Cybersquatting: cos’è e come difendere il tuo dominio

illustrazione che mostra un indirizzo web con un lucchetto e una password occultata a simboleggiare sicurezza

Per la maggior parte delle persone, creare un brand e trovare il nome perfetto è un po’ come la favola di Riccioli d’Oro e i tre orsi. Un nome è troppo lungo, un altro non suona bene, un altro è troppo serio, un altro non è abbastanza memorabile. Richiede tempo, creatività, energie e moltissimo brainstorming. Motivo per cui è estremamente frustrante quando finalmente troviamo l’equilibrio giusto con il nome perfetto, solo per scoprire che qualcuno ci ha battuto sul tempo e ha già occupato il dominio. 

Peggio ancora, a volte non si tratta di un’azienda legittima, ma di un terzo che offre di cedere il dominio per migliaia di euro. Oppure può accadere che, con un’attività già avviata e un dominio consolidato, scopriamo che qualcuno sta usando una versione leggermente diversa del nostro dominio per attirare i nostri clienti su un sito falso. Tutto questo è parte del frustrante mondo del domain squatting, anche conosciuto come cybersquatting.

E attenzione a non commettere l’errore di pensare che questi siano problemi solo per le grandi aziende. Al giorno d’oggi, i domain squatters sono più rapidi e astuti che mai, e possono rappresentare una minaccia anche per le piccole imprese, che spesso non hanno risorse per affrontare lunghe battaglie legali. La chiave è invece giocare d’anticipo e acquisire le conoscenze necessarie per prevenire questi rischi.

Questa guida ti spiega tutto ciò che serve nel contesto attuale: cos’è davvero il domain squatting, cosa non lo è, quali passi intelligenti puoi fare subito per proteggere la tua attività e come agire se necessario. Così, sarai pronto a difendere il tuo brand senza sorprese e a far crescere la tua presenza digitale in sicurezza.

Punti chiave:

  • Cos’è il cybersquatting: Quando qualcuno registra un dominio identico o simile ad un brand con l’obiettivo di ingannare utenti, rivendere il dominio o sfruttarne la reputazione.
  • Come riconoscerlo: Se c’è intenzione di creare confusione, sottrarre traffico o ricattare economicamente, non si tratta di una coincidenza ma di squatting.
  • Tipologie più comuni: Typosquatting, name-jacking, combosquatting e reverse-cybersquatting, tutte varianti che possono danneggiare brand e clienti.
  • Perché è un problema serio: Il cybersquatting può confondere gli utenti, indebolire la reputazione, generare costi elevati e rallentare la crescita del brand, soprattutto per PMI e professionisti.
  • Come proteggersi e reagire: Agire in anticipo registrando marchio e domini chiave, usare strumenti di sicurezza del registrar, monitorare il web e, se necessario, negoziare o avviare procedure UDRP o presso il Registro .it per recuperare un dominio.

Cos’è il cybersquatting?

Il cybersquatting, noto anche come domain squatting, è l’occupazione abusiva di un dominio web. Nasce quando qualcuno registra il dominio di un marchio, di un’azienda o di un prodotto già esistente (o un dominio molto simile) con lo scopo di ingannare potenziali clienti.

In molti casi questi registranti attendono che il proprietario del marchio li contatti e provi a comprare il dominio a un prezzo gonfiato, oppure lo usano per intercettare traffico destinato al vero sito. Per chi gestisce un’attività, piccola o grande che sia, è un’intrusione spiacevole e talvolta dispendiosa in quanto a tempo e denaro.

Per evitare battaglie legali inutili, però, è importante distinguere questo comportamento da un normale conflitto di nomi o casi di domaining. Il cybersquatting richiede l’intenzione di agire in mala fede. Senza questo, non c’è abuso. È possibile che qualcuno registri un dominio che coincide con il tuo brand per ragioni assolutamente legittime, come un’attività pre-esistente o un progetto personale. 

Esiste anche una categoria professionale perfettamente lecita, quella dei domain investor, che acquistano domini generici e altamente brandizzabili come si farebbe con terreni edificabili.

La linea di confine, quindi, è sempre l’intento. Se un dominio viene registrato per ostacolare un marchio, sottrarre traffico, creare confusione o rivenderlo al legittimo titolare con un margine indebito, ci troviamo di fronte al cybersquatting. 

Se invece il dominio è generico, non richiama in modo diretto un marchio registrato e non c’è tentativo di inganno o estorsione, siamo nel territorio del domaining. E quando il nome coincide con un brand per puro caso, la questione è solo una sfortunata sovrapposizione.

I tipi di cybersquatting

Il cybersquatting può assumere molte forme diverse e conoscerle aiuta a captare subito un potenziale abuso e a capire quanto può danneggiare il tuo brand.

schema che riassume i 4 tipi di cybersquatting utilizzando gli esempi riportati in seguito dall'articolo

1. Typosquatting

Il typosquatting si basa sugli errori di digitazione: un “typo” è un errore di battitura in ingelse. Il truffatore registra un dominio quasi identico all’originale, contando sul fatto che gli utenti sbaglino una lettera o invertano due caratteri. L’obiettivo è catturare traffico destinato al sito autentico o spingere l’utente verso contenuti ingannevoli.

Un esempio fittizio rende la dinamica immediata: immaginiamo che la tua azienda utilizzi il dominio casalelimoncello.it. Un typosquatter potrebbe registrare casalelimoncelli.it o casalemoncello.it, cambiando appena l’ordine delle lettere. Chi digita velocemente finisce sulla copia e il malintenzionato guadagna visibilità non sua.

2. Name-jacking

Nel name-jacking il dominio sfrutta il nome di una persona reale ed è quindi un’appropriazione di identità digitale. Si registra un dominio che coincide con il nome di una figura riconoscibile, spesso una celebrità o un professionista, per sfruttarne la reputazione o influenzarne il pubblico.

Immaginiamo una consulente chiamata Sara Donelli, conosciuta nel suo settore. Un caso di name-jacking sarebbe qualcuno che registri saradonelli.it senza alcuna relazione con lei, ma pubblichi contenuti che lasciano intendere che si tratta proprio della consulente.

3. Combosquatting

Il combosquatting aggiunge una parola al nome del marchio per creare un dominio che appare plausibile, quasi ufficiale. Il dominio non è dunque identico, ma sembra comunque legittimo a occhi distratti.

Facciamo un altro esempio con un hotel fittizio il cui sito è villaperotti.it. Un attore in mala fede potrebbe registrare villaperotti-hotel.it. Per un utente di passaggio, potrebbe sembrare un’estensione naturale del sito originale.

4. Reverse-cybersquatting

Il reverse-cybersquatting è l’inversione del copione. Qui è un’azienda fittizia che tenta di sottrarre un dominio legittimo a chi lo possiede, sostenendo in modo improprio che si tratti di cybersquatting.

Per esempio, mettiamo che un freelance registri il dominio maestrale.it per un progetto personale. Qualcuno potrebbe registrare una nuova azienda chiamata Maestrale e tentare di ottenere quel dominio accusandolo di squatting, pur sapendo che il registrante lo usava ben prima e senza alcun intento ingannevole.

Le conseguenze del domain squatting

Quando qualcuno si impossessa del dominio che coincide con il tuo nome o lo imita con successo, il danno può essere notevole. Il domain squatting:

  • Confonde i clienti
  • Altera la percezione del brand, creando una frattura tra ciò che vuoi comunicare e ciò che gli utenti vedono
  • Erode la reputazione e la fiducia nel tuo brand
  • Implica costi non sostenibili
  • Causa perdite di tempo sostanziose

Il cybersquatting ha quindi conseguenze non solo immateriali (danni al branding) ma anche tangibili (sprechi di tempo e denaro). Questo è perchè a volte lo squatter mira a contrattare una somma sorprendentemente alta per farti riottenere ciò che rappresenta te o la tua attività. Per una piccola impresa, una startup o un professionista che sta costruendo la propria presenza online, questi costi possono essere invalidanti.

Quando le pretese diventano eccessive, l’unica strada è muoversi sul piano legale. Ma le procedure di questo genere richiedono tempo e attenzione, due risorse che un’azienda giovane preferirebbe investire in crescita. Nel frattempo il tuo pubblico rimane disorientato e può convincersi che il tuo brand non sia affidabile.

In sintesi, il domain squatting è un rallentamento sostanzioso proprio nel momento in cui il tuo marchio potrebbe iniziare a espandersi.

Legislazioni anti-cybersquatting

In Italia esistono diversi strumenti normativi che mirano a proteggere i marchi, i nomi aziendali e le identità digitali dagli abusi di cybersquatting. Non siamo avvocati e non possiamo darti consigli legali, ma possiamo spiegarti le principali leggi in modo semplice, così da farti un’idea.

  • Codice della Proprietà Industriale, o CPI (D.Lgs. n. 30/2005)

Il CPI, forse lo strumento più rilevante per proteggere i marchi registrati, definisce i “segni distintivi” (marchio, nome aziendale, logo) e prevede che chi registra un marchio possa vietare ad altri di usare segni simili che creano confusione tra il pubblico, permettendo anche il risarcimento dei danni a chi subisce un abuso di marchio. 

Se qualcuno registra un dominio che viola il tuo marchio, come titolare puoi chiedere l’inibitoria, cioè che il giudice ordini il ritiro e la cessazione del dominio venga.

  • Codice Penale – art. 640 (“Truffa”)

Secondo l’articolo 640 del Codice Penale, la registrazione di un dominio con l’intento di ingannare o di ottenere un profitto illecito può configurare una truffa e può essere punito con la reclusione (da 6 mesi a 3 anni) e una multa.

  • Procedure extragiudiziali

Per i domini con estensione italiana (cioè .it), è previsto un sistema di risoluzione stragiudiziale tramite il Registro .it. 

Se puoi dimostrare che un dominio ti “appartiene” per diritto di marchio o in altri termini, puoi richiederne la riassegnazione presso la Camera Arbitrale di Milano. Questo percorso è spesso più rapido e meno costoso rispetto a una causa civile, ed è pensato proprio per casi di cybersquatting. 

A livello internazionale, se il dominio è .com o altri generici, puoi usare la UDRP (Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy) gestita dalla OMPI-WIPO (World Intellectual Property Organization), per richiedere la cancellazione o il trasferimento del dominio abusivo. 

Insomma, i quadri normativi italiano e internazionale offrono una serie di strumenti per combattere il cybersquatting e proteggere i diritti di marchio. Tuttavia, come già avrai capito, la scelta più efficace, veloce e meno dispendiosa è una strategia preventiva, che vedremo tra poco.

Casi famosi di domain squatting

Il domain squatting non risparmia nessuno. Dalle startup ai colossi internazionali, persino le celebrità ne possono essere vittime. In questa sezione vediamo alcuni degli esempi più curiosi degli ultimi decenni e scopriamo le conseguenze, i costi di recupero e le tempistiche di questi casi di cybersquatting.

Nissan.com
Iniziamo con un caso fortuito di omonimità piuttosto che di cybersquatting. Negli anni ’90, Uzi Nissan registrò nissan.com per il suo negozio di riparazioni di computer. Il marchio di auto, Nissan Motor Corporation, tentò nel corso degli anni di fare pressione legale sul signor Nissan, ma Uzi mantenne legalmente il dominio che, dopo tutto, era il suo nome. 

Madonna.com
Negli anni 2000, un individuo registrò il dominio madonna.com e lo riempì di contenuti espliciti. La popstar presentò un reclamo ai sensi dell’UDRP nel luglio dello stesso anno e vinse la disputa ad ottobre, dopo che furono esposte le evidenti prove di malafede. Il dominio appartiene ancora oggi alla pop star.

MikeRoweSoft.com
Nel 2003, un diciassettenne canadese, Mike Rowe, creò il sito mikerowesoft.com: un nome umoristico, visto che la pronuncia inglese di “Mike Rowe Soft” è identica a “Microsoft”. La multinazionale informatica non apprezzò il gioco di parole e fece ricorso nel 2004, ma dopo aver ricevuto non poca attenzione mediatica, Microsoft ammorbidì la propria posizione e raggiunse un accordo amichevole. Ad oggi, l’indirizzo MikeRoweSoft.com riporta al sito di Microsoft.

Meno amichevole fu invece un caso del 2011, in cui Microsoft vinse la causa contro due uomini che aiutavano terzi a registrare domini che violavano i marchi Microsoft (tramite typosquatting o altri metodi).

Tesla.com
Fino a poco tempo fa, Tesla Motors operava sotto il dominio teslamotors.com anziché tesla.com poiché il dominio era occupato da un tale Stuart Grossman, che nutriva un forte interesse personale per Nikola Tesla e aveva registrato il sito negli anni ‘90. Solo dopo anni di negoziazioni complicate e 11 milioni di dollari, il marchio Tesla riuscì ad acquisire il dominio: una lezione su quanti problemi possa causare arrivare tardi per il dominio perfetto.

Tiktoks.com
Anticipando il successo dell’app TikTok, nel 2020 due australiani registrarono il dominio tiktoks.com, stabilendo un sito di servizi “follow-for-follow”. La società madre di TikTok, ByteDance, offrì loro 145.000 dollari per la cessione del dominio, ma i due rifiutarono. Fu così che ByteDance presentò un reclamo per cybersquatting tramite una commissione amministrativa dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI-WIPO). Il dominio fu trasferito a ByteDance.

Leonardo DiCaprio Foundation
In agosto 2022, l’organizzazione dedicata alla promozione della consapevolezza ambientale lasciò scadere il suo dominio ldcfoundation.org, che fu subito acquisito da un nuovo registrante. A giugno 2023, l’OMPI riconobbe la cattiva fede e restituì il dominio a DiCaprio, ma la controversia era già durata quasi un anno.

Come prevenire il domain-squatting

Quando si parla di domain squatting, la prevenzione è la strategia più efficace. Iniziare a proteggere i tuoi domini nelle prime fasi della costruzione del brand è fondamentale per risparmiarti problemi legali, perdite di traffico e spese inutili.

1. Stabilisci subito la tua brand identity

Proteggere la tua identità di brand è il primo passo per evitare il domain squatting. Ecco come farlo in modo chiaro e concreto:

  • Scegli un nome distintivo: Opta per un nome memorabile, facile da pronunciare e difficile da confondere con altri. Evita nomi troppo generici o descrittivi, che altri potrebbero facilmente imitare o adottare.
  • Verifica la disponibilità del marchio: Prima di innamorarti del nome, controlla che non sia già registrato. In Italia, puoi fare una ricerca attraverso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), oppure verificare i marchi a livello europeo tramite l’EUIPO. 
  • Registra la tua ragione sociale e il marchio: La registrazione del marchio offre una protezione legale solida, ma richiede tempo e risorse. Se non sei pronto per la registrazione, devi comunque formalizzare il nome della tua impresa presso la Camera di Commercio, creando così l’identità ufficiale della tua attività.

Seguire questi passi fin dall’inizio ti mette nella posizione migliore per difendere il tuo dominio e ridurre al minimo i rischi di squatting.

2. Lavora con un registrar affidabile

Affidarsi a un registrar solido, come SiteGround, significa avere strumenti e protezioni che riducono il rischio di domain squatting e furti digitali. Ecco come sfruttare al meglio queste risorse:

  • Attiva la privacy del dominio: Senza protezione, i tuoi dati personali (nome, email, telefono) compaiono nel database pubblico WHOIS. La privacy del dominio li nasconde, proteggendoti da spam, truffe e squatters che monitorano nuove registrazioni.
  • Usa il domain locking: Il blocco del dominio impedisce trasferimenti non autorizzati. È una misura semplice ma efficace per fermare chi tenta di sottrarre il tuo dominio senza permesso.
  • Abilita l’autenticazione a due fattori: Aggiunge un livello extra di sicurezza al tuo account registrar, riducendo il rischio di accessi non autorizzati e potenziali furti del dominio.
  • Supporto clienti sempre disponibile: Affrontare problemi di cybersquatting può essere stressante. Un supporto esperto e attivo 24/7 garantisce un’assistenza rapida per proteggere il brand e mantenere attivo il tuo sito.
screenshot della pagina del registrar di SiteGround

SiteGround offre tutte queste protezioni: privacy gratuita per il primo anno, domain locking, autenticazione a due fattori e supporto dedicato. In più, è una piattaforma completa per la crescita online: registrazione domini, hosting, website builder intuitivo e email professionali, tutto in un unico posto.

3. Blocca i domini chiave

Il passo successivo è ridurre le opportunità per gli squatters e assicurarti che nessuno si approfitti del tuo marchio.

  • Acquista il dominio principale
    Il tuo dominio principale, quello che coincide esattamente con il nome del brand, è la tua base online. Registra e acquista il tuo dominio subito, preferibilmente con estensione .it o .com, le più riconosciute e affidabili in Italia e nel mondo.
  • Registra errori di battitura e varianti comuni
    Gli utenti sbagliano a digitare: inevitabile. Acquistare domini che includono errori di ortografia, plurali o leggere variazioni evita che i visitatori finiscano su siti di squatters o concorrenti. È un piccolo investimento che può salvarti da problemi e traffico perso in futuro.
  • Considera più estensioni (TLD)
    Oltre a .com e .it, valuta altre estensioni come .net, .co, .biz, o specifiche di settore come .tech o .store. Registrare il nome su più TLD blocca gli squatters e ti offre flessibilità per campagne marketing future o nuove linee di business.
screenshot dal registrar di SiteGround, dove viene mostrato il dominio richiesto "ildominioperfetto.it" e tutte le varianti con altre estensioni come .com .eu .net .org .blog .agency, etc

4. Prendi il nome sui social

Proprio come il domain squatting, esiste il social media handle squatting: qualcuno registra il nome del tuo brand sulle piattaforme social per bloccarti o trarre profitto dal tuo successo.

Per questo, assicurati di riservare fin da subito gli username principali su tutti i canali più importanti: Instagram, Facebook, LinkedIn, YouTube, TikTok, Twitter/X e qualsiasi piattaforma rilevante per il tuo pubblico. 

composizione che mostra screenshot di diverse pagine social di SiteGround in diverse lingue, tutte con nomi account e handle consistenti con il brand

Avere nomi coerenti e uniformi rafforza la tua identità digitale e la fiducia dei clienti, ma soprattutto riduce il rischio di confusione o di imitazioni dannose.

5. Monitora con allerte

Anche dopo aver registrato domini e username social, è sempre bene restare vigili, soprattutto se la tua attività sta crescendo. Per intercettare problemi prima che diventino tali, imposta le allerte giuste.

  • Servizi di monitoraggio dei domini: Esistono strumenti specializzati che controllano le nuove registrazioni simili al tuo brand. Se qualcuno registra un dominio sospetto, riceverai un avviso immediato, così potrai intervenire rapidamente.
  • Google Alerts per il tuo brand: Imposta allerte per il nome del tuo brand, varianti comuni e parole chiave correlate. In questo modo sarai informato se il tuo nome viene utilizzato in contesti inattesi, individuando rapidamente squatting sui social, account falsi o pubblicità negativa.
screenshot della pagina Google Alerts

Cosa fare se sei vittima di cybersquatting

Se ti ritrovi vittima di domain squatting, typosquatting o anche solo se trovi che il dominio che desideri è già in uso, non serve farsi prendere dal panico. Ci sono azioni mirate che possono aiutarti a proteggere il tuo brand e, se necessario, recuperare il dominio. Procediamo passo a passo.

1. Investiga il proprietario del dominio

Il primo passo è capire chi possiede il dominio:

  • Verifica il proprietario con WHOIS:  Usa strumenti di WHOIS lookup per accedere ai dati pubblici di registrazione, come nome del proprietario, contatti e data di registrazione. Queste informazioni aiutano a capire se si tratta di un individuo, un’azienda o di un possibile domain squatter.
  • Controlla la storia del dominio: Archivi digitali come la Wayback Machine ti permettono di vedere come il dominio è stato utilizzato in passato, se era attivo, abbandonato o collegato a contenuti discutibili. Conoscere la storia ti aiuta a decidere se vale la pena reclamare il dominio o se è meglio considerare alternative, e ti offre indizi preziosi su come approcciare il proprietario attuale.

2. Determina se si tratta di squatting

A volte può trattarsi di semplice coincidenza invece che di squatting. Ecco come valutare la situazione:

  • Se hai registrato il marchio o possiedi diritti consolidati, verifica se l’uso del dominio sospetto può confondere i clienti o danneggiare il tuo brand. Qualsiasi rischio di confusione è un segnale di allarme.
  • Valuta l’intento e l’uso del proprietario: Il dominio è pieno di pubblicità o messo in vendita a prezzo gonfiato? Limita la tua attività o reindirizza il traffico altrove?

Se chi detiene il dominio non ha un interesse legittimo e sembra trattenerlo in “ostaggio”, è probabile che si tratti di un classico caso di domain squatting.

3. Considera le opzioni

Se hai verificato un caso di cybersquatting, ci sono diverse strade che puoi seguire. La scelta giusta dipende dal tuo budget, dai tempi e dal livello di aggressività con cui vuoi recuperare il nome. Le opzioni sono:

  1. Negozia l’acquisto: Spesso la soluzione più semplice. Puoi usare un domain broker se vuoi mantenere l’anonimato o avere supporto nella negoziazione. Preparati a eventuali controfferte, soprattutto se il dominio è legato a un termine o brand di tendenza.
  2. Presenta un reclamo per domini gTLD (.com o .org.): Se il dominio viola chiaramente i tuoi diritti di marchio e risulta registrato in cattiva fede, puoi avviare una procedura UDRP (Uniform Domain-Name Dispute Resolution Policy) o URS (Uniform Rapid Suspension) tramite un provider accreditato ICANN (non direttamente con ICANN).
  3. Presenta un reclamo per ccTLD italiani (.it): rivolgitii al Registro .it o alla Camera Arbitrale di Milano.

I reclami sono procedure più rapide e meno costose rispetto a una causa civile, ma richiedono prove chiare: possesso del marchio, nessun interesse legittimo da parte del sospetto squatter e registrazione/uso in cattiva fede.

  1. Azione legale: Se ci sono danni economici, può essere necessario ricorrere al tribunale, per cui avrai bisogno di un avvocato. Questa strada è la più complessa e costosa, ma talvolta necessaria per recuperare un dominio e tutelare il tuo brand.

Proteggi il tuo marchio dal domain squatting

Ormai abbiamo reso chiaro che assicurarsi il dominio giusto e la sua sicurezza è una priorità assoluta, e va fatto subito. Il tuo dominio è un tassello fondamentale per il successo a lungo termine della tua attività. Scegliere il nome giusto richiede creatività, strategia e un minimo di conoscenze legali. Più presto lo metti in sicurezza, più sarai libero di far crescere il tuo brand senza sorprese.

Quando sei pronto a registrare il tuo dominio, creare il sito e pubblicarlo rapidamente, SiteGround rende tutto semplice. Con una registrazione dei domini sicura, un hosting affidabile e strumenti intuitivi per costruire il tuo sito, SiteGround ti offre tutto ciò che ti serve per partire e distinguerti online.

Cos’è un lead magnet e come usarlo: tipologie, esempi e idee

illustrazione che mostra una calamita e l'iscrizione ad una newsletter tramite un form di iscrizione

Molte piccole imprese investono tempo e risorse per rendere visibili il proprio sito web, le pagine social e il loro coinvolgimento nella comunità, con l’obiettivo di attirare l’attenzione sui propri prodotti o servizi. Ma una volta che il pubblico sa della tua esistenza, se non esiste un modo per coinvolgerlo e coltivare una relazione, tutti gli sforzi fatti rischiano di andare persi, lasciando al caso la speranza che i clienti tornino di loro spontanea volontà (possibile, ma tutt’altro che ideale).

Qui entra in gioco il lead magnet, cioè uno strumento strategico per catturare chi è interessato alla tua offerta e ottenere il suo contatto diretto, in modo che tu possa costruire una relazione duratura.

Ma come creare un lead magnet che si distingua davvero? E come capire quale lead magnet funziona meglio per il tuo pubblico, per il tuo settore o per il tipo di rapporto che vuoi stabilire? In questo articolo esploriamo 12 tipologie di lead magnet, spiegando per ciascuna a chi sono più adatte, come sfruttarle al meglio e come personalizzarle per restare un passo avanti, connettendoti in modo autentico con il tuo pubblico.

Azioni Chiave

→ Identifica con precisione il tuo pubblico per creare lead magnet che rispondono davvero ai suoi bisogni.
→ Definisci una proposta di valore forte, capace di distinguerti.
→ Scegli il formato più efficace tra le tipologie diverse, ciascuna con il proprio scopo strategico (contenuti di approfondimento, video educativi, template, accesso ad aree riservate, quiz, podcast, offerte, storie di successo, strumenti interattivi, corsi, infografiche).
→ Produci contenuti utili e coinvolgenti, facili da consumare e in linea con le aspettative dei tuoi futuri clienti.
→ Promuovi i tuoi lead magnet nei canali giusti (social media, email marketing, eventi, sito web), aumentando la visibilità e le conversioni.
→ Monitora e ottimizza le performance con metriche facilmente applicabili.
→ Converti i nuovi contatti in clienti, usando campagne email e funnel mirati alla conversione.

Cos’è un lead magnet?

Un lead magnet, cioè una “calamita per attrarre lead”, è uno strumento di marketing pensato per attrarre potenziali clienti offrendo loro qualcosa di valore in cambio di un contatto.

Il lead magnet è lo strumento essenziale delle campagne di lead generation: essenzialmente, dai qualcosa di utile ai visitatori prima di chiedere qualcosa (solitamente un indirizzo email) in cambio. In questo modo il magnet funge da rete selettiva per pescare i visitatori più promettenti e portarli sulla soglia del funnel di marketing, dove inizierà la loro relazione con il tuo brand.

Questa moneta di scambio ha due facce. Da un lato deve attrarre le persone giuste, quelle che si prospettano come migliori clienti, rispondendo ai loro bisogni e domande precise. Dall’altra deve accompagnarle nel percorso attraverso contenuti utili e mirati, offrendo benefici concreti. 

Cosa fa funzionare i lead magnet

I lead magnet funzionano appoggiandosi su tre condizioni necessarie. La prima chiave è la rilevanza. Per essere attraente, un lead magnet deve essere pensato per l’audience giusta e toccare i bisogni reali di quella nicchia, perciò segmentazione, targeting e posizionamento devono essere ben sviluppati. 

Da qui ne consegue il secondo principio che muove questo funzionamento. Il lead magnet (ben pensato per il target preciso) risponde alla curiosità e al desiderio di apprendere qualcosa o di migliorarsi. Non è che le persone muoiano dalla voglia di scaricare qualcosa, è che vogliono risposte, scorciatoie, soluzioni.

L’ultimo, più immediato meccanismo è quello della reciprocità. Quando un utente trova online una risorsa gratuita che promette di risolvere un problema reale, tende istintivamente a ricambiare l’offerta. In questo caso, il gesto di restituire si traduce nel lasciare un contatto – un piccolo prezzo per un vantaggio immediato.

Schema riassuntivo delle condizioni per un buon lead magnet. 1-rilevanza ottenuta tramite segmentazione, 2-curiosità di apprendere qualcosa di utile, 3-tendenza dell'utente alla reciprocità

Quando queste tre condizioni (segmentazione, curiosità e reciprocità) si allineano, il lead magnet apre la porta a una relazione di altruismo digitale autentica e a una possibilità di conversione.

Esempi e tipologie di lead magnet

Esistono molti modi per trasformare un visitatore occasionale in un contatto qualificato e la scelta del lead magnet giusto può fare la differenza.

Ogni tipologia di lead magnet è pensata per soddisfare un tipo diverso di pubblico e obiettivo. Nel marketing B2B, funzionano particolarmente bene documenti che offrono competenza e dati quantificabili, che supportano le decisioni d’acquisto lunghe e multi-livello tipiche del settore. Nel B2C, invece, si punta più sull’immediatezza e sull’aspetto del gioco perché offrono valore tangibile in tempi brevi.

Di seguito trovi dodici esempi pratici che rispondono a esigenze diverse e si adattano a pubblici, settori e obiettivi specifici.

Lead MagnetCosa faTarget Vantaggi 
Contenuti di approfondimento scaricabili (eBook, guide, whitepaper)Educano e rafforzano l’autorevolezza del brand offrendo contenuti di valoreB2B e B2C informativi (marketing, formazione, servizi professionali)Ideali per costruire fiducia e generare lead qualificati
Lezioni e insegnamento (webinar, workshop, video tutorial)Creano interazione diretta e mostrano competenzaB2B e B2C con componenti formativeFavoriscono engagement e fiducia personale con il brand
Template scaricabili (checklist, modelli, cheat sheet)Offrono risorse pratiche e immediatamente utilizzabiliB2B e B2C operativi (freelance, PMI, marketing, design)Sono riutilizzabili e altamente condivisibili
Prove gratuite (demo, free trial, consulenze)Permettono di testare il valore prima dell’acquistoServizi ad abbonamento, B2B SaaS, servizi digitali, consulenze, B2C software e corsiAlta efficacia nel trasformare lead caldi in clienti
Quiz e testCoinvolgono e offrono risultati personalizzatiB2C esperienziale (retail, wellness, moda) e B2B di profilazioneForniscono insight utili
Sconti e offerteStimolano l’acquisto con incentivi immediatiB2C retail, eCommerce, ristorazione, beautyGenerare vendite veloci
Storie di successo (case study, testimonial)Dimostrano risultati concreti e costruiscono fiduciaB2B e B2C con offerte di servizio o consulenzaRinforzano la credibilità
Serie educative (email course, lezioni sequenziali)Nutrire il lead nel tempo con contenuti gradualiB2B con formazione o B2C dove si desidera costruire un’abitudineFidelizza e conduce attraverso il funnel
Contenuti visivi utili (infografiche, mappe, schemi)Trasmettono concetti complessi in modo immediatoB2B tech, servizi digitali, B2C lifestyle e wellnessAumentano condivisione e brand recognition
PodcastComunicano in modo informale e accessibile, creando legameB2C e B2B narrativi (formazione, business, lifestyle)Migliorano awareness e costruiscono community
Accesso limitato (membership, community, risorse premium)Crea senso di esclusività e appartenenzaOvunque si possa creare una community stressa e fasce premiumRafforza loyalty e coinvolgimento nel lungo termine
Contenuti interattivi (tool, calcolatori, planner personalizzati)Coinvolgono attivamente l’utente con esperienze dinamicheB2B tecnici dove sono utili soluzioni per processi laboriosi, B2C fitness e financePossono essere riutilizzati centinaia di volte e raccogliere dati utili

1. Contenuti di approfondimento scaricabili

Quali sono: eBook, guide e white-paper.

Cosa fanno: Offrono un focus specifico su una tematica rilevante per il potenziale cliente, con spiegazioni approfondite, dati, esempi e consigli. Consentono all’utente di apprendere al proprio ritmo e di aumentare la fiducia nel brand. Normalmente vengono collocati in una landing page o in un articolo, con un form semplice e informazioni che permettono all’utente di percepire il valore prima di scambiare il suo contatto.

un esempio di lead magnet SiteGround: uno screenshot della landing page di un contenuto scaricabile, la guida di marketing per le festività

In questo esempio, il lead magnet è una guida di marketing per le festività accessibile tramite landing page, utile per chi ha una piccola attività e ha bisogno di aiuto per navigare il panorama digitale e costruire un brand forte. 

Per chi sono: Ideali in settori dove la complessità o la quantità di informazioni è elevata, come in tecnologia, servizi professionali o industriali e consumi di fascia alta. Per questo sono più comuni per aziende B2B dove il ciclo di acquisto è lungo, il potenziale cliente ha bisogno di informazioni complesse e il contenuto aiuta a posizionarsi come esperto. Nei casi di B2C, meno frequenti, si parla di prodotti o servizi dal valore percepito elevato (pensiamo ad una guida scaricabile su come scegliere profumi di nicchia)

2 Lezioni e insegnamento

Quali sono: Webinar e workshop interattivi (solitamente richiedenti un contatto per l’iscrizione) e video‑tutorial (video aperti a tutti su YouTube oppure video accessibili tramite iscrizione)

screenshot che mostra vari esempi SiteGround di lead magnet: un'anteprima video su Instagram, un video su YouTube e un webinar

Cosa fanno: Permettono di apprendere attivamente e interagire con un esperto o un moderatore, grazie alla modalità “live” o alla possibilità di lasciare commenti. Porre domande e ragionare insieme crea un legame più forte, l’autorità dell’azienda o del relatore si rafforza e il lead comincia a sentirsi coinvolto nel percorso. Per esempio, nel nostro video “Come fare email marketing da zero” condividiamo la nostra expertise in merito e spieghiamo ai principianti le basi dell’email marketing con un procedimento passo a passo.

Per chi sono: Ideali in contesti dove il tema è complesso o richiede spiegazioni e formazione continua, come l’imprenditoria, i servizi professionali, la tecnologia, quindi soprattutto nel B2B, dove i clienti vogliono valutare competenza e affidabilità. Nel B2C assumono modalità e aspettative diverse, con tempi più agili e format più leggeri (ad esempio un workshop sui tè pregiati).

3. Template scaricabili

Quali sono: Template, checklist, cheat‑sheet, modelli pre‑impostati, fogli di lavoro, calendarizzatori, strutture email.

Cosa fanno: Offrono risorse concrete e prontamente applicabili, riducendo lo sforzo che l’utente deve compiere per raggiungere il suo obiettivo. Per esempio, la nostra checklist per siti web consente a chi vuole costruire o rifare un sito di seguire un percorso chiaro, evitando gli errori più comuni. 

Per chi sono: Indicati per utenti che hanno esigenze operative concrete oltre che teoriche, come chi lavora nel marketing, nell’ecommerce e nell’artigianato oppure per i privati clienti di consulenza o dedicati ad hobby manuali.

screenshot che mostra un esempio di lead magnet: la prima parte della checklist scaricabile per siti web di SiteGround

4. Contenuti o aree riservate

Quali sono: Membership, gruppi esclusivi, risorse premium accessibili solo dopo iscrizione o qualificazione.

Cosa fanno: Offrono un senso di esclusività e appartenenza che rafforza l’engagement, crea community e aumenta il valore percepito.
Per chi sono: Nel B2C possono funzionare se il target è disposto a entrare in un livello “premium” della relazione, ad esempio, appassionati che vogliono un “dietro le quinte” o un accesso esclusivo. Nel B2B può essere usato da aziende che vogliono creare un club professionale o un gruppo di utenti selezionati dove scambiare best practice.

5. Prove gratuite

Quali sono: Periodi di prova gratuiti, demo di prodotti o servizi, campioni gratuiti, accessi temporanei che consentono all’utente di sperimentare in prima persona ciò che proponi.

Cosa fanno: Abbassano drasticamente la barriera d’ingresso ed eliminano l’incertezza che frena l’acquisto: l’utente non rischia nulla e può toccare con mano il valore che offri. In pratica, la prova gratuita dimostra il valore e crea attaccamento per il potenziale cliente.
Per esempio, uno studio legale può offrire una consulenza gratuita che permetta di apprezzare l’esperienza e valutare l’affidabilità del professionista prima di pagare.

screenshot di una CTA sul sito di uno studio legale che offre una consulenza gratuita come lead magnet

Per chi sono: Funzionano bene per i prodotti ad uso continuato o nei servizi ad abbonamento dove l’offerta è complessa e necessita tempo per essere sperimentata nella sua interezza. Questo è valido sia nel B2C che nel B2B.

6. Quiz e test

Quali sono: Quiz, test, valutazioni online, questionari interattivi e sondaggi che chiedono all’utente di rispondere a una serie di domande per ricevere un risultato personalizzato.

screenshot da una campagna di email marketing. il lead magnet è un quiz per trovare la borsa giusta per lo stile del lettore

Cosa fanno: Combinano interattività e promessa di un output personalizzato e immediato. Questo livello di personalizzazione coinvolge molto gli utenti e al contempo fornisce all’azienda informazioni utili per segmentare il pubblico e personalizzare il follow‑up. Ad esempio, un quiz “Quanto è efficace la tua strategia digitale?” può indirizzare il partecipante a un report personalizzato, e contestualmente all’azienda fornisce dati tipo: livello di maturità digitale, budget stimato, obiettivi. Le analisi mostrano che quiz ben progettati possono ottenere tassi di opt‑in molto più alti rispetto a lead magnet tradizionali.

Per chi sono: Ottimi nel B2C dove il contesto è emozionale o basato sulla scelta personale, lo stile di vita e le preferenze, come nella moda, beauty e wellness. Può funzionare anche nel B2B con gli enti che vendono servizi di consulenza aziendale o soluzioni complesse. Tramite un quiz si può valutare, per esempio, il grado di maturità o preparazione dell’impresa cliente. Ad esempio: “La tua azienda è pronta per un sistema di gestione cloud ?” oppure “Quanto efficiente è la tua infrastruttura IT ?”

7. Podcast

Quali sono: Podcast o serie in diretta, solitamente con accesso libero

Cosa fanno: Permettono agli utenti di ascoltare interviste a esperti, risposte a dubbi comuni e storie di settore mentre sono in auto, mentre fanno altre cose o durante una pausa. Offrono contenuto utile in modo flessibile, e questo crea familiarità con il tuo brand.
Per chi sono: Funzionano bene quando si rivolgono ai consumatori finali che hanno qualche esperienza ma cercano ispirazione o consigli pratici e dove il contenuto è facilmente reso in forma narrativa, come nei contesti wellness, cucina, manualità e hobby.

8. Sconti e offerte

Quali sono: Coupon sconto, promozioni speciali, giveaway

Cosa fanno: Danno all’utente un incentivo tangibile e immediato, un modo di risparmiare o accesso a un vantaggio esclusivo con senso di urgenza e opportunità. Proprio per questo sono particolarmente utili nello spingere verso la conversione immediata, aiutando ad accelerare il funnel.

Per chi sono: Perfetti per il B2C nei settori retail, e‑commerce, moda, food, beni di consumo, dove il singolo acquisto è più rapido, la barriera all’ingresso è più bassa e un incentivo economico è un forte motore di azione. Possono avere senso in contesti B2B con acquisto meno complesso o prodotti/servizi più accessibili, come un software SaaS entry‑level, dove uno sconto può velocizzare la decisione.

screenshot da un account di SiteGround dove appare la promozione BlackFriday dell'80% di sconto sugli upgrade

9. Storie di successo

Quali sono:  Storie di successo, casi-studio, presentazioni che illustrano come un cliente reale ha utilizzato un prodotto o servizio e quali risultati ha ottenuto. 

Cosa fanno: Forniscono una prova sociale e aiutano a visualizzare il risultato.
Ad esempio, i nostri case study che descrivono come l’hosting di SiteGround abbia permesso ad aziende online di scalare senza interruzioni con affidabilità e totale capacità operativa.

Per chi sono: Possono funzionare in molti casi, ma mentre nel contesto B2B assumono la forma di articoli lunghi, interviste e storie dettagliate, nel B2C sono solitamente esempi più semplici e visivi.

screenshot della sezione "Community" del blog di SiteGround, dove sono raccolte tutte le Storie di Successo

10. Strumenti interattivi

Quali sono: Timer, mappe interattive, planner che si adattano, simulazioni, ecc.

Cosa fanno: Coinvolgono l’utente attivamente, raccogliendo dati utili e rendendo l’esperienza ripetibile.

Per chi sono: Estremamente adatti per settori dove la personalizzazione fa la differenza e le soluzioni sono complesse. Nel B2B, con tool interattivi che aiutano il decision‑maker a visualizzare il valore offerto. Oppure nel B2C nei casi in cui l’utente finale ha motivazione e tempo per interagire, ad esempio un planner interattivo per workout o budget familiare.

11. Serie educative

Quali sono: Corsi via email o sequenze didattiche strutturate (3‑7 lezioni) distribuite nel corso di giorni o settimane.

Cosa fanno: Questo formato genera più touchpoint, sviluppando la familiarità dell’utente con il brand e portandolo lungo tutto il funnel. La progressione aiuta a costruire fiducia e lo prepara meglio a considerare la tua offerta come la naturale evoluzione del percorso che ha iniziato. 

Per chi sono: Altamente efficace quando la decisione d’acquisto richiede più tempo e fiducia come nel B2B o nei settori B2C dove si desidera costruire un’abitudine, ad esempio in benessere, formazione, hobby, sviluppo personale.

screenshot della landing page di un corso email di SiteGround intitolato "Avvia il tuo business online"

12. Contenuti visivi utili

Quali sono: Elementi grafici, infografiche, mappe visive, grafici a tema, schemi che condensano dati o processi complessi. 

Cosa fanno: Le immagini riducono la fatica cognitiva dell’utente e favoriscono la condivisione, rendendo i tuoi contenuti e il tuo sito raggiungibili anche per chi sta solo facendo una ricerca di immagini. È qualcosa di rapido da consumare che associa il tuo marchio a professionalità, chiarezza e valore accessibile.

Per chi sono: Indicati nei settori in cui c’è abbondanza di dati o processi da spiegare (tecnologia, infrastrutture, servizi B2B), ma anche nei settori più “leggeri” purché si proponga chiarezza e immediatezza ciò che è inizialmente complesso (consumer analytics, moda, wellness).

screenshot di un'infografica di SiteGround che mostra i nostri nodi CDN e i data center

Ad esempio, una mappa che mostra globalmente le performance e la connettività di SiteGround comunica immediatamente l’affidabilità della nostra infrastruttura.

Come creare il lead magnet perfetto

Come abbiamo visto, ogni lead magnet funziona meglio con pubblici diversi. Ne consegue che creare un lead magnet efficace richiede pianificazione e strategia. Non basta offrire qualcosa di gratuito, bisogna capire cosa motiva il proprio pubblico e costruire un contenuto che risolva un suo problema reale. 

Identifica il target

Tutto parte dalla conoscenza del tuo pubblico. Analizza chi sono i tuoi potenziali clienti, cosa cercano e quali problemi vogliono risolvere. Usa strumenti di analisi e segmentazione per raccogliere dati demografici (età, area geografica, sesso, settore, occupazione) e psicografici (interessi, sfide, comportamenti, abitudini e aspirazionietà). 

In altre parole, devi avere chiare le tue user personas. Se ti muovi in ambito B2B, avrai bisogno anche di definire le buyer personas, cioè i profili addetti a scegliere il tuo prodotto o servizio per la loro azienda. Quando comprendi davvero le esigenze e le motivazioni del tuo target, puoi creare lead magnet che parlano la sua lingua e rispondono ai suoi bisogni con precisione chirurgica.

Definisci la UVP

Ogni lead magnet deve avere una proposta di valore unica (o UVP, cioè Unique Value Proposition), qualcosa che lo distingua da tutto ciò che il pubblico trova altrove. Spiega con chiarezza quale vantaggio concreto otterrà chi lo scarica: Tempo risparmiato? Un problema risolto? Un risultato raggiungibile? Concentrati su ciò che rende la tua offerta davvero diversa e utile.

Scegli il tipo di magnet

Lo abbiamo visto nella sezione precedente: la scelta del formato è ampia ed estremamente importante. Scegli il tipo di lead magnet che meglio trasmette valore al tuo target e si adatta alle sue modalità di consumo, abitudini e preferenze. Un eBook per approfondire, un webinar per interagire, una checklist per semplificare un processo. 

Crea contenuti coinvolgenti e utili

Il contenuto del tuo lead magnet deve offrire informazioni concrete e utili, risolvere un problema reale del tuo pubblico e aiutarlo in modo tangibile. Scrivi in modo chiaro e diretto, senza fronzoli, e cura l’aspetto visivo per renderlo facile da consultare, piacevole e attraente.

Ricorda che un contenuto ben fatto potrebbe essere condiviso e apprezzato, rafforzando la tua autorevolezza, quindi includi sempre rimandi al tuo sito, CTA verso le tue pagine prodotto o servizio e logo ogni volta che risulta possibile.

Promuovi i contenuti

A contenuto pronto, serve visibilità. Diffondi il tuo lead magnet attraverso social media marketing, newsletter e collaborazioni strategiche, enfatizzando sempre il valore e i benefici offerti. 

Se il lead magnet si appoggia ad un modulo di iscrizione, usa strumenti come il plugin di SiteGround per la Lead Generation su WordPress, che ti permette di raccogliere contatti facilmente e collegarli direttamente alle tue campagne di email marketing, trasformando l’interesse in lead concreti.

Misura e perfeziona

Una volta lanciato un lead magnet, monitora le metriche chiave come:

  • Tasso di conversione
  • Coinvolgimento
  • Feedback degli utenti

Questi dati ti indicano cosa funziona e cosa no, permettendoti di ottimizzare, raffinare contenuto, formato e promozione. Cerca di puntare soprattutto a raggiungere lead sempre più qualificati (puoi calcolare diversi livelli di qualificazione con un sistema di lead scoring), perché sarà questo a trasformare ogni lead magnet in uno strumento sempre più efficiente e ad assicurarti risultati migliori.

Non dimenticarti che molti dei dati che puoi raccogliere sulla qualità dei tuoi lead provengono dall’email marketing – dopo tutto, lo scopo del lead magnet è proprio raccogliere indirizzi email. Se non sei molto a tuo agio nel raccogliere e interpretare le metriche relative all’email marketing, abbiamo un mini dizionario che puoi scaricare e consultare facilmente (pss, questo è un lead magnet!):

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E dopo il lead magnet?

Dopo tutto il lavoro fatto per attrarre lead e raccogliere gli indirizzi email, bisogna trasformare quell’interesse in azione concreta, indirizzando il pubblico con campagne email mirate che guidino verso la conversione in clienti. 

Strumenti come il Tool per Email Marketing di SiteGround semplificano questo percorso: le opzioni IA ti aiutano a creare messaggi efficaci e ottimizzati, i template pronti e la galleria di immagini consentono contenuti immediati e personalizzabili, mentre l’interfaccia intuitiva ti permette di usare la tua creatività con immediatezza. Le analisi integrate e i report dettagliati supportano il monitoraggio del comportamento del pubblico, la misurazione della qualità dei lead e il perfezionamento delle campagne, assicurando che ogni lead magnet si trasformi in un’opportunità di vendita concreta.

Allora, cosa aspetti? Combina lead magnet efficaci con una strategia di email marketing mirata e massimizza il ritorno di ogni tuo sforzo di marketing.

banner promozionale per lo strumento di email marketing di SiteGround. Testo: email marketing per far crescere la tua attività. Il bottone indica "inizia subito"

Layout per siti web: 13 Esempi da cui imparare

illustrazione che mostra un template di layout per una pagina web, con immagini, scelte di colori, font, logo e titolo

Il layout di un sito web riguarda certamente l’estetica, ma determina anche come i visitatori navigano, interagiscono con i contenuti e prendono decisioni. Un design ben studiato contribuisce a rafforzare l’identità del brand, migliorare l’esperienza utente e far crescere il business.

Ma con così tante opzioni di design disponibili, ti sembrerà difficile scegliere il layout giusto per il tuo sito, quindi abbiamo scritto questo articolo per aiutarti.

Qui troverai una guida completa ai principali tipi di layout, con esempi pratici su come usarli e come non usarli, evitando gli errori più comuni che abbiamo imparato sul campo e mostrandoti per cosa ciascun layout è più indicato.

E non parliamo di modelli inarrivabili o frutto di budget enormi: tutti i layout che vedrai qui sono stati realizzati in pochi minuti con il nostro Website Builder. Il che significa che  chiunque, anche senza esperienza da designer, può permettersi di creare un sito professionale, moderno e funzionale.

Che cos’è il layout di un sito web?

Il layout di un sito web è la struttura visiva che organizza tutti gli elementi presenti in una pagina, inclusi testi, immagini, pulsanti, menu di navigazione e spazi vuoti. È ciò che determina come un utente percepisce e utilizza il tuo sito sin dal primo sguardo.

Un buon layout è uno strumento strategico, oltre che estetico. Insieme alla struttura dell’intero sito web, un layout progettato con criterio trasforma la navigazione in un’esperienza fluida, accompagna il visitatore verso le informazioni più importanti e aumenta la probabilità che compia l’azione desiderata, che essa sia un acquisto, una registrazione, una richiesta di contatto.

In quanto architettura del tuo sito, il layout deve unire design, funzionalità e accessibilità, garantendo che ogni elemento grafico o testuale abbia un ruolo preciso. Deve permettere al contenuto di respirare e all’utente di orientarsi con naturalezza, senza doversi mai chiedere dove cliccare o cosa fare dopo.

I migliori layout per siti web

Ogni pagina di un sito web ha un obiettivo diverso, alcune informano, altre vendono, convincono o fanno ricordare un brand. Ognuna di loro solitamente integra uno o più tipi di layout per raggiungere il suo obiettivo. Per questo vedremo 13 esempi di layout per siti web e parleremo dei loro punti di forza e dei contenuti e pubblico per cui sono più adatti, le situazioni in cui funzionano meglio e gli errori più comuni da evitare con ognuno di loro.

1. Mosaico

screenshot di un portfolio che usa un layout a mosaico per mostrare la galleria di foto

Il layout a mosaico organizza i contenuti in una griglia spaziosa, dove ogni elemento trova il proprio posto in modo armonico. È una struttura pulita, ordinata e al tempo stesso flessibile, perfetta per mettere in risalto più elementi visivi senza creare confusione. Solitamente si usa per mostrare una selezione di fotografie, illustrazioni o  media visuali.

Perché il layout a mosaico funziona

  • Equilibrio visivo e ritmo costante – La disposizione geometrica crea una sensazione di ordine, mantenendo però l’interesse visivo. Ideale per presentare più contenuti in modo coerente e leggibile.
  • Navigazione intuitiva – I blocchi ben distinti aiutano l’utente a orientarsi subito, facilitando la scansione della pagina e la ricerca delle informazioni più rilevanti.
  • Perfetto per contenuti visivi – È la soluzione ideale per portfoli, e-commerce e gallerie fotografiche, dove le immagini hanno un ruolo centrale nel coinvolgere il visitatore.

Quando usare questo layout

✅ Scegli il layout a mosaico per portfoli creativi, blog con molte immagini, siti di fotografia o gallerie per negozi online. Funziona particolarmente bene per i brand che puntano su un impatto visivo forte o che vogliono valorizzare prodotti e progetti in modo ordinato ma dinamico.

Cose da non fare con questo layout

❌ Caricare immagini pesanti o non ottimizzate: rallentano i tempi di caricamento e peggiorano sia l’esperienza utente che il posizionamento SEO.

❌ Disporre gli elementi senza un piano visivo: un mosaico improvvisato rischia di sembrare caotico anziché curato. Prima di pubblicare, pianifica attentamente la posizione di ogni immagine per mantenere coerenza e armonia.

2. Schema asimmetrico

screenshot di un layout asimmetrico per un sito di escursioni.  Titolo e CTA sono centrati a sinistra, mentre l'immagine in basso a destra porta la lettura verso il basso

Il layout asimmetrico rompe intenzionalmente la regolarità della pagina: sfrutta spazi vuoti irregolari, elementi di dimensioni diverse, linee oblique e allineamenti decentrati per creare un effetto moderno e d’impatto. A differenza dei layout più classici, non cerca l’equilibrio perfetto, ma lo sbilancia con intelligenza, guidando lo sguardo dell’utente lungo un percorso strategico lungo la pagina.

Perché il layout asimmetrico funziona

  • Estetica audace e contemporanea – Perfetto per distinguersi, trasmette innovazione, creatività e un approccio fuori dagli schemi.
  • Maggiore coinvolgimento visivo e narrativo – La disposizione non convenzionale cattura l’attenzione e consente di valorizzare messaggi, immagini o call to action in modo originale.
  • Favorisce l’esplorazione – Rompendo la prevedibilità, invoglia l’utente a muoversi nella pagina, scoprendo contenuti in modo più dinamico.
  • Compatibile con il minimalismo – In un sito dal design essenziale, un layout asimmetrico aggiunge movimento e contrasto, senza compromettere la pulizia visiva.

Quando usare questo layout

✅ È particolarmente indicato per home page, sezioni hero e landing page con un solo messaggio chiave o un’immagine principale.

✅ Funziona molto bene per designer, artisti, agenzie creative e brand con una forte identità visiva, che desiderano un impatto immediato e un effetto immersivo. Richiede però un occhio esperto, in quanto ogni elemento deve essere disposto con logica e sensibilità estetica per evitare il disordine visivo.

Cose da non fare con questo layout

❌ Usarlo senza una gerarchia visiva chiara: l’occhio non saprebbe dove posarsi, generando confusione e disordine invece che interesse.

❌ Applicarlo con un eccesso di contenuto: pagine troppo dense di testo o immagini vanificano l’equilibrio e rendono il layout caotico.

3. Immagine a tutto schermo

I layout che sfruttano le immagini a tutto schermo utilizzano una fotografia o un visual d’impatto per occupare l’intera area della pagina, spesso accompagnato da un testo minimo e da una call to action ben visibile. È una struttura immersiva, pensata per creare un’impressione immediata e trasmettere emozioni prima ancora che l’utente inizi a leggere.

screenshot della home di un sito di un fotografo che usa un'immagine a tutto schermo di un tramonto su di un lago per un effetto suggestivo

Perché il layout a tutto schermo funziona

  • Cattura subito l’attenzione – Una grande immagine di qualità domina la scena e invita il visitatore a contemplare la storia visiva.
  • Genera una connessione emotiva – Le immagini evocative comunicano l’identità, l’atmosfera e i valori di un brand con più efficacia di qualunque testo introduttivo.
  • Favorisce la concentrazione – Con pochi elementi e un messaggio centrale, guida naturalmente verso la CTA o il contenuto principale, senza distrazioni.

Quando usare questo layout

✅ È la scelta ideale per brand visivi e aspirazionali, come fotografi, agenzie di viaggio, marchi di moda o prodotti di lusso 

✅ È solitamente usato da solo come layout unico per le home page, ma funziona bene anche nella parte in alto di una landing page dedicata a un singolo prodotto o campagne per qualsiasi settore. Ricorda che funziona al meglio quando ogni elemento dell’immagine selezionata riflette il messaggio e i valori chiave.

Cose da non fare con questo layout

❌ Ignorare le proporzioni sui diversi dispositivi: desktop e mobile hanno rapporti, o aspect ratio, differenti (16:9, 4:5, 19:9, etc), quindi è essenziale controllare quale parte dell’immagine resta visibile su ogni schermo per mantenere l’impatto visivo.

❌ Usare immagini generiche o scollegate dal brand: una foto anonima annulla l’effetto emozionale del layout e può far sembrare il sito artificiale o poco curato.

4. Carte sul tavolo

Il layout a carte presenta i contenuti in blocchi rettangolari indipendenti, ognuna con un’immagine, un titolo e talvolta una breve descrizione o una call to action. È una struttura modulare che rende le informazioni facili da leggere, ordinate e visivamente accattivanti, perfetta per gestire grandi quantità di contenuto in modo chiaro e dinamico.

screenshot della sezione Ultimi Progetti dal sito di una compagnia di marketing. Il layout usa le carte per presentare i progetti con delle foto

Perché il layout a carte funziona

  • Facile da scansionare e coinvolgente – Permette agli utenti di esplorare diversi contenuti rapidamente, mantenendo alta l’attenzione grazie alla combinazione di immagini e testo.
  • Flessibile e adattabile – Si adatta perfettamente a tutti i dispositivi e può essere disposto in griglie, righe o colonne, creando un’esperienza visiva coerente e armoniosa.
  • Favorisce l’interazione – Ogni scheda può contenere link o pulsanti cliccabili, incoraggiando l’utente a esplorare, acquistare o approfondire.
  • Migliora leggibilità e flusso – Presenta i contenuti in blocchi sintetici e facilmente digeribili, ideali per riassumere informazioni più complesse collegate tramite link o CTA.

Quando usare questo layout

✅ Il layout a carte è estremamente versatile. È diffuso in e-commerce, siti SaaS e portali di servizi, dove serve per mostrare prodotti, vantaggi e benefici. Nei blog è perfetto per offrire anteprime degli articoli e aiutare l’utente a scegliere cosa leggere.

screenshot del layout a carte per la sezione I Nosti Servizi che usa un'illustrazione, titolo, e copy descrittivo per ogni carta

✅ Può essere usato anche per mettere in evidenza funzionalità di un servizio o caratteristiche principali di un prodotto, come in questo esempio. Abbinando testo sintetico e icone o illustrazioni crei un effetto ordinato e professionale e ogni card può diventare un punto d’ingresso a una pagina più dettagliata se hai molto da dire. 

Cose da non fare con questo layout

❌ Aggiungere molti dettagli o informazioni complesse: il valore del layout sta nella sintesi. Testi lunghi o schede troppo dense compromettono l’efficacia visiva.

❌ Usare troppe carte in un’unica sezione: usare più di 2 righe da 4 schede ciascuna rende la pagina monotona e difficile da navigare. Meglio lasciare respiro e dare priorità ai contenuti più importanti.

5. Due metà

screenshot della sezione informativa del sito di una chiesa che usa il layout in due metà per presentare orari e una foto del coro liturgico a cui si riferiscono

Il layout a due metà divide di netto la pagina in due sezioni di dimensioni uguali o leggermente asimmetriche. Questo permette di dare pari importanza a due elementi chiave, mantenendo raffinatezza e ordine. Le due parti possono dialogare tra loro, come immagine e testo, o presentare due contenuti distinti, come due opzioni di scelta. In ogni caso si crea un equilibrio visivo immediato.

Perché il layout a due metà funziona

  • Crea equilibrio visivo – Entrambe le sezioni catturano l’attenzione senza competere, guidando l’occhio in modo naturale.
  • Perfetto per design minimalisti – Offre una presentazione pulita e moderna, ideale per mantenere chiarezza e ordine.
  • Aumenta l’interazione – Tramite la presentazione di scelte chiare, l’utente è invitato a approfondire ed interagire con la parte della pagina che gli si addice.

Quando usare questo layout

✅ Il layout a due metà è particolarmente adatto per e-commerce, o siti di servizi con più linee di prodotto, servizi distinti o segmenti di pubblico differenti (moda “Uomo o Donna”, servizi per “Aziende o Privati”). 

✅ È anche una scelta vincente per combinare un’immagine evocativa da un lato e un testo sintetico con CTA dall’altro, per cui viene spesso utilizzato nel riassumere informazioni pratiche come orari o prezzi di entrata.

Cose da non fare con questo layout

❌ Inserire troppo testo su entrambi i lati: la forza di questo schema è la chiarezza. Troppi contenuti lo appesantiscono e confondono il visitatore.

❌ Creare squilibrio visivo: se un lato risulta troppo dominante per colore, immagine o densità di elementi, il risultato appare sbilanciato e perde armonia.

6. Galleria

screenshot di una disposizione a galleria per le foto di un sito di decorazione interni

Un layout a galleria dispone contenuti visivi in una struttura ordinata a griglia o in formato carosello. È uno dei casi in cui lo scrolling orizzontale può essere efficace, anzichè confusionario. L’obiettivo è creare un’esperienza immersiva, perfetta per i siti che vogliono colpire l’utente con un impatto visivo forte.

Perché il layout a galleria funziona

  • Valorizza i contenuti visivi con coerenza – Le immagini ben allineate trasmettono professionalità e rendono la navigazione pulita e intuitiva.
  • Favorisce l’interazione – Effetti hover, lightbox e slider aggiungono dinamismo e incoraggiano l’utente a esplorare, generando un’esperienza più coinvolgente.
  • Ottimizzato per tutti i dispositivi – I layout a galleria si adattano facilmente a schermi di diverse dimensioni, mantenendo un equilibrio visivo perfetto anche su mobile.

Quando usare questo layout

✅ È il formato ideale per portfolio fotografici e artistici, siti di moda, viaggi o interior design, e per e-commerce che vogliono mostrare i prodotti come in una vetrina digitale. 

✅ Funziona molto bene anche per blog visivi o pagine dedicate a collezioni, dove l’obiettivo è catturare l’occhio prima ancora di comunicare con le parole.

Cose da non fare con questo layout

❌ Caricare immagini non ottimizzate o troppo pesanti: rallenta il sito, aumenta la frequenza di rimbalzo e danneggia il posizionamento SEO.

❌ Ignorare la coerenza visiva: formati o stili fotografici incoerenti compromettono l’armonia generale della pagina. Ogni immagine deve essere parte di un insieme curato.

7. Linee orizzontali

screenshot di un layout a linee orizzontali per il sito di un servizio di giardinaggio. ogni fascia presenta informazioni progressive sul servizio

Il layout a linee orizzontali suddivide la pagina in fasce a tutta larghezza disposte verticalmente una sopra l’altra. Ogni fascia presenta un contenuto diverso: un’introduzione, le caratteristiche del prodotto, le testimonianze, una lista di caratteristiche. È una struttura ordinata e sequenziale che crea una narrazione visiva che si sviluppa naturalmente con lo scroll.

Perché il layout a linee orizzontali funziona

  • Favorisce leggibilità e storytelling – Ogni sezione ha uno scopo chiaro, facilitando la comprensione e mantenendo il ritmo della narrazione. L’utente percepisce la pagina come una storia che si sviluppa in modo logico e coerente.
  • Crea una gerarchia visiva naturale – Alternando colori di sfondo, immagini o tipografie, si possono enfatizzare i punti chiave e condurre l’occhio senza sforzo verso le informazioni principali.
  • Perfettamente responsive – Questo layout si adatta con facilità a qualunque dispositivo, mantenendo struttura e armonia sia su desktop che su mobile.

Quando usare questo layout

✅ Il layout a linee orizzontali è perfetto per siti aziendali o pagine di prodotto che devono raccontare un messaggio in modo progressivo. 

✅ Funziona molto bene quando l’obiettivo è portare l’utente attraverso una sequenza ordinata di sezioni, ad esempio, nella pagina Chi siamo, nelle presentazioni di servizio o nello spiegare il mission statement.

Cose da non fare con questo layout

❌ Usarlo per vasti elenchi di contenuti cliccabili (come anteprime di articoli o prodotti): gli studi sulle heat map mostrano che le sezioni orizzontali possono ridurre l’interazione, poiché gli utenti tendono a percepirle come blocchi auto-contenuti e non sentono il bisogno di scorrere per ampliare la selezione degli elementi (in questo caso, altri articoli o altri prodotti della stessa categoria). 

💡 Se noti cali nei tuoi tassi di scroll, inserisci una freccia direzionale o un elemento visivo verticale, come un’immagine che attraversa più fasce. Questo porta gli utenti a continuare la navigazione.

❌ Tagliare immagini alla fine di una fascia: le foto interrotte alla base di una sezione o addirittura alla base di una pagina creano attrito visivo e confusione percettiva. Mantieni continuità e fluidità, in modo che lo sguardo scorra senza ostacoli da una sezione all’altra.

8. Layout alternato

screenshot di un sito di un'agenzia di marketing. Il layout si sviluppa in 4 sezione, alternando testo e immagini.

Il layout alternato dispone testo e immagini alternandoli sezione dopo sezione, testo a sinistra e immagine a destra, poi viceversa. Questo ritmo visivo dà alla pagina una dinamicità naturale, catturando l’attenzione dell’utente mentre scorre e migliorando la leggibilità complessiva.

Perché il layout alternato funziona

  • Favorisce il flusso visivo naturale – Alternando testo e immagini si evita la monotonia, accompagnando l’occhio da un blocco all’altro in modo fluido.
  • Ideale per spiegare procedimenti complessi– Perfetto per illustrare processi, raccontare la storia di un brand o presentare caratteristiche di un prodotto con il supporto visivo giusto accanto al testo.
  • Equilibrio tra parole e immagini – Nessun elemento domina sull’altro: il layout rimane armonico e piacevole, permettendo di comunicare tanto senza affaticare chi legge.

Quando usare questo layout

✅ Il layout alternato funziona al meglio su siti aziendali, per sezioni “Chi siamo” o “Cosa facciamo”, e in generale in tutte le situazioni dove è utile spiegare concetti attraverso una narrazione visiva. 

Cose da non fare con questo layout

❌ Troppi colori di sfondo diversi: la varietà visiva è già data dalle immagini e dall’alternanza delle sezioni. Usare tonalità troppo accese o contrastanti renderebbe il design disordinato e stancante. Meglio limitarsi a uno o due colori neutri, lasciando che siano le immagini a dare ritmo e personalità alla pagina.

9. Layout hero

Il layout hero è uno dei formati più iconici e riconoscibili in decine di esempi di web design. Si trova generalmente nella parte superiore della pagina, spesso come introduzione al sito, e combina una grande immagine d’impatto con un titolo incisivo, un sottotitolo chiaro e una CTA ben visibile. 

La sezione hero è infatti la prima cosa che l’utente vede, e quindi questo layout ha il compito cruciale di trasmettere subito il valore del brand e invitare all’azione

screenshot di un layout hero per la homepage di un sito di ristorazione. In alto si trova il menu, nella parte principale un'immagine di sfondo con titolo, sottotitolo e CTA allineati al centro

Perché il layout hero funziona

  • Cattura subito l’attenzione – Una singola immagine potente e un unico messaggio diretto trattengono l’utente e riducono la possibilità che abbandoni la pagina nei primi secondi.
  • Guida all’azione – Il pulsante o link di CTA (come “Scopri di più”, “Inizia ora”, “Compra ora”) accompagna naturalmente l’utente verso il prossimo passo del percorso.
  • Migliora l’esperienza utente – Mettere le informazioni chiave above the fold (nella parte visibile senza scrollare) facilita la comprensione immediata dello scopo del sito.

Dove usare questo layout

✅ È praticamente onnipresente in cima alle homepage e landing page, dove serve a comunicare subito il messaggio principale e favorire le conversioni. Può anche essere integrato all’interno di layout più complessi, fungendo da introduzione visiva per sezioni successive.

Cose da non fare con questo layout

❌ Sovraccaricare la sezione con troppe informazioni, immagini o link.

❌Distrazioni visive come testi sovrapposti poco leggibili o più di una CTA. L’efficacia del layout hero si basa sulla chiarezza e sull’immediatezza: più elementi aggiungi, più indebolisci il messaggio.

10. Colonne

screenshot dal blog di SiteGround. il layout presenta tre colonne, quella centrale dove si sviluppa l'articolo, ai lati l'indice e una CTA

Questo esempio lo prendiamo direttamente dal nostro sito, per farti vedere esattamente come il layout a colonne, che si tratti di una colonna singola o tre colonne, come nello screenshot, siano i formati classici per contenuti testuali lunghi, come articoli di un blog, articoli di approfondimento o guide. 

In entrambi i casi il contenuto principale si sviluppa nella una colonna centrale. Nel caso di avere tre colonne, i margini laterali restano più sgombri per ospitare CTAs flottanti o elementi di navigazione. È una soluzione lineare e leggibile che mette il testo al centro dell’esperienza utente. In alcuni casi vedrai contenuti pubblicitari nella sezione laterale o all’interno del testo, ma lo sconsigliamo, e vedremo il perché tra poco.

Perché i layout a colonna funzionano

  • Semplici da progettare e mantenere – Sono layout standard che non richiedono grandi aggiustamenti grafici. Tutto si dispone in modo ordinato al centro e si adatta facilmente ai dispositivi mobili.
  • Massima leggibilità – Perfetto per testi lunghi e articolati, consente una lettura fluida e concentrata, soprattutto se il contenuto è ben suddiviso in paragrafi.
  • Spazio per CTAs flottanti – Le call to action possono essere integrate lateralmente o tra i paragrafi senza disturbare la lettura, migliorando l’esperienza senza compromettere la struttura.

Quando usare i layout a colonna 

✅ Ideali per blog, sezioni di approfondimento, knowledge base, siti di notizie e qualsiasi contenuto long-form, dove l’obiettivo principale è mantenere l’attenzione del lettore sul testo e garantire una navigazione semplice e intuitiva.

Cose da non fare con questi layout

❌ Usarli se il contenuto è principalmente visivo – troppe immagini o elementi multimediali renderebbero la colonna lunga e dispersiva.

❌ Creare un “muro di testo” – Invece, cerca di inserire spazi, sottotitoli, immagini o elementi grafici per mantenere il ritmo visivo e aiutare la comprensione.

❌ Riempire la pagina di pubblicità – Che si tratti di pubblicità ai margini o tra i paragrafi, il risultato è sempre spiacevole. Oltre a rovinare l’estetica, distrae, abbassa la percezione di qualità del sito e infastisce il lettore.

11. Schema a Z

Il layout a Z si basa sul naturale movimento degli occhi quando leggiamo una pagina web: dall’alto a sinistra verso destra, poi in diagonale verso il basso, e di nuovo da sinistra a destra. 

È un layout che accompagna l’utente lungo un percorso logico e visivo, portandolo con fluidità dai titoli principali fino ai punti d’azione chiave come pulsanti, form o inviti alla scoperta dei servizi.

screenshot di un layout a Z per il sito di una palestra. A sinistra si trova il titolo, alla sua destra un'immagine e nella parte inferiore tre box presentano offerte diverse, portando la lettura da sinistra a destra

Perché lo schema a Z funziona

  • Segue il naturale movimento visivo – Le persone scansionano le pagine in forma di “Z” o “F”, quindi questo schema è intuitivo e immediato da navigare.
  • Equilibrio tra testo e immagini – Alternando blocchi visivi e testuali, il layout mantiene alta l’attenzione e facilita la comprensione.
  • Guida l’attenzione verso le CTA – Posizionando titoli, immagini e pulsanti lungo la traiettoria a Z, si indirizzano gli utenti in modo strategico verso l’azione desiderata.

Quando usare lo schema a Z

✅ Usato in molti esempi di landing page o o home page che devono trasmettere messaggi chiari e orientati alla conversione.

✅ Funziona particolarmente bene anche quando si vuole un equilibrio tra testo, immagini e inviti all’azione, mantenendo un flusso narrativo coerente nei siti di servizi e campagne marketing.

Cose da non fare con questo layout

❌ Sovraccaricare la pagina di elementi – troppi testi, immagini o pulsanti spezzano il percorso visivo e confondono l’utente, annullando l’efficacia dello schema. Mantieni un design pulito, con uno scopo per ogni sezione e un percorso d’attenzione chiaro.

12. Schema a F

Lo schema a F nasce dallo stesso principio dello schema a Z, ma si adatta meglio alle pagine più ricche di testo. Gli utenti, infatti, leggono iniziando dall’alto a sinistra, muovendosi orizzontalmente per poi scorrere verso il basso lungo il margine sinistro, con brevi incursioni verso destra. Il risultato è un percorso visivo che ricorda la forma della lettera F, perfetto per siti dove la chiarezza delle informazioni è fondamentale.

screenshot di un layout a F per il sito di un'agenzia di marketing. I contenuti si trovano principalmente allineati a sinistra, con le immagini nella parte destra a illustrare i punti presentati

Perché lo schema a F funziona

  • Rispetta il naturale comportamento di lettura – il layout asseconda un movimento spontaneo, riducendo lo sforzo cognitivo.
  • Mette in evidenza i contenuti chiave – Titoli, sottotitoli e call to action sono collocati nei punti in cui lo sguardo si posa più facilmente.
  • Migliora leggibilità e usabilità – La struttura lineare aiuta l’utente a orientarsi e a trovare rapidamente ciò che cerca, senza distrazioni.

Quando usare lo schema a F

✅ È la scelta ideale per blog, sezioni di risorse, siti di notizie o risultati di ricerca all’interno di un sito. In generale, ogni volta che la pagina presenta molti testi e si desidera mantenere una navigazione fluida e naturale. Per le PMI, questo layout garantisce che i visitatori seguano un percorso logico fino ai contenuti e alle azioni più importanti.

Cose da non fare con questo layout

❌ Collocare le informazioni cruciali sulla destra, poiché rischiano di passare inosservate.

❌ Lunghi blocchi di testo uniformi: spezza i contenuti con titoli, immagini o blocchi di colore nello sfondo per facilitare la scansione visiva. Troppa omogeneità appiattisce l’esperienza e scoraggia la lettura.

13. Box

screenshot di un layout a box sul sito di una psicologa. I box presentano la dottoressa, le sue aree di competenza, il processo terapeutico

Il layout a box organizza i contenuti in sezioni chiaramente delimitate (solitamente una combinazione di blocchi orizzontali e blocchi a due metà), spesso con bordi, spaziature o sfondi di colore diverso. Ogni box risulta autonomo ma armonico nel complesso, creando una struttura ordinata che guida lo sguardo dell’utente lungo la pagina.

Perché il layout a box funziona

  • Offre una struttura pulita e bilanciata – Le informazioni sono ben distribuite, riducendo il rischio di confusione visiva.
  • Aumenta l’attenzione sui contenuti chiave – Il formato “incorniciato” isola i singoli elementi e aiuta l’utente a concentrarsi su ciò che conta davvero.
  • Si adatta bene a design minimalisti o tradizionali.

Quando usare il layout a box

✅ È molto usato in siti aziendali o corporate che vogliono trasmettere professionalità e ordine

✅ Ideale per elenchi di prodotti, sezioni di servizi, portfolio o case study, dove ogni elemento deve avere il suo spazio dedicato. 

✅ Funziona anche nelle pagine Chi Siamo o Team, in cui le informazioni sui membri o i valori aziendali sono presentati in blocchi distinti ma correlati.

Cose da non fare con questo layout

❌ Larghezze fisse che costringono a scorrere orizzontalmente su mobile o creano vuoti eccessivi su schermi grandi.
❌ Dimenticare margini e padding: lo spazio vuoto è fondamentale per dare respiro agli elementi e mantenere l’eleganza del design.

Perchè è importante il layout di un sito web?

Il layout determina come gli utenti vivono e interagiscono con il tuo sito su tre aspetti principali:

  • User Experience: un layout chiaro facilita la navigazione e rende il sito accessibile e funzionale a tutti. Gli utenti non devono pensare a come usare il tuo sito, lo fanno e basta.
  • Engagement: un buon layout mantiene alta l’attenzione, guidando l’utente verso le call to action, i moduli e le immagini. 
  • Conversioni e risultati: arrivano tramite le CTA, i form per la lead generation e i link di acquisto.

Tutti questi sono risultati misurabili e tracciabili tramite vendite, iscrizioni e metriche digitali come CTR e tasso di rimbalzo.

Best practice nella scelta del layout per il tuo sito

Un buon layout combina estetica, strategia e performance, deve essere veloce, intuitivo e coerente con gli obiettivi di ogni pagina. In questa sezione vedremo le migliori pratiche per creare un sito davvero efficace, evitando gli errori comuni che vengono commessi con tutti i tipi di layout e sfruttando al massimo strumenti che semplificano il lavoro.

1. Assicurati un sito veloce

Prima tra tutte le best practice è la regola fondamentale per la riuscita di qualsiasi sito, ovvero la velocità. Non importa quanto sia bello il tuo design, se le pagine impiegano troppo tempo a caricarsi – un massimo di 3 secondi, secondo svariate fonti – gli utenti se ne vanno. Immagini pesanti, animazioni eccessive o script complessi possono rallentare drasticamente le prestazioni, aumentando il bounce rate e riducendo le conversioni.

💡 Per un sito veloce ottimizza ogni elemento visivo, riduci al minimo gli elementi superflui e punta su una struttura leggera ed efficiente.
Se lavori su WordPress, il nostro Speed Optimizer automatizza molte delle ottimizzazioni necessarie, riducendo il peso delle immagini e gestendo la cache. Questo migliora i tempi di caricamento di circa il 20% in più rispetto a plugin simili in maniera pressoché immediata.
Se invece vuoi creare un sito direttamente con un site builder, il Website Builder di SiteGround integra già velocità, sicurezza e SEO. La piattaforma offre un’interfaccia intuitiva e modelli professionali, così puoi concentrarti sui contenuti e sulla strategia, mentre la parte tecnica resta sotto controllo.

2. Mantieni le pagine semplici

Un layout troppo complesso o pieno di effetti visivi distrae e affatica. È meglio puntare su una struttura chiara, coerente e facilmente navigabile, dove ogni elemento ha uno scopo preciso. Evita il disordine, i testi troppo lunghi e i troppi punti focali. 

Gli effetti scenografici, come animazioni, scrolling laterale, o transizioni elaborate, vanno usati solo se servono davvero al messaggio. 

💡 Se il tuo brand punta sulla creatività, scegli un solo elemento distintivo e mantieni il resto più lineare per evitare il rumore visivo.

3. Non improvvisarti designer

Se non hai un occhio esperto per il design, questo non significa che tu debba rinunciare ad un sito esteticamente piacevole e funzionale. La soluzione qui è usare un site builder con dei buoni template, come il Website Builder di SiteGround, che puoi adattare ai tuoi bisogni. Attenzione però a non farsi prendere la mano.

Magari ti sarà già capitato di partire da un template e voler cambiare l’ordine delle sezioni, i font, i colori, l’allineamento, solo per ritrovarti con un risultato decisamente meno armonioso e piuttosto deludente. 

Molti sono tentati, vista la facilità di personalizzare tutti i layout, di cambiare molti elementi di un template. È certo che puoi cambiare alcuni dettagli affinchè si adattino meglio ai tuoi obiettivi e a quello che hai da offrire, ma ricorda che così facendo rischi di sconvolgere l’equilibrio del layout iniziale. Tutti i nostri template sono curati dai nostri designer per essere già perfettamente bilanciati e proporzionati, quindi mantieni le modifiche allo stretto indispensabile.

4. Considera gli obiettivi dei contenuti di ogni pagina

Il contenuto deve guidare la scelta del layout, non il contrario. Ogni layout deve riflettere tipo di contenuto, scopo e le azioni desiderate. Pagine ricche di testo, come il blog di un sito di servizi, si leggono meglio con schemi a F o a colonna singola, mentre per contenuti visivi, come la pagina prodotti di un ecommerce, funzionano meglio i layout a galleria, a mosaico o a immagine intera. 

Pensa sempre al percorso dell’utente e a dove vuoi condurlo con il customer journey. Identifica i messaggi chiave di ogni sezione e chiediti: Quali elementi voglio che l’utente veda, capisca o faccia per primo? Non scegliere un layout solo perché ti piace, ma perché aiuta il tuo pubblico a raggiungere un obiettivo chiaro e te a raggiungere i tuoi.

5. Usa più layout complementari fra loro

Come abbiamo già detto, diverse pagine in uno stesso sito richiedono diverse strutture. Per mantenere la coerenza e riconoscibilità e creare uno stile visivo uniforme in tutto il sito, usa una palette, foto, illustrazioni, font e forme consistenti. 

Ancora una volta, ti ricordiamo che mantenere questa coerenza, soprattutto se si è meno esperti in quanto a disegno grafico, è chiaramente più semplice utilizzando un Website Builder che ti permetta di mantenere palette, spaziatura e font consistenti senza intoppi.

6. Attento alla compatibilità

Un sito perfetto su desktop ma caotico su smartphone o tablet è un’occasione sprecata, nonché non accessibile a tutti. Il layout deve essere completamente responsive, adattandosi senza impacci a ogni schermo e livello di zoom. Verifica sempre che testi, immagini e pulsanti restino leggibili e facilmente cliccabili anche su mobile.

Anche qui il suggerimento per rendere il tutto più facile è il Website Builder di SiteGround, che offre layout responsive (puoi vedere sia la versione desktop che la versione mobile in anteprima in fase di modifica), con la velocità elevata di tutti i servizi ospitati su SiteGround, codice leggero e funzionalità integrate per l’accessibilità, come spaziatura, dimensioni dei bottoni e contrasto dei colori.

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Dai forma al tuo layout con facilità

In questo articolo abbiamo visto come scegliere i layout giusti per le varie pagine del tuo sito per renderle veloci da navigare, equilibrate e intuitive. Lungo tutto il nostro percorso abbiamo anche visto come, per i meno esperti nel design, sia più semplice costruire un sito efficace e capace di crescere insieme al tuo business con l’aiuto di un site builder come il nostro.

Il Website Builder di SiteGround consente di creare un sito dall’aspetto professionale in pochi minuti, anche senza competenze tecniche o di design. Il sistema integra intelligenza artificiale per generare testi e immagini, offre template professionali curati dai nostri designer, una galleria di immagini gratuita, e strumenti SEO integrati che aiutano il tuo sito a farsi trovare. In più, grazie alla struttura leggera e ottimizzata per la velocità, il tuo sito sarà sempre performante, su ogni dispositivo.

Footer email: Cosa inserire in calce alla mail + esempi

illustrazione che mostra un layout classico per un footer delle email, con una CTA, un blocco per le informazioni legali e le icone social

Il footer di una mail, quella sezione in calce che spesso passa inosservata, è in realtà una parte importante di ogni comunicazione aziendale. Mentre nell’header e nel corpo delle mail le grafiche affascinanti e i testi curati si contendono l’attenzione, il footer è il punto in cui si concentrano alcune informazioni fondamentali.

I dati legali, i contatti, i link ai social, ma anche i dettagli che rafforzano la credibilità di un brand, devono essere tutti elementi facilmente accessibili. Il footer deve essere discreto sì, ma mai trascurato.

Molti articoli sul tema mostrano esempi poco convincenti: footer affollati, disordinati o esteticamente incoerenti con il resto della comunicazione. Questo articolo nasce per chi vuole evitare proprio questo, con una guida breve e pragmatica per distinguere tra gli elementi obbligatori e quelli che aggiungono semplicemente un tocco di stile, per creare un footer email pulito, ordinato e coerente con la tua identità aziendale.

Quando si dice “in calce alla mail”, si intende la parte finale di un messaggio di posta elettronica. Con questo termine si può indicare sia la firma email, più diffusa in comunicazioni dirette, sia il footer vero e proprio, cioè quella sezione che raccoglie le informazioni pratiche e istituzionali, solitamente nelle email di marketing.

Qui trovano spazio gli elementi obbligatori (come le informative legali, le note sulla privacy e la conformità al GDPR), i link al sito web, ai profili social o a risorse di supporto.

Mentre il resto della mail può variare per colori, grafiche e tono, il footer è una sezione piuttosto stabile ed estremamente chiara. Garantisce ordine, riconoscibilità e trasparenza e deve garantire al lettore di poter trovare tutto ciò che conta senza dover cercare altrove.

È proprio per queste sue caratteristiche che un footer progettato bene può persino migliorare le prestazioni e le metriche chiave delle tue email, aumentando i click e la fiducia dei destinatari. In fondo, in questa parte poco appariscente si dimostra la professionalità della tua comunicazione.

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Cosa includere in calce alla mail



Elementi obbligatori →
Pulsante di disiscrizione
Informativa sulla privacy
Informazioni di contatto
Elementi consigliati →Link ai social
Tagline
Elementi visivi di branding
Link al servizio clienti
Link di referral

In ogni footer email ci sono alcuni elementi che non possono mancare e che garantiscono conformità alle normative e trasparenza verso i destinatari. Primo tra tutti è il link di disiscrizione o gestione preferenze: offrire la possibilità di annullare l’iscrizione o modificare le preferenze di ricezione non serve solo a creare fiducia negli iscritti, è un obbligo legale e dunque deve essere sempre ben visibile e funzionante. 

Disclaimer sulla privacy

Disclaimer sulla privacy e altre conformità legali: una breve nota che informi sull’uso dei dati personali e rimandi alla privacy policy. Serve a tutelare sia te che i tuoi clienti, mantenendo le tue comunicazioni perfettamente in regola con il GDPR. Molti inseriscono un paragrafetto che spiega le normative, ma noi ti consigliamo di inserire semplicemente un link alle informative, in modo da mantenere il footer breve e meno confusionario possibile.

Informazioni di contatto

L’ultimo degli elementi assolutamente necessari sono le informazioni di contatto. Includi indirizzo, numero di telefono e, se possibile, un link diretto al sito web. Oltre a trasmettere fiducia, questi dati rendono l’azienda più facilmente raggiungibile.

Un footer privo di queste informazioni chiave rischia di apparire poco professionale o, peggio, di violare norme sulla protezione dei dati. Le migliori piattaforme di DEM, come lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, integrano automaticamente questi elementi in tutte le tue mail, rendendo impossibile violare le normative, anche per sbaglio.

screenshot di un footer email che presenta tutte le informazioni essenziali: pulsante di disiscrizione, contatti, informativa sulla privacy

Passiamo adesso a tutti gli elementi non obbligatori ma consigliabili. Aggiungere i link ai social media in calce alla mail è un modo semplice ma efficace per favorire l’interazione e rafforzare la presenza del brand, soprattutto se punti molto sul social media marketing. Facebook, LinkedIn, Instagram o YouTube, qualunque siano le tue piattaforme, collegale. In questo modo, chi riceve la tua email può connettersi facilmente al tuo mondo digitale, continuando il dialogo oltre la casella di posta.

screenshot di un footer email sobrio con tre icone social per Facebook, YouTube e LinkedIn

Tagline

Un tocco di stile che molti sottovalutano sono le tagline. Breve e incisiva, serve a rafforzare l’identità del tuo brand e a chiudere l’email con coerenza e tono riconoscibile. Può essere un motto aziendale, una promessa di valore o un riassunto delle competenze principali.

In alternativa, puoi sintetizzare i punti di forza del tuo brand in un piccolo riquadro grafico, come in questo esempio.

screenshot di un footer email con una tagline grafica che legge: "materiali sicuri e testati, benessere garantito, felicità assicurata per il tuo animale"

Immagini

Le immagini possono contribuire a rafforzare la tua identità visiva anche nel footer, tramite: 

  • Il logo aziendale inserito in modo discreto ma riconoscibile. 
  • Elementi grafici ricorrenti del tuo brand, come cornici o pattern visivi che ti aiutano a mantenere coerenza con il resto della comunicazione.
  • Foto, illustrazioni o banner di chiusura che puoi rendere cliccabili per portare i clienti a sezioni specifiche del tuo sito.
screenshot di un footer email introdotto da una cornice grafica prima delle informazioni essenziali

Con un collegamento al servizio clienti trasmetti subito fiducia e ti dimostri reattivo a qualsiasi problema. Nel footer puoi inserire:

  • Link diretto alla chat di assistenza
  • Link a una pagina dedicata o un form di contatto
  • Indirizzo email dell’assistenza
  • Link a una chat di WhatsApp

Se non disponi di un servizio clienti in tempo reale, puoi collegare una pagina FAQ ben strutturata, così offri al lettore una via rapida per ottenere risposte e riduci il numero di richieste dirette. Anche questo è un segnale di attenzione verso il cliente, che rafforza la reputazione del brand.

screenshot di un footer email che indica "Ti serve aiuto? Il nostro servizio clienti è disponibile 24h"

Infine, il footer può diventare uno strumento per la lead generation. Aggiungendo un link dedicato ai referral, ovvero i programmi “invita un amico, ottieni uno sconto”, puoi trasformare un cliente soddisfatto in ambasciatore del tuo brand. In questo modo, grazie a una piccola aggiunta in calce alla mail puoi incentivare la fidelizzazione e spingere la crescita. 

screenshot di un footer email che presenta un pulsante "invita un amico e ricevi 20 euro di sconto"

Un footer email strategico mostra attenzione al dettaglio, aiutando il lettore a trovare subito le informazioni più utili, e mostra ordine e coerenza, rendendo riconoscibile il tono e lo stile del brand e ispirando fiducia nei suoi confronti.

Vediamo quindi alcune best practice e accorgimenti pratici per creare un footer che serva al meglio il suo scopo: informare, rassicurare e, quando possibile, convertire.

  1. Mantieni il footer limpido

Un buon footer email deve essere chiaro e leggibile. Quando il design è semplice, le informazioni essenziali risaltano e non si perdono tra elementi grafici o testi superflui. L’effetto comunica competenza e ordine, qualità che il destinatario percepisce anche inconsciamente.

Limita il contenuto a ciò che serve davvero — le informazioni sulla privacy e legali, i contatti e uno o due elementi di branding, come il logo e un link al servizio clienti, oppure una tagline e un link referral. 

screenshot di una email che presenta una grafica con la tagline nel pre-footer e informativa sulla privacy, icone social, contatti e pulsante di disiscrizione nel footer

Se vuoi inserire più elementi e ti sembra di aver affollato troppo il footer, puoi spostarne alcuni in una sezione pre-footer, cioè una piccola area subito sopra il footer vero e proprio, come in questo esempio, dove la tagline grafica è inserita prima del footer che contiene già pulsante di disiscrizione, contatti, icone social e informativa sulla privacy. Questo rende possibile integrare link aggiuntivi o messaggi promozionali senza appesantire la parte finale della mail.

  1. Assicurati che il footer sia mobile-friendly

Lo diciamo sempre: oggi la maggior parte delle email viene letta da smartphone. Per questo è essenziale che le tue mail, footer compreso, siano responsive, cioè adattabili a qualsiasi livello di zoom e dispositivo (desktop, smartphone, tablet).

Usa font leggibili e pulsanti sufficientemente grandi per essere cliccati facilmente anche su schermi piccoli. Spaziature e allineamenti devono rimanere coerenti, senza creare disordine visivo.

due screenshot della stessa email in versione desktop e mobile. I footer sono perfettamente leggibili e formattati in entrambe

Una buona piattaforma di email marketing ti semplifica il tutto, adattando automaticamente testo, dimensioni e layout email, così che il tuo footer risulti sempre chiaro e proporzionato.

  1. Aggiornalo regolarmente

Per mantenere un’immagine professionale e credibile, aggiorna periodicamente le informazioni: indirizzi, numeri di telefono, link ai social o note legali. Un footer aggiornato comunica che l’azienda è attiva, attenta ai dettagli e coerente con la propria identità attuale.

Scegliere la piattaforma giusta per creare e gestire le tue campagne di email marketing, inclusi i footer, può semplificarti notevolmente la vita. Tutto dipende dalle tue esigenze e dal livello di controllo che desideri avere.

Con SiteGround Email Marketing, puoi progettare e modificare tutti gli aspetti delle tue mail. Il builder drag-and-drop ti consente di creare e modificare il layout senza scrivere una riga di codice, controllando in tempo reale l’aspetto delle tue email sia su desktop che su mobile. Il sistema adatta automaticamente schema, font e spaziatura per ogni dispositivo, ma ti lascia anche la libertà di personalizzare ogni dettaglio nell’editor.

L’applicazione include già un pulsante di disiscrizione conforme alle normative e permette di aggiungere con facilità i link ai social media, adattando colori e stile al tuo branding. In questo modo, il footer resta sempre coerente con l’immagine aziendale e perfettamente leggibile, qualunque sia il formato di visualizzazione.

Se preferisci lavorare manualmente, puoi sempre creare un footer da zero con HTML e CSS di base, ma usare uno strumento dedicato come SiteGround ti fa risparmiare tempo e garantisce risultati professionali e consistenti.

In entrambi i casi, la chiave è bilanciare funzionalità e stile. Un footer ben costruito è un segno tangibile di professionalità che può migliorare l’impatto di ogni tua comunicazione.

banner promozionale per lo Strumento di email marketing di SiteGround. per far crescere la tua attività. Il pulsante legge: inizia subito

Social media marketing fai-da-te: 8 step, 7 format, 3 principi

illustrazione che mostra due persone con un laptop e l'immagine di un post prodotto su social con 504 like

Se gestisci un’attività in autonomia o con un team molto piccolo, probabilmente i social media ti sembreranno una belva volubile e ostica. Sai che ti servono per farti conoscere, che sono una parte essenziale della tua strategia di marketing, ma non sai da dove cominciare per migliorare i tuoi risultati, che fino ad ora lasciano a desiderare. 

Ti sembra di star sempre a correre dietro alle pubblicazioni, alle storie, alla pianificazione. E tutto questo fumo per poco arrosto: nonostante l’impegno le tue idee non sembrano mai fresche, le pagine social restano insipide e i risultati mediocri. Ti manca la scintilla e alla fine ti ritrovi con la sensazione di essere sopraffatto, sempre qualche passo indietro.

Le guide online sono troppo generiche, parlano di concetti troppo astratti e non ti mostrano come passare all’azione. Quindi risolviamo noi. In questo articolo ti proponiamo un percorso di 8 passaggi per impostare una strategia di social media marketing da zero (sì, anche i passi base, ma sempre con un approccio pratico), 7 format che puoi usare subito per ottenere più visibilità, più engagement e più conversioni e 3 principi da applicare a tutte le tue strategie. Insomma, prendi il social media marketing per le corna, senza stress, senza dover delegare a un’agenzia, senza dover perdere giornate intere.

Cos’è il social media marketing

Il social media marketing (SSM) è l’insieme di strategie e attività volte a promuovere un brand o i suoi prodotti e servizi attraverso le piattaforme social. In pratica, ogni volta che usi canali come Facebook, Instagram, LinkedIn o TikTok per connetterti con i tuoi utenti e raccontare la tua storia stai facendo social media marketing. E tra poco vedremo se lo stai facendo bene.

I principi che dominano il SMM sono da un lato la creazione e condivisione di contenuti per catturare l’attenzione e suscitare interesse, dall’altro la costruzione di una comunità attiva e partecipe attorno al brand.

Come creare una strategia di social media marketing

Questa è la parte più basica, ma dobbiamo partire proprio da qui per assicurarci di avere tutte le carte in regola. Costruire una presenza sui social richiede una strategia basata sulla conoscenza del proprio pubblico, su obiettivi concreti e sull’uso delle piattaforme giuste per far risplendere il brand.

Al centro di questo processo c’è l’approccio STP cioè Segmentazione, Targeting e Posizionamento. Questa metodologia di marketing ti guida nell’identificare segmenti specifici di clienti, rivolgerti a quelli più rilevanti e posizionarti in modo coerente con i loro bisogni, abitudini e preferenze. Vediamo come.

1. Individua le tue user personas

Ogni strategia SMM efficace parte dalle stesse domande: A chi stai parlando? Che problemi ha? Come stai aiutando a risolverli?

Per semplificare questo processo, crea una user persona, cioè una rappresentazione semi-fittizia del tuo cliente ideale. Dagli un nome, un’età, un lavoro, interessi, preferenze, esigenze e difficoltà concrete. Immagina le sue giornate, cosa lo motiva e come il tuo prodotto o servizio entra nella sua vita quotidiana.
Poi stampa la foto della tua user persona (o il suo nome, o un’illustrazione che la rappresenti) e tienila in vista. Ogni volta che pianifichi o produci qualche contenuto pensa a come verrebbe ricevuto da lei.

Ad esempio, hai un’impresa locale e la tua user persona è Sara, 34 anni, titolare di una piccola boutique locale di abbigliamento sostenibile, ama sapere quali scelte ci sono dietro ai capi, ai tessuti e agli accessori che vende.

I contenuti social per Sara saranno visivamente curati, video che mostrano la provenienza dei materiali, che spiegano le scelte sartoriali o consigli di stile. Punterai fortemente al territorio, userai tag di localizzazione, collaborerai con influencer locali, creerai sinergie con altre attività della regione, sponsorizzerai eventi e promuoverai iniziative regionali.

2. Chiarisci gli obiettivi

Una strategia social media, come qualsiasi altra strategia di marketing, funziona solo se sai esattamente dove vuoi arrivare. Chiediti quali risultati desideri ottenere: vuoi aumentare le vendite online? Migliorare la notorietà del brand? Fidelizzare i clienti esistenti? I tuoi obiettivi devono riflettere le priorità del tuo business, concentrarsi su ciò che può generare il maggiore impatto e tenere conto del contesto di mercato in cui operi. 

Per alcune attività, soprattutto nei contesti B2C, stabilire questi obiettivi può essere più facile. Per esempio, se hai un ecommerce di moda, potresti stabilire di voler aumentare le vendite di una collezione di prodotti del 20% entro il trimestre, seguendo un framework molto conosciuto.

Il metodo più comune per stabilire obiettivi raggiungibili è il framework SMART: 
– Specifico: mirato a un risultato preciso (vendite tramite Instagram);
– Misurabile: verificabile tramite metriche ottenibili (aumento del 20%);
– Raggiungibile (achievable, in inglese): realistico rispetto alle risorse a disposizione;
– Rilevante: coerente con la direzione generale dell’azienda;
– Temporizzato: definito entro un arco di tempo concreto (entro i 3 mesi).

In questo contesto la misurabilità è molto semplice, perché con il social commerce e con campagne mirate, puoi facilmente osservare le vendite legate alla promozione sui social.

Altre volte, invece, può essere più difficile stabilire un legame tra performance e social media marketing, soprattutto nei contesti B2B. È necessario quindi calibrare le aspettative di cosa è possibile raggiungere. 

Nel nostro caso, per esempio, i clienti di SiteGround non acquistano pacchetti di hosting e site building direttamente dai nostri social. Il nostro funnel è molto più lungo e complesso: c’è chi ci scopre sui social, poi ci ricerca da desktop, poi ancora un po’ sul nostro canale YouTube, e così via. Come stabiliamo allora i nostri obiettivi di SMM? 

Nel contesto B2B, gli obiettivi del social media marketing sono meno quantificabili, ma non per questo meno importanti:

– Brand awareness
– Brand reputation 
– Credibilità
– Leadership nel settore

Senza una presenza sui social il tuo marchio non ispira fiducia e appare isolato, privandosi anche di importanti insight riguardo i trend del settore e i bisogni dei clienti.

3. Analizza competitor e trend del settore

Inizia identificando i tuoi principali competitor e analizzando la loro presenza online: punti di forza, idee che puoi replicare, debolezze e spazi ancora liberi in cui posizionarti. Osserva che tipo di contenuti pubblicano, con quale frequenza e quale livello di coinvolgimento ottengono. Noterai schemi ricorrenti, argomenti che generano più commenti, formati più performanti, toni di voce che il pubblico apprezza e formati post promettenti.

Ad esempio, se gestisci una piccola pasticceria artigianale e noti che un concorrente ottiene ottimo engagement con video “dietro le quinte” delle preparazioni, potresti creare una tua versione del format. Magari con un tocco informale, come una rubrica settimanale sui “disastri in cucina” o interviste lampo ai clienti più affezionati. L’obiettivo è reinterpretare in modo autentico ciò che funziona.

Sfrutta gli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme:

Strumento analytics della piattaformaDati mostrati
LinkedIn AnalyticsEngagement, visualizzazioni e demografia dei follower. Funzione Companies to Track: confronta le tue performance con quelle di aziende simili.
Facebook InsightsCopertura, interazioni e pubblico. Sezione Pages to Watch: monitorare attività ed engagement dei competitor.
Instagram InsightsDati su post, storie e demografia dei follower. Non include un confronto diretto, puoi osservare manualmente crescita e strategie dei concorrenti
TikTok AnalyticsDati su performance video, crescita dei follower, interessi del pubblico

4. Scegli le piattaforme social giuste per il tuo business

Già lo sai, non tutte le piattaforme sono uguali. Alcune sono più indicate per alcuni format e per generare visibilità, altre per costruire community o vendere prodotti. Ma la tua priorità fondamentale nella scelta delle piattaforme deve essere sempre sapere dove trascorre davvero il suo tempo il pubblico target e le aspettative che hanno entrando nell’app.

Ad esempio, se sei un freelance che si occupa di fotografia per cataloghi, LinkedIn è essenziale nel marketing B2B per raggiungere aziende e professionisti interessati ai tuoi lavori.

PiattaformaPubblicoAspettative
InstagramMillennial – Gen ZFoto, meme, curiosità
LinkedInPubblico professionale, Millennial, Gen X, BoomerContenuti professionalizzanti, networking
TikTokGen Z, Millennial più giovaniIntrattenimento, curiosità, contenuti umoristici
FacebookPubblico 25+Scambio di opinioni nella community, intrattenimento
YouTubeMillennialContenuti educativi

5. Pianifica la tua strategia di contenuti

Una volta raccolte tutte le informazioni dovrai pianificare come trasformare i dati in contenuti veri e propri. Ti proponiamo due strategie diverse. La prima è la regola del 60/20/20.

Ogni settimana, la proporzione dei tuoi contenuti sarà:

– 60% Contenuti educativi o utili, che offrono valore concreto al pubblico (guide, consigli pratici, mini-tutorial)
– 20% Contenuti legati al brand, che mostrano personalità, valori e tono umano dell’azienda
– 20% Contenuti promozionali, che mettono in evidenza prodotti o servizi in modo diretto ma non invadente

Seguendo questa proporzione, ti presenti in primis come fonte affidabile e interessante, costruisci fiducia, rendi il marchio riconoscibile. Quando arriva il momento di promuovere un’offerta, il pubblico è già simpatizzante e pronto ad ascoltare.

La seconda è la strategia della tripla V:

Ogni settimana, avrai un ciclo di 3 tipi di contenuto:

– 1 Contenuto per la Viralità: un post che intrattiene o aggancia (umoristico, ispirazionale o un trucchetto pratico). Serve a farti scoprire da nuovi utenti che ancora non conoscono il tuo brand 
– 1 Contenuto di Valore: un post che insegna qualcosa o parla di un problema che vivono gli utenti. In questa fase costruisci fiducia e autorevolezza, rendendo i tuoi follower coscienti di un problema
– 1 Contenuto di Vendita: In questa fase offri la soluzione al problema, con un post che promuove un prodotto o servizio (magari con sconto) per convertire clienti

Così accompagni l’utente lungo tutto il percorso: Attenzione→fiducia→azione→ ripeti

Qualsiasi strategia tu scelga di usare, ogni piattaforma ha il suo algoritmo, cioè premia comportamenti diversi. Quindi adatta sempre i messaggi, il formato dei contenuti e la frequenza di pubblicazione alle abitudini reali del tuo pubblico e alle aspettative della piattaforma stessa. Lo trovi tutto riassunto nella tabella qui sotto.

PiattaformaTipo di contenutoFormatCosa valuta positivamente la piattaforma
InstagramUmoristico, lifestyle, dietro le quinte, brevi storie/consigliReel brevi,Caroselli immagini, StoriesTempo passato su ogni contenuto, salvataggi, commenti, condivisioni, interazione con i follower
LinkedInContenuti professionalizzanti e aggiornamenti e opinioni su trend di settorePost di nicchia e focalizzati, case-study, reportCoerenza con il settore e competenza, post che generano discussioni ragionate
TikTokCuriosità, trend virali, video che trasmettono spontaneità, non alto valore di produzioneVideo brevi, ritmo estremamente dinamicoInterazioni utenti entro le prime ore (like, commenti, condivisioni, completamento video), adesione alle tendenze per le info video (caption, hashtag, etc)
FacebookDiscussioni amichevoli riguardo argomenti di nicchia, opinioniPost e video brevi su pagine e gruppiInterazioni (commenti, condivisioni) da parte delle persone conosciute e/o community
YouTubeGuide pratiche, spiegazioni, argomenti tecnici spiegati per un livello amatorialeVideo-guida (versione mini per gli shorts o versione estesa per i video lunghi), video-saggi, interviste dal valore di produzione medio-altoTempo di visione totale, CTR ad altri video, rilevanza all’argomento

6. Coltiva la community

Più importante di avere un gran numero di follower è che quei follower interagiscano e vedano ciò che pubblichi.

Ricorda di:

  • Rispondere ai commenti con consigli veramente utili
  • Rispondere alle domande nelle caselle di messaggistica diretta
  • Interpellare la community con sondaggi (Stories di Instagram) e domande aperte
  • Interagire attivamente con i contenuti degli altri, inclusi gli esperti del settore su LinkedIn e i post più popolari sugli altri social
  • Partecipare alle challenge più popolari su TikTok o lanciarne una tua per coinvolgere il pubblico e farti notare anche da nuovi utenti.

Per creare spazi di conversazione dove i clienti possono condividere esperienze o tenersi aggiornati, puoi:

  • Inviare aggiornamenti diretti tramite i Broadcast Channels di Instagram
  • Apri gruppi Facebook per creare momenti più personali
  • Organizza dirette su Facebook Live o Instagram Live per discutere in tempo reale di novità, curiosità o risolvere problemi comuni

E se in tutto questo riesci ad aggiungere un pizzico di umorismo sincero, tanto meglio. Far sorridere chi ti segue è spesso il modo più rapido per farsi ricordare.

Monitora le conversazioni della community. Se noti lamentele riguardo un tuo prodotto o servizio hai due soluzioni:

– Se si tratta di informazioni non corrette o malintesi, commenta educando la community e rettificando con le informazioni più aggiornate.
– Se si tratta di un problema reale, risolvilo e torna alla stessa discussione (anche mesi dopo) e rendi noto il fatto che hai ascoltato il feedback della community e hai risolto il problema.

Questo migliora enormemente la fiducia degli utenti nei tuoi confronti, che si sentono ascoltati e presi sul serio e, come bonus, migliora la tua SEO per IA, in quanto i motori generativi vedono una lamentela e la tua risoluzione.

7. Calendarizza logicamente

Ora raccogliamo tutti i pezzi e mettiamoli insieme in modo da non farti travolgere. Il primo errore che in molti commettono è pensare di poter relegare il social media marketing ai ritagli di tempo. Ma avrai già capito da quello che hai letto fino ad ora che il SMM richiede tempo, attenzione e costanza. 

Per non perdere ritmo e soprattutto per non sentirti sopraffatto, crea un calendario editoriale che ti permetta un flusso regolare. Ricorda la regola della Tripla V o del 60/20/20, per esempio:

Educativo / utile (60%)Mini-tutorial, guide passo passo, consigli pratici, checklist, trucchi del mestiere, case study clienti3 volte a settimana
Brand (20%)Post sul team, valori aziendali, dietro le quinte, momenti personali o storytelling del brand1-2 volte a settimana
Promozionale (20%)Offerte, prodotti in evidenza, servizi spiegati, campagne stagionali1-2 volte a settimana

Non dimenticare poi che a seconda della piattaforma che usi, ci saranno orari e giorni della settimana ottimali per pubblicare contenuti:

  • Instagram: Lunedì–Venerdì, 11:00–21:00
  • TikTok: Lunedì–Venerdì, 13:00–00:00
  • LinkedIn: Martedì–Giovedì, 07:00–18:00
  • YouTube: Lunedì–Venerdì, 12:00–21:00
  • Facebook: Lunedì–Venerdì, 08:00–18:00

Per non sentirti sopraffatto, dovrai anche fare spazio a tutto quello che circonda l’esecuzione di questi contenuti. Il nostro consiglio è di creare due calendari. Il calendario editoriale che abbiamo già visto e un calendario personale che ti aiuti a tenere il tuo tempo sotto controllo. Suggeriamo di iniziare con queste proporzioni:

– 15% Pianificazione dei contenuti: brainstorming idee, verifica trend, aggiornamento del calendario editoriale (Ex. 1-2 volte a settimana, 40 minuti ciascuna)
– 45% Creazione contenuti: scrittura contenuti, riprese in batch, fotografia, grafica, editing (Ex. 1-2 volte a settimana, 2 ore circa ciascuna)
– 30% Interazione con la community: rispondere a messaggi e commenti, interagire su forum e pagine di terzi (Ex. 3-5 volte a settimana, 30-40 minuti ciascuna)
– 10% Analisi: metriche dei canali, verifica competitor (Ex.1 sessione di 30-60 min)

8. Analizza e perfeziona

L’ultimo passo di una strategia di social media marketing efficace è l’analisi. Osserva con attenzione i pattern: quali post ottengono più interazioni? Quali orari o formati generano più visualizzazioni? Da lì potrai regolare la frequenza delle pubblicazioni, affinare lo stile dei contenuti o rivalutare su quali piattaforme concentrare gli sforzi.

Ricorda che a volte gli obiettivi iniziali sono troppo ambiziosi o il mercato richiede più tempo per reagire. L’importante è analizzare i dati, capire cosa non ha funzionato e correggere la rotta per un corso più sostenibile.

Utilizza gli strumenti di analytics integrati nelle piattaforme: 

Monitora le metriche più importanti: 
– Tassi di coinvolgimento (engagement rate)
– Impression
– Interazioni social (condivisioni, reazioni, commenti, like)
– Tasso di completamento video
– Crescita dei follower
– Brand mention
– CTRConversioni

Format e tattiche per i social

Ogni social privilegia linguaggi e dinamiche diverse, quindi ora che hai definito la tua strategia, è il momento di conoscere i formati e le tendenze che possono fare la differenza. 

1. Mille e una notte in video brevi

C’è un motivo per cui tutti i social hanno seguito l’esempio di TikTok e integrato Reels (Instagram e Facebook), Shorts (YouTube) e video brevi di ogni tipo. Abbiamo tutti sentito parlare delle capacità di concentrazione sempre più in calo, il famoso short attention span. Sui social è un fenomeno innegabile, l’attenzione è volatile e dopo pochi secondi lo scroll è inevitabile.

I video brevi funzionano perfettamente in simbiosi con questa tendenza. Catturano l’attenzione e intrattengono lo spettatore viva su più livelli di stimolo: la musica, il dialogo, le immagini, il testo, il rapporto ironico o umoristico tra ciò le immagini e ciò che viene detto.

Screenshot di un video dalla pagina Instagram di SiteGround. Il video è parte di una serie che spiega termini tecnici riguardo i siti

Tuttavia, i format più efficaci nei video brevi sono quelli che lasciano lo spettatore con una punta di inappagamento. Un video che:

  • Omette un pezzo chiave di informazione (la conclusione di una storia, i risultati raggiunti con una nuova tecnica, il vincitore di una gara)
  • Promette di rivelare il risultato finale in un secondo momento (una creazione di artigianato completa, il reveal di outfit per un evento importante, il risultato di un esperimento)
  • Elude una rivelazione completa (divide la storia in più parti o è parte di una miniserie, come l’esempio qui sopra)

Tutte queste tecniche portano gli utenti a cercare più dei tuoi contenuti, anziché ad andarsene appagati (e forse non tornare più). In pratica, non chiudere mai del tutto il cerchio. Dietro le quinte dei tuoi social devi essere Shahrazād delle Mille e una notte, interrompere al momento giusto e farli tornare una volta ancora.

Non dimenticarti di aggiungere i sottotitoli ai tuoi video.
Molti utenti potrebbero non essere in grado di ascoltare l’audio a causa di disturbi dell’udito o limitazioni situazionali (intorno rumoroso, mancanza di auricolari, ecc).

2. Meme

Partecipare ai trend di meme ti mette sullo stesso piano del tuo pubblico, creando connessione e simpatia nei tuoi confronti. 

screenshot di un post meme dalla pagina Instagram di SiteGround

La chiave però è il tempismo: devi partecipare al momento giusto, pubblicando la tua versione del meme entro le prime 48 ore dal picco di viralità. Dopo quattro giorni è già troppo tardi, rischi di sembrare indietro con i tempi e perdere credibilità.

Prima di saltare sul trend, chiediti anche se si adatta davvero al tuo brand, alla tua offerta e al tuo tono di voce. Se la risposta è no, per questa volta è meglio passare oltre. Un meme azzeccato ti fa apparire spontaneo e simpatico, uno forzato, invece, ti fa sembrare cringe.

3. Timelapse e loop

Pensa a quanto sono ipnotici quei video dove dei tappeti estremamente sporchi vengono puliti con idropulitrici e tubi a pressione. Il processo reale richiede ore di lavoro fisicamente stancante, ma in timelapse lo puoi guardare in pochi minuti. 

I video in timelapse funzionano proprio perché mostrano processi lunghi e complessi in poco tempo, regalandoci tutta la soddisfazione del risultato senza la fatica e il tempo impiegati nella realtà. Questo formato è ideale per attività artigianali, lavori manuali o creativi (la preparazione di un dolce, la sistemazione di una vetrina, l’intaglio di un oggetto in legno) che permettono di mostrare il valore del tuo lavoro quotidiano senza copioni e con poca preparazione.

I loop, cioè quei video dove la fine si lega indistinguibilmente all’inizio del video, funzionano altrettanto bene perché riducono a zero l’attrito: sono brevi, sono fluidi, non c’è una “fine” del video in cui gli utenti tendono naturalmente a fare scroll. Questo spinge gli spettatori a guardarli più volte, segnalando ottima retention all’algoritmo e quindi favorendo la visibilità nei feed.

4. Visualizzazione dei dati

Quando devi educare il pubblico, condividere insight o dati raccolti, mostrare competenza e autorevolezza, appoggiati ai contenuti visivi. 

  • Infografiche per rappresentare le statistiche o i processi complessi
  • Grafici comparativi per mostrare differenze chiave
  • Icone e simboli per rappresentare concetti in un colpo d’occhio
  • Animazioni dei dati per mostrare cambiamenti nel tempo

Puoi integrare questi elementi nei caroselli, nelle immagini statiche, o anche nei video quando hai informazioni complesse che vuoi comunicare rapidamente.

5. Social commerce

Sempre più utenti, soprattutto i più giovani, fanno acquisti direttamente dai social. Questo è possibile grazie a strumenti come l’acquisto in app (in-app checkout), cioè Instagram Checkout e TikTok Shop. In questo modo, gli utenti possono scoprire e comprare prodotti senza mai doverli cercare o trovare sul web, ma comprandoli direttamente dall’app oppure venendo reindirizzati da un post al carrello pronto al checkout.

Per le piccole imprese nel contesto B2C, il social commerce rappresenta un’opportunità preziosa, raggiungendo i clienti dove già trascorrono una fetta enorme del loro tempo e riducendo al minimo l’attrito: l’acquisto è immediato, semplice, senza sforzo alcuno.

Assicurati che il tuo catalogo prodotti sia pronto per l’acquisto in app e valuta promozioni o offerte esclusive per stimolare gli acquisti direttamente dai social.

6. Elementi interattivi

Se noti che hai buone visualizzazioni ma non molta attività o engagement, significa che hai bisogno di incorporare elementi interattivi, rendere il tuo brand più approcciabile e i tuoi contenuti più coinvolgenti. Puoi usare:

  • Quiz o sondaggi a cui gli utenti sono invitati a rispondere nei commenti.
  • Slide “da riempire” alla fine di un carosello affinché il pubblico condivida storie o esperienze simili a quelle che hai raccontato nel resto del post.
  • Slide“trova le differenze”, grazie a cui gli utenti tornano sullo stesso contenuto più volte e commentano.
screenshot di un post dalla pagina Instagram di SiteGround che propone un quiz sulla sicurezza in occasione del Worldbackup Day

Se non hai una community estremamente affiatata, questi elementi funzionano al meglio se le interazioni sono rapide e semplici, spingendo anche chi non ti segue a partecipare senza pensarci troppo.

7. User-Generated Content

User Generated Content, o UGC, significa contenuti creati dagli utenti, cioè il riutilizzo, tramite screenshot o ricondivisione, di quei contenuti creati spontaneamente dai tuoi clienti e che esprimono un’esperienza positiva con il tuo brand e i suoi prodotti o servizi. 

screenshot di un post dalla pagina Instagram di SiteGround che raccoglie molti screenshot di recensioni positive

Quando usi gli UGC nelle stories, nei caroselli, o come materiale di supporto per video, aumenti la credibilità e il coinvolgimento e mostri ai tuoi clienti che li hai a cuore, che ti interessa che vivano un’esperienza positiva e che celebri i loro traguardi. In più, gli UGC sono contenuti gratuiti, che non richiedono nessuna preparazione e solo un minimo di editing per raccoglierli nel formato che ti si addice. 

I tipi di UGC che puoi usare sono:

  • Screenshot di testimonianze e recensioni dei clienti per mettere in evidenza la loro esperienza reale.
  • Caroselli con contenuti inviati dagli utenti, tipo una compilation di post o immagini ricevute.
  • Contest che invita il pubblico a creare contenuti da includere nei tuoi caroselli o stories.
  • Ricondivisione di utilizzi creativi del prodotto/servizio, esempi reali che possono ispirare altri e aumentare la fiducia.

Principi per fare marketing sui social

Prima di chiudere vediamo quali sono i principi che devono essere presenti in tutte le tue strategie e format di social media marketing.

1. Autenticità

L’autenticità è più importante che mai. Gli utenti sono ben coscienti di essere bersaglio di campagne di marketing. Sono stanchi dei contenuti troppo curati, delle produzioni complesse e patinate e cercano connessioni più vere e approcci più trasparenti. 

Se hai una piccola attività, questo è un vantaggio enorme, perché puoi permetterti di mostrare sempre il lato umano della tua attività e risultare credibile. Condividi ciò che è genuino e ti permette di creare vicinanza personale e simpatia nel pubblico: pubblica dietro le quinte, racconta errori passati e aneddoti reali e ricondividi i contenuti generati dagli utenti stessi.

screenshot di un video della pagina Instagram di SiteGround dove la presentatrice siede comodamente su una poltrona e parla al pubblico con atteggiamento amichevole

2. Influencer e collaborazioni

Anche se non è niente di nuovo, l’influencer marketing resta efficace perché aumenta credibilità e autenticità. La chiave è collaborare con creatori di nicchia (la tua nicchia), che comunicano in modo genuino con il loro pubblico e che hanno comunità affiatate.

Scegli influencer che rispecchiano i valori del tuo brand. Vedendo qualcuno di fiducia consigliare un prodotto o servizio, il pubblico avrà un’impressione molto più autentica di una semplice pubblicità. Questa forma di social proof rafforza notevolmente la reputazione del tuo marchio senza richiedere grandi budget.

3. IA per velocizzare

L’intelligenza artificiale può aiutarti a automatizzare gran parte del lavoro, soprattutto nella pianificazione, nell’adattamento, nell’estensione, nella sintesi dei contenuti e nell’analisi dei risultati. 

screenshot con l'esempio di una richiesta a ChatGPT di creare una tabella partendo da dati previamente suggeriti

Per esempio, se hai un copione per un video YouTube, puoi usare l’IA per crearne un altro per uno short per Instagram sullo stesso argomento. È importante indicare chiaramente obiettivi e differenze di formato. Oppure puoi raccogliere dati di analytics e usare l’IA per avere suggerimenti su cosa deve essere migliorato nella tua strategia.

Se vuoi approfondire su come ottenere risposte efficaci da ChatGPT a questo tipo di richieste, abbiamo un articolo che lo spiega. Oppure, puoi scaricare la nostra raccolta di prompt ChatGPT per il marketing e adattarli al tuo business.

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Cosa fa il social media marketing per te

Prima dei social media, farsi conoscere significava affidarsi al passaparola o alla pubblicità locale: lenti, costosi e difficili da misurare. Oggi, con oltre 5,4 miliardi di utenti attivi nel mondo, i social sono diventati il luogo principale dove le persone scoprono nuovi brand, si informano e decidono di acquistare. Basti pensare infatti che più del 40% degli utenti social usa queste piattaforme come motori di ricerca.

illustrazione riassuntiva: a cosa serve il social media marketing. 1 aumentare la visibilità 2 convertire e portare lead 3 migliorare la SEO 4 coinvolgere e fidelizzare il pubblico 5 pubblicizzare senza spendere

Per chi gestisce una piccola attività, il social media marketing offre cinque vantaggi principali:

1. Aumenta la visibilità e la credibilità del brand
Anche quando i social non sono legati alle conversioni in modo facilmente quantificabile, come nel settore del B2B, il social media marketing è comunque una parte fondamentale della brand awareness. Ogni contenuto pubblicato e ogni scambio lavora per far emergere la tua identità. Con il tempo, le interazioni organiche – commenti, condivisioni, salvataggi — fanno circolare il tuo nome e costruiscono la tua reputazione e aumentano la tua visibilità. 

🔊 Consiglio per rafforzare reputazione e fiducia sui social 🔊
Attiva la funzione per le recensioni su Facebook. Le testimonianze positive autentiche possono avere più peso di qualsiasi slogan pubblicitario.

2. Converte e porta lead

Nel B2C, i social sono una delle grandi fonti di:

  • Lead generation (puoi raggiungere moltissimi segmenti di pubblico sui social)
  • Conversione, grazie al social commerce e alla possibilità di linkare pagine prodotto direttamente nei post.

3. Contribuisce alla tua SEO

I post di Facebook e Instagram possono comparire nei risultati di ricerca di Google, contribuendo alla tua SEO sui motori di ricerca tradizionali.

Inoltre, e forse ancora più importante, le discussioni della community dove vieni menzionato positivamente o dove contribuisci in modo utile sono ottime per la nuova SEO, in quanto segnalano ai motori IA generativi che sei una fonte autorevole, che si parla di te sui social, che sei un elemento noto del settore.

4. Coinvolge e fidelizza il pubblico.
I social sono il canale più immediato per creare relazioni. Rispondere ai commenti, dare consigli utili, condividere momenti reali del tuo lavoro ti rende riconoscibile e relatable, cioè vicino al tuo pubblico. È proprio sulla base di questo che dovrai scegliere le piattaforme, ma ne parliamo qualche paragrafo più in basso.

5. È efficiente e accessibile.
Puoi ottenere risultati reali anche con budget minimi. Puoi usare gli Ad, ma anche solo offrendo una presenza costante e contenuti di valore puoi mantenere vivo il contatto con il pubblico e generare fiducia nel tuo marchio. 

Crea un’esperienza fluida tra social media e sito

I social media sono una miniera d’oro per le piccole imprese. Conoscere il tuo pubblico, definire obiettivi chiari e scegliere le piattaforme giuste ti permette di fare leva su di esse appieno.

Ma per quanto virale possa diventare il tuo contenuto (con tutti gli auguri del caso), non puoi fare a meno di un sito web. Il sito è la tua base operativa, il luogo dove il pubblico può approfondire informazioni sui tuoi prodotti o servizi e verificare la tua professionalità. Avere un sito ben strutturato aumenta credibilità, fiducia e percezione di qualità del tuo brand.

Per chi ha bisogno di creare un sito in modo semplice ma professionale, uno strumento come il Website Builder di SiteGround offre tutto ciò che serve: interfaccia intuitiva, design curato, accessibilità garantita e integrazioni con strumenti IA per velocizzare il tutto. In questo modo, puoi chiudere il cerchio tra social media e sito web, offrendo ai tuoi clienti un’esperienza coerente e completa, che sostiene la crescita del tuo business.

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Come fare lead generation: 9 Strategie e 5 strumenti

illustrazione di un megafono accanto a varie tecniche di lead generation: un form, un ad su social, una live chat

Tutti vogliono far crescere la propria attività. Non tutti però sanno come fare lead generation, cioè attrarre e qualificare i potenziali clienti. Noi lo sappiamo, grazie a più di 20 anni di esperienza nel settore del web hosting, e in questo articolo condividiamo con te tutto quello che abbiamo imparato. 

Nella tabella qui sotto ti riassumiamo gli strumenti più usati per la generazione di lead e le strategie che ne fanno uso, che vedremo una per volta nel dettaglio in questo articolo.

StrumentoTattica
Lead magnet→ Strategia di contenuti
→ Periodi di prova
→ Webinar
Landing page→ Pubblicità sui social
→ Periodi di prova
→ Eventi
Form di iscrizione→ Strategia di contenuti
→ Referral
→ Eventi
→ Giveaway e contest
Live chat→ Supporto immediato
Email Marketing→ Corsi email
→ Giveaway e contest
→ Eventi
→ Strategia di contenuti

Cos’è la lead generation?

La lead generation, o generazione di lead, è la pratica di attirare potenziali clienti, catturare la loro attenzione e dirigerla verso il proprio business e trasformarli in contatti concreti. Un lead, infatti, non è ancora un cliente, ma qualcuno che indica segnali d’interesse. Questi segnali di interesse potrebbero essere la compilazione di un form, una guida scaricata, una richiesta di preventivo o anche solo un contatto email lasciato intenzionalmente.

schema di esempi di inbound lead generation (articoli blog, post social, video tutorial, ebook) e outbound lead generation (cold calling, cold emailing, campagne pubblicitarie su social e su web)

La lead generation avviene in due modi:

  • Inbound lead generation, cioè lasciare che i clienti si avvicinino naturalmente alla tua offerta. Questo avviene attraverso contenuti che gli utenti consulteranno di propria volontà, come articoli (con debita ottimizzazione SEO), post sui social (targettizzati), video tutorial (pianificati sulla base dei dubbi reali del tuo pubblico).
  • Outbound lead generation, cioè trovare utenti promettenti e volgere la loro attenzione alla propria offerta. Questo solitamente avviene attraverso cold calling, cold email mirate o campagne pubblicitarie ben segmentate.

Prima di procedere ci è utile fare un’ultima distinzione tra lead e prospect, per evitare confusione. Un lead è un contatto appena acquisito, un’opportunità. Un prospect, invece, è un lead qualificato, un contatto che ha dimostrato un interesse concreto e che rientra nel nostro target ideale.

Architettura base delle strategie di lead generation

Anche se i dettagli delle singole metodologie sono peculiari, c’è un’architettura che le accomuna tutte. Questi sono gli step che dovrai implementare indipendentemente dal metodo o strumento in uso.

  • Passo 1: Definisci con esattezza il tuo cliente ideale. Crea profili dettagliati dei tuoi clienti ideali (le buyer personas), cosa li preoccupa, quali sono i loro obiettivi, quali ostacoli incontrano, dove passano il loro tempo. Meglio li conosci, più potrai offrire loro ciò che desiderano davvero e creare messaggi che lo comunichino.
  • Passo 2: Pianifica i contenuti di lead generation per una rilevanza ottimale. Ogni scelta, ogni parola, immagine e tempistica deve rispondere alle esigenze concrete delle buyer personas nelle diverse fasi del funnel in cui si possono trovare.
  • Passo 3: Strategie di targeting avanzato. Utilizza le piattaforme digitali per raggiungere i segmenti specifici che hanno più potenziale (certi settori, posizioni geografiche, ruoli professionali o interessi).
  • Passo 4: Stabilisci un sistema di lead scoring. Durante le prime interazioni (form, sondaggi, chat, chiamate) raccogli le informazioni che ti permettono di qualificare i contatti (dati demografici, azioni tracciabili). Poi attribuisci un valore ai contatti in base a quanto aderiscono al profilo utente ideale. Puoi farlo con un CRM o semplicemente sviluppando un tuo sistema interno.
  • Passo 5: Fai lead nurturing. Questo significa coltivare i lead attraverso journey personalizzati che includono email, contenuti e offerte di valore. Per chi si mostra reticente, il retargeting è il tuo alleato.

Gli strumenti per fare la raccolta lead

Prima di poter esaminare le strategie da mettere in pratica vediamo quali sono gli strumenti che le rendono fattibili. Quando parliamo di strumenti per la lead generation, ci riferiamo a software, funzionalità e risorse digitali che permettono di mettere in pratica la lead generation in modo efficiente e scalabile. Ogni strumento ha il compito di semplificare il processo di raccolta lead, ottimizzarlo e trasformare l’interesse in contatti reali e qualificati.

1. Lead magnet

Partiamo dal re della raccolta lead, ovvero il magnet. Un lead magnet è un incentivo pensato per spingere un utente a diventare lead, qualcosa di valore che viene offerto gratuitamente, che risolve un problema, insegna qualcosa o facilita l’esperienza con il tuo prodotto o servizio. I lead magnet più comuni includono contenuti scaricabili, sconti, prove gratuite o webinar.

screenshot di un form per un ebook scaricabile inserito in un articolo di SiteGround

Vediamo ognuno di questi e per quali funzioni si prestano meglio.

eBook: 

Ideali per: Approfondire un argomento, educare il pubblico e consolidare l’autorevolezza del brand, attrarre lead interessati a conoscenze specifiche.
ChecklistIdeali per: Elenchi pratici e rapidi da seguire, ottimi per guidare l’utente in processi complessi o attività ripetitive con molti step difficili da tenere a mente.
White paperIdeali per: Documenti autorevoli e dettagliati su temi complessi. Perfetti per il B2B e per lead che cercano informazioni solide e approfondite.
Case studyIdeali per: Mostrare esempi reali di successo, dimostrare come il tuo prodotto o servizio risolve problemi concreti.
StatisticheIdeali per: Dati, ricerche e trend che supportano decisioni aziendali, convincere i prospect con numeri concreti.
GuideIdeali per: Istruzioni passo-passo su come affrontare un problema o usare un prodotto/servizio, aiutano a generare fiducia, soprattutto negli utenti alle prime armi.
TemplateIdeali per: Modelli pronti all’uso, fogli di calcolo o layout di documenti. Utili per chi cerca praticità e risparmio di tempo.
Sconto o couponIdeali per: Incentivare l’azione immediata in chi è già vicino alla decisione d’acquisto.
Periodo di prova o demo gratuitaIdeali per: Permettere all’utente di testare il prodotto o servizio senza rischi, dimostrando concretamente il valore offerto.
WebinarIdeali per: Sessioni live o registrate che forniscono conoscenze approfondite e interazione diretta. Efficaci per educare e creare engagement.

2. Landing page

Per landing page si intende una pagina la cui unica funzione è presentare un prodotto, servizio, o lead magnet e invitare a un’azione, come iscriversi a una newsletter, scaricare una guida o richiedere una demo o un preventivo. 

Queste pagine sono spazi essenziali, a cui i visitatori solitamente arrivano spinti da una pubblicità o un link, solitamente sui social o altre pagine.

screenshot della landing page per un corso email di SiteGround. lo screenshot evidenzia le CTA, la lista benefici e il form

Una buona fonte di ispirazione sono di solito altri esempi di landing page ben progettate. Puoi adottare gli accorgimenti che trovi o sperimentare con l’A/B testing per capire cosa funziona meglio con il tuo pubblico.

Abbiamo una guida completa alla creazione delle landing page, ma riassumiamo qui gli elementi di una landing chiara e irresistibile.
✅ Obiettivo unico: la pagina deve ruotare attorno a un’unica call to action (CTA).
✅ Titolo che cattura subito l’attenzione, spiegando in modo diretto il valore della tua offerta. Il sottotitolo rassicura e fornisce contesto.
✅ Visual accattivanti e testi dritti al punto, che mettono in evidenza i benefici e aiutano il visitatore a capire perché dovrebbe agire.
✅ Pochi elementi di disturbo: non sono presenti menu superflui, pop-up e link non necessari.
✅ Caricamento rapido
✅ Design responsive, perfettamente leggibile e navigabile anche da smartphone o tablet, da cui ormai arriva la maggior parte del traffico web.

3. Form per il sign up

I form di iscrizione sono formulari integrati alle pagine del tuo sito che raccolgono i dati essenziali per entrare in contatto con gli utenti e ti permettono di avviare una relazione più diretta e qualificata. I form possono presentarsi sotto forma di pop-up, come elementi statici all’interno della pagina, o come form fluttuanti nella sidebar.

screenshot di un form per il signup alla newsletter di SiteGround

Quando integri un form al tuo sito, è importante non essere invasivi. Un pop-up o form fluttuante vanno bene, ma non devono impedire l’accesso ai contenuti e alle funzionalità della pagina, altrimenti rischiano di infastidire gli utenti e allontanarli.

In senso puramente pratico, per integrare un form al tuo sito dovrai disegnarne uno tu stesso oppure, più facilmente, usare un plugin che funzioni con il tuo sito e il tuo servizio di email marketing. Noi chiaramente siamo di parte, quindi ti suggeriamo il nostro plugin di lead generation per WordPress, che si collega facilmente al nostro Strumento di Email Marketing per sviluppare mailing list di interessati.

Un buon form, deve avere:
✅ Testo chiaro e orientato all’azione: comunica subito i vantaggi dell’iscrizione e invoglia l’utente a compilare il modulo.
✅ Richiesta solo delle informazioni essenziali: nome e email sono il minimo per iniziare. Se vuoi più informazioni per segmentare i tuoi lead, dovrai trovare il giusto equilibrio tra dati utili e semplicità, senza scoraggiare la compilazione.
✅ Aspetto visivo curato e CTA evidente: il pulsante deve spiccare, con una richiesta chiaro e invitante.
✅ Riduci gli ostacoli: evita campi inutili, captcha complessi o richieste ridondanti che rallentano o frustrano l’utente.

4. Live chat

Le live chat sono strumenti utili nel generare lead ma soprattutto nel qualificare i lead in tempo reale. 

screenshot della live chat di SiteGround

Mentre gli utenti curiosi o interessati si possono avvicinare a te grazie ad una live chat, tu, attraverso domande mirate, puoi capire se ognuno di questi visitatori è in linea con il tuo prodotto o servizio, evitando di sprecare tempo e risorse nell’inseguire contatti poco pertinenti.

I vantaggi principali sono:
– Interazione immediata: Rispondi subito a dubbi, domande o richieste di supporto, aumentando la soddisfazione e fiducia dell’utente.
– Comunicazione personalizzata: Puoi adattare il messaggio in base alle esigenze del singolo visitatore, rendendo l’interazione più rilevante e convincente.
– Riduzione dei tassi di abbandono: Un invito a chattare al momento giusto può trattenere utenti sul sito che altrimenti lo avrebbero lasciato.
– Raccolta dati preziosi: Otterrai informazioni strategiche sui prospect, dai contatti base alle preferenze e necessità, utili per segmentare e nutrire i lead in maniera più efficace.

5.  L’Email Marketing

L’email marketing è uno strumento di cui avrai bisogno in quasi tutte le tue strategie di lead generation, in quanto le email sono il modo principale di nutrire i lead e guidarli lungo il funnel del customer journey, offrendo valore in ogni fase del percorso. 

Per scegliere un buon strumento di email marketing, assicurati di poter:
✅ Segmentare fasce di pubblico in base a dati demografici, comportamenti e interazioni
✅ Usare template facili da personalizzare
✅ Sfruttare l’automazione impostando flussi di email automatici per i vari percorsi (accoglienza, educazione, conversione)
✅ Avere supporto IA per la creazione di testi e immagini
✅ Avere strumenti analytics integrati per poter monitorare l’andamento delle tue campagne

Se vuoi avere tutto questo in modo semplice ed efficace, lo Strumento di Email Marketing di SiteGround offre tutte le funzioni necessarie per creare campagne vincenti in modo totalmente intuitivo con un’interfaccia grafica e dozzine di template. 

Per creare testi di impatto e immagini professionali puoi usare l’AI assistant e la galleria IA, entrambe addestrati dai nostri sviluppatori per dare i migliori risultati. Per analizzare i risultati e il comportamento del pubblico hai a disposizione gli strumenti di analytics – insomma, un sistema completo, intuitivo e pensato per trasformare i tuoi lead in clienti reali.

Tattiche per fare lead generation

Per una lead generation di successo, vorrai mettere in atto più tattiche contemporaneamente, con lo scopo di muovere gli utenti attraverso il funnel del marketing, da un primo stadio di consapevolezza del tuo brand fino alla conversione.

Illustrazione del funnel del marketing. Le 4 fasi dall'altro verso il basso sono: consapevolezza, interesse, decisione, azione

Dall’importanza dei contenuti mirati, alla lead generation via email marketing, alla generazione lead sui social e in persona, vediamo le 9 strategie per attrarre potenziali clienti. 

1. Metti in atto una strategia di contenuti

Una strategia di contenuti consiste nella creazione e distribuzione di contenuti di valore (articoli, eBook, white paper, video, guide o casi studio) pensati per rispondere in modo concreto alle domande e ai bisogni e dubbi del tuo pubblico. Così il tuo brand si stabilisce come fonte autorevole e degna di fiducia, il che è proprio alla base di qualsiasi strategia di lead generation inbound.

Per costruire una content strategy che funzioni davvero:
– Parti dai bisogni reali del tuo pubblico. Conduci sondaggi, interviste o semplici conversazioni sui social per capire quali sono le sfide quotidiane dei tuoi potenziali clienti. Analizza i trend di settore e i contenuti dei competitor per individuare i temi più discussi e quelli più trascurati. L’obiettivo è capire cosa preoccupa davvero il tuo pubblico, e offrire risposte più pertinenti di chiunque altro.
– Pianifica l’uso dei diversi formati a seconda degli interessi del tuo pubblico. Ogni mezzo serve a uno scopo preciso. Gli articoli del blog sono perfetti per condividere aggiornamenti frequenti e risposte rapide; i post sui social attirano l’attenzione e incuriosiscono in poche parole, le storie e video dietro le quinte costruiscono un’immagine dell’impresa e gli eBook approfondiscono temi complessi che possono attirare un pubblico più o meno esperto.
– Applica le best practice SEO per le tecnologie IA. Ottimizza la SEO tecnica e i metadati, costruisci contenuti che rispondano all’intento di ricerca dell’utente e lavora sul costruire autorevolezza attraverso la SEO off-page e on-page  

2. Implementa dei corsi email

Un corso email è un percorso guidato, composto di serie di lezioni a tema inviate a cadenza regolare via email. I contenuti “micro-formativi”, che arrivano direttamente nella casella dei potenziali clienti, sono progettati per insegnare una pratica o risolvere un problema, costruendo fiducia passo dopo passo.

I corsi email funzionano particolarmente bene per la lead generation perché chi si iscrive lo fa volontariamente, entrando nel tuo funnel con aspettativa. Se saprai incontrare questa aspettativa con un valore concreto, il corso ti servirà a nutrire i lead per tutta la sua durata, al termine della quale dovresti avere prospect pronti al rapporto commerciale. 

Per costruire un corso email efficace:
– Scegli il tema giusto. Parti da un problema specifico del tuo pubblico (es. “come ridurre i tempi di apertura di un sito” per chi vende hosting). Il tema deve essere utile, pratico e suddivisibile in più pillole.
– Includi una mail di benvenuto al corso che spieghi cosa aspettarsi e mantieni oggetti brevi e promettenti. Definisci durata e frequenza. Tipico: 5–7 email, una a settimana. Frequenze più intense (es. 2–3 email/settimana) vanno usate solo se il contenuto è estremamente pratico e il pubblico ha già dimostrato forte interesse.
– Progetta il percorso didattico con contenuti concreti e azionabili. Il copy di ogni email deve essere curato. Alterna testo e risorse scaricabili come istruzioni passo-passo, check-list, template o mini-task. Il valore pratico è ciò che spinge gli iscritti ad aprire le mail successive, perciò assicurati che ogni lezione soddisfi un obiettivo e termini con una CTA chiara.
– Prepara il follow-up. Quando qualcuno completa il corso o mostra segnali forti (aperture ripetute, click su link di prezzo), attiva un workflow di qualificazione o un contatto commerciale personalizzato.
– Misura e ottimizza. I tuoi KPI principali dovrebbero essere: tasso di iscrizione, open rate, click-through rate, tasso di completamento del corso e conversione finale. Usa i dati per migliorare soggetto, contenuto e timing.

3. Offri supporto immediato

La velocità e la disponibilità nel supporto clienti è anche lei una leva di lead generation, poichè si dimostra professionalità ed expertise nel momento in cui un potenziale cliente manifesta interesse, confusione, o difficoltà.

Puoi farlo in diversi modi, a seconda del tuo canale e del tipo di pubblico:
– Live chat sul sito: installa un widget che permette ai visitatori di porre domande in tempo reale, possibilmente integrandolo con un CRM che salva automaticamente le conversazioni per riferimenti futuri.
– Link WhatsApp Business: consente un contatto diretto e informale, perfetto per professionisti e piccole attività. Puoi anche impostare messaggi automatici di benvenuto, ma attenzione alle risposte rapide: gli utenti non devono sentirsi incastrati in una conversazione con un bot.
– Chiamata diretta: mostra disponibilità e competenza con una linea dedicata o un sistema di callback.
– Email di supporto: crea un indirizzo dedicato e monitorato (per esempio, support@tuaazienda.it), automatizza le risposte iniziali per confermare la ricezione del messaggio e poi curati di rispondere approfonditamente e nel minor tempo possibile.
– Messaggi diretti sui social: mantieni attivi la messaggistica sui social che hai scelto, rispondendo tempestivamente alle domande in DM. È anche un modo discreto per far emergere lead che non visitano ancora il tuo sito.

4. Pubblicizzati sui social

I social media sono una vasta vetrina per il mondo del digitale. Una strategia di social media marketing ben progettata amplia la tua visibilità, riduce sprechi di budget e aumenta le conversioni.

– Il primo passo è scegliere le piattaforme adatte a seconda delle tue user personas. LinkedIn è perfetto per il B2B, Facebook per il pubblico tra i 30 e i 60, Instagram per costruire community e promuovere prodotti o servizi visivamente accattivanti, TikTok per il pubblico sotto ai 25 e YouTube per insegnare e dimostrare.
– Individuati i canali, potrai procedere a sfruttare gli annunci a pagamento mirati. Le opzioni di targeting e retargeting oggi permettono di raggiungere segmenti di pubblico estremamente precisi in base a criteri come età, professione, interessi, località o comportamenti online.
– Accanto alla pubblicità, non trascurare i contenuti organici. Pubblica post visivamente coinvolgenti – caroselli, brevi video, storie interattive o sondaggi – che catturano l’attenzione e spingono possibilmente verso azioni specifiche: interagire, iscriversi a un corso, scaricare una risorsa, partecipare a un evento, tutto tramite landing page. La chiave è alternare valore e invito, mantenendo sempre autenticità.
– Usa gli strumenti di analisi integrati nelle piattaforme per monitorare impression, click e conversioni in tempo reale. In base a questi dati potrai sperimentare con A/B testing al fine di ottimizzare i risultati.

5. Organizza eventi e webinar

A differenza dei contenuti statici, eventi e webinar offrono interazione in tempo reale, che permette ai lead di esprimere dubbi mentre sorgono e ad un brand di dimostrare competenza e capacità di risolvere problemi dal vivo, di offrire esperienze di valore come networking e insight esclusivi, di creare un legame immediato e autentico e di posizionarti come punto di riferimento nel settore.

Per organizzare un evento o un webinar di successo, passo dopo passo:
– Collabora con altre realtà del settore. Se la spesa o le risorse sono un limite, dividi i costi unendoti ad altre aziende per l’organizzazione, oppure partecipa ad eventi altrui come sponsor o ospite.
– Scegli temi pertinenti. I migliori argomenti rispondono alle sfide del tuo pubblico e si allineano ai tuoi obiettivi di business. Contenuti pratici, applicabili e informativi aumentano l’interesse e la partecipazione.
– Promuovi in modo efficace. Sfrutta tutti i tuoi canali: email marketing, social media, sito web, blog. Realizza materiali promozionali chiari e accattivanti, evidenziando i benefici concreti della partecipazione.
– Raccogli i dati dei partecipanti. Richiedendo dati per la partecipazione (nome, email, ruolo, settore) acquisisci lead da coltivare con comunicazioni personalizzate dopo l’evento.
– Coinvolgi il pubblico. Usa sondaggi, Q&A, o giochi per mantenere alta l’attenzione e incoraggiare la partecipazione attiva. Queste interazioni forniscono anche preziose informazioni sui bisogni e i dati demografici del tuo pubblico.
– Fai follow-up. Dopo l’evento, ringrazia i partecipanti e accompagnali nel tuo percorso di conversione con materiale aggiuntivo come slide, guide, link utili o un’offerta esclusiva.

6. Organizza giveaway e contest

I giveaway, cioè i concorsi a premi, se vogliamo dirlo in italiano, sfruttano il desiderio di vincere e di ottenere una ricompensa gratis. I giveaway possono creare entusiasmo, urgenza e curiosità attorno al tuo brand, incoraggiando gli utenti a interagire e a condividere l’iniziativa con la propria rete, con il risultato che otterrai più contatti da coltivare ma anche più interazione e visibilità. 

Gli accorgimenti strategici per organizzare un buon giveaway:
– Scegli un premio rilevante al tuo pubblico. Se hai una merceria online, ad esempio, puoi regalare una lezione privata sulla progettazione dei cartamodelli o un set di accessori universali per macchine da cucire. Questo allineamento filtra automaticamente i partecipanti, generando lead di qualità.
– Raccogli i dati dei partecipanti. Per costruire una lista di contatti già predisposti a un futuro rapporto commerciale, chiedi informazioni (email, nome) per entrare nel contest. Se vuoi migliorare ulteriormente la qualità dei lead aggiungi requisiti facoltativi (seguire i tuoi profili social, condividere il post del contest, taggare un amico).
– Promuovi il giveaway su più canali. Usa social media, email marketing, sito web evidenziando cosa si può vincere, come partecipare e soprattutto eventuali scadenze o limiti di partecipanti.

7. Offri periodi di prova

Un periodo di prova gratuito permette ai potenziali clienti di sperimentare il tuo prodotto o servizio in prima persona, senza impegno economico. Nessun messaggio pubblicitario, per quanto ben scritto, può competere con l’opportunità di un’esperienza diretta dei benefici reali.

Una volta vissuto un buon servizio, siamo più disposti a volerlo acquisire, motivo per cui l’offerta di prove gratis si rivela una tecnica di lead generation estremamente qualificata. I periodi di prova hanno infatti ottimi conversion rate: le percentuali benchmark sono del 15% per il B2B e intorno al 60% nel B2C. Ma anche nei casi in cui non c’è conversione, c’è sempre opportunità di retargeting.

Pianifica i periodi di prova con precisione:
– Stabilisci una durata chiara. Una prova troppo lunga riduce il senso di urgenza, una troppo breve non lascia il tempo di apprezzare il valore dell’offerta. In generale, un periodo compreso tra 7 e 30 giorni funziona bene, a seconda della complessità del servizio.
– Semplifica l’iscrizione. Il processo di attivazione deve essere rapido e intuitivo. Richiedi solo le informazioni essenziali: nome, email e, in caso di periodi di prova opt-out, un metodo di pagamento senza addebito immediato. Ogni ostacolo rischia di far perdere lead.
– Accompagna l’utente durante la prova. Durante l’onboarding fornisci tutorial, video guida e supporto tempestivo.
– Prepara un piano di follow-up. Alla fine del periodo di prova, invia email personalizzate con offerte dedicate, promozioni o consulenze gratuite. È il momento ideale per rispondere a eventuali dubbi e consolidare la fiducia costruita.

8. Crea un programma referral

Un programma referral è una strategia che incoraggia i clienti soddisfatti a consigliare la tua azienda o un tuo prodotto specifico ad altri, in cambio di un vantaggio o ricompensa. In pratica, trasformi i tuoi clienti in ambasciatori. 

Questo funziona perché le persone si fidano più facilmente di un amico che racconta una buona esperienza, piuttosto che a qualsiasi messaggio pubblicitario. In più, questi programmi referral rafforzano la fedeltà dei clienti esistenti, che si sentono apprezzati per il loro contributo.

Ecco come creare un programma referral efficace, passo dopo passo:
– Scegli l’incentivo giusto. Offri premi rilevanti per gli ambasciatori (sconti, upgrade gratuiti, crediti da spendere o servizi esclusivi). Il premio deve motivare senza compromettere la redditività.
– Promuovi il programma in modo trasparente. Informa i clienti con campagne email, pop-up sul sito o messaggi post-acquisto che spieghino i termini esatti. Ricorda l’iniziativa regolarmente per mantenere alta la partecipazione.
– Rendi facile invitare altre persone. Prepara link personali da condividere via email o social, codici referral automatici, moduli già compilati. Più è semplice, più verrà usato.
– Usa un sistema di tracciamento per assegnare le ricompense e comunica sempre quando qualcuno ha completato una referral con successo.

9. Collabora

Le collaborazioni, o collab, servono a espandere la tua rete, raggiungere nuovi pubblici qualificati e aumentare il traffico web. Unendo forze e competenze con altri professionisti o brand, puoi creare contenuti, eventi o iniziative condivise, facendo conoscere la tua azienda a persone che, molto probabilmente, ne apprezzeranno già il valore.

Il vantaggio principale di queste sinergie è la qualità del pubblico raggiunto. Collaborando con brand del tuo settore avrai l’attenzione di una platea già interessata alla tua area di competenza. In più, verrai introdotto da qualcuno di cui quel pubblico si fida, riducendo enormemente la distanza percepita tra brand e potenziale cliente.

Le forme di collaborazione sono molteplici:
– Influencer o micro-influencer del tuo settore, che parlano a community ben definite e ispirano un livello di fiducia che la pubblicità tradizionale può solo invidiare. Le loro raccomandazioni verranno percepite con il tono amichevole di un consiglio spassionato.
– Partnership con aziende complementari. Questi sono brand che condividono un target simile senza essere tuoi competitori. Ad esempio, un’attività che vende utensili da cucina in materiale eco-sostenibile può collaborare con un marchio di olio d’oliva biologico KM 0.
– Fare guest blogging o invitare intervistati sui tuoi canali ti permette di scambiare pubblico e autorevolezza, rafforzando la reputazione di entrambi i partner.

Migliora i tuoi risultati con la lead generation

La lead generation non è un processo statico, ma un percorso continuo di test, analisi e ottimizzazione. Ogni campagna, ogni contenuto e ogni interazione offrono dati preziosi per capire meglio il tuo pubblico e affinare la tua strategia.

Per farlo in modo semplice e professionale, SiteGround Email Marketing ti fornisce tutti gli strumenti necessari in ogni fase del processo per costruire, coltivare e convertire i tuoi lead.

Con il plugin di Lead Generation per WordPress, puoi far crescere la tua lista di iscritti senza grattacapi, grazie all’AI Assistant, i template e la galleria di immagini IA, crei email accattivanti e perfettamente ottimizzate in pochissimo tempo. Con i report e le analytics integrate, puoi monitorare il comportamento del pubblico, misurare l’efficacia delle campagne e migliorare costantemente le tue performance.

In sintesi, più semplicità, più controllo, più conversioni.

banner promozionale per l'email marketing di SiteGround. Il testo legge "email marketing per far crescere la tua attività" Bottone: Inizia subito

FAQ sulla lead generation

Chi si occupa di lead generation?

La lead generation è solitamente gestita dai team di marketing e vendita nelle aziende più grandi, ma a livelli di attività più piccole la generazione di lead viene gestita dai proprietari stessi.

Cos’è l’analisi del lead?

L’analisi del lead consiste nel valutare la qualità dei contatti raccolti, studiando dati e comportamenti per capire quanto un lead sia in linea con il profilo del cliente ideale.

Quanto costa fare lead generation?

Il costo varia enormemente in base alla portata dell’attività, alle strategie, ai canali utilizzati e al settore di riferimento. I range sono dai 10€ per lead in alcuni settori dell’ecommerce B2C a migliaia di euro per lead nel settore B2B.

Come si misura l’efficacia della raccolta lead?

Le metriche chiave per misurare l’efficacia della raccolta lead sono il tasso di conversione (conversion rate), il costo per lead (CPL), l’engagement e il ROI delle campagne.

Cosa fare dopo aver raccolto dei lead?

Dopo aver raccolto i lead, è occorre coltivarli e seguirli nel funnel con email personalizzate, contenuti utili e campagne di retargeting, al fine di convertirli in clienti effettivi.

Copywriting per email, 7 metodi per aumentare le conversioni

illustrazione che mostra un'icona di un'app email e varie bozze di testo intorno

Il blocco dello scrittore è in agguato per tutti coloro che scrivono, compreso chi fa email marketing per la propria attività. Gettare uno sguardo speranzoso alle email dei grandi brand alla ricerca di ispirazione può sembrare utile, ma probabilmente non servirà a scrivere testi efficaci su piccola scala. Ciò che funziona per Apple o Starbucks non funziona necessariamente per te.

È per questo che qui ti offriamo sette formule per migliorare il copywriting delle tue email, con esempi pratici e suggerimenti immediatamente applicabili per calibrarle ai tuoi bisogni. E dimenticati dei soliti consigli di sempre, tipo “limita le CTA a poche parole” e “inserisci il nome del destinatario”.

In questo articolo vediamo strategie che ti permettono di rompere le regole e sperimentare. Spieghiamo ogni tecnica in modo chiaro, con indicazioni su quando e come usarla. Alla fine, ti daremo anche alcuni consigli extra per organizzare al meglio le tue campagne e assicurarti che ogni email sia coerente, persuasiva e pronta a generare risultati.

Una volta che avrai capito come sfruttare tutte queste tecniche, potrai anche usare il nostro ebook sui prompt ChatGPT (lo puoi scaricare attraverso il form qui sotto) per velocizzare l’intero processo di scrittura, dando comandi precisi per creare copy email che rispondano esattamente alle tue necessità.

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Formule di copywriting per scrivere email che convertono

Diamo per scontato che tu sappia già tutto quello di cui hai bisogno riguardo gli elementi visivi come l’importanza dei colori nell’email marketing, o una buona firma email. Qui ci concentriamo solo sul copy, cioè il testo vero e proprio delle mail.

Il bello del copy è che non servono budget enormi per produrne uno eccellente. Allora guardiamo da vicino esempi che siano riproducibili anche con risorse limitate e analizziamo le tattiche funzionali che vi sono alla base.

L’obiettivo non è imitare lo stile di qualcun altro, ma capire quali sono le tecniche giuste, perché funzionano e imparare a costruire il proprio linguaggio persuasivo, con un copy capace di parlare al pubblico con autenticità e strategia.

1. Usa la tecnica PAS: Problema-Agitazione-Soluzione

In cosa consiste: Tra le formule di copywriting per l’email marketing, quella della PAS (Problema, Agitazione, Soluzione) è una delle più potenti e versatili. Con questa formula si riproduce il modo naturale in cui le persone affrontano gli ostacoli. Prima riconoscono il problema, esplorano le frustrazioni che causa e solo allora sono pronte ad accogliere una soluzione concreta.

La formula ti guida a identificare un pain point reale, amplificarne la frustrazione e infine offrire la soluzione, cioè il tuo prodotto o servizio.

Quando usarla: Quando devi presentare una soluzione chiara a un problema specifico, come il lancio di una nuova funzione, un servizio che semplifica la vita o un prodotto che elimina un fastidio quotidiano. Perfetta per i brand che si offrono di “risolvere” qualcosa: lentezze, inefficienze, sprechi di tempo o di denaro.

Ecco un esempio del metodo PAS in azione:

screenshot di un email che dice: Bollette troppo care? Ogni mese arrivano bollette sempre più alte e ogni mese ti riprometti di cercare un'offerta nuova. Non sei l'unico. Il 78% degli italiani spende fino al 41% in più in bollette di quello che potrebbe pagare con offerte migliori sul mercato. CTA: calcola quanto stai pagando in eccesso
Il problema? Le tariffe cambiano di continuo e trovare il contratto migliore in una marea di offerte è sempre più difficile.
Ecco dove entriamo in gioco noi: Analizziamo le tue bollette, Confrontiamo le tariffe, Ti proponiamo solo le soluzioni che riducono davvero le spese, Gestiamo l’intero processo per te. CTA: scopri quanto puoi risparmiare

Perché funziona:

  • Parte da un problema concreto e immediato (spese alte, troppe offerte disponibili).
  • Aumenta la tensione descrivendo una frustrazione familiare all’utente, in modo realistico ma senza drammatizzare. La seconda parte del corpo del testo si conclude con una soluzione chiara e tangibile.
  • Le CTA sono più lunghe del solito, ma adempiono funzioni essenziali: la prima contribuisce a canalizzare le frustrazioni, la seconda offre il beneficio diretto.
  • Il tono rimane empatico, il brand capisce davvero la difficoltà del lettore e sa come risolverla.

2. Sfrutta la formula Curiosità + Specificità

In cosa consiste: Da un lato la curiosità cattura l’attenzione e spinge il lettore ad aprire la mail, dall’altro, la specificità dà credibilità e concretezza al messaggio. È un equilibrio che permette di incuriosire senza essere vaghi.

Funziona perché la mente umana detesta i vuoti di informazione. Nell’oggetto email si introduce  una scoperta o a un risultato misurabile, accendendo subito la curiosità naturale del lettore. Nel testo, per mantenerla viva, si offre una risposta chiara e soddisfacente, sostenuta da numeri, percentuali o dati concreti. Nella CTA si offre un approfondimento per completare il quadro.

Quando usarla: È una tecnica perfetta per newsletter, aggiornamenti di prodotto o email che condividono un insight, un test o una lezione imparata. L’obiettivo è far dire al lettore: “Devo saperne di più”, senza dover ricorrere a promesse altisonanti.

Un esempio del metodo curiosità + specificità in azione:

screenshot email che legge: Come abbiamo aumentato le aperture del 27% in 10 giorni
Dieci giorni fa abbiamo testato una piccola modifica nel copy e nel layout delle nostre email di benvenuto. Nessuna magia, solo un cambiamento preciso: abbiamo spostato la CTA più in alto e aggiunto una riga di testo.
Il risultato? Un aumento del 27% nel tasso di apertura e un +22% di click. A volte, la differenza tra è solo questione di una frase ben posizionata.
Vuoi vedere esattamente come l’abbiamo fatto, perchè ha funzionato e replicarlo nelle tue campagne?
CTA: leggi il nostro report

Perché funziona:

  • Il titolo incuriosisce grazie a un dato preciso e a una promessa implicita di insegnamento.
  • Senza bisogno di rivolgersi al lettore per nome, si crea comunque un forte legame grazie alla promessa di condivisione di un “segreto” del mestiere.
  • Il corpo della mail soddisfa la curiosità, raccontando un mini-caso reale, senza dilungarsi ma fornendo dati numerici utili, che forniscono concretezza e credibilità.
  • La CTA offre di risolvere la tensione, invitando a scoprire come replicare il risultato.

3. Adopera il micro-storytelling

In cosa consiste: Questa tecnica altro non è che l’inserimento di una breve storia nel copy di una mail. Questo metodo permette di far immergere il lettore in una situazione di uso del prodotto con pochi dettagli mirati. Invece di elencare benefici o funzioni, spingi il lettore a immaginarsi in una quotidianità migliorata dal tuo servizio (più tranquilla, più conveniente, più energetica – dipende dalla tua offerta).

Questi mini-racconti funzionano perché fanno provare qualcosa al lettore in pochi secondi, lo fanno sentire capito. Un piccolo gesto narrato, un momento, un’emozione familiare, bastano a richiamare un’esperienza condivisa e creare cameratismo.

Quando usarla: Questa tecnica si usa al meglio nelle email che raccontano un brand, nelle mail di benvenuto o quando vuoi dare risalto all’esperienza dei clienti. È ideale per prodotti o servizi che fanno parte di un rituale quotidiano o che rendono la routine più semplice, piacevole e fluida.

Esempio del format del mini-racconto:

Oggetto: Come una tazza di tè ha cambiato il mio pomeriggio

screenshot di una mail che si apre con una recensione di un utente. Poi si legge: Così ci ha scritto Anna, e ci ha ricordato perché facciamo quello che facciamo. 
Ogni stagione ha i suoi sapori, ogni persona il suo gusto, ogni tè il suo equilibrio. Scegliamo solo le foglie della migliore qualità, frutta fresca essiccata al naturale e spezie tostate al momento.
CTA: Scopri il blend creato su misura per te

Perché funziona:

  • Trasforma l’offerta di un prodotto in una micro-storia riconoscibile, umana e concreta.
  • Il lettore “vede” la scena dipinta dalla recensione e percepisce subito il valore del servizio. Questa narrazione crea empatia e rende la soluzione più memorabile.
  • La CTA chiude il cerchio, invitando a vivere la stessa tranquillità del protagonista.

4. Impiega il Cliffhanger

In cosa consiste: Il metodo del Cliffhanger consiste nel creare suspense nel corso del copy e offrire una risoluzione con la CTA – un po’ come il finale in sospeso di un libro o un episodio TV che deve essere risolto nel prossimo capitolo o volume. Prima accenni a una scoperta, poi lasci irrisolto per stimolare il lettore a continuare. Per creare questo effetto puoi insinuare una domanda nell’oggetto della mail e sviluppare una storia di cui tratterrai un dettaglio cruciale nel corpo del testo. La CTA diventa il punto di svolta, offrendo di risolvere la tensione ai lettori che cliccano.

Quando usarla: Questa strategia è ideale per lanci di prodotto, contenuti educativi o email che ribaltano aspettative comuni. Funziona bene in settori come skincare, wellness, moda, food e sviluppo personale, cioè ovunque tu voglia sorprendere il lettore con qualcosa che cambia la sua percezione o conoscenza.

screenshot di una mail che legge: Non indovinerai mai cosa NON c’è 
nelle nostre lozioni.
Ciao Cristina,
Ci abbiamo messo 2 anni di lavoro e oltre 100 formulazioni per trovare la formula giusta. Perchè? Perché ci rifiutiamo di scendere a compromessi.
Nessuna fragranza, nessuna sostanza aggressiva, tutti principi attivi testati. 
E quello che non abbiamo messo potrebbe sorprenderti.
CTA: Scopri cosa abbiamo escluso (e perchè importa).

Perché funziona:

  • Il titolo suscita curiosità con una domanda implicita, stimolando l’apertura.
  • Il corpo della mail racconta senza svelare tutto, aumentando l’aspettativa.
  • La CTA, funziona nonostante la lunghezza in quanto offre la possibilità di scoprire il segreto, spingendo al click.
  • Funziona perché gioca sul desiderio naturale del lettore di completare la storia e ottenere il beneficio promesso.

5. Fai leva sulla STPS

In cosa consiste: STPS sta per Scarsità di Tempo, Posti, Stock. La procedura è semplicissima, suggerisci che qualcosa sta per terminare, creando urgenza. Però attenzione, questo approccio funziona bene solo se la limitazione è reale: la durata di uno sconto o il limite d’iscrizione (Tempo), i Posti liberi, o lo Stock disponibile. L’obiettivo però deve essere convincere il lettore a prendere una decisione ponderata, non manipolarlo, quindi usala in modo trasparente e rispettoso, in modo da comunicare valore senza sembrare click-bait o allarmista.

Quando usarla: Questa strategia è perfetta per corsi, coaching, offerte stagionali, soprattutto in periodi come il Black Friday o promozioni limitate. 

Ecco un esempio del metodo:

screenshot di una mail che dice: ULTIMI 4 POSTI DISPONIBILI
PER IL CORSO DI ILLUSTRAZIONE DIGITALE
Ciao Franco, 
Il nostro corso intensivo di tecniche di illustrazione digitale sta per chiudere le iscrizioni.
Rimangono solo 4 posti e le iscrizioni non riapriranno fino a Gennaio. Perchè il numero chiuso? Teniamo le nostre classi ad un massimo di 9 studenti per garantire ad ogni iscritto uno scambio personale con i professori. 
Iscriviti ora e comincia subito a dare nuova vita alle tue illustrazioni con le tecniche, i metodi e i segreti dei migliori illustratori digitali.
CTA: Prenota il tuo posto

Perché funziona:

  • La limitazione è reale e trasparente (posti rimanenti e scadenza temporale).
  • Il tono del copy è informativo, non allarmistico. Il testo costruisce fiducia e urgenza autentica, spiegando perché è necessario limitare gli iscritti.
  • La prima CTA è immediatamente visibile; la seconda chiude il messaggio offrendo un’azione immediata.

6. Serviti di una lista dei vantaggi

In cosa consiste: Un elemento chiave di ogni strategia email è far trasparire i benefici della tua offerta. E quale metodo più immediato di una lista dei vantaggi? Invece di un lungo discorso, una lista aiuta il lettore a visualizzare in modo chiaro, ordinato e veloce il valore concreto del prodotto, rendendolo utile, desiderabile e conveniente.

Nel corpo della mail puoi usare tabelle, liste o altre grafiche riassuntive. Ogni punto può toccare una fonte di motivazione: pratica, emotiva, aspirazionale. Insieme creano un mosaico di benefici che coprono ogni possibile obiezione. Poi concludi con una CTA che porti dritto all’acquisto, senza attrito.

Quando usarla: Le liste sono perfette per lanci di prodotto, email di upsell o cross-sell e per qualunque servizio con molteplici benefici, come food delivery, programmi di benessere, corsi online o abbonamenti digitali.

Vediamo un esempio di una lista di vantaggi in azione:

Oggetto: 5 Motivi per cui i nostri clienti crescono più in fretta

screenshot di una mail che legge: Ogni impresa ha bisogno di una strategia, 
non tutte hanno il tempo per crearla
Ecco come aiutiamo i nostri clienti a crescere in modo sostenibile:
Piani su misura
Consulenza continua
Formazione pratica
Supporto reale
Costo chiaro
Tutto questo attraverso un approccio semplice e trasparente, pensato per chi vuole risultati da toccare con mano
CTA: Scopri il piano di crescita per la tua attività

Perché funziona:

  • La lista comunica valore in modo immediato e visivamente leggibile.
  • Alterna vantaggi pratici (professionalità, personalizzazione dei piani) e rassicurazioni emotive (sicurezza, semplicità, onestà).
  • Ogni punto risponde a un bisogno diverso del lettore.
  • La CTA chiude con un invito chiaro e senza attrito, favorendo un’azione rapida.

7. Sorprendi con un tono colloquiale

In cosa consiste: Per usare questo metodo, devi scrivere un copy email che parli in modo immediatamente distinguibile, umano e soprattutto coerente con la personalità del tuo brand. Un tocco di ironia, di calore autentico, emozione vera, può trasformare un messaggio o una mail promozionale in un momento di connessione.

Le email scritte con questo tono colloquiale funzionano perché vengono percepite come un messaggio da parte di un amico, non come un comunicato aziendale o un tentativo di vendita. Se sai creare fiducia e vicinanza puoi distinguerti e renderti riconoscibile in una inbox piena di testi impersonali o formali.

Quando usarla: È una tattica ideale per brand con una forte identità o community fedeli, come prodotti creativi, servizi per animali domestici, piccoli e-commerce, coach personali.

Diamo uno sguardo a questo esempio di copy dal tono colloquiale:

screenshot di una mail che dice: Pss, 
Hai già annaffiato le 
tue orchidee oggi?  🌿
E l’Alocasia? E la nebulizzazione? E il rinvaso?
Ammettilo, qualche volta ti dimentichi.
Con la nuova funzione di monitoraggio, le tue piante ti scrivono quando hanno sete, quando hanno bisogno del rinvaso, quando vanno in quiescenza, quando vanno messe dentro. 
Più garbate del tuo gatto che miagola alle 04:00 di mattina, promesso
Inserisci le piante che hai o fargli una foto e attiva le notifiche per la cura direttamente sul tuo calendario.
CTA: attiva le notifiche, 
fai felici le tue piante

Perché funziona:

  • Il tono leggero e familiare del titolo cattura l’attenzione in un mare di email formali.
  • Il copy nel corpo della mail crea empatia e abbassa le difese del lettore grazie all’ironia. Il brand parla così alla pari, rafforzando fiducia e riconoscibilità.
  • La CTA mantiene il tono amichevole, coerente con l’intera esperienza.

Regole per scrivere un buon copy nelle mail

Per scrivere email efficaci e applicare formule persuasive con successo, ci sono alcune regole fondamentali da seguire. La coerenza, la personalizzazione e l’ottimizzazione per medium sono aspetti che garantiscono che ogni messaggio raggiunga il lettore nel modo giusto, nel momento giusto e con la massima chiarezza.

Vediamo quelli che secondo noi sono i tre principi chiave per rendere le email più incisive e leggibili: come mantenere una voce coerente con il brand, come far sentire il lettore compreso e valorizzato, e come assicurarti che ogni messaggio sia facilmente fruibile sullo schermo usato dai tuoi lettori.

1. Sii coerente con il branding

Se da un lato è importante creare testi email che catturano l’attenzione, è anche vero che ogni messaggio deve sembrare tuo nel tono, nel linguaggio e nel modo in cui comunica valore. Un’email, per quanto brillante, non funziona se non è coerente con l’identità del brand. Ogni messaggio deve sembrare tuo nel tono, nel linguaggio e nel modo in cui comunica valore. Se un giorno scrivi come un consulente formale e il giorno dopo come un amico ironico, il lettore non saprà più chi sei.

Prima di scrivere, chiarisci chi è il tuo brand e come parla: quali parole usa, quali evita, che ritmo e che tono adotta. La coerenza crea riconoscibilità, riflette con precisione la tua voce e diventa parte di una strategia coesa che rafforza fiducia e familiarità.

2. Personalizza e offri empatia

Un copy email veramente eccellente fa sentire il lettore come se avesse ricevuto un messaggio da qualcuno che lo conosce davvero. Per avere questo effetto ti serve empatia e personalizzazione. 

Ogni email deve essere pensata come parte di un’esperienza complessiva del lettore e arrivare nel momento giusto del customer journey. Conosci il tuo pubblico, i loro problemi, i bisogni, le preferenze e i dubbi che possono avere in ognuno dei diversi stadi del percorso. Solo così potrai scrivere messaggi utili, non invasivi.

Usa ogni comunicazione per ciò che sa fare meglio, che sia generare lead, convertire una vendita o mantenere vivo l’interesse dopo l’acquisto e dai priorità a trasmettere valore concreto e soluzioni reali.

Aggiungi anche elementi concreti di personalizzazione, come il nome del destinatario, un riferimento a un’azione recente o contenuti pensati per le sue esigenze specifiche. Strumenti per l’automazione delle mail e i percorsi condizionali ti aiutano a rendere tutto questo sistematico. Il risultato è un flusso di email coerente, naturale e personalizzato.

3. Ottimizza per la lettura da mobile

Anche se non abbiamo parlato di layout delle mail in questo articolo, vale la pena di menzionare che il design incide sempre su come vengono letti i nostri testi, in particolare il design responsive. Oltre la metà delle email viene aperta da smartphone. Le tue mail devono quindi essere leggibili in pochi scroll, con testi brevi e chiari. Suddividi il contenuto in paragrafi concisi, usa titoli o parole in grassetto per guidare la lettura e assicurati che le CTA siano facilmente cliccabili anche su schermi piccoli.

screenshot della stessa mail in versione desktop e versione mobile, creata istantaneamente con lo strumento email marketing di SiteGround

Se non hai competenze tecniche, affidati a una piattaforma di email marketing che gestisca automaticamente l’ottimizzazione mobile. Gli strumenti professionali ridimensionano testi e immagini in modo automatico e permettono di visualizzare l’anteprima mobile direttamente dall’editor. In questo modo, ogni email sarà veloce da leggere e piacevole da navigare, su qualsiasi dispositivo.

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SEO e AI – Come far emergere il tuo sito nelle ricerche

illustrazione che rappresenta una barra di ricerca con una funzione AI incorporata

Con ogni nuovo cambiamento nell’ambito della tecnologia, la SEO cambia pelle. Negli ultimi anni, con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, la nuova pelle è più vistosa e dissimile da ciò a cui siamo abituati. Così diversa, di fatto, che oggi si parla di Artificial Intelligence Optimization, Generative Engine Optimization, Answer Engine Optimization, e magari altre ancora. Questi però sono tutti nomi nuovi per descrivere le vesti assai diverse che porta ora la SEO.

Nonostante il cambio d’abito, l’obiettivo, resta lo stesso di sempre: far emergere i propri contenuti e connettersi con il proprio pubblico. Solo che adesso le “pagine dei risultati” non sono più un’unica destinazione. Le persone trovano informazioni su Google, ma anche nelle risposte generate da ChatGPT e nei riassunti delle AI Overviews. In altre parole, la ricerca non ha più luogo in un solo spazio, ma un insieme di spazi interconnessi dove il tuo brand deve saper farsi trovare.

Per riuscirci, servono tecniche diverse da quelle della SEO tradizionale, anche se conoscere le basi resta fondamentale. Le regole di SEO on-page, SEO off-page e SEO tecnica continuano a contare, ma oggi si intrecciano con nuove strategie che tengono conto di come l’AI interpreta, sintetizza e distribuisce le informazioni.

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Come l’IA sta cambiando la SEO

Fino a qualche anno fa, la SEO era un gioco di pazienza e parole chiave. Si trattava di scegliere i termini giusti, inserirli nei punti strategici e sperare che Google e i lettori notassero il proprio sito tra una distesa di titoli e URL quasi identici. Poi la pagina dei risultati ha cominciato a popolarsi di box, con l’arrivo degli snippet, dei knowledge graph e dei rich results, con gli image packs e le risposte dirette. Con uno spazio per i siti sempre più ristretto, la corsa per conquistare un click si è fatta più affollata.

due screenshot di SERP diverse: la prima in vecchio stile, dove appaiono solo link a diverse pagine; la seconda con image pack, knowledge graph, anteprime video e highlight

Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale le regole del gioco sono cambiate di nuovo. Scrivere contenuti è diventato più veloce per chiunque. Il risultato però è stato un oceano di testi tutti simili, spesso privi di vera sostanza. Google ha quindi reagito cercando di dare spazio a ciò che gli utenti cercano davvero: esperienze vissute e autentiche, opinioni concrete, risposte ricche di consigli veri. È per questo che sempre più risultati in prima pagina provengono da community come Reddit, Quora o forum di nicchia.

Ma ora, con l’integrazione dell’IA, la ricerca si è frammentata ancora di più. Gli utenti non si affidano più solo a Google, ma cercano su ChatGPT, sui social, oppure si affidano alle AI Overviews, cioè quei riassunti generati direttamente nella pagina dei risultati. La presenza online di un brand non si misura allora soltanto nella SERP, ma anche nella sua capacità di emergere nei contesti guidati dall’IA.

screenshot di una ricerca Google "cosa sono le AI Overview". La risposta è un'AI Overview che sintetizza le informazioni di altri siti.

In altre parole, la SEO non è più confinata a una pagina di risultati. È diventata un ecosistema distribuito tra motori di ricerca, assistenti AI e social. E chi vuole restare visibile dovrà imparare a farsi trovare in tutti questi luoghi, non solo tra le pagine suggerite nella SERP.

Nel resto dell’articolo vedremo esattamente in cosa consistono questi cambiamenti e quali sono le soluzioni da mettere in atto per rimanere rilevanti.

Cambiamento nella SEOSoluzione
La ricerca non è solo nelle SERP di Google→ Ottimizza per comparire nelle AI Overviews e nelle risposte di ChatGPT, sii presente sui social
L’IA premia i contenuti che vanno dritti al punto→ Dai priorità all’intento di ricerca, assicura una buona SEO tecnica, usa un linguaggio naturale
L’affidabilità è tutto→ Includi informazioni sugli autori, crea cluster di contenuti
SERP dinamica→ Tieni i contenuti aggiornati

1. La ricerca non è più solo Google

Come abbiamo appena detto, oggi “apparire online” non significa più soltanto essere visibili nelle SERP. La presenza digitale si misura anche in come un brand emerge nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale, nelle AI Overviews e nelle conversazioni su ChatGPT. È un paesaggio frammentato, e per questo dobbiamo imparare quali sono i contenuti e i formati prediletti da ogni piattaforma.

schematizzazione della distribuzione delle ricerche spiegata nella lista puntata successiva
  • Le AI Overviews si attivano soprattutto con ricerche informative, cioè quelle che iniziano con “cosa”, “come”, “quando” o “perché”. Qui l’utente cerca risposte brevi e dirette o guide step-by-step. I motori generativi, infatti, sintetizzano le informazioni da una serie di siti ritenuti affidabili e generano un sunto. L’utente ottiene la risposta senza mai visitare alcun sito, generando le cosiddette zero-click searches.
  • ChatGPT e gli altri assistenti AI, invece, hanno un approccio più conversazionale. Rivolgendosi a questi assistenti, gli utenti tendono a formulare domande lunghe dal tono naturale, anziché solo parole chiave. Per un’attività, questo significa ripensare la scrittura dei propri contenuti in chiave dialogica, secondo le long-tail queries che riflettono un linguaggio umano.
  • Quando si tratta di query locali o transazionali, invece, vengono privilegiati i risultati classici, quindi la SEO locale e la SEO tradizionale rimangono centrali in questi ambiti. Se un utente cerca “negozio di hosting a Milano” o “miglior piano VPS per e-commerce”, Google tende a mostrare mappe, elenchi, e risultati Google Shopping.

Anche se parliamo di AI, dobbiamo fare un appunto sui social media, che già da anni influenzano la scoperta dei contenuti. Infatti, essere visibili sui social aumenta la credibilità di un brand agli occhi dei motori di ricerca e dei modelli generativi. Ed è proprio la credibilità che dobbiamo inseguire. 

I social hanno tutto un loro mondo e funzionamento, quindi ti consigliamo di leggere il nostro articolo riguardo il social media marketing se ne vuoi sapere di più. Per ora ci basti dire che ogni piattaforma ha il proprio pubblico, le proprie preferenze (Instagram e TikTok puntano sull’esplorazione, LinkedIn e YouTube all’insegnare e costruire fiducia) e i propri formati. Perciò sarai tu a dover scegliere dove farti presente a seconda delle user personas che vuoi raggiungere e del tuo modello di business. 

2. Contenuti che vanno dritti al punto

Fino a qualche tempo fa si potevano vedere in cima ai risultati articoli pieni di parole chiave, prolissi e un po’ vaghi. Oggi, un articolo ottimizzato per la SEO è un articolo distillato, che risponde con precisione alle domande degli utenti. Gli algoritmi AI, allenati su milioni di testi, sanno distinguere quando un testo offre valore reale e quando, invece, si limita a rigirare concetti già noti.

Quando l’IA scansiona un testo, in sostanza, è alla ricerca di ciò che vogliono sapere anche le persone, delle risposte chiare, verificabili, utili. I contenuti che si distinguono sono quelli che:

  • Riportano informazioni concrete
  • Propongono un punto di vista originale, senza limitarsi a quello che già scrivono in centinaia. 
  • Entrano subito nel merito della questione, evitando preamboli superflui o senza sostanza. 

Il concetto chiave è quindi la densità informativa. Un articolo di mille parole può essere più incisivo di uno da diecimila, se ogni frase aggiunge qualcosa di utile e nuovo.

3. L’affidabilità è tutto

A causa della corrente sovrappopolazione delle SERP e del surplus di informazioni, per emergere nelle ricerche guidate e influenzate dall’intelligenza artificiale, è di capitale importanza dimostrare credibilità, affidabilità, autorevolezza, esperienza di prima mano e trasparenza.

Le pagine che guadagnano visibilità su Google e sui modelli AI oggi sono quelle che riflettono proprio questo, riportando:

  • Casi-studio e dati raccolti sul campo, 
  • Esperienze professionali e racconti di situazioni vissute,
  • Dettagli concreti come percentuali, date, testimonianze,
  • Citazioni di fonti e autori di competenza comprovabile.

4. La SERP diventa più dinamica

I motori di ricerca e le piattaforme AI aggiornano costantemente le loro valutazioni per allinearsi meglio all’intento reale dell’utente. Ciò significa che ciò che funziona oggi potrebbe perdere visibilità domani se non resta pertinente.

Algoritmi e modelli generativi cercano di capire cosa cerca l’utente, come cambia il suo modo di porre domande, quali dettagli diventano rilevanti e quali tendenze emergono nel tempo. I contenuti che si adattano a questi cambiamenti, aggiornando dati, esempi, insight e risposte pratiche, sono quelli che rimangono in vista. Restare visibili richiede dunque attenzione continua. 

Come emergere nelle SERP, nelle ricerche IA e nelle AI Overview

Abbiamo appena visto che la SEO sta vedendo enormi cambiamenti. Ne consegue che non ci basterà ottimizzare meta tag e parole chiave. Abbiamo bisogno di un approccio più sfaccettato per farci trovare nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale, nelle AI Overviews e nelle SERP.

La buona notizia è che molte tecniche tradizionali restano fondamentali, soprattutto riguardo la SEO tecnica, ma andranno integrate a strategie specifiche per l’AI. In questa sezione vedremo appunto come bilanciare SEO tradizionale e nuove opportunità AI, attraverso azioni concrete che aiutano il tuo sito a restare rilevante in un ecosistema in continua evoluzione.

1. Crea cluster di argomenti

Uno dei modi più efficaci per segnalare ai motori di ricerca e ai modelli IA che il tuo sito è una fonte affidabile è mostrare profondità e coerenza tematica. Questo si dimostra costruendo un ecosistema di contenuti collegati: i cosiddetti cluster di argomenti, invece di articoli isolati.

Il punto di partenza è definire i pilastri del tuo settore, ossia i temi principali su cui vuoi posizionarti. Per ciascuno di essi, realizza una guida completa che funga da punto di riferimento. Attorno a queste guide, sviluppa articoli più specifici che esplorano i singoli aspetti del tema principale. Ogni contenuto secondario deve rimandare sia alla guida principale sia agli altri articoli correlati, creando così una rete logica e interconnessa.

visualizzazione dei cluster di argomenti in forma grafica. un contenuto portante al centro, con contenuti cluster tutto intorno, collegati da hyperlink

Questo sistema aiuta i motori di ricerca a comprendere la struttura del tuo sito e la tua competenza sull’argomento, e allo stesso tempo offre anche all’utente un’esperienza coerente e approfondita. Un sito ben organizzato in cluster trasmette il messaggio chiaro che sei un vero esperto nel tuo settore.

Nella pianificazione dei cluster, cerca di coprire contenuti per ogni fase del customer journey. Programma contenuti adatti alle ricerche iniziali di curiosità (fase di awareness) fino alle decisioni concrete di acquisto o di azione.

2. Dai priorità all’intento di ricerca, non alla lunghezza

Non è più la lunghezza di un articolo a determinare il suo successo, ma la capacità di rispondere con precisione alle domande esatte degli utenti. Allora i tuoi contenuti dovranno essere scritti per venire incontro a queste necessità: i primi paragrafi devono offrire risposte concise e dirette, ideali per essere citate dalle AI Overviews. Procedi così:

  1. Comprendi l’intento di ricerca per ogni argomento che tratti: l’utente cerca informazioni pratiche? Paragoni? Consigli specifici? Una lista? Istruzioni passo a passo? Come richiede queste informazioni esattamente?
  2. Struttura i titoli secondo le domande comuni che appaiono nei risultati
  3. Rispondi in termini semplici a queste domande nelle prime 40-60 parole, cercando di tenerti sulle 1-2 frasi. Dettagli, esempi o metafore verranno dopo.
  4. Inserisci una sezione FAQ alla fine, che raccolga le domande più frequenti.

Questo aiuta sia i lettori sia gli algoritmi a individuare rapidamente i contenuti rilevanti, aumentando la probabilità di comparire nelle Overview in cima alle SERP, ma anche di essere citati nelle risposte dei motori generativi.

3. Usa un linguaggio naturale

È da tempo ormai che riempire i contenuti di parole chiave non serve, anzi penalizza le pagine. Quello che invece dovrai fare per far capire contesto e significato dei tuoi contenuti alle AI è usare sinonimi e termini che fanno parte del campo semantico di riferimento. 

Questo è perché, grazie al Natural Language Processing (in italiano Elaborazione del linguaggio naturale), i modelli IA sono in grado di capire la relazione tra parole, concetti e atteggiamenti che emergono in un testo. 

Usando molti sinonimi, termini relazionati e parole dello stesso campo semantico, i tuoi contenuti risulteranno più naturali e ricchi di significato. Le IA saranno perfettamente in grado di capire la sostanza e la qualità di quello che stai comunicando, dandoti migliori possibilità di essere citato nelle risposte dei motori generativi – che, appunto, tendono ad essere anche loro più discorsive e naturali.

4. Fornisci informazioni riguardo gli autori

Per comunicare la massima autorevolezza e affidabilità, ogni articolo dovrebbe includere un author box che racconti chi ha scritto il testo: qualifiche, area di specializzazione, anni di esperienza, riconoscimenti, o addirittura interessi personali. Questo tipo di trasparenza umanizza il contenuto e dimostra che dietro a quelle righe c’è una persona con una voce e una competenza reale.

Aggiungi link ai profili professionali, come LinkedIn, per rendere la verifica immediata. Anche specificare eventuali inclinazioni personali o punti di vista può aumentare la fiducia. Un autore che ammette le proprie preferenze e punti ciechi comunica onestà.

screenshot di un author box direttamente da un articolo del blog di SiteGround

5. Struttura sito e post per l’indicizzazione

Un sito ben strutturato è più facilmente indicizzato dai motori di ricerca, più facilmente scansionabile dai crawler AI (e quindi considerato più affidabile dagli algoritmi IA) e più immediato per chi legge. 

Il tutto aumenta la probabilità di comparire come fonte autorevole su SERP e risposte AI. Ci è chiaro allora che la struttura del sito e dei singoli articoli, cioè la SEO tecnica, è fondamentale. Vediamone gli elementi chiave:

  • Velocità del sito: assicurati di avere un codice leggero, immagini compresse, caching attivo e solo plugin necessari. Se usi WordPress strumenti come il SiteGround Speed Optimizer possono fare la differenza, rendendo il tuo sito fino al 20% più veloce rispetto ad altri plugin simili.
  • Elimina le barriere: rimpiazza i link rotti, i contenuti duplicati o le risorse bloccate, rendi la navigazione rapida e intuitiva e sito mobile-friendly.
  • Schema markup corretto: usa i dati strutturati per segnalare il tipo di contenuto ai motori (i più comuni sono gli schema How-to, FAQ, Recipe, Review e Product).
  • Facilita l’AI crawling: Usando un hosting AI-friendly ti assicuri che il server sia accessibile ai crawler senza limitazioni. Attenzione ai contenuti in Java-Script, che potrebbero risultare nascosti ai crawler.
  • Heading e metadata appropriati: titoli coerenti e descrizioni ottimizzate migliorano la leggibilità sia per gli utenti sia per i motori di ricerca.

Per rendere i contenuti in sé facili da leggere e scansionare, sia per l’IA che per chi ti leggerà:

  • Utilizza paragrafi brevi, indicativamente di 2-4 frasi ciascuno.
  • Usa liste e tabelle nel testo per organizzare e schematizzare le informazioni. Occhio però, se le liste e le tabelle sono in formato di immagine, la lettura da parte dell’IA non è così immediata. 
  • Evidenzia i concetti chiave con grassetti e corsivi.

Seguendo queste dritte avrai un sito ben strutturato che facilita l’indicizzazione e trasmette professionalità e affidabilità.

6. Aggiorna i tuoi contenuti

I risultati delle ricerche e le risposte generate dall’AI cambiano di continuo, quindi la manutenzione dei contenuti è una pratica essenziale.

Monitora regolarmente le performance dei tuoi contenuti, verifica se le tue pagine mantengono il posizionamento nelle SERP e se continuano a comparire nelle AI summaries. Un calo di visibilità spesso indica che sono emerse fonti più aggiornate o rilevanti. Se così fosse, sarà arrivato il momento di rivedere e ottimizzare, aggiungendo nuovi dati, aggiornando gli esempi, integrando tendenze recenti o punti di vista più attuali.

Tenere d’occhio i social media può essere un ottimo termometro per capire dove si muove l’interesse degli utenti. Le discussioni più attive e le domande ricorrenti sono segnali preziosi di ciò che le persone vogliono sapere ora.

Cosa aspettarsi dal futuro della SEO

La SEO del futuro non si prospetta un terreno stabile, ma un equilibrio in continuo assestamento. L’intelligenza artificiale continuerà a cambiare il modo in cui le persone cercano informazioni, confrontano soluzioni e decidono di acquistare. Per le aziende, questo indica il bisogno di restare agili senza perdere di vista ciò che davvero conta, ovvero la fiducia degli utenti e la capacità di rispondere ai loro bisogni reali.

È facile lasciarsi tentare dalle mode del momento o temere le ricerche zero-click, sempre più frequenti con l’espansione delle AI Overviews e degli AI Agent. Ma non è la fine della SEO, è solo un nuovo modo di cercare. Gli utenti non smetteranno di informarsi, semplicemente lo faranno in ambienti più dinamici.

In questo scenario, la tecnologia che sostiene il tuo sito farà la differenza. Un hosting veloce, affidabile e ottimizzato per i crawler AI è il punto di partenza per garantire che i tuoi contenuti siano visibili, performanti e sempre accessibili.

Una piattaforma come SiteGround, che combina velocità, sicurezza e compatibilità con le nuove tecnologie di scansione IA, è una sella ben salda sul dorso di questi tempi galoppanti.

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Prompt per ChatGPT: Come scriverli + Esempi

C’è una ragione per cui molte persone restano deluse dalle risposte di ChatGPT. I testi risultano uniformi, gonfi di frasi generiche, a volte persino con errori o informazioni inventate. Questo tono inconfondibile “da macchina” nasce spesso dal modo in cui vengono poste le domande.

Troppo spesso i prompt sono brevi, vaghi, troppo simili a ricerche su Google. In queste condizioni, l’IA non ha gli strumenti per offrire contenuti ricchi e strutturati e riempie i vuoti con parole superflue.

Imparare a scrivere comandi efficaci significa dare all’IA una direzione chiara, metodo, istruzioni e contesto precisi. I prompt sono ciò che separa un risultato mediocre da uno realmente utile, creativo, affidabile. In altre parole: la qualità delle risposte dipende interamente dalla qualità delle domande. Questa guida mostra proprio come porre queste domande, i prompt.

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Cosa sono i Prompt per ChatGPT?

I prompt per ChatGPT sono le istruzioni o le domande che fornisci all’IA per generare una risposta. In altre parole, un prompt è ciò che guida ChatGPT nella produzione dei contenuti, infatti il termine in inglese significa “stimolo” o “input”.

Saper scrivere prompt efficaci fa la differenza tra ricevere quelle risposte generiche chiaramente scritte dall’IA che non piacciono a nessuno e ottenere contenuti ben strutturati, approfonditi e affidabili, utilizzabili concretamente nel lavoro quotidiano. Per ottenere questo, un buon prompt deve definire le aspettative e fornire abbastanza dettagli perché l’IA comprenda il compito.

Come scrivere i prompt per ChatGPT

Molti si avvicinano a ChatGPT ponendo domande eccessivamente semplici, come se stessero facendo una ricerca su Google. Queste domande funzionano, certo, ma non sfruttano il vero potenziale dello strumento. Per ottenere risposte più accurate, complete e vicine alle tue esigenze, serve un metodo preciso.

Strumenti come ChatGPT, Claude o Gemini sono un traguardo straordinario della tecnologia, ma restano pur sempre quello: macchine. Sono in grado di analizzare dati, fare calcoli e categorizzare enormi quantità di dati in pochi secondi, ma non possiedono buon senso, né condividono automaticamente il nostro contesto culturale o professionale. Tutto ciò che per noi è ovvio potrebbe non esserlo per l’IA.

La regola più importante è quindi fornire all’IA quante più informazioni di contesto possibili. Indica chiaramente che tipo di risposta ti serve, a cosa ti serve, in che formato la vuoi, con quale stile deve essere scritta. Più dettagli fornisci, più il modello sarà in grado di produrre contenuti realmente utili e non vaghi.

schema riassuntivo dei passi necessari per scrivere un buon prompt su ChatGPT: 1 specifica un ruolo, 2 identifica lo scopo, 3 fornisci un contesto, 4 definisci un formato, 5 offri degli esempi, 6 richiedi tono e stile, 7 poni dei vincoli

1. Specifica un ruolo

Quando parli con un amico usi un linguaggio spontaneo, mentre in un colloquio di lavoro scegli parole e toni molto diversi. Perché? Perché il ruolo che ricopri in quei contesti non è lo stesso. Lo stesso principio vale con l’IA. Se vuoi ottenere risposte davvero pertinenti, devi indicare a ChatGPT quale ruolo assumere.

Assegnare un ruolo significa dare all’IA un punto di vista e un linguaggio precisi. Questo le permette di usare il tono, la terminologia e l’approccio giusto per la situazione. Ad esempio:

  • Sei un consulente fiscale. Spiega a un imprenditore quali sono i vantaggi di aprire una SRL.
  • Comportati da esperto di marketing. Scrivi tre headline persuasive per promuovere un nuovo servizio di ecommerce.
  • Immagina di essere un formatore aziendale. Illustra a un team le basi del project management.

Stabilendo un ruolo, otterrai testi più coerenti e contenuti di qualità più vicina alle tue esigenze.

screenshot che mostra due risposte di chatgpt alla stessa domanda "spiegami come funziona la fotosintesi". Nell'esempio dove viene aggiunto "sei un maestro delle elementari" al prompt, la risposta utilizza similitudini e un linguaggio non tecnico per spiegare il concetto.

In questo esempio, vediamo come porre esattamente la stessa domanda con l’unica aggiunta della specificazione del ruolo “Sei un maestro delle elementari”, cambi enormemente il tono, il lessico e l’impostazione della risposta.

2. Identifica lo scopo

Le idee che emergono in una sessione di brainstorming non hanno la stessa forma o profondità di quelle che inseriresti in una proposta ufficiale al tuo capo. È per questo che, quando scrivi un prompt per ChatGPT, devi chiarire subito qual è lo scopo della tua richiesta.

Vuoi solo soddisfare una curiosità personale? Ti serve un testo pronto da inserire in un’email a un cliente? Oppure hai bisogno di un confronto dettagliato tra dati o statistiche, che ti permetta di vedere le differenze in maniera chiara e ordinata? Ogni obiettivo richiede un approccio diverso, e se lasci che l’IA indovini da sola potresti non essere soddisfatto.

Per esempio:

  • Genera cinque possibili titoli per un articolo di blog su come acquistare domini.
  • Scrivi una bozza di email formale per proporre una collaborazione a un’agenzia di comunicazione.
  • Voglio capire le differenze tra i principali tipi di hosting, fai un confronto usando una tabella chiara.

Più sei preciso nello spiegare a cosa ti serve la risposta, più ChatGPT potrà darti contenuti immediatamente utilizzabili, senza che tu debba rielaborarli da zero.

screenshot che mostra la risposta di ChatGPT al prompt "sto cercando idee per il mio ecommerce di abbigliamento, e tu sei un consulente di marketing che deve suggerirmi strategie di upselling creative e originali"

In questo esempio, quello che cerchiamo non è un contenuto immediatamente utilizzabile, ma idee originali a cui ispirarsi, quindi l’output fornito è breve e schematico ma comunque adeguatamente sviluppato, grazie alle specificazioni fornite.

3. Fornisci un contesto

Il contesto è l’elemento cardine. Considera come contesto tutte le informazioni e i dettagli che possiedi già e che puoi trasmettere a ChatGPT perché costruisca una risposta davvero utile. 

Più contesto fornisci, più ChatGPT riesce a interpretare correttamente la tua richiesta e a produrre un output in linea con le tue aspettative. Senza contesto, il modello tende a “riempire i vuoti” con soluzioni generiche, che rischiano di essere lontane da quello che ti serve davvero, imprecise o incomplete.

screenshot che mostra un prompt dove viene fornito un contesto moderatamente dettagliato (tipo di business, progetto, specifiche prodotto, disponibilità) per poter avere il copy di un sms promozionale dettagliato

Come vedi, la differenza grazie al contesto, la risposta è precisa, coinvolgente e pronta per essere utilizzata. Un piccolo sforzo in più nella formulazione del prompt si traduce in un grande salto di qualità nell’output che ricevi.

4. Definisci il formato

Definire il formato in un prompt per ChatGPT significa indicare esplicitamente come vuoi che la risposta venga presentata: elenco puntato, tabella, checklist, paragrafo di 100 parole, CSV, ecc. Specificare il formato è un piccolo comando che può rendere una risposta immediatamente consultabile e utilizzabile.

Se hai mai ottenuto una risposta che conteneva tutte le informazioni che cercavi, ma difficile da leggere, sai perché questo passaggio è cruciale. Specificando il formato riduci la necessità di rielaborare il testo e puoi ottenere output pronti per l’uso.

Vediamo degli esempi pratici di prompting con delle specificazioni di formato.

  • Genera una checklist passo-passo per migliorare la sicurezza del mio sito.
  • Scrivi un’email di massimo 120 parole con tono professionale per informare i clienti della manutenzione programmata del sito.
  • Crea una lista in quattro punti che elenchi i benefici del tè verde.
screenshot che mostra un prompt che specifica il formato richiesto: "crea una tabella che riassuma le quattro città più grandi del mondo. la tabelle deve riportare popolazione, km2, e densità di popolazione"

Se hai dei bisogni specifici in quanto al formato, prenditi il tempo di pensarci su e fornisci un prompt preciso. Per esempio, se vuoi una tabella formattata in modo particolare:

  • Restituisci in formato CSV le 5 principali metriche di performance dei 10 siti che ti ho inviato. Per ogni metrica crea tre colonne: metrica, valore, commento breve. Usa le tre colonne successive per la prossima metrica, e così via. Ogni sito è dedicato ad una riga.

5. Offri degli esempi

Fornire esempi è uno dei modi più efficaci per aiutare ChatGPT a capire esattamente cosa vuoi ottenere. Gli esempi servono come modello: mostrano il tono, lo stile, il formato e il livello di dettaglio che desideri, soprattutto se non sei sicuro di essere stato completamente chiaro nel prompt o se non sai come spiegarti.

Ad esempio, se gestisci un Ecommerce e hai già scritto descrizioni prodotto di cui sei soddisfatto, puoi fornire una descrizione esistente come modello. Poi, indicando le caratteristiche del nuovo prodotto, chiedi a ChatGPT di produrre una descrizione simile e coerente con le altre.

screenshot che mostra un prompt per la descrizione di un prodotto. il prompt fornisce dettagli sul prodotto in se e poi un esempio di una descrizione simile.

Anche se non sei esperto nel formulare prompt, fornire esempi concreti aiuta ChatGPT a produrre risultati che richiedono poca o nessuna rielaborazione da parte tua, risparmiando tempo e garantendo uniformità nel contenuto.

6. Richiedi un tono e uno stile specifico

Il tono è fondamentale quando utilizzi ChatGPT per produrre testi destinati a essere pubblicati o letti da terzi. Specificarlo permette all’IA di modulare il linguaggio senza cambiare il contenuto essenziale: puoi mantenere le stesse informazioni, ma con un tono diverso a seconda del contesto.

Che tu stia scrivendo una proposta per un investitore, una newsletter informale per clienti o un post promozionale sui social, indicare il tono giusto ti aiuta a trasmettere la sensazione desiderata.

Ad esempio, puoi chiedere a ChatGPT di adottare uno stile:

  • Formale e professionale
  • Amichevole e colloquiale
  • Umoristico e leggero
  • Istituzionale o motivazionale
screenshot che mostra i due risultati diversi che si ottengono usando lo stesso prompt "scrivi un oggetto email per un invito all'apertura di un nuovo cinema" con l'unico cambiamento nell'aggiunta delle indicazioni per il tono

Come vediamo nell’esempio, anche con un testo brevissimo e nessun’altra specificazione, una piccola variazione nel tono può fare una grande differenza nella percezione del testo.

7. Poni dei vincoli

Inserire vincoli nei tuoi comandi per ChatGPT è un modo efficace per guidare l’IA verso risultati più precisi e pertinenti, evitando caratteristiche o aggiunte che richiederebbero correzioni o rielaborazioni.

Se, ad esempio, noti che nelle risposte ricorrenti ChatGPT inserisce elementi indesiderati, come grassetti, emoji o ripetizioni, puoi semplicemente specificare di escluderli. Così il risultato sarà già allineato alle tue esigenze e pronto all’uso.

Alcuni tipi di vincoli comuni sono:

  • Limiti di lunghezza o numero di parole/caratteri
  • Restrizioni sul linguaggio o sullo stile (nessuna emoji, nessun grassetto, etc)
  • Regole specifiche per il contenuto (evitare certi termini, rispettare uno schema)
  • Vincoli per il formato (numero massimo di punti in un elenco, di righe in tabella, etc)
screenshot di un prompt di chatgpt con due vincoli, uno riguardo la lunghezza massima di 4 parole, l'altro riguardo il numero di soluzioni proposte, 8.

I vincoli servono quindi a ridurre al minimo gli scarti tra ciò che chiedi e ciò che ricevi. Quando li combini con ruolo, scopo, contesto, formato, esempi e tono, ottieni prompt completi che riducono al minimo gli scarti tra la tua richiesta iniziale e la risposta più coerente e affidabile che utilizzerai. Ricorda che dopo che avrai ottenuto una risposta soddisfacente, c’è sempre spazio per umanizzare i testi prodotti dall’IA.

Esempi di prompt per ChatGPT

Dopo aver visto i passaggi fondamentali per scrivere prompt efficaci, è utile osservare come queste strategie si traducono in esempi concreti. In questa sezione mostreremo alcune applicazioni pratiche di ChatGPT in diversi contesti aziendali: dalla gestione delle email al marketing, dalla creazione di contenuti al servizio clienti, fino all’organizzazione dei dati.

L’obiettivo è fornire ai piccoli e medi imprenditori italiani prompt riutilizzabili, già strutturati secondo le regole che abbiamo visto: ruolo, scopo, contesto, formato, esempi, tono e vincoli. Questi esempi ti permetteranno di capire subito cosa chiedere a ChatGPT per ottenere risultati pratici, rapidi e pronti all’uso nella tua attività quotidiana.

Prompt per email

Anche se tutti sanno quanto siano importanti l’email marketing, le newsletter e le mail promozionali, spesso manca l’ispirazione per i contenuti. Allora puoi usare prompt di ChatGPT anche per l’email marketing, generando idee mirate e coerenti con il tuo pubblico e i tuoi obiettivi aziendali.

Per ottenere risultati concreti, è fondamentale fornire all’IA tutte le informazioni necessarie sul tuo business: il target, il tipo di prodotto o servizio, lo stile della comunicazione e l’obiettivo della campagna. Come sempre, più il contesto è chiaro e dettagliato, più le risposte saranno utili.

screenshot di un prompt per email che richiede 10 idee per una newsletter

Puoi usare prompt altrettanto ben costruiti per ottenere un’infinità di cose, tra cui:

  • Elenchi di argomenti
  • Calendario email
  • Linee guida sul tono
  • Suggerimenti su come strutturare ogni newsletter
  • Suggerimenti e proposte specifiche su bozze, testo, oggetto, CTA delle mail

Il tutto mantenendo coerenza e rilevanza per il tuo pubblico.

Lo sapevi che lo Strumento di Email Marketing di SiteGround integra funzioni di IA che sono state impostate dai nostri sviluppatori proprio per scrivere testi email? Questo vuol dire che con pochissime indicazioni potrai già avere testi perfettamente ottimizzati per le tue campagne email, senza bisogno di ricorrere a ChatGPT.

Prompt per il marketing

Ogni aspetto del marketing può beneficiare dell’aiuto di ChatGPT. Che tu voglia aumentare il traffico sul sito, promuovere un nuovo prodotto o sviluppare campagne sui social, l’IA può guidarti con strategie personalizzate in base alle tue esigenze e risorse.

Per ottenere risultati davvero utili, il prompt deve includere tutti gli elementi essenziali: contesto, obiettivo, task specifico, eventuali vincoli (come budget o tempistiche) e, se vuoi, il formato preferito della risposta (ad esempio elenco puntato o tabella).

screenshot di un prompt che richiede un foglio di calcolo che riassuma 10 strategie di marketing digitale per un negozio di stoviglie in ceramica. ll prompt specifica contesto, ruolo, scopo, vincoli e formato.

Le possibilità d’uso sono pressoché illimitate. Per menzionarne alcune:

  • Definire la Unique Value Proposition,
  • Fare brainstorming per nuove strategie di marketing
  • Creare campagne pubblicitarie
  • Trovare nuove idee per i contenuti social
  • Creare calendari di pubblicazione email o social media, con date e orari ottimali

Prompt per il copy e i contenuti

Che si tratti di blog, copioni per video, CTA, pagine web o annunci pubblicitari, ChatGPT può diventare un alleato prezioso nella creazione di contenuti efficaci e coerenti con il tuo brand.

screenshot che mostra un prompt per avere una proposta di scaletta per un articolo. Il prompt specifica contesto, ruolo, scopo, vincoli, formato e tono.

Utilizzando questo approccio, puoi sviluppare piani editoriali efficaci, creare annunci mirati, scrivere articoli o avere stesure di copioni senza dover partire da zero ogni volta.

Prompt per il servizio clienti

ChatGPT può essere un prezioso supporto anche per il servizio clienti, soprattutto quando le domande richiedono conoscenze specifiche o dettagliate. Invece di dover studiare manuali, regolamenti o termini e condizioni prima di rispondere a ogni richiesta, puoi utilizzare l’IA per generare risposte precise e affidabili in pochi istanti.

Creando prompt chiari e dettagliati con fonti a cui attenersi, puoi guidare ChatGPT a fornire spiegazioni accurate su procedure, politiche aziendali o prodotti, consentendoti di rispondere con sicurezza, professionalità e tempistiche brevi. Questo approccio non sostituisce il personale umano, ma permette di risparmiare tempo, ridurre errori e garantire coerenza nelle risposte, anche per domande complesse o tecniche.

screenshot di un prompt utilizzato per il servizio clienti. il prompt chiede di riassumere le informazioni di articoli e manuali in una semplice spiegazione da passare ai clienti.

Prompt per organizzare dati

I prompt per ChatGPT non servono solo per scrivere testi: sono uno strumento prezioso anche per organizzare dati e analizzare statistiche. L’IA può aiutarti a creare calendari editoriali, elenchi di attività, tabelle di confronto o report statistici, rendendo più semplice gestire informazioni complesse senza perdere tempo.

Alcuni esempi pratici in cui puoi utilizzare ChatGPT:

  • Generare tabelle comparative tra prodotti, servizi o fornitori.
  • Organizzare e filtrare dati di vendita o metriche di performance.
  • Preparare checklist operative o piani budget dettagliati.

Errori da evitare quando scrivi prompt per Chat GPT

Come abbiamo dimostrato fino ad ora, anche se ChatGPT è uno strumento potente, qualità e precisione delle risposte dipendono in gran parte dal prompt che fornisci. Ci sono alcuni errori comuni che molti utenti fanno, spesso senza rendersene conto, e che possono compromettere la chiarezza, la completezza o l’utilità delle risposte. Evitarli è fondamentale se vuoi ottenere output accurati, immediatamente utilizzabili e affidabili.

Non dare per scontata l’accuratezza

Il primo errore è fidarsi dell’accuratezza di ChatGPT, anche quando non gli sono state date fonti da cui attingere. L’IA è uno strumento potente, ma non è infallibile. Può fornire informazioni imprecise o datate, soprattutto su argomenti di nicchia o settori in rapido cambiamento. 

Inoltre, tende a voler sempre dare una risposta, anche quando i dati reali non sono disponibili, riempiendo i vuoti con informazioni a volte poco affidabili. Per garantire la correttezza dei contenuti:

  • Se possibile, fornisci a ChatGPT le fonti originali. Ad esempio, invece di chiedere “qual è la value proposition dei miei competitors?”, puoi indicare il link al sito ufficiale e chiedere “sulla base di questi siti, qual è la value proposition di ognuno?”. Così l’IA attinge direttamente a dati verificabili, riducendo il rischio di errori.
  • Controlla sempre statistiche, date e dati critici prima di inserirli in presentazioni o report e confronta le informazioni con fonti aggiornate e attendibili
  • Quando è possibile, fornisci dei valori di riferimento. Per esempio, mettiamo che tu voglia misurare i risultati di una campagna email. Oltre ai file che contengono le tue statistiche, per avere i risultati migliori dovrai fornire anche un riferimento alle metriche di email marketing standard nel tuo settore.

Non dare per scontato che sappia come ottenere la risposta

Il secondo errore è non indicare quale metodo va seguito per elaborare le risposte. ChatGPT non può intuire il metodo o il processo che desideri venga seguito per arrivare a una risposta a meno che non lo indichi tu. Se c’è un approccio specifico da utilizzare, indicalo chiaramente nel prompt, soprattutto se consiste in più step.

Ad esempio, devi:

  • Fornire una procedura passo-passo per le operazioni matematiche/logiche?
  • Tradurre il contenuto in un’altra lingua e poi rielaborarlo?
  • Estrarre solo i dati numerici da fonti specifiche e fare un sunto?
  • Confrontare e riassumere due teorie opposte anziché la più conosciuta riguardo ad un argomento?

Se non comunichi questi dettagli, l’IA rischia di produrre risposte incomplete o generiche. Nel peggiore dei casi, non fornendo un metodo (e questo accade principalmente nei quesiti di logica) le risposte potrebbero essere incorrette o inventate. 

Non accontentarti della prima risposta

Nonostante tutti gli sforzi e le accortezze, la prima risposta di ChatGPT potrebbe non essere esattamente quello che cercavamo. Spesso l’output iniziale beneficia di raffinamenti e iterazioni. Se la risposta non è esattamente quello che cercavi, puoi modificare il prompt o fare domande di follow-up per migliorarla.

Ad esempio:

  • Se il tono è troppo formale, puoi chiedere: “Lascia il contenuto intatto, ma riscrivi con un tono più amichevole.”
  • Se manca profondità, prova: “Puoi sviluppare questa idea con esempi?”
  • Se non è abbastanza pratica, chiedi: “Per favore fornisci una lista di azioni successive.”

Puoi anche costruire sulle risposte già ottenute. Se l’IA fornisce un elenco puntato, puoi chiedere di trasformarlo in una tabella con ulteriori dettagli come costi o azioni specifiche.

Conclusione

Scrivere prompt efficaci per ChatGPT sta diventando una competenza necessaria. Seguendo i suggerimenti giusti e evitando gli errori comuni, puoi sfruttare appieno il potenziale dell’IA per ottenere risposte accurate, creative e immediatamente utilizzabili.

Considera ChatGPT come un collaboratore: più lo guidi con prompt ben strutturati, più le risposte saranno in linea con le tue esigenze. Con questo approccio, l’IA realizza il suo potenziale e può supportarti concretamente nelle tue attività quotidiane, dall’email marketing alla gestione dei contenuti, dal servizio clienti all’analisi dei dati.

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Esempi di firme email – 5 idee da replicare

illustrazione che mostra una mail sia in formato desktop che mobile. La mail presenta una firma aziendale professionale

Le firme email sono un piccolo ma potente biglietto da visita digitale. Saperle creare nel modo giusto ti permette di comunicare professionalità, curare la propria immagine e lasciare un’impressione memorabile su clienti e colleghi. 

In questo articolo esploreremo diversi esempi di firme email, analizzeremo cosa includere per renderle efficaci e offriremo consigli pratici per scegliere lo stile più adatto al tuo brand e al tuo settore. Che tu voglia un approccio classico, creativo o minimalista, troverai spunti concreti per costruire una firma che parli davvero di te e della tua azienda.

Perché le firme email sono importanti

La firma email può sembrare un dettaglio secondario, così come un footer, ma in realtà è uno degli elementi che più influenzano la percezione di chi legge, soprattutto quando si tratta di comunicazioni dirette. Non dobbiamo pensare alle firme email come a dei semplici riepiloghi delle nostre informazioni di contatto, ma come a finestre che offrono una vista del nostro brand e della nostra professionalità.

Una firma ben studiata cattura l’attenzione e trasmette subito l’idea di ordine, cura e affidabilità. Inserire il logo aziendale, i colori del brand e un tono coerente con la tua comunicazione ti aiuta a distinguerti.

Immagina di ricevere due email da fornitori che offrono lo stesso servizio. La prima termina con una semplice riga di testo: nome, cognome e niente di più. La seconda presenta una firma curata, con logo, link utili e una chiara identità visiva. È quasi certo che la seconda ti rimanga impressa e ti trasmetta più fiducia.

Nel marketing, i colori, lo stile, il font, le forme, le parole scelte, tutto esprime personalità. Il layout, così come il copy delle email, il loro tono e le scelte sintattiche che adotti sono ben curati per trasmettere sia le informazioni che un’immagine forte del tuo brand e tutti gli elementi sono coordinati per presentare al meglio l’attività. Allo stesso modo anche la firma delle tue email parla a chi riceve i tuoi messaggi. Investire qualche minuto in più nel perfezionare la tua firma email significa allora avere cura che la tua azienda venga ricordata come più professionale, più solida, più vicina a chi ti legge.

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Esempi di firme email da cui prendere spunto

Una firma email efficace è un mosaico di elementi messi insieme con cura. Gli elementi che distinguono le buone firme email sono tre. Primo tra tutti è la semplicità: leggibilità e chiarezza rendono l’impatto immediato. Troppi dettagli confondono.

La coerenza con il brand è il secondo punto fermo. Usare i colori aziendali, il font abituale o inserire il logo serve a rafforzare la memoria visiva e dare continuità al messaggio, proprio come una versione in miniatura della pagina Chi Siamo del tuo sito. Non devi per forza includere tutto, ma un destinatario che riceve le tue email deve poterti riconoscere al primo colpo d’occhio.

Infine, una buona firma non teme di farsi notare, deve essere distintiva. Può essere un dettaglio grafico, una scelta stilistica unica o persino una frase distintiva. In questo modo la tua firma è capace di farti rimanere impresso nella memoria delle persone.

Nei prossimi esempi vedremo come tradurre questi principi in firme email concrete, adatte a stili diversi e a contesti aziendali differenti.

Firma email aziendale classica

La firma email aziendale classica è essenziale, ordinata, senza eccessi, l’equivalente di un completo ben stirato. Funziona perché non lascia spazio a distrazioni e comunica subito professionalità.

Gli elementi sono pochi ma precisi: nome e cognome, ruolo, logo aziendale e contatti principali (telefono e sito web). Il layout è pulito, i colori ridotti all’essenziale – di solito quelli istituzionali – e la grafica è calibrata per comunicare rigore.

Screenshot di un esempio di firma email seria e senza grafiche particolari, ma elegante grazie alla scelta dei font

Questo tipo di firma è particolarmente adatto a settori in cui l’immagine deve trasmettere autorevolezza e serietà, come finanza, consulenza o studi legali. Non cercare di stupire, ma di rassicurare: chi riceve l’email sa subito di avere davanti un interlocutore affidabile, ordinato e preciso. Queste firme classiche puntano tutto sulla sobrietà, ed è proprio questo che le rende un modello sempre attuale.

Firma mail moderna e creativa

Al contrario delle firme classiche, una firma email creativa facilita un senso di cameratismo tra chi scrive e chi riceve, rompendo subito le barriere della formalità. Trasmette l’idea di una persona al passo con i tempi, sicura di sé e non appesantita da convenzioni superflue. È la scelta ideale per freelance, professionisti del design, del marketing o per chi lavora in contesti dinamici e non convenzionali. Qui la firma è l’estensione di una personalità frizzante.

Caratteri tipografici originali, piccole icone grafiche, link ben visibili ai social, il tutto magari accompagnato da una chiusura email dal tono personale possono tutti contribuire a rendere la firma memorabile. L’importante è che la creatività non vada a scapito della chiarezza. Anche la firma più giocosa deve restare leggibile e guidare subito l’occhio alle informazioni essenziali.

screenshot di una firma email di un UX designer. La firma gli elementi grafici per trasmettere una personalità vivace e approcciabile

Per chi lavora in settori digitali, l’aggiunta di elementi interattivi, come pulsanti cliccabili, link a un portfolio o persino un breve video di presentazione, può trasformare la firma in uno strumento di engagement, come in questo esempio. Questo piccolo dettaglio, insieme al colore brillante di sfondo, bastano a comunicare professionalità in modo fresco e diretto, lasciando il segno senza risultare invadenti.

Firma email customizzata al settore

Non tutte le firme mail devono seguire lo stesso modello. In molti casi, adattarla al proprio settore significa renderla più utile e più efficace. Una firma customizzata risponde a bisogni specifici dei clienti e diventa uno strumento pratico oltre che comunicativo.

Un medico o un consulente sanitario, ad esempio, può includere link alle certificazioni o a un sistema di prenotazioni online. Un avvocato può rimandare a una pagina con articoli o pubblicazioni. Nel settore turistico, un hotel o un’agenzia viaggi potrebbe aggiungere il link a un tour virtuale o a un calendario con disponibilità aggiornate.

Screenshot di un esempio di firma email specifica al settore dell'hair care. Oltre ai dati di contatto, la firma presenta due pulsanti linkati alla prenotazione appuntamenti e alla certificazione di un premio, rispettivamente.

Anche in altri ambiti le possibilità sono numerose: nell’esempio, un barbiere include sia una CTA per la prenotazione che un link alla vittoria di un premio specifico del settore. In ogni caso, la regola è che la firma deve contenere ciò che per il destinatario ha valore immediato, senza riempirla di elementi superflui.

Firma minimalista

La firma minimalista è ultra-moderna e priva di fronzoli, comunica efficienza, innovazione ed esclusività. È un formato che elimina il superfluo e conserva soltanto l’essenziale: nome, ruolo e un contatto diretto, racchiusi in un design pulito e lineare.

Spesso realizzata in bianco e nero o con una palette monocromatica, questa firma diventa quasi un marchio silenzioso, perfetta per chi lavora in aziende tecnologiche o contesti dove la precisione e la velocità sono fondamentali.

Screenshot di un esempio di firma email minimalista, che presenta solo nome e cognome, ruolo, compagnia, e recapito email. La grafica bicromatica è minima ma comunque presente.

Il risultato è un’impressione netta e senza distrazioni: il destinatario trova subito le informazioni utili e percepisce chi scrive come una figura orientata al futuro, capace di tagliare ciò che non serve per puntare dritto all’essenziale. La firma minimalista lascia un segno attraverso la sua chiarezza.

Firme email per team aziendali

Quando si lavora in squadra, la firma email è prima di tutto uno strumento di coerenza. In particolare nelle aziende con più reparti o sedi, mantenere un’immagine uniforme è fondamentale: una firma coordinata trasmette compattezza e rafforza il brand, evitando l’effetto disordinato di firme tutte diverse.

La struttura di base dovrebbe essere la stessa per tutti: logo aziendale, palette di colori condivisa e disposizione ordinata dei dati. All’interno di questo schema, però, è possibile introdurre piccole variazioni legate al ruolo. Un social media manager, ad esempio, può inserire le icone cliccabili dei canali ufficiali, mentre un partner o un dirigente può aggiungere il numero diretto o un link a una pubblicazione recente.

Screenshot di due esempi di firme email dal COO e dalla Social Media Manager della stessa compagnia. Le due firme utilizzano la stessa grafica, ma mentre il COO ha un numero di telefono con estensione, la SMM ha i link ai social

L’obiettivo è trasmettere unità e coesione con il brand senza cancellare le specificità. Così ogni firma racconta la stessa storia aziendale, ma lascia intravedere la voce del singolo. Il risultato è un fronte coeso e professionale, riconoscibile in ogni comunicazione.

Cosa includere per una firma email professionale

Dopo aver visto i diversi stili di firma email a cui puoi ispirarti, ci resta stabilire quali elementi inserire per ottenere un risultato professionale. Alcuni dati sono imprescindibili, altri invece dipenderanno dal tuo ruolo e dal settore in cui lavori. Pensare a cosa serve davvero al destinatario è la chiave per evitare di trasformare la firma in un elenco caotico.

Gli elementi essenziali sono pochi: nome, cognome, titolo professionale e i dettagli dell’azienda. Tutto il resto si può modulare in base alle esigenze. Vediamo nel dettaglio.

Nome e ruoloSono l’elemento principale della firma, essenziali per tutti. Metterli in evidenza aiuta a stabilire subito chi sei e quale funzione ricopri.
Dettagli aziendaliInserire logo e nome dell’azienda mantiene presente l’identità del brand e chiarisce chi rappresenti. Fondamentale per trasmettere serietà e costruire fiducia.
Contatti direttiNumero di telefono, email alternativa o indirizzo dell’ufficio: vanno scelti in base al tipo di rapporto che vuoi instaurare. Un commerciale, ad esempio, dovrebbe rendersi facilmente raggiungibile, mentre un reparto amministrativo può limitarsi al recapito principale.
Link ai socialUtili se gestisci canali attivi e curati. LinkedIn è quasi sempre una scelta valida per i professionisti. Instagram o Facebook possono avere senso per chi lavora in settori creativi o customer-facing.
Avvisi legaliIndispensabili nei settori regolamentati come finanza, sanità e legale. Servono a tutelare la comunicazione e a rispettare le normative. Se non obbligatori, meglio non appesantire la firma.
Call to action (CTA)Un link per prenotare una consulenza, scaricare una brochure o visitare il sito. L’importante è sceglierne una sola, chiara e ben posizionata, per evitare distrazioni.
Prova socialePremi, certificazioni, loghi di clienti importanti o citazioni su testate di settore: piccoli dettagli che aumentano autorevolezza e trasmettono credibilità. Ideali per chi lavora in settori competitivi e deve differenziarsi.

Consigli per una firma email migliore

Abbiamo visto gli esempi più efficaci e gli elementi fondamentali da inserire. Ora è il momento di qualche consiglio per assicurarci che la tua firma possa lasciare un’impressione duratura.

Attenzione al branding

Come abbiamo già detto, una firma email è una dichiarazione di identità. Il segreto sta nel bilanciare il tuo personal branding con il settore in cui operi e con l’azienda che rappresenti. 

Per trovare l’equilibrio giusto, può essere utile fare un brainstorming mirato: chiediti quali elementi del tuo brand devono emergere e in che misura. Vuoi trasmettere creatività? Rassicurare con autorevolezza? O magari mostrare efficienza e modernità? Puoi integrare la grafica, i font e i colori del brand alla comunicazione dei tuoi valori personali?

Strumenti come ChatGPT possono aiutarti a fare brainstorming o, se hai già le idee chiare ma non sai come trasformarle in parole, suggerire call to action o varianti di tono che ti aiutano a trovare la combinazione ideale. Se vuoi ricevere risposte migliori dall’IA leggi il nostro articolo su come scrivere prompt per ChatGPT.

Scegli gli elementi con cura

Valgono gli stessi principi che dettano un buon layout email. Non tutti i dettagli meritano di entrare nella tua firma. Inserirne troppi rischia di distrarre, inserirne pochi può rendere la comunicazione impersonale. La scelta deve sempre partire da ciò che vuoi trasmettere.

Per aiutarti a decidere, è utile costruire una visuale chiara della firma. Un buon metodo è partire da un template preimpostato e modificarlo passo dopo passo, aggiungendo o togliendo elementi finché non ottieni il giusto equilibrio. 

Molti strumenti online offrono modelli gratuiti che puoi personalizzare con logo, colori diversi e informazioni: un modo semplice per sperimentare senza perdere tempo.

Testa e correggi

Provare diverse versioni della tua firma email è il modo migliore per capire quale funziona davvero con il tuo pubblico. Che si tratti di cambiare layout, aggiungere o togliere un elemento grafico, rivedere il tono della call to action, ogni aggiustamento può avvicinarti di più all’equilibrio ideale tra chiarezza e impatto.

Aggiornarla periodicamente ti aiuta anche a mantenerla coerente con l’evoluzione del tuo brand. Un dettaglio che oggi ti rappresenta, domani potrebbe non essere più attuale.

Un consiglio pratico: verifica sempre come appare la firma nei diversi client di posta elettronica. Gmail, Outlook, Apple Mail e gli altri principali servizi possono interpretare il codice in modo leggermente diverso. Un test rapido ti eviterà l’imbarazzo di una firma perfetta sul tuo schermo ma disordinata in quello del destinatario.

Riepilogo: Come firmare una mail aziendale in modo professionale

Abbiamo esplorato ogni aspetto delle firme email, dalla loro importanza strategica agli esempi degli stili più diffusi, dagli elementi indispensabili ai consigli pratici per renderle davvero efficaci. Che tu scelga un approccio classico, creativo, settoriale o minimalista, l’obiettivo resta trasmettere professionalità e lasciare un’impressione duratura.

E se desideri fare un passo in più, ricorda che la firma è solo un tassello della comunicazione via email. Strumenti come l’Email Marketing di SiteGround possono aiutarti a gestire l’intero processo con semplicità, con form di iscrizione, automazioni, editor grafici drag & drop e un generatore di contenuti AI che ti renderà semplicissimo mantenere coerenza di tono con il tuo brand. Un supporto concreto per trasformare ogni messaggio in un’occasione di relazione e crescita.

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