SEM: Il centravanti del tuo Marketing Online

SEM per il Marketing Online

Migliorare la visibilità del proprio sito web riducendo i costi è possibile! Il segreto è saper individuare le giuste pratiche e strategie di Digital Marketing da applicare alla propria attività online.

Uno dei metodi più efficaci è il SEM (Search Engine Marketing) che racchiude diversi strumenti e tecniche che ti aiutano a far comparire il tuo sito in cima ai risultati a pagamento e ad attirare traffico sul tuo sito. Dunque, studiare e applicare il SEM è un ottimo modo per aumentare la propria visibilità e, di conseguenza, visite e vendite.

Che cos’è il SEM?

Si definisce SEM (Search Engine Marketing) l’insieme delle attività di promozione e pubblicità che vengono applicate in ambito digitale per aiutare i propri contenuti a posizionarsi più in alto nei motori di ricerca. Lo scopo del SEM è di attirare un volume maggiore di traffico sul proprio sito andando a intercettare un target con un bisogno specifico e propenso all’acquisto di determinati prodotti e servizi. Quindi, se applicato nel modo corretto, il SEM aiuta ad aumentare le conversioni sul proprio sito.

Il SEM si differenzia dalla SEO proprio perché fa riferimento a strategie che mirano ad aumentare la visibilità nei risultati a pagamento e permette di ottenere risultati immediati. La SEO, invece, pur avendo lo stesso fine, si focalizza sul posizionamento organico e richiede maggiore tempo per avere effetti visibili. È perciò importante applicare entrambe le strategie, poiché la collaborazione tra SEM e SEO fa sì che il posizionamento del proprio sito sia sospinto sia lato “paid” sia lato organico.

Guarda il webinar

In questo webinar, Luca Papa, Founder e Digital Marketing Manager di Digital Coach®, scuola leader nella formazione sulle nuove professioni digitali, ci spiega nel dettaglio quali sono le migliori strategie SEM da applicare per ottenere i massimi risultati minimizzando i costi di investimento.

Scarica le slide della presentazione di Luca Papa 👇

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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Le vostre domande sul SEM a Luca Papa

Non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande in diretta. Includeremo qui di seguito a breve le domande che non hanno avuto risposta.

Qual’è il budget mensile ideale per avere dei risultati su Google Ads?

Non esiste un budget ideale. Se sei una piccola azienda o un professionista alle prime armi, il consiglio è di partire con un budget ridotto e fare delle campagne investendo poche centinaia di Euro. È fondamentale analizzare queste piccole campagne e ottimizzarle mano a mano rispetto ai risultati che ottieni.

Saprai di aver sviluppato una campagna che funziona quando arriverai ad avere un ROAS positivo, ossia un ritorno sulla spesa in pubblicità. Questo vuol dire che il budget speso per quella campagna è un budget corretto e giustificato dai fatturati che genera. Se con una spesa in pubblicità di X arrivi a fatturare di più, vuol dire che puoi permetterti anche di alzare il budget perché quella pubblicità funziona.

Ha senso investire in Ads, quando c’è tutta questa competizione online? Non sarebbe meglio investire in SEO e lavorare sul lungo periodo?

Per rispondere in modo corretto a questa domanda si dovrebbe andare ad analizzare ogni caso specifico. Diciamo che se operi in un mercato in cui competi con grandi player che investono in ads, sarà sicuramente più difficile riuscire ad avere visibilità su determinate parole chiave. In questo caso però la SEO non è meno complessa, perché quegli stessi player (e molti altri dello stesso tuo settore) investiranno in attività di ottimizzazione SEO allo stesso modo e raggiungere posizioni alte sarebbe comunque difficile e costoso, poiché dovresti avere qualcuno dedicato costantemente a quello.

La migliore opzione è testare entrambe: la SEO per il lungo periodo e il SEM per il breve, provando a vedere quali attività riescono a darti risultati.

Quanto sono affidabili le statistiche di accesso al giorno d’oggi visto che le persone usano sempre più sistemi anti tracciamento?

È vero, oggi abbiamo diverse incognite come la navigazione privata, il superamento dei cookie, le nuove norme sulla privacy, etc. Tuttavia gli strumenti di analisi moderni come Google Analytics (sta per arrivare la versione 4) fanno delle stime molto precise. Forse sono un po meno affidabili di una volta ma sono comunque ancora fondamentali e determinanti.

Come si può misurare il ROI o il ROS quando le vendite vengono effettuate offline in canali diversi? E come, eventualmente, si può misurare l’awareness del brand?

Prima di tutto hai bisogno di un buon CRM integrato con quello che fai sui tuoi canali online. E poi devi chiedere alle tue persone che fanno vendite offline di acquisire informazioni dalle persone a cui vendono, integrando quelle informazioni nel tuo CRM. In questo modo puoi avere un’idea di massima del percorso di acquisto e integrare i sistemi online con il percorso post-vendita, per invio di newsletter, promo, inviti all’acquisto di altri servizi, etc.

È sicuramente più complicato che con la vendita online, ma se l’interazione tra essere umano e macchina è fatta bene, puoi ottenere buoni risultati.

Quanto è importante l’analisi dei competitor quando si deve preparare un’attività SEM?

Le persone sono sempre molto preoccupate dei competitor e di analizzare cosa fanno. Io credo che invece l’attenzione vada spostata sui potenziali clienti. Dobbiamo analizzare e comprendere i loro bisogni, i comportamenti, i mezzi, le preferenze e sulla base di questi strutturare la nostra attività SEM e tutta la strategia marketing. Se fai bene questo, i competitor non sono un problema.

Puoi dare qualche consiglio su come scrivere un buon titolo e una buona descrizione negli annunci?

Fare in modo che siano perfettamente allineati ai bisogni espressi dalle parole chiave presenti nella campagna a cui vuoi che gli utenti reagiscano. 

Tempo/risultato, meglio pagare un’agenzia che segua tutto o formare 2-3 dipendenti dell’azienda e attende i risultati?

È normale aspettarsi che l’attività SEO non produca risultati nel breve termine ( non prima di 4-6 mesi ) . In generale, le aziende più forti a livello SEO in ogni settore hanno direzione e coordinamento SEO interni ed eventualmente si servono di copywriter freelance per scalare i volumi. Ma bisogna valutare caso per caso; qualora tu voglia valutare il tuo specifico caso e ricevere un parere puoi chiederci una sessione gratuita di check up sulla strategia digitale, compilando il form in fondo a questa pagina. 

Consigli di cambiare spesso le parole chiave su Google Ads in base a cosa cercano gli utenti?

Il cambio delle parole chiave è più legato al mondo “Social Ads” mentre per Google Ads la gestione delle parole chiave è differente. Mentre sui social hai bisogno di cambiare spesso le pubblicità perché è necessario offrire al pubblico sempre grafiche e messaggi rinnovati, sui motori di ricerca invece l’approccio è totalmente contrario. Su Google noi come Digital Coach abbiamo le stesse pubblicità da diversi anni e di cui abbiamo variato ben poche cose. Quindi non consigli di cambiare spesso le keyword.

L’uso di Google Ads é consigliato per settori di nicchia? Quando cerco con le mie parole chiave non vedo molti siti che usano Ads. Per i siti di nicchia la strategia é la stessa? 

Si è consigliato. Ciò che cambia è che i volumi di ricerca in quella nicchia saranno probabilmente più bassi, e dunque sarà minore il numero di lead generabile; ma se non trovi annunci in giro, potrebbe significare che hai un’ottima opportunità. 
Se desideri valutare la tua nicchia, puoi chiederci una sessione gratuita di check up sulla strategia digitale, compilando il form in fondo a questa pagina.

Le prime 4 posizioni a pagamento sono le stesse per tutta Italia o variano?

Variano in funzione degli inserzionisti che stanno concorrendo per ciascuna provincia, città o addirittura paese.

Per la Local SEO quali strategie è più appropriato seguire e ads usare?

L’argomento è molto vasto ( lo presentiamo in un corso di circa 3 ore dal titolo Location Based Marketing). Ad ogni modo, ciò che insegniamo in quella disciplina si concentra sulla presenza in Google Maps e sull’ottimale utilizzo di Google My Business  

L’influencer marketing che funziona

influencer marketing

Quante volte hai sentito parlare di Influencer Marketing? Credi sia qualcosa di troppo costoso o complicato per la tua attività e per il tuo sito? 

Fare Influencer Marketing non significa per forza doversi affidare a personalità davvero famose e inarrivabili, ma può essere attuato anche da chi cerca di dare maggiore visibilità a un progetto nella propria nicchia di mercato. Vediamo insieme come è possibile oggi creare campagne con influencer e content creator capaci di generare vero valore per la nostra attività.

Cos’è l’Influencer Marketing?

L’Influencer marketing è una forma di marketing basata sull’identificazione delle persone che hanno capacità d’influenza su potenziali target. Le attività sono incentrate conseguentemente su queste persone (influencer), così che possano, in autonomia, influenzare il grande pubblico

I punti chiave dell’Influencer Marketing sono:

  • Identificazione: trovare gli influencer più adatti alla nostra realtà. Ossia trovare la persona giusta al momento giusto con cui collaborare.
  • Focus su persone influenti: si sfruttano le qualità del soggetto per comunicare con i nostri target e avere un impatto maggiore.
  • Autonomia: si lascia che sia l’influencer a comunicare la tematica proposta dal brand, seguendo il suo stile, approccio e competenza, poiché la sua autorevolezza derivano da quelli.

Lo scenario

Il mercato dell’Influencer Marketing in Italia è in forte crescita e ha generato investimenti per circa 270 milioni di Euro nel 2021 (Dati UPA).

Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing (ONIM) in Italia, nel solo mese di Settembre 2021, su Instagram sono stati creati oltre 22.000 post* in collaborazione tra brand e influencer che hanno generato 19 milioni di interazioni

Molto bene se l’è cavata anche YouTube con oltre 1200 video creati in collaborazione con influencer e una portata stimata di 33 milioni di utenti. Si deve ovviamente tenere conto che i contenuti su YouTube sono in numero inferiore perché più elaborati, costosi e complessi da sviluppare.

Il motivo per cui l’interesse per l’Influencer Marketing cresce è ben spiegato infine dai dati di una ricerca IPSOS i cui risultati sono molto interessanti:

  • Il 68% degli italiani presenti sui social network ha tra i propri interessi quello di seguire influencer e celebrity, un dato che sale all’82% tra i più giovani (16-24 anni).
  • 2 italiani su 3 hanno comprato più volte qualcosa che è stato promosso dagli influencer che seguono.
  • 2 italiani su 3 hanno comprato più volte qualcosa che è stato promosso dagli influencer che seguono.

*I post conteggiati sono quelli che riportano hashtag che per regolamentazione devono essere inseriti nei post a norma di legge. È dunque verosimile che siano molti di più.

Guarda il webinar

In questo webinar Matteo Pogliani, Partner e Head of Digital di Openbox, fondatore dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing e autore di 2 libri, ti dà tutti i consigli di cui hai bisogno per comprendere al meglio l’Influencer Marketing e capire se e come sviluppare campagne per il tuo brand.

Scarica le slide della presentazione di Matteo Pogliani 👇

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Le vostre domande sull’Influencer Marketing a Matteo Pogliani

Come faccio a capire orientativamente il budget corretto che un influencer può chiedere? Come posso calcolare se il prezzo è corretto in relazione al ROI?

Matteo: Siamo in una fase in cui la richiesta di content creator e influencer è molto alta e dunque il coltello dalla parte del manico ce lo hanno loro.

Non esiste un vero e proprio listino prezzi. Puoi trovare influencer simili che fanno le stesse performance ma uno chiede il doppio dell’altro. In questo caso è l’esperienza che aiuta maggiormente ma possono venirti in aiuto i report sugli influencer sviluppati da vari enti come l’ONIM, dove vengono mostrati i costi medi per canale, categoria, numero di follower. Inoltre esistono diversi tool come come Instagram Money Calculator che fanno una stima a braccio del valore dei post di un influencer in base ai loro post, ai follower e all’engagement.

Ma in generale, se un influencer chiede una determinata cifra e tu vuoi proprio lui, non c’è modo di contrattare troppo in questa fase.

Esiste un modo gratuito per verificare se i follower sono acquistati?

Matteo: Sì, ci sono tool come Not Just Analytics che su Instagram ci permette di vedere se l’influencer partecipa ai pod per lo scambio di follower o utilizza sistemi di follow-unfollow. Quindi è possibile se la crescita dell’influenzar è naturale o ci sono strani meccanismi.

Ovviamente i tool a pagamento di Influencer Marketing possono dare dati precisi per vedere se l’influencer ha, per esempio, follower provenienti da paesi particolari.

I tool di Influencer Marketing permettono di scoprire gli influencer per aree geografiche a livello nazionale. Ma se io volessi spingere qualcosa a livello locale come un evento?

Matteo: Permettono anche di targettizzare a livello geografico andando anche a scegliere singole aree o comuni. Ovviamente il tool è più preciso su aree maggiormente abitate e di interesse come le grandi metropoli, ma è comunque utilizzabile a livello locale.

Ricordatevi sempre che quello che importa non è comunque di dove è l’influencer ma di dove è la fanbase. Se l’influencer è di Roma ma è molto seguito a Milano, è importante sfruttarlo per l’area in cui ha rilevanza e non dove risiede.

Come crescere nel campo dell’Influencer Marketing? Ci sono corsi o percorsi per diversificare la propria attività di marketer?

Matteo: Esistono molti corsi sull’Influencer Marketing vista la sua crescente importanza e tutte le aziende che offrono corsi online hanno ormai incluso un corso dedicato. Ad esempio su NinjaAcademy, StudioSamo, LA Content e molti altri.

E poi, anche se sembra banale, per crescere nell’Influencer Marketing si deve vivere i social costantemente. È forse il metodo migliore per imparare visto che ormai i content creator sono pervasivi su tutti i social media.

Se ho un target internazionale e il mio servizio viene acquistato una sola volta, ha senso cercare un influencer? Dovrei trovarne uno in ogni nazione o continente?

Matteo: Esistono influencer molto trasversali che parlano a una platea globale, soprattutto in certi mercati come il lusso. Ovviamente hanno una notorietà ampia che richiede investimenti alti. Affidarsi a un influencer per nazione non è la scelta migliore, ma è meglio individuarne 2 o 3 che riescono a coprire arie più ampie. Ad esempio se trovi un influencer di lingua inglese, sai che può coprire le aree del Nord America, l’Australia, l’India e in generale tutte le persone che parlano inglese.

Essendo in questo caso un servizio vendibile solo una volta, si deve fare una stima costi/ricavi nell’attivazione di una campagna con uno o più influencer.

Backlink from people. Come fare (e non fare) Link Building

Link Building

Avere una strategia SEO per il tuo sito è fondamentale per migliorare il posizionamento Google e accrescere la propria visibilità online. Andiamo alla scoperta di una delle principali tecniche SEO: la Link Building.

Cos’è la Link Building?

Prima di passare al webinar è bene dare una definizione di Link Building. La possiamo definire come una delle principali strategie di SEO off-site. Si basa sulla creazione di una rete di link che rimandano al tuo sito per dimostrare a Google che esso ha una buona reputazione in un determinato campo.

È proprio attraverso questi link chiamati backlink, che i motori di ricerca capiscono quali relazioni tra siti ci sono e quali pagine e contenuti indicizzare. Le relazioni tra siti determinano la rilevanza di un sito rispetto un dato argomento e questo è essenziale per migliorare la propria posizione sui motori di ricerca.

Bisogna però fare attenzione. Anche se i backlink sono importanti per un sito, allo stesso tempo non ci si deve far distrarre da essi. Cercare di aumentarli a tutti i costi è controproducente. Google infatti pone grande attenzione alla qualità dei backlink, nonché alla provenienza, alla natura e alla rilevanza di essi.

Guarda il webinar

In questo webinar Francesco Margherita analizza quali sono secondo lui i migliori approcci alla Link Building e suggerisce le strategie più adatte per ottenere vantaggi in termini di SEO e reputazione. Segui il video per scoprire:

  • Quale Link Building non funziona
  • Cos’è una relazione tra due siti web
  • Cosa sono gli interlocutori trasversali
  • Come sviluppare delle partnership
  • Come fare guest post e comment marketing

Scarica le slide della presentazione di Francesco Margherita 👇

Backlink from people. Come fare (e non fare) link building from SiteGround.com

Francesco Margherita è sociologo, scrittore, consulente SEO, Brand
Ambassador di SEMRush, curatore del blog seogarden.net e della
community Fatti di SEO su Facebook che conta oltre 31.000 iscritti.

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati.

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Le vostre domande sulla Link Building a Francesco Margherita

Se c’è un link “dannoso” che parte dal mio sito e che viene rilevato pericoloso da un altro sito, quanto tempo rimane “collegato” nei motori di ricerca?

I link in uscita che risultano dannosi, anche solo uno, possono essere penalizzanti. La soluzione migliore, se non sei sicuro di una risorsa che stai mettendo sul tuo sito, è di inserire l’attributo no-follow al link e sei tranquillo.

Per i link dannosi in entrata invece, non c’è da preoccuparsi a meno che non siano a migliaia. Se vai a vedere il tuo profilo backlink sulla Search Console troverai un’enorme quantità di siti che non conosci che rimandano a te. Questo avviene perché esiste un sottobosco di siti auto-prodotti o bot che servono per rilevare statistiche di utilizzo. Questi siti percorrono il web continuamente ed è possibile che intacchino anche il tuo. Ma non ti preoccupare, Google non prende in considerazione questi link fintanto che non siano in gran numero a reindirizzare sul tuo sito.

Fare link building tra più siti di mia proprietà può funzionare o è inutile?

Puo funzionare importante è evitare di tenerli tutti linkati nel footer. questa cosa sebbene abbia funzionato in passato adesso invece è meglio mantenerlo contestuale. Quindi se hai pagine o articoli con pertinenza ad altri tuoi siti, puoi linkarli e trarne beneficio.

Quando conviene (se conviene) scambiarsi dei link?

Lo scambio link oggi ha senso solo se dietro vi è un piano editoriale e una strategia di contenuto. Le grandi aziende per esempio sono solite contattare i grandi magazine per chiedere uno scambio link. Ma come avviene? Lo scambio link avviene più che altro a livello di collaborazione e contenuti. Quindi il brand A offre spazio nella sua rubrica al brand B che a sua volta concede un suo spazio nella propria newsletter, parlando di tematiche contestuali e interessanti per i reciproci target.

La link building oggi deve essere vista prima come uno scambio di contenuti pertinenti che come un mero scambio di link fine a se stesso.

Social Media: incidono nel posizionamento i link che portano centinaia di utenti?

Si, ovviamente dipende da quanta gente sposti. Io una volta ho fatto un articolo condiviso sui social dove parlavo di una famosa blogger. Questa persona ha ricondiviso il mio articolo e mi sono ritrovato migliaia di visite trainate da un link social no-follow che all’apparenza non doveva portare a nulla.

Per chi fa siti web può essere ok il link al sito che ha realizzato e viceversa?

È importante che il backlink al sito dell’agenzia che ha creato il sito non sia fissato nel footer in una posizione site-wide dove il link verrebbe replicato su tutte le pagine e non indicizzato.

Una soluzione curiosa è inserire nel footer un solo link “credits” che rimanda a una pagina Credits nella quale inserisco i link a tutti le persone o aziende che hanno contribuito alla creazione del sito o altro.

Dominio particolari (esempio .bike) hanno un valore differente?

L’estensione dei domini non incide sul posizionamento di un sito. L’unica differenza è che le estensioni locali come .it .es .fr sembrano rispondere meglio per le attività locali in quella determinata regione.

Meglio far aprire un link sulla stessa pagina o farlo aprire su un’altra scheda? Cambia qualcosa in termini di tempo di permanenza?

Lato SEO è meglio aprire le pagine interne mantenendole sempre sulla stessa scheda, quindi evitare il target blank.
In realtà sarebbe meglio evitare nuove schede anche quando si rimanda a siti terzi anche se questo ovviamente porta alla perdita dell’utente a favore di un altro sito.

I migliori plugin WordPress: come non perdersi nella giungla

Fogliata webinar plugin wordpress

Se utilizzi WordPress, una delle domande che ti sei fatto più spesso è: quali sono i migliori plugin WordPress per le mie necessità?

Con oltre 58.000 plugin disponibili, non è facile orientarsi, cercare e individuare i plugin migliori. Soprattutto per chi si avvicina a WordPress per la prima volta. Esiste un plugin per ogni cosa e la combinazione di diversi plugin permette di soddisfare le esigenze più disparate. Per questo motivo, vediamo insieme quali sono i migliori plugin WordPress gratuiti e a pagamento suddivisi per categorie e necessità.

Tiziano Fogliata, uno dei maggiori esperti di WordPress in Italia e autore di due libri su WP editi da Hoepli, ci mostra quali sono i plugin più adatti a risolvere le principali esigenze e, allo stesso tempo, come evitare di diventare troppo dipendenti dai plugin.

Per scoprire i consigli di Tiziano Fogliata, guarda il video qui sotto o continuare a leggere l’articolo.

Scarica le slide della presentazione di Tiziano Fogliata 👇

I migliori plugin WordPress: come non perdersi nella giungla from SiteGround.com

È importante fare una premessa: non è possibile dare un giudizio definitivo su quali sono i migliori plugin WordPress. Tutto dipende dal tipo di sito che si ha, dalle proprie necessità e dal livello di esperienza e competenze nel gestire un sito WordPress. La lista di plugin qui di seguito è stata creata da Tiziano Fogliata sulla base della sua esperienza, includendo i plugin WordPress che lui ritiene rispondano al meglio alle esigenze degli utenti.

Partiamo da una mappa che può aiutare a orientarsi nella scelta della tipologia di plugin di cui si ha bisogno. Possiamo infatti raccogliere i plugin in diverse categorie che rispecchiano le principali esigenze degli utenti. Le esigenze base non sono poi molte, come creare un form o ottimizzare la SEO, ma ogni esigenza ha delle sottocategorie più specifiche di cui tenere conto. Non basta infatti avere un plugin generico per la SEO, ma serve individuare l’esigenza SEO specifica che esso deve soddisfare.

In questo infinito numero di esigenze e plugin dunque, proviamo a individuare quelli che sono i migliori plugin WordPress per le esigenze più comuni.

Plugin per creare contenuti con l’editor di WordPress

WordPress mette a disposizione nativamente il suo editor a blocchi chiamato Gutenberg che permette una grande libertà, ma esistono diversi plugin che vanno ad aggiungere ulteriori blocchi e funzioni che Gutenberg non ha di default. I migliori plugin WordPress per creare contenuti secondo Tiziano sono:

Page Builder per WordPress

L’editor di WordPress permette di fare molto, ma tanti utenti preferiscono utilizzare i Page Builder per la creazione del proprio sito. Un Page Builder permette di creare layout personalizzati, pagine e articoli in modo più semplice rispetto a Gutenberg ed è quindi una soluzione ottima per gli utenti alle prime armi. I migliori page builder WordPress secondo Tiziano sono:

Per maggiori info su Elementor puoi guardare il nostro webinar dedicato a Elementor. Se invece sei interessato a creare Landing Page ti consiglio un nostro articolo dedicato.

Theme Builder per WordPress

Per fare una metafora, se il Page Builder mi permette di arredare una stanza di casa mia, il Theme Builder mi permette di costruire la casa. Normalmente quando lavoro con un Page Builder intervengo su una singola pagina, mentre con un Theme Builder creo gli elementi essenziali del sito, come l’header e il footer, che saranno presenti in tutte le pagine del sito. I migliori theme builder WordPress secondo Tiziano non sono nient’altro che le versioni premium dei Page Builder precedentemente menzionati. Essi infatti in versione Premium ti permettono di lavorare sulla struttura stessa del sito:

Plugin SEO

Quando si parla di plugin SEO è importante precisare che il plugin da solo non fa miracoli ma è semplicemente uno strumento di supporto che permette di impostare e configurare diversi aspetti SEO del nostro sito. È inoltre importante che venga impostato in modo adeguato, altrimenti potrebbe fare più danni che benefici. Tra i migliori plugin WordPress per la SEO, Tiziano consiglia:

Nota: soprattutto per i plugin SEO (ma in generale per tutti i plugin) ricordati di leggere la documentazione fornita dagli sviluppatori, utile sia per scoprire le varie funzionalità, sia per evitare eventuali problemi.

Se vuoi scoprire di più sulla SEO e imparare diverse tecniche e strategie funzionali, puoi scoprire la nostra sezione di articoli dedicati alla SEO.

Plugin per creare form

Anche per la creazione di form esistono tantissimi plugin WordPress. Quindi facciamo una distinzione tra plugin che permettono di creare solo semplici form di contatto e plugin che dispongono di diversi altre funzionalità (creare questionari, quiz, integrazioni servizi marketing, etc).

È preferibile scegliere un plugin che permetta di integrarsi con altri servizi come Slack, Mailchimp, Trello e molto altro, e che nativamente svolgano già diverse funzioni, in modo da non dover integrare le funzioni mancanti con ulteriori plugin. I migliori plugin WordPress per creare form secondo Tiziano sono:

Plugin per la condivisione social

Questi plugin consentono di aggiungere sotto le pagine e gli articoli i classici pulsanti di condivisione sui propri social media. I migliori plugin WordPress per la condivisione social secondo Tiziano sono:

Plugin per gallerie fotografiche

In generale, sia l’editor di WordPress, sia i Page Builder ti permettono di creare gallerie fotografiche e sono più che sufficienti se si ha bisogno di creare solo una galleria ogni tanto. Se invece le foto sono l’elemento principale del tuo sito web, allora è necessario utilizzare un plugin adatto allo scopo. I migliori plugin WordPress per gallerie fotografiche secondo Tiziano sono:

Plugin per gli slider

Gli slider permettono la gestione di contenuti multimediali e vengono spesso utilizzati nelle home page per mostrare diversi contenuti. Hanno il vantaggio di essere graficamente accattivanti ma allo stesso tempo incidono sul peso del sito. Gutenberg non supporta nativamente una funzione per gli slider, è quindi necessario utilizzare un page builder o un plugin.

Tiziano consiglia un paio di plugin per slider che permettono di gestirli al meglio, evitando che il peso dello slider incida troppo sul sito:

Plugin per ottimizzare le immagini e gestire la libreria media

Se carichi immagini di alta qualità e che pesano molto, hai bisogno di ottimizzarle per non rallentare il caricamento del sito. Il consiglio è di ottimizzarle ancora prima del caricamento sul sito tramite un programma di grafica e solo in seguito utilizzare anche un plugin. L’ottimizzazione delle immagini è essenziale se si vuole avere un sito veloce. Uno dei migliori plugin WordPress per ottimizzare le immagini è:

A volte poi, nasce anche l’esigenza di gestire al meglio la libreria dei media. La libreria WordPress infatti permette la ricerca dei media solo tramite pochi criteri e non consente la creazione di cartelle, quindi può essere tedioso ricercare vecchi contenuti. Ci sono due ottimi plugin che permettono una migliore gestione della libreria:

Plugin per inviare email dal sito (non newsletter)

Esistono plugin utili per configurare un servizio esterno per l’invio di email e che allo stesso tempo ti permettono di verificare se il tuo sito è in grado di inviare email. Infatti, se anche tutti gli hosting provider forniscono questo servizio, può capitare in alcuni casi che l’invio delle email sia bloccato. Quindi, se hai ad esempio un form di contatto sul tuo sito, è necessario verificare che il messaggio di chi ti scrive ti arrivi effettivamente tramite email. Tra i migliori plugin WordPress per le email, Tiziano suggerisce:

Nota: i plugin di gestione email sono differenti da quelli che gestiscono le newsletter e in generale è sconsigliato utilizzare plugin specifici per l’invio di newsletter poiché appesantiscono il sito. Esistono molti servizi esterni dedicati alla creazione e invio di newsletter che funzionano molto meglio.

Plugin per Google Analytics

Un elemento che interessa chiunque abbia un sito, è l’installazione dello script di Google Analytics. In linea generale, quando creiamo un account su Google Analytics, ci viene fornito uno script che deve essere installato su tutte le pagine. Molti temi mettono infatti a disposizione uno spazio per inserire questo script e questo basta e avanza per molti siti web.

Esistono però plugin WordPress per Google Analytics che aumentano le funzionalità base, come vedere le statistiche direttamente dalla bacheca WordPress o avere dati ulteriori su download, visite e altro. Qui di seguito alcuni dei migliori:

Plugin per il pixel di Facebook

Se fai campagne su Facebook è indispensabile mettere il pixel di FB sulle tue pagine. Come per Google Analytics, basta utilizzare lo script che viene dato da Facebook, senza l’utilizzo di particolari plugin. Tuttavia, se vuoi avere funzioni in più come il tracciamento di tutte le attività specifiche degli utenti, puoi fare affidamento a plugin come:

Plugin per privacy policy, cookies e GDPR

Per quanto riguarda privacy policy, cookie e GDPR esistono due tipologie di soluzioni. I primi come iubenda e Cookiebot, sono servizi che hanno anche un plugin WordPress. Gli altri invece, sono specifici plugin WordPress che permettono di gestire gli aspetti legali come la generazione di un testo base per la privacy policy e la gestione dei banner per i cookies.

Nota: il tema in questione è molto delicato e il suggerimento migliore è di rivolgersi sempre a un professionista perché la privacy e i cookie variano da sito a sito e non esiste un plugin che si attiva e mette a norma qualsiasi sito.

Inoltre, sulla GDPR, Cookies e Termini di Servizio, abbiamo tenuto un webinar con iubenda.

Plugin per velocizzare il sito

Se vuoi avere un sito veloce, devi innanzitutto scegliere un servizio di hosting di qualità che offre ottime prestazioni. Se l’hosting non è performante, nessun plugin potrà aiutarti. Allo stesso modo, le prestazioni sono direttamente collegate all’ottimizzazione del sito e alla sua struttura, che devono essere perfezionate prima di lavorare su plugin di caching. I migliori plugin WordPress per velocizzare il sito secondo Tiziano sono:

Esistono poi plugin utili per alleggerire le singole pagine del tuo sito. Sono molto utili ma allo stesso non sono semplicissimi da utilizzare, per cui si consiglia di fare test e verificare che tutto funzioni regolarmente quando li si usa:

Plugin per il backup

Il backup è uno degli aspetti fondamentali nella gestione di un sito. Controlla che il tuo hosting esegua backup con frequenza. SiteGround ad esempio esegue un backup al giorno in automatico e ti permette di fare anche backup su richiesta in qualsiasi momento. Se sei cliente SiteGround, non avrai bisogno di un plugin per il backup.

Se il tuo provider non fornisce una soluzione simile o se semplicemente vuoi avere un sistema ulteriore di backup, Tiziano consiglia UpdraftPlus come miglior plugin per il backup, in quanto ti permette di impostare backup automatici e manuali e di scaricare in locale i backup.

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Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Tiziano e qui di seguito trovate le sue risposte.

Ciao Tiziano, non hai accennato a plugin di sicurezza perché li sconsigli in blocco, o per mancanza di tempo? 

Sia per mancanza di tempo, sia perché la questione della sicurezza va ben oltre la semplice installazione di un plugin. Inoltre, i vari plugin per la sicurezza possono avere un forte impatto sul funzionamento di WordPress e degli altri plugin, e quindi causare dei conflitti.

Un buon plugin per la sicurezza è BulletProof Security che esiste anche in versione gratuita. Dispone di molte opzioni e non è sicuramente adatto agli utenti meno esperti. Anche Wordfence non è male. Per una maggiore sicurezza poi, esistono servizi a pagamento come Sucuri e CloudFlare.

Se ho difficoltà ad installare un plugin WordPress o ho un problema generico con esso, chi posso contattare per avere supporto?

La prima cosa da fare è sicuramente guardare la documentazione del plugin e contattare il supporto di quel plugin. Molti plugin a pagamento includono il supporto mentre, se utilizzi un plugin gratuito, puoi fare affidamento al supporto nel forum WordPress. Puoi trovare la finestra Support quando selezioni un plugin nella repository di WordPress. Bisogna precisare che la maggior parte delle volte il supporto è in lingua inglese.

Altro consiglio, quando per esempio si ha un codice di errore, è di cercare direttamente quell’errore su Google perché è molto probabile che altre persone abbiano fatto la stessa domanda o che direttamente lo sviluppatore del plugin abbia creato degli articoli di supporto.

Quale plugin suggerisci per limitare la visualizzazione di alcuni articoli ai soli utenti abbonati?

Ci sono alcuni plugin WordPress di membership come MemberPress che consentono di bloccare i contenuti senza che questo abbia ripercussioni sulla SEO. Il contenuto viene indicizzato anche se non è visibile apertamente all’utente a meno che esso non sia abbonato.

Quale plugin WordPress permette agli utenti di contrassegnare gli articoli di loro interesse e ritrovarli poi nella propria area personale del sito?

Un plugin interessante per fare questo è Favourites che permette di gestire facilmente i “mi piace” dei vari articoli e creare aree utenti molto personalizzabili.

Cosa ne pensi di Contact Form 7?

È un plugin molto valido ma che da tempo non utilizzo, soprattutto dopo l’uscita di plugin come Fluent Forms che, già nella versione gratuita, fa così tante cose che posso non usare Contact Form 7. Il vantaggio di Contact Form 7 è la libertà di modifica che ti dà tramite interventi sul codice HTML, ma per utenti alle prime armi può essere complesso.

Consigli qualche plugin alternativo a iubenda?

iubenda e Cookiebot sono i plugin per privacy policy che vanno per la maggiore ma hanno due modelli di pricing molto diversi. È quello l’aspetto da considerare secondo me. Con iubenda, più visualizzazioni di pagina avete, più pagate. Con Cookiebot invece, più pagine avete, maggiore è il costo.

Quindi se hai un sito con tante pagine ma poche visualizzazioni, il mio consiglio è di utilizzare iubenda per mantenere un costo ridotto oppure i plugin nativi di WordPress. Cookiebot rimane un ottima soluzione se invece hai un piccolo sito con poche pagine.

Yoast o Rank Math?

Io li uso entrambi su diversi siti. Un plugin come Yoast ha il grande vantaggio di essere talmente tanto utilizzato che ogni altro plugin o tema WordPress è sicuramente compatibile con lui, quindi vai sul sicuro. Rank Math nella versione gratuita ha qualche funzione in più ed è cresciuto molto negli anni, tanto che è diventata imprescindibile la compatibilità anche con lui. Tra i due non saprei consigliarne uno in particolare, sono entrambe ottime soluzioni con le quali mi sono trovato sempre bene.

Per migliorare i punteggi di Google PageSpeed, cosa consigli? Con l’utilizzo di temi pre-acquistati, page builder, moduli che appesantiscono, è spesso molto difficile avere valori utili.

Quando si parla di ottimizzazione della velocità è sempre molto complicato dare una soluzione senza prima analizzare il caso specifico. Se il sito è molto semplice, anche solo installare un plugin di caching potrebbe essere sufficiente. Se invece utilizzi temi o plugin pesanti, devi andare a lavorare sull’ottimizzazione che varia a seconda del caso: potresti eliminare funzionalità non necessarie del tema/plugin, rimuovere font che non utilizzi, alleggerire l’incidenza di immagini e video tramite soluzioni come il lazy-load.

Consiglio di andare su GTmetrix e fare un test. Vai nella modalità di visualizzazione “waterfall” che permette di vedere esattamente tutti i tempi dei vari elementi della pagina. In questo modo puoi individuare quegli elementi che rallentano la pagina in caricamento e intervenire su di essi.

Consigli qualche plugin per geolocalizzare gli utenti? Per permettere visualizzazione di contenuti in base al luogo dell’utente. 

Non so se è quello che intendi, ma https://www.if-so.com/ è un plugin che, tra le varie funzioni, offre anche questa.

Ciao, devo creare un sito in multilingua. Quale plugin consiglieresti?

La nota positiva è che prossimamente il multilingua sara nativo su WordPress, quindi non ci dovremo più preoccupare di gestire un plugin con questa funzione. Al momento il plugin multilingua più diffuso è WPML che, anche se prima era “accusato” di essere un po’ pesante, adesso è migliorato notevolmente. Io consiglio anche Polylang che è un plugin multilingua molto valido.

Come mai nel browser dei plugin non esiste la possibilità di ordinare o filtrare i plugin per numero di utenti attivi o valutazione?

Il sistema di ricerca WordPress effettivamente non è ottimale. Soprattutto capita che, se non scrivi il nome del plugin in modo preciso, quel plugin non si trova e ottieni risultati che non centrano molto. È una decisione che spetta a WordPress quella di migliorare il suo sistema di ricerca per i plugin.

Mi son reso conto che in un mio sito, ho un’immagine gigantesca che pesa abbastanza e che ha una qualità piuttosto alta ma che, specialmente su mobile, è inutile. Conosci modi per risolvere ciò?

La soluzione più facile sarebbe quella di ottimizzare il più possibile l’immagine, anche per evitare che pesi troppo anche su desktop. Si tratta però di un’intervento che richiederebbe di analizzare la pagina e come è stato costruito il sito.

Le Community: strumento di comunicazione e relazione

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Come è possibile entrare in contatto con persone che hanno gli stessi interessi e valori? Come si può migliorare la relazione con utenti, potenziali clienti e collaboratori?

Uno degli strumenti oggi più efficace per fare questo sono le Community! Sono tantissime le realtà che in tutti i settori, consumer o B2B, hanno dato vita a un canale di comunicazione utile a migliorare le relazioni fra collaboratori o fra brand e consumatori.

Le Community agevolano il rapporto con i clienti, gli utenti, i consumatori e permettono ad appassionati e specialisti di un prodotto/servizio di incontrarsi e scambiare informazioni.

Sono un canale di comunicazione idoneo al dialogo con le nuove generazioni che sono più predisposte alle piattaforme social e permettono scambi di informazioni fra collaboratori, dipartimenti e settori, accelerando lo scambio di conoscenza all’interno delle aziende e di conseguenza la crescita delle Persone e la velocità dei processi.

Osvaldo Danzi, fondatore della Business Community FiordiRisorse nominata da Linkedin come caso di successo italiano, giornalista, scrittore e Social Recruiter, ci spiega quali sono le regole di ingaggio per una Community di valore, come mantenerla viva e farla crescere aumentando interesse e coinvolgimento.

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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Facebook e Instagram Ads: FAQ e cose da sapere per investire nel modo migliore

Facebook e Instagram Ads

Hai mai pensato di fare pubblicità sui social? Sai quali budget è meglio investire e come gestire le campagne?

La pubblicità sui social può dare una marcia in più alla tua attività o ai tuoi progetti, ma va applicata nel modo corretto. È importante conoscere i fondamentali della social advertising per intraprendere da zero un’attività di sponsorizzazione.

Di cosa tratterà il webinar?

In questo webinar Matteo Figoli, esperto di Social Media Advertising e di strategie digitali, risponde alle domande che vengono fatte più spesso sulle sponsorizzazioni social:

  • perché per un’attività è imprescindibile investire in advertising sui social?
  • quale budget minimo devo investire per ottenere risultati?
  • quali differenze ci sono tra le campagne locali, quelle di lead generation e quelle di vendita?
  • cosa è necessario delegare e cosa invece posso fare in autonomia?
  • come si imposta il Business Manager? Qual è la differenza con gli account pubblicitari?
  • come capisco se un competitor lavora bene con le sponsorizzazioni?

Scarica le slide della presentazione di Matteo Figoli 👇

Facebook e Instagram Ads: FAQ e cose da sapere per investire nel modo migliore from SiteGround.com

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Matteo e qui di seguito trovate le sue risposte.

Le tue domande sulle Facebook e Instagram Ads

Che tipo di post rende di più su Facebook, video oppure foto? Se video, che durata massima consiglieresti?

Il video ha la più grande forza distributiva, gli utenti spesso lo prediligono, ed è un contenuto “smart”, in quanto in grado di produrre audience di tracciamento, da cui è possibile generare campagne di retargeting.

Semplificando ed escludendo eccezioni valide per particolari settori, il video funziona meglio quando dura meno di 15 secondi, è FACEBOOK stesso che lo consiglia. Come proporzioni di solito uso il 4:5, che spesso è adattabile anche al posizionamento stories (a  cui però – se possibile – è sempre meglio dedicare un ritaglio ad hoc, di 9:16).

È meglio una campagna più breve in durata ma più alta per budget giornaliero o il contrario? Ad esempio: meglio 5 euro per 15 giorni o 3 per 30 giorni?

Dipende da qual è l’obiettivo. Se si deve testare, meglio mettere più budget concentrato, così da far girare di più le inserzioni e dare più risorse per l’apprendimento iniziale dei gruppi di inserzioni. In generale però valutiamo in un’ottica più ampia e “always on” le nostre campagne, chiedendoci anche cosa verrà dopo i 15 giorni.

Per un Brand che vende in più Paesi europei, consigli una campagna per ogni Paese?

Dipende da molti fattori, primo fra tutti il budget a disposizione, da tarare a seconda dei CPM e CPC medi dei diversi paesi.

Al netto di questo però, il tema linguistico è fondamentale: se come spesso accade è difficile avere a disposizione creatività e landing page in diverse lingue, è consigliabile far girare campagne in inglese principalmente nei paesi dove siamo sicuri che questa lingua è ampiamente intesa e parlata (es. Germania, Nord Europa, Paesi Bassi, ecc). Con queste premesse far girare campagne “unitarie” in sola lingua inglese può funzionare.

Ha senso fare ads su Facebook e Instagram quando si ha bassa disponibilità di prodotto? Esempio: Bed and Breakfast che ha al massimo 4 camere.

Può aver senso diversificare a seconda dei periodi, ma in linea di massima consiglierei di lavorare più in alto a livello di funnel, cercando di attirare molti prospects, se possibile anche raccogliendo contatti e anagrafiche di valore. Così facendo si possono poi fidelizzare tramite newsletter e/o attivare in seguito tramite remarketing o offerte ad hoc. Così da avere sempre dei pubblici da attivare alla bisogna.

Come si può sfruttare le pubblicità sui social per ripagare i costi del sito senza vendere prodotti?

Dipende dal modello di business. Senz’altro è possibile ma si entra nello specifico del mondo dell’Affiliate Marketing. Online ci sono moltissime risorse interessanti su questo modello in cui però è centrale essere precisi su margini e guadagni. Puoi dare uno sguardo al Programma Affiliati di SiteGround per farti un idea più precisa.

In caso di malfunzionamento tecnico della campagna pubblicitaria, c’è da parte di Instagram/FaceBook un’assistenza clienti vera (fatta da persone fisiche) o ci sono solo bot e risposte automatiche?

C’è ma è sempre più nascosta, oppure puoi avere canali riservati se entri in uno dei programmi di partnership per agenzie. Se hai già fatto campagne, dovrebbe essere possibile accedere ad una chat via messenger con un utente tramite questo link (attenzione però, l’interfaccia cambia con grande frequenza).

Per fare una campagna di Lead Generation è fondamentale collegare il PIXEL sul sito?

Non è fondamentale, specie se il nostro sito non ha altre sostanziose fonti di traffico. In quel caso si può procedere con il modulo di contatti “nativo” della piattaforma.
Detto questo però, il Pixel è il vero super potere di FACEBOOK, e quindi è sconsigliabile non tenerlo in considerazione, specie per strategie di medio-lungo periodo. In prospettiva meglio sempre lavorare su un proprio sito/landing page proprietario, su cui tracciare le principali azioni degli utenti.

Che differenza c’è tra Average Post Reach e Average Organic Reach?

Sono metriche isolate dal report di We Are Social. La differenza è che la prima si concentra sulle performance dei singoli post, mentre la seconda su quelle della pagina nella sua interezza.

Il pubblico di una campagna TOFU può essere lo stesso di una MOFU?

Tendenzialmente no, già nella fase MOFU il senso è quello di iniziare il remarketing, targetizzando tutti coloro che hanno interagito con i contenuti TOFU, rivolti invece esclusivamente su pubblici ampi e che non conoscono il brand.

Esistono plugin di eCommerce in grado di collegarsi con Facebook. Conviene farlo? Ci sono limiti particolari?

Ce ne sono decine e decine, e nella maggior parte dei casi conviene, anzi per alcuni è proprio incoraggiato da FACEBOOK in fase di installazione del Pixel.
Plugin buoni possono aiutare ad avere tracciamenti corretti, feed prodotti ben strutturati per il catalogo, ecc…

Quando parli di prezzo basso dei prodotti cosa intendi? Vedo molti prodotti a prezzi davvero irrisori in sponsorizzazione. Quale può essere secondo te un margini giusto minimo sia in % che a livello di €.

Allargo la prospettiva rispetto a quanto detto nel Q&A e rispetto al margine sul singolo prodotto: la chiave è il cosiddetto LTV (customer lifetime value), ossia il valore che un utente ha per noi nell’intero arco del suo rapporto con il nostro brand.

Se sono in grado di calcolare quanto vale un cliente acquisito, rispetto agli acquisti che fa in media nella vita futura dopo averlo fidelizzato, diventa conveniente anche coinvolgerlo con sponsorizzazioni non immediatamente profittevoli.

E’ rispetto a questo valore che ha senso calcolare un costo di acquisizione sostenibile, e all’opposto margini validi.

Più che valori % o in €, che variano moltissimo da settore a settore, è su questa metrica che ha senso valutare il margine di guadagno futuro.

Come si può targetizzare un pubblico che su Facebook non compare in nessun modo, nemmeno per similitudine?

Mi viene difficile immaginare che non ci sia un modo, anche indiretto o “incrociato”, di targetizzare un pubblico, però se non ci fosse, la sola cosa che si può fare è quella di costruire creatività estremamente mirate per il proprio target. 

Contenuti che in ogni scelta linguistica e visiva siano fatte per parlare esclusivamente alla nicchia che ci interessa colpire, che puntino ad escludere dalla comprensione chiunque non sia in target.

Una volta che abbiamo inserzioni così strutturate, proviamo a puntare su pubblici ampi e affidarci alla potenza distributiva della piattaforma per il resto.

Il mio target è dai 65 anni in su. Secondo la tua esperienza, ha senso investire e quanto per avere un ritorno?

Dipende dal tipo di prodotto/servizio, dal tipo di interazione richiesta, ecc…. Il mio consiglio è di testare, testare, testare, perché il target 65+ è costantemente in crescita; magari con un particolare occhio di riguardo alle creatività, con un linguaggio semplice e un visual estremamente facile da decodificare.

Quando si fanno campagne per portare persone verso un sito, che costo per visita hai in media? È normale che arrivino molti click con un bounce rate alto?

Premesso che la metrica base da monitorare per un sito tracciato è almeno il PageView e non il semplice CPC (dato che molti clic comunque non arrivano a destinazione), i costi possono variare moltissimo: possono andare da 0,02€ a 0,30€, ma anche qui dipende da troppi fattori, prima fra tutti la fase del funnel in cui ti trovi.

Sul bounce rate stesso discorso, anche se ovviamente incidono su quello anche le caratteristiche UX del sito.

Ha senso utilizzare l’espansione della targetizzazione dettagliata? 

Sì, secondo me sì, è uno strumento per affidarsi ancora di più alla forza distributiva della piattaforma.

Qual’è il budget minimo mensile da sottoporre ad un cliente per una campagna regionale (senza contare il costo del professionista)? Ad esempio: Veneto – Settore infissi.

Direi almeno 20€ al giorno, dati i costi attuali.

Digital Transformation per micro, piccole e medie imprese

IT_blog_25.-MARTINA_MANTOAN

Più del 97% del tessuto economico italiano è composto da micro, piccole e medie imprese. In particolare, le micro-imprese danno lavoro a quasi 8 milioni di persone. È innegabile che queste aziende si scontrino con la difficoltà a sfruttare la Digital Transformation e ad accedere a competenze tecnologiche e strumenti digitali che potrebbero semplificare il loro lavoro, permettendo anche alle aziende di crescere.

Partiamo da dei casi pratici per capire come un’attività locale può affrontare la trasformazione digitale.

Martina Mantoan, Business Developer e esperta di Digital Transformation, ci mostra come sia possibile innovarsi passo dopo passo senza stravolgere i processi interni, grazie all’utilizzo coerente di strumenti digitali adatti alle specifiche esigenze.

Scarica le slide della presentazione di Martina Mantoan 👇

Percorsi di digitalizzazione per micro, piccole e medie imprese from SiteGround.com

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Linkedin non funziona! O dobbiamo utilizzarlo nel modo corretto?

Come usare Linkedin

Nel 2021 non possiamo permetterci di essere presenti su Linkedin in modo approssimativo e di non sfruttarlo per il business.

Linkedin non funziona? Come ogni altra piattaforma ha il suo linguaggio, il suo “galateo”, il suo modo di essere e siamo noi a doverci adattare. Se usato in modo corretto, permette di entrare in contatto con partner, fornitori e prospect, “semplicemente” condividendo know-how e dimostrando ciò che si sa realmente fare.

Pamela Nerattini, formatrice e consulente Linkedin, Innovation Manager presso il MISE e membro del Mensa, in questo webinar ci mostra:

  • Come ottimizzare in chiave SEO il proprio profilo
  • Le “best practice” per l’interazione e per i contenuti
  • Come costruire un network in ottica business

Scarica le slide della presentazione di Pamela Nerattini 👇

Linkedin non funziona! O dobbiamo solo imparare ad utilizzarlo nel modo corretto? from SiteGround.com

Scopri il libro di Pamela Nerattini:
Linkedin per chi cerca un (nuovo) lavoro

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Pamela e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Contattare un HR, con un messaggio interessante, sempre dopo aver impostato il profilo Linkedin con contenuti interessanti e completi su casi studio e materie d’interesse, è corretto?

Dipende a che punto si è.

Se si vuole contattare un recruiter interno all’azienda dove non ci sono posizioni aperte, si può chiedere se accettano candidature spontanee e su quale piattaforma.

Se invece si è già andati a colloquio e non è andato si può chiedere di restare in contatto per esigenze future.

Per gli head hunter verticalizzati si può direttamente chiedere di entrare a far parte della rete in quanto espert* di quel settore e quindi interessato ad essere nella rete per eventuali nuove posizioni.

Come si può calcolare lo score delle interazioni sui post o sugli articoli che condividiamo, come calcolare il loro valore?

L’engagement ovvero il coinvolgimento è la percentuale data dalla somma delle interazioni (consiglia, commenta, condividi) diviso il numero delle impression (la reach).

Però la cosa più interessante è capire se il post è uscito dalla propria cerchia di 1° ed è arrivato a persone di 2° e 3° (la famosa viralità). Oltre a questo è bene guardare se queste persone sono poi andate sul tuo profilo e quante di queste hanno chiesto la connessione.

Sondaggi Linkedin: li ho appena sperimentati e il risultato è stato del tutto inaspettato. Vorrei sapere che ne pensi?

Sono molto utili per diversi motivi. Innanzitutto perché sono l’ultimo formato nato in casa Linkedin, pertanto hanno una reach superiore e poi perché sono diretti, l’interazione è veloce. In ultimo, ma non per importanza, si può davvero fare domande al proprio target e chiedere aiuto, consigli o informazioni, etc. Quindi utilizzateli!

Puoi dare qualche consiglio su come leggere meglio le statistiche di linkedin dei post? Non sono chiarissime.

Numero visualizzazioni, ovvero quante volte è apparso nel feed di qualcuno 

Il 147 indica il numero di consiglia effettuati (poi entrando dentro si vede il tipo di interazione, ovvero con quale emoji)

47 sono i commenti, ovvero le persone che hanno scritto sotto il post.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Consigli di usare Linkedin per un eCommerce?

Presto le pagine aziendali avranno anche le pagine prodotto (in roll out attualmente negli USA), con tanto di link esterno alla scheda prodotto e le stelline per la valutazione stile marketplace. Pertanto in quel momento sarà ancora più interessante. Al momento tutte le aziende dovrebbero comunque avere una pagina linkedin, se il loro target è presente sulla piattaforma. 

Ci puoi fare degli esempi di “post perfetto”?

Ovviamente era una provocazione, il post perfetto non esiste.

Il post perfetto è quello interessante per il network, che da un valore aggiunto!

Tuttavia per quanto riguarda la struttura ecco un esempio:

Questo è un esempio di video condiviso che è diventato virale ed è stato messo in evidenza da LinkedIn stesso.

Innanzitutto dopo aver messo il link del video ed essere apparsa l’immagine, il link va cancellato.
Il testo è suddiviso in paragrafi in modo da dare spazio alla lettura.
Vi è un titolo, io uso il maiuscolo, ma è il mio stile, le persone però sanno già di cosa si parla.
Oltre ad aver dato informazioni utili e pertinenti, spero ;-), la fine è una call to action, ovvero chiedo alle persone di interagire e commentare ponendo una domanda.
Si termina con gli hashtag, in questo caso ne ho usato 1, ma si può arrivare a 3! La cosa fondamentale è rispondere alle domande della propria audience!

Inoltre non guardate solo il mio stile, ognuno ha il proprio, pertanto guardate i post nel vostro feed e capite quali attirano di più l’attenzione e perché.

Digital Analytics: usare i dati per migliorare il proprio business

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L’importanza dei dati è ormai considerata preziosa quanto il petrolio. Le informazioni sono una ricchezza inestimabile che consente, a chi gestisce i propri dati, grandi opportunità di crescita della propria azienda. Per questo, le professioni del futuro come quella del Digital Analyst, saranno sempre più importanti per guidare le aziende verso un approccio data-driven.

L’ospite di questo mese sarà Alessio Semoli, imprenditore ed esperto di comunicazione digitale. Autore di diversi libri e professore all’Università Iulm di Milano. Attualmente è CEO di PranaVentures società di Venture Capital italiana che ha lo scopo di finanziare le imprese di successo del futuro.

In questo webinar, Alessio Semoli ci mostra:

  • come prendere il controllo del proprio business online imparando a misurare e tracciare nel modo corretto i dati
  • quali tecnologie e strumenti utilizzare per gli analytics
  • come approcciare i dati con una visione e strategia chiara

Scarica le slide della presentazione di Alessio Semoli 👇

DIGITAL ANALYTICS – Come usare i dati per migliorare il proprio business online from SiteGround.com

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Diamo uno sguardo al 2020: servizi migliorati e soddisfazione dei clienti al 97,7%

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È indubbio che il 2020 è stato un anno che non dimenticheremo mai. Ma nonostante tutte le difficoltà che ognuno di noi ha dovuto affrontare, sono successe anche molte cose positive. Durante tutto l’anno, il nostro team ha trovato conforto e la giusta motivazione nel migliorare i nostri servizi per tutti i nostri clienti e la comunità tutta.

⚙️ Nuovi strumenti e miglioramenti dei servizi 

È stato un anno ricco di eventi e cambiamenti nella nostra offerta di servizi. Dando uno sguardo indietro, siamo davvero orgogliosi di aver introdotto così tanti upgrade di servizio per i tuoi siti in soli 12 mesi.

Alcune delle novità che abbiamo introdotto nel 2020 sono: il passaggio completo alla piattaforma Google Cloud, lo sviluppo di PHP Ultraveloce, la creazione di strumenti per l’ottimizzazione dei siti WordPress, l’aumento delle risorse ai nostri piani di hosting e molto altro ancora!

> (opens in a new tab)”>Scopri tutte le novità >>

❤️ Supporto per le comunità in difficoltà

Oltre a migliorare il nostro servizio, abbiamo anche dedicato tempo e sforzi per supportare la comunità nella battaglia contro il COVID-19. Abbiamo fatto donazioni a varie istituzioni mediche, offerto hosting gratuito e rinnovi ai clienti più colpiti e aiutato i nostri dipendenti ad adattarsi alla nuova modalità di lavoro con uno speciale programma wellness.

Guarda cosa abbiamo fatto >>

🥇 Soddisfazione dei clienti al 97,7% e tanti premi

Siamo orgogliosi di vedere che tutti i nostri sforzi sono stati apprezzati dai nostri clienti. Tradizionalmente, all’inizio di dicembre, chiediamo ai clienti cosa pensano del nostro servizio. Siamo incredibilmente orgogliosi e felici di vedere che abbiamo ottenuto in media il 97,7% di soddisfazione dei clienti per i principali indicatori del nostro servizio: velocità, sicurezza, assistenza, tempo di attività, rapporto qualità-prezzo e gamma di strumenti. 

Il 2020 è stato inoltre un anno ricco di premi. Abbiamo ricevuto 2 Stevie Awards per il nostro servizio clienti, il premio BigSEE per la nostra sede principale e 12 premi agli Employer Awards! Non potremmo essere più felici per tutti questi riconoscimenti e puntiamo a mantenere lo stesso livello di qualità anche quest’anno!

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Puoi leggere il nostro riepilogo completo del 2020 e se sei soddisfatto di quello che abbiamo fatto, ti invitiamo a condividerlo sui tuoi social network con l’hashtag #SiteGround2020.

Ci auguriamo che il racconto di tutto ciò che abbiamo fatto nel 2020 possa trasmetterti positività e ottimismo. Resta sintonizzato per tutte le novità in arrivo nel 2021! 🎉

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