Guida ai Meta Tag per la SEO: Ottimizza visibilità e ranking

Illustrazione che mostra un prototipo di codice HTML dove appaiono diversi meta tag utili per la SEO

Nel contesto SEO, i meta tag HTML rappresentano una delle leve essenziali per migliorare la visibilità di un sito nei risultati di ricerca. 

Immagina un libro senza copertina, senza titolo, senza descrizione, senza indice: risulterebbe un po’ difficile capire di cosa tratta senza leggerlo tutto. I meta tag SEO sono proprio ciò che permette a Google – e a chi naviga nell’oceano sterminato del web – di capire di cosa parla il libro – la tua pagina web, in questo caso – prima ancora di iniziare a leggerlo. 

In questa guida pratica ti accompagneremo passo dopo passo nella scoperta dei meta tag più importanti per la SEO, spiegandoti cosa sono, a cosa servono e come ottimizzarli al meglio. Conoscere e usare correttamente i SEO meta tag ti aiuterà a migliorare ranking, indicizzazione e performance organica. Ricorda però che quando si tratta di SEO, è importante dare uno sguardo consapevole al contesto generale, includendo la SEO off-page e on-page, così come quella tecnica.

Cosa sono i meta tag SEO e perché sono importanti

I meta tag sono frammenti di codice inseriti nella sezione <head> della pagina HTML. Aggiungere meta dati alla tua pagina serve a fornire informazioni precise su contenuti, autore, lingua, e molto altro. Il ruolo di molti di questi tag – ma non tutti – è fondamentale per la SEO. Questo perché alcuni meta tag influenzano direttamente il modo in cui Google e gli altri motori leggono, comprendono e presentano il tuo sito nei risultati di ricerca.

Anche se non sono tutti immediatamente visibili quando visiti un sito, i meta tag raccontano ai motori di ricerca ciò che davvero conta. Un sito web senza meta tag, o con i meta tag sbagliati, è molto limitato. È ancora leggibile, certo, ma non viene preso sul serio dai motori di ricerca né tantomeno dai lettori. Vediamo un esempio di meta tag concreto, in questo caso una meta description:

<meta name="description" content="Scopri la nostra selezione di vini italiani premiati. Spedizione gratuita e qualità garantita.">

Questa semplice riga di codice è ciò che normalmente appare come anteprima della tua pagina nei risultati di ricerca e allo stesso tempo aiuta Google a capire il contenuto della pagina. Un tag di meta description scritta bene può determinare se un utente cliccherà sul tuo link o scorrerà oltre.

In sintesi, i meta tag sono segnali brevi ma potenti, che aiutano i motori di ricerca a classificare correttamente il tuo sito. Utilizzarli bene è il primo passo per emergere nel labirinto digitale. 

A cosa servono i meta tag nella SEO e come influenzano il ranking

Come abbiamo già menzionato, i meta tag funzionano orientando i motori di ricerca nel comprendere il tuo sito. Servono a comunicare una serie di informazioni chiave: cosa è da saltare, cosa no, e come presentare il contenuto agli altri. Sono tutte specificazioni che nella SEO fanno la differenza, motivo per cui è importante fare audit tecnici SEO di quando in quando.

Anche se da soli i meta tag non bastano a garantire un’ottima SEO, hanno un impatto diretto su elementi che influenzano il ranking, come:

  • Pertinenza e contesto semantico: I meta tag aiutano gli algoritmi a determinare il contesto di una pagina. Se ben ottimizzati, possono migliorare la corrispondenza tra le query degli utenti e il contenuto del sito.
  • Controllo sull’indicizzazione: Con tag come robots.txt puoi decidere se una pagina deve essere inclusa nei risultati di ricerca o meno. Questo è essenziale per evitare contenuti duplicati o irrilevanti.
  • Click-through rate (CTR): Un meta title accattivante e una meta description ben scritta possono aumentare la percentuale di utenti che cliccano sul tuo link nei risultati di ricerca. Google considera questo segnale come indice di rilevanza.
  • Esperienza utente indiretta: Anche se non si vedono, i meta tag influenzano l’esperienza dell’utente. Un’anteprima ben curata nei risultati di Google può ispirare fiducia e interesse.

Per esempio, questo meta tag:

<meta name="robots" content="noindex, nofollow">

Questa istruzione dice a Google: “non indicizzare questa pagina e non seguire i link al suo interno”. Utile, ad esempio, per pagine temporanee o esterne al sito.

In conclusione, i meta tag SEO fanno da direttori d’orchestra. Non producono il contenuto, ma guidano tutti gli elementi verso un’armonia che i motori di ricerca sanno ascoltare. Senza di loro, la sinfonia del tuo sito potrebbe passare inosservata.

Meta tag SEO: quali sono i più importanti e come ottimizzarli

Non tutti i meta tag hanno lo stesso peso nella SEO. Alcuni sono cruciali per migliorare la visibilità del tuo sito nei risultati di ricerca, altri ottimizzano l’esperienza di condivisione sui social.

Lista riassuntiva dei meta tag più rilevanti per la SEO:
Title tag, meta description, tag robots, tag hreflang, tag open graph, tag alt text

In questa sezione esploreremo i meta tag più importanti per la SEO, uno per uno, con esempi pratici e consigli concreti su come ottimizzarli. Conoscere questi tag e usarli in modo strategico può fare la differenza tra una presenza online mediocre e un sito ben posizionato nei risultati di ricerca.

Meta title tag: come scrivere un titolo SEO efficace

Il tag del meta title è il titolo che dovrebbe apparire nella SERP (Search Engine Results Page) e nella scheda del browser. È racchiuso nel tag HTML <title> e la sua funzione è quella di riassumere in poche parole il contenuto della pagina. Può differire dal titolo che compare all’interno della pagina, che invece è dettato dal tag <h1> nel corpo HTML.

Screenshot della sezione di una SERP dove appare la pagina di supporto di SiteGround. Il meta title "Assistenza sull'hosting esperta e amichevole" è evidenziato

Scrivere un titolo SEO efficace significa:

  • Catturare l’attenzione del lettore
  • Comunicare chiaramente l’argomento della pagina ai motori di ricerca
  • Influenzare il ranking della pagina per certe parole chiave

Per esempio, nel codice HTML di una pagina web che tratta di ottimizzazione SEO potremmo trovare una sezione che riguarda il tag del meta title simile a questa:

<title>Guida SEO completa per ottimizzare il tuo sito web</title>

Negli ultimi anni, Google ha iniziato a riscrivere automaticamente i meta title che appaiono nelle SERP, soprattutto quando il titolo è troppo generico, non corrisponde al contenuto della pagina o differisce troppo dal titolo H1. Per questo motivo, molti esperti SEO consigliano di mantenere lo stesso titolo per il tag meta title e il tag H1, almeno nei contenuti principali. Questo approccio aiuta Google a “fidarsi” del meta title che proponi e riduce la probabilità che venga modificato. Ricorda che le regole della SEO sono in continua evoluzione, ed è importante mantenersi aggiornati.

Per scrivere un meta title tag efficace per la SEO, dovresti puntare a:

  • Includere la parola chiave principale all’inizio, se possibile.
  • Mantenere la lunghezza entro i 55-60 caratteri, in modo che il titolo non venga troncato nei risultati di ricerca.
  • Scrivere in modo naturale e invitante: il titolo deve incuriosire e informare.
  • Evitare il keyword stuffing: ripetere le stesse parole chiave penalizza la leggibilità e può confondere Google.
  • Personalizzare ogni titolo: ogni pagina deve avere un meta title unico e coerente con il contenuto specifico.
  • Usare il nome del brand, soprattutto nelle pagine di prodotto, servizi o articoli informativi.

Meta description tag: cos’è e come ottimizzarlo per la SEO

Il meta description tag è un breve riassunto del contenuto della pagina, racchiuso nel tag HTML <meta name=”description”>, che compare sotto il titolo nei risultati di ricerca di Google. Mentre questo tag non è un fattore di ranking diretto, è fondamentale per invogliare gli utenti a cliccare sul tuo sito tra tutti i risultati di ricerca.

Screenshot di una SERP dove appare il blog di SiteGround. La meta description evidenziata dice "Il blog di SiteGround offre diversi consigli strumenti e risorse relativi a WordPress, alle prestazioni web e all'ottimizzazione e sicurezza dei siti"

Per esempio, nel codice HTML di un articolo che fornisce una classifica dei migliori cibi per cani, potremmo trovare un meta tag simile:

<meta name="description" content="Scopri i migliori cibi per cani: consigli nutrizionali, marchi top e suggerimenti per un’alimentazione sana e bilanciata.">

Per scrivere una meta description efficace per la SEO ricordati di:

  • Usare la parola chiave principale in modo naturale. Google la evidenzierà in grassetto quando corrisponde alla query dell’utente.
  • Mantenere la descrizione tra i 140 e i 160 caratteri per evitare troncamenti che potrebbero compromettere la chiarezza del messaggio.
  • Essere chiaro e persuasivo e anticipare il beneficio per l’utente. Cosa troverà nella pagina? Perché dovrebbe cliccare?
  • Ogni pagina deve avere una descrizione unica, coerente con il contenuto specifico.
  • Utilizzare un tono coerente con il tuo brand: formale, tecnico, amichevole… purché sia riconoscibile.

Tag Robots: come indicare ai motori cosa indicizzare

Il tag robots è un meta tag HTML che si inserisce nella sezione <head> della pagina. Serve a istruire i crawler (come Googlebot) su come trattare quella pagina: se deve essere indicizzata, se i link al suo interno devono essere seguiti, o se deve essere completamente ignorata.

Per esempio, se volessimo specificare un tag robots che indica ai motori di indicizzare una pagina e seguire i link al suo interno useremmo:

<meta name="robots" content="index, follow">

In realtà questo comportamento è predefinito, quindi non sempre serve dichiararlo. 

Ma perchè è importante l’indicizzazione? Perchè non tutte le pagine di un sito meritano di essere indicizzate. Alcune pagine, infatti, sono utili solo per gli utenti già dentro il sito (pagine di login, filtri di ricerca) e mostrarle nei risultati di Google può confondere o addirittura danneggiare il posizionamento complessivo. 

Perciò possiamo dire che il meta tag robots non migliora direttamente il ranking, ma aiuta a preservare la qualità e la pertinenza di un sito nella SERP, evitando che Google sprechi risorse su pagine irrilevanti. Un sito ben curato è anche un sito ben filtrato.

Vediamo allora le principali direttive del tag robots per comunicare le nostre preferenze di indicizzazione.

DirettivaCosa fa
indexPermette l’indicizzazione della pagina
noindexEsclude la pagina dai risultati di ricerca (utile per pagine duplicate, versioni test, o con scarso valore SEO)
followPermette ai bot di seguire il link nella pagina
nofollowImpedisce ai bot di seguire il link
noarchiveEvita che Google mostri la copia cache della pagina
nosnippetEvita la visualizzazione di frammenti (snippet) nelle SERP

Se per esempio volessimo lasciare una pagina fuori dai risultati ma permettere la scansione dei link, useremmo il tag:

<meta name="robots" content="noindex, follow">

Quando si parla di controllare cosa Google può o non può indicizzare, è importante conoscere non solo i meta tag robots, ma anche il file robots.txt. Entrambi servono a comunicare con i crawler dei motori di ricerca, ma agiscono in modi diversi: il robots.txt è un intero file che si trova nella root del sito web, e può evitare la scansione di intere sezioni non rilevanti (come /admin/, /cart/), mentre il meta tag robots serve a controllare la visibilità SEO delle singole pagine.

Tag Hreflang: come gestire la SEO multilingua

Il tag hreflang è un attributo HTML inserito nella sezione <head> della pagina che serve a segnalare a Google che esistono più versioni linguistiche (o regionali) di uno stesso contenuto.

Screenshot di una SERP dove appare il sito di SiteGround. L'URL evidenziato mostra che si tratta della versione italiana del sito "it.siteground.com"
Screenshot di una SERP dove appare il sito di SiteGround. L'URL evidenziato mostra che si tratta della versione in spagnolo del sito "www.siteground.es"

Questo meta tag aiuta Google a mostrare la versione giusta del contenuto all’utente in base alla lingua e alla posizione geografica, migliorando l’esperienza utente. Immagina per esempio che ad un utente francese venga mostrata la versione italiana della tua pagina. Sarebbe una mancata opportunità di conversione. Ecco perchè è importante il tag hreflang quando si hanno più versioni linguistiche della stessa pagina.

Usando tag come questi stai dicendo a Google che gli indirizzi specificati sono versioni equivalenti della stessa pagina in più lingue:

<link rel="alternate" hreflang="it" href="https://www.fido.it/" />
<link rel="alternate" hreflang="en" href="https://www.fido.com/" />
<link rel="alternate" hreflang="fr" href="https://www.fido.fr/" />

Vediamo come usare il meta tag hreflang:

  • Usa il formato corretto: hreflang=”lingua-paese” (es. en-us, it-it, fr-fr). Se specifichi solo la lingua, va bene anche hreflang=”es”.
  • Inserisci tutti i riferimenti reciprocamente: ogni pagina multilingua deve includere anche sé stessa nel set di hreflang.
  • Mantieni coerenza nei link e negli URL: ogni lingua dovrebbe puntare al contenuto esatto e tradotto, non a una generica homepage.
  • Non dimenticare il valore x-default: serve per versioni neutre (es. homepage globale o pagina di selezione lingua).
<link rel="alternate" hreflang="x-default" href="https://www.miosito.com/" />

⚠️ Una configurazione sbagliata del tag hreflang può confondere Google invece di aiutarlo. È sempre bene testare tutto con lo Strumento di ispezione URL di Google Search Console.

Tag Open Graph: ottimizzare la condivisione sui social per la SEO

I meta tag Open Graph sono tag HTML che controllano le informazioni che compaiono quando una pagina web viene condivisa su piattaforme social (Facebook, LinkedIn, Twitter, WhatsApp): il titolo, la descrizione, l’immagine e persino il tipo di contenuto mostrato nell’anteprima.

Questi meta tag hanno un impatto indiretto sulla SEO, migliorando la visibilità, l’engagement e il traffico qualificato sui social network. Per esempio, un’implementazione dei tag Open Graph essenziali per una pagina che propone una guida ai migliori oli da cucina:

 <meta property="og:title" content="Oli aromatizzati: Guida ai migliori oli da cucina"/>
  <meta property="og:description" content="Scopri oli aromatizzati al rosmarino, aglio, limone e peperoncino: consigli di gusto, abbinamenti e ricette."/>
  <meta property="og:image" content="https://www.tuosito.it/images/composizione-olio-aromatizzato.jpg"/>
  <meta property="og:url" content="https://www.tuosito.it/oli-aromatizzati-guida"/>

Vediamo le funzioni dei meta tag Open Graph principali .

Tag Funzione
og:titleTitolo che comparirà nell’anteprima social
og:descriptionBreve descrizione del contenuto
og:imageURL dell’immagine di anteprima
og:urlIndirizzo della pagina
og:typeTipo di contenuto (es. website, article, product)
og:localeLingua del contenuto (es. it_IT)

Per creare dei buoni meta tag Open Graph:

  • Scrivi titoli e descrizioni coerenti con i meta tag SEO, adattati ad un un pubblico “social”.
  • Usa immagini di alta qualità (almeno 1200×630 px) ottimizzate per dispositivi mobili e desktop.
  • Testa le anteprime con strumenti come il Facebook Sharing Debugger o il LinkedIn Post Inspector.

⚠️ Se non imposti correttamente i tag Open Graph, i social prenderanno in automatico il titolo e la descrizione, con risultati che potrebbero non essere ottimi.

Alt Text: il tag alternativo per l’ottimizzazione SEO delle immagini

Il testo alternativo, o Alt text, è un attributo degli elementi <img> che descrive il contenuto visivo dell’immagine. Serve principalmente per:

  • Rendere il contenuto accessibile a chi utilizza lettori di schermo (es. utenti non vedenti)
  • Mostrare un testo di fallback se l’immagine non si carica
  • Aiutare Google a comprendere e indicizzare correttamente le immagini secondo le keyword
  • Segnalare qualità attraverso contenuti accessibili e ben strutturati

Per esempio, il codice relativo a un’immagine che mostra un esempio di una scheda di ricerca vuota potrebbe dire: 

<img src="pagina-vuota-esempio.png" alt="Screenshot di una pagina di ricerca Google vuota">

Per ottimizzare i meta tag alt text per la SEO:

  • Descrivi l’immagine in modo chiaro e specifico. Pensa a cosa rappresenta davvero e cosa c’è di rilevante nell’immagine per il contesto in cui si trova.
  • Includi una parola chiave, ma solo se è realmente pertinente.
  • Evita frasi generiche che non descrivono veramente l’immagine
  • Cerca di restare sotto i 125 caratteri.
  • Scrivi Alt Text unici, come lo è ogni immagine.

Consigli finali sui meta tag per migliorare la SEO del tuo sito

I meta tag che abbiamo trattato in questa guida rappresentano i più importanti e utilizzati per migliorare concretamente la visibilità del tuo sito sui motori di ricerca. È bene sapere, però, che esistono anche altri meta tag meno influenti ai fini della SEO, come ad esempio <meta charset>, <meta viewport> o <meta author>, che svolgono funzioni tecniche o informative ma non hanno un impatto così importante.

In fonti meno aggiornate potresti trovare il famigerato <meta name=”keywords”>. In passato veniva usato per elencare le parole chiave rilevanti della pagina, ma col tempo è stato completamente ignorato da Google e da altri motori di ricerca perché facilmente abusato per manipolare il posizionamento.

Concentrarsi invece su meta tag funzionali e strategici, come quelli approfonditi in questo articolo, ti permette avere un impatto reale sulle performance e ottimizzare il tuo sito secondo gli standard SEO attuali.

Ricorda però che, anche il miglior set di meta tag non può fare miracoli se il tuo sito si appoggia a un hosting lento o instabile. Le prestazioni tecniche, come la velocità di caricamento e la disponibilità del server, sono altri fattori chiave per la SEO. Tratta quindi i meta tag come parte di un ecosistema interconnesso: non sono elementi isolati, ma parti di una strategia più ampia che comprende contenuti, struttura del sito, user experience e obiettivi di business.

Se cerchi un’infrastruttura affidabile combinata alla semplicità d’uso, ti consiglio di valutare strumenti come il SiteBuilder di SiteGround, che ti aiuta a costruire un sito SEO-friendly fin dalle fondamenta.

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13 Esempi di Landing Page efficaci da imitare

Una landing page è una soglia luminosa, progettata con cura per accogliere i visitatori di un sito e guidarli verso una decisione. Le landing page sono un punto d’arrivo e, allo stesso tempo, un inizio. La loro esistenza ha un solo scopo: convertire.

Che si tratti di vendere un prodotto, raccogliere iscrizioni, spingere i visitatori a chiedere un preventivo o una consulenza, una landing page efficace converte senza lasciare spazio al caso. Ogni parola, colore, bottone e immagine vive per condurre l’utente là dove l’obiettivo si compie.

In questo articolo ti mostreremo esempi di landing page che funzionano, che trasmettono fiducia e che portano risultati. Ti guideremo attraverso 13 landing page tra le più efficaci, pagine capaci di trasformare traffico in risultati, perfette nella forma quanto nella sostanza, che potrai osservare, analizzare e replicare per i tuoi progetti. Perché ogni click può essere l’inizio di qualcosa di grande, basta la porta d’ingresso giusta.

Cos’è e a cosa serve una landing page

Una landing page è una pagina web autonoma, progettata per l’unica finalità di spingere il visitatore a compiere un’azione specifica. Questa azione dipende dall’obiettivo che hai al momento.

Se per esempio vuoi catturare più lead l’azione a cui spinge la landing sarà iscriversi ad una newsletter, scaricare un ebook o partecipare ad un webinar. Se stai facendo un lancio prodotto l’azione a cui porterà la landing sarà acquistare, richiedere un preventivo o richiedere informazioni, e così via per qualsiasi altro obiettivo aziendale.

Per raggiungere questi obiettivi, le landing page lasciano da parte menu di navigazione o link esterni se possibile, indirizzando gli utenti a link interni e CTA mirate.

Alcune sono minimaliste, altre ricche di contenuti, alcune puntano sul branding, altre sull’urgenza o sulla prova sociale. Tutte, però, soddisfano un’esigenza in comune, quella di parlare con chiarezza al proprio pubblico di riferimento, accompagnandolo verso un’azione precisa.

Esempi di landing page

Le parole possono spiegare cos’è una landing page e come crearne una, ma nulla vale quanto l’esempio per ispirarsi. In questa sezione ti accompagneremo in un viaggio tra 13 esempi di landing page efficaci, selezionati per la loro capacità di unire strategia, design e storytelling in un equilibrio perfetto.

Ogni landing page esempio che troverai qui ha i suoi punti di forza: alcune ti colpiranno per la chiarezza, altre per la forza del messaggio, altre ancora per l’uso intelligente dei colori, del copy o delle call to action. Ma tutte hanno una cosa in comune: funzionano.

Che tu stia creando una pagina pubblicitaria per un prodotto, un servizio o un progetto personale, lasciati ispirare da questi esempi di landing page di successo. Analizzeremo cosa rende ciascuna di esse efficace e come puoi adattarne i principi vincenti al tuo sito.

E se alla fine di questo articolo non hai ancora trovato l’ispirazione giusta per la tua landing page, ti consigliamo di dare un’occhiata anche all’articolo sui 13 migliori siti web. Perché a volte, per far nascere qualcosa di davvero tuo, serve prima lasciarsi ispirare da ciò che funziona.

1. Francesco Ciampa

Screenshot di una landing page del sito di Francesco Ciampa

SETTORE: Design digitale e direzione artistica
OBIETTIVO: Lead generation, offerta preventivi
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page è minimalista e di forte impatto visivo. Silenziosa ma carica di personalità. Il design essenziale e potente, privo di fronzoli, comunica professionalità e stile in modo inaspettato. Ogni elemento è al posto giusto, in perfetto equilibrio tra vuoti e pieni, tra tipografia sobria e spazio nero.
Le call to action sono dosate con intelligenza. Una, posizionata al centro della pagina, guida l’utente direttamente verso un contatto via email. L’altra, in chiusura, invita a compilare un modulo di contatto, offrendo due percorsi che rispettano i diversi livelli di “prontezza” dell’utente.
Il copywriting è essenziale ma autorevole. In poche righe, spiega con chiarezza cos’è l’Experience Design, dimostrando competenza e padronanza del linguaggio professionale. Una prova concreta di quanto, a volte, basti poco per dire tutto, se sai come dirlo.

Banner "Dai vita all'attività dei tuoi sogni con SiteGround". Il bottone dice "Inizia ora". L'immagine mostra un sito in costruzione

2. Hub Energia

Screenshot dalla landing page del sito di Hub Energia.

SETTORE: Energia fotovoltaica
OBIETTIVO: Preventivo e consulenza
PERCHÈ FUNZIONA: Il copy di questa landing page si distingue per la sua capacità di tradurre le caratteristiche tecniche in vantaggi concreti, parlando direttamente al consumatore finale. Il testo è chiaro, accessibile, privo di complessità inutili, e riesce a trasformare ogni caratteristica del servizio in un beneficio tangibile per il cliente. A supporto del testo, l’illustrazione funzionale e lo schema visivo aiuta a comprendere facilmente il funzionamento del servizio, facilitando la lettura anche per chi non ha familiarità con il settore. Tutto è pensato per guidare mettendo l’esperienza del visitatore al centro. La call to action finale è diretta, sincera, trasmette fiducia e incoraggia il contatto senza pressioni.

3. Chef Max Mariola

Screenshot dalla landing page del sito Chef Max Mariola

SETTORE: Cucina, brand personale
OBIETTIVO: Vendita
PERCHÈ FUNZIONA: I colori sono un elemento cardinale nel design, e in questo caso sono sgargianti e accesi, perfettamente in linea con il personal brand dello chef e con il mondo food in cui si muove. Trasmettono energia, creatività e passione per la cucina. Il design rispecchia lo stile informale e coinvolgente del personaggio, rendendo l’esperienza visiva coerente e memorabile.La struttura della pagina è pensata per la conversione: due CTA ben posizionate, una in apertura e una in chiusura, accompagnano il visitatore lungo il percorso con discrezione ma efficacia, senza mai forzare l’azione.Il copy è snello e funzionale: niente lunghe descrizioni o dettagli ridondanti, solo l’essenziale. Viene subito chiarito cosa contiene il libro, lasciando spazio a ciò che davvero fa la differenza: la personalità dello chef, protagonista di un breve video embedded in pagina. In pochi secondi, riesce a trasmettere simpatia, autenticità e valore del contenuto, sfruttando il carisma del brand come vero asset di conversione.Una landing page efficace, che sa come valorizzare l’unicità del suo autore senza perdere di vista l’obiettivo: vendere con semplicità, calore e personalità.

4. MS Communication

Screenshot della landing page del sito MS Communication

SETTORE: Marketing digitale
OBIETTIVO: Offerta consulenza, lead generation
PERCHÈ FUNZIONA: Una  landing page intitolata “Quanto costa un sito web?” è la risposta diretta all’intento transazionale dell’utente, che spesso cerca proprio questo tipo di informazione quando atterra su una pagina simile. È un modo immediato per creare connessione e rilevanza.La sezione centrale della pagina struttura l’offerta in tre fasce di servizio ben distinte, ciascuna con descrizioni chiare, prezzi trasparenti e CTA dedicate. L’utente può orientarsi facilmente, capendo subito quale opzione è più adatta alle sue esigenze. A fondo pagina, la sezione FAQ chiude il cerchio rispondendo ai dubbi più frequenti con brevità e chiarezza, eliminando potenziali ostacoli alla conversione.

5. Tigellas

Screenshot della landign page del sito di Tigellas

SETTORE: Ristorazione, alimentare
OBIETTIVO: Prenotazione
PERCHÈ FUNZIONA: Per questa landing page ci concentriamo sulla sezione above the fold del sito di un’attività di ristorazione. Al centro della scena, un’immagine semplice ma evocativa mostra chiaramente cosa troverà il visitatore nel piatto – tigelle, gnocco fritto caldo, salumi e formaggi. Un invito visivo diretto, senza orpelli, che stimola l’appetito e trasmette un senso immediato di familiarità e qualità.Il copy punta tutto sulla trasparenza e sull’autenticità. Il titolo è diretto, proprio come la cucina che rappresenta. Subito sotto, un sottotitolo dal tono simpatico e disarmante completa l’esperienza: “Noi facciamo solo questo, ma lo facciamo molto bene.” Una frase che sintetizza la filosofia del locale e che, nel suo minimalismo, rafforza l’identità del brand.Insieme, design e copy raccontano una storia di autenticità e competenza, dove la semplicità è una precisa scelta comunicativa.

6. With Us Assicurazione

Screenshot della landing page del sito With Us Intermediario Assicurativo

SETTORE: Assicurazione
OBIETTIVO: Richiesta preventivo
PERCHÈ FUNZIONA: Titolo e immagini comunicano senza ambiguità il focus del servizio: protezione assicurativa per animali domestici.La struttura della pagina è costruita per accompagnare l’utente verso l’azione con delicatezza e logica. Due call to action, una in apertura e l’altra alla fine del form di contatto, offrono percorsi chiari e senza frizioni. Subito prima della seconda CTA, un testo conciso ma dettagliato descrive in modo efficace la polizza: cosa include, come funziona, quali benefici porta. Tutto con il giusto grado di approfondimento, ma senza appesantire. A fondo pagina, la prova sociale completa l’opera, rafforzando la fiducia attraverso recensioni e feedback di chi ha già scelto il servizio. Il tono visivo è coerente con il brand: l’integrazione di foto di qualità e illustrazioni semplici, colori rassicuranti e uno stile accessibile trasmettono facilità d’uso – un elemento chiave quando si parla di temi tecnici come le assicurazioni. Se hai bisogno di alcune dritte sull’uso delle immagini per ottimizzare il tuo sito, troverai il nostro articolo utilissimo.

7. Cristina Filippo Spada Atelier

Screenshot della landing page del sito Cristina Filippo Spada Atelier

SETTORE: Moda matrimoni
OBIETTIVO: Prenotazione consulenza
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page dedicata alla consulenza per abiti da sposa si distingue per cura e attenzione al dettaglio, qualità fondamentali in un momento così personale e significativo. Il cuore della pagina è il form di contatto, accompagnato da istruzioni chiare e rassicuranti: l’utente viene guidato passo dopo passo, in un processo pensato per chi ha bisogno di sentirsi seguito con delicatezza e precisione. Per chi è ancora indeciso, c’è una seconda call to action più semplice a fondo pagina, con un form rapido che abbassa la soglia d’ingresso senza rinunciare alla qualità del contatto. Grafica e immagini completano l’esperienza visiva con eleganza, attraverso una palette morbida e uno stile raffinato, perfettamente in linea con il mondo del matrimonio.

8. Oleissimo

Screenshot della landing page del sito Oleissimo

SETTORE: Produzione agricola
OBIETTIVO: Lead generation, vendita prodotti
PERCHÈ FUNZIONA: In questa landing page, il tono si allontana volutamente dalla spinta all’acquisto immediato, scegliendo invece un approccio posato e coerente con l’identità del brand. Il titolo “La Collezione” introduce la pagina con sobrietà e stile, evocando un senso di cura artigianale e selezione consapevole. Il copy è ricco ma mai ridondante, offrendo per ciascun prodotto informazioni dettagliate: caratteristiche, prezzo, suggerimenti di abbinamento. Tutto ciò che serve sapere è lì, sulla stessa pagina, senza costringere l’utente a uscire o cercare altrove. Le illustrazioni accompagnano armoniosamente il testo, offrendo una visualizzazione del profilo di sapore di ogni olio. Infine, ogni prodotto è accompagnato da una CTA discreta ma chiara, che conduce il visitatore verso il form “Richiesta di Fornitura” a fondo pagina. Una scelta che mantiene la pagina elegante e lineare, ma allo stesso tempo efficace nel guidare l’utente verso la conversione.

9. Viaggi Tu

Screenshot della landing page del sito ViaggiTu

SETTORE: Viaggi
OBIETTIVO: Ottenere contatti di agenzie per un programma affiliazioni
PERCHÈ FUNZIONA: Dopo un titolo efficiente – grazie all’utilizzo di verbi d’azione all’imperativo – il layout è dominato da un’illustrazione intuitiva, pensata per guidare l’occhio del visitatore con naturalezza. Questa grafica svolge una doppia funzione. Da un lato, spiega in modo semplice e immediato come funziona la partnership offerta dal brand alle agenzie di viaggio, dall’altro, indirizza il percorso visivo del visitatore verso la call to action, grazie a frecce e linee di connessione che accompagnano lo sguardo – e il mouse – esattamente dove serve. Il terzo inferiore della pagina è ugualmente ben pensata. La prova sociale rafforza la fiducia e testimonia il valore della proposta con le recensioni. Subito dopo, una sezione FAQ sintetica ma efficace risponde ai dubbi più comuni, evitando frizioni nel processo decisionale e mantenendo l’utente concentrato sull’obiettivo, senza costringerlo a lasciare la pagina per avere risposte.

10. Vincenzo Veneziano Social Media Marketing

Screenshot della landing page del sito di Vincenzo Veneziano Sociale Media Marketing

SETTORE: Social Media Marketing
OBIETTIVO: Prenotazione consulenza
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page colpisce con il suo titolo fresco e incisivo, accompagnato da un’immagine di testa che comunica immediatamente il valore distintivo del marketer, la strategia prima di tutto. Un messaggio chiaro, che promette direzione e visione — proprio ciò che un potenziale cliente cerca. La prima call to action compare subito, ben posizionata e funzionale, guidando l’utente verso il form di contatto senza frizioni. L’animazione leggera dà dinamismo alla pagina, mantenendo viva l’attenzione ma senza mai diventare invasiva. Il vero punto di forza, però, è il copywriting, pensato e strutturato in modo magistrale. La sezione “Fa per te se” individua con precisione i pain point del visitatore, creando un’immediata risonanza emotiva. Segue “Cosa ottieni”, dove vengono evidenziati con chiarezza i benefici tangibili del servizio. Infine, “Cosa posso fare per te” descrive in modo diretto ma accessibile l’offerta, senza mai risultare dispersiva. Il tutto è racchiuso in una singola pagina fluida, ordinata, dove ogni sezione ha il suo spazio e il tono è trasparente e rassicurante. A chiudere, una CTA finale dal tono amichevole e incoraggiante, che trasmette vicinanza e fiducia.

11. Cipolat Costruzioni Metalliche

Screenshot dalla landing page del sito Cipolat Costruzioni Metalliche

SETTORE: Carpenteria metallica
OBIETTIVO: Lead generation, offerta preventivi
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page si distingue per la profondità del copy, in questo caso necessaria visto il contesto B2B. Diversamente da molte pagine promozionali snelle e sintetiche, qui il contenuto testuale è ricco, tecnico e dettagliato – assolutamente indispensabile per comunicare la competenza dell’azienda. Attraverso il teso, l’azienda Cipolat dimostra know-how, autorevolezza, padronanza del proprio settore, e quali vantaggi concreti il suo servizio può portare ai potenziali clienti. La prima sezione svolge il ruolo di indice orientativo, con un breve recap che introduce i punti salienti e link interni che permettono di andare alla sezione d’interesse senza mai uscire dalla landing page. Questo approccio mantiene alta l’attenzione e l’engagement, conducendo il visitatore con fluidità fino alla call to action finale, rappresentata da un modulo di contatto.Il design accompagna e non sovrasta. Gli indicatori visivi facilitano lo scorrimento tra una sezione e l’altra. Le immagini, scelte con cura, sostengono il contenuto senza mai distrarre dalla funzione primaria della pagina: informare, convincere, convertire.

12. Battello Stampatore

Screenshot della landing page del sito Battello Stampatore.

SETTORE: Editoria
OBIETTIVO: Richiesta di contatto diretto da parte di autori
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page è peculiare nella sua mancanza di un unico titolo. La pagina si propone infatti di spiegare passo dopo passo ai possibili autori-collaboratori come funziona il processo di stampa. Le sezioni sono organizzate con titoli semplici e sequenziali, che accompagnano l’utente con chiarezza, eliminando ogni confusione. Questo approccio lineare e trasparente trasmette un’attitudine onesta e schietta. Il design utilizza illustrazioni essenziali che complementano l’informazione senza distrarre. Il layout porta l’occhio del lettore alla sezione seguente, anche senza l’utilizzo di frecce o linee. Ogni elemento è al servizio della comunicazione. La call to action è presente in un unico punto strategico al termine delle istruzioni e invita a compilare il form e inviare il manoscritto, facilitando l’azione.

13. Unika Business Group

Screenshot dalla landing page del sito Unika Business Griup

SETTORE: Consulenza finanziaria-amministrativa
OBIETTIVO: Offerta preventivi
PERCHÈ FUNZIONA: Questa landing page si rivolge con precisione al suo pubblico di riferimento, cioè aziende e liberi professionisti. Lo fa con un approccio dove a dominare non sono grafiche o immagini d’impatto, ma un copy dettagliato e orientato ai benefici tangibili, quelli professionali e finanziari. La narrazione testuale segue un percorso strategico. Si parte dalla unique value proposition, evidenziata chiaramente nella sezione “Perché scegliere noi”, per poi illustrare le soluzioni offerte e consolidare la fiducia attraverso esempi di clienti soddisfatti, con la sezione “Tutelati come loro”, che funge da prova sociale implicita ma autorevole. Accanto alla call to action, rappresentata da un form snello ma accurato, è collocata una sezione FAQ pensata per anticipare e risolvere i dubbi dell’utente, senza che debba lasciare la pagina o interrompere il flusso della conversione.

Cosa hai imparato dai nostri esempi di landing page

Se sei arrivato fin qui, avrai notato che non esiste una formula unica per una landing page efficace. Ma ci sono elementi ricorrenti che fanno davvero la differenza: chiarezza, coerenza visiva, CTA ben posizionate e copy capaci di parlare ai desideri e alla mente del visitatore. 

Che si tratti di vendere un prodotto, proporre un servizio o semplicemente raccogliere contatti, ogni esempio che abbiamo visto in questo articolo dimostra quanto sia fondamentale progettare con strategia e estetica.

Se dopo aver esplorato questi esempi ti senti ispirato a creare la tua landing page, dai un’occhiata al SiteGround Website Builder. È uno strumento semplice e intuitivo che ti permette di costruire pagine professionali anche senza competenze tecniche. Un buon punto di partenza per trasformare l’ispirazione in risultati concreti.

Ora tocca a te. Scrivi, progetta, testa. E soprattutto, metti il visitatore al centro. 

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Guida alla sicurezza dei siti web: 9 step + 1 per un sito sicuro

Ogni click online apre porte invisibili e ogni pagina web custodisce i segreti di un’identità digitale. Se hai un sito web, proteggerlo è una necessità, sia per per te che per i tuoi utenti. La sicurezza informatica non è fatta solo di impostazioni da attivare una volta e poi dimenticare, è un’abitudine che si coltiva giorno dopo giorno, con attenzione, consapevolezza e cura dei dettagli.

Questo articolo ti guida passo dopo passo tra le migliori pratiche e le conoscenze base per la sicurezza di un sito web, spiegando in modo semplice anche i concetti più tecnici. Scoprirai come prevenire attacchi, proteggere l’accesso al tuo CMS (come WordPress), eseguire controlli periodici e impostare correttamente strumenti cruciali come backup, WAF e autenticazione a due fattori. Vedremo anche suggerimenti pratici sull’email security, sulla gestione degli aggiornamenti, sull’uso di una CDN e su come reagire ai segnali d’allarme.

Se hai già un sito web, o stai per crearne uno, questo è il tuo punto di partenza per renderlo sicuro, affidabile e a prova di minaccia – oggi e nel tempo.

Cos’è la sicurezza web e cosa si rischia

La sicurezza web è l’insieme delle pratiche, tecnologie e protocolli pensati per proteggere un sito da accessi non autorizzati, furti di dati, manipolazioni e interruzioni di servizio. Garantire la sicurezza di un sito web significa tutelare sì i propri dati, ma anche la fiducia degli utenti che vi accedono ogni giorno.

Quando viene a mancare la sicurezza di un sito, si creano crepe magari invisibili ma potenzialmente devastanti. I punti deboli nel codice, nell’architettura o nella configurazione possono essere sfruttati dagli hacker per compromettere il sistema. Queste vulnerabilità possono derivare da aggiornamenti mancati, errori umani, oppure da pratiche di sviluppo poco sicure.

Un sito vulnerabile può diventare terreno fertile per attacchi informatici che mirano a:

  • Rubare dati sensibili come email o numeri di carte di credito;
  • Manipolare contenuti o prezzi;
  • Bloccare il sito interamente;
  • Utilizzare il sito come ponte per colpire gli utenti finali.

Oltre al pesante carico di lavoro aggiuntivo che il tuo team dovrà sostenere per far fronte a questi problemi, diamo uno sguardo alle conseguenze di una mancata sicurezza del sito.

Perchè la sicurezza web è importante per il tuo sito

Lista riassuntiva: Mantenere la sicurezza del tuo sito web è importante per:
reputazione
fatturato
legalità
costi di manutenzione
SEO

La sicurezza web non è solo un dettaglio tecnico da lasciare nelle mani degli sviluppatori, è una questione strategica, che tocca da vicino la reputazione, le finanze e la sopravvivenza stessa del tuo progetto online.

Uno dei dati più allarmanti è che il 43% dei siti web colpiti da violazioni appartiene a piccole imprese. Questo accade semplicemente perché sono bersagli più vulnerabili. Gli hacker sfruttano ogni debolezza e ogni porta lasciata socchiusa, rubando dati, installando malware, prendendo il controllo del sito o lo usandolo come trampolino per colpire altri bersagli.

Le conseguenze di un sito non sicuro possono essere devastanti:

  • Perdita di fatturato: un sito bloccato o compromesso può causare ore – se non giorni – di inattività, con impatti diretti su vendite e prenotazioni.
  • Danno alla reputazione: i clienti difficilmente tornano su un sito che percepiscono come non affidabile.
  • Costi di pulizia del sito: chiamare un esperto di sicurezza, rimuovere le minacce, ripristinare i sistemi e rafforzare le difese può richiedere investimenti importanti, spesso imprevisti.
  • Problemi legali: se il sito gestisce dati personali e non rispetta le normative come il GDPR, una violazione può tradursi in sanzioni anche pesanti.
  • Penalizzazione SEO: Google non ama i siti compromessi. Un sito vulnerabile può perdere posizionamento nelle SERP, vedersi aggiungere l’etichetta “sito non sicuro” e scoraggiare i visitatori con avvisi di pericolo nel browser.

Investire nella sicurezza del sito web è una scelta lungimirante che protegge la tua attività. Offendo un ambiente sicuro ai tuoi utenti garantisci che la tua presenza online resti solida, affidabile e duratura.

Come vengono attaccati i siti non sicuri

Se da un lato gli sviluppatori affinano ogni giorno strumenti e protocolli per proteggere i loro mondi virtuali, dall’altro gli hacker si muovono con astuzia, sempre pronti a individuare la crepa, il varco, la distrazione.

Eppure, molti sottovalutano la sicurezza web nella sua interezza. Si installa un CMS, si apre un sito, si pubblicano i contenuti. E poi ci si dimentica di aggiornare i dispositivi personali, le patch, i backup, di proteggere i propri account di hosting.

E i bersagli preferiti sono spesso i siti più piccoli, i meno protetti, quelli che usano applicazioni obsolete piene di falle note, pronte per essere sfruttate: sono obiettivi più facili da violare. Una volta compromessi, possono diventare armi nelle mani degli hacker: strumenti per lanciare attacchi più estesi, spam server, o campagne DDoS.

Tra le minacce più comuni alla sicurezza dei siti web abbiamo:

Lista riassuntiva: minacce più comuni alla sicurezza dei siti web.
Malware
Attacchi Brute Force
Attacchi DDoS
  • Malware: Codice maligno iniettato all’interno del sito o dell’applicazione. I suoi obiettivi sono rubare dati, mostrare contenuti indesiderati, reindirizzare gli utenti verso siti dannosi o addirittura assumere il controllo del sito.
  • Attacchi Brute Force: Tentativi automatici e ripetitivi di accedere agli account amministrativi del sito provando migliaia di combinazioni di password. Una volta dentro, l’hacker ha le chiavi dell’intero sistema.
  • Attacchi DDoS (Distributed Denial of Service): Il sito viene sommerso da traffico artificiale generato da botnet, ossia reti di computer infetti. Il risultato? Il server si blocca e il sito diventa irraggiungibile. 

9 + 1 Passi per rendere un sito sicuro

Un sito web è una casa costruita sul web, e ha bisogno di fondamenta solide, chiavistelli, finestre protette e un sistema d’allarme sempre attivo. Rendere un sito sicuro non è un’azione isolata, ma un processo continuo, fatto di attenzione, aggiornamenti e scelte consapevoli.

Ogni decisione tecnica — dall’hosting al tipo di certificato SSL, fino alla gestione delle password e dei permessi — è un mattone nel muro che separa il tuo progetto da chi cerca di violarlo. In questa sezione troverai tutti i passi necessari per migliorare la sicurezza del tuo sito web, adatti sia a chi parte da zero che a chi vuole assicurarsi che le strutture già esistenti siano solide.

Per aiutarti, ecco una tabella che riassume le azioni ricorrenti da pianificare e le configurazioni iniziali da impostare una tantum per mettere in sicurezza il tuo sito:

AzioneFrequenza consigliata
Backup completo del sitoGiornaliero / Automatizzato con SiteGround
Scansione malware e vulnerabilitàGiornaliera-settimanale / Automatizzata con SiteGround
Aggiornamento CMS, plugin e temiSettimanale / Automatizzato con SiteGround
Monitoraggio traffico e tentativi brute-forceContinuo / Automatizzato con SiteGround
Blocco di indirizzi IP/paesi specificiAll’occorrenza, in caso di comportamento sospetto
Verifica log accessi e attivitàSettimanale / Mensile
Test degli aggiornamenti in stagingPrima di aggiornamenti critici
Revisione delle impostazioni di accesso (es. 2FA attiva)Mensile
Cambio password degli account amministrativiTrimestrale
Rimozione o revisione degli utenti inattiviTrimestrale / All’occorrenza
Installazione certificato SSL All’avvio del sito / Inclusa e automatizzata con SiteGround
Attivazione firewall (WAF)All’avvio del sito / Inclusa con SiteGround
Configurazione SPF e DKIM per email All’avvio del servizio email / Inclusa con SiteGround
Personalizzazione URL di login WordPressAll’installazione WP/ Inclusa nel plugin Security Optimizer di SiteGround
Limitazione tentativi di loginAll’avvio del sito/ Inclusa nel plugin Security Optimizer di SiteGround

Nei prossimi paragrafi vedremo le specifiche di tutte queste azioni, a cosa servono, e come metterle in pratica. Partiamo allora dal principio.

  1. Scegli un Hosting affidabile

Ogni sito deve essere ospitato da un servizio di web hosting. Ed è proprio dalla scelta dell’hosting che inizia ogni strategia seria per garantire la sicurezza di un sito web.

Gli hosting di buona qualità sono veri e propri alleati nella difesa contro attacchi e intrusioni. Un hosting sicuro lavora attivamente per proteggere i suoi siti 24 ore su 24, offrendo strumenti di prevenzione e rilevamento tempestivo delle minacce. Per farlo dovrebbe includere:

  • Infrastruttura server robusta e costantemente aggiornata;
  • Firewall avanzati;
  • Scansioni malware giornaliere;
  • Protezione contro attacchi DDoS;
  • Backup automatici sempre pronti.

Altro aspetto da tenere in considerazione sono le automazioni garantite da un hosting gestito come SiteGround. Come avrai visto dalla tabella sopra, gestire la sicurezza manualmente richiede attenzione continua, e questo compito può risultare a volte complicato o troppo oneroso, specialmente per chi non ha un team informatico dedicato. Con le automazioni, invece, i controlli – e le preoccupazioni – diminuiscono considerevolmente.

Prima di scegliere, informati con attenzione. Visita i siti dei provider, leggi le recensioni reali degli utenti, confronta i dettagli tecnici. Prenditi il tempo per capire quali garanzie di sicurezza offrono, perché questa è la prima linea di difesa per il tuo sito.

Banner per l'hosting di SiteGround. Il titolo dice "Scatena il tuo pieno potenziale con un hosting di prima di classe". Il bottone dice "Ottieni l'hosting"
  1. Installa un certificato SSL e abilita HTTPS

Immagina ogni informazione che passa tra il tuo sito e il browser dei visitatori come una lettera: senza protezione, può essere letta, copiata o manomessa da chiunque intercetti il messaggio. Ma grazie al certificato SSL e al protocollo HTTPS, quella stessa lettera viaggia chiusa e sicura.

Installare un certificato di sicurezza SSL è assolutamente essenziale al giorno d’oggi. Questo protocollo crittografa tutti i dati scambiati, proteggendo informazioni sensibili come credenziali di accesso, dettagli di pagamento, contatti e contenuti riservati.

[screenshot https + ssl certificate]

La differenza tra HTTP e HTTPS, quindi, è ciò che separa la fiducia dal sospetto. I browser segnalano chiaramente la presenza di un certificato SSL con il simbolo del lucchetto accanto all’URL. Al contrario, un sito non sicuro viene evidenziato con un avviso rosso che scoraggia gli utenti… e anche Google.

Screenshot di un avviso Google "La connessione non è privata"

Infatti, la sicurezza web è oggi un fattore SEO determinante: Google tende a penalizzare i siti privi di certificato SSL, abbassandone il posizionamento nei risultati di ricerca.

Fortunatamente, installare un certificato SSL e rendere un sito sicuro con HTTPS è semplice. La maggior parte dei provider di hosting affidabili – come ad esempio SiteGround – offre certificati SSL gratuiti e automaticamente installati (Standard o Wildcard), rendendo la configurazione accessibile anche a chi non ha competenze tecniche.

E se il tuo provider non lo include, puoi installare gratuitamente un certificato SSL tramite Let’s Encrypt, un’autorità di certificazione riconosciuta e sicura.

  1. Rafforza il controllo degli accessi

Ogni chiave consegnata è una possibilità d’ingresso. Per questo motivo, rafforzare il controllo degli accessi è uno dei pilastri della sicurezza di un sito web.

Gestire gli accessi significa decidere con precisione chi può fare cosa, monitorare costantemente le attività e modificare periodicamente le credenziali, prima che lo facciano altri al posto tuo. Vediamo innanzitutto i passi essenziali per controllare gli accessi.

  • Se il tuo sito coinvolge più collaboratori — come redattori, sviluppatori, clienti o content creator — concedi solo le autorizzazioni strettamente necessarie. Per esempio, chi scrive per il blog non ha bisogno di accesso alle impostazioni di sicurezza o ai plugin, un ruolo come collaboratore o è sufficiente.
  • Rimuovi gli utenti inattivi. Gli account abbandonati da mesi, magari con vecchie password dimenticate, sono spesso il primo bersaglio degli hacker. Eliminandoli, riduci drasticamente i punti di accesso potenzialmente vulnerabili.

Per quanto riguarda le password e i login in sé, avere certe accortezze è cruciale nel bloccare gli attacchi brute force. Come spiegato in una sezione precedente, questi sono tentativi automatizzati che cercano di indovinare username e password, provando combinazioni a ripetizione fino a trovare quella giusta. Per evitare che ci riescano e che il tuo sito venga interamente compromesso, dovrai curarti di seguire i seguenti passi.

  • Password: Devono essere robuste, complesse e cambiate regolarmente. Dimenticati le combinazioni facili da indovinare come “admin123”.

Un metodo efficace per creare password è creare una frase che sia personale, lunga e significativa. Aggiungi numeri, simboli, lettere maiuscole e minuscole: anche una semplice frase come “VadoAlLavoroalle7ogniGiorno!” è molto più sicura di qualunque parola singola.

  • Evita di riutilizzare la stessa password su più piattaforme e, se possibile, utilizza un password manager per conservare le credenziali in modo sicuro.
  • Autenticazione a due fattori (2FA): Anche con una password complessa, il rischio di accessi non autorizzati rimane. Oltre alla password, questo secondo livello di sicurezza richiede un codice temporaneo generato sul tuo telefono o inviato via email. Questo passaggio extra rende molto più difficile per un hacker violare il tuo accesso.
  • Limita i tentativi di accesso: impedire troppi login falliti riduce drasticamente le possibilità di successo per questi attacchi.
  • Aggiungi un CAPTCHA alla pagina di login: è un ostacolo efficace contro i bot automatici. Su SiteGround, il CAPTCHA viene attivato come parte del sistema AI Antibot quando il sistema rileva attività sospettose da un certo IP. Andando ancora oltre, puoi anche usare altri plugin su WordPress per attivare un CAPTCHA ogni volta che un utente tenta di utilizzare un modulo di commento o contatto.
Screenshot di un grafico di Statista che mostra le password più utilizzate al mondo, in ordine decrescente: 123456, admin, 12345678, 123456789, 1234, 12345, password, 123, Aa123456, 1234567890

Un’altra forma di avvedutezza contro gli attacchi brute force è il monitoraggio degli indirizzi IP sospetti, che vedremo nel dettaglio nella prossima sezione.

  1. Monitora il traffico e le attività

Le anomalie nel traffico del tuo sito possono essere segnali di allarme. Picchi improvvisi, accessi da paesi inusuali o comportamenti strani da parte degli utenti sono spesso indizi di attacchi in corso, come brute-force o tentativi di exploit.

Per evitare danni, è fondamentale monitorare regolarmente le attività del sito. Strumenti di sicurezza o il pannello del tuo hosting ti permettono di identificare traffico sospetto e bloccare indirizzi IP o aree geografiche pericolose in tempo reale.

È anche a questo che serve una CDN (Content Delivery Network), cioè una rete di server distribuiti in tutto il mondo. Oltre a velocizzare il caricamento del tuo sito, una CDN aiuta anche a difenderlo, bloccando i bot dannosi, distribuendo il traffico per evitare sovraccarichi e proteggendo i dati tramite crittografia.

Un buon hosting dovrebbe includere una CDN. Ad esempio, la CDN di SiteGround non solo migliora la velocità, ma mantiene il tuo sito attivo anche in caso di problemi, grazie alla funzione Always Online, che mostra una versione cache del sito accessibile e sicura.

  1. Eseguire manutenzione e aggiornamenti regolari

Un sito web, come una macchina ben oliata, ha bisogno di controlli costanti per restare veloce, stabile e sicuro. Spesso, i siti compromessi hanno un software obsoleto, lasciato lì a marcire tra vecchi plugin, temi non aggiornati e CMS dimenticati.

Ogni aggiornamento è importante, perché contiene patch di sicurezza, ovvero correzioni di vulnerabilità note. Ignorarle sarebbe come lasciare la porta di casa con la serratura rotta sperando che nessuno entri. Questo vale per CMS (come WordPress), i plugin e i temi,
eventuali estensioni o app installate, e il software del server.

La chiave per riuscire a star dietro a tutti gli aggiornamenti e la manutenzione è l’organizzazione. Ecco come rendere la manutenzione un’abitudine:

  • Controlla settimanalmente il pannello di controllo del tuo sito per cercare aggiornamenti disponibili.
  • Abilita gli aggiornamenti automatici dove possibile (molti CMS lo permettono).
  • Esegui sempre un backup prima di aggiornare: è la tua rete di sicurezza in caso qualcosa vada storto.
  • Utilizza uno staging environment, ovvero una copia del sito su cui testare gli aggiornamenti, prima di applicarli alla versione live.

Se occuparti personalmente di manutenzione e aggiornamenti ti prende troppo tempo o se non ti senti sicuro, prendi in considerazione un servizio di hosting gestito. Hosting come SiteGround, ad esempio, offrono aggiornamenti automatici, backup quotidiani e monitoraggio continuo, così da garantirti un sito sempre protetto anche quando non hai il tempo di pensarci.

  1. Fai il Backup del sito regolarmente

Ciò che viene costruito con pazienza può anche andare perso in un istante. Un errore umano, un attacco informatico, un guasto imprevisto del server… e il tuo sito web — con tutti i suoi contenuti, configurazioni e dati — può svanire.

È in questi casi che il backup può essere la tua ancora di salvezza. Una copia di sicurezza aggiornata ti permette di ripristinare il sito rapidamente, ridurre i tempi di inattività e proteggere l’integrità della tua presenza online. È la differenza tra ricominciare da zero e tornare operativi in pochi minuti.

Ci sono diversi modi per fare il backup di un sito web:

  • Backup manuale via FTP: indicato per chi ha competenze tecniche, permette il controllo completo ma richiede tempo e attenzione.
  • Plugin o soluzioni esterne: comodi e spesso dotati di funzionalità automatiche, ideali per chi vuole semplificare il processo.
  • Backup tramite hosting: la soluzione più affidabile e senza pensieri. I migliori provider offrono backup giornalieri automatici, facilmente ripristinabili in caso di emergenza.

Ad esempio, su SiteGround i backup vengono eseguiti automaticamente ogni giorno e conservati per 30 giorni in un data center sicuro. Inoltre, con il servizio di Backup Premium puoi avere backup orari, on-demand e opzioni di ripristino avanzate, perfette per siti più complessi o eCommerce.

Un altro fattore importante è la distribuzione geografica dei backup in vari datacenter, come quella che SiteGround include in tutti i suoi pacchetti di hosting. Questa distribuzione assicura un ripristino rapidissimo e previene la perdita di dati anche nel caso in cui un intero datacenter subisca incidenti gravi.

Banner per il backup premium di SiteGround. Il titolo dice "aggiungi subito i backup premium per la massima tranquillità". Il bottone indica "Ottieni il backup premium"
  1. Esegui scansioni regolari

Effettuare scansioni regolari del tuo sito web ti permette di rilevare in tempo vulnerabilità, malware o file sospetti prima che causino danni.

Grazie agli strumenti automatici di scansione, non è necessario essere esperti di sicurezza per proteggere il proprio sito: questi tool analizzano file, codice e comportamenti anomali, avvisandoti immediatamente in caso di minacce.

Se utilizzi SiteGround, puoi contare su Site Scanner, un servizio che esegue scansioni quotidiane e ti avvisa in tempo reale se qualcosa non va, aiutandoti a intervenire prima che il problema si trasformi in una crisi.

  1. Metti in azione un Web Application Firewall (WAF)

Un Web Application Firewall (WAF) è come uno scudo digitale che si posiziona tra il tuo sito web e il resto di Internet. Il suo compito è filtrare il traffico in entrata, bloccando minacce informatiche prima che possano causare danni.

Un WAF riconosce e neutralizza attacchi comuni come SQL injection – cioè tentativi di manipolare il database del sito per rubare o alterare dati – e cross-site scripting (XSS), cioè inserimento di codice malevolo in pagine web per infettare i visitatori o rubare informazioni.

Puoi attivare un WAF tramite plugin di sicurezza per WordPress o servizi di terze parti, ma la protezione più efficace arriva da un WAF a livello di server, offerto direttamente dal tuo provider di hosting. Queste soluzioni sfruttano analisi in tempo reale e database globali di minacce per bloccare automaticamente gli attacchi più avanzati.

  1. Aumenta la sicurezza della posta elettronica

Email false e truffe come phishing e spoofing sono ancora oggi tra le minacce più diffuse. Il phishing consiste nel far credere agli utenti che un’email provenga da una fonte affidabile per ottenere dati sensibili, mentre lo spoofing falsifica l’indirizzo del mittente per renderlo credibile. In entrambi i casi, l’obiettivo è ingannare l’utente e indurlo a cliccare su link dannosi o scaricare file pericolosi.

Per proteggere il tuo dominio da queste minacce, configura i record SPF e DKIM: si tratta di protocolli che autenticano le email in uscita, assicurando che solo messaggi autorizzati possano essere inviati dal tuo dominio. In questo modo, eviti che i truffatori si spaccino per te.

Come proprietario di un sito web, oltre a proteggere la tua attività, è importante anche educare i tuoi utenti. invitali a controllare sempre mittente, contenuto e link prima di cliccare, soprattutto in caso di richieste insolite di informazioni sensibili.

Scegli sempre servizi di posta elettronica che offrano filtri antispam e funzionalità di sicurezza efficaci per bloccare questi messaggi sospetti prima ancora che raggiungano le caselle di posta dei tuoi utenti.

SiteGround, infatti, integra strumenti avanzati per proteggere la posta elettronica, tra cui sistemi anti-spam basati su intelligenza artificiale e l’autenticazione email tramite SPF e DKIM. Così, le comunicazioni restano sicure e la reputazione del tuo brand protetta.

BONUS: Implementa misure di sicurezza su WordPress

Ora che hai le basi per rendere sicuro qualsiasi sito, vediamo alcune specifiche per la sicurezza di WordPress. Nonostante WordPress sia una piattaforma sicura, la sua popolarità (alimenta più del 40% dei siti globali) lo rende bersaglio di attacchi da parte degli hacker. 

Per iniziare, aggiorna sempre WordPress, i plugin e i temi. Ogni aggiornamento del core, dei plugin o dei temi di WordPress include correzioni di bug e patch di sicurezza che risolvono vulnerabilità note. Ignorare questi aggiornamenti significa lasciare il tuo sito esposto ad attacchi.
Per semplificarti la vita, puoi optare per un hosting WordPress gestito che si occupa automaticamente degli aggiornamenti, evitando errori e dimenticanze.

Se invece hai plugin inutilizzati, rimuovili: meno componenti equivale a meno rischi e meno aggiornamenti da gestire.

Banner che mostra un fotografo che gestisce il suo sito. Il testo dice "hosting WordPress gestito - ultraveloce, completo, facile da usare". Il bottone dice "Inizia oggi"

Una volta terminato questo step, rafforza l’accesso al pannello di controllo. Per proteggere l’area di login del tuo sito bastano alcune semplici accortezze. Alcune di queste le abbiamo già viste nelle sezioni precedenti – l’utilizzo di password forti e uniche, l’autenticazione a due fattori, il limite ai tentativi di accesso falliti. In aggiunta dovresti anche:

  • Cambiare l’URL di accesso predefinito (lo standard è /wp-admin o /wp-login.php) con uno personalizzato.
  • Evita di usare “admin” come nome utente: è il default su WordPress e quindi il primo tentativo di ogni hacker.

Tutte queste funzioni, in aggiunta al Firewall configurabile, ai backup e al monitoraggio attività sospette, possono essere gestite con facilità da plugin come Security Optimizer di SiteGround, direttamente dal pannello WordPress. E se vuoi saperne ancora di più sulla sicurezza WordPress, scarica gratuitamente il nostro eBook 25 Suggerimenti per rendere sicuro il tuo sito WordPress.

Hai ormai visto che mantenere un sito web sicuro e performante è un processo continuo, non un’attività da svolgere una sola volta. Le minacce informatiche evolvono costantemente, e la tua strategia di protezione deve essere altrettanto dinamica. Non aspettare che si verifichi un attacco per correre ai ripari.

Revisita con regolarità le tue impostazioni di sicurezza, automatizza ciò che puoi (come backup e aggiornamenti) e rimani aggiornato sulle best practice del settore. Adottare un approccio proattivo ti permette non solo di evitare downtime o perdite di dati, ma anche di proteggere la reputazione del tuo brand e la fiducia dei tuoi utenti.

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Marketing B2B: significato, strategie e strumenti vincenti

Cosa significa davvero fare marketing B2B oggi? È l’arte di intessere una storia che valga il tempo e il giudizio di chi siede tra corridoi di vetro e decisioni ponderate. Una narrazione che risponda alle domande non ancora pronunciate, che offra soluzioni prima che sorgano problemi. Così, le imponenti porte lucide di un’azienda si socchiudono docilmente.

Il marketing business-to-business richiede una visione strategica, strumenti giusti e la capacità di parlare direttamente ai bisogni di decision maker sempre più informati ed esigenti. Che tu stia muovendo i primi passi o voglia affinare una strategia già avviata, qui troverai una bussola chiara per orientarti nel panorama B2B attuale – senza tecnicismi superflui, ma con esempi pratici, insight e soluzioni pronte all’uso.

In questa guida, attraverseremo insieme i sentieri del marketing B2B, ne esploreremo il significato, le strategie che funzionano davvero e gli strumenti vincenti per semplificare i processi, attrarre lead qualificati e scalare con metodo. Nessuna giungla di tecnicismi, solo una mappa nitida, esempi concreti e insight pronti all’uso per orientare il tuo business, oggi e domani.

Ma prima, una nota necessaria: ogni strategia va letta alla luce della propria realtà. Questa guida è pensata per chiunque si occupi di marketing B2B – che tu lavori nel settore dei componenti industriali, nel software, nella consulenza o nell’artigianato – ma non esiste una formula unica che valga per tutti. 

Le dinamiche di un’azienda molto piccola non sono le stesse di una multinazionale. Le leve persuasive che funzionano nel settore farmaceutico difficilmente si adattano a una tech startup. Il vero valore di ciò che leggerai sta nella capacità di adattarlo, modularlo, piegarlo con intelligenza ai bisogni e alle risorse del tuo contesto. Perché, nel B2B, la strategia davvero vincente è quella costruita su misura.

Cos’è il marketing B2B: definizione

Il marketing B2B, abbreviazione di marketing business-to-business, è l’insieme delle attività di comunicazione e promozione che un’azienda rivolge ad altre aziende, non ad un consumatore finale privato (in quel caso, parleremmo di B2C). In altre parole, quando il cliente non è una persona fisica, ma un’altra impresa, siamo nel mondo del B2B.

Facciamo l’esempio di una fabbrica di bulloni. Chi compra questo prodotto non saranno i singoli consumatori, bensì altre aziende o rivenditori. Questo è il motivo per cui non vedrai mai quei bulloni in uno spot televisivo per famiglie, perché il loro destinatario sarà sempre un altro business. In questo caso, per vendere il proprio prodotto la fabbrica di bulloni dovrà fare un altro tipo di marketing: il marketing B2B.

Proprio come i professionisti di qualsiasi settore usano termini tecnici e argomenti specifici per parlare tra loro, il marketing B2B si basa su messaggi precisi, contenuti utili e relazioni costruite sul valore, più che sull’emozione del momento. Vediamo quindi le differenze principali tra il B2B e il B2C.

Banner che mostra un imprenditore sorridente con un'attività online. Il titolo dice "fai crescere la tua attività con l'hosting SiteGround". Il bottone da cliccare dice "inizia"

Qual è la differenza tra il marketing B2B e il B2C?

La differenza tra marketing B2B (business-to-business) e marketing B2C (business-to-consumer) sta sia nelle motivazioni che nelle modalità. 

Nel marketing B2B, chi compra, lo fa per esigenze professionali, con obiettivi legati all’efficienza, al rendimento o al vantaggio competitivo. Nel marketing B2C, invece, le scelte sono spesso più impulsive, legate al desiderio e al gusto personale.

Vendere una stampante a una famiglia (B2C) richiede messaggi semplici, visivi, emozionali. Vendere la stessa stampante a un’azienda (B2B) richiede argomenti diversi, come velocità di stampa, costi per pagina ridotti, assistenza dedicata.

Vediamo perché esaminando i quattro punti di divergenza principali.

Tabella riassuntiva delle differenze tra il marketing b2b e il b2c. Gli aspetti principali sono "destinatario", "cosa guida le scelte", "processo di acquisto", "durata della relazione"

Target del marketing

Nel marketing B2B, i clienti sono aziende e il pubblico a cui ci si rivolge è composto di professionisti o addirittura interi gruppi decisionali che le rappresentano. Buyer, tecnici specializzati, imprenditori, manager, CFO, e team acquisti che comunicano tutti fra loro alla ricerca della migliore opzione. Tutte queste interazioni rendono il processo più lungo e complesso.

Qui, la comunicazione non punta a “colpire”, ma a convincere, spiegare, rassicurare. Il target è più informato, più esigente, e spesso più scettico: per questo ogni messaggio deve dimostrare competenza e valore concreto.

Nel B2C, invece, ci si rivolge a consumatori privati, che acquistano per sé o per la propria famiglia. La decisione è quasi sempre autonoma e segue spesso l’istinto, le emozioni, le abitudini o la convenienza immediata, che rendono il processo di acquisto più semplice e diretto. 

Cosa guida l’acquisto

In un contesto di marketing B2B, le decisioni d’acquisto sono ponderate e orientate al ritorno economico (ROI), alla competenza tecnica e all’efficienza operativa. Chi compra lo fa con la testa e per fidarsi, ha bisogno di dati concreti, casi studio, dimostrazioni reali.
Ecco perché nel B2B il content marketing gioca un ruolo chiave: articoli, e-book, webinar e guide diventano strumenti decisivi per educare il cliente e dimostrare autorevolezza nel settore.

Al contrario, nel B2C il cliente agisce spesso d’impulso. È più sensibile a messaggi emozionali, offerte speciali o packaging accattivanti. Vuole essere intrattenuto, ispirato, magari sorpreso. Pensiamo a chi compra un paio di scarpe online: non ha bisogno di una guida tecnica, ma di una buona foto e una recensione positiva.

Processo di acquisto

Nel mondo del B2B, l’acquisto è raramente immediato. È un processo strutturato, in cui entrano in gioco più figure: il responsabile acquisti, il tecnico, il manager e forse anche la direzione generale.

Si valutano alternative, si fanno incontri, si chiedono preventivi. Per questo, la presenza di un account manager dedicato, di un venditore di fiducia, o almeno di un team di vendita è una necessità. Ad esempio, un’azienda che deve scegliere un nuovo software gestionale coinvolgerà vari reparti prima di decidere: amministrazione, IT, direzione.

Nel B2C, invece, il processo è molto più semplice e diretto. Chi acquista decide in autonomia, a volte in pochi minuti. Un cliente che compra una macchina del caffè online non deve consultare nessuno, conosce già il proprio budget e bisogni, guarda il prezzo, le recensioni, e clicca “compra ora”.

Durata della relazione con il cliente

Nel marketing B2B, le relazioni si costruiscono lentamente, con l’idea di ottenere un frutto duraturo. Le aziende cercano partnership solide e soluzioni che possano durare anni. Una volta conquistata la fiducia di un cliente, la collaborazione può estendersi nel tempo, portando a una vera fidelizzazione.

Nel B2C, il ciclo di vita del cliente è spesso più breve. L’acquisto può essere una tantum o sporadico, e la fedeltà più difficile da mantenere. La relazione è più rapida e più volatile, anche se può essere coltivata con promozioni e programmi fedeltà.

Adesso che abbiamo contesto e principi fondamentali che danno forma al marketing B2B, passiamo ai passi necessari per metterlo in atto. Primo tra tutti come stabilire l’identità su cui baserai le tue strategie.

1. Stabilisci la tua identità

Prima di lanciarti in campagne, funnel e contenuti, c’è un passaggio primario: preparare bene le fondamenta del marketing B2B.

Il tuo pubblico è più ristretto nel B2B rispetto al B2C, ma ha un valore molto più alto nel tempo (il CLV, customer lifetime value). Un singolo cliente può valere migliaia di euro se coltivato nel modo giusto. Ecco perché ogni messaggio deve essere mirato, preciso, cucito su misura: personalizzazione è la parola d’ordine.

Parti dalla tua Unique Value Proposition (UVP) e chiediti:

  • Cosa stai offrendo davvero?
  • Cosa ti rende diverso (e migliore) dai tuoi concorrenti?
  • Perché un’azienda dovrebbe scegliere proprio te?

Nel rispondere queste domande vai a fondo, fornisci dati concreti. Poi, definisci bene chi stai cercando. Qui entrano in gioco due concetti chiave:

  • La Buyer Persona – cioè il profilo del singolo professionista a cui ti rivolgi. Può essere un responsabile IT, un CFO o un procurement manager.
  • L’Ideal Customer Profile (ICP) cioè l’azienda per cui lavora quella persona. 

Per definire Buyer Persona e ICP, poniti queste domande:

Tabella riassuntiva dedicata alle domande da porsi per definire i clienti per il marketing b2b.
Le domande utili a definire il professionista a cui ti rivolgi sono:
Quali problemi ha da risolvere? 
Quali responsabilità ha? 
Dove cerca fonti di informazione affidabili e soluzioni? 
Dove fa networking?
Cosa guida le sue decisioni di acquisto e quali obiettivi di business ha?
Le domande per definire il profilo dell'azienda cliente sono:
In che settore opera?
In che zona/città si trova?
Che dimensioni ha?
Quali marchi o prodotti usa già? 
Quali benefici/problemi hanno questi prodotti?

Infine, studia la concorrenza, le aziende che si rivolgono al tuo stesso pubblico. Chiediti:

  • Cosa offrono?
  • Come comunicano?
  • Quali canali usano?
  • Ci sono spazi che non stanno coprendo e che tu puoi occupare?

Un’analisi competitiva fatta bene ti aiuta a individuare opportunità di posizionamento e a capire dove puoi distinguerti davvero, sia in termini di contenuto che di valore offerto.

Una volta che avrai riconosciuto i tuoi e i loro punti di forza, quelli di debolezza, le opportunità e le minacce, potrai passare alle strategie concrete di marketing B2B.

2. Punta sull’Account-Based Marketing (ABM)

Gestire un’attività B2B significa muoversi in un ecosistema in cui la sola attività di marketing non è sufficiente a chiudere contratti. A differenza del B2C, nel B2B la vendita richiede tempo e una regia ben orchestrata. Per questo, non si può prescindere da un team di vendita attivo.

Certo, per un business di piccole dimensioni, il “team di vendita” in questione potresti anche essere solo tu, a patto che dedichi tempo a trovare clienti e bussare alle loro porte, piuttosto che ad aspettare che i clienti ti trovino da soli. Il marketing B2B genera opportunità, ma è il commerciale a concretizzarle. Le due funzioni devono lavorare in tandem, non su binari separati.

Ed è proprio da questa sinergia che nasce una delle strategie più efficaci nel panorama B2B: l’Account-Based Marketing, o ABM. Quando si vendono soluzioni a organizzazioni complesse – dove ogni decisione passa attraverso comitati interni, responsabili acquisti, tecnici e revisioni del budget – pensare in termini di “clienti” non basta. Ogni azienda interlocutrice è un account nel senso pieno del termine: un’entità con più voci, priorità interne e dinamiche decisionali articolate.

L’account-based marketing (ABM, per gli amici) parte dalla consapevolezza dell’enorme valore di ognuno di questi account. L’ABM è una strategia focalizzata sull’ingaggiare e coltivare una selezione di account ad alto valore. L’obiettivo è costruire un rapporto solido e strategico con questi clienti ideali, offrendo loro contenuti, campagne e attenzioni su misura.

Il marketing, in questo contesto ABM, lavora fianco a fianco con il reparto commerciale, come un’estensione naturale del suo lavoro. Le campagne, i contenuti, le interazioni sono progettati per supportare la relazione con l’account target, accompagnandolo lungo un percorso condiviso.

A questo punto, vediamo alcuni possibili modalità dell’account-based marketing.

  • 1-to-1, il livello più esclusivo. Campagne cucite su misura per singoli account, incontri dedicati, e contenuti creati appositamente. Ottimo per pochi clienti, ma molto importanti.
  • 1-to-few, la via di mezzo. Gli account vengono raggruppati per caratteristiche simili (es. settore, dimensioni, problemi comuni) e si sviluppano campagne mirate per ciascun gruppo. È il formato ideale per scalare senza perdere del tutto il tocco personale.
  • 1-to-many, dove entra in gioco l’automazione guidata dall’intelligenza artificiale. Per lanciare messaggi personalizzati a centinaia di contatti distribuiti su diversi account target, si usa l’IA, che ti aiuta a creare campagne di advertising su misura e attività di retargeting.

Come avrai già notato, una strategia di account-based marketing, se in larga scala, può essere piuttosto esigente in termini di coordinazione e tracciamento del progresso di ogni cliente. È per questo che le compagnie di medie-grandi dimensioni, con team commerciali più numerosi, si appoggiano solitamente a un CRM.

Un CRM (Customer Relationship Management) è uno strumento che ti permette di organizzare e analizzare tutte le interazioni con i tuoi contatti e lead dall’inizio alla fine del funnel. Un sistema di gestione delle relazioni con i clienti, appunto, che ti aiuta ad ubicarti nelle diverse fasi del customer journey e gestire tutte le interazioni dalla stessa piattaforma.

Il CRM ben scelto ti aiuta a:

  • Gestire profili di più interlocutori all’interno di ogni organizzazione cliente, monitorando le interazioni e personalizzando ogni messaggio;
  • Personalizzare pipeline, etichette e flussi di lavoro in base al tuo metodo;
  • Integrare strumenti terzi come email marketing, piattaforme di analytics, calendari o tool per e-commerce;
  • Automatizzare azioni complesse, inviando comunicazioni al momento giusto o attivando follow-up basati sul comportamento del lead;
  • Analizzare i dati con report utili per le vendite a lungo termine, le evoluzioni lente e le trattative articolate del B2B.

Per attività piccole o a gestione snella invece, è probabile che tu non abbia bisogno di software avanzati.

3. Costruisci la tua content strategy

La content strategy, o strategia dei contenuti, consiste nel creare e distribuire materiali utili che creino consapevolezza intorno al tuo prodotto, che aiutino i tuoi potenziali clienti a risolvere un problema, capire un tema complesso o prendere decisioni più consapevoli. 

Tabella riassuntiva dei contenuti per il marketing b2b:
Contenuti sito web: homepage, sales page, landing page, blog, case study, pagine prodotto
Ebook: guide, checklist, mappe concettuali
Email marketing: newsletter, followup, campagne drip
Post social: linkedIn, YouTube, Facebook, instagram
Presentazioni: asset per eventi, meeting, reparto vendite
Report: raccolte dati, statistiche, trend settore

Nel marketing B2B, tutto è contenuto. Ogni pagina web, ogni slide in una presentazione, ogni riga di un’email commerciale o didascalia social è, in fondo, una forma di contenuto. Ma, mentre un contenuto per una presentazione per una convention dovrà colpire e restare impresso, un white paper tecnico servirà a supportare il reparto vendite durante una lunga trattativa. La strategia, quindi, riguarda cosa dire, dove, come e perché.

Per natura del settore – dove, ci ricordiamo, gli acquisti sono fatti da uno o più individui che cercano la soluzione più redditizia e conveniente per la propria azienda – per vendere bisogna educare, spiegare, dimostrare conoscenza, costruire fiducia, trasmettere autorevolezza. Ecco perché i contenuti sono protagonisti della tua strategia di marketing B2B.

Il formato e il tono dei contenuti da creare dipende dal tuo target e da come e dove preferisce informarsi. Se la tua Buyer Persona è un manager tecnico, apprezzerà un report dettagliato, un e-book tecnico, un webinar con dati solidi. Se invece è spesso su LinkedIn, meglio puntare su post brevi, grafici o video.

Alcuni dei principali tipi di contenuto per il marketing B2B sono:

  • Pagine del sito web: homepage, sales page, landing page. Devono convincere, convertire e rispecchiare il tono della tua azienda.
  • Blog: articoli regolari per educare, migliorare la SEO e mantenere vivo l’interesse nel tempo.
  • Case study: storie vere di clienti soddisfatti. Aiutano a dimostrare risultati concreti e superare l’obiezione: “funzionerà anche per noi?”.
  • Ebook: approfondimenti completi su un tema, ideali per generare lead in cambio della registrazione a una landing page.
  • Email marketing: newsletter, follow-up automatizzati e tutto ciò che fa parte delle drip campaign. Strumento fondamentale per mantenere la relazione e nutrire i lead nel tempo.
  • Post social: contenuti brevi, visivi e coinvolgenti pensati per piattaforme come LinkedIn. Ottimi per stimolare la conversazione e aumentare la visibilità.
  • Video YouTube: guide, demo, interviste o casi studio video da integrare nei tuoi articoli o da promuovere sui social. Ottimi per spiegare in modo chiaro concetti tecnici o processi complessi.
  • Presentazioni: utili per eventi, meeting con clienti o come asset per il reparto vendite. Devono essere visivamente chiare e focalizzate su soluzioni concrete.
  • Report: raccolte di dati, statistiche e trend di settore. Posizionano il tuo brand come autorità sempre aggiornata.

L’obiettivo di una buona content strategy non è solo informare, ma generare domanda e sostenere gli sforzi del team vendite. Attraverso i contenuti devi far sì che la vocina nella mente del tuo lettore suggerisca “Ehi, forse ho davvero bisogno di questo prodotto”.

Se stai progettando o rivedendo la tua strategia di contenuti sul tuo sito, ti consigliamo un approfondimento utile per passare dalla teoria alla pratica: dai un’occhiata al nostro articolo con 13 esempi di siti web dal design efficace per ispirarti visivamente e capire come strutturare i contenuti del tuo sito per il massimo successo.

4. Crea customer journey su misura

In un contesto di marketing B2B, dove si punta agli account di alto interesse piuttosto che ad un pubblico vasto, il customer journey è una mappa viva, pronta a cambiare a seconda delle persone coinvolte. Non si guarda solo ai trend generali: ogni passaggio deve essere costruito intorno a stakeholder differenti, a priorità specifiche, a dinamiche interne.

Non c’è ricetta universale. Il customer journey va modellato su misura, con strumenti che permettano di tenere traccia di ogni passaggio, contatto e segnale e sfruttalo per ottenere conversioni.

Per costruire un percorso davvero su misura, adattando i contenuti alle necessità del caso, serve saper leggere i segnali lungo il cammino. È qui che entra in gioco il trigger marketing.

Trigger marketing

Quando si tratta di orchestrare momenti che fanno scattare messaggi, contenuti o azioni specifiche, parliamo di trigger marketing. Questi segnali, cioè i “trigger” possono essere semplici – una visita ad una landing page – o più raffinati, come un comportamento analizzato nel tempo. Più complessi i segnali e più dettagliata l’osservazione, migliore la personalizzazione. 

Questa strategia ti permette di capire quale è il momento esatto in cui il potenziale cliente è più ricettivo a quale messaggio o azione mirata. Se per esempio un utente scarica una guida sul GDPR, puoi fargli arrivare subito un invito a un webinar sulla privacy o un articolo che approfondisce l’argomento.

Vediamo insieme alcuni tipi di trigger:

TipoEsempiCosa rivelanoCome sfruttarli
Eventi triggerPartecipazione a webinarInterazione in fiera Richiesta di demo di prodotto Invio di moduli o iscrizione a newsletterInteresse iniziale e disponibilità a interagireAvvia una sequenza di onboarding o nurturing personalizzato ai temi di interesse
Interazioni triggerVisita di una pagina web specificaDownload di altri contenutiInterazione con un chatbotInteressi specifici del momentoPersonalizza i follow-up e aumenta la pertinenza di ogni interazione
Trigger comportamentaliVisite ripetute alla pagine chiave (es: pagina prezzi)Più contatti sui diversi canaliConfronto tra soluzioni della concorrenzaSegnali di acquisto, esitazioni o decadimento dell’intento lungo il funnelCrea risposte mirate per sbloccare o accelerare il percorso dell’acquirente
Trigger emotiviOccasioni in cui sono in gioco il rendimento sul lavoro, il riconoscimento dei colleghi o la leadership nell’innovazioneMotivazioni personali legate a status, carriera o reputazione aziendaleSfruttali negli oggetti, CTA, contenuti, e storytelling, non necessariamente nei flussi di automazione

Email marketing

Uno dei canali privilegiati per attivare questi trigger e coltivare le relazioni in modo efficace è l’email marketing. A differenza del B2C, nel B2B non stai scrivendo a qualcuno che compra scarpe alle tre di notte. Il tuo lettore è un professionista, magari oberato di riunioni, che cerca risposte chiare a una domanda precisa, cioè se e come la tua soluzione farà crescere la sua azienda.

Se hai dubbi su come creare una strategia di email marketing, leggi il nostro articolo a riguardo. In ogni caso, ecco alcune dritte per creare email marketing per il mercato B2B che fanno centro:

  • Sostanza: Ogni email deve parlare di ROI, efficienza, risparmio e risultati concreti. Il tempo del tuo destinatario è limitato, quindi il tuo messaggio deve valere ogni secondo speso a leggerlo.
  • Dialogo personalizzato: Sfrutta i segnali del trigger marketing ma assicurati di andare oltre, personalizzando in base al singolo contatto. Se hai tanti lead da gestire, lascia che l’intelligenza artificiale ti dia una mano con testi su misura, tono adatto e perfino suggerimenti sull’orario migliore per inviare.
  • Newsletter: Sfruttale per condividere i tuoi articoli, aggiornamenti, case study o eventi. Mostra che sei attivo, aggiornato e che sai di cosa parli.

Ricorda infine che è essenziale implementare soluzioni di lead generation per poter curare una buona mailing list, come per esempio un form sul tuo sito per raccogliere le mail di chi scarica una tua guida gratuita.

Nulla ti vieta poi di integrare una strategia outbound, inviando email a freddo. Questo però solo dopo aver fatto un lavoro certosino di ricerca. Contatta le persone giuste con il messaggio giusto per massimizzare il potenziale di conversione.

Al momento della scelta del servizio email, la sicurezza è cruciale. Un buon sistema di email aziendale deve includere filtri antispam intelligenti, scanner antivirus per bloccare eventuali minacce nascoste e protezione anti-phishing, così da salvaguardare la tua reputazione digitale.È per questo che lo strumento di Email Marketing di SiteGround offre il massimo della sicurezza con sistemi antispam, record SPF e DKIM.

Ricorda che creare messaggi personalizzati e rilevanti su larga scala richiede organizzazione e memoria strategica. È per questo che per operazioni di una certa scala può essere utile mettere in gioco un sistema CRM che tenga traccia delle interazioni, comportamenti e fasi del customer journey.

Adesso passiamo invece a quegli strumenti di marketing B2B che ti permettono di inserirti nel panorama del tuo settore in modo più pubblico.

5. Partecipa e organizza eventi

Nel mondo del marketing B2B, dove le relazioni personali sono la chiave, gli eventi sono uno degli strumenti più potenti per stabilirsi come ente attendibile, per generare e coltivare lead. Non importa se si svolgono in un centro congressi, in una sala Zoom o nella sezione “Live” di qualche social: ciò che conta è la connessione diretta con i tuoi potenziali clienti.

Quando un account partecipa a un evento, sta dicendo, tra le righe, “Questo tema mi interessa. Questa azienda mi incuriosisce”. E tu, se giochi bene le tue carte, hai l’occasione di conquistarlo con contenuti utili, dimostrazioni pratiche, mostrando il volto umano del tuo brand.

Che si tratti di un webinar, un workshop, una fiera di settore o una tavola rotonda, l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero trasformare la tua competenza in fiducia. Puoi presentare un nuovo servizio, risolvere in diretta un problema frequente tra i tuoi clienti, oppure dialogare con altri esperti per posizionarti come voce autorevole nel tuo ambito. Il risultato saranno lead qualificati e una reputazione più solida.

Foto dell'ultimo WordCamp Europe, dove SiteGround è stato sponsor.

Chiaro, organizzare un evento richiede risorse di tempo, budget, capacità logistiche, e una buona dose di pazienza. Ma non è l’unica strada. Se non puoi essere il regista dello show, puoi sempre essere tra i protagonisti sponsorizzando eventi organizzati da altri.

Un piccolo stand in una fiera, una citazione tra gli sponsor di un webinar seguito dal tuo pubblico ideale, un logo in bella vista tra i materiali di un evento online ben targettizzato. Queste sono tutte strategie intelligenti per associare il tuo brand al contesto rilevante e guadagnare visibilità qualificata.

6. Collabora con altri brand e sfrutta il co-marketing

Un altro eccellente modo di stabilirsi come presenza fidata nella propria industria e raggiungere nuovi lead sono le collaborazioni con altre aziende. Quando due brand con valori compatibili uniscono le forze, infatti, possono moltiplicare la propria autorevolezza e amplificare l’impatto di una campagna. 

Il co-marketing, una strategia collaborativa in cui due (o più) aziende creano contenuti, eventi o iniziative comuni, condividendo risorse, visibilità e lead. La chiave di queste collaborazioni è che i brand sono complementari ma non in concorrenza tra loro, permettendo l’un l’altra di raggiungere un pubblico altamente qualificato senza partire da zero.

Screenshot dell'articolo dal blog sulla collaborazione tra Frikitek e SiteGround

Se l’altra azienda è già un punto di riferimento nel tuo settore o in uno contiguo, la sua audience si fiderà di te per effetto riflesso, e viceversa. In più, il valore percepito di una collaborazione è spesso maggiore rispetto a un’attività autonoma.

Per esempio, un’azienda che sviluppa software ERP può collaborare con una società di consulenza finanziaria per creare un webinar congiunto su come ottimizzare la gestione del budget aziendale.

7. Usa le Public Relations per guadagnare fiducia

Le relazioni pubbliche – o PR – consistono in tutte quelle attività che ti permettono di ottenere visibilità positiva e credibilità attraverso media di settore, portali specializzati, eventi pubblici, interviste e articoli editoriali. 

Queste iniziative servono a costruire e diffondere una reputazione solida – ancora una volta, nel marketing B2B posizionarsi come voce autorevole, influente, e affidabile nel settore è imprescindibile.

Spesso infatti un’opportunità nasce molto prima del primo contatto diretto: avviene quando un potenziale cliente legge un’intervista al CEO, scopre un tuo articolo su una rivista tecnica, o sente parlare del tuo brand in una tavola rotonda. Le PR sono una strategia di marketing B2B che serve a piantare quei semi di fiducia nel terreno giusto.

Screenshot da un articolo di UKTN dove viene intervistato Daniel Kanchev di SiteGround

È normale pensare che le PR siano una cosa “da grandi aziende”, costosa e difficile da gestire. Ma in realtà, iniziare è molto più semplice di quanto sembri. Non serve assumere un’agenzia o spendere centinaia di migliaia di euro al mese, puoi partire internamente, con una strategia mirata e sostenibile.

Per esempio, come parte di una campagna di PR, potresti mirare ad ottenere citazioni e articoli su media di riferimento o riviste specializzate. Preparando dei contenuti “pitch-ready” – una notizia, una ricerca interna, un punto di vista originale su un tema caldo – e offrendoti come esperto per un’intervista o inviando un articolo come contributo, puoi ottenere spazio e visibilità facilmente.

8. Amplifica la tua presenza attraverso i profili personali dei tuoi impiegati

Sempre più spesso, le conversazioni che più fiducia portano iniziano (o si consolidano) attraverso i profili LinkedIn e social. 

Nei tuoi sforzi di marketing per il B2B puoi sfruttare la “online persona” dei membri del tuo team, intrecciandola con la tua identità aziendale. Così facendo generi risonanza tra i suoi contatti diretti, che spesso coincidono con il tuo target ideale. I commerciali, i marketing manager, perfino i tecnici della tua azienda sono gli ambasciatori del tuo brand in questo contesto business-to-business.

Un profilo curato e coerente comunica competenza, esperienza e visione. Non si tratta solo di aggiornare la foto o il titolo lavorativo, è necessario ottimizzare questi profili per riflettere la proposta di valore aziendale, creare contenuti mirati, e partecipare alle discussioni chiave del settore.

I profili personali generano engagement autentico, commenti, condivisioni e soprattutto relazioni di fiducia, a differenza di quelli aziendali che possono risultare sterili o troppo distanti. Un potenziale cliente è più propenso a rispondere a un messaggio diretto di un Key Account Manager che a un’email automatica firmata “Team Marketing”.

Oltre a condividere contenuti editoriali o tecnici, i profili personali dei tuoi collaboratori possono diventare canali chiave per promuovere eventi: webinar, fiere, convegni, tavole rotonde o workshop. Se un impiegato partecipa come speaker o come rappresentante aziendale, la sua condivisione personale aumenta la visibilità dell’iniziativa, la rende più autentica e aiuta a rafforzare la brand awareness.

Screenshot di un post dal profilo LinkedIn di Luca Rodino di SiteGround. Il post parla di sostenibilità nel mondo tech, facendo riferimento al report sulla sostenibilità di SiteGround e alle discussioni riguardo l'argomento durante il WordCamp Torino.

Per esempio, un sales engineer con un profilo LinkedIn ben strutturato che pubblica approfondimenti tecnici settimanali può attirare l’interesse di buyer e responsabili di produzione. Il team HR, invece, può usare i propri profili per promuovere la cultura aziendale e attrarre partner o talenti affini. Un marketing manager che annuncia la propria partecipazione come relatore a una conferenza o condivide backstage di un evento rafforza la percezione del brand come attivo e autorevole nel proprio settore.

Eccetto in casi in cui la tua attività sia composta da un team estremamente ristretto, dovresti creare linee guida interne per l’uso dei social in chiave professionale, in modo da allineare la comunicazione e valorizzare ogni voce.

Come trasformare la tua strategia di marketing B2B in risultati concreti

Come abbiamo visto, nel marketing B2B servono strumenti giusti, strategie mirate e una buona dose di pazienza. Ma con le basi solide, una content strategy ben pensata, un uso intelligente dei dati e delle risorse a tua disposizione, puoi costruire relazioni durature e trasformare ogni contatto in un’opportunità reale.

Il segreto è conoscere a fondo non solo il tuo settore, ma gli individui che lo compongono, parlare la loro lingua e offrirgli valore quando ne hanno bisogno. Ogni interazione può essere il primo passo verso una partnership proficua, e ora che hai gli strumenti, tocca a te metterli in pratica.

E se stai iniziando a pianificare le tue prime campagne, scegliere lo strumento di email marketing giusto può fare la differenza tra un messaggio ignorato e una conversazione che porta a una vendita. Esplora subito la nostra piattaforma pensata per automatizzare, segmentare e personalizzare ogni invio con precisione.

Banner dello strumento di email marketing di SiteGround. L'immagine mostra due persone intente a fare email marketing. Il bottone indica "inizia subito"

10 Esempi di email marketing incisivo a cui ispirarti

Quante volte hai aperto una newsletter o un’email promozionale solo per abbandonarla dopo le prime due righe (o nemmeno quelle)? Succede spesso – la maggior parte dell’email marketing finisce nel cestino prima ancora di dire “Ciao”.

Eppure, non deve per forza essere così. Le email possono essere un’arte sottile, possono coinvolgere, svelare la tua storia poco a poco e persino divertire. Le DEM sono un’occasione per far respirare il tuo brand, raccontare chi sei e, allo stesso tempo, capire meglio chi ti legge. Sì, anche una newsletter può diventare un piccolo dialogo con il tuo pubblico – basta saperla scrivere e strutturare nel modo giusto.

Quindi niente panico, siamo qui per farti vedere come! In questo articolo ti sveliamo tanti esempi di campagne email efficaci e ti diamo dritte accorte su cosa tenere a mente quando crei le tue. Non è una raccolta casuale: è una selezione di mail che raccontano qualcosa del loro brand, di inviti gentili e proposte audacemente simpatiche. Lasciati ispirare, studia, annota. E poi, da buon narratore, comincia a raccontare la tua storia… una mail alla volta. Non scriverai mai più un’email promozionale noiosa.

Illustrazione di email che colpisce il bersaglio

Cosa sono le campagne di email marketing?

Con campagna di email marketing si intende l’invio di una serie di email agli iscritti, con un obiettivo prestabilito. Nel marketing digitale, queste campagne rappresentano strumenti ideali per ogni brand che voglia crescere. Il loro fine non è solo quello di vendere, ma di insinuarsi con eleganza nell’immaginario del destinatario, di affascinare, di farsi ricordare. 

Quando ben calibrate, le campagne email possono aiutarti a guadagnare visibilità, a corteggiare i tuoi lead, a sollecitare il traffico verso il tuo sito, e – ultimo ma non meno importante – a incrementare le vendite. 

Ci sono varie tipologie di DEM (Direct Email Marketing), ma le due grandi famiglie sono:

  • Le email stand-alone, inviate a vaste porzioni della lista iscritti. Possono servire per informare (è il caso delle newsletter e delle email di aggiornamento), o per tentare il lettore con offerte e promozioni (saldi stagionali, eventi, lanci di nuovi prodotti). 
  • Le campagne drip, cioè a goccia, che scorrono sul lungo filo del customer journey. Ogni email in queste campagne è attivata secondo i passi (o inciampi) del cliente lungo il suo cammino. Ogni campagna drip generalmente include sia email automatizzate in risposta alle azioni dei clienti che mail informative e email promozionali.
Banner che mostra due persone intente a fare email marketing. Accanto, la scritta "Email Marketing per far crescere la tua attività. Inizia subito"

Perché l’email marketing è importante

L’email marketing non è solo un canale per incoraggiare la vendita: è una connessione diretta tra brand e pubblico. Ti aiuta a costruire consapevolezza e credibilità. Una strategia ben congegnata crea relazione, e la relazione a sua volta genera fedeltà, perché siamo più inclini a supportare chi conosciamo, chi ci parla con costanza e tono sincero. 

C’è di più, però: monitorare le metriche dell’email marketing (parliamo di tassi di rimbalzo, click-to-open rate, tassi di disiscrizione) è come sbirciare dietro il sipario del comportamento dei tuoi lettori. Ti permette di affinare il copy, il layout, l’oggetto e il tempismo delle mail stesse. Ma, soprattutto, ti insegna a conoscere e capire meglio chi hai davanti.

🔥 Leggi i nostri consigli ed esempi su come scrivere campagne email di successo che saltano subito all’occhio del lettore. 

10 Campagne email di successo

Abbiamo raccolto una serie di esempi di email marketing per ispirarti a sviluppare le tue campagne e a creare una strategia di email marketing che funzioni per il tuo pubblico. Per facilitarti nella ricerca di idee, abbiamo organizzato le campagne in base al loro ruolo nel customer journey.

Ricorda che all’interno di una campagna drip (magari ne avrai sentito parlare come campagna a goccia) le email sono concepite per adeguarsi ad ogni azione del cliente: ad ogni stadio del customer journey corrispondono alcune tipologie di email marketing.

Illustrazione che mostra le tappe dell'email customer journey: awareness, consideration, decision, onboarding & education, upsells &cross-sells, retention, loyalty, advocacy, re-emgagement

Con una buona campagna drip puoi condurre, con garbo, il tuo utente lungo un percorso che lo porterà prima a compiere una decisione d’acquisto, ed infine a fidelizzarsi. 

Qui sotto trovi dunque degli esempi delle campagne email più utili e comuni, che sia per celebrare il primo acquisto, per annunciare l’arrivo di una novità, o per chiedere un’opinione sincera. Tutti questi esempi operano su diversi livelli: tengono viva la tua presenza nella mente dei clienti, rinforzano la tua immagine, promuovono i tuoi servizi e portano conversioni.

Per poter fare tutto questo, devi unire creatività, chiarezza e impatto visivo – proprio come fanno i modelli che ti portiamo – perfetti per ispirarti nella creazione delle tue prossime campagne.

Ma prima, un appunto: le 10 campagne che stai per scoprire non sono solo ispirazioni, sono esempi reali creati con lo strumento Email di SiteGround, uno strumento intuitivo che permette di creare contenuti professionali in pochi minuti, anche senza competenze tecniche.

1. Email di benvenuto

screenshot di un'email di benvenuto per un locale serale in prossima apertura.

Oggetto: Benvenuto al Game Over Pub – Il gioco sta per cominciare

In questa mail di benvenuto del game pub Game Over, ci troviamo alla prima tappa di ogni campagna drip attraverso l’email customer journey. Siamo nella fase di awareness, in cui il cliente ha appena dato il suo contatto ma non ha ancora portato a termine nessun acquisto né acquisito piena consapevolezza dell’identità del marchio.

Cosa ci piace in questa mail: Questa email di benvenuto, con  il suo oggetto giocoso e fresco, è un ottimo esempio di comunicazione efficace e pensata per il target (giovani appassionati di giochi da tavolo e quiz). Accoglie calorosamente il nuovo iscritto nella community,Dal copy traspaiono chiaramente i benefici dell’iscrizione e l’identità del progetto.  Il design è minimalista, con l’elemento grafico semplicissimo ma narrativo degli occhi nel buio, che cattura l’attenzione e crea atmosfera. L’obiettivo è creare aspettativa e invogliare gli iscritti ad aprire le prossime mail, senza cercare di vendere niente subito.

2. Email di invito ad un evento

screenshot di un'email di invito ad un evento. L'evento pubblicizzato è un corso di pasticceria.

Oggetto: Impara a creare dolci vegani freschi ed estivi con Radice Dolce

Questo tipo di email informative è estremamente utile quando si vogliono presentare eventi al proprio pubblico. Anche se può essere mandata ogni volta che organizzi un evento e non è relegata ad una tappa specifica nel customer journey, in fase di awareness gli inviti agli eventi contribuiscono a costruire l’immagine del tuo brand.

Cosa ci piace in questa mail: Questa email informativa è ben strutturata e visivamente suadente. Comunica con efficacia un evento esclusivo presso la pasticceria-caffetteria Radice Dolce, trasformata in laboratorio culinario. La cosa più importante qui è la coerenza con l’identità del brand: le immagini trasmettono creatività e naturalezza, e sono al contempo estremamente invoglianti. I testi sono chiari e immediati, e le CTA (inviti all’azione) sono ben evidenziate (come “Scopri di più” e “Prenota il tuo posto”). Il copy si assicura che il pubblico si senta benvenuto e accolto.

3. Offerta stagionale

screenshot di un'email di promozione stagionale in occasione della festa della mamma. La mail offre spedizione gratuita selezionando alcuni prodotti

Oggetto: Approfitta della spedizione gratuita, fai un gesto di luce per la mamma

Un’email di promozione festiva è perfetta per la fase di considerazione, quando il cliente non ha ancora effettuato un acquisto. E chi ha detto che i saldi stagionali debbano essere solo per Natale? Questo esempio di DEM approfitta di una festa minore per dare un piccolo incoraggiamento ai clienti, ovvero la spedizione gratuita. Puoi offrire qualcosa al tuo pubblico per Pasqua, per il giorno del papà e della della mamma, per Halloween, ma se vuoi anche per giornata degli UFO (2 luglio) e per la giornata mondiale del whisky (il terzo sabato di maggio).

Cosa ci piace in questa mail: In questo esempio di email promozionale di Vetra Domus, si utilizza perfettamente la cornice della Festa della Mamma per proporre un’idea regalo. L’impatto visivo è raffinato e lineare: la foto enfatizza il valore artistico del brand, il design minimal mantiene la coerenza con l’estetica del marchio. Il testo è diretto e ben strutturato, con enfasi su “SPEDIZIONE GRATUITA” per attirare subito l’attenzione sul vantaggio principale. L’offerta in sé è un ottimo modo per aumentare il valore del carrello, spingendo gli iscritti ad aggiungere pezzi da una collezione specifica al loro acquisto, offrendo al contempo qualcosa di valore. Un esempio riuscito di promozione stagionale che unisce funzionalità ed estetica.

4. Email da carrello abbandonato

Email da carrello abbandonato di un marchio di accessori per cani. La mail invoglia l'utente a terminare l'acquisto con uno sconto.

Oggetto: Giorgia, ti sei dimenticata qualcosa?

Qui troviamo una mail da carrello abbandonato, che quindi fa parte della fase decisionale nel customer journey, dove il cliente ha lasciato il suo acquisto a metà. 

Cosa ci piace in questa mail: Questa email da carrello abbandonato di BAUhouse opta per un tono spiritoso e affettuoso, ma al contempo franco, in perfetta linea con la voce del brand. L’oggetto giocoso e personalizzato, “Giorgia, ti sei dimenticata qualcosa?”, cattura subito l’attenzione e invita ad aprire la mail con curiosità. Il testo crea un coinvolgimento emotivo leggero e simpatico attraverso i riferimenti al compagno canino della lettrice e il tono di cameratismo. Il messaggio è schietto e immediato, con una call-to-action forte sostenuta da uno sconto temporaneo del 10% per incentivare l’acquisto immediato.

5. Email di onboarding

Screenshot di una mail di onboarding di un marchio di attrezzature per yoga. L'email offre una guida all'uso di un prodotto appena acquistato.

Oggetto: Prenditi cura del tuo corpo. E del tuo foam roller 

Una mail di onboarding viene inviata dopo un acquisto, con l’obiettivo di accogliere l’utente, rafforzare il legame con il brand e fornire informazioni utili per l’utilizzo del prodotto. Questo è il momento di dimostrare al tuo pubblico che non smetti di interessarti a loro non appena terminano un acquisto.

Cosa ci piace in questa mail: In questo ottimo esempio di email marketing di Noo  Yoga, il marchio non si limita a ribadire la qualità dell’attrezzatura e a enfatizzare il suo impegno per la sostenibilità, ma offre al cliente anche una guida per la cura degli articoli.Il design dell’email è sobrio ed efficace: immagini coerenti con l’immagine del brand accompagnano testi diretti e sobri, che comunicano l’uso dei prodotti senza risultare eccessivamente promozionali. L’uso di sezioni ben distinte e pulsanti chiari facilita la navigazione, guidando il lettore verso azioni concrete. Il messaggio è chiaro: scegliere Noo Yoga significa investire nel consumo responsabile, con il supporto costante del brand.

6. Email di cross-selling personalizzata

Screenshot di una mail di cross-selling di un marchio di borse in pelle. La mail offre sconti personalizzati in base alle ricerche recenti dell'utente.

Oggetto: Il tuo stile merita di più! – 15% solo per te

Una mail di cross-sell mira a incentivare ulteriori acquisti ma anche a comunicare al cliente che il conosci e capisci il suo stile: questo si ottiene suggerendo prodotti complementari o simili a quelli già acquistati o visualizzati dal cliente.

Cosa ci piace in questa mail: Questo esempio di email di raccomandazione di prodotti personalizzata da parte del brand Frame & Fold è particolarmente efficace perché, oltre a offrire uno sconto personalizzato del 15%, mostra articoli recentemente visitati dall’utente e suggerisce nuove tendenze basate sui suoi interessi.Il copy è pulito e senza fronzoli, si riferisce all’utente per nome, e pone il codice sconto ben visibile, così da attirare subito l’attenzione. La sezione degli articoli visitati  crea continuità con le abitudini di navigazione dell’utente. L’email riesce così a combinare personalizzazione, incentivo economico e continuità di esperienza in un unico formato.

7. Retention con un top-up

Screenshot di un'email di retention di un brand di skincare. L'email ricorda al cliente che il prodotto sta probabilmente per finire ed incoraggia ad acquistare una ricarica

Oggetto: Il tuo siero? Probabilmente agli sgoccioli

In fase di retention – quando si mira a fidelizzare il cliente e tenerlo attivo – la personalizzazione in base agli acquisti passati è la protagonista. È qui che vuoi creare un senso di urgenza e incentivare acquisti immediati. Lo puoi fare con offerte limitate nel tempo o riservate ai membri di un programma fedeltà, oppure come questa email, cioè ricordando ai clienti dei prodotti che stanno per terminare.

Cosa ci piace in questa email: Questa comunicazione del brand di skincare Giusto Tre è un ottimo esempio di questo approccio alle mail di retention. L’email colpisce subito per il design schietto ed essenziale. Il messaggio promozionale è amichevole ed onesto, perfetto per la target audience che non vuole ha tempo da perdere dietro a skincare complesse e farraginose.  Il pulsante ben posizionato e mirato rende immediata la navigazione. Il tutto comunica facilità d’uso e onestà radicale.

8. Messaggio di compleanno

Screenshot di una mail di fidelizzazione mandata in occasione del compleanno di un cliente. La mail offre uno sconto del 5%

Oggetto: Buon compleanno Ale! Cammina in stile con un piccolo regalo

Una mail pensata per la fase loyalty del customer journey ha l’obiettivo di rafforzare il legame tra il brand e il cliente, incentivando la fidelizzazione attraverso esperienze personalizzate e vantaggi esclusivi. Questo tipo di comunicazione deve far sentire il cliente apprezzato e spingerlo a interagire nuovamente con il marchio.

Cosa ci piace in questa mail: Questa email di compleanno di JoyWALK è un ottimo esempio di strategia loyalty ben eseguita. Il testo adotta un tono amichevole e autentico. L’offerta di uno sconto rende l’esperienza speciale e crea un incentivo concreto per tornare a fare acquisti. Il design giovane e colorato si affida alla personalità forte dei prodotti per fare colpo . La presenza del codice sconto ben visibile e la possibilità di riscattarlo sia online che in negozio aumenta la comodità per il destinatario. In aggiunta, il brand offre anche la possibilità di trasformare lo sconto in punti fedeltà, aggiungendo un ulteriore elemento di gamification, che spinge il cliente a continuare ad interagire con il brand per accumulare punti.

9. Newsletter di aggiornamento

Screenshot di una newsletter di aggiornamento policy di una piattaforma di streaming

Oggetto: Cambiano le regole sui cookie: Scopri cosa c’è di nuovo su ReelOn

Questo è un modello di email informativa che non deve per forza appartenere ad una tappa specifica del customer journey. Queste newsletter possono infatti apparire in qualsiasi fase in seguito all’onboarding. 

In quanto a design, le email di aggiornamento sono spesso tra le più semplici: niente fronzoli, l’essenziale prima di tutto. Tuttavia, semplicità non significa dover rinunciare a una buona struttura visiva – un’email marketing efficace non dovrebbe mai essere un muro di testo. Un ottimo esempio ne è la newsletter inviata da Unicredit.

Cosa ci piace in questa email: Questa newsletter di aggiornamento si distingue per chiarezza, struttura e tono rassicurante. L’oggetto dritto al punto cattura subito l’attenzione, introducendo in modo accessibile un tema tecnico. Il messaggio è ben suddiviso, con date e azioni chiare, e spiega in poche parole cosa cambia e perché. L’uso del grassetto guida la lettura, evidenziando i punti chiave (data, privacy, azioni possibili). Inoltre, le immagini degli schermi desktop e mobile guidano l’utente nel processo, come una sorta di tutorial. Infine, ma forse più importante di tutto, il messaggio è trasparente ma rassicurante: mette al centro la privacy dell’utente, rafforzando la fiducia nel brand, che è il punto cardine di ogni comunicazione di aggiornamento.

10. Email di re-engagement

Screenshot di una mail di re-engagement di un ristorante delivery. La mail offre al cliente uno sconto esclusivo del 15%

Oggetto: Ci manchi. Ma davvero.

Le email di re-engagement sono pensate per riconnettersi con utenti inattivi, cercando di riaccendere il loro interesse verso un servizio o prodotto. L’obiettivo è semplice: riportare l’utente a interagire, magari con un incentivo o un messaggio personalizzato.

Cosa ci piace in questa mail: Questa email di Ramen Rōnin colpisce subito per la sua grafica vivace e allettante. Il messaggio è informale, amichevole e caloroso, accompagnato da immagini invitanti di ramen appena preparato che stimolano l’appetito. Il design è pulito ma efficace: il contrasto tra i colori accesi rende tutto leggibile e moderno, mentre il pulsante centrale con “Usa il codice sconto” guida chiaramente all’azione, senza neanche il bisogno di inserire il codice manualmente. In più, nella sezione finale, vengono proposti due nuovi piatti, a cui viene già applicato il codice sconto. Il tono è personale e persuasivo, ideale per far sentire l’utente importante e motivarlo a tornare a ordinare.

Invia la tua prossima Campagna di Email Marketing con SiteGround

Ti sei lasciato ispirare dagli esempi di campagne email creative che ti abbiamo mostrato e non vedi l’ora di crearne una tutta tua? Fantastico! Ma ricorda: il primo passo per una campagna davvero efficace è partire da una solida base — creare una mailing list valida, con contatti reali e interessati.

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Landing page: cos’è e come crearne una efficace

Ti è mai capitato di entrare su un sito dove ogni pagina è un salotto affollato di di risorse, di link, di immagini, di porte e finestre ad altre sezioni del sito così invitanti che trenta minuti dopo ti ritrovi in una parte completamente diversa del sito, senza ricordare per quale motivo stavi visitando la pagina iniziale? 

La landing page serve proprio ad evitare che succeda questo ai tuoi visitatori. Certo, vuoi che il tuo sito sia interessante, pieno di risorse, e incoraggiante. Ma qualche volta serve contenere la curiosità divagante dei visitatori e offrirgli uno spazio focalizzato e essenziale, con un’unica porta rossa che li conduca esattamente dove li vuoi portare. 

Quando il tuo obiettivo è indurre i visitatori del tuo sito web a completare un’azione specifica, e misurabile, una landing page è la soluzione. Che tu voglia che si iscrivano a una newsletter, effettuino un acquisto o scarichino una risorsa, capire come è strutturata una landing page e quali sono le migliori pratiche per renderla efficiente aumenta significativamente i tuoi tassi di conversione.

Cos’è una landing page

Una “landing page”, in italiano letteralmente “pagina di atterraggio”, è una pagina web pensata per accogliere i visitatori che vi arrivano indirizzati da un link o un collegamento esterno. Per esempio, quando clicchi su di un contenuto sponsorizzato sui social, atterri sulla landing page di quel brand. 

Lo scopo di una landing page è di convertire il traffico in un’azione specifica, che può essere l’acquisto, un’iscrizione, una richiesta preventivo, o il download di un ebook. Per raggiungere questo obiettivo, le landing assumono una forma specifica: poche distrazioni, nessuna opzione di navigazione alternativa, la presenza di immagini invitanti e una call-to-action specifica.

Cosa rende una landing page efficace

Tecnicamente ogni pagina del tuo sito potrebbe accogliere un visitatore e chiamarsi landing page. Ma non tutte hanno l’anima giusta per adempiere al compito di condurlo verso un’unica azione con la stessa efficacia ed eleganza. 

Una landing page infatti è uno spazio disegnato con cura, dove le parole non parlano mai a caso, dove ogni elemento è lì per condurre l’ospite con precisione nella direzione desiderata. E per farlo serve equilibrio, strategia… e una promessa chiara. Vediamo da dove iniziare.

checklist di una landing page efficace: proposta di valore, orientamento ai benefici, navigazione minima, prova sociale, coerenza con la fonte, lead magnet

Unique Selling Proposition

La Unique Selling Proposition (USP), che in italiano possiamo anche chiamare proposta unica di valore, è la prima voce che il visitatore ascolta quando atterra sulla tua landing page.

È il cuore della tua offerta, la frase che deve far scattare qualcosa nella mente di chi legge. Dovrebbe essere limpida e posizionata dove nessuno può ignorarla: nel titolo o subito sotto, come un faro che illumina il cammino.

In poche parole, la tua proposta di valore deve rispondere alla semplice domanda che ogni visitatore si pone quando gli viene fatta un’offerta: “Cosa ci guadagno?”

Per riuscirci, deve raccontare:

  • Cosa fa il prodotto o il servizio: una descrizione essenziale, che orienti chi legge.
  • Il vantaggio concreto o il risultato che offre
  • Cosa lo rende diverso: quel dettaglio che ti distingue tra mille che offrono un prodotto o servizio simile.

Prendiamo un esempio concreto. Un servizio di toelettatura per cani potrebbe dire: “Toelettatura professionale e senza stress per il tuo cane – prenota online e veniamo direttamente a casa tua”

Due frasi semplici, il messaggio è chiaro: cura professionale, comfort per l’animale e comodità per il padrone.

Orientamento ai benefici

Una landing page ben fatta è una venditrice esperta. Piuttosto che elencare ciò che sa fare, ti racconta come può cambiarti la giornata.

Dopo aver mostrato la tua proposta di valore, il passo successivo è trasformare ogni caratteristica in un beneficio concreto. Devi fare in modo che i visitatori vedano con chiarezza come la tua offerta risolve un problema, che si immaginino la loro vita migliorata dalla tua offerta. 

Schema riassuntivo "la chiave per una landing page efficace: trasforma le funzionalità in benefici"

Per rendere questi messaggi ancora più incisivi, accompagnali con icone chiare, immagini evocative o piccoli grafici, tutti elementi visivi che fanno sentire il vantaggio.

Navigazione minima

Una buona landing page deve essere una strada che porta dritta alla meta, senza incroci o deviazioni. Ogni elemento superfluo è uno svio che rischia di far perdere il viaggiatore.

Per questo, uno dei segreti di una strategia efficace è togliere, non aggiungere. Elimina i menu in alto, i link laterali, le distrazioni. Lascia che l’attenzione del visitatore si posi, senza ostacoli, sull’unica azione che desideri venga compiuta: cliccare sul tuo bottone, compilare il modulo, chiedere un contatto.

Meno scelte, meno dispersione. Più chiarezza, più conversioni.

E se proprio devi fornire ulteriori dettagli – come spiegazioni, vantaggi, testimonianze – usa link interni alla stessa pagina: piccoli ancoraggi che accompagnano il lettore verso l’approfondimento, senza allontanarlo dal cuore dell’azione.

La semplicità, in una landing page, significa direzione.

Screenshot di una pagina landing di SiteGround

In questo esempio – una landing page di SiteGround – tutti i dettagli riguardo la guida scaricabile sono nella pagina, senza link a risorse esterne. Tutto nella landing porta al form a fondo pagina, in modo da poter raccogliere le email efficacemente.

Prova sociale

Prima di scegliere, guardiamo (quasi) tutti cosa hanno fatto gli altri. Anche sul web, ci fidiamo più facilmente se sappiamo che qualcuno, prima di noi, ha già percorso quella strada con successo. 

La prova sociale è come la sala affollata di un ristorante che non ti dice direttamente che si mangia bene, ma ti convince a entrare. Nel tuo sito, può assumere molte forme, tutte efficaci nel rafforzare la fiducia se usate con sincerità.

  • Testimonianze: parole autentiche di clienti soddisfatti.
  • Case study: piccole storie di successo, che mostrano come il tuo prodotto ha migliorato la vita di qualcuno.
  • Loghi di clienti: se hai collaborato con brand noti o aziende locali riconoscibili, mostra i loro loghi.
  • Premi e certificazioni: una medaglia, anche piccola, è sempre un segno di credibilità agli occhi del visitatore.

Un avvertimento, però: non inserire link esterni a queste testimonianze. Ogni click che porta via dalla tua pagina è una distrazione, una possibile conversione che svanisce. L’unica via di uscita dalla pagine dovrebbe essere la tua call to action. Piuttosto, posiziona i loghi senza link a fondo pagina come sigilli di fiducia: “Se loro si sono fidati, posso farlo anch’io”.

Screenshot della sezione "Amato dai clienti e dagli esperti del settore" del sito di SiteGround

In questo esempio preso dal nostro sito, puoi vedere come la prova sociale utilizza esperti del settore per dimostrare l’affidabilità della piattaforma. La CTA a fine pagina fa riferimento alla stessa prova sociale, con il copy “Milioni di clienti soddisfatti ottengono una migliore presenza online con noi. Puoi farlo anche tu”.

Coerenza con la fonte di riferimento

Se entrassi in un negozio la cui vetrina promette “Sconti al 50% su tutta la merce” e, una volta dentro, ti non trovassi offerte né segni di quanto promesso, ti sentiresti confuso e forse un po’ tradito.

La stessa cosa accade online quando la tua landing page non è coerente con ciò che l’ha preceduta. La promessa di uno sconto in un annuncio, un’email, o un post sui social deve trovare seguito nella landing page.

E non parliamo solo di percentuali di sconto, ma anche colori, parole, immagini, tono: tutto deve rispecchiare ciò che ha attratto il visitatore fino a quel punto. La landing page deve essere la naturale continuazione del messaggio che l’ha preceduta. Questa coerenza mantiene alta la fiducia e aumenta le conversioni.

Includi un lead magnet

Se lo scopo della tua landing page è acquisire contatti di potenziali clienti interessati per la tua mailing list – la generazione di lead, in altre parole – per ottenerli, dovrai offrire qualcosa in cambio. Questo qualcosa è un lead magnet, un assaggio di valore, un incentivo che offri in cambio di informazioni di contatto.

Un buon lead magnet è utile, concreto, e su misura per il tuo pubblico. Può assumere tante forme:

  • Un ebook: approfondito, pratico, ricco di consigli utili.
  • Uno sconto o coupon: ideale per chi è tentato, ma non ancora convinto.
  • Una prova gratuita o demo: per far toccare con mano il valore del tuo servizio.
  • Un webinar: dove condividi competenza e crei connessione attraverso un argomento di interesse.

Il segreto è offrire qualcosa che abbia valore immediato, senza chiedere troppo in cambio. Posiziona il tuo lead magnet in evidenza, spiega chiaramente che vantaggio ne trarrà il visitatore nella sezione dedicata, e collega tutto a una call to action visibile e convincente.

Per raccogliere email dovrai usare un modulo di iscrizione nella tua landing page. Con il plugin di Lead Generation per WordPress di Siteground, puoi facilmente incorporare un modulo del genere nel tuo sito e integrare le mail dei nuovi iscritti alla tua mailing list.

Struttura di una buona landing page: com’è fatta

Abbiamo parlato degli elementi che rendono una landing page efficace, adesso parliamo di come disporli sulla pagina. Ricordiamo che tutto deve essere volto a dare un primo impatto forte, a catturare l’attenzione, a parlare al bisogno. 

Per questo, una landing page ben costruita si fonda su elementi precisi, che lavorano in armonia per conquistare il visitatore. Il primo di questi, ovviamente, è il titolo.

illustrazione che mostra la struttura visiva di una landing page ben organizzata. In cima titolo e sottotitolo d'impatto, seguiti dalla CTA, accanto un'immagine invitante. Sotto il copy strategico, la prova sociale, e più CTA

Un buon titolo

Partendo dalla testa della pagina, troviamo quella che si chiama hero section, o sezione hero. Questa è la parte più visibile in cima alla pagina che comunica l’offerta chiave. È ciò che fa decidere al visitatore se restare, e non perdona esitazioni. 

Il titolo principale è un elemento chiave della strategia di una landing page e uno degli elementi più importanti della sezione hero. È la voce che accoglie il tuo visitatore sulla soglia. Definisce il tono del resto della pagina e determina se i visitatori resteranno o se ne andranno.

Un buon titolo funziona quando:

  • Fa capire subito il beneficio principale per chi legge.
  • Usa un linguaggio semplice, senza giri di parole.
  • Ha un tono coerente con il pubblico a cui ti rivolgi: formale, rassicurante, amichevole?
Screenshot dalla sezione del titolo di una landing page del sito di SiteGround. Il titolo dice "Siteground website builder - Il modo più semplice di creare un sito"

Ecco un altro esempio dal nostro sito, questa volta con la landing page del website builder. Il titolo è cristallino nel tono, messaggio e linguaggio: il website builder è il modo più facile in assoluto per creare un sito web.

Un sottotitolo di supporto

Se il titolo è il faro che richiama l’attenzione, il sottotitolo aggiunge contesto, spiegando in dettaglio cosa viene offerto e perché è importante, rassicurando a restare.
Dà corpo alla promessa fatta con il titolo, aggiungendo chiarezza e valore, incoraggia il desiderio di scoprire il prodotto o servizio.

Il sottotitolo risponde alle domande che si accendono nella mente del visitatore dopo aver letto il titolo: “Di cosa si tratta esattamente? Fa per me? Perché dovrei fidarmi?”

Quando titolo e sottotitolo lavorano in sinergia, creano una prima impressione potente e coerente, grazie a cui il lettore si fa un’idea completa di quali problemi può risolvere la tua offerta.

Screenshot dalla sezione di titolo e sottotitolo di una landing page di SiteGround. Titolo "web hosting creato per il tuo successo".
Sottotitolo "Web hosting completo di tutto - Creato pensando alla sicurezza e velocità del tuo sito, con 20 anni di esperienza e gestito da esperti del settore"

Immagini accativanti

Anche se il messaggio è certamente essenziale, l’altra parte integrante della sezione hero della tua landing page è l’immagine, che parla prima ancora che il testo inizi a raccontare.

Scegli immagini che trasmettono fiducia, coerenza e desiderio. Una fotografia ben scelta – che sia il volto sorridente di un cliente soddisfatto o il tuo prodotto in azione – oppure una grafica che trasmetta lo spirito della tua offerta, possono risvegliare emozioni e costruire connessioni in un istante.

L’immagine giusta deve essere:

  • Rilevante, perché deve spiegare visivamente ciò che offri
  • Coinvolgente, per attirare l’occhio anche di chi è solo curioso
  • Autentica, perché il pubblico sa riconoscere la sincerità

Copy strategico

Il copy è ciò che convince. Parole scelte con cura possono guidare il lettore come un filo sottile attraverso un labirinto di dubbi, fino a farlo uscire con una decisione chiara in mano.

Il copy di una landing page è una conversazione strategica, che parla con chiarezza, empatia e precisione.
Ecco le sue regole d’oro:

  • Sii chiaro, persuasivo e sottolinea i benefici, non solo le caratteristiche
  • Anticipa le obiezioni: se sai che il visitatore troverà un punto debole o avrà una domanda, rispondi prima che la faccia
  • Adatta il linguaggio al tuo pubblico di riferimento (tono, scelta del vocabolario)
  • Evita il gergo tecnico: se sembri complicato, sembrerai distante
  • Un tono colloquiale ma professionale è lo standard. Adattalo al tuo brand se necessario

Un copy efficace non lascia zone d’ombra. Ogni riga deve avvicinare l’utente alla tua call to action con naturalezza, come se fosse la conseguenza logica del viaggio appena iniziato. Fallo rispondendo a eventuali obiezioni, che si tratti di includere FAQ o una sezione esplicativa su una determinata funzionalità del prodotto.

Call to Action forti

Un pulsante CTA è l’elemento cruciale che incoraggia i visitatori a compiere un’azione, potenzialmente trasformando un visitatore curioso in un cliente attivo. Senza una CTA chiara e accattivante, i visitatori potrebbero abbandonare la pagina senza intraprendere alcuna azione, anche se interessati a ciò che offri. 

Una CTA efficace fornisce una direzione, riduce l’attrito e incoraggia gli utenti a interagire (che si tratti di registrazione, acquisto, o download di contenuti). Attraverso la call to action devi far sentire al visitatore che l’azione è semplice, desiderabile e soprattutto vantaggiosa.

Ecco gli elementi di una CTA che non passa inosservata:

  • Precisione: “Invia” o “Clicca qui” sono opzioni eccessivamente vaghe. “Scarica subito il tuo e-book gratuito” è una promessa chiara.
  • Urgenza: La sensazione che l’occasione sia ora o mai più può fare la differenza. Frasi come “Solo per oggi” o “Posti limitati” incoraggiano all’azione immediata.
  • Linguaggio: Usa verbi d’azione come “Ottieni”, “Scopri”, “Inizia ora” che indichino chiaramente cosa fare.
  • Posizione. Includi la tua CTA nella sezione principale e in fondo alla pagina, dove il lettore arriva dopo essere stato convinto dai contenuti. Se la tua landing page è piuttosto lunga, posiziona varie CTA in modo che i visitatori possano passare alla fase successiva quando saranno pronti.
Screenshot di una landing page di SiteGround, dove ci sono diverse CTA

Ecco un altro esempio dal nostro sito. Le CTA sono precise, chiare, e posizionate in modo da invitare i visitatori nel momento in cui sono pronti all’acquisto.

Se hai bisogno di un’ispirazione in più per strutturare la tua landing page, abbiamo un articolo che ti fornisce proprio esempi di landing page ben designate e pensate.

Migliora le performance della tua landing page

Una landing page va curata, osservata, corretta. Anche se hai piantato i semi migliori, la vera crescita arriva con l’esperienza e l’attenzione costante.

Per ottenere il massimo e avere alti tassi di conversione, devi capire come si comportano gli utenti, dove si fermano, dove cliccano, dove – purtroppo – se ne vanno. Solo così puoi aggiustare il tiro, limare dove necessario e perfezionare ogni dettaglio.

E per farlo servono strumenti e dati. Ecco da dove partire.

Analizza le metriche

Le metriche digitali del tuo sito sono le orme lasciate dai tuoi visitatori. Ti dicono dove hanno camminato, dove si sono fermati e dove hanno cambiato strada. Interpretarle bene è come leggere una mappa.

Ecco i KPI più importanti:

  • Tasso di conversione
    Questa percentuale indica quante persone hanno compiuto l’azione che desideravi: una richiesta di preventivo, un’iscrizione, un acquisto. Se il numero cresce, stai navigando nella direzione giusta. Se scende, qualcosa deve essere rivisto: forse il messaggio non è chiaro, forse la CTA non è abbastanza forte.
  • Frequenza di rimbalzo
    Un “rimbalzo” è un visitatore che abbandona la pagina senza interagire. Una percentuale troppo alta suggerisce che qualcosa non convince: l’offerta non è chiara? La pagina è lenta o poco leggibile? Qui occorre sistemare, testare, e fare in modo che chi entra abbia un motivo per restare. Per una guida passo a passo su come ridurre la frequenza di rimbalzo, leggi il nostro articolo.
  • Tempo sulla pagina
    Più tempo passano i visitatori sulla tua pagina, più significa che il contenuto li ha catturati. Ma attenzione: a volte il tempo breve è un buon segno, se la persona ha trovato subito ciò che cercava e ha cliccato sulla CTA. Quindi osserva il quadro completo: conversione alta + tempo breve? Probabilmente sei efficace. Conversione bassa + tempo lungo? Forse stai intrattenendo, ma non stai convincendo.

Varia i contenuti

Quando il traffico arriva ma i risultati non si vedono, è il momento di riscrivere, rivedere, rinfrescare.

Come dicevamo poco fa, potresti voler modificare più di un aspetto: un titolo più diretto, un testo meno tecnico, un’immagine più empatica, un video che spiega cosa offri faccia a faccia, un design della pagina più agile e semplice da navigare. 

Prova a porti queste domande:

  • Il mio messaggio è chiaro per chi legge?
  • Sto parlando dei vantaggi o solo delle funzionalità?
  • Il testo è leggero e umano o sembra uscito da un manuale tecnico?
  • L’immagine comunica davvero cosa offro o è solo decorativa?

Per finire, presta sempre attenzione alla CTA. È visibile, diretta? Se “Scopri di più” non funziona, prova con “Inizia ora” o “Richiedi la tua prova gratuita”. 

A volte una parola giusta al posto giusto fa tutta la differenza. Non avere paura di provare.

Fai test A/B

Un ottimo modo per valutare davvero se le piccole modifiche stanno funzionando è eseguire test A/B (o split test). 

Funziona così: implementi due versioni della tua landing page, uguali in tutto eccetto una differenza fondamentale (un titolo, un’immagine, una CTA). Poi invii la stessa quantità di traffico a ciascuna versione. Confrontale e saprai quale converte meglio – e quindi quale versione del titolo, immagine o CTA è più efficace. Questo è, in sostanza, un test A/B.

L’importante è testare una cosa alla volta, altrimenti non saprai cosa ha fatto la differenza. Ogni test ti insegna qualcosa e ti porta sempre più vicino alla formula giusta per il tuo pubblico. 

Migliora la velocità

Studi hanno dimostrato che anche un ritardo di un secondo nel caricamento può comportare un calo significativo delle conversioni, poiché i visitatori sono meno propensi ad attendere il caricamento completo di una pagina. In altre parole, la tua landing page deve caricarsi immediatamente, altrimenti rischi un tasso di rimbalzo alto e poche conversioni.

L’argomento è in realtà piuttosto vasto, e se vuoi puoi approfondirlo leggendo i nostri truchhi per migliorare la velocità di un sito. Ma per adesso, volendo riassumere, ci basti dire che per migliorare la velocità, bisogna considerare questi interventi:

  • Comprimi le immagini
  • Riduci le richieste esterne: meno plugin superflui, meno script inutili
  • Scegli un hosting affidabile: è la base tecnica su cui si regge tutto il tuo progetto

Se vuoi partire con il piede giusto, SiteGround offre velocità notoriamente elevate, sicurezza multilivello e un supporto tecnico di prima qualità. 
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Sintesi e prossimi passi per una landing page che funziona

Una landing page ben progettata è una questione estetica e al contempo strategica, capace di trasformare semplici visite in azioni concrete. È il ponte tra il tuo messaggio e l’obiettivo finale – che si tratti di una vendita, di un’iscrizione o di una richiesta di contatto.

Seguendo le linee guida che abbiamo analizzato in questo articolo – dalla chiarezza della sezione hero alla forza della CTA, passando per la riprova sociale, l’ottimizzazione continua e l’attenzione alla velocità – puoi costruire una landing page davvero efficace, che comunica valore e guida con precisione i visitatori verso la conversione.

Ricorda: più conosci il tuo pubblico, più sarai in grado di offrire messaggi che parlano direttamente ai suoi bisogni e desideri. Sperimenta, misura, migliora. Una landing page è uno strumento vivo, che si evolve insieme alla tua attività e al comportamento dei tuoi utenti.

Rivedi la tua attuale landing page, identifica le aree da ottimizzare e inizia a testare nuove soluzioni. E se non ne hai ancora una, è arrivato il momento di mettersi all’opera. Il miglioramento è un processo continuo – e ogni piccolo passo può portarti molto più vicino ai tuoi obiettivi.

Web Hosting: significato, tipi e come paragonarli

Ogni sito web è come una casa costruita su un terreno invisibile, fatto di server, codici e scelte tecniche. E proprio come nella vita reale, anche nella rete digitale la qualità del terreno fa la differenza. Il servizio di web hosting può sembrare un dettaglio tecnico, ma in realtà è un aspetto fondamentale che determina la velocità, la sicurezza, l’affidabilità e perfino il successo economico di un progetto online.

In questa guida completa esploreremo il significato di web hosting in modo semplice e chiaro, analizzeremo i principali tipi di hosting (condiviso, VPS, cloud, dedicato) e ti aiuteremo a capire come confrontarli in modo intelligente, senza farti ingannare da termini fuorvianti.

Cos’è il web hosting in termini semplici

Con il termine web hosting si intende il servizio che permette di ospitare un sito web su un server (cioè un computer di elevate prestazioni), rendendolo accessibile a chiunque tramite internet. Senza hosting, e quindi senza essere ospitato su di un server, un sito non sarebbe accessibile a nessuno.

Per capire davvero il significato del termine “hosting”, non servono quindi parole complesse o definizioni tecniche. Ti basta immaginare un luogo, uno spazio virtuale dove il tuo sito può vivere, crescere e farsi trovare. In questa sezione, partiamo dalle basi, spiegando in modo chiaro e concreto cosa significa “hosting” e perché è il primo mattone di qualsiasi progetto online.

La differenza tra dominio e hosting

Mentre l’hosting è il servizio che permette ad un sito web di essere ospitato su un server – infatti hosting significa proprio “ospitalità”, traducendo letteralmente – il dominio è invece l’indirizzo che identifica un sito web in particolare. In altre parole il dominio è quello che scrivi nella barra di ricerca.

Immagina di voler costruire una casa dove poter invitare i tuoi amici e familiari. Prima di poterla arredare con il mobilio che più ti piace, avrai bisogno di un terreno su cui costruire. Nel mondo del web, il mobilio è il contenuto del tuo sito, il terreno è ciò che ti viene fornito dall’hosting.

Il dominio, invece, è l’indirizzo, il nome con cui le persone trovano il tuo sito. È ciò che digiti nella barra del browser, come www.unsitoqualsiasi.it. Senza di esso, nessuno saprebbe dove cercarti. 

Screenshot dal sito di siteground, il dominio è evidenziato

Registrare un dominio significa quindi assicurarsi che quel nome, quell’indirizzo, sia tuo e solo tuo, e non necessariamente devi iniziare subito ad usarlo per il tuo sito: puoi anche decidere di registrarlo senza costruirci nulla sopra, in attesa di usarlo o per evitare che qualcun altro lo prenda.

Ma torniamo al concetto di hosting. Perché il tuo sito possa esistere e mostrarsi al mondo, ha bisogno di uno spazio dove vivere, un luogo in cui archiviare file, immagini, testi, video. Ecco che entra in gioco l’hosting: il servizio che ti offre uno spazio su un server, ovvero un potente computer sempre acceso, sempre connesso, pronto a fornire le pagine del tuo sito a chi le cerca.

In parole semplici: l’hosting è ciò che permette al tuo sito di essere accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Senza hosting, il sito non ha dove stare. Senza dominio, invece, gli utenti non saprebbero come trovarlo.

Anche se spesso dominio e hosting vengono venduti insieme per comodità, nulla vieta di acquistarli separatamente. Puoi scegliere un fornitore per il dominio e un altro per l’hosting, purché siano configurati correttamente per comunicare tra loro.

Cos’è un hosting provider

Un hosting provider, anche detto fornitore di hosting, è una compagnia che offre il servizio di hosting, è cioè l’ente a cui ti devi riferire per rendere un sito accessibile su internet.

Dietro ogni sito web che funziona, che si apre al primo click e si mostra al mondo in ogni istante del giorno e della notte, c’è un custode silenzioso. Un’entità che non si vede, ma che lavora senza sosta per tenere in piedi tutta la struttura. Parliamo dell’hosting provider.

Quando si parla di hosting provider si intende un’azienda specializzata che mette a disposizione tutto ciò che serve affinché il un sito possa esistere online. Gli hosting provider affittano uno spazio su un server, garantiscono elettricità, sicurezza, connessione, manutenzione – insomma, tutto il necessario perché un sito sia sempre accessibile, da ogni parte del mondo, in ogni momento.

Illustrazione sul funzionamento del web hosting. L'utente, tramite internet richiede informazioni dal server (web hosting), che sceglie i file del sito web giusti da rimandare all'utente

È grazie a questi enti che i file che compongono un sito vengono conservati in server professionali, costantemente monitorati, protetti da guasti, attacchi e interruzioni. L’hosting provider, quindi, non è solo un fornitore tecnico. È il partner che rende possibile tutto il resto.

A cosa serve il web hosting

Un buon servizio di hosting è il cuore pulsante di un sito web, invisibile agli occhi, ma fondamentale per dargli vita, forza e continuità. 

Il servizio di hosting è ciò che garantisce la velocità con cui le pagine del sito si caricano, la fluidità con cui i visitatori navigano, e la stabilità con cui il sito resta online. Ma c’è anche un altro aspetto importante su cui influisce la qualità dell’hosting: la SEO, ovvero la visibilità del sito sui motori di ricerca.

Google – e con lui tutti i grandi motori di ricerca – osserva con attenzione le performance dei siti: quanto sono veloci, quanto sono stabili, quanto riescono a offrire un’esperienza piacevole all’utente. Se l’hosting è lento, se il sito si blocca o impiega troppo a caricarsi, ne consegue che Google lo penalizza nei risultati di ricerca. Al contrario, Google premia la velocità e la sicurezza garantite da un buon hosting e posiziona i siti con hosting di qualità in cima ai risultati.

Illustrazione che mostra una persona mentre monitora il proprio sito. Accanto, la scritta "Scatena il tuo pieno potenziale con un hosting di prima classe". Il bottone indica "ottieni l'hosting"

Ci sono poi altre necessità che solo un hosting solido può soddisfare, come una posizione geografica dei server vantaggiosa, i backup, e i servizi extra. Ma di questi aspetti parleremo nel dettaglio nelle prossime sezioni. 

Per ora, il concetto chiave è uno: avere un buon hosting significa liberarsi dai pensieri tecnici e potersi concentrare su ciò che conta davvero — far crescere la tua attività, creare contenuti di qualità e posizionarti meglio online.

Quali tipi di hosting esistono

Quando si sceglie un servizio di hosting, ci si ritrova davanti a tanti incroci. Una delle più grandi classificazioni si basa su come vengono allocate le risorse del server. Nello scegliere quale tipo di hosting si preferisce è fondamentale comprendere queste differenze. 

In altre parole, ciò che distingue un tipo di hosting da un altro è la configurazione dell’ambiente server e il modo in cui questo gestisce CPU, RAM, spazio su disco e traffico. Vediamo ora le quattro principali categorie di hosting web oggi disponibili:

Illustrazione sulle principali tipologie di web hosting: condiviso, vps, cloud e dedicato
  • Hosting condiviso
  • Hosting VPS (Virtual Private Server) 
  • Hosting cloud
  • Hosting dedicato

1. Hosting condiviso

L’hosting condiviso è senza dubbio una delle soluzioni più diffuse sul mercato. Questo perché è economicamente accessibile, facile da usare anche per i meno esperti, e spesso include un livello base di gestione tecnica da parte del provider.

Cosa intendiamo dunque con hosting condiviso? Si tratta di quando più siti web vengono ospitati sullo stesso server fisico, e condividono tra loro le risorse di sistema: CPU, memoria (RAM) e spazio di archiviazione sul disco. È un po’ come co-abitare nello stesso appartamento: tutti i coinquilini utilizzano le stesse utenze e spazi comuni.

Illustrazione che mostra il funzionamento dell'hosting condiviso. Molti siti sono assegnati allo stesso server.

Il grande vantaggio? Costo contenuto e semplicità. L’hosting condiviso è la soluzione ideale per moltissimi casi: per chi si avvicina per la prima volta alla creazione di un sito web, per progetti personali, blog, e anche per siti aziendali che non richiedono enormi risorse. Non servono necessariamente competenze tecniche, visto che il provider mette generalmente a disposizione  preconfigurazioni e strumenti intuitivi per la gestione dello spazio web e dei contenuti.

Tuttavia, ci sono anche dei limiti, soprattutto se non si sceglie con cura il provider. Le risorse del server non sono dedicate, quindi le prestazioni di un sito possono risentire delle attività degli altri siti ospitati sulla stessa macchina. Ad esempio, se un sito riceve traffico esponenzialmente più alto del solito o subisce un attacco informatico, potrebbe consumare un’eccessiva quantità di risorse, rallentando o bloccando temporaneamente gli altri siti presenti sul server. I provider di qualità, invece, mettono in atto meccanismi di protezione per evitare queste situazioni.

L’hosting condiviso è quindi un’opzione eccellente non solo per chi è all’inizio del percorso digitale, ma anche per chiunque gestisca un sito a basso o medio consumo di risorse, senza esigenze eccessive di traffico o elaborazione, come può essere un blog, un portfolio, un qualsiasi sito statico, o il sito di una piccola o media impresa. 

Inoltre, l’hosting condiviso può funzionare perfettamente anche per progetti più ambiziosi, come e-commerce dinamici e siti ad alto traffico, a patto che sia supportato da servizi gestiti avanzati che ottimizzano le prestazioni e la sicurezza.

Con SiteGround, l’hosting condiviso è una soluzione potente anche per siti complessi e dinamici, come i negozi online o i progetti ad alto traffico. Questo è possibile grazie a una serie di tecnologie proprietarie e ottimizzazioni integrate che permettono di avere maggiore controllo sulle risorse dedicate ad ogni sito.

Sui piani GrowBig e soprattutto GoGeek, SiteGround ospita con successo molti negozi online grazie alle maggiori risorse del server assegnate a questi account, alla tecnologia di caching intelligente applicata ai negozi e alle soluzioni integrate di ottimizzazione delle prestazioni.Il risultato? Velocità, affidabilità e scalabilità, anche in un ambiente condiviso.

2. Hosting VPS (Virtual Private Server)

L’hosting VPS rappresenta una soluzione intermedia tra l’hosting condiviso e quello dedicato. Grazie alla tecnologia di virtualizzazione, un server fisico viene suddiviso in più ambienti virtuali indipendenti, ciascuno con risorse dedicate come CPU, RAM e spazio su disco.

Sebbene l’hardware venga condiviso tra più utenti, ogni VPS funziona come un piccolo server privato, isolato dagli altri: questo significa maggiore stabilità, migliori prestazioni e un livello superiore di personalizzazione rispetto all’hosting condiviso.

Illustrazione che mostra il funzionamento dell'hosting VPS. Molti siti sono assegnati allo stesso server, ma ognuno con il proprio ambiente indipendente.

Fino a qualche tempo fa, era questa la soluzione ideale per siti web che avevano superato la fase iniziale di crescita e necessitavano di un ambiente più performante. Tuttavia, con un VPS si hanno dei limiti rigidi in quanto a CPU, RAM e spazio, ed è quindi necessario prevedere in anticipo il livello di risorse necessario per il corretto funzionamento del sito. Se si verifica un picco di traffico imprevisto, il VPS potrebbe raggiungere questi suoi limiti, causando rallentamenti o blocchi temporanei.

Con la comparsa di soluzioni di hosting cloud che offrono risorse scalabili e flessibili, questa tecnologia rigida dei server VPS sta oggi diventando obsoleta. 

3. Hosting cloud

Fino a qualche anno fa, il cloud hosting era una tecnologia accessibile solo a grandi imprese e team di sviluppo avanzati. Oggi, invece, è una soluzione flessibile, scalabile e accessibile, adatta anche per imprese più piccole, professionisti e startup digitali.

A differenza del VPS, che si basa su un singolo server fisico, il cloud hosting si appoggia a una rete di server interconnessi. Questo consente di distribuire risorse in modo dinamico, garantendo una continuità di servizio anche in caso di guasti hardware.

Illustrazione che mostra il funzionamento dell'hosting normale e l'hosting cloud. Nel web hosting normale, un sito è assegnato ad un solo server, mentre nell'hosting cloud, un sito è assegnato a diversi server.

Tra i vantaggi principali troviamo:

  • Scalabilità istantanea: puoi aumentare o ridurre CPU, RAM e spazio al bisogno e in tempo reale senza dover cambiare piano o riavviare il server.
  • Ridondanza: se un server va offline, il tuo sito continuerà a funzionare grazie agli altri nodi della rete cloud. Questo garantisce un uptime costante e resilienza ai guasti.

D’altra parte, lo svantaggio principale del cloud hosting è che configurare e gestire un ambiente cloud richiede spesso competenze tecniche avanzate. È per questo che molti provider, come SiteGround, offrono servizi di cloud hosting gestito. Tuttavia, chi usa questa soluzione di hosting deve comunque comprendere le basi per poterla sfruttare appieno.

Se vuoi informarti di più sulle differenze tra cloud hosting e hosting “normale” (detto anche web hosting), puoi leggere il nostro articolo a riguardo.

4. Hosting dedicato

L’hosting dedicato è la formula più potente e costosa tra tutte le opzioni disponibili. Con questa configurazione, affitti un intero server fisico solo per il tuo sito (o i tuoi siti), senza condivisione di risorse con altri utenti.

Illustrazione che mostra il funzionamento dell'hosting dedicato. Un solo sito o utente ha un intero server dedicato per se.

Avere un hosting dedicato significa avere massimo controllo, prestazioni elevate e possibilità di configurazione personalizzata fin nei minimi dettagli. È la scelta ideale per progetti che richiedono enorme capacità di elaborazione, grande autonomia tecnica e una struttura IT avanzata.

L’hosting dedicato è perfetto per grandi aziende con elevati volumi di traffico, applicazioni mission-critical, siti con requisiti di sicurezza avanzati o architetture complesse che non possono essere ospitate su soluzioni condivise o virtualizzate.

Come scegliere un buon servizio hosting: migliori pratiche

Ora che sai cosa si intende quando si parla di hosting e che conosci le funzioni e caratteristiche di un servizio hosting, vediamo come muoversi per sceglierne uno. 

Come avrai già capito non tutti i servizi di hosting sono uguali né tantomeno offrono le stesse cose. È proprio nella qualità e varietà delle funzionalità aggiuntive (come manutenzione, assistenza, risorse extra) che si misura la differenza tra servizi di web hosting. 

Un provider di qualità può ottimizzare il tuo lavoro quotidiano, semplificare la gestione tecnica e persino ridurre i costi operativi grazie a funzioni automatizzate e strumenti integrati. Quando valuti un servizio di hosting, quindi, non limitarti a guardare il tipo di server (condiviso, VPS, cloud o dedicato), ma osserva attentamente l’intero pacchetto offerto. 

I servizi a valore aggiunto possono fare la vera differenza tra un sito mediocre con un grande carico di lavoro e una presenza online davvero professionale con un’esperienza scorrevole. Vediamo questi aspetti più in dettaglio.

⚠️ Attenzione

Un hosting economico privo di servizi fondamentali può costarti molto di più nel lungo termine. Se risparmiare 5 o 10 euro al mese significa compromettere il traffico, incorrere in problemi tecnici e tempi di inattività, non ne vale la pena. È importante valutare il rapporto tra prezzo e servizi inclusi. 

1. Assistenza clienti

Un’assistenza clienti disponibile 24/7 è essenziale per un hosting solido. Non si tratta solo di ricevere supporto in caso di problemi gravi come attacchi informatici o malfunzionamenti del sito. Anche un semplice dubbio – su come configurare un’email, installare un’applicazione o gestire un’impostazione – può rallentare il tuo lavoro, se non hai una guida.

Un buon hosting provider non si limita a fornirti supporto via chat o telefono: spesso mette a disposizione anche una knowledge base, cioè una raccolta di articoli, guide e tutorial che ti aiutano a trovare soluzioni in autonomia, proprio quando ne hai bisogno.

2. Hosting gestito/non gestito

Quando si parla di hosting ci si trova spesso davanti a strade che si biforcano. Uno di questi bivi è quello dell’hosting gestito o non gestito. Da un lato, una strada tranquilla e ben illuminata, dove c’è chi si prende cura di ogni dettaglio tecnico. Dall’altro, un sentiero più selvaggio, fatto per chi vuole avere il pieno controllo e sa esattamente dove mettere le mani. 

Scegliere l’hosting gestito è come affidare il tuo sito ad un maggiordomo. Il provider si occupa di tutto quello che serve per far funzionare il tuo sito senza intoppi: dal sistema operativo (come Linux) al server web (come Apache), dai database (MySQL) al linguaggio PHP, fino al pannello di controllo, come cPanel.

Un buon hosting gestito ti regala funzionalità extra che possono fare la differenza. Queste generalmente includono backup automatici, protezioni contro attacchi informatici, aggiornamenti costanti e, soprattutto, supporto tecnico personalizzato. Se usi un CMS come WordPress, Joomla o Moodle, troverai un ambiente fatto su misura per le esigenze della tua piattaforma, con strumenti ottimizzati per migliorarne prestazioni e sicurezza.

L’hosting non gestito, invece, ti mette in mano le chiavi della sala macchine. Sei tu a installare, configurare, aggiornare e mantenere tutto. Nessun aiuto, nessun filtro. È una scelta perfetta per sviluppatori, agenzie o aziende con un team informatico interno. Ma attenzione: senza le giuste competenze, può trasformarsi in una sfida tecnica che ruba tempo ed energie.

Tabella riassuntiva sulle caratteristiche dell'hosting gestito vs non gestito

Vale la pena ricordare che la maggior parte dei servizi di hosting condiviso è fornita in modalità gestita. In questo caso, il provider agisce come un amministratore di condominio: controlla che tutto funzioni, interviene se qualcosa si rompe, e si assicura che gli “inquilini” non disturbino il vicinato. 

Insomma, se vuoi muoverti senza pensieri, un provider che fornisca la gestione dell’hosting è la scelta consigliata. Se vuoi esplorare più in profondità i vantaggi e gli svantaggi dell’hosting gestito, puoi leggere il nostro articolo sull’argomento.

3. Ottimizzazione per applicazioni specifiche

Come dicevamo poco fa, i siti che si appoggiano ad un CMS come WordPress, Joomla, Drupal o Moodle, non possono affidarsi a hosting qualsiasi. Hanno bisogno di un ambiente progettato appositamente per sostenere le specifiche tecniche della piattaforma che utilizzano ogni giorno. In altre parole, hanno bisogno di un hosting ottimizzato, costruito attorno alle reali esigenze del sito.

Un servizio di questo tipo non si limita a “supportare” l’applicazione, ma ne potenzia le performance. Offre strumenti dedicati, configurazioni personalizzate e risorse calibrate per migliorare la stabilità, la velocità e la sicurezza della piattaforma. In un ambiente così ottimizzato, il CMS può esprimere tutto il suo potenziale, senza compromessi.

Il vantaggio dell’hosting gestito per CMS come WordPress, è che ti inserisce in un ecosistema dove il provider si prende cura di ogni dettaglio tecnico: aggiornamenti automatici del core e dei plugin, backup regolari, patch di sicurezza tempestive, strumenti per la gestione semplificata, caching avanzato e ottimizzazioni server-side. Il tutto deve essere pensato per offrire prestazioni eccellenti e zero intoppi.

SiteGround offre un hosting WordPress gestito ultraveloce e pieno di funzionalità. Oltre a funzionalità come l’autoinstallazione automatica di WordPress, le migrazioni automatiche e gli aggiornamenti automatici, offriamo plugin per l’ottimizzazione delle prestazioni e della sicurezza e tutta una serie di strumenti pensati per la gestione senza fatica di WordPress. 

4. Servizio email

Un sistema di posta elettronica professionale non è un optional, ma un pilastro fondamentale per qualsiasi attività. Quello dell’email è un servizio specializzato che si occupa esclusivamente della gestione delle email legate al tuo dominio (es. info@agenziaviaggi.it anzichè un generico info.agenziaviaggi@gmail.com ), offrendo risorse dedicate, spazio di archiviazione, strumenti di amministrazione avanzati e livelli di sicurezza adeguati alle esigenze aziendali.

Questo tipo di hosting può essere acquistato come servizio autonomo, oppure essere incluso in un pacchetto di hosting web, a seconda del provider. Nel caso di SiteGround, hai entrambe le opzioni. In entrambi i casi, lo scopo è lo stesso: garantire una gestione efficiente, sicura e scalabile della posta elettronica, con la possibilità di creare più account, configurare alias, gestire la webmail e molto altro.

Con SiteGround ogni piano di hosting – inclusi i piani WordPress gestiti – include un servizio email professionale gratuito. Puoi creare account email illimitati con il tuo dominio, accedere comodamente via webmail, impostare risposte automatiche, inoltri, filtri personalizzati e gestire tutto da un’interfaccia semplice e intuitiva.

Se invece preferisci avere un servizio autonomo, separato dall’hosting del tuo sito, puoi scegliere il pacchetto dello Strumento di Email Marketing che più si addice ai tuoi bisogni.

Tra le funzionalità tecniche più importanti che ti consigliamo di ricercare nelle offerte dei provider, ci sono i protocolli standard per la trasmissione e la ricezione dei messaggi. Questi sono SMTP (invio), POP3 (scaricamento su dispositivo per uso offline) e IMAP (sincronizzazione da più dispositivi). Grazie a questi protocolli, puoi accedere alle tue email in modo flessibile, da smartphone, tablet o PC, ovunque ti trovi, con la sicurezza di una sincronizzazione completa.

Un altro degli aspetti più critici per un sistema di posta elettronica aziendale è la sicurezza. I migliori servizi di email hosting implementano filtri antispam avanzati, strumenti di scansione contro malware e sistemi di protezione anti-phishing, così da difendere la tua reputazione digitale e tutelare la riservatezza delle informazioni trasmesse via email.

Illustrazione di una mail che viene programmata. Il testo legge "Email marketing per far crescere la tua attività". Il pulsante legge "inizia subito"

5. Certificati SSL

Avere un certificato SSL è un requisito essenziale e ormai uno standard del settore, non solo per proteggere i dati degli utenti ma anche per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Il certificato SSL (Secure Sockets Layer) crea una connessione criptata e sicura tra il browser del visitatore e il server del tuo sito web, proteggendo ogni scambio di dati da occhi indiscreti.

Screenshot dal sito di SiteGround che mostra il certificato SSL attivo.

La tecnologia SSL utilizza algoritmi crittografici avanzati per garantire che le informazioni sensibili – come numeri di carte di credito, password, ID e messaggi – restino private e non intercettabili. Oltre a questo, verifica l’identità del sito, rassicurando i visitatori sulla legittimità del dominio.

Un sito protetto da SSL non solo guadagna la fiducia degli utenti, ma evita anche gli avvisi di sicurezza dei browser e rispetta gli standard richiesti da Google. Se stai scegliendo un hosting, assicurati che il provider includa il certificato SSL gratuito (come quelli forniti da Let’s Encrypt, la più grande autorità di certificazione del mondo). 

SiteGround offre SSL gratuito su tutti i piani, con installazione automatica e rinnovo senza sforzo.

6. Backup

Immagina di aggiornare il sito e ritrovarti offline. È una situazione stressante quanto comune. Un sistema di backup automatici incluso nel servizio di hosting, permette di avere sempre una versione precedente del proprio sito pronta da ripristinare in pochi click.

Un buon servizio di hosting dovrebbe includere backup giornalieri o programmabili, eseguiti in automatico, così da non dover pensare ogni giorno a salvare file e database. In caso di problemi – che si tratti di un errore umano, un attacco o un aggiornamento mal riuscito – puoi ripristinare tutto velocemente: file, database, email o persino l’intero account.

SiteGround offre backup giornalieri automatici inclusi in tutti i piani e consente di ripristinare il tuo sito in autonomia e in pochi secondi.

7. CDN

Una Content Delivery Network (CDN) è una rete di server distribuiti strategicamente in tutto il mondo. Questi server – detti nodi perimetrali – lavorano per rendere i siti più veloci e reattivi, indipendentemente da dove si trovano i suoi visitatori.

Mappa che mostra la distribuzione delle CDN.

La CDN funziona memorizzando una copia del contenuto del sito (immagini, file CSS/JS, etc.) e servendolo dal nodo più vicino all’utente. In altre parole, quando un visitatore apre il un sito web, questo viene caricato dal data center che gli è più vicino, riducendo il tempo necessario per il trasferimento dei dati e garantendo una navigazione più fluida.

Se un sito ha visitatori internazionali, una CDN è quasi indispensabile.

8. DNS

Il Domain Name System (DNS) è il sistema che traduce il nome di un dominio (es. agenziaviaggi.it) nell’indirizzo IP del server su cui è ospitato il sito. In pratica, è ciò che permette al browser di sapere dove andare quando qualcuno digita il tuo dominio e, d’altra parte, permette agli utenti di non dover ricordare un indirizzo IP per visitare il un sito, ma solo il nome del suo dominio.

Ogni server dispone di nameserver e indirizzi IP univoci, e la configurazione corretta nel pannello del dominio è ciò che rende possibile la connessione al sito. Tuttavia, non tutti i sistemi DNS sono uguali.

Con un DNS intelligente e distribuito, come quello offerto da SiteGround, la richiesta dell’utente viene indirizzata al nodo DNS geograficamente più vicino, riducendo la latenza e migliorando la velocità di caricamento. Inoltre, grazie alla ridondanza geografica, se un server DNS ha un problema, la richiesta viene gestita automaticamente da un altro nodo attivo.

Questo tipo di infrastruttura garantisce resistenza agli attacchi DDoS, poiché se c’è una quantità elevata di traffico dannoso, esso viene distribuito tra più macchine DNS e diventa molto più difficile che un attacco abbia successo.

Per ultimo, considera le opinioni di chi ha esperienze simili alle tue: affidati alle recensioni.

Dedica un po’ di tempo a leggere recensioni verificate e confrontare l’esperienza di altri utenti. Visita forum, community specializzate e gruppi social del tuo settore: spesso troverai consigli pratici, avvisi su problemi frequenti e raccomandazioni basate su casi reali.

Hosting: cosa hai imparato e come usare queste informazioni

Abbiamo esplorato i diversi tipi di hosting, le loro caratteristiche principali e le migliori pratiche quando si tratta di scegliere il provider e il servizio giusto. Quindi, la domanda finale è: esiste un tipo di hosting “migliore” in assoluto?

La risposta breve è: no, dipende dai bisogno di ciascuno.

Non esiste un hosting perfetto per tutti, ma esiste l’hosting perfetto per le tue esigenze. 

Concludiamo quindi con una una checklist pratica di aspetti da considerare per poter scegliere il provider e il piano di hosting che fa al caso tuo:

✅ Tipo di sito e livello di traffico atteso: questo ti aiuta a scegliere tra hosting condiviso, VPS, hosting cloud, e hosting dedicato.

✅ Prestazioni e velocità: Questo ti aiuta a scegliere un provider che includa servizi essenziali migliori, come backup automatici e ripristino semplice, caching, CDN, uptime garantito, DNS intelligente, configurazioni ottimizzate di PHP/MySQL 

✅ Sicurezza: scegli provider che garantisca certificato SSL, protezioni anti-malware, WAF (Web Application Firewall) e ottimizzazioni per la sicurezza

✅ Facilità di gestione: opta per soluzioni con un pannello intuitivo, installazioni rapide e ottimizzazioni per CMS se ne fai uso

✅ Competenze tecniche del tuo team: se hai un team tecnico o uno sviluppatore, vorrai degli strumenti di collaborazione, ambienti di staging e accessi FTP/SFTP avanzati. Se non sei un esperto in informatica, scegli opzioni di hosting gestito.

✅ Supporto tecnico: scegli un provider che offra un servizio rapido ed efficace in una lingua che conosci bene

✅ Scalabilità: assicurati che il provider ti dia la possibilità di espandere le risorse quando cresci

✅ Servizi inclusi: scegli in base a cosa hai bisogno (servizio email, dominio incluso, tool per sviluppatori, site builder, etc)

✅ Budget: tieni a mente quanto puoi spendere e il costo delle opzioni di hosting

Ora che conosci i vantaggi e i limiti di ogni tipo di hosting, puoi muoverti consapevolmente in questo mondo e scegliere come costruire la tua presenza online su fondamenta solide. Quando si tratterà di scegliere un hosting, non accontentarti della soluzione “più economica” o della moda del momento: investi in un servizio che supporti davvero la crescita, la sicurezza e la stabilità del tuo progetto digitale.

Illustrazione di un fotografo professionista che gestisce la propria attività tramite il suo sito WP. Il testo indica "Hosting WordPress gestito, ultraveloce, completo, facile da usare". Il pulsante indica "inzia oggi"

Cos’è l’email marketing e come farlo: strumenti e strategie

Cos'è l'Email Marketing

Una delle prime domande che ci si pone al primo approccio con l’email marketing è: funziona veramente? Ebbene sì, l’email marketing funziona. Questo strumento ha superato la prova del tempo, dei social, agli algoritmi volubili, imponendosi come uno dei canali più affidabili per la comunicazione e la conversione nel mondo digitale. Il suo segreto? Parlare all’individuo con la discrezione di una lettera personale e l’irriverenza di un messaggio collettivo.

In questo articolo esploriamo in profondità l’argomento dell’email marketing, che cos’è, come iniziare e quali sono le migliori pratiche per sfruttare il canale con il più alto ritorno sull’investimento.

Che cos’è l’email marketing? Una definizione semplice

L’email marketing è l’invio di email mirate ai propri iscritti con lo scopo di fargli conoscere il proprio brand, le proprie offerte, condurli all’acquisto e infine alla fidelizzazione. Pensiamo alle newsletter, le email promozionali, quelle transazionali, quelle di re-engagement, di benvenuto – sono tutte forme di email marketing. 

L’email marketing è quindi una linea diretta con le caselle di posta dei tuoi iscritti, che ti dà l’opportunità di informare, coinvolgere, convertire e corteggiare i clienti.

Nel 2025, nonostante il numero crescente di punti di contatto digitali, l’email advertising rimane una voce che giunge senza intermediari. La sua capacità di offrire un’esperienza personalizzata la rendono più rilevante che mai, ed è per questo che le aziende continuano a sfruttare le email per distinguersi dalla concorrenza e creare connessioni genuine con il proprio pubblico.

Perché l’email marketing è importante: vantaggi e benefici

Abbiamo appena visto che incorporare l’email advertising nella propria strategia di marketing è un elemento chiave per il successo di un’attività.

Vediamo quindi quali sono i vantaggi che porta l’email advertising e come migliora concretamente il tuo marketing digitale.

Lista schematica dei 6 vantaggi dell'email marketing
  1. Comunicazione diretta con il pubblico: per essere rilevanti e non venire ignorate, le tue comunicazioni devono riflettere cosa hanno cercato e vissuto gli iscritti. Questa comunicazione personalizzata porterà aperture, click, conversioni. 
  2. Costi ridotti: il budget di una campagna email include il costo della raccolta degli indirizzi email (zero, se hai già una mailing list) e quello dell’invio delle mail (estremamente conveniente, visto che i prezzi dei servizi email si basano sulla dimensione della tua attività).
  3. Fidelizzazione dei clienti: ogni email ricorda al lettore che è ascoltato e riconosciuto con messaggi rilevanti e tempi giusti. I contatti diventano così parte della comunità e tornano anche dopo il primo acquisto.
  4. Porta traffico al tuo sito: con ogni email puoi spingere i tuoi iscritti a curiosare nelle diverse sezioni della tua pagina, come novità, storie, offerte, liste di prodotti, ed eventi. 
  5. Ti mantiene attuale: una strategia di email marketing ben orchestrata mantiene vivo il contatto, alimenta e rinnova la promessa di ciò che offri.
  6. Incrementa i leads: puoi far germogliare nuovi leads con un codice sconto esclusivo qui, un ebook gratuito là. Una promessa di valore e un form di iscrizione bastano per portare più email nella tua lista. 

Se invece vuoi far crescere la tua lista contatti, basta poco. Un modulo d’iscrizione ben piazzato, magari gratuito come il plugin WordPress gratuito per la lead generation di SiteGround è ideale per incrementare leads e far crescere la tua mailing list.

Insomma, con un ritorno sull’investimento di 36€ per ogni euro speso, l’email marketing è uno strumento di conversione eccellente. Ora devi solo avere cura di gettare i semi giusti – e di quali siano questi semi ne parleremo nei prossimi paragrafi.

Le tipologie di email: direct email marketing, newsletter, o drip?

Per capire veramente che cosa è l’email marketing è essenziale comprendere quali sono i diversi tipi di email di marketing. Ogni email ha uno scopo unico nella strategia complessiva di email marketing, e contribuisce in modo diverso al raggiungimento dei tuoi obiettivi aziendali.

Lista schematica dei 5 tipi di email marketing: email promozionali, informative, attivate da un evento, di retention e transazionali.

Esploriamo queste tipologie per aiutarti a personalizzare i tuoi contenuti e a connetterti con il tuo pubblico di riferimento in modo efficace.

Email promozionali

Le email promozionali sono email di marketing progettate per stimolare le vendite o le iscrizioni. Fanno vibrare l’attenzione su offerte speciali e di solito a scadenza imminente, come sconti stagionali, offerte su nuovi prodotti, vendite flash o altri sconti a tempo limitato. 

Possono anche essere annunci di offerte pacchetto come “compra 2, paga 1”, promozioni incrociate tra brand, o anche lotterie in cui gli utenti possono vincere un premio dopo l’acquisto.

Ma non tutti aprono la prima mail, né la seconda. Ecco allora che una campagna email promozionale diventa una danza di tentativi e ripetizioni – almeno due, talvolta tre – per dare a ciascun lettore il tempo di accorgersi dell’occasione che batte alla porta e avere il massimo impatto. 

Per padroneggiare l’arte del fare email marketing ogni messaggio promozionale deve includere i seguenti elementi essenziali:

  • Presentazione di un’offerta o un contenuto speciale
  • Spiegazione chiara di cosa comprende l’offerta – il lettore vuole sapere
  • Un pulsante CTA forte e chiaro – che sia un bottone rosso o una frase magnetica, la CTA è comando e invito al tempo
  • Un tono e un linguaggio che parli ai desideri di chi legge – tutti ne abbiamo

Email informative

Non tutte le email devono vendere: alcune insegnano, raccontano, accompagnano. È questo il caso delle mail informative, lettere senza urgenza ma cariche di sostanza. Con queste mail non cercherai il “sì” immediato del cliente, ma la sua attenzione e la sua fiducia nel tempo. Le email informative ti danno l’opportunità di coltivare la tua reputazione, di creare un legame con il tuo brand, di stabilirti come massimo esperto in un settore.

Avrai sicuramente già visto tante email informative, come annunci, newsletter, inviti a eventi e webinar, accessi a contenuti riservati, messaggi educativi o altro che miri ad informare ed educare gli utenti. Una buona mail informativa porta sempre il lettore da qualche parte, o per lo meno offre una porta socchiusa: un link al tuo sito web, blog o profilo social per ottenere maggiori informazioni. 

Mail attivate da un evento

Ci sono poi quelle email automatizzate che si inviano solo al verificarsi di un evento preciso o al raggiungimento di certi traguardi da parte degli iscritti. Un acquisto confermato, un carrello abbandonato a metà, un compleanno che torna, un anniversario. Il valore di queste email sta nella loro rilevanza ed estrema personalizzazione.

Con questo tipo di DEM, nulla è più prezioso del tempismo. Per questo, l’invio delle mail deve essere tempestivo. In alcuni casi immediato all’azione dell’utente: un acquisto o appuntamento confermato, un cambio dati personali, una partecipazione confermata. In altri casi è meglio aspettare qualche ora, come per esempio per un compleanno (sarebbe un po’ strano inviare gli auguri a mezzanotte) o un carrello abbandonato (di solito si aspettano 1 o 2 ore).

Email di retention

Le email di retention sono email che fidelizzano. Sono le mail che aiutano i clienti esistenti a utilizzare il prodotto o il servizio che offri e a mantenerli coinvolti con il tuo brand, quelle che gli ricordano perchè ha scelto proprio te tra tutte le offerte disponibili.

Le mail di retention sono tutte le mappe, i consigli, le parole amiche, le guide “come fare per” che accompagnano i primi passi, i link a risorse preziose, o le spiegazioni chiare che aiutano nel dubbio. Sono un gesto amichevole che ricorda ai tuoi clienti che anche se non hanno acquistato il tuo prodotto o servizio in un negozio o ufficio, possono contare sullo stesso supporto che riceverebbero di persona.

Per creare delle email di retention che trattengono e non dimenticano, basta farsi tre domande che determinano quale tipo di aiuto puoi offrire:

  • Quali ostacoli posso rimuovere prima che si presentino? Appena dopo l’acquisto, devi fare da faro nella nebbia. Mostra al cliente come usare ciò che ha appena scelto, come affrontare problemi comuni o sfruttare a pieno tutte le funzionalità. Anticipa l’impiccio e risolvilo. 
  • Cosa posso raccontare che sia utile per loro e vero per me? Queste sono le notizie relative a ciò che fa il tuo brand, le informazioni interne su come costruisci il tuo prodotto, le intuizioni del CEO sul settore, i contenuti educativi speciali in esclusiva per i tuoi clienti, gli inviti a eventi unici come webinar e workshop, testimonial d’uso e storie di successo a cui i tuoi clienti possono riferirsi.
  • Come posso celebrare i loro piccoli traguardi? Questo sono mail che sorridono, le “email di successo” che commemorano le tappe fondamentali del cliente.

Email transazionali

Immagina che il compleanno di una persona cara sia dietro l’angolo e, col fiatone del ritardo, trovi il regalo perfetto in extremis. Ordini, paghi, e… silenzio. Nessuna conferma, nessun ringraziamento, nessun codice di tracciamento, nessuna traccia del tuo gesto. Ti fideresti ancora, aspetteresti a vedere se la consegna arriva domani come promesso o inizieresti a cercare altrove, tradito dall’assenza di una semplice, rassicurante email? 

L’obiettivo delle email transazionali è proprio questo, portare ordine, dare conferma, validare, rassicurare. Pensale come un’eco delle azioni dei tuoi iscritti. Per garantire che non rimangano incerti o confusi, le mail transazionali devono essere completamente automatizzate e attivate da azioni specifiche di ogni user. Includono:

  • Email di conferma dell’ordine
  • Email di fatturazione
  • Dettagli dell’invio
  • Email di ripristino della password
  • Abilitazione dell’autenticazione a 2 fattori

Email di campagne drip

Una campagna drip di email marketing è un flusso di messaggi pensati per essere inviati  lentamente “goccia dopo goccia” (drip in inglese significa appunto “gocciolare”), accompagnando il lettore in un viaggio assemblato con cura – il customer journey. 

L’email marketing, in questa forma, racconta la storia del tuo brand a più riprese, come un oratore che ogni sera svela un risvolto in più della sua storia. Per farlo con successo devi agire con metodo e ritmo cadenzato, adattandoti a ciascun passo dei tuoi iscritti. Devi imparare quando attendere, quando colpire, quando sparire.

Tutti gli ingredienti per mettere insieme una campagna drip li conosci già: le email promozionali, informative, quelle di retention, le email transazionali e quelle attivate da un evento specifico di cui abbiamo appena parlato. Tutte hanno il loro ruolo all’interno di una campagna drip.

Ad ogni fase del customer journey – cioè il percorso che compie ogni cliente nel suo rapporto con un business –  corrisponde una tipologia di email: un benvenuto, un’offerta speciale, un augurio di buon compleanno, una selezione di prodotti per i suoi gusti specifici.

Schema delle tappe del customer journey. Le fasi sono: awareness, consideration, decision, onboarding e education, upsells e cross-sells, retention, loyalty, advocacy e re-engagement.

Per poter orchestrare un buon percorso di email marketing dovrai essere un buon osservatore. E per poter osservare bene i comportamenti dei tuoi iscritti e gestire le tue campagne avrai bisogno di qualche accortezza e strumento. Ed è proprio di questo che parleremo più a fondo nei seguenti paragrafi.

Come fare una campagna email: strategia e strumenti

Come già saprai, per poter intraprendere il tuo percorso nell’email marketing e farlo con successo, devi prima avere un intento chiaro e un piano attuabile per raggiungere quell’intento. Anche se elaborare una strategia può sembrare complicato, il trucco per rendere il problema più approcciabile è suddividerlo in più problemi più piccoli.

Lista schematica dei passi per creare una campagna di email marketing.

Immaginati la serie di campagne email che ti serviranno a raggiungere i diversi segmenti del tuo pubblico. Chi sono i lettori nei vari segmenti? Cosa desiderano? Ma ancora prima, cosa vuoi tu da loro? Ponendoti le domande giuste capirai come le tue campagne di email advertising debbano parlare a ciascuno per formare connessioni efficaci. Vediamo quindi come scegliere lo spartito e gli strumenti di questa orchestra, e come dirigerli al meglio. 

1. Definisci un obiettivo

Prima di tutto dovrai stabilire un obiettivo per le tue campagne di email marketing. Questo dovrà rimanere il tuo punto di riferimento, ti permetterà di focalizzare i tuoi sforzi e ottenere risultati migliori, senza brancolare nel buio. Gli obiettivi di una campagna di email marketing possono essere:

  • Guidare le vendite
  • Coltivare la notorietà o reputazione del brand
  • Aumentare il coinvolgimento
  • Generare lead
  • Convertire i lead in clienti
  • Migliorare la retention o fedeltà dei clienti
  • Promuovere nuovi prodotti o servizi
  • Coinvolgere nuovamente gli iscritti inattivi
  • Aumentare la presenza sui social media
  • Raccogliere il feedback dei clienti
  • Educare il pubblico
  • Segmentare meglio il pubblico
  • Massimizzare la partecipazione agli eventi
  • Testare i messaggi di marketing

Non importa quale sia lo scopo finale, basta che sia ben chiaro per permetterti di ottenere il massimo dai tuoi sforzi. Qualunque esso sia, sarà il tuo quadro di riferimento per la creazione di tutti i contenuti e la tua metrica chiave per misurare il successo della campagna.

Questa chiarezza ti consente di tracciare i dati in maniera mirata, fare un’analisi precisa, prendere decisioni informate, e massimizzare le risorse e dunque il ROI di ogni iniziativa.

Una volta che avrai preso il tempo di capire cosa vuoi ottenere, dovrai pensare a come realizzarlo: per il prossimo passo dovrai scegliere un alleato tecnico, un servizio di email marketing.

2. Scegli la piattaforma giusta

Un provider di servizi email (anche detto ESP, cioè Email Service Provider) è l’alleato tecnico principale per l’esecuzione di ogni campagna di email marketing. Ciò che devi tenere a mente nello scegliere un ESP è dare priorità alle caratteristiche che ti servono e trovare la soluzione che si adatti al tuo budget.

La maggior parte dei servizi di email marketing offre funzionalità simili, come la gestione di liste di email, i template di design per le email, le automazioni, la segmentazione e l’analisi. Ciò che davvero distingue uno strumento dall’altro è la sua capacità di semplificare senza impoverire i risultati, e di adattarsi al tuo budget. 

È per questo che noi di SiteGround abbiamo lanciato uno degli strumenti di Email Marketing più semplici in circolazione a un prezzo davvero ottimo. Pur essendo uno strumento molto potente che ti permette di raccogliere lead e inviare grandi campagne a clienti e potenziali clienti, il servizio di SiteGround consente un email marketing rapido e snello, pensato per chi vuole fare campagne di advertising senza perdersi in labirinti tecnici. Così facendo ti fa risparmiare tempo e rientra perfettamente in qualsiasi budget. 

Le funzionalità dello strumento di SiteGround ti permettono di:
Raccogliere i lead e segmentare gli iscritti, in modo da poter fare il salto di qualità nella personalizzazione delle email.
Creare bellissime email per tenere impegnati i lettori.
Utilizzare il supporto AI per scrivere email con contenuti di valore e di impatto.
Ottenere analisi mirate per migliorare la tua strategia di email marketing un passo alla volta.
Scopri di più sull’Email Marketing di SiteGround →

3. Crea una lista contatti di qualità: database, form e sign up

Un email marketing efficace dipende in gran parte da un buon database, cioè una lista di contatti validi. 

Se vuoi coinvolgere i clienti esistenti, allora hai già la tua lista di partenza e tutto ciò che devi fare è importarla con un file .CSV nello strumento di email marketing di tua scelta. Se invece desideri raccogliere nuovi contatti o non ne hai ancora molti, dovrai inserire moduli per raccogliere contatti sul tuo sito e creare un elenco di potenziali clienti. 

Con lo strumento di Email Marketing di SiteGround puoi facilmente costruire il modulo direttamente nel tuo sito WordPress utilizzando il Plugin di Lead Generation. Con questo plugin, ogni iscritto al tuo sito viene aggiunto automaticamente allo strumento di Email Marketing.Se hai già un modulo sul tuo sito web WordPress, puoi utilizzare il plugin di Lead Generation di SiteGround per collegare il servizio email di SiteGround con il modulo di contatto che utilizzi. Al momento, le integrazioni consentite sono con:
Contact Form 7
Elementor Pro Forms
WPForms
Ninja Forms

4. Segmenta il tuo pubblico

La segmentazione della tua mailing list è un passo cruciale per raggiungere il tuo pubblico in modo efficace, perché parlare a tutti nello stesso modo è come non parlare con nessuno. Se invece raggruppi i tuoi iscritti in base a criteri specifici come per esempio demografia, storico degli acquisti o livelli di coinvolgimento, potrai modellare i tuoi messaggi in base ai desideri e ai bisogni di ciascuno.

Questo approccio mirato porterà a una maggiore rilevanza dei messaggi, a un maggiore coinvolgimento con i contenuti e, in ultima analisi, a maggiori conversioni dalle tue campagne di email marketing.

Anche qui il plugin Lead Generation di SiteGround ci torna utile, consentendoci proprio di classificare gli iscritti in particolari gruppi. In questo modo, potrai adattare i messaggi alle esigenze specifiche di diversi segmenti di pubblico.

5. Scegli design e contenuti mirati al successo delle tue email

Non serve essere scrittori o programmatori. Tutti gli strumenti di email marketing, infatti, hanno layout o modelli già pronti e ti aiuteranno a costruire una mail senza dover ricorrere a HTML o codici di programmazione.

Lo strumento di Email Marketing di SiteGround è stato pensato proprio per trasformare idee in email belle, leggere, pronte a partire. Il builder visuale, uno dei più intuitivi in circolazione, ti guida passo passo: scegli un layout, inserisci testi e immagini, e in pochi minuti avrai creato un messaggio lucido e professionale.

Per quanto riguarda il copy delle email, ricorda i tre elementi essenziali:

  • L’oggetto: è importante che sia breve, chiaro e pertinente. Aggiungere un tocco di curiosità o urgenza può anche invogliare i lettori ad aprire l’email. 
  • Il contenuto: deve mantenere le aspettative dell’oggetto con un testo conciso e incentrato sul valore. Se l’email è più lunga, utilizza sottotitoli, elenchi puntati ed elementi visivi per suddividere il testo e migliorare la leggibilità. 
  • La CTA: specifica e visivamente distintiva. Evita frasi vaghe come “Clicca qui” e opta per qualcosa di più coinvolgente, come “Scopri il tuo match perfetto” o “Richiedi la tua prova gratuita”. Sperimenta diversi formati, come pulsanti o immagini per trovare quello che più si adatta al tuo pubblico.

E non dimenticare il pilastro dell’email marketing, cioè la personalizzazione. Un nome inserito con cura della prima riga o nell’oggetto, un riferimento a un acquisto passato, e l’email smette di essere un messaggio puramente commerciale. Così aumentano l’engagement, le conversioni, e la fiducia. 

Se poi le parole ti sfuggono, puoi lasciarti aiutare dal nostro assistente IA integrato. Allenato con cura dai nostri ingegneri IA e dagli esperti di marketing, è lì per scrivere con te – o per te. Abbiamo anche preparato spunti email scaricabili per guidarlo, e guidarti, nella creazione di contenuti che colpiscono.

Infine, per le immagini non c’è nessun bisogno di perderti nei siti stock. Il nostro generatore di immagini IA, anche questo integrato nel builder, ti offre migliaia di immagini tra cui scegliere per dare colore alle tue parole.

6. Assicurati che le tue email vengano consegnate

Se vuoi che le tue email arrivino con successo nelle caselle di posta dei tuoi abbonati, devi aderire ad alcune buone pratiche del settore.

Il tasso di consegna delle email è un argomento molto vasto, che abbiamo trattato in modo approfondito in un altro post del blog e che ti invitiamo a leggere con attenzione. Ad ogni modo, vediamo qui i 5 passi fondamentali per garantire la consegna delle tue mail.

  1. Scegli il double opt-in: questa doppia verifica assicura che la tua mailing list sia della più alta qualità, contenendo solo contatti veramente interessati.
  2. Dai l’opportunità di fare opt out: includere un pulsante di disiscrizione non solo garantisce la qualità della mailing list e la fiducia nei tuoi confronti, ma ti evita anche sanzioni, mantenendoti nel rispetto delle normative CAN-SPAM, GDPR e CASL
  3. Mantieni una buona igiene degli elenchi email: rimuovere regolarmente gli iscritti inattivi e gli indirizzi email non corretti dalla lista email riduce la frequenza di rimbalzo e i reclami per spam.
  4. Evita sempre le liste email: molti dei contatti in queste liste non sono validi o semplicemente non sono coinvolti, portando ad alte percentuali di rimbalzo e danneggiando la reputazione del mittente. 

Lo strumento di Email Marketing di SiteGround inserisce automaticamente un link di annullamento dell’iscrizione nei footer delle email e include un’opzione di annullamento con un solo click negli header delle email, garantendo la massima qualità delle tue liste email.

7. Trova il ritmo perfetto

Mandare email troppo spesso stanca e crea disordine nella casella di posta, farlo troppo di rado ti fa dimenticare. Trova la cadenza giusta ascoltando il battito del tuo pubblico.

Ogni brand ha la sua musica. Testa diverse tabelle di marcia, osserva, aggiusta in base al tuo pubblico. Non esiste una formula unica, ma una ritmo che si costruisce nel tempo.

Se parli a un pubblico globale, ascolta i suoi fusi orari. Una mail inviata al risveglio, o durante la quiete serale o del pranzo, ha più possibilità di essere letta. Asseconda i ritmi delle persone, non imporre i tuoi. 

8. Sfrutta l’automazione

Impostare delle automatizzazioni ti permette di mantenere una comunicazione coerente e tempestiva con il pubblico, risparmiandoti il bisogno di dover supervisionare manualmente ogni elemento delle tue campagne.

Illustrazione di un messaggio email che si apre. Accanto, il testo dice "Migliora le tue campagne email con SiteGround". Il bottone da cliccare indica "Inizia oggi"

Misura il successo del tuo email marketing

Fare test regolari ti aiuta a individuare ciò che funziona meglio con il tuo pubblico e migliorare le tue campagne. Con i dati raccolti nei test e le metriche digitali che ti fornisce il tuo servizio email puoi ottimizzare le campagne email su misura per il tuo pubblico.

Test A/B

Un test A/B (o split testing), è un test in cui invii due versioni della stessa email a due gruppi diversi. In questo modo puoi osservare quale versione ha più successo. Questi test sono ideali per sperimentare con diversi oggetti, immagini e call to action. 

Ricorda però che anche un elemento apparentemente secondario, come la tempistica di una campagna email, può avere un impatto sui risultati, quindi testa con un elemento solo alla volta. 

Misurare i ti aiuta Per esempio, se vuoi testare due oggetti, prova un test A/B e consulta i tassi di apertura per determinare quale ha maggiore risonanza con il pubblico.

Statistiche e KPI

Per avere un’analisi complessiva nel tempo, monitora i Key Performance Indicators che ti aiuteranno ad ottenere informazioni sull’impatto della tua campagna email. Le metriche più importanti da considerare sono:

  • Tasso di apertura – indica se i tuoi oggetti sono coinvolgenti.
  • Tasso di click – indica se il tuo contenuto è interessante e convincente per i lettori.
  • Tassi di conversione – misura l’efficacia.
  • Tasso di reclamo per spam e tasso di disiscrizione – entrambi indicano la qualità della tua lista mail e se ti stai allontanando dalla rilevanza che il tuo pubblico si aspetta.
  • Tasso di rimbalzo – indica la qualità della tua lista di email e, se in crescita, può indicare che è arrivato il momento di fare una pulizia.

Il successo di una campagna di marketing si basa su metriche chiare e analisi dei dati. Con l’Email Marketing di SiteGround ottieni analisi immediate che aiutano a misurare il successo delle tue campagne.

Buttati e inizia la tua campagna di email marketing!

Per concludere, ricordiamo il punto chiave: Il successo nell’email marketing non deriva da una singola campagna ben performante. È l’effetto cumulativo di tutte le lezioni apprese e le strategie provate nel tempo. 

Inizia a costruire le tue campagne con gli strumenti e le conoscenze apprese qui. Non esitare ad addentrarti nel mondo dell’email marketing – lo strumento di Email Marketing di SiteGround è intuitivo e alla portata di tutti.

Con queste risorse a disposizione, e ben equipaggiato grazie alla nostra Knowledge base sull’Email Marketing, sarai pronto a lasciare il segno. Il successo con l’email marketing è a disposizione di chi lo cerca, un’email dietro l’altra.

Illustrazione di due persone intente a fare email marketing. Il testo legge "email marketing per far crescere la tua attività." Il bottone dice "inizia subito"

Nota: Questo articolo è stato pubblicato originariamente il 04/09/2024 da un autore diverso. È stato successivamente aggiornato, rivisto e ripubblicato da un altro autore per riflettere le informazioni più recenti.

I 13 migliori siti web: I design più straordinari

Foto di una persona che sta sviluppando il suo sito, scegliendo palette, icone e funzionalità.

Ogni sito web nasce dal buio. Un’idea appena pensata, un po’ sfuggente e fumosa. Se stai pensando di creare il tuo sito web ma non sai da dove iniziare, non sai che sentiero seguire, sappi che sei in buona compagnia. In questo articolo ti mostreremo 13 esempi di siti web davvero ben fatti, selezionati con cura tra i migliori in circolazione, in modo da illuminarti la strada. 

Ognuno a modo suo, questi siti internet sono tutti piccoli capolavori di presenza online. Sono capaci di parlare ai visitatori nel linguaggio del design e della funzionalità. Parliamo di siti belli graficamente, curati nei minimi dettagli, dove ogni colore ha il suo posto. Alcuni hanno un carattere audace, sono quelli che definiremmo siti “fighi”. Altri preferiscono il fascino silenzioso di un design elegante e discreto. Altri ancora brillano nella loro semplice efficacia. Ma tutti i design di questi siti web hanno qualcosa da insegnare. 

Che tu voglia creare un blog, un ecommerce, un portfolio o il sito della tua attività, lasciati guidare da questa selezione: non è una lista come le altre, ma un piccolo atlante di possibilità. Scorri, osserva, lasciati ispirare. I migliori siti non sono solo da ammirare – sono lì per accendere in te la scintilla giusta. E quando l’ispirazione arriva, non resta che una cosa da fare: iniziare.

Persona seduta di fronte ad un portatile. Accanto, la dicitura legge: Costruisci il tuo sito web con SiteGround. Inizia il tuo viaggio con un partner di hosting affidabile che ti garantirà velocità, sicurezza, scalabilità. Sotto, c’è un pulsante con il testo "Scegli l'hosting SiteGround"

Siti fuori dalle convenzioni

Se cerchi qualcosa che esca dagli schemi, questa sezione fa per te. Qui trovi i siti più stravaganti e fuori dalle convenzioni, spesso firmati da agenzie di marketing che sanno come farsi notare. Layout web audaci, animazioni creative, colori esplosivi e una personalità web che non passa inosservata: questi progetti dimostrano che rompere le regole, quando lo si fa con stile, può dare risultati sorprendenti. Perfetti per chi vuole ispirarsi a un design originale e d’impatto per il proprio sito internet.

1. SBC Niu Media

Screenshot della pagina home del sito SBC Niu Media

Il sito di SBC Niu Midia, un’ agenzia di sviluppatori e creativi digitali, colpisce subito per il suo stile audace e sperimentale. L’interfaccia è un’esplosione di colore e movimento, con un mix di animazioni, glitch digitali e grafiche retrò che lo rendono immediatamente riconoscibile. 

L’esperienza è coinvolgente e anticonvenzionale, perfetta per trasmettere l’identità di un’agenzia che vuole distinguersi. Il design è volutamente esagerato ma ben bilanciato, riuscendo a comunicare perfettamente la creatività e l’energia del team, senza mai risultare caotico. La navigazione è scorrevole e sorprendente, mantenendo alto l’interesse in ogni sezione.

Screenshot del sito di SBC Niu Media. La grafica è vivace e colorata.

Punti di forza: 
+ Estetica distintiva e anticonvenzionale
+ Uso creativo delle animazioni e degli effetti visivi
+ Forte personalità che riflette il brand

2. BBANG

Screenshot della home del sito BBANG

Il sito dello studio di comunicazione BBANG è un’esperienza creativa che cattura l’attenzione fin dal primo click. Anche se dall’immagine potrebbe non sembrare, l’animazione rende il design audace e fuori dagli schemi, presentando lo studio di comunicazione milanese attraverso un’interfaccia dinamica e coinvolgente. 

L’uso sapiente di animazioni, colori vivaci e una tipografia distintiva conferisce al sito una personalità forte e riconoscibile. La navigazione è intuitiva e semplice, guidando l’utente attraverso i vari progetti e servizi offerti, che spaziano dalla brand identity alla strategia digitale.

Screenshot del sito di BBANG

Punti di forza:
+ Design audace e non convenzionale​
+ Navigazione fluida con animazioni coinvolgenti​
+ Comunicazione chiara della filosofia e dei servizi offerti

3. LAYOUT S.A.S.

Screenshot della home del sito Layout S.A.S.
Il design è semplicissimo e monocromatico.

ll sito di Layout S.A.S. si distingue per un design e un copy estremamente minimalisti e diretti, che riflettono l’approccio pragmatico e creativo del consulente. Con un’interfaccia semplice e una navigazione intuitiva, il sito comunica efficacemente i servizi offerti, che spaziano dalla consulenza per il packaging alla strategia di vendita e distribuzione. 

L’uso di testi essenziali, chiari e a tratti spiazzanti, insieme all’estetica pulita non solo catturano l’attenzione, ma trasmettono anche un senso di onestà e fiducia. Questo approccio “senza peli sulla lingua” comunica un forte desiderio di semplificare e risolvere i problemi concreti dei clienti, senza perdersi in inutili complessità, rendendo il sito uno strumento funzionale ed accessibile .​

Screenshot della sezione "Cosa ho fatto" del sito Layout S.A.S.

Punti di forza:
+ Design minimalista che riflette una forte personalità
+ Testi giocosi ma sempre senza fronzoli
+ Navigazione semplice​ e massima accessibilità web

 4. Okomedia

Screenshot della home del sito Okomedia.

Ecco un altro ottimo esempio di un sito web di un’agenzia marketing. OKO Media è maestra di comunicazione estrosa che cattura l’attenzione fin dal primo sguardo.

Con un design immediato e testi agili, il sito lascia parlare le immagini e i colori vivaci. Tutto ciò trasmette immediatamente l’energia e la creatività dell’agenzia. Le sezioni che presentano i servizi offerti sono chiare ed esteticamente complementari tra loro. Il sito comunica così la filosofia dell’agenzia in modo efficace: innovazione, agilità e creatività.​

Screenshot delle pagine sui servizi del sito di Okomedia.

Punti di forza:
+ Design audace e fuori dagli schemi
+ Immagini originali e coerenti
+ Comunicazione chiara e immediata

Siti web belli graficamente: i più eleganti

In questa sezione trovi siti graficamente eleganti che puntano tutto sul gusto e la cura del dettaglio. La maggior parte appartiene a realtà artigianali o del mondo gourmet, e trasmette fin dal primo sguardo passione, qualità e raffinatezza. Palette sofisticate, tipografie scelte con gusto e immagini che parlano da sole: questi progetti sono perfetti per chi cerca ispirazione da un design pulito e armonioso, capace di valorizzare al meglio prodotti unici e fatti con amore. Se vuoi un sito che racconti una storia con stile, qui troverai pane (e vino!) per i tuoi occhi.

5. Oleissimo

Screenshot della home di Oleissimo.

​Il sito di Oleissimo è un perfetto esempio di eleganza e raffinatezza nel mondo digitale. Grazie al design pulito e una palette cromatica delicata, il sito trasmette immediatamente un senso di qualità e attenzione al dettaglio. 

Le immagini ad alta risoluzione e la tipografia curata contribuiscono a creare un’esperienza visiva armoniosa, che riflette la passione per l’artigianato e la gastronomia, mentre le interazioni fluide, dal ritmo perfettamente misurato, aggiungono un tocco di modernità e trasmettono calma e professionalità.

Punti di forza:
+ Design elegante e minimalista​
+ Immagini di alta qualità che valorizzano i prodotti​
+ Navigazione intuitiva e user-friendly

6.  Cantina Montenellago

Screenshot della home di Cantina Montenellago.

Il sito della Cantina Montenellago incanta con un design che fonde armoniosamente ricercatezza e autenticità. La palette cromatica è coerente con l’identità del luogo, ispirata ai toni naturali del lago e delle colline circostanti. Le immagini evocative del paesaggio lacustre trasmettono una sensazione di rustica raffinatezza. 

Le animazioni a dissolvenza guidano l’utente attraverso il sito senza disturbare l’armonia complessiva. La navigazione è intuitiva, permettendo agli utenti di esplorare facilmente le informazioni e le offerte disponibili, creando così un’esperienza utente coinvolgente ma sempre discreta.

Screenshot della pagina informativa del sito della Cantina Montenellago.

Punti di forza:
+ Esperienza tematica ispirata alla natura, che trasmette autenticità​
+ Immagini evocative di alta qualità che valorizzano il paesaggio​
+ Navigazione discreta e coinvolgente

7. Duca Pipe

Screenshot della homepage del sito Duca Pipe.

Il sito di Duca Pipe è un omaggio digitale all’artigianato italiano, dove la passione per la lavorazione del legno e l’attenzione al dettaglio si fondono in un’esperienza visiva quasi solenne. Con un design elegante e una palette cromatica minimalista, il sito trasmette immediatamente un senso di qualità e cura. 

Le immagini ad alta risoluzione delle pipe artigianali valorizzano la maestria e l’originalità di ogni pezzo, il tutto supportato da pagine informative sulla storia del brand, il laboratorio e le ultime creazioni. La sezione contatti a fondo pagina è visibile in tutte le sezioni del sito, permettendo agli utenti accesso immediato.

Punti di forza:
+ Design elegante e minimalista
+ Immagini di alta qualità che valorizzano i prodotti​
+ Funzione di contatto chiara e accessibile

I design siti web più coinvolgenti e moderni

Qui entriamo nel mondo dei siti dal design moderno e coinvolgente, dove estetica e interattività vanno a braccetto. Questi esempi brillano per l’uso sapiente di animazioni fluide, micro-interazioni e transizioni dinamiche che rendono l’esperienza utente davvero piacevole. Ogni dettaglio è pensato per catturare l’attenzione senza mai risultare invadente, creando un equilibrio perfetto tra forma e funzione. Se vuoi un sito che sappia trasmettere innovazione e mantenere alta l’attenzione, lasciati ispirare da questi progetti: sono la dimostrazione che un design ben curato può fare la differenza

8. SBC Bovone srl

Screenshot della home del sito Bovone s.r.l.

ll sito di Bovone è un esempio di design moderno perfettamente in linea con l’immagine di un’azienda all’avanguardia nel settore della lavorazione del vetro e della pietra. L’estetica pulita e minimalista, caratterizzata da una palette cromatica sobria e da un layout ordinato, conferisce al sito un aspetto professionale ed efficiente. 

Le animazioni, presenti in modo discreto ma costante, aggiungono dinamismo alla navigazione senza risultare invasive, mantenendo l’attenzione dell’utente sui contenuti principali. Le immagini e i video di alta qualità, che mostrano macchinari complessi e processi produttivi, rafforzano l’impressione di un’azienda tecnologicamente avanzata e orientata all’innovazione.

Punti di forza:
+ Design agile e minimalista che trasmette professionalità
+ Animazioni discrete che aggiungono dinamismo
+ Immagini e video che evidenziano l’innovazione tecnologica

9. Blu System

Screenshot della homepage del sito Blu System Impanti.

Il sito di Blu System Impianti si distingue per un design che è in grado di colmare il divario tra un argomento potenzialmente molto tecnico e l’accessibilità per il cliente. Le fotografie professionali di alta qualità mettono in risalto i dettagli dei progetti realizzati, conferendo un’immagine affidabile e competente all’azienda. I diagrammi esplicativi e le grafiche semplici ed amichevoli facilitano la comprensione dei servizi offerti, rendendo l’esperienza utente piacevole e intuitiva. 

Il tutto è accompagnato da contenuti testuali chiari, concreti e ben strutturati, che spiegano con precisione i vantaggi delle soluzioni proposte, senza appesantire. La palette cromatica sobria e l’organizzazione chiara dei contenuti contribuiscono a trasmettere un senso di professionalità e trasparenza.

Screenshot della sezione "perchè affidarsi a noi" del sito di Blu System Impianti.

Punti di forza:
+ Contenuti e design chiari, focalizzati sui benefici che trasmettono professionalità 
+ Grafiche giovani che trasmette affabilità​
+ Diagrammi che facilitano la comprensione

 10. With Us Intermediario Assicurativo

Screenshot della home di With Us Intermediario Assicurativo.

Il sito di With Us si distingue per un design semplice, moderno e straordinariamente amichevole. Le illustrazioni colorate e lo stile contemporaneo creano un’atmosfera accogliente, rendendo la navigazione piacevole fin dal primo clic, anche per un argomento possibilmente ostico come l’assicurazione. 

Un dettaglio particolarmente ben riuscito è la coordinazione cromatica per sezione, che guida l’utente con naturalezza e rende l’orientamento nel sito intuitivo. Ogni categoria di servizi è accoppiata ad un colore e presentata con chiarezza, con contenuti ben organizzati e accessibili.  Questa combinazione di elementi visivi e contenuti ben strutturati trasmette un senso di facilità d’uso e professionalità, invitando gli utenti a esplorare le opzioni disponibili con fiducia.

Screenshot della pagina "I Nostri Servizi" del sito With Us.

Punti di forza:
+ Illustrazioni e grafica amichevole e moderna
+ Coordinazione cromatica che facilita l’orientamento
+ Contenuti semplici e ben strutturati, facili da consultare

Siti internet semplici ma efficaci

Non tutti i siti devono gridare per farsi notare. In questa sezione trovi esempi di siti semplici ma estremamente efficaci, costruiti con cura, chiarezza e attenzione all’esperienza utente. Il loro punto di forza? La semplicità: layout ordinati, navigazione intuitiva e contenuti ben organizzati. Anche se possono sembrare “standard”, sono tutto fuorché banali — anzi, rappresentano un’ottima base per chi vuole un progetto solido, funzionale e professionale. Se cerchi ispirazione per un sito che funzioni davvero, senza fronzoli ma fatto come si deve, questi esempi sono esattamente quello che ti serve.

11. Chef Max Mariola

Screenshot della home del sito di Max Mariola.

Il sito di Max Mariola è un esempio brillante di semplicità comunicativa unita a un’estetica vivace. Il sito ci dimostra come esprimere una forte personalità senza fare ricorso a design stravaganti o animazioni complesse. 

L’atmosfera allegra viene interamente trasmessa dalle fotografie piene di energia che riflettono perfettamente la personalità solare dello chef romano e dall’uso del rosso acceso come unico colore di spicco delle grafiche, creando un ambiente digitale che trasmette allegria e passione per la cucina. 

La struttura del sito è chiara e intuitiva, con sezioni dedicate alle ricette, all’Academy e al ristorante, permettendo agli utenti di navigare facilmente tra i contenuti. 

Punti di forza:
+ Immagini energiche che riflettono la personalità dello chef
+ Design intuitivo, con un solo colore di spicco
+ Contenuti ben organizzati che presentano chiaramente le diverse attività

12. Roxa

Screenshot della home del sito del brand Roxa.

Tra i siti internet convenzionali ma efficaci spicca quello di Roxa, che dimostra come non sia necessario creare siti dal design complesso e palette complicate per risultare professionali. Il design semplice e lineare permette ai prodotti di splendere e ai contenuti di risultare ben organizzati e immediatamente accessibili.

Le scelte cromatiche sono estremamente sobrie (bianco-nero-giallo) e l’uso intelligente dello spazio bianco valorizza ogni sezione, rendendo la navigazione scorrevole e piacevole, nonchè intuitiva.

Punti di forza:
+ Navigazione semplice e intuitiva
+ Immagini che valorizzano i prodotti
+ Design professionale e funzionale

13. Chianina e Syrah

Screenshot del sito Chianina & Syrah.

Il sito di Chianina e Syrah è un eccellente esempio di portale promozionale per eventi enogastronomici. L’identità toscana è comunicata attraverso le foto, e la palette grafica-immagini, anche qui semplicissima, è mantenuta coerente attraverso l’utilizzo di immagini in bianco e nero. 

Le informazioni essenziali sono immediatamente esposte nella homepage, mentre le sezioni dedicate al programma, agli ospiti e alle esperienze culinarie sono facilmente accessibili, chiare e dettagliate. Il tutto rende l’accesso alle informazioni per i visitatori interessati al festival estremamente facile.

Punti di forza:
+ Continuità della palette tra immagini e grafiche
+ Implementazione intelligente e chiara dei contenuti informativi
+ Design coerente e complementare al tema enogastronomico

Consigli per creare un buon sito web

Tutti questi siti web avranno sicuramente suscitato idee e ispirazioni. E adesso? È ora di mettersi al lavoro e costruire il tuo sito mettendo in pratica quello che hai osservato. Ecco i passaggi che dovrai eseguire per far decollare il tuo sito.

Scheda riassuntiva su Come costruire il tuo sito web.
La lista puntata è formata dai punti:
Ispirati da altri esempi
Scegli. unapiattaforma di hosting
Stabilisci il tuo brand
Definisci la struttura e contenuti del sito
Crea e lancia il tuo sito

1. Scegli una piattaforma di hosting

Visto che abbiamo già visto molti esempi, possiamo passare alla fase seguente: scegliere una piattaforma. Questo non vuol solo dire decidere su quale piattaforma costruire il tuo sito web, ma anche dove dovrà risiedere il sito in questione. 

Se non hai molta esperienza informatica o anche solo se preferisci avere una soluzione unica per piattaforma e hosting, il Website Builder e l’Ecommerce Builder di SiteGround ti offrono tutto quello di cui hai bisogno: gestione drag-and-drop completamente personalizzabile con l’eccellenza in sicurezza e prestazioni garantita da più di 20 anni di esperienza. In più, con il servizio di SiteGround hai anche il supporto integrato dell’intelligenza artificiale per immagini e testi. In questo modo potrai avere un sito web dall’aspetto professionale e funzionante in pochi minuti.

Se invece preferisci utilizzare un CMS, come WordPress, Drupal o Joomla, il web hosting di SiteGround ti fornisce un servizio hosting con la stessa qualità di prestazioni, sicurezza e servizio. In più, con SiteGround, hai incluso il miglior Agente AI per WordPress sul mercato. Così non dovrai preoccuparti di altro mentre ti concentri sulla costruzione della tua presenza online.

2. Stabilisci l’identità del tuo brand

Se c’è una cosa che spicca in questi esempi è l’implementazione di un forte marchio personale. Infatti, è il tuo branding che ti distingue dalle altre aziende e attività del settore. Riflette i tuoi valori unici, il tuo stile e la tua personalità. Ecco quindi alcuni consigli su come definirlo in modo efficace:

  • Determina la tua Unique Value Proposition (UVP): identifica ciò che ti distingue dalle altre aziende. Sei specializzato in un settore di nicchia? Il tuo servizio si differenzia da altri nella stessa nicchia per efficienza, qualità, assistenza clienti, prezzo?
  • Definisci il tono e la personalità: Decidi il tono generale del sito, che sia formale, amichevole, giocoso, o fuori dalle righe, e assicurati che sia in linea con il modo in cui vuoi essere percepito dal pubblico. Incorpora narrazione, umorismo o elementi di design unici per far emergere la tua personalità e creare un’esperienza più coinvolgente.
  • Scegli un’identità visiva coerente: Scegli uno schema di colori, una tipografia e uno stile di design che siano in linea con il tuo marchio e che mantengano la coerenza in tutto il sito. Un’immagine professionale o un logo possono aggiungere un tocco personale, mentre la coerenza e uniformità nel layout darà al tuo sito un aspetto curato e coeso.
  • Trova una tagline o un motto memorabile: Crea una frase sintetica e d’impatto che riassuma le tue competenze e ciò che offri. Una tagline come “Trasformiamo idee creative in esperienze digitali interattive” aiuta i visitatori a capire immediatamente la tua competenza.
  • Evidenzia ciò che ti dà credibilità: Includi testimonianze, feedback dei clienti o approvazioni per rafforzare la tua credibilità e competenza. Se disponi di certificazioni, premi o altri riconoscimenti, mettili in evidenza per stabilire ulteriormente la fiducia con i potenziali clienti o datori di lavoro.
  • Sii autentico e coerente: Assicurati che il tuo marchio personale rifletta le tue reali competenze, interessi e obiettivi, in modo che il tuo sito web presenti una versione accurata e convincente di te stesso. Mantieni la messaggistica, le immagini e i progetti di portfolio allineati con l’identità del tuo marchio per creare un’impressione professionale.

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3. Definisci la struttura e i contenuti principali

Forse ti stai chiedendo cosa dovresti includere nel tuo sito web. Per cominciare, è importante osservare i layout scelti dai migliori siti web per elencare i loro servizi e competenze e attirare potenziali clienti. Le pagine e gli elementi che un sito web ben fatto dovrebbe avere sono i seguenti:

  • Chi siamo/Su di noi: Inizia con una breve introduzione che evidenzi il tuo settore, le specializzazioni e i gli obiettivi della tua attività. Questa sezione deve trasmettere la tua passione per il settore e dare un’idea della personalità del tuo brand.
  • Portfolio/I nostri lavori: evidenzia una selezione dei tuoi progetti migliori, concentrandoti su lavori e idee che dimostrino una serie di competenze e tecnologie. Per ogni progetto, puoi illustrare il tuo ruolo, le sfide affrontate e le soluzioni implementate.
  • Servizi: Elenca i servizi e le tecnologie che offri. Se necessario, raggruppali per categoria.
  • Testimonianze o feedback dei clienti: Se disponibili, potresti includere un’intera sezione dedicata alle testimonianze dei clienti o dei colleghi, anziché, ad esempio, mettere in evidenza solo dei trafiletti sulla homepage. 
  • Informazioni di contatto: Rendi più facile per i visitatori mettersi in contatto con te fornendo i dettagli di contatto, come un indirizzo email, telefono, o un modulo di contatto nella pagina contatti.
  • Dove trovarci: Se hai una sede fisica o un ufficio, assicurati di includere l’indirizzo, gli orari di lavoro e la mappa, in modo che il pubblico possa trovarti.

Inizia a costruire il tuo sito web!

Bene, con tutti questi esempi, ispirazioni e consigli a disposizione, è arrivato il momento di mettere le mani in pasta e iniziare la creazione di un sito web che sia unicamente tuo. Dal layout ai progetti che scegli di condividere, ogni elemento del tuo sito deve incastrarsi bene per raccontare il tuo brand ed evidenziare i tuoi punti di forza.

Non abbi paura di sperimentare e, soprattutto, di divertirti. Il tuo sito è la tua finestra al mondo. E ricordati che non deve essere perfetto da subito, continua a migliorarlo e ad aggiungere dettagli man mano che la tua attività cresce. I migliori siti web sono quelli che rispecchiano la tua evoluzione nel tempo.

Il Website Builder e l’Ecommerce Builder di SiteGround ti permettono di personalizzare ogni aspetto visivo con estrema semplicità e ti offrono una struttura già ottimizzata per gestire transazioni e catalogo in totale sicurezza. Scegli lo strumento più adatto ai tuoi bisogni e comincia a costruire il tuo spazio online oggi stesso.

Immagine di un sito web appena creato con il Site Builder di SiteGround. Accanto all'immagine c'è un bottone che porta alla pagina di web hosting