Google Analytics 4: affrontare il cambiamento senza sforzi

Google Analytics 4

Google Analytics 4 non è una nuova versione di Analytics, ma un vero e proprio cambio di paradigma. Questo però non deve spaventare. Abbiamo di fronte una grande opportunità: riappropriarci del processo di raccolta e lettura dei dati. Universal Analytics ci aveva abituati ad una lettura “passiva” del dato. Con GA4 tutto il processo di analisi torna nelle nostre mani e ci fornisce l’opportunità di poter fare ragionamenti data driven.

Le prime ore con GA4 non sono facili. L’interfaccia è completamente diversa, così come le metriche e le dimensioni principali. Ma come vedremo, Google Analytics 4 è uno strumento incredibilmente potente e funzionale, ed una volta superata la curva di apprendimento iniziale non vorremmo mai più tornare indietro.

Guarda il webinar

In questo webinar Enrico Chiolo, Digital Analyst & Tracking Specialist in Loop e docente presso l’ADS School di Marketer, ci mostrerà le principali novità di GA4 (e non sono poche) e un’approccio “pratico” da applicare a questo strumento.

Guarda le slide della presentazione di Enrico Chiolo 👇

In ultimo condividiamo il modello del Piano di Tracciamento creato da Enrico Chiolo per permettervi di capire in modo semplice cosa tracciare sul vostro sito o blog.

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Per qualsiasi domanda, non esitate a commentare sotto questo articolo 🙂

Le vostre domande su Google Analytics 4

Si parla di “illegalità” di UA. GA4 risolve il problema? Se sì, come lo risolve?

Google Analytics 4 idealmente risolve molti problemi. Io non sono un esperto della materia ma, da quello che si sa, il problema fondamentalmente è l’inoltro di informazioni personali dell’utente verso gli Stati Uniti. Queste informazioni vengono prese e conservate all’interno di server che sono presenti negli Stati Uniti. Ma gli USA hanno una una gestione dei dati diversa e meno protettiva rispetto a quella dell’Unione Europea. Quindi l’UE non può garantire la privacy di quei dati una volta inviati su serve USA.

Google ha dichiarato che per GA4 sposterà tutti i dati degli utenti residenti in UE su server localizzati in UE. Non abbiamo una data precisa ma sappiamo che è un’azione che Google si è impegnato a intraprendere al più presto.

In realtà Google Analytics 4 ha anche degli strumenti di gestione della privacy migliori rispetto a Universal Analytics. Un esempio è il fatto che UA, per capire la geolocalizzazione dell’utente, utilizza l’indirizzo IP che è un dato personale. GA4 invece, sfrutta un processo attraverso il quale non viene memorizzato l’IP dell’utente finale per ricavare il dato di geolocalizzazione.

Si possono migrare i dati da Universal Analytics a Google Analytics 4?

UA e GA4 sono due strumenti diversi. Difficilmente traccerai in GA4 le stesse cose che tracci oggi in Universal. Il mio consiglio è cominciare con un’installazione ex novo senza importare i dati da UA. Potrebbe sembrare controproducente ma in realtà Universal Analytics smetterà di ricevere dati a Luglio 2023 mantenendo però i dati presenti fino a quel momento. Quindi avrai tempo per lavorarci sopra ed esportarli e si presuppone che quando interromperanno del tutto il supporto i dati in UA non saranno ormai più utili.

Conviene sempre passare per Google Tag Manager oppure usare Google Site Kit e configurare solo Google Analytics 4?

Consiglio di passare da GTM. Google Site Kit, soprattutto per WordPress, funziona di meno. Con GTM, da un unico strumento, riusciamo a gestire e installare tutti tutti i codici di monitoraggio. Consiglio sempre di esplorare Google Tag Manager perché è uno strumento che non richiede competenze tecniche e tramite esso è possibile non solo installare GA4, ma anche fare tutto il tracciamento.

Come si fa ad attivare un GA4 server side in Europa?

Avete due soluzioni. Non è che attivi Google Analytics 4 su Server Side ma fai l’installazione tipo server side. Come funziona in generale un tracking server side? Parte tutto dai Google Tag Manager. Generalmente i dati all’utente vengono inviati dal suo browser. L’utente compie un’azione sul nostro sito, io mi accorgo che è avvenuta questa azione e tramite il suo browser invio l’evento a Google Analytics. Quindi il passaggio è mio sito > browser dell’utente > Google Analytics 4. Questo è un problema perché l’utente potrebbe avere AdBlock attivo o potrebbe essere in movimento e perdere la connessione, quindi potresti perdere questo dato. Per bypassare questa cosa puoi passare da un server esterno, quindi non chiedi più all’utente di inviare il dato a Google Analytics 4, ma lo fai direttamente tu, passando da un tuo server. Nel fare questo passaggio, puoi decidere dove posizionare il server di collegamento con Google Cloud stesso o altri servizi.

Nella maggior parte dei casi, se avete un sito piccolo o un blog consiglio tuttavia di tenere un GA4 normale. Non c’è la necessità di dover fare un tracciamento server side.

È sicuro che Universal Analytics sarà rimosso o non è ancora sicuro?

Sì, la decisione è presa! Potranno esserci forse estensioni nella deadline di Luglio 2023, ma non avrebbe senso se Google mantenesse uno strumento che ha dei limiti e che non è più il linea con i tempi.

Se un sito usa già Google Analytics 4 e inutile utilizzare anche Universal Analytics?

Se UA è già configurato puoi lasciarlo e mantenerlo e iniziare ad imparare a usare GA4. Se invece il sito è nuovo e utilizza GA4 perché è stato creato con quello, allora non ha senso configurare UA.

Google Analytics 4 riesce a tracciare le varie sessioni con le restrizioni introdotte da iOS14?

In questo caso un tracciamento server side ti aiuta molto, al netto del consenso dell’utente. Con il server side non ti basi più sul dispositivo dell’utente per inviarti i dati degli eventi.

Cosa consigli per il tracciamento tramite GA4 di un sito WordPress?

Google Tag Manager per WordPress è la soluzione che consiglio e utilizzo sempre. Non saprei consigliare altri plugin ma GTM è ottimo.

Esiste una guida per la gestione degli eventi eCommerce e dove è possibile reperirla?

Tutti gli eventi eCommerce sono eventi consigliati. Quindi se vai sulla parte della documentazione in cui ci sono gli eventi consigliati, trovi quali informazioni GA4 deve ricevere.

Purtroppo una guida onnicomprensiva non non è facile da avere, perché gli eventi a Google Analytics 4 tu puoi inviarli in due modi: tramite Google Tag Manager o tramite codice direttamente sulla pagina. Puoi trovare guide sugli inoltri da GTM altrimenti, se hai uno sviluppatore, basta mandargli la documentazione e ci metterà 3 minuti a fare tutto tramite codice.

Yoast SEO: trucchi e consigli per sfruttarlo al meglio

Yoast SEO

Con oltre 12 milioni di installazioni attive, Yoast è il plugin WordPress per la SEO più scaricato al mondo. Per questo abbiamo deciso di invitare il team di Yoast per svelare i trucchi di questo plugin per utilizzarlo al meglio!

Cos’è Yoast SEO?

Yoast SEO è un plugin WordPress che ti aiuta a migliorare il posizionamento del tuo sito sul web, dandoti consigli su come ottimizzare le parole chiave e i contenuti del sito. In modo del tutto automatizzato, rende inoltre il tuo sito più accessibile a crawler e utenti migliorando i tuoi contenuti e la loro leggibilità.

È un plugin pensato per rendere semplice l’ottimizzazione SEO per tutti e offre due differenti piani, uno gratuito e uno a pagamento.

Puoi scaricare Yoast SEO dalla repository dei plugin WordPress.

Guarda il webinar

In questo webinar Laura Sacco, educatrice professionale, sociologa, consulente di impresa e Support Engineer in Yoast, ci mostra come sfruttare a pieno le potenzialità di Yoast condividendo alcuni trucchi e consigli speciali:

  • Passiamo in rassegna le varie funzionalità di Yoast per capire quanto e come possono influire sulla SEO di un sito. 
  • Analizziamo le funzioni della versione Premium vs quelle gratuite. 
  • Vediamo alcuni trucchi di utilizzo del plugin per sfruttarlo al meglio.
  • Rispondiamo con il team di Yoast alle domande e ai problemi degli utenti. 

Scarica le slide della presentazione di Laura Sacco 👇

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Le vostre domande su Yoast SEO

Yoast aiuta per il Rich Snippet?

Sì,. Spiego meglio. Uno snippet è un risultato  che Google mostra all’utente nei risultati di ricerca. Uno snippet  mostra il titolo in blu, l’URL in nero e una descrizione di cosa tratta la pagina. Un Rich Snippet, o risultato multimediale,  mostra molte informazioni extra tra l’URL e la descrizione. Esistono moltissimi tipi diversi di risultati multimediali, a seconda del tuo sito e del contenuto che stai fornendo. 

Google può mostrare risultati multimediali o snippet se aggiungi dati strutturati al tuo sito. I dati strutturati sono un pezzo di codice in un formato specifico, scritto in modo tale che i motori di ricerca lo comprendano. I motori di ricerca leggono il codice e lo utilizzano per creare risultati multimediali.

Yoast SEO ha un potente framework per l’implementazione di dati strutturati . Nello specifico, Yoast SEO crea un blocco di dati strutturati (schema markup) per ogni post o pagina del tuo sito. Questo aiuta i motori di ricerca a comprendere i contenuti della tua pagina o del tuo post.

Yoast SEO offre anche diversi blocchi di contenuto di dati strutturati , ad esempio per domande frequenti e istruzioni, per aiutare a creare tipi specifici di contenuto. In questo modo, puoi ottenere risultati ricchi per questi particolari tipi di contenuti.

Puoi approfondire in questa guida completa sui dati strutturati.

Se devo fare un rank di una keyword su una pagina o articolo, è meglio linkare quest’ultima ad un’altro articolo che non deve avere la stessa keyword?

È importante che una keyword (che può essere anche una frase) sia usata una sola volta nel tuo sito (che sia una pagina, un articolo o un altro contenuto. Questo per evitare il fenomeno così chiamato della Cannibalizzazione delle parole chiave. Se usi la parola chiave più di una volta, i motori di ricerca non sanno più per quale contenuto tu vuoi competere su quella parola chiave. In pratica è come se tu fossi in competizione… contro te stesso! Quindi, ottimo inserire link interni a contenuti correlati ma non usare mai la stessa parola chiave in contenuti diversi.

In SiteGround abbiamo creato una guida completa sulla ricerca delle parole chiave.

Fare il passaggio da altri plugin SEO a Yoast può causare dei problemi?

Di per sé, no. Ma dipende da quale altro plugin è stato usato in precedenza. 

Yoast SEO ha una specifica funzione di importazione dati da altri plugin, nel menu SEO > Strumenti > Importazione e esportazione. Gli altri plugin supportati per la migrazione automatica, in questo momento sono: All in one SEO, Rank Math, SEO Framework, Smartcrawl SEO, Squirrly SEO, WP Meta SEO, WPseo)

In altri casi, la migrazione può essere parziale, o impossibile. 

In alcuni casi si può anche usare un plugin (per esempio  WP All Import) che esporta dati in formato CSV che poi si possono importare in Yoast SEO, nella versione Premium.

Dove trovo il plugin News SEO e come influisce su Google News?

News SEO plugin si compra sul sito di Yoast. Il plugin esegue immediatamente il ping di Google  alla pubblicazione di un nuovo articolo e poiché la sitemap è generata on-the-fly, il ping è immediato. Inoltre, aggiunge  tutto il markup schema.org di NewsArticle corretto e pertinente. Ciò consentirà a Google di acquisire tutte le informazioni di cui ha bisogno per assicurarsi che il tuo articolo sia scansionato e indicizzato correttamente.

Ci sono poi alcune opzioni di noindex e definizione dei tipi di news.

Come al solito, però, poi bisogna anche fare una buona strategia SEO, e in particolare di posizionamento in Google News. Questa pagina di Google è una buona base di partenza.

Ha senso ottimizzare le parole di un glossario seguendo i suggerimenti di Yoast?

Dipende. Se ogni voce di glossario ha una propria pagina, Titolo SEO e metadescrizione sono il minimo da avere. Ma ripeto, dipende da come è strutturato il glossario online.

Posso separare le fasi chiave con la virgola in Yoast?

No, la frase chiave è unica. inserire le virgole significherebbe inserire 2 frasi chiave nello stesso campo. Se si vuole ottimizzare un contenuto per più frasi chiave, occorre avere Yoast SEO Premium 😉

Yoast ha integrazioni con Ubersuggest?

Al momento no. Le integrazioni con strumenti di terze parti al momento sono Semrush, Ryte, Wincher, Elementor, disponibili anche per la versione free. Si aggiungono Zapier e Algolia per la versione Premium.

Il plugin Duplicate Post, soprattutto per quanto riguarda dei quotidiani online, può essere usato liberamente per replicare contenuti similari o è prevista una sorta di penalizzazione SEO?

Premesso che i contenuti duplicati sono SEMPRE penalizzati dai motori di ricerca, Duplicate post è uno strumento utile per duplicare contenuti che hanno parti in comune, o una struttura simile, oppure per aggiornare contenuti vecchi (con la funzione Rewrite&Republish). 

Ho il sito in diverse lingue, tutte egualmente importanti. Consigli per l’indicizzazione?

Qui si apre un mondo a parte, davvero. Potremmo parlare per ore. Anziché dare suggerimenti minimali, consiglio la lettura dei molti articoli sul blog sulla SEO multilingua.

C’è una proporzione da rispettare per i contenuti cornerstone?

Di solito suggeriamo 4-5 contenuti da indicare come cornerstone, ma dipende anche molto dalla dimensione del sito. Come linea generale l’indicazione è pensare: qual è/quali sono i contenuti più importanti del mio sito per i quali voglio che Google mi posizioni meglio e mostri quando qualcuno cerca il mio sito in Google? Ecco, quelli sono i contenuti da indicare come Cornerstone. Rimando di nuovo al sito di Yoast dove è possibile trovare numerosi articoli su cosa sono, come usare, come ottimizzare i contenuti Cornerstone.

In strumenti – Yoast SEO avvio “Inizia l’ottimizzazione dei dati seo”, il plugin parte ma poi si blocca. Consigli?

Premetto che questa è una domanda da supporto ;), e che se non si esegue l’ottimizzazione dei dati SEO questa agisce in background ogni qual volta si pubblica o si aggiorna un contenuto. Ciò detto, ci possono essere molti motivi per cui l’ottimizzazione dei dati SEO si blocca.

La prima cosa da fare è vedere se ci sono errori in console e vedere quali errori sono.

Poiché è un errore piuttosto frequente, qui c’è una guida alla risoluzione del problema.Se non c’è un problema di blocco delle API a livello server, un trucchetto può essere quello di usare il plugin Health Check, attivare la modalità diagnostica, attivare solo il tema di default e i plugin Yoast SEO (free e Premium), fare l’ottimizzazione dei dati e disattivare la modalità diagnostica. Nei casi in cui c’è qualche altro plugin/tema che interferisce con il processo di ottimizzazione dei dati SEO, funziona ;).

Se il problema persiste il forum di WordPress per la versione free o il supporto Premium sono i posti dove chiedere aiuto 😉

Come si personalizza l’elenco delle pagine linkate sotto il risultato principale nei risultati di ricerca? Si possono scegliere/incentivare le pagine da mostrare in elenco?

Cosa mostrare nei risultati di ricerca dipende solo da Google, che prende spunto da tante parti del sito e ha molti criteri per decidere cosa mostrare o meno. Un buon uso dei dati strutturati (vedi sopra alla risposta sui Rich Snippet) aiuta. 

Mettiamo il caso che sono in prima posizione con il title “meccanico per elicotteri a Treviso”, (Title = parola chiave + geolocalizzazione). Se la cerco per esempio da Milano che probabilità ci sono di mantenere la prima posizione se in tutta Italia il mio articolo è il più completo ed esaustivo?

Se il tuo contenuto è il più completo ed esaustivo, Google mostra il tuo contenuto anche a chi è su Milano. Il problema è il titolo: se chi cerca meccanico per elicotteri è a Milano, e vuole qualcuno su Milano, non cliccherà su un contenuto il cui titolo dice Meccanico per elicotteri a Treviso.

La cosiddetta SEO localizzata è un altro argomento molto vasto e complesso. Se sei interessato, abbiamo tenuto un webinar sulla Local SEO.

Vendere online: metodi, strategie, canali e software per farcela

Vendere online webinar

L’eCommerce negli ultimi anni ha vissuto un vero boom in Italia e nel mondo. Le statistiche indicano che è un canale sempre più apprezzato dagli utenti ma si deve fare attenzione a come lo si sfrutta. Se ti ritrovi in una delle seguenti categorie, questo webinar fa per te:

  • Vuoi vendere online ma temi di commettere errori, perdendo tempo e soldi? 
  • Hai un eCommerce ma non riesci a vendere online?
  • Vendi online ma i costi che sostieni superano i ricavi ?
  • Pensi che l’online potrebbe portare risultati molto maggiori ma hai avuto esperienze negative? 

In questo webinar Luca Papa, Founder e Digital Marketing Manager di Digital Coach®, ci spiegherà quali sono i problemi e gli errori ricorrenti per chi vende online e come evitarli. Vedremo inoltre quali sono i principi da seguire per vendere online al meglio e quali metodi di lavoro risultano più funzionali.

Scarica le slide della presentazione di Luca Papa 👇

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La scomparsa dei cookie e come la Marketing Automation ti può aiutare

Cookieless e Marketing Automation

Lo sapevi? Dal 2023 i cookie commerciali scompariranno! Ma cosa vuol dire questo per gli utenti e per chi lavora sul web? 

Molti vedono questa decisione come un successo per la privacy degli utenti, mentre altri sono spaventati dalle ripercussioni che potrà avere sulla gestione delle attività online. Una cosa è sicura: la rivoluzione Cookieless è in arrivo e Google giocherà un ruolo fondamentale. Bisogna essere preparati!

Cosa sono i Cookie?

I cookie sono semplici file di testo salvati sul computer dell’utente che sta navigando un sito internet e che permettono al sito web che li ha emessi di riconoscere l’utente e alcune sue caratteristiche, comportamenti e preferenze. È importante specificare che i cookie non sono pericolosi. Anzi, senza di essi molti siti web non potrebbero funzionare correttamente. Tuttavia esiste una grossa differenza fra le due principali tipologie di cookie. Vediamole qui di seguito.

Cookie di prime parti

Un cookie di prima parte (o proprietario) è un codice che viene generato e memorizzato sul computer dell’utente quando lo visita il tuo sito. Questi cookie vengono utilizzati per l’esperienza dell’utente in quanto è responsabile della memorizzazione di password, dati di base sul visitatore e altre preferenze.

Con un cookie di prima parte puoi conoscere ciò che un utente fa mentre visita il tuo sito, vedere con quale frequenza lo visita e ottenere altre analisi di base che possono aiutarti a sviluppare o automatizzare un’efficace strategia di marketing. Tuttavia, non puoi visualizzare i dati relativi al comportamento del tuo visitatore su altri siti non legati al tuo dominio. In sostanza, una volta lasciato il tuo sito, l’utente diventa per te non tacciabile.

Cookie di terze parti

Un cookie di terze parti è un codice di tracciamento che viene inserito nel computer di un visitatore dopo essere stato generati da un altro sito diverso dal tuo. Quando un visitatore visita il tuo o altri siti, il cookie di terze parti tiene traccia di queste informazioni e le invia alla terza parte che ha creato il cookie (di solito un inserzionista).

Se sei un inserzionista, i dati dei cookie di terze parti ti consentono di conoscere i comportamenti online complessivi del tuo visitatore web, come i siti web che visita frequentemente, gli acquisti e gli interessi che ha mostrato su vari siti. Con questi dati dettagliati, puoi creare solidi profili dei visitatori e attivare campagne di marketing e retargeting.

Con la “rivoluzione Cookieless” saranno proprio questi cookie commerciali (o di terze parti) a scomparire lasciando un vuoto nelle strategie dei marketer che di conseguenza si devono attrezzare subito e al meglio per poter trovare soluzioni efficaci.

La Marketing Automation, ad oggi, sembra una delle risposte migliori a questa esigenza. Ma di cosa si tratta? Francesco Susa definisce la Marketing Automation come l’insieme di strategie e tool che permettono di automatizzare processi ricorsivi di Marketing e comunicare con lead, prospect, acquirenti e clienti adattandosi ai loro canali di preferenza, alle risposte agli stimoli e alle loro azioni e abitudini (di acquisto o legate al servizio).

Vediamo tutto questo in dettaglio nel webinar qui di seguito.

Guarda il webinar

In questo webinar Francesco Susca, CRM e Marketing Automation Specialist, ci spiega nel dettaglio:

  • Cosa vuol dire Cookieless
  • Lo scenario attuale e quello futuro dei cookie
  • Le differenze tra dati di prime parti, terze parti e dati zero-party
  • Quali strategie di Marketing Automation possono aiutare in questa situazione

Scarica le slide della presentazione di Francesco Susca 👇

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È meglio la SEO On-page o la SEO Off-page?

SEO On-page SEO Off-page

Quando bisogna fare SEO per il proprio sito web o per il sito di un cliente, spesso ci si domanda quale sia la strada migliore da percorrere: ottimizzare tutto in modo maniacale o fare guest post e ottenere backlink come se piovessero?

Esistono diverse strategie SEO la cui efficacia varia molto in base alle proprie capacità e necessità. Conoscere la differenza fra tecniche SEO on-page e off-page e capire quali sono le più adatte al proprio sito è importante per evitare di sprecare tempo e denaro in attività che non porterebbero risultati.

SEO On-Page vs SEO Off-page

Prima di addentrarci nel webinar, facciamo velocemente chiarezza sulle differenza tra SEO on-page e off-page. Entrambe hanno lo stesso obiettivo, ossia migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca e aumentare il traffico organico su di esso. Ma hanno approcci totalmente diversi l’una dall’altra. La SEO on-page è ottima se hai tanti contenuti sul tuo sito, mentre la SEO off-site è ottima se non hai possibilità o necessità di pubblicare regolarmente contenuti sul tuo sito web.

SEO On-page

La SEO on-page comprende tutte le tecniche SEO che vengono applicate direttamente sul tuo sito web. Un esempio di SEO on-page è l’utilizzo di parole chiave specifiche nei testi del tuo sito. L’utilizzo di parole chiave nei titoli, sottotitoli e nel testo ti aiuterà aiuta a posizionarsi meglio su Google poiché, quando le persone cercheranno una specifica parola chiave, Google sarà più propenso a mostrare il tuo sito in cima se le tue parole chiave sono state posizionate in modo strategico sul tuo sito web.

È tuttavia importante ricordarsi che le parola chiave di per se non bastano. Google infatti penalizza i siti con contenuti falsi o di bassa qualità, per cui è importante sviluppare contenuti di qualità e che vadano a beneficio dei lettori.

Se vuoi approfondire abbiamo anche creato una Guida sulla SEO On-page.

SEO Off-page

La SEO Off-page comprende tutte le tecniche SEO che vengono applicate al di fuori del tuo sito web. Un esempio di SEO Off-site sono i backlink, le attività di social media marketing, le sponsorizzazioni o i guest post. Quando il tuo sito viene menzionato e collegato tramite link a siti di alta qualità, Google lo considera un indicatore di qualità anche del tuo sito. Per questo motivo, la SEO off-site è importante tanto quanto la SEO on-site ed è vantaggiosa soprattutto per i siti che non pubblicano regolarmente contenuti.

Se vuoi approfondire abbiamo anche creato una Guida sulla SEO Off-page.

Fatte queste brevi e doverose premesse, ora passiamo al webinar.

Guarda il webinar

In questo webinar, Giancarlo Sciuto, co-fondatore e CMO di SEO Tester Online, ci aiuterà a fare chiarezza e a capire se è meglio la SEO on-page o la SEO off-page per il proprio sito.

Scarica le slide della presentazione di Giancarlo Sciuto 👇

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Le vostre domande sulla SEO a Giancarlo Sciuto

Se trasferisco tutto il sito su un altro url, per i motori di ricerca riparto da zero? Si hanno problemi con la SEO?

Sì, o quasi. Tendenzialmente un nuovo url corrisponde a un nuovo sito per i motori di ricerca, per lo meno nel breve periodo. Un problema iniziale potrebbe essere il fatto che ci saranno decine o centinaia di link che rimandano all’url originale che dovrà reindirizzare al nuovo url. Cambiare url è possibile, tuttavia è normale attendersi una caduta delle visite e dell’indicizzazione delle pagine. È un processo che va meditato bene e gestito con accuratezza in modo da limitare nel breve i problemi il più possibile.

Quale impatto hanno i font sulla SEO di un sito web?

I font sono essenziali in chiave SEO-On Page. Scrivere testi troppo piccoli o troppo grandi viene visto in maniera negativa dai motori di ricerca poiché questo va a inficiare l’esperienza di lettura degli utenti. Non c’è una dimensione font specifica consigliabile, diciamo che dovrebbe sempre essere sopra i 12px in modo da rendere i testi chiaramente leggibili su tutti i formati di schermo.

Anche la tipologia di font è importante. Si dovrebbe evitare di usare caratteri con le grazie o troppo particolari perché incidono sulla fluidità di lettura.

Ha senso fare SEO quando si ha un sito di news?

Sì. Ha senso lavorare sui trend di ricerca che magari hanno una vita molto breve in termini SEO e di ricercabilità. Molti strumenti SEO magari non offrono dati su trend di notizie veloci ma Google Trends può darti una mano sulle ricerche in tempo reale. Si possono fare delle attività SEO molto mirate tramite Google Discovery e News che permettono di attirare più traffico su tematiche “flash” che hanno tempistiche di ricerca molto ridotte nel tempo.

Altro consiglio se si gestisce un sito di news è di fare molta attenzione alle notizie vecchie presenti sul proprio sito che magari non sono più interessanti. È sempre meglio rimuoverle includendo dei reindirizzamenti alla pagina più prossima (in termini di contenuto) a quella cancellata. In questo modo si alleggerisce il sito e si evita che il motore di ricerca continui a indicizzare un contenuto per voi non più rilevante.

Gestisco il sito di un’azienda che opera in un settore dove le parole chiave sono poche e specifiche (spesso ripetitive). Quale strategia SEO è meglio attuare?

Se vuoi lavorare su parole chiave ripetitive nel tuo settore sulle quali c’è molta competizione, il consiglio è partire da queste per individuare un bisogno o un concetto più ampio legato a quelle parole chiave. Ovviamente lavorare sulle parole chiave specifiche è importante ma se ti vuoi distinguere e ampliare il range delle keyword, cerca di focalizzarti su contenuti che abbracciano il tuo argomento principale in modo più ampio come case history o prodotti e servizi inerenti.

Se sto creando un sito web e voglio iniziare ad ottimizzarlo in chiave SEO, da cosa è meglio partire?

Ci sono degli elementi base da prendere in considerazione quando si è agli inizi. Rispetto a quanto detto nel webinar, è sicuramente importante partire dalla “to do list” della SEO On-page: performance, esperienza utente, contenuti, meta tag, keyword research, titoli e descrizioni, immagini, link interni. Se il sito è nuovo, difficilmente avrà già una reputazione forte capace di incidere sulle tecniche di SEO Off-page. Il primo passo è sicuramente concentrarsi sulle ottimizzazioni on-site.

È possibile ottimizzare la SEO sui social media per aumentare il traffico del proprio sito?

Sicuramente i segnali social sono importanti. Avere una o più pagine social che generano traffico, commenti, like e buzz in generale, danno al motore di ricerca un segnale positivo. È inoltre possibile sfruttare i social media per indicizzare alcuni contenuti all’interno del motore di ricerca. Un esempio sono le notizie di Twitter che possono essere trovate nella SERP.

Altro aspetto importante è la SEO all’interno dei social media stessi. Si può lavorare su parole chiave sui social poiché sono loro stessi dei motori di ricerca con barre di ricerca interne. Nella creazione delle proprie pagine social è importante creare descrizioni e contenuti che vanno a insistere sulle parole più rilevanti per noi e per i nostri utenti. Questo permette una più facile ricercabilità e, in un secondo momento, può aumentare il reindirizzamento ai contenuti sul proprio sito.

Per una determinata nicchia di mercato o target specifico, qual è l’elemento di SEO on-page più importante da tenere in considerazione?

Se il parametro di riferimento è la nicchia di mercato o il target specifico, ti dico che sicuramente la keyword research è l’attività che potrebbe avere più impatto e la più importante da attenzionare, per fare in modo che l’ottimizzazione sia in linea proprio con il target o la nicchia di riferimento.

Quali sono i parametri ai fini Seo che si devono valutare nella scelta di un Hosting?

Performance, Performance, Performane! 
Ovviamente però, bisogna anche essere disposti ad investire per un servizio Hosting di qualità e all’altezza del progetto che volete posizionare sui motori di ricerca. 

Puoi suggerire piattaforme per fare link building?

Parti sempre dalla base… Inizia dall’analisi e dalla progettazione della strutturazione dei link interni, poi penserai alla link building esterna. 
Insomma, prima di tutto consiglio sempre di lavare i panni sporchi in casa. 

Facendo un’analisi su Seo Tester Online ho un punteggio di 73 definito buono. Ci sono degli errori di h1, h2 o meta description mancanti su pagine prodotto. Bisogna fare SEO anche sulle pagine prodotto? 

Intanto ottimo partire da un punteggio non troppo basso! Ci sono margini di miglioramento come ti suggerisce sicuramente la piattaforma, ma puoi costruire su delle buone basi. Riguardo alla tua domande sulla SEO per le pagine Prodotto, la mia risposta è un “assolutamente Sì”. Le pagine prodotto sono pagine come tutte le altre, che possono posizionarsi, portare traffico, essere viste più o meno di buon occhio dai motori di ricerca etc. Quindi assolutamente andrebbero ottimizzate. Se hai molti prodotti, inizia da quelli che sono più importanti per il tuo business e da quelli che vorresti lo fossero.

Analytics: trasforma il tuo sito in uno strumento di business

Analytics trasforma il tuo sito in uno strumento di business

Quanto sono importanti i dati oggi? Potremmo dire che i dati sono tutto, ma senza un’attenta analisi e gestione di essi si rischia di perdersi in un bicchiere d’acqua. È quindi importante saper riconoscere quali dati sono più importanti, monitorarli e utilizzarli per sviluppare una strategia di crescita per il proprio sito e attività.

Chiara Magnani, analista esperta in pianificazione strategica e controllo dei dati, ci mostra:

  • Quali indicatori valutare per la strategia del tuo sito
  • Come definire gli obiettivi e misurarli
  • Come integrare i dati di Google Analytics
  • Come monitorare i risultati per prendere decisioni migliori

Scarica le slide della presentazione di Chiara Magnani 👇

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Core Web Vitals: webinar su come ottimizzarli per il proprio sito

Core Web Vitals

I Core Web Vitals sono una delle novità più importanti del 2021 introdotte da Google all’interno del proprio algoritmo. Per superare la prova dei Core Web Vitals, avere un sito veloce è ora diventata condizione necessaria ma non sufficiente. 

Cosa sono i Core Web Vitals?

I Core Web Vitals, o segnali web essenziali, sono nuove metriche unificate che fanno parte della Page Experience di Google, create per misurare e migliorare l’esperienza dell’utente. Mirano ad aiutare i proprietari di siti e gli sviluppatori a concentrarsi su ciò che conta di più: l’interazione positiva tra utenti e siti web. Attualmente, i Core Web Vitals sono tre metriche: Largest Contentful Paint (caricamento), First Input Delay (interattività), and Cumulative Layout Shift (stabilità visiva).

Sebbene sia possibile monitorare i Core Web Vitals sia per desktop che per dispositivi mobili, per il posizionamento delle pagine verranno utilizzati solo i segnali mobile. Inoltre, tieni presente che quando si parla di punteggi dei Web Core Vitals, le metriche verranno valutate al 75° percentile degli utenti. Ciò significa che, se desideri soddisfare i Core Web Vitals, le tue pagine dovranno superare i punteggi consigliati per almeno il 75% delle visite alle pagine.

Se vuoi leggere nel dettaglio cosa sono i Core Web Vitals e i criteri di Google che definiscono l’esperienza utente, abbiamo sviluppato una guida completa sui Core Web Vitals.

Guarda il webinar

Se invece preferisci ascoltare direttamente le parole di un esperto e prendere nota, puoi guardare il nostro webinar con Andrea Cardinali, esperto di web performance, e seguire le sue slide incorporate sotto il video. In questo webinar Andrea ci spiega:

  • Cosa sono i Core Web Vitals e come impattano sulla SEO
  • Come misurare correttamente i Core Web Vitals anche quando Google non ce li fornisce
  • Le tecniche Black hat utilizzate da diversi plugin per imbrogliare i CWV
  • Perché ottenere PageSpeed 100 non serve a nulla e cosa fare invece
  • Best practices per ottimizzare per i core web vitals.

Scarica le slide della presentazione di Andrea Cardinali 👇

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Le vostre domande sui Core Web Vitals ad Andrea Cardinali

Se è stato detto che i plugin non sono sufficienti per ottimizzare un sito, come posso mettere le mani sul codice, poiché ho creato il sito tramite la dashboard di SiteGround e WordPress e non ho programmato nulla a mano?

I plugin di ottimizzazione molto spesso non sono sufficienti a ottimizzare il sito perchè il sito non è stato progettato adeguatamente. Prima di buttarsi a capofitto nella creazione di un sito consiglio di dedicare del tempo alla progettazione del sito “su carta”, identificando obiettivi del sito, plugin e tema necessari a realizzare questo obiettivo, e possibilmente farsi affiancare nella progettazione da una persona con adeguate competenze tecniche.
 

Per intervenire sul codice puoi scaricare una copia dei files e del database del tuo sito sul tuo computer e modificarli. I files li scarichi utilizzando un client FTP e/o tramite pannello di controllo. Una volta che i files sono sul tuo pc puoi modificarli a tuo piacimento. Consiglio di installare un ambiente di sviluppo in locale per fare i test, io personalmente utilizzo Devilbox (devilbox.org) ma va bene in alternativa anche qualcosa di più semplice come Local (localwp.com)

Se ottimizzo un sito su SiteGround con attiva la CDN Cloudflare, le buone performance sono replicate su tutti i server satellite worldwide su cui vengono distribuite le copie?

Sì, le ottimizzazioni applicate da CloudFlare sono disponibili in tutte le copie distribuite in giro per il mondo. Considera però che CloudFlare memorizza le pagine di WordPress in cache solo se hai una versione a pagamento di CloudFlare oppure l’opzione (a pagamento) Automatic Platform Optimization, essendo il contenuto di WordPress un contenuto dinamico. 

A proposito di immagini di WebP, ho sempre bisogno di un plugin o l’hosting che le genera o le posso già precaricare io?

WordPress a partire dalla 5.8, ha introdotto il supporto per le WebP ovvero ti permette di farne l’upload all’interno della Media Library ma non genera automaticamente immagini in formato WebP, per questo motivo hai bisogno di un plugin esterno che le generi (es. WebP Express oppure EWWW Image Optimizer). Considera che le webp non sono ancora supportate da tutti i browser (https://caniuse.com/webp) è che il modo migliore (con meno controindicazioni) per implementarle nel sito è attraverso l’utilizzo del tag <picture>.

Il tag <picture> permette di restituire le webp in maniera condizionale solo ai browser che le supportano, per utilizzarlo all’interno di WordPress è necessario un plugin, quelli che ho citato in precedenza lo supportano.

Su un sito con molte funzioni e 40 plugin circa, si riesce a mantenere le funzioni e i plugin andando a lavorare il codice degli stessi al fine di ottimizzare le richieste al db e l’esperienza utente? Spesso con molti utenti sul sito l’unico modo per non fare andare in crash il sito è disattivarli

Con sufficiente tempo e budget a disposizione si fa tutto ma immagino che il senso della domanda fosse un altro 🙂

Sicuramente è possibile identificare il codice che crea rallentamenti e sicuramente è possibile sostituirlo con del codice più performante, a seconda di come è stato realizzato il codice potresti dover sostituire uno o più plugin. Se il sito crasha perchè non ha sufficienti risorse a disposizione, a volte la soluzione più semplice ed economica può essere quella di aumentare le risorse. Quando il problema persiste conviene svolgere un’indagine più approfondita e valutare interventi sul codice.

È utile evitare la creazione delle numerose anteprime delle immagini in wp?

Sì è utile perchè ti permette di risparmiare spazio su disco,mentre è pressoché ininfluente ai fini del miglioramento performance del sito

Secondo te Edge nella versione basata su Chromium viene usato per le misurazioni dei dati statistici come fa Chrome?

Sì, tutti i browser basati su Chromium condividono i dati statistici almeno che l’utente in fase di installazione del browser non abbia fatto l’opt out esplicito.

SEM: Il centravanti del tuo Marketing Online

SEM per il Marketing Online

Migliorare la visibilità del proprio sito web riducendo i costi è possibile! Il segreto è saper individuare le giuste pratiche e strategie di Digital Marketing da applicare alla propria attività online.

Uno dei metodi più efficaci è il SEM (Search Engine Marketing) che racchiude diversi strumenti e tecniche che ti aiutano a far comparire il tuo sito in cima ai risultati a pagamento e ad attirare traffico sul tuo sito. Dunque, studiare e applicare il SEM è un ottimo modo per aumentare la propria visibilità e, di conseguenza, visite e vendite.

Che cos’è il SEM?

Si definisce SEM (Search Engine Marketing) l’insieme delle attività di promozione e pubblicità che vengono applicate in ambito digitale per aiutare i propri contenuti a posizionarsi più in alto nei motori di ricerca. Lo scopo del SEM è di attirare un volume maggiore di traffico sul proprio sito andando a intercettare un target con un bisogno specifico e propenso all’acquisto di determinati prodotti e servizi. Quindi, se applicato nel modo corretto, il SEM aiuta ad aumentare le conversioni sul proprio sito.

Il SEM si differenzia dalla SEO proprio perché fa riferimento a strategie che mirano ad aumentare la visibilità nei risultati a pagamento e permette di ottenere risultati immediati. La SEO, invece, pur avendo lo stesso fine, si focalizza sul posizionamento organico e richiede maggiore tempo per avere effetti visibili. È perciò importante applicare entrambe le strategie, poiché la collaborazione tra SEM e SEO fa sì che il posizionamento del proprio sito sia sospinto sia lato “paid” sia lato organico.

Guarda il webinar

In questo webinar, Luca Papa, Founder e Digital Marketing Manager di Digital Coach®, scuola leader nella formazione sulle nuove professioni digitali, ci spiega nel dettaglio quali sono le migliori strategie SEM da applicare per ottenere i massimi risultati minimizzando i costi di investimento.

Scarica le slide della presentazione di Luca Papa 👇

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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Le vostre domande sul SEM a Luca Papa

Non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande in diretta. Includeremo qui di seguito a breve le domande che non hanno avuto risposta.

Qual’è il budget mensile ideale per avere dei risultati su Google Ads?

Non esiste un budget ideale. Se sei una piccola azienda o un professionista alle prime armi, il consiglio è di partire con un budget ridotto e fare delle campagne investendo poche centinaia di Euro. È fondamentale analizzare queste piccole campagne e ottimizzarle mano a mano rispetto ai risultati che ottieni.

Saprai di aver sviluppato una campagna che funziona quando arriverai ad avere un ROAS positivo, ossia un ritorno sulla spesa in pubblicità. Questo vuol dire che il budget speso per quella campagna è un budget corretto e giustificato dai fatturati che genera. Se con una spesa in pubblicità di X arrivi a fatturare di più, vuol dire che puoi permetterti anche di alzare il budget perché quella pubblicità funziona.

Ha senso investire in Ads, quando c’è tutta questa competizione online? Non sarebbe meglio investire in SEO e lavorare sul lungo periodo?

Per rispondere in modo corretto a questa domanda si dovrebbe andare ad analizzare ogni caso specifico. Diciamo che se operi in un mercato in cui competi con grandi player che investono in ads, sarà sicuramente più difficile riuscire ad avere visibilità su determinate parole chiave. In questo caso però la SEO non è meno complessa, perché quegli stessi player (e molti altri dello stesso tuo settore) investiranno in attività di ottimizzazione SEO allo stesso modo e raggiungere posizioni alte sarebbe comunque difficile e costoso, poiché dovresti avere qualcuno dedicato costantemente a quello.

La migliore opzione è testare entrambe: la SEO per il lungo periodo e il SEM per il breve, provando a vedere quali attività riescono a darti risultati.

Quanto sono affidabili le statistiche di accesso al giorno d’oggi visto che le persone usano sempre più sistemi anti tracciamento?

È vero, oggi abbiamo diverse incognite come la navigazione privata, il superamento dei cookie, le nuove norme sulla privacy, etc. Tuttavia gli strumenti di analisi moderni come Google Analytics (sta per arrivare la versione 4) fanno delle stime molto precise. Forse sono un po meno affidabili di una volta ma sono comunque ancora fondamentali e determinanti.

Come si può misurare il ROI o il ROS quando le vendite vengono effettuate offline in canali diversi? E come, eventualmente, si può misurare l’awareness del brand?

Prima di tutto hai bisogno di un buon CRM integrato con quello che fai sui tuoi canali online. E poi devi chiedere alle tue persone che fanno vendite offline di acquisire informazioni dalle persone a cui vendono, integrando quelle informazioni nel tuo CRM. In questo modo puoi avere un’idea di massima del percorso di acquisto e integrare i sistemi online con il percorso post-vendita, per invio di newsletter, promo, inviti all’acquisto di altri servizi, etc.

È sicuramente più complicato che con la vendita online, ma se l’interazione tra essere umano e macchina è fatta bene, puoi ottenere buoni risultati.

Quanto è importante l’analisi dei competitor quando si deve preparare un’attività SEM?

Le persone sono sempre molto preoccupate dei competitor e di analizzare cosa fanno. Io credo che invece l’attenzione vada spostata sui potenziali clienti. Dobbiamo analizzare e comprendere i loro bisogni, i comportamenti, i mezzi, le preferenze e sulla base di questi strutturare la nostra attività SEM e tutta la strategia marketing. Se fai bene questo, i competitor non sono un problema.

Puoi dare qualche consiglio su come scrivere un buon titolo e una buona descrizione negli annunci?

Fare in modo che siano perfettamente allineati ai bisogni espressi dalle parole chiave presenti nella campagna a cui vuoi che gli utenti reagiscano. 

Tempo/risultato, meglio pagare un’agenzia che segua tutto o formare 2-3 dipendenti dell’azienda e attende i risultati?

È normale aspettarsi che l’attività SEO non produca risultati nel breve termine ( non prima di 4-6 mesi ) . In generale, le aziende più forti a livello SEO in ogni settore hanno direzione e coordinamento SEO interni ed eventualmente si servono di copywriter freelance per scalare i volumi. Ma bisogna valutare caso per caso; qualora tu voglia valutare il tuo specifico caso e ricevere un parere puoi chiederci una sessione gratuita di check up sulla strategia digitale, compilando il form in fondo a questa pagina. 

Consigli di cambiare spesso le parole chiave su Google Ads in base a cosa cercano gli utenti?

Il cambio delle parole chiave è più legato al mondo “Social Ads” mentre per Google Ads la gestione delle parole chiave è differente. Mentre sui social hai bisogno di cambiare spesso le pubblicità perché è necessario offrire al pubblico sempre grafiche e messaggi rinnovati, sui motori di ricerca invece l’approccio è totalmente contrario. Su Google noi come Digital Coach abbiamo le stesse pubblicità da diversi anni e di cui abbiamo variato ben poche cose. Quindi non consigli di cambiare spesso le keyword.

L’uso di Google Ads é consigliato per settori di nicchia? Quando cerco con le mie parole chiave non vedo molti siti che usano Ads. Per i siti di nicchia la strategia é la stessa? 

Si è consigliato. Ciò che cambia è che i volumi di ricerca in quella nicchia saranno probabilmente più bassi, e dunque sarà minore il numero di lead generabile; ma se non trovi annunci in giro, potrebbe significare che hai un’ottima opportunità. 
Se desideri valutare la tua nicchia, puoi chiederci una sessione gratuita di check up sulla strategia digitale, compilando il form in fondo a questa pagina.

Le prime 4 posizioni a pagamento sono le stesse per tutta Italia o variano?

Variano in funzione degli inserzionisti che stanno concorrendo per ciascuna provincia, città o addirittura paese.

Per la Local SEO quali strategie è più appropriato seguire e ads usare?

L’argomento è molto vasto ( lo presentiamo in un corso di circa 3 ore dal titolo Location Based Marketing). Ad ogni modo, ciò che insegniamo in quella disciplina si concentra sulla presenza in Google Maps e sull’ottimale utilizzo di Google My Business  

L’influencer marketing che funziona

influencer marketing

Quante volte hai sentito parlare di Influencer Marketing? Credi sia qualcosa di troppo costoso o complicato per la tua attività e per il tuo sito? 

Fare Influencer Marketing non significa per forza doversi affidare a personalità davvero famose e inarrivabili, ma può essere attuato anche da chi cerca di dare maggiore visibilità a un progetto nella propria nicchia di mercato. Vediamo insieme come è possibile oggi creare campagne con influencer e content creator capaci di generare vero valore per la nostra attività.

Cos’è l’Influencer Marketing?

L’Influencer marketing è una forma di marketing basata sull’identificazione delle persone che hanno capacità d’influenza su potenziali target. Le attività sono incentrate conseguentemente su queste persone (influencer), così che possano, in autonomia, influenzare il grande pubblico

I punti chiave dell’Influencer Marketing sono:

  • Identificazione: trovare gli influencer più adatti alla nostra realtà. Ossia trovare la persona giusta al momento giusto con cui collaborare.
  • Focus su persone influenti: si sfruttano le qualità del soggetto per comunicare con i nostri target e avere un impatto maggiore.
  • Autonomia: si lascia che sia l’influencer a comunicare la tematica proposta dal brand, seguendo il suo stile, approccio e competenza, poiché la sua autorevolezza derivano da quelli.

Lo scenario

Il mercato dell’Influencer Marketing in Italia è in forte crescita e ha generato investimenti per circa 270 milioni di Euro nel 2021 (Dati UPA).

Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing (ONIM) in Italia, nel solo mese di Settembre 2021, su Instagram sono stati creati oltre 22.000 post* in collaborazione tra brand e influencer che hanno generato 19 milioni di interazioni

Molto bene se l’è cavata anche YouTube con oltre 1200 video creati in collaborazione con influencer e una portata stimata di 33 milioni di utenti. Si deve ovviamente tenere conto che i contenuti su YouTube sono in numero inferiore perché più elaborati, costosi e complessi da sviluppare.

Il motivo per cui l’interesse per l’Influencer Marketing cresce è ben spiegato infine dai dati di una ricerca IPSOS i cui risultati sono molto interessanti:

  • Il 68% degli italiani presenti sui social network ha tra i propri interessi quello di seguire influencer e celebrity, un dato che sale all’82% tra i più giovani (16-24 anni).
  • 2 italiani su 3 hanno comprato più volte qualcosa che è stato promosso dagli influencer che seguono.
  • 2 italiani su 3 hanno comprato più volte qualcosa che è stato promosso dagli influencer che seguono.

*I post conteggiati sono quelli che riportano hashtag che per regolamentazione devono essere inseriti nei post a norma di legge. È dunque verosimile che siano molti di più.

Guarda il webinar

In questo webinar Matteo Pogliani, Partner e Head of Digital di Openbox, fondatore dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing e autore di 2 libri, ti dà tutti i consigli di cui hai bisogno per comprendere al meglio l’Influencer Marketing e capire se e come sviluppare campagne per il tuo brand.

Scarica le slide della presentazione di Matteo Pogliani 👇

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Le vostre domande sull’Influencer Marketing a Matteo Pogliani

Come faccio a capire orientativamente il budget corretto che un influencer può chiedere? Come posso calcolare se il prezzo è corretto in relazione al ROI?

Matteo: Siamo in una fase in cui la richiesta di content creator e influencer è molto alta e dunque il coltello dalla parte del manico ce lo hanno loro.

Non esiste un vero e proprio listino prezzi. Puoi trovare influencer simili che fanno le stesse performance ma uno chiede il doppio dell’altro. In questo caso è l’esperienza che aiuta maggiormente ma possono venirti in aiuto i report sugli influencer sviluppati da vari enti come l’ONIM, dove vengono mostrati i costi medi per canale, categoria, numero di follower. Inoltre esistono diversi tool come come Instagram Money Calculator che fanno una stima a braccio del valore dei post di un influencer in base ai loro post, ai follower e all’engagement.

Ma in generale, se un influencer chiede una determinata cifra e tu vuoi proprio lui, non c’è modo di contrattare troppo in questa fase.

Esiste un modo gratuito per verificare se i follower sono acquistati?

Matteo: Sì, ci sono tool come Not Just Analytics che su Instagram ci permette di vedere se l’influencer partecipa ai pod per lo scambio di follower o utilizza sistemi di follow-unfollow. Quindi è possibile se la crescita dell’influenzar è naturale o ci sono strani meccanismi.

Ovviamente i tool a pagamento di Influencer Marketing possono dare dati precisi per vedere se l’influencer ha, per esempio, follower provenienti da paesi particolari.

I tool di Influencer Marketing permettono di scoprire gli influencer per aree geografiche a livello nazionale. Ma se io volessi spingere qualcosa a livello locale come un evento?

Matteo: Permettono anche di targettizzare a livello geografico andando anche a scegliere singole aree o comuni. Ovviamente il tool è più preciso su aree maggiormente abitate e di interesse come le grandi metropoli, ma è comunque utilizzabile a livello locale.

Ricordatevi sempre che quello che importa non è comunque di dove è l’influencer ma di dove è la fanbase. Se l’influencer è di Roma ma è molto seguito a Milano, è importante sfruttarlo per l’area in cui ha rilevanza e non dove risiede.

Come crescere nel campo dell’Influencer Marketing? Ci sono corsi o percorsi per diversificare la propria attività di marketer?

Matteo: Esistono molti corsi sull’Influencer Marketing vista la sua crescente importanza e tutte le aziende che offrono corsi online hanno ormai incluso un corso dedicato. Ad esempio su NinjaAcademy, StudioSamo, LA Content e molti altri.

E poi, anche se sembra banale, per crescere nell’Influencer Marketing si deve vivere i social costantemente. È forse il metodo migliore per imparare visto che ormai i content creator sono pervasivi su tutti i social media.

Se ho un target internazionale e il mio servizio viene acquistato una sola volta, ha senso cercare un influencer? Dovrei trovarne uno in ogni nazione o continente?

Matteo: Esistono influencer molto trasversali che parlano a una platea globale, soprattutto in certi mercati come il lusso. Ovviamente hanno una notorietà ampia che richiede investimenti alti. Affidarsi a un influencer per nazione non è la scelta migliore, ma è meglio individuarne 2 o 3 che riescono a coprire arie più ampie. Ad esempio se trovi un influencer di lingua inglese, sai che può coprire le aree del Nord America, l’Australia, l’India e in generale tutte le persone che parlano inglese.

Essendo in questo caso un servizio vendibile solo una volta, si deve fare una stima costi/ricavi nell’attivazione di una campagna con uno o più influencer.

Backlink from people. Come fare (e non fare) Link Building

Link Building

Avere una strategia SEO per il tuo sito è fondamentale per migliorare il posizionamento Google e accrescere la propria visibilità online. Andiamo alla scoperta di una delle principali tecniche SEO: la Link Building.

Cos’è la Link Building?

Prima di passare al webinar è bene dare una definizione di Link Building. La possiamo definire come una delle principali strategie di SEO off-site. Si basa sulla creazione di una rete di link che rimandano al tuo sito per dimostrare a Google che esso ha una buona reputazione in un determinato campo.

È proprio attraverso questi link chiamati backlink, che i motori di ricerca capiscono quali relazioni tra siti ci sono e quali pagine e contenuti indicizzare. Le relazioni tra siti determinano la rilevanza di un sito rispetto un dato argomento e questo è essenziale per migliorare la propria posizione sui motori di ricerca.

Bisogna però fare attenzione. Anche se i backlink sono importanti per un sito, allo stesso tempo non ci si deve far distrarre da essi. Cercare di aumentarli a tutti i costi è controproducente. Google infatti pone grande attenzione alla qualità dei backlink, nonché alla provenienza, alla natura e alla rilevanza di essi.

Guarda il webinar

In questo webinar Francesco Margherita analizza quali sono secondo lui i migliori approcci alla Link Building e suggerisce le strategie più adatte per ottenere vantaggi in termini di SEO e reputazione. Segui il video per scoprire:

  • Quale Link Building non funziona
  • Cos’è una relazione tra due siti web
  • Cosa sono gli interlocutori trasversali
  • Come sviluppare delle partnership
  • Come fare guest post e comment marketing

Scarica le slide della presentazione di Francesco Margherita 👇

Backlink from people. Come fare (e non fare) link building from SiteGround.com

Francesco Margherita è sociologo, scrittore, consulente SEO, Brand
Ambassador di SEMRush, curatore del blog seogarden.net e della
community Fatti di SEO su Facebook che conta oltre 31.000 iscritti.

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati.

Vuoi rivedere i nostri webinar passati o vuoi rimanere aggiornato ogni volta che ne pubblichiamo uno? Seguici sul nostro canale YouTube.

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Le vostre domande sulla Link Building a Francesco Margherita

Se c’è un link “dannoso” che parte dal mio sito e che viene rilevato pericoloso da un altro sito, quanto tempo rimane “collegato” nei motori di ricerca?

I link in uscita che risultano dannosi, anche solo uno, possono essere penalizzanti. La soluzione migliore, se non sei sicuro di una risorsa che stai mettendo sul tuo sito, è di inserire l’attributo no-follow al link e sei tranquillo.

Per i link dannosi in entrata invece, non c’è da preoccuparsi a meno che non siano a migliaia. Se vai a vedere il tuo profilo backlink sulla Search Console troverai un’enorme quantità di siti che non conosci che rimandano a te. Questo avviene perché esiste un sottobosco di siti auto-prodotti o bot che servono per rilevare statistiche di utilizzo. Questi siti percorrono il web continuamente ed è possibile che intacchino anche il tuo. Ma non ti preoccupare, Google non prende in considerazione questi link fintanto che non siano in gran numero a reindirizzare sul tuo sito.

Fare link building tra più siti di mia proprietà può funzionare o è inutile?

Puo funzionare importante è evitare di tenerli tutti linkati nel footer. questa cosa sebbene abbia funzionato in passato adesso invece è meglio mantenerlo contestuale. Quindi se hai pagine o articoli con pertinenza ad altri tuoi siti, puoi linkarli e trarne beneficio.

Quando conviene (se conviene) scambiarsi dei link?

Lo scambio link oggi ha senso solo se dietro vi è un piano editoriale e una strategia di contenuto. Le grandi aziende per esempio sono solite contattare i grandi magazine per chiedere uno scambio link. Ma come avviene? Lo scambio link avviene più che altro a livello di collaborazione e contenuti. Quindi il brand A offre spazio nella sua rubrica al brand B che a sua volta concede un suo spazio nella propria newsletter, parlando di tematiche contestuali e interessanti per i reciproci target.

La link building oggi deve essere vista prima come uno scambio di contenuti pertinenti che come un mero scambio di link fine a se stesso.

Social Media: incidono nel posizionamento i link che portano centinaia di utenti?

Si, ovviamente dipende da quanta gente sposti. Io una volta ho fatto un articolo condiviso sui social dove parlavo di una famosa blogger. Questa persona ha ricondiviso il mio articolo e mi sono ritrovato migliaia di visite trainate da un link social no-follow che all’apparenza non doveva portare a nulla.

Per chi fa siti web può essere ok il link al sito che ha realizzato e viceversa?

È importante che il backlink al sito dell’agenzia che ha creato il sito non sia fissato nel footer in una posizione site-wide dove il link verrebbe replicato su tutte le pagine e non indicizzato.

Una soluzione curiosa è inserire nel footer un solo link “credits” che rimanda a una pagina Credits nella quale inserisco i link a tutti le persone o aziende che hanno contribuito alla creazione del sito o altro.

Dominio particolari (esempio .bike) hanno un valore differente?

L’estensione dei domini non incide sul posizionamento di un sito. L’unica differenza è che le estensioni locali come .it .es .fr sembrano rispondere meglio per le attività locali in quella determinata regione.

Meglio far aprire un link sulla stessa pagina o farlo aprire su un’altra scheda? Cambia qualcosa in termini di tempo di permanenza?

Lato SEO è meglio aprire le pagine interne mantenendole sempre sulla stessa scheda, quindi evitare il target blank.
In realtà sarebbe meglio evitare nuove schede anche quando si rimanda a siti terzi anche se questo ovviamente porta alla perdita dell’utente a favore di un altro sito.