed in quali invece il servizio di iubenda può bastare?
Innanzitutto è bene sottolineare che le nostre soluzioni software sono sviluppate secondo le indicazioni di un team legale internazionale fatto di professionisti che monitorano costantemente le principali normative, come il GDPR e la Cookie Law in Europa, il CCPA statunitense e l’APP australiano.
Ovviamente, essendo una soluzione in self-provisioning, è l’utente finale che procede in autonomia nella configurazione e nell’implementazione dei servizi. Per questo, puoi senz’altro mettere in regola il tuo sito/app utilizzando i servizi di iubenda, a patto che la configurazione venga effettuata correttamente.
Se hai bisogno di assistenza al riguardo, puoi contattare il team di supporto o consultare la documentazione disponibile all’indirizzo www.iubenda.com/it/help
Per avere la certezza di essere in regola al 100%, bisognerebbe poi rivolgersi a un consulente legale per revisionare a 360° non solo il tuo sito/app, ma anche la tua organizzazione. Ricorda infatti che i requisiti di legge non si applicano solo al tuo sito/app, ma all’intera attività.
La Consent Solution è obbligatoria per tutti i siti?
Potrebbe non esserlo se le tue attività rientrano nella base giuridica del contratto o del legittimo interesse (es. un form di contatto con la sola richiesta di informazioni/preventivo/prenotazione o una campagna DEM).
Se invece i tuoi moduli di raccolta dati rientrano nella base giuridica del consenso, dovrai poter dimostrare il consenso in modo inequivocabile, recuperando una serie di informazioni che sono archiviabili con la nostra Consent Solution.
Ti ricordo che la base giuridica non può essere scelta a piacimento, ma è conseguenza delle attività di trattamento che svolgi. Per fugare ogni dubbio (e non correre rischi) il consiglio è quello di rivolgersi a un legale per una consulenza.
Un sito che utilizzi solo google analytics con anonimizzazione degli IP è tenuto ad avere banner cookie e relativa policy?
Operando in Italia, anonimizzando gli IP ed evitando la condivisione dei dati non effettueremo profilazione (almeno secondo le indicazioni del Garante Italiano) e ci basterà disporre di una privacy e cookie policy dove andremo a indicare che ci serviamo di Google Analytics con IP anonimizzato.
Tieni presente che questa esenzione potrebbe non essere applicabile in tutti i Paesi, in quanto dipende dalla specifica normativa locale. Rivolgendoci ad un’utenza globale è quindi buona prassi disporre anche di un cookie banner e bloccare preventivamente gli script di Google Analytics.
Se cambio il mio provider di email marketing, devo richiedere il consenso di utilizzo dell’email per attività di marketing? Oppure devo solo comunicare il cambio del provider? Oppure non sono tenuto a fare nulla?
Se hai già ottenuto un consenso in linea con i requisiti del GDPR ti basterà aggiornare la tua privacy e cookie policy con una clausola relativa al nuovo provider e rimuovere il precedente.
Con iubenda puoi modificare la tua privacy policy esistente aggiungendo un nuovo servizio che prima non stavi utilizzando, o aggiornare la ragione sociale e l’indirizzo del titolare del trattamento. O ancora, puoi modificare l’elenco dei dati raccolti dal tuo sito web e elencati nell’informativa. Il tutto senza costi aggiuntivi e senza dover modificare il codice di integrazione sul tuo sito/app.
Nel caso il Titolare del trattamento coincida col Responsabile del trattamento è necessario specificarlo, o se è indicato solo il Titolare è implicito che sia anche il Responsabile?
Il responsabile del trattamento è una persona fisica o giuridica esterna, qualora non sia presente una figura di questo tipo non è necessario nominarla. Un esempio per chiarire la differenza tra titolare del trattamento e responsabile del trattamento: una società può raccogliere informazioni sugli utenti tramite il proprio sito web e memorizzarle utilizzando un servizio in cloud di terza parte. In questo scenario, la società è il titolare del trattamento dei dati, mentre l’organizzazione che eroga il servizio in cloud è il responsabile del trattamento dei dati.
Se ho una lista contatti email consistenti da anagrafica gestionale interna della nostra azienda come posso ovviare al GDPR per utilizzare tali email? Invio prima una richiesta?
Usando un anti-spam come RECAPTCHA di Google v1 v2 v3 non può essere usato se non si accettano i cookie di terze parti?
Google reCAPTCHA fa uso di cookie che non rientrano nella categoria di cookie esenti dall’obbligo di consenso. Andrà quindi bloccato preventivamente, ad esempio – se si utilizza la nostra soluzione – ricorrendo al tagging manuale o, se si usa WordPress, tramite il nostro plugin (rientra tra i cookie riconosciuti e bloccati automaticamente).
Devi risalire al servizio di Google che ne fa uso (potrebbe ad esempio essere Google Maps, qualora integrassi le mappe sul tuo sito) e bloccare lo script relativo.
L’utente non dovrebbe poter scegliere a quale tipologia di cookie acconsentire? Non ho capito come poter dare questa possibilità di scelta con il vostro servizio. L’utente mi pare possa solo decidere di acconsentire o meno all’uso di tutti i cookie del sito.
Fermo restando che non è ancora un requisito obbligatorio in Italia, è possibile attivare il consenso per categoria (cookie strettamente necessari, interazioni e funzionalità semplici, esperienza migliorata, misurazione, targeting e pubblicità) tramite il configuratore della Cookie Solution, qui una demo: https://codepen.io/iubenda/live/ExaVKGB (https://codepen.io/iubenda/pen/ExaVKGB/left?editors=1000 per vedere anche il codice)
Sono state mai fatte sanzioni per siti web che non bloccavano preventivamente i cookie?
Sì, anche se in scala minore rispetto al GDPR. Nel 2019 in Europa sono state inflitte multe per la violazione del GDPR per un totale di 410 milioni di euro, con Regno Unito e Italia tra i paesi più attivi. L’Italia è il paese con il maggior numero di provvedimenti, oltre 30, per un totale di circa 4 milioni di euro.
È sufficiente nel cookies banner “accetto” e “maggiori info” oppure deve essere presente esplicitamente “rifiuto tutti icookies”?
Il pulsante “Rifiuta” non è obbligatorio secondo il Garante Italiano, costituisce comunque best practice prevederlo, a maggior ragione se ci rivolgiamo ad un’utenza internazionale (ad esempio è richiesto nel Regno Unito).
Il cookie “usprivacy” viene generato dal configuratore iubenda quando si applica il CCPA?
Esatto, la nostra soluzione integra infatti la funzionalità CCPA dello U.S. Privacy Framework di IAB e consente di segnalare lo stato di opt-out di un consumatore all’intera rete di fornitori che supportano il framework di IAB.
Nel caso di eCommerce fatto in affiliazione, i Termini e Condizioni sono essenziali? Non si vende direttamente nulla e non c’è passaggio di denaro.
Si tratta comunque di una forma di scambio commerciale a cui prendi parte favorendola, come tale è consigliabile disporre di un adeguato documento di Termini e Condizioni che contenga le opportune clausole di limitazione di responsabilità (disclaimer).
Come posso bloccare i cookie usando iubenda? Le uniche indicazioni sono per programmatori, ma come posso fare se non sono un programmatore?
Sono disponibili dei plugin per i CMS più popolari: WordPress, Magento, Joomla! e PrestaShop. Una volta installati e configurati, i plugin riconoscono e bloccano in automatico le principali risorse da assoggettare al consenso preventivo (per un elenco completo dei cookie bloccati automaticamente ti rimando alle singole guide dedicate che trovi linkate qui: https://www.iubenda.com/it/help/1627-blocco-preventivo-cookie#plugin).
Tra gli altri metodi ci sono ad esempio Google Tag Manager o il tagging manuale: quest’ultimo (per quanto richieda di intervenire direttamente sul codice degli script) in realtà si riduce a una modifica molto semplice (una classe e un attributo), anche per uno sviluppatore alle prime armi. Qui trovi parecchi esempi https://www.iubenda.com/it/help/674-tagging-manuale-blocco-cookie
Perchè per gli eCommerce servono anche i Termini e Condizioni? Cosa c’entrano i Termini con il GDPR?
Premesso che non sono richiesti dal GDPR, in quanto questo regola il trattamento dei dati personali, pur non essendo in genere obbligatori, i Termini e Condizioni sono essenziali per proteggerci da potenziali responsabilità e abusi, soprattutto nel caso di un e-commerce.
Dobbiamo infatti indicare le condizioni di vendita adottate dal nostro negozio online (quindi tutte le clausole relative ai metodi di pagamento, spedizione, consegna, garanzie, recessi, rimborsi, ecc.), così come previsto dalla disciplina sulla tutela del consumatore.
Qui la nostra soluzione:
(puoi provare il generatore gratuitamente, ti basta creare un account. L’acquisto di una licenza è richiesto nel momento in cui vorrai integrare il documento all’interno del tuo sito/app)
Devo ottenere e conservare il consenso per un semplice form di contatto su un sito vetrina, se si predispone un form di contatto per rispondere alle richieste degli utenti? Ovviamente userei quella mail solo per tale scopo e non la conserverei per inviargli successivamente delle newsletter.
In questo caso potresti rientrare nella base giuridica del contratto (e non del consenso). Discorso diverso se volessi aggiungere a quel form di contatto la possibilità (facoltativa) di iscriversi alla newsletter: per quel tipo di attività avrai bisogno del consenso dell’utente.
Tieni presente che la base giuridica non può essere scelta a piacimento, ma è conseguenza delle attività di trattamento che svolgi. Per fugare ogni dubbio (e non correre rischi) il consiglio è quello di rivolgersi a un legale per una consulenza.
Se volessi cominciare a vendere con print on demand o dropshipping, usando il mio sito su SiteGround, devo avere una partita IVA? Bisogna fare dei documenti legali? Iubenda, nel caso, offre questa soluzione?
Quanto alla compliance, valgono tutte le indicazioni fatte in materia di GDPR, Cookie Law e Termini e Condizioni:
Per quanto riguarda il dropshipping bisogna comunicare ai clienti che il dati vanno al “fornitore”? Dobbiamo anche specificare chi è il fornitore di dropshipping?
No, non è necessario nominare il fornitore nei Termini e Condizioni. Meglio comunque se ti rivolgi a un legale per una consulenza specifica.
Sto per lanciare un blog di viaggi in lingua inglese, quindi rivolto a pubblico estero (Stati Uniti, Paesi anglofoni e non). Quale tipologia di pacchetto Iubenda sarebbe più idoneo per il mio caso?
L’IP è da considerare come un dato personale, nel caso lo ricevo io che ad esempio gestisco un magazine online? Non essendo un internet service provider, sono dati anonimi o pseudo-anonimizzati. È corretto?
Il GDPR lo considera un dato personale, come tale devi assolvere tutti gli adempimenti previsti dal regolamento. Se ad esempio fai uso di un servizio di terza parte che traccia gli indirizzi IP (ad esempio un servizio di statistica come Google Analytics) dovrai informare gli utenti tramite la tua privacy e cookie policy e, all’occorrenza, bloccare preventivamente quel servizio se fa uso di cookie non esenti dall’obbligo di consenso.
Quindi, riferendoci ancora a Google Analytics: operando in Italia, anonimizzando gli IP ed evitando la condivisione dei dati non effettueremo profilazione (questo almeno secondo le indicazioni del Garante Italiano) e ci basterà disporre di una privacy e cookie policy dove andremo a indicare che ci serviamo di Google Analytics con IP anonimizzato.
Tieni presente che questa esenzione potrebbe non essere applicabile in tutti i Paesi, in quanto dipende dalla specifica normativa locale. Rivolgendoci ad un’utenza globale è quindi buona prassi disporre anche di un cookie banner e bloccare preventivamente gli script di Google Analytics.
Come è possibile potenziare il volume delle vendite mantenendo costi più contenuti rispetto ai propri competitor? La risposta sta nella SEO che, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, si rivela essere una delle maggiori fonti di traffico!
I consumatori passano un sacco di tempo sui motori di ricerca per trovare i propri prodotti preferiti, le offerte migliori, i regali per le persone care. Scopriamo dunque come sfruttare i risultati organici (e quindi gratuiti) per intercettare i nostri potenziali consumatori in modo efficace.
Chi è Giancarlo Sciuto?
Giancarlo Sciuto, CMO e co-fondatore di SEO Tester Online, ci mostra le 5 regole d’oro da applicare per intercettare i potenziali consumatori e aumentare le vendite tramite la SEO.
Sfoglia o scarica la presentazione di Giancarlo Sciuto 👇
Lo sapevi? Seo Tester online e SiteGround hanno stretto una partnership! Solo per voi è possibile avere uno sconto unico sugli strumenti SEO che vi permetteranno di ottimizzare al meglio il vostro sito e scalare i motori di ricerca. Potrete fare un checkup completo della SEO del vostro sito, avere supporto sulle ottimizzazioni, controllare e confrontare le parole chiave più usate da competitor e utenti, migliorare le performance dei contenuti e tanto altro.
Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.
Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Giancarlo e qui di seguito trovate le sue risposte.
Come vedo le parole chiave dei miei Competitor?
Per studiare le parole chiave dei tuoi competitor esistono 2 metodi. Un metodo base è sicuramente quello di fare delle ricerche sui motori di ricerca per i topic che interessano il tuo sito web e controllare quali siti web e quali pagine si posizionano per quella data parola chiave.
Il metodo avanzato consiste invece nell’analizzare competitor e SERP utilizzando vari tool e studiando le parole chiave sulle quali i contenuti dei nostri rivali si focalizzano maggiormente.
Per aiutare i nostri utenti a svolgere queste analisi, in SEO Tester Online abbiamo creato Copy Metrics
Quali sono i suggerimenti e gli strumenti migliori per individuare le keyword, i volumi di ricerca? Meglio una sola per contenuto o più di una?
Il mio consiglio è di puntare su una main keyword e di cercare di inserire all’interno del vostro contenuto anche delle keyword secondarie correlate alla principale (non qualche centinaio, ok?!… Anche in quel caso, concentratevi sulla qualità. 3-5 andranno più che bene). In questo modo creerete sicuramente un contenuto più esaustivo per i vostri utenti ed avrete più possibilità di posizionarvi per un numero maggiore di parole chiave legate al topic principale. In SEO Tester Online per la keyword research abbiamo Keyword Explorer, uno strumento semplice ed intuitivo che permette di individuare le migliori parole per i propri contenuti e di scoprire centinaia di keyword collegate al topic principale, per scovare nuovi intenti di ricerca degli utenti.
Come utilizzare al meglio la SEO su un sito eCommerce?
Esattamente come per qualunque altro sito! I principi di base della SEO rimangono gli stessi, ma ovviamente il mio consiglio è di prestare molta attenzione alle vostre schede prodotto e alla parte più tecnica del vostro sito web. Non è infrequente scovare problemi legati a pagine duplicate e canonical configurati in maniera scorretta. Per analizzare il vostro sito web potete servirvi di un crawler che simuli il comportamento dei bot di Google e degli altri motori di ricerca quando scansionano il vostro eCommerce. Noi abbiamo creato per questo il SEO Spider, per analizzare siti web velocemente e totalmente in cloud, e darvi una visione simile a quella che Google ha del vostro eCommerce.
Per un sito eCommerce vanno considerate a fini SEO le tassonomie prodotto (es. Categorie)?
Categorie e tag, se utilizzati nel modo corretto (e questo non sempre accade purtroppo) sono strumenti molto potenti per il posizionamento di un sito web di qualunque genere… Gli e-commerce non fanno eccezione!
Come personalizzare o cercare di modificare la descrizione di un mio contenuto nella Serp?
Per modificare la meta descrizione dei vostri contenuti potete intervenire sull’HTML delle vostre pagine inserendo direttamente il codice:
<head> <meta name=”description” content=”Esempio di meta tag description.” </head>
Ovviamente capisco che agire sul codice potrebbe non essere agevole, quindi (soprattuttto se utilizzatte dei CMS) potreste utilizzare i setting interni o i plug-in più celebri preposti a questo. Attenzione però, il motore di ricerca potrebbe comunque decidere di mostrare sulle SERP, nello spazio dedicato alla meta descrizione, un testo differente rispetto a quello inserito nel vostro tag.
Non disperate, Google sa quello che fa, e non ama essere contraddeto!
Come faccio a recuperare il posizionamento di una parola chiave che ha perso la sua completa visibilità?
Potresti provare a modificare/aggiornare il contenuto che si posizionava per quella parola chiave precedentemente. Il contenuto potrebbe aver perso rilevanza ed accuratezza agli occhi degli utenti e, di conseguenza, a quelli dei motori di ricerca. Se la questione non è una semplice perdita di posizionamento, però, ed il tuo contenuto è effettivamente scomparso dai risultatti, il motore di ricerca potrebbe aver semplicemente cambiato il modo in cui classifica i contenuti e li ordina per quel dato intento di ricerca (i celeberrimi “cambi di algoritmo”). In questo caso la situazione potrebbe rientrare autonomamente (con i cosiddetti “roll-back”) o rimanere invariata. Nel secondo caso, servirà ancora più olio di gomito.
È possibile creare un’azione di conversione senza Google Tag Manager?
Questa è una domanda “poco SEO”, ma sì, le conversioni possono essere tracciate anche senza Google Tag Manager, appunto gestendo in maniera differente i vari Tag. Potete tracciare le conversioni direttamente tramite Google Analytics, senza passare da Google Tag Manager, o dai pixel di tracciamento dei social network come Facebook e LinkedIn
Cosa pensi di soluzioni offerte da grosse compagnie (ItaliaOnline ad esempio) che promettono al cliente, con cifre tutto sommato contenute, un posizionamento ottimale?
Non voglio parlare nello specifico di una o l’altra compagnia… In SEO Tester Online siamo poco “gossippari” e ci concentriamo sul potenziare il nostro servizio, per offrire del vero valore per i nostri clienti. Penso semplicemente che, come negli altri lavori, la magia non esista e che non è possibile “promettere” un posizionamento certo ad un cliente sui motori di ricerca (ovviamente tranne che per parole chiave ultra specifiche e non ricercate da nessuno oltre che da noi e dal consulente che ci ha fatto la fantomatica promessa). In generale, diffidate di chi vi promette la prima posizione!
Ho un problema con il mio sito, non indicizza alcuna immagine mentre gli articoli e le pagine si. Non ho alcun nofollow. Quale potrebbe essere il problema?
I problemi potrebbero essere legati a differenti fattori, dalla struttura del sito web, alle direttive robots, passanndo per “dove le immagini sono collocate”… Così a spanne, se per te le immagini sono una potenziale fonte di traffico da non trascurare, ti consiglierei di far dare un occhio più approfondito ad un SEO specialist.
È possibile sapere il motivo per cui una certa parola chiave abbia perso tutta la visibilità di colpo?
Vedi sopra! 😀
Mi è capitato di trovare l’immagine di un competitor su uno snippet in primo piano di una mia pagina web. Secondo te come è possibile?
Normale amministrazione. Il motore di ricerca ha libertà di fare un po’ quello che vuole nelle SERP creando varianti degli snippet con i nostri contenuti… E con quelli dei nostri competitor. Insomma, tra i due litiganti, il terzo gode!
Si possono avere informazioni sulla promozione Seo Tester Online a noi riservata?
Il Piano SiteGround di SEO Tester Online è una soluzione ottimale per chi vuole iniziare ad analizzare e ad ottimizzare il proprio sito web. Si tratta di un piano “limited edition” pensato proprio per le esigenze della community SiteGround e permette l’accesso a tutti gli strumenti della piattaforma ad un prezzo assolutamene incredibile. Inoltre, siccome non vogliamo proprio farvi mancare nulla, abbiamo pensato di lanciarlo ad un prezzo scontato per chi non ci conosce ancora! Insomma, è il momento giusto per guadagnare qualche posizione sui motori di ricerca!
Ho testato già il sito con la vostra piattaforma, tutto ok ma mi dice che non trova la sitemap nel file robots.txt. Io ho WordPress con Yoast e uso la Search Console che è perfettamente configurata. Devo intervenire a mano nonostante la sitemap sia correttamente inserita nella Search Console?
In realtà il problema non sembra dipendere da SiteGround. Yoast crea sia la SiteMap, sia il robots.txt, ma come li crea non dipende da SiteGround.
Yoast da anche accesso ad uno strumento di Editing dei file sia .htaccess che robots.txt, quindi dovresti passare da lì. SiteGround può anche provare a verificare che la sitemap sia raggiungibile, provando a visitare http://suodominio/sitemap.xml. Se non dà errori 403 o 404 (ma esce la sitemap) allora essa funziona perfettamente e si tratta di un errore del plugin.
Dopo 3 anni di sviluppo, in SiteGround abbiamo lanciato la nostra nuova Area Cliente, completamente ridisegnata e arricchita di tante funzionalità. Abbiamo inoltre deciso di fare un ulteriore passo importante, creando un pannello di controllo proprietario che vada a sostituire il cPanel.
Vediamo insieme a Rudy Coffetti e Mattia Contri, due dei nostri rappresentanti del Supporto Clienti, quali servizi e strumenti sono inclusi nel nuovo pannello di controllo e come accedervi in modo semplice.