RAG: Che cos’è e come può aiutare la tua attività

illustrazione di due bolle comunicanti che rappresentano rispettivamente un archivio d'informazioni e una conversazione con un chatbot alimentato da tecnologia RAG

L’intelligenza artificiale avanza a una velocità vertiginosa. Ogni giorno spuntano nuovi strumenti, nuove sigle, nuove promesse e può sembrare che, in realtà, molte di loro siano solo modi arzigogolati per reinventare le stesse cose, come quando ogni modello di telefono ha un nuovo tipo di caricatore e sei costretto a buttare quello vecchio che ancora funziona perfettamente. 

Tra queste nuove tecnologie però, una sta iniziando a distinguersi per la sua concretezza: la Retrieval-Augmented Generation, o RAG. Se ne hai sentito parlare e ti sei chiesto “ma cosa accidenti è? Che ci faccio?”, allora questa guida fa per te. Che tu sia un freelancer, gestisca una piccola agenzia o impresa in crescita, la RAG può aiutarti a creare sistemi di supporto clienti più intelligenti, contenuti migliori e dare al tuo team accesso immediato ai dati aziendali senza scrivere una riga di codice.

Chiariamo subito: se ti immagini già un assistente virtuale che ti risponde con frasi vaghe o ti manda in loop infinito di consigli generici, la RAG risolve proprio questo problema. Combina la potenza dell’IA con l’accuratezza dei dati reali della tua azienda, offrendo risposte utili, precise e coerenti con il tuo brand. Vediamo come funziona, passo dopo passo, e perché può davvero fare la differenza per il tuo business.

Punti chiave:

  • Definizione: La RAG (Retrieval-Augmented Generation) è una tecnologia IA che combina il recupero di informazioni dalle tue fonti aziendali con la generazione di risposte naturali e precise, evitando risposte generiche o poco accurate.
  • Benefici: Risposte rapide e accurate con ridotti errori e attriti, tono naturale coerente con il brand, accesso immediato alla conoscenza interna, aumento della produttività e ottimizzazione delle risorse, semplificazione dell’onboarding dei nuovi membri del team.
  • Applicazioni pratiche per le PMI: Supporto clienti, Knowledge Base interna per il team, supporto a marketing e contenuti in modo rapido e allineato al brand.
  • Implementazione senza competenze tecniche: Tramite piattaforme RAG no-code, integrazione con chatbot esistenti.
  • Implementazione per personalizzazioni avanzate: Soluzioni open-source.

Cosa è la RAG (retrieval augmented generation)?

La Retrieval Augmented Generation, nota come RAG, è una tecnica avanzata di intelligenza artificiale che possiamo tradurre all’italiano come “Generazione supportata dal recupero dati”. Ma generazione di cosa? Di supporto, di risposte, come un chatbot. E di quali dati? Recuperati da dove? I dati sono i tuoi manuali aziendali, la tua Knowledge Base, le tue procedure standard, le politiche interne, le norme di utilizzo, il database dei clienti, insomma, qualsiasi fonte di dati che tu decida di fornire.

La RAG unisce quindi due capacità: 

  • Il recupero di informazioni da una fonte selezionata in maniera affidabile e indipendente, grazie al Machine Learning
  • La generazione di una risposta naturale basata su quei contenuti, grazie al Natural Language Processing (NLP)

La maggior parte degli strumenti più noti, come ChatGPT o Claude, sono modelli generativi. Funzionano analizzando milioni di esempi presenti online per produrre testi coerenti. Ma questi modelli hanno un limite che probabilmente hai già incontrato, ovvero che non conoscono il tuo business. 

Conoscono ciò che è pubblico. Le tue procedure interne, le specifiche dei tuoi prodotti o i dettagli delle richieste dei clienti non fanno parte dei loro dati di addestramento. Il risultato è che quando ti rivolgi a ChatGPT con una domanda specifica riguardo, per esempio, le tue regole di rimborso, spesso gli output possono apparire generici o, nei casi peggiori, imprecisi. La RAG interviene proprio su questo punto critico.

Invece di basarsi soltanto sulle informazioni che il modello si ricorda, cioè i dati di addestramento, i sistemi RAG recuperano in tempo reale le informazioni più pertinenti dalla tua documentazione, di solito dal sito o dalla base dati interna. L’IA utilizza poi quei contenuti per costruire una risposta accurata, verificabile e coerente con la realtà della tua azienda.

Puoi immaginare la RAG come un’assistente che consulta la sezione rilevante del manuale aziendale prima di darti qualsiasi risposta. Così, quando un utente chiede “Qual è la politica di reso per gli ordini internazionali?”, l’IA non improvviserà, ma individuerà il documento corretto e restituirà una spiegazione precisa.

In sostanza, i sistemi RAG trasformano l’intelligenza artificiale in uno strumento finalmente capace di rispondere con la stessa affidabilità di un manuale operativo.

Vantaggi della RAG

La Retrieval-Augmented Generation porta i vantaggi dell’intelligenza artificiale direttamente al tuo business, ma senza i tipici svantaggi dei modelli generativi tradizionali. Grazie alla RAG, puoi avere:

  • Output rapidi e precisi: l’IA non si limita ad approssimare (o peggio, inventare) le risposte, ma attinge alle tue fonti interne, garantendo informazioni esatte, aggiornate e rilevanti.
  • Interazioni che suonano umane: le risposte mantengono un tono naturale e coerente con il tuo brand, evitando frustrazione per output rigidi o generici.
  • Accesso a conoscenza specifica del tuo business: policy, procedure, documentazione interna e dati dei clienti vengono trasformati in risposte utili, evitando errori, fraintendimenti e risposte “circolari” che non chiariscono i dubbi.
  • Velocità e produttività: il team può ottenere rapidamente le informazioni necessarie, riducendo tempi di ricerca e ridondanze.
  • Onboarding semplificato: i nuovi membri del team accedono subito a dati centralizzati e risposte affidabili, accorciando la curva di apprendimento.
  • Nessuna necessità di un reparto tecnico dedicato: grazie alle piattaforme RAG no-code, anche le PMI senza competenze informatiche avanzate possono implementare e gestire l’IA in modo efficace.

In sintesi, la RAG combina la potenza dell’IA generativa con la precisione di un motore di ricerca interno, offrendo un vantaggio immediato in termini di efficienza, accuratezza e qualità del supporto clienti e dei processi interni.

Come funziona la RAG nelle IA?

Per capire davvero come lavora la retrieval augmented generation, è utile pensare a un meccanismo in due passaggi che opera in modo rigoroso.

diagramma che illustra il funzionamento della RAG, come spiegato nei paragrafi seguenti

Fase 1: Recupero informazioni

Il sistema cerca innanzitutto i contenuti più pertinenti alla domanda dell’utente. Per farlo utilizza una ricerca avanzata che scorre la Knowledge Base (cioè l’archivio centrale di informazioni, la base di conoscenza) già indicizzata, che può essere una sezione dedicata del tuo sito, la documentazione di supporto, i manuali dei prodotti o un wiki aziendale. Sul nostro sito, per esempio, abbiamo la Knowledge Base di SiteGround, che aggiorniamo con istruzioni e indicazioni riguardo tutte le difficoltà che si possono incontrare nel gestire un sito, dominio o servizio email.

A differenza di una ricerca tradizionale, la RAG non si limita a confrontare parole identiche. Usa la ricerca semantica, cioè un metodo che interpreta il significato della domanda e lo mette in relazione con testi che esprimono lo stesso concetto, anche se formulati in modo diverso.

Se per esempio un cliente cerca “scarpe comode per correre” su un ecommerce, una piattaforma che usa la ricerca semantica potrebbe mostrare modelli etichettati come “running leggeri” o “calzature sportive traspiranti”. Le parole cambiano, ma l’intenzione no, e il sistema lo riconosce.

Fase 2: Generazione della risposta

Una volta recuperate le informazioni pertinenti, entra in gioco un LLM, come GPT o Claude, che legge quei contenuti e costruisce una risposta chiara e naturale.

L’IA non si limita a ricopiare parola per parola ciò che ha trovato. Rielabora le informazioni e le presenta con un tono colloquiale e disponibile, semplificando una procedura complessa senza risentirne in accuratezza.

Se riprendiamo la domanda di prima, “Qual è la politica di reso per gli ordini internazionali?”, una risposta puramente basata su un documento potrebbe essere “Consultare la sezione 3.2 della politica di reso disponibile sul sito.” Una risposta generata tramite retrieval augmented generation, invece, potrebbe essere: “Per gli ordini internazionali hai 30 giorni di tempo per effettuare un reso. Ti ricordiamo soltanto che le spese di spedizione del reso restano a tuo carico.”

In pratica ritrovi la precisione di una ricerca ben eseguita, ma con la chiarezza di una risposta umana.

Esempi di utilizzo della RAG per imprese

Se sei arrivato fino a qui potresti star pensando “Tutto molto interessante, ma in che modo  concreto mi aiuta questa tecnologia? Dove sta il vantaggio reale per una piccola impresa?”. La domanda è più che legittima, soprattutto per chi gestisce un team ridotto e non ha il tempo di stare dietro a tutte le nuove tecnologie.

La buona notizia è che la retrieval augmented generation non è riservata ai colossi del digitale. Al contrario, offre il massimo proprio a chi deve ottimizzare risorse, ridurre tempi morti e migliorare la qualità delle informazioni senza doversi impastare con infrastrutture complesse.

Esploriamo tre applicazioni particolarmente efficaci che possono affrontare i problemi quotidiani che piccole imprese, agenzie e liberi professionisti conoscono fin troppo bene.

1. Supporto clienti senza imprecisioni

A quanti non è successo di richiedere assistenza tramite un chatbot e ricevere risposte generiche, frasi stereotipate, informazioni imprecise o, ancor peggio, totalmente inesistenti? Il più delle volte il risultato è che dopo diversi tentativi ci si ritrova a chiedere in ginocchio di aprire un ticket con un agente umano. Con la RAG, invece, puoi creare un assistente realmente utile al tuo business, anziché uno step aggiuntivo che ti porta solo clienti frustrati.

Mettendo a disposizione dell’IA i tuoi contenuti più rilevanti – FAQ, policy, guide ai prodotti, modelli di email usati dal tuo team – puoi lasciare che i tuoi clienti pongano domande in modo naturale, come farebbero con un operatore umano. La RAG a quel punto recupera la fonte corretta e genera una risposta coerente con il tuo tono aziendale.

Il vantaggio è immediato: meno ticket ripetitivi, risposte più rapide e utenti più soddisfatti, senza aumentare il personale di supporto. È probabile che sia necessario riorganizzare la documentazione interna per renderla più completa e fruibile possibile, ma una volta fatto questo, gran parte del lavoro scorrerà con fluidità sorprendente.

Puoi anche configurare la RAG per l’uso interno, così da permettere al tuo team di ottenere risposte precise durante una live chat o una chiamata, senza doversi interrompere per cercare un documento in archivio.

2. Base dati interna per il tuo team

Quando colleghi la RAG alla tua Knowledge Base, questa tecnologia diventa un vero assistente operativo per il team. Cercare informazioni precise diventa molto più facile. Invece di dover scavare nei drive condivisi, nelle caselle email e nei thread di Slack o di dover chiedere chiarimenti a cinque colleghi diversi, ogni membro del tuo team può rivolgere le proprie domande ad un chatbot RAG e ricevere subito i dati giusti.

Vediamo alcuni casi d’uso pratici:

  • Onboarding e formazione: i nuovi membri possono porre domande e ottenere risposte tratte dai manuali interni o dalle procedure operative standard.
  • Esecuzione delle task: recupero immediato di istruzioni passo passo per attività interne, come l’invio di una fattura o l’aggiornamento di un profilo cliente.
  • Supporto in tempo reale durante meeting e call: se serve un dato, un link o un riferimento a un documento durante un incontro, la RAG lo trova senza rallentare la conversazione.

In pratica, crei un sistema di “ricerca intelligente” per i tuoi contenuti aziendali, un archivio interno che si apre sempre sulla pagina e sul paragrafo di cui hai bisogno.

3. Marketing e contenuti

Per molte piccole imprese, non importa che si tratti di B2B o B2C, stare al passo con il marketing e i contenuti è un compito apparentemente senza fine né riposo: articoli per il blog, aggiornamenti sui prodotti, email marketing, schede tecniche, social media marketing. Se poi il team è ridotto, ogni nuova campagna può sembrare gigantesca.

Con un sistema RAG, gran parte di questo lavoro diventa molto più gestibile. L’IA attinge alle informazioni che hai già prodotto, le interpreta e le rielabora in modo coerente con il tuo brand, senza inventarsi nulla. Per esempio, immagina di poter usare la RAG per:

  • Creare le scalette dei prossimi articoli partendo dai tuoi report passati
  • Scrivere descrizioni dei prodotti basandoti sulle schede tecniche
  • Personalizzare una campagna email sfruttando la cronologia degli acquisti dei clienti

Se hai un PDF dettagliato con tutte le caratteristiche dei prodotti, l’assistente RAG può leggerlo e aiutarti a produrre:

  • Un titolo per una landing page che metta subito in evidenza i tuoi punti di forza;
  • Una descrizione sintetica per il tuo ecommerce;
  • Una risposta immediata per il chatbot quando i clienti chiedono: “Qual è la differenza tra il piano base e quello premium?”

Come si fa ad usare la RAG senza abilità tecniche?

Come accennato in precedenza, uno dei vantaggi più sorprendenti della RAG è che non richiede un reparto tecnico dedicato. Oggi puoi integrarla nel tuo business anche se non hai mai scritto una riga di codice. Vediamo insieme tre modi immediati per iniziare a usarla.

1. Usa una piattaforma RAG no-code

Negli ultimi mesi sono nate diverse soluzioni che permettono di caricare i tuoi contenuti e ottenere un assistente RAG nel giro di pochi minuti. Strumenti come Chatbase, Twilio AI Assistants, Heyday (di Hootsuite) o Notion AI (gli ultimi due attualmente non disponibili in italiano) gestiscono in autonomia tutto ciò che avviene dietro le quinte, ovvero l’indicizzazione dei documenti, l’embedding, il recupero delle informazioni e la generazione delle risposte.

In pratica, quando carichi i tuoi contenuti (FAQ, PDF, testi del sito, documentazione interna), la piattaforma li divide in sezioni, interpreta il contesto grazie all’IA e li trasforma in una base dati interrogabile. Quando qualcuno pone una domanda, il sistema recupera il passaggio pertinente e genera una risposta chiara e coerente.

Non serve sapere come funziona un database vettoriale né come si addestra un modello linguistico. Bastano tre passaggi:

  • Caricare i contenuti (o inserire gli URL, a seconda della piattaforma)
  • Indicare il tipo di domande a cui dovrà rispondere l’assistente
  • Scegliere dove verrà utilizzato: sul sito, in un widget di chat, dentro il CRM o negli strumenti che usi ogni giorno

È il modo più semplice per introdurre la RAG nel tuo flusso di lavoro quotidiano e il risultato è un assistente IA addestrato direttamente sulla tua azienda, senza alcun intervento tecnico.

2. Aggiungi la RAG al chatbot del tuo sito

Se utilizzi già strumenti di live chat come Zendesk, Intercom, Drift, Crisp (queste ultime due non disponibili in italiano), potresti avere già metà del lavoro fatto. Molte piattaforme stanno introducendo integrazioni basate su IA che permettono di collegare al chatbot una knowledge base personalizzata, o addirittura un’intera cartella di documentazione di supporto.

Questo è prezioso per una piccola-media impresa perché:

  • Non devi stravolgere la tua infrastruttura di supporto.
  • Il chatbot migliora man mano che la tua knowledge base cresce.
  • Le risposte diventano più accurate, coerenti e allineate al tuo tono di brand, perché derivano da ciò che hai realmente scritto tu, non da informazioni generiche prese dalla rete.

Immagina un visitatore che arriva sulla tua pagina prezzi e chiede se esistano sconti per agenzie che gestiscono più clienti. Se un chatbot tradizionale potrebbe cavarsela con un vago “Ti metto in contatto con un operatore”, un chatbot potenziato dalla RAG, invece, potrebbe rispondere “Sì, offriamo tariffe scontate per i pacchetti dedicati alle agenzie a partire da 10 account cliente. Puoi trovare maggiori dettagli nella pagina reseller o richiedere qui un preventivo personalizzato.”

Una risposta diretta riduce gli attriti, accorcia i tempi di vendita e libera il tuo team dalle domande ricorrenti.

🆘 Suggerimento utile
Alcune piattaforme consentono di addestrare i bot su una combinazione di articoli, vecchie conversazioni con i clienti e pagine del tuo help center. In questo modo il chatbot diventa una vera estensione del tuo team, non un semplice filtro.

Per una piccola impresa o un’agenzia con un sito e una live chat, integrare la RAG ti permette di offrire ai visitatori un’esperienza di supporto self-service di alta qualità, senza dover presidiare la chat a tutte le ore.

3. Usa l’open-source

Se desideri avere massimo controllo, personalizzazioni profonde o creare qualcosa di completamente su misura per la tua azienda, puoi esplorare l’ecosistema open-source della RAG. Questa strada ti permette di costruire una soluzione che si adatti perfettamente ai tuoi flussi di lavoro, alla voce del tuo brand o alle esigenze di privacy.

Il compromesso è che servono competenze tecniche per intraprendere questa strada. Avrai bisogno di uno sviluppatore o di un freelancer esperto di IA per configurare tutto correttamente, dato che la complessità tecnica è elevata.

Ecco la panoramica dei principali componenti di un sistema RAG personalizzato:

Framework per costruire il sistema:

  • LangChain: un framework modulare che facilita l’integrazione degli LLM (come GPT-4 o Claude) con strumenti, API e fonti dati personalizzate. È ideale per creare flussi complessi che includono recupero dati, sintesi e generazione di risposte successive.
  • LlamaIndex: progettato per connettere un modello linguistico di grandi dimensioni a dati esterni (PDF, pagine Notion, Google Docs), concentrandosi sulla fase di ingestione e recupero dei documenti.

Database vettoriali (dove risiedono i tuoi dati):

  • Strumenti come Qdrant, Pinecone e Weaviate memorizzano le rappresentazioni dei documenti in formato AI-friendly e consentono ricerche di similarità ultra-rapide. Questa è la parte del retrieval della RAG.

Per esempio, un’agenzia digitale può costruire un assistente RAG interno che estrae dati da tutti i brief dei clienti, deck strategici e report di performance delle campagne pubblicitarie. A questo punto si può chiedere all’assistente digitale “Quali sono state le varianti di annunci Facebook più performanti per il brand skincare X nell’ultimo trimestre?”. L’assistente recupera i dati pertinenti e li riassume in linguaggio naturale.

Perché scegliere un sistema personalizzato?

  • Puoi collegarti a strumenti di nicchia o sistemi legacy.
  • Puoi applicare filtri avanzati (ad esempio: cercare solo dati di un cliente o di un intervallo di date specifico).
  • Hai pieno controllo sulla sicurezza e privacy dei dati.
  • Puoi integrare l’assistente in dashboard interne, CRM o applicazioni aziendali.

Attenzione: Dovrai gestire hosting, aggiornamenti e fine-tuning da solo o tramite un partner tecnico. I costi variano in base all’infrastruttura e all’utilizzo.

🆘 Suggerimento utile
Molte aziende iniziano con una piattaforma RAG no-code (come Chatbase o Twilio), vedono un ritorno chiaro sull’investimento e solo dopo decidono di sviluppare una soluzione personalizzata per scalare o integrare l’IA più profondamente nei processi aziendali.

Per un’agenzia o un’azienda in crescita con sviluppatori interni o un partner tecnico, questa strada offre un vantaggio strategico notevole: miglior supporto, accesso rapido alle conoscenze e persino prodotti basati su IA per i clienti. Tuttavia, come detto, richiede competenze tecniche specifiche.

Come iniziare ad usare la RAG

1. Identifica i casi di uso della RAG per il tuo business

Prima di implementare la Retrieval-Augmented Generation (RAG), è fondamentale individuare un caso d’uso chiaro e ad alto impatto. Concentrati sulle aree in cui clienti o membri del team hanno bisogno di informazioni specifiche e contestualizzate. 

Pensa alle richieste più comuni che il tuo team di supporto riceve o a ciò che i team interni cercano spesso nei drive condivisi, per esempio specifiche dei prodotti, FAQ per l’onboarding dei nuovi clienti o informazioni complesse nella documentazione dei processi aziendali.

2. Raccogli contenuti rilevanti per la RAG

I sistemi RAG si basano su dati non strutturati di alta qualità per generare risposte pertinenti e coerenti. Inizia raccogliendo documenti interni, trascrizioni del servizio clienti, procedure operative standard (standard operating procedures o SOP, in inglese) e articoli di help desk.

L’obiettivo è costruire una Knowledge Base centralizzata da cui il sistema RAG possa recuperare le informazioni. Può includere:

  • Articoli del centro assistenza
  • Wiki interni o SOP
  • Documentazione di prodotti o servizi
  • Post del blog, guide, o anche template di email di supporto

Per migliorare la qualità del recupero, puoi pre-processare i dati con tecniche di elaborazione del linguaggio naturale come chunking, tokenizzazione e riconoscimento delle entità.

⚠️Importante ⚠️
Assicurati che i contenuti che fornisci al modello RAG siano veritieri e aggiornati. Altrimenti, le risposte generate dall’IA rischiano di essere inaccurate o fuorvianti.

3. Scegli uno strumento o piattaforma RAG

Se non sei sviluppatore, la scelta migliore è una piattaforma RAG no-code o low-code. Questi strumenti integrano spesso modelli linguistici di grandi dimensioni (anche conosciuti come large language models, o LLM) già addestrati e gestiscono automaticamente l’embedding dei documenti e le ricerche vettoriali, senza che tu debba mettere mano al codice.

Alcune opzioni pratiche:

  • ChatGPT Plus: puoi caricare i tuoi contenuti e usarlo come motore di recupero informazioni;
  • Template LangChain: framework flessibile per creare pipeline RAG con prompt engineering e ottimizzazione del retrieval;
  • OpenAI Assistants API: utile per integrare interfacce in linguaggio naturale negli strumenti aziendali;
  • Strumenti enterprise: piattaforme come Perplexity Pages, Arcwise o Glean combinano database vettoriali e ricerca semantica per scalare in modo efficiente.

Tutte queste soluzioni utilizzano vector embedding per codificare i documenti e la similarità semantica per abbinarli alle richieste degli utenti, rendendo sempre meno efficaci i tradizionali metodi basati su parole chiave.

4. Testala come utente

I test sono fondamentali. Inserisci domande reali, così come le farebbero gli utenti, comprese imperfezioni, errori di ortografia, pensieri incompleti o formulazioni vaghe.

Esempi di domande da testare:

  • Rimborso se spedisco in ritardo?
  • Come aggiusto la maniglia se si allenta?
  • Cosa rispondo se un cliente è insoddisfatto?

Usa i risultati per affinare i template dei prompt, migliorare l’indicizzazione dei dati e aggiungere documenti di supporto. I sistemi RAG funzionano meglio quando sono allineati all’intento degli utenti e riducono il rischio di “allucinazioni” dell’IA.

5. Prepara un piano B

Anche con sistemi IA solidi, i modelli generativi possono interpretare male casi limite o non conoscere contesti di nicchia. È sempre utile implementare una logica di fallback che instradi le risposte a bassa fiducia verso un operatore umano.

Buone pratiche:

  • Escalare le richieste ad alto rischio o sensibili al personale di supporto
  • Usare feedback loop per aggiornare gli embedding e migliorare il retrieval
  • Monitorare la precisione del modello per rilevare eventuali deragliamenti o degrado nel tempo.

Questo approccio ibrido (IA + supervisione umana) mantiene il sistema affidabile e accurato, soprattutto in contesti delicati.

La RAG è la scelta giusta per il tuo business?

Se la tua azienda si basa su conoscenza, supporto o contenuti (quindi quasi tutte le imprese), la RAG è uno degli strumenti IA più pratici che puoi adottare.

Anziché aspettare che un modello di IA “indovini” la risposta giusta, la RAG ti permette di fornirgli esattamente le informazioni necessarie, così ogni risposta sarà accurata, coerente con il tuo brand e realmente utile.

Per ricapitolare:

  • La RAG è più affidabile di un’IA di base perché recupera informazioni reali dalle tue fonti.
  • Funziona con i contenuti esistenti, senza bisogno di addestrare un modello da zero.
  • Fa risparmiare tempo a team e clienti, fornendo output più rapidi e precisi.
  • Non serve essere esperti tecnici, grazie agli strumenti e alle piattaforme RAG no-code.

Checklist rapida per capire se fa per te:

  • Hai un team di supporto o una sezione FAQ in crescita?
  • I tuoi collaboratori pongono spesso domande ripetitive?
  • Pubblicate guide, policy, case study o documentazione di prodotto?
  • Vuoi automatizzare o scalare la produzione di contenuti senza sacrificare la qualità?

Se hai risposto sì anche solo a una di queste domande, la RAG vale la pena di essere esplorata. Ma prima di integrare la RAG nei workflow di supporto, negli strumenti di contenuto o nei widget di chat, serve una solida base digitale. Che tu stia ospitando documenti di supporto, costruendo un sito brandizzato o semplicemente proteggendo un dominio per il tuo prossimo progetto AI-powered, SiteGround ti supporta.

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Core Web Vitals: Cosa sono e come migliorarli (Guida)

Core Web Vitals: Cosa sono e come migliorarli

Tempi di caricamento lenti, elementi che non rispondono o spostamenti di pagina inaspettati possono frustrare gli utenti. Questo è il motivo per cui i Core Web Vitals sono diventati essenziali per ottimizzare il tuo sito e le tue possibilità di posizionarti più in alto nelle ricerche. 

Migliorando le prestazioni del tuo sito web su queste metriche, puoi fornire un’esperienza più fluida per il tuo pubblico. Ciò si traduce in un migliore posizionamento nei motori di ricerca, un maggiore coinvolgimento e più conversioni.

Cosa sono i Core Web Vitals?

I Core Web Vitals sono un insieme di parametri chiave di Google che misurano l’esperienza dell’utente in termini di prestazioni di caricamento, interattività e stabilità visiva di una pagina web. Raggiungere un buon valore per i Core Web Vitals è consigliato per il successo nella ricerca Google, in quanto aiuta a garantire un’esperienza utente veloce, reattiva e visivamente stabile. 

I tre Core Web Vitals sono:

  • Largest Contentful Paint (LCP) – misura le prestazioni di caricamento.
  • Interazione con Next Paint (INP) – tiene traccia delle interazioni dell’utente e misura il ritardo negli input.
  • Cumulative Layout Shift (CLS) – misura la stabilità visiva tracciando i cambiamenti di layout sulla pagina.

Google utilizza questi segnali di qualità come parte del suo algoritmo di ranking e migliorarli può aumentare la tua posizione nelle classifiche di ricerca.

Largest Contentful Paint  (LCP)

LCP

Il Largest Contentful Paint (LCP) misura quanto tempo impiega il più grande elemento di contenuto visibile su una pagina a visualizzarsi completamente. Potrebbe trattarsi di un’immagine, un video o un blocco di testo che occupa la maggior parte dello spazio sullo schermo. Questa metrica è importante perché fornisce una visione accurata della velocità di caricamento di una pagina web dal punto di vista dell’utente. 

Ecco come Google definisce i punteggi LCP:

punteggio LCP
  • Good (Buono): 2.5 secondi o meno
  • Needs improvement (Migliorabile): Tra 2.5 e 4 secondi.
  • Poor (Negativo): Più di 4.0 secondi

Affinché il tuo sito web superi i Core Web Vitals, è necessario avere un punteggio LCP di 2.5 secondi o meno per il 75% di tutte le visualizzazioni delle tue pagine. 

Un LCP alto significa che i tuoi utenti stanno aspettando troppo tempo per caricare il contenuto più grande sulla pagina. Per i proprietari di siti web, questo significa tempi di rendering lunghi, che portano a grandi frequenze di rimbalzo e bassi tassi di conversione. 

I tre fattori più comuni che influenzano negativamente l’LCP sono:

  • Media di grandi dimensioni e non ottimizzati
  • Blocco del rendering JavaScript
  • Tempo di caricamento lento delle risorse 

Interazione con Next Paint (INP)

Google ha annunciato che INP (Interaction to Next Paint) sta ufficialmente sostituendo il FID (First Input Delay) come nuova metrica Core Web Vitals per la reattività. La sostituzione sarà effettiva a partire da marzo 2024.

INP

Interaction to Next Paint (INP) è una metrica delle prestazioni web per utenti reali che misura la reattività di una pagina web. Valuta il tempo impiegato dal browser per rispondere alle interazioni dell’utente, come click o tocchi dopo che la pagina ha terminato il caricamento. 

L’INP è progettato per catturare l’esperienza dell’utente, ovvero quanto velocemente e senza intoppi un sito reagisce agli input degli utenti. È un indicatore chiave dell’interattività e della reattività della pagina. 

A differenza del FID, che misura solo il ritardo per il primo input, l’INP considera la reattività dell’intera pagina durante la sessione dell’utente. 

Ecco come Google definisce i punteggi INP:

punteggio INP
  • Good (Buono): inferiore o uguale a 200 millisecondi
  • Needs improvement (Migliorabile): tra 200 millisecondi e 500 millisecondi
  • Poor (Negativo): più di 500 millisecondi

Un motivo comune per un cattivo punteggio INP sono i file JavaScript e CSS non ottimizzati. Ti mostreremo come misurare e migliorare l’INP in seguito.

Cumulative Layout Shift (CLS)

Quali sono per Google i criteri che incidono sull’esperienza dell’utente su un sito?

Esaminiamo rapidamente quali sono i quattro criteri di che incidono sull’esperienza con le pagine e che sono un fattore di posizionamento. Questi dovrebbero servire come punto di partenza per l’intero processo di miglioramento dell’esperienza utente come indicato da Google:

CLS

Il Cumulative Layout Shift (CLS) misura la stabilità visiva di una pagina tracciando cambiamenti di layout imprevisti. Questi cambiamenti si verificano spesso quando vengono caricati nuovi contenuti, come immagini senza dimensioni specificate o annunci inseriti dinamicamente. Un punteggio CLS alto indica che una pagina è instabile, e questo porta a un’esperienza frustrante per gli utenti. 

Ecco come Google definisce i punteggi CLS:

punteggio CLS
  • Good (Buono): inferiore o uguale a 0.1 secondi
  • Needs improvement (Migliorabile): inferiore o uguale a 0.25 secondi
  • Poor (Negativo): più di 0.25 secondi

Un punteggio inferiore o uguale a 0.1 secondi significa che i contenuti della pagina sono completamente statici durante il loro ciclo di vita. Un punteggio più alto significa che i contenuti si stanno spostando. Di solito, i cambiamenti di layout sono comunemente causati da:

  • immagini,
  • annunci,
  • incorporamenti,
  • iframe senza dimensioni,
  • contenuto inserito dinamicamente,
  • font web che causano flash di testo invisibile e flash di testo senza stile.

Come misurare i Core Web Vitals?

Sono disponibili diversi strumenti per misurare i Core Web Vitals, sia utilizzando dati reali dagli utenti che metriche di laboratorio (test simulati). Questi strumenti aiutano i proprietari dei siti a tenere traccia delle loro prestazioni dei Core Web Vitals e identificare le aree di miglioramento.

Strumenti per i dati sul campo 

I dati sul campo, noti anche come monitoraggio degli utenti reali (RUM), riflettono l’esperienza di navigazione degli utenti reali. Tiene conto degli utenti reali, dei vari dispositivi, delle diverse connessioni di rete e dei dati storici. Il risultato viene aggregato per l’intero dominio o per URL. 

Tieni presente che Google utilizza i dati sul campo per classificare il tuo sito. Pertanto, se desideri ispezionare la tua esperienza utente reale, è necessario utilizzare gli strumenti per i dati sul campo.

Google Search Console (GSC)

Google Search Console offre un rapporto Core Web Vitals che mostra le prestazioni del tuo sito su desktop e dispositivi mobili. Evidenzia le pagine interessate e le raggruppa in base alle prestazioni: Buono, Necessita di miglioramenti o Negativo.

Google Search Console

PageSpeed Insights

PageSpeed Insights analizza le singole pagine web e fornisce informazioni dettagliate sulle prestazioni dei Core Web Vitals. Offre suggerimenti per migliorare la velocità della pagina e le prestazioni del sito. 

PageSpeed Insights

Dovresti esaminare i punteggi sia per desktop che per dispositivi mobili, in quanto potrebbero differire. Nella parte superiore del report, in base ai Core Web Vitals del sito, PageSpeed Insights indica chiaramente se la tua pagina arriva alla soglia per offrire una buona esperienza.

Chrome UX Report  (CrUX)

Chrome User Experience Report (CrUX) fornisce dati reali sulle prestazioni degli utenti di Chrome. Mostra come gli utenti sperimentano il tuo sito su entrambi i dispositivi mobili e desktop. Il Chrome UX Report si concentra sulle prestazioni di caricamento del sito web. Misura i Core Web Vitals, metriche come Time to First Byte (TTFB) e molto altro ancora.

Estensione Chrome per i Core Web Vitals

L’estensione Web Vitals ti consente di tracciare Core Web Vitals direttamente nel tuo browser Chrome mentre navighi sul tuo sito. È uno strumento gratuito che fornisce un feedback istantaneo sulle metriche Core Web Vitals.

Estensione Chrome per i Core Web Vitals

Web.dev

Web.dev offre uno strumento di misurazione gratuito per eseguire un controllo delle prestazioni sul tuo sito. Inoltre, puoi controllare le prestazioni del tuo sito in diverse aree e ottenere suggerimenti su come migliorare metriche come le prestazioni del sito, lo stato progressivo delle web app, l’accessibilità, le best practices e la SEO. Supporta anche le metriche dei Core Web Vitals.

Web.dev

Strumenti per i Lab Data

Questo si riferisce alla conduzione di test in un ambiente controllato per vedere come un potenziale utente si troverà sul tuo sito web. A differenza degli strumenti per i dati sul campo, gli strumenti per i lab data funzionano con dati simulati, con dispositivi predefiniti e specifiche di rete. Sono utili nella riproduzione e nel debug di possibili problemi di prestazioni del sito web, ma non forniscono informazioni sull’esperienza utente reale.

Lighthouse

Lighthouse è uno strumento open source e automatizzato per il controllo del sito web che aiuta gli sviluppatori a diagnosticare problemi e migliorare la qualità delle pagine web.

Lighthouse

Uno strumento per i lab data come Lighthouse non può misurare l’Interaction to Next Paint (INP), perché richiede una reale interazione dell’utente. Tuttavia, è possibile monitorare il Total Blocking Time (TBT), che misura la quantità di tempo totale tra First Contentful Paint e Time To Interactive. Migliorando il tuo TBT, molto probabilmente migliorerai anche il tuo INP.

WebPageTest.org

Questo è uno strumento gratuito e open source che misura le prestazioni della velocità del tuo sito. Carica la tua pagina in un browser reale, aiutandoti a identificare le specifiche sezioni del sito che richiedono più tempo per essere caricate.

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Pannello delle Performance di Chrome DevTools

Con Chrome DevTools, hai l’opzione Performance, che include i Core Web Vitals. Il pannello Performance ha anche una sezione Experience da cui è possibile rilevare cambiamenti di layout imprevisti. Questo rende possibile identificare e correggere qualsiasi instabilità visiva e migliorare la metrica di spostamento del layout cumulativo. Per accedere al pannello delle Performance di Chrome DevTools, apri Google Chrome (utilizza la modalità di navigazione in incognito così che non vi sia la cache del browser) e premi Command + Option + I (Mac) o Ctrl + Shift + I (Windows, Linux) per aprire DevTools. 

Pannello delle Performance di Chrome DevTools

Seleziona Layout Shift per visualizzarne i dettagli nella scheda Summary. 

Tieni presente che, a seconda dello strumento che utilizzi (in base ai dati sul campo o i lab data), le metriche dei Core Web Vitals potrebbero mostrare risultati diversi.

Come migliorare i Core Web Vitals

La buona notizia è che la maggior parte dei suggerimenti per migliorare i tuoi Core Web Vitals fanno sono gli stessi per l’ottimizzazione delle prestazioni del sito.

Come migliorare il Largest Contentful Paint (LCP)

Abilita la cache a pagina intera

Quando abiliti il caching a pagina intera, le pagine del tuo sito verranno archiviate sul server dopo il primo caricamento. Solo il primo visitatore caricherà l’intero contenuto della pagina dal database. Tutti gli altri otterranno l’output della pagina direttamente dalla memoria del server, rendendo il tuo sito molto più veloce e, in definitiva, migliorando la tua metrica LCP. 

I clienti di SiteGround sfruttano la nostra esclusiva soluzione di caching a pagina intera, chiamata anche Cache Dinamica, abilitata di default per tutti i siti. A seconda del tipo di sito, registriamo un caricamento della pagina fino a 5 volte più veloce.

Scegli un hosting veloce e affidabile

Uno dei motivi più comuni per un LCP negativo è un tempo di risposta del server lento. Innanzitutto, controlla il tuo Time to First Byte (TTFB), ossia quanto tempo impiega il browser a ricevere il primo byte di contenuto dal server. Più velocemente risponde il tuo server, migliori saranno le prestazioni del tuo sito web.

SiteGround offre un ambiente di hosting altamente ottimizzato, basato su Google Cloud. Abbiamo implementato un PHP ultraveloce unico, una configurazione personalizzata del database MySQL e un forte sistema di difesa contro potenziali minacce.

Usa una CDN

Oltre al server che ospita il tuo sito, puoi utilizzare una rete di distribuzione dei contenuti (CDN) per accelerare il tempo di caricamento delle pagine per tutti i tuoi visitatori. La CDN memorizzerà nella cache i tuoi contenuti su una rete globale di server e caricherà il tuo sito web da quello più vicino al visitatore, migliorando così l’esperienza con la tua pagina. 

SiteGround ha sviluppato la propria infrastruttura CDN per aumentare le prestazioni del sito web e la sicurezza per tutti i suoi utenti.

Ottimizza le immagini

Ottimizzare le immagini migliorerà il tuo punteggio del Largest Contentful Paint poiché spesso queste sono l’elemento più grande della pagina. 

Comprimi sempre le tue immagini e ridimensionale correttamente. Si consiglia di pubblicare immagini in formati di nuova generazione come WebP, per migliorare le prestazioni. 

Un modo efficace per ottimizzare i tuoi media è sfruttare il nostro plugin Speed Optimizer. Ha funzionalità per l’ottimizzazione dei media come la compressione delle immagini, la conversione in formato WebP e il lazy load dei media.

Ottimizza JavaScript e CSS

Ridurre CSS e JavaScript che rallentano il caricamento della pagina può migliorare il punteggio generale dei Core Web Vital e l’interazione dell’utente.

  • Rinvia i JavaScript

Mentre il browser sta caricando JavaScript, gli utenti non possono interagire con la pagina web. Ecco perché a volte puoi vedere il termine “Render-blocking JavaScript”. Rinviare i tuoi JavaScrips significa che il browser elaborerà e caricherà i file JS solo dopo aver analizzato il documento HTML. 

In altre parole, la visualizzazione del tuo sito web sarà molto più veloce perché non ci sarà nulla a bloccare il processo.

  • Minifica i file CSS e JS

Per una maggiore leggibilità, gli sviluppatori spesso lasciano caratteri come spaziatura, rientro o commenti nei file CSS e JS. Tuttavia, tutti questi caratteri nel codice non sono essenziali per il browser. 

La minificazione ottimizza il tuo codice rimuovendo tutti i caratteri non necessari, con conseguente miglioramento del tempo di visualizzazione e quindi siti web più veloci.

Come migliorare l’interazione con Next Paint (INP)

Rimuovi gli elementi di pagina di grandi dimensioni e attività lunghe

Ridurre le attività lunghe previene i ritardi nella risposta alle interazioni dell’utente. Un’attività lunga si riferisce a qualsiasi parte di codice JavaScript che impiega più di 50 millisecondi per essere eseguita. 

Elementi nella pagina di grandi dimensioni, come video o immagini di sfondo, possono rallentare l’esecuzione del codice e influire sull’INP. 

Invece di utilizzare un’immagine ad alta risoluzione per lo sfondo (ad esempio, un JPEG da 4MB), considera l’utilizzo di un’immagine WebP ottimizzata che riduce significativamente la dimensione del file (ad esempio, 400KB). Allo stesso modo, i video possono utilizzare il lazy load o essere sostituiti con immagini statiche per il caricamento iniziale, rinviando il supporto pesante fino a dopo l’interazione dell’utente.

Usa web workers

L’utilizzo di web workers consente di eseguire attività pesanti in background, in modo da non bloccare il thread principale. Ciò riduce i ritardi nell’input dell’utente e nel caricamento della pagina, ottimizzando il punteggio INP e le prestazioni complessive. 

Invece di eseguire attività di grandi dimensioni direttamente nel thread principale del browser (causando il blocco della pagina), l’elaborazione può essere scaricata su un web worker. Ciò consente all’utente di continuare a interagire con il sito senza alcun ritardo evidente, mentre l’attività in background viene completata.

Ottimizza i gestori di eventi

I gestori di eventi ottimizzati riducono il ritardo nell’input e migliorano la velocità del sito, contribuendo a migliorare le metriche dei Core Web Vitals. 

Ad esempio, quando un utente clicca su un pulsante, il gestore di eventi prima registra il click sul bottone e rinvia il calcolo a un tempo meno critico quando il thread principale del browser è inattivo. Ciò garantisce che l’interazione sia fluida e che l’utente non subisca ritardi.

Riduci gli script di terze parti

Si consiglia vivamente di rimuovere eventuali script di terze parti che non apportano alcun valore reale. Se il tuo sito include più script di terze parti per analisi, pubblicità o widget di social media, valuta se siano necessari. La rimozione di script non essenziali, come un widget di chat ridondante o un ad tracker che non viene utilizzato per il tuo pubblico principale, può migliorare significativamente sia il punteggio Largest Contentful Paint (LCP) che l’iterazione to Next Paint (INP).

Come migliorare il Cumulative Layout Shift (CLS)

Imposta degli attributi di dimensione

Impostare le dimensioni dell’attributo dirà al browser dell’utente esattamente quanto spazio ha bisogno quell’elemento. Usiamo un’immagine come esempio. 

Se non imposti gli attributi di larghezza e altezza per un’immagine, il browser non conoscerà la dimensione esatta che questa immagine occuperà fino a quando non verrà caricata completamente, il che può causare uno spostamento del layout. 

<img src=”image.jpg” width=”600″ height=”400″ alt=”Una vista panoramica delle montagne”>

Specificando larghezza e altezza, consenti al browser di calcolare le proporzioni dell’immagine e lo spazio appropriato. Questo ridurrà al minimo i Cumulative Layout Shifts.

Precarica i font

I font migliorano la leggibilità della tua pagina e trasmettono l’immagine del tuo marchio. Tuttavia, ogni font che utilizzi è una risorsa aggiuntiva che potrebbe rallentare il tuo sito web. Si consiglia di precaricare i font per evitare cambiamenti di layout e flash di testo invisibile. 

Per precaricare i font, devi utilizzare il tag <link rel=”preload”>  nella sezione <head> del tuo documento HTML. È necessario specificare l’ attributo as=”font” e includere crossorigin se il font viene caricato da una fonte esterna (come una CDN). 

In questo modo, migliorerai il tuo punteggio di metrica CLS. 

Il nostro plugin Speed Optimizer è stato sviluppato anche per aiutarti in quell’area. La funzionalità dedicata di Ottimizzazione dei font web migliora il tempo di visualizzazione con conseguente miglioramento delle prestazioni del sito.

Riserva dello spazio per gli annunci

Gli annunci hanno una natura dinamica che può portare a cambiamenti di layout imprevisti. Questo può avere un effetto negativo sul tuo punteggio CLS. Se non lasci da parte spazio sufficiente per gli annunci sul tuo sito, questi potrebbero apparire inaspettatamente e rovinare l’esperienza dell’utente.

Usa la proprietà transform CSS per le animazioni

I cambiamenti di layout durante le animazioni spesso interrompono l’esperienza dell’utente e possono influire in modo significativo sul punteggio CLS (Cumulative Layout Shift). Utilizzando la proprietà transform CSS per le animazioni, puoi evitare che gli elementi sulla pagina si spostino in modo imprevedibile. Le animazioni transform css, come scale o translate, aiutano a mantenere la posizione di altri contenuti sulla pagina. Questo porta a un’esperienza più stabile sul tuo sito.

Minimizza il contenuto inserito dinamicamente: 

I contenuti inseriti dinamicamente, come pubblicità, immagini o video che vengono caricati dopo la pagina web iniziale, spesso causano cambiamenti di layout. Questi spostamenti possono influire negativamente sul punteggio CLS (Cumulative Layout Shift). 

Per migliorare la stabilità visiva, è importante pre-allocare spazio per i contenuti caricati dinamicamente. Esistono diverse tecniche per questo, come impostare le dimensioni delle dimensioni nel tuo CSS, JavaScript o utilizzare le caselle di Aspect Ratio o i Segnaposto. Puoi trovare qui di seguito un esempio di impostazione delle dimensioni prima di inserire dinamicamente il contenuto con JavaScript:

<div id=”dynamic-content” class=”ad-container”></div>

<script>
    const adContainer = document.getElementById(‘dynamic-content’);
    adContainer.style.width = ‘300px’;  // Fixed width
    adContainer.style.height = ‘250px’; // Fixed height

    // Dynamically inject content
    adContainer.innerHTML = ‘<p>Ad will appear here</p>’;
</script>

Questo riduce al minimo l’impatto sull’esperienza dell’utente migliorando allo stesso tempo le metriche delle prestazioni relative al punteggio di spostamento del layout.

Perché i Core Web Vitals sono importanti?

I suggerimenti menzionati finora sono le migliori pratiche consigliate per l’ottimizzazione del sito web e influenzano anche positivamente i segnali di esperienza della pagina misurati dai Core Web Vitals di Google. 

Come proprietario di un sito web, è importante comprendere queste metriche. Questo può aiutarti a offrire un’esperienza positiva ai tuoi utenti, migliorare il posizionamento nei motori di ricerca e le prestazioni complessive della pagina web. 

È importante notare che l’algoritmo di ranking di Google viene continuamente aggiornato. Monitorare regolarmente i tuoi Core Web Vitals con strumenti come PageSpeed Insights o Search Console può aiutarti ad apportare le modifiche necessarie, mentre le aspettative degli utenti e gli algoritmi di ranking di Google si evolvono. In questo modo, stai impostando il tuo sito per un successo a lungo termine. 

Per ulteriori consigli dagli esperti sull’ottimizzazione del sito web, puoi scaricare il nostro ebook Ottimizzazione della velocità di WordPress e imparare come costruire un sito web ad alte prestazioni.

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Aggiornato: Ottobre 2024