Black Friday 2025: trend e tendenze d’acquisto chiave

illustrazione che rapppresenta gli ultimi trend di acquisto nella stagione del Black Friday e del Cyber Monday

Il Black Friday – che quest’anno cade il 28 novembre – e il Cyber Monday – 1° dicembre – segnano ufficialmente l’inizio della stagione degli acquisti natalizi. Nati negli Stati Uniti, questi due eventi sono ormai diventati appuntamenti globali che, anche in Italia, catalizzano l’attenzione di milioni di consumatori e trasformano l’ecommerce in un’arena frenetica di offerte e promozioni.

Tuttavia, non si tratta soltanto di caccia al miglior sconto. Molti utenti, rimasti finora in disparte ad osservare, scelgono finalmente di agire, approfittano delle promozioni del Black Friday e del Cyber Monday per acquistare quei prodotti che tenevano d’occhio da mesi.

Per le attività di piccole e medie dimensioni, conoscere le ultime tendenze, i comportamenti di acquisto e le preferenze dei consumatori significa essere pronti a soddisfare questa domanda latente con strategie adattate ai saldi del Black Friday – Cyber Monday e anche sapersi distinguere in un mercato sempre più competitivo. I trend d’acquisto che analizzeremo in questo articolo sono la bussola per orientarsi e costruire strategie vincenti in vista della stagione più intensa dell’anno

Tendenze nel comportamento d’acquisto del Black Friday 2025

Il Black Friday e il Cyber Monday si preannunciano, come al solito, come una corsa frenetica. Le tendenze di acquisto che vedremo, dall’attenzione alla sostenibilità fino all’IA e allo shopping da mobile, non sono solo mode passeggere. Si tratta dei nuovi standard che i consumatori arriveranno ad aspettarsi.

La nuova generazione di acquirenti, formata da Gen Z e Millennial, è rapida, esigente e selettiva. Cerca valore, trasparenza e un’esperienza d’acquisto impeccabile, oltre il semplice sconto.

Per una piccola attività, interpretare correttamente questi trend d’acquisto e capire i nuovi ritmi del mercato è una grande occasione. Le parole d’ordine allora sono: Preparati, adatta, anticipa. Chi saprà capire ciò che i clienti cercano, vedrà le proprie vendite crescere come mai prima d’ora. Gli altri resteranno indietro.

Per aiutarti a prepararti al meglio, abbiamo anche creato la nostra Black Friday Checklist, cioè una guida pratica per aiutarti a preparare il tuo sito in occasione del Black Friday e Cyber Monday e affrontare la stagione più intensa dell’anno con le armi giuste

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1. Sostenibilità

Le tendenze nel comportamento d’acquisto dei consumatori negli ultimi anni ci dimostrano qualcosa di innegabile: i consumatori non guardano più soltanto il prezzo, ma il peso delle loro scelte sul pianeta. La nuova generazione di acquirenti – giovane, informata e sempre più attenta all’ambiente – non vuole solo un buon affare. Vuole acquistare coscienziosamente.

Per una piccola o media attività, abbracciare la sostenibilità è una questione etica e al contempo una leva strategica per distinguersi. Alcune azioni concrete possono trasformarsi in veri vantaggi competitivi:

📦 Utilizzare packaging eco-compatibile, riducendo plastica e materiali superflui
🌍 Offrire opzioni di spedizione a impatto zero, sempre più apprezzate da un pubblico green.
🌱 Scegliere fornitori e materiali sostenibili, che raccontino una filiera trasparente.
⚡ Investire in energie rinnovabili nei processi produttivi.
🔄 Progettare prodotti che possano essere riutilizzati o riciclati facilmente.

La sostenibilità è un metro di misura della credibilità di un marchio. Chi saprà comunicarla in modo autentico non solo attirerà clienti durante il Black Friday 2025, ma costruirà anche una reputazione solida e duratura.

2. Acquisti di alto valore

Questo Black Friday 2025 ci porta lontano dalla logica del comprare in quantità e ci spinge verso un approccio diverso, ovvero meno acquisti, ma di maggiore valore. I consumatori, soprattutto nel settore dell’elettronica e dei beni di lusso, sono più disposti che mai a concedersi un regalo importante, un acquisto che trasmetta status, qualità e durata, piuttosto che numerosi acquisti di valore più basso.

Per gli ecommerce è quindi il momento perfetto per valorizzare il proprio catalogo e sfruttare strategie di upselling e cross-selling. Se un cliente è già disposto a spendere in un prodotto, accompagnalo verso una fascia superiore o un servizio aggiuntivo che può trasformare una vendita singola in un’esperienza completa.

Alcune leve pratiche per cavalcare questa tendenza di acquisto:

🌟 Metti in risalto qualità e unicità: racconta i dettagli che rendono speciale il tuo prodotto – materiali, lavorazione artigianale, tecnologia avanzata. La pagina prodotto deve trasmettere eccellenza.
🎁 Crea packaging esclusivi o servizi personalizzati: anche un piccolo dettaglio, come una confezione premium o un’incisione personalizzata, aumenta il valore percepito.
📖 Racconta una storia del tuo brand: una narrazione forte può trasformare un acquisto in un simbolo.
🔀 Proponi abbinamenti intelligenti (cross-selling): se vendi uno smartphone, offri anche una custodia di qualità, se proponi un abito, suggerisci l’accessorio coordinato.
🪜Guida verso versioni premium (upselling): mostra al cliente perché un modello superiore o un servizio avanzato può essere l’investimento migliore.

Questo Black Friday la chiave è posizionarsi come scelta di valore.

3. Esperienza utente

Un’altra tendenza che potremo osservare nell’atteggiamento dei consumatori questo Black Friday sarà l’attenzione all’esperienza utente. I clienti non vogliono solo un prodotto, si aspettano anche un percorso confortevole, un viaggio senza attrito, pensato proprio per soddisfare i loro bisogni specifici e rassicurare le loro incertezze.

Anche per le piccole attività questo significa lavorare su più canali e costruire un’esperienza fluida, personale e autentica. Alcune azioni concrete per migliorare l’esperienza utente:

🧑‍💻 Assicurati di mirare alle user persona giuste: le tue product strategy, il design del tuo sito, il tuo email marketing specifico al Black Friday, tutto deve essere ottimizzato per le tue user personas. Pensa a quali tipi di dubbi e problemi possono avere, quali benefici e vantaggi possano tentarli.
🤝 Collabora con micro-influencer: hanno community piccole ma estremamente coinvolte, e una collaborazione con loro ti dà accesso a un pubblico ben propenso a interagire.
📣 Sfrutta canali diretti e social: messaggi personalizzati, storie su Instagram e recensioni autentiche sono tutti strumenti che creano connessioni vere e accorciano le distanze tra brand e cliente.

Chi saprà garantire una buona esperienza utente, avrà clienti non solo pronti a comprare, ma anche a tornare.

4. IA e chatbot

Sempre più protagonista del web, l’intelligenza artificiale emergerà anche nel Black Friday come tendenza. Se fino a ieri sembrava un lusso riservato alle grandi aziende, oggi l’IA e i chatbot integrati al sito sono strumenti accessibili anche alle attività più piccole. 

I chatbot possono offrire un supporto immediato preciso e sempre paziente. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale puoi:

🤖 Gestire richieste 24/7, fornendo risposte rapide e accurate che riducono le attese e aumentano la soddisfazione del cliente.
💸 Ridurre i costi operativi, grazie a soluzioni ormai accessibili anche a budget ridotti.
🏁 Offrire assistenza personalizzata, creando un’esperienza d’acquisto che resta impressa nella memoria.
📈 Alleggerire il carico del team umano, lasciando ai collaboratori solo i casi più complessi.

Ma come ogni strumento potente, anche l’IA va usata con responsabilità. Rispetto della privacy, trasparenza e oggettività devono essere le dritte che guidano l’uso dell’IA.

5. Checkout semplice

Il comportamento dei consumatori ci dice chiaro e tondo che la semplicità al checkout è ormai un requisito vitale. I consumatori vogliono arrivare al pagamento in pochi secondi, senza distrazioni, senza costi nascosti, senza passaggi inutili. 

Ottimizzare questa fase significa più vendite concluse e meno carrelli abbandonati. Ecco alcune leve pratiche per migliorare l’esperienza:

🔢 Riduci i passaggi al minimo, ogni click in più è un ostacolo che può far scappare il cliente.
💳 Offri diverse modalità di pagamento: carte tradizionali, PayPal, Google e Apple pay, addirittura soluzioni di pagamento rateale per gli acquisti più grandi. La scelta deve essere ampia e sicura.
💴 Mostra subito i costi di spedizione, non ci deve essere nessuna sorpresa finale.
📦 Incentiva con la spedizione gratuita oltre una certa soglia, unendo soddisfazione del cliente e incremento del carrello medio.
🚚 Affidati a partner logistici rapidi e affidabili. Garantire tempi di consegna veloci oggi è parte integrante della semplicità percepita dal cliente.

6. Shopping da telefono

Il telefono è un centro commerciale tascabile, sempre aperto. I consumatori non aspettano più di sedersi davanti a un computer, cercano offerte mentre viaggiano in metro, durante la pausa pranzo o dal divano di casa.

Ecco alcuni passi fondamentali per cavalcare questa tendenza nel comportamento degli acquirenti durante questa stagione Black Friday:

📱Ottimizza la navigazione mobile: il sito deve essere veloce, intuitivo e con un checkout semplificato.
📏 Adatta i contenuti a tutti gli schermi: ricordati che l’utente può trovarsi ovunque – sul treno, a casa o in ufficio, e in ogni situazione l’esperienza deve essere fluida.
🎨 Usa visual accattivanti e testi brevi. Lo spazio è ridotto, e mantenere alta l’attenzione diventa cruciale.

SiteGround, per esempio, offre strumenti pensati proprio per aiutare gli utenti con il mobile commerce. Con il suo Website Builder e lo Strumento di Email Marketing, ottimizzare un sito per smartphone è immediato, senza necessità di competenze tecniche.

Consigli finali sui trend di acquisto per il Black Friday 2025

È importante venire incontro alle tendenze emergenti che abbiamo visto insieme, certo, ma non scordarti mai che le tue campagne devono reggersi sulle fondamenta solide di un servizio eccellente e curando ogni dettaglio, perchè il Black Friday non perdona improvvisazioni. 

Alla fine, la buona riuscita di questo Black Friday e Cyber Monday (e non solo quella) si regge su due pilastri invisibili quanto fondamentali: sicurezza e velocità. Senza un sito rapido, stabile e protetto, anche la migliore campagna rischia di crollare. 

SiteGround è una piattaforma di hosting che offre performance di livello superiore e sistemi di sicurezza avanzati, pensati per sostenere i picchi di traffico più intensi del Black Friday e del Cyber Monday. Con SiteGround a coprirti le spalle puoi concentrarti sulle ultime tendenze, sulle strategie per vendere di più durante il Black Friday e sulle campagne di email marketing, sapendo che il tuo sito è veloce, affidabile e sempre protetto.

banner promozionale per l'hosting di SiteGround che legge: Costruisci il tuo sito web con SiteGround. Vengono elencati i vantaggi dell'hosting di SiteGround: velocità eccezionale, sicurezza migliorata, scalabilità più elevata. Il bottone invita a scegliere l'hosting di SiteGround

Come aumentare il traffico qualificato verso il tuo sito web

illustrazione sulle tecniche per portare traffico al proprio sito web

Ad oggi, avere un sito web per la propria attività è tanto essenziale quanto avere un numero di contatto. E per fortuna crearne uno non è più tanto difficile. Basta scegliere l’hosting giusto per i propri bisogni, consultare qualche esempio di siti web a cui ispirarsi e, a patto che si abbiano le idee chiare sulla propria strategia, si può anche creare un sito web completo in una giornata. Il difficile sta invece nel far sì che il sito venga visitato.

Pensa per un attimo ai negozi nei vicoletti secondari e un po’ nascosti della tua città. Tu ci vai perché li conosci, ma un turista di passaggio non li troverebbe. Servirebbe invece un cartello che indichi la loro presenza. Visto che online siamo tutti un po’ di passaggio, dobbiamo fare in modo di avere tutti i cartelli al loro posto per indirizzare quanti più passanti nella direzione giusta.

Questo articolo è pensato per tutti coloro, professionisti o creatori di contenuti, che vogliono essere trovati, ricordati e scelti. In questo articolo ti guideremo tra strategie e tecniche mirate al traffico di qualità, passando dalla SEO e dal content marketing fino alle pubbliche relazioni.

Cos’è il traffico qualificato

Il traffico qualificato è il traffico online composto da utenti che hanno un interesse vero per ciò che offri. Queste sono persone che cercano proprio i tuoi prodotti, che vogliono veramente leggere il tuo blog, che hanno bisogno dei tuoi servizi, o che magari sanno pure qualcosa di te e sul tuo brand. Questi visitatori sono quelli più propensi a interagire, registrarsi, acquistare.

Al contrario, il traffico generico è composto da una folla variegata, ma non necessariamente interessata a ciò che offri. Questi sono gli utenti che entrano sul nostro sito per curiosità, per prendere spunto, o per dare un’occhiata distratta, ma che probabilmente non si iscriveranno e non acquisteranno da noi.

Esiste anche un’altra distinzione importante che dobbiamo fare prima di continuare, cioè quella tra traffico organico e non-organico. Entrambe possono portare a traffico qualificato, ma implicano sforzi diversi. Il traffico organico è composto da visitatori che arrivano al tuo sito attraverso i motori di ricerca, senza che tu paghi per ogni visita. È frutto di un buon posizionamento SEO e di contenuti che rispondono esattamente alle loro domande.

Il secondo, cioè il traffico non-organico, proviene da campagne a pagamento, inserzioni sui social o banner pubblicitari. Questi annunci possono portare risultati rapidi, ma richiedono un investimento costante per mantenere il flusso di visite.

Come aumentare il traffico al tuo sito web

Ora il web è sempre più pieno di annunci, siti, pagine e post sponsorizzati. La parte difficile nel mantenimento di un sito non è quindi il sito in sé, ma riuscire a rimanere in competizione con tutti questi contenuti sponsorizzati, catturando – e mantenendo! – l’attenzione del pubblico che ci interessa. 

Nei prossimi passi vediamo sette tattiche per riuscire ad emergere in rete creando traffico organico, senza dover investire migliaia di euro in sponsorizzazioni e annunci. Non è necessario correre a mettere in atto tutte e sette le strategie contemporaneamente. Piuttosto, si tratta di scegliere le tattiche più realistiche per la portata della tua attività e implementarle in modo sostenuto e sostenibile, crescendo e aggiustando alla necessità.

Lista riassuntiva riguardo gli elementi necessari per portare traffico al proprio sito web:
SEO, strategia dei contenuti, email marketing, PR, guestblogging e collaborazioni, strategia social media, community, ed eventi.

1. Ottimizza la SEO

Nel web non si può parlare di traffico organico e visibilità senza sapere come funziona la SEO, cioè l’ottimizzazione di un sito al fine di scalare le pagine di Google (o di qualsiasi altro motore di ricerca) e farti trovare senza dover pagare ogni visita.

Screenshot della pagina risultati google per la ricerca "error 500 internal server error". L'articolo della Knowledge Base di SiteGround è tra i primi risultati, dimostrando una buona SEO.

Il grande vantaggio della SEO è che, se curata e ben impostata, continua a portare traffico organico per mesi, persino anni. È uno dei modi più economici e duraturi per aumentare le visite al sito web.

In questa sezione passeremo in rassegna i principi fondamentali che guidano l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Per chi vuole scendere più a fondo, abbiamo diversi articoli più specifici riguardo la SEO tecnica e i metadati, la SEO on-page e la SEO off-page.

Ecco i pilastri su cui costruire una buona Search Engine Optimization:

  • Contenuti di qualità e pertinenti: Al centro della SEO c’è la capacità di risolvere problemi e rispondere a domande reali. Guide, articoli e FAQ che toccano i punti dolenti del tuo pubblico tendono a posizionarsi meglio e a portare traffico qualificato al sito.
  • Keyword giuste: Individua e inserisci le parole chiave in punti strategici come titoli, meta description, heading e alt text delle immagini. Per aiutarti puoi usare strumenti come il generatore di parole chiave gratuito di Ahref. Attenzione però a non sfigurare il testo cercando di inserire le parole chiave più di quanto sia naturale. Oltre a suonare male alle orecchie di chi ti legge, il keyword-stuffing ti penalizza su Google. 
  • Struttura del sito: Un sito veloce, mobile-friendly e con navigazione chiara non solo migliora l’esperienza dell’utente, ma aiuta i motori di ricerca a capire e indicizzare i tuoi contenuti.
  • Backlink di qualità: Quando altri siti autorevoli linkano al tuo, invitano Google a fidarsi di te e a prenderti sul serio. Puoi ottenerli con guest post, collaborazioni e contenuti condivisibili, che vedremo a fondo nelle prossime sezioni.
  • Link interni: Collegare le pagine del tuo sito tra loro crea percorsi logici per l’utente e per i motori di ricerca. Usa testi di ancoraggio descrittivi per guidare la lettura. Per esempio “leggi la nostra guida per principianti sull’arrampicata libera” è molto meglio che “leggi qui”.
  • SEO locale per piccole imprese: Se il tuo mercato è geograficamente determinato, ottimizza la scheda Google My Business, mantieni coerenti i tuoi dati (nome, indirizzo, telefono) e cerca citazioni locali.
  • Aggiornamenti costanti: Oltre ad aggiungere contenuti sempre nuovi, aggiorna i vecchi articoli con costanza e rinfresca i contenuti per restare rilevante.

Per ultimo, un appunto spassionato da chi si occupa di SEO quotidianamente. Si dice spesso che fare SEO è un po’ come imparare a parlare la lingua dei motori di ricerca, ma considerando che, con l’arrivo dell’IA, la SEO continuerà a cambiare forma, ciò che conta di più, il filo perenne che legherà sempre i contenuti alle ricerche degli utenti, è l’aspetto umano. In tutto ciò che inserisci nel tuo sito, pensa sempre a come far trasparire ai tuoi visitatori che dietro le tue parole c’è una voce viva, qualcuno che ha veramente a cuore quello che fa.

2. Implementa una strategia di contenuti

Un sito senza contenuti non dà motivo di restare. I contenuti sono le storie, le voci, i racconti che fanno tornare le persone che hanno trovato qualcosa di cui avevano bisogno, anche se non lo sapevano ancora.

Il content marketing deve trasformare il tuo sito e le tue pagine social in uno spazio riconoscibile, affidabile, vivo. Vediamo i componenti che costituiscono l’immagine del tuo brand.

  • Blog: Attraverso un blog puoi apri la porta ai visitatori e gli racconti tendenze, rispondi a dubbi, condividi successi. Con costanza, i motori di ricerca imparano a riconoscerti e il traffico organico al sito web cresce.
  • Ricerche originali e report di settore. Attraverso questi dati che nessun altro può avere, attiri l’attenzione di professionisti, giornalisti, blogger. Sono calamite di backlink di qualità, che rafforzano la tua SEO e ti portano visitatori nuovi.
  • Contenuto generato dagli utenti. L’user-generated content (UGC) consiste in tutte le foto, recensioni e testimonianze fornite dagli utenti stessi. Ogni parola di un cliente vale doppio, perché percepita come più autentica. Puoi incoraggiare il coinvolgimento del pubblico con concorsi con hashtag e inviti a condividere esperienze sui social.
  • Video e storie su social. A seconda delle tue risorse, puoi creare brevi video o storie da condividere per mostrare ai tuoi utenti come utilizzare un prodotto, come risolvere un problema comune o anche per mostrargli il backstage della tua attività e coinvolgerli nel processo.
  • Risorse scaricabili: guide, eBook, modelli e template pronti. Queste risorse sono particolarmente utili poichè chi si interessa dell’argomento di cui parli può fornire la sua mail in cambio di queste risorse, così tu puoi aggiungere contatti qualificati alla tua mailing list. 

Per poter raccogliere contatti facilmente puoi aggiungere in una landing page al tuo sito o anche solo integrare un download form, che puoi implementare semplicemente con plugin come quello di Lead Generation di SiteGround.

Ricorda che il riuso dei contenuti già esistenti è un grande alleato. Un articolo può diventare un video, un’infografica, un podcast. Lo stesso messaggio, tradotto in lingue diverse per persone diverse. Così allarghi il pubblico e mantieni viva la tua presenza online.

Dare strumenti utili trasforma il tuo brand in un punto di riferimento, il tuo sito in un luogo in cui tornare e portare altri. E quando i contenuti crescono, crescono anche le possibilità di monetizzare.

3. Sfrutta l’email marketing

Con costi contenuti e un ritorno sull’investimento altissimo, l’email marketing è uno strumento che ogni imprenditore dovrebbe custodire. I messaggi di posta hanno il vantaggio di essere recapitati direttamente nella mano di chi vuoi raggiungere, di essere un contatto diretto e intimo che può trasformare un visitatore occasionale in un cliente fedele.

Le newsletter – brevi, chiare, visivamente curate – possono raccontare storie, offrire contenuti utili, presentare articoli più approfonditi sul blog o anche offerte e novità. 

Ma per avere pieno successo, dovrai sfruttare la capacità di personalizzazione che ti offrono le mail. Segmentando le tue liste mail e creando customer journey adatti ai diversi bisogni dei tuoi utenti puoi rivolgerti a ciascuno di loro nel modo che più li interessa, offrendo offerte o approfondimenti specifici in base a ciò che hanno già cercato, acquistato o desiderato.

banner promozionale per lo strumento di email marketing di SiteGround. Il testo dice "email marketing per far crescere subito la tua attività". L'immagine mostra due professionisti intenti ad analizzare i risultati di una campagna email

Non dimenticare di analizzare e monitorare il successo delle tue mail. Tassi di apertura, click e conversioni sono statistiche che ti indicano cosa funziona e cosa no. Analizzando le campagne e provando varianti puoi ottimizzare fino a trovare la combinazione che più funziona. Se ti interessa sapere quali metriche e KPI tenere d’occhio per analizzare l’andamento delle tue strategie di email marketing, leggi il nostro articolo a riguardo.

4. Sfrutta PR, guest blogging e collaborazioni

Per far entrare nuova luce e nuovo movimento, a volte dovrai essere tu a uscire e abitare per un po’ altri porti che non siano i tuoi soliti. Il senso del guest blogging e delle pubbliche relazioni è proprio quello di portare la tua voce in spazi dove ancora non sei conosciuto, così che i curiosi ti seguano e tornino a bussare alla tua porta. Ci sono diversi modi per inserirsi in questi spazi.

  • Scrivere come ospite su blog e siti autorevoli nel tuo settore equivale a sedersi ad una tavola dove già siedono persone interessate agli argomenti di cui tratti. Dovrai portare qualcosa di valore, un’idea, un punto di vista che resti impresso. Fallo pensando al pubblico di quello spazio, che potrebbe avere abitudini e bisogni diversi dal tuo pubblico abituale. 
  • Concedere interviste a giornali, blog di settore, radio, canali social di chi ha già un pubblico fedele. Giornalisti, influencer e colleghi possono diventare ponti verso nuove platee, basta una storia che sorprende o emoziona.
  • Ospitare esperti sul tuo blog, fare interviste, creare collaborazioni. Ogni ospite porta con sé il proprio pubblico, e in cambio si porta via un po’ del tuo, in uno scambio che arricchisce entrambi.

Nelle scelte delle tue collaborazioni, dai importanza alla qualità del rapporto con gli utenti piuttosto che alla quantità. I micro-influencer, per esempio, con comunità più piccole ma profondamente coinvolte, sono spesso più efficaci. Offri sempre del valore e crea collaborazioni che abbiano senso per entrambi.

Screenshot dal sito di SiteGround dove appare la storia di successo della collaborazione tra inkling e SiteGround.

Non scordarti poi di costruire prova sociale, condividendo sui tuoi canali le tue apparizioni come ospite, le tue interviste e le collaborazioni (come quella nella foto qua sopra). Ogni menzione è una traccia che dimostra la tua credibilità e rafforza la fiducia del pubblico. Uscendo dal tuo sito per qualche tempo tornerai a casa diverso, portandoti nuovi interessati pronti a visitarti.

5. Fai uso dei social media

Il marketing sui social media è anche lui un ottimo modo per portare la tua voce lontano e raggiungere nuovi interessati, ma bisogna sempre muoversi con accortezza e intenzioni ben precise.

Screenshot della pagina Instagram di SiteGround, che presenta storie, video, caroselli, storie di successo, articoli di approfondimento.
  • Pubblica contenuti che abbiano peso. Qui rimandiamo alla strategia di contenuti, dove ogni frammento deve avere il suo senso e posto (articoli del blog, promozioni, dietro le quinte in formato video, caroselli, storie di successo). 
  • Crea post che invitano la condivisione. Segui i temi del momento, proponi sondaggi, quiz, sfide, immagini che catturano, testi che aprono una discussione, hashtag che invitano a dialoghi più ampi. 
  • Occhio al tempismo. Mantieni un ritmo costante e scopri gli orari giusti per ogni piattaforma, quando il tuo pubblico è più attivo.
  • Partecipa attivamente. Rispondi a commenti e messaggi privati e ringrazia chi condivide i tuoi contenuti.
  • Sfrutta le particolarità di ogni piattaforma. Le Stories di Instagram e Facebook, gli articoli di LinkedIn, i thread di X, le sfide di TikTok o anche le bacheche di Pinterest. Ogni ambiente ha la sua lingua, che puoi imparare a usare nel modo giusto.
  • Riutilizza i tuoi contenuti adattandoli ai diversi canali. Come già detto, un articolo può diventare un carosello su Instagram, un estratto per TikTok, un post per LinkedIn. Così moltiplichi le occasioni di incontro.
  • Collabora con voci del settore e influencer che condividono i tuoi valori. Il loro pubblico è una porta aperta verso nuove persone che potrebbero scoprire il tuo sito per la prima volta.
  • Esplora il social commerce. Instagram e Facebook ti permettono di trasformare un post in una vetrina interattiva.
  • Fai giveaway o concorsi a premi. Può essere uno sconto, un prodotto gratuito o un servizio esclusivo, ciò che conta è che il premio abbia valore reale per il tuo pubblico e sia in linea con la tua attività. Definisci un obiettivo chiaro (più iscrizioni alla newsletter, condivisioni sui social o visite al sito), rendi semplice la partecipazione e diffondi l’iniziativa ovunque: sui tuoi canali social, tramite email e in collaborazione con partner.
  • Fai trasparire i tuoi valori, la tua attenzione alla sostenibilità, ai progetti sociali, alla comunità o qualsiasi altra causa che sostieni. Chi si riconosce nei tuoi valori sarà più incline a seguirti, visitare il tuo sito e restare.

6. Entra a far parte delle community

Forum, gruppi e community sono spazi in cui si entra non per vendere, ma per parlare, ascoltare, imparare. Se ci sai stare, però, diventano ponti sicuri per portare traffico qualificato al sito web senza un centesimo di pubblicità.

Partecipa a conversazioni che hanno a che fare con il tuo settore, come i thread di Reddit, le domande di Quora o i forum specializzati. Condividi risposte che aiutano davvero, linka al tuo sito solo quando serve, quando il passaggio è naturale, inevitabile. Così il link non è un annuncio, ma un invito.

Partecipare in questi spazi ha un gran dono, visto che le risposte a domande molto popolari di Quora e Reddit, ma anche i post di Facebook e Instagram possono finire in prima pagina su Google. Se scritti bene, questi contributi possono restare lì per mesi, attirando traffico organico di persone già interessate a quello che fai.

Unisciti anche a gruppi chiusi su Facebook o LinkedIn, dove il dialogo è più diretto. Lì puoi affrontare problemi concreti, offrire soluzioni, costruire credibilità. E se il gruppo giusto non esiste, crealo tu. Una community intorno al tuo brand ti permette di essere il punto d’incontro per chi condivide interessi e bisogni.

Screenshot di un post LinkedIn di Luca Rodino, Strategic Partnership Manager in SiteGround. Il post parla dell'importanza della sostenibilità nell'ambito dell'hosting, argomento molto caro alla community.

Le chiavi sono autenticità e costanza. Non forzare, le persone percepiscono chi è lì per vendere e chi per contribuire. Gli interventi una tantum non lasciano traccia, ma una presenza regolare crea riconoscimento. Osserva come reagiscono alle tue parole, adatta il tono, aggiusta la direzione. 

7. Organizza eventi

Gli eventi, che siano in presenza o online, sono un luogo condiviso in tempo reale, dove puoi mostrare ciò che sai fare, ascoltare chi ti segue e creare legami che poi conducono, quasi naturalmente, al tuo sito.

Il primo passo è scegliere un tema che tocchi corde vere: problemi da risolvere, domande che il tuo pubblico si porta dietro da tempo, desideri che ancora non hanno trovato risposta. Più il tema è vicino alla loro realtà, più attirerai persone realmente interessate, e più sarà facile portare traffico qualificato al tuo sito web.

Se non puoi organizzare eventi tu stesso, collabora con altri nel tuo settore o partecipa ad eventi di terzi con un intervento, uno stand o anche solo con la tua presenza da ospite. Per promuovere l’evento, usa ogni canale a disposizione: social, newsletter, il tuo sito e piattaforme di altri collaboratori.

Quando il momento arriva, offri contenuti che valgano il tempo di chi ti ascolta, con consigli concreti, soluzioni applicabili e idee che restano. A fine incontro, lascia spazio alle domande e ai momenti di dialogo, sia per dare spazio al pubblico di apprezzare veramente quanto li puoi aiutare che per gettare uno sguardo sulle loro preoccupazioni e bisogni.

Foto dello stand di SiteGround al WordCamp Europe, dove due partecipanti stanno parlando fra loro.

Dopo l’incontro resta presente, dando modo ai partecipanti di ritrovarti con un’email di ringraziamento, un link a materiali aggiuntivi, un invito a proseguire la conversazione.

Porta traffico al suo sito con successo

Promuovere un sito web in modo efficace richiede un mix ben calibrato di strategie intelligenti e costanza. I metodi organici – come SEO, content marketing, email marketing e social media – sono la linfa per una crescita solida e duratura, mentre la pubblicità a pagamento può offrirti visibilità immediata e un accesso rapido al pubblico giusto.

Il segreto è offrire valore in ogni azione. Che si tratti di ottimizzare le pagine per i motori di ricerca, creare contenuti che catturano o collaborare con influencer rilevanti, qualità e pertinenza devono sempre essere al centro. Sapersi adattare ai trend restando coerenti, perfezionando continuamente l’approccio è ciò che fa la differenza tra un traffico passeggero e un flusso costante di visitatori.

Se sei arrivato fino a qui, hai già una visione più chiara di come far crescere la visibilità del tuo sito. Adesso, per trasformare tutti i tuoi nuovi visitatori in clienti fedeli, uno strumento di email marketing è indispensabile. L’email marketing di SiteGround, per esempio, è un alleato potente, semplice da usare, pensato per creare e gestire campagne mirate e capace di offrirti dati preziosi per ottimizzare ogni invio.

Banner promozionale per lo strumento di Email Marketing di SiteGround. Il testo legge "Migliora le tue campagna email con SiteGround" e specifica il tasso di consegna del 98.9%. Il pulsante invita a iniziare subito.

Unendo queste strategie a una comunicazione diretta e mirata, costruirai un ponte solido che conduce le persone direttamente alla porta del tuo business.

Come funziona la SEO: Guida per principianti

illustrazione sulla SEO di un sito web

In molti hanno la sensazione che la SEO sia un linguaggio criptico, fatto di algoritmi misteriosi e regole che cambiano ogni mese. Ed in parte è così. Ma per chi si prende il tempo di capire davvero come ragionano i motori di ricerca, tutto il resto – parole chiave, contenuti, link, ottimizzazioni tecniche – smette di essere un puzzle e inizia ad avere un senso chiaro.

In questa guida SEO, pensata per chi parte da zero, ti porteremo dentro la logica che guida Google e gli altri motori: Perché mostrano certi risultati e non altri? Cosa cercano davvero? Come possiamo guadagnare fiducia e visibilità? Una volta compresi questi meccanismi, fare SEO in modo efficace e duraturo non ti sembrerà più un lavoro da esperti, ma un processo naturale e (quasi) creativo.

Cosa è la SEO e come funziona: una spiegazione facile

SEO — acronimo di Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca — è l’insieme di tecniche e accortezze che è bene prendere se si vuole comparire tra i primi risultati di ricerca su internet.

screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "ricetta ragù di carne"

In questo esempio, le pagine di Giallozafferano, Casa Pappagallo, e Cookaround hanno dimostrato a Google che meritano la sua attenzione, almeno per la ricerca “ricetta ragù di carne”.

Puoi immaginare il web come una gigantesca biblioteca, con miliardi di libri – le pagine dei siti – disposti sugli scaffali. Google e gli altri motori di ricerca sono come bibliotecari che devono capire, in una frazione di secondo, qual è il libro più utile da darti quando gli chiedi qualcosa.

La SEO aiuta il bibliotecario di turno (Google, Firefox, Safari, ecc) a notare il tuo sito, capirne il contenuto e decidere se vale la pena mostrarlo tra i primi risultati.

In pratica, fare SEO significa rendere il tuo sito web più visibile nei risultati di ricerca quando qualcuno cerca un prodotto, un servizio o un’informazione che tu offri. È un modo di comunicare strategicamente con Google, attraverso la qualità dei propri contenuti, la struttura tecnica del sito e le buone relazioni online.

Potresti pensare che la SEO sia qualcosa da grandi aziende, ma in realtà è essenziale anche per i business più piccoli. È vero che il modo di fare SEO per le piccole imprese non è lo stesso che usano le grandi multinazionali e necessita di alcune accortezze, ma ciò non cambia è che un sito ben ottimizzato è fondamentale per attirare nuovi clienti, senza dover pagare per ogni click.

Come funzionano i motori di ricerca?

Passiamo ora alla prossima domanda essenziale per capire come funziona la SEO, ovvero: Come funzionano esattamente i motori di ricerca? Per rispondere a questa domanda ci concentreremo su Google, perché è il motore di ricerca più utilizzato – in Italia ha oltre il 90% del mercato.

Torniamo alla nostra biblioteca infinita. Dobbiamo immaginarcela fatta di corridoi e scaffali che cambiano e si riassestano ogni secondo, in base a ciò che milioni di persone cercano nel mondo.

Per riuscire a proporci i risultati giusti, i bibliotecari – Google, Firefox, ecc – fanno uso di robot esploratori, detti crawler. Questi bot zampettano senza sosta da un sito all’altro, seguendo i collegamenti, raccogliendo informazioni su ogni pagina che trovano. Quando un crawler scopre una nuova pagina, ne analizza il contenuto e lo inserisce in un gigantesco indice, una sorta di archivio universale che Google usa per ordinare il sapere del web.

Quando qualcuno propone una domanda a Google, l’algoritmo seleziona dall’indice le pagine che sembrano più pertinenti e le presenta in ordine di merito nella pagina dei risultati, anche detta SERP (Search Engine Results Page).

Ma come decide Google quali sono le pagine migliori? In base a criteri sempre in evoluzione, ma guidati da principi piuttosto stabili. Il primo tra tutti è la rilevanza: fornire all’utente ciò che sta realmente cercando – o almeno quello che Google stesso interpreta essere tale. 

Per determinare questa rilevanza, non bastano le parole chiave. La rilevanza indica anche la capacità di rispondere a un bisogno, a una domanda, a un intento di ricerca. Nel mondo SEO si considerano quattro intenti principali:

  • Informativo: è quello di chi vuole capire o informarsi su qualcosa
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "differenza tra prosecco e spumante". I risultati dimostrano un intento di ricerca informativo.
  • Commerciale : quello di chi vuole confrontare opzioni per le proprie spese, ma non è ancora pronto a concludere.
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "aspirapolvere senza fili migliore". I risultati dimostrano un intento di ricerca commerciale.
  • Transazionale: quello di chi è già pronto a comprare
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "robot per piscina Wybot C1". I risultati dimostrano un intento di ricerca transazionale.
  • Navigazionale: quello di chi sta cercando una pagina specifica (solitamente una pagina di login)
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "facebook login". I risultati dimostrano un intento di ricerca navigazionale.

Capire a quale intento corrisponde una ricerca è essenziale per proporre contenuti che rispondano esattamente a ciò che l’utente si aspetta. 

Ma mentre parole chiave e intento di ricerca aiutano Google a determinare che tipo di contenuti mostrare, non aiutano nel determinare di chi fidarsi. Per valutare questo, gli esperti SEO hanno determinato che Google utilizza un sistema chiamato NEATT, un acronimo inglese che racchiude cinque concetti fondamentali (qui riportati in italiano per una maggiore chiarezza):

  • Notabilità – Fonti riconosciute nel settore
  • Esperienza – Fonti che hanno competenze ed esperienze diretta in ciò di cui parlano
  • Autorevolezza – Fonti che altri siti citano o linkano
  • Affidabilità – Fonti il cui contenuto è verificabile e sicuro
  • Trasparenza – Fonti che comunicano chiaramente chi sono, cosa fanno e perché lo fanno

La SEO è quindi uno strumento per dimostrare che rispettiamo questi criteri e che quindi i nostri contenuti hanno un vero valore.

Facciamo però degli ultimi appunti prima di passare a come fare SEO. La SEO non è una formula magica né tantomeno un assioma sempre vero. È un viaggio lento, paziente, ma duraturo. Prima di procedere, è importante chiarire alcune verità:

  • Richiede tempo. In genere, occorrono dai 3 ai 6 mesi per vedere i primi frutti.
  • La SEO produce effetti a lungo termine. Mentre la pubblicità a pagamento si interrompe appena smetti di investire, una buona strategia SEO può portare traffico nel tempo.
  • Non dà garanzie. Non ci sono formule magiche che possano promettere il primo posto su Google. Bisogna conoscere le regole e giocare al meglio.
  • Richiede risorse o investimenti per creare contenuti di qualità.
  • È in continua evoluzione, di proposito, per evitare manipolazioni e offrire risultati sempre più utili. Se vuoi navigare le correnti della SEO devi muoverti e cambiare il tuo corso all’occorrenza.

Mentre l’algoritmo evolve – oggi ad esempio i trend SEO stanno dando sempre più spazio ai contenuti generati dagli utenti e alle panoramiche AI – questi fondamenti rimangono la bussola per orientarsi.

Ottimizza l’organizzazione del tuo sito: la SEO Tecnica

Entreremo nel cuore tecnico del sito: come organizzare il tuo sito per la SEO, partendo dalle basi. Una buona struttura è invisibile all’occhio, ma essenziale per tenere insieme tutto, soprattutto con l’ascesa dell’intelligenza artificiale e dei contenuti generati in automatico.

La SEO tecnica si occupa di ottimizzare ogni elemento che permette a Google e agli altri motori di ricerca di trovare, scansionare, comprendere e indicizzare facilmente le tue pagine.

La facilità di scansione e indicizzazione è importante perché, vista la quantità enorme di siti e pagine internet, i motori di ricerca non possono permettersi di esplorarli tutti. Subentra quindi il crawl budget, la quantità di pagine e tempo che verranno dedicati a ciascun sito. Ne consegue che, se il tuo sito è lento, caotico o pieno di errori, rischi che Google lo visiti poco e male.

Ecco perché curare la SEO tecnica è essenziale: è il modo per assicurarti che il tuo sito sia accessibile, veloce e comprensibile per i motori di ricerca. Vediamo a quali aspetti prestare attenzione per garantire una buona SEO tecnica.

  • 1. Velocità del sito: Usa strumenti come PageSpeed Insights per scoprire quanto è veloce il tuo sito e cosa puoi migliorare.
  • 2. Mobile-first: Il tuo sito deve funzionare perfettamente da mobile: testi leggibili, immagini leggere, pulsanti cliccabili.
  • 3. Riduzione degli errori: Errori come le pagine 404 (pagina non trovata) o i 500 (errore del server) sono come strade interrotte nella tua città digitale. Impediscono la navigazione e danneggiano la fiducia dell’utente. 

Un servizio di hosting stabile e al passo con i tempi, come SiteGround, può fare la differenza, garantendo al tuo sito ottime prestazioni in quanto a velocità ed esperienza di navigazione senza intoppi.

Una volta assicurate delle solide fondamenta, potrai iniziare a migliorare l’architettura del tuo sito per renderlo ancora più attraente agli occhi di Google:

  • La sitemap XML è la mappa che aiuta Google a trovare ogni pagina del tuo sito, fondamentale per la corretta indicizzazione 
  • Il file robots.txt, sempre essenziale all’indicizzazione, indica invece ai crawler dove possono o non possono entrare.
  • Architettura del sito: pagine collegate in modo logico, menu chiari, link interni coerenti, contenuti strutturati in categorie, sottocategorie e pagine correlate. Tutto aiuta i crawler a orientarsi.
  • Dati strutturati: utilizza il format schema.org per far si che i tuoi contenuti siano facili da capire per Google e per aumentare le probabilità che vengano mostrati nei cosiddetti rich snippet.
  • I backlink interni aiutano Google a capire quali contenuti sono collegati e quali sono più importanti.
  • Organizzare i contenuti in cluster tematici significa creare gruppi di articoli o pagine legati a uno stesso argomento principale. Questo viene interpretato come un segnale di competenza e autorevolezza.

Se vuoi saperne di più riguardo i meta dati e l’uso dei meta tag per l’ottimizzazione della SEO, puoi approfondire leggendo il nostro articolo.

Valorizza quello che scrivi: la SEO on-page

Adesso che abbiamo visto come prenderci cura delle fondamenta con la SEO tecnica, passiamo alla SEO on-page, cioè all’interno della pagina stessa che stiamo cercando di ottimizzare.

Anche se la selezione delle parole chiave – e la loro inclusione nei contenuti – è un requisito cardine, da sole non bastano a far germogliare la visibilità di una pagina.

Tutto comincia dal capire cosa vuole davvero sapere chi digita una frase nella barra di ricerca. Come menzionavamo prima, saper interpretare l’intento di ricerca ci serve a capire che tipo di contenuti proporre per le varie parole chiave. Vediamo degli esempi di contenuto per ciascuno degli intenti con la stessa parola chiave “caffè artigianale”.

  • Informativo: Articolo blog “Cosa significa davvero caffè artigianale? Una guida per intenditori”
  • Commerciale: Lista comparativa “I 7 migliori caffè artigianali da provare nel 2025 (secondo veri baristi)”
  • Transazionale: Pagina prodotto “Miscela Intensa – 250g di caffè arabica artigianale”
  • Navigazionale: Home ottimizzata per “Caffè Artigianale [Nome brand]”

Considerando questi intenti potremo scrivere il contenuto secondo tre direttive:

  • Tipo di contenuto: Cosa si aspetta l’utente? Un articolo, una pagina prodotto, una lista di paragone?
  • Formato: Quello più utile a risolvere i dubbi dell’utente per l’intento specifico: un elenco, un confronto, una top 10, una recensione, o una guida dettagliata?
  • Angolazione: Il dettaglio che nessun altro offre, che mette in chiaro i veri dubbi del lettore.

Ora che abbiamo capito l’essenza, passiamo alla forma.

TitoloDeve attirare lo sguardo, incuriosire, far fermare chi passa. Usa la parola chiave principale, magari una o due varianti, ma resta naturale. Massimo 60 caratteri, così che Google lo mostri tutto, senza tagliarlo come una frase interrotta a metà.
Meta descrizioneEntro 155 caratteri, spiega perché vale la pena cliccare. Usa un tono attivo, diretto, con una call-to-action chiara. Niente keyword stuffing.
URLBreve, chiaro, denso di significato. Elimina parole inutili, lascia solo l’essenziale.
Per esempio, non: /blog/guida-aggiornata-2025-caffe-arabica-come-fare-scegliere-il-migliore
Molto meglio: /blog/guida-caffe-arabica
StrutturaSpezza il testo, fai respirare il lettore con titoli e sottotitoli ben organizzati, paragrafi brevi, elenchi puntati. Aiuta l’occhio e l’attenzione a trovare rapidamente ciò che serve.
ImmaginiDovrebbero avere una funzione narrativa, non solo estetica. Usa screenshot, esempi reali, scatti originali. Salvale in formato .webp, leggero e ottimizzato, e rinominale con parole chiave descrittive. Il testo ALT è il tuo modo per raccontare a chi non può a visualizzare l’immagine (e all’algoritmo) cosa rappresenta.
Link interniCollega le tue pagine tra loro con ancore descrittive e pertinenti. 
Non: Clicca qui
Meglio: Leggi la guida completa alle migliori varietà di caffè
Parole chiaveDevono fondersi con il testo, scorrere insieme alla narrazione. Inseriscile nei punti chiave (titolo, H1, paragrafi iniziali), ma senza forzature.

Migliora la tua reputazione: la SEO off-site

Il prossimo step nella SEO comprende tutto quello che non vive tra le mura del tuo sito, ma piuttosto nel mondo virtuale al di fuori. La SEO off-page riguarda la reputazione di un sito, ciò che gli altri raccontano di noi.

Google misura questa reputazione attraverso i backlink, i collegamenti da altri siti al tuo. Ogni link funge da raccomandazione, da attestato di fiducia. Più autorevoli sono le voci che parlano di te, meglio per il tuo posizionamento.

Ma attenzione: i link autentici si guadagnano con contenuti che valgono e risorse che risolvono problemi. Per poter incoraggiare gli altri siti a linkarti, usa questa strategia:

  • Crea risorse linkabili: strumenti gratuiti, infografiche, statistiche, guide approfondite.
  • Collabora con partner del tuo settore: blogger, riviste di nicchia, creatori di contenuti.
  • Cerca pertinenza, non solo visibilità: un link da un sito affine al tuo argomento è molto meglio di dieci link fuori tema.
  • Controlla traffico e autorevolezza: se un sito riceve visite reali, viene citato spesso, ha una buona reputazione online, allora vale la pena essere menzionati lì.

Ricorda che la SEO off-site richiede una struttura solida a sostenerla. Prima assicurati di avere una buona SEO tecnica e SEO on-page, poi passa all’off-site.

Errori comuni da evitare quando fai SEO da solo

Fare SEO senza l’intervento di esperti è certamente possibile, ma ogni passo richiede attenzione, e basta poco per perdersi. La buona notizia è che molti degli errori più gravi sono evitabili. Passiamo in rassegna alcuni degli errori che vediamo più spesso in chi sta curando da solo la SEO del proprio sito:

  1. Riempire le pagine con le stesse parole chiave in ripetizione, senza logica e senza pietà per il lettore. Google sa riconoscere un contenuto pensato per gli algoritmi e non per gli esseri umani, e penalizza i contenuti gonfiati di troppe keywords.
  2. Ignorare l’intento di ricerca: I contenuti che non rispondono a ciò che l’utente sta davvero cercando sono pessimi per apparire nei risultati e mostrano ai lettori che non hai interesse per loro.
  3. Dimenticare la tecnica: Una pagina lenta, piena di errori, senza struttura chiara o senza versioni mobile è un invito al fallimento. Se Google fatica a leggere il tuo sito, non lo mostrerà. E se l’utente si innervosisce dopo due secondi, se ne andrà.
  4. Scordarsi di analizzare i propri risultati. Fare SEO senza controllare i risultati è come navigare senza bussola. Strumenti come Google Search Console, Google Analytics, Ahrefs o SEMrush esistono per un motivo. Usali, guarda cosa funziona, cosa no, a cosa rispondono bene gli utenti. E migliora.
  5. Voler tutto e subito. I frutti della SEO arriveranno e saranno duraturi, basta avere pazienza e costanza.

Gli ultimi consigli per ottimizzare un sito per la SEO

Come abbiamo visto in questo articolo, la SEO non è un trucco, è una costruzione paziente. Richiede contenuti chiari, struttura solida, performance tecniche impeccabili. 

Tutto questo può diventare molto più semplice se scegli gli strumenti giusti. Il Website Builder di SiteGround è pensato proprio per questo: ti aiuta a creare un sito già ottimizzato per la SEO, anche se non sei un esperto di codice o design.

Grazie alla scrittura assistita da intelligenza artificiale, puoi generare sezioni del tuo sito che siano non solo ben scritte e strutturate per la massima leggibilità. E sotto la superficie, l’infrastruttura dell’hosting SiteGround garantisce velocità di caricamento elevate, sicurezza avanzata e una stabilità che non ti abbandona nei momenti cruciali.

In altre parole: contenuto e contenitore lavorano finalmente insieme. Se vuoi davvero che il tuo sito emerga tra i risultati di ricerca, inizia con un sistema che ti offre le fondamenta tecniche già pronte – così tu potrai concentrarti su ciò che conta davvero: raccontare la tua storia, nel modo più efficace possibile.

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Post di Facebook e Instagram nei risultati di ricerca Google: Cosa cambia per la tua attività

illustrazione grafica che mostra una pagina di risultati di ricerca in cui appaiono un post Instragram e un post Facebook

Se gestisci il tuo business online, è probabile che i social media facciano già parte della tua strategia, soprattutto Instagram e Facebook. Con oltre 2 miliardi di utenti attivi ogni mese, sono strumenti potentissimi per entrare in contatto con il tuo pubblico, in quasi ogni settore.

Ma ora i contenuti su Instagram e Facebook sono diventati ancora più preziosi. A partire dal 10 luglio, Google ha iniziato a indicizzare i post pubblici di brand e creator provenienti da Facebook e Instagram. Questo significa che i tuoi post sui social possono comparire tra i risultati di ricerca Google – e parliamo di 105,000 ricerche ogni secondo! – aumentando notevolmente le possibilità che nuovi utenti scoprano i tuoi contenuti.

Ma cosa è cambiato concretamente? E come possono sfruttare al meglio questa novità i piccoli imprenditori, i freelance e i content creator? Te lo spieghiamo tutto qui sotto.

Aggiornamento Instagram per i motori di ricerca: Cosa cambia davvero

Con il nuovo aggiornamento di Meta, i motori di ricerca come Google e Bing hanno iniziato a scansionare e indicizzare tutte le foto e i video pubblici su Instagram e Facebook. In pratica, già dal 10 luglio 2025, chi effettua una ricerca online può visualizzare non solo link ai siti web o panoramiche AI, ma anche post Instagram e Facebook nei risultati Google, purché siano pubblici.

Quali account Instagram saranno indicizzati da Google?

Meta ha chiarito che solo i post e i reel pubblicati dopo il 1° gennaio 2020 verranno indicizzati, e solo dagli account Instagram che rispettano questi requisiti:

  • Il proprietario dell’account ha almeno 18 anni
  • L’account è pubblico
  • L’account è di tipo professionale (aziendale o creator)

Perché l’aggiornamento di Instagram è importante per brand e creator

Fino a oggi, Meta non permetteva ai motori di ricerca come Google di indicizzare i post pubblici. Nonostante le ricerche sui social siano in continua crescita – soprattutto nella Gen Z, che usa sempre di più TikTok e Instagram per scoprire brand e contenuti – Google e gli altri motori di ricerca tradizionali restano ancora lo strumento principale per trovare aziende, servizi e informazioni online.

Il risultato di questo era che i contenuti su Instagram erano praticamente invisibili al di fuori dell’app. Restavano ai margini, mentre i video di TikTok conquistavano i primi posti nelle pagine dei risultati. Tutto l’impegno dedicato a reel, caroselli e post aveva una vita breve: se il tuo pubblico non li vedeva subito nel feed, era probabile che andassero persi per sempre – a meno che non diventassero virali.

Con questo aggiornamento però, non è più così. Grazie alle nuove policy, anche i piccoli brand e i content creator hanno finalmente l’occasione di prolungare la visibilità e la durata dei propri contenuti. Non devi più fare affidamento solo sull’engagement all’interno dell’applicazione: ogni post Instagram indicizzato su Google diventa un’opportunità per essere scoperti da utenti che stanno già cercando ciò che offri.

Immagina, ad esempio, di essere una fiorista a Napoli. Un video pubblicato mesi fa con le tue composizioni per matrimoni potrebbe ora comparire tra i risultati Google per una ricerca tipo “migliori fioristi per matrimoni a Napoli”. O se sei un fotografo per animali, il tuo carosello Instagram con ritratti di cani potrebbe apparire quando qualcuno cerca “fotografo per animali vicino a me”.

Cosa significa tutto questo per la tua strategia di contenuti? Non si tratta più solo di seguire i trend o puntare sull’engagement veloce. Con questo aggiornamento, anche i tuoi contenuti di qualità più datati potranno continuare a generare valore nel tempo. Instagram diventa così un canale evergreen, che potenzia la tua visibilità online, supporta il tuo posizionamento SEO e contribuisce a far crescere il tuo business nel lungo periodo.

Come ottimizzare i tuoi post Instagram per la visibilità sui motori di ricerca

Prima di tutto, facciamo chiarezza: questo aggiornamento è appena stato lanciato, e nessuno ha ancora la strategia perfetta. Siamo tutti in una fase di test, sperimentando cosa funziona davvero e cosa no.

Detto ciò, ci sono alcune buone pratiche ispirate ai principi classici della SEO che puoi applicare fin da subito. Ecco come aumentare le probabilità che i tuoi contenuti vengano indicizzati su Google e raggiungano un pubblico più ampio.

Usa parole chiave rilevanti nelle didascalie

Come già saprai, sostituire parole importanti con emoji può rendere i tuoi contenuti meno comprensibili per i motori di ricerca (e se non lo sapevi, ora lo sai!). Ma da adesso le didascalie diventano ancora più importanti.

Non significa scrivere post lunghi o noiosi, ma scegliere con cura le parole, in modo che abbiano senso per il tuo pubblico e per Google.

Per usare lo stesso esempio del negozio di fiori di prima, facciamo finta che tu stia pubblicando un reel con il dietro le quinte dell’allestimento di un matrimonio, evita una didascalia generica come: “Uno sguardo al nostro lavoro 💐”

Scrivi invece qualcosa del tipo: “Che emozione allestire questo matrimonio a Napoli! Ecco un’anteprima di come le nostre composizioni floreali personalizzate hanno trasformato la location.”

In questo modo, inserisci parole chiave rilevanti come matrimonio, Napoli e composizioni floreali. Questo aumenta la possibilità che il tuo post venga indicato nei risultati Google.

Aggiungi alt-text descrittivi alle immagini

È possibile, forse probabile, che tu abbia avuto la tentazione di saltare questo passaggio, ma fidati, è fondamentale. I motori di ricerca non vedono le immagini come una persona. Per capire cosa c’è in una foto o in un video, si affidano al testo. Ecco perché aggiungere un alt-text (testo alternativo) ai tuoi contenuti visivi su Instagram e Facebook può davvero fare la differenza.

L’alt-text aiuta Google a capire di cosa tratta il tuo contenuto, aumentando le probabilità che venga indicizzato correttamente e che appaia tra i risultati.

In più, l’alt-text è anche un elemento chiave per l’accessibilità, che permette a chi utilizza software per la lettura dello schermo di comprendere facilmente i tuoi contenuti visivi, rendendo il tuo profilo più inclusivo.

Un ottimo modo per scrivere un buon alt-text è quello di usare l’intelligenza artificiale. Carica la tua immagine su ChatGPT, Claude o su qualsiasi altro strumento AI e chiedi di generare una descrizione alt-text. Il risultato sarà perfettamente adatto: in fondo, un computer che scrive per un altro computer sa esattamente cosa serve per farsi capire.

Crea Reels e contenuti originali

Il formato di video brevi di Instagram, ovvero i Reels, continua a essere privilegiato dall’algoritmo. E con Google che dà sempre più spazio ai contenuti video nei risultati di ricerca, è molto probabile che anche i Reels vengano favoriti nei risultati Google.

Ma attenzione, non basta seguire il trend del momento. I tuoi Reels devono offrire vero valore, non solo intrattenimento veloce con l’ennesimo audio virale. Google cerca sempre più di dare importanza a contenuti utili, rilevanti e orientati all’intento reale degli utenti. Le persone cercano consigli autentici, esperienze vere, non solo clip virali per l’intrattenimento.

Che tu stia condividendo consigli pratici, momenti dietro le quinte o mini tutorial, assicurati che i tuoi Reels – e qualsiasi altro tipo di post – siano interessanti, informativi e coinvolgenti. Solo così avranno davvero possibilità di essere indicizzati su Google e ottenere visibilità anche al di fuori delle piattaforme social.

Usa hashtag rilevanti e strategici

Pensa agli hashtag come parole chiave per i tuoi contenuti che possono anche aiutare Google a capire di cosa tratta il tuo post, aumentando le probabilità che venga indicizzato.

Oltre al tuo hashtag di brand, includi anche hashtag legati al tuo settore. L’ideale è usare una combinazione equilibrata tra hashtag ad alto volume (molto popolari), medio volume e basso volume (meno popolari, iper-specifici), così da raggiungere pubblici diversi.

Ricorda però che quantità non significa qualità. In genere, 5-10 hashtag ben scelti sono più che sufficienti per aiutare l’algoritmo (sia di Instagram che di Google) a interpretare correttamente l’intento di ricerca legato ai tuoi post.

Usa i tag di geolocalizzazione

Uno dei vantaggi più importanti di questo aggiornamento di Instagram riguarda le attività locali. Ora che i tuoi post possono apparire nei risultati di ricerca Google, hai l’opportunità di posizionarti per ricerche locali high intent, cioè ricerche che esprimono un forte interesse all’azione (come acquistare un prodotto o richiedere un servizio), migliorando di conseguenza la tua visibilità nel territorio.

Per sfruttare al meglio questa occasione, geolocalizza i tuoi contenuti ogni volta che puoi. Inserire il tag con la posizione della tua attività aiuta i motori di ricerca a capire dove operi, potenziando il tuo posizionamento SEO locale – importantissima per le piccole imprese – e facilitando la tua comparsa nelle ricerche basate sulla posizione geografica.

Considerazioni strategiche e come disattivare l’indicizzazione dei post Instagram su Google

Un aspetto importante da tenere a mente è con questo aggiornamento, i tuoi contenuti su Instagram e Facebook diventeranno più visibili di prima. Ogni post potrebbe potenzialmente apparire nei risultati di ricerca, quindi prima di pubblicare, chiediti se quel contenuto è qualcosa che ti piacerebbe vedere su Google.

Vale anche la pena fare un piccolo audit del tuo profilo. Rivedi i vecchi post e valuta se aggiornare le didascalie con parole chiave pertinenti per renderli più SEO-friendly.

Se invece preferisci non far indicizzare i tuoi post Instagram dai motori di ricerca, nessun problema. Puoi disattivare questa funzione direttamente nelle impostazioni del tuo account professionale.

Considerazioni finali

In sintesi, il nuovo aggiornamento che permette ai motori di ricerca di indicizzare i post Facebook e Instagram è una notizia positiva per brand e creator che usano le piattaforme di Meta. Ecco alcuni principi SEO fondamentali da tenere a mente per sfruttare al meglio questa opportunità:

  • Usa parole chiave rilevanti nelle didascalie
  • Aggiungi alt-text descrittivi alle immagini e ai video
  • Crea Reel e contenuti originali di valore
  • Inserisci hashtag mirati e ben bilanciati
  • Geolocalizza i tuoi contenuti con tag di posizione

Questo aggiornamento di Meta, insieme alla crescita delle ricerche effettuate direttamente sui social, dimostra che il confine tra social media e SEO sta diventando sempre più sottile.

Per anni abbiamo considerato i contenuti organici sui social come strumenti utili solo per la brand awareness o il coinvolgimento della community. Ma oggi si aggiunge un elemento nuovo, ovvero la visibilità nei motori di ricerca. Un post Instagram ben ottimizzato può ora farti trovare da utenti che stanno cercando esattamente ciò che offri.

Che tu sia un piccolo imprenditore, un freelance, un consulente o un content creator, questa evoluzione rappresenta un’enorme opportunità per farti trovare al di fuori dei feed social, a patto che social media e strategia SEO siano aggiornate e lavorino insieme.

Prima di andare, scrivici nei commenti come pensi di ottimizzare i tuoi post Instagram per apparire su Google. Siamo curiosi di conoscere le tue strategie!

Guida ai Meta Tag per la SEO: Ottimizza visibilità e ranking

Illustrazione che mostra un prototipo di codice HTML dove appaiono diversi meta tag utili per la SEO

Nel contesto SEO, i meta tag HTML rappresentano una delle leve essenziali per migliorare la visibilità di un sito nei risultati di ricerca. 

Immagina un libro senza copertina, senza titolo, senza descrizione, senza indice: risulterebbe un po’ difficile capire di cosa tratta senza leggerlo tutto. I meta tag SEO sono proprio ciò che permette a Google – e a chi naviga nell’oceano sterminato del web – di capire di cosa parla il libro – la tua pagina web, in questo caso – prima ancora di iniziare a leggerlo. 

In questa guida pratica ti accompagneremo passo dopo passo nella scoperta dei meta tag più importanti per la SEO, spiegandoti cosa sono, a cosa servono e come ottimizzarli al meglio. Conoscere e usare correttamente i SEO meta tag ti aiuterà a migliorare ranking, indicizzazione e performance organica. Ricorda però che quando si tratta di SEO, è importante dare uno sguardo consapevole al contesto generale, includendo la SEO off-page e on-page, così come quella tecnica.

Cosa sono i meta tag SEO e perché sono importanti

I meta tag sono frammenti di codice inseriti nella sezione <head> della pagina HTML. Aggiungere meta dati alla tua pagina serve a fornire informazioni precise su contenuti, autore, lingua, e molto altro. Il ruolo di molti di questi tag – ma non tutti – è fondamentale per la SEO. Questo perché alcuni meta tag influenzano direttamente il modo in cui Google e gli altri motori leggono, comprendono e presentano il tuo sito nei risultati di ricerca.

Anche se non sono tutti immediatamente visibili quando visiti un sito, i meta tag raccontano ai motori di ricerca ciò che davvero conta. Un sito web senza meta tag, o con i meta tag sbagliati, è molto limitato. È ancora leggibile, certo, ma non viene preso sul serio dai motori di ricerca né tantomeno dai lettori. Vediamo un esempio di meta tag concreto, in questo caso una meta description:

<meta name="description" content="Scopri la nostra selezione di vini italiani premiati. Spedizione gratuita e qualità garantita.">

Questa semplice riga di codice è ciò che normalmente appare come anteprima della tua pagina nei risultati di ricerca e allo stesso tempo aiuta Google a capire il contenuto della pagina. Un tag di meta description scritta bene può determinare se un utente cliccherà sul tuo link o scorrerà oltre.

In sintesi, i meta tag sono segnali brevi ma potenti, che aiutano i motori di ricerca a classificare correttamente il tuo sito. Utilizzarli bene è il primo passo per emergere nel labirinto digitale. 

A cosa servono i meta tag nella SEO e come influenzano il ranking

Come abbiamo già menzionato, i meta tag funzionano orientando i motori di ricerca nel comprendere il tuo sito. Servono a comunicare una serie di informazioni chiave: cosa è da saltare, cosa no, e come presentare il contenuto agli altri. Sono tutte specificazioni che nella SEO fanno la differenza, motivo per cui è importante fare audit tecnici SEO di quando in quando.

Anche se da soli i meta tag non bastano a garantire un’ottima SEO, hanno un impatto diretto su elementi che influenzano il ranking, come:

  • Pertinenza e contesto semantico: I meta tag aiutano gli algoritmi a determinare il contesto di una pagina. Se ben ottimizzati, possono migliorare la corrispondenza tra le query degli utenti e il contenuto del sito.
  • Controllo sull’indicizzazione: Con tag come robots.txt puoi decidere se una pagina deve essere inclusa nei risultati di ricerca o meno. Questo è essenziale per evitare contenuti duplicati o irrilevanti.
  • Click-through rate (CTR): Un meta title accattivante e una meta description ben scritta possono aumentare la percentuale di utenti che cliccano sul tuo link nei risultati di ricerca. Google considera questo segnale come indice di rilevanza.
  • Esperienza utente indiretta: Anche se non si vedono, i meta tag influenzano l’esperienza dell’utente. Un’anteprima ben curata nei risultati di Google può ispirare fiducia e interesse.

Per esempio, questo meta tag:

<meta name="robots" content="noindex, nofollow">

Questa istruzione dice a Google: “non indicizzare questa pagina e non seguire i link al suo interno”. Utile, ad esempio, per pagine temporanee o esterne al sito.

In conclusione, i meta tag SEO fanno da direttori d’orchestra. Non producono il contenuto, ma guidano tutti gli elementi verso un’armonia che i motori di ricerca sanno ascoltare. Senza di loro, la sinfonia del tuo sito potrebbe passare inosservata.

Meta tag SEO: quali sono i più importanti e come ottimizzarli

Non tutti i meta tag hanno lo stesso peso nella SEO. Alcuni sono cruciali per migliorare la visibilità del tuo sito nei risultati di ricerca, altri ottimizzano l’esperienza di condivisione sui social.

Lista riassuntiva dei meta tag più rilevanti per la SEO:
Title tag, meta description, tag robots, tag hreflang, tag open graph, tag alt text

In questa sezione esploreremo i meta tag più importanti per la SEO, uno per uno, con esempi pratici e consigli concreti su come ottimizzarli. Conoscere questi tag e usarli in modo strategico può fare la differenza tra una presenza online mediocre e un sito ben posizionato nei risultati di ricerca.

Meta title tag: come scrivere un titolo SEO efficace

Il tag del meta title è il titolo che dovrebbe apparire nella SERP (Search Engine Results Page) e nella scheda del browser. È racchiuso nel tag HTML <title> e la sua funzione è quella di riassumere in poche parole il contenuto della pagina. Può differire dal titolo che compare all’interno della pagina, che invece è dettato dal tag <h1> nel corpo HTML.

Screenshot della sezione di una SERP dove appare la pagina di supporto di SiteGround. Il meta title "Assistenza sull'hosting esperta e amichevole" è evidenziato

Scrivere un titolo SEO efficace significa:

  • Catturare l’attenzione del lettore
  • Comunicare chiaramente l’argomento della pagina ai motori di ricerca
  • Influenzare il ranking della pagina per certe parole chiave

Per esempio, nel codice HTML di una pagina web che tratta di ottimizzazione SEO potremmo trovare una sezione che riguarda il tag del meta title simile a questa:

<title>Guida SEO completa per ottimizzare il tuo sito web</title>

Negli ultimi anni, Google ha iniziato a riscrivere automaticamente i meta title che appaiono nelle SERP, soprattutto quando il titolo è troppo generico, non corrisponde al contenuto della pagina o differisce troppo dal titolo H1. Per questo motivo, molti esperti SEO consigliano di mantenere lo stesso titolo per il tag meta title e il tag H1, almeno nei contenuti principali. Questo approccio aiuta Google a “fidarsi” del meta title che proponi e riduce la probabilità che venga modificato. Ricorda che le regole della SEO sono in continua evoluzione, ed è importante mantenersi aggiornati.

Per scrivere un meta title tag efficace per la SEO, dovresti puntare a:

  • Includere la parola chiave principale all’inizio, se possibile.
  • Mantenere la lunghezza entro i 55-60 caratteri, in modo che il titolo non venga troncato nei risultati di ricerca.
  • Scrivere in modo naturale e invitante: il titolo deve incuriosire e informare.
  • Evitare il keyword stuffing: ripetere le stesse parole chiave penalizza la leggibilità e può confondere Google.
  • Personalizzare ogni titolo: ogni pagina deve avere un meta title unico e coerente con il contenuto specifico.
  • Usare il nome del brand, soprattutto nelle pagine di prodotto, servizi o articoli informativi.

Meta description tag: cos’è e come ottimizzarlo per la SEO

Il meta description tag è un breve riassunto del contenuto della pagina, racchiuso nel tag HTML <meta name=”description”>, che compare sotto il titolo nei risultati di ricerca di Google. Mentre questo tag non è un fattore di ranking diretto, è fondamentale per invogliare gli utenti a cliccare sul tuo sito tra tutti i risultati di ricerca.

Screenshot di una SERP dove appare il blog di SiteGround. La meta description evidenziata dice "Il blog di SiteGround offre diversi consigli strumenti e risorse relativi a WordPress, alle prestazioni web e all'ottimizzazione e sicurezza dei siti"

Per esempio, nel codice HTML di un articolo che fornisce una classifica dei migliori cibi per cani, potremmo trovare un meta tag simile:

<meta name="description" content="Scopri i migliori cibi per cani: consigli nutrizionali, marchi top e suggerimenti per un’alimentazione sana e bilanciata.">

Per scrivere una meta description efficace per la SEO ricordati di:

  • Usare la parola chiave principale in modo naturale. Google la evidenzierà in grassetto quando corrisponde alla query dell’utente.
  • Mantenere la descrizione tra i 140 e i 160 caratteri per evitare troncamenti che potrebbero compromettere la chiarezza del messaggio.
  • Essere chiaro e persuasivo e anticipare il beneficio per l’utente. Cosa troverà nella pagina? Perché dovrebbe cliccare?
  • Ogni pagina deve avere una descrizione unica, coerente con il contenuto specifico.
  • Utilizzare un tono coerente con il tuo brand: formale, tecnico, amichevole… purché sia riconoscibile.

Tag Robots: come indicare ai motori cosa indicizzare

Il tag robots è un meta tag HTML che si inserisce nella sezione <head> della pagina. Serve a istruire i crawler (come Googlebot) su come trattare quella pagina: se deve essere indicizzata, se i link al suo interno devono essere seguiti, o se deve essere completamente ignorata.

Per esempio, se volessimo specificare un tag robots che indica ai motori di indicizzare una pagina e seguire i link al suo interno useremmo:

<meta name="robots" content="index, follow">

In realtà questo comportamento è predefinito, quindi non sempre serve dichiararlo. 

Ma perchè è importante l’indicizzazione? Perchè non tutte le pagine di un sito meritano di essere indicizzate. Alcune pagine, infatti, sono utili solo per gli utenti già dentro il sito (pagine di login, filtri di ricerca) e mostrarle nei risultati di Google può confondere o addirittura danneggiare il posizionamento complessivo. 

Perciò possiamo dire che il meta tag robots non migliora direttamente il ranking, ma aiuta a preservare la qualità e la pertinenza di un sito nella SERP, evitando che Google sprechi risorse su pagine irrilevanti. Un sito ben curato è anche un sito ben filtrato.

Vediamo allora le principali direttive del tag robots per comunicare le nostre preferenze di indicizzazione.

DirettivaCosa fa
indexPermette l’indicizzazione della pagina
noindexEsclude la pagina dai risultati di ricerca (utile per pagine duplicate, versioni test, o con scarso valore SEO)
followPermette ai bot di seguire il link nella pagina
nofollowImpedisce ai bot di seguire il link
noarchiveEvita che Google mostri la copia cache della pagina
nosnippetEvita la visualizzazione di frammenti (snippet) nelle SERP

Se per esempio volessimo lasciare una pagina fuori dai risultati ma permettere la scansione dei link, useremmo il tag:

<meta name="robots" content="noindex, follow">

Quando si parla di controllare cosa Google può o non può indicizzare, è importante conoscere non solo i meta tag robots, ma anche il file robots.txt. Entrambi servono a comunicare con i crawler dei motori di ricerca, ma agiscono in modi diversi: il robots.txt è un intero file che si trova nella root del sito web, e può evitare la scansione di intere sezioni non rilevanti (come /admin/, /cart/), mentre il meta tag robots serve a controllare la visibilità SEO delle singole pagine.

Tag Hreflang: come gestire la SEO multilingua

Il tag hreflang è un attributo HTML inserito nella sezione <head> della pagina che serve a segnalare a Google che esistono più versioni linguistiche (o regionali) di uno stesso contenuto.

Screenshot di una SERP dove appare il sito di SiteGround. L'URL evidenziato mostra che si tratta della versione italiana del sito "it.siteground.com"
Screenshot di una SERP dove appare il sito di SiteGround. L'URL evidenziato mostra che si tratta della versione in spagnolo del sito "www.siteground.es"

Questo meta tag aiuta Google a mostrare la versione giusta del contenuto all’utente in base alla lingua e alla posizione geografica, migliorando l’esperienza utente. Immagina per esempio che ad un utente francese venga mostrata la versione italiana della tua pagina. Sarebbe una mancata opportunità di conversione. Ecco perchè è importante il tag hreflang quando si hanno più versioni linguistiche della stessa pagina.

Usando tag come questi stai dicendo a Google che gli indirizzi specificati sono versioni equivalenti della stessa pagina in più lingue:

<link rel="alternate" hreflang="it" href="https://www.fido.it/" />
<link rel="alternate" hreflang="en" href="https://www.fido.com/" />
<link rel="alternate" hreflang="fr" href="https://www.fido.fr/" />

Vediamo come usare il meta tag hreflang:

  • Usa il formato corretto: hreflang=”lingua-paese” (es. en-us, it-it, fr-fr). Se specifichi solo la lingua, va bene anche hreflang=”es”.
  • Inserisci tutti i riferimenti reciprocamente: ogni pagina multilingua deve includere anche sé stessa nel set di hreflang.
  • Mantieni coerenza nei link e negli URL: ogni lingua dovrebbe puntare al contenuto esatto e tradotto, non a una generica homepage.
  • Non dimenticare il valore x-default: serve per versioni neutre (es. homepage globale o pagina di selezione lingua).
<link rel="alternate" hreflang="x-default" href="https://www.miosito.com/" />

⚠️ Una configurazione sbagliata del tag hreflang può confondere Google invece di aiutarlo. È sempre bene testare tutto con lo Strumento di ispezione URL di Google Search Console.

Tag Open Graph: ottimizzare la condivisione sui social per la SEO

I meta tag Open Graph sono tag HTML che controllano le informazioni che compaiono quando una pagina web viene condivisa su piattaforme social (Facebook, LinkedIn, Twitter, WhatsApp): il titolo, la descrizione, l’immagine e persino il tipo di contenuto mostrato nell’anteprima.

Questi meta tag hanno un impatto indiretto sulla SEO, migliorando la visibilità, l’engagement e il traffico qualificato sui social network. Per esempio, un’implementazione dei tag Open Graph essenziali per una pagina che propone una guida ai migliori oli da cucina:

 <meta property="og:title" content="Oli aromatizzati: Guida ai migliori oli da cucina"/>
  <meta property="og:description" content="Scopri oli aromatizzati al rosmarino, aglio, limone e peperoncino: consigli di gusto, abbinamenti e ricette."/>
  <meta property="og:image" content="https://www.tuosito.it/images/composizione-olio-aromatizzato.jpg"/>
  <meta property="og:url" content="https://www.tuosito.it/oli-aromatizzati-guida"/>

Vediamo le funzioni dei meta tag Open Graph principali .

Tag Funzione
og:titleTitolo che comparirà nell’anteprima social
og:descriptionBreve descrizione del contenuto
og:imageURL dell’immagine di anteprima
og:urlIndirizzo della pagina
og:typeTipo di contenuto (es. website, article, product)
og:localeLingua del contenuto (es. it_IT)

Per creare dei buoni meta tag Open Graph:

  • Scrivi titoli e descrizioni coerenti con i meta tag SEO, adattati ad un un pubblico “social”.
  • Usa immagini di alta qualità (almeno 1200×630 px) ottimizzate per dispositivi mobili e desktop.
  • Testa le anteprime con strumenti come il Facebook Sharing Debugger o il LinkedIn Post Inspector.

⚠️ Se non imposti correttamente i tag Open Graph, i social prenderanno in automatico il titolo e la descrizione, con risultati che potrebbero non essere ottimi.

Alt Text: il tag alternativo per l’ottimizzazione SEO delle immagini

Il testo alternativo, o Alt text, è un attributo degli elementi <img> che descrive il contenuto visivo dell’immagine. Serve principalmente per:

  • Rendere il contenuto accessibile a chi utilizza lettori di schermo (es. utenti non vedenti)
  • Mostrare un testo di fallback se l’immagine non si carica
  • Aiutare Google a comprendere e indicizzare correttamente le immagini secondo le keyword
  • Segnalare qualità attraverso contenuti accessibili e ben strutturati

Per esempio, il codice relativo a un’immagine che mostra un esempio di una scheda di ricerca vuota potrebbe dire: 

<img src="pagina-vuota-esempio.png" alt="Screenshot di una pagina di ricerca Google vuota">

Per ottimizzare i meta tag alt text per la SEO:

  • Descrivi l’immagine in modo chiaro e specifico. Pensa a cosa rappresenta davvero e cosa c’è di rilevante nell’immagine per il contesto in cui si trova.
  • Includi una parola chiave, ma solo se è realmente pertinente.
  • Evita frasi generiche che non descrivono veramente l’immagine
  • Cerca di restare sotto i 125 caratteri.
  • Scrivi Alt Text unici, come lo è ogni immagine.

Consigli finali sui meta tag per migliorare la SEO del tuo sito

I meta tag che abbiamo trattato in questa guida rappresentano i più importanti e utilizzati per migliorare concretamente la visibilità del tuo sito sui motori di ricerca. È bene sapere, però, che esistono anche altri meta tag meno influenti ai fini della SEO, come ad esempio <meta charset>, <meta viewport> o <meta author>, che svolgono funzioni tecniche o informative ma non hanno un impatto così importante.

In fonti meno aggiornate potresti trovare il famigerato <meta name=”keywords”>. In passato veniva usato per elencare le parole chiave rilevanti della pagina, ma col tempo è stato completamente ignorato da Google e da altri motori di ricerca perché facilmente abusato per manipolare il posizionamento.

Concentrarsi invece su meta tag funzionali e strategici, come quelli approfonditi in questo articolo, ti permette avere un impatto reale sulle performance e ottimizzare il tuo sito secondo gli standard SEO attuali.

Ricorda però che, anche il miglior set di meta tag non può fare miracoli se il tuo sito si appoggia a un hosting lento o instabile. Le prestazioni tecniche, come la velocità di caricamento e la disponibilità del server, sono altri fattori chiave per la SEO. Tratta quindi i meta tag come parte di un ecosistema interconnesso: non sono elementi isolati, ma parti di una strategia più ampia che comprende contenuti, struttura del sito, user experience e obiettivi di business.

Se cerchi un’infrastruttura affidabile combinata alla semplicità d’uso, ti consiglio di valutare strumenti come il SiteBuilder di SiteGround, che ti aiuta a costruire un sito SEO-friendly fin dalle fondamenta.

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Marketing B2B: significato, strategie e strumenti vincenti

Cosa significa davvero fare marketing B2B oggi? È l’arte di intessere una storia che valga il tempo e il giudizio di chi siede tra corridoi di vetro e decisioni ponderate. Una narrazione che risponda alle domande non ancora pronunciate, che offra soluzioni prima che sorgano problemi. Così, le imponenti porte lucide di un’azienda si socchiudono docilmente.

Il marketing business-to-business richiede una visione strategica, strumenti giusti e la capacità di parlare direttamente ai bisogni di decision maker sempre più informati ed esigenti. Che tu stia muovendo i primi passi o voglia affinare una strategia già avviata, qui troverai una bussola chiara per orientarti nel panorama B2B attuale – senza tecnicismi superflui, ma con esempi pratici, insight e soluzioni pronte all’uso.

In questa guida, attraverseremo insieme i sentieri del marketing B2B, ne esploreremo il significato, le strategie che funzionano davvero e gli strumenti vincenti per semplificare i processi, attrarre lead qualificati e scalare con metodo. Nessuna giungla di tecnicismi, solo una mappa nitida, esempi concreti e insight pronti all’uso per orientare il tuo business, oggi e domani.

Ma prima, una nota necessaria: ogni strategia va letta alla luce della propria realtà. Questa guida è pensata per chiunque si occupi di marketing B2B – che tu lavori nel settore dei componenti industriali, nel software, nella consulenza o nell’artigianato – ma non esiste una formula unica che valga per tutti. 

Le dinamiche di un’azienda molto piccola non sono le stesse di una multinazionale. Le leve persuasive che funzionano nel settore farmaceutico difficilmente si adattano a una tech startup. Il vero valore di ciò che leggerai sta nella capacità di adattarlo, modularlo, piegarlo con intelligenza ai bisogni e alle risorse del tuo contesto. Perché, nel B2B, la strategia davvero vincente è quella costruita su misura.

Cos’è il marketing B2B: definizione

Il marketing B2B, abbreviazione di marketing business-to-business, è l’insieme delle attività di comunicazione e promozione che un’azienda rivolge ad altre aziende, non ad un consumatore finale privato (in quel caso, parleremmo di B2C). In altre parole, quando il cliente non è una persona fisica, ma un’altra impresa, siamo nel mondo del B2B.

Facciamo l’esempio di una fabbrica di bulloni. Chi compra questo prodotto non saranno i singoli consumatori, bensì altre aziende o rivenditori. Questo è il motivo per cui non vedrai mai quei bulloni in uno spot televisivo per famiglie, perché il loro destinatario sarà sempre un altro business. In questo caso, per vendere il proprio prodotto la fabbrica di bulloni dovrà fare un altro tipo di marketing: il marketing B2B.

Proprio come i professionisti di qualsiasi settore usano termini tecnici e argomenti specifici per parlare tra loro, il marketing B2B si basa su messaggi precisi, contenuti utili e relazioni costruite sul valore, più che sull’emozione del momento. Vediamo quindi le differenze principali tra il B2B e il B2C.

Banner che mostra un imprenditore sorridente con un'attività online. Il titolo dice "fai crescere la tua attività con l'hosting SiteGround". Il bottone da cliccare dice "inizia"

Qual è la differenza tra il marketing B2B e il B2C?

La differenza tra marketing B2B (business-to-business) e marketing B2C (business-to-consumer) sta sia nelle motivazioni che nelle modalità. 

Nel marketing B2B, chi compra, lo fa per esigenze professionali, con obiettivi legati all’efficienza, al rendimento o al vantaggio competitivo. Nel marketing B2C, invece, le scelte sono spesso più impulsive, legate al desiderio e al gusto personale.

Vendere una stampante a una famiglia (B2C) richiede messaggi semplici, visivi, emozionali. Vendere la stessa stampante a un’azienda (B2B) richiede argomenti diversi, come velocità di stampa, costi per pagina ridotti, assistenza dedicata.

Vediamo perché esaminando i quattro punti di divergenza principali.

Tabella riassuntiva delle differenze tra il marketing b2b e il b2c. Gli aspetti principali sono "destinatario", "cosa guida le scelte", "processo di acquisto", "durata della relazione"

Target del marketing

Nel marketing B2B, i clienti sono aziende e il pubblico a cui ci si rivolge è composto di professionisti o addirittura interi gruppi decisionali che le rappresentano. Buyer, tecnici specializzati, imprenditori, manager, CFO, e team acquisti che comunicano tutti fra loro alla ricerca della migliore opzione. Tutte queste interazioni rendono il processo più lungo e complesso.

Qui, la comunicazione non punta a “colpire”, ma a convincere, spiegare, rassicurare. Il target è più informato, più esigente, e spesso più scettico: per questo ogni messaggio deve dimostrare competenza e valore concreto.

Nel B2C, invece, ci si rivolge a consumatori privati, che acquistano per sé o per la propria famiglia. La decisione è quasi sempre autonoma e segue spesso l’istinto, le emozioni, le abitudini o la convenienza immediata, che rendono il processo di acquisto più semplice e diretto. 

Cosa guida l’acquisto

In un contesto di marketing B2B, le decisioni d’acquisto sono ponderate e orientate al ritorno economico (ROI), alla competenza tecnica e all’efficienza operativa. Chi compra lo fa con la testa e per fidarsi, ha bisogno di dati concreti, casi studio, dimostrazioni reali.
Ecco perché nel B2B il content marketing gioca un ruolo chiave: articoli, e-book, webinar e guide diventano strumenti decisivi per educare il cliente e dimostrare autorevolezza nel settore.

Al contrario, nel B2C il cliente agisce spesso d’impulso. È più sensibile a messaggi emozionali, offerte speciali o packaging accattivanti. Vuole essere intrattenuto, ispirato, magari sorpreso. Pensiamo a chi compra un paio di scarpe online: non ha bisogno di una guida tecnica, ma di una buona foto e una recensione positiva.

Processo di acquisto

Nel mondo del B2B, l’acquisto è raramente immediato. È un processo strutturato, in cui entrano in gioco più figure: il responsabile acquisti, il tecnico, il manager e forse anche la direzione generale.

Si valutano alternative, si fanno incontri, si chiedono preventivi. Per questo, la presenza di un account manager dedicato, di un venditore di fiducia, o almeno di un team di vendita è una necessità. Ad esempio, un’azienda che deve scegliere un nuovo software gestionale coinvolgerà vari reparti prima di decidere: amministrazione, IT, direzione.

Nel B2C, invece, il processo è molto più semplice e diretto. Chi acquista decide in autonomia, a volte in pochi minuti. Un cliente che compra una macchina del caffè online non deve consultare nessuno, conosce già il proprio budget e bisogni, guarda il prezzo, le recensioni, e clicca “compra ora”.

Durata della relazione con il cliente

Nel marketing B2B, le relazioni si costruiscono lentamente, con l’idea di ottenere un frutto duraturo. Le aziende cercano partnership solide e soluzioni che possano durare anni. Una volta conquistata la fiducia di un cliente, la collaborazione può estendersi nel tempo, portando a una vera fidelizzazione.

Nel B2C, il ciclo di vita del cliente è spesso più breve. L’acquisto può essere una tantum o sporadico, e la fedeltà più difficile da mantenere. La relazione è più rapida e più volatile, anche se può essere coltivata con promozioni e programmi fedeltà.

Adesso che abbiamo contesto e principi fondamentali che danno forma al marketing B2B, passiamo ai passi necessari per metterlo in atto. Primo tra tutti come stabilire l’identità su cui baserai le tue strategie.

1. Stabilisci la tua identità

Prima di lanciarti in campagne, funnel e contenuti, c’è un passaggio primario: preparare bene le fondamenta del marketing B2B.

Il tuo pubblico è più ristretto nel B2B rispetto al B2C, ma ha un valore molto più alto nel tempo (il CLV, customer lifetime value). Un singolo cliente può valere migliaia di euro se coltivato nel modo giusto. Ecco perché ogni messaggio deve essere mirato, preciso, cucito su misura: personalizzazione è la parola d’ordine.

Parti dalla tua Unique Value Proposition (UVP) e chiediti:

  • Cosa stai offrendo davvero?
  • Cosa ti rende diverso (e migliore) dai tuoi concorrenti?
  • Perché un’azienda dovrebbe scegliere proprio te?

Nel rispondere queste domande vai a fondo, fornisci dati concreti. Poi, definisci bene chi stai cercando. Qui entrano in gioco due concetti chiave:

  • La Buyer Persona – cioè il profilo del singolo professionista a cui ti rivolgi. Può essere un responsabile IT, un CFO o un procurement manager.
  • L’Ideal Customer Profile (ICP) cioè l’azienda per cui lavora quella persona. 

Per definire Buyer Persona e ICP, poniti queste domande:

Tabella riassuntiva dedicata alle domande da porsi per definire i clienti per il marketing b2b.
Le domande utili a definire il professionista a cui ti rivolgi sono:
Quali problemi ha da risolvere? 
Quali responsabilità ha? 
Dove cerca fonti di informazione affidabili e soluzioni? 
Dove fa networking?
Cosa guida le sue decisioni di acquisto e quali obiettivi di business ha?
Le domande per definire il profilo dell'azienda cliente sono:
In che settore opera?
In che zona/città si trova?
Che dimensioni ha?
Quali marchi o prodotti usa già? 
Quali benefici/problemi hanno questi prodotti?

Infine, studia la concorrenza, le aziende che si rivolgono al tuo stesso pubblico. Chiediti:

  • Cosa offrono?
  • Come comunicano?
  • Quali canali usano?
  • Ci sono spazi che non stanno coprendo e che tu puoi occupare?

Un’analisi competitiva fatta bene ti aiuta a individuare opportunità di posizionamento e a capire dove puoi distinguerti davvero, sia in termini di contenuto che di valore offerto.

Una volta che avrai riconosciuto i tuoi e i loro punti di forza, quelli di debolezza, le opportunità e le minacce, potrai passare alle strategie concrete di marketing B2B.

2. Punta sull’Account-Based Marketing (ABM)

Gestire un’attività B2B significa muoversi in un ecosistema in cui la sola attività di marketing non è sufficiente a chiudere contratti. A differenza del B2C, nel B2B la vendita richiede tempo e una regia ben orchestrata. Per questo, non si può prescindere da un team di vendita attivo.

Certo, per un business di piccole dimensioni, il “team di vendita” in questione potresti anche essere solo tu, a patto che dedichi tempo a trovare clienti e bussare alle loro porte, piuttosto che ad aspettare che i clienti ti trovino da soli. Il marketing B2B genera opportunità, ma è il commerciale a concretizzarle. Le due funzioni devono lavorare in tandem, non su binari separati.

Ed è proprio da questa sinergia che nasce una delle strategie più efficaci nel panorama B2B: l’Account-Based Marketing, o ABM. Quando si vendono soluzioni a organizzazioni complesse – dove ogni decisione passa attraverso comitati interni, responsabili acquisti, tecnici e revisioni del budget – pensare in termini di “clienti” non basta. Ogni azienda interlocutrice è un account nel senso pieno del termine: un’entità con più voci, priorità interne e dinamiche decisionali articolate.

L’account-based marketing (ABM, per gli amici) parte dalla consapevolezza dell’enorme valore di ognuno di questi account. L’ABM è una strategia focalizzata sull’ingaggiare e coltivare una selezione di account ad alto valore. L’obiettivo è costruire un rapporto solido e strategico con questi clienti ideali, offrendo loro contenuti, campagne e attenzioni su misura.

Il marketing, in questo contesto ABM, lavora fianco a fianco con il reparto commerciale, come un’estensione naturale del suo lavoro. Le campagne, i contenuti, le interazioni sono progettati per supportare la relazione con l’account target, accompagnandolo lungo un percorso condiviso.

A questo punto, vediamo alcuni possibili modalità dell’account-based marketing.

  • 1-to-1, il livello più esclusivo. Campagne cucite su misura per singoli account, incontri dedicati, e contenuti creati appositamente. Ottimo per pochi clienti, ma molto importanti.
  • 1-to-few, la via di mezzo. Gli account vengono raggruppati per caratteristiche simili (es. settore, dimensioni, problemi comuni) e si sviluppano campagne mirate per ciascun gruppo. È il formato ideale per scalare senza perdere del tutto il tocco personale.
  • 1-to-many, dove entra in gioco l’automazione guidata dall’intelligenza artificiale. Per lanciare messaggi personalizzati a centinaia di contatti distribuiti su diversi account target, si usa l’IA, che ti aiuta a creare campagne di advertising su misura e attività di retargeting.

Come avrai già notato, una strategia di account-based marketing, se in larga scala, può essere piuttosto esigente in termini di coordinazione e tracciamento del progresso di ogni cliente. È per questo che le compagnie di medie-grandi dimensioni, con team commerciali più numerosi, si appoggiano solitamente a un CRM.

Un CRM (Customer Relationship Management) è uno strumento che ti permette di organizzare e analizzare tutte le interazioni con i tuoi contatti e lead dall’inizio alla fine del funnel. Un sistema di gestione delle relazioni con i clienti, appunto, che ti aiuta ad ubicarti nelle diverse fasi del customer journey e gestire tutte le interazioni dalla stessa piattaforma.

Il CRM ben scelto ti aiuta a:

  • Gestire profili di più interlocutori all’interno di ogni organizzazione cliente, monitorando le interazioni e personalizzando ogni messaggio;
  • Personalizzare pipeline, etichette e flussi di lavoro in base al tuo metodo;
  • Integrare strumenti terzi come email marketing, piattaforme di analytics, calendari o tool per e-commerce;
  • Automatizzare azioni complesse, inviando comunicazioni al momento giusto o attivando follow-up basati sul comportamento del lead;
  • Analizzare i dati con report utili per le vendite a lungo termine, le evoluzioni lente e le trattative articolate del B2B.

Per attività piccole o a gestione snella invece, è probabile che tu non abbia bisogno di software avanzati.

3. Costruisci la tua content strategy

La content strategy, o strategia dei contenuti, consiste nel creare e distribuire materiali utili che creino consapevolezza intorno al tuo prodotto, che aiutino i tuoi potenziali clienti a risolvere un problema, capire un tema complesso o prendere decisioni più consapevoli. 

Tabella riassuntiva dei contenuti per il marketing b2b:
Contenuti sito web: homepage, sales page, landing page, blog, case study, pagine prodotto
Ebook: guide, checklist, mappe concettuali
Email marketing: newsletter, followup, campagne drip
Post social: linkedIn, YouTube, Facebook, instagram
Presentazioni: asset per eventi, meeting, reparto vendite
Report: raccolte dati, statistiche, trend settore

Nel marketing B2B, tutto è contenuto. Ogni pagina web, ogni slide in una presentazione, ogni riga di un’email commerciale o didascalia social è, in fondo, una forma di contenuto. Ma, mentre un contenuto per una presentazione per una convention dovrà colpire e restare impresso, un white paper tecnico servirà a supportare il reparto vendite durante una lunga trattativa. La strategia, quindi, riguarda cosa dire, dove, come e perché.

Per natura del settore – dove, ci ricordiamo, gli acquisti sono fatti da uno o più individui che cercano la soluzione più redditizia e conveniente per la propria azienda – per vendere bisogna educare, spiegare, dimostrare conoscenza, costruire fiducia, trasmettere autorevolezza. Ecco perché i contenuti sono protagonisti della tua strategia di marketing B2B.

Il formato e il tono dei contenuti da creare dipende dal tuo target e da come e dove preferisce informarsi. Se la tua Buyer Persona è un manager tecnico, apprezzerà un report dettagliato, un e-book tecnico, un webinar con dati solidi. Se invece è spesso su LinkedIn, meglio puntare su post brevi, grafici o video.

Alcuni dei principali tipi di contenuto per il marketing B2B sono:

  • Pagine del sito web: homepage, sales page, landing page. Devono convincere, convertire e rispecchiare il tono della tua azienda.
  • Blog: articoli regolari per educare, migliorare la SEO e mantenere vivo l’interesse nel tempo.
  • Case study: storie vere di clienti soddisfatti. Aiutano a dimostrare risultati concreti e superare l’obiezione: “funzionerà anche per noi?”.
  • Ebook: approfondimenti completi su un tema, ideali per generare lead in cambio della registrazione a una landing page.
  • Email marketing: newsletter, follow-up automatizzati e tutto ciò che fa parte delle drip campaign. Strumento fondamentale per mantenere la relazione e nutrire i lead nel tempo.
  • Post social: contenuti brevi, visivi e coinvolgenti pensati per piattaforme come LinkedIn. Ottimi per stimolare la conversazione e aumentare la visibilità.
  • Video YouTube: guide, demo, interviste o casi studio video da integrare nei tuoi articoli o da promuovere sui social. Ottimi per spiegare in modo chiaro concetti tecnici o processi complessi.
  • Presentazioni: utili per eventi, meeting con clienti o come asset per il reparto vendite. Devono essere visivamente chiare e focalizzate su soluzioni concrete.
  • Report: raccolte di dati, statistiche e trend di settore. Posizionano il tuo brand come autorità sempre aggiornata.

L’obiettivo di una buona content strategy non è solo informare, ma generare domanda e sostenere gli sforzi del team vendite. Attraverso i contenuti devi far sì che la vocina nella mente del tuo lettore suggerisca “Ehi, forse ho davvero bisogno di questo prodotto”.

Se stai progettando o rivedendo la tua strategia di contenuti sul tuo sito, ti consigliamo un approfondimento utile per passare dalla teoria alla pratica: dai un’occhiata al nostro articolo con 13 esempi di siti web dal design efficace per ispirarti visivamente e capire come strutturare i contenuti del tuo sito per il massimo successo.

4. Crea customer journey su misura

In un contesto di marketing B2B, dove si punta agli account di alto interesse piuttosto che ad un pubblico vasto, il customer journey è una mappa viva, pronta a cambiare a seconda delle persone coinvolte. Non si guarda solo ai trend generali: ogni passaggio deve essere costruito intorno a stakeholder differenti, a priorità specifiche, a dinamiche interne.

Non c’è ricetta universale. Il customer journey va modellato su misura, con strumenti che permettano di tenere traccia di ogni passaggio, contatto e segnale e sfruttalo per ottenere conversioni.

Per costruire un percorso davvero su misura, adattando i contenuti alle necessità del caso, serve saper leggere i segnali lungo il cammino. È qui che entra in gioco il trigger marketing.

Trigger marketing

Quando si tratta di orchestrare momenti che fanno scattare messaggi, contenuti o azioni specifiche, parliamo di trigger marketing. Questi segnali, cioè i “trigger” possono essere semplici – una visita ad una landing page – o più raffinati, come un comportamento analizzato nel tempo. Più complessi i segnali e più dettagliata l’osservazione, migliore la personalizzazione. 

Questa strategia ti permette di capire quale è il momento esatto in cui il potenziale cliente è più ricettivo a quale messaggio o azione mirata. Se per esempio un utente scarica una guida sul GDPR, puoi fargli arrivare subito un invito a un webinar sulla privacy o un articolo che approfondisce l’argomento.

Vediamo insieme alcuni tipi di trigger:

TipoEsempiCosa rivelanoCome sfruttarli
Eventi triggerPartecipazione a webinarInterazione in fiera Richiesta di demo di prodotto Invio di moduli o iscrizione a newsletterInteresse iniziale e disponibilità a interagireAvvia una sequenza di onboarding o nurturing personalizzato ai temi di interesse
Interazioni triggerVisita di una pagina web specificaDownload di altri contenutiInterazione con un chatbotInteressi specifici del momentoPersonalizza i follow-up e aumenta la pertinenza di ogni interazione
Trigger comportamentaliVisite ripetute alla pagine chiave (es: pagina prezzi)Più contatti sui diversi canaliConfronto tra soluzioni della concorrenzaSegnali di acquisto, esitazioni o decadimento dell’intento lungo il funnelCrea risposte mirate per sbloccare o accelerare il percorso dell’acquirente
Trigger emotiviOccasioni in cui sono in gioco il rendimento sul lavoro, il riconoscimento dei colleghi o la leadership nell’innovazioneMotivazioni personali legate a status, carriera o reputazione aziendaleSfruttali negli oggetti, CTA, contenuti, e storytelling, non necessariamente nei flussi di automazione

Email marketing

Uno dei canali privilegiati per attivare questi trigger e coltivare le relazioni in modo efficace è l’email marketing. A differenza del B2C, nel B2B non stai scrivendo a qualcuno che compra scarpe alle tre di notte. Il tuo lettore è un professionista, magari oberato di riunioni, che cerca risposte chiare a una domanda precisa, cioè se e come la tua soluzione farà crescere la sua azienda.

Se hai dubbi su come creare una strategia di email marketing, leggi il nostro articolo a riguardo. In ogni caso, ecco alcune dritte per creare email marketing per il mercato B2B che fanno centro:

  • Sostanza: Ogni email deve parlare di ROI, efficienza, risparmio e risultati concreti. Il tempo del tuo destinatario è limitato, quindi il tuo messaggio deve valere ogni secondo speso a leggerlo.
  • Dialogo personalizzato: Sfrutta i segnali del trigger marketing ma assicurati di andare oltre, personalizzando in base al singolo contatto. Se hai tanti lead da gestire, lascia che l’intelligenza artificiale ti dia una mano con testi su misura, tono adatto e perfino suggerimenti sull’orario migliore per inviare.
  • Newsletter: Sfruttale per condividere i tuoi articoli, aggiornamenti, case study o eventi. Mostra che sei attivo, aggiornato e che sai di cosa parli.

Ricorda infine che è essenziale implementare soluzioni di lead generation per poter curare una buona mailing list, come per esempio un form sul tuo sito per raccogliere le mail di chi scarica una tua guida gratuita.

Nulla ti vieta poi di integrare una strategia outbound, inviando email a freddo. Questo però solo dopo aver fatto un lavoro certosino di ricerca. Contatta le persone giuste con il messaggio giusto per massimizzare il potenziale di conversione.

Al momento della scelta del servizio email, la sicurezza è cruciale. Un buon sistema di email aziendale deve includere filtri antispam intelligenti, scanner antivirus per bloccare eventuali minacce nascoste e protezione anti-phishing, così da salvaguardare la tua reputazione digitale.È per questo che lo strumento di Email Marketing di SiteGround offre il massimo della sicurezza con sistemi antispam, record SPF e DKIM.

Ricorda che creare messaggi personalizzati e rilevanti su larga scala richiede organizzazione e memoria strategica. È per questo che per operazioni di una certa scala può essere utile mettere in gioco un sistema CRM che tenga traccia delle interazioni, comportamenti e fasi del customer journey.

Adesso passiamo invece a quegli strumenti di marketing B2B che ti permettono di inserirti nel panorama del tuo settore in modo più pubblico.

5. Partecipa e organizza eventi

Nel mondo del marketing B2B, dove le relazioni personali sono la chiave, gli eventi sono uno degli strumenti più potenti per stabilirsi come ente attendibile, per generare e coltivare lead. Non importa se si svolgono in un centro congressi, in una sala Zoom o nella sezione “Live” di qualche social: ciò che conta è la connessione diretta con i tuoi potenziali clienti.

Quando un account partecipa a un evento, sta dicendo, tra le righe, “Questo tema mi interessa. Questa azienda mi incuriosisce”. E tu, se giochi bene le tue carte, hai l’occasione di conquistarlo con contenuti utili, dimostrazioni pratiche, mostrando il volto umano del tuo brand.

Che si tratti di un webinar, un workshop, una fiera di settore o una tavola rotonda, l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero trasformare la tua competenza in fiducia. Puoi presentare un nuovo servizio, risolvere in diretta un problema frequente tra i tuoi clienti, oppure dialogare con altri esperti per posizionarti come voce autorevole nel tuo ambito. Il risultato saranno lead qualificati e una reputazione più solida.

Foto dell'ultimo WordCamp Europe, dove SiteGround è stato sponsor.

Chiaro, organizzare un evento richiede risorse di tempo, budget, capacità logistiche, e una buona dose di pazienza. Ma non è l’unica strada. Se non puoi essere il regista dello show, puoi sempre essere tra i protagonisti sponsorizzando eventi organizzati da altri.

Un piccolo stand in una fiera, una citazione tra gli sponsor di un webinar seguito dal tuo pubblico ideale, un logo in bella vista tra i materiali di un evento online ben targettizzato. Queste sono tutte strategie intelligenti per associare il tuo brand al contesto rilevante e guadagnare visibilità qualificata.

6. Collabora con altri brand e sfrutta il co-marketing

Un altro eccellente modo di stabilirsi come presenza fidata nella propria industria e raggiungere nuovi lead sono le collaborazioni con altre aziende. Quando due brand con valori compatibili uniscono le forze, infatti, possono moltiplicare la propria autorevolezza e amplificare l’impatto di una campagna. 

Il co-marketing, una strategia collaborativa in cui due (o più) aziende creano contenuti, eventi o iniziative comuni, condividendo risorse, visibilità e lead. La chiave di queste collaborazioni è che i brand sono complementari ma non in concorrenza tra loro, permettendo l’un l’altra di raggiungere un pubblico altamente qualificato senza partire da zero.

Screenshot dell'articolo dal blog sulla collaborazione tra Frikitek e SiteGround

Se l’altra azienda è già un punto di riferimento nel tuo settore o in uno contiguo, la sua audience si fiderà di te per effetto riflesso, e viceversa. In più, il valore percepito di una collaborazione è spesso maggiore rispetto a un’attività autonoma.

Per esempio, un’azienda che sviluppa software ERP può collaborare con una società di consulenza finanziaria per creare un webinar congiunto su come ottimizzare la gestione del budget aziendale.

7. Usa le Public Relations per guadagnare fiducia

Le relazioni pubbliche – o PR – consistono in tutte quelle attività che ti permettono di ottenere visibilità positiva e credibilità attraverso media di settore, portali specializzati, eventi pubblici, interviste e articoli editoriali. 

Queste iniziative servono a costruire e diffondere una reputazione solida – ancora una volta, nel marketing B2B posizionarsi come voce autorevole, influente, e affidabile nel settore è imprescindibile.

Spesso infatti un’opportunità nasce molto prima del primo contatto diretto: avviene quando un potenziale cliente legge un’intervista al CEO, scopre un tuo articolo su una rivista tecnica, o sente parlare del tuo brand in una tavola rotonda. Le PR sono una strategia di marketing B2B che serve a piantare quei semi di fiducia nel terreno giusto.

Screenshot da un articolo di UKTN dove viene intervistato Daniel Kanchev di SiteGround

È normale pensare che le PR siano una cosa “da grandi aziende”, costosa e difficile da gestire. Ma in realtà, iniziare è molto più semplice di quanto sembri. Non serve assumere un’agenzia o spendere centinaia di migliaia di euro al mese, puoi partire internamente, con una strategia mirata e sostenibile.

Per esempio, come parte di una campagna di PR, potresti mirare ad ottenere citazioni e articoli su media di riferimento o riviste specializzate. Preparando dei contenuti “pitch-ready” – una notizia, una ricerca interna, un punto di vista originale su un tema caldo – e offrendoti come esperto per un’intervista o inviando un articolo come contributo, puoi ottenere spazio e visibilità facilmente.

8. Amplifica la tua presenza attraverso i profili personali dei tuoi impiegati

Sempre più spesso, le conversazioni che più fiducia portano iniziano (o si consolidano) attraverso i profili LinkedIn e social. 

Nei tuoi sforzi di marketing per il B2B puoi sfruttare la “online persona” dei membri del tuo team, intrecciandola con la tua identità aziendale. Così facendo generi risonanza tra i suoi contatti diretti, che spesso coincidono con il tuo target ideale. I commerciali, i marketing manager, perfino i tecnici della tua azienda sono gli ambasciatori del tuo brand in questo contesto business-to-business.

Un profilo curato e coerente comunica competenza, esperienza e visione. Non si tratta solo di aggiornare la foto o il titolo lavorativo, è necessario ottimizzare questi profili per riflettere la proposta di valore aziendale, creare contenuti mirati, e partecipare alle discussioni chiave del settore.

I profili personali generano engagement autentico, commenti, condivisioni e soprattutto relazioni di fiducia, a differenza di quelli aziendali che possono risultare sterili o troppo distanti. Un potenziale cliente è più propenso a rispondere a un messaggio diretto di un Key Account Manager che a un’email automatica firmata “Team Marketing”.

Oltre a condividere contenuti editoriali o tecnici, i profili personali dei tuoi collaboratori possono diventare canali chiave per promuovere eventi: webinar, fiere, convegni, tavole rotonde o workshop. Se un impiegato partecipa come speaker o come rappresentante aziendale, la sua condivisione personale aumenta la visibilità dell’iniziativa, la rende più autentica e aiuta a rafforzare la brand awareness.

Screenshot di un post dal profilo LinkedIn di Luca Rodino di SiteGround. Il post parla di sostenibilità nel mondo tech, facendo riferimento al report sulla sostenibilità di SiteGround e alle discussioni riguardo l'argomento durante il WordCamp Torino.

Per esempio, un sales engineer con un profilo LinkedIn ben strutturato che pubblica approfondimenti tecnici settimanali può attirare l’interesse di buyer e responsabili di produzione. Il team HR, invece, può usare i propri profili per promuovere la cultura aziendale e attrarre partner o talenti affini. Un marketing manager che annuncia la propria partecipazione come relatore a una conferenza o condivide backstage di un evento rafforza la percezione del brand come attivo e autorevole nel proprio settore.

Eccetto in casi in cui la tua attività sia composta da un team estremamente ristretto, dovresti creare linee guida interne per l’uso dei social in chiave professionale, in modo da allineare la comunicazione e valorizzare ogni voce.

Come trasformare la tua strategia di marketing B2B in risultati concreti

Come abbiamo visto, nel marketing B2B servono strumenti giusti, strategie mirate e una buona dose di pazienza. Ma con le basi solide, una content strategy ben pensata, un uso intelligente dei dati e delle risorse a tua disposizione, puoi costruire relazioni durature e trasformare ogni contatto in un’opportunità reale.

Il segreto è conoscere a fondo non solo il tuo settore, ma gli individui che lo compongono, parlare la loro lingua e offrirgli valore quando ne hanno bisogno. Ogni interazione può essere il primo passo verso una partnership proficua, e ora che hai gli strumenti, tocca a te metterli in pratica.

E se stai iniziando a pianificare le tue prime campagne, scegliere lo strumento di email marketing giusto può fare la differenza tra un messaggio ignorato e una conversazione che porta a una vendita. Esplora subito la nostra piattaforma pensata per automatizzare, segmentare e personalizzare ogni invio con precisione.

Banner dello strumento di email marketing di SiteGround. L'immagine mostra due persone intente a fare email marketing. Il bottone indica "inizia subito"

I trend SEO del 2026 che delineeranno il panorama futuro

trend SEO 2025

La SEO è in continua evoluzione e ciò che funzionava ieri potrebbe non funzionare più oggi.

Con gli aggiornamenti costanti e le nuove tendenze che emergono, può sembrare un gioco di rincorsa senza fine. Ma oggi facciamo un po’ di chiarezza. 

Non parliamo più di ottimizzazioni per i dispositivi mobili o di trend video che poi tutti continuano a ripetere. Ci immergiamo nei veri cambiamenti: sei grandi trend SEO che stanno ridefinendo il gioco nel 2025 e per gli anni a venire.

Se non stai prestando attenzione a questi trend, sei già rimasto indietro. Buttiamoci!

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Cosa c’è di nuovo nella SEO? Le ultime previsioni SEO per il 2025

L’IA è il fattore che rivoluzionerà la SEO nel 2025. L’IA non sta solo influenzando la SEO, ma ne sta accelerando l’evoluzione. Tutte le tendenze e gli sviluppi che stiamo per trattare sono legati a questo cambiamento, in quanto l’IA rimodella il modo in cui Google organizza e fornisce i risultati di ricerca. Ma non preoccuparti, il cambiamento non è necessariamente negativo. 

Condivideremo strategie per aiutarti a reagire e ad adattarti alla moderna SEO, assicurandoti di rimanere rilevante e competitivo. 

1. AI Overview e ricerche senza click

Hai notato che le percentuali di click-through (CTR) organiche stanno diminuendo? Questa tendenza generale dovrebbe continuare anche in futuro. Google risponde alle domande degli utenti direttamente nella pagina dei risultati di ricerca tramite le AI Overview. Di conseguenza, gli elenchi organici vengono spostati più in basso nella pagina, e ciò significa una minore visibilità per i tuoi contenuti.

Ciò rientra nella più ampia strategia di Google volta a trattenere gli utenti sulla propria piattaforma più a lungo. Non è una novità. Più tempo su Google significa più entrate pubblicitarie e più opportunità di coinvolgere gli utenti con servizi come Maps, YouTube e Shopping. Ciò che sta cambiando ora è il modo in cui Google sta ottenendo questo risultato. 

Per capire come si svilupperà la SEO in futuro, è necessario comprendere l’obiettivo finale di Google. Questo è il modo migliore per prevedere i futuri trend SEO.

È interessante notare che la Search Generative Experience (SGE) di Google genera risposte dettagliate attingendo a varie fonti online. E crea perfino dei link a tali fonti, che possono effettivamente portare traffico gratuito al tuo sito, nonostante il calo dei click complessivi.

Come reagire, quindi? 

  1. Concentrati su contenuti che siano chiari, concisi e facili da scansionare, in modo che l’IA possa trarne le informazioni giuste. Poiché l’IA è progettata per estrarre rapidamente le informazioni rilevanti, un contenuto eccessivamente lungo, prolisso o non mirato potrebbe non essere considerato. Mantieni le frasi brevi e concise, rispondendo direttamente alla domanda o al quesito, e suddividi il testo in sezioni più piccole; titoli, elenchi puntati e paragrafi aiutano a rendere i contenuti più facilmente scansionabili. In questo modo, l’IA può estrarre con facilità i dettagli più importanti dalle tue pagine.
  2. Ottimizza le prestazioni del tuo sito web, perché i siti lenti sono frustranti sia per gli utenti che per i motori di ricerca. Comprimi le immagini, ripulisci il codice e assicurati che il tuo sito web venga caricato rapidamente su tutti i dispositivi. 
  3. Aggiungi dati strutturati. È come una mappa per i motori di ricerca. Utilizza i dati strutturati (come il markup Schema) per definire chiaramente gli elementi delle tue pagine, come i dettagli dei prodotti, le recensioni o gli articoli. Questo aiuta Google a comprendere e categorizzare meglio i tuoi contenuti, rendendoli più facili da inserire nelle AI overview.

Consiglio: semplifica le immagini. Sebbene Google stia migliorando nell’interpretazione delle immagini, anche senza alt text, ha ancora difficoltà con immagini troppo complesse o disordinate, come quelle generate dall’IA con elementi complicati. Utilizza immagini chiare e lineari e includi sempre un alt text descrittivo per migliorare la SEO e l’accessibilità.

Quando tutto questo è a posto, è più probabile che Google si fidi del tuo sito, scelga i tuoi contenuti per le risposte generate dall’IA e ti classifichi più in alto, perché i tuoi contenuti sono sia facili da usare che leggibili dalla macchina. 

Ecco come oggi puoi adattarti a questi trend SEO. 

2. UGC (contenuti generati dagli utenti) e forum

Mentre i contenuti generati dall’IA diventano sempre più prevalenti nei risultati di ricerca, le persone desiderano approfondimenti reali e autentici da parte di utenti reali. 

Ecco perché, secondo gli esperti SEO, entro il 2025 i motori di ricerca daranno priorità a piattaforme come Reddit, Quora e alle comunità di nicchia. Perché? Perché questi siti offrono discussioni genuine, raccomandazioni oneste e consigli pratici di cui gli utenti si fidano di più rispetto a contenuti generati dall’IA.

Per essere all’avanguardia, bisogna:

  1. Incoraggiare le recensioni e i commenti generati dagli utenti. Che sia sul tuo sito web, sulle pagine dei prodotti o sui social media, rendi facile per gli utenti condividere i propri pensieri. Rispondi alle recensioni, chiedi un feedback, investi sulla SEO off-page e crea spazi in cui il tuo pubblico possa interagire con il tuo marchio. Più conversazioni reali e autentiche riesci a generare, meglio è per la SEO moderna.
  2. Concentrarsi sulle long-tail keyword (parole chiave a coda lunga) e sulle domande degli utenti che saranno la chiave per attirare il traffico organico. Invece di puntare solo su parole chiave ampie, pensa alle domande specifiche del tuo pubblico. Le parole chiave a coda lunga, ovvero frasi più dettagliate e meno competitive, sono perfette per catturare gli utenti nella fase di ricerca.

Ad esempio, invece di “migliori scarpe da corsa”, prova a cercare “migliori scarpe da corsa per piedi piatti”. Si tratta di ricerche che le persone fanno quando sono alla ricerca di risposte concrete e pratiche.

  1. Sfruttare i contenuti video. Un’altra cosa da tenere presente è che i contenuti video, soprattutto su piattaforme come YouTube, sono destinati a crescere. I video danno una percezione più personale e gli utenti quindi si fidano di più di loro. Se non stai già incorporando i video nella tua strategia, è il momento giusto per iniziare, perché è uno dei trend SEO attuali più apprezzate dagli utenti finali.  

3. NEEAT

Se sei aggiornato sugli ultimi sviluppi della SEO, molto probabilmente hai sentito parlare di EAT o addirittura EEAT. Ora, nel 2025, sentirai un nuovo termine: N-E-E-A-T. È l’acronimo di Notability, Experience, Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness. 

Con l’aumento dei contenuti generati dall’IA, Google ha alzato il tiro con NEEAT. Ora vuole vedere che le persone che creano i contenuti sono veri esperti con credenziali reali e riconoscibili. È qui che entra in gioco la nuova N.

Che cosa significa per te? Le previsioni SEO affermano che Google premia i brand che evidenziano chiaramente le competenze e i risultati dei loro autori. Non si tratta solo di avere buoni contenuti, ma di dimostrare che dietro ci sono le persone giuste. Per avere successo, assicurati di:

  • Presentare una biografia dettagliata dell’autore, le sue credenziali ed eventuali successi rilevanti.
  • Utilizzare i markup degli autori per aiutare Google a riconoscere chi c’è dietro i tuoi contenuti.
  • Essere trasparente su chi crea i contenuti, perché la fiducia è fondamentale.

Più riesci a dimostrare l’autorevolezza e la competenza dei tuoi autori, maggiori sono le possibilità di guadagnare la fiducia di Google e di ottenere un posizionamento più alto.

Consiglio: La competenza diventerà essenziale nel 2025, ma i contenuti d’impatto resteranno un must. Piuttosto che replicare i design dei concorrenti e riformulare il loro testo, sviluppa contenuti originali e di valore che dimostrino una profonda comprensione delle esigenze e delle problematiche del tuo pubblico.

4. Raggruppamenti di argomenti

Grazie all’IA, creare contenuti è diventato così facile che molti siti web sfornano innumerevoli nuove pagine nella speranza di ottenere qualche click in più. 

Tuttavia, Google premia i siti web che si attengono a un messaggio coerente e focalizzato sul marchio. Questo perché aiuta Google a capire la tua autorità in un’area specifica. Se i tuoi contenuti sono eterogenei, diventa più difficile per i motori di ricerca capire in cosa sei veramente specializzato.

Se desideri avere successo nella SEO moderna, un ottimo modo per organizzare i tuoi contenuti è utilizzare dei raggruppamenti di contenuti o universi di parole chiave. Questo non significa semplicemente creare link interni, ma creare contenuti che siano collegati al contesto e che approfondiscano aspetti specifici di un argomento più ampio. 

Raggruppa i contenuti correlati intorno ad argomenti chiave. Ma assicurati di concentrare i contenuti su argomenti che siano in linea con le competenze principali del tuo marchio. Ad esempio, se sei un esperto di email marketing, crea dei raggruppamenti intorno all’oggetto dell’email, al design delle email, alle campagne email, etc. In questo modo segnalerai a Google che sei un’autorità in quella nicchia, pur mantenendo la pertinenza con l’argomento generale. 

5. Frequenza di crawling e indicizzazione

Come accennato in precedenza, l’IA genera una grande quantità di contenuti e, per limitarne l’uso improprio, Google ha recentemente iniziato a ridurre la frequenza di scansione e indicizzazione dei siti web.

Ciò significa che Google sta effettuando il crawling dei siti con minore frequenza, e questo può influire sulla velocità con cui i tuoi contenuti vengono aggiornati nei risultati di ricerca. Perché lo sta facendo? Perché sta ottimizzando i suoi algoritmi per risparmiare risorse. 

A differenza di Bing e Yandex, che utilizzano sistemi come IndexNow per rilevare e aggiungere rapidamente nuovi contenuti, Google non ha ancora adottato nulla di simile, ma potrebbe essere qualcosa che vedremo nel prossimo futuro. Dovremo prestare attenzione a questo tipo di sviluppi SEO, che probabilmente si verificheranno prima o poi. 

Per ora, come puoi reagire?

  1. Aggiorna regolarmente i contenuti. I contenuti freschi ottimizzati per la SEO segnalano a Google che il tuo sito è attivo e aggiornato. È un ottimo modo per mantenere le tue pagine rilevanti.
  2. Investi nella SEO tecnica per assicurarti che il tuo sito sia facile per Google da scansionare in modo efficiente. Come abbiamo già detto, assicurati che le tue pagine si carichino rapidamente, utilizza i dati strutturati per definire chiaramente i contenuti e assicurati che il tuo sito sia mobile-friendly. 
  3. Sfrutta i link interni. I link interni sono quei link che collegano una pagina del tuo sito web a un’altra. Quando si collegano tra loro pagine rilevanti, si aiuta Google a navigare più facilmente nel sito. Google è in grado di scoprire più velocemente nuove pagine e di capire come sono collegati i tuoi contenuti e la loro gerarchia. 

I link interni contribuiscono inoltre a trasmettere il “link juice”, cioè il valore trasmesso attraverso i link, all’interno del tuo sito web. Questo aumenta l’autorità delle pagine più importanti e le aiuta a posizionarsi meglio. Per far sì che questo funzioni, concentrati sul collegare le tue pagine chiave in modo naturale e logico, assicurandoti che le pagine più importanti siano a pochi click di distanza dalla homepage. 

6. Dati di prima parte e privacy

La SEO non si limita più a guidare il traffico, ma anche le conversioni. 

Con l’eliminazione graduale dei cookie di terze parti e le crescenti preoccupazioni sulla privacy dei dati, sfruttare i dati di prima parte diventa sempre più essenziale come parte della propria strategia SEO. 

I dati di prima parte sono le informazioni raccolte direttamente dai tuoi utenti, come le iscrizioni alle email, i sondaggi e i feedback dei clienti. Al contrario dei dati di terze parti, in cui i dati provengono da un dominio diverso dal proprio. I cookie di terze parti sono utilizzati soprattutto per la pubblicità online. 

Ma cosa ha a che fare con i trend SEO? Google favorisce approcci favorevoli alla privacy, quindi è fondamentale che il tuo sito sia conforme alle leggi sulla privacy come la GDPR, il CCPA e altre. Non solo protegge i dati degli utenti, ma aiuta anche a evitare potenziali sanzioni e soprattutto a creare fiducia nel pubblico.

Adattati ai principali trend SEO del 2025 per avere successo nella SEO moderna

Come abbiamo visto, la SEO del 2025 si basa sull’adattamento a un panorama sempre più influenzato dall’IA. 

La buona notizia? Questi trend SEO sono anche delle opportunità. Rimanendo proattivi, quindi creando contenuti scansionabili e adatti all’IA, costruendo fiducia con standard N-E-E-A-T e dando priorità al coinvolgimento generato dagli utenti, potrai non solo tenere il passo ma anche prosperare in questo nuovo ambiente.

La cosa più importante da fare? Rimanere flessibili, concentrarsi sulla qualità e non smettere mai di imparare. La SEO è un campo in continua evoluzione e chi si adatta sarà sempre all’avanguardia. 

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Il momento migliore per inviare email durante il Black Friday + cosa inviare

Il momento migliore per inviare email durante il Black Friday

La tua promozione per il Black Friday è stata messa a punto e la tua campagna email è stata creata, ma quando è il momento di premere “invia” ti trovi di fronte alla decisione forse più critica: quando inviarla? Proprio così, c’è un momento ideale per inviare le email per il Black Friday, e farlo nel momento giusto può fare una grande differenza per i tuoi profitti. Cerchiamo quindi di capire qual è il miglior momento per inviare le email del Black Friday, cosa inviare quando.

Ma prima di tutto: è auspicabile che tu abbia intenzione di inviare più di un’email per il Black Friday! Infatti, dato che i destinatari delle email riceveranno un sacco di promozioni per il Black Friday, è essenziale avere una strategia di email marketing per il Black Friday che includa l’invio di email nelle settimane che precedono il grande giorno. Tenendo conto di ciò, affrontiamo innanzitutto i giorni e gli orari ideali, e poi ci occuperemo di cosa inviare quando. 

Qual è il momento migliore per inviare le email per il Black Friday?

Il momento migliore per inviare le email per il Black Friday è il venerdì, durante le prime ore del giorno e non oltre le 8 del mattino.

Per ottenere risultati ottimali, ti consigliamo anche di inviare delle email di promemoria o teaser il martedì, mercoledì e/o giovedì della settimana del Black Friday. In questi giorni, invia le email al mattino: i tassi di apertura più alti si registrano in genere tra le 8 e le 10 del mattino. Poi, come già detto, programma l’email di lancio della promozione principale all’inizio del Black Friday stesso, entro le 8 del mattino o prima.

Inoltre, tieni presente che molti saldi si prolungano fino al lunedì successivo al Black Friday, quindi è una buona idea inviare un’email di promemoria anche il lunedì mattina, entro le 8.00. 

Ora che abbiamo stabilito i giorni e gli orari per le email del Black Friday, approfondiamo cosa inviare e quando.

Quando inviare le email teaser per il Black Friday

Programma l’invio delle email teaser del Black Friday all’inizio di novembre (o anche a fine ottobre, se vuoi davvero avere un buon vantaggio). Molti esperti di marketing considerano il giorno successivo ad Halloween come l’inizio delle promozioni per le festività, il che rende l’inizio di novembre il momento ideale per presentare in anteprima la tua promozione.

Nel periodo che precede l’offerta vera e propria, l’ideale sarebbe inviare email teaser una o due volte alla settimana, soprattutto nelle due settimane che precedono il Black Friday. L’opinione generale è che il giorno migliore per inviare email di marketing sia il martedì, seguito dal mercoledì o dal giovedì. (Il lunedì tutti sono impegnati a rimettersi in pari con il lavoro, mentre il venerdì gli utenti si congedano per il fine settimana). Se devi inviare un’email nel weekend, opta per la domenica pomeriggio. Tieni presente l’orario ottimale menzionato prima quando invii le tue email teaser. 

I tuoi messaggi possono avere diverse angolazioni, dal conto alla rovescia, all’accesso anticipato, a premi per i clienti (giusto per fare qualche esempio di email per il Black Friday).

email teaser per il black friday

Quando inviare le email di lancio delle offerte per il Black Friday

Quando la tua offerta finalmente viene lanciata (il giorno stesso del Black Friday o anche prima, come molte aziende scelgono di fare), è probabilmente superfluo dire che dovresti inviare un’email di annuncio il giorno stesso, come prima cosa al mattino, e anche prima di quanto avevamo suggerito in precedenza. Punta a inviarla entro le 7 del mattino e, se hai dei clienti con fusi orari diversi, prendi in considerazione la possibilità di inviare l’email non oltre le 7 del mattino del fuso orario più indietro. Nel frattempo, se sei in grado di segmentare per fuso orario, puoi inviare gruppi di email all’orario ottimale per ogni località geografica.

email di lancio delle offerte per il Black Friday

Quando inviare le email di promemoria per il Black Friday

Sebbene di solito non sia consigliabile inviare più email promozionali in un solo giorno, molte regole non valgono per il Black Friday! Quindi, se la promozione dura un solo giorno, non esitare a inviare una seconda email di promemoria nel corso della giornata, ad esempio nel tardo pomeriggio o nella prima serata. Questa email deve comunicare un senso di urgenza nell’approfittare delle offerte prima che finiscano.

Nel frattempo, se si tratta di offerte che durano più giorni, puoi pensare di inviare una nuova email di promemoria ogni giorno, magari mettendo in evidenza un prodotto o un’offerta diversa. Non dimenticare poi di inviare un’ultima email di promemoria nelle ultime ore della promozione.

email di promemoria per il Black Friday

Il tempismo delle email per il Black Friday

Traccia le statistiche delle email

Questo è il periodo dell’anno in cui le statistiche delle email diventano delicate. Questo perché i destinatari delle email sono assolutamente bombardati da contenuti del Black Friday e quindi è molto comune che i tassi di apertura siano più bassi del solito, quindi non spaventarti!

Detto questo, prendi in considerazione la possibilità di rivedere le statistiche di apertura tra ogni invio di email del Black Friday. In questo modo potrai raccogliere informazioni su quali giorni e orari potrebbero funzionare meglio. Già che ci sei, esamina la validità degli oggetti email e degli inviti all’azione delle tue email per il Black Friday (alcuni sono più efficaci di altri) e in caso prendi in considerazione la possibilità di modificarli e ottimizzarli.

Se desideri davvero perfezionare la tempistica, potresti anche eseguire degli A/B test su alcune delle tue email. Prova a inviare una parte di un’email specifica al mattino e il resto alla sera, per vedere quale momento è più performante. E poi applica i risultati ottenuti agli invii futuri.

Sii strategico nella frequenza dell’invio delle email

nviare la giusta quantità di email in questo periodo dell’anno richiede un delicato equilibrio: vuoi inviare un numero sufficiente di email per distinguerti dalla massa, ma non così tanto da confonderti anche tu nella massa. Ecco alcune cose da tenere a mente quando si parla di frequenza delle email:

  • Invia fino a un paio di email a settimana, ma tieni d’occhio le statistiche delle email, come il tasso di disiscrizione. Un aumento considerevole delle disiscrizioni, ad esempio, dopo che hai inviato un’email troppo presto, potrebbe farti capire che devi distanziare un po’ i tuoi messaggi. 
  • Ripeti i messaggi chiave, poiché è probabile che i lettori non aprano tutte le tue email.
  • Offri nuovi contenuti e/o punti di vista per catturare nuovo interesse e mantenere i lettori interessati.

Fai attenzione ai fusi orari

Se hai un’attività online, è molto probabile che i tuoi clienti abbiano diversi fusi orari. Per questo motivo, fai attenzione a quando invii le tue email promozionali. Ad esempio, quando lanci le offerte del Black Friday, hai una finestra di tempo così piccola per catturare le vendite che è importante inviare l’email alla prima ora ragionevole nel fuso orario del primo cliente.

Allo stesso modo, quando invii un’ultima email di promemoria prima della chiusura della promozione, tieni in considerazione i possibili fusi orari precedenti. Non vuoi perderti l’occasione di ricordargliela quando avranno poco o niente tempo per approfittare dell’offerta.

Tieni d’occhio le notizie

I grandi eventi di cronaca spesso influenzano l’attenzione dei lettori verso le proprie  email. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’inizio di novembre è tempo di elezioni e, se si tratta di elezioni presidenziali, possono dominare le notizie e l’attenzione delle persone. Di conseguenza, punta a inviare le email quando c’è una pausa nel ciclo delle notizie (cioè non il giorno delle elezioni!). 

Pensieri conclusivi sul momento migliore per inviare le email del Black Friday

Non perdere la palla al balzo per quanto riguarda la tempistica delle promozioni per il Black Friday: può essere una svolta per la tua attività. Infatti inviare un’email di annuncio all’ultimo minuto, con una tempistica casuale, non è sufficiente. È fondamentale inviare email strategiche nel momento migliore della giornata, nel giorno ottimale e con la giusta frequenza. Inizia quindi a preparare il tuo piano di invio di email per il Black Friday in modo da essere pronti a massimizzare l’impatto sulle vendite quando arriverà il grande giorno.

Come aumentare le vendite del tuo eCommerce durante il Black Friday

come aumentare le vendite durante il black friday

Le statistiche mostrano che le vendite degli eCommerce durante il Black Friday hanno superato i 9,8 miliardi di dollari nel 2023, ovvero 680 milioni di dollari in più rispetto al 2022, quando le vendite registrate erano pari a 9,12 miliardi di dollari. Inoltre, gli analisti di dati notano che si prevede che il 2024 genererà addirittura più di 9,8 miliardi di dollari di vendite online per il Black Friday.

Con il numero di acquisti online in rapido aumento negli ultimi anni, si prevede che quest’anno ancora più persone faranno acquisti online.

Prepara il tuo eCommerce: 15 strategie per il Black Friday pensate per i venditori

Come imprenditore, vuoi sfruttare al meglio la stagione di punta dello shopping. Se ti stai ancora chiedendo come prepararti per le vendite tramite eCommerce del Black Friday, non preoccuparti più: abbiamo preparato 15 suggerimenti per l’eCommerce durante il Black Friday che ti aiuteranno a incrementare le vendite online durante la stagione di shopping più importante dell’anno.

Diamo un’occhiata alla nostra guida passo dopo passo su come creare la tua strategia eCommerce per il Black Friday:

1. Pianifica in anticipo

Quest’anno, il weekend del Black Friday inizia venerdì 29 novembre e continua fino al Cyber ​​Monday, il 2 dicembre. Potrebbe sembrare che ci sia ancora molto tempo, ma dato che molti venditori iniziano a promuovere le offerte sempre prima (ad esempio, all’inizio di novembre o addirittura alla fine di ottobre!), la stagione degli sconti è in realtà alle porte. Ecco perché è essenziale pianificare con largo anticipo, il che significa iniziare il prima possibile.

Inizia ricercando le best practice del Black Friday che altri venditori hanno implementato negli ultimi anni. Analizza e decidi quali funzionano per te, quindi modificale per adattarle alle esigenze della tua attività. Ecco alcune campagne popolari del Black Friday che sono diventate virali, che possono fungere da ispirazione per iniziare.

Ora che hai verificato cosa hanno fatto i tuoi principali concorrenti, cerca di rendere le loro strategie migliori, più pertinenti per la tua attività e più efficaci.

Fai brainstorming per trovare idee fresche per il Black Friday sulle quali puoi fare A/B test in anticipo, così quando arriverà il momento potrai applicare i tuoi takeaway alla tua campagna effettiva.

Crea una strategia di contenuti coordinata su tutti i tuoi canali, come il tuo sito web, le piattaforme dei social media e le campagne email. Pensa a contenuti pertinenti per ciascuno di questi canali, così come ai tempi per il lancio di tutto.

2. Assicurati che il tuo sito web possa gestire l’aumento del traffico

Se hai completato correttamente il passaggio n. 1, puoi aspettarti molto traffico sul tuo negozio online durante il Black Friday. Ciò porta alla prossima domanda: il tuo sito web è pronto a gestire tutto quel traffico?

I picchi di traffico possono consumare grandi quantità di larghezza di banda, potenzialmente superando i limiti del tuo piano di hosting o causando congestione della rete, con conseguenti velocità di trasferimento dati più lente. Ciò può comportare tempi di elaborazione più lenti o persino crash.

Mentre il server fatica a elaborare le richieste, il tempo necessario per caricare le pagine può aumentare drasticamente.

Se il server non riesce a gestire il carico, potrebbe iniziare a restituire errori come 500 Internal Server Error, oppure le richieste potrebbero scadere completamente, causando pagine interrotte e transazioni non riuscite.

Inutile dire che se il tuo sito rallenta o si interrompe completamente a causa del picco di traffico, perderai vendite.

Come proprietario di un eCommerce, devi assicurarti che il tuo negozio online si carichi il più velocemente possibile per i tuoi visitatori e che sia affidabile.

Ecco alcune cose che puoi fare per ottimizzare la velocità di caricamento delle tue pagine web:

  • Utilizza una tecnologia di caching

Il caching è uno degli strumenti più potenti per velocizzare il tuo sito web, soprattutto durante i picchi di traffico. Memorizza copie dei tuoi file e dati nella memoria del server, consentendo a più utenti di accedervi più velocemente.

  • Abilita una rete di distribuzione dei contenuti (CDN)

Una CDN è uno strumento che velocizza il tuo sito web quando hai traffico internazionale da più Paesi e continenti. Memorizzerà nella cache il contenuto del tuo sito, lo distribuirà su diversi data center in tutto il mondo e consegnerà il contenuto del tuo sito dal server più vicino al visitatore.

  • Sfrutta la compressione delle immagini

Avere un gran numero di immagini che sono anche di grandi dimensioni può rallentare il tuo sito web. Comprimi le tue immagini senza comprometterne la qualità utilizzando il formato WebP, che ridurrà le dimensioni delle tue immagini fino all’85% e diminuirà i tempi di caricamento.

Scopri di più su come preparare il tuo sito web per il traffico del Black Friday e delle festività.

3. Proteggi il tuo sito web

Insieme al passaggio n. 2, proteggere il tuo sito web è altrettanto importante perché gran parte del traffico web di questo periodo potrebbe provenire da bot dannosi. Questo tipo di traffico può danneggiare la tua attività e reputazione online, portando a perdite finanziarie e di conversione. Ecco cosa puoi fare per prevenirlo:

  • Implementa i CAPTCHA

Il CAPTCHA è un test di risposta che può essere utilizzato per determinare se l’utente è un essere umano o meno. Vale a dire, completare il test dovrebbe essere facile per gli esseri umani, ma difficile per un computer. Ad esempio, un essere umano identificherebbe facilmente determinati oggetti in un’immagine, mentre un bot avrebbe più difficoltà a indovinare.

  • Utilizza un Web Application Firewall (WAF)

Un WAF è una soluzione di sicurezza progettata per proteggere le applicazioni web monitorando e filtrando il traffico tra un’applicazione web e internet. Quindi blocca le richieste che violano determinate regole di sicurezza predefinite.

Scopri di più su come evitare il traffico di bot dannosi durante il Black Friday.

4. Affina le descrizioni dei tuoi prodotti

Le descrizioni dei prodotti solitamente includono un titolo, un prezzo, dettagli del prodotto, tag, meta title e meta description. Sono una delle prime cose che i tuoi visitatori guarderanno. Ecco perché devono essere informative e coinvolgenti per stimolare i tuoi visitatori ad acquistare. Per aiutarti a raggiungere questo obiettivo, abbiamo preparato alcuni suggerimenti facili da seguire:

  • Menziona le caratteristiche e spiega come saranno utili all’utente e miglioreranno la sua vita/risolveranno il suo problema.
  • Usa parole potenti per innescare una risposta emotiva o psicologica per fargli compiere l’azione desiderata.
  • Ottimizza le descrizioni per i motori di ricerca prendendo di mira le giuste parole SEO del prodotto, ma ricorda di scrivere per le persone, non per i bot.
  • Rendi le descrizioni facili da leggere utilizzando elenchi puntati per vantaggi/caratteristiche e/o caratteri in grassetto per informazioni importanti.
  • Includi una chiara call to action (CTA) che incoraggi gli utenti ad andare alla cassa. Ricorda di mantenerla breve e diretta.

5. Mostra le recensioni dei “clienti soddisfatti”

Secondo vari studi, le recensioni dei clienti (insieme alla consegna gratuita e veloce) sono ciò che conta di più per gli acquirenti del Black Friday. Ecco perché è estremamente importante mostrare le recensioni dei clienti soddisfatti come parte della tua strategia di eCommerce per il Black Friday.

Ad esempio, puoi includerle in una sezione collegata al prodotto specifico che hanno recensito, oppure mostrarle in una sezione separata con tutte le recensioni dei clienti. Oppure puoi preparare alcuni brevi video con clienti soddisfatti, in cui poni loro domande specifiche sui feedback.

Qualunque cosa tu scelga, assicurati che le recensioni sembrino accattivanti e coinvolgenti. Includi stelle, pollici in su o un altri elementi visivi che mostrino soddisfazione. Assicurati anche che sia visibile anche il numero totale di recensioni, poiché gli utenti spesso preferiscono fare riferimento a quanti clienti hanno utilizzato il prodotto: se ci sono molte recensioni, il prodotto sembrerà ancora più attraente.

6. Conserva gli sconti più grandi dell’anno per il Black Friday

Una delle migliori idee per il Black Friday per le piccole imprese è quella di riservare i tuoi sconti più grandi dell’anno per la stagione del Black Friday.

Inizia cercando quali sono gli sconti medi per il tuo settore e superali per attrarre clienti potenziali. Assicurati che il tuo sconto si distingua. Questo è l’unico periodo dell’anno in cui puoi e dovresti abbassare i prezzi il più possibile.

Un’altra idea che potresti prendere in considerazione è quella di abbassare i prezzi di determinate categorie dei tuoi prodotti. Ad esempio, inizia promuovendo una delle categorie dei tuoi prodotti all’inizio di novembre per aumentare le aspettative dei tuoi clienti. Con l’avvicinarsi del Black Friday, includi un’altra categoria di prodotti scontati per attrarre ancora più clienti. In questo modo, mantieni i tuoi visitatori coinvolti per un periodo di tempo più lungo.

7. Approfitta delle promozioni speciali

Ravviva i tuoi sconti approfittando delle promozioni speciali. Sfrutta gli incentivi classici per attrarre clienti vecchi e nuovi, come spedizione gratuita, consegna rapida, “acquista 1, prendi 1 gratis” e simili.

Puoi anche creare un senso di urgenza tra il tuo pubblico includendo etichette “in esaurimento” sui prodotti che stanno per finire. La maggior parte delle piattaforme di eCommerce consente una facile gestione dei prodotti e implementa automaticamente tali etichette quando viene raggiunta la quantità minima (che hai predeterminato).

8. Offri una varietà di metodi di pagamento

Le carte di credito sono utilizzate dal 49,4% degli acquirenti online, il che le rende il metodo di pagamento più utilizzato sugli eCommerce durante il Black Friday 2023. Tuttavia, mentre le carte di credito possono spesso essere l’impostazione predefinita, non dovremmo dimenticare che ci sono altri metodi di pagamento che possono essere sfruttati durante il periodo del Black Friday. Questi includono carte di debito, PayPal, carte regalo, Apple Pay, Venmo, Google Pay e persino le criptovalute. L’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Con una tale varietà di opzioni di pagamento disponibili, non vorrai perdere l’opportunità di concludere un acquisto. Immagina il cliente pronto all’acquisto che va alla cassa e non vede il metodo di pagamento che preferisce o a cui è abituato, decidendo quindi di abbandonare il prodotto.

Per evitare questa e situazioni simili, implementa i metodi di pagamento più popolari, da noi elencati, nella tua pagina di pagamento.

9. Semplifica il checkout del tuo eCommerce

La concorrenza tra gli eCommerce durante il Black Friday è dura. Ma c’è anche concorrenza tra gli acquirenti per i prodotti che vogliono acquistare della loro lista dei desideri. Non hanno il tempo di aspettare sul tuo negozio online. Con questo in mente, il checkout del tuo negozio dovrebbe essere il più semplice possibile: un processo di acquisto in una pagina e un click sarebbe l’ideale.

Un modo per farlo è implementare un portafoglio mobile sicuro che memorizzi le informazioni di pagamento di ogni cliente. Consente loro di rivedere semplicemente il loro ordine e acquistare cliccando su un singolo pulsante.

Un altro consiglio utile è quello di introdurre pulsanti di checkout dinamici che consentano ai clienti abituali di pagare con il loro metodo di pagamento preferito, preselezionato dagli acquisti precedenti. Puoi fare un ulteriore passo avanti e aggiungere tali pulsanti nelle pagine di vendita/prodotti per semplificare il processo.

Ultimo ma non meno importante, fai in modo che un gruppo di persone testi ed esamini il tuo processo di checkout. Lascia che identifichino insidie ​​e aree di miglioramento per aiutarti a rendere il processo più fluido per la corsa del Black Friday.

10. Sfrutta coupon e codici automatizzati

Un’altra utile strategia per gli eCommerce durante il Black Friday è l’implementazione di coupon o codici sconto.

Rendili visibili sul tuo sito web, insieme alla percentuale di sconto che offrono. In questo modo attirerai più clienti.

Ad esempio, una volta che il cliente pronto all’acquisto è sulla pagina di vendita, apri un pop-up con il codice sconto e la sua percentuale. Per attivare il codice, il cliente deve semplicemente cliccare su una CTA: “applica codice”, “ottieni sconto”, etc. Ed è tutto, il codice verrà applicato al prezzo finale sulla sua pagina di checkout.

Per includere tale funzionalità, esplora le opzioni nella tua piattaforma di eCommerce, cerca un plugin pertinente, o consulta uno sviluppatore per personalizzare la funzionalità a tuo piacimento.

Se non sei un fan dei pop-up, puoi sempre posizionare una barra nella parte superiore del tuo sito web con le stesse informazioni e funzionalità. Una volta che un utente clicca sulla CTA, lo sconto verrà applicato al suo carrello e la barra può scomparire.

11. Salva i carrelli abbandonati

Una strategia di eCommerce per il Black Friday spesso trascurata ma importante, è “salvare” i carrelli della spesa abbandonati. Tieni presente che questi carrelli abbandonati sono il risultato di clienti pronti all’acquisto che, per un motivo o per un altro, hanno abbandonato il loro carrello senza effettuare un acquisto. Ecco i tre migliori suggerimenti per ridare vita ai carrelli abbandonati:

  • Abilita le notifiche push automatiche sul tuo sito per gli utenti che tornano ma non hanno acquistato
  • Crea pop-up di uscita dalla pagina, ricordando loro che l’acquisto non è stato completato
  • Invia email di remarketing per incoraggiarli a completare l’acquisto
  • Valuta di offrire uno sconto bonus se tornano e completano l’acquisto

Assicurati che se un visitatore torna sul tuo sito, il suo carrello sia ancora lì ad aspettarlo con gli articoli che ha inserito. Tutto ciò che deve fare è cliccare su un bottone di pagamento e pagare questi articoli. Non complicare troppo il processo per questi visitatori, perché probabilmente è la tua ultima possibilità di trasformarli in clienti.

12. Offri un supporto clienti di qualità

Il Black Friday è quel momento dell’anno in cui il tuo supporto clienti dovrebbe essere preparato e organizzato al meglio, lavorando al massimo delle sue potenzialità. Non puoi rischiare che un singolo cliente scriva una recensione negativa, perché potrebbe costarti danni al brand e mancate vendite.

Puoi aspettarti più richieste dai clienti durante questo periodo intenso. Per evitare alcune delle loro richieste, assicurati di includere o aggiornare (se necessario) le FAQ della tua pagina di vendita. Includi cose come tempi di spedizione, regioni in cui consegni o meno, politica sui resi, etc.

Potresti anche prendere in considerazione l’idea di avere più membri del team di supporto che lavorano a turni.

I canali e gli orari in cui sono disponibili dovrebbero essere chiaramente indicati sul tuo sito. Oltre a ciò, rendi il processo di contatto con il tuo team il più semplice e diretto possibile.

Quindi, fai in modo che il tuo team di assistenza segua una formazione speciale prima del Black Friday. In questa formazione, puoi includere l’apprendimento delle risposte alle FAQ del Black Friday (per ogni evenienza), alcune specifiche amministrative che vuoi che seguano, orari dei turni e qualsiasi altra cosa che semplificherà il loro processo di lavoro nelle prossime settimane.

Alla fine della giornata, il tuo team di supporto dovrebbe essere veloce, efficiente, disponibile e, cosa più importante, amichevole.

13. Offri sconti speciali per i clienti fedeli

Fai uno sforzo in più per i tuoi clienti più fedeli. Sono quelli che sono più coinvolti con il tuo brand, nonché quelli che hanno maggiori probabilità di effettuare acquisti dalla tua attività questo Black Friday.

Assicurati di trattarli con particolare attenzione e di farli sentire apprezzati. Ci sono alcuni modi per farlo:

  • Invia loro email teaser prima del Black Friday in modo che sappiano quali offerte aspettarsi.
  • Includili in un programma fedeltà clienti con offerte speciali, premi o vantaggi.
  • Offri loro un “accesso anticipato” alle tue offerte del Black Friday.
  • Invia loro un SMS con un’offerta speciale.
  • Contattali con messaggi diretti personalizzati sui social media.
  • Invia loro una confezione regalo personalizzata che include un biglietto scritto a mano e un codice sconto.

Prima di intraprendere qualsiasi attività di marketing personalizzata, assicurati di essere conforme al GDPR e che i clienti ti abbiano dato il consenso necessario per ricevere messaggi personali dal tuo brand.

14. Segmenta il pubblico per le tue campagne di email marketing

L’email marketing per l’eCommerce svolge un ruolo cruciale per il successo dei tuoi sforzi durante il Black Friday.

Segmentare il tuo pubblico è il passaggio più importante nelle tue campagne di email marketing. Puoi dividerli in gruppi diversi in base a vari fattori, come il loro comportamento di acquisto passato. Ad esempio, se identifichi un gruppo che ha acquistato orecchini in precedenza dal tuo negozio online, puoi utilizzare la tecnica di cross-selling, in cui invii un’email consigliando una collana abbinata. Allo stesso modo, identificando un gruppo di persone che hanno un abbonamento base, puoi inviare loro un’email di upsell promozionale, spiegando loro i vantaggi del tuo piano premium.

SUGGERIMENTO PRO: pianifica le tue campagne email del Black Friday in modo strategico e con largo anticipo:

  • Email pre-Black Friday che contano i giorni che mancano al grande evento
  • Email di “accesso anticipato” che offrono vantaggi VIP agli iscritti più coinvolti
  • Annunci del Black Friday che vengono inviati a una data e ora specifiche
  • Email “ultima possibilità” che creano un senso di urgenza quando la tua offerta sta per concludersi

Leggi la nostra Guida sull’email marketing per eCommerce e scopri come creare una strategia di email marketing per l’eCommerce, ottieni esempi di email di marketing da inviare e molto altro.

15. Sfrutta i social media

Le statistiche mostrano che il 25% delle persone cerca offerte per il Black Friday sui social media. Ecco quanto sono importanti i social media per il tuo eCommerce durante il Black Friday. Ecco come creare fermento sulle piattaforme dei social media prima e durante il Black Friday:

  • Promuovi le tue offerte, facendo in modo che il tuo pubblico utilizzi un hashtag speciale
  • Incoraggia i tuoi follower a ottenere un omaggio mettendo “Mi piace”, condividendo o commentando un tuo post
  • Condividi una storia stimolante sulla soddisfazione dei clienti e lascia che raccontino la loro

SUGGERIMENTO PRO: assicurati che qualsiasi contenuto pubblichi sui tuoi social media sia prezioso e visivamente accattivante.

un utente acquista un prodotto su un ecommerce

eCommerce durante il Black Friday: preparati a trarne il meglio

Pianificare in anticipo e incorporare i suggerimenti descritti sopra porterà al successo del tuo eCommerce durante il Black Friday. Nel frattempo, sentiti libero di pubblicare le tue domande o condividere qualsiasi idea nella sezione commenti qui sotto.

Ti auguriamo un Black Friday redditizio!

Idee di marketing per le tue campagne email di gennaio

un ragazzo crea la sua campagna email

Eccoci arrivati a Gennaio, un mese sinonimo di nuovi inizi, ma ammettiamolo, è anche un periodo in cui le idee per le tue campagne email potrebbero essere in crisi di creatività dopo le feste. Sai che devi raggiungere il tuo pubblico per far funzionare la tua attività, ma la grande domanda è: di cosa parlo dopo la frenesia delle feste?

Di seguito troverai idee pratiche per le tue campagne email di gennaio e che potrai facilmente ricreare con la soluzione Email Marketing di SiteGround.

1. Invia una campagna email con i propositi per il nuovo anno

I propositi per il nuovo anno riguardano un’azione immediata. Questo senso di urgenza può essere sfruttato nella tua campagna email. Allineando il tuo prodotto o servizio con l’idea di un “nuovo inizio”, incoraggi il tuo pubblico ad agire rapidamente, sfruttando la motivazione del proposito.

Idee per l’oggetto dell’email:

Rendi il 2024 l’anno in cui finalmente (raggiungi un obiettivo specifico) con noi

Nuovo anno, nuovo te: ecco come possiamo aiutarti

Inizia il tuo anno nel modo giusto con (nome del tuo prodotto/servizio)

Email di esempio:

Cose da fare in breve:

  • Associati a un proposito: Pensa a come il tuo prodotto o servizio si inserisce in un proposito comune per il nuovo anno. Ad esempio, se realizzi prodotti per la pelle, puoi soddisfare i propositi sulla cura di sé stessi, sul dedicare tempo a se stessi o anche essere più attenti all’ambiente (se i tuoi prodotti sono ecologici).

Suggerimento pro: se sei bloccato con i tuoi messaggi o hai bisogno di idee su come collegare il tuo prodotto a un proposito, puoi provare il nostro Assistente di scrittura IA, una funzionalità della nostra soluzione di Email Marketing, che creerà il messaggio per te .

  • Decidi una promozione: pensa a un’offerta speciale che aggiunga valore per il tuo pubblico. Potrebbe trattarsi di uno sconto, di un’offerta paghi uno e prendi due, o di un prodotto a disponibilità limitata. Sebbene non sia obbligatorio includerla, l’aggiunta di un’offerta speciale rafforza il senso di urgenza e stimola i clienti ad agire.

Scopo finale di una campagna email con i propositi per il nuovo anno:

  • Incrementare le vendite
  • Finire le scorte dell’anno scorso:  Questa è una grande opportunità, soprattutto se offri prodotti e devi svuotare l’inventario dell’anno scorso.
  • Creare lead e coltivare relazioni con i clienti

Questa campagna email funziona eccezionalmente bene per: aziende che offrono prodotti o servizi in linea con propositi comuni come salute e benessere, produttività, apprendimento, miglioramento dello stile di vita, nonché obiettivi di crescita aziendale in cui le aziende sono alla ricerca di tutti i tipi di servizi che le aiutino a migliorare le prestazioni.

Tuttavia, anche se la tua attività non soddisfa direttamente questi buoni propositi, non sottovalutare la potenza di questa campagna email. Dipende tutto da come realazioni il tuo prodotto a un nuovo inizio. Prendi SiteGround, ad esempio. In qualità di hosting provider, potremmo non sembrare il tipico match per i buoni propositi del nuovo anno. Eppure, ogni anno, leghiamo con successo i nostri servizi di hosting all’idea di lanciare il progetto dei tuoi sogni con un fantastico sito web. È un punto di vista avvincente che trova risonanza tra le persone desiderose di iniziare un nuovo progetto mentre il calendario avanza, dimostrando che con il messaggio giusto, qualsiasi azienda può trovare il suo posto nella narrativa del nuovo anno.

2. Invia una campagna email di riepilogo 

Un’email di riepilogo funge da prezioso punto di contatto, aggiornando il tuo pubblico su ciò che potrebbe essersi perso e rafforzando il valore offerto dalla tua attività nell’ultimo anno. Non preoccuparti del fatto che siamo già nel 2024, in realtà questo è un effetto voluto. Dopo le vacanze, le persone tornano alla loro solita routine, controllando le loro email più spesso, dando così alla tua campagna email la possibilità di ottenere tassi di apertura e coinvolgimento migliori.

Idee per l’oggetto dell’email:

Riepilogo del 2023: i risultati di (nome della tua attività)

Grazie per aver preso parte al nostro viaggio nel 2023! Ecco un riepilogo.

Il nostro anno insieme: uno sguardo al 2023

Email di esempio:

Cose da fare in breve:

  • Raccogli i risultati annuali: raccogli i punti salienti e i risultati principali della tua attività nell’ultimo anno. Ciò potrebbe includere lanci di prodotto, traguardi significativi, testimonianze di clienti, miglioramenti o eventuali eventi speciali.

Suggerimento pro: anche se stai promuovendo i tuoi risultati, incentra il messaggio su come tali risultati siano vantaggiosi per il tuo pubblico e cosa ne ottengono. Non limitarti a elencare i tuoi progressi. Ad esempio, il riepilogo del 2023 di SiteGround era interamente incentrato sui nostri clienti e su come i miglioramenti del nostro servizio li hanno aiutati ad avere successo online.

Scopo finale di una campagna email di riepilogo:

  • Customer retention e fidelizzazione
  • Brand awareness

Questa campagna email funziona eccezionalmente bene per: aziende che hanno avuto un anno dinamico con numerosi lanci di prodotti, aggiornamenti significativi, eventi o traguardi chiave.

Tuttavia, anche senza un anno pieno di lanci o eventi importanti, un’email di riepilogo può comunque funzionare. Puoi concentrarti sulla celebrazione della qualità costante del tuo prodotto o servizio, condividere testimonianze dei clienti, evidenziare migliorie minori, ricapitolare contenuti formativi, mostrare il coinvolgimento della comunità o condividere approfondimenti personali del tuo team.

3. Invia una campagna email con un’anteprima di ciò che verrà

Dai al tuo pubblico un’anteprima di ciò che può aspettarsi nel prossimo anno. Che si tratti del lancio di un nuovo prodotto, di entusiasmanti aggiornamenti di servizio o di una nuova riprogettazione, questo tipo di campagna email, promettendo in qualche modo ciò che verrà dopo, rende personale la connessione con il tuo pubblico e le connessioni personali sono più forti per la tua attività. Soprattutto se un messaggio del genere è firmato dal CEO dell’azienda.

Idee per l’oggetto della mail:

Un’anteprima dei nostri entusiasmanti piani per il 2024!

Sii il primo a saperlo: grandi novità in arrivo

Il nostro impegno per il 2024

Email di esempio:

Cose da fare in breve:

  • Definisci i tuoi contenuti: decidi cosa far vedere in anteprima. Può trattarsi di un nuovo prodotto, di un aggiornamento del servizio, di un’aggiunta di funzionalità o di una promessa di ciò che accadrà nel nuovo anno. Assicurati che sia qualcosa che interessi veramente il tuo pubblico e che effettivamente offrirai in un modo o nell’altro.

Suggerimento pro: È meglio se questa email è personalizzata e firmata dalla persona con il livello più alto nella tua azienda. Ciò aggiunge uno strato di autenticità, rendendo il messaggio più efficace. Se sei un imprenditore che lavora da solo, questo è il tuo momento per brillare.

Scopo finale di una campagna email di anteprima:

  • Migliorare la fedeltà al brand
  • Aumentare il coinvolgimento
  • Aumentare le vendite pre-lancio: se stai incoraggiando gli ordini anticipati per i nuovi prodotti o servizi.

Questa campagna email funziona eccezionalmente bene per: aziende che aggiornano o lanciano frequentemente nuovi prodotti o servizi. Ciò include gli eCommerce e i negozi fisici, marchi di moda, servizi in abbonamento e lavori di creatività come blogger, designer e fotografi. Questi tipi di aziende traggono vantaggio dalla creazione di attesa tra il loro pubblico, rendendo questo tipo di campagna uno strumento potente per coinvolgere i propri clienti.

4. Invia una campagna di ringraziamento post-festiva

All’indomani delle festività natalizie, un’email di ringraziamento post-festiva può essere una soluzione efficace per qualsiasi azienda che non ha avuto la possibilità di inviarne una a dicembre. Questa è la tua opportunità per mostrare apprezzamento, coinvolgere nuovamente i tuoi clienti nel nuovo anno e potenzialmente preparare il terreno per le vendite future.

Idee per l’oggetto dell’email:

Hai reso il nostro anno speciale!

Un ringraziamento speciale a te, da tutti noi di (il tuo marchio)

Non avremmo potuto farcela senza di te: grazie!

Email di esempio:

Cose da fare in breve:

  • Tutto quello che devi fare è semplicemente scrivere un messaggio di ringraziamento sincero: non deve nemmeno essere lungo.
  • È meglio se è firmato da qualcuno all’interno dell’azienda, preferibilmente dalla persona di grado più alto nella tua azienda.

Scopo finale di una campagna email post-festiva:

  • Coinvolgere nuovamente il tuo pubblico dopo le vacanze
  • Migliorare la fedeltà al marchio

Questa campagna email funziona eccezionalmente bene per: onestamente, tutti. Ma è particolarmente vantaggioso sia per gli ecommerce e i negozi fisici, per i fornitori di servizi, per i ristoranti e per chiunque abbia sperimentato l’interazione con i clienti nell’ultimo anno.

Conclusione

Quando inizi a creare la tua campagna email di gennaio utilizzando le idee che ti abbiamo fornito, tieni presente che ottimi risultati di email marketing si ottengono quando interagisci continuamente con il tuo pubblico e adatti i tuoi messaggi alle loro preferenze. Sii attento alle loro esigenze, sfrutta lo slancio del nuovo anno e osserva come i tuoi sforzi di email marketing producono risultati sorprendenti per la tua attività o progetto online!