Come strutturare un design semplice ed efficace per WordPress

IT_blog_23.-LAURA_LONIGHI

Come si può fare a dare un aspetto chiaro e professionale al proprio sito WordPress senza avere competenze specifiche di design? 

WordPress è ormai il CMS più utilizzato al mondo per la realizzazione e gestione di blog, siti web ed eCommerce: è quindi importante conoscerlo e rimanere aggiornati su tutte le novità che offre.

L’ospite di questo mese è Laura Lonighi, web designer e brand stylist freelance. Nel 2011 Laura ha creato la sua digital boutique Yunikon Design e oggi collabora con diversi professionisti del digitale, mettendo a punto team liquidi per la realizzazione di siti web ed eCommerce.

Laura Lonighi nella sua presentazione ci mostra:

  • L’importanza di una buona Visual Identity per il proprio progetto web
  • I 3 livelli di design attraverso i quali realizzare un’interfaccia web
  • Come può venirci in aiuto WordPress per realizzare in maniera più semplice il design del nostro sito
  • Alcuni strumenti utili per lavorare meglio

Guarda le slide della presentazione di Laura Lonighi 👇

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Laura e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Ciao Laura, tu suggerisci di fare un’analisi con i clienti, ma se il cliente non ha alcuna conoscenza/competenza? Ad esempio il proprietario di un piccolo negozio che non ha business plan o altro. Come ti comporti in questi casi?

Dato per scontato che ogni attività, prima di aprire, dovrebbe avere un business plan, il cliente si può educare e accompagnare in un percorso di crescita, che passa anche dalla definizione della brand identity e la realizzazione del sito web. 

Se poi il cliente è a digiuno di digital e ti sceglie per far parte del suo progetto per te è ancora meglio, perché non ha maturato esperienze con altri fornitori, con cui magari si è trovato male e gli hanno riempito la testa di preconcetti o informazioni errate. 

Come dicevo ieri in live in questi casi per te la fatica è doppia: convincere il cliente che, rispetto a chi ti ha preceduto, sei un professionista e non dover riparare ai disastri dei fornitori precedenti (e purtroppo capita, spesso).

Quando lavori su WordPress come scegli quale editor utilizzare? Cambi ogni volta in base al progetto?

No, a meno che non sia espressamente richiesto dal cliente, uso sempre Gutenberg in accoppiata con Stackable.

Per creare menu con icone grafiche auto-create cosa consigli come tool? Io uso Inkscape per la grafica vettoriale ma non so come viene interpretato da WordPress.

Uso da sempre Adobe Illustrator ma mi sono prefissata di dare almeno un’occhiata ad  Affinity Designer su iPad perché sulla carta sembra una bomba. Anche con Sketch si possono realizzare icone vettoriali anche se mi sembra un po’ macchinoso.

Non fa comunque differenza lo strumento che usi, la cosa importante è che permetta l’esportazione in .svg se vuoi portare, ad esempio il tuo logo, nel tuo sito web.

Gli aggiornamenti annuali di Sketch sono “caldamente” consigliati o, secondo te, se ne può fare a meno? È sufficiente la prima versione acquistata per raggiungere qualsiasi obiettivo grafico?

Caldamente consigliati assolutamente NO! 🙂 

Uso Sketch da 3 anni abbondanti e non ho mai fatto nessun aggiornamento, l’ho pagato il primo anno e via. 

La versione che acquisti ha già tutto quello di cui hai bisogno per realizzare il tuo layout: gli aggiornamenti forniscono nuove feature o modi per prototipare più velocemente.

Quello che ti consiglio è di seguire gli aggiornamenti sulle release, e se trovi qualche nuova feature che ti stuzzica di procedere con l’aggiornamento. Ad ottobre, per esempio, con la versione 69 hanno introdotto le Variabili Colore che a mio parere sono una bomba e velocizzano di tanto il lavoro… infatti chissà cosa sto aspettando, devo aggiornare la mia versione di Sketch! 😀 

Cosa ne pensi di Underscore come framework?

Underscore non è un framework ma uno starter theme.

Con un framework (Genesis per esempio) vai a sviluppare il child-theme. Con uno starter theme, modifichi completamente il codice del tema originale e per renderlo tuo.

Underscore non l’ho mai usato, ma sembra interessante. Sicuramente con lo starter theme devi saperti destreggiare tra html, css e php, con il framework invece le cose sono un po’ più semplici.

Utilizzando il tema Genesis, posso editare solo il codice PHP o anche HTML/CSS/JS?

Anche HTML, CSS e JS.

Per un eCommerce consigli Shopify o altro per una buona resa grafica?

Shopify ha dei bei temi, quindi graficamente nulla da dire, ma se ti devo dire la mia preferisco tutta la vita WooCommerce. 🙂

YouTube Marketing: Come usare YouTube per ottenere clienti

IT_blog_24.-PAOLO_GRISENDI

Hai mai pensato di utilizzare YouTube per fare marketing personale e per la tua attività? 

Oggi YouTube è il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo dopo Google. È quindi fondamentale essere su YouTube se si vuole migliorare la propria visibilità online. Ma lo si deve fare nel modo giusto! Vediamo insieme come.

L’ospite di questo mese è Paolo Grisendi, esperto di video marketing e YouTube con oltre 75mila iscritti al suo canale e milioni di views. Da anni, Paolo insegna al pubblico come utilizzare al meglio YouTube per le proprie strategie digitali, rilasciando video tutorial settimanalmente.

Scopriamo insieme a lui come sfruttare al meglio i video per far crescere la propria visibilità e quella del proprio canale YouTube.

Sfoglia o scarica la presentazione di Paolo Grisendi 👇

YouTube marketing: Come usare il secondo motore di ricerca al mondo per ottenere clienti from SiteGround.com

Canale YouTube di Paolo

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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SiteGround Masterclass – Come andare online con il tuo sito

siteground masterclass cover

Quest’anno, in collaborazione con il Freelance Day, in SiteGround abbiamo deciso di sviluppare un evento online gratuito, dedicato a freelance e imprenditori: la SiteGround Masterclass. Una giornata di formazione, in pieno stile Freelance Day, per fare il pieno di competenze pratiche e costruire la tua presenza online, con un sito ottimizzato e performante! 

Cinque ore di diretta streaming, oltre 1200 iscritti, tantissime domande e un dialogo costante tra i partecipanti che ha permesso di sviluppare un senso di community incredibile!

Se ne avete piacere, vi chiedo di dare un feedback su questa prima SiteGround Masterclass, in modo da avere un’idea su come è andato l’evento e su quali temi vorreste fossero incentrati i prossimi webinar. Potete commentare qui sul Blog oppure direttamente sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutte le domande in diretta. Abbiamo girato le domande agli speaker e a breve troverete le loro risposte qui di seguito.

Come andare online con il tuo sito

GDPR: come tutelarsi e ottenere guadagni extra 

Ideare e creare pagine di vendita

Funnel per freelance: acquisire clienti senza affidarsi al caso

Guadagnare con un sito quando si è agli inizi

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Funnel

Per misurare i risultati, i cookie non strettamente necessari, dato che li vedi dai contatti acquisti o dal fatturato generato 😉 Più che altro può essere complicato il tracciamento di altri fattori, oppure fare remarketing se l’utente non dà il consenso, rifiuta i cookie o cose del genere.

Chi intermedia servizi potrebbe avere a che fare sia con chi vende che con chi compra. Meglio creare un unico funnel o due diversi?

Servirebbe un esempio preciso, però generalmente un funnel è rivolto a un pubblico ben preciso. Se i due pubblici hanno esigenze diverse, è più difficile farle convivere in un unico funnel.

È possibile sviluppare un funnel se hai budget limitatissimo?

Sì, anche se a parte un budget minimo per i tool necessari alla creazione del funnel va poi considerato anche quello per generare del traffico, a meno che tu non sia interessato solo al traffico organico o da altre sorgenti non a pagamento.

Ti sei mai fatto pagare per preparare un preventivo visto il tempo che si impiega per certi progetti?

Solo per il preventivo no, se però prima del preventivo è necessario svolgere un’analisi per poter elaborare un preventivo quella è giusto farsela pagare.

Consigli e strumenti

Un tool per Wix? Wix è meno ottimizzabile rispetto a WordPress?

Non ho mai utilizzato Wix, ma forse ti conviene un tool esterno sul quale sviluppare il funnel e usare Wix solo per il sito.

Quanto conta il nome del dominio in ottica SEO?

Non sono solo i contenuti che fanno la differenza. Anche il nome di dominio in alcuni casi può dare un contributo positivo al posizionamento, ma i contenuti e la quantità/qualità di backlink contano decisamente di più.

Analytics, cosa consigliate per monitorare il proprio sito in modo semplice e veloce, più semplice di Google analytics che inserito nel sito come plugin ho notato può creare problemi di sovraccarico nelle “visualizzazioni” del sito.

Non ho capito la questione del sovraccarico di visualizzazioni. A meno che tu non abbia installato Analytics sia tramite il plugin che tramite l’installazione dello script nel codice delle pagine del sito.

Soluzioni più semplici rispetto a Google Analyics sono https://plausible.io/ https://usefathom.com/ che però sono a pagamento. Oppure c’è anche https://clicky.com/ che dovrebbe avere anche un piano gratuito.

Professione Blogger: idee concrete per monetizzare il tuo blog

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Hai mai desiderato diventare un blogger di professione? La figura del blogger è cambiata radicalmente negli anni. Oggi guadagnare con un blog è più complesso di un tempo, ma comunque possibile. Molte persone che hanno fatto del blogging la loro professione e vogliamo condividere con te idee e consigli concreti per permettere anche a te di metterti in gioco!

Per la seconda volta la nostra ospite è Barbara Damiano, blogger professionista con milioni di visite, esperta di content marketing, SEO e native advertising e co-fondatrice di NexNova. Partendo dalla sua esperienza di blogger, Barbara ci racconta l’evoluzione di questo lavoro e di come renderlo produttivo oggi.

Sfoglia o scarica la presentazione di Barbara Damiano 👇

Professione Blogger: idee concrete e realizzabili per monetizzare i blog oggi from SiteGround.com

eBook gratuito sulla creazione di un sito o blog

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Barbara e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Come consigli di cominciare per costruire credibilità e reputazione per il proprio blog?

Dalle competenze, perché credibilità e reputazione di un blog partono dall’autorevolezza di chi lo scrive. Il mio consiglio è scrivere solo ciò che conosciamo e, nel frattempo, accrescere le proprie competenze studiando ancora, sempre, ovunque. 

Non solo nelle scuole ‘tradizionali’, ma anche semplicemente cercando risorse su Google e leggendo libri di settore. 

Ricordatevi che tante delle migliore risorse online sono internazionali, dunque, se volete lavorare online, imparate l’inglese! 

Non ci sono più scuse per non impararlo: basta guardare i video sottotitolati (per esempio i TED, che ispirano e istruiscono!), leggere articoli e giornali in inglese e soprattutto… i blog!

Non dimentichiamo inoltre che uno dei tantissimi parametri di Google per il posizionamento è proprio l’authority: chi sei tu per dirmi questo? Cosa hai studiato? 

Per esempio ad Agosto 2018 Google ha lanciato un aggiornamento dell’algoritmo (broad core algorithm update), rinominato da tutti ‘medical update’: per farla breve, questo aggiornamento ha penalizzato tutti quei siti che – pur non avendone le competenze tecniche e scientifiche – parlavano di medicina, benessere, salute, gravidanza, ecc… 

Non dimenticate dunque di elencare nella pagina about le vostre qualifiche, le vostre skill e soft skill, le pubblicazioni, i link, le interviste…

E aggiungete sempre una short bio nella author page! 

Quindi, per riassumere, i miei consigli per aumentare la vostra autorevolezza:

  • partire da ciò che conoscete, di cui siete esperti e di cui siete titolati a parlare
  • continuare ad imparare, secondo il concetto di longlife education (rif. Jacques Delors, educazione permanente)
  • scrivere un blog verticale, ovvero dedicato a un topic specifico
  • scrivere almeno 100 articoli: non è un numero ‘obbligatorio’, né indispensabile, ma è una soglia psicologica che fa capire a voi e agli altri che avete tanto da dire sull’argomento
  • attivare una community verticale interessata all’argomento: è la community infatti che vi ‘elegge’ esperti in un certo settore
  • offrire dei guest post su siti specializzati: mi raccomando, i guest post sono i vostri articoli migliori – il vostro biglietto da visita!
  • attivare collaborazioni come articolisti (anche pagati ‘poco’) su riviste online specializzate, per ‘sfruttare’ la loro popolarità per accrescere la vostra, essere riconosciuti, ma anche far associare a Google il vostro nome come autorevole in quel settore
  • creare sul blog dei post collection, tipo: ‘10 migliori idee per’… dove riassumete e linkate i vostri articoli precedenti, per riportare in auge i post più vecchi e fare crosslinking
  • creare sul blog delle landing page in cui scrivete un contenuto lungo e approfondito su un determinato tema, aggiungendo magari un PDF scaricabile o dei freebies, un video, delle infografiche

Personal blog o corporate blog: da quale consigli di partire?

Dipende: hai un’azienda? 

Dipende anche da cosa intendiamo per blog personale: se il blog è un diario personale, uno sfogo o un racconto di vita, benissimo, ma difficilmente sarà monetizzabile. A meno che non siate Zero Calcare o Fredrik Backman. 

Se avete una P IVA, secondo me il blog deve raccogliere:

  • la vostra bio, cv e competenze
  • le pagine con i servizi
  • un blog in cui parlate del vostro modo di lavorare, in modo indiretto. 

Per esempio, io mi occupo di native adv, quindi per motivi di autorevolezza e posizionamento scrivo articoli tipo: Come segnalare contenuti sponsorizzati.
Se mi cerchi con questa long tail kw (con anonymizer) sono in prima posizione su Google, in uno snippet, con il mio blog dedicato proprio alla Professione Blogger. 

Perché scrivere un articolo come questo?
Perché indirettamente mi fa collocare come ‘esperta del tema’, quindi racconta il mio modo di lavorare. È come se quel post arricchisse il mio portfolio. 

In aggiunta, parla dei miei valori (quindi entra – appunto – nella sfera ‘personale’), perché dice come lavoro, cosa penso e quali sono i miei principi etici. 

Insomma: mette insieme le buone pratiche del blog personale, con quelle del blog corporate. 

Questa è una long tail kw abbastanza specifica, per addetti ai lavori: uno dei miei obiettivi dunque potrebbe essere quello di farmi trovare da chi vuole una consulenza sul tema = monetizzazione. 

Chiaramente, essendo una kw specifica, è stato più semplice posizionarmi (anche se sono propri sopra a Google Support – LOL). 

Con la kw secca ‘trasparenza pubblicitaria’ sono in seconda pagina con un post scritto per terzi:

Quindi uno dei miei obiettivi dunque potrebbe essere quello di far sapere a Google che alcuni clienti mi riconoscono autorevole sull’argomento, pagandomi per scriverne. 

(La verità è che questo tema mi piaceva molto e l’ho usato per fare un esempio. Che ridere). 

Quindi, per riassumere: metti insieme personal e corporate, valori e competenze. 

Quando ti appresti a scrivere un nuovo articolo, cerchi di scrivere sempre di più rispetto al primo risultato su Google? Il range di 10.000 da te citato sono parole o battute?

Il primo parametro da tenere in considerazione, quando si parla di qualità di un contenuto è: qual è la domanda?

Individuate il topic principale. Nella SEO moderna non parliamo più di kw, ma piuttosto di topic, perché Google, da Hummingbird in poi (circa 2013), è diventato un motore di ricerca semantico, quindi apprezza il linguaggio delle persone umane, non quello iper ottimizzato dei plugin SEO. 

Quindi non si può decidere a priori la lunghezza di un contenuto: alcune domande hanno risposte brevi. 

L’importante è che voi non scriviate SOLO risposte brevi, in particolare quelle che Google disincentiva ormai da anni, proponendo la risposta non solo nella SERP, ma addirittura in Google Suggest, mentre digitiamo la query nel browser: 

Tutte quelle domande tipo: conversioni metriche, che giorno è, che ora è, ecc… non hanno dignità di post. 

Alcune domande, invece, presuppongono risposte lunghe e dettagliate (come queste!). Se la domanda è: Come educare figli felici? Potrei mai rispondere in 500 battute?

Non credo mi basterebbero 10mila… parole!

Quindi la lunghezza del contenuto dipende:

  • dalla domanda
  • dal nostro livello di conoscenza
  • da quante cose effettivamente ci sono da dire sull’argomento

Se i miei competitor scrivono un articolo con 10 ricette che costano meno di 5 euro, io scrivo un post con: 100 ricette che costano meno di 3 euro. 

Un po’ è autolesionismo, un po’ è passione, un po’ è velocità (oh, sono 12 anni che scrivo articoli tutti i santi giorni: qualcosa avrò velocizzato), un po’ è competizione. 

Voi scegliete in base alle vostre qualità personali, ma, prima di pigiare il tasto ‘pubblica’, chiedetevi sempre: Se io cercassi una risposta a questa domanda, leggerei questo articolo con piacere, o non lo troverei sufficiente? 

Poi, vabbè, i compromessi sono all’ordine del giorno: ho scritto un sacco di post di cui mi vergogno. Un tempo c’era più foga sulla quantità, oltre che sulla qualità. 

Oggi preferisco pubblicare meno, ma meglio.

Se si apre un blog da zero, consigli di lavorare più sulla SEO o sull’ADV Facebook?

Se si apre un blog da zero, la risposta corretta è che bisogna lavorare su tutto: naming, brand identity, design, velocità, mobile first, tassonomia e soprattutto individuazione della propria nicchia e del piano editoriale.

Facciamo finta che questo sia già stato fatto. 

SEO e ADV sono complementari gli uni agli altri. 

Per me scrivere contenuti SEO è imprescindibile, nella misura in cui – come dicevo – definisco la SEO come ‘le buone pratiche per scrivere sul web’. A tal proposito, come compito vi do da leggere tutto il blog di Luisa Carrada: Il mestiere di scrivere. 

Quindi con le visite organiche si viene comunque trovati. 

Ma. Ma i social sono un parte fondamentale del nostro lavoro, oggi: avere una community solida, partecipante e ingaggiata è importante. 

Quindi l’ADV su FB, IG, ecc… è utile nella misura in cui, analizzando bene le performance delle promo e installando quindi il pixel di monitoraggio, raggiungete le persone veramente interessate: a quel punto aumentate i follower, veicolate traffico sul sito, Google se ne accorge, vi premia facendovi salire nelle SERP e vissero tutti felici e contenti. 

(Sì, è un po’ più complesso di così).

È possibile monetizzare partendo dalle email?

Le liste di email sono uno dei funnel per eccellenza. Che siano liste di email o newsletter, sono molto monetizzabili. 

Ma così da sole? Senza un blog?
E la gente come ti troverebbe?
Si dovrebbe iscrivere al buio?

In ogni caso, qualunque newsletter è, come accennavo, un prodotto editoriale vero e proprio. Vi ho parlato, in video, di due newsletter totalmente diverse tra loro, ugualmente amabili: la newsletter giornalistica di Francesco Costa, la newsletter oserei dire ‘surrealista’ di Pietro Minto ‘Link molto belli’. 

Cos’hanno in comune? Un progetto editoriale vero e proprio. 

Come monetizzano? Con le subscription a pagamento, per chi vuole qualche bonus extra o vuole sostenere il progetto. 

Altre monetizzazioni possibili con newsletter molto molto targettizzate e popolate: 

  • vendita di newsletter sponsorizzate
  • inserimento di prodotti sponsorizzati o recensioni
  • affiliazioni
  • lead

Quale piattaforma per la gestione di liste email consigli se si vogliono vendere prodotti a queste liste di contatti?

Esistono moltissime piattaforme per gestire in modo LEGALE le liste di email. 

Io uso Mailchimp, ma sento parlare bene anche di MailerLite.

Confesso: non ho una newsletter. Ce l’avevo e l’ho chiusa, perché non avevo un progetto editoriale sufficientemente forte per creare una bella newsletter. 

Consiglio la lettura di questo post della mia collega Raffaella Caso: 6 motivi per avere (subito) una lista email, evidentemente più preparata di me sull’argomento. 

Ho un blog di consigli per vacanze in barca a vela. Ha un buon traffico organico ma per concretizzare un piano editoriale e dunque eventuali strategie verticali, su cosa dovrei puntare, se non vendo nulla in particolare? 

Intanto: è necessario monetizzarlo?
Non per banalizzare, ma possiamo anche decidere che il blog lo curiamo per passione e non con l’idea di farci per forza dei soldi. 

Sulle strategie di verticalizzazione e monetizzazione, facciamo finta che io possa dare suggerimenti a scatola chiusa: 

  • vacanze in barca vela + scuola di vela per adolescenti
  • vacanze in barca vela per sole donne / gruppi di amiche / addio al nubilato
  • vacanze in barca vela per viaggio di nozze di coppia
  • viaggi in barca a vela per scrittori che devono terminare le bozze di un libro
  • vacanze in barca vela come digital detox

Insomma, la vera domanda è sempre la stessa: chi sei, cosa fai, cosa sai fare e cosa ti piacerebbe fare.

Cosa usi per creare i podcast? YouTube può essere utile in alternativa?

Io personalmente registro l’audio con un microfono semplicissimo costato su Amazon circa 30 eur e con il software Audacity, con cui posso anche fare dei tagli.
Ma io non li faccio mai, perché sono più per il ‘buona la prima’. 

Dopodiché carico i file mp4 su una piattaforma hosting specifica per podcast, che si chiama Buzzsprout, la quale li riversa in automatico su Spotify. 

Se voglio caricarli sul blog, allora uso la funzione ‘embed’ di Buzzsprout.

YouTube è sempre una buona idea, alle condizioni di cui sopra: se abbiamo qualcosa da dire, ne abbiamo le competenze, siamo interessanti. 

Il vantaggio è che con YT la monetizzazione è incorporata (da una certa soglia in su). 

Se però credete che fare lo Youtuber sia semplice, torniamo al discorso di quelli che dicono che il lavoro di Chiara Ferragni è ‘solo fare due foto’: fatevi due foto e ditemi l’engagement rate che avete 🙂

Si può guadagnare, con un gruppo di promozione turistico Facebook di 10.000 iscritti?

Certo. C’è gente che guadagna anche con i video MUKBANG: chi sono io per dirti di non guadagnare da un gruppo FB? 😉

Facebook tra l’altro ha annunciato che a breve – non so quanto breve – implementerà una nuova funzionalità per creare gruppi a pagamento. 

La domanda che però ti pongo è: questo obiettivo era esplicitato, quando le persone si sono iscritte al gruppo? 

Parlando di etica e anche di cura della community, cambiare le regole del gioco a metà percorso potrebbe non essere semplice, né gradito da tutti. 

La cosa più semplice e più furba mi sembra questa: 

  • utilizzare link affiliati (leggi il regolamento FB) accuratamente segnalati
  • creare delle partnership con agenzie viaggio o guide locals, per offrire viaggi e itinerari a prezzi agevolati, in cui tu hai una fee
  • vendere a pagamento (su piattaforma esterna) delle guide turistiche o itinerari di viaggio

Un blog da abbinare all’attività di fotografo che argomenti dovrebbe affrontare?

Dipende dalla tua specialità. Tanto per farti un esempio, nel 2019 ho curato il blog di una bravissima fotografa newborn e maternity, Roberta Garofalo, e scrivevo diversi tipi di articoli: 

  • articoli per posizionamento geografico
  • articoli per servizi: newborn, maternity, smash…
  • articoli stagionali: regali di Natale, primo compleanno
  • stampe fine art
  • ecc

Trova il tuo tono di voce: io prendevo articoli scritti di getto da lei, emozionali e appassionati, e li sistemavo in modo da conciliare esigenze SEO con la sua purissima e reale passione per il suo lavoro. 

Pensa a chi ti deve leggere, quindi al tuo cliente ideale: conosce già il valore di una fotografia professionale fine art, oppure è ancora all’inizio del funnel e pensa di potersi fare un servizio newborn in casa?

Nel primo caso, scrivi un articolo in cui parli delle tue tecniche e dei motivi per sceglierti; nel secondo caso un articolo su ‘come fotografare i neonati’. E così via. 

Tutto parte sempre dall’analisi del tuo cliente ideale, comunque. 

Yoast SEO, secondo te è uno strumento valido? È opportuno seguire tutte le indicazioni che suggerisce o basta scrivere un buon testo?

Non voglio offendere nessuno, ma io non lo amo. Opinione strettamente personale e non scientifica!

Non lo amo per due motivi: 

  • perché non ha proprietà semantiche – a differenza di Google – quindi chi lo usa male tende a sovra ottimizzare i testi, con significative penalizzazioni
  • perché le persone meno esperte si fissano sul semaforo e magari finisce che scrivono ‘come dimagrire nella pancia’, invece che scrivere per gli umani 

Io preferisco All In One SEO Pack, anche se mi dicono essere un po’ da boomer.

Ma, come ho già detto, in realtà lo uso per altro e non per ottimizzare i contenuti. 

Io prediligo la SEO On Page: ottimizzo direttamente il contenuto. 

Ci metto meno tempo e vado al sodo, perché la vita è troppo breve e io ho una certa età. 

Però non imitatemi: io sono quella che vostra nonna definirebbe ‘una cattiva compagnia’. 

Barbara fai anche consulenze private?

Certo. In base a ciò che vi serve, mi trovate su:

… e sono sicura che, se cercate bene su Google, mi trovate anche lì. 😉

Grazie infinite a tutti: per me è stato davvero edificante poter raccontare il mio lavoro e spero che le mie parole vi siano servite essenzialmente a due cose: amare il web e le persone che lo popolano. 

Possiamo rendere Internet un posto migliore: passo la palla anche a voi!

Il business dopo il Covid: come potenziare il proprio sito per trovare e fidelizzare i clienti

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Come si può iniziare o riprendere a fare business dopo il Covid? Le domande e le incertezze sono molte, soprattutto per chi ha una piccola attività e per chi lavora come autonomo. 

Ripartire dalla presenza online è fondamentale! 

In questo webinar Barbara Damiano, blogger professionista con milioni di visite ed esperta di content marketing, SEO e native advertising, ci mostra come potenziare il proprio sito e migliorare la presenza online. Analizziamo gli elementi essenziali di sito web e blog, la scelta e il presidio dei canali social e le funzionalità che permettono di attivare nuovi contatti e trasformarli in potenziali clienti.

Scarica la dispensa del webinar

eBook gratuito sulla creazione di un sito

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SiteGround e iubenda: insieme per aiutarti ad adeguare i tuoi siti alle normative!

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Come sapete, il 2020 sarà un anno ricco di novità e collaborazioni, che mirano a supportare i nostri clienti nello sviluppo dei loro progetti online. Per questo motivo siamo felici di annunciarvi una nuova partnership sviluppata con una realtà tutta italiana: iubenda

Sappiamo che conoscere ed essere in linea con tutte le normative vigenti, spesso può essere difficoltoso per chi ha un sito web. Ecco dunque che i servizi di iubenda vengono in vostro soccorso, evitando di preoccuparvi che qualcosa non sia in regola.

iubenda è soluzione web semplice e completa che permette di adeguarsi alle normative tramite creazione e gestione di Privacy Policy, Cookies, Termini di Servizio (e molto altro) e grazie alla partnership con SiteGround, tutti i nostri clienti possono ora usufruire dei servizi iubenda con il 20% di sconto!

Continue reading “SiteGround e iubenda: insieme per aiutarti ad adeguare i tuoi siti alle normative!”

Contratti per chi lavora nel digitale: come tutelarsi

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Le professioni digitali sono ancora poco considerate dalla legislazione italiana ma chi lavora nel mondo dell’online sa bene quanti e quali rischi ci sono nel svolgere attività che riguardano la comunicazione del cliente che tanto è importante oggi. Non parliamo solo del problema del pagamento ma tutto quello che può riguardare ad esempio i danni alla brand reputation. 

Poi ci sono tutti i problemi legati a un cliente che ritarda nel consegnare il materiale o ad approvare l’avanzamento dei lavori. In tutto questo, non vanno sottovalutati i diritti relativi alla proprietà intellettuale di quanto realizzato o alla conclusione anticipata di un rapporto di collaborazione.

Vediamo insieme a Alessandro Vercellotti, l’Avvocato del Digitale, founder e partner dello studio Legal for Digital, formatore aziendale e autore per Flaccovio Editore, come creare contratti nel mondo del digitale che ti permettono di tutelarti senza rischiare di dover pagare per i tuoi clienti.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandro Vercellotti 👇

Contratti per chi lavora nel digitale: come tutelarsi from SiteGround.com

Libro di Alessandro Vercellotti

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Divi: sulla frontiera del web design con il tema WordPress più potente di sempre

IT_blog_6.-PASCAL_CLARO

Il tema WordPress Divi ti dà accesso a un potentissimo page e theme builder che ti consente di realizzare visivamente ogni singolo aspetto del tuo sito: dalla grafica degli articoli alle pagine prodotto di WooCommerce.

Insieme a Elementor e Brizy, Divi è tra i page builder più usati al mondo!

Guarda il webinar

Divi: il tema WordPress più potente di sempre from SiteGround.com

Quali sono i punti di forza di Divi?

I punti di forza di Divi sono: 

  • l’usabilità e l’estrema intuitività del suo builder, 
  • la disponibilità di centinaia di layout grafici pre impostati e di altissima qualità che ti consentono di creare landing page, e-commerce, blog e siti vetrina dall’aspetto professionale anche se parti da zero,
  • le centinaia di community di supporto sparse per il mondo,
  • le potenzialità infinite grazie alle integrazioni con plugin di ogni tipo.

Rispetto agli altri page builder Divi ha una maggiore attenzione a tutti gli aspetti di web design e fornisce strumenti più immediati per aiutare al meglio anche chi non è un designer professionista.

In questo webinar esploriamo Divi in ogni suo dettaglio e scopriamo insieme se questo fantastico tema WordPress fa per te e se è la scelta giusta per il tuo prossimo progetto online!

Scopri il corso base su Divi di Pascal

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Le tue domande su Divi

Ho un abbonamento con Elementor, quali sono le ragioni per le quali dovrei passare a Divi?

Divi e Elementor sono entrambi ottimi strumenti, a mio avviso Divi offre più potenzialità per il web design e per la facilità di creazione delle pagine e dei contenuti, Elementor invece è attualmente imbattibile per gli strumenti di marketing come il suo widget di contatto, che funziona anche da optin, e il sistema di popup integrato. Qui trovi un video + post per approfondire il confronto tra Divi e Elementor.

SEO e DIVI: ci potresti dare qualche info su come l’utilizzo di Divi ha effetti sulla SEO?

Divi, come tutti i temi e i page builder premium per WordPress, è perfettamente strutturato per sostenere una buona strategia SEO, è compatibile con Yoast SEO, con Rank Math e con tutti i principali plugin per gestire la SEO del proprio sito. Qui un video dove approfondisco la SEO con Rank Math.

Per migliorare le performance di Divi esistono dei plugin diversi tra cui DIVI Enhancer quale è il migliore e/o il più consigliato?

Per migliorare le performance consiglio vivamente di partire da SiteGround Optimizer se si usa SiteGround come hosting, è uno dei plugin più semplici e efficaci per la gestione dell’ottimizzazione delle performance. Altri plugin che ho testato con Divi e che hanno dato ottimi risultati in termini di performance sono: Autoptimize, WP Rocket, Flying Pages.

Per quanto riguarda la funzione responsive, è necessario modificare ogni singola sezione creata impostandola su modalità smartphone?

Non necessariamente, Divi ha già pre integrata una sua funzione responsive per le sezioni e per i moduli. Se si vogliono personalizzare nel dettaglio le opzioni di visualizzazione si può ricorrere poi alla modifica di ogni impostazione per ogni singolo dispositivo.

Per chi ha già un sito web e vuole passare a Divi (o a Elementor), deve impostare in off il sito web durante la modifica e la definizione del sito nuovo? Oppure il sito vecchio può rimanere pubblico e si può lavorare su quello nuovo nel mentre? 

Di solito l’ideale è creare un’area di staging in locale o online sul proprio spazio hosting. In questa area staging si possono fare tutti i test e si può imbastire il nuovo sito. Una volta terminato il sito si sincronizzano eventuali clienti o iscritti e poi si procede alla sostituzione del sito vecchio con quello nuovo. Io di solito uso plugin come UpdraftPlus Migrator o All in one WP Migration per gestire lo spostamento di qualsiasi sito WordPress. Qui trovi una nostra guida sulla migrazione di siti WordPress.

Anche con Divi è utile costruire il sito sul child?

Certo, l’uso del tema child è sempre indicato in questi casi. Il tema child ti consente di creare delle personalizzazioni avanzate al file functions.php o di inserire personalizzazioni a livello dei file del tema, senza che queste vengano sovrascritte con l’aggiornamento del tema padre.

In Divi nei settings ci sono “Minify And Combine Javascript Files” e “Minify And Combine CSS Files” da attivare . Secondo me non funziona nel migliore dei modi in quanto Google Pagetechnology li indica sempre come lenti e consiglia modifiche. Cosa consigli a riguardo?

Come detto in una delle domande precedenti, consiglio di usare SiteGround Optimizer ed eventualmente fare dei test con altri plugin di ottimizzazione come WP Rocket o simili.

Ho attivo un eCommerce con tema Enfold tramite WooCommerce. Installando Divi posso procedere andando a modificare e personalizzare le pagine già esistenti create con WooCommerce? Se si, ho dei limiti rispetto ad avere il tema Divi nativo anche in termini di velocità?

Non consiglio di mischiare troppi strumenti su uno stesso sito. Enfold è già un tema ricco di potenzialità e di funzioni avanzate, installando la versione plugin del Divi Builder si potrebbe appesantire un po’. Prova a fare dei test su un’area di staging e vedi come reagisce. Altrimenti ti consiglio di provare ripartendo da zero, se ti interessa abbiamo su Imparaqui un corso approfondito su Divi e WooCommerce.

Io mi trovo quasi sempre delle visualizzazioni in modalità smartphone diverse dalla reale visualizzazione che compare sul mio telefono (ho un iPhone 6). Come mai? Può dipendere da qualche mio errore o è un problema di Divi?

Di solito è sempre bene controllare su diversi dispositivi e fare delle eventuali rifiniture usando il CSS. Se le grafiche sono molto diverse rispetto all’anteprima responsive di Divi potrebbe trattarsi di un bug o di qualche opzione settata male. Scrivendo all’assistenza di Divi puoi farti aiutare ulteriormente e capire se si tratta di errori tuoi o bug del builder.

Si può fare una traduzione da Italiano a Francese dei nuovi moduli nella sezione Generatori di temi, con WPML?

Per gestire le traduzioni interne al tema e al page builder suggerisco di usare il plugn Say What? Qui trovi una breve spiegazione su come usarlo con Divi.

Quali sono le performance di DIVI a livello di First Contentful Paint e First Meaningful Paint

Possono variare molto a seconda della quantità di plugin aggiuntivi installati sul tuo sito. Per gestire l’ottimizzazione consiglio SiteGround Optimizer, WP Rocket o simili.

Divi è compatibile con il Plugin WPBakery Page Builder? (nel caso in cui volessi utilizzarlo come variante in una pagina del sito)

Possono coesistere se carichi il Divi Builder nella sua “versione plugin” e se li usi su pagine diverse del sito ma rischi comunque di andare in contro a qualche conflitto. Se vuoi usare Divi solo per alcune landing page valuta di installarlo su un sottodominio o sottocartella.

Certe volte nasce l’esigenza di trasformare in app un sito web. Divi è compatibile con plugin come Web2App?

Non ho mai avuto esperienza di questo tipo di interventi. Il consiglio che ti do è contattare le rispettive assistenze di Divi e di Web2App per sapere il grado di compatibilità e la fattibilità dell’operazione.

Come e cosa migliorare per avere successo nel lavoro da remoto e smart working

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C’è un’immagine stereotipata attorno al mondo dello smart working e del lavoro da remoto che purtroppo è abbastanza lontana dalla verità. Lavorare da remoto in modo produttivo non è per niente semplice.

Per essere un “remote worker” di successo non bastano le tecniche e gli strumenti giusti. Per rimanere produttivi ed essere soddisfatti del proprio lavoro, occorre sviluppare consapevolezza, avere molta disciplina e proattività. 

L’ospite di questo webinar è Alberto Mattei, ideatore e fondatore di nomadidigitali.it, un progetto collaborativo e autofinanziato che nasce con l’obiettivo di diffondere in Italia il nomadismo digitale e la cultura del lavoro da remoto.
Alberto ci mostra il significato di lavoro da remoto e smart working e come approcciarsi al meglio a queste modalità di lavoro.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alberto Mattei 👇

Come e cosa migliorare per avere successo nel lavoro da remoto from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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Affronta l’emergenza migliorando le tue competenze

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In questo periodo unico che stiamo tutti vivendo, sono diverse le iniziative che in SiteGround abbiamo messo in campo per cercare di fronteggiare al meglio la situazione e andare incontro a professionisti e imprese. Un modo per affrontare l’emergenza e trarre il massimo dalla situazione è sfruttare il tempo a casa per aumentare le nostre conoscenze, imparare cose nuove e metterci in gioco in modo diverso da come abbiamo mai fatto.

Per questo abbiamo deciso di creare una serie di webinar gratuiti nel mese di Aprile (uno a settimana) che possano darvi spunti di riflessione e nuove competenze, per gestire al meglio i vostri progetti online.

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