I 15 KPI del marketing: Le metriche che fanno la differenza

illustrazione di sei schermi con grafici di vario tipo che tracciano l'andamento di metriche digitali e KPI del marketing

Gestire un’azienda significa fare mille cose contemporaneamente. In una sola giornata devi incastrare il tempo per coordinare le campagne sui social, inviare newsletter, rivedere la SEO degli articoli sul tuo sito e rispondere alle richieste dei clienti, il tutto senza perdere la testa. Il tuo tempo, la tua attenzione e le tue risorse sono limitati e sempre divisi tra mille priorità. 

In mezzo a tutto questo, devi anche assicurarti di trainare la tua attività nella direzione giusta. Per farlo, sai che puoi fare riferimento alle metriche digitali, ma è facile sentirsi sopraffatti dai numeri e dagli indicatori da monitorare, senza sapere quali siano davvero utili per raggiungere i tuoi obiettivi di business.

È proprio per questo che abbiamo raccolto i 16 KPI più importanti per misurare le performance del tuo marketing digitale in questo articolo. Ti spiegheremo a cosa serve ogni metrica e come interpretare i numeri, così da prendere decisioni basate sui dati e migliorare la tua strategia senza sprecare tempo o energie su indicatori poco significativi.

In più, qui sotto trovi un download gratuito con consigli pratici e suggerimenti su come agire quando una metrica eccelle o delude, permettendoti di adattare rapidamente le tue tattiche e massimizzare il ritorno sugli investimenti. 

Punti chiave:

  • Definizione: I KPI del marketing sono indicatori essenziali per misurare la performance e collegare direttamente le tue attività di marketing agli obiettivi di business. Le altre metriche digitali aiutano a capire perché un KPI si comporta in un certo modo e quali fattori lo influenzano.
  • Come scegliere i KPI giusti: Parti dagli obiettivi aziendali (es. visibilità, lead, vendite, fidelizzazione) e seleziona quelli che misurano concretamente il progresso verso quei risultati.
  • I KPI più importanti nel marketing: Impression; CTR; sessioni; pageview; tempo medio per pagina; engagement; tasso di rimbalzo; tasso di conversione; valore medio dell’ordine; tasso di acquisto ripetuto; customer lifetime value; costo per click; return on ad spend; costo per lead; costo di acquisto cliente; ritorno sull’investimento.

Cosa sono i KPI e le metriche digitali del marketing?

Le metriche digitali sono dati misurabili che descrivono il comportamento degli utenti e le prestazioni delle attività online. Si raccolgono dai canali dove un’azienda è attiva, quindi generalmente il sito web, i motori di ricerca, le campagne a pagamento, i social media, le app, le newsletter.

Diversi tipi di metriche digitali analizzano aspetti distinti. Come le metriche delle prestazioni di un sito misurano la sua velocità e le metriche dell’email marketing misurano il successo delle campagne mail, così le metriche di marketing misurano il successo degli sforzi complessivi di marketing. Nell’insieme, tutte aiutano a valutare la salute di un business, osservare ciò che accade nel suo ecosistema e capire perché. Per esempio, puoi esaminare: 

  • Quali pagine riescono a trattenere l’attenzione e quali la disperdono
  • Quali elementi rendono efficace un annuncio a pagamento
  • Quando il calo del traffico organico dipende da un cambiamento nell’algoritmo di ricerca o da un contenuto che non risponde più alle domande degli utenti. 

I KPI, o Key Performance Indicators, sono un sottoinsieme scelto di metriche digitali. I KPI di marketing vengono selezionati con uno scopo preciso, quello di misurare come gli sforzi di marketing contribuiscono al progresso verso un obiettivo strategico dell’azienda. Non esiste un elenco di KPI universali e obbligatori, perché ogni impresa ha il suo mercato e le sue ambizioni. Ci sono metriche che vengono più spesso adottate come KPI perché descrivono aspetti fondamentali del marketing digitale, ma la scelta ricade sempre su di te.

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Come scegliere i KPI di marketing da tracciare

Il primo passo per selezionare i KPI di marketing è definire con chiarezza gli obiettivi strategici della tua azienda in un determinato momento: Aumentare il fatturato? Migliorare la fidelizzazione dei clienti? Migliorare la reputazione del brand? Ottimizzare l’efficienza delle campagne? Espandere la presenza locale?

Una volta chiari gli obiettivi, i KPI vanno scelti seguendo alcune regole fondamentali. 

  • Devono essere allineati direttamente agli obiettivi aziendali, offrendo una misura chiara e concreta del progresso. 
  • Devono essere specifici e rilevanti per il tuo settore e per il tuo pubblico
  • Devono poter essere influenzati concretamente dal tuo lavoro quotidiano di marketing
  • Devono essere confrontabili nel tempo, per permetterti di capire se la strategia sta funzionando e se ti stai muovendo nella direzione giusta

È consigliabile includere sia indicatori leading, cioè che prevedono le performance future e aiutano a anticipare trend, sia indicatori lagging, che misurano il risultato effettivo di un’attività già conclusa. Ad esempio, il numero di lead raccolti può anticipare le vendite future (leading), mentre il tasso di conversione finale mostra l’impatto concreto delle campagne (lagging).

Scegliere i KPI non significa ignorare tutte le altre metriche. Le metriche rimangono essenziali perché forniscono il contesto necessario per comprendere perché un KPI si comporta in un certo modo e quali fattori lo influenzano.

Ad esempio, mettiamo che stai lanciando un nuovo prodotto e uno dei tuoi KPI sia il tasso di conversione di una landing page. Le metriche di supporto come il tempo medio per pagina, il tasso di rimbalzo o la provenienza del traffico possono rivelare che gli utenti abbandonano perché arrivano da annunci poco mirati o trovano il contenuto poco chiaro. Nella tabella a seguire trovi degli esempi di possibili obiettivi aziendali, con KPI di marketing e metriche digitali corrispondenti.

Obiettivo globaleKPI di marketingMetriche digitali da tracciare
Aumentare la brand awarenessImpressions, Engagement Rate:
Mostrano quante persone vedono il brand e quanto interagiscono
Impression per canale, Copertura (reach), Interazioni social, Query di brand (ricerche nome azienda)
Aumentare la generazione di leadCosto per Lead (CPL), Tasso di conversione:
Collegano direttamente il costo dell’attività marketing ai contatti generati
CPC, CPL, Click su call-to-action, Invii modulo, Eventi di conversione, Tasso di rimbalzo delle landing:
Indicano la qualità del traffico e l’efficacia della pagina di destinazione
Incrementare le vendite onlineTasso di conversione, Return on Ad Spend (ROAS), Valore medio dell’ordine:
Misurano quanto bene il marketing porta a vendite reali
Sessioni, Add-to-cart, Checkout completion rate, Revenue attribuito ai canali, AOV:
Aiutano a capire i passaggi del funnel che funzionano o che frenano le conversioni
Aumentare la retention e la fedeltà clientiTasso di acquisto ripetuto, CLV:
Permettono di rilevare se i clienti tornano, se interagiscono e se il valore nel tempo cresce
Returning user %, Frequenza acquisti, Aperture/click email, Recency (tempo dall’ultimo acquisto)
Lanciare con successo un nuovo prodottoCTR, Tasso di conversione, Costo per Lead:
Indicano interesse e danno un costo immediato della domanda generata
Click alle pagine prodotto, CTR campagne teaser, Iscrizioni (lead) pre-lancio, Visualizzazioni pagina
Espandere la presenza sul mercato localeTasso di conversione, Costo di acquisizione cliente (CAC), Engagement RateVisualizzazioni Google Business Profile, Click su “Indicazioni stradali”, Click su telefono, Impression locali (“vicino a me”):
Sono le metriche più usate dalle attività locali e direttamente collegate al comportamento dell’utente nella zona

I KPI più importanti per il marketing

Di seguito vediamo i KPI che si utilizzano più comunemente per valutare l’efficacia delle iniziative di marketing e ottimizzare gli investimenti pubblicitari. Ogni indicatore offre una prospettiva specifica sul comportamento del pubblico e sulle performance delle campagne.

1. Impression

Cosa sono: Le impression misurano quante volte il tuo contenuto appare sullo schermo degli utenti, che sia un post sui social o un annuncio a pagamento. Ogni visualizzazione viene conteggiata, indipendentemente dal fatto che l’utente interagisca o meno. 

Se un post viene mostrato nel feed di 10.000 persone, si registrano 10.000 impression, anche se solo una parte di loro clicca o interagisce.

Cosa indicano: Un numero elevato di impression è un segnale positivo che il contenuto viene mostrato a un pubblico ampio e contribuisce ad aumentare la visibilità del brand e la consapevolezza. Al contrario, impression basse possono indicare una copertura limitata, spesso causata da problemi di targeting o da un budget insufficiente se si utilizzano campagne a pagamento.

Dove trovarle: Le impression sono disponibili negli strumenti di analytics delle piattaforme dove il contenuto viene pubblicato, come Facebook Insights, LinkedIn Analytics, Google Ads o Google Search Console per i contenuti organici.

2. CTR

Cos’è: Il CTR, o Click-Through Rate, misura la percentuale di persone che cliccano su un link rispetto al numero totale di visualizzazioni. Può essere applicato a email marketing, post social, risultati dei motori di ricerca, annunci o qualsiasi altro contenuto digitale che contenga un link. In pratica, indica quante persone passano dalla semplice visualizzazione all’azione.

CTR nell’Email Marketing:
CTR = (Numero di click unici / Numero di email consegnate) × 100

CTR negli annunci a pagamento (social o search):
CTR = (Click totali / Impression totali) × 100

Cosa indica: Il CTR riflette quanto il contenuto risuona con il pubblico target. Un CTR elevato segnala che gli utenti interagiscono attivamente. Tuttavia, i benchmark variano in base al tipo di contenuto, al canale e all’azione richiesta. Ad esempio, un CTR del 2% può essere ottimo per un annuncio su LinkedIn, ma basso per una newsletter B2C altamente mirata.

Dove trovarlo: Questa metrica è disponibile negli strumenti di analytics delle piattaforme utilizzate (Meta Ads Manager, LinkedIn Campaign Manager, Google Ads) o negli strumenti di email marketing.

3. Sessioni

Cosa è: Una sessione inizia quando un utente atterra sul tuo sito e termina quando lascia la pagina o dopo un periodo di inattività (di solito 30 minuti). Rappresenta l’insieme di tutte le attività svolte dall’utente in quel periodo, come navigazione tra pagine, ricerche interne, aggiunta di prodotti al carrello, ecc.

Cosa indica: Le sessioni aiutano a capire quanto riesci a mantenere vivo l’interesse dei visitatori. Una sessione più lunga è generalmente positiva, indica che gli utenti interagiscono con i contenuti o esplorano i servizi. Fattori come design e usabilità, qualità dei contenuti e intento dell’utente influenzano la durata delle sessioni.

Tuttavia, è importante considerare il contesto: su un sito di news, le sessioni brevi possono essere normali, perché l’utente legge rapidamente gli articoli. Su un eCommerce, sessioni più lunghe sono auspicabili, perché aumentano le probabilità di acquisto.

Dove trovarle: Le sessioni si monitorano attraverso strumenti di analytics come Google Analytics o le dashboard integrate nel tuo hosting o CMS. Forniscono un quadro immediato di quanto tempo gli utenti passano attivamente sul sito.

4. Pageview

Cosa sono: Le pageview misurano il numero totale di volte in cui una pagina web viene caricata o ricaricata nel browser. A differenza delle sessioni, che contano ogni visitatore una sola volta in un intervallo di tempo, le pageview includono ogni visualizzazione, quindi un singolo utente può generare più pageview visitando diverse pagine o ricaricando la stessa pagina più volte.

Cosa indicano: Le pageview offrono una misura dell’interesse complessivo verso i contenuti del sito. Ad esempio, se le pagine del tuo sito in media ricevono 100 pageview al mese, ma un articolo specifico ne riceve 1.000, significa che quel contenuto cattura realmente l’attenzione dei lettori.

Le pageview aiutano anche a individuare trend come picchi di traffico generati da campagne pubblicitarie o fluttuazioni stagionali che possono guidare la pianificazione dei contenuti futuri.

⚠️ Attenzione⚠️
Pageview elevate possono sembrare positive, ma senza contesto non sempre indicano un coinvolgimento reale. Per comprendere pienamente il comportamento degli utenti e le performance del sito, è necessario incrociarle con altre metriche di engagement, come tasso di rimbalzo, tasso di conversione e tempo medio per pagina.

Dove trovarle: Le pageview si trovano in strumenti di analytics come Google Analytics o le dashboard integrate nei CMS e nei servizi di hosting. In genere, sono riportate sia a livello di pagina singola sia aggregate per l’intero sito.

5. Tempo medio per pagina

Cos’è: Il tempo medio per pagina misura quanto tempo un visitatore resta su una specifica pagina durante una singola sessione.

Cosa indica: Un tempo medio elevato suggerisce che il contenuto è interessante e rilevante per il pubblico target. In altre parole, significa che hai intercettato correttamente l’audience e che l’informazione proposta soddisfa le sue esigenze. Al contrario, un tempo troppo breve può indicare problemi come contenuti poco pertinenti, aspettative sbagliate, oppure difficoltà nell’usabilità della pagina o del sito stesso. Interpretare correttamente questo dato richiede quindi di considerare anche qualità dei contenuti e design della pagina.

Dove trovarlo: Anche in questo caso i dati si trovano su Google Analytics o nelle dashboard del tuo hosting. 

6. Engagement

Cos’è: L’engagement è una metrica propria del social media marketing, infatti misura quanto gli utenti interagiscono con un contenuto sui social, in modo simile a come il tempo medio per pagina valuta il coinvolgimento su un sito web. Include azioni come like, commenti, condivisioni o click su un post.

Engagement Rate = (Totale interazioni su un post / Reach del post) × 100

Cosa indica: Un engagement rate elevato segnala che il contenuto è interessante e rilevante, e può generare lead qualificati, ovvero potenziali clienti che hanno dimostrato interesse per i prodotti o servizi dell’azienda. Al contrario, un tasso basso indica che il contenuto non sta colpendo il pubblico, suggerendo la necessità di rivedere il messaggio, il formato o il target delle campagne.

Dove trovarlo: Le piattaforme social offrono strumenti integrati per monitorare l’engagement, come Meta Ads Manager, LinkedIn Analytics o Instagram Insights.

7. Tasso di rimbalzo

Cos’è: Il tasso di rimbalzo misura la percentuale di utenti che visitano il sito e lo abbandonano senza interagire con altre pagine o elementi, come cliccare un link, compilare un modulo o completare un acquisto.

Tasso di rimbalzo = (Sessioni a pagina singola / Totale sessioni) × 100

Cosa indica: Un tasso di rimbalzo elevato può segnalare problemi di esperienza utente, come landing page poco chiare, navigazione complicata o contenuti non pertinenti. Tuttavia, non sempre è negativo. Un blog educativo che risponde immediatamente a una domanda può avere un bounce rate alto proprio perché ha raggiunto immediatamente il suo obiettivo. Al contrario, un tasso alto su una pagina prodotto prima del checkout è un chiaro indicatore di problemi da risolvere.

Consigli pratici per ridurre i tassi di rimbalzo:

  • Migliora i tempi di caricamento del sito, perché pagine lente frustrano gli utenti e aumentano le uscite immediate.
  • Rendi la navigazione chiara e intuitiva, con menu semplici e percorsi logici.
  • Inserisci link interni nei contenuti per guidare i visitatori verso altre pagine pertinenti, aumentando il tempo sul sito.

Dove trovarlo: Il tasso di rimbalzo è disponibile in Google Analytics o nelle dashboard integrate nel CMS o nel servizio di hosting. 

⚠️Attenzione⚠️
L’exit rate è una metrica che misura la percentuale di visitatori che lasciano il sito da una pagina specifica, indipendentemente dal numero di pagine visitate precedentemente. Pur sembrando simile al tasso di rimbalzo, l’exit rate fornisce informazioni precise su quali pagine rappresentano l’ultima visita prima che l’utente abbandoni il sito.

8. Tasso di conversione

Cos’è: Il tasso di conversione misura la percentuale di visitatori che compiono una determinata azione sulla tua piattaforma.

Tasso di conversione = (Numero di conversioni / Numero totale di visitatori) × 100

Cosa indica: Questa metrica valuta l’efficacia delle campagne di marketing e delle prestazioni del sito web. Una conversione non si limita all’acquisto, può essere ance l’iscrizione a una newsletter, il download di un contenuto, la compilazione di un modulo di contatto o qualsiasi azione desiderata.

Un tasso di conversione elevato segnala che il percorso dell’utente è stato ottimizzato, i contenuti sono coinvolgenti, le call to action chiare e ben posizionate. Al contrario, un tasso basso può indicare che i contenuti non soddisfano le aspettative, che le CTA non sono sufficientemente visibili o persuasive, oppure che il percorso dell’utente presenta ostacoli.

Dove trovarlo: In strumenti di analytics come Google Analytics o nelle dashboard dei CMS e degli strumenti di ecommerce. In alternativa, può essere calcolato internamente combinando il numero totale di conversioni con il traffico rilevato sul sito.

9. Valore medio dell’ordine

Cos’è: Il valore medio dell’ordine, o Average Order Value (AOV), indica quanto spendono in media i clienti al momento del checkout.

Valore medio dell′ordine = Fatturato totale / Numero di ordini effettuati

Cosa indica: L’AOV fornisce informazioni sul comportamento d’acquisto dei clienti e sull’efficacia delle strategie di prezzo, del product bundling o delle attività di upselling. Ottimizzare il valore medio dell’ordine significa aumentare i ricavi senza dover incrementare il traffico complessivo, cioè fare in modo che ogni cliente spenda di più.

Se per esempio hai un ecommerce e il tuo AOV è di 30 €, puoi offrire spedizione gratuita per ordini superiori a 40 €. Questo incentiva i clienti ad aggiungere prodotti al carrello, aumentando la spesa totale.

Dove trovarlo: Il valore medio dell’ordine si trova nelle piattaforme di e-commerce, nei report di Google Analytics e negli strumenti di vendita integrati. Si calcola facilmente dividendo il fatturato totale per il numero di ordini registrati nello stesso periodo.

10. Tasso di acquisto ripetuto (Repeat Purchase Rate)

Cos’è: Il tasso di acquisto ripetuto, o RPR (Repeat Purchase Rate), misura la percentuale di clienti che tornano a effettuare ulteriori acquisti dopo la prima transazione.

Tasso di acquisto ripetuto = Numero di clienti che acquistano più volte / Numero totale di clienti

Cosa indica: Se i clienti ritornano, questo indica fidelizzazione e soddisfazione nei confronti del brand. Un RPR elevato suggerisce che i clienti apprezzano i prodotti o servizi e sono propensi a continuare ad acquistare. Un calo, invece, può segnalare problemi nella qualità del prodotto, nel servizio clienti o una crescente concorrenza.

Dove trovarlo: Il tasso di acquisto ripetuto può essere calcolato attraverso strumenti e piattaforme di e-commerce oppure tramite un CRM che traccia gli acquisti dei clienti nel tempo.

11. Customer Lifetime Value (CLV)

Cos’è: Il Customer Lifetime Value stima quanto fatturato ogni cliente medio genera, considerando la spesa media per acquisto, la frequenza degli acquisti e la durata della relazione con il cliente.

CLV = Durata media della relazione × Valore medio per cliente 

Ovvero, se un cliente spende in media 100 € all’anno e resta fedele per cinque anni, il suo CLV è di 500 €.

Cosa indica: Il CLV permette di quantificare il valore dei clienti fedeli. Un CLV alto indica clienti che generano ricavi maggiori nel tempo. Un CLV in calo suggerisce la necessità di rafforzare le strategie di fidelizzazione, con offerte personalizzate o programmi di loyalty. In questo caso, l’uso di un CRM può facilitare la gestione dei dati dei clienti e l’automazione delle comunicazioni per migliorare l’engagement.

Dove trovarlo: Il CLV può essere calcolato utilizzando strumenti di CRM, piattaforme e-commerce o software di analytics avanzati.

12. Costo per Click (CPC)

Cos’è: Il Costo per Click misura quanto un marketer digitale spende ogni volta che un utente clicca su un annuncio.

CPC = Costo dell’annuncio / Numero di click 

Cosa indica: Il CPC è fondamentale per gestire efficacemente il budget pubblicitario. Un CPC elevato può segnalare un settore competitivo, annunci poco ottimizzati o contenuti che non risuonano con il pubblico. Al contrario, un CPC basso indica una campagna ben ottimizzata, con targeting preciso e contenuti coinvolgenti. È importante ricordare che fattori come la competitività delle keyword, la qualità dell’annuncio e il settore di riferimento influiscono sul costo per click.

Dove trovarlo: Il CPC è disponibile direttamente nelle piattaforme pubblicitarie come Google Ads, Meta Ads Manager, LinkedIn Ads e altri strumenti di advertising. Può anche essere calcolato internamente dividendo il costo totale della campagna per il numero di click ottenuti.

13. Return on Ad Spend (ROAS)

Cos’è: Il ROAS misura il ritorno ottenuto dalle spese pubblicitarie: ovvero quanti ricavi generi per ogni unità monetaria spesa in advertising.

ROAS = Ricavi generati dalla campagna / Costo della campagna x 100

Cosa indica: Il ROAS permette di valutare l’efficacia e la redditività delle campagne pubblicitarie. Un ROAS elevato significa che la strategia di advertising, canali scelti, la creatività, il targeting, l’offerta sono efficienti. Se il ROAS è basso, dovrai indagare se il targeting non è ottimizzato, se l’offerta è poco convincente, o se un canale nello specifico produce pochi ricavi rispetto al costo.

Dove trovarlo / come ottenerlo: Il dato può essere ricavato da piattaforme pubblicitarie come Google Ads e Meta Ads, oppure puoi raccogliere manualmente tutto il fatturato attribuibile a una campagna e dividerlo per il totale speso in promozione, per ottenere il ROAS.

14. Costo per Lead (CPL)

Cos’è: Il Costo per Lead misura quanto costa generare un contatto qualificato attraverso traffico organico o campagne pubblicitarie.

CPL = Spesa totale per l’attività di marketing / Numero di lead acquisiti

Se spendi 500 € per una campagna e ottieni 50 lead, il tuo CPL è di 10 €. A differenza del CPC, il CPL considera solo le persone che hanno completato l’azione desiderata (un acquisto, prenotare una demo, scaricare una guida), non chi ha semplicemente cliccato sull’annuncio.

Cosa indica: Il CPL aiuta a capire l’efficacia delle strategie di lead generation e dei lead magnet. Un CPL basso significa che stai acquisendo contatti in modo efficiente, mentre un CPL alto indica che potresti dover ottimizzare landing page, call to action o targeting per migliorare le conversioni.

Dove trovarlo: Il CPL si trova negli strumenti di marketing automation o piattaforme di CRM oppure può essere calcolato internamente dividendo la spesa totale per il numero di lead generati.

15. Costo di Acquisto Cliente (CAC)

Cos’è: Il CAC misura la spesa totale sostenuta per acquisire un nuovo cliente, includendo tutte le spese di marketing e vendita, inclusi costi pubblicitari, salari, software e altre risorse impiegate.

CAC = Totale costi / Numero di nuovi clienti acquisiti

Se investi 10.000 € in un mese e acquisisci 100 nuovi clienti, il tuo CAC sarà di 100 €. Da qui puoi paragonare l’AOV: se il valore medio dell’ordine è di circa 500 €, significa che le campagne sono redditizie. Per una visione completa del ritorno economico, è importante considerare anche i costi del prodotto e altre spese.

Cosa indica: Un CAC elevato può suggerire la necessità di ottimizzare targeting, messaggi o canali marketing per acquisire clienti a costi più contenuti. Un CAC basso indica invece un’acquisizione efficiente, margini più alti e maggiore libertà di reinvestire in iniziative di crescita.

Dove trovarlo: Il CAC si calcola combinando dati di CRM, piattaforme di e-commerce e strumenti di analytics finanziaria. Puoi determinarlo internamente aggregando tutte le spese di marketing e vendite in un periodo specifico e dividendo per il numero di nuovi clienti acquisiti nello stesso arco temporale.

16. Ritorno sull’investimento

Cos’è: Il ROI misura, in percentuale, la redditività delle attività di marketing confrontando i ricavi generati con i costi sostenuti.

ROI = [ (Ricavi totali – Costi dell’investimento) / Costi dell’investimento ] × 100

Mettiamo per esempio che tu spenda 1.000 € per una campagna e generi 5.000 € di ricavi. Il ROI sarà di [(5.000 – 1.000) / 1.000] x 100 = 400%.

Cosa indica: Un ROI elevato significa che le attività di marketing stanno producendo risultati concreti. Un ROI basso o negativo segnala che le strategie attuali non funzionano e richiedono una revisione. Migliorare il ROI implica fissare obiettivi chiari e misurabili, ottimizzare i segmenti di pubblico, testare formati e messaggi diversi e proporre offerte promozionali che aumentino engagement e conversioni.

Dove trovarlo: Il ROI può essere calcolato con strumenti di analytics come Google Analytics, piattaforme e-commerce o software di marketing e CRM che integrano dati di costo e ricavo. L’importante è confrontare i ricavi attribuiti alle campagne con i costi sostenuti nello stesso periodo.

Ottenere risultati migliori con i KPI e le metriche digitali

Monitorare i KPI giusti è il modo più efficace per trasformare i tuoi sforzi di marketing in decisioni strategiche che generano risultati concreti. Con gli indicatori adeguati puoi individuare tendenze, capire cosa funziona davvero e correggere rapidamente ciò che non porta valore, ottimizzando tempo, budget e risorse.

Naturalmente, molti dei fattori che influenzano i KPI dipendono dalle tue scelte di business e dalle singole campagne, come il targeting, la chiarezza delle CTA, l’allocazione del budget o il livello di competitività nel tuo settore. Ma esistono anche componenti tecniche che hanno un peso enorme sull’esperienza utente e, di conseguenza, su metriche come bounce rate, conversioni, tempo sulla pagina e persino sul ROI complessivo: parliamo di velocità del sito, prestazioni e sicurezza.

E qui gli strumenti giusti fanno davvero la differenza. La nostra piattaforma di hosting SiteGround e il Website Builder ti offrono una base solida di performance ultra-veloci, sicurezza avanzata e assistenza costante, oltre a un pannello di statistiche integrato per analizzare il traffico, monitorare il comportamento dei visitatori e misurare la performance delle tue pagine in autonomia.

Allo stesso modo, con SiteGround Email Marketing puoi tracciare con precisione dati fondamentali come tassi di apertura, clic, interazioni e conversioni dalle tue campagne email, permettendoti di capire subito cosa funziona e cosa va ottimizzato.

In altre parole, hai già tutto ciò che serve per migliorare sia le prestazioni del tuo sito sia il monitoraggio delle tue attività digitali. Sfrutta questi strumenti per interpretare al meglio i KPI del tuo marketing, offrire un’esperienza impeccabile agli utenti e trasformare davvero il tuo business.

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Cos’è un lead magnet e come usarlo: tipologie, esempi e idee

illustrazione che mostra una calamita e l'iscrizione ad una newsletter tramite un form di iscrizione

Molte piccole imprese investono tempo e risorse per rendere visibili il proprio sito web, le pagine social e il loro coinvolgimento nella comunità, con l’obiettivo di attirare l’attenzione sui propri prodotti o servizi. Ma una volta che il pubblico sa della tua esistenza, se non esiste un modo per coinvolgerlo e coltivare una relazione, tutti gli sforzi fatti rischiano di andare persi, lasciando al caso la speranza che i clienti tornino di loro spontanea volontà (possibile, ma tutt’altro che ideale).

Qui entra in gioco il lead magnet, cioè uno strumento strategico per catturare chi è interessato alla tua offerta e ottenere il suo contatto diretto, in modo che tu possa costruire una relazione duratura.

Ma come creare un lead magnet che si distingua davvero? E come capire quale lead magnet funziona meglio per il tuo pubblico, per il tuo settore o per il tipo di rapporto che vuoi stabilire? In questo articolo esploriamo 12 tipologie di lead magnet, spiegando per ciascuna a chi sono più adatte, come sfruttarle al meglio e come personalizzarle per restare un passo avanti, connettendoti in modo autentico con il tuo pubblico.

Azioni Chiave

→ Identifica con precisione il tuo pubblico per creare lead magnet che rispondono davvero ai suoi bisogni.
→ Definisci una proposta di valore forte, capace di distinguerti.
→ Scegli il formato più efficace tra le tipologie diverse, ciascuna con il proprio scopo strategico (contenuti di approfondimento, video educativi, template, accesso ad aree riservate, quiz, podcast, offerte, storie di successo, strumenti interattivi, corsi, infografiche).
→ Produci contenuti utili e coinvolgenti, facili da consumare e in linea con le aspettative dei tuoi futuri clienti.
→ Promuovi i tuoi lead magnet nei canali giusti (social media, email marketing, eventi, sito web), aumentando la visibilità e le conversioni.
→ Monitora e ottimizza le performance con metriche facilmente applicabili.
→ Converti i nuovi contatti in clienti, usando campagne email e funnel mirati alla conversione.

Cos’è un lead magnet?

Un lead magnet, cioè una “calamita per attrarre lead”, è uno strumento di marketing pensato per attrarre potenziali clienti offrendo loro qualcosa di valore in cambio di un contatto.

Il lead magnet è lo strumento essenziale delle campagne di lead generation: essenzialmente, dai qualcosa di utile ai visitatori prima di chiedere qualcosa (solitamente un indirizzo email) in cambio. In questo modo il magnet funge da rete selettiva per pescare i visitatori più promettenti e portarli sulla soglia del funnel di marketing, dove inizierà la loro relazione con il tuo brand.

Questa moneta di scambio ha due facce. Da un lato deve attrarre le persone giuste, quelle che si prospettano come migliori clienti, rispondendo ai loro bisogni e domande precise. Dall’altra deve accompagnarle nel percorso attraverso contenuti utili e mirati, offrendo benefici concreti. 

Cosa fa funzionare i lead magnet

I lead magnet funzionano appoggiandosi su tre condizioni necessarie. La prima chiave è la rilevanza. Per essere attraente, un lead magnet deve essere pensato per l’audience giusta e toccare i bisogni reali di quella nicchia, perciò segmentazione, targeting e posizionamento devono essere ben sviluppati. 

Da qui ne consegue il secondo principio che muove questo funzionamento. Il lead magnet (ben pensato per il target preciso) risponde alla curiosità e al desiderio di apprendere qualcosa o di migliorarsi. Non è che le persone muoiano dalla voglia di scaricare qualcosa, è che vogliono risposte, scorciatoie, soluzioni.

L’ultimo, più immediato meccanismo è quello della reciprocità. Quando un utente trova online una risorsa gratuita che promette di risolvere un problema reale, tende istintivamente a ricambiare l’offerta. In questo caso, il gesto di restituire si traduce nel lasciare un contatto – un piccolo prezzo per un vantaggio immediato.

Schema riassuntivo delle condizioni per un buon lead magnet. 1-rilevanza ottenuta tramite segmentazione, 2-curiosità di apprendere qualcosa di utile, 3-tendenza dell'utente alla reciprocità

Quando queste tre condizioni (segmentazione, curiosità e reciprocità) si allineano, il lead magnet apre la porta a una relazione di altruismo digitale autentica e a una possibilità di conversione.

Esempi e tipologie di lead magnet

Esistono molti modi per trasformare un visitatore occasionale in un contatto qualificato e la scelta del lead magnet giusto può fare la differenza.

Ogni tipologia di lead magnet è pensata per soddisfare un tipo diverso di pubblico e obiettivo. Nel marketing B2B, funzionano particolarmente bene documenti che offrono competenza e dati quantificabili, che supportano le decisioni d’acquisto lunghe e multi-livello tipiche del settore. Nel B2C, invece, si punta più sull’immediatezza e sull’aspetto del gioco perché offrono valore tangibile in tempi brevi.

Di seguito trovi dodici esempi pratici che rispondono a esigenze diverse e si adattano a pubblici, settori e obiettivi specifici.

Lead MagnetCosa faTarget Vantaggi 
Contenuti di approfondimento scaricabili (eBook, guide, whitepaper)Educano e rafforzano l’autorevolezza del brand offrendo contenuti di valoreB2B e B2C informativi (marketing, formazione, servizi professionali)Ideali per costruire fiducia e generare lead qualificati
Lezioni e insegnamento (webinar, workshop, video tutorial)Creano interazione diretta e mostrano competenzaB2B e B2C con componenti formativeFavoriscono engagement e fiducia personale con il brand
Template scaricabili (checklist, modelli, cheat sheet)Offrono risorse pratiche e immediatamente utilizzabiliB2B e B2C operativi (freelance, PMI, marketing, design)Sono riutilizzabili e altamente condivisibili
Prove gratuite (demo, free trial, consulenze)Permettono di testare il valore prima dell’acquistoServizi ad abbonamento, B2B SaaS, servizi digitali, consulenze, B2C software e corsiAlta efficacia nel trasformare lead caldi in clienti
Quiz e testCoinvolgono e offrono risultati personalizzatiB2C esperienziale (retail, wellness, moda) e B2B di profilazioneForniscono insight utili
Sconti e offerteStimolano l’acquisto con incentivi immediatiB2C retail, eCommerce, ristorazione, beautyGenerare vendite veloci
Storie di successo (case study, testimonial)Dimostrano risultati concreti e costruiscono fiduciaB2B e B2C con offerte di servizio o consulenzaRinforzano la credibilità
Serie educative (email course, lezioni sequenziali)Nutrire il lead nel tempo con contenuti gradualiB2B con formazione o B2C dove si desidera costruire un’abitudineFidelizza e conduce attraverso il funnel
Contenuti visivi utili (infografiche, mappe, schemi)Trasmettono concetti complessi in modo immediatoB2B tech, servizi digitali, B2C lifestyle e wellnessAumentano condivisione e brand recognition
PodcastComunicano in modo informale e accessibile, creando legameB2C e B2B narrativi (formazione, business, lifestyle)Migliorano awareness e costruiscono community
Accesso limitato (membership, community, risorse premium)Crea senso di esclusività e appartenenzaOvunque si possa creare una community stressa e fasce premiumRafforza loyalty e coinvolgimento nel lungo termine
Contenuti interattivi (tool, calcolatori, planner personalizzati)Coinvolgono attivamente l’utente con esperienze dinamicheB2B tecnici dove sono utili soluzioni per processi laboriosi, B2C fitness e financePossono essere riutilizzati centinaia di volte e raccogliere dati utili

1. Contenuti di approfondimento scaricabili

Quali sono: eBook, guide e white-paper.

Cosa fanno: Offrono un focus specifico su una tematica rilevante per il potenziale cliente, con spiegazioni approfondite, dati, esempi e consigli. Consentono all’utente di apprendere al proprio ritmo e di aumentare la fiducia nel brand. Normalmente vengono collocati in una landing page o in un articolo, con un form semplice e informazioni che permettono all’utente di percepire il valore prima di scambiare il suo contatto.

un esempio di lead magnet SiteGround: uno screenshot della landing page di un contenuto scaricabile, la guida di marketing per le festività

In questo esempio, il lead magnet è una guida di marketing per le festività accessibile tramite landing page, utile per chi ha una piccola attività e ha bisogno di aiuto per navigare il panorama digitale e costruire un brand forte. 

Per chi sono: Ideali in settori dove la complessità o la quantità di informazioni è elevata, come in tecnologia, servizi professionali o industriali e consumi di fascia alta. Per questo sono più comuni per aziende B2B dove il ciclo di acquisto è lungo, il potenziale cliente ha bisogno di informazioni complesse e il contenuto aiuta a posizionarsi come esperto. Nei casi di B2C, meno frequenti, si parla di prodotti o servizi dal valore percepito elevato (pensiamo ad una guida scaricabile su come scegliere profumi di nicchia)

2 Lezioni e insegnamento

Quali sono: Webinar e workshop interattivi (solitamente richiedenti un contatto per l’iscrizione) e video‑tutorial (video aperti a tutti su YouTube oppure video accessibili tramite iscrizione)

screenshot che mostra vari esempi SiteGround di lead magnet: un'anteprima video su Instagram, un video su YouTube e un webinar

Cosa fanno: Permettono di apprendere attivamente e interagire con un esperto o un moderatore, grazie alla modalità “live” o alla possibilità di lasciare commenti. Porre domande e ragionare insieme crea un legame più forte, l’autorità dell’azienda o del relatore si rafforza e il lead comincia a sentirsi coinvolto nel percorso. Per esempio, nel nostro video “Come fare email marketing da zero” condividiamo la nostra expertise in merito e spieghiamo ai principianti le basi dell’email marketing con un procedimento passo a passo.

Per chi sono: Ideali in contesti dove il tema è complesso o richiede spiegazioni e formazione continua, come l’imprenditoria, i servizi professionali, la tecnologia, quindi soprattutto nel B2B, dove i clienti vogliono valutare competenza e affidabilità. Nel B2C assumono modalità e aspettative diverse, con tempi più agili e format più leggeri (ad esempio un workshop sui tè pregiati).

3. Template scaricabili

Quali sono: Template, checklist, cheat‑sheet, modelli pre‑impostati, fogli di lavoro, calendarizzatori, strutture email.

Cosa fanno: Offrono risorse concrete e prontamente applicabili, riducendo lo sforzo che l’utente deve compiere per raggiungere il suo obiettivo. Per esempio, la nostra checklist per siti web consente a chi vuole costruire o rifare un sito di seguire un percorso chiaro, evitando gli errori più comuni. 

Per chi sono: Indicati per utenti che hanno esigenze operative concrete oltre che teoriche, come chi lavora nel marketing, nell’ecommerce e nell’artigianato oppure per i privati clienti di consulenza o dedicati ad hobby manuali.

screenshot che mostra un esempio di lead magnet: la prima parte della checklist scaricabile per siti web di SiteGround

4. Contenuti o aree riservate

Quali sono: Membership, gruppi esclusivi, risorse premium accessibili solo dopo iscrizione o qualificazione.

Cosa fanno: Offrono un senso di esclusività e appartenenza che rafforza l’engagement, crea community e aumenta il valore percepito.
Per chi sono: Nel B2C possono funzionare se il target è disposto a entrare in un livello “premium” della relazione, ad esempio, appassionati che vogliono un “dietro le quinte” o un accesso esclusivo. Nel B2B può essere usato da aziende che vogliono creare un club professionale o un gruppo di utenti selezionati dove scambiare best practice.

5. Prove gratuite

Quali sono: Periodi di prova gratuiti, demo di prodotti o servizi, campioni gratuiti, accessi temporanei che consentono all’utente di sperimentare in prima persona ciò che proponi.

Cosa fanno: Abbassano drasticamente la barriera d’ingresso ed eliminano l’incertezza che frena l’acquisto: l’utente non rischia nulla e può toccare con mano il valore che offri. In pratica, la prova gratuita dimostra il valore e crea attaccamento per il potenziale cliente.
Per esempio, uno studio legale può offrire una consulenza gratuita che permetta di apprezzare l’esperienza e valutare l’affidabilità del professionista prima di pagare.

screenshot di una CTA sul sito di uno studio legale che offre una consulenza gratuita come lead magnet

Per chi sono: Funzionano bene per i prodotti ad uso continuato o nei servizi ad abbonamento dove l’offerta è complessa e necessita tempo per essere sperimentata nella sua interezza. Questo è valido sia nel B2C che nel B2B.

6. Quiz e test

Quali sono: Quiz, test, valutazioni online, questionari interattivi e sondaggi che chiedono all’utente di rispondere a una serie di domande per ricevere un risultato personalizzato.

screenshot da una campagna di email marketing. il lead magnet è un quiz per trovare la borsa giusta per lo stile del lettore

Cosa fanno: Combinano interattività e promessa di un output personalizzato e immediato. Questo livello di personalizzazione coinvolge molto gli utenti e al contempo fornisce all’azienda informazioni utili per segmentare il pubblico e personalizzare il follow‑up. Ad esempio, un quiz “Quanto è efficace la tua strategia digitale?” può indirizzare il partecipante a un report personalizzato, e contestualmente all’azienda fornisce dati tipo: livello di maturità digitale, budget stimato, obiettivi. Le analisi mostrano che quiz ben progettati possono ottenere tassi di opt‑in molto più alti rispetto a lead magnet tradizionali.

Per chi sono: Ottimi nel B2C dove il contesto è emozionale o basato sulla scelta personale, lo stile di vita e le preferenze, come nella moda, beauty e wellness. Può funzionare anche nel B2B con gli enti che vendono servizi di consulenza aziendale o soluzioni complesse. Tramite un quiz si può valutare, per esempio, il grado di maturità o preparazione dell’impresa cliente. Ad esempio: “La tua azienda è pronta per un sistema di gestione cloud ?” oppure “Quanto efficiente è la tua infrastruttura IT ?”

7. Podcast

Quali sono: Podcast o serie in diretta, solitamente con accesso libero

Cosa fanno: Permettono agli utenti di ascoltare interviste a esperti, risposte a dubbi comuni e storie di settore mentre sono in auto, mentre fanno altre cose o durante una pausa. Offrono contenuto utile in modo flessibile, e questo crea familiarità con il tuo brand.
Per chi sono: Funzionano bene quando si rivolgono ai consumatori finali che hanno qualche esperienza ma cercano ispirazione o consigli pratici e dove il contenuto è facilmente reso in forma narrativa, come nei contesti wellness, cucina, manualità e hobby.

8. Sconti e offerte

Quali sono: Coupon sconto, promozioni speciali, giveaway

Cosa fanno: Danno all’utente un incentivo tangibile e immediato, un modo di risparmiare o accesso a un vantaggio esclusivo con senso di urgenza e opportunità. Proprio per questo sono particolarmente utili nello spingere verso la conversione immediata, aiutando ad accelerare il funnel.

Per chi sono: Perfetti per il B2C nei settori retail, e‑commerce, moda, food, beni di consumo, dove il singolo acquisto è più rapido, la barriera all’ingresso è più bassa e un incentivo economico è un forte motore di azione. Possono avere senso in contesti B2B con acquisto meno complesso o prodotti/servizi più accessibili, come un software SaaS entry‑level, dove uno sconto può velocizzare la decisione.

screenshot da un account di SiteGround dove appare la promozione BlackFriday dell'80% di sconto sugli upgrade

9. Storie di successo

Quali sono:  Storie di successo, casi-studio, presentazioni che illustrano come un cliente reale ha utilizzato un prodotto o servizio e quali risultati ha ottenuto. 

Cosa fanno: Forniscono una prova sociale e aiutano a visualizzare il risultato.
Ad esempio, i nostri case study che descrivono come l’hosting di SiteGround abbia permesso ad aziende online di scalare senza interruzioni con affidabilità e totale capacità operativa.

Per chi sono: Possono funzionare in molti casi, ma mentre nel contesto B2B assumono la forma di articoli lunghi, interviste e storie dettagliate, nel B2C sono solitamente esempi più semplici e visivi.

screenshot della sezione "Community" del blog di SiteGround, dove sono raccolte tutte le Storie di Successo

10. Strumenti interattivi

Quali sono: Timer, mappe interattive, planner che si adattano, simulazioni, ecc.

Cosa fanno: Coinvolgono l’utente attivamente, raccogliendo dati utili e rendendo l’esperienza ripetibile.

Per chi sono: Estremamente adatti per settori dove la personalizzazione fa la differenza e le soluzioni sono complesse. Nel B2B, con tool interattivi che aiutano il decision‑maker a visualizzare il valore offerto. Oppure nel B2C nei casi in cui l’utente finale ha motivazione e tempo per interagire, ad esempio un planner interattivo per workout o budget familiare.

11. Serie educative

Quali sono: Corsi via email o sequenze didattiche strutturate (3‑7 lezioni) distribuite nel corso di giorni o settimane.

Cosa fanno: Questo formato genera più touchpoint, sviluppando la familiarità dell’utente con il brand e portandolo lungo tutto il funnel. La progressione aiuta a costruire fiducia e lo prepara meglio a considerare la tua offerta come la naturale evoluzione del percorso che ha iniziato. 

Per chi sono: Altamente efficace quando la decisione d’acquisto richiede più tempo e fiducia come nel B2B o nei settori B2C dove si desidera costruire un’abitudine, ad esempio in benessere, formazione, hobby, sviluppo personale.

screenshot della landing page di un corso email di SiteGround intitolato "Avvia il tuo business online"

12. Contenuti visivi utili

Quali sono: Elementi grafici, infografiche, mappe visive, grafici a tema, schemi che condensano dati o processi complessi. 

Cosa fanno: Le immagini riducono la fatica cognitiva dell’utente e favoriscono la condivisione, rendendo i tuoi contenuti e il tuo sito raggiungibili anche per chi sta solo facendo una ricerca di immagini. È qualcosa di rapido da consumare che associa il tuo marchio a professionalità, chiarezza e valore accessibile.

Per chi sono: Indicati nei settori in cui c’è abbondanza di dati o processi da spiegare (tecnologia, infrastrutture, servizi B2B), ma anche nei settori più “leggeri” purché si proponga chiarezza e immediatezza ciò che è inizialmente complesso (consumer analytics, moda, wellness).

screenshot di un'infografica di SiteGround che mostra i nostri nodi CDN e i data center

Ad esempio, una mappa che mostra globalmente le performance e la connettività di SiteGround comunica immediatamente l’affidabilità della nostra infrastruttura.

Come creare il lead magnet perfetto

Come abbiamo visto, ogni lead magnet funziona meglio con pubblici diversi. Ne consegue che creare un lead magnet efficace richiede pianificazione e strategia. Non basta offrire qualcosa di gratuito, bisogna capire cosa motiva il proprio pubblico e costruire un contenuto che risolva un suo problema reale. 

Identifica il target

Tutto parte dalla conoscenza del tuo pubblico. Analizza chi sono i tuoi potenziali clienti, cosa cercano e quali problemi vogliono risolvere. Usa strumenti di analisi e segmentazione per raccogliere dati demografici (età, area geografica, sesso, settore, occupazione) e psicografici (interessi, sfide, comportamenti, abitudini e aspirazionietà). 

In altre parole, devi avere chiare le tue user personas. Se ti muovi in ambito B2B, avrai bisogno anche di definire le buyer personas, cioè i profili addetti a scegliere il tuo prodotto o servizio per la loro azienda. Quando comprendi davvero le esigenze e le motivazioni del tuo target, puoi creare lead magnet che parlano la sua lingua e rispondono ai suoi bisogni con precisione chirurgica.

Definisci la UVP

Ogni lead magnet deve avere una proposta di valore unica (o UVP, cioè Unique Value Proposition), qualcosa che lo distingua da tutto ciò che il pubblico trova altrove. Spiega con chiarezza quale vantaggio concreto otterrà chi lo scarica: Tempo risparmiato? Un problema risolto? Un risultato raggiungibile? Concentrati su ciò che rende la tua offerta davvero diversa e utile.

Scegli il tipo di magnet

Lo abbiamo visto nella sezione precedente: la scelta del formato è ampia ed estremamente importante. Scegli il tipo di lead magnet che meglio trasmette valore al tuo target e si adatta alle sue modalità di consumo, abitudini e preferenze. Un eBook per approfondire, un webinar per interagire, una checklist per semplificare un processo. 

Crea contenuti coinvolgenti e utili

Il contenuto del tuo lead magnet deve offrire informazioni concrete e utili, risolvere un problema reale del tuo pubblico e aiutarlo in modo tangibile. Scrivi in modo chiaro e diretto, senza fronzoli, e cura l’aspetto visivo per renderlo facile da consultare, piacevole e attraente.

Ricorda che un contenuto ben fatto potrebbe essere condiviso e apprezzato, rafforzando la tua autorevolezza, quindi includi sempre rimandi al tuo sito, CTA verso le tue pagine prodotto o servizio e logo ogni volta che risulta possibile.

Promuovi i contenuti

A contenuto pronto, serve visibilità. Diffondi il tuo lead magnet attraverso social media marketing, newsletter e collaborazioni strategiche, enfatizzando sempre il valore e i benefici offerti. 

Se il lead magnet si appoggia ad un modulo di iscrizione, usa strumenti come il plugin di SiteGround per la Lead Generation su WordPress, che ti permette di raccogliere contatti facilmente e collegarli direttamente alle tue campagne di email marketing, trasformando l’interesse in lead concreti.

Misura e perfeziona

Una volta lanciato un lead magnet, monitora le metriche chiave come:

  • Tasso di conversione
  • Coinvolgimento
  • Feedback degli utenti

Questi dati ti indicano cosa funziona e cosa no, permettendoti di ottimizzare, raffinare contenuto, formato e promozione. Cerca di puntare soprattutto a raggiungere lead sempre più qualificati (puoi calcolare diversi livelli di qualificazione con un sistema di lead scoring), perché sarà questo a trasformare ogni lead magnet in uno strumento sempre più efficiente e ad assicurarti risultati migliori.

Non dimenticarti che molti dei dati che puoi raccogliere sulla qualità dei tuoi lead provengono dall’email marketing – dopo tutto, lo scopo del lead magnet è proprio raccogliere indirizzi email. Se non sei molto a tuo agio nel raccogliere e interpretare le metriche relative all’email marketing, abbiamo un mini dizionario che puoi scaricare e consultare facilmente (pss, questo è un lead magnet!):

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E dopo il lead magnet?

Dopo tutto il lavoro fatto per attrarre lead e raccogliere gli indirizzi email, bisogna trasformare quell’interesse in azione concreta, indirizzando il pubblico con campagne email mirate che guidino verso la conversione in clienti. 

Strumenti come il Tool per Email Marketing di SiteGround semplificano questo percorso: le opzioni IA ti aiutano a creare messaggi efficaci e ottimizzati, i template pronti e la galleria di immagini consentono contenuti immediati e personalizzabili, mentre l’interfaccia intuitiva ti permette di usare la tua creatività con immediatezza. Le analisi integrate e i report dettagliati supportano il monitoraggio del comportamento del pubblico, la misurazione della qualità dei lead e il perfezionamento delle campagne, assicurando che ogni lead magnet si trasformi in un’opportunità di vendita concreta.

Allora, cosa aspetti? Combina lead magnet efficaci con una strategia di email marketing mirata e massimizza il ritorno di ogni tuo sforzo di marketing.

banner promozionale per lo strumento di email marketing di SiteGround. Testo: email marketing per far crescere la tua attività. Il bottone indica "inizia subito"

Branding: significato, strategie e guida per farsi ricordare

illustrazione che mostra diversi elementi del branding: una selezione di font, palette di colori, logo, due immagini e un esempio di hero section di un sito web

Un brand forte e memorabile può moltiplicare il valore del tuo business.

Il potere del branding va ben oltre un logo, una palette di colori o uno slogan. Influenza la percezione che il pubblico ha della tua azienda, orienta le decisioni d’acquisto e costruisce valore nel tempo.

Ho lavorato per anni sul branding da entrambe le prospettive: prima aiutando grandi aziende a creare identità coerenti e riconoscibili, poi costruendo brand da zero per piccole imprese e startup. Dalla strategia al design, dal marketing al tono di voce, ho imparato cosa serve per far emergere un marchio quando le risorse sono limitate e ogni scelta conta.

È da quelle esperienze che nasce questa guida: per permetterti di affrontare la costruzione del tuo brand con chiarezza e sicurezza. È pensata per chi si sta avvicinando al branding e vuole capire come farlo da solo, ma si sente disorientato dalle mille pagine online piene di termini tecnici e pochissima pratica. Qui troverai un percorso concreto e perseguibile, arricchito da esempi reali, che trasformerà la tua idea in un brand riconoscibile, solido e redditizio

Che tu stia lanciando un nuovo progetto o ripensando la tua identità attuale, capire le basi del branding ti aiuterà a modellare come le persone vedono, sentono e si connettono con la tua impresa. 

Cos’è il branding

Il branding è l’arte di modellare attivamente il modo in cui le persone percepiscono la tua azienda attraverso ogni interazione, punto di contatto e messaggio. Rappresenta l’impressione complessiva che la tua impresa lascia su clienti e potenziali clienti e, cosa ancora più importante, la percezione che rimane impressa nella loro mente. Per questo motivo, il branding è molto più di un semplice logo o di una palette di colori.

Include infatti l’identità visiva, il tono di voce, i messaggi che comunichi e persino il modo in cui gestisci l’assistenza clienti. Quando viene fatto correttamente, il branding genera riconoscibilità, fiducia e connessione emotiva: le basi per una fedeltà duratura nel tempo.

Il branding è un gioco a lungo termine. Perciò stabiliamo delle aspettative realistiche. Fare branding richiede coerenza costante su tutte le piattaforme e nel tempo. Non produce dati facilmente quantificabili o risultati immediati.
Per quanto riguarda i costi, il branding si intreccia con quasi tutti gli aspetti di un’attività — marketing, strategie di prodotto, assistenza clienti, decisioni aziendali — e il lavoro di mantenimento della coerenza con il branding è continuo. Perciò stabilire un budget dedicato esclusivamente al branding è quasi impossibile.

Lo scopo del branding

Il branding può sembrare un “optional”, ma in realtà può fare una differenza enorme. Un branding efficace costruisce riconoscibilità, comunica i valori del brand e genera fiducia, tutti elementi che influenzano direttamente le decisioni dei clienti e i ricavi.

Tra le ragioni principali per cui il branding conta:

  • Controlla la percezione pubblica del brand, consolidando fiducia e credibilità con clienti e partner.
  • Ti differenzia dai concorrenti e ti rende memorabile in un mercato affollato.
  • Crea connessioni emotive che guidano la fedeltà sia dei clienti sia dei dipendenti.
  • Guida le decisioni strategiche riguardo prodotti, marketing e partnership.
  • Supporta la crescita a lungo termine, permettendo di scalare il business senza perdere coerenza e riconoscibilità.
  • Contribuisce al valore del brand: le aziende con marchi forti e riconosciuti possono praticare prezzi più alti, attrarre clienti fedeli e generare valore tangibile nel bilancio.

In definitiva, un buon branding trasforma un’impresa in un asset memorabile, affidabile e prezioso, capace di rafforzare le relazioni, aumentare i ricavi e posizionare l’azienda per un successo sostenibile.

L’ho visto con i miei occhi, sia lavorando sul branding per aziende a livello di Fortune 500 sia costruendo un brand premium per consumatori. La differenza tra un prodotto che viene notato e uno che viene ignorato dipende quasi sempre dal branding, non dal budget. Un marchio costruito con cura e applicato con coerenza apre porte a partnership, visibilità sui media, distribuzione, fedeltà dei clienti e valore a lungo termine.

Come si fa il branding?

Come avrai già intuito, costruire un brand non si riduce a creare un logo e scegliere dei colori. Per sviluppare un marchio duraturo e incisivo, è necessario seguire un processo che definisca, esprima e affini l’identità della tua azienda.

I passaggi che seguono ti guideranno con un piano passo dopo passo per creare un brand autentico, in grado di risuonare con il tuo pubblico di riferimento e resistere alle prove del tempo.

3. Definisci i valori e benefici

Da principio, è fondamentale definire il “perché” del tuo brand. Questa fase è cruciale poichè ogni brand solido nasce da un chiaro senso di scopo. La missione della tua azienda definisce perché esisti oltre il profitto, quale cambiamento vuoi generare, quale bisogno soddisfi e quale valore offri ai tuoi clienti.

La chiarezza in quanto a questa mission fornisce le basi per tutta la strategia di brand, assicurando che i messaggi restino coerenti e che le decisioni siano allineate man mano che l’azienda cresce.

Quando ho lanciato il mio brand di olio d’oliva, questo passaggio è stato determinante. L’obiettivo non era vendere un prodotto, ma aiutare le persone a comprendere cosa rende un olio davvero eccellente — perché la provenienza conta, come il periodo di raccolta influisce sul gusto e cosa significa qualità autentica. Questa missione educativa ha guidato ogni scelta successiva: storytelling, packaging e persino il linguaggio sulle etichette. Essendo chiara e genuina, il resto del brand è scaturito naturalmente.

Se non sai da dove partire, poniti queste domande:

  • Perché ho creato questa azienda?
  • Quale problema aiuto a risolvere?
  • Cosa rende il mio approccio diverso o migliore?

Dopo aver risposto, sintetizza la tua mission in una frase chiara. Per un’azienda di utensili da cucina, potrebbe essere:

“Creiamo strumenti da cucina premium che aiutano gli chef casalinghi a cucinare con sicurezza e stile.”

Se hai difficoltà a formulare questa mission, gli strumenti IA possono aiutarti a sintetizzare i tuoi pensieri in un messaggio potente e chiaro, basta usare i prompt ChatGPT giusti.

screenshot di una conversazione con ChatGPT dove viene richiesto aiuto per definire la mission di un'impresa di servizi di pittura edile

Alla fine, mantienila semplice e autentica. La missione deve essere facile da ricordare e da credere. 

2. Determina il target

Per andare più a fondo nello sviluppo del branding, dovrai fare ricorso alle user personas, cioè il segmento di pubblico a cui ti rivolgi con la tua offerta. Le user personas sono importanti in tutti processi di sviluppo di un’attività, perché ogni brand deve parlare direttamente a chi trarrà maggior beneficio da ciò che offre. Per farlo efficacemente, devi conoscerli a fondo.

Inizia identificando il tuo cliente ideale:

  • Chi è (età, luogo, interessi, stile di vita)?
  • Quali sfide o frustrazioni affronta?
  • Cosa motiva le sue decisioni: prezzo, qualità, comodità, valori?
  • Come vuole sentirsi dopo aver interagito con il tuo brand?

L’obiettivo non è solo definire dati demografici, ma comprendere mentalità ed emozioni. Quanto più chiaramente immagini il tuo pubblico, tanto più facile sarà creare messaggi, contenuti visivi ed esperienze che risuonino davvero.

Uno dei modi migliori per farlo è ascoltare direttamente il pubblico. Nella mia esperienza, il metodo cambia in base alla dimensione dell’azienda. Con grandi brand corporate si usano ricerche strutturate, come sondaggi e focus group, per testare messaggi e capire i bisogni dei clienti. Con startup o brand appena nati, invece, ci si avvicina direttamente alle persone tramite interviste, per scoprire frustrazioni, motivazioni e desideri non soddisfatti sul mercato.

Queste conversazioni non solo validano le tue ipotesi, ma spesso le riformulano completamente, portando a una vera chiarezza del brand: non si tratta di indovinare cosa vogliono le persone, ma di ascoltarlo con le loro parole.

Quando il pubblico è definito in modo chiaro, puoi creare una buyer persona, cioè una descrizione breve di un esempio realistico del tuo cliente ideale. Per esempio:

“Fiona, libera professionista, è una designer di 35 anni che lavora da remoto e usa strumenti digitali per organizzarsi. Valuta i brand che le fanno risparmiare tempo, semplificano il flusso di lavoro e parlano con tono diretto e professionale.”

Definire e comprendere il tuo pubblico fa sì che tu ti possa concentrare non più su ciò che vuoi dire ma invece su ciò che il tuo pubblico ha bisogno di sentire.

Pro tip: Considera anche come il cliente interagisce con il brand dall’inizio alla fine. Creare una mappa del customer journey aiuta a comprendere chi è il pubblico, cosa cerca e come il brand può accompagnarlo in ogni fase del percorso.

3. Comprendi il tuo posizionamento

Il posizionamento del brand è il posto distintivo che un brand occupa nel panorama del mercato di riferimento, ovvero come il tuo brand si differenzia dai concorrenti. 

Per definirlo, quindi, analizza attentamente come si posizionano i concorrenti, quali valori comunicano, quale tono adottano e quale spazio occupano nel mercato. Una volta completata questa analisi, scegli una dichiarazione di posizionamento che:

  • Rispecchi i tuoi clienti
  • Sia raggiungibile considerando le risorse della tua azienda
  • Si distingua chiaramente dai concorrenti

Per rendere il posizionamento meno sfuggente, prova a riassumerlo in tre parole. Ad esempio, “vegan, giovane e facile”. Evita termini generici come “prodotti di qualità, unico, di successo”, perché sono obiettivi che hanno tutti e non aiutano a distinguerti nel mercato.

4. Sviluppa personalità e voce del brand

La personalità del tuo brand è come viene percepito dal pubblico: amichevole o formale, audace o rassicurante, giocoso o sofisticato. È ciò che rende il brand memorabile e riconoscibile, e definisce il tono di ogni comunicazione. Come nel personal branding, anche la voce del brand deve essere coerente, distintiva e allineata ai valori aziendali.

Per definire la personalità del brand, immagina che sia una persona. Come parlerebbe? Che energia porterebbe in una conversazione? Puoi guidarti con queste domande:

  • Quali tre aggettivi descrivono il carattere del brand?
  • Come vuoi far sentire i clienti quando interagiscono con te?
  • Quale tono si adatta meglio al tuo settore e ai tuoi valori?

Una volta chiarita la personalità, trasformala nella voce del brand: le parole, il tono e lo stile che la rendono viva. Una voce coerente costruisce fiducia e rafforza il brand. Ad esempio, un’agenzia immobiliare con una personalità sicura ma accessibile potrebbe usare un linguaggio conversazionale e informale per rendere più comprensibili concetti complessi.

Che si tratti di comunicati stampa, post sui social o email marketing, il pubblico deve riconoscerti immediatamente. Quando creavo contenuti social e email per il mio brand, usavo un tono giocoso e accessibile, quasi come se parlassi ad un amico. Non era casuale: conoscevamo bene il nostro pubblico e quel tono risultava autentico, aiutando a costruire un legame reale.

screenshot di una mail di una scuola di arte per bambini la cui personalità allegra e creativa è immediatamente percepibile dalle foto di bambini mentre dipingono, i font in stile naïf, i colori accesi e il copy dal tono amichevole

5. Costruisci la storia del brand

La storia del brand serve a connettere tutti gli elementi che abbiamo visto fino ad ora, mostrando come il tuo scopo soddisfa i bisogni del pubblico, come risolve problemi o migliora la vita dei clienti, cosa fa di diverso dagli altri brand e perché ha la personalità che ha.

Dalla mia esperienza, sia costruendo il mio brand sia lavorando con startup, questo passaggio diventa naturale solo dopo aver chiarito missione e pubblico. A quel punto, la storia inizia quasi a raccontarsi da sola. Non è più qualcosa da “forzare”, una lista di traguardi o uno spot pubblicitario, ma diventa il modo autentico di parlare della tua azienda, radicata nel tuo scopo più che in uno slogan.

Per delineare la tua storia, concentrati su tre elementi:

  • Origine: come è nato il tuo brand? Quale ispirazione ti ha spinto a iniziare?
  • Scopo: quale problema o bisogno ha dato vita all’idea?
  • Trasformazione: come migliori o semplifichi la vita dei tuoi clienti?

Un esempio pratico:

“Dopo dieci anni passati in una grande agenzia di PR come stratega della comunicazione, ho notato quanto le piccole aziende faticassero a emergere senza grandi budget. Ho fondato una boutique agency per cambiare le regole, offrendo a startup, piccole imprese e imprenditori lo stesso potere narrativo dei brand globali. La mia missione: rendere la comunicazione strategica, personale e accessibile.”

Una brand story di qualità funge da ponte, permette al pubblico di riconoscersi nel tuo percorso, trasformando la consapevolezza in vera fedeltà.

6. Crea gli asset visivi

L’identità visiva è ciò che rende il tuo brand immediatamente riconoscibile. Include colori, font, immagini e altri elementi di design che comunicano chi sei e cosa rappresenti. Ma attenzione: non si tratta solo di estetica. L’obiettivo è creare un linguaggio visivo coerente che rifletta la personalità e i valori del brand a colpo d’occhio.

Un’identità visiva coerente genera riconoscibilità su tutti i touchpoint, dal sito web ai social media, dal materiale promozionale alle email di marketing. Pensare al brand in modo olistico garantisce che ogni elemento lavori al fine unico di esprimere chiaramente la personalità del marchio.

Se la tua identità visiva nasce da una conoscenza profonda del brand, il design smette di essere una decorazione e diventa un abbreviato visivo dei tuoi valori e della tua storia. Nella mia esperienza, costruendo brand sia per me stessa sia per startup, il processo creativo è sempre molto più semplice e autentico una volta chiarito chi si serve e perché. Le scelte visive non sono casuali, ma un’estensione naturale della storia e della missione del brand.

Gli elementi su cui concentrarsi includono:

  • Logo: è il fulcro del brand, ma va progettato considerando l’intera identità. Pensa a dove e come verrà usato: sito web, intestazioni e footer delle email, profili social, materiali stampati, merchandise, favicon e così via.
  • Palette di colori: scegli colori che riflettano l’umore e i valori del brand. Molti marchi adottano un sistema di colori primari, secondari e talvolta terziari: i primari definiscono il brand a colpo d’occhio, i secondari supportano e completano i primari, i terziari possono essere usati per dettagli o campagne speciali, aggiungendo profondità senza diluire l’identità.
screenshot dalla pagina web si SiteGround dove viene indicata la palette di colori del brand, con colori primari e secondari
  • Tipografia: i font devono rispecchiare il tono del brand. Solitamente si punta sul moderno e pulito per il tech, classico ed elegante per i marchi di lusso, audace e amichevole per il lifestyle. Spesso si scelgono due font principali: uno per i titoli, per catturare l’attenzione e trasmettere personalità, e uno per i testi, per garantire leggibilità.
  • Immagini e grafiche: definisci lo stile fotografico e illustrativo. Le immagini devono essere professionali o autentiche? Presta attenzione a toni, luci e composizione per mantenere coerenza nello stile e nell’umore.
  • Elementi di supporto: icone, texture o pattern possono rafforzare lo stile complessivo.

Se non sei sicuro di come definire questi elementi, strumenti come ChatGPT o altre AI possono essere utili. Fornendo i dettagli già chiariti – missione, pubblico, personalità del brand, posizionamento – l’AI può suggerire palette di colori, font e altri elementi di design.

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7. Stabilisci le linee guida del brand

Una volta definiti tutti gli elementi, ricorda che il successo del branding non dipende solo dalla bellezza del brand, ma dalla coerenza nel tempo. Solo quando elementi visivi, voce e messaggi sono allineati su tutti i canali in modo uniforme rafforzano l’identità e rendono il brand più memorabile.

Le linee guida del brand servono proprio a questo. Funzionano come un manuale che permette a chiunque, dal team interno ai partner esterni, di sapere esattamente come rappresentare il brand, e altrettanto importante, come non farlo. Meglio ancora se forniscono esempi concreti di utilizzo corretto e scorretto.

screenshot dalla pagina web di SiteGround che mostra le linee guida per il branding, incluso lo spelling corretto del nome e le varianti del logo

Negli anni in cui ho gestito strategie di branding per grandi aziende, ho imparato che costruire un brand significa far diventare le linee guida una vera e propria religione operativa. Ancora oggi ricordo il nostro codice Pantone principale – PMS 208! – incorporato in ogni progetto e interazione. Questa precisione e coerenza è ciò che costruisce e mantiene il valore del brand.

Anche nelle piccole imprese, il principio resta valido. Tratta il tuo brand come qualcosa di importante e sarà riconosciuto come tale. Linee guida ben costruite permettono di mantenere coerenza, professionalità e memorabilità, indipendentemente da chi comunica il brand. Questo livello di dettaglio è fondamentale per creare un marchio forte, riconoscibile e protetto nel tempo, anche a livello legale.

Dove e come applicare il branding

Una volta definito il brand, arriva il passo d’impatto: l’applicazione pratica, usando le linee guida che hai creato.

Qui la coerenza paga davvero. Quando ho lanciato il mio brand, non disponevo di un grande budget per il marketing, ma ogni dettaglio, dal packaging, al sito web, ai contenuti visivi sui social, al tono di voce, tutto era attentamente allineato. Questa coerenza ha permesso al brand di emergere, attirando l’attenzione di importanti retailer, comparendo su riviste e giornali nazionali e persino trovando spazio nei telegiornali.

L’esperienza dimostra che un brand coerente e ben eseguito genera riconoscibilità e credibilità che nessun budget, da solo, sarebbe in grado di comprare.

Sito web

Il tuo sito è la residenza del tuo brand online. Ogni elemento visivo e testuale contribuisce a costruire la percezione del tuo marchio, per questo è fondamentale mantenere coerenza e intenzione in ogni dettaglio.

Layout: Utilizza questo linguaggio visivo per comunicare chi sei. Un design a griglia pulita e con ampi spazi bianchi trasmette ordine, precisione e affidabilità, un layout asimmetrico e dinamico, con elementi in movimento o immagini a piena larghezza, comunica energia e creatività.

Colori e font: Usa la palette e la tipografia definite nelle tue linee guida per creare un’esperienza visiva uniforme. I colori devono riflettere la personalità del brand (energia, fiducia, eleganza, semplicità) e i font devono essere leggibili ma distintivi.

Immagini e grafica: Scegli uno stile coerente con il tono del tuo brand. Fotografie autentiche per brand trasparenti, mentre visual curati e minimal per trasmettere innovazione, illustrazioni giocose per una personalità giovane e alla mano.

Messaggi e tono di voce: i titoli, il copy, i microtesti, le CTA, i contenuti devono esprimere la tua identità. Il payoff, la mission e i messaggi principali dovrebbero essere immediatamente chiari, soprattutto nella Home Page, dove avviene il primo contatto con il visitatore, nella pagina Chi siamo, che ospita la tua brand story, e nei contenuti che pubblichi, che devono trasmettere il valore distintivo del tuo brand agli utenti

screenshot dal Website Builder di SiteGround, dove vengono mostrati diversi template per la pagina Chi Siamo, tutti in sintonia con il branding della pagina principale

Per rendere il tutto più semplice, puoi optare per uno strumento di site building. Il Website Builder di SiteGround, per esempio, ti offre dozzine di template professionali e personalizzabili, progettati dai nostri designer per garantire armonia visiva e coerenza grafica in ogni dettaglio.

Social media

La tua strategia di social media marketing deve rappresentare la tua brand identity in modo immediato e deciso. Assicurati che grafiche e caption rispettino le linee guida e che il contenuto dei post e le collaborazioni riflettano sempre personalità e valori del brand.

Per garantire coerenza puoi creare template predefiniti per i tuoi post e le tue storie. Ti aiuteranno a mantenere un’identità visiva uniforme e ti faranno risparmiare tempo. Una buona idea è anche introdurre formati ricorrenti o rubriche fisse che diventino tratti distintivi del tuo brand.

Questo tipo di riconoscibilità visiva crea memoria di brand e rafforza la tua posizione nella mente del pubblico, soprattutto se la tua strategia punta molto sul social media marketing.

Email marketing

Per rafforzare la tua brand identity attraverso l’email marketing, usa font, colori e immagini coerenti con il tuo sito web, così da creare un’esperienza fluida e senza soluzione di continuità tra i diversi touchpoint digitali. Mantieni lo stesso tono di voce, cura layout e copy dei contenuti email.

Per semplificare questo processo, puoi utilizzare lo Strumento di Email Marketing di SiteGround. Grazie a template predefiniti, editor drag-and-drop e integrazione con il tuo sito, puoi creare campagne coerenti tra loro e con il tuo brand. In più, l’IA integrata ti aiuta a creare testi che rispecchiano perfettamente il tono scelto, rafforzando la personalità del brand a ogni invio e facendoti risparmiare tempo.

screenshot dallo Strumento di Email Marketing di SiteGround, dove vengono mostrati molti template, tutti diversi e personalizzabili

Packaging

Se offri prodotti tangibili, il packaging è un’estensione diretta del tuo brand. Etichette, confezioni, materiali di spedizione e tipo di imballaggio devono riflettere colori, tipografia, tono e valori definiti nelle tue linee guida.

Nel caso del mio brand di olio extra vergine di oliva, le etichette e il packaging erano tutte in linea con la stessa palette del brand presente anche sul sito. La vernice utilizzata per le bottiglie era ecologica, le chiusure in legno e il sigillo compostabile, per riflettere il compromesso con il territorio. Con ogni spedizione includevamo inserti con note personali, ricette e schede di degustazione, e addirittura il nastro adesivo era brandizzato con la stessa grafica presente in tutti i canali.

Allineamento del team

Ricorda che il tuo team è il primo ambasciatore per costruire un brand forte. Assicurati che dipendenti e collaboratori comprendano le linee guida, cosa rappresenta ogni scelta e la direzione del brand.

Se il team vive realmente la personalità del brand dall’interno, può rappresentare il brand in modo accurato e mantenere l’impatto su ogni interazione, dall’assistenza clienti al networking, dagli eventi fino al marketing e vendite. Per ottenere questa uniformità di direzione, dovrai provvedere ad una formazione chiara, strumenti di riferimento per i dipendenti, una cultura d’impresa in linea con la personalità del brand e materiali interni coerenti con la brand strategy e la sua identità visiva (presentazioni, PDF, comunicazioni, etc).

Materiale promozionale

Qui parliamo di pubblicità a pagamento, volantini, brochure, banner o gadget, che devono tutti riflettere coerenza visiva e comunicativa, grazie a colori, font, immagini e tono di voce immediatamente riconoscibili.

Se la tua brand personality è particolarmente distintiva, questo è il momento di metterla in risalto e renderti memorabile. Ad esempio, un brand creativo e giocoso può usare grafiche audaci e messaggi ironici. Un brand premium, invece, può puntare su materiali eleganti, fotografia curata e linguaggio raffinato.

Evolvi il branding al bisogno

Anche i brand più forti non sono destinati a rimanere statici nel tempo. Con la crescita dell’attività, i cambiamenti del pubblico o l’evoluzione del mercato, ogni brand deve adattarsi, ma sempre con intenzione. L’obiettivo non è reinventarsi ogni anno, ma raffinare e aggiornare gli elementi che mantengono il brand rilevante, preservando ciò che lo rende riconoscibile.

Dalla mia esperienza in una grande azienda consolidata della Silicon Valley, i restyling del brand erano talvolta necessari per rimanere al passo con i tempi. In quei casi lavoravamo a stretto contatto con i designer per individuare gli elementi più preziosi, quelli immediatamente riconoscibili dal pubblico, e mantenerli come filo guida durante l’aggiornamento. Questi sforzi risultavano in un brand moderno e rinnovato, ma sempre riconoscibile.

Questo approccio vale per qualsiasi brand, evolvere significa conservare l’essenza, missione, valori e identità, mentre si aggiornano quegli elementi che aiutano a restare attuali. Forse il logo diventa più semplice, la palette di colori più moderna o i messaggi più in linea con lo stato d’animo attuale del pubblico. Ma il filo conduttore deve rimanere chiaro, il pubblico deve percepire lo stesso brand, solo più nitido e sicuro di sé.

Questo tipo di evoluzione rafforza il valore del brand e la sua riconoscibilità, rendendolo familiare e al contempo proiettato verso il futuro. In definitiva, un brand solido funziona solo se costruito con cura e coltivato con coerenza. Ogni decisione deve riflettere l’identità definita con precisione.

banner promozionale per il Website Builder di SiteGround che legge: crea il sito web perfetto per te in pochi minuti. professionale, SEO integrata e gestione migliorata. Pulsante: Crea subito il sito

Strumenti come il Website Builder di SiteGround facilitano enormemente il processo, permettendoti di applicare la tua identità visiva in modo coerente su ogni pagina. Con template personalizzabili, strumenti di design integrati e pieno controllo su colori, tipografia, immagini e layout, il Website Builder ti assicura un brand coeso, curato e unico sin dal primo contatto con i visitatori.

Social media marketing fai-da-te: 8 step, 7 format, 3 principi

illustrazione che mostra due persone con un laptop e l'immagine di un post prodotto su social con 504 like

Se gestisci un’attività in autonomia o con un team molto piccolo, probabilmente i social media ti sembreranno una belva volubile e ostica. Sai che ti servono per farti conoscere, che sono una parte essenziale della tua strategia di marketing, ma non sai da dove cominciare per migliorare i tuoi risultati, che fino ad ora lasciano a desiderare. 

Ti sembra di star sempre a correre dietro alle pubblicazioni, alle storie, alla pianificazione. E tutto questo fumo per poco arrosto: nonostante l’impegno le tue idee non sembrano mai fresche, le pagine social restano insipide e i risultati mediocri. Ti manca la scintilla e alla fine ti ritrovi con la sensazione di essere sopraffatto, sempre qualche passo indietro.

Le guide online sono troppo generiche, parlano di concetti troppo astratti e non ti mostrano come passare all’azione. Quindi risolviamo noi. In questo articolo ti proponiamo un percorso di 8 passaggi per impostare una strategia di social media marketing da zero (sì, anche i passi base, ma sempre con un approccio pratico), 7 format che puoi usare subito per ottenere più visibilità, più engagement e più conversioni e 3 principi da applicare a tutte le tue strategie. Insomma, prendi il social media marketing per le corna, senza stress, senza dover delegare a un’agenzia, senza dover perdere giornate intere.

Cos’è il social media marketing

Il social media marketing (SSM) è l’insieme di strategie e attività volte a promuovere un brand o i suoi prodotti e servizi attraverso le piattaforme social. In pratica, ogni volta che usi canali come Facebook, Instagram, LinkedIn o TikTok per connetterti con i tuoi utenti e raccontare la tua storia stai facendo social media marketing. E tra poco vedremo se lo stai facendo bene.

I principi che dominano il SMM sono da un lato la creazione e condivisione di contenuti per catturare l’attenzione e suscitare interesse, dall’altro la costruzione di una comunità attiva e partecipe attorno al brand.

Come creare una strategia di social media marketing

Questa è la parte più basica, ma dobbiamo partire proprio da qui per assicurarci di avere tutte le carte in regola. Costruire una presenza sui social richiede una strategia basata sulla conoscenza del proprio pubblico, su obiettivi concreti e sull’uso delle piattaforme giuste per far risplendere il brand.

Al centro di questo processo c’è l’approccio STP cioè Segmentazione, Targeting e Posizionamento. Questa metodologia di marketing ti guida nell’identificare segmenti specifici di clienti, rivolgerti a quelli più rilevanti e posizionarti in modo coerente con i loro bisogni, abitudini e preferenze. Vediamo come.

1. Individua le tue user personas

Ogni strategia SMM efficace parte dalle stesse domande: A chi stai parlando? Che problemi ha? Come stai aiutando a risolverli?

Per semplificare questo processo, crea una user persona, cioè una rappresentazione semi-fittizia del tuo cliente ideale. Dagli un nome, un’età, un lavoro, interessi, preferenze, esigenze e difficoltà concrete. Immagina le sue giornate, cosa lo motiva e come il tuo prodotto o servizio entra nella sua vita quotidiana.
Poi stampa la foto della tua user persona (o il suo nome, o un’illustrazione che la rappresenti) e tienila in vista. Ogni volta che pianifichi o produci qualche contenuto pensa a come verrebbe ricevuto da lei.

Ad esempio, hai un’impresa locale e la tua user persona è Sara, 34 anni, titolare di una piccola boutique locale di abbigliamento sostenibile, ama sapere quali scelte ci sono dietro ai capi, ai tessuti e agli accessori che vende.

I contenuti social per Sara saranno visivamente curati, video che mostrano la provenienza dei materiali, che spiegano le scelte sartoriali o consigli di stile. Punterai fortemente al territorio, userai tag di localizzazione, collaborerai con influencer locali, creerai sinergie con altre attività della regione, sponsorizzerai eventi e promuoverai iniziative regionali.

2. Chiarisci gli obiettivi

Una strategia social media, come qualsiasi altra strategia di marketing, funziona solo se sai esattamente dove vuoi arrivare. Chiediti quali risultati desideri ottenere: vuoi aumentare le vendite online? Migliorare la notorietà del brand? Fidelizzare i clienti esistenti? I tuoi obiettivi devono riflettere le priorità del tuo business, concentrarsi su ciò che può generare il maggiore impatto e tenere conto del contesto di mercato in cui operi. 

Per alcune attività, soprattutto nei contesti B2C, stabilire questi obiettivi può essere più facile. Per esempio, se hai un ecommerce di moda, potresti stabilire di voler aumentare le vendite di una collezione di prodotti del 20% entro il trimestre, seguendo un framework molto conosciuto.

Il metodo più comune per stabilire obiettivi raggiungibili è il framework SMART: 
– Specifico: mirato a un risultato preciso (vendite tramite Instagram);
– Misurabile: verificabile tramite metriche ottenibili (aumento del 20%);
– Raggiungibile (achievable, in inglese): realistico rispetto alle risorse a disposizione;
– Rilevante: coerente con la direzione generale dell’azienda;
– Temporizzato: definito entro un arco di tempo concreto (entro i 3 mesi).

In questo contesto la misurabilità è molto semplice, perché con il social commerce e con campagne mirate, puoi facilmente osservare le vendite legate alla promozione sui social.

Altre volte, invece, può essere più difficile stabilire un legame tra performance e social media marketing, soprattutto nei contesti B2B. È necessario quindi calibrare le aspettative di cosa è possibile raggiungere. 

Nel nostro caso, per esempio, i clienti di SiteGround non acquistano pacchetti di hosting e site building direttamente dai nostri social. Il nostro funnel è molto più lungo e complesso: c’è chi ci scopre sui social, poi ci ricerca da desktop, poi ancora un po’ sul nostro canale YouTube, e così via. Come stabiliamo allora i nostri obiettivi di SMM? 

Nel contesto B2B, gli obiettivi del social media marketing sono meno quantificabili, ma non per questo meno importanti:

– Brand awareness
– Brand reputation 
– Credibilità
– Leadership nel settore

Senza una presenza sui social il tuo marchio non ispira fiducia e appare isolato, privandosi anche di importanti insight riguardo i trend del settore e i bisogni dei clienti.

3. Analizza competitor e trend del settore

Inizia identificando i tuoi principali competitor e analizzando la loro presenza online: punti di forza, idee che puoi replicare, debolezze e spazi ancora liberi in cui posizionarti. Osserva che tipo di contenuti pubblicano, con quale frequenza e quale livello di coinvolgimento ottengono. Noterai schemi ricorrenti, argomenti che generano più commenti, formati più performanti, toni di voce che il pubblico apprezza e formati post promettenti.

Ad esempio, se gestisci una piccola pasticceria artigianale e noti che un concorrente ottiene ottimo engagement con video “dietro le quinte” delle preparazioni, potresti creare una tua versione del format. Magari con un tocco informale, come una rubrica settimanale sui “disastri in cucina” o interviste lampo ai clienti più affezionati. L’obiettivo è reinterpretare in modo autentico ciò che funziona.

Sfrutta gli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme:

Strumento analytics della piattaformaDati mostrati
LinkedIn AnalyticsEngagement, visualizzazioni e demografia dei follower. Funzione Companies to Track: confronta le tue performance con quelle di aziende simili.
Facebook InsightsCopertura, interazioni e pubblico. Sezione Pages to Watch: monitorare attività ed engagement dei competitor.
Instagram InsightsDati su post, storie e demografia dei follower. Non include un confronto diretto, puoi osservare manualmente crescita e strategie dei concorrenti
TikTok AnalyticsDati su performance video, crescita dei follower, interessi del pubblico

4. Scegli le piattaforme social giuste per il tuo business

Già lo sai, non tutte le piattaforme sono uguali. Alcune sono più indicate per alcuni format e per generare visibilità, altre per costruire community o vendere prodotti. Ma la tua priorità fondamentale nella scelta delle piattaforme deve essere sempre sapere dove trascorre davvero il suo tempo il pubblico target e le aspettative che hanno entrando nell’app.

Ad esempio, se sei un freelance che si occupa di fotografia per cataloghi, LinkedIn è essenziale nel marketing B2B per raggiungere aziende e professionisti interessati ai tuoi lavori.

PiattaformaPubblicoAspettative
InstagramMillennial – Gen ZFoto, meme, curiosità
LinkedInPubblico professionale, Millennial, Gen X, BoomerContenuti professionalizzanti, networking
TikTokGen Z, Millennial più giovaniIntrattenimento, curiosità, contenuti umoristici
FacebookPubblico 25+Scambio di opinioni nella community, intrattenimento
YouTubeMillennialContenuti educativi

5. Pianifica la tua strategia di contenuti

Una volta raccolte tutte le informazioni dovrai pianificare come trasformare i dati in contenuti veri e propri. Ti proponiamo due strategie diverse. La prima è la regola del 60/20/20.

Ogni settimana, la proporzione dei tuoi contenuti sarà:

– 60% Contenuti educativi o utili, che offrono valore concreto al pubblico (guide, consigli pratici, mini-tutorial)
– 20% Contenuti legati al brand, che mostrano personalità, valori e tono umano dell’azienda
– 20% Contenuti promozionali, che mettono in evidenza prodotti o servizi in modo diretto ma non invadente

Seguendo questa proporzione, ti presenti in primis come fonte affidabile e interessante, costruisci fiducia, rendi il marchio riconoscibile. Quando arriva il momento di promuovere un’offerta, il pubblico è già simpatizzante e pronto ad ascoltare.

La seconda è la strategia della tripla V:

Ogni settimana, avrai un ciclo di 3 tipi di contenuto:

– 1 Contenuto per la Viralità: un post che intrattiene o aggancia (umoristico, ispirazionale o un trucchetto pratico). Serve a farti scoprire da nuovi utenti che ancora non conoscono il tuo brand 
– 1 Contenuto di Valore: un post che insegna qualcosa o parla di un problema che vivono gli utenti. In questa fase costruisci fiducia e autorevolezza, rendendo i tuoi follower coscienti di un problema
– 1 Contenuto di Vendita: In questa fase offri la soluzione al problema, con un post che promuove un prodotto o servizio (magari con sconto) per convertire clienti

Così accompagni l’utente lungo tutto il percorso: Attenzione→fiducia→azione→ ripeti

Qualsiasi strategia tu scelga di usare, ogni piattaforma ha il suo algoritmo, cioè premia comportamenti diversi. Quindi adatta sempre i messaggi, il formato dei contenuti e la frequenza di pubblicazione alle abitudini reali del tuo pubblico e alle aspettative della piattaforma stessa. Lo trovi tutto riassunto nella tabella qui sotto.

PiattaformaTipo di contenutoFormatCosa valuta positivamente la piattaforma
InstagramUmoristico, lifestyle, dietro le quinte, brevi storie/consigliReel brevi,Caroselli immagini, StoriesTempo passato su ogni contenuto, salvataggi, commenti, condivisioni, interazione con i follower
LinkedInContenuti professionalizzanti e aggiornamenti e opinioni su trend di settorePost di nicchia e focalizzati, case-study, reportCoerenza con il settore e competenza, post che generano discussioni ragionate
TikTokCuriosità, trend virali, video che trasmettono spontaneità, non alto valore di produzioneVideo brevi, ritmo estremamente dinamicoInterazioni utenti entro le prime ore (like, commenti, condivisioni, completamento video), adesione alle tendenze per le info video (caption, hashtag, etc)
FacebookDiscussioni amichevoli riguardo argomenti di nicchia, opinioniPost e video brevi su pagine e gruppiInterazioni (commenti, condivisioni) da parte delle persone conosciute e/o community
YouTubeGuide pratiche, spiegazioni, argomenti tecnici spiegati per un livello amatorialeVideo-guida (versione mini per gli shorts o versione estesa per i video lunghi), video-saggi, interviste dal valore di produzione medio-altoTempo di visione totale, CTR ad altri video, rilevanza all’argomento

6. Coltiva la community

Più importante di avere un gran numero di follower è che quei follower interagiscano e vedano ciò che pubblichi.

Ricorda di:

  • Rispondere ai commenti con consigli veramente utili
  • Rispondere alle domande nelle caselle di messaggistica diretta
  • Interpellare la community con sondaggi (Stories di Instagram) e domande aperte
  • Interagire attivamente con i contenuti degli altri, inclusi gli esperti del settore su LinkedIn e i post più popolari sugli altri social
  • Partecipare alle challenge più popolari su TikTok o lanciarne una tua per coinvolgere il pubblico e farti notare anche da nuovi utenti.

Per creare spazi di conversazione dove i clienti possono condividere esperienze o tenersi aggiornati, puoi:

  • Inviare aggiornamenti diretti tramite i Broadcast Channels di Instagram
  • Apri gruppi Facebook per creare momenti più personali
  • Organizza dirette su Facebook Live o Instagram Live per discutere in tempo reale di novità, curiosità o risolvere problemi comuni

E se in tutto questo riesci ad aggiungere un pizzico di umorismo sincero, tanto meglio. Far sorridere chi ti segue è spesso il modo più rapido per farsi ricordare.

Monitora le conversazioni della community. Se noti lamentele riguardo un tuo prodotto o servizio hai due soluzioni:

– Se si tratta di informazioni non corrette o malintesi, commenta educando la community e rettificando con le informazioni più aggiornate.
– Se si tratta di un problema reale, risolvilo e torna alla stessa discussione (anche mesi dopo) e rendi noto il fatto che hai ascoltato il feedback della community e hai risolto il problema.

Questo migliora enormemente la fiducia degli utenti nei tuoi confronti, che si sentono ascoltati e presi sul serio e, come bonus, migliora la tua SEO per IA, in quanto i motori generativi vedono una lamentela e la tua risoluzione.

7. Calendarizza logicamente

Ora raccogliamo tutti i pezzi e mettiamoli insieme in modo da non farti travolgere. Il primo errore che in molti commettono è pensare di poter relegare il social media marketing ai ritagli di tempo. Ma avrai già capito da quello che hai letto fino ad ora che il SMM richiede tempo, attenzione e costanza. 

Per non perdere ritmo e soprattutto per non sentirti sopraffatto, crea un calendario editoriale che ti permetta un flusso regolare. Ricorda la regola della Tripla V o del 60/20/20, per esempio:

Educativo / utile (60%)Mini-tutorial, guide passo passo, consigli pratici, checklist, trucchi del mestiere, case study clienti3 volte a settimana
Brand (20%)Post sul team, valori aziendali, dietro le quinte, momenti personali o storytelling del brand1-2 volte a settimana
Promozionale (20%)Offerte, prodotti in evidenza, servizi spiegati, campagne stagionali1-2 volte a settimana

Non dimenticare poi che a seconda della piattaforma che usi, ci saranno orari e giorni della settimana ottimali per pubblicare contenuti:

  • Instagram: Lunedì–Venerdì, 11:00–21:00
  • TikTok: Lunedì–Venerdì, 13:00–00:00
  • LinkedIn: Martedì–Giovedì, 07:00–18:00
  • YouTube: Lunedì–Venerdì, 12:00–21:00
  • Facebook: Lunedì–Venerdì, 08:00–18:00

Per non sentirti sopraffatto, dovrai anche fare spazio a tutto quello che circonda l’esecuzione di questi contenuti. Il nostro consiglio è di creare due calendari. Il calendario editoriale che abbiamo già visto e un calendario personale che ti aiuti a tenere il tuo tempo sotto controllo. Suggeriamo di iniziare con queste proporzioni:

– 15% Pianificazione dei contenuti: brainstorming idee, verifica trend, aggiornamento del calendario editoriale (Ex. 1-2 volte a settimana, 40 minuti ciascuna)
– 45% Creazione contenuti: scrittura contenuti, riprese in batch, fotografia, grafica, editing (Ex. 1-2 volte a settimana, 2 ore circa ciascuna)
– 30% Interazione con la community: rispondere a messaggi e commenti, interagire su forum e pagine di terzi (Ex. 3-5 volte a settimana, 30-40 minuti ciascuna)
– 10% Analisi: metriche dei canali, verifica competitor (Ex.1 sessione di 30-60 min)

8. Analizza e perfeziona

L’ultimo passo di una strategia di social media marketing efficace è l’analisi. Osserva con attenzione i pattern: quali post ottengono più interazioni? Quali orari o formati generano più visualizzazioni? Da lì potrai regolare la frequenza delle pubblicazioni, affinare lo stile dei contenuti o rivalutare su quali piattaforme concentrare gli sforzi.

Ricorda che a volte gli obiettivi iniziali sono troppo ambiziosi o il mercato richiede più tempo per reagire. L’importante è analizzare i dati, capire cosa non ha funzionato e correggere la rotta per un corso più sostenibile.

Utilizza gli strumenti di analytics integrati nelle piattaforme: 

Monitora le metriche più importanti: 
– Tassi di coinvolgimento (engagement rate)
– Impression
– Interazioni social (condivisioni, reazioni, commenti, like)
– Tasso di completamento video
– Crescita dei follower
– Brand mention
– CTRConversioni

Format e tattiche per i social

Ogni social privilegia linguaggi e dinamiche diverse, quindi ora che hai definito la tua strategia, è il momento di conoscere i formati e le tendenze che possono fare la differenza. 

1. Mille e una notte in video brevi

C’è un motivo per cui tutti i social hanno seguito l’esempio di TikTok e integrato Reels (Instagram e Facebook), Shorts (YouTube) e video brevi di ogni tipo. Abbiamo tutti sentito parlare delle capacità di concentrazione sempre più in calo, il famoso short attention span. Sui social è un fenomeno innegabile, l’attenzione è volatile e dopo pochi secondi lo scroll è inevitabile.

I video brevi funzionano perfettamente in simbiosi con questa tendenza. Catturano l’attenzione e intrattengono lo spettatore viva su più livelli di stimolo: la musica, il dialogo, le immagini, il testo, il rapporto ironico o umoristico tra ciò le immagini e ciò che viene detto.

Screenshot di un video dalla pagina Instagram di SiteGround. Il video è parte di una serie che spiega termini tecnici riguardo i siti

Tuttavia, i format più efficaci nei video brevi sono quelli che lasciano lo spettatore con una punta di inappagamento. Un video che:

  • Omette un pezzo chiave di informazione (la conclusione di una storia, i risultati raggiunti con una nuova tecnica, il vincitore di una gara)
  • Promette di rivelare il risultato finale in un secondo momento (una creazione di artigianato completa, il reveal di outfit per un evento importante, il risultato di un esperimento)
  • Elude una rivelazione completa (divide la storia in più parti o è parte di una miniserie, come l’esempio qui sopra)

Tutte queste tecniche portano gli utenti a cercare più dei tuoi contenuti, anziché ad andarsene appagati (e forse non tornare più). In pratica, non chiudere mai del tutto il cerchio. Dietro le quinte dei tuoi social devi essere Shahrazād delle Mille e una notte, interrompere al momento giusto e farli tornare una volta ancora.

Non dimenticarti di aggiungere i sottotitoli ai tuoi video.
Molti utenti potrebbero non essere in grado di ascoltare l’audio a causa di disturbi dell’udito o limitazioni situazionali (intorno rumoroso, mancanza di auricolari, ecc).

2. Meme

Partecipare ai trend di meme ti mette sullo stesso piano del tuo pubblico, creando connessione e simpatia nei tuoi confronti. 

screenshot di un post meme dalla pagina Instagram di SiteGround

La chiave però è il tempismo: devi partecipare al momento giusto, pubblicando la tua versione del meme entro le prime 48 ore dal picco di viralità. Dopo quattro giorni è già troppo tardi, rischi di sembrare indietro con i tempi e perdere credibilità.

Prima di saltare sul trend, chiediti anche se si adatta davvero al tuo brand, alla tua offerta e al tuo tono di voce. Se la risposta è no, per questa volta è meglio passare oltre. Un meme azzeccato ti fa apparire spontaneo e simpatico, uno forzato, invece, ti fa sembrare cringe.

3. Timelapse e loop

Pensa a quanto sono ipnotici quei video dove dei tappeti estremamente sporchi vengono puliti con idropulitrici e tubi a pressione. Il processo reale richiede ore di lavoro fisicamente stancante, ma in timelapse lo puoi guardare in pochi minuti. 

I video in timelapse funzionano proprio perché mostrano processi lunghi e complessi in poco tempo, regalandoci tutta la soddisfazione del risultato senza la fatica e il tempo impiegati nella realtà. Questo formato è ideale per attività artigianali, lavori manuali o creativi (la preparazione di un dolce, la sistemazione di una vetrina, l’intaglio di un oggetto in legno) che permettono di mostrare il valore del tuo lavoro quotidiano senza copioni e con poca preparazione.

I loop, cioè quei video dove la fine si lega indistinguibilmente all’inizio del video, funzionano altrettanto bene perché riducono a zero l’attrito: sono brevi, sono fluidi, non c’è una “fine” del video in cui gli utenti tendono naturalmente a fare scroll. Questo spinge gli spettatori a guardarli più volte, segnalando ottima retention all’algoritmo e quindi favorendo la visibilità nei feed.

4. Visualizzazione dei dati

Quando devi educare il pubblico, condividere insight o dati raccolti, mostrare competenza e autorevolezza, appoggiati ai contenuti visivi. 

  • Infografiche per rappresentare le statistiche o i processi complessi
  • Grafici comparativi per mostrare differenze chiave
  • Icone e simboli per rappresentare concetti in un colpo d’occhio
  • Animazioni dei dati per mostrare cambiamenti nel tempo

Puoi integrare questi elementi nei caroselli, nelle immagini statiche, o anche nei video quando hai informazioni complesse che vuoi comunicare rapidamente.

5. Social commerce

Sempre più utenti, soprattutto i più giovani, fanno acquisti direttamente dai social. Questo è possibile grazie a strumenti come l’acquisto in app (in-app checkout), cioè Instagram Checkout e TikTok Shop. In questo modo, gli utenti possono scoprire e comprare prodotti senza mai doverli cercare o trovare sul web, ma comprandoli direttamente dall’app oppure venendo reindirizzati da un post al carrello pronto al checkout.

Per le piccole imprese nel contesto B2C, il social commerce rappresenta un’opportunità preziosa, raggiungendo i clienti dove già trascorrono una fetta enorme del loro tempo e riducendo al minimo l’attrito: l’acquisto è immediato, semplice, senza sforzo alcuno.

Assicurati che il tuo catalogo prodotti sia pronto per l’acquisto in app e valuta promozioni o offerte esclusive per stimolare gli acquisti direttamente dai social.

6. Elementi interattivi

Se noti che hai buone visualizzazioni ma non molta attività o engagement, significa che hai bisogno di incorporare elementi interattivi, rendere il tuo brand più approcciabile e i tuoi contenuti più coinvolgenti. Puoi usare:

  • Quiz o sondaggi a cui gli utenti sono invitati a rispondere nei commenti.
  • Slide “da riempire” alla fine di un carosello affinché il pubblico condivida storie o esperienze simili a quelle che hai raccontato nel resto del post.
  • Slide“trova le differenze”, grazie a cui gli utenti tornano sullo stesso contenuto più volte e commentano.
screenshot di un post dalla pagina Instagram di SiteGround che propone un quiz sulla sicurezza in occasione del Worldbackup Day

Se non hai una community estremamente affiatata, questi elementi funzionano al meglio se le interazioni sono rapide e semplici, spingendo anche chi non ti segue a partecipare senza pensarci troppo.

7. User-Generated Content

User Generated Content, o UGC, significa contenuti creati dagli utenti, cioè il riutilizzo, tramite screenshot o ricondivisione, di quei contenuti creati spontaneamente dai tuoi clienti e che esprimono un’esperienza positiva con il tuo brand e i suoi prodotti o servizi. 

screenshot di un post dalla pagina Instagram di SiteGround che raccoglie molti screenshot di recensioni positive

Quando usi gli UGC nelle stories, nei caroselli, o come materiale di supporto per video, aumenti la credibilità e il coinvolgimento e mostri ai tuoi clienti che li hai a cuore, che ti interessa che vivano un’esperienza positiva e che celebri i loro traguardi. In più, gli UGC sono contenuti gratuiti, che non richiedono nessuna preparazione e solo un minimo di editing per raccoglierli nel formato che ti si addice. 

I tipi di UGC che puoi usare sono:

  • Screenshot di testimonianze e recensioni dei clienti per mettere in evidenza la loro esperienza reale.
  • Caroselli con contenuti inviati dagli utenti, tipo una compilation di post o immagini ricevute.
  • Contest che invita il pubblico a creare contenuti da includere nei tuoi caroselli o stories.
  • Ricondivisione di utilizzi creativi del prodotto/servizio, esempi reali che possono ispirare altri e aumentare la fiducia.

Principi per fare marketing sui social

Prima di chiudere vediamo quali sono i principi che devono essere presenti in tutte le tue strategie e format di social media marketing.

1. Autenticità

L’autenticità è più importante che mai. Gli utenti sono ben coscienti di essere bersaglio di campagne di marketing. Sono stanchi dei contenuti troppo curati, delle produzioni complesse e patinate e cercano connessioni più vere e approcci più trasparenti. 

Se hai una piccola attività, questo è un vantaggio enorme, perché puoi permetterti di mostrare sempre il lato umano della tua attività e risultare credibile. Condividi ciò che è genuino e ti permette di creare vicinanza personale e simpatia nel pubblico: pubblica dietro le quinte, racconta errori passati e aneddoti reali e ricondividi i contenuti generati dagli utenti stessi.

screenshot di un video della pagina Instagram di SiteGround dove la presentatrice siede comodamente su una poltrona e parla al pubblico con atteggiamento amichevole

2. Influencer e collaborazioni

Anche se non è niente di nuovo, l’influencer marketing resta efficace perché aumenta credibilità e autenticità. La chiave è collaborare con creatori di nicchia (la tua nicchia), che comunicano in modo genuino con il loro pubblico e che hanno comunità affiatate.

Scegli influencer che rispecchiano i valori del tuo brand. Vedendo qualcuno di fiducia consigliare un prodotto o servizio, il pubblico avrà un’impressione molto più autentica di una semplice pubblicità. Questa forma di social proof rafforza notevolmente la reputazione del tuo marchio senza richiedere grandi budget.

3. IA per velocizzare

L’intelligenza artificiale può aiutarti a automatizzare gran parte del lavoro, soprattutto nella pianificazione, nell’adattamento, nell’estensione, nella sintesi dei contenuti e nell’analisi dei risultati. 

screenshot con l'esempio di una richiesta a ChatGPT di creare una tabella partendo da dati previamente suggeriti

Per esempio, se hai un copione per un video YouTube, puoi usare l’IA per crearne un altro per uno short per Instagram sullo stesso argomento. È importante indicare chiaramente obiettivi e differenze di formato. Oppure puoi raccogliere dati di analytics e usare l’IA per avere suggerimenti su cosa deve essere migliorato nella tua strategia.

Se vuoi approfondire su come ottenere risposte efficaci da ChatGPT a questo tipo di richieste, abbiamo un articolo che lo spiega. Oppure, puoi scaricare la nostra raccolta di prompt ChatGPT per il marketing e adattarli al tuo business.

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Cosa fa il social media marketing per te

Prima dei social media, farsi conoscere significava affidarsi al passaparola o alla pubblicità locale: lenti, costosi e difficili da misurare. Oggi, con oltre 5,4 miliardi di utenti attivi nel mondo, i social sono diventati il luogo principale dove le persone scoprono nuovi brand, si informano e decidono di acquistare. Basti pensare infatti che più del 40% degli utenti social usa queste piattaforme come motori di ricerca.

illustrazione riassuntiva: a cosa serve il social media marketing. 1 aumentare la visibilità 2 convertire e portare lead 3 migliorare la SEO 4 coinvolgere e fidelizzare il pubblico 5 pubblicizzare senza spendere

Per chi gestisce una piccola attività, il social media marketing offre cinque vantaggi principali:

1. Aumenta la visibilità e la credibilità del brand
Anche quando i social non sono legati alle conversioni in modo facilmente quantificabile, come nel settore del B2B, il social media marketing è comunque una parte fondamentale della brand awareness. Ogni contenuto pubblicato e ogni scambio lavora per far emergere la tua identità. Con il tempo, le interazioni organiche – commenti, condivisioni, salvataggi — fanno circolare il tuo nome e costruiscono la tua reputazione e aumentano la tua visibilità. 

🔊 Consiglio per rafforzare reputazione e fiducia sui social 🔊
Attiva la funzione per le recensioni su Facebook. Le testimonianze positive autentiche possono avere più peso di qualsiasi slogan pubblicitario.

2. Converte e porta lead

Nel B2C, i social sono una delle grandi fonti di:

  • Lead generation (puoi raggiungere moltissimi segmenti di pubblico sui social)
  • Conversione, grazie al social commerce e alla possibilità di linkare pagine prodotto direttamente nei post.

3. Contribuisce alla tua SEO

I post di Facebook e Instagram possono comparire nei risultati di ricerca di Google, contribuendo alla tua SEO sui motori di ricerca tradizionali.

Inoltre, e forse ancora più importante, le discussioni della community dove vieni menzionato positivamente o dove contribuisci in modo utile sono ottime per la nuova SEO, in quanto segnalano ai motori IA generativi che sei una fonte autorevole, che si parla di te sui social, che sei un elemento noto del settore.

4. Coinvolge e fidelizza il pubblico.
I social sono il canale più immediato per creare relazioni. Rispondere ai commenti, dare consigli utili, condividere momenti reali del tuo lavoro ti rende riconoscibile e relatable, cioè vicino al tuo pubblico. È proprio sulla base di questo che dovrai scegliere le piattaforme, ma ne parliamo qualche paragrafo più in basso.

5. È efficiente e accessibile.
Puoi ottenere risultati reali anche con budget minimi. Puoi usare gli Ad, ma anche solo offrendo una presenza costante e contenuti di valore puoi mantenere vivo il contatto con il pubblico e generare fiducia nel tuo marchio. 

Crea un’esperienza fluida tra social media e sito

I social media sono una miniera d’oro per le piccole imprese. Conoscere il tuo pubblico, definire obiettivi chiari e scegliere le piattaforme giuste ti permette di fare leva su di esse appieno.

Ma per quanto virale possa diventare il tuo contenuto (con tutti gli auguri del caso), non puoi fare a meno di un sito web. Il sito è la tua base operativa, il luogo dove il pubblico può approfondire informazioni sui tuoi prodotti o servizi e verificare la tua professionalità. Avere un sito ben strutturato aumenta credibilità, fiducia e percezione di qualità del tuo brand.

Per chi ha bisogno di creare un sito in modo semplice ma professionale, uno strumento come il Website Builder di SiteGround offre tutto ciò che serve: interfaccia intuitiva, design curato, accessibilità garantita e integrazioni con strumenti IA per velocizzare il tutto. In questo modo, puoi chiudere il cerchio tra social media e sito web, offrendo ai tuoi clienti un’esperienza coerente e completa, che sostiene la crescita del tuo business.

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Come fare lead generation: 9 Strategie e 5 strumenti

illustrazione di un megafono accanto a varie tecniche di lead generation: un form, un ad su social, una live chat

Tutti vogliono far crescere la propria attività. Non tutti però sanno come fare lead generation, cioè attrarre e qualificare i potenziali clienti. Noi lo sappiamo, grazie a più di 20 anni di esperienza nel settore del web hosting, e in questo articolo condividiamo con te tutto quello che abbiamo imparato. 

Nella tabella qui sotto ti riassumiamo gli strumenti più usati per la generazione di lead e le strategie che ne fanno uso, che vedremo una per volta nel dettaglio in questo articolo.

StrumentoTattica
Lead magnet→ Strategia di contenuti
→ Periodi di prova
→ Webinar
Landing page→ Pubblicità sui social
→ Periodi di prova
→ Eventi
Form di iscrizione→ Strategia di contenuti
→ Referral
→ Eventi
→ Giveaway e contest
Live chat→ Supporto immediato
Email Marketing→ Corsi email
→ Giveaway e contest
→ Eventi
→ Strategia di contenuti

Cos’è la lead generation?

La lead generation, o generazione di lead, è la pratica di attirare potenziali clienti, catturare la loro attenzione e dirigerla verso il proprio business e trasformarli in contatti concreti. Un lead, infatti, non è ancora un cliente, ma qualcuno che indica segnali d’interesse. Questi segnali di interesse potrebbero essere la compilazione di un form, una guida scaricata, una richiesta di preventivo o anche solo un contatto email lasciato intenzionalmente.

schema di esempi di inbound lead generation (articoli blog, post social, video tutorial, ebook) e outbound lead generation (cold calling, cold emailing, campagne pubblicitarie su social e su web)

La lead generation avviene in due modi:

  • Inbound lead generation, cioè lasciare che i clienti si avvicinino naturalmente alla tua offerta. Questo avviene attraverso contenuti che gli utenti consulteranno di propria volontà, come articoli (con debita ottimizzazione SEO), post sui social (targettizzati), video tutorial (pianificati sulla base dei dubbi reali del tuo pubblico).
  • Outbound lead generation, cioè trovare utenti promettenti e volgere la loro attenzione alla propria offerta. Questo solitamente avviene attraverso cold calling, cold email mirate o campagne pubblicitarie ben segmentate.

Prima di procedere ci è utile fare un’ultima distinzione tra lead e prospect, per evitare confusione. Un lead è un contatto appena acquisito, un’opportunità. Un prospect, invece, è un lead qualificato, un contatto che ha dimostrato un interesse concreto e che rientra nel nostro target ideale.

Architettura base delle strategie di lead generation

Anche se i dettagli delle singole metodologie sono peculiari, c’è un’architettura che le accomuna tutte. Questi sono gli step che dovrai implementare indipendentemente dal metodo o strumento in uso.

  • Passo 1: Definisci con esattezza il tuo cliente ideale. Crea profili dettagliati dei tuoi clienti ideali (le buyer personas), cosa li preoccupa, quali sono i loro obiettivi, quali ostacoli incontrano, dove passano il loro tempo. Meglio li conosci, più potrai offrire loro ciò che desiderano davvero e creare messaggi che lo comunichino.
  • Passo 2: Pianifica i contenuti di lead generation per una rilevanza ottimale. Ogni scelta, ogni parola, immagine e tempistica deve rispondere alle esigenze concrete delle buyer personas nelle diverse fasi del funnel in cui si possono trovare.
  • Passo 3: Strategie di targeting avanzato. Utilizza le piattaforme digitali per raggiungere i segmenti specifici che hanno più potenziale (certi settori, posizioni geografiche, ruoli professionali o interessi).
  • Passo 4: Stabilisci un sistema di lead scoring. Durante le prime interazioni (form, sondaggi, chat, chiamate) raccogli le informazioni che ti permettono di qualificare i contatti (dati demografici, azioni tracciabili). Poi attribuisci un valore ai contatti in base a quanto aderiscono al profilo utente ideale. Puoi farlo con un CRM o semplicemente sviluppando un tuo sistema interno.
  • Passo 5: Fai lead nurturing. Questo significa coltivare i lead attraverso journey personalizzati che includono email, contenuti e offerte di valore. Per chi si mostra reticente, il retargeting è il tuo alleato.

Gli strumenti per fare la raccolta lead

Prima di poter esaminare le strategie da mettere in pratica vediamo quali sono gli strumenti che le rendono fattibili. Quando parliamo di strumenti per la lead generation, ci riferiamo a software, funzionalità e risorse digitali che permettono di mettere in pratica la lead generation in modo efficiente e scalabile. Ogni strumento ha il compito di semplificare il processo di raccolta lead, ottimizzarlo e trasformare l’interesse in contatti reali e qualificati.

1. Lead magnet

Partiamo dal re della raccolta lead, ovvero il magnet. Un lead magnet è un incentivo pensato per spingere un utente a diventare lead, qualcosa di valore che viene offerto gratuitamente, che risolve un problema, insegna qualcosa o facilita l’esperienza con il tuo prodotto o servizio. I lead magnet più comuni includono contenuti scaricabili, sconti, prove gratuite o webinar.

screenshot di un form per un ebook scaricabile inserito in un articolo di SiteGround

Vediamo ognuno di questi e per quali funzioni si prestano meglio.

eBook: 

Ideali per: Approfondire un argomento, educare il pubblico e consolidare l’autorevolezza del brand, attrarre lead interessati a conoscenze specifiche.
ChecklistIdeali per: Elenchi pratici e rapidi da seguire, ottimi per guidare l’utente in processi complessi o attività ripetitive con molti step difficili da tenere a mente.
White paperIdeali per: Documenti autorevoli e dettagliati su temi complessi. Perfetti per il B2B e per lead che cercano informazioni solide e approfondite.
Case studyIdeali per: Mostrare esempi reali di successo, dimostrare come il tuo prodotto o servizio risolve problemi concreti.
StatisticheIdeali per: Dati, ricerche e trend che supportano decisioni aziendali, convincere i prospect con numeri concreti.
GuideIdeali per: Istruzioni passo-passo su come affrontare un problema o usare un prodotto/servizio, aiutano a generare fiducia, soprattutto negli utenti alle prime armi.
TemplateIdeali per: Modelli pronti all’uso, fogli di calcolo o layout di documenti. Utili per chi cerca praticità e risparmio di tempo.
Sconto o couponIdeali per: Incentivare l’azione immediata in chi è già vicino alla decisione d’acquisto.
Periodo di prova o demo gratuitaIdeali per: Permettere all’utente di testare il prodotto o servizio senza rischi, dimostrando concretamente il valore offerto.
WebinarIdeali per: Sessioni live o registrate che forniscono conoscenze approfondite e interazione diretta. Efficaci per educare e creare engagement.

2. Landing page

Per landing page si intende una pagina la cui unica funzione è presentare un prodotto, servizio, o lead magnet e invitare a un’azione, come iscriversi a una newsletter, scaricare una guida o richiedere una demo o un preventivo. 

Queste pagine sono spazi essenziali, a cui i visitatori solitamente arrivano spinti da una pubblicità o un link, solitamente sui social o altre pagine.

screenshot della landing page per un corso email di SiteGround. lo screenshot evidenzia le CTA, la lista benefici e il form

Una buona fonte di ispirazione sono di solito altri esempi di landing page ben progettate. Puoi adottare gli accorgimenti che trovi o sperimentare con l’A/B testing per capire cosa funziona meglio con il tuo pubblico.

Abbiamo una guida completa alla creazione delle landing page, ma riassumiamo qui gli elementi di una landing chiara e irresistibile.
✅ Obiettivo unico: la pagina deve ruotare attorno a un’unica call to action (CTA).
✅ Titolo che cattura subito l’attenzione, spiegando in modo diretto il valore della tua offerta. Il sottotitolo rassicura e fornisce contesto.
✅ Visual accattivanti e testi dritti al punto, che mettono in evidenza i benefici e aiutano il visitatore a capire perché dovrebbe agire.
✅ Pochi elementi di disturbo: non sono presenti menu superflui, pop-up e link non necessari.
✅ Caricamento rapido
✅ Design responsive, perfettamente leggibile e navigabile anche da smartphone o tablet, da cui ormai arriva la maggior parte del traffico web.

3. Form per il sign up

I form di iscrizione sono formulari integrati alle pagine del tuo sito che raccolgono i dati essenziali per entrare in contatto con gli utenti e ti permettono di avviare una relazione più diretta e qualificata. I form possono presentarsi sotto forma di pop-up, come elementi statici all’interno della pagina, o come form fluttuanti nella sidebar.

screenshot di un form per il signup alla newsletter di SiteGround

Quando integri un form al tuo sito, è importante non essere invasivi. Un pop-up o form fluttuante vanno bene, ma non devono impedire l’accesso ai contenuti e alle funzionalità della pagina, altrimenti rischiano di infastidire gli utenti e allontanarli.

In senso puramente pratico, per integrare un form al tuo sito dovrai disegnarne uno tu stesso oppure, più facilmente, usare un plugin che funzioni con il tuo sito e il tuo servizio di email marketing. Noi chiaramente siamo di parte, quindi ti suggeriamo il nostro plugin di lead generation per WordPress, che si collega facilmente al nostro Strumento di Email Marketing per sviluppare mailing list di interessati.

Un buon form, deve avere:
✅ Testo chiaro e orientato all’azione: comunica subito i vantaggi dell’iscrizione e invoglia l’utente a compilare il modulo.
✅ Richiesta solo delle informazioni essenziali: nome e email sono il minimo per iniziare. Se vuoi più informazioni per segmentare i tuoi lead, dovrai trovare il giusto equilibrio tra dati utili e semplicità, senza scoraggiare la compilazione.
✅ Aspetto visivo curato e CTA evidente: il pulsante deve spiccare, con una richiesta chiaro e invitante.
✅ Riduci gli ostacoli: evita campi inutili, captcha complessi o richieste ridondanti che rallentano o frustrano l’utente.

4. Live chat

Le live chat sono strumenti utili nel generare lead ma soprattutto nel qualificare i lead in tempo reale. 

screenshot della live chat di SiteGround

Mentre gli utenti curiosi o interessati si possono avvicinare a te grazie ad una live chat, tu, attraverso domande mirate, puoi capire se ognuno di questi visitatori è in linea con il tuo prodotto o servizio, evitando di sprecare tempo e risorse nell’inseguire contatti poco pertinenti.

I vantaggi principali sono:
– Interazione immediata: Rispondi subito a dubbi, domande o richieste di supporto, aumentando la soddisfazione e fiducia dell’utente.
– Comunicazione personalizzata: Puoi adattare il messaggio in base alle esigenze del singolo visitatore, rendendo l’interazione più rilevante e convincente.
– Riduzione dei tassi di abbandono: Un invito a chattare al momento giusto può trattenere utenti sul sito che altrimenti lo avrebbero lasciato.
– Raccolta dati preziosi: Otterrai informazioni strategiche sui prospect, dai contatti base alle preferenze e necessità, utili per segmentare e nutrire i lead in maniera più efficace.

5.  L’Email Marketing

L’email marketing è uno strumento di cui avrai bisogno in quasi tutte le tue strategie di lead generation, in quanto le email sono il modo principale di nutrire i lead e guidarli lungo il funnel del customer journey, offrendo valore in ogni fase del percorso. 

Per scegliere un buon strumento di email marketing, assicurati di poter:
✅ Segmentare fasce di pubblico in base a dati demografici, comportamenti e interazioni
✅ Usare template facili da personalizzare
✅ Sfruttare l’automazione impostando flussi di email automatici per i vari percorsi (accoglienza, educazione, conversione)
✅ Avere supporto IA per la creazione di testi e immagini
✅ Avere strumenti analytics integrati per poter monitorare l’andamento delle tue campagne

Se vuoi avere tutto questo in modo semplice ed efficace, lo Strumento di Email Marketing di SiteGround offre tutte le funzioni necessarie per creare campagne vincenti in modo totalmente intuitivo con un’interfaccia grafica e dozzine di template. 

Per creare testi di impatto e immagini professionali puoi usare l’AI assistant e la galleria IA, entrambe addestrati dai nostri sviluppatori per dare i migliori risultati. Per analizzare i risultati e il comportamento del pubblico hai a disposizione gli strumenti di analytics – insomma, un sistema completo, intuitivo e pensato per trasformare i tuoi lead in clienti reali.

Tattiche per fare lead generation

Per una lead generation di successo, vorrai mettere in atto più tattiche contemporaneamente, con lo scopo di muovere gli utenti attraverso il funnel del marketing, da un primo stadio di consapevolezza del tuo brand fino alla conversione.

Illustrazione del funnel del marketing. Le 4 fasi dall'altro verso il basso sono: consapevolezza, interesse, decisione, azione

Dall’importanza dei contenuti mirati, alla lead generation via email marketing, alla generazione lead sui social e in persona, vediamo le 9 strategie per attrarre potenziali clienti. 

1. Metti in atto una strategia di contenuti

Una strategia di contenuti consiste nella creazione e distribuzione di contenuti di valore (articoli, eBook, white paper, video, guide o casi studio) pensati per rispondere in modo concreto alle domande e ai bisogni e dubbi del tuo pubblico. Così il tuo brand si stabilisce come fonte autorevole e degna di fiducia, il che è proprio alla base di qualsiasi strategia di lead generation inbound.

Per costruire una content strategy che funzioni davvero:
– Parti dai bisogni reali del tuo pubblico. Conduci sondaggi, interviste o semplici conversazioni sui social per capire quali sono le sfide quotidiane dei tuoi potenziali clienti. Analizza i trend di settore e i contenuti dei competitor per individuare i temi più discussi e quelli più trascurati. L’obiettivo è capire cosa preoccupa davvero il tuo pubblico, e offrire risposte più pertinenti di chiunque altro.
– Pianifica l’uso dei diversi formati a seconda degli interessi del tuo pubblico. Ogni mezzo serve a uno scopo preciso. Gli articoli del blog sono perfetti per condividere aggiornamenti frequenti e risposte rapide; i post sui social attirano l’attenzione e incuriosiscono in poche parole, le storie e video dietro le quinte costruiscono un’immagine dell’impresa e gli eBook approfondiscono temi complessi che possono attirare un pubblico più o meno esperto.
– Applica le best practice SEO per le tecnologie IA. Ottimizza la SEO tecnica e i metadati, costruisci contenuti che rispondano all’intento di ricerca dell’utente e lavora sul costruire autorevolezza attraverso la SEO off-page e on-page  

2. Implementa dei corsi email

Un corso email è un percorso guidato, composto di serie di lezioni a tema inviate a cadenza regolare via email. I contenuti “micro-formativi”, che arrivano direttamente nella casella dei potenziali clienti, sono progettati per insegnare una pratica o risolvere un problema, costruendo fiducia passo dopo passo.

I corsi email funzionano particolarmente bene per la lead generation perché chi si iscrive lo fa volontariamente, entrando nel tuo funnel con aspettativa. Se saprai incontrare questa aspettativa con un valore concreto, il corso ti servirà a nutrire i lead per tutta la sua durata, al termine della quale dovresti avere prospect pronti al rapporto commerciale. 

Per costruire un corso email efficace:
– Scegli il tema giusto. Parti da un problema specifico del tuo pubblico (es. “come ridurre i tempi di apertura di un sito” per chi vende hosting). Il tema deve essere utile, pratico e suddivisibile in più pillole.
– Includi una mail di benvenuto al corso che spieghi cosa aspettarsi e mantieni oggetti brevi e promettenti. Definisci durata e frequenza. Tipico: 5–7 email, una a settimana. Frequenze più intense (es. 2–3 email/settimana) vanno usate solo se il contenuto è estremamente pratico e il pubblico ha già dimostrato forte interesse.
– Progetta il percorso didattico con contenuti concreti e azionabili. Il copy di ogni email deve essere curato. Alterna testo e risorse scaricabili come istruzioni passo-passo, check-list, template o mini-task. Il valore pratico è ciò che spinge gli iscritti ad aprire le mail successive, perciò assicurati che ogni lezione soddisfi un obiettivo e termini con una CTA chiara.
– Prepara il follow-up. Quando qualcuno completa il corso o mostra segnali forti (aperture ripetute, click su link di prezzo), attiva un workflow di qualificazione o un contatto commerciale personalizzato.
– Misura e ottimizza. I tuoi KPI principali dovrebbero essere: tasso di iscrizione, open rate, click-through rate, tasso di completamento del corso e conversione finale. Usa i dati per migliorare soggetto, contenuto e timing.

3. Offri supporto immediato

La velocità e la disponibilità nel supporto clienti è anche lei una leva di lead generation, poichè si dimostra professionalità ed expertise nel momento in cui un potenziale cliente manifesta interesse, confusione, o difficoltà.

Puoi farlo in diversi modi, a seconda del tuo canale e del tipo di pubblico:
– Live chat sul sito: installa un widget che permette ai visitatori di porre domande in tempo reale, possibilmente integrandolo con un CRM che salva automaticamente le conversazioni per riferimenti futuri.
– Link WhatsApp Business: consente un contatto diretto e informale, perfetto per professionisti e piccole attività. Puoi anche impostare messaggi automatici di benvenuto, ma attenzione alle risposte rapide: gli utenti non devono sentirsi incastrati in una conversazione con un bot.
– Chiamata diretta: mostra disponibilità e competenza con una linea dedicata o un sistema di callback.
– Email di supporto: crea un indirizzo dedicato e monitorato (per esempio, support@tuaazienda.it), automatizza le risposte iniziali per confermare la ricezione del messaggio e poi curati di rispondere approfonditamente e nel minor tempo possibile.
– Messaggi diretti sui social: mantieni attivi la messaggistica sui social che hai scelto, rispondendo tempestivamente alle domande in DM. È anche un modo discreto per far emergere lead che non visitano ancora il tuo sito.

4. Pubblicizzati sui social

I social media sono una vasta vetrina per il mondo del digitale. Una strategia di social media marketing ben progettata amplia la tua visibilità, riduce sprechi di budget e aumenta le conversioni.

– Il primo passo è scegliere le piattaforme adatte a seconda delle tue user personas. LinkedIn è perfetto per il B2B, Facebook per il pubblico tra i 30 e i 60, Instagram per costruire community e promuovere prodotti o servizi visivamente accattivanti, TikTok per il pubblico sotto ai 25 e YouTube per insegnare e dimostrare.
– Individuati i canali, potrai procedere a sfruttare gli annunci a pagamento mirati. Le opzioni di targeting e retargeting oggi permettono di raggiungere segmenti di pubblico estremamente precisi in base a criteri come età, professione, interessi, località o comportamenti online.
– Accanto alla pubblicità, non trascurare i contenuti organici. Pubblica post visivamente coinvolgenti – caroselli, brevi video, storie interattive o sondaggi – che catturano l’attenzione e spingono possibilmente verso azioni specifiche: interagire, iscriversi a un corso, scaricare una risorsa, partecipare a un evento, tutto tramite landing page. La chiave è alternare valore e invito, mantenendo sempre autenticità.
– Usa gli strumenti di analisi integrati nelle piattaforme per monitorare impression, click e conversioni in tempo reale. In base a questi dati potrai sperimentare con A/B testing al fine di ottimizzare i risultati.

5. Organizza eventi e webinar

A differenza dei contenuti statici, eventi e webinar offrono interazione in tempo reale, che permette ai lead di esprimere dubbi mentre sorgono e ad un brand di dimostrare competenza e capacità di risolvere problemi dal vivo, di offrire esperienze di valore come networking e insight esclusivi, di creare un legame immediato e autentico e di posizionarti come punto di riferimento nel settore.

Per organizzare un evento o un webinar di successo, passo dopo passo:
– Collabora con altre realtà del settore. Se la spesa o le risorse sono un limite, dividi i costi unendoti ad altre aziende per l’organizzazione, oppure partecipa ad eventi altrui come sponsor o ospite.
– Scegli temi pertinenti. I migliori argomenti rispondono alle sfide del tuo pubblico e si allineano ai tuoi obiettivi di business. Contenuti pratici, applicabili e informativi aumentano l’interesse e la partecipazione.
– Promuovi in modo efficace. Sfrutta tutti i tuoi canali: email marketing, social media, sito web, blog. Realizza materiali promozionali chiari e accattivanti, evidenziando i benefici concreti della partecipazione.
– Raccogli i dati dei partecipanti. Richiedendo dati per la partecipazione (nome, email, ruolo, settore) acquisisci lead da coltivare con comunicazioni personalizzate dopo l’evento.
– Coinvolgi il pubblico. Usa sondaggi, Q&A, o giochi per mantenere alta l’attenzione e incoraggiare la partecipazione attiva. Queste interazioni forniscono anche preziose informazioni sui bisogni e i dati demografici del tuo pubblico.
– Fai follow-up. Dopo l’evento, ringrazia i partecipanti e accompagnali nel tuo percorso di conversione con materiale aggiuntivo come slide, guide, link utili o un’offerta esclusiva.

6. Organizza giveaway e contest

I giveaway, cioè i concorsi a premi, se vogliamo dirlo in italiano, sfruttano il desiderio di vincere e di ottenere una ricompensa gratis. I giveaway possono creare entusiasmo, urgenza e curiosità attorno al tuo brand, incoraggiando gli utenti a interagire e a condividere l’iniziativa con la propria rete, con il risultato che otterrai più contatti da coltivare ma anche più interazione e visibilità. 

Gli accorgimenti strategici per organizzare un buon giveaway:
– Scegli un premio rilevante al tuo pubblico. Se hai una merceria online, ad esempio, puoi regalare una lezione privata sulla progettazione dei cartamodelli o un set di accessori universali per macchine da cucire. Questo allineamento filtra automaticamente i partecipanti, generando lead di qualità.
– Raccogli i dati dei partecipanti. Per costruire una lista di contatti già predisposti a un futuro rapporto commerciale, chiedi informazioni (email, nome) per entrare nel contest. Se vuoi migliorare ulteriormente la qualità dei lead aggiungi requisiti facoltativi (seguire i tuoi profili social, condividere il post del contest, taggare un amico).
– Promuovi il giveaway su più canali. Usa social media, email marketing, sito web evidenziando cosa si può vincere, come partecipare e soprattutto eventuali scadenze o limiti di partecipanti.

7. Offri periodi di prova

Un periodo di prova gratuito permette ai potenziali clienti di sperimentare il tuo prodotto o servizio in prima persona, senza impegno economico. Nessun messaggio pubblicitario, per quanto ben scritto, può competere con l’opportunità di un’esperienza diretta dei benefici reali.

Una volta vissuto un buon servizio, siamo più disposti a volerlo acquisire, motivo per cui l’offerta di prove gratis si rivela una tecnica di lead generation estremamente qualificata. I periodi di prova hanno infatti ottimi conversion rate: le percentuali benchmark sono del 15% per il B2B e intorno al 60% nel B2C. Ma anche nei casi in cui non c’è conversione, c’è sempre opportunità di retargeting.

Pianifica i periodi di prova con precisione:
– Stabilisci una durata chiara. Una prova troppo lunga riduce il senso di urgenza, una troppo breve non lascia il tempo di apprezzare il valore dell’offerta. In generale, un periodo compreso tra 7 e 30 giorni funziona bene, a seconda della complessità del servizio.
– Semplifica l’iscrizione. Il processo di attivazione deve essere rapido e intuitivo. Richiedi solo le informazioni essenziali: nome, email e, in caso di periodi di prova opt-out, un metodo di pagamento senza addebito immediato. Ogni ostacolo rischia di far perdere lead.
– Accompagna l’utente durante la prova. Durante l’onboarding fornisci tutorial, video guida e supporto tempestivo.
– Prepara un piano di follow-up. Alla fine del periodo di prova, invia email personalizzate con offerte dedicate, promozioni o consulenze gratuite. È il momento ideale per rispondere a eventuali dubbi e consolidare la fiducia costruita.

8. Crea un programma referral

Un programma referral è una strategia che incoraggia i clienti soddisfatti a consigliare la tua azienda o un tuo prodotto specifico ad altri, in cambio di un vantaggio o ricompensa. In pratica, trasformi i tuoi clienti in ambasciatori. 

Questo funziona perché le persone si fidano più facilmente di un amico che racconta una buona esperienza, piuttosto che a qualsiasi messaggio pubblicitario. In più, questi programmi referral rafforzano la fedeltà dei clienti esistenti, che si sentono apprezzati per il loro contributo.

Ecco come creare un programma referral efficace, passo dopo passo:
– Scegli l’incentivo giusto. Offri premi rilevanti per gli ambasciatori (sconti, upgrade gratuiti, crediti da spendere o servizi esclusivi). Il premio deve motivare senza compromettere la redditività.
– Promuovi il programma in modo trasparente. Informa i clienti con campagne email, pop-up sul sito o messaggi post-acquisto che spieghino i termini esatti. Ricorda l’iniziativa regolarmente per mantenere alta la partecipazione.
– Rendi facile invitare altre persone. Prepara link personali da condividere via email o social, codici referral automatici, moduli già compilati. Più è semplice, più verrà usato.
– Usa un sistema di tracciamento per assegnare le ricompense e comunica sempre quando qualcuno ha completato una referral con successo.

9. Collabora

Le collaborazioni, o collab, servono a espandere la tua rete, raggiungere nuovi pubblici qualificati e aumentare il traffico web. Unendo forze e competenze con altri professionisti o brand, puoi creare contenuti, eventi o iniziative condivise, facendo conoscere la tua azienda a persone che, molto probabilmente, ne apprezzeranno già il valore.

Il vantaggio principale di queste sinergie è la qualità del pubblico raggiunto. Collaborando con brand del tuo settore avrai l’attenzione di una platea già interessata alla tua area di competenza. In più, verrai introdotto da qualcuno di cui quel pubblico si fida, riducendo enormemente la distanza percepita tra brand e potenziale cliente.

Le forme di collaborazione sono molteplici:
– Influencer o micro-influencer del tuo settore, che parlano a community ben definite e ispirano un livello di fiducia che la pubblicità tradizionale può solo invidiare. Le loro raccomandazioni verranno percepite con il tono amichevole di un consiglio spassionato.
– Partnership con aziende complementari. Questi sono brand che condividono un target simile senza essere tuoi competitori. Ad esempio, un’attività che vende utensili da cucina in materiale eco-sostenibile può collaborare con un marchio di olio d’oliva biologico KM 0.
– Fare guest blogging o invitare intervistati sui tuoi canali ti permette di scambiare pubblico e autorevolezza, rafforzando la reputazione di entrambi i partner.

Migliora i tuoi risultati con la lead generation

La lead generation non è un processo statico, ma un percorso continuo di test, analisi e ottimizzazione. Ogni campagna, ogni contenuto e ogni interazione offrono dati preziosi per capire meglio il tuo pubblico e affinare la tua strategia.

Per farlo in modo semplice e professionale, SiteGround Email Marketing ti fornisce tutti gli strumenti necessari in ogni fase del processo per costruire, coltivare e convertire i tuoi lead.

Con il plugin di Lead Generation per WordPress, puoi far crescere la tua lista di iscritti senza grattacapi, grazie all’AI Assistant, i template e la galleria di immagini IA, crei email accattivanti e perfettamente ottimizzate in pochissimo tempo. Con i report e le analytics integrate, puoi monitorare il comportamento del pubblico, misurare l’efficacia delle campagne e migliorare costantemente le tue performance.

In sintesi, più semplicità, più controllo, più conversioni.

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FAQ sulla lead generation

Chi si occupa di lead generation?

La lead generation è solitamente gestita dai team di marketing e vendita nelle aziende più grandi, ma a livelli di attività più piccole la generazione di lead viene gestita dai proprietari stessi.

Cos’è l’analisi del lead?

L’analisi del lead consiste nel valutare la qualità dei contatti raccolti, studiando dati e comportamenti per capire quanto un lead sia in linea con il profilo del cliente ideale.

Quanto costa fare lead generation?

Il costo varia enormemente in base alla portata dell’attività, alle strategie, ai canali utilizzati e al settore di riferimento. I range sono dai 10€ per lead in alcuni settori dell’ecommerce B2C a migliaia di euro per lead nel settore B2B.

Come si misura l’efficacia della raccolta lead?

Le metriche chiave per misurare l’efficacia della raccolta lead sono il tasso di conversione (conversion rate), il costo per lead (CPL), l’engagement e il ROI delle campagne.

Cosa fare dopo aver raccolto dei lead?

Dopo aver raccolto i lead, è occorre coltivarli e seguirli nel funnel con email personalizzate, contenuti utili e campagne di retargeting, al fine di convertirli in clienti effettivi.

La guida definitiva su Black Friday e Cyber Monday 2025: cosa sapere e come prepararsi

un immagine che mostra la pagina di un sito web che promuove alcuni articoli in offerta per il black friday

Il Black Friday e il Cyber ​​Monday, le più grandi giornate di shopping dell’anno, si stanno avvicinando rapidamente. Con gli acquirenti desiderosi di spendere e l’abbondanza di promozioni incredibili sia nei negozi fisici che online, immaginiamo che vorrai sfruttare anche te l’opportunità di entrare in contatto con possibili clienti e aumentare le tue vendite.

In questo articolo, tratteremo tutte le informazioni essenziali che devi sapere per prepararti a queste giornate di shopping intense. Spiegheremo le differenze tra il Black Friday e il Cyber ​​Monday, incluso quando iniziano e quanto durano. Inoltre, forniremo suggerimenti su come prepararsi in modo efficace e senza stress.

Introduzione al Black Friday e Cyber Monday 2025

Il Black Friday e il Cyber ​​Monday sono le due giornate di offerte più popolari dell’anno. È un momento molto atteso dai clienti per via dei grandi sconti e delle promozioni speciali presenti nei negozi fisici e in quelli online. Per le aziende, il Black Friday e il Cyber ​​Monday offrono una grande opportunità per aumentare le vendite, ottenere nuovi clienti e liberare l’inventario.

Per massimizzare le vendite, tuttavia, devi prepararti con largo anticipo. La maggior parte delle aziende solitamente offre promo e sconti interessanti sia ai clienti nuovi che a quelli abituali, quindi la concorrenza è piuttosto agguerrita.

Black Friday vs Cyber ​​Monday: comprendere le differenze
Sebbene il Black Friday e il Cyber ​​Monday siano spesso indicati collettivamente per via dei loro grandi sconti, sono due eventi separati con differenze distinte. Ognuno ha un obiettivo diverso, quindi diamo un’occhiata più da vicino a ciascuno di essi.

Panoramica del Black Friday

Storicamente, il Black Friday ha avuto origine negli Stati Uniti negli anni ’60. Inizialmente, era incentrato sui negozi fisici e gli acquirenti si mettevano in fila la mattina presto per ottenere lo sconto o l’offerta desiderati.

Oggi, il Black Friday segna ufficialmente l’inizio della stagione dello shopping natalizio, con offerte allettanti su prodotti che variano dall’elettronica a cosmetici e abbigliamento. Si svolge di venerdì, il giorno dopo il Ringraziamento. Nel 2025, il Black Friday cade il 28 Novembre.

Panoramica del Cyber ​​Monday

Il Cyber ​​Monday è stato creato molto più tardi, nel 2005, dalla US National Retail Federation come contrappunto agli sconti in negozio del Black Friday. L’idea era quella di invogliare le persone a fare acquisti online dalla comodità delle loro case, evitando la folla e il caos dello shopping del Black Friday. Ecco perché le offerte del Cyber ​​Monday sono esclusivamente online.

Tradizionalmente, questa giornata si svolge il lunedì dopo il Ringraziamento. Nel 2025 il Cyber ​​Monday cade il 1 Dicembre. Durante Cyber ​​Monday i prodotti scontati sono principalmente elettronica, software, gadget tecnologici e prodotti digitali, ma negli ultimi anni le offerte si sono estese anche alla moda e ad altri beni.

Weekend Black Friday / Cyber Monday: come sono collegati i due eventi?

Negli ultimi anni, con la crescita della popolarità di entrambi gli eventi, questi sono evoluti in un periodo di shopping esteso di quattro giorni noto come weekend BFCM. Alcune aziende estendono persino i loro sconti per un’intera settimana. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, saldi e offerte speciali iniziano il Black Friday, continuano per tutto il weekend e culminano con il Cyber ​​Monday.

Con l’aumento continuo dello shopping online, i confini tra Black Friday e Cyber ​​Monday si stanno assottigliando sempre di più. Molte aziende ora offrono offerte online durante il Black Friday e alcune annunciano persino le loro promozioni con largo anticipo rispetto alla data effettiva. Questa tendenza è vantaggiosa non solo per i rivenditori tradizionali, ma anche per i titolari di attività online.

Come prepararsi per il Black Friday e il Cyber ​​Monday

Data l’alta concorrenza prevista, i clienti impazienti, il traffico intenso e il carico di lavoro in aumento, prepararsi per il Black Friday e il Cyber Monday 2025 è un must per le aziende di tutte le dimensioni e tipologie. Che tu gestisca un negozio fisico, un’attività di eCommerce o semplicemente un sito web che presenta prodotti o servizi, segui i passaggi essenziali qui di seguito per essere tranquillo in questo periodo intenso.

1. Pianifica i tuoi obiettivi e i tuoi passaggi in anticipo

Prima di tutto, prenditi del tempo per definire chiaramente cosa vuoi ottenere con la tua strategia e capire chi è il tuo pubblico di destinazione. Ciò renderà molto più facile determinare l’obiettivo delle tue offerte. Elenca i tuoi obiettivi principali, ad esempio:

  • Massimizzare le vendite su prodotti specifici, nuove collezioni o prodotti in quantità limitate
  • Promuovere prodotti o servizi digitali (corsi online, consulenze, etc.)
  • Fornire offerte speciali su servizi in abbonamento
  • Attirare e acquisire nuovi clienti
  • Migliorare la fedeltà dei clienti
  • Aumentare la consapevolezza del brand o il traffico del sito
  • Creare una mailing list
  • Eliminare articoli fuori produzione o inventario in eccesso

Nota: potresti avere diversi obiettivi tra quelli indicati e va benissimo creare una strategia per ognuno di essi.

2. Definisci le tue offerte per il Black Friday e il Cyber Monday 2025

Una volta stabiliti gli obiettivi, è il momento di determinare quali prodotti, offerte o sconti specifici fornire. Quando prendi queste decisioni, tieni a mente i tuoi obiettivi, considera la tua capacità attuale di gestione e i margini di profitto.

Per i venditori di prodotti fisici, ciò implica la pianificazione dell’inventario, mentre per i fornitori di servizi e i creatori di prodotti digitali, significa considerare la propria capacità di consegnare i beni digitali. Considera attentamente se offrirai sconti solo su prodotti o servizi specifici, probabilmente usandoli come “apri pista”, o se invece avrai promozioni all-inclusive.

3. Prepara le tue risorse e fai scorta di inventario

Assicurati di essere ben preparato per soddisfare l’aumento previsto di domanda e ordini durante il fine settimana del Black Friday e Cyber Monday. Per i commercianti di prodotti fisici, ciò richiede una pianificazione dell’inventario: esamina i tuoi report di vendita e l’inventario, analizzali per prevedere la quantità di scorte di cui avrai bisogno e contatta i fornitori per confermare che avrai quantità sufficienti dei tuoi prodotti scontati per evadere gli ordini.

Per i creatori di prodotti digitali e aziende basate sui servizi, il processo di preparazione potrebbe comportare la creazione di contenuti aggiuntivi o prodotti digitali in anticipo, l’aggiornamento di quelli esistenti, la creazione di offerte in bundle, la garanzia che il tuo sito possa gestire il traffico, etc.

4. Aggiorna contenuti, descrizioni e design del sito

Una volta che ti sei preso cura del tuo inventario, prenditi del tempo per rivedere i contenuti e il design del tuo sito web. Aggiorna tutte le informazioni obsolete, tra cui pagine di vendita, descrizioni di prodotti, menu, categorie e qualsiasi altra cosa che necessiti di un aggiornamento. Assicurati che i contenuti del tuo sito web siano avvincenti e di valore per il tuo pubblico.

Prima del Black Friday e Cyber Monday 2025, aggiorna i prezzi dei prodotti che saranno in saldo. Prepara descrizioni, annunci di vendita, offerte, banner della home page e altre grafiche promozionali di cui avrai bisogno per il tuo sito web, i social media o le newsletter. Prepara tutto molto prima del weekend del BFCM in modo da poter apportare le modifiche necessarie ed essere pronto a caricarle in tempo.

5. Controlla e ottimizza la velocità del tuo sito per il traffico del Black Friday

Un altro passaggio cruciale quando prepari il tuo sito web per il Black Friday e Cyber Monday è ottimizzare la sua velocità e assicurarti che possa gestire l’elevato traffico previsto in modo che questo non ti costi vendite e infastidisca i visitatori.

  • Controlla la velocità attuale del sito web: assicurati che il tuo sito web si carichi in meno di 2 secondi, poiché i siti che richiedono più tempo per caricarsi sono in genere considerati lenti e rischiano di allontanare i visitatori. Puoi testare la velocità del tuo sito con vari strumenti online come GTmetrix, Pingdom e, se utilizzi WordPress, puoi utilizzare il nostro plugin gratuito Speed ​​Optimizer che, oltre al test di velocità, ti fornirà anche tutti gli strumenti di ottimizzazione essenziali senza problemi.
  • Assicurati di essere ospitato su un’infrastruttura ad alta velocità: avere un hosting affidabile che ti fornisca un’infrastruttura di hosting veloce è estremamente importante per prestazioni ottimali. Influisce direttamente su fattori critici come le prestazioni del server, il modo in cui il traffico viene gestito e allocato (particolarmente importante quando si prevedono enormi picchi di traffico durante eventi come il Black Friday), la latenza di rete, l’implementazione della cache, i sistemi CDN e molto altro.
  • Valuta se il tuo sito web può gestire il traffico del Black Friday: prima di esso, è utile rivedere l’utilizzo giornaliero delle risorse del tuo sito, come secondi di CPU ed esecuzioni dei programmi. Inoltre, analizza le statistiche del traffico del tuo sito web e prova a trovare informazioni sui periodi precedenti in cui hai avuto saldi o offerte speciali. Nel farlo, prova a stimare se avrai bisogno di più risorse e possibilmente di un piano di hosting più grande per preparare il tuo sito al traffico del Black Friday.
  • Ottimizza le immagini: ci sono diversi modi semplici ma efficaci per ottimizzare le immagini del tuo sito web e migliorarne la velocità di caricamento. Innanzitutto, usa solo le immagini necessarie: evita di ingombrare il tuo sito con immagini non necessarie. Riduci le dimensioni delle immagini e assicurati che non siano più grandi delle dimensioni di visualizzazione. Salvale nel formato WebP, che offre una forte compressione mantenendo un’elevata qualità delle immagini. Inoltre, puoi implementare il Lazy load, che ritarda il caricamento delle immagini fino a quando non stanno per entrare nella vista dell’utente.
  • Implementa una rete di distribuzione dei contenuti (CDN): se il tuo sito web ha visitatori da diversi Paesi e continenti, non dimenticare di utilizzare una CDN. Memorizzerà versioni nella cache del contenuto del tuo sito in più data center in tutto il mondo. Quando arriverà un nuovo visitatore, esso vedrà la versione memorizzata nella cache dalla posizione più vicina a lui, garantendo prestazioni ottimali. Come cliente SiteGround puoi usufruire di una CDN standard gratuita con ogni piano di hosting e, solo per un periodo di tempo limitato, della nostra CDN Premium con il 50% DI SCONTO, che può aumentare significativamente la velocità del tuo sito web.
  • Usa la cache: questo è un altro metodo potente per migliorare il tempo di caricamento del tuo sito, memorizzando temporaneamente copie del suo contenuto sul server. Alcune società di web hosting offrono questo servizio come soluzione integrata. Su SiteGround, ad esempio, abbiamo SuperCacher, che offre tre diversi livelli di memorizzazione nella cache: NGINX Direct Delivery (per il contenuto statico), Cache Dinamica (per il contenuto dinamico) e Memcached (per la memorizzazione nella cache degli oggetti). Quando abilitati tutti e tre, possono portare a un aumento della velocità del sito fino a 5 volte!

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Segui la nostra lista di cose da fare per migliorare la velocità del sito per avere una guida dettagliata su tutti i miglioramenti di velocità che puoi apportare in preparazione al Black Friday e Cyber Monday.

6. Migliora la sicurezza del sito e previeni il traffico di bot dannosi

Garantire la sicurezza del sito è importante tanto quanto ottimizzare la velocità, soprattutto nei periodi in cui si prevede un traffico elevato. Se il tuo sito web viene infettato da malware o subisce un attacco DDOS, potrebbe andare offline, con conseguenti perdite di vendite e persino danni alla fiducia dei clienti. Ecco alcuni trucchi rapidi e semplici che puoi mettere in atto in anticipo per garantire la sicurezza del tuo sito web durante il Black Friday e Cyber Monday.

  • Scegli un servizio di web hosting sicuro: assicurati di utilizzare un provider di hosting sicuro con un’infrastruttura e soluzioni server robuste, come protezione DDOS, sistemi di monitoraggio del server e backup. In SiteGround, siamo orgogliosi di fornire ai clienti tutte queste funzionalità essenziali e molto di più, come un sistema IA anti-bot, un Web Application Firewall, nonché le versioni software più recenti e sicure, tra cui PHP 8.2 di default e l’ultimo MySQL 8.
  • Mantieni aggiornati il ​​tuo software e i tuoi plugin: per evitare di rendere il tuo sito web vulnerabile agli attacchi, ricorda di mantenere sempre aggiornati il ​​suo software, i suoi plugin e i suoi temi con le ultime versioni stabili.
  • Aggiungi un certificato SSL: se non l’hai già fatto, installare un certificato SSL è assolutamente necessario, poiché crittografa e protegge i dati sensibili del sito come ID, password, numeri di carte di credito. Verifica anche l’identità del tuo sito ed è necessario se vuoi soddisfare i requisiti dei motori di ricerca che segnalano i siti non protetti.
  • Utilizza password complesse e implementa l’autenticazione a due fattori (2FA): tieni presente che sia tu che i tuoi utenti dovreste creare password complesse e sicure. Inoltre, aggiungi un ulteriore livello di sicurezza per gli account di amministrazione del tuo sito web. Con l’autenticazione a due fattori abilitata, il tuo accesso richiederà un passaggio aggiuntivo prima che chiunque possa accedere al tuo account di amministrazione, rendendolo molto più sicuro. Se utilizzi WordPress, non saltare l’aggiunta dell’autenticazione a due fattori che puoi attivare in un click utilizzando il nostro plugin gratuito Security Optimizer.

7. Prepara il tuo servizio clienti

Una volta che hai sistemato la velocità e la sicurezza del tuo sito web, è il momento di concentrarti sul tuo servizio di supporto durante il Black Friday e Cyber Monday. Fornire un supporto adeguato ai visitatori del tuo sito è molto importante, poiché oggigiorno i clienti si aspettano risposte rapide alle loro richieste, soprattutto durante eventi ad alto traffico.

Indipendentemente dal fatto che la tua attività abbia un team di supporto dedicato, aggiungere una sezione FAQ visibile, chiara e utile è fondamentale. Può ridurre significativamente il carico sul tuo team di supporto e migliorare l’esperienza complessiva del cliente. Cerca di fornire una risposta completa a tutte le domande più comuni dei clienti, inclusi dettagli sui prodotti, informazioni su spedizione e consegna, politiche di reso, etc.

Per chi gestisce l’assistenza clienti, sia con un team dedicato, sia in autonomia, bisogna assicurarsi di aumentare la disponibilità per le richieste relative al Black Friday e Cyber Monday. Valuta di aumentare gli orari di supporto o di incorporare live chat o bot basati sull’intelligenza artificiale per aiutarti a gestire le richieste di routine.

8. Pianifica i tuoi sforzi di marketing per il Black Friday

Per sfruttare al meglio le tue offerte del Black Friday e Cyber Monday, prenditi del tempo per pensare e preparare una strategia di marketing ben pianificata. Prima inizi a creare l’attesa, migliori saranno i risultati che puoi aspettarti. Per la tua strategia di marketing, considera di concentrarti e utilizzare il canale che è tradizionalmente più efficace per la tua attività specifica.

Un immagine che mostra un esempio di email promozionale con l'invito a provare il nostro servizio di email marketing

In genere, l’email marketing è uno dei modi migliori per promuovere i tuoi prossimi saldi per il Black Friday e Cyber Monday. Per rendere le tue offerte più pertinenti e personalizzate, segmenta il tuo elenco di iscritti email per un targeting preciso. Considera di inviare email in anticipo che generano curiosità sulle offerte in arrivo; ti aiuterà a mantenere il tuo brand al primo posto nella mente degli iscritti. Abbiamo raccolto le pratiche più efficaci che puoi utilizzare per scrivere le migliori email promozionali.

Anche la tua presenza sui social media è fondamentale durante il Black Friday e Cyber Monday, specialmente sulle piattaforme più popolari ed efficaci come Instagram, Facebook e TikTok. Inizia a generare fermento attorno alle tue offerte speciali con i countdown, un’anteprima delle tue vendite principali e pensa di collaborare con gli influencer se vuoi raggiungere un pubblico specifico o più ampio. Non dimenticare di usare anche gli annunci sui social media per promuovere ulteriormente le tue offerte con testi pubblicitari chiari, avvincenti e urgenti.

Un altro modo efficace per aumentare le vendite e indirizzare il traffico verso il tuo sito web durante il Black Friday e Cyber Monday è di sfruttare i contenuti del blog. Se hai un blog, inizia a scrivere articoli informativi e coinvolgenti che evidenzino le tue offerte e il valore dei tuoi prodotti o servizi.

Per ottenere il massimo impatto, prendi in considerazione la preparazione di una serie di articoli del blog prima del Black Friday con suggerimenti per lo shopping, informazioni sui prodotti e trucchi che potrebbero attrarre potenziali acquirenti e creare attesa. Assicurati di condividere ogni articolo del blog tramite social media ed email per raggiungere un pubblico più ampio. Per far funzionare davvero i tuoi sforzi di marketing, scrivi contenuti avvincenti, usa più canali in modo da raggiungere un pubblico più vasto e sfrutta la pubblicità a pagamento una volta iniziati i saldi.

Conclusione

I giorni di shopping più intensi dell’anno stanno arrivando alla velocità della luce, quindi inizia a prepararti oggi per sfruttare al meglio i tuoi saldi durante il weekend del Black Friday e Cyber Monday. Stabilisci i tuoi obiettivi e utilizza le tattiche che ritieni più efficaci per la tua attività. Ci auguriamo che sia il tuo evento di vendita più redditizio di sempre!

Domande frequenti su Black Friday e Cyber ​​Monday

Il Cyber ​​Monday è migliore del Black Friday?

Per quanto riguarda il numero di vendite e quale dei due eventi funziona meglio, questo dipende molto dal settore, dal tipo di attività e dalle preferenze dei clienti. Se possiedi un negozio fisico, il Black Friday potrebbe portarti risultati migliori, poiché è associato allo shopping in negozio. D’altra parte, se la tua attività è esclusivamente online, il Cyber ​​Monday potrebbe essere più vantaggioso. Consigliamo vivamente di utilizzare entrambi gli eventi, dato che la linea di demarcazione che li distingue si è confusa sempre di più negli ultimi anni.

Quanto durano il Black Friday e il Cyber Monday?

Tradizionalmente, il Black Friday inizia negli Stati Uniti il ​​venerdì (29 novembre nel 2025) subito dopo il Ringraziamento e dura 24 ore intere. Negli ultimi anni, tuttavia, la maggior parte dei rivenditori ha iniziato a estendere l’evento di shopping per tutto il fine settimana fino al Cyber ​​Monday, che cade il lunedì successivo. Per quanto riguarda la fine del Cyber ​​Monday, la maggior parte delle offerte terminerà a tarda notte di lunedì (1 dicembre nel 2025), ma alcuni commercianti estenderanno le offerte fino a martedì e oltre.

Come aumentare le vendite durante il Black Friday?

Per aumentare le vendite durante il Black Friday, inizia a prepararti in anticipo e annuncia le tue promozioni in anticipo per creare attesa. Pubblicizzale utilizzando più canali in modo da raggiungere un pubblico più ampio e assicurati di evidenziarne il valore, i vantaggi e la quantità limitata. Verifica che il tuo sito sia abbastanza veloce e sicuro da gestire l’aumento del traffico e il volume degli ordini. E, ultimo ma non meno importante, crea sconti e offerte attraenti ma reali, piuttosto che creare promozioni ingannevoli in cui i prezzi vengono aumentati in anticipo e poi abbassati durante il Black Friday per apparire scontati.

SEO e AI – Come far emergere il tuo sito nelle ricerche

illustrazione che rappresenta una barra di ricerca con una funzione AI incorporata

Con ogni nuovo cambiamento nell’ambito della tecnologia, la SEO cambia pelle. Negli ultimi anni, con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, la nuova pelle è più vistosa e dissimile da ciò a cui siamo abituati. Così diversa, di fatto, che oggi si parla di Artificial Intelligence Optimization, Generative Engine Optimization, Answer Engine Optimization, e magari altre ancora. Questi però sono tutti nomi nuovi per descrivere le vesti assai diverse che porta ora la SEO.

Nonostante il cambio d’abito, l’obiettivo, resta lo stesso di sempre: far emergere i propri contenuti e connettersi con il proprio pubblico. Solo che adesso le “pagine dei risultati” non sono più un’unica destinazione. Le persone trovano informazioni su Google, ma anche nelle risposte generate da ChatGPT e nei riassunti delle AI Overviews. In altre parole, la ricerca non ha più luogo in un solo spazio, ma un insieme di spazi interconnessi dove il tuo brand deve saper farsi trovare.

Per riuscirci, servono tecniche diverse da quelle della SEO tradizionale, anche se conoscere le basi resta fondamentale. Le regole di SEO on-page, SEO off-page e SEO tecnica continuano a contare, ma oggi si intrecciano con nuove strategie che tengono conto di come l’AI interpreta, sintetizza e distribuisce le informazioni.

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Come l’IA sta cambiando la SEO

Fino a qualche anno fa, la SEO era un gioco di pazienza e parole chiave. Si trattava di scegliere i termini giusti, inserirli nei punti strategici e sperare che Google e i lettori notassero il proprio sito tra una distesa di titoli e URL quasi identici. Poi la pagina dei risultati ha cominciato a popolarsi di box, con l’arrivo degli snippet, dei knowledge graph e dei rich results, con gli image packs e le risposte dirette. Con uno spazio per i siti sempre più ristretto, la corsa per conquistare un click si è fatta più affollata.

due screenshot di SERP diverse: la prima in vecchio stile, dove appaiono solo link a diverse pagine; la seconda con image pack, knowledge graph, anteprime video e highlight

Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale le regole del gioco sono cambiate di nuovo. Scrivere contenuti è diventato più veloce per chiunque. Il risultato però è stato un oceano di testi tutti simili, spesso privi di vera sostanza. Google ha quindi reagito cercando di dare spazio a ciò che gli utenti cercano davvero: esperienze vissute e autentiche, opinioni concrete, risposte ricche di consigli veri. È per questo che sempre più risultati in prima pagina provengono da community come Reddit, Quora o forum di nicchia.

Ma ora, con l’integrazione dell’IA, la ricerca si è frammentata ancora di più. Gli utenti non si affidano più solo a Google, ma cercano su ChatGPT, sui social, oppure si affidano alle AI Overviews, cioè quei riassunti generati direttamente nella pagina dei risultati. La presenza online di un brand non si misura allora soltanto nella SERP, ma anche nella sua capacità di emergere nei contesti guidati dall’IA.

screenshot di una ricerca Google "cosa sono le AI Overview". La risposta è un'AI Overview che sintetizza le informazioni di altri siti.

In altre parole, la SEO non è più confinata a una pagina di risultati. È diventata un ecosistema distribuito tra motori di ricerca, assistenti AI e social. E chi vuole restare visibile dovrà imparare a farsi trovare in tutti questi luoghi, non solo tra le pagine suggerite nella SERP.

Nel resto dell’articolo vedremo esattamente in cosa consistono questi cambiamenti e quali sono le soluzioni da mettere in atto per rimanere rilevanti.

Cambiamento nella SEOSoluzione
La ricerca non è solo nelle SERP di Google→ Ottimizza per comparire nelle AI Overviews e nelle risposte di ChatGPT, sii presente sui social
L’IA premia i contenuti che vanno dritti al punto→ Dai priorità all’intento di ricerca, assicura una buona SEO tecnica, usa un linguaggio naturale
L’affidabilità è tutto→ Includi informazioni sugli autori, crea cluster di contenuti
SERP dinamica→ Tieni i contenuti aggiornati

1. La ricerca non è più solo Google

Come abbiamo appena detto, oggi “apparire online” non significa più soltanto essere visibili nelle SERP. La presenza digitale si misura anche in come un brand emerge nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale, nelle AI Overviews e nelle conversazioni su ChatGPT. È un paesaggio frammentato, e per questo dobbiamo imparare quali sono i contenuti e i formati prediletti da ogni piattaforma.

schematizzazione della distribuzione delle ricerche spiegata nella lista puntata successiva
  • Le AI Overviews si attivano soprattutto con ricerche informative, cioè quelle che iniziano con “cosa”, “come”, “quando” o “perché”. Qui l’utente cerca risposte brevi e dirette o guide step-by-step. I motori generativi, infatti, sintetizzano le informazioni da una serie di siti ritenuti affidabili e generano un sunto. L’utente ottiene la risposta senza mai visitare alcun sito, generando le cosiddette zero-click searches.
  • ChatGPT e gli altri assistenti AI, invece, hanno un approccio più conversazionale. Rivolgendosi a questi assistenti, gli utenti tendono a formulare domande lunghe dal tono naturale, anziché solo parole chiave. Per un’attività, questo significa ripensare la scrittura dei propri contenuti in chiave dialogica, secondo le long-tail queries che riflettono un linguaggio umano.
  • Quando si tratta di query locali o transazionali, invece, vengono privilegiati i risultati classici, quindi la SEO locale e la SEO tradizionale rimangono centrali in questi ambiti. Se un utente cerca “negozio di hosting a Milano” o “miglior piano VPS per e-commerce”, Google tende a mostrare mappe, elenchi, e risultati Google Shopping.

Anche se parliamo di AI, dobbiamo fare un appunto sui social media, che già da anni influenzano la scoperta dei contenuti. Infatti, essere visibili sui social aumenta la credibilità di un brand agli occhi dei motori di ricerca e dei modelli generativi. Ed è proprio la credibilità che dobbiamo inseguire. 

I social hanno tutto un loro mondo e funzionamento, quindi ti consigliamo di leggere il nostro articolo riguardo il social media marketing se ne vuoi sapere di più. Per ora ci basti dire che ogni piattaforma ha il proprio pubblico, le proprie preferenze (Instagram e TikTok puntano sull’esplorazione, LinkedIn e YouTube all’insegnare e costruire fiducia) e i propri formati. Perciò sarai tu a dover scegliere dove farti presente a seconda delle user personas che vuoi raggiungere e del tuo modello di business. 

2. Contenuti che vanno dritti al punto

Fino a qualche tempo fa si potevano vedere in cima ai risultati articoli pieni di parole chiave, prolissi e un po’ vaghi. Oggi, un articolo ottimizzato per la SEO è un articolo distillato, che risponde con precisione alle domande degli utenti. Gli algoritmi AI, allenati su milioni di testi, sanno distinguere quando un testo offre valore reale e quando, invece, si limita a rigirare concetti già noti.

Quando l’IA scansiona un testo, in sostanza, è alla ricerca di ciò che vogliono sapere anche le persone, delle risposte chiare, verificabili, utili. I contenuti che si distinguono sono quelli che:

  • Riportano informazioni concrete
  • Propongono un punto di vista originale, senza limitarsi a quello che già scrivono in centinaia. 
  • Entrano subito nel merito della questione, evitando preamboli superflui o senza sostanza. 

Il concetto chiave è quindi la densità informativa. Un articolo di mille parole può essere più incisivo di uno da diecimila, se ogni frase aggiunge qualcosa di utile e nuovo.

3. L’affidabilità è tutto

A causa della corrente sovrappopolazione delle SERP e del surplus di informazioni, per emergere nelle ricerche guidate e influenzate dall’intelligenza artificiale, è di capitale importanza dimostrare credibilità, affidabilità, autorevolezza, esperienza di prima mano e trasparenza.

Le pagine che guadagnano visibilità su Google e sui modelli AI oggi sono quelle che riflettono proprio questo, riportando:

  • Casi-studio e dati raccolti sul campo, 
  • Esperienze professionali e racconti di situazioni vissute,
  • Dettagli concreti come percentuali, date, testimonianze,
  • Citazioni di fonti e autori di competenza comprovabile.

4. La SERP diventa più dinamica

I motori di ricerca e le piattaforme AI aggiornano costantemente le loro valutazioni per allinearsi meglio all’intento reale dell’utente. Ciò significa che ciò che funziona oggi potrebbe perdere visibilità domani se non resta pertinente.

Algoritmi e modelli generativi cercano di capire cosa cerca l’utente, come cambia il suo modo di porre domande, quali dettagli diventano rilevanti e quali tendenze emergono nel tempo. I contenuti che si adattano a questi cambiamenti, aggiornando dati, esempi, insight e risposte pratiche, sono quelli che rimangono in vista. Restare visibili richiede dunque attenzione continua. 

Come emergere nelle SERP, nelle ricerche IA e nelle AI Overview

Abbiamo appena visto che la SEO sta vedendo enormi cambiamenti. Ne consegue che non ci basterà ottimizzare meta tag e parole chiave. Abbiamo bisogno di un approccio più sfaccettato per farci trovare nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale, nelle AI Overviews e nelle SERP.

La buona notizia è che molte tecniche tradizionali restano fondamentali, soprattutto riguardo la SEO tecnica, ma andranno integrate a strategie specifiche per l’AI. In questa sezione vedremo appunto come bilanciare SEO tradizionale e nuove opportunità AI, attraverso azioni concrete che aiutano il tuo sito a restare rilevante in un ecosistema in continua evoluzione.

1. Crea cluster di argomenti

Uno dei modi più efficaci per segnalare ai motori di ricerca e ai modelli IA che il tuo sito è una fonte affidabile è mostrare profondità e coerenza tematica. Questo si dimostra costruendo un ecosistema di contenuti collegati: i cosiddetti cluster di argomenti, invece di articoli isolati.

Il punto di partenza è definire i pilastri del tuo settore, ossia i temi principali su cui vuoi posizionarti. Per ciascuno di essi, realizza una guida completa che funga da punto di riferimento. Attorno a queste guide, sviluppa articoli più specifici che esplorano i singoli aspetti del tema principale. Ogni contenuto secondario deve rimandare sia alla guida principale sia agli altri articoli correlati, creando così una rete logica e interconnessa.

visualizzazione dei cluster di argomenti in forma grafica. un contenuto portante al centro, con contenuti cluster tutto intorno, collegati da hyperlink

Questo sistema aiuta i motori di ricerca a comprendere la struttura del tuo sito e la tua competenza sull’argomento, e allo stesso tempo offre anche all’utente un’esperienza coerente e approfondita. Un sito ben organizzato in cluster trasmette il messaggio chiaro che sei un vero esperto nel tuo settore.

Nella pianificazione dei cluster, cerca di coprire contenuti per ogni fase del customer journey. Programma contenuti adatti alle ricerche iniziali di curiosità (fase di awareness) fino alle decisioni concrete di acquisto o di azione.

2. Dai priorità all’intento di ricerca, non alla lunghezza

Non è più la lunghezza di un articolo a determinare il suo successo, ma la capacità di rispondere con precisione alle domande esatte degli utenti. Allora i tuoi contenuti dovranno essere scritti per venire incontro a queste necessità: i primi paragrafi devono offrire risposte concise e dirette, ideali per essere citate dalle AI Overviews. Procedi così:

  1. Comprendi l’intento di ricerca per ogni argomento che tratti: l’utente cerca informazioni pratiche? Paragoni? Consigli specifici? Una lista? Istruzioni passo a passo? Come richiede queste informazioni esattamente?
  2. Struttura i titoli secondo le domande comuni che appaiono nei risultati
  3. Rispondi in termini semplici a queste domande nelle prime 40-60 parole, cercando di tenerti sulle 1-2 frasi. Dettagli, esempi o metafore verranno dopo.
  4. Inserisci una sezione FAQ alla fine, che raccolga le domande più frequenti.

Questo aiuta sia i lettori sia gli algoritmi a individuare rapidamente i contenuti rilevanti, aumentando la probabilità di comparire nelle Overview in cima alle SERP, ma anche di essere citati nelle risposte dei motori generativi.

3. Usa un linguaggio naturale

È da tempo ormai che riempire i contenuti di parole chiave non serve, anzi penalizza le pagine. Quello che invece dovrai fare per far capire contesto e significato dei tuoi contenuti alle AI è usare sinonimi e termini che fanno parte del campo semantico di riferimento. 

Questo è perché, grazie al Natural Language Processing (in italiano Elaborazione del linguaggio naturale), i modelli IA sono in grado di capire la relazione tra parole, concetti e atteggiamenti che emergono in un testo. 

Usando molti sinonimi, termini relazionati e parole dello stesso campo semantico, i tuoi contenuti risulteranno più naturali e ricchi di significato. Le IA saranno perfettamente in grado di capire la sostanza e la qualità di quello che stai comunicando, dandoti migliori possibilità di essere citato nelle risposte dei motori generativi – che, appunto, tendono ad essere anche loro più discorsive e naturali.

4. Fornisci informazioni riguardo gli autori

Per comunicare la massima autorevolezza e affidabilità, ogni articolo dovrebbe includere un author box che racconti chi ha scritto il testo: qualifiche, area di specializzazione, anni di esperienza, riconoscimenti, o addirittura interessi personali. Questo tipo di trasparenza umanizza il contenuto e dimostra che dietro a quelle righe c’è una persona con una voce e una competenza reale.

Aggiungi link ai profili professionali, come LinkedIn, per rendere la verifica immediata. Anche specificare eventuali inclinazioni personali o punti di vista può aumentare la fiducia. Un autore che ammette le proprie preferenze e punti ciechi comunica onestà.

screenshot di un author box direttamente da un articolo del blog di SiteGround

5. Struttura sito e post per l’indicizzazione

Un sito ben strutturato è più facilmente indicizzato dai motori di ricerca, più facilmente scansionabile dai crawler AI (e quindi considerato più affidabile dagli algoritmi IA) e più immediato per chi legge. 

Il tutto aumenta la probabilità di comparire come fonte autorevole su SERP e risposte AI. Ci è chiaro allora che la struttura del sito e dei singoli articoli, cioè la SEO tecnica, è fondamentale. Vediamone gli elementi chiave:

  • Velocità del sito: assicurati di avere un codice leggero, immagini compresse, caching attivo e solo plugin necessari. Se usi WordPress strumenti come il SiteGround Speed Optimizer possono fare la differenza, rendendo il tuo sito fino al 20% più veloce rispetto ad altri plugin simili.
  • Elimina le barriere: rimpiazza i link rotti, i contenuti duplicati o le risorse bloccate, rendi la navigazione rapida e intuitiva e sito mobile-friendly.
  • Schema markup corretto: usa i dati strutturati per segnalare il tipo di contenuto ai motori (i più comuni sono gli schema How-to, FAQ, Recipe, Review e Product).
  • Facilita l’AI crawling: Usando un hosting AI-friendly ti assicuri che il server sia accessibile ai crawler senza limitazioni. Attenzione ai contenuti in Java-Script, che potrebbero risultare nascosti ai crawler.
  • Heading e metadata appropriati: titoli coerenti e descrizioni ottimizzate migliorano la leggibilità sia per gli utenti sia per i motori di ricerca.

Per rendere i contenuti in sé facili da leggere e scansionare, sia per l’IA che per chi ti leggerà:

  • Utilizza paragrafi brevi, indicativamente di 2-4 frasi ciascuno.
  • Usa liste e tabelle nel testo per organizzare e schematizzare le informazioni. Occhio però, se le liste e le tabelle sono in formato di immagine, la lettura da parte dell’IA non è così immediata. 
  • Evidenzia i concetti chiave con grassetti e corsivi.

Seguendo queste dritte avrai un sito ben strutturato che facilita l’indicizzazione e trasmette professionalità e affidabilità.

6. Aggiorna i tuoi contenuti

I risultati delle ricerche e le risposte generate dall’AI cambiano di continuo, quindi la manutenzione dei contenuti è una pratica essenziale.

Monitora regolarmente le performance dei tuoi contenuti, verifica se le tue pagine mantengono il posizionamento nelle SERP e se continuano a comparire nelle AI summaries. Un calo di visibilità spesso indica che sono emerse fonti più aggiornate o rilevanti. Se così fosse, sarà arrivato il momento di rivedere e ottimizzare, aggiungendo nuovi dati, aggiornando gli esempi, integrando tendenze recenti o punti di vista più attuali.

Tenere d’occhio i social media può essere un ottimo termometro per capire dove si muove l’interesse degli utenti. Le discussioni più attive e le domande ricorrenti sono segnali preziosi di ciò che le persone vogliono sapere ora.

Cosa aspettarsi dal futuro della SEO

La SEO del futuro non si prospetta un terreno stabile, ma un equilibrio in continuo assestamento. L’intelligenza artificiale continuerà a cambiare il modo in cui le persone cercano informazioni, confrontano soluzioni e decidono di acquistare. Per le aziende, questo indica il bisogno di restare agili senza perdere di vista ciò che davvero conta, ovvero la fiducia degli utenti e la capacità di rispondere ai loro bisogni reali.

È facile lasciarsi tentare dalle mode del momento o temere le ricerche zero-click, sempre più frequenti con l’espansione delle AI Overviews e degli AI Agent. Ma non è la fine della SEO, è solo un nuovo modo di cercare. Gli utenti non smetteranno di informarsi, semplicemente lo faranno in ambienti più dinamici.

In questo scenario, la tecnologia che sostiene il tuo sito farà la differenza. Un hosting veloce, affidabile e ottimizzato per i crawler AI è il punto di partenza per garantire che i tuoi contenuti siano visibili, performanti e sempre accessibili.

Una piattaforma come SiteGround, che combina velocità, sicurezza e compatibilità con le nuove tecnologie di scansione IA, è una sella ben salda sul dorso di questi tempi galoppanti.

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Prompt per ChatGPT: Come scriverli + Esempi

C’è una ragione per cui molte persone restano deluse dalle risposte di ChatGPT. I testi risultano uniformi, gonfi di frasi generiche, a volte persino con errori o informazioni inventate. Questo tono inconfondibile “da macchina” nasce spesso dal modo in cui vengono poste le domande.

Troppo spesso i prompt sono brevi, vaghi, troppo simili a ricerche su Google. In queste condizioni, l’IA non ha gli strumenti per offrire contenuti ricchi e strutturati e riempie i vuoti con parole superflue.

Imparare a scrivere comandi efficaci significa dare all’IA una direzione chiara, metodo, istruzioni e contesto precisi. I prompt sono ciò che separa un risultato mediocre da uno realmente utile, creativo, affidabile. In altre parole: la qualità delle risposte dipende interamente dalla qualità delle domande. Questa guida mostra proprio come porre queste domande, i prompt.

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Cosa sono i Prompt per ChatGPT?

I prompt per ChatGPT sono le istruzioni o le domande che fornisci all’IA per generare una risposta. In altre parole, un prompt è ciò che guida ChatGPT nella produzione dei contenuti, infatti il termine in inglese significa “stimolo” o “input”.

Saper scrivere prompt efficaci fa la differenza tra ricevere quelle risposte generiche chiaramente scritte dall’IA che non piacciono a nessuno e ottenere contenuti ben strutturati, approfonditi e affidabili, utilizzabili concretamente nel lavoro quotidiano. Per ottenere questo, un buon prompt deve definire le aspettative e fornire abbastanza dettagli perché l’IA comprenda il compito.

Come scrivere i prompt per ChatGPT

Molti si avvicinano a ChatGPT ponendo domande eccessivamente semplici, come se stessero facendo una ricerca su Google. Queste domande funzionano, certo, ma non sfruttano il vero potenziale dello strumento. Per ottenere risposte più accurate, complete e vicine alle tue esigenze, serve un metodo preciso.

Strumenti come ChatGPT, Claude o Gemini sono un traguardo straordinario della tecnologia, ma restano pur sempre quello: macchine. Sono in grado di analizzare dati, fare calcoli e categorizzare enormi quantità di dati in pochi secondi, ma non possiedono buon senso, né condividono automaticamente il nostro contesto culturale o professionale. Tutto ciò che per noi è ovvio potrebbe non esserlo per l’IA.

La regola più importante è quindi fornire all’IA quante più informazioni di contesto possibili. Indica chiaramente che tipo di risposta ti serve, a cosa ti serve, in che formato la vuoi, con quale stile deve essere scritta. Più dettagli fornisci, più il modello sarà in grado di produrre contenuti realmente utili e non vaghi.

schema riassuntivo dei passi necessari per scrivere un buon prompt su ChatGPT: 1 specifica un ruolo, 2 identifica lo scopo, 3 fornisci un contesto, 4 definisci un formato, 5 offri degli esempi, 6 richiedi tono e stile, 7 poni dei vincoli

1. Specifica un ruolo

Quando parli con un amico usi un linguaggio spontaneo, mentre in un colloquio di lavoro scegli parole e toni molto diversi. Perché? Perché il ruolo che ricopri in quei contesti non è lo stesso. Lo stesso principio vale con l’IA. Se vuoi ottenere risposte davvero pertinenti, devi indicare a ChatGPT quale ruolo assumere.

Assegnare un ruolo significa dare all’IA un punto di vista e un linguaggio precisi. Questo le permette di usare il tono, la terminologia e l’approccio giusto per la situazione. Ad esempio:

  • Sei un consulente fiscale. Spiega a un imprenditore quali sono i vantaggi di aprire una SRL.
  • Comportati da esperto di marketing. Scrivi tre headline persuasive per promuovere un nuovo servizio di ecommerce.
  • Immagina di essere un formatore aziendale. Illustra a un team le basi del project management.

Stabilendo un ruolo, otterrai testi più coerenti e contenuti di qualità più vicina alle tue esigenze.

screenshot che mostra due risposte di chatgpt alla stessa domanda "spiegami come funziona la fotosintesi". Nell'esempio dove viene aggiunto "sei un maestro delle elementari" al prompt, la risposta utilizza similitudini e un linguaggio non tecnico per spiegare il concetto.

In questo esempio, vediamo come porre esattamente la stessa domanda con l’unica aggiunta della specificazione del ruolo “Sei un maestro delle elementari”, cambi enormemente il tono, il lessico e l’impostazione della risposta.

2. Identifica lo scopo

Le idee che emergono in una sessione di brainstorming non hanno la stessa forma o profondità di quelle che inseriresti in una proposta ufficiale al tuo capo. È per questo che, quando scrivi un prompt per ChatGPT, devi chiarire subito qual è lo scopo della tua richiesta.

Vuoi solo soddisfare una curiosità personale? Ti serve un testo pronto da inserire in un’email a un cliente? Oppure hai bisogno di un confronto dettagliato tra dati o statistiche, che ti permetta di vedere le differenze in maniera chiara e ordinata? Ogni obiettivo richiede un approccio diverso, e se lasci che l’IA indovini da sola potresti non essere soddisfatto.

Per esempio:

  • Genera cinque possibili titoli per un articolo di blog su come acquistare domini.
  • Scrivi una bozza di email formale per proporre una collaborazione a un’agenzia di comunicazione.
  • Voglio capire le differenze tra i principali tipi di hosting, fai un confronto usando una tabella chiara.

Più sei preciso nello spiegare a cosa ti serve la risposta, più ChatGPT potrà darti contenuti immediatamente utilizzabili, senza che tu debba rielaborarli da zero.

screenshot che mostra la risposta di ChatGPT al prompt "sto cercando idee per il mio ecommerce di abbigliamento, e tu sei un consulente di marketing che deve suggerirmi strategie di upselling creative e originali"

In questo esempio, quello che cerchiamo non è un contenuto immediatamente utilizzabile, ma idee originali a cui ispirarsi, quindi l’output fornito è breve e schematico ma comunque adeguatamente sviluppato, grazie alle specificazioni fornite.

3. Fornisci un contesto

Il contesto è l’elemento cardine. Considera come contesto tutte le informazioni e i dettagli che possiedi già e che puoi trasmettere a ChatGPT perché costruisca una risposta davvero utile. 

Più contesto fornisci, più ChatGPT riesce a interpretare correttamente la tua richiesta e a produrre un output in linea con le tue aspettative. Senza contesto, il modello tende a “riempire i vuoti” con soluzioni generiche, che rischiano di essere lontane da quello che ti serve davvero, imprecise o incomplete.

screenshot che mostra un prompt dove viene fornito un contesto moderatamente dettagliato (tipo di business, progetto, specifiche prodotto, disponibilità) per poter avere il copy di un sms promozionale dettagliato

Come vedi, la differenza grazie al contesto, la risposta è precisa, coinvolgente e pronta per essere utilizzata. Un piccolo sforzo in più nella formulazione del prompt si traduce in un grande salto di qualità nell’output che ricevi.

4. Definisci il formato

Definire il formato in un prompt per ChatGPT significa indicare esplicitamente come vuoi che la risposta venga presentata: elenco puntato, tabella, checklist, paragrafo di 100 parole, CSV, ecc. Specificare il formato è un piccolo comando che può rendere una risposta immediatamente consultabile e utilizzabile.

Se hai mai ottenuto una risposta che conteneva tutte le informazioni che cercavi, ma difficile da leggere, sai perché questo passaggio è cruciale. Specificando il formato riduci la necessità di rielaborare il testo e puoi ottenere output pronti per l’uso.

Vediamo degli esempi pratici di prompting con delle specificazioni di formato.

  • Genera una checklist passo-passo per migliorare la sicurezza del mio sito.
  • Scrivi un’email di massimo 120 parole con tono professionale per informare i clienti della manutenzione programmata del sito.
  • Crea una lista in quattro punti che elenchi i benefici del tè verde.
screenshot che mostra un prompt che specifica il formato richiesto: "crea una tabella che riassuma le quattro città più grandi del mondo. la tabelle deve riportare popolazione, km2, e densità di popolazione"

Se hai dei bisogni specifici in quanto al formato, prenditi il tempo di pensarci su e fornisci un prompt preciso. Per esempio, se vuoi una tabella formattata in modo particolare:

  • Restituisci in formato CSV le 5 principali metriche di performance dei 10 siti che ti ho inviato. Per ogni metrica crea tre colonne: metrica, valore, commento breve. Usa le tre colonne successive per la prossima metrica, e così via. Ogni sito è dedicato ad una riga.

5. Offri degli esempi

Fornire esempi è uno dei modi più efficaci per aiutare ChatGPT a capire esattamente cosa vuoi ottenere. Gli esempi servono come modello: mostrano il tono, lo stile, il formato e il livello di dettaglio che desideri, soprattutto se non sei sicuro di essere stato completamente chiaro nel prompt o se non sai come spiegarti.

Ad esempio, se gestisci un Ecommerce e hai già scritto descrizioni prodotto di cui sei soddisfatto, puoi fornire una descrizione esistente come modello. Poi, indicando le caratteristiche del nuovo prodotto, chiedi a ChatGPT di produrre una descrizione simile e coerente con le altre.

screenshot che mostra un prompt per la descrizione di un prodotto. il prompt fornisce dettagli sul prodotto in se e poi un esempio di una descrizione simile.

Anche se non sei esperto nel formulare prompt, fornire esempi concreti aiuta ChatGPT a produrre risultati che richiedono poca o nessuna rielaborazione da parte tua, risparmiando tempo e garantendo uniformità nel contenuto.

6. Richiedi un tono e uno stile specifico

Il tono è fondamentale quando utilizzi ChatGPT per produrre testi destinati a essere pubblicati o letti da terzi. Specificarlo permette all’IA di modulare il linguaggio senza cambiare il contenuto essenziale: puoi mantenere le stesse informazioni, ma con un tono diverso a seconda del contesto.

Che tu stia scrivendo una proposta per un investitore, una newsletter informale per clienti o un post promozionale sui social, indicare il tono giusto ti aiuta a trasmettere la sensazione desiderata.

Ad esempio, puoi chiedere a ChatGPT di adottare uno stile:

  • Formale e professionale
  • Amichevole e colloquiale
  • Umoristico e leggero
  • Istituzionale o motivazionale
screenshot che mostra i due risultati diversi che si ottengono usando lo stesso prompt "scrivi un oggetto email per un invito all'apertura di un nuovo cinema" con l'unico cambiamento nell'aggiunta delle indicazioni per il tono

Come vediamo nell’esempio, anche con un testo brevissimo e nessun’altra specificazione, una piccola variazione nel tono può fare una grande differenza nella percezione del testo.

7. Poni dei vincoli

Inserire vincoli nei tuoi comandi per ChatGPT è un modo efficace per guidare l’IA verso risultati più precisi e pertinenti, evitando caratteristiche o aggiunte che richiederebbero correzioni o rielaborazioni.

Se, ad esempio, noti che nelle risposte ricorrenti ChatGPT inserisce elementi indesiderati, come grassetti, emoji o ripetizioni, puoi semplicemente specificare di escluderli. Così il risultato sarà già allineato alle tue esigenze e pronto all’uso.

Alcuni tipi di vincoli comuni sono:

  • Limiti di lunghezza o numero di parole/caratteri
  • Restrizioni sul linguaggio o sullo stile (nessuna emoji, nessun grassetto, etc)
  • Regole specifiche per il contenuto (evitare certi termini, rispettare uno schema)
  • Vincoli per il formato (numero massimo di punti in un elenco, di righe in tabella, etc)
screenshot di un prompt di chatgpt con due vincoli, uno riguardo la lunghezza massima di 4 parole, l'altro riguardo il numero di soluzioni proposte, 8.

I vincoli servono quindi a ridurre al minimo gli scarti tra ciò che chiedi e ciò che ricevi. Quando li combini con ruolo, scopo, contesto, formato, esempi e tono, ottieni prompt completi che riducono al minimo gli scarti tra la tua richiesta iniziale e la risposta più coerente e affidabile che utilizzerai. Ricorda che dopo che avrai ottenuto una risposta soddisfacente, c’è sempre spazio per umanizzare i testi prodotti dall’IA.

Esempi di prompt per ChatGPT

Dopo aver visto i passaggi fondamentali per scrivere prompt efficaci, è utile osservare come queste strategie si traducono in esempi concreti. In questa sezione mostreremo alcune applicazioni pratiche di ChatGPT in diversi contesti aziendali: dalla gestione delle email al marketing, dalla creazione di contenuti al servizio clienti, fino all’organizzazione dei dati.

L’obiettivo è fornire ai piccoli e medi imprenditori italiani prompt riutilizzabili, già strutturati secondo le regole che abbiamo visto: ruolo, scopo, contesto, formato, esempi, tono e vincoli. Questi esempi ti permetteranno di capire subito cosa chiedere a ChatGPT per ottenere risultati pratici, rapidi e pronti all’uso nella tua attività quotidiana.

Prompt per email

Anche se tutti sanno quanto siano importanti l’email marketing, le newsletter e le mail promozionali, spesso manca l’ispirazione per i contenuti. Allora puoi usare prompt di ChatGPT anche per l’email marketing, generando idee mirate e coerenti con il tuo pubblico e i tuoi obiettivi aziendali.

Per ottenere risultati concreti, è fondamentale fornire all’IA tutte le informazioni necessarie sul tuo business: il target, il tipo di prodotto o servizio, lo stile della comunicazione e l’obiettivo della campagna. Come sempre, più il contesto è chiaro e dettagliato, più le risposte saranno utili.

screenshot di un prompt per email che richiede 10 idee per una newsletter

Puoi usare prompt altrettanto ben costruiti per ottenere un’infinità di cose, tra cui:

  • Elenchi di argomenti
  • Calendario email
  • Linee guida sul tono
  • Suggerimenti su come strutturare ogni newsletter
  • Suggerimenti e proposte specifiche su bozze, testo, oggetto, CTA delle mail

Il tutto mantenendo coerenza e rilevanza per il tuo pubblico.

Lo sapevi che lo Strumento di Email Marketing di SiteGround integra funzioni di IA che sono state impostate dai nostri sviluppatori proprio per scrivere testi email? Questo vuol dire che con pochissime indicazioni potrai già avere testi perfettamente ottimizzati per le tue campagne email, senza bisogno di ricorrere a ChatGPT.

Prompt per il marketing

Ogni aspetto del marketing può beneficiare dell’aiuto di ChatGPT. Che tu voglia aumentare il traffico sul sito, promuovere un nuovo prodotto o sviluppare campagne sui social, l’IA può guidarti con strategie personalizzate in base alle tue esigenze e risorse.

Per ottenere risultati davvero utili, il prompt deve includere tutti gli elementi essenziali: contesto, obiettivo, task specifico, eventuali vincoli (come budget o tempistiche) e, se vuoi, il formato preferito della risposta (ad esempio elenco puntato o tabella).

screenshot di un prompt che richiede un foglio di calcolo che riassuma 10 strategie di marketing digitale per un negozio di stoviglie in ceramica. ll prompt specifica contesto, ruolo, scopo, vincoli e formato.

Le possibilità d’uso sono pressoché illimitate. Per menzionarne alcune:

  • Definire la Unique Value Proposition,
  • Fare brainstorming per nuove strategie di marketing
  • Creare campagne pubblicitarie
  • Trovare nuove idee per i contenuti social
  • Creare calendari di pubblicazione email o social media, con date e orari ottimali

Prompt per il copy e i contenuti

Che si tratti di blog, copioni per video, CTA, pagine web o annunci pubblicitari, ChatGPT può diventare un alleato prezioso nella creazione di contenuti efficaci e coerenti con il tuo brand.

screenshot che mostra un prompt per avere una proposta di scaletta per un articolo. Il prompt specifica contesto, ruolo, scopo, vincoli, formato e tono.

Utilizzando questo approccio, puoi sviluppare piani editoriali efficaci, creare annunci mirati, scrivere articoli o avere stesure di copioni senza dover partire da zero ogni volta.

Prompt per il servizio clienti

ChatGPT può essere un prezioso supporto anche per il servizio clienti, soprattutto quando le domande richiedono conoscenze specifiche o dettagliate. Invece di dover studiare manuali, regolamenti o termini e condizioni prima di rispondere a ogni richiesta, puoi utilizzare l’IA per generare risposte precise e affidabili in pochi istanti.

Creando prompt chiari e dettagliati con fonti a cui attenersi, puoi guidare ChatGPT a fornire spiegazioni accurate su procedure, politiche aziendali o prodotti, consentendoti di rispondere con sicurezza, professionalità e tempistiche brevi. Questo approccio non sostituisce il personale umano, ma permette di risparmiare tempo, ridurre errori e garantire coerenza nelle risposte, anche per domande complesse o tecniche.

screenshot di un prompt utilizzato per il servizio clienti. il prompt chiede di riassumere le informazioni di articoli e manuali in una semplice spiegazione da passare ai clienti.

Prompt per organizzare dati

I prompt per ChatGPT non servono solo per scrivere testi: sono uno strumento prezioso anche per organizzare dati e analizzare statistiche. L’IA può aiutarti a creare calendari editoriali, elenchi di attività, tabelle di confronto o report statistici, rendendo più semplice gestire informazioni complesse senza perdere tempo.

Alcuni esempi pratici in cui puoi utilizzare ChatGPT:

  • Generare tabelle comparative tra prodotti, servizi o fornitori.
  • Organizzare e filtrare dati di vendita o metriche di performance.
  • Preparare checklist operative o piani budget dettagliati.

Errori da evitare quando scrivi prompt per Chat GPT

Come abbiamo dimostrato fino ad ora, anche se ChatGPT è uno strumento potente, qualità e precisione delle risposte dipendono in gran parte dal prompt che fornisci. Ci sono alcuni errori comuni che molti utenti fanno, spesso senza rendersene conto, e che possono compromettere la chiarezza, la completezza o l’utilità delle risposte. Evitarli è fondamentale se vuoi ottenere output accurati, immediatamente utilizzabili e affidabili.

Non dare per scontata l’accuratezza

Il primo errore è fidarsi dell’accuratezza di ChatGPT, anche quando non gli sono state date fonti da cui attingere. L’IA è uno strumento potente, ma non è infallibile. Può fornire informazioni imprecise o datate, soprattutto su argomenti di nicchia o settori in rapido cambiamento. 

Inoltre, tende a voler sempre dare una risposta, anche quando i dati reali non sono disponibili, riempiendo i vuoti con informazioni a volte poco affidabili. Per garantire la correttezza dei contenuti:

  • Se possibile, fornisci a ChatGPT le fonti originali. Ad esempio, invece di chiedere “qual è la value proposition dei miei competitors?”, puoi indicare il link al sito ufficiale e chiedere “sulla base di questi siti, qual è la value proposition di ognuno?”. Così l’IA attinge direttamente a dati verificabili, riducendo il rischio di errori.
  • Controlla sempre statistiche, date e dati critici prima di inserirli in presentazioni o report e confronta le informazioni con fonti aggiornate e attendibili
  • Quando è possibile, fornisci dei valori di riferimento. Per esempio, mettiamo che tu voglia misurare i risultati di una campagna email. Oltre ai file che contengono le tue statistiche, per avere i risultati migliori dovrai fornire anche un riferimento alle metriche di email marketing standard nel tuo settore.

Non dare per scontato che sappia come ottenere la risposta

Il secondo errore è non indicare quale metodo va seguito per elaborare le risposte. ChatGPT non può intuire il metodo o il processo che desideri venga seguito per arrivare a una risposta a meno che non lo indichi tu. Se c’è un approccio specifico da utilizzare, indicalo chiaramente nel prompt, soprattutto se consiste in più step.

Ad esempio, devi:

  • Fornire una procedura passo-passo per le operazioni matematiche/logiche?
  • Tradurre il contenuto in un’altra lingua e poi rielaborarlo?
  • Estrarre solo i dati numerici da fonti specifiche e fare un sunto?
  • Confrontare e riassumere due teorie opposte anziché la più conosciuta riguardo ad un argomento?

Se non comunichi questi dettagli, l’IA rischia di produrre risposte incomplete o generiche. Nel peggiore dei casi, non fornendo un metodo (e questo accade principalmente nei quesiti di logica) le risposte potrebbero essere incorrette o inventate. 

Non accontentarti della prima risposta

Nonostante tutti gli sforzi e le accortezze, la prima risposta di ChatGPT potrebbe non essere esattamente quello che cercavamo. Spesso l’output iniziale beneficia di raffinamenti e iterazioni. Se la risposta non è esattamente quello che cercavi, puoi modificare il prompt o fare domande di follow-up per migliorarla.

Ad esempio:

  • Se il tono è troppo formale, puoi chiedere: “Lascia il contenuto intatto, ma riscrivi con un tono più amichevole.”
  • Se manca profondità, prova: “Puoi sviluppare questa idea con esempi?”
  • Se non è abbastanza pratica, chiedi: “Per favore fornisci una lista di azioni successive.”

Puoi anche costruire sulle risposte già ottenute. Se l’IA fornisce un elenco puntato, puoi chiedere di trasformarlo in una tabella con ulteriori dettagli come costi o azioni specifiche.

Conclusione

Scrivere prompt efficaci per ChatGPT sta diventando una competenza necessaria. Seguendo i suggerimenti giusti e evitando gli errori comuni, puoi sfruttare appieno il potenziale dell’IA per ottenere risposte accurate, creative e immediatamente utilizzabili.

Considera ChatGPT come un collaboratore: più lo guidi con prompt ben strutturati, più le risposte saranno in linea con le tue esigenze. Con questo approccio, l’IA realizza il suo potenziale e può supportarti concretamente nelle tue attività quotidiane, dall’email marketing alla gestione dei contenuti, dal servizio clienti all’analisi dei dati.

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Guida al customer journey: Come mapparlo e usarlo

illustrazione che rappresenta gli step del customer journey

Quello del customer journey può sembrare un concetto astratto, ma in realtà è uno strumento concreto che ogni imprenditore può usare per far crescere il proprio business. Mappare il percorso dei clienti ti permette di capire meglio come pensano, cosa li motiva e dove incontrano difficoltà.

Il vantaggio è offrire un’esperienza più fluida e soddisfacente, che porta a più conversioni, clienti più fedeli e, in definitiva, vendite più solide. In questa guida vediamo in modo semplice cos’è il customer journey, come costruirlo passo a passo, come usarlo per migliorare le tue strategie e come migliorarlo e mantenerlo nel tempo.

Non ci limitiamo solo a darti tanti esempi pratici, mettiamo anche a tua disposizione un template pratico che puoi scaricare e compilare per tracciare il percorso dei tuoi clienti e individuare nuove opportunità di crescita.

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Cos’è il customer journey?

Il customer journey (in italiano “percorso del cliente”) è l’insieme delle fasi che un potenziale cliente attraversa prima, durante e dopo l’acquisto di un prodotto o servizio. In altre parole, il customer journey è il viaggio che parte dal primo contatto con un brand e arriva fino alla decisione d’acquisto, includendo anche ciò che accade dopo: assistenza, fidelizzazione e possibilità di un nuovo acquisto.

Quando parliamo invece di mappatura del customer journey, ci riferiamo al processo di tracciare tutti i diversi punti di contatto, ovvero le interazioni tra cliente e azienda, e trovare soluzioni per sospingere gli utenti verso le fasi seguenti. 

Questi punti di contatto includono tutte le interazioni sul sito web, sui social media, via mail, via telefono, via chat e persino attraverso il passaparola. Con una mappa del customer journey ben fatta, puoi quindi guidare i tuoi clienti, un’interazione dopo l’altra, verso la meta finale: vendita, soddisfazione e fidelizzazione.

A cosa serve un customer journey?

Il customer journey ti permette di capire davvero come i tuoi clienti vivono ogni fase della relazione con la tua attività. I principali vantaggi sono:

  • Aumenta la fedeltà e la fidelizzazione: Individuando i punti di frizione (pagine web poco chiare, checkout complicati, servizio clienti lento) e i punti deboli (le preoccupazioni e pain point del pubblico) puoi intervenire e migliorare l’esperienza. Un percorso adattato ai bisogni dei clienti crea fiducia, stimola riacquisti e spinge i soddisfatti a parlare bene del tuo brand.
  • Ottimizza i processi e i costi interni: Ti aiuta anche a vedere dove il tuo processo è inefficiente, con passaggi ridondanti o quali attività rallentano il lavoro. Eliminandoli, migliori produttività del team e costi aziendali.
  • Migliora la collaborazione tra reparti: Marketing, vendite e servizio clienti non lavorano più a compartimenti stagni, ma condividono la stessa visione di quello che serve al cliente. Questo porta più coesione, meno conflitti interni e un’esperienza più uniforme per chi sceglie il tuo brand.

Elementi necessari per creare il customer journey

Per tracciare il percorso dei tuoi clienti in modo chiaro e strategico e costruire una mappa del customer journey servono alcuni passaggi fondamentali, che vedremo in questa sezione sotto forma di sette elementi da considerare.

Al termine, avrai tutti gli strumenti per completare una mappa del customer journey simile a quella nella tavola di esempio qui sotto: uno schema pratico che ti guiderà nell’analizzare i comportamenti dei tuoi clienti e nell’ottimizzare ogni fase della loro esperienza.

Customer Journey
Persona: Giovanna, professionista impegnata, 30-45 anni, con bambini piccoli, attenta a un’alimentazione sana
Prodotto: Box ricette per cucinare pasti a casa in poco tempo
Obiettivi: Miglioramento del percorso esistente
AwarenessConsiderationDecisionRetentionAdvocacy
Esperienza Cliente:
Vede un post sui social da un amico riguardo al servizio
Esperienza Cliente:
Legge recensioni e confronta opzioni
Esperienza Cliente:
Si iscrive a un box di prova
Esperienza Cliente:
Rimane abbonata grazie alla facilità d’uso
Esperienza Cliente:
Invia un link di referral a un amico stretto
Punti di contatto:
Social media, pubblicità a pagamento, passaparola
Punti di contatto:
Recensioni clienti, newsletter
Punti di contatto:
Sconto per i nuovi clienti, quiz personalizzato sui piani
Punti di contatto:
Programma fedeltà
Punti di contatto:
Programma referral, vantaggi VIP
Pain point:
Sembra un impegno e non è sicura che i bambini lo apprezzeranno
Pain point:
Preoccupata per i bambini schizzinosi, strutture di prezzo poco chiare
Pain point:
Ansia di introdurre nuovi cibi ai bambini
Pain point:
Noia dovuta a pasti ripetitivi
Pain point:
Incentivi al referral non molto convincenti
Atteggiamento cliente:
Curiosa ma scettica
Atteggiamento cliente: Interessata ma cautaAtteggiamento cliente:
Ottimista ed entusiasta
Atteggiamento cliente:
Coinvolta ma meno entusiasta
Atteggiamento cliente:
Fedele ma non motivata a condividere con altri
Reparti:
Marketing
Reparti:
Assistenza clienti, marketing, prodotto
Reparti:
Sito, assistenza clienti, marketing, operations
Reparti:
Team prodotto, operations, marketing
Reparti:
Marketing
Opportunità:
Pubblicità mirate con focus sulla compatibilità con i bambini
Opportunità:
Creare una pagina che chiarisca prezzi e opzioni family-friendly
Opportunità:
Aggiungere una storia o attività legata al prodotto nel primo box per generare entusiasmo
Opportunità:
Offrire maggiore varietà, flessibilità e piccole sorprese per rafforzare il valore
Opportunità:
Premiare sia chi invita che chi viene invitato (es. box gratuito, sconto per condivisione social)

1. Stabilisci i tuoi obiettivi

Non esiste un customer journey uguale per tutti. Ogni percorso deve partire dai bisogni del proprio business e dai propri obiettivi. Considera prima di tutto il settore in cui operi, il tipo di clientela, la dimensione geografica, le risorse a disposizione e il posizionamento del tuo brand.

Una strategia di marketing B2B che deve tener conto di servizi complessi e prodotti premium, ad esempio, avrà un percorso lungo e fatto di molti punti di contatto, come email, telefonate, presentazioni, preventivi. Al contrario, un’azienda B2C che punta su acquisti d’impulso seguirà un viaggio molto più breve.

Anche la notorietà del marchio fa la differenza. Chi è già conosciuto può contare sulla fiducia acquisita, mentre un brand nuovo dovrà lavorare più intensamente sulla fase di awareness (consapevolezza del pubblico riguardo il brand) prima ancora di spingere verso la vendita.

Una volta definito il contesto, stabilisci gli obiettivi del tuo customer journey. Ti stai preparando a lanciare un nuovo brand? Vuoi spingere una campagna promozionale specifica? Stai lavorando a un rebranding o a un rilancio della tua attività? Vuoi raccogliere lead?

Gli obiettivi orientano tutta la mappa. Se, per esempio, un e-commerce vuole ridurre il tasso di abbandono del carrello, dovrà concentrarsi sull’individuare e risolvere i motivi che portano i clienti a fermarsi prima del pagamento.

2. Definisci le tue user e buyer personas

Prima di disegnare una mappa del customer journey, devi sapere per chi la stai creando. È qui che entrano in gioco le personas, cioè profili utente ideali che rappresentano i diversi segmenti di clientela reale. 

Con personas ben definite, il customer journey acquista precisione e diventa uno strumento che ti mostra chiaramente i bisogni reali delle persone e come guidarle verso la soluzione che offri.

Potresti aver sentito parlare di user personas e buyer personas, quindi vediamo le differenze tra le due. Le user personas descrivono chi utilizza concretamente il tuo prodotto o servizio. Ad esempio, il libero professionista che utilizzerà una tastiera ergonomica. Le buyer personas rappresentano invece chi prende la decisione d’acquisto. In certi casi coincidono con l’utente finale, in altri no. Pensiamo a un software venduto a un’azienda, dove chi lo compra è il responsabile IT o il direttore generale, ma chi lo userà sarà il team operativo.

Per creare personas efficaci serve raccogliere dati concreti:

  • Analisi dei comportamenti sul sito e sui canali digitali
  • Colloqui o sondaggi ai clienti
  • Feedback dal team di customer care o dal reparto vendite
  • Informazioni pubbliche

Immagina, ad esempio, un servizio di abbonamento ai pasti online. Potrebbe avere come prima user persona un professionista sempre di corsa, che cerca soluzioni semplici e veloci, e come seconda persona il genitore attento ai bambini, interessato a piani alimentari settimanali equilibrati. Entrambe hanno esigenze diverse e percorsi di acquisto diversi: la prima vuole rapidità e semplicità, la seconda sicurezza e varietà.

3. Definisci gli stadi del tuo customer journey

Ogni customer journey è fatto di tappe che rappresentano i momenti chiave dell’esperienza del cliente, dal primo incontro con il tuo brand fino alle interazioni successive all’acquisto. Le tappe principali che vengono più comunemente individuate sono le seguenti:

schematizzazione delle tappe del customer journey: awareness, consideration, decision, onboarding & education, upsell & cross-sell, retention, loyalty, advocacy, re-engagement
  • Awareness (consapevolezza): il cliente scopre il tuo brand, spesso grazie a campagne marketing, social o passaparola. Qui l’obiettivo è farsi notare e suscitare interesse.
  • Consideration (valutazione): l’utente inizia a informarsi, confronta le alternative, legge recensioni e si pone domande. In questa fase devi eliminare dubbi e mostrare i tuoi punti di forza.
  • Decision (decisione): il momento in cui il cliente sceglie se acquistare o meno. Qui devi fornire un processo quanto più semplice e privo di attrito per aumentare le probabilità di conversione.
  • Onboarding/Education (formazione): dopo l’acquisto, è essenziale guidare il cliente nell’uso del prodotto o servizio per farlo sentire seguito e soddisfatto.
  • Cross-sell / Up-sell (vendite aggiuntive): una volta conquistato un cliente, puoi proporre prodotti complementari (cross-sell) o versioni più complete e avanzate (up-sell).
  • Retention (mantenimento): qui lavori per mantenere vivo il rapporto con il cliente. Comunicazioni personalizzate, promozioni mirate e un buon servizio clienti favoriscono riacquisti e continuità.
  • Loyalty (fidelizzazione): è la fase in cui il cliente si affeziona e diventa abituale.
  • Advocacy (sostegno): il cliente soddisfatto diventa promotore spontaneo del tuo brand, lascia recensioni positive, consiglia i tuoi prodotti e fa da ambasciatore presso nuovi potenziali clienti.
  • Re-engagement (riattivazione): quando un cliente si allontana, puoi riportarlo vicino al brand con campagne mirate, offerte personalizzate, inviti a scoprire novità.

Non tutti i customer journey includono tutte queste fasi, ma differenziare almeno quelle fondamentali, cioè consapevolezza, valutazione, decisione, fidelizzazione e sostegno, ti aiuta a disegnare un percorso completo. 

Per ogni fase, dovrai identificare in che modo il pubblico entra in contatto con il tuo brand, quali difficoltà o incertezze può avere, in che situazione si trova, e con quale dipartimenti avrà a che fare: tutti step che vediamo nei prossimi punti di questo articolo.

4. Identifica i punti di contatto

I punti di contatto (o touchpoint) sono tutti i momenti in cui un cliente entra in relazione con il tuo brand, sia in modo diretto che indiretto. Possono essere digitali, come una visita al sito web, un annuncio su Google o un post sui social, oppure fisici, come una telefonata al servizio clienti o un incontro a una fiera.

Per mappare correttamente il customer journey, elenca tutti i touchpoint per ogni fase del percorso e individua dove e come avviene il contatto. Chiediti in che contesto si trova il cliente in quel momento, cosa sta cercando, come si presenta il tuo brand.

Ecco qualche esempio tipico di touchpoint per alcuni stadi:

  • Awareness: un cliente potrebbe vedere un tuo prodotto su un post sponsorizzato di Facebook e pochi giorni dopo su un post condiviso da un suo conoscente.
  • Consideration: la sera prima di addormentarsi il cliente entra a dare un’occhiata alla scheda prodotto del tuo e-commerce, il giorno dopo, in metro, legge la pagina “Chi siamo” del tuo sito, in pausa pranzo chiede domande attraverso la chat dal vivo con il tuo team.
  • Decision: il checkout sul sito da telefono mobile, dopo la ricezione di un coupon sconto.

Più riesci a mappare con precisione i touchpoint, più diventa chiaro come e dove intervenire per migliorare l’esperienza. In questo modo puoi ridurre i punti di frizione, valorizzare ciò che già funziona e costruire un percorso che accompagna il cliente senza intoppi verso l’obiettivo.

5. Trova i pain-point

I pain-point, o punti dolenti, sono i punti di attrito che rendono difficile o frustrante l’esperienza del cliente. Possono emergere in qualsiasi fase del customer journey: un sito che carica lentamente, un carrello complicato, informazioni poco chiare sul prodotto, oppure un servizio clienti poco reattivo.

Per individuarli è utile mettersi nei panni della persona che stai mappando e chiederti:

  • Quali ostacoli rischiano di bloccarla?
  • Quali difficoltà puoi risolvere?
  • Quali motivazioni la spingono?
  • Quali emozioni prova in questo stadio?

Ad esempio, nella fase di consideration, un cliente può sentirsi disorientato dalla troppa scelta e non capire quale prodotto faccia davvero al caso suo.

Allo stesso tempo, è importante notare anche le emozioni positive: durante la retention, un cliente soddisfatto che nota come il tuo prodotto gli faccia risparmiare tempo sarà più propenso a restare fedele e a parlare bene del tuo brand.

Identificare i pain-point ti permette di risolvere problemi nel tuo servizio e nel marketing, e allo stesso tempo di valorizzare i momenti in cui l’esperienza funziona davvero.

6. Stabilisci i reparti coinvolti

Un customer journey considera tutti i reparti che, in modi diversi, entrano in contatto con il cliente. Questo serve a far sì che ogni interazione, seppur gestita da team diversi, sia ottimizzata al successo e allineata all’obiettivo finale.

Anche per un’impresa molto piccola o a conduzione familiare, capire chi è responsabile di ogni fase è fondamentale, basta sapere chi fa cosa e migliorare ogni passaggio. Se prendiamo per esempio la fase di upsell e cross-sell, i reparti coinvolti possono essere: 

Il team di Marketing (invio campagne email personalizzate, suggerimenti automatici sul sito, tipo “Chi ha acquistato questo prodotto ha scelto anche…”); il team vendite (proposte di una versione più avanzata del servizio o un pacchetto più completo, call di follow-up); Customer Care (conversazioni di supporto dove si intercettano esigenze aggiuntive).

7. Trova le opportunità

La vera ragione d’essere di una mappa del customer journey si distilla qui, nel trasformare i problemi in opportunità. Ogni pain-point individuato non è solo un ostacolo da rimuovere, ma anche una possibilità concreta per migliorare il percorso del cliente e distinguerti dai concorrenti.

Se i dati mostrano che molti utenti abbandonano il sito perché la homepage è lenta, l’opportunità è ottimizzarne le prestazioni, guadagnando in fiducia e coinvolgimento; se nella fase di considerazione i clienti non capiscono bene il prodotto, puoi creare pagine più chiare, FAQ, video tutorial o guide pratiche per accompagnarli con sicurezza verso la decisione.

Se il checkout è complicato, semplificarlo può ridurre drasticamente gli abbandoni del carrello; se la fiducia è un problema, puoi investire in trasparenza e sicurezza del sito, ad esempio mostrando certificazioni, recensioni verificate o enfatizzando modalità di pagamento sicure.

Mappare il customer journey serve proprio a vedere il percorso con gli occhi del cliente, scoprire dove inciampa e capire come trasformare quei punti critici in esperienze positive.

Adesso che sai come tracciare la mappa del tuo customer journey, puoi scaricare il nostro template gratuito.

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Come migliorare il customer journey nel tempo

Disegnare una mappa del customer journey è il primo passo, ma per sfruttarla al meglio dovrai mantenerla viva, arricchirla e correggerla con il tempo. I comportamenti dei clienti cambiano, le tecnologie evolvono e le tue strategie di marketing devono tenersi al passo, così da garantire sempre un’esperienza fluida, rilevante e competitiva.

Fai sondaggi ai tuoi utenti

Uno dei modi più semplici ed efficaci per capire davvero gli intoppi nel customer journey è chiedere direttamente ai tuoi clienti. I sondaggi ti permettono di raccogliere feedback immediati su:

  • come i clienti hanno vissuto le varie fasi del percorso
  • quali difficoltà hanno incontrato
  • cosa ha influito maggiormente sulle loro decisioni

Per ottenere risposte utili, è importante segmentare i questionari in base alle diverse personas, in modo da distinguere bisogni e priorità diverse. E in quanto all’aspetto pratico, lo strumento ideale per raccogliere queste informazioni è sicuramente l’email marketing.

Con alleati come l’Email Marketing di SiteGround , puoi creare campagne automatizzate che accompagnano il cliente lungo tutto il percorso. Grazie a template personalizzabili e automazioni intuitive, non serve alcuna competenza tecnica avanzata né programmazione. Puoi concentrarti sul costruire relazioni durature, lasciando che siano le email a fare il lavoro tecnico per te.
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Sfrutta ciò che il tuo servizio clienti impara

Oltre ai sondaggi, un’altra fonte preziosa di informazioni sul customer journey arriva dai tuoi team di contatto diretto con i clienti. Il servizio clienti, così come il team vendite, se ne hai uno, raccoglie ogni giorno segnali, insight e osservazioni che spesso non emergono nei questionari.

Un operatore che risponde a una chiamata o a una chat dal vivo sa bene quali dubbi ricorrono, quali funzioni vengono fraintese e quali frustrazioni rischiano di far scappare un cliente. Allo stesso modo, il reparto vendite capisce quali obiezioni bloccano una trattativa. Dal marketing si può notare cosa attira più interazioni o cosa viene ignorato.

Ritocca il customer journey

Il customer journey cambia con l’evoluzione del tuo business, con i nuovi comportamenti dei clienti e con le strategie di marketing che decidi di adottare. Per questo è fondamentale rivedere e aggiornare regolarmente la tua mappa, soprattutto dopo un lancio di prodotto, un restyling del sito o un cambiamento nel mercato.

Analizza i nuovi dati e individua i punti in cui l’esperienza non funziona, colli di bottiglia che rallentano il cliente, nuovi pain-point che non avevi considerato, momenti in cui l’utente si scoraggia e abbandona il percorso. Ritocca di conseguenza.

Se noti che molti clienti comprano solo una volta e poi non tornano, rivedi il flusso di email post-acquisto, aggiungi sconti sul prossimo ordine o programmi fedeltà che stimolino la fidelizzazione.

Se ti accorgi che tanti visitatori abbandonano subito la pagina principale, potresti scoprire che il sito è lento, dopo aver consultato le metriche digitali. La soluzione è lavorare con il team tecnico per velocizzare il tuo sito (compressione immagini, minificazione del codice, CDN).

Dalla teoria alla pratica: il ruolo dell’email marketing nel customer journey

Mappare il customer journey è il punto di partenza per costruire un’esperienza fluida e memorabile. Come abbiamo visto, ti aiuta a conoscere meglio i tuoi clienti, eliminare ostacoli e trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. 

Ma per rendere davvero efficace questo lavoro serve uno canale strategico per nutrire relazioni, rafforzare la fiducia e accompagnare i tuoi clienti in ogni fase, cioè l’email marketing. Con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround puoi creare campagne mirate in pochi minuti, senza competenze tecniche, e automatizzare la comunicazione per mantenere viva la relazione.

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23 idee per il Black Friday per avere successo in questa stagione di shopping

21 idee per il Black Friday per avere successo in questa stagione di shopping

Per ottenere il massimo da questa stagione di shopping, è necessario pianificare per il Black Friday e il Cyber Monday il prima possibile. Ci sono numerose cose di cui occuparsi: la strategia di marketing, i contenuti, le email e social, ma anche tutti gli aspetti logistici, inclusa la preparazione del sito per il traffico in entrata.

Per considerare la settimana del Black Friday un successo, tuttavia, vorrai avere il maggior numero possibile di vendite sul tuo sito web. A questo fine così importante ci abbiamo pensato noi, con più di 20 idee di marketing per il Black Friday che faranno aumentare le tue vendite.

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Perché un marketing intelligente è importante per le piccole imprese durante il Black Friday

Per le piccole imprese, il Black Friday è un’opportunità unica per competere con i grandi brand, attrarre nuovi clienti e incrementare in modo significativo i ricavi di fine anno. Ma con così tante aziende che cercano di catturare l’attenzione del pubblico, limitarsi a ridurre i prezzi non basta.

È qui che bisogna mettere in gioco strategie di marketing intelligenti per il Black Friday. Le idee giuste ti permettono di ampliare la portata delle tue campagne e trasformare gli acquirenti “mordi e fuggi” in clienti fedeli e di valore. Pianificando in anticipo e promuovendo in modo mirato, potrai aumentare il traffico verso il tuo sito web e anche generare conversioni più rilevanti e rafforzare la brand awareness ben oltre il periodo del Black Friday.

Un altro aspetto portante del fare marketing intelligente durante il Black Friday è raggiungere gli sguardi giusti. Dovrai mettere in atto campagne di marketing ben mirate al tipo di utente che può avere interesse per quello che offri. Tiene bene a mente il tuo target, i tuoi clienti ideali, e costruisci campagne cucite attorno ai loro comportamenti, bisogni e preferenze.

Qualche consiglio per indirizzare i tuoi sforzi di marketing per il Black Friday nei canali giusti:
– Social media: Pubblica nei canali dove i tuoi clienti passano più tempo e sfrutta le loro peculiarità. Su Instagram puoi sfruttare le Stories per creare countdown alle tue offerte, su TikTok puoi collaborare con micro-influencer che hanno già la fiducia del tuo pubblico, su Facebook puoi lanciare campagne sponsorizzate mirate.
– Email marketing: Invia messaggi chiari e segmentati, e non dimenticare di scegliere il momento migliore per inviare le tue mail a seconda delle abitudini del tuo pubblico di riferimento.
– Advertising a pagamento: Campagne rapide e ben targettizzate su Google Ads o Meta Ads possono intercettare chi è pronto a comprare proprio in quel momento.
– Contenuti: Inizia a pubblicare contenuti utili già nei mesi precedenti e usali come riferimento nella settimana del Black Friday. Non cercare di popolare il tuo blog proprio nella settimana degli sconti, che invece sarà un periodo occupatissimo su tutt’altro fronte.

23 idee di marketing creative per la tua attività in occasione del Black Friday 

Se ti stai ancora chiedendo: “Ma come faccio ad attirare clienti durante il Black Friday?” non preoccuparti, abbiamo qui 23 tecniche collaudate per attirare più clienti sul tuo sito web.

1. Piccole anteprime

Una delle idee promozionali più efficaci per il Black Friday consiste nel fornire un’anteprima dei prodotti e dei servizi che saranno inclusi nell’offerta del Black Friday. Crea una raccolta dei tuoi prodotti e servizi di punta e spiega in che modo ne trarranno vantaggio i tuoi clienti.

Queste piccole anticipazioni contribuiscono ad accendere l’interesse e a creare entusiasmo tra i tuoi follower. Per questo motivo è importante assicurarsi di pubblicizzare la tua anteprima con largo anticipo e attraverso i canali giusti.

Ad esempio, puoi raggiungere il tuo pubblico una volta che il teaser del Black Friday è pronto, e ancora una volta quando l’offerta è attiva sul tuo sito web. Inoltre, utilizza diversi canali per comunicare quest’anteprima, come campagne email, piattaforme di social media, pop-up sul sito web e annunci PPC.

2. Offerte anticipate

Anche le offerte anticipate sono tra le idee di marketing imperdibili del Black Friday. Considera di offrire questo tipo di promo prima del Black Friday ai tuoi clienti più fedeli. Si tratta di persone che conoscono già il tuo brand, che hanno acquistato i tuoi prodotti e servizi e che sono più propense ad accettare la tua offerta. Il senso di esclusività li spingerà anche all’azione.

Puoi anche inviare mail promozionali esclusive per i soli iscritti a una lista VIP, inviando loro campagne email mirate per le offerte anticipate. Adatta il tuo contenuto in modo da enfatizzare il fatto che stai dando loro accesso anticipato alle tue offerte. Utilizza frasi come “in esclusiva per te”, “prima di tutti gli altri” o “accesso anticipato” per fargli percepire che hanno accesso a offerte uniche per il Black Friday.

Per rendere l’offerta ancora più esclusiva, puoi evocare un senso di urgenza con parole come “disponibilità limitata”, “offerta a tempo limitato” o “non perdere l’occasione”.

Un’offerta anticipata ti aiuterà non solo a far sentire i tuoi clienti stimati e apprezzati, ma anche a incrementare le vendite prima che il Black Friday abbia effettivamente inizio. Alla fine della giornata, aumenterai sia il riconoscimento del tuo brand che i tuoi margini di guadagno.

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3. Offerte a pacchetto 

Le offerte a pacchetto si sono rivelate tra le idee più efficaci per le campagne del Black Friday. Puoi raggruppare prodotti o servizi (che di solito vengono acquistati insieme) e offrire per il Black Friday un prezzo speciale per questo pacchetto. Il prezzo dovrebbe essere inferiore a quello che si otterrebbe acquistando i prodotti o i servizi separatamente.

Puoi andare oltre e creare diversi livelli di offerte a pacchetto con diversi prezzi, a seconda dei prodotti o servizi inclusi. Ad esempio, un set con prodotti di base per la cura del viso sarà meno costoso di un set con prodotti più avanzati.

Con le offerte a pacchetto, i tuoi clienti apprezzeranno il fatto che stanno ottenendo un valore maggiore dalla tua offerta e tu beneficerai di un aumento del valore medio dell’ordine.

4. Gift card

Un’altra idea pubblicitaria per il Black Friday è quella di offrire dei buoni regalo, con in mente l’imminente stagione natalizia. Ci sono due modi principali per incorporare le gift card nella tua strategia di marketing. 

Innanzitutto, puoi offrirle al momento dell’acquisto. Quando un cliente acquista qualcosa di specifico o che supera un certo valore, riceve una gift card per i suoi acquisti futuri. Così ti assicuri che il cliente torni a fare un altro acquisto, spesso finendo per spendere più del valore effettivo del buono regalo e aumentando ulteriormente le tue entrate.

La seconda strategia consiste nel vendere le gift card per il Black Friday a un prezzo scontato. Se il valore iniziale della carta era di 100€, puoi offrirla a un prezzo ridotto di soli 80€. Visto l’affare, i tuoi clienti saranno incentivati a comprarla.

Consiglio utile: nei giorni precedenti al Black Friday puoi organizzare un giveaway di gift card sui tuoi canali social, in modo che quando arriverà il grande giorno i clienti saranno più propensi a riscattare le loro gift card.

5. Lancio di nuovi prodotti 

Lanciare un nuovo prodotto è una delle idee più redditizie per le attività di eCommerce sotto il Black Friday. In questo modo il tuo brand si distinguerà fra tutti gli sconti e le offerte del momento. 

Per conferire un ulteriore senso di urgenza ed esclusività, potresti anche decidere di rendere il tuo prodotto disponibile solo per un periodo di tempo limitato.

In occasione del rilascio puoi pubblicare un post sui tuoi canali social o aumentare la curiosità dei tuoi follower con un teaser o un conto alla rovescia. Oppure puoi introdurre il prodotto qualche giorno prima del Black Friday per incrementare le vendite.

Tieni presente che i consumatori sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ed esclusivo, quindi il Black Friday può essere il momento perfetto per offrire loro il tuo prodotto più recente.

6. Guide ai regali 

Creare una guida ai regali è una delle migliori idee di marketing per il Black Friday, oltre che una delle più pratiche e utili per i tuoi clienti. Si tratta di una raccolta curata di prodotti o servizi adatti a diversi gruppi o eventi. È un’altra occasione per mettere in mostra i tuoi prodotti e renderli appetibili per il tuo pubblico.

Componi una lista contenente dei regali appropriati, a seconda dei diversi gruppi di destinazione, come ad esempio il tipo di destinatario del regalo (adolescenti, donne, bambini, etc.), o l’occasione (Natale, compleanno, anniversario di matrimonio, etc.). 

Scopri per chi stanno facendo acquisti i tuoi clienti target, e poi forniscigli una guida con dei regali pertinenti. Saranno entusiasti di approfittarne perché una guida ai regali gli farà risparmiare tempo, fatica e stress nella scelta dell’articolo perfetto per i loro cari.

La guida ai regali può assumere diverse forme. Ad esempio, può essere una risorsa scaricabile da alcune delle tue pagine web, una newsletter via email inviata ben prima del Black Friday, o anche un post sul blog.

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7. Collabora con degli influencer

Se desideri finire sulle cronache del Black Friday, potresti prendere in considerazione la possibilità di collaborare con un influencer come parte della tua strategia di marketing e PR per il Black Friday.

La prima mossa dovrebbe essere quella di ricercare e selezionare gli influencer giusti per il tuo brand. Inizia assicurandoti che il loro pubblico sia in linea con il tuo pubblico di riferimento. Poi, è importante che il loro personal branding e il loro stile di comunicazione corrispondano al tuo brand. Infine, ma non meno importante, considera le dimensioni del loro pubblico.

Una volta individuati gli influencer giusti, dovrai contattarli. Puoi anche dare loro alcune linee guida sulla campagna promozionale che hai in mente. Un’altra cosa da considerare è quella di offrire un codice sconto in esclusiva per i loro follower, in modo che si sentano ancora più speciali. Tieni presente che molti influencer vorranno essere pagati.

Ricorda di lasciarli liberi di essere creativi. Potranno inventarsi annunci, video, filmati, e altri contenuti unici per il Black Friday, che sapranno coinvolgere il loro pubblico ed elevare il tuo brand. Potrebbero anche creare un post interattivo per il Black Friday che i tuoi clienti potranno utilizzare sulla loro piattaforma di social media preferita (di solito TikTok o Instagram).

8. Giveaway

I giveaway non aumenteranno necessariamente le vendite del Black Friday. Ma quello che sicuramente faranno è rafforzare visibilità e consapevolezza del tuo brand. 

Per ottenere questo risultato, è necessario che l’omaggio sia allettante per i tuoi follower. Dovrebbe avere regole di partecipazione molto precise per evitare malintesi e clienti insoddisfatti. Non solo le regole devono essere chiare, ma anche facili da seguire, in modo che più persone siano motivate a partecipare.

Ad esempio, puoi ispirarti ad alcune di queste idee: “tagga 2 amici e seguici”, ‘usa l’hashtag per il repost’, ‘seguici e lascia un commento su quale premio vuoi vincere’, e così via. Puoi anche includere le tue regole nell’immagine.

Infine, ma non meno importante, offri dei premi invitanti. Puoi avere tre premi, di cui il primo è il più grande. Oppure puoi avere un premio grande e molti (per esempio, circa 10) premi più piccoli. Assicurati di brandizzare tutti i premi per aumentare la consapevolezza del brand.

9. Offerte flash 

Le offerte flash, note anche come offerte giornaliere o orarie, sono tra le idee di promozione più popolari del Black Friday per le piccole imprese. 

Questo tipo di campagne da Black Friday apportano molti vantaggi, in quanto mantengono i clienti interessati e in attesa di ulteriori offerte ogni ora o ogni giorno. Le offerte flash incoraggiano inoltre i clienti a tornare sul tuo sito web per controllare l’offerta successiva e consentono di vendere diverse categorie di prodotti dal tuo catalogo.

Un aspetto importante da tenere presente è quello di incorporare le offerte flash nelle campagne per il Black Friday sui social. Post, notifiche e promemoria tempestivi sui social media possono fare miracoli in termini di traffico web e conversioni di vendita.

Se hai un pubblico internazionale, le offerte flash possono essere particolarmente vantaggiose perché ti permettono di rivolgerti a diverse parti del mondo con fusi orari diversi.

10. Collabora con un’organizzazione benefica

Collabora con un’organizzazione no-profit la cui causa sia in linea con i tuoi valori e/o con quelli del tuo brand e sia in sintonia con il tuo pubblico di riferimento. Questa potrebbe non sembrare una delle idee tematiche più comuni del Black Friday, eppure può essere vantaggiosa sia per la tua azienda che per la tua comunità.

Per ogni acquisto effettuato durante il Black Friday, dona una piccola percentuale alla causa. Informa il tuo pubblico in merito all’organizzazione che stai sostenendo attraverso tutti i tuoi canali di comunicazione. Puoi anche condividere storie, video o informazioni relative alla causa. Questi aspetti potrebbero interessare il tuo pubblico e fare una grande differenza quando si tratta di decidere di acquistare.

11. Gamification

Se sei alla ricerca di idee promozionali fuori dagli schemi, puoi rendere la tua offerta un gioco divertente. La gamification può aumentare il coinvolgimento del pubblico e incrementare il traffico del tuo sito web. Dai ai tuoi follower la possibilità di vincere sconti, premi o coupon.

Puoi incorporare un gioco pop-up sul tuo sito web, come ad esempio una ruota della fortuna. Per farlo, utilizza un’applicazione esterna o incarica uno sviluppatore web di inserirla sul tuo sito.

La gamification della tua offerta del Black Friday non solo divertirà il tuo pubblico, ma fornirà loro anche un’esperienza positiva con il tuo brand.

12. Sfide sui social media 

Altri esempi collaudati di annunci per il Black Friday sono quelli che sfruttano la potenza del social media marketing.

Incoraggia i tuoi follower a partecipare a una sfida sui tuoi canali social e incentivali con un regalo o un codice sconto. Chiedigli di creare una lista dei desideri con i tuoi prodotti, di condividere un post (carosello) che hai creato per il Black Friday, o di pubblicare una foto o un video in cui utilizzano i tuoi prodotti.

Puoi anche pensare a qualche idea divertente per un codice promozionale da inserire nei tuoi post sui social media per catturare l’attenzione del tuo pubblico. Incorporali nelle immagini, nei pulsanti, ecc

13. Conto alla rovescia

Anche incorporare un timer per il conto alla rovescia sul tuo sito web o sulla pagina web principale di vendita è una delle idee più popolari per i banner del Black Friday. Il conto alla rovescia crea un senso di urgenza tra i visitatori del sito. Questo senso di disponibilità limitata nel tempo invoglierà gli acquirenti che sono ancora in dubbio se effettuare o meno l’acquisto.

Puoi impostare il timer in modo che rifletta quanto tempo manca all’inizio o alla fine dell’offerta. Nel primo caso, l’offerta rimarrà in primo piano per i clienti, mentre nel secondo caso li incoraggerà ad acquistare il più rapidamente possibile.

Per inserire questo timer per il conto alla rovescia, puoi utilizzare uno strumento di terze parti, oppure incaricare uno sviluppatore di inserire il codice necessario sul tuo sito.

Consiglio utile: per rendere ancora più creativo il tuo conto alla rovescia, puoi realizzare un video del conto alla rovescia con i prodotti che saranno in offerta, ma fallo con una settimana o poco più di anticipo. Puoi anche pubblicare l’offerta del giorno sui social media per spingere i clienti a visitare il tuo sito web ogni giorno. 

14. Premi referral 

Per ottenere più vendite, offri degli scondit con ogni referral durante il Black Friday.

Fornisci ai clienti fedeli codici sconto, offerte extra, punti riscattabili o altri incentivi che li spingano a condividere il tuo brand con altri potenziali clienti. In questo modo rafforzerai il tuo brand, aumenterai le vendite e la tua base di clienti.

In fin dei conti, il passaparola è uno dei modi più potenti ed efficaci per attirare nuovi clienti e può essere sfruttato come opportunità per fare il via a un programma di referral costante.

15. Promozioni upsell e cross-sell

Con l’upselling, incoraggi i clienti ad acquistare un prodotto o un servizio di livello superiore rispetto a quello che avevano previsto inizialmente. Ad esempio, puoi incoraggiarli ad acquistare il tuo piano di abbonamento premium mostrandone i vantaggi, anche se inizialmente avevano intenzione di acquistare solo il piano di base.

Il cross-selling, invece, consiste nell’incoraggiare i clienti ad acquistare un altro prodotto o servizio complementare a quello già acquistato. Ad esempio, puoi consigliare un prodotto correlato, come una sciarpa da abbinare a un cappello già acquistato.

Per il Black Friday alcune idee valide per l’upselling e il cross-selling consistono nel fornire upgrade gratuiti o scontati per l’upselling, e un’offerta speciale a pacchetto per il cross-selling.

16. Offerte esclusive via email

Le offerte esclusive via email marketing sono tra le idee per il Black Friday che porteranno più vendite al tuo sito web. Sfrutta al massimo la tua mailing list, perché i tuoi iscritti sono quelli già interessati al tuo brand.

Invia offerte esclusive via email ben prima del Black Friday. In queste campagne email dedicate, puoi includere sconti speciali o l’accesso anticipato a prodotti o servizi in edizione limitata che saranno disponibili per il resto del tuo pubblico solo in seguito. Puoi anche dare loro accesso a prodotti in edizione limitata.

In questo modo, dimostri il tuo apprezzamento per la fedeltà dei tuoi clienti e rafforzi ulteriormente il riconoscimento del tuo brand.

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17. Eventi di shopping virtuale

Una delle campagne più creative del Black Friday è l’organizzazione di eventi di shopping virtuale. Questi eventi possono portare l’esperienza di acquisto reale in un ambiente online.  In questo modo, potrai presentare i tuoi prodotti, organizzare una sessione di domande e risposte e offrire sconti speciali ai partecipanti.

Puoi anche trasmettere il tuo evento di shopping online tramite una piattaforma di social media (ad esempio, Instagram, Facebook, etc.), dove un maggior numero di persone può ottenere informazioni sui tuoi prodotti.

Per portare questa idea a un livello superiore, puoi anche utilizzare la realtà aumentata (AR) per l’evento online. Con l’aiuto dell’AR, i clienti possono visualizzare l’aspetto di diversi prodotti nel loro ambiente naturale (ad esempio, provando degli outfit o posizionando i mobili nella loro casa) utilizzando i propri dispositivi digitali.

18. Sconti condizionati

Gli sconti condizionati possono includere qualsiasi cosa, da “compra 1 e ottieni 1 gratis”, alla spedizione gratuita quando si acquista un prodotto al di sopra di un certo valore di prezzo, oppure “[X]% di sconto su ordini superiori a €[Y]”, e questi sono solo alcuni esempi di offerte.

Gli sconti condizionati possono includere prodotti o servizi di diverse categorie per incoraggiare le persone ad acquistare più articoli. In questo modo, consenti loro di creare la propria “offerta speciale” adeguata alle loro esigenze, aumentando così le probabilità che acquistino più prodotti o servizi.

Assicurati di spargere la voce sui tuoi sconti speciali. Puoi comunicare gli sconti condizionati ai tuoi clienti attraverso tutti i tuoi canali: pagina di vendita sul sito web, campagne email, piattaforme di social media, o anche creare un volantino tradizionale per il Black Friday con un design accattivante.

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19. Buoni sconto al checkout

Una volta che i tuoi potenziali clienti finiscono sulla tua pagina di checkout, non vuoi certo che abbandonino il carrello. Per questo motivo, abbiamo un’altra idea per il Black Friday che riduce al minimo questo rischio.

Offri ai tuoi potenziali clienti uno sconto speciale (magari a sorpresa) al checkout per incentivare l’ultimo click e concludere l’acquisto. Puoi anche decidere di far apparire lo sconto alla cassa solo se gli ordini superano un certo valore o se contengono particolari prodotti del tuo catalogo.

Un’altra possibilità è quella di offrire ai clienti un codice sconto visibile solo al momento del checkout, che potranno utilizzare per il loro prossimo ordine. In questo modo, aumenti le possibilità di ritorno dei clienti e incrementi ulteriormente le vendite.

20. Spedizione gratuita 

Le spese di spedizione sono un’altra ragione per cui si finisce per avere molti carrelli abbandonati. Di conseguenza, offrire la spedizione gratuita durante il Black Friday potrebbe essere un altro modo intrigante per incentivare i visitatori a effettuare un acquisto.

Tuttavia, offrire la spedizione gratuita per ogni acquisto potrebbe essere finanziariamente eccessivo per la tua attività. Pertanto, puoi scegliere di includere la spedizione gratuita solo in presenza di determinate condizioni (ricordati di comunicarle chiaramente ai tuoi clienti!), ad esempio rendendola applicabile solo per gli ordini che superano un determinato prezzo.

Facendo così la tua impresa ne beneficerà: eviterai i carrelli abbandonati e aumenterai i tuoi margini di guadagno.

21. Omaggi con gli acquisti

Puoi attirare più clienti offrendo loro degli omaggi ad ogni acquisto.

Per evitare che gli omaggi vadano a discapito dei margini di profitto complessivi, offri piccoli omaggi il cui valore complessivo si aggira intorno ai 2€. In alternativa, puoi offrire un omaggio per gli acquisti che superano un certo valore.

Assicurati di dare una buona visibilità a quest’offerta speciale inserendo un banner sulla pagina, promuovendola sui social media e/o diffondendo la notizia dell’omaggio via email.

22. WhatsApp Marketing

WhatsApp è il canale ideale per valorizzare il rapporto diretto e personale con i propri clienti tipico delle attività più piccole, soprattutto in occasione del Black Friday. 

Puoi utilizzarlo per inviare comunicazioni rapide e pratiche sulle offerte esclusive, codici sconto personalizzati e promemoria tramite le liste broadcast segmentate. Oppure puoi andare oltre e  mandare messaggi estremamente personalizzati per far sentire ogni cliente davvero unico.  Il tono della comunicazione deve essere amichevole e alla mano, pur rimanendo professionale, per rafforzare la fiducia e stimolare l’acquisto immediato.

23. Offri il confezionamento regalo

Molti clienti approfittano del Black Friday non solo per acquistare a prezzi scontati, ma anche per portarsi avanti con i regali di Natale o addirittura per trovare idee per compleanni e altre occasioni speciali. 

Offrire il confezionamento regalo, magari con la possibilità di aggiungere un biglietto di auguri personalizzato, è un dettaglio che fa la differenza: aggiunge valore all’acquisto e semplifica la vita dei tuoi clienti, che non dovranno preoccuparsi di incartare il regalo da soli o potranno farlo spedire direttamente al ricevente. Questo servizio, anche se semplice, contribuisce a rendere l’esperienza più memorabile e aumenta le probabilità che i clienti tornino a comprare da te.

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Hai anche altre idee per il Black Friday?

Il Black Friday può essere la stagione di maggior successo in termini di vendite, ma è sicuramente il periodo più competitivo dell’anno. Ecco perché avere delle idee creative per il Black Friday gioca un ruolo fondamentale nella tua strategia di marketing.

Con tutti questi assi nella manica, sarai in grado di portare più vendite al tuo sito web e di creare un’attenzione particolare al tuo brand in questa stagione di shopping.

Quali sono le idee di marketing per il Black Friday a cui non abbiamo ancora pensato, ma che hai già adottato con successo? Condividile nei commenti qui sotto. 

NOTA: Questo articolo è stato originariamente pubblicato in Ottobre del 2024, ed è stato successivamente aggiornato e ripubblicato a Settembre 2025.