Newsletter: Cosa sono, come funzionano e come crearle

illustrazione della creazione di una newsletter

Possiamo immaginare una newsletter come un filo di seta che collega la tua attività ai pensieri giornalieri dei tuoi clienti. Non si tratta di un’email una tantum, ma di un punto di contatto che si rinnova nel tempo, pensato per informare, ispirare o vendere, creando una relazione diretta e duratura con chi ti ha scelto.

Le newsletter ti permettono di parlare direttamente al tuo pubblico, nel momento giusto e con il messaggio giusto, costruendo fiducia, autorevolezza e portando a risultati concreti.

In questa guida ci immergiamo quindi nel mondo delle newsletter, scoprendo cosa sono, come funzionano e come crearle in modo strategico, dalla scelta degli strumenti fino all’analisi delle performance. Che tu stia iniziando ora o voglia migliorare le tue campagne esistenti, troverai suggerimenti pratici, esempi reali e consigli mirati per fare la differenza nella tua comunicazione.

Cos’è una newsletter

Una newsletter è una forma di email di marketing periodica inviata agli iscritti di una lista email – con un’iscrizione che avviene solitamente tramite un modulo sul sito web. Lo scopo di una newsletter è informare, aggiornare o mantenere il contatto con i clienti, i potenziali clienti o una community interessata a un determinato argomento.

A differenza delle email transazionali – quelle che confermano un ordine o segnalano un cambio dati nell’account – o delle email di recupero carrello, pensate per stimolare una vendita non conclusa, la newsletter ha uno scopo relazionale. Racconta, informa, coinvolge.

Per esempio, un brand di cosmetici potrebbe inviare una newsletter ogni due settimane con consigli di bellezza stagionali, storie sugli ingredienti usati nei prodotti e tutorial o contenuti educativi.

Altro aspetto da tenere a mente è che la newsletter viene sì inviata a una porzione ampia della lista contatti, ma grazie alla segmentazione può (e dovrebbe!) essere personalizzata in base ai fattori demografici degli iscritti o ai loro interessi. In questo modo, ogni destinatario riceve un contenuto più rilevante, più vicino a sé.

Insomma, le newsletter rappresentano uno strumento di relazione, un canale per costruire fiducia, trasmettere valore e – nel tempo – trasformare un lettore in un cliente fedele.

A cosa serve una newsletter

Una newsletter serve a informare, coinvolgere e fidelizzare i tuoi clienti. Essendo uno strumento di comunicazione diretto, potente e soprattutto misurabile, può trasformarsi in un vero e proprio alleato strategico per il tuo business. Vediamo come.

Innanzitutto, una newsletter informa. È il mezzo ideale per aggiornare i tuoi iscritti su novità aziendali, lanci di nuovi prodotti, aperture di nuovi punti vendita, ma anche saldi stagionali e modifiche a termini e condizioni.

Ma attraverso una newsletter, il suo tono di voce, la sua grafica, la scelta dei contenuti, puoi comunicare la tua identità di brand, i tuoi valori, il tuo modo di lavorare. Racconta il dietro le quinte della tua attività, condividi la tua visione, rispondi ai dubbi più frequenti dei clienti. Tutto questo crea un rapporto autentico, umano, che nel tempo si trasforma in fiducia.

Un cliente che si sente compreso, valorizzato, ascoltato è molto più propenso ad acquistare di nuovo, a parlare bene di te, a restare.

Un altro grande vantaggio è che le newsletter, come dicevamo, sono misurabili.

Il click-through-rate, l’open rate, e tutte le altre metriche digitali relative all’email marketing ti permettono di capire cosa funziona e cosa no e affinare le tue strategie per migliorare le performance delle tue campagne nel tempo.

Come creare una newsletter

Per creare una newsletter efficace avremo bisogno di una strategia chiara, un design curato e contenuti pensati per coinvolgere il pubblico giusto al momento giusto. Ad ogni dettaglio – dalla lista dei contatti fino all’oggetto dell’email – va dato il giusto peso.

In questa sezione ti guideremo passo dopo passo attraverso tutti gli elementi fondamentali per progettare e realizzare una newsletter di successo: dalla scelta della piattaforma e la segmentazione del pubblico, alla scrittura dei contenuti, fino all’analisi dei risultati. 

Lista riassuntiva su come creare una newsletter. I passi menzionati sono: Scegli la piattaforma giusta, crea una buona mailing list, crea un calendario, scrivi i contenuti, scegli il design, ispirati da altre newsletter, programma gli invii, analizza e perfeziona.

1. Scegli una piattaforma di email marketing

Il primo passo per creare una newsletter di qualsiasi tipo è scegliere la giusta piattaforma di email marketing. Questo è uno strumento indispensabile che ti permetterà di gestire gli invii, creare i contenuti, automatizzare le comunicazioni e analizzare i risultati.

Sceglierne una è un po’ come scegliere un compagno per un lungo viaggio. Deve essere affidabile, intuitiva, e in grado di crescere con te. Ecco cosa valutare:

  • Facilità d’uso: Scegli una piattaforma intuitiva, con interfacce chiare e un buon supporto clienti, anche per chi non è un esperto. Creare una newsletter non deve diventare un lavoro a tempo pieno.
  • Personalizzazione: Verifica che la piattaforma offra modelli personalizzabili, possibilità di aggiungere il tuo logo, modificare colori, font e layout per creare un’esperienza coerente con la tua identità di brand.
  • Automazioni: È indispensabile che la piattaforma ti permetta di creare workflow automatici per risparmiare tempo e aumentare l’efficacia.
  • Scalabilità: Anche se inizi in piccolo, devi poter pensare in grande. Scegli uno strumento che possa crescere con la tua lista contatti, supportando volumi sempre maggiori. 
  • Funzionalità report e analisi: Aperture, click, disiscrizioni, tasso di conversione – ogni dato è un tassello per migliorare.
  • Conformità normativa al GDPR (per l’Europa) e al CAN-SPAM (Stati Uniti). Una buona piattaforma offre strumenti per la gestione del consenso, link di disiscrizione obbligatori, e il tracciamento del comportamento degli utenti nel rispetto della privacy.
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2. Crea una mailing list di qualità

Una newsletter efficace nasce da una mailing list di qualità. Non si tratta di avere tanti contatti, ma di avere utenti realmente interessati ai tuoi contenuti, ai tuoi prodotti o servizi. 

Una lista troppo generica, con contatti non coinvolti o addirittura disinteressati, può danneggiare la tua reputazione online. Questo significherebbe un aumento delle disiscrizioni, un calo dei tassi di apertura, o addirittura la segnalazione delle tue mail. Se ti interessa un approfondimento su come evitare di finire nella cartella spam, ti consigliamo di fare un salto a leggere l’articolo linkato.

Ecco come costruire una mailing list solida e sostenibile nel tempo:

  • Integra un modulo di iscrizione nel tuo sito, in modo che gli utenti realmente interessati si iscrivano alla tua lista email. Puoi chiedere al tuo sviluppatore oppure usare plugin WordPress gratuiti come quello per la lead generation di SiteGround.
  • Offri un incentivo di valore in cambio del suo tempo e della sua fiducia. Per esempio uno sconto sul primo acquisto, una guida gratuita, l’accesso anticipato a prodotti o eventi o contenuti esclusivi riservati agli iscritti.
  • Usa il double opt-in: dopo l’iscrizione sul sito l’utente riceve un messaggio di conferma per completare l’iscrizione. Questo processo assicura l’interesse genuino degli iscritti e riduce errori, iscrizioni fittizie e reclami.
  • Non comprare mai liste email. Spesso si tratta di contatti non profilati, che non hanno dato il consenso esplicito, e che potrebbero segnalarti come spam. Rischi danni alla reputazione del dominio, penalizzazioni e zero risultati concreti.
  • Raccogli iscrizioni anche offline. Per esempio nel tuo negozio fisico, con un tablet o un modulo cartaceo, durante eventi o fiere, nei webinar o workshop che organizzi, magari con un form da compilare alla fine della sessione.
  • Mantieni la lista pulita e aggiornata. Rimuovi periodicamente i contatti inattivi, correggi gli indirizzi errati, e segmenta gli utenti in base ai loro comportamenti (acquisti, aperture, click).
  • Offri sempre la possibilità di disiscriversi in link o bottoni chiari. Non solo è obbligatorio per legge, ma mantiene anche una buona qualità della lista e mostra rispetto per gli iscritti. Lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, per esempio, include il bottone di disiscrizione automaticamente in tutte le mail.

3. Crea un calendario

Una newsletter di successo ha bisogno di pianificazione attenta. Creare un calendario editoriale ti aiuta a mantenere la coerenza, a evitare sovrapposizioni con altre attività di marketing e a offrire contenuti realmente utili, nel momento giusto. Vediamo come costruirlo.

1. Segna date e momenti chiave importanti per il tuo business, come festività rilevanti (Natale, Pasqua, Black Friday, saldi stagionali), eventi aziendali (lanci di prodotti, anniversari, promozioni speciali), e scadenze significative (fine campagne, chiusure, cambi di orario).

2. Mappa il percorso del cliente, le tappe che un potenziale cliente attraverserà prima di acquistare e dopo. In base a queste, determina che tipo di comunicazione può accompagnarlo in ogni fase.

Illustrazione che rappresenta le tappe del customer journey. Sono: awareness, consideration, decision, onboarding ed education, upsell e cross-sell, retention, loyalty, advocacy, re-engagement

3. Coordina le newsletter con gli altri canali: assicurati che il tuo calendario sia allineato con il piano editoriale del blog, dei social media, e di eventuali annunci pubblicitari o promozioni. Ad esempio, se stai lanciando una nuova collezione, puoi pubblicare un teaser sui social, un articolo sul blog che approfondisce il concept, e infine inviare una newsletter esclusiva agli iscritti con un’anteprima o un codice sconto.

4. Decidi la frequenza giusta. Non esiste una regola universale, ma per iniziare, una o due volte al mese è un buon punto di partenza. Se hai molto da raccontare, invece puoi valutare una frequenza settimanale o bisettimanale. L’importante è essere costanti, senza risultare invadenti.

4. Scrivi i contenuti

In una buona newsletter, ogni parola deve avere il suo peso, ogni elemento la sua funzione: attrarre, coinvolgere, convertire. Se vuoi approfondire come scrivere una mail che venga davvero letta puoi leggere il nostro articolo, ma qui di seguito facciamo un sunto dei punti salienti:

  • L’oggetto, la tua prima (e forse unica) occasione per catturare l’attenzione e convincere l’utente ad aprire. Usa un tono diretto, curioso, magari con una domanda o una promessa chiara. Evita frasi generiche come “Newsletter di luglio”.
  • Il corpo deve rispondere ai bisogni reali del tuo pubblico. Cosa interessa agli iscritti? Cosa può migliorargli la vita o il lavoro? Usa un linguaggio sincero e amichevole, ma sempre personalizzato per i vari segmenti. Ricorda che le piattaforme di email marketing migliori, come lo strumento di SiteGround, integrano funzionalità AI per aiutarti a scrivere con il tono giusto.
  • Mantieni la struttura immediata con paragrafi brevi, punti elenco e uso sapiente del grassetto.
  • CTA ben visibile, chiara e irresistibile. Tieni sempre a mente il suo obiettivo – scoprire un prodotto, leggere un articolo, iscriversi a un evento. Usa verbi d’azione e formule persuasive per invitare a queste azioni: “Scopri l’offerta”, “Leggi la guida completa”, “Prenota ora il tuo posto”.
  • Stile e tono devono riflettere il tuo brand: il linguaggio, il tono, la firma finale devono tutti mostrare coerenza.
  • Usa i link per assicurarti che ogni newsletter sia un ponte verso i tuoi contenuti: articoli del blog, schede prodotto, eventi, pagine di atterraggio, profili social. I link devono essere ben posizionati, le icone social visibili (magari nel footer), e ogni collegamento deve portare a una pagina coerente con quanto annunciato.
  • Non dimenticare mai di includere il link per disiscriversi in fondo all’email. Non solo è un obbligo legale, ma anche un gesto di trasparenza che aumenta la tua credibilità.

5. Scegli un design per la tua newsletter

Adesso che hai degli ottimi contenuti che informano, devi trovare un design che catturi lo sguardo. Come tutto il resto, anche il design della tua newsletter deve essere coerente con l’identità visiva del tuo brand, riconoscibile a colpo d’occhio, e allo stesso tempo piacevole da leggere su ogni dispositivo.

  • Scegli una palette coerente con i colori del tuo logo, del tuo sito, del tuo universo visivo. Non serve esagerare: due o tre colori bastano per creare riconoscibilità e guidare l’occhio. Ricorda di usare un buon contrasto per mettere in evidenza titoli, CTA, o promozioni.
Illustrazione schematica che mostra 4 esempi dove il contrasto tra sfondo e caratteri non è sufficiente e altri 4 dove il contrasto è sufficiente.
  • Il layout e le forme contano sia per mantenere la coerenza visiva che per far respirare il contenuto. Distribuisci bene gli spazi vuoti, inserisci margini generosi.
  • Usa una selezione di font costante tra le varie mail, e stabilisci una gerarchia visiva chiara. 
  • Aggiungi immagini o illustrazioni solo se rafforzano il messaggio, evitando di appesantire: ogni elemento visivo deve avere uno scopo, non solo un ruolo decorativo.
  • Mobile first: oltre il 60% delle email viene aperto da smartphone. Il design deve quindi essere responsive, con testi leggibili anche su schermi piccoli, immagini leggere e ridimensionabili, pulsanti ben distanziati e facilmente cliccabili con un dito. Anche questa funzionalità è automaticamente integrata nell’Email Marketing di SiteGround.

6. Prendi ispirazione da altri esempi di newsletter

A volte, il modo migliore per capire come strutturare una newsletter efficace è osservare chi lo sta già facendo bene. Analizzare esempi concreti di email marketing ti permette di cogliere spunti di design, tono, organizzazione dei contenuti e approccio narrativo. Di seguito trovi tre newsletter realizzate con lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, ciascuna con una personalità distinta e un obiettivo chiaro.

screenshot di una newsletter di aggiornamento per il mondo del design digitale

Questa è una newsletter pensata per chi lavora nel mondo del digitale e vuole restare aggiornato. Il design vivace e accattivante cattura l’attenzione fin dal primo scroll, mentre il contenuto è curato e immediatamente utile: suggerimenti tecnici, strategie SEO e nuove tendenze (come la ricerca vocale o la grafica 3D) sono organizzati con chiarezza e accompagnati da CTA efficaci. Ottimo esempio di come un contenuto informativo possa essere reso coinvolgente grazie a un layout semplice ma dinamico.

screenshot di una newsletter educativa sull'interior design

Ecco un esempio raffinato di contenuto educativo. Il tono è più morbido e descrittivo, perfetto per un pubblico interessato all’interior design. Il layout è pulito, con sezioni ben distinte e un uso equilibrato delle immagini. Ogni parte della newsletter accompagna il lettore in un viaggio a tre tappe, dimostrando come una struttura ordinata possa valorizzare un contenuto ricco senza appesantirlo.

screenshot di una newsletter che mostra un catalogo di borse

Questa newsletter adotta un approccio narrativo visivo: colori forti, fotografie ben scelte e un copy semplicissimo e diretto. Ogni sezione è costruita attorno a un prodotto specifico, con descrizioni brevi ma persuasive e punti elenco che evidenziano i benefici reali per l’utente. La coerenza visiva e la ripetizione strategica delle CTA guidano il lettore lungo un percorso fluido, senza frizioni.

7. Programma gli invii

Anche la miglior newsletter, se spedita nel momento sbagliato, può perdersi nella casella di posta: la tempistica è una componente essenziale. Usa gli strumenti statistici, il buon senso e l’osservazione per capire quando il tuo pubblico può e vuole essere raggiunto.

Nel B2C, per esempio, i tassi di apertura tendono a salire intorno alla pausa pranzo o nel tardo pomeriggio e sera, quando le persone staccano dal lavoro e controllano il telefono.
Se fai marketing nel mondo B2B, invece, conviene restare entro l’orario lavorativo: le ore centrali della giornata funzionano bene, mentre è sconsigliato inviare nel weekend, quando le caselle di posta aziendali vengono spesso ignorate.

I giorni centrali della settimana, come martedì, mercoledì e giovedì, si rivelano spesso i più efficaci, mentre il lunedì è troppo carico e il venerdì troppo distratto.

Ciò non toglie che ogni pubblico abbia le sue abitudini. È qui che entrano in gioco i test A/B. Invia lo stesso contenuto in due orari diversi a due segmenti simili della tua lista, e osserva quale performa meglio. In poco tempo, potrai costruire un programma orario su misura per i tuoi lettori.

Una volta stabilito l’orario, è fondamentale pensare all’ automatizzazione delle sequenze, per non dover inviare manualmente le mail. Puoi (e dovresti) creare flussi automatizzati che seguano il viaggio del cliente. Per esempio:

  • Mail di benvenuto subito dopo l’iscrizione,
  • Reminder dopo qualche giorno senza interazione,
  • Contenuti di valore dopo un acquisto per rafforzare il legame.
  • Promozioni, offerte e inviti stagionali secondo il calendario eventi

8. Analizza i dati e aggiusta il tiro

Una newsletter ben costruita non si esaurisce con l’invio. È solo l’inizio del dialogo.
Ed è attraverso l’analisi che possiamo capire se quel dialogo ha davvero preso vita.

Una volta che avrai una mailing list valida, un calendario completo, un programma automatizzato per inviare newsletter con contenuti interessanti e un design seducente, sarà arrivato il momento di lavorare sui dettagli. Per migliorare, dovrai osservare, ascoltare, misurare, leggere i segnali di chi apre – o ignora – le tue email.

Comincia con le metriche di email marketing fondamentali:

  • Tasso di apertura: quante persone hanno aperto l’email? È un indicatore della forza dell’oggetto e del momento di invio.
  • Click-through rate (CTR): quante hanno cliccato sui link? Questo ti dice se il contenuto ha suscitato interesse.
  • Tasso di rimbalzo: quante email non sono arrivate a destinazione? Un tasso alto può indicare una lista poco curata.
  • Tasso di conversione: quanti hanno compiuto l’azione desiderata (acquisto, iscrizione, download)? È il dato che più direttamente riflette l’efficacia della tua newsletter e delle CTA.

Ma per ottenere qualcosa di concreto, dovrai stabilire traguardi misurabili e confrontare i tuoi dati. Potresti utilizzare i benchmark del settore, o stabilire i tuoi propri obiettivi a seconda delle tue performance passate. Per esempio, aumentare le aperture del 10% nei prossimi tre mesi, o magari raddoppiare i click rispetto alla campagna precedente.

Ogni dato raccolto è una finestra sul comportamento del tuo lettore, e ti permette non solo di perfezionare i contenuti (CTA, oggetto, argomento), ma anche di capire se stai comunicando troppo spesso (potrebbe essere questo il caso se ricevi molte disiscrizioni) o di segmentare ulteriormente il tuo pubblico.

Infine, non dimenticare i test A/B, tuoi alleati più preziosi. Cambia un elemento alla volta – un oggetto, un’immagine, un giorno della settimana – e scopri cosa funziona davvero, con metodo e pazienza. Tenendo a mente degli obiettivi chiari, potrai capire se stai avanzando nella direzione giusta.

Consigli finali per creare una newsletter efficace

In questo articolo abbiamo visto cos’è una newsletter, cosa la distingue da altri tipi di email marketing, e come crearne una efficace attraverso la scelta di piattaforma, calendario, contenuti, design, automatizzazioni e analisi. E abbiamo visto come non è solo questione di strumenti, ma di intenzione, di osservazione e di cura.

Ogni newsletter inviata deve offrire valore, coerenza e rispetto per l’attenzione di chi ti legge, quindi prima di concludere, ecco alcuni consigli da tenere sempre a mente:

  • Pensa come il tuo lettore: entra nella sua giornata, nei suoi dubbi, nei suoi desideri. Offrigli qualcosa che valga davvero il tempo speso a leggerti.
  • Non temere di sperimentare: il bello del digitale è che tutto si può misurare, testare, migliorare. Ogni errore è un passo avanti, se sai cosa farne.
  • Punta sempre alla qualità: nella grafica, nei testi, nei contenuti. Una newsletter ben fatta è uno specchio della tua professionalità.

Se hai bisogno di uno strumento solido, intuitivo e completo per iniziare (o migliorare) la tua strategia, puoi provare lo Strumento di Email Marketing di SiteGround, pensato per semplificare ogni fase, dalla creazione delle newsletter all’analisi dei risultati.

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NOTA: Questo articolo è stato pubblicato originariamente il 07/08/2020 da un autore diverso. È stato successivamente aggiornato, rivisto e ripubblicato da un altro autore per riflettere le informazioni più recenti.

Cos’è il Phishing e come proteggersi

Phishing e come proteggersi

Con il rapido sviluppo della tecnologia, la complessità degli attacchi di phishing migliora. Più le persone diventano tecnologicamente avanzate, più avanzati saranno gli attacchi di phishing. Inoltre, ora che tutti trascorrono più tempo online, è aumentato anche il numero di attacchi in generale. Ecco la nostra breve guida su cosa fare per rimanere al sicuro dagli attacchi di phishing.

Cos’è il phishing?

Nato intorno al 1995, appena 4 anni dopo la comparsa del primo sito web, il phishing consiste nell’utilizzo di email e siti ingannevoli per ottenere illegalmente informazioni personali e aziendali dagli utenti. Tali informazioni – nomi utente, password, carte di credito – vengono successivamente utilizzate per rubare denaro o ulteriori informazioni.

La stessa parola “phishing” è una combinazione di “fishing” (pesca) e “phreaks”, il modo in cui gli hacker definivano se stessi. La pratica del phishing è considerata una forma di ingegneria sociale, ossia un metodo per manipolare le persone presentandosi falsamente nel contesto della sicurezza web.

Tipologie di phishing

Spear-phishing

Cos’è lo spear phishing? Lo spear phishing prende di mira una persona o un’organizzazione specifica piuttosto che utenti casuali. Questa truffa di solito mira a rubare dati o informazioni sensibili dalla vittima specifica, come password dell’account o informazioni finanziarie. Richiede una conoscenza specifica della vittima come alcuni dati personali. Gli hacker utilizzano queste informazioni (di solito in un’email) per fingere di essere un’azienda o una persona affidabile e acquisire i dati di cui hanno bisogno.

Spear phishing vs phishing

Entrambi sono attacchi che intendono rubare informazioni sensibili. Tuttavia “phishing” è il termine più generico per questo tipo di attacco, poiché si tratta fondamentalmente di qualsiasi tentativo di indurre le vittime a condividere dati sensibili.

Secondo la definizione, lo spear phishing è personalizzato verso una vittima specifica. Richiede più lavoro, tempo e informazioni per raggiungere il suo obiettivo ma, poiché i messaggi di spear phishing sono personalizzati, è più difficile identificare questi tipi di attacchi.

Il miglior modo per proteggersi dallo spear phishing è generalmente fare attenzione a come ci si muove online. Ecco alcuni suggerimenti da seguire per evitare lo spear phishing:

  • Fai attenzione a quali informazioni personali pubblichi su internet
  • Usa password complesse
  • Aggiorna regolarmente il tuo software
  • Fai attenzione quando apri le email e clicchi sui link

Phishing su Microsoft 365

Questi tipi di attacchi sono email di phishing che prendono di mira gli utenti di Microsoft 365. Una delle cose più comuni che gli aggressori di solito fanno è indurre le vittime a scaricare un file mascherandone l’estensione. Gli hacker usano uno speciale carattere Unicode, ossia l’override da destra a sinistra. Consente loro, ad esempio, di mascherare un file “.exe” in un file “.txt”. Di conseguenza, la vittima scarica il file “.exe” che immediatamente installa il software dannoso sul suo computer.

Whaling Phishing

Il whaling phishing “caccia alla balena” è un attacco altamente mirato. Questo tipo di attacco di phishing prende di mira individui particolari, come i dirigenti d’azienda. Tenta di incoraggiare le vittime a compiere un’azione particolare, solitamente correlata al trasferimento di denaro o alla divulgazione di informazioni specifiche. Le email di whaling phishing spesso prendono di mira grandi istituzioni finanziarie e sono più complicate delle email di phishing standard perché prendono di mira i dirigenti.

Queste e-mail di solito contengono informazioni personalizzate sull’azienda o sul dirigente, creano un senso di urgenza, rispettano il tono aziendale e incoraggiano a eseguire alcune delle seguenti operazioni:

  • Cliccare su un link che porta un malware
  • Trasferire denaro sul conto bancario dell’hacker
  • Fornire informazioni sull’azienda o sulla persona

Phishing vocale

Il phishing vocale è un attacco che induce gli individui a fornire importanti informazioni finanziarie o personali tramite telefono. Puoi diventare vittima di un attacco di phishing vocale su vari canali e dispositivi, come smartphone, telefono fisso, VoIP, etc.

Il messaggio di un tale attacco di solito informa la vittima di un’attività sospetta, correlata al suo conto bancario/carta di credito. Quindi l’hacker incoraggia la vittima a chiamare un numero di telefono e fornire informazioni personali o verificare il proprio account/identità .

Per proteggersi da un simile attacco, l’approccio migliore è chiamare l’istituto in questione tramite un canale di contatto valido di cui si è in possesso e assicurarsi che il proprio account non sia stato compromesso.

Compromissione dell’email aziendale

La compromissione dell’email aziendale è un messaggio email che sembra normale, richiede un’azione particolare e prende di mira un’azienda specifica. La richiesta nel messaggio riguarda solitamente il trasferimento di fondi sul conto bancario dell’hacker che:

  • Si finge il “fornitore abituale” che ha inviato una fattura da un nuovo indirizzo email
  • Si finge l’amministratore delegato dell’azienda
  • Si finge un dipendente dell’azienda
  • Si finge l’avvocato della società

Phishing sui social

Il phishing sui social media è correlato agli attacchi tramite social media come Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, etc. Mira a rubare le tue informazioni personali o a prendere il controllo del tuo account social. Un tale attacco può anche comportare perdite finanziarie dovute all’ottenimento di dati per l’accesso ai conti finanziari. Per proteggerti da un attacco di phishing sui social media, segui queste semplici regole:

  • Non aggiungere/accettare estranei come amici
  • Non cliccare su link per aggiornare le tue informazioni personali
  • Non utilizzare lo stesso nome utente e password per tutti i tuoi account
  • Usa l’ultima versione del tuo sistema operativo

Come proteggersi dal phishing?

Poiché il phishing può davvero costarti molto, da prelievi illeciti a violazioni dei dati personali, è necessario prendere le dovute precauzioni di sicurezza. Abbiamo messo insieme un elenco delle cose che devi tenere a mente per rimanere al sicuro.

1. Presta attenzione al mittente e all’URL nelle email

Una delle truffe di phishing più comuni è quella di imitare un grande brand. Di solito viene inviata una email a nome del brand  in cui si dice che qualcosa che non va nel tuo account e, per questo, ti chiede di accedere “per risolvere il problema”. Di solito, l’aspetto dell’email è molto simile a quelle originali inviate dal brand ufficiale, tuttavia esiste un modo sicuro per distinguere il vero dal falso.

Devi controllare l’indirizzo email: i truffatori non possono creare indirizzi email con l’effettivo nome di dominio dell’azienda, quindi al posto di supporto@nomedelbrand.com, vedrai nomedelbrand@qualcosa.com. Guarda attentamente l’indirizzo email e non solo il nome che appare nel tuo client di posta elettronica!

Dovresti anche controllare gli URL prima di cliccare. Questo può essere fatto semplicemente passando il cursore sull’URL fornito nell’email. Così facendo, verrà rivelato il dominio a cui punta, in modo da poter vedere a che indirizzo questa email vuole davvero portarti. Se non è il dominio ufficiale del brand, non cliccare sul link.

2. Evita di scaricare allegati che non stai aspettando

A volte le email di truffa sono mascherate da email commerciali, senza dover fingere di provenire una grande azienda. Con la mail, viene semplicemente inviato un allegato contenente un malware. L’email è spesso strutturata come un’offerta commerciale contenente file con tue informazioni riservate.

Se non conosci il mittente, non aprire alcun allegato. Se conosci il mittente, ma non ti aspetti nulla esso, o c’è qualcosa di sospetto, è meglio essere cauti. Chiama il mittente e chiedi se intendeva inviarti qualcosa, poiché a volte i truffatori entrano nelle caselle di posta elettronica delle persone e le usano per attacchi di phishing inviando spam ai loro contatti.

Il formato più comune per gli allegati è lo zip (di solito il .exe non è consentito), tuttavia, anche i file di Microsoft Office possono contenere virus. In generale, tieni d’occhio tutti i tipi di allegati.

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3. Controlla sempre il sito su cui vieni indirizzato

Se ti capita di cliccare su un link di phishing (di solito via email o tramite messaggio), esso ti reindirizzerà quasi certamente a un sito con una form. Lo scopo di questi form spesso è di raccogliere informazioni sensibili: nome utente e password.

Per essere sicuro di trovarti sul sito corretto e, prima di inserire qualsiasi dato, controlla l’indirizzo del sito web nella barra degli indirizzi del browser.

I truffatori possono creare un sito dal design simile a quello del sito originale, ma non possono utilizzare il loro dominio ufficiale o avere il nome del marchio nel dominio (supponendo che il marchio sia registrato). Quindi, spesso, questi domini possono avere nomi simili al brand, ma non saranno mai uguali a quelli originali e avranno simboli, lettere o parole aggiuntivi.

Di solito, i domini truffa sembrano completamente privi di senso e a volte anche il design e il testo sembrano strani, specialmente se si tratta di un marchio noto che vedi di frequente.

Ad esempio, quando accedi a Gmail, Google non ti chiederà mai di selezionare il tuo provider di posta elettronica o di inserire sia la tua email sia la tua password nella stessa schermata. Quindi la struttura che vedrai sui siti di phishing è progettata per assomigliare a quella originale, ma non lo è.

4. Ignora le richieste di denaro

Un altro tipo di truffa online che spesso viene usata è il chiedere denaro “mascherandosi”. Di solito il truffatore si presenta come una persona in difficoltà che chiede aiuto finanziario. Ti viene chiesto di inviare una piccola somma di denaro con la promessa di ottenere molto di più in cambio.

A volte queste truffe possono assumere la forma di estorsione. Popolare negli ultimi anni è stata un’email in cui si affermava che l’utente era stato registrato attraverso le propria webcam a guardare contenuti per adulti. Per questo si chiedevano soldi per non diffondere il contenuto video. Questa truffa ha fatto notizia perché molte persone ci sono cascate, spaventate dagli effetti di questa.

Ad ogni modo, se ricevi una richiesta di denaro in qualsiasi forma da parte di estranei, di solito è una truffa. Non distribuire mai denaro o informazioni finanziarie, indipendentemente dalla situazione che ti viene presentata.

Cosa devi fare se ricevi un’email di phishing?

Ogni volta che ricevi un’email, devi prestare molta attenzione all’indirizzo email, all’URL, all’ortografia, etc. Dopo averli verificati e aver identificato che l’email è in realtà un’email di phishing, devi seguire tutti i passaggi seguenti:

  • Non cliccare su alcun link, non aprire alcun allegato e non rispondere
  • Contatta il presunto mittente tramite il canale ufficiale per la comunicazione
  • Segnala l’email alla tua azienda, al provider di posta elettronica, all’ente governativo e all’organizzazione che avrebbe inviato l’email
  • Contrassegna il mittente come posta indesiderata o spam
  • Elimina l’email e rimuovila anche dal cestino

Come segnalare le email di phishing?

Come accennato in precedenza, è necessario segnalare l’email di phishing a più persone/istituzioni. Qui ti mostreremo come segnalare l’email sia al provider di posta elettronica che all’ente governativo.

Come segnalare email di phishing al tuo provider di posta elettronica

Prendiamo come esempio gli account Gmail. Accanto all’opzione “Rispondi” in Gmail, clicca sull’opzione “Altro” e seleziona “Segnala phishing”.

Se sei un utente di Outlook, devi selezionare il messaggio di posta elettronica di phishing dall’elenco dei messaggi e, sopra il riquadro di lettura, selezionare Posta indesiderata > Phishing > Segnalazione.

Altri provider di posta elettronica hanno opzioni simili di facile utilizzo per la segnalazione di email di phishing.

Come segnalare email di phishing a un istituto specifico

La Polizia Postale offre un portale apposito con un form da compilare per segnalare casi sospetti di phishing nel caso tu abbia o meno aperto il suo contenuto o cliccato su link sospetti. È anche importante contattare subito la propria banca nel caso sospetti di aver cliccato o aperto file fraudolenti, in modo che possano subito intervenire per evitare prelievi dai tuoi conti e carte.

Note conclusive

Ora che sai cos’è un attacco di phishing, sei molto più preparato a proteggerti da esso con i nostri consigli. Puoi esplorare ulteriormente il nostro blog per argomenti simili e, per esempio, scoprire come proteggere la tua reputazione proteggendo la tua posta elettronica.

Ricorda, tutto ciò che serve ai truffatori per fare danni seri è semplicemente un indirizzo email. L’uso consapevole di internet è fondamentale per proteggere la tua privacy e il tuo benessere sul web.

Piping: utilizzare l’email per aggiungere contenuti al tuo sito

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Una delle cose divertenti da fare con i computer è pensare fuori dagli schemi, usare strumenti per cose per cui non sono stati progettati. L’email è uno dei miei giocattoli preferiti con cui cimentarmi. L’email è universale e tutti la usano.

Cosa possiamo far fare all’email che non fa già normalmente? La posta elettronica è un sistema di consegna, quindi possiamo usarla non solo per fornire dati di qualche tipo, ma anche per attivare eventi che inducono un computer da qualche parte a fare qualcosa per noi. Se necessario, l’email può anche rimandarti indietro una risposta.

Agli albori del Web, esistevano indirizzi email a cui potevi inviare un messaggio con un URL nel corpo. Questo URL veniva recuperato dalla mail e ti veniva mandata indietro una risposta. Siccome l’email è stata inventata prima dei browser, c’è stato un tempo in cui le persone avevano la posta elettronica ma non il browser per accedere al web. Quindi l’email era un ottimo modo per accedere al web prima dell’avvento dei browser. Il rovescio della medaglia era che la maggior parte delle email a quel tempo non supportava le immagini, ma andava bene lo stesso perché quasi nessuna pagina web aveva immagini. 🙂

Io più volte ho utilizzato la posta per fornire dati e attivare processi di elaborazione. L’anno scorso ad esempio, per la festa della mamma, ho creato cornici digitali di mia madre e mia suocera basate su Raspberry Pis. La gestione dei media front-end per questi frame è stata fatta con un sito WordPress. Questo mi ha fornito una comoda API per inviare immagini. Il problema è che i miei fratelli non sono programmatori, quindi avevo bisogno di un modo semplice per inviare immagini a questi frame. L’email è stata la soluzione più semplice.

Ho creato un sistema che permette di inviare una foto tramite posta elettronica. Ogni cornice digitale ha un indirizzo email a cui poter inviare immagini. Mentre WordPress gestisce tutta la gestione degli utenti e l’elaborazione delle immagini, il sistema di posta di SiteGround mi consente di realizzare tutto questo.

Il modo per farlo è chiamato Piping che significa “trasportare”. In questo caso si parla del contenuto di un’email che viene trasportato a un programma di tua scelta.

Mi fermo qui e ti dico in anticipo che se non sei un programmatore o almeno un utente molto tecnico, questo non fa per te. I programmatori possono scrivere programmi (come ho fatto io) per prendere l’input ed elaborarlo. Gli utenti più tecnici possono essere in grado di installare programmi, sul proprio server, che accetteranno l’input e faranno qualcosa con esso. Se non fai parte di uno di questi due gruppi, ti suggerisco di cercare un programmatore di cui ti fidi e assumerlo per aiutarti a farlo.

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Con SiteGround il processo è piuttosto semplice. Per prima cosa crei un indirizzo email, quindi crei un filtro per quell’indirizzo email.

Nel mio caso, ho creato un indirizzo tipo fotodellamamma@esempio.com nel mio Site Tools.

Quindi sono passato ai filtri e ho creato un filtro per fotodellamamma@esempio.com.

  1. Gli ho dato un nome che potevo riconoscere, “Trasporta immagini al frame di mia madre”
  2. Ho impostato le condizioni adeguate. Volevo che questo filtro si attivasse ogni volta che un’email arrivava a fotodellamamma@esempio.com. Quindi l’ho impostato su:

    a) IF ANY
    E poi, l’ho impostato per attivarsi sull’indirizzo email A

    b) A simili fotodellamamma@esempio.com
  3. Infine, l’ho impostato per eseguire azioni. In questo caso, eseguo 2 azioni:

    a) Trasporta a un programma

    Qui è dove devi essere un programmatore. Ho scritto il programma necessario per elaborare le email e l’ho caricato sul mio sito SiteGround. Devo conoscere il percorso esatto e il nome del programma affinché funzioni. Anche un buon programmatore dovrà fare qualche prova per farlo bene. Tuttavia, una volta fatto, sarà facile farlo di nuovo.

    b) Elimina messaggio

    Ricordi che la prima cosa che ho fatto è stata creare un vero indirizzo email? Ciò significa che, a meno che non faccia qualcosa, le email verranno effettivamente archiviate per questo indirizzo. Dal momento che non ho mai intenzione di accedere al server di posta elettronica per visualizzarle, desidero che ogni singola email in arrivo a fotodellamamma@esempio.com sia gettata dopo averla consegnata al mio script per l’elaborazione. Se volessi archiviare le email per un utilizzo futuro, non imposterei questa azione.

Questo è tutto. Supponendo che tu abbia un programma a portata di mano che accetta il contenuto di un’email e fa qualcosa di conseguenza, ora puoi attivarlo utilizzando facendo un Piping con SiteGround.

Una volta compreso il potere di inviare messaggi di posta ai programmi, le possibilità sono infinite. L’esempio che ho descritto è semplice ma non è l’unico. Poiché la posta elettronica è onnipresente e disponibile su quasi tutte le piattaforme, puoi aprire un mondo completamente nuovo di elaborazione e interazioni per i tuoi utenti.

Attenzione però: tieni presente che la posta elettronica non è mai troppo sicura. Devi mantenere sicurezza nelle tue applicazioni per assicurarti che solo gli utenti che desideri possano interagire con il tuo sistema. Il modo più semplice per farlo è controllare il mittente dell’email. Questo non ti darà la sicurezza piena, ma è sicuramente uno dei controlli che consiglio di fare.

Proteggi la tua reputazione. Proteggi la tua posta elettronica.

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La reputazione online è oggi uno dei tuoi beni più preziosi. Per questo motivo, devi fare tutto ciò che è in tuo potere per proteggerla. Il problema è che più forte diventa la tua reputazione online, più i possibili hacker vorranno prenderne il controllo e usarla per i propri scopi. E questo avviene per lo più sfruttando le email.

L’email è a tutti gli effetti un sistema basato sulla fiducia. Io mi fido del server di posta che utilizzo per inviare le mie email. Lui si fida dei diversi server che lo aiutano a recapitare l’email. Il destinatario delle mie email si fida del proprio server di posta.

Agli inizi, l’email non seguiva necessariamente questo percorso: tu – tuo server – server del destinatario – destinatario. Internet era ancora fragile, quindi la posta elettronica era progettata per consegnare le email a qualsiasi server, confidando che quel server l’avrebbe consegnata, trattenuta fino a quando non poteva consegnarla o passata a un altro server per la consegna. La fiducia, tuttavia, ha un prezzo e una volta che gli hacker hanno capito che l’email era basata sulla fiducia, hanno iniziato a farci pagare quel prezzo.

Queste persone capirono che era possibile inviare email che sembravano provenire da chiunque su internet. Per questo, persone molto più intelligenti di me, iniziarono a lavorare per proteggere i sistemi di posta elettronica. Pensa a qualcuno capace di inviarti un’email che sembra provenire da tua madre e che quell’email contenga un link per mostrarti dei carinissimi cuccioli. Essendo tua madre a scriverti, di certo ti fideresti e cliccheresti sul link: così è nato Phishing.

Oggigiorno la posta elettronica è molto più sicura. Sono stati sviluppate tecnologie come Sender Policy Framework (SPF) e DomainKeys Identified Mail (DKIM). Questi sistemi aiutano a rendere sicure le email proteggendo direttamente chi invia le email da un determinato dominio. Se hai configurato SFP e DKIM, la maggior parte dei server di posta li riconoscerà e li utilizzerà per assicurare che le email che tu mandi siano effettivamente state mandate da te.

Il problema con SPF e DKIM è che non sono facili da configurare. Per configurarli, è necessario comprendere come funzionano i DNS e saper creare specifiche tipologie di record. Per questo motivo, in passato, l’utilizzo di questi sistemi non si è diffusa in modo importante.

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Per fortuna oggi ci sono ottimi provider come SiteGround che configurano automaticamente questi servizi per te. Quando ospiti un dominio su un buon provider, non solo viene configurato il tuo sistema di posta, ma anche SFP e DKIM per proteggere le persone dalla ricezione di email fraudolente che sembrano provenire da te.

Se il tuo provider non imposta automaticamente DKIM e SPF per la tua email, non tutto è perduto. Sono disponibili diversi tutorial su internet e con un po’ di pazienza potrai configurarli da solo. Ci sono inoltre dei checker online che puoi usare per assicurarti di averlo fatto correttamente.

Oppure, se hai cose migliori da fare e non vuoi perdere tempo a comprendere il funzionamento dei DNS, puoi passare a un provider affidabile come SiteGround. A te la scelta.

Nuova app Webmail per gestire le impostazioni della posta elettronica

webmail

Abbiamo appena rilasciato un’applicazione Webmail per i piani di hosting che utilizzano Site Tools, che consente a tutti gli utenti di modificare la propria password e impostare diverse funzioni automatiche dell’email come auto-risponditori, filtri e inoltri. Fino ad ora gli utenti potevano accedere alla propria email tramite browser (tuodominio.com/webmail) o tramite il servername, ma alcune funzionalità di controllo erano esclusiva del proprietario dell’account attraverso il Site Tools.

Gli utenti possono modificare le password e gestire le impostazioni dalla loro interfaccia webmail

I proprietari degli account di hosting hanno sempre avuto accesso a una serie di strumenti, tramite Site Tools, che permettevano loro di modificare le password e impostare le configurazioni per tutti gli account email creati e ospitati sul loro piano. Tramite l’app Webmail ora ogni singolo utente che utilizza l’email ha accesso agli stessi strumenti per il proprio account:

  • Gli utenti che utilizzano l’email possono modificare la propria password direttamente dall’app Webmail.
  • Gli utenti possono scaricare un file di configurazione automatica per impostare il proprio account email su diversi client di posta o semplicemente ottenere le impostazioni necessarie per farlo manualmente.
  • Ora è possibile creare e gestire gli autorisponditori tramite l’app Webmail.
  • Gli utenti della webmail possono impostare le proprie regole di inoltro.
  • Diversi filtri di posta elettronica possono essere configurati direttamente nell’applicazione Webmail per consentire agli utenti di organizzare e automatizzare la distribuzione dei messaggi in arrivo.

Più comodità per i nostri clienti e i loro utenti

Grazie alla nuova app Webmail, i proprietari degli account di hosting possono ora concedere ai propri utenti l’accesso a tutti gli strumenti di posta elettronica di cui hanno bisogno per gestire i propri account email personali. Questo alleggerirà il lavoro di gestione dell’email che molte persone svolgono per i propri clienti.

Quando si accede tramite l’app webmail, questi strumenti funzionano esclusivamente per l’account email specifico in cui l’utente è connesso. Tutte le modifiche apportate tramite Webmail si riflettono automaticamente sul Site Tools (lo stesso vale anche nella direzione opposta). Ciò consentirà al proprietario dell’account di monitorare le modifiche apportate dai propri utenti tramite Site Tools e di intervenire se qualcuno ha bisogno di aiuto.

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NOTA:
Ti ricordiamo che puoi accedere a tuodominio.com/webmail solo se il tuo dominio è puntato ai nostri server e se hai installato un certificato SSL. Se non disponi di un SSL, il browser mostrerà un errore.

L’app Webmail al momento è disponibile per tutti i nostri clienti ma solo in lingua inglese. Siamo al lavoro per offrirla in italiano a breve.

Email Marketing: come e perché

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L’Email Marketing è fondamentale nelle strategie di marketing moderno, poiché è uno strumento diretto capace di generare conversioni maggiori rispetto ad altri canali (se ben utilizzato). Spesso però vi è poca strategia dietro l’invio di email e newsletter e questo fa sì che i risultati non ottimali portino a una sottovalutazione dello strumento 

Vediamo insieme ad Alessandra Farabegoli, docente di digital marketing, autrice di numerosi libri e co-fondatrice di Digital Update e Freelancecamp, le strategie che da anni adotta per rendere efficace la comunicazione con utenti e clienti. Nello specifico:

  • come gestire una mailing list e come farla crescere nel rispetto delle regole della privacy. 
  • come sviluppare un piano editoriale sostenibile (cosa scrivere, quando e a chi).
  • come scrivere email che funzionano, che vengono aperte e che convertono, senza che finiscano in spam.

Sfoglia o scarica la presentazione di Alessandra Farabegoli 👇

Email marketing: come e perché funziona from SiteGround.com

Scopri i libri di Alessandra Farabegoli

Come sempre vi chiedo di commentare il webinar, in modo da avere un feedback su come è andato e su come vorreste che fossero i prossimi. Sentitevi liberi di dare suggerimenti e di richiedere gli argomenti futuri che vorreste fossero affrontati. Consiglio di dare uno sguardo anche agli altri nostri webinar e seguirci sul canale YouTube di SiteGround Italia.

Nota: come al solito eravate tantissimi e non siamo riusciti a  rispondere a tutti. Abbiamo girato le domande ad Alessandra e qui di seguito trovate le sue risposte.

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GDPR

Come gestite correttamente il GDPR con MailChimp? È difficilissimo creare un Form MailChimp con la funzione sulla GDPR integrata. Avevo provato con HubSpot ma né io né i tecnici siamo stati in grado di far arrivare i parametri che MailChimp richiede per la GDPR.

Premessa: la funzionalità “GDPR” di Mailchimp non è altro che un modo veloce di gestire le informazioni relative ai permessi di trattamento dei dati, ma attivarla su una audience non è di per sé garanzia di “essere in regola” né di “gestire correttamente”. La base giuridica “consenso” sussiste quando:

  • Informiamo le persone in modo chiaro sul trattamento dei loro dati, e, se ci sono tipi diversi di trattamento, consentiamo di dare il consenso in modo distinto per ciascuno di questi
  • Il consenso è documentabile e revocabile.

Se si attivano le funzionalità GDPR su una audience Mailchimp, i moduli di iscrizione / aggiornamento dati e le landing page prodotti all’interno di Mailchimp integrano nativamente i campi necessari per il consenso; in ogni caso, si tratta di dati modificabili via API e/o attraverso una import ben configurata. 

Quanto al collegamento fra le piattaforme terze come Hubspot e Mailchimp, bisogna capire come queste interagiscono e quali chiamate alle API vengono fatte; se la cosa si dovesse rivelare troppo ostica, si può comunque raccogliere e documentare il consenso senza attivare le funzionalità GDPR di Mailchimp, purché siano rispettate le condizioni dette sopra.

Per inviare le newsletter utilizzo Jetpack, ma non c’è la possibilità di informare gli utenti sulla GDPR, come risolvo?

Forse Jetpack non è (più) lo strumento giusto per inviare newsletter, ed è meglio passare a un mailer che consenta di distribuire i contenuti del sito e anche di gestire correttamente il consenso.

Ho un sito ecommerce di abbigliamento, nel momento in cui i clienti ordinano un capo, inseriscono la loro email. Potrei avere il loro consenso scrivendo semplicemente una email dicendo che i loro dati verranno trattati per ricevere promo?

La relazione cliente/fornitore è già di per sé una base giuridica valida per il trattamento dei dati a fini di marketing, purché questo rientri nelle ragionevoli aspettative dei clienti e questi possano disiscriversi. Come spiegato durante il webinar, meglio evitare di cominciare da zero a inviare mail promozionali a clienti inattivi da tempo, perché anche il consenso dato esplicitamente si considera “non eterno” (tanto che molte piattaforme, se abbiamo tenuto inattiva una lista per più di 6 mesi, ci chiedono di far rinnovare l’iscrizione).

Plugin e piattaforme

  1. Quale plugin potrei utilizzare per fare email marketing e per creare DEM?
  2. Io uso Sendiblue ma il plugin crea dei problemi al mio sito creato con WordPress. Come lo risolvo ?
  3. Quale consigliate come gestore newsletter per un sito WordPress? E invece per Prestashop?
  4. Cosa ne pensi di Flodesk?

Vorrei dare una risposta unica a tutte queste domande: di piattaforme per creare newsletter e demo ce ne sono migliaia, alcune più diffuse (Mailchimp ha il 60% di share of market) altre più di nicchia; io, oltre a conoscere molto bene Mailchimp, ne ho provate altre (ActiveCampaign, MailUp, Klavijo, Mailerlite, VoxMail per citare le prime che mi vengono in mente), ma il mio mestiere non è recensire piattaforme, quanto aiutare i clienti a definire la strategia e portarla avanti nel modo migliore, a prescindere dalla piattaforma. Flodesk non la conosco, quindi non posso dare giudizi.

Stesso discorso per i plugin che servono a integrare piattaforme e siti web o ecommerce: probabilmente ne esistono decine di migliaia, sia prodotti dai mailer, sia dagli sviluppatori dei CMS ed ecommerce, sia da terze parti, e poi esiste sempre l’opzione di far sviluppare delle integrazioni custom-made che fanno chiamate alle API dei mailer, e a volte è la soluzione migliore (anche se ovviamente richiede competenze di programmazione che non sempre sono alla portata dei progetti piccoli).

Strategia

Qual è la migliore strategia per creare una mailing list? Ovvero, come presentare ai visitatori l’invito all’azione nei modi più efficaci su un blog?

Dipende 🙂

Una volta che abbiamo definito chi vogliamo invitare nella mailing list e la reason why, il vantaggio che queste persone avranno sia nel momento in cui entrano in lista (contenuti di benvenuto, sconti, omaggi) sia nelle fasi successive (che tipo di messaggi riceveranno, con quale frequenza), dobbiamo “solo”… farglielo sapere, cioè spiegarglielo bene e nel/nei momento/i più opportuno/i.

Banche dati

Esistono dei servizi che potete consigliare di acquisto banche dati di pubblico profilato a cui poter inviare dem?

Esistono servizi che consentono di inviare DEM a indirizzi profilati: non ti consegnano quegli indirizzi, ma mandano loro la DEM che hai preparato. Io in genere consiglio di valutare con moltissima attenzione sia la serietà dell’azienda, sia la reale efficacia di questo genere di campagne, perché l’email marketing non è il mezzo migliore per un “contatto a freddo”.

Io vorrei sapere quali garanzie abbiamo che i nostri indirizzi email non vengano venduti ad altri. 

Premesso che vendere dati e indirizzi è un reato, quindi chi ha intenzione di commetterlo non lo scrive certo nell’informativa, dobbiamo fare attenzione ai soggetti a cui lasciamo i nostri dati e fare quella fatica in più di leggere con attenzione le clausole delle informative e i tipi di trattamenti a cui diamo il consenso. E anche curare la sicurezza delle nostre password e dei nostri dispositivi, per evitare intrusioni e furti di dati.

Un database email regolarmente acquistato da regolare societá USA come viene visto? (solo email no altri dati come nome, età, nome, etc.)

Non acquistate indirizzi email, sono soldi spesi male; anche se si tratta di indirizzi di aziende e non di singole persone, mandare messaggi “in bulk” a persone che non vi conoscono è percepito come un’intrusione fastidiosa; ci sono modi e canali migliori per il primo contatto.

Varie ed eventuali

Si dovrebbero disiscrivere o cancellare gli utenti dormienti?

Gli iscritti inattivi possono essere risollecitati, cercando di risvegliare il loro interesse; se questo non funziona, meglio disiscriverli per non fare abbassare inutilmente i tassi di apertura della lista. 

A volte le nostre newsletter finiscono in “promozioni” (su Gmail) e i clienti non le leggono perché non aprono quella tab. Li considero inattivi?

I clienti non leggono le newsletter noiose o inutili; se una newsletter è utile, interessante, divertente, viene letta anche quando arriva nel tab “Promozioni”, che è il posto dove deve finire dato che non si tratta di un messaggio “personale”.

Se i tassi di apertura sono bassi, non diamo la colpa a Gmail, ma interroghiamoci se davvero scriviamo newsletter e DEM coi contenuti giusti, alle persone giuste, nei momenti giusti.

Come comportarsi per l’autenticazione del server di invio se la dem viene inviata da una concessionaria esterna?

Se “concessionaria esterna” è qualcuno che manda email a nome suo, si dovranno occupare loro di autenticare i server; se è un’agenzia, si suppone che mandi DEM e newsletter da un account di nostra proprietà, quindi dovremo essere noi a fare l’autenticazione.

Che tipo di email dovrei mandare per capire chi legge effettivamente le newsletter e chi invece sarebbe meglio cancellare?

L’analisi della audience, dei suoi bisogni e delle sue aspettative, per capire quali messaggi mandare, sarebbe da fare “prima”; e da rifare periodicamente, perché i progetti evolvono e anche le persone che li seguono.

La mail di riattivazione, tipicamente, è un messaggio con un oggetto diverso dal solito, e costruito in modo da catturare il più possibile l’attenzione di chi legge; questo è uno dei casi in cui può valere la pena di usare il nome (“ALESSANDRA, perché non mi leggi più?”), che, per quanto possa sembrare scontato, è sempre qualcosa che accende una lampadina in chi legge.

Le 5 campagne email che il tuo eCommerce deve inviare per il Black Friday

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Il Black Friday e il Cyber ​​Monday sono un due eventi importanti e critici per gli eCommerce. Uno studio ha rilevato che il Black Friday genera 3,6 volte più ordini tramite eCommerce rispetto al giorno medio e che il Cyber ​​Monday ne genera 3,1 volte in più.

Questo periodo è anche “alta stagione” per l’email marketing. Si registra un incremento di oltre il 50% nel volume delle email inviate: inizia circa 10 giorni prima del Black Friday e si estende fino al Cyber ​​Monday.

Ovviamente anche questo non ci sorprende ma vale la pena ribadirlo, perché significa che il tuo negozio dovrà trovare un modo per distinguersi nell’enorme mare di email e offerte. Un modo per far emergere le tue attività di email marketing è affidarsi ad automazioni e personalizzazioni.

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