Come comprare un dominio: Risposte a tutte le tue domande

illustrazione che mostra un dominio con varie possibili estensioni

Se sei un imprenditore e vuoi entrare nel mondo digitale, il primo passo è comprare un dominio. Spesso questo processo può sembrare complicato o confuso: non sai quale nome scegliere, quale estensione usare, quanto costa davvero o da chi acquistarlo.

Questo articolo risolverà tutti i tuoi dubbi, spiegandoti cos’è un dominio, cosa sapere prima di registrarlo, dove e come comprarlo e quali scelte fare per il nome e l’estensione. Alla fine avrai tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni consapevoli e professionali, evitando errori comuni e assicurandoti un dominio che valorizzi davvero il tuo business.

Cos’è un dominio?

Un dominio è il nome, come ad esempio www.latuaazienda.it, che permette di raggiungere un sito web su internet senza dover digitare complicati numeri. Ogni sito, infatti, è collegato a un indirizzo IP, una sequenza di cifre praticamente impossibile da memorizzare per le persone. Il dominio traduce quell’indirizzo numerico in parole molto più facili da ricordare e riconoscere.

Spesso si fa confusione tra dominio, sito e hosting. La differenza è:

  • Dominio: è l’indirizzo che si digita nel browser (per esempio latuaazienda.it).
  • Sito web: è l’insieme delle pagine, dei testi e delle immagini che raccontano la tua attività.
  • Hosting: è lo spazio su un server che ospita i file del tuo sito, permettendo agli utenti di visualizzarli.

In altre parole: il dominio è l’indirizzo, il sito è la casa e l’hosting è il terreno su cui costruisci quella casa. Ogni sito ha quindi bisogno di un dominio perché è il punto di ingresso con cui il pubblico ti trova online. Senza di esso, il sito esisterebbe solo come una serie di file sparsi su un server, difficili da rintracciare.

Cose da sapere prima di registrare un dominio

Ci sono svariati dubbi comuni su cosa includa la registrazione di un dominio. Avere le risposte giuste ti aiuta a fare scelte consapevoli fin dall’inizio. Molti imprenditori si chiedono per esempio se dominio e sito siano indissolubilmente legati, quali siano le possibilità di modifica, e come funzioni l’acquisto stesso.

Rispondiamo a queste domande in modo da evitarti errori costosi e pianificare la tua presenza online con maggiore tranquillità.

Per registrare un dominio devo creare un sito web?

No, non è necessario avere già un sito web pronto per registrare un dominio. Puoi acquistare un dominio anche senza aver definito i contenuti o il design del tuo futuro sito. Anzi, in molti casi è consigliabile farlo. 

I domini “buoni” sono molto richiesti e spesso vengono registrati velocemente. Quindi, se individui un nome interessante e disponibile che può funzionare per l’attività che hai in mente, conviene registrare il dominio immediatamente per evitare che qualcun altro lo compri prima di te.

Inoltre, è vero anche il contrario: puoi avere un sito online senza possedere un tuo dominio personalizzato utilizzando un indirizzo gratuito fornito dalle piattaforme che forniscono spazi web. Questo risulterebbe in avere un indirizzo come latuaazienda.wordpress.com. 

Tuttavia, non consigliamo questa scelta a chi vuole lanciare un’attività online, in quanto comunica poca professionalità e rende più difficile per i clienti fidarsi del tuo marchio o ricordarlo. Un dominio dedicato trasmette autorevolezza e fa sembrare la tua attività solida e affidabile, anche se sei appena partito.

Posso cambiare il nome del dominio dopo la registrazione?

No, una volta registrato, il nome di un dominio non può essere modificato. Questo perché il dominio è univoco e viene inserito in un registro internazionale e non si può quindi semplicemente “rinominare”. Se ti accorgi di aver scelto un nome poco adatto o stai facendo del rebranding, l’unica soluzione è registrare un nuovo dominio con il nome desiderato.

Quello che invece puoi fare è collegare un sito web già esistente a un nuovo dominio. Potrai anche indirizzare i visitatori che si dirigono al vecchio indirizzo verso quello nuovo attraverso un redirect. È una soluzione molto comune quando un’azienda cambia brand o decide di passare a un dominio più breve, più chiaro o più professionale.

È possibile acquistare un dominio per sempre?

No, non è possibile acquistare un dominio per sempre. I domini si registrano a tempo determinato, di solito con rinnovo annuale. Questo sistema garantisce che i registri dei domini rimangano aggiornati e che un indirizzo non resti inutilizzato per anni.

Ciò che puoi fare è registrare un dominio per periodi più lunghi, ad esempio 2, 5 o anche 10 anni consecutivi, in modo da ridurre la frequenza di rinnovo. Alla fine del periodo stabilito, se non rinnovi la registrazione, questa non viene cancellata immediatamente. Il dominio rimane “bloccato” per un certo tempo, durante il quale solo tu puoi rinnovarlo, anche se con un costo aggiuntivo. Se però lasci passare anche quel periodo, il dominio torna libero e può essere acquistato da chiunque.

Dove comprare un dominio

Per comprare un dominio puoi rivolgerti a un registrar, cioè un’azienda autorizzata alla vendita di nomi di dominio. Queste sono piattaforme online che ti permettono di cercare la disponibilità del nome che desideri e registrarlo subito.

Oltre a queste, poi, molti provider di hosting, insieme ai servizi di spazio web e assistenza tecnica, offrono anche la possibilità di registrare un dominio. Questo può essere molto conveniente perché ti permette di gestire tutto in un unico posto, senza dover coordinare registrar e hosting separati.

SiteGround, per esempio, offre entrambe le opzioni: puoi comprare un dominio da solo, oppure attivare un piano di hosting qualsiasi che include la scelta di un dominio a tuo piacimento – per il primo anno gratuitamente, poi a pagamento. In questo modo avrai già tutto pronto per creare il tuo sito con un’unica registrazione e una sola area di gestione.

Qualunque sia la tua scelta, ricordati sempre di valutare la qualità dei servizi che il registrar o provider ti mette a disposizione:
– Sicurezza integrata: funzioni come il blocco del dominio e l’autenticazione a due fattori (2FA) proteggono il tuo indirizzo da accessi non autorizzati.
– Assistenza affidabile: un supporto clienti disponibile è fondamentale nei momenti critici come scadenze o trasferimenti.
– Gestione semplificata: strumenti chiari per aggiornare i DNS, avviare trasferimenti o attivare il rinnovo automatico ti fanno risparmiare tempo.
– Servizi opzionali utili: come la privacy WHOIS, la possibilità di creare sottodomini o l’inoltro delle email legate al dominio.
– Prezzi trasparenti: diffida dei registrar che offrono tariffe all’apparenza bassissime ma nascondono costi aggiuntivi.
Scegliendo un registrar con queste caratteristiche ti garantisci un’esperienza più sicura, lineare e senza sorprese.

Quanto costa acquistare un dominio?

Il costo di un dominio varia in base all’estensione che scegli (.it, .com, .net) e ai servizi aggiuntivi inclusi dal provider. In media, un dominio standard costa tra i 10 e i 20 euro all’anno. Le estensioni più comuni come .it o .com rientrano in questa fascia, mentre alcune estensioni particolari (es. .tech, .shop, .io) possono avere prezzi più alti.

Per valutare che la registrazione di dominio valga veramente il proprio costo e per scegliere l’opzione più completa, considera:
– L’estensione e le eventuali restrizioni applicabiliIl prezzo di rinnovo, che potrebbe essere più alto del prezzo iniziale
– Servizi che garantiscono una facile gestione e sicurezza migliorata, come email professionali col dominio, supporto DNS avanzato e protezione privacy WHOIS.
– Affidabilità e supporto offerto dal registrar

Come comprare un dominio

Comprare un dominio non è complicato, richiede solo qualche scelta ponderata. Per poter procedere alla registrazione dovrai infatti decidere il nome (nomedeltuosito.com) e scegliere l’estensione del tuo dominio (ilnomedeltuosito.com). 

screenshot che mostra le due parti di un dominio: il nome (siteground) e l'estensione (.com)

Questi sono gli elementi che determinano come il tuo brand verrà percepito online, quanto sarà facile da trovare e ricordare, e quanta fiducia ispirerà al pubblico.

Scegli il nome del dominio

Il nome del dominio è la tua identità online, e deve essere perciò facile da ricordare, semplice da digitare e coerente con il tuo brand. Un buon dominio rimane impresso nella mente dei tuoi clienti e aiuta il tuo posizionamento sui motori di ricerca. Per sceglierlo presta attenzione a:

Schema riassuntivo sui criteri per scegliere un nome di dominio: semplicità, no punteggiatura o numeri superflui, coerenza con il nome del brand, parole chiave rilevanti, versatilità, disponibilità di handle social omonimi
  • Semplicità: Evita nomi troppo lunghi, complicati o difficili da scrivere. Meglio puntare su qualcosa di breve e immediato, tipo soluzionitech.it anzichè soluzioninformaticheavanzateitalia2025.it 
  • Niente trattini o numeri superflui: La punteggiatura in un dominio crea confusione e aumenta il rischio di errori quando il dominio viene digitato o comunicato a voce. pasticceriaverona.com è molto più difficile da sbagliare che pasticceria-verona-123.com  
  • Coerenza con il brand: Se possibile, utilizza il nome della tua azienda o una sua variazione riconoscibile. Se sei un professionista, può essere utile inserire il tuo nome e cognome.
  • Parole chiave utili: Integrare una keyword legata alla tua attività può essere un vantaggio per la SEO. Attenzione però a non renderlo troppo generico.
  • Versatilità: Evita nomi troppo legati a un prodotto o a una moda del momento. Un dominio che ti accompagna a lungo deve essere versatile.
  • Verifica la disponibilità sui social: Prima di registrare cafemilano.it, controlla anche che @cafemilano sia disponibile su Instagram e Facebook, se un altro brand avesse già occupato quell’handle potresti rischiare confusione e perdita di riconoscibilità.

Se ogni volta che pensi di aver trovato un buon nome finisci per scoprire che è già occupato, non sei il primo. Per riuscire a coniugare tutti i requisiti di un buon dominio, puoi aiutarti con l’intelligenza artificiale e generare facilmente idee di domini pertinenti e disponibili. 

screenshot dall'acquisto domini di SiteGround, dove l'IA suggerisce 9 domini diversi basandosi su una breve descrizione dell'attività

Come puoi vedere nello screenshot qua sopra, SiteGround offre un servizio integrato di AI che fa proprio questo: partendo da una tua descrizione della tua attività, ti propone subito una lista di nomi di dominio creativi e ancora liberi tra cui scegliere. Così riduci i tempi di ricerca e aumenti le possibilità di trovare un dominio davvero adatto al tuo business.

Scegli l’estensione del dominio

L’estensione, o top-level domain (TLD) è la parte finale di un dominio, quella che segue il nome, tipo .it, .com, .net. L’estensione di un sito ha spesso impatto sulla fiducia degli utenti e può influenzare la percezione dello stesso. Un sito con estensione .tech, per esempio, non viene percepito allo stesso modo di un sito .shop, anche se la parte che precede l’estensione è la stessa.

Esistono diverse tipologie di estensioni:

  • Generiche (gTLD): come .com, .net, .org, che sono utilizzate a livello globale e non legate a un Paese specifico.
screenshot di un'estensione generica, quella di wikipedia.org
  • Geografiche (ccTLD): come .it, .fr, .de. Identificano chiaramente l’origine geografica e sono molto apprezzate dal pubblico locale.
screenshot di due estensioni geografiche, siteground.es e siteground.co.uk
  • Con restrizioni: alcune estensioni, come .gov (in Italia gov.it) o .edu, sono riservate ad enti governativi o istituzioni educative/sanitarie/legali
screenshot di un'estensione ristretta, salute.gov.it

Per scegliere l’estensione del tuo dominio, tieni a mente alcune best practices:

schematizzazione delle best practices per scegliere una buona estensione dominio, le stesse scritte appena sotto nell'articolo
  • Trasmetti credibilità e professionalità: Estensioni conosciute come .com sono più riconoscibili, hanno stabilità SEO, alto valore di rivendita e sono facile da ricordare.
  • Conosci il tuo pubblico: Scegli un’estensione che i tuoi utenti riconoscano subito e di cui si fidino. Se ti rivolgi a un’audience tech-savvy, puoi osare con estensioni nuove e meno convenzionali come .io o .ai. Se invece il tuo pubblico è più mainstream, meglio puntare su estensioni tradizionali e riconosciute, come .com, .it., .org, .net. Estensioni poco conosciute possono generare diffidenza e danneggiando la fiducia.
  • Considera la portata geografica: se ti rivolgi soprattutto a un mercato italiano, un .it può trasmettere maggiore vicinanza e fiducia. Se invece operi all’estero, un’estensione internazionale sarà più adatta.
  • Complementa il branding e punta alla memorabilità: scegli un’estensione che renda il nome del dominio pulito, facile da pronunciare e coerente con il tuo settore. Le nuove estensioni (.shop, .tech, .design) possono offrire soluzioni creative e distintive.

Una volta che avrai scelto sia nome che estensione, non avrai più bisogno di altro e potrai procedere al checkout sul tuo registrar di preferenza e aggiudicarti il tuo dominio per quanto tempo vorrai.

Conclusioni

Adesso che hai una buona base riguardo le regole di registrazione di un dominio, puoi valutare correttamente i costi e i provider e partire con il piede giusto evitando problemi o perdite di tempo future. Ricorda che scegliere con cura il nome e l’estensione sono passi essenziali per stabilire la tua identità digitale e dare una buona prima impressione ai clienti che si affacceranno al tuo sito.

Se vuoi muovere i primi passi subito, SiteGround offre un servizio completo per registrare il tuo dominio con opzioni flessibili, ultra sicure e assistenza dedicata. Puoi acquistare il dominio da solo o abbinarlo a un piano di hosting, con il primo anno di dominio incluso, così da avere tutto pronto per lanciare il tuo sito professionale senza complicazioni.

Guida al customer journey: Come mapparlo e usarlo

illustrazione che rappresenta gli step del customer journey

Quello del customer journey può sembrare un concetto astratto, ma in realtà è uno strumento concreto che ogni imprenditore può usare per far crescere il proprio business. Mappare il percorso dei clienti ti permette di capire meglio come pensano, cosa li motiva e dove incontrano difficoltà.

Il vantaggio è offrire un’esperienza più fluida e soddisfacente, che porta a più conversioni, clienti più fedeli e, in definitiva, vendite più solide. In questa guida vediamo in modo semplice cos’è il customer journey, come costruirlo passo a passo, come usarlo per migliorare le tue strategie e come migliorarlo e mantenerlo nel tempo.

Non ci limitiamo solo a darti tanti esempi pratici, mettiamo anche a tua disposizione un template pratico che puoi scaricare e compilare per tracciare il percorso dei tuoi clienti e individuare nuove opportunità di crescita.

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Cos’è il customer journey?

Il customer journey (in italiano “percorso del cliente”) è l’insieme delle fasi che un potenziale cliente attraversa prima, durante e dopo l’acquisto di un prodotto o servizio. In altre parole, il customer journey è il viaggio che parte dal primo contatto con un brand e arriva fino alla decisione d’acquisto, includendo anche ciò che accade dopo: assistenza, fidelizzazione e possibilità di un nuovo acquisto.

Quando parliamo invece di mappatura del customer journey, ci riferiamo al processo di tracciare tutti i diversi punti di contatto, ovvero le interazioni tra cliente e azienda, e trovare soluzioni per sospingere gli utenti verso le fasi seguenti. 

Questi punti di contatto includono tutte le interazioni sul sito web, sui social media, via mail, via telefono, via chat e persino attraverso il passaparola. Con una mappa del customer journey ben fatta, puoi quindi guidare i tuoi clienti, un’interazione dopo l’altra, verso la meta finale: vendita, soddisfazione e fidelizzazione.

A cosa serve un customer journey?

Il customer journey ti permette di capire davvero come i tuoi clienti vivono ogni fase della relazione con la tua attività. I principali vantaggi sono:

  • Aumenta la fedeltà e la fidelizzazione: Individuando i punti di frizione (pagine web poco chiare, checkout complicati, servizio clienti lento) e i punti deboli (le preoccupazioni e pain point del pubblico) puoi intervenire e migliorare l’esperienza. Un percorso adattato ai bisogni dei clienti crea fiducia, stimola riacquisti e spinge i soddisfatti a parlare bene del tuo brand.
  • Ottimizza i processi e i costi interni: Ti aiuta anche a vedere dove il tuo processo è inefficiente, con passaggi ridondanti o quali attività rallentano il lavoro. Eliminandoli, migliori produttività del team e costi aziendali.
  • Migliora la collaborazione tra reparti: Marketing, vendite e servizio clienti non lavorano più a compartimenti stagni, ma condividono la stessa visione di quello che serve al cliente. Questo porta più coesione, meno conflitti interni e un’esperienza più uniforme per chi sceglie il tuo brand.

Elementi necessari per creare il customer journey

Per tracciare il percorso dei tuoi clienti in modo chiaro e strategico e costruire una mappa del customer journey servono alcuni passaggi fondamentali, che vedremo in questa sezione sotto forma di sette elementi da considerare.

Al termine, avrai tutti gli strumenti per completare una mappa del customer journey simile a quella nella tavola di esempio qui sotto: uno schema pratico che ti guiderà nell’analizzare i comportamenti dei tuoi clienti e nell’ottimizzare ogni fase della loro esperienza.

Customer Journey
Persona: Giovanna, professionista impegnata, 30-45 anni, con bambini piccoli, attenta a un’alimentazione sana
Prodotto: Box ricette per cucinare pasti a casa in poco tempo
Obiettivi: Miglioramento del percorso esistente
AwarenessConsiderationDecisionRetentionAdvocacy
Esperienza Cliente:
Vede un post sui social da un amico riguardo al servizio
Esperienza Cliente:
Legge recensioni e confronta opzioni
Esperienza Cliente:
Si iscrive a un box di prova
Esperienza Cliente:
Rimane abbonata grazie alla facilità d’uso
Esperienza Cliente:
Invia un link di referral a un amico stretto
Punti di contatto:
Social media, pubblicità a pagamento, passaparola
Punti di contatto:
Recensioni clienti, newsletter
Punti di contatto:
Sconto per i nuovi clienti, quiz personalizzato sui piani
Punti di contatto:
Programma fedeltà
Punti di contatto:
Programma referral, vantaggi VIP
Pain point:
Sembra un impegno e non è sicura che i bambini lo apprezzeranno
Pain point:
Preoccupata per i bambini schizzinosi, strutture di prezzo poco chiare
Pain point:
Ansia di introdurre nuovi cibi ai bambini
Pain point:
Noia dovuta a pasti ripetitivi
Pain point:
Incentivi al referral non molto convincenti
Atteggiamento cliente:
Curiosa ma scettica
Atteggiamento cliente: Interessata ma cautaAtteggiamento cliente:
Ottimista ed entusiasta
Atteggiamento cliente:
Coinvolta ma meno entusiasta
Atteggiamento cliente:
Fedele ma non motivata a condividere con altri
Reparti:
Marketing
Reparti:
Assistenza clienti, marketing, prodotto
Reparti:
Sito, assistenza clienti, marketing, operations
Reparti:
Team prodotto, operations, marketing
Reparti:
Marketing
Opportunità:
Pubblicità mirate con focus sulla compatibilità con i bambini
Opportunità:
Creare una pagina che chiarisca prezzi e opzioni family-friendly
Opportunità:
Aggiungere una storia o attività legata al prodotto nel primo box per generare entusiasmo
Opportunità:
Offrire maggiore varietà, flessibilità e piccole sorprese per rafforzare il valore
Opportunità:
Premiare sia chi invita che chi viene invitato (es. box gratuito, sconto per condivisione social)

1. Stabilisci i tuoi obiettivi

Non esiste un customer journey uguale per tutti. Ogni percorso deve partire dai bisogni del proprio business e dai propri obiettivi. Considera prima di tutto il settore in cui operi, il tipo di clientela, la dimensione geografica, le risorse a disposizione e il posizionamento del tuo brand.

Una strategia di marketing B2B che deve tener conto di servizi complessi e prodotti premium, ad esempio, avrà un percorso lungo e fatto di molti punti di contatto, come email, telefonate, presentazioni, preventivi. Al contrario, un’azienda B2C che punta su acquisti d’impulso seguirà un viaggio molto più breve.

Anche la notorietà del marchio fa la differenza. Chi è già conosciuto può contare sulla fiducia acquisita, mentre un brand nuovo dovrà lavorare più intensamente sulla fase di awareness (consapevolezza del pubblico riguardo il brand) prima ancora di spingere verso la vendita.

Una volta definito il contesto, stabilisci gli obiettivi del tuo customer journey. Ti stai preparando a lanciare un nuovo brand? Vuoi spingere una campagna promozionale specifica? Stai lavorando a un rebranding o a un rilancio della tua attività? Vuoi raccogliere lead?

Gli obiettivi orientano tutta la mappa. Se, per esempio, un e-commerce vuole ridurre il tasso di abbandono del carrello, dovrà concentrarsi sull’individuare e risolvere i motivi che portano i clienti a fermarsi prima del pagamento.

2. Definisci le tue user e buyer personas

Prima di disegnare una mappa del customer journey, devi sapere per chi la stai creando. È qui che entrano in gioco le personas, cioè profili utente ideali che rappresentano i diversi segmenti di clientela reale. 

Con personas ben definite, il customer journey acquista precisione e diventa uno strumento che ti mostra chiaramente i bisogni reali delle persone e come guidarle verso la soluzione che offri.

Potresti aver sentito parlare di user personas e buyer personas, quindi vediamo le differenze tra le due. Le user personas descrivono chi utilizza concretamente il tuo prodotto o servizio. Ad esempio, il libero professionista che utilizzerà una tastiera ergonomica. Le buyer personas rappresentano invece chi prende la decisione d’acquisto. In certi casi coincidono con l’utente finale, in altri no. Pensiamo a un software venduto a un’azienda, dove chi lo compra è il responsabile IT o il direttore generale, ma chi lo userà sarà il team operativo.

Per creare personas efficaci serve raccogliere dati concreti:

  • Analisi dei comportamenti sul sito e sui canali digitali
  • Colloqui o sondaggi ai clienti
  • Feedback dal team di customer care o dal reparto vendite
  • Informazioni pubbliche

Immagina, ad esempio, un servizio di abbonamento ai pasti online. Potrebbe avere come prima user persona un professionista sempre di corsa, che cerca soluzioni semplici e veloci, e come seconda persona il genitore attento ai bambini, interessato a piani alimentari settimanali equilibrati. Entrambe hanno esigenze diverse e percorsi di acquisto diversi: la prima vuole rapidità e semplicità, la seconda sicurezza e varietà.

3. Definisci gli stadi del tuo customer journey

Ogni customer journey è fatto di tappe che rappresentano i momenti chiave dell’esperienza del cliente, dal primo incontro con il tuo brand fino alle interazioni successive all’acquisto. Le tappe principali che vengono più comunemente individuate sono le seguenti:

schematizzazione delle tappe del customer journey: awareness, consideration, decision, onboarding & education, upsell & cross-sell, retention, loyalty, advocacy, re-engagement
  • Awareness (consapevolezza): il cliente scopre il tuo brand, spesso grazie a campagne marketing, social o passaparola. Qui l’obiettivo è farsi notare e suscitare interesse.
  • Consideration (valutazione): l’utente inizia a informarsi, confronta le alternative, legge recensioni e si pone domande. In questa fase devi eliminare dubbi e mostrare i tuoi punti di forza.
  • Decision (decisione): il momento in cui il cliente sceglie se acquistare o meno. Qui devi fornire un processo quanto più semplice e privo di attrito per aumentare le probabilità di conversione.
  • Onboarding/Education (formazione): dopo l’acquisto, è essenziale guidare il cliente nell’uso del prodotto o servizio per farlo sentire seguito e soddisfatto.
  • Cross-sell / Up-sell (vendite aggiuntive): una volta conquistato un cliente, puoi proporre prodotti complementari (cross-sell) o versioni più complete e avanzate (up-sell).
  • Retention (mantenimento): qui lavori per mantenere vivo il rapporto con il cliente. Comunicazioni personalizzate, promozioni mirate e un buon servizio clienti favoriscono riacquisti e continuità.
  • Loyalty (fidelizzazione): è la fase in cui il cliente si affeziona e diventa abituale.
  • Advocacy (sostegno): il cliente soddisfatto diventa promotore spontaneo del tuo brand, lascia recensioni positive, consiglia i tuoi prodotti e fa da ambasciatore presso nuovi potenziali clienti.
  • Re-engagement (riattivazione): quando un cliente si allontana, puoi riportarlo vicino al brand con campagne mirate, offerte personalizzate, inviti a scoprire novità.

Non tutti i customer journey includono tutte queste fasi, ma differenziare almeno quelle fondamentali, cioè consapevolezza, valutazione, decisione, fidelizzazione e sostegno, ti aiuta a disegnare un percorso completo. 

Per ogni fase, dovrai identificare in che modo il pubblico entra in contatto con il tuo brand, quali difficoltà o incertezze può avere, in che situazione si trova, e con quale dipartimenti avrà a che fare: tutti step che vediamo nei prossimi punti di questo articolo.

4. Identifica i punti di contatto

I punti di contatto (o touchpoint) sono tutti i momenti in cui un cliente entra in relazione con il tuo brand, sia in modo diretto che indiretto. Possono essere digitali, come una visita al sito web, un annuncio su Google o un post sui social, oppure fisici, come una telefonata al servizio clienti o un incontro a una fiera.

Per mappare correttamente il customer journey, elenca tutti i touchpoint per ogni fase del percorso e individua dove e come avviene il contatto. Chiediti in che contesto si trova il cliente in quel momento, cosa sta cercando, come si presenta il tuo brand.

Ecco qualche esempio tipico di touchpoint per alcuni stadi:

  • Awareness: un cliente potrebbe vedere un tuo prodotto su un post sponsorizzato di Facebook e pochi giorni dopo su un post condiviso da un suo conoscente.
  • Consideration: la sera prima di addormentarsi il cliente entra a dare un’occhiata alla scheda prodotto del tuo e-commerce, il giorno dopo, in metro, legge la pagina “Chi siamo” del tuo sito, in pausa pranzo chiede domande attraverso la chat dal vivo con il tuo team.
  • Decision: il checkout sul sito da telefono mobile, dopo la ricezione di un coupon sconto.

Più riesci a mappare con precisione i touchpoint, più diventa chiaro come e dove intervenire per migliorare l’esperienza. In questo modo puoi ridurre i punti di frizione, valorizzare ciò che già funziona e costruire un percorso che accompagna il cliente senza intoppi verso l’obiettivo.

5. Trova i pain-point

I pain-point, o punti dolenti, sono i punti di attrito che rendono difficile o frustrante l’esperienza del cliente. Possono emergere in qualsiasi fase del customer journey: un sito che carica lentamente, un carrello complicato, informazioni poco chiare sul prodotto, oppure un servizio clienti poco reattivo.

Per individuarli è utile mettersi nei panni della persona che stai mappando e chiederti:

  • Quali ostacoli rischiano di bloccarla?
  • Quali difficoltà puoi risolvere?
  • Quali motivazioni la spingono?
  • Quali emozioni prova in questo stadio?

Ad esempio, nella fase di consideration, un cliente può sentirsi disorientato dalla troppa scelta e non capire quale prodotto faccia davvero al caso suo.

Allo stesso tempo, è importante notare anche le emozioni positive: durante la retention, un cliente soddisfatto che nota come il tuo prodotto gli faccia risparmiare tempo sarà più propenso a restare fedele e a parlare bene del tuo brand.

Identificare i pain-point ti permette di risolvere problemi nel tuo servizio e nel marketing, e allo stesso tempo di valorizzare i momenti in cui l’esperienza funziona davvero.

6. Stabilisci i reparti coinvolti

Un customer journey considera tutti i reparti che, in modi diversi, entrano in contatto con il cliente. Questo serve a far sì che ogni interazione, seppur gestita da team diversi, sia ottimizzata al successo e allineata all’obiettivo finale.

Anche per un’impresa molto piccola o a conduzione familiare, capire chi è responsabile di ogni fase è fondamentale, basta sapere chi fa cosa e migliorare ogni passaggio. Se prendiamo per esempio la fase di upsell e cross-sell, i reparti coinvolti possono essere: 

Il team di Marketing (invio campagne email personalizzate, suggerimenti automatici sul sito, tipo “Chi ha acquistato questo prodotto ha scelto anche…”); il team vendite (proposte di una versione più avanzata del servizio o un pacchetto più completo, call di follow-up); Customer Care (conversazioni di supporto dove si intercettano esigenze aggiuntive).

7. Trova le opportunità

La vera ragione d’essere di una mappa del customer journey si distilla qui, nel trasformare i problemi in opportunità. Ogni pain-point individuato non è solo un ostacolo da rimuovere, ma anche una possibilità concreta per migliorare il percorso del cliente e distinguerti dai concorrenti.

Se i dati mostrano che molti utenti abbandonano il sito perché la homepage è lenta, l’opportunità è ottimizzarne le prestazioni, guadagnando in fiducia e coinvolgimento; se nella fase di considerazione i clienti non capiscono bene il prodotto, puoi creare pagine più chiare, FAQ, video tutorial o guide pratiche per accompagnarli con sicurezza verso la decisione.

Se il checkout è complicato, semplificarlo può ridurre drasticamente gli abbandoni del carrello; se la fiducia è un problema, puoi investire in trasparenza e sicurezza del sito, ad esempio mostrando certificazioni, recensioni verificate o enfatizzando modalità di pagamento sicure.

Mappare il customer journey serve proprio a vedere il percorso con gli occhi del cliente, scoprire dove inciampa e capire come trasformare quei punti critici in esperienze positive.

Adesso che sai come tracciare la mappa del tuo customer journey, puoi scaricare il nostro template gratuito.

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Come migliorare il customer journey nel tempo

Disegnare una mappa del customer journey è il primo passo, ma per sfruttarla al meglio dovrai mantenerla viva, arricchirla e correggerla con il tempo. I comportamenti dei clienti cambiano, le tecnologie evolvono e le tue strategie di marketing devono tenersi al passo, così da garantire sempre un’esperienza fluida, rilevante e competitiva.

Fai sondaggi ai tuoi utenti

Uno dei modi più semplici ed efficaci per capire davvero gli intoppi nel customer journey è chiedere direttamente ai tuoi clienti. I sondaggi ti permettono di raccogliere feedback immediati su:

  • come i clienti hanno vissuto le varie fasi del percorso
  • quali difficoltà hanno incontrato
  • cosa ha influito maggiormente sulle loro decisioni

Per ottenere risposte utili, è importante segmentare i questionari in base alle diverse personas, in modo da distinguere bisogni e priorità diverse. E in quanto all’aspetto pratico, lo strumento ideale per raccogliere queste informazioni è sicuramente l’email marketing.

Con alleati come l’Email Marketing di SiteGround , puoi creare campagne automatizzate che accompagnano il cliente lungo tutto il percorso. Grazie a template personalizzabili e automazioni intuitive, non serve alcuna competenza tecnica avanzata né programmazione. Puoi concentrarti sul costruire relazioni durature, lasciando che siano le email a fare il lavoro tecnico per te.
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Sfrutta ciò che il tuo servizio clienti impara

Oltre ai sondaggi, un’altra fonte preziosa di informazioni sul customer journey arriva dai tuoi team di contatto diretto con i clienti. Il servizio clienti, così come il team vendite, se ne hai uno, raccoglie ogni giorno segnali, insight e osservazioni che spesso non emergono nei questionari.

Un operatore che risponde a una chiamata o a una chat dal vivo sa bene quali dubbi ricorrono, quali funzioni vengono fraintese e quali frustrazioni rischiano di far scappare un cliente. Allo stesso modo, il reparto vendite capisce quali obiezioni bloccano una trattativa. Dal marketing si può notare cosa attira più interazioni o cosa viene ignorato.

Ritocca il customer journey

Il customer journey cambia con l’evoluzione del tuo business, con i nuovi comportamenti dei clienti e con le strategie di marketing che decidi di adottare. Per questo è fondamentale rivedere e aggiornare regolarmente la tua mappa, soprattutto dopo un lancio di prodotto, un restyling del sito o un cambiamento nel mercato.

Analizza i nuovi dati e individua i punti in cui l’esperienza non funziona, colli di bottiglia che rallentano il cliente, nuovi pain-point che non avevi considerato, momenti in cui l’utente si scoraggia e abbandona il percorso. Ritocca di conseguenza.

Se noti che molti clienti comprano solo una volta e poi non tornano, rivedi il flusso di email post-acquisto, aggiungi sconti sul prossimo ordine o programmi fedeltà che stimolino la fidelizzazione.

Se ti accorgi che tanti visitatori abbandonano subito la pagina principale, potresti scoprire che il sito è lento, dopo aver consultato le metriche digitali. La soluzione è lavorare con il team tecnico per velocizzare il tuo sito (compressione immagini, minificazione del codice, CDN).

Dalla teoria alla pratica: il ruolo dell’email marketing nel customer journey

Mappare il customer journey è il punto di partenza per costruire un’esperienza fluida e memorabile. Come abbiamo visto, ti aiuta a conoscere meglio i tuoi clienti, eliminare ostacoli e trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. 

Ma per rendere davvero efficace questo lavoro serve uno canale strategico per nutrire relazioni, rafforzare la fiducia e accompagnare i tuoi clienti in ogni fase, cioè l’email marketing. Con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround puoi creare campagne mirate in pochi minuti, senza competenze tecniche, e automatizzare la comunicazione per mantenere viva la relazione.

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Email per il Black Friday: Esempi e consigli per il successo

illustrazione con titolo grafico "Email Black Friday". Lo sfondo mostra molti esempi di email del Black Friday

Le caselle di posta, nei giorni del Black Friday e del Cyber Monday, strabordano tutte di promesse di occasioni irripetibili in un mare di oggetti splendenti e sconti da urlo. Ne consegue che per riuscire a fermare lo sguardo di chi le riceve servirà un tocco di riguardo nel crearle. 

Per accendere quella scintilla che porta i lettori a cliccare, dovrai soppesare le parole, inserire le CTA al posto giusto e scegliere le immagini perfette. In questo articolo vediamo proprio questo, come costruire email capaci di distinguersi, analizzando gli elementi che le rendono efficaci e mostrandoti esempi concreti di campagne Black Friday e Cyber Monday da cui prendere ispirazione.

E se vuoi una visione più completa della stagione, abbiamo messo a tua disposizione anche altri articoli sull’argomento:

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Elementi di un’email per il Black Friday di successo

In questa sezione esploreremo gli elementi essenziali per creare email per il Black Friday di successo. Vedremo quali oggetti creano urgenza, come scrivere contenuti che vadano dritti al punto senza perdere l’interesse del lettore, come creare le CTA e come scegliere foto e animazioni da includere nel layout che più farà risaltare le offerte. 

Ogni consiglio è pensato per trasformare i tuoi messaggi in strumenti capaci di convertire interesse in azione concreta, guidando gli utenti con cura nel loro percorso.

Ma prima di iniziare facciamo un appunto importante. Mentre è sempre bene avere cura di pubblicare e diffondere le tue comunicazioni negli orari di maggior traffico online, questo è ancor più vero durante il Black Friday o il Cyber Monday, quando i saldi possono anche durare per sole 24 ore. Perciò curati sempre di inviare le email al momento giusto durante il Black Friday per avere il massimo impatto.

Scegli un oggetto email che trasmetta urgenza

Nell’email marketing per il Black Friday (e non solo), l’oggetto del messaggio è il suo ingresso principale. Se è austero e chiuso, nessuno varcherà la soglia. Se invece è una porta socchiusa e della luce accogliente, allora incuriosirà i passanti e inviterà ad entrare.

Creare un oggetto efficace significa trasmettere urgenza senza cadere nell’artificio. La scarsità e il tempo limitato sono i due strumenti più potenti: parole come “solo per oggi”, “ultime ore”, “posti limitati” evocano la sensazione che l’occasione rischi di sfuggire.

❌ Oggetto generico e debole✅ Oggetto incisivo e urgente



Sconti Black Friday nel nostro shop
Solo fino a mezzanotte: -40% per il Black Friday
Inizia adesso: sconti fino al 50%
Questi sconti non dureranno a lungo…

Visto che non esiste una formula perfetta valida per tutti i pubblici, l’A/B testing ti tornerà utile. Inviare la versione A al 20% dei tuoi iscritti, la versione B a un altro 20% e osservare quale ottiene il tasso di apertura più alto. La versione vincente, poi, verrà inviata al restante 60% della lista, massimizzando così i risultati della campagna.

Scrivi contenuti concisi e intriganti

Nel Black Friday il tempo è breve e l’occhio corre veloce. Il corpo delle email deve comunicare la tua proposta di valore con chiarezza, ma anche con un tono accattivante che catturi immediatamente l’attenzione. Se da una parte frasi troppo lunghe rischiano di disperdere l’attenzione, scrivere contenuti concisi non significa neanche essere aridi. 

Bisogna distillare il messaggio fino all’essenza, con frasi brevi, incisive e piene di verbi di azione. Per intrigare, lascia sempre uno spiraglio aperto e coinvolgi sempre i lettori. Frasi come “solo per te”, “abbiamo riservato sorprese speciali ai nostri clienti più fedeli” o “approfitta prima che sia tardi” accendono curiosità e urgenza, stimolando il desiderio di scoprire l’offerta.

Scrivere non è per tutti. Se vuoi affinare il tono o sperimentare diverse versioni dei tuoi testi, appoggiati all’intelligenza artificiale. Lo Strumento di Email Marketing di SiteGround include un assistente IA che puoi usare come strumento di brainstorming, come aiuto per perfezionare lo stile che vuoi trasmettere oppure per generare contenuti seguendo le tue indicazioni, rendendo la creazione delle email più rapida ed efficace.

Usa una CTA invitante e chiara

La call to action è il punto della mail in cui il lettore deve compiere un gesto: cliccare, entrare, acquistare. La CTA deve essere quindi brevissima, diretta e orientata all’azione. Per esempio:

  • Acquista ora
  • Ottieni lo sconto del 50%
  • Inizia ora
  • Approfitta subito

È importante che si armonizzi con l’identità visiva del brand e, al tempo stesso, che si distingua visivamente, per cui l’ideale è posizionarla senza distrazioni attorno. Collocarla above the fold è ideale, mentre in email più lunghe conviene ripeterla in più sezioni per non perdere il filo dell’azione.

Un aspetto decisivo è il contrasto tra testo e sfondo: se manca, la CTA rischia di confondersi e di passare inosservata. Lo Strumento di Email Marketing di SiteGround offre un supporto prezioso in questo senso, avvisandoti ogni volta che il contrasto non è sufficiente.

Includi media che saltino all’occhio

Un’email per il Black Friday non vive solo di parole: l’atmosfera nasce dall’insieme di testo ed elementi visivi che catturano lo sguardo. Così, foto, illustrazioni o GIF animate tengono desta l’attenzione del lettore e lo invitano a restare.

Se vendi prodotti, mostra fotografie che li valorizzino al meglio: nitide, luminose, capaci di restituire la sensazione di qualità. Se invece offri servizi, scegli immagini che riflettano la natura della tua proposta e che restino coerenti con le linee guida del tuo brand, così che chi legge associ immediatamente l’offerta al tuo marchio.

Con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround hai un vantaggio ulteriore, ovvero immagini generate dall’intelligenza artificiale, disponibili gratuitamente. In pochi secondi puoi creare visual originali, in diversi stili e tematiche, pronti per adattarsi alla tua campagna.

Usa sempre immagini di alta qualità ma ottimizzate nelle dimensioni, così che l’email si carichi rapidamente e non rallenti l’esperienza dell’utente.

Usa layout semplici e bilanciati

Il layout di un’email deve essere semplice, leggibile, bilanciato. Troppi elementi distraggono, troppi colori affaticano, troppe colonne generano smarrimento.  Gli spazi bianchi sono pause necessarie che supportano la gerarchia visiva – titoli ben distinti, immagini calibrate, pulsanti evidenti – e creano un ritmo che guida la lettura con naturalezza.

Potresti non avere le risorse o le conoscenze per progettare un’email da zero, con codice e griglie di design. In tal caso, non è necessario appoggiarsi a terzi, puoi usare una piattaforma che ti offra dei template da adattare e cambiare a tuo piacimento.

Come avrai già immaginato, anche qui vogliamo cantare le lodi dello Strumento di Email Marketing di SiteGround, che ha template gratuiti già pronti per ogni occasione, inclusi il Black Friday e il Cyber Monday. Puoi personalizzare e trasformare ogni modello per renderlo in linea con la tua identità visiva.

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Esempi di email da includere nella tua campagna Black Friday

Per creare campagne email per il Black Friday efficaci è fondamentale vedere applicazioni pratiche. In questa sezione vedremo allora esempi concreti di email, tutti creati utilizzando i template dello Strumento di Email Marketing di SiteGround, che puoi usare come fonte di ispirazione per le tue campagne. 

Gli esempi coprono i principali tipi di email che vengono inviate durante il periodo del Black Friday – anteprime per scaldare il pubblico, accessi anticipati, lanci ufficiali, promemoria dell’ultimo minuto e promozioni dedicate al Cyber Monday.

Ogni esempio mostra come strutturare oggetti, titoli, testi e CTA per catturare l’attenzione dei clienti e guidarli all’azione. Questi modelli ti aiuteranno a capire quali elementi funzionano meglio per il tuo pubblico e a replicarli con successo nella tua strategia di email marketing Black Friday.

Anteprima del Black Friday

Per preparare il terreno al grande evento, molte aziende scelgono di inviare un’email teaser a inizio novembre. Si tratta di messaggi pensati per riscaldare il pubblico e mantenere alta l’attenzione in vista del Black Friday.

In questa fase domina il mistero, e in questo esempio, nella mail non c’è nessun prodotto in evidenza, solo accenni alle offerte e a novità esclusive che stanno per arrivare. L’obiettivo è incuriosire e far partire il conto alla rovescia nella mente dei clienti.

screenshot di una mail di annuncio del Black Friday

Design:

  • La palette è minimalista, con l’uso del rosso e del nero che creano subito un forte contrasto visivo, tipico del Black Friday, e catturano l’attenzione.
  • Il titolo grafico è immediatamente riconoscibile e comunica l’essenza del messaggio (sconti in arrivo e una nuova collezione) senza bisogno di ulteriori spiegazioni.
  • Il layout è semplicissimo e breve, permette di arrivare subito dritti al punto.

Copy:

  • L’incipit “Qualcosa bolle in pentola…” usa un’espressione conosciuta ed efficace, che stimola la curiosità.
  • Il riferimento agli sconti “fino al 65%” dà concretezza e trasmette valore immediato.
  • L’aggiunta della “nuova edizione limitata” introduce un senso di esclusività e urgenza.
  • Il tono misterioso (“Non possiamo svelarti i dettagli, ancora…”) mantiene alta l’attesa, invitando l’utente a tornare.

Email di accesso anticipato agli sconti Black Friday

Un ottimo modo per premiare i clienti più fedeli (o i semplici iscritti alla newsletter) è offrire loro un accesso anticipato agli sconti del Black Friday. Si tratta di email dedicate a segmenti specifici del pubblico, che comunicano l’inizio delle promozioni in esclusiva prima della grande folla.

Il tempismo varia da brand a brand: c’è chi apre le porte già a inizio novembre e chi preferisce aspettare metà mese. In ogni caso, la logica è la stessa: far sentire l’utente un privilegiato, spingendolo ad approfittare degli sconti prima che i pezzi migliori vadano esauriti.

screenshot di una mail di accesso anticipato del Black Friday

Design:

  • Sia le immagini che la grafica utilizzano i toni del viola, colore associato al lusso e al trattamento speciale, mantenendo coerenza visiva con il resto della comunicazione.
  • Le immagini dei poster sono ben integrate e mostrano chiaramente i prodotti.
  • Le CTA (“Sfrutta subito gli sconti!”, “Accedi ora”) sono evidenziate in bottoni rosa ben contrastati, facilmente cliccabili.

Copy:

  • L’incipit “Solo per te” crea immediatamente un senso di privilegio e urgenza.
  • L’accento sugli sconti fino al 65% ribadisce il valore concreto.
  • Il testo insiste sul vantaggio di “scegliere prima della folla”, giocando sull’idea di fortuna ed esclusività per gli iscritti.
  • L’urgenza è rafforzata con la menzione dei pezzi limitati e del rischio di perdere le occasioni migliori.

Email di lancio sconti del Black Friday

Le email di lancio del Black Friday sono quelle che segnano l’inizio ufficiale delle offerte: di solito partono la mattina presto del venerdì, o addirittura qualche ora prima, per intercettare i clienti più attenti. È il momento cruciale della campagna, perché la casella di posta degli utenti sarà invasa da centinaia di promozioni e tu dovrai riuscire a distinguerti.

In questo esempio, invece di puntare su una grafica rumorosa e iper-carica, si è scelto di comunicare la grandezza dell’offerta con eleganza: un design pulito, chiaro e di impatto che dà risalto allo sconto senza distrazioni.

screenshot di una mail di lancio per gli sconti del Black Friday

Design:

  • Il visual di apertura è forte e immediato, pur rimanendo coerente con l’estetica seria del brand.
  • L’impaginazione è chiara e bilanciata, con un’immagine prodotto elegante che trasmette aspirazionalità ma non manca di comunicare l’urgenza degli sconti.
  • La CTA nera “AGGIUDICATI IL 75%” è molto visibile e crea un forte contrasto visivo, spingendo all’azione.

Copy:

  • Il testo gioca sull’idea di occasione unica (“la nostra più grande vendita dell’anno è finalmente online”).
  • La menzione di un privilegio esclusivo per i primi 30 clienti (75% di sconto) introduce urgenza e competizione, una leva classica ma molto efficace.
  • Il tono è diretto e sobrio, a rafforzare la gravità e importanza della promo.

Promemoria del Black Friday

Le email di promemoria del Black Friday servono a dare l’ultima spinta alla tua campagna. Vengono inviate nel tardo pomeriggio o in serata, quando molti utenti stanno ancora valutando se approfittare o meno degli sconti. L’obiettivo è chiaro: trasmettere urgenza e FOMO (Fear Of Missing Out), ricordando che il tempo stringe e che le offerte stanno per scadere.

screenshot di una mail di promemoria prima della fine del Black Friday

Design:

  • Header visivo, con colori a forte contrasto che richiamano immediatamente l’attenzione.
  • Due CTA, una above the fold e una sotto, entrambe ben evidenziate con colori in contrasto.
  • L’immagine dei prodotti mostra concretamente cosa si può acquistare, rendendo l’offerta più tangibile.
  • Il timer con il conto alla rovescia in tempo reale è un potente strumento di conversione, perché comunica visivamente il poco tempo rimasto.

Copy: 

  • Il testo è brevissimo, diretto e scandito da frasi che sottolineano la fine imminente dell’offerta (“Ultima chiamata!”, “…dopo sarà troppo tardi”). Questo tono crea una forte spinta all’azione e non crea distrazioni.
  • CTA “Approfitta finché sei in tempo” rafforza il messaggio di urgenza.

Email per il Cyber Monday

Il Cyber Monday è spesso percepito come il naturale prolungamento del Black Friday, ma in realtà merita una comunicazione distinta. Creare email dedicate a questa giornata ti permette di rinnovare l’interesse del pubblico e di dare nuova linfa alle tue campagne.

screenshot di una mail di annuncio del Cyber Monday

Design:

  • Colori vivaci (viola, giallo, rosa) che trasmettono energia e attirano lo sguardo, con un layout chiaro e leggibile.
  • La CTA unica è estremamente visibile, usando un alto contrasto
  • La tabella mette subito in evidenza i vantaggi concreti del passaggio a Premium, facilitando la decisione con una semplice tecnica di upselling.

Copy:

  • Messaggio d’entrata semplice e diretto (“La tua musica merita di più”) che fa leva sul desiderio di una migliore esperienza d’uso.
  • Le specifiche dell’offerta traspaiono senza lasciare dubbi: La percentuale di sconto è evidente e ripetuta più volte, chiarendo anche a quali piani viene applicata.

Verso il successo con le email del Black Friday

Ora che conosci gli elementi chiave per creare email efficaci per il Black Friday, sei pronto a mettere in pratica le tue idee e a trasformarle in campagne vincenti durante questo periodo di frenesia dello shopping stagionale. Ogni suggerimento, ogni esempio e strategia che hai esplorato in questo articolo può diventare il punto di partenza per attirare clienti e aumentare le conversioni.

E per facilitare la creazione delle tue email e gestire le campagne con semplicità, prova lo Strumento di Email Marketing di SiteGround. Con template pronti, automazioni e funzioni analytics integrate, potrai progettare email efficaci e monitorare i risultati senza perdere tempo prezioso. Inizia subito a trasformare le tue idee in azioni concrete e a cogliere ogni opportunità del Black Friday.

Se hai altre idee o esperienze di email marketing per il Black Friday che hanno funzionato, condividile nei commenti: sarà un piacere confrontarsi e imparare dagli esempi concreti della community.

banner promozionale per lo strumento di email marketing di SiteGround. Il testo in immagine dice "Aumenta le vendite del Black Friday e del Cyber Monday con lo strumento di Email Marketing di SiteGround". Il pulsante indica "inizia ora"

Come preparare il tuo sito per il Black Friday 2025

illustrazione su come preparare il tuo sito per il Black Friday

Il Black Friday 2025 è ormai all’orizzonte, milioni di utenti sono pronti a cercare offerte, confrontare prodotti e acquistare. Per chi vende online è l’occasione più importante dell’anno, ma per sfruttarla davvero serve un sito preparato a reggere traffico, aspettative e conversioni.

Ma prima di entrare nel dettaglio di tutto ciò che è bene fare per preparare il proprio sito al periodo dei saldi, ecco un consiglio fondamentale per salvarti dal panico dell’ultimo momento. Lavora con il sito che già conosci e che ha dimostrato di funzionare. Il Black Friday non è il momento per rivoluzionare layout, cambiare colori o sperimentare nuove grafiche. Meglio concentrarsi sull’ottimizzazione e sul miglioramento di ciò che già hai: le performance, la velocità, la sicurezza e l’esperienza utente.

Per avere una visione più completa della stagione, ti consigliamo anche di dare un’occhiata agli altri articoli che abbiamo preparato per l’occasione:

In questo articolo invece ci concentreremo sul lavoro da fare a monte: come risolvere i problemi più comuni che riducono le vendite e preparare concretamente il tuo sito web per affrontare questo Black Friday 2025 al massimo delle sue potenzialità.

ProblemaSoluzione
Sito lentoScelta piano hosting giusta +Backup regolari +
Soluzioni di ottimizzazione velocità

→ Analizza i dati e usali per migliorare
Tempi di inattività
Errori nel sito
Mancanza di sicurezzaScelta hosting + Soluzioni di miglioramento sicurezza
Checkout complicatoPianificazione dell’esperienza utente
Esperienza utente scadente

Cosa fa perdere vendite durante il Black Friday?

Il Black Friday non perdona. È una finestra temporale brevissima, una manciata di giorni in cui i clienti sono pronti a comprare con urgenza. Prima di pensare a come preparare il proprio sito per il Black Friday, è fondamentale quindi capire quali sono i problemi da prevenire per non perdere vendite. 

In questi giorni, il traffico può crescere fino a dieci volte rispetto alla norma, con utenti che saltano da un sito all’altro alla ricerca di offerte. In questo scenario, basta una pagina che si carica troppo lentamente o un checkout inutilmente complicato per spingere gli acquirenti a cercare altrove.

Capire in anticipo quali ostacoli eliminare è il primo vero passo per il miglioramento del tuo sito in vista del Black Friday. Solo così potrai concentrare i tuoi sforzi su ciò che conta davvero e non sprecare tempo prezioso su dettagli secondari.

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1. Sito troppo lento

Il primo e più comune segnale di sovraccarico delle risorse è una bassa velocità di caricamento. Ai visitatori non piace attendere: secondo Aberdeen Group, un secondo di ritardo nel tempo di caricamento equivale a una perdita del 7% nelle conversioni e una diminuzione dell’11% nelle visualizzazioni delle pagine. Questo è particolarmente vero e ancora più impattante durante il Black Friday, quando gli acquirenti online non vogliono perdere l’occasione e sono più impazienti che mai.

2. Errori nel sito e pagine che non rispondono

Il secondo segnale sono gli errori del sito e le pagine che non rispondono. Avrai avuto anche tu qualche esperienza frustrante mentre facevi acquisti online, tipo aver inserito tutti i dettagli di spedizione e fatturazione, solo per finire con un “Errore imprevisto” o un carrello vuoto quando si preme il pulsante per acquistare.

Più scarse sono le risorse del tuo sito, più è probabile che si presentino degli errori simili. Il potenziale impatto di questi errori è enorme, con perdite di entrate, danni alla reputazione e riduzione della base clienti.

3. Tempi di inattività lunghi

Quando i visitatori continuano ad aumentare e le risorse si esauriscono completamente, il tuo perde di reattività fino a diventare completamente inattivo. Una sola ora di inattività può avere un enorme impatto sul tuo business, soprattutto durante il Black Friday, quando tutti si stanno impegnando al massimo per offrire la migliore esperienza di acquisto ai propri visitatori.

4. Mancanza di sicurezza

Nel Black Friday i clienti comprano di fretta, ma non al punto da rischiare la propria carta di credito. Un sito che non sembra sicuro perde vendite e mette a rischio la tua reputazione. Un lucchetto mancante accanto all’URL, un certificato scaduto, un pop-up sospetto o anche solo un aspetto disordinato e informazioni poco chiare bastano a far scattare l’allarme nella mente dell’utente.

5. Checkout complicato

In un momento decisivo e delicato come quello del checkout, l’ultima cosa che gli utenti vogliono è un processo di acquisto tortuoso con un checkout troppo lungo. Ogni caricamento in più è un ostacolo aggiuntivo, ogni sorpresa inaspettata – come possono essere tasse o spedizioni che spuntano solo all’ultimo passo – è un deterrente. 

Ricorda che durante questa stagione di saldi la pazienza è spesso molto bassa. Più il pagamento manca di chiarezza, velocità e trasparenza, più clienti scappano. 

6. Esperienza utente non ottimizzata

Un sito può essere perfettamente sicuro e veloce, ma può comunque perdere vendite se non è pensato per essere funzionale a chi lo usa. Un’esperienza utente non ottimizzata disorienta, stanca e alla fine allontana i visitatori. La soluzione è semplice a dirsi, ma richiede impegno. Devi metterti nei panni del cliente e facilitare il percorso per la tipologia di cliente che si interessa ai tuoi prodotti o servizi. 

Immagina una persona che non conosce molto di skincare e vuole acquistare un set semplice ma di qualità per iniziare. Atterra sul tuo sito e si ritrova davanti a schede prodotto piene di termini scientifici ma senza alcuna indicazione sul quando e sul come usare ciascun prodotto. Quella persona voleva semplicità, ma ha trovato confusione e se ne andrà senza comprare.

Ottimizzare l’esperienza significa eliminare i passaggi superflui e accompagnare l’utente, fornendo ciò di cui ha veramente bisogno passo dopo passo, fino all’acquisto.

Come preparare il tuo sito al Black Friday

Ci sono una serie di soluzioni che puoi mettere in atto per assicurarti che il tuo sito sia in grado di gestire alti picchi di traffico mantenendo una velocità di caricamento incredibilmente bassa in totale sicurezza, il tutto garantendo ai visitatori tutte le comodità di cui hanno bisogno. Vediamo quelle più efficaci.

Per aiutarti a prepararti al meglio, abbiamo anche creato la nostra Black Friday Checklist, cioè una guida scaricabile per aiutarti a preparare il tuo sito in occasione del Black Friday e Cyber Monday.

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1. Scegli un hosting performante e il pacchetto giusto

A sostenere un sito web di qualità c’è sempre un buon web hosting. Durante il Black Friday, quando il traffico può moltiplicarsi all’improvviso, avere un piano lento o di dimensioni non sufficienti mette in pericolo tutta l’operazione. Prima ancora di pensare a sconti e campagne pubblicitarie, assicurati che le fondamenta del tuo sito siano solide.

Cosa valutare quando scegli un buon provider di hosting e il pacchetto più adatto alle tue esigenze:
– Velocità dei server: tempi di caricamento rapidi significano meno abbandoni e più conversioni.
– Scalabilità delle risorse, con la possibilità di aumentare CPU, RAM e spazio quando arrivano picchi di traffico.
– Affidabilità e uptime, con un hosting che garantisca alta disponibilità.
– Sicurezza integrata: certificato SSL, firewall e protezioni contro malware e attacchi DDoS.
– Assistenza tecnica rapida, con un team di supporto che risponde sempre subito.
– Varietà e qualità nelle tipologie di hosting: che si tratti di hosting condiviso, hosting cloud o hosting dedicato, le opzioni devono soddisfare le aspettative di traffico.

Se vuoi una base sicura per preparare il tuo sito al Black Friday, con SiteGround hai a disposizione tecnologie e piani costruiti apposta per gestire picchi improvvisi senza sacrificare velocità e stabilità.

2. Esegui backup regolari

Fai subito un backup del tuo sito. Non tra un’ora, non quando avrai finito di leggere questo articolo. Subito. Preparare un sito al Black Friday non significa solo renderlo veloce e sicuro, ma anche garantirsi un piano B. 

Un errore tecnico, un aggiornamento che va storto o un plugin che collassa nel momento di massimo traffico possono spazzare via settimane di preparazione. Senza una copia di sicurezza pronta da ripristinare, il tuo sito rimane fermo mentre i clienti passano ad altro. 

Oltre al backup manuale che hai appena fatto (lo hai fatto, vero?), assicurati di avere backup automatici giornalieri, che ti proteggono in ogni momento senza doverci pensare.

Se invece hai SiteGround non devi fare nulla, i backup automatici sono già integrati in tutti i piani. In caso di imprevisti, puoi riportare il sito alla normalità con un solo click. Durante il Black Friday questa funzione è una rete di salvataggio essenziale.

3. Massimizza la velocità

Lo abbiamo già menzionato parlando di hosting, la velocità di un sito durante il Black Friday è cardinale nello spingere i clienti a fidarsi e completare gli acquisti. 

Per rendere il tuo sito più veloce e reattivo, ci sono diversi elementi da considerare:
– Caching: permette di servire le pagine più rapidamente conservando versioni pronte da mostrare ai visitatori.
– Plugin leggeri. Ogni plugin inutile appesantisce il sito e rallenta il caricamento.
– CDN (Content Delivery Network): distribuisce i contenuti in server in tutto il mondo, così i visitatori accedono sempre al nodo più vicino.
– Immagini compresse: un file immagine troppo pesante può bloccare un’intera pagina. Formati moderni come WebP riducono il peso fino all’85% senza perdere qualità.
– Codice snello: meno linee inutili di HTML, CSS e JS, meno richieste al server e più velocità.

Con SiteGround hai già molti di questi strumenti integrati nella piattaforma:

  • Caching multilivello (NGINX Direct Delivery, Cache Dinamica e Memcached), che può velocizzare il tuo sito fino al 500%.
  • Plugin SiteGround Optimizer per WordPress, che aggiunge compressione immagini, lazy loading, minificazione di HTML, CSS e JS e tante altre ottimizzazioni automatiche.
  • CDN gratuita inclusa in tutti i piani, per gestire al meglio anche il traffico internazionale. Per chi ha una platea di visitatori globali, è disponibile anche la CDN Premium con cache dinamica e larghezza di banda aggiuntiva.

4. Garantisci massima sicurezza sul tuo sito

La mancanza di sicurezza è sempre un grande punto di debolezza per qualsiasi sito. Come già saprai bene, non puoi non ispirare sicurezza se vuoi che i tuoi visitatori concludano i loro acquisti.

Ecco le basi della protezione di un sito web:
– Aggiornamenti costanti: mantieni sempre aggiornati CMS, temi e plugin, ed elimina quelli che non usi. Ogni componente obsoleta è una porta aperta per gli hacker.
– Certificato SSL: indispensabile per criptare dati sensibili come password e carte di credito, ma anche per mostrare ai clienti (e a Google) che il tuo sito è affidabile.
– Firewall e scanner malware: proteggono da intrusioni e individuano eventuali file dannosi prima che creino problemi.
– Password complesse e autenticazione a due fattori (2FA): un ulteriore livello di protezione che rende molto più difficile compromettere gli account di amministrazione.

Questo chiaramente è un altro aspetto che si interseca con la scelta dell’ hosting provider. Infatti con SiteGround queste misure di sicurezza sono già integrate e gestite per te:

5. Facilita l’esperienza per i tuoi utenti tipo

Una volta che il sito è veloce e sicuro, è il momento di mettersi nei panni dei tuoi visitatori. Tieni bene a mente il tuo target, i tuoi clienti ideali, e adotta accortezze cucite attorno ai loro comportamenti, bisogni e preferenze. Quando si dice che durante il Black Friday ogni click conta, lo si intende letteralmente: l’intero percorso dal primo accesso al post-acquisto deve essere senza ostacoli e lasciare l’impressione che ti curi delle necessità dei tuoi utenti.

Prima di tutto chiediti: chi compra da te durante questi saldi? Genitori che lavorano in città e leggono le email in tutta fretta nel tragitto verso l’ufficio? Universitari fuori sede sempre un po’ stressati? Professionisti che viaggiano molto per lavoro e vogliono soluzioni che offrano comfort?

A questo punto osserva il sito come farebbe il tuo cliente e migliora di conseguenza:
– I prodotti sono facili da trovare, anche senza indicazioni esplicite?
– Le descrizioni sono comprensibili e rispondono alle domande più comuni (dati tecnici, tempi di consegna, politiche di reso)?
– Il checkout è rapido, lineare e ottimizzato per mobile?
– Messaggi, call to action e banner accompagnano e motivano, senza mai risultare invasivi?
– Cosa renderebbe l’esperienza più immediata?

Ogni interazione deve rendere il sito funzionale e intuitivo, spingere verso l’acquisto, eliminando punti deboli e semplificando il percorso. Il momento giusto per ottimizzare l’esperienza è ora, prima che arrivi il picco del traffico.

6. Analizza e utilizza i dati per il prossimo anno

Il Black Friday e il Cyber Monday passano in un lampo. Quando le luci si spengono e i carrelli si svuotano, è il momento di osservare, capire e imparare attraverso le statistiche che avrai raccolto. Ogni click, ogni apertura di email, ogni conversione racchiude informazioni preziose su cosa ha funzionato, perché, quali segmenti del pubblico hanno risposto meglio, cosa ha margine di miglioramento e cosa invece non ha avuto alcun successo.

E anche per raccogliere dati è necessario prepararsi, sapere quali informazioni scartare e quali registrare. Queste informazioni diventeranno la tua guida per il prossimo anno, quando già saprai quale pubblico risponde meglio a cosa, quali messaggi catturano l’attenzione e quali strategie conviene ripetere o abbandonare.

Se non sai da dove iniziare, abbiamo preparato una guida alle metriche sulle prestazioni dei siti web da cui puoi imparare tutto il necessario per analizzare i dati del tuo sito con successo.

Riepilogo: Come migliorare il proprio sito in vista del Black Friday

Ora che siamo arrivati alla fine di questo articolo e abbiamo visto come meglio preparare il proprio sito per la settimana del Black Friday, facciamo un sunto dei punti chiave da ricordare:

  • Hosting: assicurati di avere un servizio hosting, un pacchetto giusto su cui poter contare in qualsiasi momento. 
  • Velocità: scegli un hosting performante, ottimizza caching, plugin, immagini e codice per garantire caricamenti rapidissimi.
  • Backup: effettua subito un backup completo e attiva sistemi automatici per proteggerti da imprevisti.
  • Sicurezza: mantieni software e plugin aggiornati, utilizza SSL, firewall, malware scanner e autenticazione a due fattori.
  • Esperienza utente: pensa a chi acquista sul tuo sito e semplifica ogni passaggio, dal prodotto al checkout.
  • Analisi dei dati: raccogli e studia tutte le metriche di traffico per capire cosa ha funzionato e cosa migliorare l’anno prossimo.

Con questi accorgimenti, il tuo sito sarà pronto a sostenere il traffico, convertire i visitatori e trasformare ogni click in un’opportunità di vendita.

Se leggendo ti sei reso conto di dover passare ad un hosting che sia all’altezza dei tuoi bisogni, non c’è da preoccuparsi. Con SiteGround puoi contare su una piattaforma ottimizzata per velocità, sicurezza e stabilità. E la migrazione è semplice e senza stress: puoi farla in autonomia con il nostro plugin gratuito SiteGround Migrator per WordPress o affidarti al team di supporto, così arrivi pronto al Black Friday senza intoppi.

banner promozionale per l'hosting di SiteGround che invita a costruire il proprio sito web con SiteGround, i cui vantaggi sono "velocità eccezionale, sicurezza migliorata e scalabilità più elevata"

NOTA: Questo articolo è stato pubblicato originariamente a novembre 2022 da un autore diverso. È stato successivamente aggiornato, rivisto e ripubblicato da un altro autore per riflettere le informazioni più recenti.

Black Friday 2025: trend e tendenze d’acquisto chiave

illustrazione che rapppresenta gli ultimi trend di acquisto nella stagione del Black Friday e del Cyber Monday

Il Black Friday – che quest’anno cade il 28 novembre – e il Cyber Monday – 1° dicembre – segnano ufficialmente l’inizio della stagione degli acquisti natalizi. Nati negli Stati Uniti, questi due eventi sono ormai diventati appuntamenti globali che, anche in Italia, catalizzano l’attenzione di milioni di consumatori e trasformano l’ecommerce in un’arena frenetica di offerte e promozioni.

Tuttavia, non si tratta soltanto di caccia al miglior sconto. Molti utenti, rimasti finora in disparte ad osservare, scelgono finalmente di agire, approfittano delle promozioni del Black Friday e del Cyber Monday per acquistare quei prodotti che tenevano d’occhio da mesi.

Per le attività di piccole e medie dimensioni, conoscere le ultime tendenze, i comportamenti di acquisto e le preferenze dei consumatori significa essere pronti a soddisfare questa domanda latente con strategie adattate ai saldi del Black Friday – Cyber Monday e anche sapersi distinguere in un mercato sempre più competitivo. I trend d’acquisto che analizzeremo in questo articolo sono la bussola per orientarsi e costruire strategie vincenti in vista della stagione più intensa dell’anno

Tendenze nel comportamento d’acquisto del Black Friday 2025

Il Black Friday e il Cyber Monday si preannunciano, come al solito, come una corsa frenetica. Le tendenze di acquisto che vedremo, dall’attenzione alla sostenibilità fino all’IA e allo shopping da mobile, non sono solo mode passeggere. Si tratta dei nuovi standard che i consumatori arriveranno ad aspettarsi.

La nuova generazione di acquirenti, formata da Gen Z e Millennial, è rapida, esigente e selettiva. Cerca valore, trasparenza e un’esperienza d’acquisto impeccabile, oltre il semplice sconto.

Per una piccola attività, interpretare correttamente questi trend d’acquisto e capire i nuovi ritmi del mercato è una grande occasione. Le parole d’ordine allora sono: Preparati, adatta, anticipa. Chi saprà capire ciò che i clienti cercano, vedrà le proprie vendite crescere come mai prima d’ora. Gli altri resteranno indietro.

Per aiutarti a prepararti al meglio, abbiamo anche creato la nostra Black Friday Checklist, cioè una guida pratica per aiutarti a preparare il tuo sito in occasione del Black Friday e Cyber Monday e affrontare la stagione più intensa dell’anno con le armi giuste

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1. Sostenibilità

Le tendenze nel comportamento d’acquisto dei consumatori negli ultimi anni ci dimostrano qualcosa di innegabile: i consumatori non guardano più soltanto il prezzo, ma il peso delle loro scelte sul pianeta. La nuova generazione di acquirenti – giovane, informata e sempre più attenta all’ambiente – non vuole solo un buon affare. Vuole acquistare coscienziosamente.

Per una piccola o media attività, abbracciare la sostenibilità è una questione etica e al contempo una leva strategica per distinguersi. Alcune azioni concrete possono trasformarsi in veri vantaggi competitivi:

📦 Utilizzare packaging eco-compatibile, riducendo plastica e materiali superflui
🌍 Offrire opzioni di spedizione a impatto zero, sempre più apprezzate da un pubblico green.
🌱 Scegliere fornitori e materiali sostenibili, che raccontino una filiera trasparente.
⚡ Investire in energie rinnovabili nei processi produttivi.
🔄 Progettare prodotti che possano essere riutilizzati o riciclati facilmente.

La sostenibilità è un metro di misura della credibilità di un marchio. Chi saprà comunicarla in modo autentico non solo attirerà clienti durante il Black Friday 2025, ma costruirà anche una reputazione solida e duratura.

2. Acquisti di alto valore

Questo Black Friday 2025 ci porta lontano dalla logica del comprare in quantità e ci spinge verso un approccio diverso, ovvero meno acquisti, ma di maggiore valore. I consumatori, soprattutto nel settore dell’elettronica e dei beni di lusso, sono più disposti che mai a concedersi un regalo importante, un acquisto che trasmetta status, qualità e durata, piuttosto che numerosi acquisti di valore più basso.

Per gli ecommerce è quindi il momento perfetto per valorizzare il proprio catalogo e sfruttare strategie di upselling e cross-selling. Se un cliente è già disposto a spendere in un prodotto, accompagnalo verso una fascia superiore o un servizio aggiuntivo che può trasformare una vendita singola in un’esperienza completa.

Alcune leve pratiche per cavalcare questa tendenza di acquisto:

🌟 Metti in risalto qualità e unicità: racconta i dettagli che rendono speciale il tuo prodotto – materiali, lavorazione artigianale, tecnologia avanzata. La pagina prodotto deve trasmettere eccellenza.
🎁 Crea packaging esclusivi o servizi personalizzati: anche un piccolo dettaglio, come una confezione premium o un’incisione personalizzata, aumenta il valore percepito.
📖 Racconta una storia del tuo brand: una narrazione forte può trasformare un acquisto in un simbolo.
🔀 Proponi abbinamenti intelligenti (cross-selling): se vendi uno smartphone, offri anche una custodia di qualità, se proponi un abito, suggerisci l’accessorio coordinato.
🪜Guida verso versioni premium (upselling): mostra al cliente perché un modello superiore o un servizio avanzato può essere l’investimento migliore.

Questo Black Friday la chiave è posizionarsi come scelta di valore.

3. Esperienza utente

Un’altra tendenza che potremo osservare nell’atteggiamento dei consumatori questo Black Friday sarà l’attenzione all’esperienza utente. I clienti non vogliono solo un prodotto, si aspettano anche un percorso confortevole, un viaggio senza attrito, pensato proprio per soddisfare i loro bisogni specifici e rassicurare le loro incertezze.

Anche per le piccole attività questo significa lavorare su più canali e costruire un’esperienza fluida, personale e autentica. Alcune azioni concrete per migliorare l’esperienza utente:

🧑‍💻 Assicurati di mirare alle user persona giuste: le tue product strategy, il design del tuo sito, il tuo email marketing specifico al Black Friday, tutto deve essere ottimizzato per le tue user personas. Pensa a quali tipi di dubbi e problemi possono avere, quali benefici e vantaggi possano tentarli.
🤝 Collabora con micro-influencer: hanno community piccole ma estremamente coinvolte, e una collaborazione con loro ti dà accesso a un pubblico ben propenso a interagire.
📣 Sfrutta canali diretti e social: messaggi personalizzati, storie su Instagram e recensioni autentiche sono tutti strumenti che creano connessioni vere e accorciano le distanze tra brand e cliente.

Chi saprà garantire una buona esperienza utente, avrà clienti non solo pronti a comprare, ma anche a tornare.

4. IA e chatbot

Sempre più protagonista del web, l’intelligenza artificiale emergerà anche nel Black Friday come tendenza. Se fino a ieri sembrava un lusso riservato alle grandi aziende, oggi l’IA e i chatbot integrati al sito sono strumenti accessibili anche alle attività più piccole. 

I chatbot possono offrire un supporto immediato preciso e sempre paziente. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale puoi:

🤖 Gestire richieste 24/7, fornendo risposte rapide e accurate che riducono le attese e aumentano la soddisfazione del cliente.
💸 Ridurre i costi operativi, grazie a soluzioni ormai accessibili anche a budget ridotti.
🏁 Offrire assistenza personalizzata, creando un’esperienza d’acquisto che resta impressa nella memoria.
📈 Alleggerire il carico del team umano, lasciando ai collaboratori solo i casi più complessi.

Ma come ogni strumento potente, anche l’IA va usata con responsabilità. Rispetto della privacy, trasparenza e oggettività devono essere le dritte che guidano l’uso dell’IA.

5. Checkout semplice

Il comportamento dei consumatori ci dice chiaro e tondo che la semplicità al checkout è ormai un requisito vitale. I consumatori vogliono arrivare al pagamento in pochi secondi, senza distrazioni, senza costi nascosti, senza passaggi inutili. 

Ottimizzare questa fase significa più vendite concluse e meno carrelli abbandonati. Ecco alcune leve pratiche per migliorare l’esperienza:

🔢 Riduci i passaggi al minimo, ogni click in più è un ostacolo che può far scappare il cliente.
💳 Offri diverse modalità di pagamento: carte tradizionali, PayPal, Google e Apple pay, addirittura soluzioni di pagamento rateale per gli acquisti più grandi. La scelta deve essere ampia e sicura.
💴 Mostra subito i costi di spedizione, non ci deve essere nessuna sorpresa finale.
📦 Incentiva con la spedizione gratuita oltre una certa soglia, unendo soddisfazione del cliente e incremento del carrello medio.
🚚 Affidati a partner logistici rapidi e affidabili. Garantire tempi di consegna veloci oggi è parte integrante della semplicità percepita dal cliente.

6. Shopping da telefono

Il telefono è un centro commerciale tascabile, sempre aperto. I consumatori non aspettano più di sedersi davanti a un computer, cercano offerte mentre viaggiano in metro, durante la pausa pranzo o dal divano di casa.

Ecco alcuni passi fondamentali per cavalcare questa tendenza nel comportamento degli acquirenti durante questa stagione Black Friday:

📱Ottimizza la navigazione mobile: il sito deve essere veloce, intuitivo e con un checkout semplificato.
📏 Adatta i contenuti a tutti gli schermi: ricordati che l’utente può trovarsi ovunque – sul treno, a casa o in ufficio, e in ogni situazione l’esperienza deve essere fluida.
🎨 Usa visual accattivanti e testi brevi. Lo spazio è ridotto, e mantenere alta l’attenzione diventa cruciale.

SiteGround, per esempio, offre strumenti pensati proprio per aiutare gli utenti con il mobile commerce. Con il suo Website Builder e lo Strumento di Email Marketing, ottimizzare un sito per smartphone è immediato, senza necessità di competenze tecniche.

Consigli finali sui trend di acquisto per il Black Friday 2025

È importante venire incontro alle tendenze emergenti che abbiamo visto insieme, certo, ma non scordarti mai che le tue campagne devono reggersi sulle fondamenta solide di un servizio eccellente e curando ogni dettaglio, perchè il Black Friday non perdona improvvisazioni. 

Alla fine, la buona riuscita di questo Black Friday e Cyber Monday (e non solo quella) si regge su due pilastri invisibili quanto fondamentali: sicurezza e velocità. Senza un sito rapido, stabile e protetto, anche la migliore campagna rischia di crollare. 

SiteGround è una piattaforma di hosting che offre performance di livello superiore e sistemi di sicurezza avanzati, pensati per sostenere i picchi di traffico più intensi del Black Friday e del Cyber Monday. Con SiteGround a coprirti le spalle puoi concentrarti sulle ultime tendenze, sulle strategie per vendere di più durante il Black Friday e sulle campagne di email marketing, sapendo che il tuo sito è veloce, affidabile e sempre protetto.

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Email no-reply: Cosa sono, esempi, rischi e soluzioni

rappresentazione illustrata di come funziona un servizio email no-reply che manda indietro le mail ricevute

Oggi parliamo di email no-reply, quei messaggi unidirezionali che molte aziende inviano per comodità o automatizzazione. Forse stai leggendo questo articolo perché hai pensato di implementare un sistema simile per rendere più facile gestire le tue campagne email senza che i tuoi iscritti rispondano ad ogni promozione. O forse stai leggendo perché vorresti valutarne i pro e i contro.

Purtroppo siamo qui per dirti che le mail no-reply portano spesso alla frustrazione dei clienti e implicano rischi reali per la comunicazione e il marketing di un’attività.

Pensa per un momento ai tuoi incontri con le email no-reply. Quando si tratta di semplici notifiche non ce ne rendiamo conto, ma poi arriva il giorno in cui riceviamo una mail a cui avremmo veramente bisogno di rispondere per parlare con un tecnico o un addetto al servizio clienti. E invece ci ritroviamo a dover setacciare il sito per scovare un indirizzo valido e saltare avanti e indietro tra bozza e mail ricevuta per copiare i dati corretti. Non è la fine del mondo, ma è snervante.

Vediamo allora qualche esempio di email no-reply, analizziamo i motivi per cui è meglio evitarle e, soprattutto, vediamo le alternative pratiche per trasformare ogni messaggio in un’opportunità di dialogo e fiducia con i tuoi clienti.

Email no-reply: Cos’è

Un’email no-reply è un messaggio inviato da un indirizzo che non riceve risposte, spesso contrassegnato da formule come noreply@azienda.it. Utilizzando un indirizzo no-reply, il mittente indica al destinatario che la comunicazione è a senso unico.

Queste email no-reply vengono generalmente usate per inviare comunicazioni automatiche, come notifiche di spedizione, ricevute di pagamento o reset delle password, ma in alcuni casi addirittura newsletter o email promozionali. Questi messaggi sono unidirezionali, l’azienda parla, il cliente ascolta.

Il significato sottointeso dei messaggi no-reply è quindi semplice: l’azienda non ha interesse a instaurare un dialogo. Per molti imprenditori questo potrebbe sembrare trascurabile o addirittura utile per “filtrare” le richieste. Ma in realtà, come vedremo, queste email rischiano di allontanare i clienti e minare la fiducia nel brand, proprio perché spezzano il filo della comunicazione.

Esempi di messaggi no-reply

Vediamo alcuni esempi concreti di come queste comunicazioni vengono utilizzate dalle aziende. Per esempio, in una conferma d’ordine potremmo trovare qualcosa di simile:

screenshot di una mail no-reply inviata per una conferma ordine. In fondo alla mail si trova scritto "Si prega di non rispondere a questa mail: il presente indirizzo non viene monitorato"

Oppure per una notifica di spedizione attiva.

screenshot di una mail no-reply inviata per l'avviso consegna. In fondo alla mail si trova scritto "Si prega di non rispondere a questa email"

O anche per il reset di una password perduta:

screenshot di una mail no-reply inviata per il reset della password. In fondo alla mail si trova scritto "Attenzione: non rispondere a questa email, non è possibile ricevere alcuna risposta"

Perchè è meglio evitare le email no-reply

Le no-reply email possono sembrare comode e veloci da gestire, ma in realtà nascondono diversi rischi per la tua comunicazione e per l’immagine del brand.

Chiudere la porta alle risposte non solo riduce l’interazione con i clienti, ma può generare frustrazione, sfiducia e persino problemi di deliverability. Vediamo i principali motivi per cui è consigliabile evitarle, evidenziando come queste scelte impattino l’esperienza dei clienti e le opportunità di crescita della tua attività.

1. Influenzano l’esperienza dei clienti

Come dicevamo prima, quando un cliente riceve una mail no-reply, il messaggio implicito è “Non è facile parlare con noi” e “Non ci interessano i tuoi problemi”.

È come quando ci si ritrova in un ristorante dove anche solo per riuscire ad ordinare si deve fare i salti mortali per avere l’attenzione del cameriere. Allo stesso modo, un cliente che ha una domanda su un ordine, un pagamento o un servizio, si trova bloccato dalle mail no-reply. Non potendo rispondere direttamente, deve mettersi a cercare sul sito un modulo di contatto, un numero di telefono o una chat. Questo passaggio in più crea attrito, frustrazione e, in molti casi, scoraggia il cliente dal proseguire la comunicazione.

Nello stesso modo in cui consideriamo avere un sito veloce e performante essenziale per la riuscita di un’attività online, la rapidità e la vicinanza al cliente sono decisive nelle mail. Chiudere la porta su un canale immediato equivale a complicare inutilmente il percorso di chi, in quel momento, ha bisogno di aiuto.

2. Impattano la deliverability

Un altro problema nascosto delle no-reply email riguarda la deliverability, cioè la capacità di tutti i tuoi messaggi di arrivare davvero nella casella di posta del cliente.

Gli utenti tendono a ignorare le email che provengono da indirizzi noreply@qualcosa.it. Già dall’indirizzo e dall’oggetto traspare un tono impersonale e meccanico. Di conseguenza, il tasso di apertura (open rate) e il tasso di click (CTR) si abbassano sensibilmente. 

Questo è negativo per qualsiasi attività online, poichè tassi eccessivamente bassi sono un segnale pericoloso per i filtri antispam. Meno interazioni riceve un’email, più aumenta la probabilità che venga classificata come posta indesiderata.

In altre parole, se vuoi evitare che le tue mail finiscano nello spam, meglio evitare gli indirizzi no-reply. Anche se il contenuto è utile, le persone diffidano e i sistemi automatici interpretano questa diffidenza come un campanello d’allarme.

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3. Generano sfiducia

L’abbiamo già detto, un indirizzo no-reply trasmette immediatamente distanza. Gli utenti percepiscono che dietro a quelle mail non c’è qualcuno pronto ad ascoltarli, ma una macchina. 

Questa mancanza di contatto umano incide direttamente sull’immagine del brand. Un’azienda che si presenta come irraggiungibile sembra meno disponibile a risolvere problemi e meno interessata ai dubbi dei propri clienti. La trasparenza e la vicinanza sono valori decisivi, soprattutto per le attività più piccole. Con le email no-reply si rischia di sembrare freddi, distaccati e indifferenti.

4. Diminuiscono il contatto con i clienti

Oltre a lasciare una brutta impressione, ogni email no-reply è un’occasione mancata. Quando si impedisce al destinatario di rispondere, si rinuncia a un canale diretto attraverso cui i clienti potrebbero condividere dubbi, difficoltà o persino spunti preziosi per migliorare il servizio.

Le email rappresentano uno dei mezzi più immediati per raccogliere feedback spontanei. Le informazioni lì raccolte aiutano a comprendere meglio i bisogni reali degli utenti, forniscono un eccellente canale per comprendere i loro pain-point e quindi per ottimizzare i processi, chiarire i contenuti e anticipare le problematiche.

Soluzioni alternative alle mail no-reply

Usare un indirizzo no-reply non è l’unica strada per inviare comunicazioni a tutti gli iscritti della tua mailing list. Esistono infatti strategie che ti permettono di mantenere vivo il contatto con i clienti senza sacrificare efficienza e senza intasare la casella della posta.

1. Imposta canali dedicati per le domande

La soluzione più efficace per evitare i problemi legati alle email no-reply è creare canali dedicati alle domande dei clienti. In pratica, invece di chiudere la comunicazione, è bene reindirizzare tutte le risposte a un indirizzo specifico gestito da te o dal tuo team.

screenshot dallo strumento di email marketing di SiteGround, dove è possibile inserire sia l'indirizzo del mittente che l'indirizzo di risposta a cui verranno inoltrate eventuali risposte

In questo screenshot possiamo vedere proprio questa funzionalità dello Strumento di Email Marketing di SiteGround. Tutte le risposte che arrivano al tuo indirizzo principale di marketing (che sarebbe ordini@godzillalab.com nell’esempio), verranno inoltrate a una casella dedicata (info@godzillalab.com), dove chi riceve i messaggi degli utenti potrà rispondere in modo personalizzato e puntuale. 

In questo modo, anche campagne automatizzate di email marketing diventano un’opportunità di dialogo. Il cliente percepirà attenzione e disponibilità, mentre tu raccoglierai informazioni preziose sulle sue esigenze.

2. Usa le risposte automatizzate

Se ricevi troppe email per la portata del tuo team di customer care, puoi anche implementare risposte automatizzate. Queste risposte permettono di confermare immediatamente al cliente che la sua comunicazione è stata ricevuta, dandoti tempo prezioso per preparare una risposta dettagliata e personalizzata.

Un elemento chiave di questa strategia è includere nella risposta automatica un piccolo riepilogo di FAQ o link a guide utili. In questo modo, se la richiesta del cliente riguarda un problema semplice, può risolverlo da solo senza dover attendere l’intervento del team.

3. Adatta i tuoi contenuti ai dubbi dei tuoi clienti

Invece di chiudere la comunicazione con le no-reply, fai esattamente il contrario. Ascolta attentamente ciò che i clienti ti comunicano via mail e aumenterai soddisfazione e fiducia nel tuo brand. Ogni domanda, dubbio o richiesta rappresenta una preziosa indicazione sui loro bisogni reali.

Queste informazioni possono guidarti ad aggiornamenti necessari del tuo sito o nella creazione di contenuti mirati, come guide, articoli o tutorial che rispondono direttamente alle domande più frequenti. In alcuni casi, il feedback dei clienti può persino illuminarti la strada riguardo nuove funzionalità, revisione dei prodotti o servizi da sviluppare.

Conclusione: Le email no-reply fanno male al tuo business

Le no-reply email possono sembrare uno strumento pratico, ma abbiamo visto come in realtà rischiano di:

  • Peggiorare l’esperienza dei clienti
  • Abbassare click e tassi di apertura, facendoti finire nello spam
  • Generare sfiducia e malcontento
  • Ridurre preziose occasioni di contatto e confronto

Al contrario, reindirizzando le risposte dei tuoi utenti verso canali dedicati, impostando risposte automatizzate intelligenti e adattando i contenuti ai dubbi più comuni, puoi trasformare ogni messaggio in un’opportunità di dialogo e fidelizzazione.

Per farlo, una piattaforma professionale può fare la differenza. Con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround puoi gestire facilmente il reindirizzamento delle risposte, automatizzare i flussi di invio e raccogliere dati statistici per monitorare aperture, click e interazioni reali dei tuoi clienti. 

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Come aumentare il traffico qualificato verso il tuo sito web

illustrazione sulle tecniche per portare traffico al proprio sito web

Ad oggi, avere un sito web per la propria attività è tanto essenziale quanto avere un numero di contatto. E per fortuna crearne uno non è più tanto difficile. Basta scegliere l’hosting giusto per i propri bisogni, consultare qualche esempio di siti web a cui ispirarsi e, a patto che si abbiano le idee chiare sulla propria strategia, si può anche creare un sito web completo in una giornata. Il difficile sta invece nel far sì che il sito venga visitato.

Pensa per un attimo ai negozi nei vicoletti secondari e un po’ nascosti della tua città. Tu ci vai perché li conosci, ma un turista di passaggio non li troverebbe. Servirebbe invece un cartello che indichi la loro presenza. Visto che online siamo tutti un po’ di passaggio, dobbiamo fare in modo di avere tutti i cartelli al loro posto per indirizzare quanti più passanti nella direzione giusta.

Questo articolo è pensato per tutti coloro, professionisti o creatori di contenuti, che vogliono essere trovati, ricordati e scelti. In questo articolo ti guideremo tra strategie e tecniche mirate al traffico di qualità, passando dalla SEO e dal content marketing fino alle pubbliche relazioni.

Cos’è il traffico qualificato

Il traffico qualificato è il traffico online composto da utenti che hanno un interesse vero per ciò che offri. Queste sono persone che cercano proprio i tuoi prodotti, che vogliono veramente leggere il tuo blog, che hanno bisogno dei tuoi servizi, o che magari sanno pure qualcosa di te e sul tuo brand. Questi visitatori sono quelli più propensi a interagire, registrarsi, acquistare.

Al contrario, il traffico generico è composto da una folla variegata, ma non necessariamente interessata a ciò che offri. Questi sono gli utenti che entrano sul nostro sito per curiosità, per prendere spunto, o per dare un’occhiata distratta, ma che probabilmente non si iscriveranno e non acquisteranno da noi.

Esiste anche un’altra distinzione importante che dobbiamo fare prima di continuare, cioè quella tra traffico organico e non-organico. Entrambe possono portare a traffico qualificato, ma implicano sforzi diversi. Il traffico organico è composto da visitatori che arrivano al tuo sito attraverso i motori di ricerca, senza che tu paghi per ogni visita. È frutto di un buon posizionamento SEO e di contenuti che rispondono esattamente alle loro domande.

Il secondo, cioè il traffico non-organico, proviene da campagne a pagamento, inserzioni sui social o banner pubblicitari. Questi annunci possono portare risultati rapidi, ma richiedono un investimento costante per mantenere il flusso di visite.

Come aumentare il traffico al tuo sito web

Ora il web è sempre più pieno di annunci, siti, pagine e post sponsorizzati. La parte difficile nel mantenimento di un sito non è quindi il sito in sé, ma riuscire a rimanere in competizione con tutti questi contenuti sponsorizzati, catturando – e mantenendo! – l’attenzione del pubblico che ci interessa. 

Nei prossimi passi vediamo sette tattiche per riuscire ad emergere in rete creando traffico organico, senza dover investire migliaia di euro in sponsorizzazioni e annunci. Non è necessario correre a mettere in atto tutte e sette le strategie contemporaneamente. Piuttosto, si tratta di scegliere le tattiche più realistiche per la portata della tua attività e implementarle in modo sostenuto e sostenibile, crescendo e aggiustando alla necessità.

Lista riassuntiva riguardo gli elementi necessari per portare traffico al proprio sito web:
SEO, strategia dei contenuti, email marketing, PR, guestblogging e collaborazioni, strategia social media, community, ed eventi.

1. Ottimizza la SEO

Nel web non si può parlare di traffico organico e visibilità senza sapere come funziona la SEO, cioè l’ottimizzazione di un sito al fine di scalare le pagine di Google (o di qualsiasi altro motore di ricerca) e farti trovare senza dover pagare ogni visita.

Screenshot della pagina risultati google per la ricerca "error 500 internal server error". L'articolo della Knowledge Base di SiteGround è tra i primi risultati, dimostrando una buona SEO.

Il grande vantaggio della SEO è che, se curata e ben impostata, continua a portare traffico organico per mesi, persino anni. È uno dei modi più economici e duraturi per aumentare le visite al sito web.

In questa sezione passeremo in rassegna i principi fondamentali che guidano l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Per chi vuole scendere più a fondo, abbiamo diversi articoli più specifici riguardo la SEO tecnica e i metadati, la SEO on-page e la SEO off-page.

Ecco i pilastri su cui costruire una buona Search Engine Optimization:

  • Contenuti di qualità e pertinenti: Al centro della SEO c’è la capacità di risolvere problemi e rispondere a domande reali. Guide, articoli e FAQ che toccano i punti dolenti del tuo pubblico tendono a posizionarsi meglio e a portare traffico qualificato al sito.
  • Keyword giuste: Individua e inserisci le parole chiave in punti strategici come titoli, meta description, heading e alt text delle immagini. Per aiutarti puoi usare strumenti come il generatore di parole chiave gratuito di Ahref. Attenzione però a non sfigurare il testo cercando di inserire le parole chiave più di quanto sia naturale. Oltre a suonare male alle orecchie di chi ti legge, il keyword-stuffing ti penalizza su Google. 
  • Struttura del sito: Un sito veloce, mobile-friendly e con navigazione chiara non solo migliora l’esperienza dell’utente, ma aiuta i motori di ricerca a capire e indicizzare i tuoi contenuti.
  • Backlink di qualità: Quando altri siti autorevoli linkano al tuo, invitano Google a fidarsi di te e a prenderti sul serio. Puoi ottenerli con guest post, collaborazioni e contenuti condivisibili, che vedremo a fondo nelle prossime sezioni.
  • Link interni: Collegare le pagine del tuo sito tra loro crea percorsi logici per l’utente e per i motori di ricerca. Usa testi di ancoraggio descrittivi per guidare la lettura. Per esempio “leggi la nostra guida per principianti sull’arrampicata libera” è molto meglio che “leggi qui”.
  • SEO locale per piccole imprese: Se il tuo mercato è geograficamente determinato, ottimizza la scheda Google My Business, mantieni coerenti i tuoi dati (nome, indirizzo, telefono) e cerca citazioni locali.
  • Aggiornamenti costanti: Oltre ad aggiungere contenuti sempre nuovi, aggiorna i vecchi articoli con costanza e rinfresca i contenuti per restare rilevante.

Per ultimo, un appunto spassionato da chi si occupa di SEO quotidianamente. Si dice spesso che fare SEO è un po’ come imparare a parlare la lingua dei motori di ricerca, ma considerando che, con l’arrivo dell’IA, la SEO continuerà a cambiare forma, ciò che conta di più, il filo perenne che legherà sempre i contenuti alle ricerche degli utenti, è l’aspetto umano. In tutto ciò che inserisci nel tuo sito, pensa sempre a come far trasparire ai tuoi visitatori che dietro le tue parole c’è una voce viva, qualcuno che ha veramente a cuore quello che fa.

2. Implementa una strategia di contenuti

Un sito senza contenuti non dà motivo di restare. I contenuti sono le storie, le voci, i racconti che fanno tornare le persone che hanno trovato qualcosa di cui avevano bisogno, anche se non lo sapevano ancora.

Il content marketing deve trasformare il tuo sito e le tue pagine social in uno spazio riconoscibile, affidabile, vivo. Vediamo i componenti che costituiscono l’immagine del tuo brand.

  • Blog: Attraverso un blog puoi apri la porta ai visitatori e gli racconti tendenze, rispondi a dubbi, condividi successi. Con costanza, i motori di ricerca imparano a riconoscerti e il traffico organico al sito web cresce.
  • Ricerche originali e report di settore. Attraverso questi dati che nessun altro può avere, attiri l’attenzione di professionisti, giornalisti, blogger. Sono calamite di backlink di qualità, che rafforzano la tua SEO e ti portano visitatori nuovi.
  • Contenuto generato dagli utenti. L’user-generated content (UGC) consiste in tutte le foto, recensioni e testimonianze fornite dagli utenti stessi. Ogni parola di un cliente vale doppio, perché percepita come più autentica. Puoi incoraggiare il coinvolgimento del pubblico con concorsi con hashtag e inviti a condividere esperienze sui social.
  • Video e storie su social. A seconda delle tue risorse, puoi creare brevi video o storie da condividere per mostrare ai tuoi utenti come utilizzare un prodotto, come risolvere un problema comune o anche per mostrargli il backstage della tua attività e coinvolgerli nel processo.
  • Risorse scaricabili: guide, eBook, modelli e template pronti. Queste risorse sono particolarmente utili poichè chi si interessa dell’argomento di cui parli può fornire la sua mail in cambio di queste risorse, così tu puoi aggiungere contatti qualificati alla tua mailing list. 

Per poter raccogliere contatti facilmente puoi aggiungere in una landing page al tuo sito o anche solo integrare un download form, che puoi implementare semplicemente con plugin come quello di Lead Generation di SiteGround.

Ricorda che il riuso dei contenuti già esistenti è un grande alleato. Un articolo può diventare un video, un’infografica, un podcast. Lo stesso messaggio, tradotto in lingue diverse per persone diverse. Così allarghi il pubblico e mantieni viva la tua presenza online.

Dare strumenti utili trasforma il tuo brand in un punto di riferimento, il tuo sito in un luogo in cui tornare e portare altri. E quando i contenuti crescono, crescono anche le possibilità di monetizzare.

3. Sfrutta l’email marketing

Con costi contenuti e un ritorno sull’investimento altissimo, l’email marketing è uno strumento che ogni imprenditore dovrebbe custodire. I messaggi di posta hanno il vantaggio di essere recapitati direttamente nella mano di chi vuoi raggiungere, di essere un contatto diretto e intimo che può trasformare un visitatore occasionale in un cliente fedele.

Le newsletter – brevi, chiare, visivamente curate – possono raccontare storie, offrire contenuti utili, presentare articoli più approfonditi sul blog o anche offerte e novità. 

Ma per avere pieno successo, dovrai sfruttare la capacità di personalizzazione che ti offrono le mail. Segmentando le tue liste mail e creando customer journey adatti ai diversi bisogni dei tuoi utenti puoi rivolgerti a ciascuno di loro nel modo che più li interessa, offrendo offerte o approfondimenti specifici in base a ciò che hanno già cercato, acquistato o desiderato.

banner promozionale per lo strumento di email marketing di SiteGround. Il testo dice "email marketing per far crescere subito la tua attività". L'immagine mostra due professionisti intenti ad analizzare i risultati di una campagna email

Non dimenticare di analizzare e monitorare il successo delle tue mail. Tassi di apertura, click e conversioni sono statistiche che ti indicano cosa funziona e cosa no. Analizzando le campagne e provando varianti puoi ottimizzare fino a trovare la combinazione che più funziona. Se ti interessa sapere quali metriche e KPI tenere d’occhio per analizzare l’andamento delle tue strategie di email marketing, leggi il nostro articolo a riguardo.

4. Sfrutta PR, guest blogging e collaborazioni

Per far entrare nuova luce e nuovo movimento, a volte dovrai essere tu a uscire e abitare per un po’ altri porti che non siano i tuoi soliti. Il senso del guest blogging e delle pubbliche relazioni è proprio quello di portare la tua voce in spazi dove ancora non sei conosciuto, così che i curiosi ti seguano e tornino a bussare alla tua porta. Ci sono diversi modi per inserirsi in questi spazi.

  • Scrivere come ospite su blog e siti autorevoli nel tuo settore equivale a sedersi ad una tavola dove già siedono persone interessate agli argomenti di cui tratti. Dovrai portare qualcosa di valore, un’idea, un punto di vista che resti impresso. Fallo pensando al pubblico di quello spazio, che potrebbe avere abitudini e bisogni diversi dal tuo pubblico abituale. 
  • Concedere interviste a giornali, blog di settore, radio, canali social di chi ha già un pubblico fedele. Giornalisti, influencer e colleghi possono diventare ponti verso nuove platee, basta una storia che sorprende o emoziona.
  • Ospitare esperti sul tuo blog, fare interviste, creare collaborazioni. Ogni ospite porta con sé il proprio pubblico, e in cambio si porta via un po’ del tuo, in uno scambio che arricchisce entrambi.

Nelle scelte delle tue collaborazioni, dai importanza alla qualità del rapporto con gli utenti piuttosto che alla quantità. I micro-influencer, per esempio, con comunità più piccole ma profondamente coinvolte, sono spesso più efficaci. Offri sempre del valore e crea collaborazioni che abbiano senso per entrambi.

Screenshot dal sito di SiteGround dove appare la storia di successo della collaborazione tra inkling e SiteGround.

Non scordarti poi di costruire prova sociale, condividendo sui tuoi canali le tue apparizioni come ospite, le tue interviste e le collaborazioni (come quella nella foto qua sopra). Ogni menzione è una traccia che dimostra la tua credibilità e rafforza la fiducia del pubblico. Uscendo dal tuo sito per qualche tempo tornerai a casa diverso, portandoti nuovi interessati pronti a visitarti.

5. Fai uso dei social media

Il marketing sui social media è anche lui un ottimo modo per portare la tua voce lontano e raggiungere nuovi interessati, ma bisogna sempre muoversi con accortezza e intenzioni ben precise.

Screenshot della pagina Instagram di SiteGround, che presenta storie, video, caroselli, storie di successo, articoli di approfondimento.
  • Pubblica contenuti che abbiano peso. Qui rimandiamo alla strategia di contenuti, dove ogni frammento deve avere il suo senso e posto (articoli del blog, promozioni, dietro le quinte in formato video, caroselli, storie di successo). 
  • Crea post che invitano la condivisione. Segui i temi del momento, proponi sondaggi, quiz, sfide, immagini che catturano, testi che aprono una discussione, hashtag che invitano a dialoghi più ampi. 
  • Occhio al tempismo. Mantieni un ritmo costante e scopri gli orari giusti per ogni piattaforma, quando il tuo pubblico è più attivo.
  • Partecipa attivamente. Rispondi a commenti e messaggi privati e ringrazia chi condivide i tuoi contenuti.
  • Sfrutta le particolarità di ogni piattaforma. Le Stories di Instagram e Facebook, gli articoli di LinkedIn, i thread di X, le sfide di TikTok o anche le bacheche di Pinterest. Ogni ambiente ha la sua lingua, che puoi imparare a usare nel modo giusto.
  • Riutilizza i tuoi contenuti adattandoli ai diversi canali. Come già detto, un articolo può diventare un carosello su Instagram, un estratto per TikTok, un post per LinkedIn. Così moltiplichi le occasioni di incontro.
  • Collabora con voci del settore e influencer che condividono i tuoi valori. Il loro pubblico è una porta aperta verso nuove persone che potrebbero scoprire il tuo sito per la prima volta.
  • Esplora il social commerce. Instagram e Facebook ti permettono di trasformare un post in una vetrina interattiva.
  • Fai giveaway o concorsi a premi. Può essere uno sconto, un prodotto gratuito o un servizio esclusivo, ciò che conta è che il premio abbia valore reale per il tuo pubblico e sia in linea con la tua attività. Definisci un obiettivo chiaro (più iscrizioni alla newsletter, condivisioni sui social o visite al sito), rendi semplice la partecipazione e diffondi l’iniziativa ovunque: sui tuoi canali social, tramite email e in collaborazione con partner.
  • Fai trasparire i tuoi valori, la tua attenzione alla sostenibilità, ai progetti sociali, alla comunità o qualsiasi altra causa che sostieni. Chi si riconosce nei tuoi valori sarà più incline a seguirti, visitare il tuo sito e restare.

6. Entra a far parte delle community

Forum, gruppi e community sono spazi in cui si entra non per vendere, ma per parlare, ascoltare, imparare. Se ci sai stare, però, diventano ponti sicuri per portare traffico qualificato al sito web senza un centesimo di pubblicità.

Partecipa a conversazioni che hanno a che fare con il tuo settore, come i thread di Reddit, le domande di Quora o i forum specializzati. Condividi risposte che aiutano davvero, linka al tuo sito solo quando serve, quando il passaggio è naturale, inevitabile. Così il link non è un annuncio, ma un invito.

Partecipare in questi spazi ha un gran dono, visto che le risposte a domande molto popolari di Quora e Reddit, ma anche i post di Facebook e Instagram possono finire in prima pagina su Google. Se scritti bene, questi contributi possono restare lì per mesi, attirando traffico organico di persone già interessate a quello che fai.

Unisciti anche a gruppi chiusi su Facebook o LinkedIn, dove il dialogo è più diretto. Lì puoi affrontare problemi concreti, offrire soluzioni, costruire credibilità. E se il gruppo giusto non esiste, crealo tu. Una community intorno al tuo brand ti permette di essere il punto d’incontro per chi condivide interessi e bisogni.

Screenshot di un post LinkedIn di Luca Rodino, Strategic Partnership Manager in SiteGround. Il post parla dell'importanza della sostenibilità nell'ambito dell'hosting, argomento molto caro alla community.

Le chiavi sono autenticità e costanza. Non forzare, le persone percepiscono chi è lì per vendere e chi per contribuire. Gli interventi una tantum non lasciano traccia, ma una presenza regolare crea riconoscimento. Osserva come reagiscono alle tue parole, adatta il tono, aggiusta la direzione. 

7. Organizza eventi

Gli eventi, che siano in presenza o online, sono un luogo condiviso in tempo reale, dove puoi mostrare ciò che sai fare, ascoltare chi ti segue e creare legami che poi conducono, quasi naturalmente, al tuo sito.

Il primo passo è scegliere un tema che tocchi corde vere: problemi da risolvere, domande che il tuo pubblico si porta dietro da tempo, desideri che ancora non hanno trovato risposta. Più il tema è vicino alla loro realtà, più attirerai persone realmente interessate, e più sarà facile portare traffico qualificato al tuo sito web.

Se non puoi organizzare eventi tu stesso, collabora con altri nel tuo settore o partecipa ad eventi di terzi con un intervento, uno stand o anche solo con la tua presenza da ospite. Per promuovere l’evento, usa ogni canale a disposizione: social, newsletter, il tuo sito e piattaforme di altri collaboratori.

Quando il momento arriva, offri contenuti che valgano il tempo di chi ti ascolta, con consigli concreti, soluzioni applicabili e idee che restano. A fine incontro, lascia spazio alle domande e ai momenti di dialogo, sia per dare spazio al pubblico di apprezzare veramente quanto li puoi aiutare che per gettare uno sguardo sulle loro preoccupazioni e bisogni.

Foto dello stand di SiteGround al WordCamp Europe, dove due partecipanti stanno parlando fra loro.

Dopo l’incontro resta presente, dando modo ai partecipanti di ritrovarti con un’email di ringraziamento, un link a materiali aggiuntivi, un invito a proseguire la conversazione.

Porta traffico al suo sito con successo

Promuovere un sito web in modo efficace richiede un mix ben calibrato di strategie intelligenti e costanza. I metodi organici – come SEO, content marketing, email marketing e social media – sono la linfa per una crescita solida e duratura, mentre la pubblicità a pagamento può offrirti visibilità immediata e un accesso rapido al pubblico giusto.

Il segreto è offrire valore in ogni azione. Che si tratti di ottimizzare le pagine per i motori di ricerca, creare contenuti che catturano o collaborare con influencer rilevanti, qualità e pertinenza devono sempre essere al centro. Sapersi adattare ai trend restando coerenti, perfezionando continuamente l’approccio è ciò che fa la differenza tra un traffico passeggero e un flusso costante di visitatori.

Se sei arrivato fino a qui, hai già una visione più chiara di come far crescere la visibilità del tuo sito. Adesso, per trasformare tutti i tuoi nuovi visitatori in clienti fedeli, uno strumento di email marketing è indispensabile. L’email marketing di SiteGround, per esempio, è un alleato potente, semplice da usare, pensato per creare e gestire campagne mirate e capace di offrirti dati preziosi per ottimizzare ogni invio.

Banner promozionale per lo strumento di Email Marketing di SiteGround. Il testo legge "Migliora le tue campagna email con SiteGround" e specifica il tasso di consegna del 98.9%. Il pulsante invita a iniziare subito.

Unendo queste strategie a una comunicazione diretta e mirata, costruirai un ponte solido che conduce le persone direttamente alla porta del tuo business.

Pagina Chi Siamo: Esempi, template e struttura

illustrazione che mostra una pagina Chi Siamo in creazione

La pagina Chi Siamo è una delle sezioni più sottovalutate di un sito web. È qui che racconti chi sei, da dove vieni, e soprattutto perché qualcuno dovrebbe fidarsi della tua azienda. Eppure, troppo spesso viene liquidata con un paragrafo generico e impersonale, che non comunica nulla di ciò che rende il tuo brand davvero unico.

In questo articolo vedremo come creare una pagina Chi Siamo efficace, che vada oltre i luoghi comuni e riesca davvero a stabilire una connessione con il lettore. Ti guideremo passo dopo passo: dalla struttura ai contenuti, dagli elementi visivi alle CTA, fino all’ottimizzazione SEO. Ti mostreremo esempi reali di pagina Chi Siamo ben fatte, e ti daremo strumenti e consigli pratici per iniziare subito a creare la tua pagina di presentazione, anche se parti da zero.

Che tu stia costruendo un nuovo sito o migliorandone uno esistente, qui troverai idee concrete e spunti visivi per raccontare chi sei con autenticità e professionalità.

Cos’è una pagina Chi Siamo 

La pagina Chi Siamo è quello spazio nel tuo sito web dove racconti la tua identità aziendale, i tuoi valori, cosa fai, perché lo fai, come ci sei arrivato e chi c’è dietro ogni decisione, ogni prodotto, ogni servizio. 

A differenza della homepage, che spesso è orientata alla conversione o alla presentazione dei servizi, la pagina Chi Siamo è uno spazio narrativo. Qui si racconta la storia, il contesto, la visione. Il tuo obiettivo non è convincere, ma far sentire le persone parte di qualcosa.

Il valore inestimabile di questa pagina deriva dal suo duplice scopo:

  • Guida il primo contatto diretto che i clienti avranno con te. È la tua occasione per lasciare una prima impressione che resti.
  • Aiuta i motori di ricerca a capire chi sei, qual è la tua area di expertise e perchè dovrebbe fidarsi di te. In altre parole è un tassello essenziale per la SEO del tuo sito.

Devi usare la storia del tuo percorso per creare una connessione autentica, per rendere la tua azienda vicina e riconoscibile. Racconta da dove nasce il brand, quali sfide ha affrontato, quali traguardi ha raggiunto. Sono tutti aneddotti che potrebbero sembrarti superflui, ma sono proprio le storie vere, i percorsi accidentati, le idee nate in un garage o durante una crisi a fa sì che la gente ti veda come un gruppo di persone dietro un’impresa, che si fidi di te.

Nelle prossime sezioni di questo articolo vedremo quali sono i contenuti che puoi includere nella pagina Chi Siamo, ma sarai poi tu a scegliere cosa omettere e cosa no, a seconda dei valori che vuoi mettere in primo piano e che ti contraddistinguono dalla concorrenza. 

screenshot dalla pagina Chi Siamo di SiteGround, dove tutta la parte iniziale è dedicata alla filosofia, ai valori dell'azienda e all'importanza del team alle sue spalle.

Per esempio, in questo screenshot puoi vedere la prima parte della nostra pagina Chi Siamo, nella quale abbiamo messo in evidenza innanzitutto l’importanza delle persone che compongono SiteGround e la filosofia che condividiamo, il nostro “perchè”.

Un altro aspetto che puoi subito notare è anche la combinazione testo ed elementi visivi. Le grafiche, le foto di gruppo, i ritratti del team (più in fondo alla pagina, non visibili in questi screenshot) comunicano in modo chiaro e coerente l’identità e i valori, anche senza dover leggere tutti il testo. Tu puoi aggiungere anche video, timeline, grafici, certificazioni.

Come creare una pagina Chi Siamo per il tuo sito

Per scrivere una pagina Chi Siamo davvero efficace bisogna fare un lavoro di introspezione prima ancora che di comunicazione. Il cuore della questione è la brand identity, ovvero l’insieme di elementi – visivi, verbali, culturali e valoriali – che definiscono la personalità del tuo brand. È la tua voce, il tuo tono, il tuo stile e il tuo modo di stare al mondo. 

Per identificare la brand identity dovrai individuare la risposta alle domande:

  • Qual è la nostra missione?
  • In cosa crediamo profondamente?
  • Che tipo di relazione vogliamo costruire con chi ci sceglie?
  • Come vogliamo essere percepiti?

Una pagina Chi Siamo potente si fonda anche su un elemento imprescindibile: la Unique Value Proposition (UVP), ovvero ciò che ti rende unico rispetto alla concorrenza. Per trovare la tua UVP, chiediti:

  • Cosa offri che altri non offrono (o non allo stesso modo)?
  • Quali problemi risolvi meglio di chiunque altro?
  • Quali valori guidano ogni tua decisione?
  • Perché un cliente dovrebbe scegliere proprio te?

Prendiamo un panificio artigianale come tanti (in apparenza). Se ci prendiamo il tempo di guardare fino in fondo, noteremo come anche questo panificio qualunque ha qualcosa di speciale. Potremmo scoprire che lavora con farine locali, con un lievito madre tramandato da tre generazioni, oppure con un’etica zero sprechi. Questo è ciò che lo distingue, ed è questo che deve emergere.

In quanto alla scrittura, deve essere autentica, semplice. Usa la prima persona singolare o plurale, racconta con il tuo tono, e non aver paura di mostrarti vulnerabile. Anche i fallimenti fanno parte del tuo percorso e, se raccontati bene, ispirano fiducia e umanità.

Come strutturare una pagina Chi Siamo

Così come una buona storia ha bisogno di una struttura solida per essere raccontata al meglio, lo stesso vale per le pagine del tuo sito web. Ognuna ha la sua: la homepage, le landing page, le sales page, e anche la pagina Chi Siamo. 

Questa pagina di presentazione ha bisogno di contenuti ben scritti, sì, ma anche organizzati in modo chiaro e coinvolgente. In questa sezione vediamo come suddividere la pagina per guidare il lettore, catturare l’attenzione e comunicare efficacemente la tua identità aziendale.

Schema riassuntivo riguado gli elementi della pagina Chi Siamo. Gli elementi strutturali sono: titolo, storia del brand, team, e CTA. Gli elementi sostanziali sono: layout, connessione con il pubblico, immagini/video, e ottimizzazione SEO.

1. Un buon titolo

Iniziamo dagli elementi strutturali veri e propri, le sezioni che devi includere nella pagina. Il titolo è un must, poichè è il primo sguardo alla tua pagina Chi Siamo. Deve catturare l’attenzione e comunicare in poche parole l’anima del tuo brand.

Il tuo titolo deve riflettere ciò che ti rende unico, che sia la tua visione, la tua promessa, il tuo approccio. Chi legge deve intuire da subito che atteggiamento hai e a cosa tieni di più.

Per mantenere riconoscibilità e affidabilità è importante che il tono (formale, amichevole, ironico, istituzionale, ecc) sia coerente con la voce del tuo brand.

Per aumentare SEO e quindi visibilità nei motori di ricerca, includi keyword strategiche, a patto che si fondano naturalmente nel testo, senza forzature.

✅Da fare❌ Da evitare
Sii autentico e trasparenteLinguaggio generico o impersonale
Comunica un messaggio chiaro su chi sei e cosa rappresentiTitoli neutrali senza alcun contenuto distintivo
Esempio: “Diamo valore al tempo delle persone, dal 2009”Esempio: “Chi siamo”, “Benvenuti nella nostra azienda”

2. La storia del brand

È proprio la tua storia, fatta di intuizioni, errori, tentativi e visioni, che può trasformare una pagina Chi Siamo in un potente strumento di connessione. 

Raccontare l’origine del tuo brand, i primi passi, gli ostacoli superati e le decisioni fondamentali che ti hanno portato fin qui aiuta a trasmettere autenticità e a creare un legame diretto con chi legge.

Se gestisci un eCommerce o un’attività interamente online, questa sezione è ancora più cruciale, visto che non hai l’opportunità di incontrare il cliente dal vivo. Mostra perché fai quello che fai, con quali valori, e in che modo vuoi migliorare la vita del pubblico.

Ricorda che raccontare la storia del tuo brand non significa scrivere una cronologia noiosa. Come ogni buon racconto devi avere ritmo, personalità, e soprattutto una direzione chiara. Includi solo ciò che è necessario a comunicare cos’è che rende la tua attività diversa dalle altre e perchè si tratta proprio di quella cosa. Magari è il modo in cui tratti i clienti, o l’innovazione che hai portato nel settore, oppure il tuo impegno per la sostenibilità.

✅Da fare❌ Da evitare
Condividi aneddoti autentici, episodi significativi e intuizioni reali.Testi lunghi, prolissi o autoreferenziali.
Focalizzati su ciò che ti rende unico e perché questo ha valore per il cliente.Evita il linguaggio sterile: parla come parleresti a una persona reale.

3. Il team e la tua filosofia

Dietro ogni brand di successo c’è un gruppo di persone reali, con volti, storie e competenze. Mostrare il tuo team è come aprire le porte del tuo ufficio, dimostrando al contempo trasparenza e competenze specializzate.

Presenta i membri chiave del tuo team con foto autentiche e biografie brevi ma significative. Non servono curriculum infiniti, basta specificare il ruolo, l’area di specializzazione, cosa li rende unici, e magari condividere un tratto personale, un valore in cui credono o un momento che li lega al progetto aziendale.

Se riesci, integra elementi visivi che riflettano la cultura aziendale: un momento di team building, una riunione informale, un piccolo gesto quotidiano. Questo tipo di contenuto rafforza la filosofia del tuo brand, mostra il clima che si respira all’interno, il modo in cui lavorate, i principi che vi guidano ogni giorno.

✅Da fare❌ Da evitare
Presenta le persone reali dietro il brand, con volti, ruoli e piccole storie.Lasciare contenuti obsoleti: aggiorna regolarmente nomi, ruoli e foto.
Usa immagini autentiche per mostrare il tuo ambiente di lavoro e lo spirito del team.Usare immagini generiche o testi impersonali che non dicono nulla del vero carattere del team.

4. CTA efficaci

Una pagina Chi Siamo deve sì essere solo letta, ma non va mai sprecato il suo potenziale di portare il lettore a fare qualcosa. Per questo motivo, le call to action (CTA) sono fondamentali.

Dopo aver letto la tua storia, scoperto i tuoi valori e magari guardato il volto delle persone che rendono possibile tutto questo, l’utente è pronto a fare il passo successivo. Ma serve una guida chiara. Che si tratti di un “Contattaci”, “Scopri i nostri servizi”, o “Unisciti alla nostra newsletter”, la CTA deve essere visibile, coerente e ben integrata nel flusso della pagina.

Una buona CTA:

  • È diretta e senza ambiguità. Niente frasi vaghe o creative che confondono.
  • Si inserisce nei punti giusti della pagina, dove il lettore è naturalmente pronto a decidere – solitamente a fondo pagina o vicino ad una sezione di prova sociale
  • È responsive, ovvero funziona perfettamente anche da mobile, dove la maggior parte degli utenti legge oggi.
  • Offre un collegamento ad altri contenuti rilevanti che potrebbero interessare al lettore: i prodotti, il blog, la pagina contatti.
✅Da fare❌ Da evitare
Usa un linguaggio semplice e diretto: “Contattaci”, “Scopri di più”, “Iscriviti”.Troppe CTA tutte insieme: confondono, distraggono e riducono l’efficacia del messaggio.
Posiziona le CTA dove abbiano senso: alla fine della storia, dopo la presentazione del team, o sotto un video.Dimenticare l’utente mobile: una CTA non visibile da smartphone è una CTA persa.

5. Il layout

Passiamo agli elementi che non sono categorie a sé stanti, ma piuttosto caratteristiche che devono trasparire in tutte le sezioni che compongono la tua pagina Chi Siamo. Primo tra tutti è il layout generale della pagina, che deve aiutare i contenuti, le immagini e le CTA a brillare.

Suddividi i contenuti in sezioni chiare, usa paragrafi brevi e lascia spazio visivo. Lascia che i diversi paragrafi abbiano lo spazio di respirare, sia tra di loro che con un’impaginazione a colonna centrale. Lo spazio a lato può essere utilizzato per CTA che scorrono con il testo o semplicemente per lasciar riposare la vista. Un layout ordinato aumenta la leggibilità e facilita l’azione. 

Come organizzi la pagina fa anche trasparire quali sono gli aspetti a cui dai più importanza (Il tuo team? Le origini dell’azienda? La tua filosofia? L’impegno per l’ambiente?) e quale è il tuo stile (un layout ricco di elementi grafici per un’attività giovane e alla mano, un layout classico per un’azienda B2B, ecc ).

✅Da fare❌ Da evitare
Dividi le sezioni in modo chiaro, con paragrafi e spazi vuotiMuri di testo a tutta pagina con poche interruzioni
Usa gerarchia visiva e stile per comunicare i tuoi valori e stileUsare uno stile non coerente con la tua filosofia

6. Connessione con il pubblico

Una comunicazione coinvolgente parte sempre da un destinatario e un obiettivo ben definito. Quindi chiediti: Chi è il tuo lettore? Come vuoi che ti percepisca? Parla a una persona reale, un piccolo imprenditore locale, un cliente digitale sempre di fretta, un professionista attento alla sostenibilità. 

Ogni tipo di lettore ha bisogni, interessi e linguaggi diversi. Il contenuto della tua pagina deve rispecchiare le sue aspettative, rispondere alle sue domande implicite, parlare il suo linguaggio, e magari raccontare una storia in cui si può rispecchiare.

Non temere di mostrare il volto umano e imperfetto della tua attività. Raccontare aneddoti personali, anche brevi o piena di intoppi – un’idea nata per caso una sera d’inverno, il primo scivolone, un momento difficile superato con tenacia – può essere il dettaglio che accorcia la distanza e trasforma il visitatore in un potenziale cliente fedele. Questo approccio rende il tuo brand più accessibile, più riconoscibile, più umano.

✅Da fare❌ Da evitare
Definisci il tuo pubblico e scrivi rivolgendoti direttamente a luiContenuti generici troppo abbelliti
Inserisci storie personali vere e rilevanti che suscitino empatia e fiduciaRiempire la pagina di dettagli inutili o storie troppo lunghe

7. Immagini e video

Le parole raccontano, ma sono le immagini a imprimersi nella memoria. I contenuti visivi sono strumenti narrativi e se usati bene, possono trasformare una lettura semplice in un’esperienza coinvolgente e immersiva.

Fotografie autentiche, video brevi, elementi grafici personalizzati: cerca di includere ciò che può raccontare l’evoluzione del tuo brand e mostrare la tua identità aziendale in modo diretto. 

Puoi usare una foto del primo laboratorio, un video girato nel tuo ufficio, o una galleria che mostra il passaggio da un piccolo progetto a un’attività strutturata. Considera soprattutto l’inserimento di una hero image (un’immagine forte, rappresentativa) all’inizio della pagina, capace di catturare subito l’attenzione e trasmettere la personalità della tua azienda.

Tutto questo va fatto sempre dando la dovuta attenzione all’equilibrio: le immagini devono accompagnare il testo, non soffocarlo. Un layout pulito, ordinato e coerente ti aiuterà a mantenere la navigazione fluida, evitando che il lettore si senta spaesato o sovraccarico. È necessario anche ottimizzare sempre le immagini per il web, in modo che non appesantiscano la pagina.

✅Da fare❌ Da evitare
Usa immagini e video per arricchire il racconto della tua azienda e creare una connessione emotivaUtilizzare foto stock generiche che non rappresentano realmente chi sei
Mostra la vera evoluzione del tuo business, dal passato al presenteRiempire la pagina di elementi visivi al punto da sovraccaricare il contenuto

8. Ottimizzazione SEO

Una pagina Chi Siamo può diventare un potente alleato per il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca, a patto che sia ottimizzata correttamente. Google infatti la prende in considerazione per capire chi sei, cosa fai, quanto sei affidabile, quanto sei esperto nel tuo settore.

Usa parole chiave rilevanti, ma inseriscile in modo naturale nel testo. Ad esempio:

  • “Siamo una realtà italiana specializzata in marketing digitale per PMI”
  • “Nel nostro sito puoi trovare esempi di progetti web realizzati per clienti in tutta Italia”

Cura anche i tag SEO: meta title, meta description e URL. Infine, assicurati che la pagina sia veloce, mobile-responsive e accessibile.

✅ Da fare❌ Da evitare
Inserire parole chiave in modo naturaleUsare keyword ripetitive o forzate nel testo
Ottimizzare URL, meta tag e immaginiNon curare la versione mobile, i tempi di caricamento o l’accessibilità
Ottimizzare velocità, accessibilità, e mobile-designNon far trasparire la tua expertise nel settore

Esempi spettacolari di pagine Chi Siamo

A volte, il modo migliore per capire come creare un sito web efficace è osservare esempi di altre pagine web ben fatte. In questa sezione abbiamo raccolto alcuni esempi di pagine Chi Siamo che si distinguono per stile, struttura, chiarezza o capacità di trasmettere fiducia. 

Ogni azienda ha un approccio diverso – c’è chi punta sulla narrazione visiva, chi sulla trasparenza, chi sul design d’impatto – ma il filo conduttore è sempre lo stesso: raccontare chi siamo in modo autentico, credibile e memorabile. Lasciati ispirare da queste pagine reali per costruire la tua.

Pandemia

screenshot dalla pagina Chi Siamo di Pandemia, che inizia stabilendo la loro filosofia e nel paragrafo seguente i traguardi raggiunti attraverso una grafica semplice

La pagina Chi Siamo di GoPandemia è l’esempio perfetto di come lo stile esprime sostanza. Il tono è diretto, dinamico, quasi provocatorio, in perfetta coerenza con il loro motto: “web agency senza troppi bla bla”. La storia dell’agenzia viene raccontata in modo minimalista con il supporto di dati numerici: anno di fondazione, anni di esperienza, e progetti gestiti.

È un modo immediato per trasmettere credibilità e professionalità solida, costruite su fatti concreti, senza annoiare. Particolarmente efficace è l’uso intenzionale degli spazi vuoti, che regala un senso di ampiezza e impatto visivo. Il layout risulta così ben calibrato e facile da navigare, pur mantenendo una forte presenza scenica.

secondo screenshot dalla pagina Chi Siamo di Pandemia, che mostra i membri del team e al di sotto una CTA.

A concludere, una CTA forte e ben posizionata che invita all’azione senza giri di parole. 

Agriverse

screenshot dalla pagina Chi Siamo di Agriverse, che inizia con la dichiarazione della loro filosofia e missione

La pagina Chi Siamo di Agriverse è un esempio riuscito di come comunicare valori profondi nella loro interezza ma senza perdere semplicità. Fin dall’apertura, l’attenzione è tutta sulla missione ambientale dell’azienda, raccontata attraverso un linguaggio diretto e incisivo, accompagnato da una grafica pulita e ben bilanciata tra testo, foto e video. Agriverse non si limita a dichiarare i propri intenti: li mostra, li rende leggibili, tangibili.

secondo screenshot dalla pagina Chi Siamo di Agriverse, che mostra i loghi dei maggiori clienti dell'azienda e le recensioni positive lasciate da altri. In fondo, una CTA.

La struttura è pensata per generare fiducia: oltre alla narrazione valoriale, trovano spazio anche prove sociali concrete — casi di successo, recensioni, testimonianze. Questi elementi rendono il brand credibile, trasparente, vicino. E quando il lettore è pronto ad agire, trova subito un modulo di contatto ben visibile, perfettamente integrato nel flusso della pagina.

La Pesenata

screenshot dalla pagina Chi Siamo di La Pesenata, che inizia con la loro storia accompagnata da vecchie foto

La cantina La Pesenata racconta la propria storia senza artifici, con un tono visivo che sa essere intimo e accogliente. Le foto autentiche, lontane da qualsiasi effetto teatrale o posa forzata, restituiscono l’idea di un’azienda vera, fatta di persone e gesti quotidiani. È un racconto che viene percepito senza filtri. Il percorso grafico animato è uno dei punti forti della pagina: una linea tratteggiata, che appare allo scorrimento della pagina, accompagna l’utente tra illustrazioni delicate e tappe significative della storia aziendale. Il risultato è una narrazione visiva aggraziata, che invita a scorrere fino in fondo, come se si seguisse una mappa disegnata a mano.

secondo screenshot dalla pagina Chi Siamo di La Pesenata, che mostra la storia dell'azienda attraverso un percorso grafico

A completare l’esperienza, una CTA fluttuante sempre visibile (nello screenshot appare ripetuta), discreta ed efficace, segue il lettore e si fa trovare pronta nel momento in cui la curiosità si trasforma in volontà di contatto. Una pagina “Chi Siamo” costruita con sensibilità, coerenza e un tocco di poesia.

Italcart

screenshot dalla pagina Chi Siamo di Italcart. In alto appaiono le sezioni relative alla storia e la missione della compagnia. A seguito i loghi delle aziende collaboratrici. In fondo i dati per i contatti.

Passiamo ad una pagina tutta improntata alla praticità ed efficienza. La pagina Chi Siamo di Italcart adotta un tono sobrio e privo di fronzoli, perfettamente in linea con l’affidabilità richiesta dal suo settore ed il target di riferimento. È una scelta stilistica intenzionale che trasmette serietà e competenza, senza sacrificare precisione o completezza.Il contenuto è equilibrato, ben strutturato e privo di eccessi narrativi. In poche righe, il lettore riceve tutte le informazioni essenziali: storia e missione all’inizio, prova sociale poi. Quest’ultima è espressa attraverso dimostrazioni di partnership consolidate che rassicurano e trasmettono fiducia a potenziali clienti o collaboratori.

Antur

screenshot dalla pagina Chi Siamo di Antur. Questa prima parte della pagina espone la mission della compagnia e la loro filosofia.

La pagina Chi Siamo di Antur comunica autorevolezza, trasparenza e innovazione attraverso contenuti sapientemente scelti e un design grafico fatto di linee pulite, forme geometriche e una palette contemporanea. L’approccio e la mission sono introdotti in modo sintetico ma chiaro nella parte iniziale della pagina.

secondo screenshot dalla pagina Chi Siamo di Antur. In alto appare un organigramma dei membri del team, in basso i link per scaricare tutte le certificazioni ottenute.

Tuttavia, il cuore del messaggio si costruisce in due direzioni complementari: da un lato, il volto umano dell’azienda viene valorizzato con la presentazione dei membri del team, creando empatia e prossimità; dall’altro, la competenza tecnica è sostenuta dalla presenza di certificazioni scaricabili. È un gesto semplice che trasmette serietà e rassicura i potenziali clienti fin dai primi click, assolutamente indispensabile in un contesto di marketing B2B. Antur sa che in ambiti tecnici o regolamentati, la chiarezza e la documentazione possono fare la differenza tra un visitatore diffidente e un cliente fiducioso.

Ultimi consigli per la pagina Chi Siamo perfetta

Insieme abbiamo visto che la pagina Chi Siamo è lo spazio in cui puoi raccontare la tua storia, costruire fiducia e far emergere ciò che rende unico il tuo brand. Quindi, prima di concludere del tutto ti lasciamo 3 ultimi consigli per migliorare i tuoi contenuti e semplificare il processo:

  • Investi tempo e cura i dettagli di questa pagina – non una volta sola, ma in modo continuato negli anni. La pagina Chi Siamo deve crescere insieme al tuo progetto.
  • Se non sai da dove iniziare per creare una pagina del genere, puoi sempre appoggiarti ai template disponibili nel web, che possono offrirti una base solida su cui lavorare. Molte piattaforme offrono layout che puoi facilmente personalizzare.  Il Website Builder di SiteGround, per esempio, ti permette di creare una pagina Chi Siamo professionale, responsive, e ottimizzata, anche se non hai competenze tecniche. 
  • Usa le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale per aiutarti a generare contenuti coerenti e ben scritti partendo da poche informazioni chiave. Per farlo puoi usare piattaforme come ChatGPT per trasformare bozze iniziali in contenuti rifiniti, oppure puoi usare uno strumento come il nostro Website Builder, dove la soluzione IA (sia per testo che per la creazione di immagini) è completamente integrata e impostata dai nostri programmatori per permetterti di creare pagine rapide, responsive e visivamente curate.

Adesso che hai tutti gli strumenti per raccontare la tua storia, impara dagli esempi migliori, e trova la tua voce. E fai in modo che sia fatta di trasparenza, autenticità e valori condivisi.

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Il testo promuove il Website Builder intuitivo di SiteGround, con cui si possono costruire siti professionali con SEO integrata e gestione migliorata. Il pulsante indica "Crea subito il tuo sito"

Come funziona la SEO: Guida per principianti

illustrazione sulla SEO di un sito web

In molti hanno la sensazione che la SEO sia un linguaggio criptico, fatto di algoritmi misteriosi e regole che cambiano ogni mese. Ed in parte è così. Ma per chi si prende il tempo di capire davvero come ragionano i motori di ricerca, tutto il resto – parole chiave, contenuti, link, ottimizzazioni tecniche – smette di essere un puzzle e inizia ad avere un senso chiaro.

In questa guida SEO, pensata per chi parte da zero, ti porteremo dentro la logica che guida Google e gli altri motori: Perché mostrano certi risultati e non altri? Cosa cercano davvero? Come possiamo guadagnare fiducia e visibilità? Una volta compresi questi meccanismi, fare SEO in modo efficace e duraturo non ti sembrerà più un lavoro da esperti, ma un processo naturale e (quasi) creativo.

Cosa è la SEO e come funziona: una spiegazione facile

SEO — acronimo di Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca — è l’insieme di tecniche e accortezze che è bene prendere se si vuole comparire tra i primi risultati di ricerca su internet.

screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "ricetta ragù di carne"

In questo esempio, le pagine di Giallozafferano, Casa Pappagallo, e Cookaround hanno dimostrato a Google che meritano la sua attenzione, almeno per la ricerca “ricetta ragù di carne”.

Puoi immaginare il web come una gigantesca biblioteca, con miliardi di libri – le pagine dei siti – disposti sugli scaffali. Google e gli altri motori di ricerca sono come bibliotecari che devono capire, in una frazione di secondo, qual è il libro più utile da darti quando gli chiedi qualcosa.

La SEO aiuta il bibliotecario di turno (Google, Firefox, Safari, ecc) a notare il tuo sito, capirne il contenuto e decidere se vale la pena mostrarlo tra i primi risultati.

In pratica, fare SEO significa rendere il tuo sito web più visibile nei risultati di ricerca quando qualcuno cerca un prodotto, un servizio o un’informazione che tu offri. È un modo di comunicare strategicamente con Google, attraverso la qualità dei propri contenuti, la struttura tecnica del sito e le buone relazioni online.

Potresti pensare che la SEO sia qualcosa da grandi aziende, ma in realtà è essenziale anche per i business più piccoli. È vero che il modo di fare SEO per le piccole imprese non è lo stesso che usano le grandi multinazionali e necessita di alcune accortezze, ma ciò non cambia è che un sito ben ottimizzato è fondamentale per attirare nuovi clienti, senza dover pagare per ogni click.

Come funzionano i motori di ricerca?

Passiamo ora alla prossima domanda essenziale per capire come funziona la SEO, ovvero: Come funzionano esattamente i motori di ricerca? Per rispondere a questa domanda ci concentreremo su Google, perché è il motore di ricerca più utilizzato – in Italia ha oltre il 90% del mercato.

Torniamo alla nostra biblioteca infinita. Dobbiamo immaginarcela fatta di corridoi e scaffali che cambiano e si riassestano ogni secondo, in base a ciò che milioni di persone cercano nel mondo.

Per riuscire a proporci i risultati giusti, i bibliotecari – Google, Firefox, ecc – fanno uso di robot esploratori, detti crawler. Questi bot zampettano senza sosta da un sito all’altro, seguendo i collegamenti, raccogliendo informazioni su ogni pagina che trovano. Quando un crawler scopre una nuova pagina, ne analizza il contenuto e lo inserisce in un gigantesco indice, una sorta di archivio universale che Google usa per ordinare il sapere del web.

Quando qualcuno propone una domanda a Google, l’algoritmo seleziona dall’indice le pagine che sembrano più pertinenti e le presenta in ordine di merito nella pagina dei risultati, anche detta SERP (Search Engine Results Page).

Ma come decide Google quali sono le pagine migliori? In base a criteri sempre in evoluzione, ma guidati da principi piuttosto stabili. Il primo tra tutti è la rilevanza: fornire all’utente ciò che sta realmente cercando – o almeno quello che Google stesso interpreta essere tale. 

Per determinare questa rilevanza, non bastano le parole chiave. La rilevanza indica anche la capacità di rispondere a un bisogno, a una domanda, a un intento di ricerca. Nel mondo SEO si considerano quattro intenti principali:

  • Informativo: è quello di chi vuole capire o informarsi su qualcosa
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "differenza tra prosecco e spumante". I risultati dimostrano un intento di ricerca informativo.
  • Commerciale : quello di chi vuole confrontare opzioni per le proprie spese, ma non è ancora pronto a concludere.
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "aspirapolvere senza fili migliore". I risultati dimostrano un intento di ricerca commerciale.
  • Transazionale: quello di chi è già pronto a comprare
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "robot per piscina Wybot C1". I risultati dimostrano un intento di ricerca transazionale.
  • Navigazionale: quello di chi sta cercando una pagina specifica (solitamente una pagina di login)
screenshot della pagina dei risultati Google per la ricerca "facebook login". I risultati dimostrano un intento di ricerca navigazionale.

Capire a quale intento corrisponde una ricerca è essenziale per proporre contenuti che rispondano esattamente a ciò che l’utente si aspetta. 

Ma mentre parole chiave e intento di ricerca aiutano Google a determinare che tipo di contenuti mostrare, non aiutano nel determinare di chi fidarsi. Per valutare questo, gli esperti SEO hanno determinato che Google utilizza un sistema chiamato NEATT, un acronimo inglese che racchiude cinque concetti fondamentali (qui riportati in italiano per una maggiore chiarezza):

  • Notabilità – Fonti riconosciute nel settore
  • Esperienza – Fonti che hanno competenze ed esperienze diretta in ciò di cui parlano
  • Autorevolezza – Fonti che altri siti citano o linkano
  • Affidabilità – Fonti il cui contenuto è verificabile e sicuro
  • Trasparenza – Fonti che comunicano chiaramente chi sono, cosa fanno e perché lo fanno

La SEO è quindi uno strumento per dimostrare che rispettiamo questi criteri e che quindi i nostri contenuti hanno un vero valore.

Facciamo però degli ultimi appunti prima di passare a come fare SEO. La SEO non è una formula magica né tantomeno un assioma sempre vero. È un viaggio lento, paziente, ma duraturo. Prima di procedere, è importante chiarire alcune verità:

  • Richiede tempo. In genere, occorrono dai 3 ai 6 mesi per vedere i primi frutti.
  • La SEO produce effetti a lungo termine. Mentre la pubblicità a pagamento si interrompe appena smetti di investire, una buona strategia SEO può portare traffico nel tempo.
  • Non dà garanzie. Non ci sono formule magiche che possano promettere il primo posto su Google. Bisogna conoscere le regole e giocare al meglio.
  • Richiede risorse o investimenti per creare contenuti di qualità.
  • È in continua evoluzione, di proposito, per evitare manipolazioni e offrire risultati sempre più utili. Se vuoi navigare le correnti della SEO devi muoverti e cambiare il tuo corso all’occorrenza.

Mentre l’algoritmo evolve – oggi ad esempio i trend SEO stanno dando sempre più spazio ai contenuti generati dagli utenti e alle panoramiche AI – questi fondamenti rimangono la bussola per orientarsi.

Ottimizza l’organizzazione del tuo sito: la SEO Tecnica

Entreremo nel cuore tecnico del sito: come organizzare il tuo sito per la SEO, partendo dalle basi. Una buona struttura è invisibile all’occhio, ma essenziale per tenere insieme tutto, soprattutto con l’ascesa dell’intelligenza artificiale e dei contenuti generati in automatico.

La SEO tecnica si occupa di ottimizzare ogni elemento che permette a Google e agli altri motori di ricerca di trovare, scansionare, comprendere e indicizzare facilmente le tue pagine.

La facilità di scansione e indicizzazione è importante perché, vista la quantità enorme di siti e pagine internet, i motori di ricerca non possono permettersi di esplorarli tutti. Subentra quindi il crawl budget, la quantità di pagine e tempo che verranno dedicati a ciascun sito. Ne consegue che, se il tuo sito è lento, caotico o pieno di errori, rischi che Google lo visiti poco e male.

Ecco perché curare la SEO tecnica è essenziale: è il modo per assicurarti che il tuo sito sia accessibile, veloce e comprensibile per i motori di ricerca. Vediamo a quali aspetti prestare attenzione per garantire una buona SEO tecnica.

  • 1. Velocità del sito: Usa strumenti come PageSpeed Insights per scoprire quanto è veloce il tuo sito e cosa puoi migliorare.
  • 2. Mobile-first: Il tuo sito deve funzionare perfettamente da mobile: testi leggibili, immagini leggere, pulsanti cliccabili.
  • 3. Riduzione degli errori: Errori come le pagine 404 (pagina non trovata) o i 500 (errore del server) sono come strade interrotte nella tua città digitale. Impediscono la navigazione e danneggiano la fiducia dell’utente. 

Un servizio di hosting stabile e al passo con i tempi, come SiteGround, può fare la differenza, garantendo al tuo sito ottime prestazioni in quanto a velocità ed esperienza di navigazione senza intoppi.

Una volta assicurate delle solide fondamenta, potrai iniziare a migliorare l’architettura del tuo sito per renderlo ancora più attraente agli occhi di Google:

  • La sitemap XML è la mappa che aiuta Google a trovare ogni pagina del tuo sito, fondamentale per la corretta indicizzazione 
  • Il file robots.txt, sempre essenziale all’indicizzazione, indica invece ai crawler dove possono o non possono entrare.
  • Architettura del sito: pagine collegate in modo logico, menu chiari, link interni coerenti, contenuti strutturati in categorie, sottocategorie e pagine correlate. Tutto aiuta i crawler a orientarsi.
  • Dati strutturati: utilizza il format schema.org per far si che i tuoi contenuti siano facili da capire per Google e per aumentare le probabilità che vengano mostrati nei cosiddetti rich snippet.
  • I backlink interni aiutano Google a capire quali contenuti sono collegati e quali sono più importanti.
  • Organizzare i contenuti in cluster tematici significa creare gruppi di articoli o pagine legati a uno stesso argomento principale. Questo viene interpretato come un segnale di competenza e autorevolezza.

Se vuoi saperne di più riguardo i meta dati e l’uso dei meta tag per l’ottimizzazione della SEO, puoi approfondire leggendo il nostro articolo.

Valorizza quello che scrivi: la SEO on-page

Adesso che abbiamo visto come prenderci cura delle fondamenta con la SEO tecnica, passiamo alla SEO on-page, cioè all’interno della pagina stessa che stiamo cercando di ottimizzare.

Anche se la selezione delle parole chiave – e la loro inclusione nei contenuti – è un requisito cardine, da sole non bastano a far germogliare la visibilità di una pagina.

Tutto comincia dal capire cosa vuole davvero sapere chi digita una frase nella barra di ricerca. Come menzionavamo prima, saper interpretare l’intento di ricerca ci serve a capire che tipo di contenuti proporre per le varie parole chiave. Vediamo degli esempi di contenuto per ciascuno degli intenti con la stessa parola chiave “caffè artigianale”.

  • Informativo: Articolo blog “Cosa significa davvero caffè artigianale? Una guida per intenditori”
  • Commerciale: Lista comparativa “I 7 migliori caffè artigianali da provare nel 2025 (secondo veri baristi)”
  • Transazionale: Pagina prodotto “Miscela Intensa – 250g di caffè arabica artigianale”
  • Navigazionale: Home ottimizzata per “Caffè Artigianale [Nome brand]”

Considerando questi intenti potremo scrivere il contenuto secondo tre direttive:

  • Tipo di contenuto: Cosa si aspetta l’utente? Un articolo, una pagina prodotto, una lista di paragone?
  • Formato: Quello più utile a risolvere i dubbi dell’utente per l’intento specifico: un elenco, un confronto, una top 10, una recensione, o una guida dettagliata?
  • Angolazione: Il dettaglio che nessun altro offre, che mette in chiaro i veri dubbi del lettore.

Ora che abbiamo capito l’essenza, passiamo alla forma.

TitoloDeve attirare lo sguardo, incuriosire, far fermare chi passa. Usa la parola chiave principale, magari una o due varianti, ma resta naturale. Massimo 60 caratteri, così che Google lo mostri tutto, senza tagliarlo come una frase interrotta a metà.
Meta descrizioneEntro 155 caratteri, spiega perché vale la pena cliccare. Usa un tono attivo, diretto, con una call-to-action chiara. Niente keyword stuffing.
URLBreve, chiaro, denso di significato. Elimina parole inutili, lascia solo l’essenziale.
Per esempio, non: /blog/guida-aggiornata-2025-caffe-arabica-come-fare-scegliere-il-migliore
Molto meglio: /blog/guida-caffe-arabica
StrutturaSpezza il testo, fai respirare il lettore con titoli e sottotitoli ben organizzati, paragrafi brevi, elenchi puntati. Aiuta l’occhio e l’attenzione a trovare rapidamente ciò che serve.
ImmaginiDovrebbero avere una funzione narrativa, non solo estetica. Usa screenshot, esempi reali, scatti originali. Salvale in formato .webp, leggero e ottimizzato, e rinominale con parole chiave descrittive. Il testo ALT è il tuo modo per raccontare a chi non può a visualizzare l’immagine (e all’algoritmo) cosa rappresenta.
Link interniCollega le tue pagine tra loro con ancore descrittive e pertinenti. 
Non: Clicca qui
Meglio: Leggi la guida completa alle migliori varietà di caffè
Parole chiaveDevono fondersi con il testo, scorrere insieme alla narrazione. Inseriscile nei punti chiave (titolo, H1, paragrafi iniziali), ma senza forzature.

Migliora la tua reputazione: la SEO off-site

Il prossimo step nella SEO comprende tutto quello che non vive tra le mura del tuo sito, ma piuttosto nel mondo virtuale al di fuori. La SEO off-page riguarda la reputazione di un sito, ciò che gli altri raccontano di noi.

Google misura questa reputazione attraverso i backlink, i collegamenti da altri siti al tuo. Ogni link funge da raccomandazione, da attestato di fiducia. Più autorevoli sono le voci che parlano di te, meglio per il tuo posizionamento.

Ma attenzione: i link autentici si guadagnano con contenuti che valgono e risorse che risolvono problemi. Per poter incoraggiare gli altri siti a linkarti, usa questa strategia:

  • Crea risorse linkabili: strumenti gratuiti, infografiche, statistiche, guide approfondite.
  • Collabora con partner del tuo settore: blogger, riviste di nicchia, creatori di contenuti.
  • Cerca pertinenza, non solo visibilità: un link da un sito affine al tuo argomento è molto meglio di dieci link fuori tema.
  • Controlla traffico e autorevolezza: se un sito riceve visite reali, viene citato spesso, ha una buona reputazione online, allora vale la pena essere menzionati lì.

Ricorda che la SEO off-site richiede una struttura solida a sostenerla. Prima assicurati di avere una buona SEO tecnica e SEO on-page, poi passa all’off-site.

Errori comuni da evitare quando fai SEO da solo

Fare SEO senza l’intervento di esperti è certamente possibile, ma ogni passo richiede attenzione, e basta poco per perdersi. La buona notizia è che molti degli errori più gravi sono evitabili. Passiamo in rassegna alcuni degli errori che vediamo più spesso in chi sta curando da solo la SEO del proprio sito:

  1. Riempire le pagine con le stesse parole chiave in ripetizione, senza logica e senza pietà per il lettore. Google sa riconoscere un contenuto pensato per gli algoritmi e non per gli esseri umani, e penalizza i contenuti gonfiati di troppe keywords.
  2. Ignorare l’intento di ricerca: I contenuti che non rispondono a ciò che l’utente sta davvero cercando sono pessimi per apparire nei risultati e mostrano ai lettori che non hai interesse per loro.
  3. Dimenticare la tecnica: Una pagina lenta, piena di errori, senza struttura chiara o senza versioni mobile è un invito al fallimento. Se Google fatica a leggere il tuo sito, non lo mostrerà. E se l’utente si innervosisce dopo due secondi, se ne andrà.
  4. Scordarsi di analizzare i propri risultati. Fare SEO senza controllare i risultati è come navigare senza bussola. Strumenti come Google Search Console, Google Analytics, Ahrefs o SEMrush esistono per un motivo. Usali, guarda cosa funziona, cosa no, a cosa rispondono bene gli utenti. E migliora.
  5. Voler tutto e subito. I frutti della SEO arriveranno e saranno duraturi, basta avere pazienza e costanza.

Gli ultimi consigli per ottimizzare un sito per la SEO

Come abbiamo visto in questo articolo, la SEO non è un trucco, è una costruzione paziente. Richiede contenuti chiari, struttura solida, performance tecniche impeccabili. 

Tutto questo può diventare molto più semplice se scegli gli strumenti giusti. Il Website Builder di SiteGround è pensato proprio per questo: ti aiuta a creare un sito già ottimizzato per la SEO, anche se non sei un esperto di codice o design.

Grazie alla scrittura assistita da intelligenza artificiale, puoi generare sezioni del tuo sito che siano non solo ben scritte e strutturate per la massima leggibilità. E sotto la superficie, l’infrastruttura dell’hosting SiteGround garantisce velocità di caricamento elevate, sicurezza avanzata e una stabilità che non ti abbandona nei momenti cruciali.

In altre parole: contenuto e contenitore lavorano finalmente insieme. Se vuoi davvero che il tuo sito emerga tra i risultati di ricerca, inizia con un sistema che ti offre le fondamenta tecniche già pronte – così tu potrai concentrarti su ciò che conta davvero: raccontare la tua storia, nel modo più efficace possibile.

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Newsletter: Cosa sono, come funzionano e come crearle

illustrazione della creazione di una newsletter

Possiamo immaginare una newsletter come un filo di seta che collega la tua attività ai pensieri giornalieri dei tuoi clienti. Non si tratta di un’email una tantum, ma di un punto di contatto che si rinnova nel tempo, pensato per informare, ispirare o vendere, creando una relazione diretta e duratura con chi ti ha scelto.

Le newsletter ti permettono di parlare direttamente al tuo pubblico, nel momento giusto e con il messaggio giusto, costruendo fiducia, autorevolezza e portando a risultati concreti.

In questa guida ci immergiamo quindi nel mondo delle newsletter, scoprendo cosa sono, come funzionano e come crearle in modo strategico, dalla scelta degli strumenti fino all’analisi delle performance. Che tu stia iniziando ora o voglia migliorare le tue campagne esistenti, troverai suggerimenti pratici, esempi reali e consigli mirati per fare la differenza nella tua comunicazione.

Cos’è una newsletter

Una newsletter è una forma di email di marketing periodica inviata agli iscritti di una lista email – con un’iscrizione che avviene solitamente tramite un modulo sul sito web. Lo scopo di una newsletter è informare, aggiornare o mantenere il contatto con i clienti, i potenziali clienti o una community interessata a un determinato argomento.

A differenza delle email transazionali – quelle che confermano un ordine o segnalano un cambio dati nell’account – o delle email di recupero carrello, pensate per stimolare una vendita non conclusa, la newsletter ha uno scopo relazionale. Racconta, informa, coinvolge.

Per esempio, un brand di cosmetici potrebbe inviare una newsletter ogni due settimane con consigli di bellezza stagionali, storie sugli ingredienti usati nei prodotti e tutorial o contenuti educativi.

Altro aspetto da tenere a mente è che la newsletter viene sì inviata a una porzione ampia della lista contatti, ma grazie alla segmentazione può (e dovrebbe!) essere personalizzata in base ai fattori demografici degli iscritti o ai loro interessi. In questo modo, ogni destinatario riceve un contenuto più rilevante, più vicino a sé.

Insomma, le newsletter rappresentano uno strumento di relazione, un canale per costruire fiducia, trasmettere valore e – nel tempo – trasformare un lettore in un cliente fedele.

A cosa serve una newsletter

Una newsletter serve a informare, coinvolgere e fidelizzare i tuoi clienti. Essendo uno strumento di comunicazione diretto, potente e soprattutto misurabile, può trasformarsi in un vero e proprio alleato strategico per il tuo business. Vediamo come.

Innanzitutto, una newsletter informa. È il mezzo ideale per aggiornare i tuoi iscritti su novità aziendali, lanci di nuovi prodotti, aperture di nuovi punti vendita, ma anche saldi stagionali e modifiche a termini e condizioni.

Ma attraverso una newsletter, il suo tono di voce, la sua grafica, la scelta dei contenuti, puoi comunicare la tua identità di brand, i tuoi valori, il tuo modo di lavorare. Racconta il dietro le quinte della tua attività, condividi la tua visione, rispondi ai dubbi più frequenti dei clienti. Tutto questo crea un rapporto autentico, umano, che nel tempo si trasforma in fiducia.

Un cliente che si sente compreso, valorizzato, ascoltato è molto più propenso ad acquistare di nuovo, a parlare bene di te, a restare.

Un altro grande vantaggio è che le newsletter, come dicevamo, sono misurabili.

Il click-through-rate, l’open rate, e tutte le altre metriche digitali relative all’email marketing ti permettono di capire cosa funziona e cosa no e affinare le tue strategie per migliorare le performance delle tue campagne nel tempo.

Come creare una newsletter

Per creare una newsletter efficace avremo bisogno di una strategia chiara, un design curato e contenuti pensati per coinvolgere il pubblico giusto al momento giusto. Ad ogni dettaglio – dalla lista dei contatti fino all’oggetto dell’email – va dato il giusto peso.

In questa sezione ti guideremo passo dopo passo attraverso tutti gli elementi fondamentali per progettare e realizzare una newsletter di successo: dalla scelta della piattaforma e la segmentazione del pubblico, alla scrittura dei contenuti, fino all’analisi dei risultati. 

Lista riassuntiva su come creare una newsletter. I passi menzionati sono: Scegli la piattaforma giusta, crea una buona mailing list, crea un calendario, scrivi i contenuti, scegli il design, ispirati da altre newsletter, programma gli invii, analizza e perfeziona.

1. Scegli una piattaforma di email marketing

Il primo passo per creare una newsletter di qualsiasi tipo è scegliere la giusta piattaforma di email marketing. Questo è uno strumento indispensabile che ti permetterà di gestire gli invii, creare i contenuti, automatizzare le comunicazioni e analizzare i risultati.

Sceglierne una è un po’ come scegliere un compagno per un lungo viaggio. Deve essere affidabile, intuitiva, e in grado di crescere con te. Ecco cosa valutare:

  • Facilità d’uso: Scegli una piattaforma intuitiva, con interfacce chiare e un buon supporto clienti, anche per chi non è un esperto. Creare una newsletter non deve diventare un lavoro a tempo pieno.
  • Personalizzazione: Verifica che la piattaforma offra modelli personalizzabili, possibilità di aggiungere il tuo logo, modificare colori, font e layout per creare un’esperienza coerente con la tua identità di brand.
  • Automazioni: È indispensabile che la piattaforma ti permetta di creare workflow automatici per risparmiare tempo e aumentare l’efficacia.
  • Scalabilità: Anche se inizi in piccolo, devi poter pensare in grande. Scegli uno strumento che possa crescere con la tua lista contatti, supportando volumi sempre maggiori. 
  • Funzionalità report e analisi: Aperture, click, disiscrizioni, tasso di conversione – ogni dato è un tassello per migliorare.
  • Conformità normativa al GDPR (per l’Europa) e al CAN-SPAM (Stati Uniti). Una buona piattaforma offre strumenti per la gestione del consenso, link di disiscrizione obbligatori, e il tracciamento del comportamento degli utenti nel rispetto della privacy.
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2. Crea una mailing list di qualità

Una newsletter efficace nasce da una mailing list di qualità. Non si tratta di avere tanti contatti, ma di avere utenti realmente interessati ai tuoi contenuti, ai tuoi prodotti o servizi. 

Una lista troppo generica, con contatti non coinvolti o addirittura disinteressati, può danneggiare la tua reputazione online. Questo significherebbe un aumento delle disiscrizioni, un calo dei tassi di apertura, o addirittura la segnalazione delle tue mail. Se ti interessa un approfondimento su come evitare di finire nella cartella spam, ti consigliamo di fare un salto a leggere l’articolo linkato.

Ecco come costruire una mailing list solida e sostenibile nel tempo:

  • Integra un modulo di iscrizione nel tuo sito, in modo che gli utenti realmente interessati si iscrivano alla tua lista email. Puoi chiedere al tuo sviluppatore oppure usare plugin WordPress gratuiti come quello per la lead generation di SiteGround.
  • Offri un incentivo di valore in cambio del suo tempo e della sua fiducia. Per esempio uno sconto sul primo acquisto, una guida gratuita, l’accesso anticipato a prodotti o eventi o contenuti esclusivi riservati agli iscritti.
  • Usa il double opt-in: dopo l’iscrizione sul sito l’utente riceve un messaggio di conferma per completare l’iscrizione. Questo processo assicura l’interesse genuino degli iscritti e riduce errori, iscrizioni fittizie e reclami.
  • Non comprare mai liste email. Spesso si tratta di contatti non profilati, che non hanno dato il consenso esplicito, e che potrebbero segnalarti come spam. Rischi danni alla reputazione del dominio, penalizzazioni e zero risultati concreti.
  • Raccogli iscrizioni anche offline. Per esempio nel tuo negozio fisico, con un tablet o un modulo cartaceo, durante eventi o fiere, nei webinar o workshop che organizzi, magari con un form da compilare alla fine della sessione.
  • Mantieni la lista pulita e aggiornata. Rimuovi periodicamente i contatti inattivi, correggi gli indirizzi errati, e segmenta gli utenti in base ai loro comportamenti (acquisti, aperture, click).
  • Offri sempre la possibilità di disiscriversi in link o bottoni chiari. Non solo è obbligatorio per legge, ma mantiene anche una buona qualità della lista e mostra rispetto per gli iscritti. Lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, per esempio, include il bottone di disiscrizione automaticamente in tutte le mail.

3. Crea un calendario

Una newsletter di successo ha bisogno di pianificazione attenta. Creare un calendario editoriale ti aiuta a mantenere la coerenza, a evitare sovrapposizioni con altre attività di marketing e a offrire contenuti realmente utili, nel momento giusto. Vediamo come costruirlo.

1. Segna date e momenti chiave importanti per il tuo business, come festività rilevanti (Natale, Pasqua, Black Friday, saldi stagionali), eventi aziendali (lanci di prodotti, anniversari, promozioni speciali), e scadenze significative (fine campagne, chiusure, cambi di orario).

2. Mappa il percorso del cliente, le tappe che un potenziale cliente attraverserà prima di acquistare e dopo. In base a queste, determina che tipo di comunicazione può accompagnarlo in ogni fase.

Illustrazione che rappresenta le tappe del customer journey. Sono: awareness, consideration, decision, onboarding ed education, upsell e cross-sell, retention, loyalty, advocacy, re-engagement

3. Coordina le newsletter con gli altri canali: assicurati che il tuo calendario sia allineato con il piano editoriale del blog, dei social media, e di eventuali annunci pubblicitari o promozioni. Ad esempio, se stai lanciando una nuova collezione, puoi pubblicare un teaser sui social, un articolo sul blog che approfondisce il concept, e infine inviare una newsletter esclusiva agli iscritti con un’anteprima o un codice sconto.

4. Decidi la frequenza giusta. Non esiste una regola universale, ma per iniziare, una o due volte al mese è un buon punto di partenza. Se hai molto da raccontare, invece puoi valutare una frequenza settimanale o bisettimanale. L’importante è essere costanti, senza risultare invadenti.

4. Scrivi i contenuti

In una buona newsletter, ogni parola deve avere il suo peso, ogni elemento la sua funzione: attrarre, coinvolgere, convertire. Se vuoi approfondire come scrivere una mail che venga davvero letta puoi leggere il nostro articolo, ma qui di seguito facciamo un sunto dei punti salienti:

  • L’oggetto, la tua prima (e forse unica) occasione per catturare l’attenzione e convincere l’utente ad aprire. Usa un tono diretto, curioso, magari con una domanda o una promessa chiara. Evita frasi generiche come “Newsletter di luglio”.
  • Il corpo deve rispondere ai bisogni reali del tuo pubblico. Cosa interessa agli iscritti? Cosa può migliorargli la vita o il lavoro? Usa un linguaggio sincero e amichevole, ma sempre personalizzato per i vari segmenti. Ricorda che le piattaforme di email marketing migliori, come lo strumento di SiteGround, integrano funzionalità AI per aiutarti a scrivere con il tono giusto.
  • Mantieni la struttura immediata con paragrafi brevi, punti elenco e uso sapiente del grassetto.
  • CTA ben visibile, chiara e irresistibile. Tieni sempre a mente il suo obiettivo – scoprire un prodotto, leggere un articolo, iscriversi a un evento. Usa verbi d’azione e formule persuasive per invitare a queste azioni: “Scopri l’offerta”, “Leggi la guida completa”, “Prenota ora il tuo posto”.
  • Stile e tono devono riflettere il tuo brand: il linguaggio, il tono, la firma finale devono tutti mostrare coerenza.
  • Usa i link per assicurarti che ogni newsletter sia un ponte verso i tuoi contenuti: articoli del blog, schede prodotto, eventi, pagine di atterraggio, profili social. I link devono essere ben posizionati, le icone social visibili (magari nel footer), e ogni collegamento deve portare a una pagina coerente con quanto annunciato.
  • Non dimenticare mai di includere il link per disiscriversi in fondo all’email. Non solo è un obbligo legale, ma anche un gesto di trasparenza che aumenta la tua credibilità.

5. Scegli un design per la tua newsletter

Adesso che hai degli ottimi contenuti che informano, devi trovare un design che catturi lo sguardo. Come tutto il resto, anche il design della tua newsletter deve essere coerente con l’identità visiva del tuo brand, riconoscibile a colpo d’occhio, e allo stesso tempo piacevole da leggere su ogni dispositivo.

  • Scegli una palette coerente con i colori del tuo logo, del tuo sito, del tuo universo visivo. Non serve esagerare: due o tre colori bastano per creare riconoscibilità e guidare l’occhio. Ricorda di usare un buon contrasto per mettere in evidenza titoli, CTA, o promozioni.
Illustrazione schematica che mostra 4 esempi dove il contrasto tra sfondo e caratteri non è sufficiente e altri 4 dove il contrasto è sufficiente.
  • Il layout e le forme contano sia per mantenere la coerenza visiva che per far respirare il contenuto. Distribuisci bene gli spazi vuoti, inserisci margini generosi.
  • Usa una selezione di font costante tra le varie mail, e stabilisci una gerarchia visiva chiara. 
  • Aggiungi immagini o illustrazioni solo se rafforzano il messaggio, evitando di appesantire: ogni elemento visivo deve avere uno scopo, non solo un ruolo decorativo.
  • Mobile first: oltre il 60% delle email viene aperto da smartphone. Il design deve quindi essere responsive, con testi leggibili anche su schermi piccoli, immagini leggere e ridimensionabili, pulsanti ben distanziati e facilmente cliccabili con un dito. Anche questa funzionalità è automaticamente integrata nell’Email Marketing di SiteGround.

6. Prendi ispirazione da altri esempi di newsletter

A volte, il modo migliore per capire come strutturare una newsletter efficace è osservare chi lo sta già facendo bene. Analizzare esempi concreti di email marketing ti permette di cogliere spunti di design, tono, organizzazione dei contenuti e approccio narrativo. Di seguito trovi tre newsletter realizzate con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, ciascuna con una personalità distinta e un obiettivo chiaro.

screenshot di una newsletter di aggiornamento per il mondo del design digitale

Questa è una newsletter pensata per chi lavora nel mondo del digitale e vuole restare aggiornato. Il design vivace e accattivante cattura l’attenzione fin dal primo scroll, mentre il contenuto è curato e immediatamente utile: suggerimenti tecnici, strategie SEO e nuove tendenze (come la ricerca vocale o la grafica 3D) sono organizzati con chiarezza e accompagnati da CTA efficaci. Ottimo esempio di come un contenuto informativo possa essere reso coinvolgente grazie a un layout semplice ma dinamico.

screenshot di una newsletter educativa sull'interior design

Ecco un esempio raffinato di contenuto educativo. Il tono è più morbido e descrittivo, perfetto per un pubblico interessato all’interior design. Il layout è pulito, con sezioni ben distinte e un uso equilibrato delle immagini. Ogni parte della newsletter accompagna il lettore in un viaggio a tre tappe, dimostrando come una struttura ordinata possa valorizzare un contenuto ricco senza appesantirlo.

screenshot di una newsletter che mostra un catalogo di borse

Questa newsletter adotta un approccio narrativo visivo: colori forti, fotografie ben scelte e un copy semplicissimo e diretto. Ogni sezione è costruita attorno a un prodotto specifico, con descrizioni brevi ma persuasive e punti elenco che evidenziano i benefici reali per l’utente. La coerenza visiva e la ripetizione strategica delle CTA guidano il lettore lungo un percorso fluido, senza frizioni.

7. Programma gli invii

Anche la miglior newsletter, se spedita nel momento sbagliato, può perdersi nella casella di posta: la tempistica è una componente essenziale. Usa gli strumenti statistici, il buon senso e l’osservazione per capire quando il tuo pubblico può e vuole essere raggiunto.

Nel B2C, per esempio, i tassi di apertura tendono a salire intorno alla pausa pranzo o nel tardo pomeriggio e sera, quando le persone staccano dal lavoro e controllano il telefono.
Se fai marketing nel mondo B2B, invece, conviene restare entro l’orario lavorativo: le ore centrali della giornata funzionano bene, mentre è sconsigliato inviare nel weekend, quando le caselle di posta aziendali vengono spesso ignorate.

I giorni centrali della settimana, come martedì, mercoledì e giovedì, si rivelano spesso i più efficaci, mentre il lunedì è troppo carico e il venerdì troppo distratto.

Ciò non toglie che ogni pubblico abbia le sue abitudini. È qui che entrano in gioco i test A/B. Invia lo stesso contenuto in due orari diversi a due segmenti simili della tua lista, e osserva quale performa meglio. In poco tempo, potrai costruire un programma orario su misura per i tuoi lettori.

Una volta stabilito l’orario, è fondamentale pensare all’ automatizzazione delle sequenze, per non dover inviare manualmente le mail. Puoi (e dovresti) creare flussi automatizzati che seguano il viaggio del cliente. Per esempio:

  • Mail di benvenuto subito dopo l’iscrizione,
  • Reminder dopo qualche giorno senza interazione,
  • Contenuti di valore dopo un acquisto per rafforzare il legame.
  • Promozioni, offerte e inviti stagionali secondo il calendario eventi

8. Analizza i dati e aggiusta il tiro

Una newsletter ben costruita non si esaurisce con l’invio. È solo l’inizio del dialogo.
Ed è attraverso l’analisi che possiamo capire se quel dialogo ha davvero preso vita.

Una volta che avrai una mailing list valida, un calendario completo, un programma automatizzato per inviare newsletter con contenuti interessanti e un design seducente, sarà arrivato il momento di lavorare sui dettagli. Per migliorare, dovrai osservare, ascoltare, misurare, leggere i segnali di chi apre – o ignora – le tue email.

Comincia con le metriche di email marketing fondamentali:

  • Tasso di apertura: quante persone hanno aperto l’email? È un indicatore della forza dell’oggetto e del momento di invio.
  • Click-through rate (CTR): quante hanno cliccato sui link? Questo ti dice se il contenuto ha suscitato interesse.
  • Tasso di rimbalzo: quante email non sono arrivate a destinazione? Un tasso alto può indicare una lista poco curata.
  • Tasso di conversione: quanti hanno compiuto l’azione desiderata (acquisto, iscrizione, download)? È il dato che più direttamente riflette l’efficacia della tua newsletter e delle CTA.

Ma per ottenere qualcosa di concreto, dovrai stabilire traguardi misurabili e confrontare i tuoi dati. Potresti utilizzare i benchmark del settore, o stabilire i tuoi propri obiettivi a seconda delle tue performance passate. Per esempio, aumentare le aperture del 10% nei prossimi tre mesi, o magari raddoppiare i click rispetto alla campagna precedente.

Ogni dato raccolto è una finestra sul comportamento del tuo lettore, e ti permette non solo di perfezionare i contenuti (CTA, oggetto, argomento), ma anche di capire se stai comunicando troppo spesso (potrebbe essere questo il caso se ricevi molte disiscrizioni) o di segmentare ulteriormente il tuo pubblico.

Infine, non dimenticare i test A/B, tuoi alleati più preziosi. Cambia un elemento alla volta – un oggetto, un’immagine, un giorno della settimana – e scopri cosa funziona davvero, con metodo e pazienza. Tenendo a mente degli obiettivi chiari, potrai capire se stai avanzando nella direzione giusta.

Consigli finali per creare una newsletter efficace

In questo articolo abbiamo visto cos’è una newsletter, cosa la distingue da altri tipi di email marketing, e come crearne una efficace attraverso la scelta di piattaforma, calendario, contenuti, design, automatizzazioni e analisi. E abbiamo visto come non è solo questione di strumenti, ma di intenzione, di osservazione e di cura.

Ogni newsletter inviata deve offrire valore, coerenza e rispetto per l’attenzione di chi ti legge, quindi prima di concludere, ecco alcuni consigli da tenere sempre a mente:

  • Pensa come il tuo lettore: entra nella sua giornata, nei suoi dubbi, nei suoi desideri. Offrigli qualcosa che valga davvero il tempo speso a leggerti.
  • Non temere di sperimentare: il bello del digitale è che tutto si può misurare, testare, migliorare. Ogni errore è un passo avanti, se sai cosa farne.
  • Punta sempre alla qualità: nella grafica, nei testi, nei contenuti. Una newsletter ben fatta è uno specchio della tua professionalità.

Se hai bisogno di uno strumento solido, intuitivo e completo per iniziare (o migliorare) la tua strategia, puoi provare lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, pensato per semplificare ogni fase, dalla creazione delle newsletter all’analisi dei risultati.

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NOTA: Questo articolo è stato pubblicato originariamente il 07/08/2020 da un autore diverso. È stato successivamente aggiornato, rivisto e ripubblicato da un altro autore per riflettere le informazioni più recenti.