Sfruttare la potenza della SEO Off-Page: la guida definitiva

guida seo off-page

Una strategia SEO, per essere di successo, richiede sforzi di ottimizzazione sia nelle pagine (on-page) sia al di fuori (off-page). È la combinazione di queste due tecniche che produce risultati sostenibili a lungo termine nella ricerca di Google.

Ma non pensare che stia solo parlando di backlink! La SEO Off-Page oggi è molto più che avere alcuni link verso il tuo sito su fonti esterne.

Dopo aver discusso in dettaglio cos’è la SEO On-Page, oggi vorrei esplorare la SEO Off-Page, in modo da poter comprendere meglio come è possibile utilizzare questa tecnica per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e indirizzare un traffico più organico sul tuo sito web.

Prima di iniziare, lasciami dire che non parleremo solo di fattori SEO. Piuttosto, parleremo di te e di come puoi contribuire alla tua comunità.

Che cos’è la SEO Off-Page?

Mi piace considerare la SEO Off-Page come un processo per aiutare i motori di ricerca a capire il tuo “chi”, “perché” e “cosa”. In particolare, la SEO Off-Page si concentra sulla costruzione della percezione del tuo sito, dimostrando la tua competenza, autorità e fiducia.

Google menziona tutto questo nella sua guida sulla qualità della ricerca, rilasciata per la prima volta nel 2015. Google aggiorna spesso questo documento e le ultime versioni hanno forti riferimenti a E-A-T, che significa competenza, autorevolezza e affidabilità (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness in inglese).

E-A-T aiuta Google a sapere se:

  • Sei un sito o blog affidabile
  • Sei considerato un’autorità nella tua materia, argomento o settore
  • Se fornisci contenuti di alta qualità che piacciono e di cui le persone si fidano

I motori di ricerca hanno cercato per decenni di trovare un modo per restituire i migliori risultati per una determinata frase di ricerca. Per fare ciò, tengono conto dei fattori SEO On-Page e Off-Page. 

I fattori SEO Off-Page sono importanti perché questi dati forniscono ai motori di ricerca una migliore indicazione di come il mondo percepisce il tuo sito. Un sito utile ha più probabilità di avere un numero di dati e contenuti creati da utenti esterni al sito.

Fattori della SEO Off-Page

Esistono una varietà di fattori della SEO Off-Page che variano di anno in anno e per settore. Nel momento in cui Google modifica il suo algoritmo e l’intelligenza artificiale, ciò che prima era importante per la SEO cambia. E mentre i consulenti SEO tentano di lavorare sul ranking di Google, i fattori SEO Off-Page cambieranno ancora e ancora.

Quindi come puoi rimanere aggiornato su ciò che conta davvero per la SEO Off-Page? 

Devi concentrarti sul marketing tradizionale e sulle pubbliche relazioni che forniscono un mezzo per condividere liberamente ciò che sai e ciò che hai con le persone all’interno della tua comunità.

I fattori della SEO Off-Page e gli sforzi di marketing includono:

  • Google My Business
  • Menzioni e citazioni del tuo brand su altri siti, articoli o media
  • Profili e attività sui social
  • Articoli su altri blog
  • Scrivere in un forum o rispondere a quesiti e thread su siti come Quora e Reddit
  • Interviste e apparizioni su podcast e altri tipi di trasmissioni
  • Organizzazione di eventi e presentazioni
  • Siti di video
  • Recensioni degli utenti 
  • Domini e backlink di riferimento
  • Elenchi e directory locali

Tutti questi fattori aiutano Google a collegare i punti – in questo caso online – per vedere come tu e il tuo sito interagite con la comunità. Maggiore è l’interazione con la community, maggiore è la pertinenza e l’autorità che hai nei confronti di Google.

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E i backlink?

Un backlink, noto anche come inbound link, viene creato quando un sito di terze parti rinvia ai tuoi contenuti. I backlink aiutano a promuovere la brand awareness, il traffico verso il sito e a migliorare il posizionamento organico nella ricerca. 

Esiste un ampio segmento della SEO che si concentra sui backlink. Vengono creati siti finti con richieste di backlink a pagamento e addirittura utilizzo di malware per creare backlink a livello di codice senza che i legittimi proprietari ne siano a conoscenza.

Non fatelo e non fatevi tentare! Non solo tutto ciò viola le regole di Google, ma è anche una totale perdita di tempo e denaro. 

Quando si discute di backlink, Google afferma chiaramente:

Tutti i link creati per manipolare il PageRank o il ranking di un sito nei risultati di ricerca di Google potrebbero essere considerati parte di uno schema di link e quindi una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link al tuo sito o i link in uscita dal tuo sito.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di schemi di link che possono influire negativamente sul posizionamento di un sito nei risultati di ricerca:

  • L’acquisto o la vendita di link per aumentare il PageRank. Ciò include lo scambio di denaro in relazione a link o post che contengono link, lo scambio di beni o servizi in relazione a link o l’invio a qualcuno di un prodotto “gratuito” in cambio di una recensione positiva e dell’inclusione di un link.
  • Scambio eccessivo di link (“Collegati a me e io mi collego a te”) o creazione di pagine partner esclusivamente per lo scambio di link.
  • Campagne di marketing di articoli o di pubblicazione degli ospiti su larga scala con link di anchor text pieni di parole chiave.
  • Utilizzo di programmi o servizi automatizzati per creare link al tuo sito
  • La richiesta di un link nell’ambito di Termini di servizio, di un contratto o altro accordo simile senza consentire a un proprietario di contenuti di terze parti di scegliere se usare o meno il metodo nofollow o un altro metodo per bloccare il PageRank.

Inoltre, la creazione di link che non sono stati inseriti dallo staff redazionale o raccomandati dal proprietario del sito in una pagina, noti anche come link non naturali, può essere considerata una violazione delle nostre istruzioni. Di seguito sono riportati alcuni esempi comuni di link non naturali che potrebbero violare le nostre istruzioni:

  • Pubblicità in formato testo per aumentare la classificazione PageRank.
  • Inserzioni o pubblicità nativa che prevedono la ricezione di un pagamento per gli articoli che includono link per trasferire il PageRank.
  • Link con anchor text ottimizzato in articoli o comunicati stampa distribuiti su altri siti. 
  • Link di siti di directory o segnalibri di bassa qualità.
  • Link con tante parole chiave, nascosti o di bassa qualità incorporati in widget distribuiti su vari siti.
  • Link diffusi in piè di pagina o modelli di vari siti.
  • Commenti nei forum con link ottimizzati nel post o nella firma.

Il modo migliore per incoraggiare l’inserimento in altri siti di link di qualità e pertinenti al tuo è creare contenuti univoci e peculiari, in grado di acquisire naturalmente popolarità nella comunità di Internet. La creazione di validi contenuti paga: i link sono solitamente voti redazionali dati per scelta e maggiore è l’utilità dei tuoi contenuti, maggiori saranno le probabilità che un altro utente li ritenga validi per i propri lettori e inserisca un link a essi.

Dopo aver letto la dichiarazione di Google, è difficile credere che ci siano ancora aziende SEO che contattano per proporre scambi di link o sistemi di backlink. Ma ci sono, e come esperto di marketing devi stare alla larga da loro per proteggere te stesso e il tuo sito.

I migliori backlink provengono dall’essere parte di una community, aiutando le persone e condividendo le proprie conoscenze. In oltre 15 anni di attività SEO, non ho mai svolto attività di backlink o pagato per un backlink. E non lo farò mai.

Ho invece creato contenuti di qualità, ho parlato in diverse conferenze del settore, sono stata intervistata in podcast, ho creato webinar gratuiti e mi sono resa disponibile ad aiutare gli altri.

Tutte queste attività hanno naturalmente portato backlink da molti siti web autorevoli e di alta qualità. E questo è esattamente ciò che Google vuole.

Differenziati e costruisci il tuo E-A-T

Nel 2014 ho tenuto la mia prima presentazione al WordCamp di Miami. Si intitolava Be the Peacock (Trasformati in un pavone) e si focalizzava sulla costruzione di un brand online. Fare SEO Off-Page è lo stesso tipo di concetto. 

In quella presentazione parlai di come ogni giorno vengono registrate migliaia e migliaia di nuovi URL. Internet è cresciuto così tanto che è difficile distinguersi e farsi notare. È difficile farsi vedere ed è ancora più difficile essere ricordati.

Per attirare pubblico online a lungo termine devi essere come un pavone. Devi mostrare la tua bellezza con orgoglio. Non sai chi apparirà o quando, quindi devi assicurarti di essere colorato e di essere ricordato per la tua unicità.

Devi capire cosa ti distingue dalle masse e cosa farà ricordare a qualcuno la tua bellezza. Devi essere bello e audace.

Quella presentazione parlava di un tema molto personale perché da bambina ero timida e balbettavo. Facevo lezioni di recupero in quinta elementare e sono quasi stata bocciata. Non mi identificavo con un bellissimo pavone. Pensavo di non essere nulla e di non importare a nessuno.

All’epoca non avrei mai immaginato di parlare in conferenze in tutto il mondo, apparire come ospite nei miei podcast preferiti o scrivere guest post per aziende come SiteGround. Non avrei mai immaginato che un giorno le persone mi avrebbero pagato per consigli SEO su siti come Clarity.fm. Non avrei mai immaginato che a qualcuno sarebbe importato chi sono e cosa avevo da dire. Mi sbagliavo.

Allora, cos’è successo? Come sono arrivata così lontano da quella bambina che a malapena poteva parlare in pubblico? Come ho trovato i miei colori e come sono riuscita a stendere le mie piume?

Ho trovato una passione, uno scopo nel mio lavoro e mi sono resa conto di avere il desiderio di dare qualcosa in cambio alla comunità. Questo ha cambiato tutto.

Sono cresciuta in una piccola città da un gruppo di genitori surrogati e quando sono diventata adulta, sapevo che volevo restituire alla società qualcosa come ringraziamento per tutte quelle zie e zii che mi hanno aiutato a crescere da bambina.

Quel desiderio di restituire e aiutare gli altri ha permesso al mio pavone interiore di manifestarsi e mi ha permesso di diventare un’esperta di SEO Off-Page. Non perché stavo inseguendo backlink o menzioni dei media. Volevo solo fare del bene e volevo condividere le mie conoscenze in modo da poter aiutare gli altri.

Questo è il modo in cui la SEO Off-Page funziona davvero. Quando diventa naturale e quando la tua E-A-T (competenza, autorevolezza e affidabilità) con Google si sviluppa senza che tu abbia mai chiesto a nessuno un backlink o una menzione.

Ricorda…

Quando pensi alla SEO Off-Page e ti chiedi cosa puoi fare per aiutarti a costruire la tua reputazione con Google, voglio che ripensi alla mia storia e come la vita e il tempo mi hanno permesso di diventare un pavone colorato. 

Voglio che ti guardi dentro per trovare la tua passione e il tuo scopo. E poi voglio che tu lo trasformi in un bene per la tua comunità. 

Quando lo farai, arriverà anche la SEO Off-Page. 

Un promemoria finale per la SEO Off-Page

I proprietari di siti – inclusa me stessa – tendono a portare avanti una sola tecnica. Si concentrano interamente sulla SEO On-Page e dimenticano la SEO Off-Page o viceversa. La verità è che hai bisogno di entrambi per posizionarti nella ricerca. 

La SEO On-Page aiuta a stabilire le basi SEO per il tuo sito. La SEO Off-Page segue questi sforzi convalidando la tua reputazione e costruendo il tuo E-A-T con Google.

Devi trovare l’equilibrio di entrambe le tecniche SEO per dimostrare di avere contenuti di qualità e che il mondo si affida a questi contenuti. 

Una volta dimostrata la tua autorità tramite la SEO Off-Page, i tuoi sforzi SEO On-Page saranno molto più efficaci e forniranno risultati migliori.

Quando pensi alla SEO Off-Page, ricorda di concentrarti sulla tua passione, il tuo scopo e la tua comunità. Restituisci agli altri il più possibile e vincerai. 

Che cos’è l’ottimizzazione SEO On-Page e come gestirla facilmente

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Quando si pensa all’ottimizzazione dei contenuti per la ricerca, molti esperti di marketing sono sopraffatti perché abituati a sentire i consulenti SEO parlare di formule, algoritmi di Google e concetti come la densità di parole chiave. Negli ultimi anni è molto cambiato nel mondo della SEO On-Page e puoi mettere da parte molti degli aspetti prima citati, perché Google non funziona più in questo modo.

Per esempio, la densità delle parole chiave non esiste più, così come molte altre tattiche e miti sulla SEO della vecchia scuola.

Non esiste una formula perfetta per l’ottimizzazione SEO On-Page dei contenuti. Per vincere nel mondo della ricerca, oggi devi rimanere concentrato sulla scrittura di contenuti per il lettore, sulla risoluzione dei problemi per le persone e sull’aiutare i motori di ricerca a individuare il contenuto giusto per una determinata frase di ricerca.

Al centro di tutto, c’è dunque un’attenzione estrema all’ottimizzare il contenuto per le persone. E onestamente, ne sono davvero contenta perché rende l’intero processo SEO molto più semplice.

Cambiamenti recenti nell’ottimizzazione On-Page

Gli ultimi anni sono stati anni cardine per la SEO. Abbiamo visto enormi cambiamenti nel tipo di contenuto che Google desidera e premia con un posizionamento nella prima pagina dei risultati di ricerca. Vorrei evidenziare subito alcuni di questi elementi, sperando di indirizzarti nella giusta direzione.

Ecco quali sono i maggiori cambiamenti che ho individuato nella SEO moderna:

  • Un forte desiderio e attenzione alla risoluzione dei problemi dei lettori.
  • La presenza di parole chiave più lunghe che guidano la ricerca e portano la maggior parte del traffico a siti e blog.
  • Una maggiore necessità di contenuti lunghi che coprono completamente un determinato argomento.
  • Una forte attenzione alla leggibilità.
  • Un focus sull’accessibilità in modo che tutti possano capire la natura dei collegamenti, delle immagini e del flusso di contenuti.
  • La necessità di sottotitoli ed elenchi per una facilità d’uso sui dispositivi mobili.
  • La necessità di brevi paragrafi per facilitare la lettura sui dispositivi mobili.
  • La necessità di immagini in primo piano per la condivisione e la distribuzione sui social.
  • Un forte desiderio di contenuti multimediali (video, podcast, immagini, etc.).
  • Un allontanamento da dati binari come la densità delle parole chiave.
  • Un avvicinamento a varianti di parole chiave e argomenti.
  • Una forte dipendenza dal linguaggio semantico.

Non lasciare che il termine “semantica” ti preoccupi. Significa semplicemente che stai usando parole descrittive che aiutano Google a comprendere meglio la natura dei tuoi contenuti nel loro insieme.

 Ho detto che il contenuti lunghi sono importanti ed ecco perché:

  • I contenuti lunghi possono approfondire un argomento e, in tal modo, possono rispondere meglio alla domanda di chi sta effettuando la ricerca.
  • I contenuti lunghi tenderanno a favorire una maggiore condivisione sui social, il che favorirà un numero maggiore di visitatori e una maggiore visibilità sui motori di ricerca.
  • I contenuti lunghi soddisfano maggiormente il lettore, che a sua volta porterà più backlink.

Il nuovo benchmark per la lunghezza dei contenuti:

  • Per le ricerche nazionali (pensa a una ricerca su come trattare una scottatura solare) il mio suggerimento è di scrivere almeno 1.000 parole, in genere siamo attorno alle 2.000. Ci vuole molto testo per presentare accuratamente un problema e definire la soluzione.
  • Le ricerche locali (pensa a una ricerca di un ristorante giapponese nella tua città) non richiedono molto contenuto, perché sono meno informative. Sono più semplice e più dirette, quindi i contenuti non devono essere così approfonditi o lunghi. Puoi classificare qualcosa localmente con un minimo di 500 parole.

Nella SEO di oggi non esiste un numero magico per la quantità ideale di parole in una pagina. Il trucco è quello di creare contenuti migliori rispetto agli altri siti classificati nella SERP (pagina dei risultati dei motori di ricerca). Se riesci a farlo, puoi posizionarti per primo con 500 parole, 1.000 parole o 5.000 parole.

Prendi sempre in considerazione la formulazione semantica

Mentre ottimizzi i tuoi contenuti per i motori di ricerca, stai aiutando gli stessi contenuti a essere trovati per il giusto termine di ricerca. Non esiste alcuna magia associata all’ottimizzazione. La cosa fondamentale è  assicurarsi di essere chiari nella scrittura dei contenuti.

Supponiamo che per questo esercizio abbia deciso che la mia parola chiave è “hosting WordPress ” e che io voglia posizionare questa parola chiave.

La prima cosa che devo fare è pensare a frasi alternative che si possano allineare semanticamente a questa frase. In altre parole, quali cose vengono naturalmente discusse insieme all’hosting di WordPress? 

Per esempio:

  • Sito web o blog
  • Prestazioni o velocità
  • Costo 
  • Aggiornamenti software
  • Backup
  • Hosting provider
  • Migrazione
  • SSL
  • Supporto tecnico

Se parlo di hosting WordPress, suppongo che il contenuto includa naturalmente  quegli elementi di cui sopra. Gli elementi sopra riportati possono a loro volta portare a diverse varianti della mia frase principale “hosting WordPress”. Queste potrebbero includere:

  • Sito web WordPress
  • Blog WordPress
  • Migrazioni di siti WordPress
  • Piani di hosting WordPress
  • Prestazioni di WordPress
  • Velocità del sito 
  • Backup del sito 
  • Migrazione di blog

Le persone tendono a sbagliare quando scrivono in ottica SEO perché conoscono fin troppo bene l’argomento e potrebbero saltare dettagli importanti.

Ad esempio, direi semplicemente che “costa 12 euro al mese” ha senso per chi scrive. Ma i motori di ricerca e i lettori potrebbero chiedersi quale sia il soggetto e cosa sia incluso nel “costo” che dovrebbero pagare.

Un uso migliore di questo testo potrebbe essere avere una sezione del sito dedicata al “Costo dell’hosting WordPress” al cui interno parleremo di tutte le cose che sono incluse in questo piano di hosting.

Questo non è solo utile per il lettore, incoraggiandolo a diventare un cliente, ma è anche utile per i motori di ricerca.

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Crea uno schema per guidare la tua scrittura

Questo mi porta al prossimo importante elemento della SEO On-Page, che è la struttura del contenuto. Dovresti sempre avere una struttura dei contenuti quando scrivi per il web. 

Nel nostro caso, parleremo semplicemente delle cose che vorremmo coprire. E quelle “cose” si devono ricollegare ai lettori (persone!) che vogliamo servire.

Per creare una pagina web forte che parla di hosting WordPress, dobbiamo coprire le cose che contano davvero per le persone che leggono. Per esempio:

  • Introduzione – Questa sezione fornisce una buona panoramica sull’hosting WordPress e sulla nostra offerta, sia per le persone, sia per i motori di ricerca.
  • Chi – Questa sezione evidenzia chi usa il nostro hosting, a chi è adatto. Potrebbe trattarsi di siti web e blog o eCommerce.
  • Che cosa – Questa parte descrive cosa è incluso nella nostra offerta. Includiamo elementi come certificati SSL, backup giornalieri del software, aggiornamenti automatici di WordPress e plugin, funzionalità di sicurezza come la protezione firewall e così via. 
  • Come – In questa sezione forniamo informazioni su come vengono eseguiti i servizi di cui sopra, oppure possiamo fornire dettagli su migrazioni, supporto, etc.
  • Perché – Questa sezione evidenzia l’esperienza che abbiamo, il team tecnico che impieghiamo o la disponibilità del personale al supporto 24/7.
  • Chiusura – Questo è un paragrafo di chiusura che reitera gli argomenti discussi e riassume tutto per il lettore.

Questa è una delle strade da percorrere. Potresti invece focalizzare le tue sezioni su elementi chiave dell’hosting come:

  • Introduzione
  • Prezzo
  • Prestazioni
  • Facilità d’uso
  • Sicurezza
  • Supporto
  • Chiusura

Il punto principale è che hai un piano e questo piano risponde alle domande dei tuoi lettori, fornendo allo stesso tempo struttura e linguaggio semantico per aiutare i motori di ricerca a comprendere la natura del contenuto e a chi può servire questo contenuto.

E se dovessimo guardare il conteggio delle parole, finiremo tranquillamente oltre le 3000 parole, perché non c’è modo di discutere tutti gli elementi sopra citati con meno.

10 elementi chiave della SEO On-Page ai quali fare attenzione

I miei consigli possono essere usati per ottimizzare una pagina, un articolo o una scheda prodotto. Ecco alcuni aspetti da considerare quando inserisci i tuoi contenuti in un sito web.

Nome o titolo della pagina

  • Questo è il nome che dai alla tua pagina quando la crei.
  • Scegli un nome pertinente a ciò di cui tratta il contenuto.
  • Assicurati che il nome sia univoco e non ripeta il nome di un’altra pagina.
  • Mantieni il nome abbastanza corto in modo che sia facile da leggere.
  • Includi la parola chiave, ma non ripeterla.

URL

  • L’URL è l’indirizzo del sito per un contenuto. L’URL viene visualizzato come parte di un risultato di ricerca in Google e appare sotto il titolo e lo snippet del documento.
  • Dovrebbe sempre includere la tua parola chiave.
  • Deve essere il più breve possibile.

Titolo H1

  • L’H1 (Titolo 1) è l’elemento più importante e non deve mai essere omesso su una pagina, un post o un prodotto. 
  • Assicurati che il tuo sito o il tuo tema WordPress utilizzi le intestazioni H1.
  • Assicurati che il tuo sito o il tuo tema WordPress utilizzi solo un’intestazione H1 per ogni URL.
  • Includi la tua parola chiave nel tag H1.

Sottotitoli H2-H6

  • I motori di ricerca li useranno per comprendere meglio la struttura della pagina.
  • Li abbiamo creati sopra quando stavamo creando la struttura dei contenuti (prezzo, prestazioni, sicurezza, etc.).
  • Mantieni i sottotitoli con le iniziali maiuscole e non usare frasi lunghe.
  • Utilizza contenuti unici per ogni titolo.

Testo del paragrafo

  • È semplicemente il contenuto della pagina. 
  • Includi la parola chiave e le sue varianti più volte nel contenuto.
  • Usa la parola chiave nella prima frase della pagina e, se ciò non è possibile, nel primo paragrafo.
  • Usa le varianti della tua parola chiave. Nel nostro esempio si tratta di “hosting WordPress”, “hosting di siti WordPress”, “hosting WordPress gestito”, “hosting per WordPress”, etc.
  • Ricorda la semantica e includi frasi semanticamente rilevanti. 

Una nota sulla semantica 

Ricorda che la semantica usa semplicemente parole descrittive insieme al tuo testo. Un esempio che mi piace usare è la parola “mouse”. Se scrivo un articolo su un mouse, come fa Google a sapere se intendo un mouse per computer o un topo (mouse in inglese)? Google guarda la semantica dell’intero articolo per capirlo. Un articolo su un mouse del computer menziona anche cose come una scrivania, un computer, un Mac,, monitor, click, etc. Un articolo su un topo menziona cose come roditore, derattizzazione, ratti, animali, trappole, gatti, etc. 

Immagini

  • Le immagini sono fantastiche per la SEO, l’usabilità e la condivisione sui social. 
  • Sebbene non tutto il contenuto si presti per l’uso delle immagini, usale ogni volta che è possibile.
  • Il nome del file deve descrivere l’immagine.
  • Il testo alternativo all’immagine deve descrivere l’immagine e considerare attentamente la semantica nel farlo.

Hyperlink

  • I collegamenti ipertestuali o hyperlink, sono link ad altri luoghi del web. Questi potrebbero essere all’interno del tuo sito o verso un sito esterno.
  • Gli hyperlink aiutano la SEO della pagina in cui si trovano, quindi usali se possibile.
  • Gli hyperlink esterni sono utili per l’utente e non danneggiano la SEO, quindi non aver paura di loro.
  • Includi sempre un testo di ancoraggio che definisca chiaramente la destinazione del link e, se possibile, fai in modo che abbia forti parole semantiche.
  • Sebbene non vi siano regole stabilite per il numero di link da includere in una pagina, non aggiungere più di quanto sia necessario per il lettore.
  • Non inserire hyperlink nel paragrafo introduttivo in quanto allontanano i lettori e i motori di ricerca prima che possano comprendere il contenuto.
  • Evita “clicca qui”, “pagina” e “articolo” come testo di ancoraggio.

Elenchi puntati

  • Gli elenchi puntati aiutano i lettori a comprendere il contenuto di una pagina. Li sto usando qui proprio per questo motivo. 
  • Google apprezza gli elenchi puntati perché sa che piacciono ai lettori e rendono i contenuti facili da fruire sui dispositivi mobili.
  • Gli elenchi puntati vengono inoltre visualizzati spesso negli snippet in primo piano su Google.

Meta Title

  • Il meta title di una pagina offre a Google e ad altri motori di ricerca un’idea di cosa tratta la pagina e di cosa dovrebbero aspettarsi di vedere mentre scorrono il contenuto.
  • Questo appare nella pagina dei risultati del motore di ricerca.
  • Il meta title di una pagina dovrebbe essere un titolo e non una frase.
  • Assicurati che sia unico e non simile o uguale ad altri meta title.
  • Rendilo informativo, ma facilmente leggibile.
  • Includi al suo interno la parola chiave.
  • Questa è la tua prima opportunità per raggiungere potenziali visitatori, quindi rendilo allettante, ma non di cattivo gusto.
  • Tienilo sotto i 55 caratteri.

Meta Description

  • La meta description di una pagina fornisce a Google e ad altri motori di ricerca un riepilogo di ciò di cui la pagina tratta e di cosa dovrebbero aspettarsi di vedere mentre ne scorrono il contenuto. 
  • Questa appare nella pagina dei risultati del motore di ricerca.
  • La meta description di una pagina potrebbe essere una frase o due o un paragrafo molto breve.
  • Assicurati che sia unica e non utilizzata in altre altre meta description.
  • Rendila informativa, ma facilmente leggibile.
  • Includi al suo interno la parola chiave.
  • Questa è la tua prima opportunità per raggiungere potenziali visitatori, quindi rendila interessante.
  • Tienila sotto i 160 caratteri.

Tutti possono gestire l’ottimizzazione dei contenuti per la ricerca

Questo è tutto! Non c’è alcuna formula magica che devi imparare per scrivere contenuti SEO-friendly.

Abbiamo semplicemente scritto un contenuto informativo che utilizza parole descrittive. Abbiamo dunque esaminato elementi specifici che sappiamo che i motori di ricerca utilizzano per individuare e utilizzare il contenuto nella ricerca.

E se presterai molta attenzione, noterai che la nostra attenzione non si è focalizzata interamente sulle parole chiave, ma ci siamo concentrati su leggibilità e sulla semantica, con alcuni riferimenti a parole chiave presenti nell’URL, nel titolo H1, nel testo introduttivo e nella sezione meta.

Alla fine, se ti dimenticassi delle parole chiave e scrivessi solo contenuti eccezionali, educativi, facili da leggere e migliori di chiunque altro online, vinceresti comunque nella ricerca. E vinceresti perché hai creato qualcosa di utile per le persone. La SEO si basa tutta sulle persone.

Più insegno SEO e faccio coaching nella mia “Digital Marketing Kitchen”, uno dei miei servizi, più mi trovo a ripetere questo concetto.

Il ranking delle parole chiave e il traffico di ricerca non sono il tuo obiettivo finale. Il tuo obiettivo è migliorare la vita delle persone, in questo modo vincerai nel digital marketing.

Vuoi saperne di più sulla SEO? Leggi anche gli altri miei articoli.

Creare un calendario editoriale: controllo dei contenuti e mappatura delle parole chiave

mappatura parole chiave

Nell’articolo di oggi approfondiremo la mappatura delle parole chiave nel contenuto. Questo è un passaggio cruciale, spesso dimenticato, quando si tratta di un solido processo SEO.

Prima di approfondire questo argomento, vediamo cosa abbiamo trattato finora. I miei articoli precedenti:

  1. Nozioni base di SEO: iniziare a fare SEO significa porre le domande giuste
  2. Suggerimenti per la ricerca di parole chiave: come costruire un universo di parole chiave attraverso i dati
  3. Padroneggia l’arte dell’analisi e della selezione delle parole chiave 

Se non hai letto questi articoli, ti consiglio di farlo ora. Forniranno una solida base per la nostra discussione sulla mappatura delle parole chiave.

Che cos’è la Mappatura delle parole chiave?

Partiamo dalle basi. Che cos’è la mappatura delle parole chiave? È il processo di assegnazione di una parola chiave specifica a un singolo contenuto sul tuo sito o blog. È la formulazione di un piano di contenuti.

È davvero semplice e fondamentale per il marketing dei contenuti nella SEO.

Ecco quattro motivi per cui questo processo è così importante:

  • Stai creando una roadmap per Google, mostrando al motore di ricerca quale contenuto si riferisce a una determinata frase di ricerca.
  • Più è facile trovare e identificare i tuoi contenuti su Google, maggiori sono le possibilità di ritrovarti sulla prima pagina dei risultati di ricerca.
  • Vuoi evitare che Google metta in discussione quale contenuto dovrebbe apparire per una determinata frase di ricerca. Avere un piano ti permette di rendere le cose facili per Google e, quando le cose sono facili per loro, è più probabile che i tuoi contenuti vengano posizionati.
  • Avere un piano ti permette di essere concentrato sulla scrittura di contenuti che saranno orientati verso il tuo mercato di riferimento, le sue esigenze e i modi in cui puoi aiutarlo.

La mappatura delle frasi chiave è un’area in cui la maggior parte dei proprietari di siti e dei blogger fallisce. Molti eseguono ricerche di parole chiave, ma poi non riescono a creare un piano basato su questi dati.

La pianificazione è molto importante per il successo SEO. È per questo che passiamo così tanto tempo a parlare di keyword e piani editoriali prima di scrivere o ottimizzare i contenuti.

Ora, prima di procedere con la mappatura delle parole chiave, dobbiamo eseguire un controllo dei contenuti per assicurarci che la nostra mappa consideri tutti i dati disponibili.

Che cos’è un Audit dei contenuti?

Un audit dei contenuti è un processo di documentazione che elenca i contenuti esistenti e ne valuta punti di forza e di debolezza. Questo inventario e la sua valutazione ti aiuteranno ad assegnare parole chiave e dare priorità alle future attività di marketing.

Se eseguito correttamente, un buon audit ti aiuterà a rispondere alle domande sui contenuti del tuo sito e offrirà anche una serie di altri vantaggi.

Per me, questo è un compito incredibilmente noioso ma necessario. Dal momento che non è per niente divertente vorrei iniziare evidenziando le ragioni che ci spingono a un esercizio così faticoso.

Un controllo del contenuto:

  • Fornisce un elenco completo di contenuti che potresti non essere in grado di visualizzare facilmente in WordPress o altri CMS.
  • Ti costringe a rivedere e documentare le parole chiave esistenti.
  • Ti costringe a rivedere il ranking delle parole chiave esistenti.
  • Ti costringe a rivedere la tua attività sui social media.
  • Mostra i contenuti che piacciono e quelli che non piacciono ai motori di ricerca.
  • Aiuta a identificare il contenuto disponibile per future opportunità di parole chiave.
  • Genera idee e/o un elenco di esigenze di contenuti futuri.

Passaggi dell’Audit dei contenuti

È possibile eseguire un controllo dei contenuti abbastanza rapidamente se si dispone di un piccolo sito web o blog. Se hai un sito o un blog di grandi dimensioni, il processo richiede del tempo. 

Tieni presente che questo non sarà piacevole, ma è necessario. Non puoi eccellere nella SEO senza passare attraverso questo passaggio.

1. Ottieni un elenco di TUTTI i contenuti

In teoria potresti farlo controllando ogni articolo all’interno del tuo sito o blog, ma è davvero un compito noioso. Prendiamo una scorciatoia usando un servizio come ScreamingFrog o DynoMapper. Questi pacchetti software eseguiranno la scansione dell’intero sito o blog e forniranno un elenco Excel di tutti gli URL.

Una volta ottenuto questo output, crea un foglio di calcolo di tutte le tue pagine, post, categorie, tag e prodotti (se presenti). Uso Excel in modo da poter ordinare i dati una volta popolati.

2. Raccogli più dati

Una volta che abbiamo il nostro elenco di base di URL dei contenuti, dovremo esaminare e valutare ciascuno di essi. Ecco alcuni dati che vogliamo raccogliere:

  • URL
  • Titolo della pagina
  • Tipo di contenuto: pagina, post, prodotto, categoria, tag, ecc.
  • Parola chiave focus esistente (se disponibile)
  • Posizionamento su Google: utilizza Google Search Console o cerca manualmente Google
  • Data dell’ultimo aggiornamento

3. Cerca parole chiave duplicate

Ordina il foglio di calcolo per parola chiave in modo da poter individuare rapidamente i duplicati. Se non hai già identificato parole chiave, puoi ordinare il foglio di calcolo per titolo della pagina e/o URL per cercare anche i duplicati.

La chiave è individuare contenuti o aree che potrebbero confondere le persone o i motori di ricerca.

4. Rivedi il contenuto attualmente posizionato

A questo punto, vorrei che guardassi il contenuto reale che si sta posizionando. Chiediti perché. Le ragioni comuni potrebbero essere:

  • Basso volume di ricerca per parole chiave
  • Concorrenza di ricerca bassa
  • Contenuti lunghi (oltre le 2.000 parole)
  • Tanta condivisione sui social
  • Ottima ottimizzazione on-page
  • Multimedia (testo, immagini e video)

5. Aggiungi commenti

Aggiungi commenti al foglio su tutto ciò che hai trovato di interesse. Questo potrebbe documentare cosa hai fatto bene o cosa hai sbagliato. Tutto ciò che rilevi in questa fase ti farà fare un passo avanti verso il posizionamento nella ricerca.

Inoltre, prendi nota di qualsiasi contenuto che deve essere riscritto, aggiornato o lasciato solo. Ne avremo bisogno per i prossimi passi.

Non è stato così difficile, vero? È davvero solo una questione di organizzazione, corretta pianificazione e controllo periodico.

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Alcuni spunti di riflessione sulla mappatura delle parole chiave

Abbiamo fatto molta strada e hai davvero imparato molto. Spero che ti sentirai più sicuro e forte nella tua consapevolezza – sicuramente dovresti, perché sai molto di più di quando abbiamo iniziato il nostro viaggio SEO insieme. 

E ciò che è ancora più importante: conosci le cose giuste e non solo un gergo SEO che un consulente ti ha buttato addosso.

Ricapitoliamo ciò che abbiamo fatto finora:

  1. Definito il nostro mercato di riferimento per la ricerca.
  2. Fatto brainstorming e ricerca sulle parole chiave.
  3. Estratto volumi di ricerca applicabili da Google.
  4. Posizionato le nostre parole chiave in base alla priorità della nostra offerta e del mercato di riferimento.
  5. Eseguito un controllo dei contenuti in modo da sapere con quali pagine e articoli possiamo lavorare.

Ora passiamo in rassegna quello che ci resta da fare:

  1. Raggruppare le nostre parole chiave per concetti e/o temi. Questo varierà molto in base all’industria e al tipo di sito. A causa di questa grande variazione, è difficile darti istruzioni specifiche su questo passaggio. 
  2. Identificare le parole chiave che vogliamo indirizzare andando avanti. Quando guardi il tuo audit dei contenuti, probabilmente troverai frasi desiderabili che non hanno contenuti o hanno contenuti deboli. Prendine nota e tienili d’occhio. Devono diventare parte del tuo piano.
  3. Identificare qualsiasi contenuto esistente che può essere utilizzato per andare avanti. Si tratta semplicemente di contrassegnare il contenuto che corrisponde a parole chiave. Ti consiglio di annotare se il contenuto ha bisogno di essere aumentato, ha bisogno di un rinnovamento completo o ha bisogno di aggiornamenti.
  4. Abbinare ogni frase chiave a un URL specifico sul tuo sito o blog. Questo è importante. A ogni parola chiave che desideri posizionare deve essere assegnato un URL. Potrebbe trattarsi di un URL esistente o di un URL futuro. Il dettaglio importante qui è che una frase chiave è focalizzata su un solo URL. Un URL può avere molte parole chiave, ma una parola chiave dovrebbe avere un solo URL.
  5. Assegnare tipi di contenuto come pagina, post, categoria, tag o prodotto. Contrassegnare il contenuto per il tipo di informazioni contenute nel sito. Questo ti aiuterà a rimanere focalizzato e individuare le tendenze.
  6. Contrassegnare le frasi critiche che sono elementi indispensabili. Questi dovrebbero essere strettamente correlati ai contenuti che porteranno conversioni e entrate! 

Questo elenco è il processo di mappatura delle parole chiave nel contenuto. Potrebbe sembrarti facile o opprimente. Più grande è il sito (o l’elenco delle parole chiave), più può essere difficile eseguirlo. Ma non arrenderti! Questo è un passaggio fondamentale nella tua pianificazione SEO.

Alcune linee guida da tenere a mente:

  • Ricorda l’intento dell’utente – Ripensa all’esempio dell’hot dog nel mio ultimo articolo. Si tratta di ricerche di cose diverse e hanno un intento diverso. Non perdere di vista l’intento di ricerca dell’utente mentre avanzi con la mappatura.
  • Ricorda i silo di contenuti – Il silo di contenuti è un modo per raggruppare contenuti simili che potrebbero avere una relazione genitore-figlio. Usa l’opzione silo se il tuo sito web è grande e hai termini che competono tra di loro. I termini più competitivi devono stare in cima al silo. 
  • Rifletti sull’uso di sostantivi o di verbi – I sostantivi in genere parlano di persone o cose e funzionano bene nella sezione “Chi siamo” del sito web, nelle pagine che presentano il team, o nelle pagine dedicate a prodotti. I verbi vengono usati in frasi che portano all’azione, quindi si prestano bene alle pagine di servizio agli articoli educativi (come questo).
  • Limita le frasi più brevi ad alto volume – Nella maggior parte dei casi, queste saranno molto competitive. Scegline solo alcune e assicurati di creare contenuti davvero fondamentali per ogni frase. Un elemento fondamentale del contenuto deve essere qualcosa di alto valore per il visitatore, informativo, di una certa lunghezza e degno di ottenere più collegamenti in entrata, sia come link interni del sito, sia da fonti esterne.
  • Abbraccia frasi a coda lunga a basso volume – Le parole chiave con più parole e volumi di ricerca più bassi in genere creano frasi mirate perfette per articoli di blog.
  • Ricorda che le categorie di blog possono essere indicizzate  – Se hai molti contenuti per un singolo argomento, considera l’ottimizzazione delle categorie del tuo blog e l’uso delle parole “articolo”, “post” o simili nella frase. Puoi portare le categorie del blog a posizionarsi se sono ben selezionate e ottimizzate.
  • Sappi che l’eCommerce equivale a più opportunità – La mappatura delle parole chiave dovrebbe includere le pagine, i post e le categorie regolari, nonché i prodotti, le categorie di prodotti, i tag di prodotto, ecc.

E infine, alcune raccomandazioni:

  • Non è necessario posizionarsi per ogni variazione di una determinata frase. 
  • Non creare contenuti inutili in modo da poter avere una pagina separata per le versioni singolari e plurali di una parola o frase.
  • Concentrati sulla scelta delle parole chiave e sulla scrittura di contenuti che possano aiutarti nel posizionamento di frasi con una parola chiave. 
  • È meglio essere nella prima pagina dei risultati di ricerca per una sola frase piuttosto che stare a pagina cinque per dieci frasi diverse.

Creazione di un calendario dei contenuti

La creazione di un calendario editoriale per il tuo sito o blog non solo aiuta a ridurre lo stress, ma ti aiuta anche a pensare al tuo content marketing e alla SEO a un livello molto più strategico. Aiuterà anche a dare coerenza alla tua scrittura, che è molto importante per guadagnare un pubblico fedele.

A questo punto del nostro processo, hai un grande elenco di parole chiave da usare nella tua scrittura futura. Ora dobbiamo inserire quella lista in un calendario editoriale.

Non farti prendere dal panico! Ricorda che un calendario editoriale è essenzialmente un documento di pianificazione che ti dà un piano di attacco. Questo è tutto.

Puoi creare il tuo calendario praticamente in qualsiasi modo funzioni per te: Excel (come nell’esempio sopra), carta e penna o con una soluzione automatizzata come CoSchedule.

Obiettivi editoriali

  • Creare un posto per generare idee post e argomenti chiave.
  • Assegnare compiti a te stesso o agli altri nella tua squadra.
  • Creare un programma di pubblicazione che ti aiuti a mantenere una coerenza.
  • Visualizzare il tuo programma di contenuti e modificarlo secondo necessità.

Componenti di base di un calendario editoriale:

  • Titolo del contenuto
  • Parola chiave individuata come focus
  • Tipo di contenuto
  • Data di pubblicazione
  • Autore, se ne esiste più di uno nel suo sito

Tipi di contenuti che creano articoli eccezionali e che possono essere applicati al tuo calendario editoriale:

  • Consigli
  • “Come fare” o tutorial
  • Guide
  • Checklist
  • Articoli che rispondono a “Perché”
  • Strumenti
  • Benefici
  • Annunci di prodotti e servizi
  • Recensioni delle caratteristiche di un prodotto
  • Recensioni di altre persone/prodotti o servizi dell’azienda
  • Notizie dall’azienda
  • Annunci di eventi
  • Dati
  • Storie
  • Casi studio
  • Fallimenti e come evitare
  • Peggior consiglio da evitare

Un calendario editoriale deve essere uno strumento utile per te. Deve aiutarti e non ostacolarti nella scrittura dei contenuti.

E ora hai finito!

Questo è tutto! 

Ce l’hai fatta. Hai portato avanti un grosso lavoro e devi esserne orgoglioso.

Passare direttamente alla scrittura di contenuti, saltando la ricerca e la mappatura delle parole chiave, è un grave errore SEO. Non farlo mai!

Rallenta e impegnati a sviluppare un piano. Ho lavorato con molti clienti SEO che vogliono buttarsi direttamente sulla creazione e modifica dei contenuti e mi rifiuto di farlo. Alla fine capiscono il perché e me ne sono grati.

La SEO è un processo. Si tratta di ricerca, pianificazione ed esecuzione. Non puoi saltare direttamente all’esecuzione e aspettarti di avere successo. Devi andare lento, andare avanti con uno scopo e rimanere sempre concentrato sui visitatori.

Nel prossimo articolo parleremo di SEO on-page e off-page. 

Padroneggia l’arte dell’analisi e della selezione delle parole chiave per la SEO

Gill-blog-post-1200x600

Nel mio ultimo articolo sulla SEO, abbiamo esplorato gli strumenti che preferisco per creare un solido universo di parole chiave e abbiamo ricavato alcuni suggerimenti per la ricerca delle parole chiave. Nell’articolo di oggi, farò una valutazione dell’uso di queste parole chiave all’interno del tuo sito o blog. In altre parole, impareremo come analizzare le parole chiave. 

Esamineremo anche i volumi di ricerca di Google, impareremo quali sono le intenzioni di ricerca e perché sono importanti e vedremo come restringere questo elenco per migliorare l’opportunità di conversione di queste parole chiave.

Creare una strategia di parole chiave estrapolando i volumi di ricerca per il tuo elenco di keyword

Nel precedente articolo ho elencato tutti i miei strumenti preferiti per trovare le parole chiave e ti ho dato un compito: creare un elenco di ciò che desideri posizionare nella ricerca. 

Ora che hai la tua lista di parole chiave, è tempo di estrapolare i dati dalle frasi in modo da poter decidere quali parole chiave sarebbe meglio usare sul tuo sito o blog. 

Non possiamo usare tutto, quindi dobbiamo scegliere in modo oculato. Mi piace usare i dati in questa fase del processo di pianificazione. I dati mi aiutano a seguire la strada giusta e mi aiutano a stare lontana da inutili ricerche di parole chiave non realistiche.

Per questo compito, adoro usare KW Finder ai fini dell’analisi delle parole chiave. Lo uso per estrarre dati su volumi di parole chiave e sulle tendenze.

Se invece vuoi utilizzare una piattaforma con servizi e assistenza in lingua italiana, ti ricordiamo che abbiamo un’ OFFERTA SPECIALE per i servizi SEO Tester Online.

Utilizzo di KW Finder per l’analisi e la selezione delle parole chiave

  • Inizia andando su app.kwfinder.com.
  • Individua l’opzione “Import” nella barra di navigazione in alto.
  • Una volta lì, puoi trascinare il tuo file dal tuo computer, copiare e incollare le parole chiave direttamente nello strumento o utilizzare il pulsante “Choose a file [*.csv, *.txt]” per importare un file.
creazione di una strategia di parole chiave con kw finder
  • In questo esempio, ho fatto copia e incolla, dopo aver impostato la mia posizione negli Stati Uniti.
  • Dopo questa operazione clicca sul pulsante verde “Process keywords”.
  • Una volta avvenuta l’importazione, vedrai una nuova schermata che mostra tutte le parole chiave con dati di ricerca specifici per gli il Paese da te selezionato. 
analisi delle parole chiave
  • Puoi ordinare le colonne in base alle intestazioni per iniziare a visualizzare le parole chiave classificate in base a criteri quali volumi di ricerca mensili, costi degli annunci PPC o concorrenza delle parole chiave.
  • Puoi anche cliccare su qualsiasi riga di parole chiave per visualizzare i dati di ranking e le tendenze sul lato destro della pagina. Questo ti aiuterà a vedere se una parola chiave sta salendo o scendendo con popolarità e il livello di concorrenza.

    Nell’esempio seguente, la consulenza SEO è in calo. La mia pagina di agenzia (Web Savvy) è in sesta posizione su Google e ha una forte concorrenza da parte di siti come Clutch.co e OutspokenMedia.com. Entrambi hanno forte dominio e backlink. 
selezione e valutazione delle parole chiave
  • Posso visualizzare questi dati online ed esportare facilmente la mia analisi delle parole chiave SEO in un foglio di calcolo. Per farlo, seleziono tutto mediante la casella di controllo e clicco su “Export”. Ho evidenziato entrambi in rosso nell’immagine qui sotto.
esportazione di parole chiave in Excel
  • Il prossimo passo è rivedere i dati offline. L’esportazione avrà questo aspetto una volta eliminata le colonne che non desidero.

Questi dati mi aiuteranno a valutare le parole chiave per decidere su cosa focalizzarmi mentre vado avanti con la mappatura delle parole e la creazione di un piano editoriale.

Comprendere “l’intento di ricerca” è la cosa principale quando si tratta di analisi delle parole chiave

Prima di iniziare a finalizzare le parole chiave, dobbiamo fare un passo indietro e pensare alle intenzioni di ricerca. Questo ci impedirà di seguire un percorso di frasi imprecise che non si allineano con il nostro mercato di riferimento e con l’offerta.

L’intento di ricerca sembra complesso da analizzare, ma non devi lasciarti intimidire. Il concetto non è così difficile da capire se provi a pensare come Google.

L’intento di ricerca si riferisce semplicemente alle intenzioni di un persona quando esegue una ricerca. Ad esempio, quando un utente cerca su Google “hot dog” intendeva un cane accaldato dal sole o voleva davvero risultati relativi al panino? 

Comprendere ciò che l’utente si aspetta di ricevere rispetto a una determinata parola è l’intento della ricerca e Google è bravissimo a capirlo.

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Le tipologie di intenti di ricerca

Esistono quattro tipi principali di intenti di ricerca e sono:

  1. Navigazione: le ricerche di navigazione vengono eseguite con l’intento di navigare direttamente su un sito specifico. Si tratta di ricerche dirette verso un brand, un’azienda, un sito o una persona.
  2. Informativa: questa è la categoria più ampia e in genere rappresenta le persone in cerca di risposte rapide come ricette, risultati sportivi, tempo locale, la cura per un disturbo o una malattia.
  3. Commerciale: ricerche investigative (quelle che portano all’acquisto) che aiutano l’acquirente a trovare informazioni. Queste potrebbero essere legate al consumatore o alle imprese.
  4. Transazionale: queste ricerche riguardano principalmente gli acquisti o il completamento di un’attività come la registrazione a un servizio.

Nell’elenco di parole chiave usato come esempio, la frase “cos’è il marketing digitale” è una ricerca informativa. L’utente è alla ricerca di informazioni e non è ancora pronto per l’acquisto. Nei risultati di di ricerca vedremo un mix di dati nel Knowledge Graph di Google che include il Knowledge Panel, il riquadro sulle ricerche effettuate da altre persone, i video, le storie più importanti, le notizie di settore e gli hobby.

cerca intento in seo

Il termine di ricerca “consulente SEO” potrebbe essere più commerciale o transazionale, perché indica che le persone stanno cercando qualcuno che li aiuti con il marketing digitale per la propria attività. Google sa che si sta parlando di una persona che si occupa di SEO, quindi posiziona i risultati della mappa locale nella parte superiore della schermata dei risultati del motore di ricerca.

diversi tipi di intenti di ricerca

Da tenere a mente: l’intento di ricerca è importante sia per le ricerche nazionali che locali. Google My Business utilizza l’intento di ricerca per determinare quali frasi associare ai risultati basati su mappe.

L’intento di ricerca conta davvero per i proprietari di siti web?

Molti anni fa, si era in grado di manipolare i risultati della ricerca perché l’intento di ricerca non era importante come lo è oggi nell’ambito della ricerca entro la quale ci si muove. Con “manipolare” intendo che avrei potuto cercare di raggiungere il posizionamento con frasi al di fuori della mia area di interesse principale.

Oggi nella SEO è molto più difficile utilizzare parole chiave e frasi che non si riferiscono direttamente ai tuoi contenuti. La ragione di ciò è che Google è intelligente e capisce ciò che l’utente desidera e si assicurerà che i risultati corrispondano strettamente a questo desiderio.

Non allontanarti dalle intenzioni di ricerca o ti troverai frustrato e nascosto nella pagina 20 dei risultati!

Restringi l’elenco delle parole chiave in base alla pertinenza

Non puoi posizionarti su tutte le parole chiave che desideri, quindi devi scegliere quali sono le più importanti. Mi piace iniziare con un ampio elenco quando raccolgo le idee e poi lo riduco a un livello gestibile.

Mentre valuti l’elenco delle parole chiave per effettuare la selezione, devi sempre rimanere concentrato sul tuo mercato di riferimento e su ciò di cui esso ha bisogno. Questo è il motivo per cui abbiamo iniziato la nostra serie di articoli trascorrendo così tanto tempo sulle personas e sui punti deboli dei mercati di riferimento!

Esamina ogni frase del tuo elenco e pensa a quali frasi potrebbero attirare maggiormente il tuo pubblico. E poi pensa a come queste frasi si allineano a ciò che offri. Se una frase non corrisponde al tuo mercato di riferimento e alla tua offerta, devi eliminarla.

Alcuni consigli per non impazzire e avere successo

1. Il valore “zero” a volte non è davvero zero

I volumi di ricerca visualizzati a volte presentano valori vuoti e questo indica un volume di ricerca pari a zero. Detto questo, “zero” non è davvero sempre zero e ho dati Google per supportare questa teoria.

Come parte del mio processo di sviluppo dell’elenco di parole base, ho provato ad estrarre frasi da Google Analytics e Google Search Console. Queste frasi sono state usate da un vero essere umano per raggiungere il mio sito o quello del mio cliente. Quindi, so che esiste un volume di ricerca, seppur minimo, per queste frasi.

Quando inserisco queste frasi in KW Finder, ricevo Zero come risultato delle attività di ricerca. Come è possibile dal momento che KW Finder estrae i suoi dati dall’API di Google e che invece Google Search Console sostiene che ci sia un volume di ricerca?

È un mistero. L’unica risposta che posso trovare è che Google non considera queste frasi degne di essere considerate per il “pay per click” e quindi non ne mostra il volume.

Questo a volte può essere frustrante, quindi ricorda solo che “zero” può significare zero o potrebbe essere che Google non fornisca i dati.

2. Esamina le offerte PPC 

Premetto che non sto proponendo PPC e il pagamento per gli annunci. Sono un’amante della SEO fino in fondo e una esperta di questa materia e non penso che cambierò parere.

Detto questo, mi piace guardare gli importi delle offerte PPC perché penso che questo dato possa essere un’indicazione sui termini di ricerca con conversione elevata. Vogliamo termini di ricerca a conversione elevata, quindi guardare gli importi PPC permette di capire se ha senso lavorare sull’acquisizione tramite ricerca organica per quelle parole.

3. Stabilisci una priorità tra le tue parole chiave

Ora che abbiamo il nostro elenco di parole chiave e volumi di ricerca, possiamo iniziare a esaminarlo in dettaglio. Mi piace farlo usando una metodologia a punteggio. 

Creo un semplice punteggio di rilevanza 1-Alta, 2-Media, 3-Bassa e 4-Nessuna alle frasi mentre le rivedo. I numeri ci consentiranno di ordinare rapidamente il foglio di calcolo in base alla posizione. 

Mentre classifichi le tue parole chiave, le stai classificando in base a quanto si allineano al tuo mercato di riferimento, ai loro punti deboli e a ciò che fai per risolverli.

Controlla la frase chiave nella ricerca

Prima di confermare l’elenco di parole chiave specifiche, consiglio di controllarle nuovamente nei risultati di ricerca di Google. Questo è un compito facile, ma importante!

Ecco i passaggi:

  1. Prendi il tuo elenco di parole chiave. 
  2. Apri una nuova finestra del browser in cui non vi sia una  cronologia di ricerca o nella quale si sia effettuato l’accesso con un account Google. Di solito utilizzo Chrome per tutte le mie normali attività e utilizzo un browser alternativo, come Firefox, per le ricerche, poiché l’ho impostato per non memorizzare la cronologia.
  3. Prendi la tua prima parola chiave e cercala su Google. Quindi prenditi un momento per rivedere i risultati. 
  4. Poniti alcune domande:
  • I risultati della ricerca si allineano al mio mercato di riferimento?
  • I risultati della ricerca sono allineati a ciò che offro?
  • I risultati della ricerca includono nazionale, locale o un mix di risultati?
  • Quanto è buono il contenuto presentato? È vecchio e datato o corto e incompleto?
  • Posso creare contenuti migliori?

Infine, rimuovi tutto ciò che non ti sembra adatto.

Finalizza il tuo elenco di parole chiave

Ora che hai selezionato le tue parole chiave secondo priorità e che le hai verificate nei motori di ricerca, dovresti avere un solido elenco di frasi da utilizzare nella mappatura delle parole chiave.

Prima di passare oltre, voglio rispondere a una domanda che mi viene sempre fatta: quante parole chiave devo avere nella mia lista finale? 

Non esiste una risposta definitiva perché varia molto a seconda del tipo di sito, settore, posizione geografica, etc.

Seleziona un numero che ritieni possa aiutarti a fornire un piano solido per andare avanti con la SEO. Se hai abbastanza parole chiave per attirare il traffico che desideri, allora dovresti essere pronto (almeno per ora). Tendo a fare una ricerca di parole chiave ogni sei mesi e, una volta iniziato, probabilmente lo farai anche tu.

I prossimi passi…

Abbiamo fatto molta strada insieme in questi primi tre articoli e continueremo il nostro viaggio SEO con la mappatura delle parole chiave e la pianificazione dei contenuti. 

Una volta conclusa la nostra mappatura delle parole chiave, avrai un piano e una strategia SEO solidi!

Suggerimenti per la ricerca di parole chiave: come costruire un universo di parole chiave attraverso i dati

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Nel mio ultimo articolo SEO abbiamo parlato di nozioni base di SEO e di come funziona, inclusi i passaggi iniziali della strategia e della pianificazione SEO. Ora che abbiamo pensato alle personas del nostro sito e alle loro sfide, è tempo di iniziare a lavorare sul nostro universo di parole chiave.

Sono una convinta sostenitrice della SEO basata sui dati. Credo che la combinazione di dati, psicologia ed empatia sia la chiave per prestazioni SEO ottimali e conseguenti conversioni.

Nel mondo del marketing digitale i dati non mancano. Gli strumenti gratuiti e a pagamento sono numerosi e ci sono molte fonti di dati che ci aiutano nel nostro viaggio SEO. Oggi esploreremo le fonti di dati e i miei strumenti software preferiti per creare un solido universo di parole chiave.

Continue reading “Suggerimenti per la ricerca di parole chiave: come costruire un universo di parole chiave attraverso i dati”

Nozioni base di SEO: iniziare a fare SEO significa porre le domande giuste

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La SEO è uno strumento fondamentale per blogger e proprietari di siti web. Utile per le attività di inbound marketing, permette di attirare lead di valore e a generare tassi di conversione molto più elevati e che permangono nel tempo.

Nelle prossime settimane faremo un viaggio attraverso la SEO insieme a Rebecca Gill. Rilasceremo una serie di articoli che ti insegneranno come utilizzare questo strumento per migliorare il tuo sito o blog.

Nell’articolo di oggi, Rebecca ci racconterà i segreti dei quali è venuta a conoscenza ormai oltre un decennio fa e spiegherà quale deve essere il punto di partenza per la SEO.

Continue reading “Nozioni base di SEO: iniziare a fare SEO significa porre le domande giuste”

SiteGround e Seo Tester Online: insieme per migliorare la tua visibilità!

Il 2020 sarà un anno ricco di collaborazioni e offerte speciali per tutti i clienti SiteGround! Oggi annunciamo la prima, importante partnership che abbiamo sviluppato con una realtà tutta italiana: SEO Tester Online.

Vuoi migliorare la tua posizione sui motori di ricerca? Desideri avere supporto su come migliorare gli aspetti SEO del tuo sito? Grazie all’accordo con SEO Tester Online, tutti i clienti SiteGround ora possono accedere a un Piano SiteGround dedicato e ottimizzare per un anno la SEO dei propri siti web al prezzo esclusivo di €6,50 al mese.

Continue reading “SiteGround e Seo Tester Online: insieme per migliorare la tua visibilità!”

Le 5S per aumentare le vendite grazie alla SEO

IT_blog_9.-GIANCARLO_SCIUTO

Come è possibile potenziare il volume delle vendite mantenendo costi più contenuti rispetto ai propri competitor? La risposta sta nella SEO che, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, si rivela essere una delle maggiori fonti di traffico!

I consumatori passano un sacco di tempo sui motori di ricerca per trovare i propri prodotti preferiti, le offerte migliori, i regali per le persone care. Scopriamo dunque come sfruttare i risultati organici (e quindi gratuiti) per intercettare i nostri potenziali consumatori in modo efficace.

Chi è Giancarlo Sciuto?

Giancarlo Sciuto, CMO e co-fondatore di SEO Tester Online, ci mostra le 5 regole d’oro da applicare per intercettare i potenziali consumatori e aumentare le vendite tramite la SEO.

Sfoglia o scarica la presentazione di Giancarlo Sciuto 👇

Guida alla SEO: le 5S per aumentare le vendite from SiteGround.com

Lo sapevi? Seo Tester online e SiteGround hanno stretto una partnership! Solo per voi è possibile avere uno sconto unico sugli strumenti SEO che vi permetteranno di ottimizzare al meglio il vostro sito e scalare i motori di ricerca. Potrete fare un checkup completo della SEO del vostro sito, avere supporto sulle ottimizzazioni,  controllare e confrontare le parole chiave più usate da competitor e utenti, migliorare le performance dei contenuti e tanto altro.

SCONTO SEO TESTER ONLINE

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

eBook gratuito con il contributo di Giancarlo

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande a Giancarlo e qui di seguito trovate le sue risposte.

Come vedo le parole chiave dei miei Competitor?

Per studiare le parole chiave dei tuoi competitor esistono 2 metodi.
Un metodo base è sicuramente quello di fare delle ricerche sui motori di ricerca per i topic che interessano il tuo sito web e controllare quali siti web e quali pagine si posizionano per quella data parola chiave.

Il metodo avanzato consiste invece nell’analizzare competitor e SERP utilizzando vari tool e studiando le parole chiave sulle quali i contenuti dei nostri rivali si focalizzano maggiormente.

Per aiutare i nostri utenti a svolgere queste analisi, in SEO Tester Online abbiamo creato Copy Metrics

Quali sono i suggerimenti e gli strumenti migliori per individuare le keyword, i volumi di ricerca? Meglio una sola per contenuto o più di una?

Il mio consiglio è di puntare su una main keyword e di cercare di inserire all’interno del vostro contenuto anche delle keyword secondarie correlate alla principale (non qualche centinaio, ok?!… Anche in quel caso, concentratevi sulla qualità. 3-5 andranno più che bene). In questo modo creerete sicuramente un contenuto più esaustivo per i vostri utenti ed avrete più possibilità di posizionarvi per un numero maggiore di parole chiave legate al topic principale. In SEO Tester Online per la keyword research abbiamo Keyword Explorer, uno strumento semplice ed intuitivo che permette di individuare le migliori parole per i propri contenuti e di scoprire centinaia di keyword collegate al topic principale, per scovare nuovi intenti di ricerca degli utenti.

Come utilizzare al meglio la SEO su un sito eCommerce?

Esattamente come per qualunque altro sito!
I principi di base della SEO rimangono gli stessi, ma ovviamente il mio consiglio è di prestare molta attenzione alle vostre schede prodotto e alla parte più tecnica del vostro sito web. Non è infrequente scovare problemi legati a pagine duplicate e canonical configurati in maniera scorretta.
Per analizzare il vostro sito web potete servirvi di un crawler che simuli il comportamento dei bot di Google e degli altri motori di ricerca quando scansionano il vostro eCommerce. Noi abbiamo creato per questo il SEO Spider, per analizzare siti web velocemente e totalmente in cloud, e darvi una visione simile a quella che Google ha del vostro eCommerce.

Per un sito eCommerce vanno considerate a fini SEO le tassonomie prodotto (es. Categorie)?

Categorie e tag, se utilizzati nel modo corretto (e questo non sempre accade purtroppo) sono strumenti molto potenti per il posizionamento di un sito web di qualunque genere…
Gli e-commerce non fanno eccezione!

Come personalizzare o cercare di modificare la descrizione di un mio contenuto nella Serp?

Per modificare la meta descrizione dei vostri contenuti potete intervenire sull’HTML delle vostre pagine inserendo direttamente il codice:

<head>
            <meta name=”description” content=”Esempio di meta tag description.”
</head>

Ovviamente capisco che agire sul codice potrebbe non essere agevole, quindi (soprattuttto se utilizzatte dei CMS) potreste utilizzare i setting interni o i plug-in più celebri preposti a questo.
Attenzione però, il motore di ricerca potrebbe comunque decidere di mostrare sulle SERP, nello spazio dedicato alla meta descrizione, un testo differente rispetto a quello inserito nel vostro tag.

Non disperate, Google sa quello che fa, e non ama essere contraddeto!

Come faccio a recuperare il posizionamento di una parola chiave che ha perso la sua completa visibilità?

Potresti provare a modificare/aggiornare il contenuto che si posizionava per quella parola chiave precedentemente. Il contenuto potrebbe aver perso rilevanza ed accuratezza agli occhi degli utenti e, di conseguenza, a quelli dei motori di ricerca. Se la questione non è una semplice perdita di posizionamento, però, ed il tuo contenuto è effettivamente scomparso dai risultatti, il motore di ricerca potrebbe aver semplicemente cambiato il modo in cui classifica i contenuti e li ordina per quel dato intento di ricerca (i celeberrimi “cambi di algoritmo”). In questo caso la situazione potrebbe rientrare autonomamente (con i cosiddetti “roll-back”) o rimanere invariata. Nel secondo caso, servirà ancora più olio di gomito.

È possibile creare un’azione di conversione senza Google Tag Manager?

Questa è una domanda “poco SEO”, ma sì, le conversioni possono essere tracciate anche senza Google Tag Manager, appunto gestendo in maniera differente i vari Tag. Potete tracciare le conversioni direttamente tramite Google Analytics, senza passare da Google Tag Manager, o dai pixel di tracciamento dei social network come Facebook e LinkedIn

Cosa pensi di soluzioni offerte da grosse compagnie (ItaliaOnline ad esempio) che promettono al cliente, con cifre tutto sommato contenute, un posizionamento ottimale?

Non voglio parlare nello specifico di una o l’altra compagnia…
In SEO Tester Online siamo poco “gossippari” e ci concentriamo sul potenziare il nostro servizio, per offrire del vero valore per i nostri clienti. Penso semplicemente che, come negli altri lavori, la magia non esista e che non è possibile “promettere” un posizionamento certo ad un cliente sui motori di ricerca (ovviamente tranne che per parole chiave ultra specifiche e non ricercate da nessuno oltre che da noi e dal consulente che ci ha fatto la fantomatica promessa). In generale, diffidate di chi vi promette la prima posizione!

Ho un problema con il mio sito, non indicizza alcuna immagine mentre gli articoli e le pagine si. Non ho alcun nofollow. Quale potrebbe essere il problema?

I problemi potrebbero essere legati a differenti fattori, dalla struttura del sito web, alle direttive robots, passanndo per “dove le immagini sono collocate”… Così a spanne, se per te le immagini sono una potenziale fonte di traffico da non trascurare, ti consiglierei di far dare un occhio più approfondito ad un SEO specialist.

È possibile sapere il motivo per cui una certa parola chiave abbia perso tutta la visibilità di colpo?

Vedi sopra! 😀

Mi è capitato di trovare l’immagine di un competitor su uno snippet in primo piano di una mia pagina web. Secondo te come è possibile?

Normale amministrazione. Il motore di ricerca ha libertà di fare un po’ quello che vuole nelle SERP creando varianti degli snippet con i nostri contenuti… E con quelli dei nostri competitor. Insomma, tra i due litiganti, il terzo gode!

Si possono avere informazioni sulla promozione Seo Tester Online a noi riservata?

Il Piano SiteGround di SEO Tester Online è una soluzione ottimale per chi vuole iniziare ad analizzare e ad ottimizzare il proprio sito web. Si tratta di un piano “limited edition” pensato proprio per le esigenze della community SiteGround e permette l’accesso a tutti gli strumenti della piattaforma ad un prezzo assolutamene incredibile. Inoltre, siccome non vogliamo proprio farvi mancare nulla, abbiamo pensato di lanciarlo ad un prezzo scontato per chi non ci conosce ancora! Insomma, è il momento giusto per guadagnare qualche posizione sui motori di ricerca!

Ho testato già il sito con la vostra piattaforma, tutto ok ma mi dice che non trova la sitemap nel file robots.txt. Io ho WordPress con Yoast e uso la Search Console che è perfettamente configurata. Devo intervenire a mano nonostante la sitemap sia correttamente inserita nella Search Console?

In realtà il problema non sembra dipendere da SiteGround. Yoast crea sia la SiteMap, sia il robots.txt, ma come li crea non dipende da SiteGround.

Yoast da anche accesso ad uno strumento di Editing dei file sia .htaccess che robots.txt, quindi dovresti passare da lì. SiteGround può anche provare a verificare che la sitemap sia raggiungibile, provando a visitare http://suodominio/sitemap.xml. Se non dà errori 403 o 404 (ma esce la sitemap) allora essa funziona perfettamente e si tratta di un errore del plugin.

Local marketing e Local SEO. Conoscere e utilizzare Google per aumentare le vendite.

IT_blog_11.-FRANCESCO_ANTONACCI

Il digital marketing e la Local SEO, per chi ha un business locale, sono il valore aggiunto per posizionarsi meglio sul mercato, ottenere visibilità sul web e vendere di più. Non è soltanto una questione di recensioni e feedback, come in molti credono. Oggi gli utenti sono più preparati e cercano informazioni su Google in ogni momento.

Cos’è la Local SEO?

Per le attività locali, questa ricerca di informazioni avviene nel momento in cui sorge un bisogno: trovare un ristorante nei dintorni, un negozio di arredamento, un parrucchiere, un B&B. Ed è proprio quel momento in cui l’attenzione dell’utente è massima che le possibilità di vendere il nostro prodotto sono molto alte.

Qui entra in gioco la Local SEO, ossia l’insieme di diverse attività volte a ottimizzazione il proprio brand o sito rispetto a una query di ricerca locale. Siccome Google conosce la posizione fisica degli utenti grazie a IP e geolocalizzazione, quando qualcuno esegue una ricerca locale per un determinato servizio, il motore di ricerca mostrerà le attività locali in prossimità alla sua posizione.

Lo scenario

La Local SEO spesso viene considerata una nicchia ma in realtà i dati Google ci dicono tutt’altro. Ogni mese nel mondo abbiamo:

  • 4 miliardi di ricerche mensili locali
  • il 50% delle ricerche da mobile sono local
  • il 50% delle ricerche local portano a una visita nel negozio lo stesso giorno
  • 4 utenti su 5 preferiscono vedere annunci geolocalizzati

Guarda il webinar

Il nostro ospite di questo mese è stato Francesco Antonacci, consulente di digital marketing e eCommerce, fondatore dell’agenzia Socialware e autore Hoepli. Francesco ci ha aiutato a conoscere i principali strumenti di Local marketing che Google ci mette a disposizione, spiegando come utilizzarli.

Sfoglia o scarica la presentazione di Francesco Antonacci 👇

Local marketing e Local SEO. Conoscere e utilizzare Google per aumentare le vendite from SiteGround.com

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Di seguito potete trovare alcuni materiali interessanti inerenti ai temi trattati nel webinar:
Libro: eCommerce, marketing e vendite
Libro: Local marketing
Google My Business

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Abbiamo girato a Francesco le domande a cui non siamo riusciti a rispondere in diretta e qui di seguito trovate le sue risposte.

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Sono un social media manager e lavoro ancora da casa perchè ho pochi clienti ancora. Come posso avere la mia scheda My Business? Metto casa mia come Indirizzo?

Personalmente Google My Business lo vedo meglio per le aziende. Per i consulenti ritengo sia meglio orientarsi su Linkedin. Ma per rispondere alla tua domanda, puoi inserire casa tua come indirizzo avendo magari l’accortezza di associare il numero di telefono cellulare piuttosto che il numero fisso di casa.

Cosa può fare crollare l’esito positivo di una campagna? Quali sono gli errori “peggiori” che si possono commettere nella fase di impostazione?

Inserire “servizi non perfettamente in target” con la tua attività. Google non perdona sotto questo aspetto e in tal caso farà visualizzare il tuo annuncio alle persone sbagliate con un conseguente spreco del budget.

Per chi ha già una scheda Google My Business, come fa a vedere la schermata Geolocalizzazione?

Nella sezione “statistiche” è possibile vedere una mappa che indica da dove provengono le richieste di indicazioni stradali. Se per Geolocalizzazione invece intendi da dove sono arrivate le interazioni (click o il traffico) questo dato è visibile solo come report di una campagna a pagamento.

Per scalare la ricerca ad esempio io ho un negozio vero fisico ed uno online, come devo fare?

Domanda da un milione di dollari. Esistono centinaia di fattori che influiscono sul ranking di un sito web. Occorre conoscere bene l’argomento e avere tempo e risorse per poter impostare un progetto di lungo periodo.

La SEO usando Google My Business è direttamente collegata al sito web? Ad esempio, se devo gestire un sito web fatto nel 2003 in HTML non responsive, questo toccherà poi a livello locale quello che l’utente vedrà nel pannello delle imprese locali?

Come dicevo durante il webinar, è da escludere nella maniera più assoluta che i due elementi siano direttamente correlati tra di loro. Google My Business è una cosa, il sito un’altra. Tuttavia una corretta strategia su Google my business renderà più visibile il nostro brand e la visibilità ci darà maggiore popolarità. Google dice che un brand popolare e riconosciuto dagli utenti ha ottime possibilità di scalare le posizioni del motore di ricerca.

Con la mia famiglia abbiamo un negozio d’arte, secondo te quanto è importante sponsorizzare sui social? E ogni quanto andrebbe fatto? Infine, che budget consiglieresti da investire nelle sponsorizzazioni?

Sicuramente è molto importante la presenza sul web e sui social. Come ogni attività però c’è bisogno di risorse, quindi il mio consiglio è di avviare un progetto web soltanto se si ha la possibilità di seguirlo nel tempo. Il budget può dipendere da centinaia di fattori, è impossibile fare una stima senza conoscere la vostra realtà.

Google dice che nessuno conosce l’algoritmo per il rating, quindi la SEO serve?

È vero che nessuno conosce l’algoritmo, tuttavia ci sono tantissimi studi fatti sulla base di milioni di dati pubblici che portano a comprendere gran parte delle dinamiche di tale algoritmo con una precisione vicina al 100%

Come si valuta l’importanza delle recensioni?

Partiamo dal presupposto che tutte le recensioni sono importanti e che, almeno in questo caso, la quantità è importante quanto la qualità. Quindi puntate ad ottenerne quante più possibili.

I maestri del web: intervista al fondatore di Yoast

Joost de Valk Yoast

A SiteGround, abbiamo il piacere di “hostare” decine di migliaia di aziende create e gestite da persone straordinarie. Sono tutti maestri del proprio mestiere e per questo hanno grandi storie da condividere. Periodicamente intervisteremo alcuni di loro per mostrarvi come hanno fatto ad arrivare ​​dove sono oggi. Speriamo che le loro storie vi ispirino a esplorare nuove idee e metodi per i vostri progetti!

Se siete utenti WordPress, avete probabilmente utilizzato il famoso plug-in Yoast SEO, creato da Joost de Valk, fondatore e CEO di Yoast. È uno sviluppatore, SEO specialist e online marketer, attivamente coinvolto nella comunità WordPress. Per l’inizio della nostra serie di interviste, non c’è persona migliore di Joost. Abbiamo parlato con lui di SEO, della sua interessante storia e di altri argomenti, quindi continuate a leggere quella che si è rivelata essere una straordinaria intervista!

Hai iniziato a lavorare su Yoast 7 anni fa come hobby mentre lavoravi come consulente SEO e marketing. Yoast è cresciuto enormemente e attualmente serve milioni di siti web. Quando è diventato così grande e perché,  a tuo parere, è ancora oggi lo strumento SEO più popolare tra gli utenti di WordPress?

Joost: Ho creato la società 7 anni fa, ma ho iniziato a creare plugin per WordPress intorno al 2006. Solo circa 6 anni fa ho creato un vero “plugin SEO per WordPress”, successivamente rinominato Yoast SEO. Quando ho fondato la compagnia il mio piano era tutt’altro; ero convinto che sarei rimasto un libero professionista per tutta la mia vita e che non avrei mai avuto bisogno di assumere dipendenti. Poi tutto è cambiato.

Ad un certo punto, mia moglie ha detto: “Quello che stai facendo nel tuo tempo libero, tutto il supporto per il SEO WordPress che dai, è insostenibile”. Aveva ragione, come sempre. Così ho iniziato a sviluppare estensioni premium, prima Video SEO e in seguito, Yoast SEO Premium. La gente si è dimostrata disposta a pagare e da allora Yoast è cresciuto.

Il motivo per cui è ancora popolare? Perché continuiamo a migliorarlo e svilupparlo, e siamo sempre aggiornati sulle modifiche di Google. Praticamente ci incarichiamo di una grande parte del lavoro di SEO che altrimenti dovrebbe essere gestito dai proprietari dei siti.

In Yoast hai fatto consulenza a grandi aziende come Facebook, eBay, The Guardian. Come ci sei arrivato e cosa hai imparato dalla tua esperienza con i giganti della tecnologia?

Joost: mi sono occupato di SEO per grandi aziende per oltre un decennio. Ho iniziato la mia carriera in un’agenzia in Olanda dove ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni dei più grandi marchi olandesi e di imparare bene il mestiere. In seguito, siccome miglioravo sempre di più in quello che facevo e avevo cominciato a parlarne attraverso i blog, le persone iniziarono a chiedermi di aiutarli con dei progetti.

Al The Guardian, dove ero responsabile del SEO per il cambio del nome del dominio da guardian.co.uk a theguardian.com, ho partecipato a uno dei più grandi progetti di sempre. Era anche, come la chiamava Google, la migrazione di dominio più grande che avessero mai visto.

È andato tutto abbastanza liscio, senza il solito calo del traffico che vedi durante quelle migrazioni. Ciò ha portato sempre più persone a volermi assumere. Non ero però interessato a intraprendere quel tipo di strada. Così negli ultimi anni abbiamo deciso di non fare più consulenza e concentrarci sullo sviluppo di Yoast SEO.

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Come è possibile oggi portare un prodotto sul mercato WordPress che sia realmente diverso? Qual è il tuo consiglio per le persone che cercano di seguire le tue orme?

Joost: provateci e basta! Iniziate a costruire qualcosa che ritenete fantastico. Pensate molto bene alla strategia di marketing. “Freemium” è di gran lunga il modello più semplice per WordPress perché il repository dei plugin di WordPress.org può portarti tanti utenti in breve tempo. Se crei qualcosa che facilita la vita delle persone allora saranno disposte a premiarti e pagare per esso.

Affinché il freemium funzioni è necessario un gruppo piuttosto ampio di utenti. Non credo che molti prodotti abbiano più del 1/1,5% degli utenti che da “free” passano a “premium”. Quindi hai bisogno di almeno 1000 utenti per averne 10-15 paganti. Ciò significa che il tuo prodotto gratuito deve essere buono, e il tuo prodotto premium deve offrire un gran valore aggiunto.

Di recente hai avviato una campagna per aiutare e motivare le persone a passare a versioni di PHP più recenti, un’iniziativa supportata anche da SiteGround. Potresti spiegare perché la nuova versione di PHP è più vantaggiosa per i clienti? Secondo la tua opinione, perché la maggior parte degli hosting provider non spingono proattivamente i propri clienti a passare alle recenti versioni di PHP?

Joost: aggiornare PHP è difficile, o almeno è così che la gente lo percepisce. Ma i vantaggi sono enormi. Un sito che passa da PHP 5.2 a PHP 7 può facilmente raddoppiare la sua velocità, fino a diventare quattro volte più veloce rispetto a prima. Non esiste niente altro che, a costo zero, possa aumentare così tanto la velocità del tuo sito.

Le persone (e i provider) temono che il loro software avrà problemi quando aggiorneranno PHP. Hanno paura che i plugin non funzioneranno più, per esempio. Finora, da quello che abbiamo visto, la maggior parte delle persone possono fare l’aggiornamento senza alcuno sforzo. È abbastanza semplice provarlo: se hai accesso a un cPanel, cosa possibile con tutti gli hosting, puoi semplicemente aggiornarlo e vedere se il tuo sito funziona correttamente. Io dico: fatelo, provatelo subito!

Parliamo di hosting, quasi un anno fa hai deciso di passare a SiteGround Enterprise. Come definiresti la tua esperienza fino ad ora e quali servizi di SiteGround ti hanno particolarmente colpito?

Joost: Lo adoriamo. Non ci sono altre parole per descriverlo. Il team di SiteGround che ci segue e il nostro team operano fondamentalmente come un’unica squadra. Abbiamo una configurazione piuttosto grande:

  • 2 server di bilanciamento del carico
  • 2 database server
  • 5 web server
  • una macchina con ELK stack che funge da server di registrazione
  • un server di caching


Vedete, il servizio di hosting non è “solo” per yoast.com, ma ospita anche il nostro server di aggiornamento per Yoast SEO e le altre estensioni, my.yoast.com, il nostro portale clienti e Yoast Academy, il nostro ambiente di e-learning con tutti i nostri corsi di formazione SEO.

Il team di SiteGround è stato eccezionale nel spingersi oltre i propri limiti e oltre ciò che noi sapevamo in termini di configurazione server. Lascia che ti faccia un esempio.

Quando vieni sul nostro sito noi determiniamo da dove arrivi, così possiamo per esempio mostrarti i prezzi dei servizi in dollari o in euro. Eravamo soliti farlo in WooCommerce, la nostra piattaforma di e-commerce, ma ora lo facciamo sui server di bilanciamento carico. Questo ci consente di memorizzare molte più pagine nella cache e rendere il sito molto più veloce. È lavorare su cose del genere e avere sempre alle nostre spalle il team di supporto di SiteGround che mi rende così felice di lavorare con loro.

Infine, qual è uno strumento di cui un SEO Master non può fare a meno, a parte Yoast SEO? 🙂

Joost: il suo cervello. L’ingrediente segreto del SEO lo puoi trovare solo esaminando centinaia di casi per capire cosa funziona o meno in un sito. Si deve allargare lo sguardo anche su ciò che non è strettamente “SEO”: struttura del sito, ricerca per parole chiave, UX. Tutto ciò ha un forte impatto sul SEO e spesso porta ad avere problemi.

Non sono un grande fan dell’utilizzo di troppi strumenti. Dovremmo cercare di rendere la parte tecnica del SEO il più semplice possibile, ma dovremmo incoraggiare più che altro le persone a riflettere per esempio su quali parole dovrebbero essere scelte o su ciò che i loro clienti cercheranno. Penso che si possano ottenere più risultati in questo modo che non aggiungendo un altro strumento al proprio arsenale.