Come e cosa migliorare per avere successo nel lavoro da remoto e smart working

IT_blog_21.-ALBERTO_MATTEI

C’è un’immagine stereotipata attorno al mondo dello smart working e del lavoro da remoto che purtroppo è abbastanza lontana dalla verità. Lavorare da remoto in modo produttivo non è per niente semplice.

Per essere un “remote worker” di successo non bastano le tecniche e gli strumenti giusti. Per rimanere produttivi ed essere soddisfatti del proprio lavoro, occorre sviluppare consapevolezza, avere molta disciplina e proattività. 

L’ospite di questo webinar è Alberto Mattei, ideatore e fondatore di nomadidigitali.it, un progetto collaborativo e autofinanziato che nasce con l’obiettivo di diffondere in Italia il nomadismo digitale e la cultura del lavoro da remoto.
Alberto ci mostra il significato di lavoro da remoto e smart working e come approcciarsi al meglio a queste modalità di lavoro.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alberto Mattei 👇

Come e cosa migliorare per avere successo nel lavoro da remoto from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

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Webinar: nuova Area Cliente e Site Tools

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Dopo 3 anni di sviluppo, in SiteGround abbiamo lanciato la nostra nuova Area Cliente, completamente ridisegnata e arricchita di tante funzionalità. Abbiamo inoltre deciso di fare un ulteriore passo importante, creando un pannello di controllo proprietario che vada a sostituire il cPanel.

Vediamo insieme a Rudy Coffetti e Mattia Contri, due dei nostri rappresentanti del Supporto Clienti, quali servizi e strumenti sono inclusi nel nuovo pannello di controllo e come accedervi in modo semplice.

Continue reading “Webinar: nuova Area Cliente e Site Tools”

Affiliate Marketing: la libertà a portata di click

IT_blog_10.-ADRIANO_DE_ARCANGELIS

L’Affiliate Marketing è uno strumento ancora poco conosciuto e sfruttato in Italia, eppure potrebbe essere il punto di svolta per molte aziende e persone. Essere affiliato e muoversi nel modo giusto, permette di far crescere notevolmente le proprie entrate, utilizzando semplicemente una connessione e un pc. Vediamo in questo webinar alcuni esempi di successo da cui trarre ispirazione e le strategie da utilizzare per iniziare a guadagnare con l’Affiliate Marketing!

L’ospite di questo mese è Adriano De Arcangelis, uno dei principali esperti italiani di Affiliate Marketing e business digitali. Imprenditore, formatore, speaker, autore e creatore di eventi digital. Fondatore di SEO Training e autore del libro “Guadagna online con l’Affiliate Marketing”. Adriano ci ha mostrato le strategie e i casi studio migliori per iniziare a ragionare come un vero affiliato. Scopri i meccanismi e il giusto atteggiamento mentale che si deve avere per iniziare a guadagnare sfruttando le affiliazioni.

Continue reading “Affiliate Marketing: la libertà a portata di click”

Local marketing e Local SEO. Conoscere e utilizzare Google per aumentare le vendite.

IT_blog_11.-FRANCESCO_ANTONACCI

Il digital marketing e la Local SEO, per chi ha un business locale, sono il valore aggiunto per posizionarsi meglio sul mercato, ottenere visibilità sul web e vendere di più. Non è soltanto una questione di recensioni e feedback, come in molti credono. Oggi gli utenti sono più preparati e cercano informazioni su Google in ogni momento.

Cos’è la Local SEO?

Per le attività locali, questa ricerca di informazioni avviene nel momento in cui sorge un bisogno: trovare un ristorante nei dintorni, un negozio di arredamento, un parrucchiere, un B&B. Ed è proprio quel momento in cui l’attenzione dell’utente è massima che le possibilità di vendere il nostro prodotto sono molto alte.

Qui entra in gioco la Local SEO, ossia l’insieme di diverse attività volte a ottimizzazione il proprio brand o sito rispetto a una query di ricerca locale. Siccome Google conosce la posizione fisica degli utenti grazie a IP e geolocalizzazione, quando qualcuno esegue una ricerca locale per un determinato servizio, il motore di ricerca mostrerà le attività locali in prossimità alla sua posizione.

Lo scenario

La Local SEO spesso viene considerata una nicchia ma in realtà i dati Google ci dicono tutt’altro. Ogni mese nel mondo abbiamo:

  • 4 miliardi di ricerche mensili locali
  • il 50% delle ricerche da mobile sono local
  • il 50% delle ricerche local portano a una visita nel negozio lo stesso giorno
  • 4 utenti su 5 preferiscono vedere annunci geolocalizzati

Guarda il webinar

Il nostro ospite di questo mese è stato Francesco Antonacci, consulente di digital marketing e eCommerce, fondatore dell’agenzia Socialware e autore Hoepli. Francesco ci ha aiutato a conoscere i principali strumenti di Local marketing che Google ci mette a disposizione, spiegando come utilizzarli.

Sfoglia o scarica la presentazione di Francesco Antonacci 👇

Local marketing e Local SEO. Conoscere e utilizzare Google per aumentare le vendite from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Di seguito potete trovare alcuni materiali interessanti inerenti ai temi trattati nel webinar:
Libro: eCommerce, marketing e vendite
Libro: Local marketing
Google My Business

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Abbiamo girato a Francesco le domande a cui non siamo riusciti a rispondere in diretta e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Sono un social media manager e lavoro ancora da casa perchè ho pochi clienti ancora. Come posso avere la mia scheda My Business? Metto casa mia come Indirizzo?

Personalmente Google My Business lo vedo meglio per le aziende. Per i consulenti ritengo sia meglio orientarsi su Linkedin. Ma per rispondere alla tua domanda, puoi inserire casa tua come indirizzo avendo magari l’accortezza di associare il numero di telefono cellulare piuttosto che il numero fisso di casa.

Cosa può fare crollare l’esito positivo di una campagna? Quali sono gli errori “peggiori” che si possono commettere nella fase di impostazione?

Inserire “servizi non perfettamente in target” con la tua attività. Google non perdona sotto questo aspetto e in tal caso farà visualizzare il tuo annuncio alle persone sbagliate con un conseguente spreco del budget.

Per chi ha già una scheda Google My Business, come fa a vedere la schermata Geolocalizzazione?

Nella sezione “statistiche” è possibile vedere una mappa che indica da dove provengono le richieste di indicazioni stradali. Se per Geolocalizzazione invece intendi da dove sono arrivate le interazioni (click o il traffico) questo dato è visibile solo come report di una campagna a pagamento.

Per scalare la ricerca ad esempio io ho un negozio vero fisico ed uno online, come devo fare?

Domanda da un milione di dollari. Esistono centinaia di fattori che influiscono sul ranking di un sito web. Occorre conoscere bene l’argomento e avere tempo e risorse per poter impostare un progetto di lungo periodo.

La SEO usando Google My Business è direttamente collegata al sito web? Ad esempio, se devo gestire un sito web fatto nel 2003 in HTML non responsive, questo toccherà poi a livello locale quello che l’utente vedrà nel pannello delle imprese locali?

Come dicevo durante il webinar, è da escludere nella maniera più assoluta che i due elementi siano direttamente correlati tra di loro. Google My Business è una cosa, il sito un’altra. Tuttavia una corretta strategia su Google my business renderà più visibile il nostro brand e la visibilità ci darà maggiore popolarità. Google dice che un brand popolare e riconosciuto dagli utenti ha ottime possibilità di scalare le posizioni del motore di ricerca.

Con la mia famiglia abbiamo un negozio d’arte, secondo te quanto è importante sponsorizzare sui social? E ogni quanto andrebbe fatto? Infine, che budget consiglieresti da investire nelle sponsorizzazioni?

Sicuramente è molto importante la presenza sul web e sui social. Come ogni attività però c’è bisogno di risorse, quindi il mio consiglio è di avviare un progetto web soltanto se si ha la possibilità di seguirlo nel tempo. Il budget può dipendere da centinaia di fattori, è impossibile fare una stima senza conoscere la vostra realtà.

Google dice che nessuno conosce l’algoritmo per il rating, quindi la SEO serve?

È vero che nessuno conosce l’algoritmo, tuttavia ci sono tantissimi studi fatti sulla base di milioni di dati pubblici che portano a comprendere gran parte delle dinamiche di tale algoritmo con una precisione vicina al 100%

Come si valuta l’importanza delle recensioni?

Partiamo dal presupposto che tutte le recensioni sono importanti e che, almeno in questo caso, la quantità è importante quanto la qualità. Quindi puntate ad ottenerne quante più possibili.

Le 10 domande più frequenti su WordPress (e le 10 risposte)

IT_blog_22.-FRANCESCA_MARANO

WordPress è il CMS più utilizzato al mondo (il 34% dei siti web sono fatti con WP) e continua a crescere e svilupparsi cercando di rendere sempre più alla portata di tutti, la creazione e la gestione di un sito web. Ma ci sono alcune domande ricorrenti che gli utenti fanno su WordPress…

Partendo da una lista di 50 domande e più, abbiamo voluto sfruttare la nostra esperienza di oltre 15 anni nel settore per individuare quelle che sono le 10 domande principali che gli utenti fanno su WordPress.

L’ospite di questo webinar è stata Francesca Marano, WordPress Community Manager di SiteGround e Release Coordinator della Major Release WordPress 5.3. Francesca, infatti, è stata scelta per coordinare lo sviluppo e il rilascio della prossima Major Release WP e ne abbiamo approfittato per chiederle anche qualche “dietro le quinte” sulle attività di sviluppo e organizzazione della Community.

Sfoglia o scarica la presentazione di Francesca 👇

Le 10 domande più frequenti su WordPress (e le 10 risposte) from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Di seguito potete trovare alcuni materiali interessanti inerenti ai temi trattati nel webinar:
Guida sulla sicurezza WordPress
Guida sulla velocità WordPress

Se invece desideri saperne di più del mondo WordPress, hai domande o vuoi partecipare attivamente alla Community, ti consiglio i seguenti link:

  • WordCamp Verona: i WordCamp sono eventi dedicati al mondo WordPress che si tengono in diverse città del mondo. Qui puoi vedere quello più vicino a te.
  • Unisciti alla Community: WordPress è un progetto Open Source e tutti possono partecipare per imparare cose nuove e migliorare la piattaforma. Ogni persona è importante.
  • Supporto WordPress: qui potrai trovare tantissime risorse che ti aiuteranno nella creazione e nella gestione del tuo sito WordPress.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Qui di seguito potete trovare le risposte di Francesca alle domande a cui non abbiamo risposto in diretta.

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Qual è il plugin WP più leggero per aggiungere il supporto social? Quale consigliereste tra Add This, Social Plug, Add To Any, o altri?

Francamente nessuno. La maggior parte delle persone ormai visualizza i siti dal telefono. Di queste solo lo 0,2% condivide un post con i pulsanti di social sharing da mobile. Questa funzionalità usa parecchie risorse, quindi c’è da chiedersi: vale la pena per un ritorno così basso?
Se sì e hai già Jetpack installato sul tuo sito ti consiglio di non aggiungere un ulteriore plugin e usare il modulo “Condivisione”.

Perché si ricevono in continuazione messaggi di errore 404 nonostante sia installato il plugin 404 to 301? Quasi sempre provenienti da siti sconosciuti.

Errore 404 sul tuo sito quando visiti alcune pagine? O errore che i visitatori vedono sul tuo sito? Senza un’analisi del sito non riesco a rispondere, mi spiace. Ti consiglio di chiedere su it.wordpress.org/support/ in merito al plugin “404 to 301”.

Io ho scaricato wordpress.org XAMPP etc. È meglio di quello online e perché?

Scaricare WordPress.org sul proprio computer e configurare un ambiente di sviluppo locale è ottimo. Puoi usare questa soluzione per creare il sito, fare tutte le modifiche che vuoi, ma dovrai poi comunque metterlo online se vuoi che la gente lo veda.

Pur utilizzando molti accorgimenti (cambio prefissi db, password lunghe, plugin antintrusione ecc.) ho subito diversi attacchi, qual è l’accorgimento più indicato per mettere più al sicuro possibile un’installazione WordPress?

Quando si parla di sicurezza ci sono diverse procedure di cui tener conto. È difficile stabilire un solo accorgimento, soprattutto non avendo sotto mano il tuo sito e quindi non sapendo le cause del problema. Se sei cliente SiteGround, come primo passo posso consigliarti di passare dalla nostra assistenza per analizzare con loro il problema. Inoltre, sul tema sicurezza, mi sento di consigliarti la nostra guida deciata con tutte le procedure da attuare e il nostro webinar.

Dovrei creare un nuovo sito in WP, dico nuovo, perchè già un primo è stato pubblicato su un hosting, ma non ho ancora il dominio. Posso lavorare comunque in locale, scaricando ulteriormente il pacchetto WP? Io lavoro su MAC e ho installato Filezilla e Mamp, è corretto?

Puoi sviluppare il sito in locale, scaricando WordPress e seguendo le indicazioni di MAMP per la configurazione del server e del sito. Poi, quando sarai pronto, potrai trasferire sul tuo account di hosting seguendo questo tutorial.

Mi pare che l’editor a blocchi abbia ridotto alcune icone che c’erano prima, per esempio l’utile funzione “continue reading”. Non vedo più l’icona che c’era nell’editor classico.

C’è ancora! Quando crei un nuovo blocco, cliccando sul simbolo “+” ti appare una lista di tutti i blocchi. Sono divisi in sezioni. In particolare “Leggi tutto” è nel gruppo “Elementi del layout”. Oppure, sempre cliccando sul simbolo “+” puoi cercare un elemento nella barra di ricerca digitando il suo nome. Il mio consiglio è guardare tutti i blocchi che si trovano nei diversi gruppi perché ce ne sono davvero di interessanti!

Che mi dite dell’aggiornamento automatico obbligatorio di WP che avete su SiteGround? Io aggiorno sempre tutto, ma controllando sempre prima in locale. Però spesso non mi date il tempo!

Gli aggiornamenti automatici sono un servizio che abbiamo voluto rendere di default perché negli anni spesso ci capitava di essere contattati in assistenza per problemi con il sito per poi scoprire che WP, temi o plugin non venivano aggiornati da tempo. È comunque possibile ritardare gli aggiornamenti se hai bisogno di più tempo per prepararti. Una volta ricevuta la notifica via email del prossimo aggiornamento,

Ci sono dei parametri efficaci per valutare il peso in termini di pagina che un page builder comporta? Usavo Divi, ma ho smesso per l’eccessivo codice aggiuntivo che implicava. Ora uso Elementor.

Puoi controllare la performance delle tue pagine con strumenti di benchmark come GTMetrix o PingDom e il risultato ti darà indicazioni utili.

Personal Branding, strategie digitali per il marketing personale

IT_blog_12.-ALESSANDRO_MAZZÙ

In tanti parlano di Personal Branding ma quanti davvero mettono in pratica la teoria? Vediamo insieme alcune strategie per sfruttarlo nel modo giusto e ottenere il massimo dalla propria presenza digitale.

Che cos’è il Personal Branding?

Fare Personal Branding significa avere una strategia con la quale far comprendere agli altri chi sei, cosa fai e in cosa sei differente. Insomma, dare una motivazione forte per scegliere te.

Nel Digital Marketing, senza una strategia è impossibile portare avanti qualsiasi tipo di attività e lo stesso vale per il Personal Branding. Lo scopo è portare le persone a sceglierci non solo come potenziale fornitore, ma anche emergere dalla massa se per esempio vogliamo cambiare lavoro e quindi essere più attrattivi su piattaforma come Linkedin.

Guarda il webinar

L’ospite di questo webinar è Alessandro Mazzù, consulente di web marketing e personal branding, autore di diversi libri e speaker nei maggiori eventi marketing italiani. Nel 2018 ha pubblicato il suo ultimo libro BRAND ME, interamente dedicato al Personal Branding (lo potete trovare su Amazon)

Scopriamo i fondamenti del Personal Branding e le strategie utilizzate da Alessandro, che ci dà suggerimenti su come fare branding di noi stessi nel modo più efficace.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandro Mazzù 👇

Personal Branding: strategie digitali per il marketing personale from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Vi consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: a causa di alcuni problemi della piattaforma di streaming Crowdcast, non siamo riusciti a rispondere alle domande in diretta, ma non preoccupatevi. Abbiamo girato tutte le domande ad Alessandro e di seguito trovate tutte le risposte.

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Ho una compagnia teatrale, tutto ciò che ci siamo detti finora vale anche a livello artistico?

Assolutamente si. Il personal branding si applica in qualunque campo. Che tu sia un manager, un artista, un freelance, un parrucchiere, etc. il personal branding può essere sempre applicato.

Come mai in un mondo così digitalizzato moltissime imprese/negozi/attività non investono nei social? Vedo account Instagram gestiti malissimo!

C’è purtroppo ancora tantissima ignoranza sulle potenzialità del web. Ancora oggi nel 2020 quasi ci sono casi di utilizzo completamente sbagliato di tutti gli strumenti del digital. A monte credo manchi l’intelligenza imprenditoriale, la voglia di investire e la consapevolezza di dover scegliere un professionista.

Come posso iniziare a realizzare un GANTT? Sto avendo molti problemi pratici.

Non saprei come aiutarti se non sei più specifico. Un Gantt è un documento davvero molto semplice. Ci sono diversi tool online che ti permettono di realizzare dei gantt in modo gratuito e veloce. www.ganttproject.biz è un esempio

Mi pare che il modo di fare marketing personale dipenda molto dalla professione di riferimento. Qualche consiglio sul personal branding nel settore della consulenza IT?

Le regole di base sono sempre le stesse. Quelle illustrate nel webinar sono applicabili a qualunque tipo di professione e/o di settore. Ovviamente, fatto il lavoro iniziale, sarà necessario lavorare a seconda del settore. Parti dalle slide del webinar o se vuoi dal mio libro sul personal branding.

Si può studiare una strategia di Personal Branding che prescinda dal sito/blog personale e si concentri solo sui social?

Assolutamente si. Ovviamente devi prima completare tutta la parte strategica per essere certo che tu possa procedere senza sito/blog. Non puoi deciderlo tu di tua iniziativa ma deve sempre venire fuori da analisi e studi.

Non ho ben capito a che tipo di risorse ti riferisci. Io utilizzo SemRush (Ubersuggest è gratuito), PostPickr, SeoTesterOnline, AnswerThePublic (Gratuito) e poi per fare ricerche ancora più approfondite o trovo dati su siti di associazioni/enti/osservatori/etc. o li acquisto su vari portali. In base al settore o ai dati che ti servono puoi trovare davvero tanto in rete. Non tutto è gratuito ovviamente ma ne vale la pena di investire per avere dati utili.

È possibile fare personal branding con una newsletter?

Ogni strumento può essere utilizzato per fare personal branding. Da solo però questo, ovvero la newsletter, così come ogni altro, non basta. C’è bisogno prima di comunicare tutto quello che ci siamo detti nel webinar e poi, solo alla fine, comunicare tramite newsletter.

Per i social e il dominio del sito, consiglieresti di puntare su parole chiave o su nome+cognome?

Se intendi che il sito deve essere nomecognome.it e la pagina facebook /nomeecognome allora assolutamente si. È il punto di partenza per fare personal branding.

Sono una scrittrice, tutto questo può essere utilizzato anche nel mio caso?

Assolutamente si. Il personal branding si applica in qualunque campo. Che tu sia un manager, un artista, un freelance, un parrucchiere, etc. il personal branding può essere sempre applicato.

Pensi che per una Piccola – Media azienda sia meglio lavorare sul Personal Branding (mandando avanti una persona che metta la faccia) o sul Brand Positioning (mettendo avanti l’azienda)?

Entrambi sarebbe il top. Ovviamente per fare questo servono budget maggiori e più tempo da dedicare alle attività. Dovendo scegliere uno dei due, è davvero difficile per me dirtelo senza avere nessun dato. Io la penso così: le persone si fidano delle persone e acquistano dalle persone.

Meglio cross-posting sui social o per ogni social una strategia apposita? O un mix tra i due approcci?

Ogni social, ammesso che ti serva utilizzare più di un social, deve prevedere dei post realizzati ad hoc. Magari anche la stessa notizia ma differenziata ad esempio tra Facebook e Linkedin. Poi col tempo analizzando i dati ti accorgerai di quale tipo di contenuto funziona meglio su una determinata piattaforma e procederai in quella direzione.

Io sono un consulente di marketing strategico in un settore specifico e sto lavorando sul mio personal branding in quanto la consulenza la farò io personalmente. Mia moglie invece, che è il capo di un’agenzia di marketing sempre per il settore che seguo anche io, ha deciso di non lavorare sul Personal Branding ma di legare la sua persona al logo della sua agenzia operativa. Cosa ne pensi?

Non ho dati per risponderti. Dal mio punto di vista non vedo il motivo di non metterci la faccia. Le persone si fidano delle persone e acquistano dalle persone. Perchè non lavorare su due livelli (uno aziendale e uno personale)?

Come si può puntare sulla coerenza quando ad occuparsi del personal branding è un copywriter?

Forse la domanda è perchè un copy si occupa di personal branding? Il copy al massimo viene dopo e può sicuramente essere coerente in base al brief che gli hai girato. Ovvio che far scrivere a un terzo gli articoli del proprio blog non è il massimo. Sarebbe necessario scrivere di proprio pugno. Non tutti ne sono in grado e quindi in casi estremi il copy va bene. Concordando il tono di voce insieme però. All’inizio serve un consulente di Personal Branding.

Il proprio tone of voice (come smm) deve dialogare con quello aziendale? Oppure bisogna adeguarsi a quello voluto dall’azienda?

Dipende da diversi fattori. In generale quando un’azienda comunica e comunica anche una persona al suo interno, la comunicazione deve essere coerente altrimenti può mandare in confusione. In fase di elaborazione della strategia vanno tenuti in considerazione tanti fattori per la scelta del tov migliore in questo caso. Quindi non posso dirti nulla di più che “dipende” perchè è una cosa che, fermo restando la coerenza, deve essere valutata in sede di definizione della strategia.

Puoi dare un consiglio per una strategia vincente di Personal Branding per una compagnia artistica, per la propria immagine e per raggiungere più pubblico?

La risposta a questa domanda prevede una consulenza. Inizia dal leggere il mio libro sul personal branding: https://amzn.to/2XNn7zz così da avere le idee più chiare. Senza aver studiato, fatto analisi, etc. non è possibile sviluppare una strategia. Davvero non posso rispondere perché non è possibile farlo senza dati

Come può fare personal branding un programmatore? Di che parla?

Devi analizzare le tue buyer personas, comprendere cosa vogliono (bisogni, necessità, etc.) e di conseguenza scrivere/comunicare. Per come la vedo io è questo un caso abbastanza semplice. Rivediti le slide e riascoltati il webinar perchè le risposte sono tutte lì.

Alessandro, credi sia utile fare un’analisi swot per una maggiore chiarezza per la definizione di obiettivi davvero misurabili e raggiungibili?

Si. Ogni strumento che si sa utilizzare può essere utile per la strategia. Forse però l’analisi swot la vedrei meglio per comprendere punti di forza e di debolezza della persona sulla quale si vuole fare personal branding. Per definire gli obiettivi ci sono altri strumenti.

Creare landing page con Gutenberg

IT_blog_13.-ANDREA_BARGHIGIANI

Qualcuno ha detto Gutenberg? È arrivato il momento di dedicare un webinar alla scoperta del nuovo editor a blocchi di WordPress. E quale modo migliore se non vedendo insieme come sfruttarlo per creare landing page accattivanti e funzionali?!

Il nostro ospite di questo mese è Andrea Barghigiani, appassionato e forte sostenitore di WordPress che da anni condivide materiale formativo sullo sviluppo web e sulla promozione della proprio business. Autore del libro “Trasforma WordPress per l’Inbound Marketing” continua le sue attività formative all’interno del portale skillsandmore.org e partecipa all’organizzazione di diversi eventi.

Scopri le caratteristiche di Gutenberg che ti permetteranno di diventare un ninja dei contenuti e le features più interessanti da utilizzare per la creazione delle tue landing page.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandro Barghigiani 👇

Crea fantastiche landing page con il nuovo editor WordPress from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Vi consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: eravate tantissimi anche questa volta e non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande in diretta, ma non preoccupatevi. Abbiamo girato tutte le domande ad Andrea e trovate le risposte qui di seguito.

Le tue domande sulla creazione di una landing page con Gutenberg

Posso creare tutta la struttura della pagina con Gutenberg e successivamente andare a perfezionare il tutto attraverso il codice? Di solito faccio tutto da codice, ma per lavori piccoli e low budget è abbastanza lunga.

Certamente! Gutenbergh genera codice HTML che puoi personalizzare con CSS e al quale puoi aggiungere funzionalità con i tuoi script JavaScript. Anche se questo editor risulta molto avanzato rispetto al precedente, il contenuto viene sempre mostrato attraverso la classica funzione the_content(). Questo ci permette di svolgere tutte le operazioni di personalizzazione.

Ciao Andrea, nel video parli del tuo corso che parte dai livelli basic, per caso ne fai anche per i più avanzati?

All’interno della diretta ho parlato del corso “WordPress dalle basi al pieno controllo”. Esso si rivolge ad un pubblico entry level perché mostra come utilizzare la piattaforma WordPress e come gestire tutte le sue funzionalità. Praticamente una volta seguito il corso chiunque avrà il controllo della propria piattaforma WordPress.

Su SkillsAndMore invece pubblico più contenuti dedicati agli sviluppatori che vogliono creare web app partendo, principalmente, da questa piattaforma. Abbiamo corsi dedicati a chi è alle prime armi, corsi per chi vuole conoscere tutto del responsive design e altri corsi che invece insegnano la programmazione partendo direttamente da WordPress.

Praticamente il mio focus è quello di insegnare come trasformare la passione del codice in un vero e proprio lavoro.

Come si fa ad avere più di tre Landing Page? Una sul sito, ma le altre due? Ci fai un esempio?

La risposta semplice è che sul tuo sito web puoi avere tutte le landing page che desideri. Prendiamo il caso di una web agency che sviluppa siti web.

Sviluppare siti web richiede diverse competenze e i servizi offerti possono essere interessanti per clienti in diverse fasi. Per esempio un cliente potrebbe voler il suo primo sito web, un altro potrebbe desiderare un restyling mentre un altro ancora vuole ottimizzare la SEO e le performance del proprio sito.

Ecco che adesso sono stati identificati ben tre profili di potenziali clienti che potrebbero aver bisogno dei servizi offerti da questa web agency.

Il modo migliore per parlare direttamente al potenziale cliente è quello di creare una landing page specifica per ciascuno di essi. In questo modo hai la possibilità di mettere in luce soltanto i servizi che possono interessare al potenziale cliente con il linguaggio che lui stesso utilizzerebbe per descriverli.

Concludendo questo sito adesso ha 4 landing page: la homepage che serve più che altro per presentazione e “smistamento” verso le 3 landing page interne che parlano direttamente al potenziale cliente.

Ciao, non ho ben capito sull’immagine iniziale con la usp come metti il container a full width? Ho appena provato ma rimane massimo della lunghezza del body.

L’immagine di sfondo full with nella prima sezione della landing page è stata creata con il blocco AB Container di Atomic Blocks. Questo blocco offre delle funzionalità che ti permettono di ottenere un’immagine di sfondo a piena larghezza e di inserire tutto il contenuto che desideri al suo interno.

Potresti raggiungere un risultato simile utilizzando il blocco Copertina nativo in WordPress. Ma quest’ultimo è limitato per tipi di blocco che può contenere al suo interno.

Ciao! Io uso Avada perciò sono abituata con il “fusion builder”: secondo te oltre alla landing è possibile creare anche le pagine classiche di un sito?

Certo! Ho preso proprio l’esempio della landing perché è una delle pagine più complesse che possiamo realizzare.

Ovviamente il nuovo editor si focalizza esclusivamente sulla creazione del contenuto e non offre tutte le personalizzazioni di stile offerte invece da un page builder completo. Quindi la scelta dello strumento dipende molto dalle necessità che hai.

Se il CSS non ti fa paura allora anche il nuovo editor in WordPress è più che sufficiente.

I blocchi di Gutenberg sono standard oppure ci sono variazioni a seconda del tema scelto?

I blocchi del nuovo editor sono tutti standard è il tema che deve personalizzarli graficamente per rispettare il suo stile. In alcuni casi un tema potrebbe anche scegliere di disattivare certi blocchi ma quello che ho visto fino ad ora è più un incremento di blocchi (tramite plugin) che una riduzione.

Cosa consigli per creare contact form con Gutenberg?

Da sempre i contact form sono un po’ il tallone di achille di WordPress perché non offre una soluzione standard per il loro inserimento.

Il plugin Jetpack permette di creare un modulo direttamente dal nuovo editor. Ma se vuoi un consiglio io non utilizzerei altro che il classico Contact Form 7. Nella mia esperienza ho testato molti plugin di questo tipo e ce ne sono alcuni veramente interessanti. Però alla fine sono anche pesanti perché presentano degli editor (esterni a quello WordPress) che aggiungono codice che non viene più utilizzato (ma comunque caricato) dopo la creazione del nostro form.

Contact Form 7 invece non offre schermate da ultimo grido ma ti permette comunque di creare tutti i form che desideri e di richiamarli con un classico shortcode, che per ora funzionano ancora.

Bisogna necessariamente avere un dominio per utilizzare Gutenberg?

Il nuovo editor funziona su qualsiasi installazione WordPress quindi anche se il tuo sito non ha dominio ma solo indirizzo IP puoi fare comunque i tuoi esperimenti.

Le funzioni di Gutenberg potrebbero essere integrate nei temi che usano Visual Composer?

Non credo. Generalmente i plugin page builder come Visual Composer sostituiscono l’editor WordPress con il proprio perché hanno bisogno di aggiungere le proprie personalizzazioni senza dover lottare con le soluzioni che permettono di pubblicare il contenuto esistenti.

Gutenberg fa conflitto con Divi?

In teoria non dovrebbe andare in conflitto con nessun page builder perché, come espresso nella domanda precedente, i page builder generalmente sostituiscono l’editor standard di WordPress per offrire le proprie funzionalità

Se non vado errato nella creazione di ogni pagina WordPress puoi scegliere se crearla con l’editor classico o con il tuo page builder, Divi in questo caso. Questo dovrebbe risolvere qualsiasi problema di conflitto ma non so come si comporta Divi se provi a fargli modificare una pagina creata nel nuovo editor.

Come inserisco il codice di Google Adsense? Ho provato dal blocco Html ma il banner di Adsense non si vede. Stessa cosa usando il blocco “editor classico”.

Onestamente non ho molta esperienza in questo campo e non ho fatto grandi ricerche in questo campo. L’unico plugin che ho incontrato nel mio percorso e che offre questa funzionalità è Advanced Gutenberg Blocks atrtaverso i blocchi.

Le pagine create prima dell’editor a blocco rimangono con l’impostazione precedente o si aggiornano con il nuovo editor? Nel primo caso, come è possibile convertire con il nuovo editor? E’ possibile?

Il nuovo editor presenta un blocco che prende il nome di “Editor Classico” e che presenta un blocco contenente il classico editor, TinyMCE.

Quando ci troviamo ad aprire con il nuovo un articolo realizzato con il vecchio editor tutto il contenuto è racchiuso all’interno del blocco appena menzionato.

Per trasformarlo in un testo modificabile con i nuovi blocchi non devi far altro che copiare il contenuto del tuo articolo e incollarlo all’interno di un blocco Paragrafo vuoto. WordPress genererà automaticamente tutti i blocchi per il tuo articolo.

Io faccio questa operazione spesso perché ho molti vecchi contenuti che devo aggiornare e non ho mai riscontrato grandi problemi.

Lo sviluppo in questa direzione dei vari cms , non comporta la perdita di lavoro per gli sviluppatori?

Assolutamente no. Anzi a mio avviso ci aiuta a trovare più clienti perché una soluzione automatizzata può sempre arrivare fino ad un certo punto, poi se vuoi le “ultra-personalizzazioni” ti dovrai sempre rivolgere a uno sviluppaotre.

Come puoi leggere da un mio articolo dove condivido consigli per alzare il fatturato c’è un punto provocatorio (anche se poi non tanto) dove invito il lettore a pensare di dire di no a un potenziale cliente.

In contesto alla domanda fatta io credo che come liberi professionisti abbiamo la possibilità di scegliere i nostri clienti, soprattutto per far generare un passaparola di clienti ideali.

La presenza del nuovo editor ci permette di delegare, a tutti quelli che pensano di potersi fare il sito da soli, la creazione del proprio sito. Ma per uno sviluppatore che sa veramente creare web app con WordPress non ci sarà mai un calo di lavoro.

Se desideri specializzarti nel tuo campo non posso fare a meno che consigliarti i corsi che proponiamo su SkillsAndMore. Tra l’altro ultimamente stiamo cercando di creare una squadra di Skillati, i nostri abbonati, per lavorare sui progetti che continuamente ci vengono richiesti tramite il portale.

Domanda extra: Ma è ancora corretto parlare di Gutenberg per riferirsi al nuovo editor? Avevi accennato questo aspetto ma poi non c’è stato il tempo di approfondire.

Per farla breve, No. Non è corretto utilizzare il termine Gutenberg quando facciamo riferimento al nuovo editor WordPress ed è per questo motivo che ho chiesto a Luca di utilizzare proprio “nuovo editor” nel titolo della live.

Parlare di Gutenberg sarebbe stato un errore perché oggi Gutenberg è molto di più.

Gutenberg è il nome del progetto che porterà una rivoluzione completa nella gestione dei nostri siti WordPress. Inizialmente si è concentrato sulla creazione dei contenuti ma già oggi sta lavorando ad altro.

Anche se l’editor continua ad essere sviluppato, Gutenberg oggi è passato alla Phase 2 dove sposta il suo interesse nei confronti della gestione delle Widget e dei Menu.

Ci sono altre due fasi e al momento non mi è ben chiaro il loro focus. Diciamo che quando il progetto Gutenberg sarà ultimato potremo modificare le nostre pagine direttamente da frontend (come qualsiasi page builder quindi) grazie all’unione del Customizer e del nuovo editor.

Purtroppo non ti so dire molto di più perché essendo tutto ancora in fase di sviluppo le informazioni non sono chiare. Per concludere diciamo soltanto che con Gutenberg gli sviluppatori stanno creando un nuovo approccio, moderno e completo, per gestire al meglio la nostra piattaforma WordPress.

Quindi è sbagliato parlare di Gutenberg quando ci riferiamo all’editor WordPress, Gutenberg è ancora un plugin separato che possiamo installare per vedere quali sono le novità che sono state implementate dagli sviluppatori.

Ottimizzazione e gestione WordPress

IT_blog_14.-NICHOLAS_MARMONTI

Vuoi aumentare le prestazioni del tuo sito WordPress e migliorarne la gestione? Bastano pochi e semplici accorgimenti alla portata di tutti ed è presto fatto!

Chi è Nicholas Marmonti?

L’ospite del webinar di questo mese è stato Nicholas Marmonti. Ingegnere front-end e UX/CRO Expert, da quasi 20 anni si occupa di design e sviluppo web, con particolare attenzione al tema del “Conversion Improvement”. Nicholas ci ha mostrato alcune ottimizzazioni WordPress che ci permettono di avere risultati visibili immediati e ci ha consigliato diversi plugin per ottenere questo risultato.

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste siano affrontati. Vi consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Sfoglia o scarica la presentazione i Nicholas Marmonti 👇

Ottimizzazione e gestione WordPress: Azioni semplici per risultati immediati from SiteGround.com

Nota: eravate tantissimi anche questa volta e non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande in diretta, ma non preoccupatevi. Abbiamo girato tutte le domande a Nicholas qui di seguito trovate le sue risposte.

Le tue domande sulle ottimizzazioni di WordPress

È vero che temi poco ottimizzati rendono il sito inevitabilmente lento?

Sì. Quando si utilizzano temi WordPress a pagamento o gratuiti, molto spesso ci si imbatte in template con un alto livello di design ma con una bassa ottimizzazione del codice.

Le regole principali per avere ottimi risultati sfruttando gratuitamente i plugin WordPress o servizi di Hosting sono:

Limitare l’utilizzo eccessivo di plugin sfruttando il functions.php garantisce un ulteriore controllo sulle prestazioni del sito senza rinunciare a nessuna funzionalità.

Posso usare sullo stesso sito Autoptimize e WP Fastest Cache?

Sono due strumenti che hanno molti aspetti in comune e quindi non è consigliabile tenere attivi plugin per le medesime funzionalità. Utilizzo con soddisfazione Autoptimize che mi permette di ottenere grandi benefici su prestazioni e velocità ma in presenza di dubbi verificherei quale mi può dare i migliori vantaggi mantenendo poi solo quello più adatto.

Il mio tema integra già le funzioni di Autoptimize: meglio usare il plugin o le funzioni del tema?

Molti temi offrono un set di funzioni che permettono di ottimizzare le risorse statiche (CSS, JavaScript, ecc…)  ma non ho mai trovato strumenti con un grado di performance alla pari di Autoptimize.

Preferisco in ogni caso delegare ad un plugin specifico certe funzionalità dato che è molto più probabile che nel tempo si evolva offrendo sempre più vantaggi (come ad esempio SiteGround Optimizer).

I software che tentano di effettuare il login rallentano il sito? Come si possono bloccare?

Le ripetute chiamate al server che generano i bot possono impegnare un quantitativo di risorse che viene sottratto agli utenti reali

Sfruttando il file .htaccess è possibile ottenere un’ottima protezione per qualsiasi sito che utilizzata Apache (come tipicamente i siti basati su WordPress). Questo file permette di richiamare un set di istruzioni che eseguono la scansione di ogni singola richiesta HTTP inviata al sito, confrontare gli aspetti chiave di ciascuna chiamata attraverso un insieme di regole ed espressioni e se qualcosa innesca una corrispondenza bloccare le richieste immediatamente.

Se il file viene correttamente utilizzato le richieste verranno direttamente respinte e quindi il server limiterà sensibilmente la dispersione di risorse.

Altri ottimi alleati di WordPress sono i plugin Redirection e 410 for WordPress che consentono di monitorare le richieste indesiderate attraverso un log completo e gestire eventuali blocchi o redirect 301.

Non è da sottovalutare inoltre l’impatto che i bot hanno sui dati di tracciamento, perciò è sempre raccomandabile bloccare il traffico referral spam su Google Analytics.

In termini di sicurezza cosa ne pensi del plugin Wordfence? Rallenta le prestazioni del sito?

Personalmente non uso strumenti come Wordfence Security o Sucuri Security proprio per un tema legato alle performance ma sono assolutamente raccomandabili a chi non ha dimestichezza con altri accorgimenti legati alla sicurezza.

Usando il file .htaccess come firewall e attraverso l’osservazione dei log dei server è già possibile garantire un buon livello di protezione ma se questo non dovesse bastare raccomando l’utilizzo di plugin specifici rinunciando ad un minimo grado di prestazioni (a volte davvero ininfluente).

Hai consigli su bloccare i commenti di spam?

Esistono molte soluzioni più o meno efficaci che prenderei in considerazione solo se la quantità di spam diventa un problema da gestire.

Il plugin più consigliato per WordPress è sicuramente Akismet Anti-Spam ma si può valutare eventualmente anche l’utilizzo di strumenti di terze parti come Disqus che offrono oltre ad un grado maggiore di “sicurezza” anche un set di report per analizzare i commenti.

Da evitare se possibile l’utilizzo dei CAPTCHA che disincentivano troppo l’utilizzo dei form essendo poco usabili.

Esiste un plugin WordPress in grado di ridimensionare (cropping/resize) la grandezza delle immagini senza sgranare dettagli e non solo alleggerire il peso in kB?

Gli algoritmi di compressione prevedono nella maggior parte dei casi tecniche basate sulla perdita di informazione che inevitabilmente si traducono in un degrado più o meno evidente (a seconda del livello) di qualità percepita.

Purtroppo non esiste ad oggi una compressione che non alteri l’immagine originale ma attraverso strumenti di ottimizzazione come ShortPixel è possibile ottenere eccellenti risultati. Offre sia la possibilità di scegliere il grado di compressione (lossy, glossy, lossless) che la possibilità di gestire ridimensionamenti o adattamenti automatici. È davvero uno strumento completo.

Devo creare un sito per un fotografo in WordPress. Anche se ottimizzo le foto per il web con Photoshop, non uso plugin e ottimizzo la versione di php, il sito risulta sempre lento. Come si può fare?

Dando per scontato che non ci siano problemi di altra natura (stili, HTML, JavaScript non ottimizzati o lo stesso tema ad esempio) in questo caso bisogna affrontare un tema più legato alla User Experience.

Un sito per un fotografo avrà come probabile componente di maggiore peso le immagini. Anche se questo elemento è imprescindibile, bisogna garantire all’utente e ai motori di ricerca un accesso alle informazioni (che siano testuali o media) con la maggiore reattività possibile.

Utilizzando tecniche che coinvolgono ad esempio la Progressive Disclosure è possibile rimandare il caricamento delle immagini più pesanti attraverso diversi metodi:

  • inserendo il Lazy Load o attivando la stessa funzione da plugin come SiteGround Optimizer
  • studiando un’interfaccia che presenta miniature ottimizzate e che rimandano il caricamento delle immagini più grandi attraverso l’apertura di modali
  • gestendo il caricamento delle immagini con slider che richiamano la risorsa successiva solo se effettivamente visualizzata

Tutte queste tecniche sono esempi e possono essere mescolate tra loro. In questo modo si fa felice il motore di ricerca che troverà pagine veloci e l’utente che potrà accedere alle immagini in alta risoluzione solo su specifica richiesta (es. click).

Anno 2019: Miti e leggende del Digital Marketing

IT_blog_15.-MIRIAM_BERTOLI

Sei sicuro di sfruttare al meglio il Digital Marketing? Vediamo insieme quali opportunità può offrire, che tu sia una piccola impresa o un freelancer. Analizziamo insieme i miti e le leggende che ruotano attorno a esso e vediamo come ottimizzare le tue risorse per avere performance ottimali.

L’ospite del webinar di questo mese è stata Miriam Bertoli, docente e consulente di digital marketing, autrice di “Web marketing per le PMI” e ideatrice di LaScuolaD, corsi online di marketing digitale per manager e imprenditori. Miriam ci ha mostrato come ottenere il massimo dal Digital Marketing sfruttando le sue potenzialità ed evitando di investire tempo e risorse in pratiche non profittevoli.

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