Facebook e Instagram Ads: FAQ e cose da sapere per investire nel modo migliore

Facebook e Instagram Ads

Hai mai pensato di fare pubblicità sui social? Sai quali budget è meglio investire e come gestire le campagne?

La pubblicità sui social può dare una marcia in più alla tua attività o ai tuoi progetti, ma va applicata nel modo corretto. È importante conoscere i fondamentali della social advertising per intraprendere da zero un’attività di sponsorizzazione.

Di cosa tratterà il webinar?

In questo webinar Matteo Figoli, esperto di Social Media Advertising e di strategie digitali, risponde alle domande che vengono fatte più spesso sulle sponsorizzazioni social:

  • perché per un’attività è imprescindibile investire in advertising sui social?
  • quale budget minimo devo investire per ottenere risultati?
  • quali differenze ci sono tra le campagne locali, quelle di lead generation e quelle di vendita?
  • cosa è necessario delegare e cosa invece posso fare in autonomia?
  • come si imposta il Business Manager? Qual è la differenza con gli account pubblicitari?
  • come capisco se un competitor lavora bene con le sponsorizzazioni?

Scarica le slide della presentazione di Matteo Figoli 👇

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Matteo e qui di seguito trovate le sue risposte.

Le tue domande sulle Facebook e Instagram Ads

Che tipo di post rende di più su Facebook, video oppure foto? Se video, che durata massima consiglieresti?

Il video ha la più grande forza distributiva, gli utenti spesso lo prediligono, ed è un contenuto “smart”, in quanto in grado di produrre audience di tracciamento, da cui è possibile generare campagne di retargeting.

Semplificando ed escludendo eccezioni valide per particolari settori, il video funziona meglio quando dura meno di 15 secondi, è FACEBOOK stesso che lo consiglia. Come proporzioni di solito uso il 4:5, che spesso è adattabile anche al posizionamento stories (a  cui però – se possibile – è sempre meglio dedicare un ritaglio ad hoc, di 9:16).

È meglio una campagna più breve in durata ma più alta per budget giornaliero o il contrario? Ad esempio: meglio 5 euro per 15 giorni o 3 per 30 giorni?

Dipende da qual è l’obiettivo. Se si deve testare, meglio mettere più budget concentrato, così da far girare di più le inserzioni e dare più risorse per l’apprendimento iniziale dei gruppi di inserzioni. In generale però valutiamo in un’ottica più ampia e “always on” le nostre campagne, chiedendoci anche cosa verrà dopo i 15 giorni.

Per un Brand che vende in più Paesi europei, consigli una campagna per ogni Paese?

Dipende da molti fattori, primo fra tutti il budget a disposizione, da tarare a seconda dei CPM e CPC medi dei diversi paesi.

Al netto di questo però, il tema linguistico è fondamentale: se come spesso accade è difficile avere a disposizione creatività e landing page in diverse lingue, è consigliabile far girare campagne in inglese principalmente nei paesi dove siamo sicuri che questa lingua è ampiamente intesa e parlata (es. Germania, Nord Europa, Paesi Bassi, ecc). Con queste premesse far girare campagne “unitarie” in sola lingua inglese può funzionare.

Ha senso fare ads su Facebook e Instagram quando si ha bassa disponibilità di prodotto? Esempio: Bed and Breakfast che ha al massimo 4 camere.

Può aver senso diversificare a seconda dei periodi, ma in linea di massima consiglierei di lavorare più in alto a livello di funnel, cercando di attirare molti prospects, se possibile anche raccogliendo contatti e anagrafiche di valore. Così facendo si possono poi fidelizzare tramite newsletter e/o attivare in seguito tramite remarketing o offerte ad hoc. Così da avere sempre dei pubblici da attivare alla bisogna.

Come si può sfruttare le pubblicità sui social per ripagare i costi del sito senza vendere prodotti?

Dipende dal modello di business. Senz’altro è possibile ma si entra nello specifico del mondo dell’Affiliate Marketing. Online ci sono moltissime risorse interessanti su questo modello in cui però è centrale essere precisi su margini e guadagni. Puoi dare uno sguardo al Programma Affiliati di SiteGround per farti un idea più precisa.

In caso di malfunzionamento tecnico della campagna pubblicitaria, c’è da parte di Instagram/FaceBook un’assistenza clienti vera (fatta da persone fisiche) o ci sono solo bot e risposte automatiche?

C’è ma è sempre più nascosta, oppure puoi avere canali riservati se entri in uno dei programmi di partnership per agenzie. Se hai già fatto campagne, dovrebbe essere possibile accedere ad una chat via messenger con un utente tramite questo link (attenzione però, l’interfaccia cambia con grande frequenza).

Per fare una campagna di Lead Generation è fondamentale collegare il PIXEL sul sito?

Non è fondamentale, specie se il nostro sito non ha altre sostanziose fonti di traffico. In quel caso si può procedere con il modulo di contatti “nativo” della piattaforma.
Detto questo però, il Pixel è il vero super potere di FACEBOOK, e quindi è sconsigliabile non tenerlo in considerazione, specie per strategie di medio-lungo periodo. In prospettiva meglio sempre lavorare su un proprio sito/landing page proprietario, su cui tracciare le principali azioni degli utenti.

Che differenza c’è tra Average Post Reach e Average Organic Reach?

Sono metriche isolate dal report di We Are Social. La differenza è che la prima si concentra sulle performance dei singoli post, mentre la seconda su quelle della pagina nella sua interezza.

Il pubblico di una campagna TOFU può essere lo stesso di una MOFU?

Tendenzialmente no, già nella fase MOFU il senso è quello di iniziare il remarketing, targetizzando tutti coloro che hanno interagito con i contenuti TOFU, rivolti invece esclusivamente su pubblici ampi e che non conoscono il brand.

Esistono plugin di eCommerce in grado di collegarsi con Facebook. Conviene farlo? Ci sono limiti particolari?

Ce ne sono decine e decine, e nella maggior parte dei casi conviene, anzi per alcuni è proprio incoraggiato da FACEBOOK in fase di installazione del Pixel.
Plugin buoni possono aiutare ad avere tracciamenti corretti, feed prodotti ben strutturati per il catalogo, ecc…

Quando parli di prezzo basso dei prodotti cosa intendi? Vedo molti prodotti a prezzi davvero irrisori in sponsorizzazione. Quale può essere secondo te un margini giusto minimo sia in % che a livello di €.

Allargo la prospettiva rispetto a quanto detto nel Q&A e rispetto al margine sul singolo prodotto: la chiave è il cosiddetto LTV (customer lifetime value), ossia il valore che un utente ha per noi nell’intero arco del suo rapporto con il nostro brand.

Se sono in grado di calcolare quanto vale un cliente acquisito, rispetto agli acquisti che fa in media nella vita futura dopo averlo fidelizzato, diventa conveniente anche coinvolgerlo con sponsorizzazioni non immediatamente profittevoli.

E’ rispetto a questo valore che ha senso calcolare un costo di acquisizione sostenibile, e all’opposto margini validi.

Più che valori % o in €, che variano moltissimo da settore a settore, è su questa metrica che ha senso valutare il margine di guadagno futuro.

Come si può targetizzare un pubblico che su Facebook non compare in nessun modo, nemmeno per similitudine?

Mi viene difficile immaginare che non ci sia un modo, anche indiretto o “incrociato”, di targetizzare un pubblico, però se non ci fosse, la sola cosa che si può fare è quella di costruire creatività estremamente mirate per il proprio target. 

Contenuti che in ogni scelta linguistica e visiva siano fatte per parlare esclusivamente alla nicchia che ci interessa colpire, che puntino ad escludere dalla comprensione chiunque non sia in target.

Una volta che abbiamo inserzioni così strutturate, proviamo a puntare su pubblici ampi e affidarci alla potenza distributiva della piattaforma per il resto.

Il mio target è dai 65 anni in su. Secondo la tua esperienza, ha senso investire e quanto per avere un ritorno?

Dipende dal tipo di prodotto/servizio, dal tipo di interazione richiesta, ecc…. Il mio consiglio è di testare, testare, testare, perché il target 65+ è costantemente in crescita; magari con un particolare occhio di riguardo alle creatività, con un linguaggio semplice e un visual estremamente facile da decodificare.

Quando si fanno campagne per portare persone verso un sito, che costo per visita hai in media? È normale che arrivino molti click con un bounce rate alto?

Premesso che la metrica base da monitorare per un sito tracciato è almeno il PageView e non il semplice CPC (dato che molti clic comunque non arrivano a destinazione), i costi possono variare moltissimo: possono andare da 0,02€ a 0,30€, ma anche qui dipende da troppi fattori, prima fra tutti la fase del funnel in cui ti trovi.

Sul bounce rate stesso discorso, anche se ovviamente incidono su quello anche le caratteristiche UX del sito.

Ha senso utilizzare l’espansione della targetizzazione dettagliata? 

Sì, secondo me sì, è uno strumento per affidarsi ancora di più alla forza distributiva della piattaforma.

Qual’è il budget minimo mensile da sottoporre ad un cliente per una campagna regionale (senza contare il costo del professionista)? Ad esempio: Veneto – Settore infissi.

Direi almeno 20€ al giorno, dati i costi attuali.

Digital Transformation per micro, piccole e medie imprese

IT_blog_25.-MARTINA_MANTOAN

Più del 97% del tessuto economico italiano è composto da micro, piccole e medie imprese. In particolare, le micro-imprese danno lavoro a quasi 8 milioni di persone. È innegabile che queste aziende si scontrino con la difficoltà a sfruttare la Digital Transformation e ad accedere a competenze tecnologiche e strumenti digitali che potrebbero semplificare il loro lavoro, permettendo anche alle aziende di crescere.

Partiamo da dei casi pratici per capire come un’attività locale può affrontare la trasformazione digitale.

Martina Mantoan, Business Developer e esperta di Digital Transformation, ci mostra come sia possibile innovarsi passo dopo passo senza stravolgere i processi interni, grazie all’utilizzo coerente di strumenti digitali adatti alle specifiche esigenze.

Scarica le slide della presentazione di Martina Mantoan 👇

Percorsi di digitalizzazione per micro, piccole e medie imprese from SiteGround.com

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Linkedin non funziona! O dobbiamo utilizzarlo nel modo corretto?

Come usare Linkedin

Nel 2021 non possiamo permetterci di essere presenti su Linkedin in modo approssimativo e di non sfruttarlo per il business.

Linkedin non funziona? Come ogni altra piattaforma ha il suo linguaggio, il suo “galateo”, il suo modo di essere e siamo noi a doverci adattare. Se usato in modo corretto, permette di entrare in contatto con partner, fornitori e prospect, “semplicemente” condividendo know-how e dimostrando ciò che si sa realmente fare.

Pamela Nerattini, formatrice e consulente Linkedin, Innovation Manager presso il MISE e membro del Mensa, in questo webinar ci mostra:

  • Come ottimizzare in chiave SEO il proprio profilo
  • Le “best practice” per l’interazione e per i contenuti
  • Come costruire un network in ottica business

Scarica le slide della presentazione di Pamela Nerattini 👇

Linkedin non funziona! O dobbiamo solo imparare ad utilizzarlo nel modo corretto? from SiteGround.com

Scopri il libro di Pamela Nerattini:
Linkedin per chi cerca un (nuovo) lavoro

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Contattare un HR, con un messaggio interessante, sempre dopo aver impostato il profilo Linkedin con contenuti interessanti e completi su casi studio e materie d’interesse, è corretto?

Dipende a che punto si è.

Se si vuole contattare un recruiter interno all’azienda dove non ci sono posizioni aperte, si può chiedere se accettano candidature spontanee e su quale piattaforma.

Se invece si è già andati a colloquio e non è andato si può chiedere di restare in contatto per esigenze future.

Per gli head hunter verticalizzati si può direttamente chiedere di entrare a far parte della rete in quanto espert* di quel settore e quindi interessato ad essere nella rete per eventuali nuove posizioni.

Come si può calcolare lo score delle interazioni sui post o sugli articoli che condividiamo, come calcolare il loro valore?

L’engagement ovvero il coinvolgimento è la percentuale data dalla somma delle interazioni (consiglia, commenta, condividi) diviso il numero delle impression (la reach).

Però la cosa più interessante è capire se il post è uscito dalla propria cerchia di 1° ed è arrivato a persone di 2° e 3° (la famosa viralità). Oltre a questo è bene guardare se queste persone sono poi andate sul tuo profilo e quante di queste hanno chiesto la connessione.

Sondaggi Linkedin: li ho appena sperimentati e il risultato è stato del tutto inaspettato. Vorrei sapere che ne pensi?

Sono molto utili per diversi motivi. Innanzitutto perché sono l’ultimo formato nato in casa Linkedin, pertanto hanno una reach superiore e poi perché sono diretti, l’interazione è veloce. In ultimo, ma non per importanza, si può davvero fare domande al proprio target e chiedere aiuto, consigli o informazioni, etc. Quindi utilizzateli!

Puoi dare qualche consiglio su come leggere meglio le statistiche di linkedin dei post? Non sono chiarissime.

Numero visualizzazioni, ovvero quante volte è apparso nel feed di qualcuno 

Il 147 indica il numero di consiglia effettuati (poi entrando dentro si vede il tipo di interazione, ovvero con quale emoji)

47 sono i commenti, ovvero le persone che hanno scritto sotto il post.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Entrando dentro il numero di visualizzazioni si può inoltre vedere il ruolo, l’azienda di provenienza e la geolocalizzazione di chi ha visto il post, per capire se si stanno raggiungendo persone in target.

Consigli di usare Linkedin per un eCommerce?

Presto le pagine aziendali avranno anche le pagine prodotto (in roll out attualmente negli USA), con tanto di link esterno alla scheda prodotto e le stelline per la valutazione stile marketplace. Pertanto in quel momento sarà ancora più interessante. Al momento tutte le aziende dovrebbero comunque avere una pagina linkedin, se il loro target è presente sulla piattaforma. 

Ci puoi fare degli esempi di “post perfetto”?

Ovviamente era una provocazione, il post perfetto non esiste.

Il post perfetto è quello interessante per il network, che da un valore aggiunto!

Tuttavia per quanto riguarda la struttura ecco un esempio:

Questo è un esempio di video condiviso che è diventato virale ed è stato messo in evidenza da LinkedIn stesso.

Innanzitutto dopo aver messo il link del video ed essere apparsa l’immagine, il link va cancellato.
Il testo è suddiviso in paragrafi in modo da dare spazio alla lettura.
Vi è un titolo, io uso il maiuscolo, ma è il mio stile, le persone però sanno già di cosa si parla.
Oltre ad aver dato informazioni utili e pertinenti, spero ;-), la fine è una call to action, ovvero chiedo alle persone di interagire e commentare ponendo una domanda.
Si termina con gli hashtag, in questo caso ne ho usato 1, ma si può arrivare a 3! La cosa fondamentale è rispondere alle domande della propria audience!

Inoltre non guardate solo il mio stile, ognuno ha il proprio, pertanto guardate i post nel vostro feed e capite quali attirano di più l’attenzione e perché.

Digital Analytics: usare i dati per migliorare il proprio business

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L’importanza dei dati è ormai considerata preziosa quanto il petrolio. Le informazioni sono una ricchezza inestimabile che consente, a chi gestisce i propri dati, grandi opportunità di crescita della propria azienda. Per questo, le professioni del futuro come quella del Digital Analyst, saranno sempre più importanti per guidare le aziende verso un approccio data-driven.

L’ospite di questo mese sarà Alessio Semoli, imprenditore ed esperto di comunicazione digitale. Autore di diversi libri e professore all’Università Iulm di Milano. Attualmente è CEO di PranaVentures società di Venture Capital italiana che ha lo scopo di finanziare le imprese di successo del futuro.

In questo webinar, Alessio Semoli ci mostra:

  • come prendere il controllo del proprio business online imparando a misurare e tracciare nel modo corretto i dati
  • quali tecnologie e strumenti utilizzare per gli analytics
  • come approcciare i dati con una visione e strategia chiara

Scarica le slide della presentazione di Alessio Semoli 👇

DIGITAL ANALYTICS – Come usare i dati per migliorare il proprio business online from SiteGround.com

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Come strutturare un design semplice ed efficace per WordPress

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Come si può fare a dare un aspetto chiaro e professionale al proprio sito WordPress senza avere competenze specifiche di design? 

WordPress è ormai il CMS più utilizzato al mondo per la realizzazione e gestione di blog, siti web ed eCommerce: è quindi importante conoscerlo e rimanere aggiornati su tutte le novità che offre.

L’ospite di questo mese è Laura Lonighi, web designer e brand stylist freelance. Nel 2011 Laura ha creato la sua digital boutique Yunikon Design e oggi collabora con diversi professionisti del digitale, mettendo a punto team liquidi per la realizzazione di siti web ed eCommerce.

Laura Lonighi nella sua presentazione ci mostra:

  • L’importanza di una buona Visual Identity per il proprio progetto web
  • I 3 livelli di design attraverso i quali realizzare un’interfaccia web
  • Come può venirci in aiuto WordPress per realizzare in maniera più semplice il design del nostro sito
  • Alcuni strumenti utili per lavorare meglio

Guarda le slide della presentazione di Laura Lonighi 👇

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti in diretta. Abbiamo girato le domande a Laura e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Ciao Laura, tu suggerisci di fare un’analisi con i clienti, ma se il cliente non ha alcuna conoscenza/competenza? Ad esempio il proprietario di un piccolo negozio che non ha business plan o altro. Come ti comporti in questi casi?

Dato per scontato che ogni attività, prima di aprire, dovrebbe avere un business plan, il cliente si può educare e accompagnare in un percorso di crescita, che passa anche dalla definizione della brand identity e la realizzazione del sito web. 

Se poi il cliente è a digiuno di digital e ti sceglie per far parte del suo progetto per te è ancora meglio, perché non ha maturato esperienze con altri fornitori, con cui magari si è trovato male e gli hanno riempito la testa di preconcetti o informazioni errate. 

Come dicevo ieri in live in questi casi per te la fatica è doppia: convincere il cliente che, rispetto a chi ti ha preceduto, sei un professionista e non dover riparare ai disastri dei fornitori precedenti (e purtroppo capita, spesso).

Quando lavori su WordPress come scegli quale editor utilizzare? Cambi ogni volta in base al progetto?

No, a meno che non sia espressamente richiesto dal cliente, uso sempre Gutenberg in accoppiata con Stackable.

Per creare menu con icone grafiche auto-create cosa consigli come tool? Io uso Inkscape per la grafica vettoriale ma non so come viene interpretato da WordPress.

Uso da sempre Adobe Illustrator ma mi sono prefissata di dare almeno un’occhiata ad  Affinity Designer su iPad perché sulla carta sembra una bomba. Anche con Sketch si possono realizzare icone vettoriali anche se mi sembra un po’ macchinoso.

Non fa comunque differenza lo strumento che usi, la cosa importante è che permetta l’esportazione in .svg se vuoi portare, ad esempio il tuo logo, nel tuo sito web.

Gli aggiornamenti annuali di Sketch sono “caldamente” consigliati o, secondo te, se ne può fare a meno? È sufficiente la prima versione acquistata per raggiungere qualsiasi obiettivo grafico?

Caldamente consigliati assolutamente NO! 🙂 

Uso Sketch da 3 anni abbondanti e non ho mai fatto nessun aggiornamento, l’ho pagato il primo anno e via. 

La versione che acquisti ha già tutto quello di cui hai bisogno per realizzare il tuo layout: gli aggiornamenti forniscono nuove feature o modi per prototipare più velocemente.

Quello che ti consiglio è di seguire gli aggiornamenti sulle release, e se trovi qualche nuova feature che ti stuzzica di procedere con l’aggiornamento. Ad ottobre, per esempio, con la versione 69 hanno introdotto le Variabili Colore che a mio parere sono una bomba e velocizzano di tanto il lavoro… infatti chissà cosa sto aspettando, devo aggiornare la mia versione di Sketch! 😀 

Cosa ne pensi di Underscore come framework?

Underscore non è un framework ma uno starter theme.

Con un framework (Genesis per esempio) vai a sviluppare il child-theme. Con uno starter theme, modifichi completamente il codice del tema originale e per renderlo tuo.

Underscore non l’ho mai usato, ma sembra interessante. Sicuramente con lo starter theme devi saperti destreggiare tra html, css e php, con il framework invece le cose sono un po’ più semplici.

Utilizzando il tema Genesis, posso editare solo il codice PHP o anche HTML/CSS/JS?

Anche HTML, CSS e JS.

Per un eCommerce consigli Shopify o altro per una buona resa grafica?

Shopify ha dei bei temi, quindi graficamente nulla da dire, ma se ti devo dire la mia preferisco tutta la vita WooCommerce. 🙂

YouTube Marketing: Come usare YouTube per ottenere clienti

IT_blog_24.-PAOLO_GRISENDI

Hai mai pensato di utilizzare YouTube per fare marketing personale e per la tua attività? 

Oggi YouTube è il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo dopo Google. È quindi fondamentale essere su YouTube se si vuole migliorare la propria visibilità online. Ma lo si deve fare nel modo giusto! Vediamo insieme come.

L’ospite di questo mese è Paolo Grisendi, esperto di video marketing e YouTube con oltre 75mila iscritti al suo canale e milioni di views. Da anni, Paolo insegna al pubblico come utilizzare al meglio YouTube per le proprie strategie digitali, rilasciando video tutorial settimanalmente.

Scopriamo insieme a lui come sfruttare al meglio i video per far crescere la propria visibilità e quella del proprio canale YouTube.

Sfoglia o scarica la presentazione di Paolo Grisendi 👇

YouTube marketing: Come usare il secondo motore di ricerca al mondo per ottenere clienti from SiteGround.com

Canale YouTube di Paolo

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Contratti per chi lavora nel digitale: come tutelarsi

IT_blog_4.-ALESSANDRO_VERCELLOTTI

Le professioni digitali sono ancora poco considerate dalla legislazione italiana ma chi lavora nel mondo dell’online sa bene quanti e quali rischi ci sono nel svolgere attività che riguardano la comunicazione del cliente che tanto è importante oggi. Non parliamo solo del problema del pagamento ma tutto quello che può riguardare ad esempio i danni alla brand reputation. 

Poi ci sono tutti i problemi legati a un cliente che ritarda nel consegnare il materiale o ad approvare l’avanzamento dei lavori. In tutto questo, non vanno sottovalutati i diritti relativi alla proprietà intellettuale di quanto realizzato o alla conclusione anticipata di un rapporto di collaborazione.

Vediamo insieme a Alessandro Vercellotti, l’Avvocato del Digitale, founder e partner dello studio Legal for Digital, formatore aziendale e autore per Flaccovio Editore, come creare contratti nel mondo del digitale che ti permettono di tutelarti senza rischiare di dover pagare per i tuoi clienti.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandro Vercellotti 👇

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Libro di Alessandro Vercellotti

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Sales page: progettare e scrivere per vendere

IT_blog_5.-DANIELA_SCAPOLI

Scrivere le pagine di vendita per i tuoi prodotti e i tuoi servizi ti toglie il sonno? Insieme vedremo come progettare e scrivere contenuti che funzionano: quelli che illuminano i tuoi punti di forza, rispondono ai bisogni dei tuoi clienti e insieme creano pagine di vendita interessanti, piacevoli da leggere e convincenti.

Che cos’è una Sales Page?

Una Sales Page non è altro che una pagina di vendita. Una pagina che fa parte della struttura del tuo sito e che corrisponde a una voce del tuo menu visitabile e consultabile.

È importante che ogni prodotto o servizio che includi nel tuo sito abbia una sales page dedicata, ma ancora più importante è che essa descriva il prodotto in termini di benefici per i tuoi clienti. Le sales page devono parlare dei bisogni e delle esigenze dei clienti più che dell’azienda e dei prodotti. Devono essere un punto di riferimento per chi ha una necessità da risolvere.

Guarda il webinar

Vediamo insieme a Daniela Scapoli, Content Writer e Editor che da anni scrive testi per siti web, blog e newsletter, come trasformare le pagine del tuo sito in pagine che vendono per davvero.

Sfoglia o scarica la presentazione di Daniela Scapoli 👇

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Le sales pages devono avere caratteristiche diverse dalle landing pages oppure possono essere equivalenti e avere gli stessi contenuti?

In linea di massima, a livello di contenuti, puoi considerarle equivalenti (anche una sales page può essere una pagina di atterraggio): in genere, le landing page non compaiono nel menu di navigazione del sito e non hanno il menu, perché devono far restare le persone sulla pagina. Sono pagine sulle quali atterri da campagne pubblicitarie di vario tipo e possono avere come obiettivo la raccolta dei dati, spesso in cambio di un incentivo come un ebook gratuito.

Se ti interessa approfondire (molto) l’argomento landing page, ti consiglio (in inglese) The Landing Page Cookbook di David Oudiette. Guarda anche il webinar di Siteground Crea fantastiche landing page con il nuovo editor WordPress

Ci sono strategie o trucchi per immedesimarsi nel mondo del cliente ideale?

Ce ne sono molti e a tanti livelli di raffinatezza: per iniziare, ti consiglio di cercare informazioni sulla mappa dell’empatia, con una ricerca su Google troverai tanti esempi utili su come usarla

Quale differenza c’è fra una scrittura efficace per una sales page e scrittura efficace per un post sponsorizzato di Facebook?

Scrivere testi più brevi e accattivanti spesso è più difficile che scrivere sales page: ci vuole un po’ di esercizio per condensare in poche parole le ragioni per cui le persone che vedranno il tuo post dovrebbero fare quello che gli stai chiedendo e quali benefici ne ricaveranno, ma mantieni saldo questo punto di vista per evitare di ridurre il tuo post a una semplice e più sterile descrizione della tua offerta. Anche in un post corto puoi aprire chiarendo a chi ti stai rivolgendo, sviluppare il tuo testo attorno ai “pain points” e poi chiudere con una call to action ben formulata.

La sales page dovrebbe essere la home page?

La home page ha una funzione diversa: se entri su un sito dalla pagina iniziale, questa deve farti capire con chiarezza dove ti trovi e guidarti all’esplorazione del sito, quindi anche a scoprire le varie pagine dedicate ai prodotti e ai servizi.

Se si ha uno store su Etsy, hai qualche consiglio da dare per rendere accattivante gli annunci su questa piattaforma?

A livello di contenuti, gli stessi consigli che ho dato per le sales page: racconta bene il prodotto, come lo hai fatto e con quali materiali, le sue caratteristiche così come le destinazioni d’uso (dipende anche da quanto è particolare quello che produci) e altre idee per usarlo. E belle foto, mi raccomando!

Come fare a creare sales paghe in caso tu stia vendendo prodotti d’antiquariato e ne stai vendendo centinaia?

Se sono divisi per categoria e se hai una pagina madre per categoria di prodotto, puoi lavorare anche su quella per raccontare gli oggetti che il visitatore potrà trovare approfondendo la ricerca. Non sono un’esperta di antiquariato ma come visitatore di un sito mi apetterei di trovare nelle schede prodotto le informazioni fondamentali che mi raccontano un po’ la storia del pezzo e sicuramente in che condizioni è. È un lavorone, lo so!

Un template del genere come lo si può applicare ad un blog (es. cucina) oppure ad una struttura ricettiva?

Prendiamo l’esempio del blog di cucina: se sei una professionista del settore e usi i tuoi post (che immagino saranno ricette) per mostrare come lavori, ti direi di concentrarti sulle altre pagine, a partire dall’about page: anche quando racconti chi sei lo puoi fare parlando di te in ottica di quello che sai e puoi fare per chi potrebbe chiederti una collaborazione.

Divi: sulla frontiera del web design con il tema WordPress più potente di sempre

IT_blog_6.-PASCAL_CLARO

Il tema WordPress Divi ti dà accesso a un potentissimo page e theme builder che ti consente di realizzare visivamente ogni singolo aspetto del tuo sito: dalla grafica degli articoli alle pagine prodotto di WooCommerce.

Insieme a Elementor e Brizy, Divi è tra i page builder più usati al mondo!

Guarda il webinar

Divi: il tema WordPress più potente di sempre from SiteGround.com

Quali sono i punti di forza di Divi?

I punti di forza di Divi sono: 

  • l’usabilità e l’estrema intuitività del suo builder, 
  • la disponibilità di centinaia di layout grafici pre impostati e di altissima qualità che ti consentono di creare landing page, e-commerce, blog e siti vetrina dall’aspetto professionale anche se parti da zero,
  • le centinaia di community di supporto sparse per il mondo,
  • le potenzialità infinite grazie alle integrazioni con plugin di ogni tipo.

Rispetto agli altri page builder Divi ha una maggiore attenzione a tutti gli aspetti di web design e fornisce strumenti più immediati per aiutare al meglio anche chi non è un designer professionista.

In questo webinar esploriamo Divi in ogni suo dettaglio e scopriamo insieme se questo fantastico tema WordPress fa per te e se è la scelta giusta per il tuo prossimo progetto online!

Scopri il corso base su Divi di Pascal

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Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Pascal e qui di seguito trovate le sue risposte.

Le tue domande su Divi

Ho un abbonamento con Elementor, quali sono le ragioni per le quali dovrei passare a Divi?

Divi e Elementor sono entrambi ottimi strumenti, a mio avviso Divi offre più potenzialità per il web design e per la facilità di creazione delle pagine e dei contenuti, Elementor invece è attualmente imbattibile per gli strumenti di marketing come il suo widget di contatto, che funziona anche da optin, e il sistema di popup integrato. Qui trovi un video + post per approfondire il confronto tra Divi e Elementor.

SEO e DIVI: ci potresti dare qualche info su come l’utilizzo di Divi ha effetti sulla SEO?

Divi, come tutti i temi e i page builder premium per WordPress, è perfettamente strutturato per sostenere una buona strategia SEO, è compatibile con Yoast SEO, con Rank Math e con tutti i principali plugin per gestire la SEO del proprio sito. Qui un video dove approfondisco la SEO con Rank Math.

Per migliorare le performance di Divi esistono dei plugin diversi tra cui DIVI Enhancer quale è il migliore e/o il più consigliato?

Per migliorare le performance consiglio vivamente di partire da SiteGround Optimizer se si usa SiteGround come hosting, è uno dei plugin più semplici e efficaci per la gestione dell’ottimizzazione delle performance. Altri plugin che ho testato con Divi e che hanno dato ottimi risultati in termini di performance sono: Autoptimize, WP Rocket, Flying Pages.

Per quanto riguarda la funzione responsive, è necessario modificare ogni singola sezione creata impostandola su modalità smartphone?

Non necessariamente, Divi ha già pre integrata una sua funzione responsive per le sezioni e per i moduli. Se si vogliono personalizzare nel dettaglio le opzioni di visualizzazione si può ricorrere poi alla modifica di ogni impostazione per ogni singolo dispositivo.

Per chi ha già un sito web e vuole passare a Divi (o a Elementor), deve impostare in off il sito web durante la modifica e la definizione del sito nuovo? Oppure il sito vecchio può rimanere pubblico e si può lavorare su quello nuovo nel mentre? 

Di solito l’ideale è creare un’area di staging in locale o online sul proprio spazio hosting. In questa area staging si possono fare tutti i test e si può imbastire il nuovo sito. Una volta terminato il sito si sincronizzano eventuali clienti o iscritti e poi si procede alla sostituzione del sito vecchio con quello nuovo. Io di solito uso plugin come UpdraftPlus Migrator o All in one WP Migration per gestire lo spostamento di qualsiasi sito WordPress. Qui trovi una nostra guida sulla migrazione di siti WordPress.

Anche con Divi è utile costruire il sito sul child?

Certo, l’uso del tema child è sempre indicato in questi casi. Il tema child ti consente di creare delle personalizzazioni avanzate al file functions.php o di inserire personalizzazioni a livello dei file del tema, senza che queste vengano sovrascritte con l’aggiornamento del tema padre.

In Divi nei settings ci sono “Minify And Combine Javascript Files” e “Minify And Combine CSS Files” da attivare . Secondo me non funziona nel migliore dei modi in quanto Google Pagetechnology li indica sempre come lenti e consiglia modifiche. Cosa consigli a riguardo?

Come detto in una delle domande precedenti, consiglio di usare SiteGround Optimizer ed eventualmente fare dei test con altri plugin di ottimizzazione come WP Rocket o simili.

Ho attivo un eCommerce con tema Enfold tramite WooCommerce. Installando Divi posso procedere andando a modificare e personalizzare le pagine già esistenti create con WooCommerce? Se si, ho dei limiti rispetto ad avere il tema Divi nativo anche in termini di velocità?

Non consiglio di mischiare troppi strumenti su uno stesso sito. Enfold è già un tema ricco di potenzialità e di funzioni avanzate, installando la versione plugin del Divi Builder si potrebbe appesantire un po’. Prova a fare dei test su un’area di staging e vedi come reagisce. Altrimenti ti consiglio di provare ripartendo da zero, se ti interessa abbiamo su Imparaqui un corso approfondito su Divi e WooCommerce.

Io mi trovo quasi sempre delle visualizzazioni in modalità smartphone diverse dalla reale visualizzazione che compare sul mio telefono (ho un iPhone 6). Come mai? Può dipendere da qualche mio errore o è un problema di Divi?

Di solito è sempre bene controllare su diversi dispositivi e fare delle eventuali rifiniture usando il CSS. Se le grafiche sono molto diverse rispetto all’anteprima responsive di Divi potrebbe trattarsi di un bug o di qualche opzione settata male. Scrivendo all’assistenza di Divi puoi farti aiutare ulteriormente e capire se si tratta di errori tuoi o bug del builder.

Si può fare una traduzione da Italiano a Francese dei nuovi moduli nella sezione Generatori di temi, con WPML?

Per gestire le traduzioni interne al tema e al page builder suggerisco di usare il plugn Say What? Qui trovi una breve spiegazione su come usarlo con Divi.

Quali sono le performance di DIVI a livello di First Contentful Paint e First Meaningful Paint

Possono variare molto a seconda della quantità di plugin aggiuntivi installati sul tuo sito. Per gestire l’ottimizzazione consiglio SiteGround Optimizer, WP Rocket o simili.

Divi è compatibile con il Plugin WPBakery Page Builder? (nel caso in cui volessi utilizzarlo come variante in una pagina del sito)

Possono coesistere se carichi il Divi Builder nella sua “versione plugin” e se li usi su pagine diverse del sito ma rischi comunque di andare in contro a qualche conflitto. Se vuoi usare Divi solo per alcune landing page valuta di installarlo su un sottodominio o sottocartella.

Certe volte nasce l’esigenza di trasformare in app un sito web. Divi è compatibile con plugin come Web2App?

Non ho mai avuto esperienza di questo tipo di interventi. Il consiglio che ti do è contattare le rispettive assistenze di Divi e di Web2App per sapere il grado di compatibilità e la fattibilità dell’operazione.

Elementor: esploriamo le possibilità del page builder più scaricato al mondo

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Elementor è un page builder per WordPress rapido e performante che permette a principianti e a professionisti di realizzare siti internet efficaci in poco tempo e con ottimi risultati.

Il grande vantaggio dei page builder come Elementor è quello di poter realizzare visivamente ogni aspetto di un sito: le pagine statiche, la struttura degli articoli e gli archivi del blog, le schede prodotto di un e-commerce, e tantissimo altro! Con Elementor non serve mettere mano al codice o avventurarsi lontano con php, CSS e HTML, ma è sufficiente avere una buona guida iniziale per prendere confidenza con lo strumento.

In questo webinar Pascal Claro, YouTuber, Blogger e Web Designer esperto di WordPress e Web Marketing, fondatore della scuola online di imparaqui.it, ci mostra i passaggi per iniziare a lavorare con Elementor, la configurazione ideale per chi parte da zero e i principali tipi di siti che possono essere realizzati con questo potente strumento.

Sfoglia o scarica la presentazione di Pascal Claro 👇

Elementor: esploriamo le possibilità del page builder più scaricato al mondo from SiteGround.com

Scopri il corso base su Elementor di Pascal

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Pascal e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Usare Elementor è alternativo a WordPress?

No. Elementor e Elementor PRO sono dei un plugin per WordPress quindi hanno bisogno di questo CMS per funzionare ed essere utilizzati.

Gutenberg può sostituire Elementor?

Solo per alcune funzioni base di creazione delle pagine. Le funzionalità di Gutenberg sono ancora limitate dal punto di vista della personalizzazione. Usando solamente Gutenberg, allo stato attuale, non è possibile intervenire su header, footer, gestione archivi e liste di post, custom post type, blocchi avanzati per gestione newsletter e form di contatto, ecc. Con Elementor PRO invece, si possono eseguire tutte queste personalizzazioni e si ha una libertà di intervento maggiore rispetto all’editor a blocchi. Probabilmente Gutenberg arriverà agli stessi livelli di Elementor e degli altri page builder fra qualche anno.

Elementor rallenta la velocità del sito? Quanto impatta l’uso di Elementor sulla PageSpeed ed è possibile velocizzare il suo caricamento?

Come tutti i page builder Elementor non è leggero. Per velocizzare il sito bisogna scegliere dei plugin di ottimizzazione come SiteGround Optimizer, WP Rocket o simili e lavorare molto sulla compressione delle immagini, sul limitare il numero di plugin installati, limitare i video e i file embeddati nelle pagine.

Se ho già un sito WordPress con un tema e passo a Elementor (Free o Pro) cosa succede? Devo cambiare tema? Perdo l’attuale design? 

Dipende dal tema che hai. Se è un tema compatibile con Elementor ti basterà installare Elementor e attivarlo sulle pagine che vuoi modificare. Se usi Elementor PRO potrai prendere il controllo del sito passo passo usando le funzione del theme builder, senza paura che si scombinino i contenuti del sito.

Elementor PRO o versione PRO del tema? La versione PRO di Elementor è in grado di far performare al massimo un tema free WP? O l’unica soluzione sarebbe quella di acquistare entrambi, in versione PRO? 

Come ho sottolineato nel webinar: se si usa Elementor PRO il tema diventa inutile, è quindi consigliabile scegliere Hello Elementor o dei temi base compatibili con Elementor. Se si usa Elementor Free allora è sufficiente scegliere un buon tema moderno e compatibile con Elementor (es. Blocksy qui un tutorial su questo tema), in questo secondo caso ci saranno tuttavia molte limitazioni di personalizzazione del sito.

Se acquisto Elementor Pro per un anno, cosa succede al sito se non rinnovo dopo la scadenza?

Semplicemente non si ricevono più gli aggiornamenti del plugin e non si ha più accesso all’assistenza premium sul sito di Elementor. La mancata ricezione di aggiornamenti può portare alla lunga a incompatibilità con WordPress o con temi e plugin di terze parti. Infine si rischia di non ricevere importanti aggiornamenti per la sicurezza.

È possibile creare un questionario con Elementor Pro?

Dipende. Se vuoi creare un semplice form per raccogliere risposte lo puoi fare con il Widget “Modulo” che è molto versatile e contiene campi di ogni tipo: checkbox, testo, radio buttons, ecc. Se però vuoi creare un questionario avanzato con multi step e altre funzioni dedicate, allora serve un plugin esterno.

Posso creare e gestire pagine con lo stesso dominio utilizzando Divi su alcune e Elementor Pro su altre?

Meglio non mischiare i due page builder nella stessa installazione di WordPress, è preferibile usare un sottodominio o una sottocartella.

Elementor va in conflitto con gli elementi del tema? Ad esempio, se voglio creare un footer alternativo, perchè quello del tema non mi piace, posso farlo senza problemi?

Sì, se hai Elementor PRO per creare il piè di pagina, allora il footer del tema verrà sovrascritto. Ricorda comunque che, data la grande varietà di temi, potrebbe capitare che in alcuni casi ci siano dei conflitti.

Scrivendo un articolo in una sezione su un’unica colonna, usando l’editor di testo, non riesco a inserire a metà articolo un’immagine di fianco a un testo (su 2 colonne). E’ possibile?

Per scrivere gli articoli consiglio sempre di usare Gutenberg per i contenuti e Elementor PRO per definire gli elementi dinamici a contorno dell’articolo (autore, immagine in evidenza, post correlati, ecc.). Se vuoi comunque usare Elementor e creare una sezione con testo e immagine su due colonne affiancate dovrai usare il widget “Sezione interna” Per approfondire la creazione di un blog con Elementor invito a seguire il corso Elementor Basic su Imparaqui.